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IL RIDOTTO

anno 4
numero 28
maggio 2010

ORGANO UFFICIALE DELLA COMPAGNIA DE CALZA I ANTICHI - BOLLETTINO MENSILE


venezia
san marco 2677
campo san maurizio

direttore Luca Colferai ♥ – divertirsi divertendo – ♥ priore Roberto Bianchin

Oppure: anche no I Antichi tornano a Cervia


di luca colo de fero colferai
per lo Sposalizio con il Mare in questo
numero
D onne meraviglio-
se ed uomini stupen-
di, ebbene sì! I Antichi
tornano a Cervia per lo sposa-
L a Compagnia de Calza è stata chiamata a Cervia per la
quarta volta e stavolta dal direttore artistico della manife-
stazione, il noto medievista professor Andrea Vitali, per fe-
steggiare a nostro modo, in occasione dell’Ascensione, l’antico ri-
to del matrimonio con quelle stesse acque che uniscono le civil-
Anatema del Priore
I Antichi a Cervia
lizio con il mare (alle pagine 3 e tà marinare di Venezia e di Cervia.Tutti i particolari a pagina 3. ◉
4): non ricordo più quante vol- Cartoline
te ci siamo stati; ma d’altronde dall’altra sponda
non ricordo più nulla, mica solo
questo. Il cervello si sa, è ormai La tranquillità
un’opinione. Come la proprietà della campagna
intellettuale: alcuni decerebra-
ti (non gli stessi del passato, de- Ecoturismo in Brasile
gli altri: si vede che si rinnovel-
lano di continuo) hanno ideato, Tarocchi: la Papessa
con una certa fatica,il primo fe-
stival di poesia erotica intitola- Poesia – Musica – Libri
to a Giorgio Baffo e lo hanno te- Teatro
nuto, con scelta infelice, il pri-
mo maggio. Che è, lo ricordia- Galliari, Veduta di Cervia nel 1813 (Österreichisches Staatarchiv, Vienna). L’Oroscopo della
mo, la festa del lavoro. Ma el Strega Jurubeba
sesso no xè miga un lavoro! Gà
dito Bob R. White. E infatti, se ¥ in programma in maggio µ Il gatto nell’Arte III
lo fosse, io per primo mi rifiu-
terei di farlo. Tant’è. Li abbia- Cervia A Tavola con I Antichi
mo anche cortesemente diffi- sabato 16 e domenica 17 maggio Storione Storie e
dati, visto che il festival di po- centro storico Storielle
orario continuato
esia erotica dedicato a Gior- «La Piazza delle Meravege»
gio Baffo l’abbiamo inventato rielaborazione affabulatoria
noi diciotto anni fa, ma non c’è mercantile e anche comica
stato niente da fare. Forse spe- delle vicende intercorse storicamente
tra la Serenissima Venezia
ravano che insorgessimo sulla e l’Inclita Cervia
stampa cittadina: non l’ab-
continua a pagina 2

leggete e diffondete
« il ridotto »
de i antichi
è divertente
e anche
intelligente
ilridotto@iantichi.org – www.iantichi.org
pagina 2 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

biamo fatto a ragione, che fosse finita ad ar- Bonagrazia» (1868-1935) che dem); più tante altre amene co-
per sottrar- redare il salotto di qualche ric- prende il nome dall’indimenti- sette che ci pareva giusto farvi
co sculacciatore di mucche o cabile personaggio goldoniano. sapere.
raddrizzatore di zucchi- È insomma un nostro antenato Segnalo il grande ritorno
ne (o sgranatore di pan- sotto tutti gli aspetti. Ah: Rioba di Leonardo Mello che è giu-
nocchie) dell’entro- no xè el cognome, propio el no- stamente contento della nuo-
terra, appoggiata so- me (Sandi e Afani xè i so fradei, va rotta intrapresa dal Tea-
pra il caminetto a pel- de piera anca lori). tro Stabile del Veneto (a pagi-
let, temporizzato e cli- Per dei motivi che potete im- na 13). Manca Michael Kron-
matizzante; oppure maginarvi anche da soli e che dl: è impegnatissimo nella ste-
che fosse precipi- dalla lettura se non li avete im- sura del suo prossimo e dolcis-
tata in canale e af- maginati potete capirli subito, simo libro, di cui avete potuto
fondata ne caran- la rubrica A Tavola con I Anti- assaggiare alcuni corollari nei
to; invece pare plau- chi è questo mese lunghissima numeri scorsi; volevo tradur-
sibie sia stata divelta da e di ciò andiamo fieri. re il capitolo del suo «The ta-
uno o più giovinastri di In questo numero trovere- ste of conquest» in cui si par-
sesso indefinito (ci piace te come di consueto i preziosi la di me, ma il tempo è venuto
immaginarli scolari mi- contributi di (in ordine alfabe- meno, sarà per una prossima
norenne statunitensi entusiasti tico): Neno Brasil (continua le volta. Scherzetto: per assoluta
delle regole italiche sulla vendi- sue note di viaggio lungo il fiu- mancanza di spazio e di tempo
ta degli alcolici). Sospiro di sol- me Uruguai, alle pagine 9 e 10), le Avventure del Marinaio Jo-
lievo. Oltre ad essere un simbo- Alessandro Burbank (poesia, a hnny sono rinviate al prossimo
re loro ogni possibile pubbli- lo della città, il vecio sior Rio- pagina 11), Lucas Christ (musi- numero!
cità. Il Gran Priore ha scaglia- ba dal naso de fero (protesi ag- ca, a pagina 14), Paolo Fiorindo Tornando ai decapitatori, mi
to un infuocato anatema: oc- giunta non troppi decenni fa) è (cronache dal contado, a pagi- ricordo ora di un mio antena-
chio, che gli anatemi de I An- stato anche eponimo di un glo- na 8), Marialuisa Pavanini (ar- to che, alle notizie della frene-
tichi portano sfiga (a pagina 5). rioso giornale veneziano, gior- te, alle pagine 20 e 21), la Stre- tica attività francese della ghi-
Tantissima. nale buffo, politico e pittoresco ga Jurubeba e il suo oroscopo (a gliottina durante la Rivoluzio-
Ma di ciò basta così. che fu stampato a più riprese pagina 28), David Vatovec (con ne del 1793 in cui si tagliava-
Grazie al cielo hanno ritro- nell’Ottocento (1848-1849, 1860 la sua cartolina, a pagina 7), no teste a dritta e a manca, co-
vato la testa del decapitato Sior e 1866) che fu un faro di garbo e Andrea Vitali (tarocchi, alle pa- sì commentò un mattino sedu-
Antonio Rioba, simbolo vene- ribellione al deprimente domi- gine 17-19), i calembour demen- to al Florian leggendo il giorna-
ziano. Con calma, ovviamen- nio austriaco. Il giornale «Sior ziale dell’Inconsolabile Con- le: «Be’ sempre meglio farsi ta-
te, quattro giorni dopo, in un Antonio Rioba» fu poi padre sole (a pagina 26), le Lampi- gliare la testa che i cogioni...».
sotoportego vicino. Si temeva, del trisettimanale «Sior Tonin sterie di Enzo Rosso Ròiss (ibi- Buona lettura. ◉

Roberto Bianchin la storia e le spezie


NON RICORDO PIÙ NULLA venezia - amsterdam - lisbona

una girandola di racconti passato e presente


Quindici racconti, alcuni dei quali inedi-
un libro di michael krondl
RobeRto bianchin ti, altri pubblicati su quotidiani, riviste e in
vari volumi, tratteggiano in questo libro,
con pennellate a colori vivaci, il mondo Il Ridotto è l’Organo Ufficiale in inglese e in portoghese
Non ricordo più nulla onirico, surreale e magico, che ha già fatto
arditamente capolino nei romanzi di Ro-
berto Bianchin.
della Compagnia de Calza
Autore di nicchia, minoritario per voca-
zione, sempre fedele al suo linguaggio «I Antichi»
Fondata da Zane Cope
Racconti spiazzante attraversato da un’ironia surre-
ale in bilico fra il comico e il malinconico,
lo scrittore veneziano dà vita a una stupe-
facente galleria di personaggi folli e stra-
vaganti, poetici e romantici, che si muo-
vono sullo sfondo degli scenari a lui più
Bollettino Dedicato ai Membri
RobeRto bianchin – non RicoRdo più nulla

cari. Dal mondo della musica come ne «Il


batterista dei Navigli», a quello del circo
come in «Delia, l’acrobata dell’Alzaia» e
«L’uomo che moriva due volte al giorno»,
Tiratura fisica limitata 100 copie
Panoplia in Distribuzione Gratuita
da quello degli spettacoli di Carnevale co-
me in «Non ricordo più nulla» e «Mi chia-
mi pure Casanova, Mister Bond», a quel-
lo dello sport come in «Sventolano ancora in Campo San Maurizio
le bandiere» e «Le partite incominciavano
in cucina».
Ma qui l’autore spazia anche oltre. Fino
e per Internet senza Limiti
Stampa (a volte) per meravigliosa armonia
a piombare nei temi culturali e in quel-
li di più stretta attualità, come in «Faccia
di pazienza fatica intelletto luci e pigmenti: Luca Colferai
da schiaffi», «La mattina dei fogli parlan-
ti», «Nessuna fine mai». Per arrivare a de-
dicare un’attenzione tutta particolare alle
suggestioni che gli provengono dalla sua
città natale, la Serenissima Venezia, e dai
suoi molti problemi, visti sempre sotto la
lente d’ingrandimento di un’ironia sottile,
Direttore irResponsabile:
spesso dissacrante, che a volte si stempe-
ra nella nostalgia del tempo andato come Luca Colo de Fero Colferai
in «Ma che flash la vita» e ne «E i fantasmi
salirono dall’acqua dei canali», e altre vol-
Hanno collaborato, chi più e chi meno:
te diventa invece perfida, e si trasforma in
sarcasmo, come in «La notte che crollò il
Judith Jurubeba Souza Bomfim Zancopè, Michael Krondl,
ponte di Calatrava», «Il mistero della diga
lunata», «Il giorno che Nando tornò a Ve-
neland». Maria Lusia Pavanini Zennaro, Lucas Christ, Leonardo Mello,
Una girandola di invenzioni e colpi di sce-
Enzo Rossi-Ròiss, Ilze Jaunberga, Andrea Merola, Roberto Bianchin,
na, sostenuti da una scrittura strepitosa,

i antichi Carlo Bullo, Sebastiano Casellati, Bruno Dolcetta, Alessandro Burbank,


e dipinti all’acquerello con i colori auda-
ci del burlesque.
Paolo Fiorindo, David Vatovec, Andrea Vitali, Valeria Bolgan.
i antichi editori
editori
venezia venezia

Ove non diversamente indicato le immagini sono tratte da:


wikipedia.org; wga.hu; gutenberg.org; archivio privato de I Antichi.
IN LIBRERIA! telefono: 041 5265131
e-mail: ilridotto@iantichi.org – www.iantichi.org
lo trovate su
I Antichi Editori – 20 € Registrazione presso il Tribunale di Venezia 172/10 n. 3 del 29 gennaio 2010
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Il Ridotto esce quando è pronto.
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 3

L’ avvenente sirena
Cleò, unico esemplare
vivente dell’Adriatico,
di proprietà degli Antichi che
la pescarono nelle acque del-
falomanzia Comparata» del
Professor Michael Von Bohrug
del famoso circolo scientifi-
co dei «Passerotti di Ratisbo-
na», Onfalone degli Onfalonni
la laguna di Venezia pochi an-
ni fa (ma era in acqua da mol- I Antichi con la Sirena Cleo’ aveva perfezionato i suoi studi
sull’argomento proprio sui li-
ti) celebrerà a Cervia lo «Spo-
salizio del Mare» sabato 15 e
domenica 16 maggio 2010 per
a Cervia sposano il Mare di romagnoli, ottenendo risul-
tati mirabolanti nella predi-
zione le volte che effettuava la
iniziativa della Compagnia de
Calza.
.
di roberto bob r white bianchin gran priore de i antichi lettura dell’ombelico attraver-
so un cristallo del celebre sa-
L’associazione culturale ve- le di Cervia. E proprio questo
neziana, gruppo storico del nati spetta- Fiorìn, e con- sarà l’esperimento più atteso
Carnevale, è stata chiamata a coli antichi, cludere con dall’intera comunità scientifi-
Cervia per la quarta volta dal e il rispetto gli spettacola- ca internazionale.
Direttore Artistico della mani- della cultura ri esperimen- Intorno al palco dello spetta-
festazione, il noto medievista e della storia ti di Onfalo- colo, il mercatino dell’antiqua-
Professor Andrea Vitali, per fe- della città. manzia con- riato veneziano proporrà solo
steggiare a suo modo, in occa- A C e r- dotti da Bob prodotti tipici e originali, ope-
sione dell’Ascensione, l’antico v ia , dove R. White. ra di artigiani veneziani, co-
rito del matrimonio con quel- nel 1998 ini- Basata sugli me preziose stoffe e vetri an-
le stesse acque che uniscono le ziò per germi- studi condotti tichi, perline, carte, quaderni,
civiltà marinare di Venezia e di nazione spon- dal celebre Vi- stampe, maschere, libri, imma-
Cervia. tanea la fortu- sconte Onfalo- gini religiose e santini di devo-
Nella piazzetta antistante il nata saga, poi ne degli Onfa- zione, alcuni dei quali verran-
Municipio, la Compagnia de mai più interrot- lonni, nato a Vene- no dipinti sul posto, in diret-
Calza «I Antichi» unitamen- ta e dal vivo, dal noto artista
te alla più giovane Compa- e illustratore veneziano Paolo
gnia de Calza «I Giovani Anti- Fiorindo. Animeranno il mer-
chi», farà rivivere, nei costumi catino i personaggi di Jurube-
dell’epoca, le straordinarie at- ba Bomfim, Virginia Cianchi-
mosfere di un antico campiel- ni, Lisa Scalco, Bruno Dolcet-
lo veneziano del 1500, con esi- ta, Zan Zorzi Zancopè.
bizioni di narratori e poeti, co- Al seguito della sirena Cleo’,
mici e saltimbanchi e pittori, interpretata dall’étoile del ta-
con un mercatino veneziano di barin Nice Silvestrì, che apri-
prodotti tipici dell’antiquaria- rà il grande corteo storico su
to, e un’antica taverna venezia- un antico carro dei salinari
na con le damigiane di vino e i addobbato di alghe profuma-
giochi dei dadi, delle carte, dei te, pesci di laguna, reti da pe-
tarocchi, delle conchiglie e del sca e caparossoli giganti, l’uo-
«biribissi», l’antenato venezia- mo che l’ha pescata e che con-
no della roulette riscoperto da- tinuamente è obbligato a
gli Antichi. ta, dei Gemellini Casanova, e zia nel 1589 e scomparso in cir- continua a pagina 6
Lo spettacolo, intitolato «La dove gli Antichi hanno già ce- costanze rimaste ignote in lo-
Piazza delle Meravege», ri- lebrato con successo lo «Sposa- calità rimasta anch’essa igno-
prende il nome di una delle lizio del mare» e il Tricentena- ta intorno al 1524, che secondo
più felici iniziative degli An- rio della nascita della città ro- le antiche cronache ebbe modo
tichi, messa in scena in Piaz- magnola negli anni 1997, 1998 di esercitare la sua nobile arte
za San Marco durante i Car- e 2001, quest’anno la Compa- anche in terra di Romagna ot-
nevali veneziani del 1992 e del gnia de Calza presenterà, per la tenendo importanti riconosci-
1993. Ideata dall’attuale Procu- regia di Roberto Bianchin e Lu- menti dalla Confraternita dei
rator Grando e Priore Onorario ca Colferai, alcune scene da un Salinari per i servigi resi e le
della Compagnia, Luca Colfe- antico varietà cinquecentesco. benemerenze acquisite pres-
rai, viene ancora oggi ricorda- Si comincerà con il racconto so quelle popolazioni, l’anti-
ta come un raro esempio, per storico-comico degli incontri e ca scienza dell’Onfalomanzia
non dire l’unico, di una piazza scontri avvenuti nell’antichità si basa sulla niente affatto co-
interpretata e vissuta a misu- tra Cervia e Venezia, rievoca- mune capacità di predire il fu-
ra d’uomo, con i palchetti della ti da Colo de Fero con la com- turo – e talvolta anche il pas-
commedia dell’arte e i tavolac- plicità di Alessandro Burbank sato, raramente il presen-
ci dei saltimbanchi a ripropor- e Niccolò Polesello, per prose- te – attraverso la lettura
re intatto il fascino divertito di guire con le soavi elegie rina- dell’ombelico. Secon-
un tempo, lo stupore dei raffi- scimentali del celestiale Fra’ do il «Trattato di On-
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Genesi di un mito:
i Gemellini Casanova
A Cervia, nel giorno
del trecentesimo com-
pleanno della città e
nell’ennesimo anno celebra-
tivo di Giangiacomo Casano-
va, si affacciano alla ribalta del
mondo i più indiavolati perso-
naggi incarnati da I Antichi: i
Gemellini Casanova.
I loro primi vagiti, su un pra-
ticabile in un angolo di strada
sono prorompenti: per un inte-
ro pomeriggio un Gemello ten-
ta di superare il primo paragra-
fo della famosissima descrizio-
ne della fuga dai Piombi rea-
lizzata dal loro Gemello, men-
tre l’altro Gemello lo interrom-
pe inesorabilmente reiterata-
mente. Ma come nascono real-
mente i Gemellini Casanova?
Quando e come furono fecon-
dati i loro fervidi ovuli imma-
ginifici? Ecco qua.
In uno splendido pomerig-
gio di mezzo maggio, mentre il
profumo dei glicini e delle ma-
gnolie in fiore si spande ine-
briante nelle splendide stan-
ze avite della casa a un di pres-
so dal mare, Colo de Fero mi-
topoietico e pluriartefice, nu-
do e destato da un breve trepi-
do torpore lavorativo addenta
una mela mentre si aggira nu-
do per casa. Al primo morso un
pallino da caccia. Urca.
Estratto il corpo estraneo in-
formemente plasmato dalla
morsa dei denti, esclama:
– Ah ho capito! Devo dirglie-
lo subito – e telefona immanti-
nente al direttore artistico Bob
R. White.
C.d.F: – Perché Giacomo Ca-
sanova faceva tutto quello che
faceva, e come faceva a farlo?
B.R.W.: (attento attonito
silenzio). mente eterosessuale e uno farne qualcosa. condati di solidi platonici Co-
C.d.F: – Perché non era un so- drasticamente... E il pallino da caccia? Ma è lo de Fero e Bob R. White so-
lo uomo, no. Egli non era un B.R.W.: – Omosessuale! Non ovvio: le mele vengono caccia- no gradivi dei Gemellini Ca-
uomo solo. riesco ancora a capire che co- te dai cacciatori al pari di fagia- sanova; in basso, ecco sono na-
Pausa. sa significhi questa parola, ma ni e pernici e nelle terre sola- ti e stanno vagendo, notare la
C.d.F: – Ma erano due. Due me la ripetono da quando ero tie si allevano sferiche mele da freccia di direzione obbligata.
gemelli. Uguali ma diver- ragazzo; e se me la ripetono da richiamo e affilati levrieri da Non c’è altra via d’uscita; sot-
si. Uno il braccio e l’altro la così tanto tempo, dev’essere riporto. to sotto, nella foto piccola, un
mente... una cosa bellissima! Nelle foto: un tuffo nel passa- anno dopo i Gemellini sanno
Pausa. C.d.F: – Infatti. to: Cervia 29 – 31 maggio 1998. già camminare e danzare. E
C.d.F: – Uno splendida- All’unisono: - Dovremmo In alto, nel pomeriggio, cir- si moltiplicano: sono già tre! ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 5

B affo, ah, Baffo! Chi


l’avrebbe mai detto che
no i te gavaria lassà in
pase gnanca morto! Ci risia-
mo coi copioni, Baffo. Ma che
ogni mezzo a partire da quel-
li legali. Di qui l’invito e la dif-
fida che come Compagnia de
Calza abbiamo ufficialmen-
te rivolto, attraverso il Procu-
mondo buzaron!
Era già successo qualche an- Falso Festival Baffo: ci risiamo coi copioni! rator Grando, ai nostri malde-
stri imitatori, di fare pure tutte
no fa che un gruppetto di de-
spossenti, definiti più corret-
tamente decerebrati dal Pro-
L’anatema del Priore le manifestazioni erotiche che
vogliono, ma di non permet-
tersi di usare il nostro titolo e
curator Grando degli Antichi
Luca «Colo de Fero» Colfe-
.
di roberto bob r white bianchin gran priore de i antichi il nostro marchio. Li abbiamo
altresì amabilmente esortati a
rai, tentasse – peraltro con as- un minimo sforzo di fantasia
sai scarsa fortuna – di imitare (ammesso che ne siano dota-
l’inimitabile Festival Interna- ti) per cambiare denominazio-
zionale di Poesia Erotica Baf- ne al loro infelice e brutale ten-
fo-Zancopè della Compagnia tativo di scopiazzatura. Anche
de Calza «I Antichi» allesten- perché, svergognati copioni,
do una manifestazione teori- se c’è qualcuno a Venezia che
camente analoga, in realtà in- si è dato da fare per tirar fuo-
finitamente più modesta sot- ri dall’oblio e dalla desmente-
to ogni aspetto, ma che impu- ganza la figura e l’opera di Zor-
dentemente portava lo stesso zi Alvise Baffo quand’era di-
titolo della nostra. Fummo co- menticato e negletto da tutti,
stretti a diffidarli formalmen- questa è proprio la Compagnia
te. Loro, correttamente, cam- de Calza, che non a caso lo ha
biarono titolo. Poi proseguiro- eletto ed eretto a «nume tutela-
no per alcune desolanti edizio- re» degli Antichi.
ni finché la cancellarono – era Sappiate, inverecondi copio-
inevitabile – senza che nessu- ni, che negli ultimi trent’an-
no avesse qualche motivo per ni (30 anni!) gli abbiamo de-
rimpiangerla. pre da un folto gruppo di poeti che molto precise che lo ren- dicato decine e decine di ma-
Ora accade che un altro grup- e di appassionati di ogni parte dono unico e inimitabile, non nifestazioni: diciott’anni fila-
petto di despossenti imitato- del mondo, e impreziosito nel confondibile, non copiabile e ti di Festival di Poesia Erotica
ri, non sappiamo se a corto di corso degli anni da importanti nemmeno esportabile se non – che rimane l’Unico, l’Origi-
idee proprie o se per sfruttare presenze – da Milena Vukotic da noi stessi, che non a caso lo nale, l’Inimitabile – e innume-
un’idea e un marchio di suc- a Maurizio Scaparro – di ospi- abbiamo portato più volte in revoli serate di poesia, e anche
cesso (nostri), ci riprova. Si ve- ti illustri. varie città italiane, europee e una lapide che lo ricorda con le
de proprio che la mamma dei Noi dell’associazione cultu- persino africane, nel corso de- parole di Apollinai-
copioni è sempre incinta co- rale Compagnia de Calza «I gli anni. re che abbiamo
me quella dei cretini. Leggia- Antichi» siamo sinceramen- Capiamoci, copioni. apposto sulla
mo infatti in un trafiletto su te felici che qualcun altro a Ve- Non intendiamo certo van- facciata della
«La Nuova Venezia» (giusto, nezia segua le nostre orme de- tare alcuna esclusiva sul no- sua casa di
non meritava più di un trafilet- dicando iniziative al grande me e sull’opera di Zorzi Alvi- continua a pagina 6
to) che una sedicente «associa- poeta Zorzi Alvise Baffo co- se Baffo – ci manchereb-
zione veneziana», che ovvia- me ai poeti erotici di oggi. Ma be, Baffo appartiene al-
mente non è la nostra, ha or- non possiamo accettare in al- la letteratura mondia-
ganizzato il «Primo Festival cun modo che queste iniziati- le – né su manifesta-
di Poesia Erotica Giorgio Baf- ve portino lo stesso nome delle zioni poetiche lega-
fo». Ma che cazzo? Il «Festival nostre iniziative, non solo per- te all’erotismo. Ma
Internazionale di Poesia Ero- ché sono ben più antiche ma sui titoli sì. Il tito-
tica Baffo-Zancopè», intito- anche perché sono quelle origi- lo di un festival, come
lato al sommo vate e al fonda- nali. Questo anche per non in- di uno spettacolo, di un li-
tore degli Antichi, ideato e or- generare confusione tra i poeti bro o di una canzone, prima di
ganizzato dalla Compagnia de e nell’opinione pubblica. Il no- tutto è un’idea originale frut-
Calza per iniziativa dell’attua- stro Festival, come sanno be- to dell’ingegno, e in quanto ta-
le Gran Priore Roberto «Bob R. ne tutti coloro (e non sono po- le è di proprietà esclusiva di
White» Bianchin, esiste fin dal chi) che lo seguono da anni, ha chi lo ha creato. È protetto
1993! E lo scorso Carnevale è un’identità e delle caratteristi- in tutti i paesi del mon-
felicemente diventato maggio- do dalle leggi sul copy-
renne, giungendo al- right e sul dirit-
la sua 18ª (diciottesi- to d’autore.
ma!) edizione conse- E quindi va
cutiva, seguito sem- difeso con
pagina 6 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

I Antichi a Cervia
continua da pagina 3
rinfrescarle con un innaffia-
toio la stupenda coda, il pesca-
tore chioggiotto Carlo R. Bul-
lo, el Procurator da Mar (e an-
ca D’Amar) Gianni John Mat-
thews Matteucci, la Cortigiana
pentita Donna Lucrezia (San-
dra Vigarani), la Nobildonna
mai doma Daniela Barovier
e, immancabile, l’insuperabi-
le Doge di Venezia Papi Aldo
Bumba I magistralmente in-
terpretato, come accade ormai
da trent’anni, dal veterano del-
la Calza Aldo Colferai.
La Calza porterà al Sinda-
co di Cervia i doni e una let-
tera personale del Sindaco
di Venezia Giorgio Orsoni. ◉

Falso Festival Baffo Un tuffo nel passato prossimo, ma ormai purtroppo e ingiustamente remoto:ventidue maggio del 2005,
Colo de Fero ( a sinistra) e Bob R. White (a destra, di nuca) tempestano furiosamente le tastiere dei
continua da pagina 5 loro portatili nella redazione titanica della «Storia de I Antichi» che vedrà la luce, dopo inenarrabili
campo San Maurizio, e poi fatiche, l’anno dopo. Al centro, meraviglioso, CuginoMichele li assiste spulciando e commentando
convegni e dibattiti sulla sua alcune carte tratte dall’incasinatissimo archivio della Compagnia de Calza (che vedete alle spalle di
opera con la presenza dei suoi Colo de Fero). Il poderoso CuginoMichele , Gran Khan de I Antichi, è mancato nell’agosto (26) dell’anno
maggiori esperti e studiosi, da scorso, troppo presto e secondo noi ingiustificatamente.
Elio Bartolini a Piero Chiara, e
poi feste e cene e spettacoli nei
campi e nei teatri, con la par-
tecipazione di personaggi ce-
lebri suoi ammiratori come il
regista Tinto Brass, e persino
un’operina buffa, «Il Baffo di Gioca al gratta e vinci Echi: a New York, calabrache all’americana
Mozart», che abbiamo messo
in scena al Gran Teatro La Fe-
nice di Venezia.
e non vince niente! la crociata del senatore contro i culi al vento
Vi basta, copioni? Voi dove
cazzo eravate? Fate pure quel-
lo che volete, ma evitate di co-
piarci volgarmente i titoli e le
idee. Cambiate titolo, copioni,
È accaduto in campo
san Maurizio a Carlo R.
Bullo, celebre pranote-
rapeuta epistemologico del-
la Compagnia de Calza «I
P erché i genitori per-
mettono tutto questo?
È la domanda, pronta-
mente ripresa dai mezi di
informazione di massa
calati quasi fin lì... Sul vago-
ne ci siamo guardati tutti con
disgusto ma nessuno ha osato
proferire una parola. Ho pen-
sato che era il momento di di-
alle vostre stentate eiaculazio- Antichi». Dopo aver com- nel mondo che in- re basta». Infatti, pare con un
ni. Altrimenti avrete a che fa- prato il grattaevinci del ti- quieta i sonni e le gesto anche comprensibile di
re con l’ira funesta nostra e del po prendi tutto, in cui bi- veglie del senato- ribellione, i giovinastri afro-
nostro vate. E sappiate che a sogna grattare le imma- re Eric Adams di americani rimbambiti da do-
quelli che inverecondamente ci gini di cinque palli- New York: «Ero si massicce di rap (e anche al-
copiano, come successe a que- ne e dieci gettoni, ed in metropolita- tro) si aggirano per la metro-
gli altri despossenti che ci co- aver appunto grat- na e davanti a poli a braghe calate, in un ine-
piarono l’Ombralonga (ma non tato tutto, appog- me c’era uno di quivocabile messaggio co-
riuscite proprio a inventar- giato in pieno sole questi ragazzo- smopolita. Il senatore vede il
vi qualcosa di vostro, despos- alla vera da pozzo ni con i pantalo- pantalone che scopre le mu-
senti che non siete altro?) ri- cinquecentesca ni tirati giù che tande come l’ultima degene-
sponderemo come rispondeva del campo, Car- non solo scopri- razione dell’immagine del
Zorzi Alvise Baffo a quelli che lo R. Bullo ha sco- vano le mutan- popolo nero. Riuscirà l’eroi-
gli rompevano i coglioni. Con perto di non aver de: scopriva- co riformista dei costumi ad
l’unico modo baffescamente vinto nulla. «E te no tutto il se- arginare la moda che – secon-
possibile: «mostrarghe el mu- pareva!» ha com- dere, anche do noi – solo apparentemente
so, e po’ voltarghe ‘l culo»! ◉ mentato. (l. c.) ◉ gli slip erano degrada chi la adotta? (l. c.) ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 7

Cartoline dall’altra sponda


da Capodistria david vatovec

Scattata il 3 maggio nella «Taverna»: che per secoli fu un magazzino del sale all’epoca della Repubblica di Venezia, poi trasformata appunto in Taverna – ovvero
ristorante non proprio da gourmet. Poi di nuovo addetta a centro commerciale per negozi di articoli sportivi (di cui si fa beffa il ragazzo che gioca a palla) e infine
ristrutturata ed ora diventata almeno luogo multidisciplinare per eventi, raduni e concerti. Negli ultimi anni è purtroppo anche testimone della diffusione
forsennata delle palme a Capodistria nei borghi della città storica (altrimenti i turisti non capiscono di essere in vacanza, se non ci sono le palme). Tanti cari saluti
quasi estivi dal vostro affezionato David Vatovec.

A lcune notizie cla-


morose hanno tenu-
to banco sui principa-
li mezzi di comunicazione di
massa nelle ultime settimane.
Echi massmediatici: ridi che ti passa
nell’incomprensibile sigla no-
ta come Consdabi di Beneven-
di lavoro, appunto il cinquan-
tenne l’artigiano trevigiano
nuti di visioni comiche; esami-
nato il sangue dei volontari i ri-
cercatori hanno notato un mi-
glioramento dell’equilibrio or-
monale, un abbassamento di
to, Subnational focal point del- benestante, single e innamora- Cortisolo ed epinefrina (che
In un mondo dai confini sem- la Fao. tissimo della sua badante Enri- aumentano sotto stress), di-
pre più labili, una gallina di- que. I due sono scoppiati in la- minuita anche la leptina e au-
venta gallo: fa l’uovo e anche Per rimanere in tema, un cin- crime e si sono abbracciati ap- mentata la grelina, con l’effetto
chicchiricchì. È prodigiosa- quantenne artigiano trevigia- passionatamente, lui le ha pro- di un miglioramento dell’appe-
mente accaduto in un pollaio no benestante si è innamora- messo di seguirla ovunque. tito, ridotto anche il colesterolo
amatoriale in una pioppeta to- to perdutamente dell’avvenen- cattivo. Secondo Lee Berk «la
scana: l’unica gallina soprav- te badante peruviana trenta- Un fondamentale studio è risposta dell’organismo a un
vissuta all’ennesima strage di quattrenne, ma interviene ino- stato condotto dai ricercatori riso prolungato è analoga alla
un predatore ha raddoppiato pinatamente la pubblica sicu- della Loma Linda University risposta che si ha dopo un’at-
il sesso. Spavento ormonale o rezza: durante una retata sulla in California guidati dallo spe- tività fisica moderata, aumen-
strategia evolutiva? La doman- Pontebbana gli agenti di poli- cialista in medicina preventi- to di appetito incluso» quin-
da ha gettato nello scompiglio zia arrestano il peruviano En- va Lee Berk; dopo aver arruo- di lo sconsiglia agli obesi. Do-
genetisti comportamentisti rique, splendido transessuale lato una ventina di volontari, po aver constatato che la visio-
evoluzionisti e anche le ferro- mercenario, mentre si prostitu- li hanno sottoposti alla visio- ne di film tristi produce un ef-
vie, visto che la gallina/gallo è isce e lo espellono di brutto dal ne di film o vari sketch comici, fetto diverso ma contrario, i
stata trasportata in treno dal paese per vari reati minori e so- scelti da loro stessi (i volontari, ricercatori hanno annuncia-
Lido di Camaiore a Napoli per prattutto perché clandestino. non i ricercatori): l’esperimen- to di voler ora studiare gli «ef-
essere prima studiata nella fa- Per formalizzare il provvedi- to è durato tre settimane, con fetti benefici dell’ascoltare
coltà di Agraria di Portici e poi mento convocano il suo datore sedute quotidiane di venti mi- musica o del cantare». (l. c.) ◉
pagina 8 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

A llora: dietro casa


mia, che quindici an-
ni fa era tutto vigneto
e campi, ora c’è una zona resi-
Cronache dal contado.
Quaggiù, dove anche la miseria è un lusso.
suo rombo ovatta l cielo come
il rumore cosmico dei pianeti
in rivoluzione nel sistema sola-
re. Per fortuna, tutto questo si-
denziale di villette con giardi-
no. Sono stati anni duri, per le
mie gentili orecchie e per man-
La tranquillità della campagna lenzio innaturale cominciava a
inquietarmi!
Ah, dimenticavo: dietro casa,
tenere la concentrazione sul- dal nostro corrispondente a Torre di Mosto paolo fiorindo quelli che organizzavano le fe-
le opere da realizzare, almeno ste tecno col tunf-tunf a cento-
finché i lavori rumorosi per- sessanta battiti al minuto, han-
duravano. Camion, motopìc non rimane nulla da tagliare. cui altri botti di gomme che si no avuto qualche rogna per via
(martelli pneumatici, per spac- Ogni casetta ha un allar- scappellano violentemente sui della sostanza e ora sono in
care cosa poi, visto che stava- me che all’occorrenza, ogni bordi della strada e tonfi di au- aspettativa. Mentre invece il
no costruendo e non demolen- notte (cioè tutte le notti, tran- to che abbattono il cartello con ragazzo che fa le prove con la
do), betoniere, gru che stride- ne quando ci sono i ladri) scat- la freccia, che lo cambiano due batteria in garage, (gli ho chie-
vano, martellate, trapani e fles- ta da solo per motivi misteriosi volte al mese, poveraccio. sto che musica faceva, mi ha
sibili, ancora martellate, anco- e arcani e ulula o fischia a sin- Oltre, di là dal fiume che non risposto progressive-grunge,
ra trapani, bordate di bestem- ghiozzo in solitaria angoscia c’è più (interrato dalla strada) spero si scriva così) all’inizio
mie, scorregge, grida e florile- per ore, fino a esaurimento. A e gli alberi (tutti massacrati), ci fastidiosamente insopporta-
gi d’ingiurie. fianco (destro) ho un vicino ar- sono un paio di serragli con le bile, col tempo è molto miglio-
Mancavano i carri armati, i rivato da due tre anni che per anatre che di notte, a distanza rato, lo devo dire (secondo me,
mitragliatori e i giornalisti col oscuri motivi (forse appartiene di un minuto e 12 secondi (cro- cito a orecchio, sta passando al
teleobiettivo e l’impianto tra- alla setta dei trapanisti, devo nometrate) partono col concer- reggae) e ora mi lascia abba-
smittente satellitare (i bunker consultare un esorcista) sin dal to starnazza-gospel. Dall’altra stanza quieto perché è in spiag-
seminterrati quelli c’erano) e primo giorno d’insediamento parte, verso sud-ovest ci sono: gia a lavorare. Ma ha detto che
potevamo pensare di essere in trapana e ci dà dentro col mo- mucche, capre e vitelli che mu- la stagione finisce il 21 ago-
guerra anche noi, come in Bo- topìc (con pause anche di ot- golano alla lu- sto e che poi ritorna a casa. ◉
snia. Poi, un giorno, la quiete, to dieci giorni, però, devo am- na (anche
di nuovo. Ma durò poco, e vi metterlo, ogni volta che s’in- qua n-
spiego perché. fortuna o va in ferie), e la mo- do c’è
Ogni villetta ha il suo giar- glie (o presunta tale) gli lascia nuvo-
dino chiuso con mura e rin- fare e non grida a ogni ora co- lo), pa-
ghiera (come in Africa ogni ca- me la signora della casetta che voni che
panna ha il suo recinto chiu- sta poco più in là, alla mia si- gridano
so con la palizzata di rami ri- nistra, oltre l’orto e il campicel- chiamando di-
torti); in ogni giardino c’è co- lo. Suo marito allora tenta di sgrazie (che pun-
me minimo un cane (in alcu- zittirla col getto della gomma tualmente succe-
ni due o tre), che appena passa dell’acqua, ma d’inverno, cau- dono), trattori ac-
una persona abbaia, e fa abba- sa il gelo, gli tocca soccombere cesi che devo an-
iare il collega cane del vicino, e allora si vendica giocando il cora capire che czz
e l’altro ancora e via così fino tutto per tutto, cioè apponendo di lavori facciano
a Pordenone a nord, alle Pre- su portone della villetta il car- di notte. Poi, di not-
alpi a ovest e a Mestre a sud (a tello «vendesi» (con o senza te, civette pettegole, ca-
est niente, che dopo Caorle c’è moglie non è indicato). ni da caccia perennemen-
il mare, e i pesci non abbaiano, Davanti casa mia invece (li- te affamati che si lagnano
almeno che io sappia), e più in mite 30 - trenta - all’ora) scor- a oltranza come Marcan-
là non so perché sono zone che razzano a manetta motorette tonio Bragadin mentre lo
frequento raramente. Ogni re- e moto di tutti i tipi, tra cui un stavano spellando vivo do-
sidente poi, altre all’automobi- paio che col loro rombo fanno po Famagosta, l’eco sommesso
le (dotata di silenziatore a nor- scivolare giù i coppi e mi fan- di un karaokista improvvisato,
ma di legge, però) ha come mi- no scappare la cagna ventre a che si sta esibendo nel giardi-
nimo (ripeto, come minimo) un terra. Il limite di velocità fini- no della pizzeria aperta in pie-
tagliaerba a ruote o a filo che sce, con tanto di segnale di li- na zona agricola.
può usare in qualsiasi momen- bera corsa, accelera e sfoga- In questo momento però, ore
to, giorno o notte (non tutti gli ti finalmente, cento metri pri- 23.33, noto con orrore che non
insonni guardano i film porno ma dello stop che immette sul- si sente alcun rumore, nean-
o saccheggiano il frigo), facen- la provinciale. Segna (il segna- che quello dei due camion che
do sì che agli altri residenti, per le) che da lì fino allo stop puoi di solito si riscaldano alme-
emulazione, venga in mente di correre alla velocità che vuoi, no mezz’ora prima di fare ciuf
fare altrettanto. L’erba dietro e quindi frenate improvvise e e partire per il solito viaggio in
casa mia è sempre rasatissima s’ciocchi (botti tra lamiere). Per Emilia. Ah no, passa un aereo!
appena sopra le radici, poverel- non parlare dei cordoli delle ai- Lontano lontano, altissimo, e il
la... e di notte vai con l’irriga- uole che delimitano le carreg-
zione, altrimenti il giorno dopo giate: altrettanto traditori, per
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 9

O ggi praticare un tu-


rismo più attento al fu-
turo, con un impatto
ambientale ridotto, è diventato
un’importante alternativa eco-
Turismo sostenibile e avventura: discendendo
il Rio Uruguai, parte seconda
te ricercati: cascudo (così chia-
mati perché ricoperti di plac-
che ossee), tilapia (importa-
to dall’Africa e perfettamente
adattato in Brasile) e lo spetta-
nomica nella regione del fiume dal nostro corrispondente nell’Isola di Santa Catarina in Brasile neno brazil colare dourado (che è veramen-
Uruguai. Un turismo di que- te dorato), che rappresentano
sto tipo riesce ad unire lo svi- un’attrattiva anche per un’al-
luppo economico con la prote- no per lavorare e sostenere pro- termali del mondo e si distribu- tra attività turistica e naturale:
zione della biodiversità, oltre getti sociali e culturali). iscono lungo il percorso del fiu- la pesca sportiva.
a costringere inevitabilmente La geologia del grande baci- me affiorando nelle zone bal- È un’attività che impiega ma-
gli abitanti alla massima cura no idrico e l’Aqüífero Guara- neari di Piratuba, Ita, Águas de nodopera locale che conosce il
per il potenziale dell’ambien- ni (la maggior riserva d’acqua Chapecó, e nella Isola Rotonda fiume e i luoghi migliori per la
te fluviale e per le qualità na- sotterranea del mondo, un im- (Ilha Redonda, a Palmitos) pro- pesca; oltre ad alimentare al-
turali della zona: se la natura menso serbatoio d’acqua che prio nell’area sperimentale e berghi e pensioni, ristoran-

si degrada i turisti non vengo- Il documentario «Fiume Uruguai, dalle nuvole alle rapide», le cui ti e tutto l’indotto (così si dice,
no più. note di realizzazione sono raccolte in queste pagine (e nell’articolo no?) necessario per l’accoglien-
La presenza di animali sel- precedente nel numero 27 del Ridotto) ha vinto il terzo premio nel- za dei pescatori alla ricerca dei
vaggi come le lontre, incon- la categoria Natura ed Ecologia alla prestigiosa rassegna cinema- pesci d’oro.
trate dai ricercatori dell’Istitu- tografica Brazil International Tourism Film Festival. Il film, rea- Il dourado si nutre di piccoli
to Ekko Brasil (di cui sono fe- lizzato da Ekko Brasil e Cristal Broadcast e Rbs Tv, è visibile qui: pesci che caccia di preferenza
lice di far parte), sono un buon 1. puntata: nelle rapide, si sposta in banchi
indicatore della salute del vec- http://mediacenter.clicrbs.com.br/templates/player.aspx?uf=2&contentID=107103&channel=47 e compie lunghe migrazioni su
chio Uruguai. Questi indizi 2. puntata: per il fiume, fino a quattrocen-
mostrano la possibilità di ap- http://mediacenter.clicrbs.com.br/templates/player.aspx?uf=2&contentID=108161&channel=47 to chilometri di percorso, co-
plicare in questa regione un prendo una media di quindi-
progetto di conservazione am- si estende per tutto il sud del dimostrativa della spedizione ci chilometri al giorno, per sa-
bientale come sostegno per un Brasile, il Paraguay, il nord del Programma Turismo So- lire il più possibile a deposita-
nuovo tipo di turismo, che - con dell’Argentina e un pezzo di stenibile nel Rio Uruguai. re le uova. È il più grande dei
un neologismo e sufficiente- Uruguay) forniscono a questa In questo punto il fiume rag- pesci con squame del Rio Uru-
mente orribile e plurilingue da zona acque che sgorgano dalla giunge in alcuni punti un’am- guai e può saltare più di un me-
sperare di diventare anche ef- terra ad una temperatura me- piezza di circa ottocento me- tro fuori dall’acqua per supera-
ficace – si definisce oggi «vo- dia di trentotto gradi. Per le lo- tri; qui si pratica la pesca arti- re un ostacolo che si trovi sulla
lonturismo» (fatto da volontari ro qualità queste fonti sono pa- gianale a vari (e grandi) pesci sua strada. Oggi, anche esclu-
ecologici e turisti che viaggia- ragonabili alle migliori acque d’acqua dolce particolarmen- dendo il fatto che si posso-
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no pescare solo esemplari su- la pesca, subito avvertito dalla spiaggetta in un’ansa del fiu- va benissimo l’inconfondibi-
periori ai sessantacinque cen- popolazione rivierasca. me l’equipe di ricercatori sco- le odore muschiato e dolce ca-
timetri di lunghezza, la specie L’Uruguai è oggi ricco di pe- pre una lontra, completamen- ratteristico della specie. Que-
si sta riducendo numericamen- sci che attraggono varie specie te disattenta. In verità gli uma- sto è stato decisamente un
te, soprattutto a causa delle di uccelli pescatori: come il bi- ni erano sottovento e la lontra gran finale per i programma
barriere create dall’uomo lun- guá (simile ad uno splendido non aveva avuto modo di per- e soprattutto per il nostro la-

go il fiume. Fino a poco tempo cormorano), vari tipi di gazze, cepirli con il suo olfatto sen- voro: una scena perfetta sul-
fa le acque del Rio Uruguai era- il martin pescatore, e diverse sibilissimo; ma noi sì: si senti- lo schermo e nella realtà. ◉
no molto più inquinate di oggi rondini che si abbeverano alla
a causa della suinicoltura e dei superficie e cacciano gli insetti A pagina 12, panorama del Campo prende il sole su un isolotto; sotto, a
prodotti chimici usati in agri- che si addensano sulle rive del dos Padres, uno dei punti più alti del sinistra, un joao de barro (Furnarius
coltura, ma negli ultimi anni fiume. Anche la foresta che si Brasile; dopo cinque ore di cavallo rufus,) gorgheggia su un ramo a Ilha
gran parte dei campi sono de- estende d’ambo i lati è ricca di ecco finalmente il rancho di Arno, Redonda; a destra im sararacura-do-
stinati al foraggio delle man- uccelli entusiasmanti per i bir- riuscite a vederlo? brejo (Aramides saracura, ) sulle rive
drie di bovini (che qui non vi- dwatcher o, meglio, osservato- del Rio Uruguai.
vono mica in capannoni come ri, che sono una parte impor- In questa pagina: sopra, un urubu
in Europa o in campi di stermi- tante del turismo responsabile, rei (Sarcorampus papa) colto in
nio come negli Usa) e questo con un gran numero di appas- volo e, a fianco, primo piano di un
ha avuto riflessi positivi nel- sionati nel mondo, ma ancora esemplare che ho potuto fotografare www.ekkobrasil.org.br
la qualità dell’acqua e di con- pochi in Brasile. da vicino nel Parco das Aves a traduzione e adattamento
seguenza nello sviluppo del- All’improvviso in una Iguaçu; al centro uno stormo di biguá luca colferai
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 11

Poesia. Nuovi poeti a Venezia: Tullia Parma piantare tutti i vecchi rancori
verderame per convertire sen-
za costringere chi non la com-
prende. Chi non capisce nel no-
a cura di alessandro burbank stro tempo la forza della poesia
del suo mondo in capitoli pre-

T ullia Palma, una delle


poetesse veneziane che
avevo introdotto som-
mariamente qualche numero
fa, si è aggiudicata la top twen-
E se quell’inchiostro si mesco-
la di rabbia e ricordi abbiamo
la metamorfosi: penna e cala-
maio la portano a scrive questa
meravigliosa poesia.
gni di profumo di grano al so-
le; Chi ha il naso e lo usa solo
per sentire se è andato a ma-
le il latte e chi ha gli occhi so-
lo per guardarsi allo specchio.

Genesi del mio Regno ty (a noi piace credere che si sia


classificata quarta) delle poesie
più belle di uno fra i più famosi
La leggenda del suo regno,
una storia personale di cui lei
è eroe costretto dalla sua ra-
L’artista si rende conto che non
è possibile vivere di lirici sogni
che per alcuni risultano mu-
una poesia di Tullia Palma

La genesi del mio regno


nasce
sulla tua schiena
immensa pergamena
il cui sudore è l’inchiostro
[di ogni segno
e sulle tue mani finisce
tra pozze di rancore
[verderame
e di delusioni
catrame.
La leggenda del mio regno
racconta
di fontane dorate
e mandorle tostate
ed ogni capitolo è pregno
del profumo di grano al sole.
Durerà mille anni
la sua perfezione.
E quando il tuo odio
diverrà lubrificante olio
di una meccanica
[al suo fulgore
sopra un orizzonte cupo
sussurrerò
una pellicola di velluto
e ti inchinerai al pallore
del lirico sogno muto.
È troppo dolce l’alchimia premi letterari italiani: il «De ra (e mi verrebbe da dire cela- ti e si porta dietro la paura di
della mia folle megalomania. Palchi-Raiziss» che vede nella ta) sensibilità; racconta di fon- non essere compresa con in-
giuria nomi come il poeta e fi- tane dorate e mandorle tostate domito coraggio, però scaval-
losofo milanese Franco Loi. che sono il nutrimento, la for- ca i suoi stessi timori e non ri-
La nostra poetessa scrive e za per sconfiggere i rancori e le esce a sottostare alla sua folle
racconta di se stessa non in delusioni. megalomania poiché è troppo
maniera egotista né autocele- Qui le immagini si fanno più dolce l’alchimia che caratteriz-
brativa ma mettendosi in gio- dense di significato. L’odio del za la sua poetica ricca di imma-
co, esponendosi come deve fa- «lui» plasmato dalla giovane gini meravigliose e suggestive.
re una giovane poetessa. alchimista diverrà pellicola di La genesi del suo regno è uni-
La genesi del mio regno è in- velluto non pugnali o armi di ca e qualora qualcuno entrasse
fatti la serie di esperienze che distruzione dell’altro, sebbene a farne parte, per bontà estre-
l’ha segnata nei ricordi e nelle personaggio cattivo della sto- ma o per l’irrefrenabile for-
delusioni catrame che scivola- ria, ma rigenerazione e sostan- za della casistica... dovrebbe
no sulla schiena del «lui» per- za di bene. La poetessa desider- solo ringraziare ogni Dio an-
gamena sudata d’inchiostro. abile amante è capace di sop- tropizzato del firmamento! ◉
pagina 12 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

P er costruire una diga,


bisogna proprio essere
mona. Mona come Vilco-
yote, che per catturare l’odioso
pennuto Bip-Bip inventa mec-
Se vuoi fare una diga devi proprio essere mona
un libro letto da roberto bianchin recensore a meza pension
za ingegneria la città delle ac-
que è destinata a perire. Fra
cinquant’anni al massimo sa-
rà tardi per interventi non ra-
dicali, e l’unica strada percorri-
canismi di strepitosa ingegno- bile sarà di isolarla permanen-
sità, meravigliosi e delicati, in- pagina si definisce un «con- vinca il capitale – spiega – che temente dal mare».
tricati e ridondanti, che non vinto e militante ambientalista è necessaria la ricostruzione Avrete già capito, se siete co-
funzionano mai. Così mona è a ritroso», nel senso che si ispi- attenta di un ambiente laguna- raggiosamente arrivati fin qui,
l’ingegnere, o lingeniere, co- ra alle lezioni del passato quan- re sostenibile, riconosciuto co- che Andrea Rinaldo è tra quel-
me si diceva un tempo, e nei ca- do le grandi opere idrauliche me artificiale ma vivo, vitale e li favorevoli al Mose. Il suo ra-
si in cui l’ingegnere è un linge- producevano effetti positivi funzionale a una Venezia ve- gionamento è lapalissiano: «Il
niere idraulico, che costruisce anziché danni alle popolazio- ra. E il capitale convinca l’am- Mose è inutile se la difesa dagli
le sue buffe macchine sull’ac- ni interessate, pur giudicando bientalismo che è anche suo in- eventi eccezionali non è neces-
qua, è ancora peggio. Perché «del tutto condivisibili» alcu- teresse, oltre che di tutti, pro- saria e preminente nelle prio-
lingeniere che gioca con l’ac- ni temi di fondo dell’ambien- teggere Venezia dalle acque al- rità degli interventi per Vene-
qua è visto spesso proprio co- talismo militante, spara a pal- te eccezionali». Difficile, qua- zia. Se invece lo è, non esisto-
me il mona che progetta le sue le incatenate contro «un certo si impossibile, discutere paca- no alternative allo sbarramen-
opere perché ogni due gocce di ambientalismo politico oppor- tamente, serenamente, di que- to delle bocche con l’interru-
pioggia si vada apposta tutti tunista e dilettantesco», dan- sti temi in una città come Ve- zione temporanea dei flussi da
sott’acqua e magari qualcuno do quasi l’impressione di voler nezia dove tutti, sarà il clima, mare a laguna». Questo vuol
muoia annegato. andare controcorrente con un insegnano idraulica, e dove da dire che se si vuole e si decide
Il veneziano Andrea Rinaldo, libro anti-ambientalista. In re- secoli la calunnia sistemati- di tenere sotto controllo l’ac-
ordinario di costruzioni idrau- altà non è proprio così. Rinaldo ca viene usata scientificamen- qua granda, questo control-
liche nell’università di Pado- contesta l’ignoranza e la stru- te, fin dal cinquecento, quando lo «non può essere fatto sen-
va e direttore del Laboratory mentalità dell’ambientalismo il gran consiglio della Serenis- za l’interruzione dei flussi alle
of Ecohydrology all’Ecole Po- modaiolo e di maniera, per ar- sima discusse addirittura del- bocche di porto con opere fis-
lytechnique Fédérale de Lau- rivare a porre il tema di fon- la proposta di «organizzare ca- se o mobili, visibili o invisibili,
sanne (non è uno scherzo, è ve- do del conflitto e della diffici- lunnie con scopo la rovina di turrite o a scomparsa». Su que-
ro), appartiene a quella che lui le convivenza tra capitalismo e avversari politici». Metodo in sto punto, dice, tutti i modelli
stesso definisce, prendendo a ambientalismo. E per giunge- uso peraltro anche nell’Italiet- e tutte le valutazioni naziona-
prestito il titolo di un fortuna- re a proporre, sul filo dell’uto- ta di oggidì. Noi veneziani ave- li e internazionali «solo mini-
to libro del grandissimo Toni pia, la necessità che capitali- vamo già pensato a tutto. mamente avvertite», sono con-
Cibotto, la «raza de mone» de- smo e ambientalismo depon- Qui, nella seconda parte del cordi. Il vero problema piutto-
gli ingegneri idraulici. Stufo di gano le armi e marcino insie- libro, Rinaldo fa serenamente sto, per l’autore, è un altro. Più
sentirsi additare dagli ambien- me. Perché, dice, se gli ambien- a pezzi anche il concetto, molto complesso e più insidioso: che
talisti come «venduto al capi- talisti non saranno disponibili diffuso, dell’intangibilità qua- nella battaglia infinita tra Mo-
tale» ogni qual volta deve co- a coinvolgere e a farsi coinvol- si sacrale della laguna di Vene- se-sì e Mose-no che dura ormai
struire una diga o una qualsia- gere dal capitalismo che produ- zia, da preservare con ogni cu- da quarantaquattro anni, dai
si macchina idraulica, ha mes- ce le forze più potenti nelle mo- ra come un prodigio della na- giorni dell’alluvione del ’66,
so da parte il suo strumento derne società, non sarà possibi- tura. «Non è possibile ciancia- ci siamo smarriti in una lagu-
abituale, quella «dura riga del le risolvere i problemi ambien- re di secolare equilibrio idrau- na di chiacchiere, come la chia-
regolo che impedisce i collega- tali del mondo. lico della laguna di Venezia – mava Vladimiro Dorigo, e non
menti con il cuore», e ha pre- Questo vale anche nel caso si scalda – perché senza dispe- ci siamo accorti che nel frat-
so la penna per vergare di fi- di Venezia, «la madre di tutte rati, giganteschi e onerosissi- tempo ci siamo persi la città, e
no duecento e trentanove pagi- le battaglie per l’ambiente», cui mi interventi dell’uomo, sareb- che «una specie di Disneyland
nette di un libro curioso, ironi- Rinaldo dedica, nella seconda be sparita tre o quattrocento stracciona sta imponendosi
co e divertente –cosa rara per parte del libro, metà del suo la- anni fa». Così, profetizza tor- ineluttabilmente come model-
un tecnico- in cui racconta fat- voro. «L’ambientalismo con- vo, la Venezia dell’acqua «sa- lo di sviluppo per Venezia, per
ti e misfatti del suo bizzarro rà perduta nel volgere di due o la mancanza di progetti forti e
mestiere. Il libro si intitola me- tre generazioni se prevarrà la lungimiranti».
stamente Il governo dell’ac- scelta del non intervento». Per- Spiazzante, l’autore. Ironi-
qua, che non rende giustizia ché, spiega e si accalora, «sen- co e originale. Competente
alla brillantezza e alla provo- nel suo. Non tutto e non sem-
catorietà del testo, ha per sot- pre condivisibile, natural-
totitolo l’altrettanto sco- Andrea Rinaldo , Il governo mente. Ma apprezzabile per
lastico e sconfortante dell’acqua, ambiente naturale l’impegno, l’amore per la cit-
«ambiente natu- e ambiente costruito .Listino € tà, l’onestà intellettuale. In
rale e ambiente co- 25,00. Prezzo online (http://www. fondo, come dice lui stesso, di
struito», è edito da lafeltrinelli.it): € 20,00-20%. Editore un mona di Vilcoyote insul-
Marsilio e costa venti- Marsilio Collana Biblioteca Data tato da destra come da sini-
cinque euro. uscita 04/11/2009 Pagine 304, stra, simbolo di un’ingegne-
Rinaldo, che nell’ul- brossura Lingua Italiano ria farsesca e ostile, ci si può,
tima riga dell’ultima EAN 9788831798334 in fondo, abbastanza fidare. ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 13

A teatro: il presente in scena, dal cucciolo di


Gassman la nuova stagione dello Stabile
di leonardo mello

ti dichiarati all’arte cinemato- tore artistico dello Stabile del


grafica che accrescono il pa- Veneto, istituzione più vol-
thos delle diverse situazioni. In te da me in passato stigmatiz-
una vicenda che tutto somma- zata sulle colonne del Ridot-
to non possiede alcun elemen- to. Ebbene, con uno sguardo

P er una volta, invece


di tentare suggerimenti
o riflessioni su qualcosa
che deve ancora arrivare in la-
guna, preferisco scegliere uno
to dinamico (solo alla fine Ro-
man, disperato, si uccide) so-
no inseriti con grande bravu-
ra personaggi di contorno, cia-
alla stagione prossima ventu-
ra (che riprenderò in modo ca-
pillare nei prossimi numeri), e
partendo dalla visione di que-
poraneo inteso come la realtà
che, volenti o nolenti, viviamo
tutti i giorni, con le sue bellez-
ze e le sue talvolta enormi dif-
scuno portatore di un proprio, sto primo assaggio, arrivo a di- ficoltà. E gli autori protagoni-
spettacolo già andato in scena
– al Goldoni in aprile – guar-
dandolo quindi retrospettiva-
mente. Mi riferisco a Roman e
il suo cucciolo, un testo di Rei-
naldo Povod diretto e interpre-
tato da Alessandro Gassman.
La storia è assai dura, e met-
te direttamente lo spettatore
a contatto con una delle real-
tà più scabrose e frequenti (ol-
tre che cavalcate da chi si po-
ne l’obiettivo di suscitare stru-
mentali paure): l’immigrazio-
ne, e non in chiave buonista ed
edulcorata, ma violenta e vol-
gare, quasi brutale. Roman è
un rumeno che giunge in Ita-
lia al seguito della madre, esu-
le politica ai tempi dell’orribi-
le Ceauşescu. Nella nazione
che l’ha adottato costui si dedi-
ca alla redditizia professione di
spacciatore di cocaina, con an-
nesse pause coatte nei peniten-
ziari nazionali. Il suo cucciolo è
il figlio, nato italiano, scolariz-
zato e – come spesso accade – drammatico, vissuto. re che il nostro teatro pubbli- sti dell’annata 2010-2011, Tho-
spinto da un desiderio di rival- Ma al di là di questa breve co sembra andare nella dire- mas Bernhard, Giovanni Te-
sa che fatalmente gli fa odiare cronaca, che non rende me- zione auspicata dalla sua pre- stori, Vitaliano Trevisan, Pe-
tutto quanto proviene dal pae- rito al lavoro scenico, impor- sidente, Laura Barbiani: vale dro Almodovar, sembrano
se del padre. Questo rapporto, ta qui un altra cosa: Alessan- a dire verso una programma- proprio rispecchiare questa
complicato e allo stesso tempo dro Gassman è il nuovo diret- zione che privilegi il contem- nuova, lungimirante volontà.
fortissimo, contradditorio e al- Per un teatro che faccia ride-
lo stesso tempo dolcissimo, si re, riflettere, emozionare par-
spezza quando il ragazzo, ado- lando di noi, del nostro com-
lescente allo sbaraglio con vo- plicato esistere nel XXI seco-
cazioni letterarie, comincia, lo. Buona stagione e a presto! ◉
come tanti altri, a utilizzare
l’eroina, un po’ emulando la fi-
gura paterna e un po’ per una Una scena da Roman e il suo cucciolo.
volontà infantile di contrap- Da sinistra: Alessandro Gassman,
porvisi. Gassman, che imper- Manrico Gammarota,
sona Roman e firma la regia, Natalia Lungu, Giovanni Anzaldo,
costruisce uno spettacolo stra- Matteo Taranto,
ordinario, teso, con riferimen- (foto di Federico Riva).
pagina 14 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

«Carissimi lettrici e lettori!


Siamo tutti pronti?» – «..Pron-
ti per cosa, esimio collega?»
Da sentire: remember me, remember me ra” per due delle sonate, oppu-
re “Poema dell’estasi” per una
brano sinfonico, o “verso la
– «Ma come per cosa?! Spes- di lucas christ con rudolf stainer & professor hainz fiamma” per un brano pianisti-
so queste sue doman- co. Man mano che ci si
de, caro Profes- allontana dalla sua
sor Hainz, mi fan- di cose anche nella nostro or- che questi ultimi due pianisti produzione giova-
no anche un po’ di mai familiare Teatro La Fe- hanno inserito nei programmi nile, la musica si
tenerezza.. questa nice. Prima di tutte non posso dei loro concerti. Si tratta di un fa sempre più ricca
sua ingenuità a vol- non ricordare a tutti un’opera compositore molto particola- di armonie strane e
te mi strappa un sor- sublime che andrà in scena dal re e non amato da tutti... an- malate, dissonanze
riso!» – «Ma la smetta, 18 al 30 maggio: il Don Gio- zi da pochi! Si tratta di Alexan- e accordi misteriosi co-
dai! ...insomma?» – «Si! Siamo vanni di Mozart! Non oso ag- der Nikolajewitsch Skrjabin! lorano la sua musica sempre
pronti per un’estate densa di giungere altro... ogni cosa che Russo (1872-1915). La sua pro- di più, fino a raggiungere mo-
note, bemolli, diesis.. Musica!? tenti di descrivere questo capo- duzione artistica fu in qualche menti estremi. Il tutto però in-
Finalmente ci siamo: è arriva- lavoro non riuscirà mai nel suo modo rappresentata dalla “for- confondibilmente in uno sti-
za di volontà umana”. Skrjabin le così personale che ascoltan-
era dotato di grandi doti intel- do le sue composizioni non si
lettuali e artistiche, di ampie può sbagliare: Skrjabin. Non
vedute, spirito vivace ma an- a caso le sue composizioni so-
che sognante e pregno di illu- no diventate tutte pietre milia-
sioni. Parole che vengono spes- ri della musica pianistica.» ◉
so associate alla sua musica so-
no mistero, estasi, spirito, ma A destra: Alexander Nikolajewitsch
ho anche sentito parlare di mu- Skrjabin suonava su un pianoforte
sica malata. Di fatto quello che con i tasti dipinti di tinte diverse,
resta è una produzione artisti- intrecciando melodie al di fuori del
ca (prevalentemente pianisti- senso comune, lasciandosi trascinare
ca) che si collega inizialmente dalle combinazioni cromatiche, e
al romanticismo, soprattutto non dalle note; formulò una bizzarra
chopiniano, ma che poi prende teoria sulle relazioni tra note e colori.
una piega e uno sviluppo gra- Sotto Don Giovanni (e Leporello)
duale molto personale. Que- in un quadro di Max Slevogt (1868
sto processo evolutivo – 1932), il personaggio ritratto è il
si vede chiarissima- baritono portoghese Francisco
ta l’estate... o meglio l’inverno intento, visto che le parole non mente nelle die- d’Andrade (1859 – 1921)
è finalmente finito! Ma non la bastano! L’unica cosa che si ci sonate: dal- celeberrimo interprete del
voglia di musica! E non sare- può dire è: ascoltarla! Poi avre- la prima ancora dissoluto libertino all’inizio del
mo delusi, non in questo mag- mo modo di sentire anche tre in stile tardo ro- secolo scorso
gio, che è gioiosamente ricco di Recital pianistici, tenuti da tre ma nt ico
eventi e concerti da non perde- pianisti molto differenti, anche alla de-
re! Assolutamente!» – «Sì ca- come età. Quello che spicca co- cima,
ro collega, le do ragione! Se mi me nome è sicuramente Gri- che
permette vorrei subito ricorda- gory Sokolov (17 maggio, Fe- non
re ai nostri lettori amabili, che nice), un musicista che abbia- pre-
in maggio si svolgeranno, co- mo la fortuna di sentire ogni sen-
me ogni anno, le serate dei sag- anno qui in città! E meno ma- ta più
gi finali dei migliori allievi del le! Un pianista come lui non lo nessun
conservatorio di musica sele- si trova più facilmente! un pia- legame
zionati in audizioni, che han- nista della vecchia scuola ma col pas-
no così una bella opportunità allo stesso tempo moderno! sato. Cu-
di suonare davanti ad un pub- Un pianista con la cultura del riosi anche
blico sempre ben numeroso ed suono, con la padronanza tec- i titoli, che
interessato, il tutto in una cor- nica senza pari e con la poesia fanno in-
nice come la stupenda sala dei nel cuore come pochi! Gli altri tuire mol-
concerti del palazzo Pisani (se- due invece sono molto più gio- to, che
de del Conservatorio). Da non vani, uno è russo, Daniil Tri- Skrja-
perdere... solo che le date pre- fonov (3 maggio, Fenice) e la bi n a f-
cise ancora non sono uscite, giovane cinese Yuja Wang (24 fida alle
quindi consiglio a tutti di in- maggio, Fenice). Ecco, a que- sue com-
formarsi direttamente in con- sto punto, anche questo mese, posi zio-
servatorio a partire da metà anche col consenso del mio ca- ni: “messa
mese circa!» – «...Poi avremo ro collega, vorrei parlarvi più bianca” e
modo di sentire una panoplia nel dettaglio di un compositore “messa ne-
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 15

I n mostra fino al 15 mag-


gio nella chiesa di San Sa-
muele una coloratissima
mostra di mosaici: «Mosai-
co Venezia Brasile: un percor-
Da vedere: mosaico Venezia Brasile
ganizzata dall’associazione di
volontari Arco Acuto di Ve-
niare l’impegno di donne e uo-
mini, volontari, professioni-
che con varie iniziative si de-
dicano al sostegno di bambi-
ni e ragazzi delle favelas, se-
guendo un cammino iniziato
quasi cinquant’anni fa da frei
so formativo» promossa e or- nezia, per riflettere e testimo- sti, artisti, brasiliani e italiani, Giorgio Callegari. (j. b. z.) ◉

Capoeira (160x90 cm) mosaico a tecnica mista su disegno di Vanderlei de Oliveira, eseguito dai mabini della scuola di mosaico. La capoeira è una danza ispirata alla
lotta rittuale degli schiavi africani. Qui sotto, tre dei ventuno mosaici dedicati alle divinità dette Orixás, opere di Celia Sodré, artista di Peruibe che da anni collabora
con Colonia Venezia organizzando corsi di mosaico per i ragazzi ccolti nella struttura.

Ogúm (31x41 cm) . Orixá della guerra, del fuoco, del Iemanjò (31x41 cm). Madre degli Orixàs, dea dell’ar- Iansã (31x41 cm). È la più importante sposa di
ferro, della tecnologia e delle strade dove si lavora e si monia familiare, dell’acqua di mare che bagna e nu- XangÔ, divinità guerriera, signora dei venti, dei
combatte. Veste di azzurro scuro, verde o rosso. Il suo tre la terra. È la profondità dell’inconscio, il movi- lampi e dei fulmini. Forza delle cose che passano,
simbolo è la spada: per l’attacco e per la difesa. I suoi mento ritmico, il ciclo dell’eterno ritorno. I I suoi «fi- degli amori effimeri. I suoi «figli» sono allegri,
figli sono persone con un profondo senso dell’onore, gli» sono autoritari, testardi, impegnati, responsabi- audaci, litigiosi, autoritari e sensuali, amano gioielli
incapaci di perdonare un’offesa, forti, curiose, deter- li e decisi, solidali, ciacoloni. Le madri sono possessi- e ornamenti, sono estroversi, schietti e amanti
minate e con grande capacità di concentrazione. Fe- ve e aggressive in caso di minaccia alla famiglia. Da- della natura, ambiziosi e forti. Si commemora il 4
sta il 23 aprile, San Giorgio. ta 2 febbraio: Nostra Signora dei Naviganti. dicembre, giorno di Santa Barbara.
pagina 16 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

P ittura in laguna, che


meraviglia! Il program-
ma è: prendete la sampie-
rota, la topetta, el sandolo, anca
el bateo, e andate a Sant’Era-
Sette pittori, sette mondi, cento inediti,
una torre, una mostra a Sant’Erasmo
presa dall'oblio del tempo, in-
serita nello splendido scenario
della laguna di Venezia.
Alla mostra si accompagna
un libro curato da Rina Dal
smo. Calcolando le maree (e gni e le loro speranze la cosid- Canton, con testi di Ivo Pran-
le ombre) potete anche anda- detta «bohème di Pa- din e ovviamente con gli arti-
re a bevarasse, fare il bagno in coli di Paolo Rizzi. (l. c.) ◉
bacàn, e poi (o anche prima di
tutto ciò, forse meglio prima) Fino a domenica 6 giugno.
fare un bel giro nella restaura- Orario di apertura: mercole-
tissima Torre Massimiliana e dì, giovedì, venerdì dalle ore 15
godervi una rassegna sulla pit- alle 19; il sabato e la domeni-
tura veneta del Novecento, con ca dalle ore 11.00 alle 19.00. In-
cento opere che un amorevo- gresso: libero. Curatore: Rina
le collezionista (rigorosamen- Dal Canton. Catalogo: a cura
te anonimo) ha voluto mettere di Rina Dal Canton con testi
in esibizione, a cura dell’asso- di Ivo Prandin e Paolo Rizzi.
ciazione culturale Paolo Rizzi, Stampa Grafiche Italprint
nata in memoria del noto gior- Treviso.
nalista del Gazzettino e criti- Info: Alla Torre Massi-
co d'arte veneziano, scompar- lazzo Car- miliana si arriva tramite
so nel 2007. minati». Le la linea 13 Actv del servi-
Almeno, questo è il mio pro- opere han- zio pubblico di traspor-
gramma per il futuro prossimo no per tema to acqueo. L'imbarco
ma credo che anche a molti di la città e le sue è presso l'approdo di
voi non dispiacerà unire il sol- scene di vita, Fondamenta Nuo-
lazzo lagunare a un trastullo ritratti, nature ve, con partenze al-
dell’animo e dell’intelletto: la morte, i paesag- le ore 10.05 - 10.45 -
mostra s’intitola «Settepittori gi dell'entroter- 11.25 - 12.05 - 12.45 -
Settemondi. La Bohème di Pa- ra. La produzione 13.25 - 14.10 - 14.50
lazzo Carminati» e raccoglie va dagli anni Venti - 15.30 - 16.10 - 16.50
inediti di Aldo Bergamini, Ne- agli anni Cinquan- - 17.30. Associazione Cultura-
no Mori, Marco Novati, Cosi- ta. All'indubbio va- espositiva – le Paolo Rizzi: E-mail: infoas-
mo Privato, Luigi Scarpa Cro- lore artistico ed este- grazie alla collabo- sociazione@paolorizzi.it - Tel.
ce, Fioravante Seibezzi, Mario tico si aggiunge in razione dell'Istituzione Parco 333.428.38.49 - 339.426.44.13
Varagnolo. molti soggetti il fascino tipico della Laguna – verso i solitari Istituzione Parco della Laguna:
Sono sette artisti che, giova- della pittura lagunare, motivo spazi della Torre Massimilia- Tel. 041.274.75.43. Sito internet:
ni nel 1927, vissero con i loro so- in più che ha orientato la scelta na, struttura da pochi anni ri- www.parcolagunavenezia.it

L 'Associazione vene-
ta linfomi e leucemie
ha in programma il 18 e
il 19 maggio prossimi (alle ore
16 e alle ore 21) al Teatro Cor-
Un Curioso Accidente: beneficenza a teatro
li al miglioramento della quali-
tà della vita del malato, da tem-
lo come soggetto dal quale
avrei potuto ricavare una
laccorto del pa-
dre... Basta leg-
gere il mio "Curio-
so accidente", e ve-
dete che a tutto è
so a Mestre la rappresentazio- po offre un servizio di supporto bella commedia». Un ric- stato pensato, e
ne di una divertente commedia psicologico gratuito in conven- co mercante olandese, non c'è una dub-
di Carlo Goldoni: «Un curioso zione rivolto ai pazienti e ai lo- una giovane figlia bia domanda a
accidente», interpretata dal- ro familiari. pronta per l’amo- cui non sia da-
la compagnia teatrale I Guitti, Per reperire ulteriori fondi, re, un giovane e ta una sicura ri-
organizzata da Viviteatro, per ha encomiabilmente stipulato aitante ufficia- sposta». (l. c.) ◉
raccogliere fondi per le sue lo- contratti con la Viviteatro srl le francese, più
devoli attività. per l’allestimento di rappresen- una serie di con-
L’Associazione veneta linfo- tazioni teatrali a Venezia, Me- sigli malaccor- Per informa-
mi e leucemie, attiva dal 1995, stre, Padova, Treviso, Vicenza. ti sono gli elemen- zioni e prenota-
ha per scopo l'aiuto ed il soste- La deliziosa commedia ti su cui ruota l’in- zioni telefona-
gno del paziente e dei suoi fa- era particolarmente amata treccio: «L'impic- re: Sig.ra Ber-
miliari. Ha sostenuto pazien- dall'autore: «Il fatto è vero – di- cio era molto – sot- tilla 0415060861.
ti bisognosi di trapianto di mi- ce Goldoni – questo singola- tolinea goldoni – ep- Prezzi: (ore 21)
dollo osseo, ha aiutato pazienti re avvenimento era successo pure me la cavai as- 25,00 (ore 16)
ed operatori nelle più svariate a un ricco negoziante... E due sai bene. L'età, l'amore, 18,00 (ore 16 / rid
maniere, ha acquistato attrez- dei suoi corrispondenti me lo il vivere sotto lo stesso - comitive sopra
zature ed apparecchiature uti- raccontarono additandome- tetto, il consiglio ma- 10 persone).
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 17

L a Papessa appare raffi-


gurata nei Tarocchi Vi-
sconti Sforza (figura 1)
da una figura femminile avvol-
ta in un abito monacale, nell’at-
Iconologia: «La Papessa» terzo dei Tarocchi
a cura di andrea vitali presidente dell’associazione culturale «Le Tarot»
lorum et virorum / conforta-
tur numine, mire recta et per-
fecta...» (Figurata - cioè rap-
presentata con i suoi simbo-
li canonici - e ieratica si pre-
to di sorreggere con la mano senta all’uomo, la fede rima-
destra l’asta cruciata e recan- ne indiscussa...di cui poi ha
te nella sinistra il Libro del- valore l’influsso con la pro-
la Sapienza (la Bibbia o i Van- va fornita dalla logica. Radu-
geli). Sulla testa porta il tipico nò e soggiogò gli idoli con for-
Triregno. za virile, è incoronata e si fon-
I precedenti iconografici di da saldamente sulla pietra, è
questa carta vanno ricercati confortata dal consenso de-
tra le personificazioni delle più gli angeli e degli uomini, mi-
alte virtù morali e religiose, co- rabilmente giusta e perfetta...)
me ritroviamo nell’iniziale mi- Unica variante rispet-
niata del sec. XII, la «Sapientia to all’ immagine che trovia-
Domini» (Biblia Sacra, Firen- mo nelle carte dei tarocchi
ze, Biblioteca Laurenziana, antichi risulta essere il carti-
Ms. Mugell, 2 f, 58) che presen- glio, in sostituzione del libro.
ta gli stessi attributi e la Fides Le immagini della Fides / Pa-
dipinta a monocromo da Giot- pessa sono numerose nell’ar-
to nella Cappella degli Scrove- te rinascimentale e barocca:
gni a Padova (figura 2). La Fe- ne troviamo una con gli stes-
de, come dice il primo dei ver- si attributi in una lastra mar-
si ottonari (accompagnato co- morea tombale di un Maestro
me nei riquadri delle altre im- dell’Ordine dei Cavalieri di
magini da un senario sdruc- Malta all’interno di San Gio-
vanni a La Valletta e una se-
conda nella volta del Battiste-

② ①
ciolo) si presenta in forma ie- creature umane. Calpesta pu- dascalica ed espressa in for- ro di Siena. L’affresco, parte di
ratica e con i simboli della sua re un oroscopo con i segni del- me emblematiche, di tipo al- una rappresentazione degli
mansione: impugna con la de- lo zodiaco, mentre porta lega- quanto scolastico» (Clau- «Articoli del Credo» fu dipin-
stra una croce astile e con la si- ta al fianco destro una gran- dio Bellinati, Giotto, 1996). to da Lorenzo di Pietro, detto
nistra un cartiglio, nel quale de chiave per il regno dei cieli. I versi riportano quanto se- «il Vecchietta» e mostra la Fe-
spiccano le prime affermazio- Altro particolare: manto e gue: «Figurata et ierata / pre- de, come Papessa, con ai piedi
ni del Credo niceno-costan- tunica recano diversi strap- sentatur homini, indiscussa il Bambin Gesù e San Pietro, a
tinopolitano. All’insegna del pi, a significare le lacerazio- manet fides... cuius autem va- cui dona le chiavi della Chiesa.
binomio Fede/Ragione sotto- ni avvenute nel corso del- let tactus / aprobando loyter. Con l’attributo di Lex Ca-
mette gli idoli e s’innalza ben la storia (scismi ed eresie). «A Congregavit subiugavit / ydo- nonica (figura 3) la trovia-
solida sopra la roccia, circonda- confronto di quella di Dante, la viriliter, coronatur et funda- mo incisa a l l’acqua for-
ta di luce, per gli angeli e per le questa fede si presenta più di- tur / supra petra firmiter, ange- te da Sébastien Le Clerc
pagina 18 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

⑤ Nell’ordine delle figure dei


tarocchi del cinquecentesco
Sermones de Ludo la Papes-
sa è posta giustamente vici-
no al Papa in quanto come di-
ce San Tommaso «La fede è
un dono dato dapprima alla
Chiesa; solo in essa non viene
mai meno; solo in essa la Fede
non è mai «infor-

templazione di Dio. A udito il Padre e si è lasciato


questo proposito così si ammaestrare da lui viene a
esprime San Tomma- me» (Gv 6,46) ... Perciò af-
so: «La perfezione del- finché l’uomo raggiunga la
la creatura ragionevo- visione perfetta della beati-
le non consiste soltan- tudine, si richiede che pri-
to in ciò che le com- ma creda in Dio, come fa
④ pete secondo natura,
ma anche in ciò che
un discepolo col suo ma-
estro (II -II, q. 2, a. 3; cf.
le viene concesso da De Ver. q 14, a.10) e di
una partecipazione sopranna- seguito «Come sopra
(1637-1714) assieme al- turale della bontà divina. Per abbiamo spiegato, ciò
la Scriptura Sacra, alla Sa- questo abbiamo detto che l’ulti- che è indispensabi-
cra Teologia e alla Lex Civilis. ma beatitudine dell’uomo con- le all’uomo per rag-
La presenza della Fede siste in una visione sopranna- giungere la beati-
nell’ordine dei Trionfi è in turale di Dio. Visione alla quale tudine appartiene
perfetta sintonia con la visio- l’uomo non può arrivare se non propriamente ed
ne religiosa cristiana medie- come discepolo sotto il magi- essenzialmente
vale della Scala Mistica, qua-
le mezzo per giungere alla con-
stero di Dio, secondo le paro-
le evangeliche «chiunque ha
all’oggetto della
Fede...» (II-II, q. 2, a. 7). ⑥
NOTA nino, la quale era per salvare i Giu- dei, i Saraceni, e l’altre nazioni che nio. Quel che è da stupire, forse Gu-
dei, i Saraceni e i falsi Cristiani, co- son fuori della Chiesa Romana, né glielmina finì i suoi giorni nell’anno
«E perciocché poca conoscenza di me per mezzo di Cristo si salvano i ve- son peranche battezzate. 1281, e prima fu seppellita nella chie-
questa famosa femmina (Gugliel- ri Cristiani. IX. Tolti via i quattro antichi Vange- sa di San Pietro all’Orto, e sul prin-
mina) hanno avuto gli scrittori del- IV. Essa al pari di Cristo avea da mo- li, ne succederebbono quattro altri, cipio del susseguente anno le sue os-
la Storia, ed io ho potuto leggere nel- rire secondo la natura umana, e non che d’ordine di Guglielmina sareb- sa furono trasferite fuori della città al
la celebre Biblioteca Ambrosiana il già secondo la divina. bono scritti. Monistero di Chiaravalle, e poste in
processo autentico d’essa, formato V. Che anch’essa era per risorgere con X. Come Cristo dopo la risurrezione uno onorevol sepolcro. Uno di que’
l’anno 1300, e la storia de’ suoi errori, corpo umano in sesso feminile prima si lasciò vedere, altrettanto farebbe monaci le fece il panegirico, trattan-
compilata dal Puricelli e scritta a pen- della risurrezion finale, per salire in ella co’ suoi discepoli. dola da Santa e da curatrice de’ ma-
na; non rincrescerà ai Lettori di rice- cielo alla vista de’ suoi discepoli, ami- XI. A chiunque visitasse il Monistero li. Lampane e cerei stavano accesi da-
verne da me una breve contezza, me- ci e divoti. di Chiaravalle, dove ella sarebbe sep- vanti ad esso sepolcro. Tre feste in ol-
ritando ben essa di passare ai poste- VI. Come Cristo avea lasciato per suo pellita, si concederebbe indulgenza tre erano state istituite da’ suoi divo-
ri, acciocché niuno si lasci giuntare Vicario in terra San Pietro con dargli pari a quella che si acquista andando ti a quel Monistero. La stessa Mayfre-
dai sogni ed inganni delle donnicciu- da reggere la sua Chiesa; così anch’el- a Gerusalemme al santo Sepolcro. E da in sua casa celebrava Messa, e i se-
ole in avvenire. Il processo è intitolato la lasciava per sua Vicaria nel mondo perciò da tutte le parti del mondo ver- guaci suoi le baciavano le mani, rice-
«contra Guilielmam Bohemam, vul- Mayfredam Ordinis Humiliatorum rebbono i pellegrini a visitare il di lei vendo da essa la benedizione, e tal-
go Guilielminam, ejusque Sectam». Sanctimonialem. sepolcro. volta dell’ostie a guisa di Eucaristia.
Primieramente spacciava costei d’es- VII. Ad imitazione di San Pietro que- XII. A tutti i seguaci di questo Santo Veggasi di grazia di che sia capace la
ser ella lo Spirito Santo, incarnato nel sta Mayfreda celebrerebbe Messa al Spirito soprastavano assaissimi ma- gente ignorante e sciocca, lasciata in
sesso feminile, e nato da Costanza sepolcro dello Spirito Santo incarna- li e morti, non altrimenti di quel che preda alle sue opinioni e ad una stolta
moglie del re di Boemia, e regina. to; e ch’essa di poi con solenne appa- avvenne agli Apostoli di Cristo e de’ credulità. Ma Iddio custode della ve-
Secondariamente, siccome l’Arcan- rato ripeterebbe la medesima Mes- suoi stessi seguaci, alcuni de’ quali ra sua Chiesa non permise che lunga-
gelo Gabriello a Maria Vergine avea sa, e sederebbe e predicherebbe nel- imiterebbero Giuda con dare in man mente trionfasse l’illusione nel po-
annunziata l’Incarnazione del Verbo la Basilica Metropolitana di Milano, degl’Inquisitori i loro seguaci. polo di una città sì religiosa e Catto-
Divino; così anche l’Arcangelo Rafa- e poscia in Roma nella Sedia Aposto- E tali furono i principali abbomine- lica. Nell’anno 1300 si scoprì la set-
ello avea annunziata alla regina Co- lica, dove si troverebbero gli Apostoli voli insegnamenti e le ridicole fin- ta di Guglielmina, le sue ossa furo-
stanza l’Incarnazione dello Spirito e Discepoli, come furono con Cristo. zioni di Guglielmina, tralasciando io no bruciate, spiantato il suo sepolcro.
Santo nel dì della Pentecoste, in cui VIII. Mayfreda dovea essere una ve- il resto. Né già tutto questo era stato Andrea Saramita e Mayfreda Mona-
dopo un anno intero era poi essa Gu- ra Papessa, dotata della podestà di ve- finto da essa, ma bensì dalla suddet- ca, caporali di tale eresia, perché per-
glielmina venuta alla luce. ro Papa; di maniera che come il Papa ta Mayfreda, e da un certo empio An- tinaci alunni di Guglielmina, finiro-
III. Siccome Cristo fu vero Dio e ve- e il Papato Romano d’allora s’avea da drea Saramita. Forse costoro aveano no i lor giorni nelle fiamme. E questo
ro Uomo, così costei si spacciava per abolire, con dar luogo a questa Papes- inteso simili delirj da Simone Mago, fine ebbe la fantastica ed empia trage-
vero Dio e vero Uomo in sesso femi- sa, così si sarebbero battezzati i Giu- descritti da Eusebio e da Santo Epifa- dia di costoro».
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 19

me», bensì sempre «formata», ni alla perdizione: Scrive infat- bruciata al rogo nell’au-
cioè viva ed animata dalla ca-
rità. (II-II, q. 1, a. 9,ad 3). Qui
ti: «Questa è la ragione per cui
gli uomini bestemmiano più
tunno del 1300. L’abito
monacale che indossa ⑦
la Chiesa non è intesa da San nel gioco che in altre occasio- è quello delle Umiliate,
Tommaso principalmente co- ni, perché chiamano a loro ro- ordine riconosciuto dal-
me comunità esteriore e visi- vina tanti diavoli per quanti la Chiesa. Tale ipotesi
bile che «amministra la dottri- sono i punti nei dadi. E poiché potrebbe avere qualche
na del credere», ma come sog- tutti perdono al gioco, è opinio- fondamento di verità se
getto credente e professante la ne che quei denari - dove c’è il si considera la tendenza
fede. In questo senso coinvol- sangue di Dio, di Cristo e dei nei mazzi Visconti-Sfor-
ge il mistero della reale santi- santi - vadano a finire in ma- za di identificare le figu-
tà posseduta e quindi si tratta no ai diavoli, che li distribui- re con i componenti del-
della Chiesa come realtà mi- scono ai disperati che chiedo- la famiglia lombarda.
stica. (Battista Mondin, Dizio- no soldi ai demoni. E alla fine Ludovico Antonio
nario enciclopedico del pensie- tutti saranno ridotti in povertà Muratori parla di Gu-
ro di San Tommaso D’Aquino, e per la maggior parte finiran- glielmina e della sua
2000, pag. 291). «La professio- no per morire sulla forca. Sta- vicaria Suor Manfreda
ne di fede è presentata nel sim- te perciò lontani dai giochi, al- nella «XL Dissertazio-
bolo a nome di tutta la Chiesa, trimenti ecc.». Questo sermo- ne» della sua opera Antichità tendo sui significati dei trionfi,
che deve alla fede la sua unità. ne risulta essere importante, Italiane in relazione a «Quali così si esprimono: «La papessa
Ma la fede della Chiesa è una perché al di là dello scopo con eresie ne’ secoli passati abbia- è per l’astuzia di quegli che de-
fede formata (dalla carità): e ta- il quale il frate lo compose, ci no infestato l’Italia», vedi nota. fraudano il nostro essere con le
le è la fede di coloro che appar- offre informazioni su un ordi- Dal secolo XVII la Papessa falsità che ci falsificano» . Det-
tengono alla Chiesa per nume- ne dei Trionfi che molto si avvi- viene presentata sempre seduta to in parole povere significa che
ro e per merito(qui sunt nume- cina a quello che doveva esse- con il libro nelle mani mentre la papessa è posta a rappresen-
ro et merito de Ecclesia). Ecco re l’originale in base al concetto un drappo le incornicia gene- tare coloro che imbrogliano at-
perché nel simbolo si presenta di Scala Mistica medievale ed ralmente la parte superiore del- traverso fatti o parole false che
una professione di fede adatta inoltre i commenti dell’autore la figura, come nel tarocco Vie- vengono tuttavia recepite co-
per la fede «formata»: e anche su alcuni Trionfi rispecchiano ville (figura 4). Questa imma- me vere» (Riguardo los crit-
perché i fedeli che non aves- quanto si era ipotizzato in rife- gine è stata mutuata dall’ico- to Le Carte Parlanti si legga il
sero una fede «formata» cer- rimento al significato di alcune nografia della leggendaria Pa- saggio Il Teatro de’Cervelli).
chino di raggiungerla» (ibid.). carte, come «El mondo cioè dio pessa Giovanna come appare Nell’opera di Leonard Thur-
Insomma, la vera Fede si tro- padre», «Lo caro triumpha- nel De claris selectisque mulie- neysser Zum Thurn Quinta
va nell’autentica Chiesa (rap- le vel mundus parvus» (Il car- ribus (1494) di Jacques Philippe Essentia è raffigurata una Pa-
presentata dal Papa) e non ro trionfale ovvero un picco- Forest, nel capitolo a lei dedica- pessa che reca nella mano de-
può esistere al di fuori di essa. lo trionfo) ed anche la Papessa to (figura 5). Tale immagine si stra la chiave ed appoggia il
Che la Papessa dei tarocchi messa in relazione con la Fede. stabilizzerà definitivamente braccio sinistro su un libro (fi-
sia la rappresentazione della Geltru- nelle car- gura 7). Si tratta della Fede co-
Fede è innegabile in quanto lo de Mo- te seguen- me rappresentata dalla cor-
stesso monaco, autore del Ser- akley vi- ti e nel Ta- rente magico-ermetica-alche-
mones la descrive con le paro- de nella rocco di mica, che proprio in Germa-
le «O miseri quod negat Chri- carta dei Marsiglia nia, luogo dove fu stampata
stiana fides», frase che appa- tarocchi ( figura l’opera, ebbe larga diffusione.
re l’incipit di una più estesa Viscon- 6). Fu dif- Oltre ai normali attributi del-
espressione dato che il religio- ti-Sforza, fusa cre- la Fede figurano accanto a lei
so fa seguire il simbolo grafico ora a l la denza nel numerosi libri, tutti di natura
dell’ «etc» alla parola fides, se- Pierpont Rinasci- magico-religiosa, quali l’Her-
condo una modo che si ritrova Morgan mento che barium, la Quinta Essentia,
anche in altri passi del Sermo- Libra r y, in questa il Misterium Aeternitatis e la
nes. La frase, come ci appare, l’immagi- carta fos- Biblia. La Papessa con la co-
risulta pertanto intraducibile, ne di Suor se rappre- rona sul capo e la bocca chiu-
ma ciò che conta è che il religio- Manfreda sentata la sa da un lucchetto (perché la
so abbia fatto riferimento alla Visconti- Papessa fede non ha bisogno di espri-
Fede. Questo Sermones si pre- Pirovano, Giova n- mere il suo credo) siede sopra
senta come una invettiva con- u na pa- na. Ne una cassa sulla quale sono in-
tro il gioco dei dadi e delle car- rente dei abbiamo cise le parole «Toth» e «Azot».
te, compresi i Trionfi, compo- Visconti conferma Nella carta dei tarocchi oc-
sta secondo il concetto clerica- eletta pa- dall’ope- cultistici di Oswald Wirth, la
le del tempo che ne attribuiva la pessa di ra Le Car- Papessa tiene nella mano de-
paternità al Diavolo (di cui fra
l’altro il buon monaco ne forni-
sce addirittura il nome, un cer-
una pic-
cola setta ⑧ te Parlan-
ti di Pietro
stra il libro su cui appare il sim-
bolo cinese Tai-chi del Supre-
l o m b a r- Aretino in mo Tao formato dagli oppo-
to diavoletto chiamato Azaro), da dei Gu- cui le car- sti Jin e Jang, e la chiave nel-
in grado di condurre gli uomi- glielmiti, te, discu- la mano sinistra (figura 8). ◉
pagina 20 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

N onostante il pregiu-
dizio che li voleva pic-
coli e utili cacciatori e
nient'altro, i gatti riuscirono
ad entrare nelle case della gen-
L’indispensabile gatto nella storia e nell’arte
di maria luisa marilù pavanini zennaro
dorme tranquillo e impertur-
babile su una sedia ed è del tut-
to indifferente alla sacralità
dell'avvenimento.
Nel quadro «La Madonna
te e ad essere amati soprattutto della gatta», Barocci va oltre
dalle donne. I cani stanno qua- do- me- ponendo ai piedi di Maria una
si sempre fuori, mentre il gatto sti- gatta che allatta i suoi cuccioli.
si gode il caldo in cucina. co Il pittore osa molto proponen-
La pittura riconobbe il valore fe- do un messaggio evidente ,ma
decorativo del gatto molto pri- l i- audace: come la gatta si occu-
ma che gli scrittori notassero il no pa premurosamente dei propri
suo fascino. piccoli così la Madonna accu-
Nel Rinascimento uno dei più disce Gesù.
famosi dipinti religiosi con gat- Più comune trovare il gatto
to è L'Annunciazione di Loren- nelle rappresentazioni dell'Ul-
zo Lotto (1480-1556). Artista ve- tima Cena. Imbronciato, con
neziano tra i più originali e fan- le orecchie tirate, accoccola-
tasiosi, volle sempre dimostra- to sotto uno sgabello è presen-
re la sua indipendenza nei con- te nell'Ultima Cena di Jacopo
fronti di Tiziano, che teneva la da Bassano. Il Tintoretto che
maggior parte dei committen- di Ultime Cene è un appas-
ti. In quest'opera tutto è singo- sionato artefice (San Marcuo-
lare, la Vergine volta le spal- la, San Giorgio) lo rappresen-
le all'angelo, che mostra cosce ta in ben tre cene. In quel-
ben palestrate e uno sguardo
stralunato, forse per l'amba- Al centro: Federico Barocci
sciata un po' scabrosa che era «Madonna della gatta», 1575
costretto a fare, ma il centro (National Gallery, Londra).
della scena è occupato da un Sotto: a sinistra, Lorenzo Lotto
gatto, che fugge spaventato di «Annunciazione», 1528, Recanati,
fronte a tanto trambusto. Museo Civico Villa Coloredo
Anche Federico Barocci (1535 Mels; a destra, Jacopo Tintoretto
- 1612) introduce un gatto nella «Ultima Cena», 1592-94 San Giorgio
sua Annunciazione, ma qui il Maggiore, Venezia (particolare).
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 21

Gatti nel mondo odierno la del 1592-94 , un gatto audace


e robusto occupa il centro del-
ovvero gli aristogatti la scena di fronte al tavolo di
vivono a Sanpietroburgo Gesù con gli apostoli e curiosa
nel cesto, da cui una camerie-
ra prende del cibo, mentre il ca-

U no dei più celebri mu-


sei del mondo: l'Here-
mitage ha tra i suoi di-
pendenti, fin dai tempi del-
la zarina Caterina la Grande,
ne osserva malinconico la sce-
na. Quasi sempre anche nelle
opere a tema secolare i gatti so-
no associati al cibo e di solito lo
rubano.
un consistente numero di gat- Se gli artisti veneziani nel-
ti che hanno lo status ufficia- le loro tele mostrano conside-
le di Guardiani delle Pinaco- razione e rispetto nei confron-
teche. Ex randagi viziatissi- ti di quest'animale,molto tri-
mi e amatissimi sono arruola- ste e crudele era uno spettaco-
ti per la loro abilità nel caccia- lo in voga a Venezia durante le
re i topi,ratti e roditori di ogni cazze. Le cazze o feste dei tori,
genere. Si racconta che Pie- di origine antichissima, consi-
tro il Grande, fondatore del- stevano nel portare nei campi
la città, che aveva visto divo- questi animali tenuti con del-
rare dai topi antiche mappe e le corde. La bestia assalita da
preziosi dipinti scoprì l'utili- cani saltava qua e là fino a ca-
tà dei gatti. Tutto merito di un dere sotto i loro morsi. Tale ab-
micetto olandese, regalato alla battimento era festeggiato dal
figlia Elisabetta, che da quan- popolo con grandi baldorie: si
do si era piazzato in casa aveva dava la caccia alle anatre, al-
fatto scomparire ogni roditore. le oche e si ammazzava la gat-
Elisabetta divenuta zarina fece ta. Questo barbaro gioco pre-
importare gatti di ogni specie, sente anche in altri paesi con-
soprattutto dalla vicina Kazan sisteva nell'appendere la gat-
per proteggere abitazioni e col- ta ad un muro con un anel-
lezioni private. Da allora i gat- lo di ferro, che le stringeva i
ti dell'Heremitage si aggirano fianchi, ma le lasciava libere le
da padroni tra le sale del pa- zampe, mentre sopra un tavo-
lazzo e soprattutto negli scan- lato due uomini, col capo tut-
tinati, alloggiati e coccolati da to rasato si avvicinavano per
uno dei più celebri musei del ammazzare a testate la pove-
mondo. Ognuno di loro pos- ra bestia che si difendeva rab-
siede un chip sottocutaneo che biosamente graffiando la testa
consente ai guardiani uma- dei suoi carnefici. (continua) ◉
ni di riconoscerli quando rien-
trano da scorribande esterne
per le vie di San Pietroburgo. ◉

Sopra: Jacopo Tintoretto, Ultima


Cena (Chiesa di Francis-Zavier,
Parigi) : il gatto è spesso in
contrapposizione al cane, animale
fedele, notare come siano entrambi
vicini a Giuda che nasconde il
sacchetto con i trenta denari dietro
la schiena. Sotto: Federico Fiori
Barocci, Annunciazione, 1592-96,
Santa Maria degli Angeli, Perugia. A
destra: particolare dall’Ultima Cena
di Jacopo da Bassano , 1546.
pagina 22 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

L a Sensa era forse la fe-


sta più importante di
Venezia, per moltissi-
mi motivi. Ma oggi è una fe-
sta smarrita. Sono passati più
A Tavola con I Antichi: lo storione della Sensa
di luca colo de fero colferai
dai terribilissimi pirati naren-
tani. Pochi anni prima ne ave-
va condotta un’altra, vittorio-
sa ma parziale, e questa doveva
essere risolutiva. La spedizio-
di mille anni da quando è co- ne partì da Venezia nella Festa
minciata e ben più di mille co- stoffe preziosamente ricama- portanti ed è una festa mobi- della Sensa, inalberando (dico-
se sono cambiate in dieci se- te e di gioielli rutilanti. Il nun- le: cade quaranta giorni dopo no) per la prima volta il vessil-
coli. Come tutte le umane co- zio pontificio e il purpureo pa- Pasqua, nel giovedì che segue lo con il Leone di San Marco.

se anche le feste nascono, fio- triarca benedicente sulla gon- la quinta domenica seguen- L’impresa riuscì gloriosamen-
riscono, declinano. Ma al con- dola dorata e uno stuolo di pre- te a quella pasquale. Detto co- te, fruttò al doge il titolo di duca
trario di molte altre cose uma- ti, monaci, chierici e chierichet- sì è un po’ confuso, ma linea- di Dalmazia e di Croazia «mi-
ne, ciò non significa che siano ti con turiboli fumiganti, inse- re. Nel presente, a seguito del sericordia Dei» e segnò incon-
dimenticate. Può darsi che ri- gne dorate e scintillanti, le pa- festicidio totalitario produtti- trovertibilmente l’inizio del-
tornino, non si sa mai. Ai vene- role del rito che echeggiano in- vista milanesizzante microim- la dominazione veneziana sui
ziani di oggi piace immagina- distinte nell’aria: «desponsa- prenditorializzatore degli ulti- mari.
re come doveva essere l’Ascen- mus te, mare, in signum veri mi anni, si festeggia la dome- A ricordo della dura impre-
sione nel massimo serenissimo perpetuique dominii» e l’arco nica seguente al giovedì, in- sa si decise di ripetere simbo-
fulgore: il doge splendidamen- quasi impercettibile dell’anello somma la sesta domenica do- licamente ogni anno la bene-
te vestito sul Bucintoro scolpito d’oro che cade per sempre do- po Pasqua. dizione del mare: il Doge con il
e dorato, fra armati risplenden- viziosamente irrecuperabile Già importante di suo, nel Vescovo di Olivolo (Castello) e
ti d’armature rumorose, squil- tra i flutti verdazzurri del Ma- calendario liturgico cattolico tutti i consiglieri si recavano su
li di tromba, garrire di vessilli, re. E intanto in Piazza la Fie- e cristiano, la Festa della Sen- un vascello d’onore davanti al
il sole splendente e l’acqua del- ra con tutti i mercanti d’Eu- sa divenne storicamente fon- porto del Lido a celebrare il rito.
la Laguna scintillante di luce ropa e del Levante, la bambo- damentale per i nostri ante- Data la morigeratezza dei se-
tra le infinite imbarcazioni, pe- la de Franza e occasioni d’oro nati per due importanti acca- coli bui si trattava certamente
ote, galee, centinaia di gondo- per tutte le bocche e tutte le ta- dimenti storici, per una ragio- di un evento molto parco. Tut-
le e ancor di più barche a remi, sche. È per questo che continu- ne simbolica e per un motivo to si concludeva con una cola-
sandoli, sandoleti e simili, mol- iamo a rifarlo, lo Sposalizio con economico. zione di stracaganasse (ca-
ti con un cesto pieno di buona il Mare, e non è per nostalgia o Il 9 maggio dell’anno Mil-
roba da mangiare sotto il tra- trombonaggine, è proprio che le, forse era prima ma non im- Francesco Guardi,
sto. Comandanti da mar, con- ci piace. E ci illudiamo che pos- porta, il doge Pietro Orseolo II Il Doge sul Bucintoro a San Niccolò
siglieri, magistrati, ammiragli, sa tornare. partì per un’operazione bellica del Lido per lo Sposalizio con il Mare
nobili, ambasciatori, donne La festa dell’Ascensione è in aiuto dei territori della Dal- (ca. 1766-70, olio su tela, 67 x 100 cm
bellissime, tutti risplendenti di una delle feste religiose più im- mazia occupati ferocemente Musée du Louvre, Parigi).
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 23

stagne secche) e vino rosso, pa- Sanudo). nuovi commerci e di splendide Doge nella sua camera in Pa-
ne e fave per i rematori, offer- È in questa occasione che la quanto effimere architetture. lazzo «e ne avevano avuto pa-
ti dai monaci di Sant’Elena, ai festa prende l’altro aspetto che Alle colazioni di castagne, vi- ne, formaggio e vino». Dopo
quei tempi un’isoletta sperdu- la accompagnò per secoli, fa- no rosso, pane e fave si sostituì la cerimonia dello sposalizio il
ta tra le barene. cendone il periodo di fiera più un banchetto via via sempre pranzo separato. Divisi in die-
Divenne più complesso e interessante d’Europa e del più magnificente in Palazzo ci tavolate, i cento capimastri e
sfarzoso, come oggi ci piace Mediterraneo: per celebrare Ducale, uno pubblico per i no- «graduati ministri» dell’Arse-
immaginarlo, quando divenne la pace il papa concede indul- bili in numero di cento, e uno nale e i tre Ammiragli che ave-
occasione diplomatica. genze ai visitatori della Basili- separato ma forse più strabi- vano guidato il Bucintoro ven-

Nell’anno 1177, papa Ales- ca di San Marco per otto gior- liante per altri cento, i dirigen- gono serviti di antipasto, pasto
sandro III e Federico Barba- ni, poi quindici, dopo la Festa ti dell’Arsenale. Ai primi veni- e «doppopasto». Antipasto:
rossa scelgono Venezia per il della Sensa. Il concorso di fol- va spesso servito, portato inte- pan di Spagna, savoiardi, sfo-
summit che dovrà segnare la la da ogni dove fu tale che in tre ro con accompagnamento mu- giade, ossocollo, lingua salata
pace tra i due massimi poteri anni convinse l’attenta ammi- sicale, un magnifico esempla- con naranze garbe e cedro. Se-
dell’Europa medievale, arbitro nistrazione statale ad istituire re di storione, di cui troverete condo la testimonianza di un
e ospite il doge Sebastiano Zia- una fiera esposizione merca- esaustivo esauriente mastro calafato di nome Gelfi:
ni. Al termine dell’incontro, il to delle migliori merci locali e Sembra necessario dare noti- «Piatto di fette di pan di Spa-
papa consegna al doge, un po’ d’Oriente ripetuta poi fino alla zia dettagliata del giorno del- gna, una per cadauno», «Cavo
come omaggio, un po’ come caduta della Repubblica. la Sensa per questi cento Ar- di latte la decima parte..». Pa-
riconoscimento, e un po’ an- Nei secoli la festa diviene senalotti, uomini sicuramen- sto: «Piatto grande con trippe
che per mettere sotto controllo sempre più sfarzosa. Alla «pe- te poderosi e infaticabili. Per di vitello per minestra la deci-
il potere veneziano, un anello otona adobada» dei primi se- loro la festa comincia la mat- ma parte per cadauno. Piatto
benedetto «in pegno della so- coli si sostituitì alla fine del tina: prima la visita all’ammi- di fette di figà una per ca-
vranità che Voi ed i successo- Duecento il Bucintoro, sem- raglio, veloce colazione-buf-
ri Vostri avrete perpetuamen- pre più ricco nelle successive ri- fet con «soltanto caffè e busso- Giovanni Antonio da Canal detto
te sul Mare» affinché «sposas- costruzioni, barca ufficiale del ladi», poi tutti ricevono «dal- Canaletto, Il ritorno del Bucintoro al
se lo Mar si come l’omo spo- Doge, ma ancor più dell’anda- li due Patroni» caffè, busso- Molo nel giorno della Sensa (ca. 1730,
sa la dona per esser so signor» ta del giorno dell’Ascensione. ladi, acqua di limoni e naran- olio su tela, 182 x 259 cm, collezione
(così dice la cronaca di Marin La Fiera andò arricchendosi di ce. Quindi la messa, il saluto al privata).
pagina 24 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

dauno. Detto in due polpetto-


ni la decima parte per cadau- Che storia! Storie e Storielle dello Storione rose e mirto.
La «demonstratione dello
no. Piatto con tre pollastre al-
lesse per cadauno. Detto con
dieci colombini rosti (uno) per
con le ricette Storione» diviene divertimen-
to puro nella versione raccon-
tata dal Conte Emile Targhet-
cadauno. Piatto di dindiotti ro- chiostro commestibile. finiva nobilissimus e ricordava ta D’Audriffet, poi da noi re-
sti mezzo per cadauno». Dop- Come lo Storione, un tempo che gli antichi lo chiamavano plicata in innumeri occasio-
popasto: sparesi, fenochi, arti- Venezia aveva risalito i fiumi Elops. Marco Valerio Marziale ni conviviali, basata oppur so-
ciocchi e frutta straccaganas- dalla riva del mare, per impa- (40 - 103 d.C.) poeta un poco bo- rella dell’amena storiella dello
se, susini e pomi e formagelle e rare a navigare commercian- hemien in uno dei suoi famo- storione di Alexandre Dumas
poi puina, rosada, torta sfogia- do e commerciare navigando; si Epigrammi lo ricorda adat- (padre) nel suo «Le Grand Dic-
da, scatole di confetti e stelle di al pari dello Storione era tor- to per le imbandigioni di palaz- tionnaire de Cuisine»: C’era
marzapane. E vini bianchi neri nata al mare, divenendo sem- zo. Claudio Eliano Sofista, re- un signore che con altri buon-
moscati a volontà. pre più grande; come lo Storio- tore e filosofo di Preneste (Pa- temponi come lui si disputa-
Ai convitati era infine e inol- ne ha oggi dovuto cedere a suc- lestrina) vissuto tra il 170 ed il va l’ambizione di essere il più
tre concesso di portarsi via cedanei artificiali e alla frego- 235 d. C., autore tra l’altro del- grande anfitrione
quattro piatti per uno, le po- la della demenza contempora- la prima versione della favola
sate, e una bottiglia da ta- nea. Ma così è nell’ordine delle di Cenerentola, descrisse
vola. Mentre i cento finiva- cose di questo mondo. le cerimonie che
no di banchettare, i tre ammi- Dello Storione (Acipenser) saluta-
ragli facevano visita al Do- esistono molti tipi uguali ma
ge che si informava benevol- diversi, diffu-
mente se il pranzo era sta- si nei mari e nei
to di gradimento per tutti. ◉ fiumi dell’emi-
sfero settentriona-

N elle acque adriati-


che vive o meglio so-
pravvive, sempre più
raro se non a caro prezzo al-
levato il grande Storione, pe-
le. È il più grande dei pe-
sci ossei, dopo gli squali,
ha uno scheletro cartilagineo,
ma scudi l’osso lucido e lucen-
te sulla testa. A causa di queste
vano la pesca
dello Storione, traccian-
do una coreografia in uso e di Parigi, voleva fa-
poi ripetuta nei secoli a venire: re sempre la miglior
sce gigantesco e, oltre che buo- placche a specchio appartiene «quando un pescatore riusciva figura e non poteva sbagliare
no, ricco di valore simbolico. all’ordine dei Ganoidi, nome a catturare un Elops, tornan- una cena. Un bel giorno que-
Si pescavano un tempo esem- vezzoso che deriva dal greco do a terra adornava sé stesso e sto signore, l’Arcicancelliere
plari titanici, lunghi fino a sei «ganos» rilucente. la propria barca con ghirlande Cambacérès, stava preparan-
o otto metri e del peso di die- Dello Storione, oltre che le di fiori, e sbarcava il pesce fra do il menu per una grande ce-
ci o quindici quintali, dal ma- uova e le carni si usava fino canti e danze». I Romani met- na nel suo palazzo, quando il
re risalivano il Po e gli altri fiu- all’avvento della chimica mo- tevano in scena la medesima maggiordomo irrompe nello
mi per accoppiarsi e fecondare derna il midollo spinale che coreografia in sala da pran- studio e gli pone angosciato un
le prelibatissime uova. Ma un opportunamente trattato da- zo: preceduto dal cuoco, il pe- problema che non riusciva as-
giorno, in cambio di un bucato va fin dal tempo degli antenati sce veniva portato dalla cucina solutamente a risolvere. Erano
più bianco, di colori più vivi, di di Aristotele una colla di pesce alla tavola. L’imperatore Set- arrivati dal mercato due storio-
bidet che ci potete anche man- portentosa chiamata appunto timio Severo, che morì di got- ni giganteschi, titanici, l’uno
giare dentro, di un po’ lampa- ichthycolla (colla di pesce). Gre- ta in Britannia nel 211, quando appena più piccolo dell’altro. Il
dine e di rive di cemento arma- ci e Romani la usavano in cuci- non era impegnato a fortificare problema era gravissimo: ser-
to, gli abitanti della terraferma na e in farmacia e in applica- i confini da un angolo all’altro vire tutti e due gli storioni non
padana decisero di poter fare zioni tecniche: cataplasmi cu- dell’Impero o a studiare i clas- si poteva, erano troppo grandi;
a meno del pacifico e buonis- rativi (asma, gotta, mal di denti sici o indebolire gli altri poten- buttarne via uno era uno spre-
simo gigante marino e fluvia- e mal d’amore), gomme da ma- ti, nei suoi banchetti amava ri- co; servirli due giorni di segui-
le di ergere ridicole idroelettri- sticare aromatizzate; fissativo creare il corteo, aggiungen- to era peggio. Anche gli storio-
che di coccolarsi con l’ammor- per colori, schiarente per vini dovi gioiosi schiamazzi e ser- ni annoiano.
bidente e di comperare in sua e liquori, lucido per stoffe, ade- vendo lo Storione accompa- Ebbene, i due si rinchiusero
vece al centro commerciale uo- sivo per vetro, porcellana. Pli- gnato da flauti inneggianti e nello studio.
va di succedaneo colorate d’in- nio il Vecchio (23-79 d.C.) lo de- da schiavi danzanti coronati di La sera della cena i con-
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO maggio 2010 anno 4 numero 28 pagina 25

vitati erano tutti seduti a tavo- to con olio extravergine d’oliva d’oliva,succo di limone, sale e se in eccesso). Si cuoce. Se ser-
la, ecco che entra lo storione, e limone o acconciato con va- pepe. Prima di portare in tavo- visse, si aggiunga altro brodo.
su un enorme vassoio d’argen- rie salse. I tranci si cuociono la si tiene il piatto almeno per Si aggiusti di sale e di pepe. Si
to in Stile Luigi Quindicesimo, normalmente in padella. Non trenta minuti in frigorifero. serve caldo con crostini di pa-
disteso su un letto di verdure e manca chi consiglia di cuocere Zuppa di storione. Si pren- ne tostato e si accompagna con
di fiori, accompagnato da flau- la carne di questo pesce al for- dono seicento grammi di sto- vino bianco leggero e fresco.
tisti e violinisti vestiti da cuo- no come roast-beef, a vapore, o rione, si tagliano a cubet- Umido di storione. Si met-
co, e portato a spalla da vallet- allo spiedo. Chi vuole gustare ti e si mettono a macerare per te in un tegame ad insaporire
ti con il capo inghirlandato di la carne di storione in tutta la mezz’ora nell’olio extravergi- nell’olio extravergine d’oliva
fiori. Tutti si alzano in piedi ad sua fragranza deve mangiar- ne d’oliva assieme ad un piz- un trito di una carota, mezza
applaudire, anche se manca- la cruda. La cottura ottunde zico di pepe macinato e ad un costa di sedano, un rametto di
no di rispetto al padrone di ca- inevitabilmente tutti gli aromi trito di tre scalogni. Nel frat- timo e una cipolla. Si aggiun-
sa, ma l’emozione e il succes- più fini e delicati. Per prepara- tempo si nettano e si tagliano gono a rosolare quindi quattro
so è così grande che non pos- re il carpaccio si affetta lo sto- a pezzetti una carota, mezza tranci di storione di duecento
sono resistere. Il corteo avan- rione molto finemente e si po- costa di sedano, un peperone e grammi l’uno. Si rivolta delica-
za trionfale fino al posto in cui ne a macerare nella vinai- due patate. Quindi si passano tamente il pesce affinché pren-
lo aspetta rag- grette preparata con olio queste verdure a rosolare nel da colore su entrambe le par-
extravergine d’oliva, sa- ti. Poi si irrora con un bicchie-
le, pepe e succo di limone re e mezzo di vino bianco sec-
per una mezz’ora. Si co. Si lascia sfumare a tegame
scoperto. Si aggiungono cin-
tegame con un que o sei pelati a pezzetti e si
po’ d’olio. Si unisco- chiude con il coperchio, si ab-
no poi due cucchiai di bassa la fiamma e si lascia cuo-
aceto (di mele, se ve la sen- cere lentamente. Se necessario
tite) e un bicchiere di vi- si aggiunge un po’ di brodo di
no bianco secco, si lascia verdura. Si aggiusta di sale e di
sfumare e si aggiungono pepe. A metà cottura si unisco-
scola e si adagia sopra due mestoli di brodo vege- no tre foglie intere di alloro e
un letto di erba cipolli- tale caldo. Quando inizia a bol- un rametto di rosmarino. Vi-
giante il padrone. Ma ecco che na e rucola. Si condisce lire si unisce lo storione con la no bianco intenso e profumato
giunti lì davanti, un valletto con olio extravergine sua marinata (si elimina l’olio beo fresco.
inciampa, incespica, traballa, Storione in salsa. Si cuoce
tracolla, cade. Cade il vallet- lo storione in court-bouillon e
to, il vassoio si inclina paurosa- si serve con la seguente salsa:
mente, l’immane storione sci- si passano al setaccio tre spic-
vola, scivola, scivola, cade sul chi d’aglio, una acciuga sa-
parquet e sdrucciola fin quasi lata, un bel ciuffo di prezze-
sotto la tavola. Costernazione molo, due cucchiai di capperi,
generale. Delusione. Depres- due cucchiai di pinoli. Si rac-
sione. Lutto. L’arcicancelliere coglie il passato in una cioto-
allarga le braccia rassicurante, la, si uniscono quattro cucchiai
a voce alta dice: «Non importa, di olio extravergine, due cuc-
portatene un altro!». chiai di aceto (anche di mele),
Applausi, successo strabi- una bella presa di pepe maci-
liante. Lo Storione caduto, che nato e due cucchiai di pangrat-
era il più piccolo, venne diviso tato. Si amalgama molto bene.
tra la servitù. Nel piatto di portata si dispone
il pesce con questa salsa e con
Lo Storione si pesca in prima- qualche foglia di prezzemolo,
vera, maggio giugno. La car- rucola e basilico. Vino bianco
ne in questo periodo è più sa- asciutto.
porita, ma anche più grassa. Si L’anno prossimo anche le ri-
presenta soda, bianca, compat- cette antiche, compreso il mo-
ta e pregiata. Dagli incolti vie- do di fare il caviale rinasci-
ne paragonata a quella di vi- mentale pronto all’uso. ◉
tello, ma a differenza di questa
è più grassa. Essendo un pesce «Non importa, portatene un altro!».
di buone dimensioni, difficil- Sir Lawrence Alma-Tadema
mente si trova intero sul mer- (Laurens Alma Tadema 1836 – 1912)
cato a meno che non si tratti Primavera (1894),
di piccoli esemplari; facilmen- olio su tela, 179.2 x 80.3 cm,
te si trova in tranci. Si cuoce in J. Paul Getty Museum,
court-bouillon e si serve condi- Los Angeles, particolare.
pagina 26 maggio 2010 anno 4 numero 28 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

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Paolo Fiorindo EFFETTI DE «IL RIDOTTO»SUL LETTORE


ENZO ROSSI RÒISS
Bissa bògoea
Una fiaba nera, una tragica storia d'amore,
un racconto teatrale orrido e inquieto.
Calembour ...ella repetita ROISS POEMI DOPING
La bELLA giovincELLA IsabELLA, CANZONIERE
puttanELLA in gonnELLA,
con OrnELLA , ancELLA, monELLA e
pazzarELLA, in sELLA alla carrozzELLA
dELLA sorELLA zitELLA RaffaELLA,
come una gazzELLA, correa su una rotELLA
per la stradELLA a mangiar la panzanELLA
con stracciatELLA e colombELLA.
La bidELLA MariELLA con la cartELLA e
pagELLA sotto l’ascELLA,
entrò con la manovELLA, nELLA cELLA
dELLA consorELLA AntonELLA
ex modELLA non più pivELLA e ascoltò
la scappatELLA fatta con SerenELLA
nella cappELLA dELLA caravELLA.
Ritorna il mito dell’anguana, creatura Piaciuta la storiELLA ?
acquatica del bestiario pagano che L’Inconsolabile Console
vive negli abissi torbidi del ventre della Ho quanto valgo di più non spendo
Livenza, la Grande madre regina Acqua. Il prezzo da pagare per avermi è fisso

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compagnia de calza «i antichi» venezia IL RIDOTTO – CALENDARIO 30124 san marco 2677 campo san maurizio

zugno
mmx

c
GEMELLI
d
CANCRO
21 maggio 22 giugno
21 giugno 22 luglio

luni marti mercore zioba venere sabo domenega

31 1
a. 4.37 – t. 19.39
2
S. GIUSTINO MARTIRE FESTA DELLA REPUBBLICA
a. 4.37 – t. 19.39
3
S. CARLO L. LIST
a. 4.37 – t. 19.40
4
S. QUIRINOVESCOVO
a. 4.36 – t. 19.41
5
S. BONIFACIOVESCOVO
a. 4.36 – t. 19.41
6
CORPUS DOMINI
a. 4.36 – t. 19.42
8.35 (tram.) – 23.10 (lev.) 9.36 (tram.) – 23.36 (lev.) 10.37 (tram.) – 23.58 (lev.) 11.37 (tram.) 0.20 (lev.) – 12.36 (tram.) 0.42 (lev.) – 13.37 (tram.)
00:16 +52 15:39 +46 00:37 +45 16:35 +46 00:50 +36 17:30 +48 09:50 -05 02:49 +17 10:49 +02 02:44 +07 11:59 +07
07:55 -25 20:10 +34 08:28 -19 21:52 +34 09:06 -12 18:18 +51 04:09 +17 18:57 +55 07:27 +17 19:33 +59

7
S. ROBERTOVES.
a. 4.35 – t. 19.43
8
S. MEDARDOVES.
a. 4.35 – t. 19.43
9
S. PRIMO, S. EFREM
a. 4.35 – t. 19.44
10 11 12 13
S. DIANA, S. MARCELLA
a. 4.35 – t. 19.44
S. BARNABA AP.
a. 4.34 – t. 19.45
S. GUIDO, S. ONOFRIO
a. 4.34 – t. 19.46
S. ANTONIO DA P.
a. 4.34 – t. 19.46
1.05 (lev.) – 14.39 (tram.) 1.30 (lev.) – 15.44 (tram.) 1.59 (lev.) – 16.51 (tram.) 2.35 (lev.) – 17.59 (tram.) 3.18 (lev.) – 19.05 (tram.) 4.12 (lev.) – 20.06 (tram.) 5.16 (lev.) – 20.58 (tram.)
03:06 -04 13:08 +11 03:33 -14 14:06 +14 04:02 -23 14:57 +15 04:33 -31 15:44 +16 05:05 -37 16:30 +17 05:39 -41 17:15 +18 06:13 -43 18:02 +19
08:54 +22 20:07 +63 09:48 +28 20:40 +67 10:31 +35 21:14 +70 11:11 +40 21:49 +72 11:50 +45 22:24 +73 12:28 +49 23:00 +71 13:08 +52 23:38 +68

14 15 16 17 18 19 20
S. ELISEO
a. 4.34 – t. 19.46
S. GERMANA , S.VITO
a. 4.34 – t. 19.47
S. AURELIANO
a. 4.34 – t. 19.47
S. GREGORIO B. , S. ADOLFO
a. 4.34 – t. 19.48
S. MARINA
a. 4.34 – t. 19.48
S. GERVASIO, S. ROMUALDO AB. S. SILVERIO PAPA , S. ETTORE
a. 4.35 – t. 19.48 a. 4.35 – t. 19.48
6.28 (lev.) – 21.42 (tram.) 7.44 (lev.) – 22.18 (tram.) 9.00 (lev.) – 22.50 (tram.) 10.15 (lev.) – 23.18 (tram.) 11.28 (lev.) – 23.44 (tram.) 12.40 (lev.) 0.11 (tram.) – 13.51 (lev.)
06:49 -42 18:52 +21 00:17 +62 14:34 +56 00:59 +54 15:21 +57 01:45 +45 16:12 +58 02:43 +35 17:06 +59 04:10 +25 18:01 +61 01:26 +05 11:28 +03
13:50 +55 07:27 -38 19:48 +22 08:06 -32 20:55 +22 08:47 -25 22:18 +20 09:32 -16 23:57 +15 10:24 -06 06:20 +20 18:55 +62

c 21 22d 23 24 25 26 27
S. LUIGI GONZAGA
a. 4.35 – t. 19.49
S. PAOLINO DA NOLA
a. 4.35 – t. 19.49
S. LANFRANCOVES.
a. 4.35 – t. 19.49
NATIV. S. GIOVANNI B.
a. 4.36 – t. 19.49
S. GUGLIELMO AB.
a. 4.36 – t. 19.49
S.VIGILIOVESCOVO
a. 4.36 – t. 19.49
S. CIRILLO D’ALESS.
a. 4.37 – t. 19.49
0.39 (tram.) – 15.02 (lev.) 1.11 (tram.) – 16.12 (lev.) 1.48 (tram.) – 17.19 (lev.) 2.32 (tram.) – 18.21 (lev.) 3.22 (tram.) – t. 19.15 (lev.) a. 4.19 (tram.) – 20.01 (lev.) 5.20 (tram.) – 20.39 (lev.)
02:29 -05 12:44 +11 03:17 -16 13:58 +16 03:57 -25 15:03 +19 04:34 -32 15:58 +22 05:08 -37 16:45 +23 05:41 -39 17:27 +24 06:11 -40 18:06 +25
08:22 +23 19:45 +64 09:45 +30 20:30 +65 10:42 +37 21:10 +66 11:28 +43 21:48 +67 12:08 +47 22:22 +66 12:43 +51 22:55 +64 13:17 +53 23:25 +61

28 29 30
S. ATTILIO
a. 4.37 – t. 19.49
6.22 (tram.) – 21.11 (lev.)
SS. PIETRO E PAOLO
a. 4.38 – t. 19.49
7.24 (tram.) – 21.38 (lev.)
SS. PRIMI MARTIRI
a. 4.38 – t. 19.49
8.26 (tram.) – 22.02 (lev.)
1 2 3 4
06:40 -38 18:45 +25 07:07 -35 19:24 +25 00:25 +52 14:47 +54
13:48 +54 23:55 +57 14:17 +54 07:33 -30 20:07 +24

Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (Venezia, 7 ottobre 1697 – Venezia, 19 aprile 1768) Santi Giovanni e Paolo e la Scuola di San Marco
(1726 olio su tela 90,5 x 136 cm, collezione privata)
compagnia de calza «i antichi» venezia IL RIDOTTO DE I ANTICHI 30124 san marco 2677 campo san maurizio

C
Ariete – Urano entra nel tuo
segno e venti di rivoluzione
e cambiamenti arriveranno.
Sorprese ed eventi inaspettati ti da-
L’Oroscopo del mese: maggio 2010 ni delle persone, anche se amici o pa-
renti. Crisi negli obiettivi e interro-
gazioni profonde ti spingono a deci-
sioni per un nuovo cammino perso-
ranno flessibilità e creatività in que- nale. Clima romantico a partire dal
sto mese. Sentire il momento, assa- a cura di strega jurubeba giorno 24.
porare le opportunità e scappare dei
problemi, esigerà più sudore e meno Scorpione – Prepara tuo cuo-
logica. La cosa più intelligente è man-
tenere un buon umore. Molta sensua-
lità in quasi tutto il mese.
GEMELLI
dal 21 maggio al 20 giugno J re. Questo mese diversi piani
potranno essere cambiati da
un momento all'altro. Possono suc-
cedere sorprese dell’ultima ora e im-
Toro – Come doveva essere, previsti ritorni nei progetti cui stavi

D il Sole entra nel tuo segno; la


tua vitalità, disposizione e
talento saranno notevoli, come an-
lavorando. Vedi se vale la pena insi-
stere. Impara ad essere più aperto al-
la vita e avrai delle lezioni preziose.
che il tuo potere di attrazione e rea- Nell'amore stai attento con la gelosia,
lizzazione. Di tutto il periodo dell'an- non ti lasciarti portare dalle fantasie
no, questo è quello più promettente. e non sperare in ciò che non esiste.
La comunicazione è l'arma segreta
per superare le disfide. Dieta e ginna- Sagittario –I nati in questo
stica sono importanti per mantenere
la forma. Dal giorno 18 in poi, l'amore
può prendere fuoco. Aggiungi molta
K segno riceveranno le vibra-
zioni dei due poli che agi-
teranno l'astrale del mese; da Satur-
arte, musica, poesia e viaggi. no e Urano nei primi quindici giorni
e da Giove e Saturno gli altri. È fon-
Cancro – La lotta per la damentale mantenere la fiducia nel-

F sopravvivenza è intensa
per questo inizio del me-
se e avrai poco tempo per altre atti-
la vita con l'ottimismo di sempre. Pe-
riodo buono per riprendere vecchi so-
gni e concretizzare. Continua a con-
vità che non siano collegate con il trollare le tue azioni personali. La Lu-
guadagnarsi da vivere, aumentare na piena per il tuo segno è il giorno
il tuo spazio di lavoro e rinforzare le 27, con grandi opportunità. Comin-
influenze sociali. Bisogna avere pa- cerà un momento di equilibrio, au-
zienza, ottimismo, coraggio e aspet- tonomia e indipendenza. Devi esse-
tare ancora un po’. Domandati se non re più audace.
è il momento di rompere con i tuoi

I
stereotipi e programmi e cominciare Capricorno – Respira a
una nuova vita o avere altri obiettivi.
Venere e Marte danno luce verde per
l'amore. Dopo il 19 sarai irresistibile.
l clima astrale annuncia irritazione e tensione. Qualcuno
ti starà tra i piedi per testare il tuo autocontrollo. Scegli bene
le parole, evita azioni dettate dall’orgoglio e dalla testardaggi-
L fondo, perché il mese che
arriva turberà la tua pa-
zienza. Ma l’ambiente non riuscirà a
ne. Dovrai invece trovare le soluzioni per i tuoi problemi con pre- toglierti il controllo se sarai più mal-
Leone – L’ambizione e il de- leabile. Dovrai imparare ad adattar-
G siderio di essere valorizza-
to per i tuoi sforzi sono il te-
ma di questo mese. Non dimenticare
senza di spirito e versatilità. In un progetto di gruppo cerca di da-
re il tuo contributo, questo diminuirà le ostilità. Canalizza la tua
energia in attività fisiche che richiedano anche disciplina menta-
ti di più al quotidiano e alle persone
con cui devi convivere; e soprattutto
tentare di mantenere un buon umo-
che più visibilità porta anche più re- le. Non inciampare nell’amore, mantieni la calma. Venere entrerà re. Stai attento con malinconia e tri-
sponsabilità. Il mese è buono per pia- stezza, combattile rilassandoti e cer-
nificare viaggi e avrai molta energia nel tuo segno, portandoti charme, bellezza e attrazione. cando delle attività creative. Il clima
che può rendere il tuo quotidiano più nell’amore è oscillante ma favorevo-
vibrante. Attento con la digestione, Caratteristiche: comunicabilità, intelligenza, versatilità, su- le in generale.
la tua colonna vertebrale può avere perficialità, e curiosità intellettuale.
bisogno di più attenzioni. Approfit- Acquario – Non essere te-
ta questo periodo di disposizione per
andare a feste ed eventi sociali dove
troverai delle persone interessanti.
Elemento: aria. Reggente: mercurio. Opposto: sagitta-
rio. Metallo: platino. Pietra: agata. Animali: cavallo. Colori:
A stardo e rigido perché nes-
suno vuoi invadere tuo spa-
zio. Rompi con le catene e cerca un po’
giallo,verde,arancio. Giorno: mercoledì. Verbo: io penso. più di libertà. Il fine mese è propizio
Vergine –Le ottime vibra- per vivere dei momenti speciali in un

H zioni del Sole in Toro illumi-


nano il tuo spirito con molta
chiarezza, buon senso e profondità. I
viaggio. Cerca di divertirti, di impa-
rare qualcosa di nuovo e di fare nuo-
ve amicizie. La scenografia nell'amo-
tuoi sogni si faranno quasi palpabili. re non è male e la vita sociale è in un
La tua parte di esploratore che ti spin- periodo molto interessante e allegra,
ge a volare più lontano sarà un gran- con il transito di Venere e Gemelli che
de stimolo per nuove proposte nella attira nuove amicizie.
tua vita. Dovrai ridimensionare le
priorità e accettare che è necessario Pesci – Entrate con il pie-
risolvere il passato e le pendenze. At-
tento alla salute: evita gli eccessi. So-
cialmente il mese non sarà noioso.
Piccolo rito di macumba detto simpatia buono per tutti. B de giusto in questo me-
se, gli astri riservano mol-
te sorprese e imprevisti. È un perio-
Per attirare la fortuna do di sintesi e definizione per entrare
Bilancia –La scena ideale per in accordo con voi stessi e con le per-
I cominciare il mese sarebbe
un ritiro tranquillo per met-
tere ordine nelle emozioni e nei pen-
Al mattino mettere in piena luce del sole un recipiente con
acqua pulita e lasciarlo tutto il giorno; in un posto speciale per
te dentro casa dsponi una statuetta di gufo. Di notte, aspergi
sone che fanno parte della vostra vi-
ta. È un momento favorevole per rin-
novare il visuale intorno a te. Esem-
sieri. Il mese comincia con una vibra- il gufo con l’acqua lasciata al sole. Ripetere questo rituale tutti pio: organizzare meglio la cucina, la
zione astrale tesa. Sarebbe necessa- i mercoledì per un mese, cambiando sempre l’acqua. Non libreria, lo studio, tutto ciò che renda
rio passare i primi giorni riposando e il tuo ambiente più facile e pratico. È
dedicandosi a delle attività tranquil- lasciare che nessuno tocchi la statuetta. anche importante essere onesti con te
le e molto lontane dalle sollecitazio- stesso e non accettare qualsiasi cosa.