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Dal 1° vol. della STORIA DEGLI STRUMENTI MUSICALI (1973) curata da Frederic Fay Swift

Swift-Dorr Publications Oneonta, New York 13820

IL CLARINETTO SOPRANO

di Vance Jennings

IL CLARINETTO SOPRANO di Vance Jennings Vance Jennings Il predecessore del clarinetto moderno fu chiamato chalumeau.

Vance Jennings

Il predecessore del clarinetto moderno fu chiamato chalumeau. Si sa che esisteva in antiche civiltà e che fu probabilmente usato per incantare serpenti assieme allo shawm o oboe primitivo. Lo chalumeau ebbe due basilari problemi che ritardarono il normale sviluppo dello strumento attraverso la storia. Uno di questi problemi fu il peculiare modo in cui veniva fatta la primitiva ancia. L'"ancia" era anche il bocchino. Esso consisteva di una sezione di canna chiamata diaframma che veniva incisa su un lato per formare un'ancia vibrante. L'estremità aperta veniva sistemata nello strumento ed il suonatore introduceva nella sua bocca buona parte della combinazione ancia- bocchino e soffiava per produrre il suono. L'altro problema che ritardò per secoli lo sviluppo dello chalumeau fu la natura acustica dello strumento. Lo strumento passando agli armonici non dava l'ottava come facevano gli altri strumenti a

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fiato. Quando l'oboe o il flauto passa agli armonici, la stessa diteggiatura produce una nota un'ottava sopra. Tuttavia, quando lo chalumeau passa agli armonici, la nota prodotta era più alta di dodici note invece che di otto. Questo continuò fino alla fine del diciassettesimo secolo quando J.C.Denner, un fabbricante di strumenti di Norimberga, Germania, non costruì uno strumento che conteneva una soluzione pratica al problema dello chalumeau. Egli praticò altri due fori nel tubo che quando aperti producevano le note mancanti e riempivano il vuoto delle scale. Si pensa che la scala dello chalumeau allora apparisse così, con le note che colmavano il vuoto, il LA' ed il SI' scritte in nero:

IL CLARINETTO SOPRANO di Vance Jennings Vance Jennings Il predecessore del clarinetto moderno fu chiamato chalumeau.

L'esatta origine del bocchino non è conosciuta. Il clarinetto di Denner aveva un bocchino con un'ancia semplice battente, ma non ci sono prove che egli fu il primo costruttore di bocchini. Dalla metà del diciottesimo secolo, i bocchini ebbero una dimensione simile a quelli usati oggi. Un'altro fatto che non è conosciuto è quando avvenne il cambio del nome da chalumeau a clarinetto. Si pensa comunemente che l'uso dello chalumeau nelle orchestre del tempo per suonare le parti di clarino, provocasse il cambio. Il clarino era un strumento di ottone dall'intonazione acuta con un suono penetrante. Lo chalumeau usato per suonare queste parti fu chiamato clarinetto, diminutivo di clarino. Entrambi i nomi chalumeau e clarinetto furono usati durante i primi anni del diciottesimo secolo. L'ultimo nome prevalse infine internazionalmente, e fu usato per designare lo strumento migliorato capace di una più ampia estensione. Lo strumento così chiamato dai compositori del diciottesimo secolo assomigliava solo vagamente al clarinetto moderno. Parecchi di essi erano costruiti con vari tipi di bosso, un legno compatto dal colore di acero chiaro. Dalla metà del diciottesimo secolo si comincio a preferire, come oggi, il grenadiglio, o legno nero africano, un legno scuro molto compatto. E` stato usato il metallo ma non è mai stato accettato dai buoni esecutori a causa della sua tendenza a rinforzare gli armonici superiori.

Il bocchino del clarinetto e il primitivo bocchino de llo chalumeau dal quale e sso si

Il bocchino del clarinetto e il primitivo bocchino dello chalumeau dal quale esso si sviluppò. Entrambi hanno l'ancia battente semplice. Sul clarinetto l'ancia è ancora fatta di canna, come lo è stata per secoli.

Le chiavi dei primi clarinetti erano fatte di ottone ed erano molto rozze in rapporto agli standard attuali. Le chiavi non erano per niente numerose. Il clarinetto di Denner aveva solo due chiavi. Il clarinetto per il quale Mozart scrisse aveva solo cinque chiavi sebbene alcuni pensino che Anton Stadler, amico e fratello massonico di Mozart, sia responsabile dell'aggiunta della sesta chiave. Il clarinetto fu usato prima nelle orchestre d'opera perché le orchestre sinfoniche come le conosciamo oggi non esistevano e le orchestre erano usate per accompagnare l'opera. L'orchestra sinfonica aveva cominciato ad evolversi, e raggiunse una qualche popolarità dalla metà del diciottesimo secolo. I clarinetti si trovavano in qualcuna di queste orchestre. La più notevole fu l'orchestra di Mannheim. Fu qui che il giovane Mozart fu molto impressionato dall'uso dei clarinetti nell'orchestra. Il contributo di Mozart alla letteratura del clarinetto è della più grande importanza. In aggiunta all'uso dei clarinetti in quattro delle sue sinfonie e parecchie delle sue opere, egli scrisse della musica da camera fra la migliore dello strumento così come un bellissimo e maturo concerto. L'uso che Mozart fece del clarinetto nell'orchestra servì da modello per i suoi contemporanei, come Haydn, così come a parecchi dei suoi successori. Vari costruttori continuarono a migliorare il

clarinetto aggiungendo chiavi, migliorando il suono, e correggendo l'intonazione. In questo tempo, che è l'inizio del diciottesimo secolo, si costruivano clarinetti intonati su quasi ogni nota della scala. La ragione di questo era la poca intonazione che risultava quando lo strumento provava a suonare in altre tonalità che non erano quella in cui era stato costruito. Quindi c'erano clarinetti soprani in DO, SI naturale, SI bemolle e LA. In aggiunta c'erano clarinetti sopranini in FA, MI, MI bemolle e RE. Esistevano anche clarinetti un'ottava sopra ai clarinetti soprani, in DO, SI bemolle, LA bemolle e SOL. Pochissimi di questi sono usati oggi. Essendo stato il clarinetto migliorato con l'aggiunta di chiavi, ci fu bisogno di un minor numero di strumenti. Il clarinetto usato da Heinrich Baermann nel 1809 aveva dieci chiavi. Baermann sarà ricordato come il clarinettista che ispiro Carl Maria von Weber la composizione della sua bella musica per clarinetto tra cui il famoso Concertino,

Op.26.

Il clarinetto di Ivan Müller del 1812 aveva tredici chiavi e fu considerato la meraviglia del suo tempo. Egli sosteneva che il suo clarinetto era "omnitonique", cioè capace di suonare in tutte le tonalità. Müller usò il clarinetto in SIb, il clarinetto più popolare usato oggi. Il clarinetto a tredici chiavi di Müller è oggi meglio conosciuto (nei paesi di

lingua inglese, N.d.T.) come "Sistema Albert" o "Sistema tedesco", ed in una forma migliorata, è ancora usato in parecchie parti d'Europa. Varianti del clarinetto di Müller furono usate da Carl Baermann e da Robert Stark, virtuosi del clarinetto che scrissero famosi metodi per lo strumento, e da Richard Muhlfeld, il cui modo di suonare indusse Brahms a scrivere la su grande musica da camera per clarinetto. Il clarinetto veramente moderno risulto dagli sforzi combinati del famoso clarinettista ed insegnante francese, H.E.Klosé e August Buffet Jr., un genio creativo fra i costruttori di strumenti. Oggi, il prodotto dei loro sforzi è comunemente conosciuto come il "Sistema Boehm", poiché alcune delle idee per il sistema di diteggiatura furono basate sul flauto sistema Boehm. Eccetto che per pochi cambiamenti minori e miglioramenti, questo sistema è rimasto virtualmente invariato per ben oltre cento anni dalla sua invenzione nel 1842. Per quanto offra al suonatore l'opzione di venti chiavi e sette anelli, il modello più popolare, anche tra i suonatori professionisti, ha diciassette chiavi e sei anelli. L'accettazione nell'orchestra arrivò lentamente per il clarinetto. Dopo il periodo Romantico cominciato nel primo diciannovesimo secolo, lo strumento fu usato in modo più cospicuo.

lingua inglese, N.d.T.) come "Sistema Albert" o "Sistema tedesco", ed in una forma migliorata, è ancora

L'autore mostra un moderno sistema Boehm con 17 chiavi e 6 anella, a sinistra; e un sistema Albert con 14 chiavi e quattro anella, a destra.

Beethoven usò il clarinetto nella sua Prima Sinfonia come strumento d'armonia, come strumento solista sino ad un certo limite nella sua Terza Sinfonia, ma dalla Sesta Sinfonia, egli scrisse nel pezzo degli ampi assoli per clarinetto. Schubert usò lo strumento in modo più prominente di come fece Schumann, e Mendelsshon lo presentò in passaggi esigenti. Dal tempo di Brahms, Wagner e Tschaikowsky, il giusto posto del clarinetto come legno solista fu assicurato. Durante tutti gli anni dell'aumento suo uso nell'orchestra sinfonica, il clarinetto rimase una importante voce espressiva nell'orchestra d'opera. Oggi, il clarinetto è lo strumento principale della banda, proprio come il violino lo è dell'orchestra. Nella musica popolare, i clarinetti sono usati principalmente come strumenti solisti, un ruolo rimasto dalla sua prominenza negli stili Dixieland del primo novecento e dall'era dello "Swing" degli anni Trenta. Glenn Miller usò un clarinetto per condurre la sua sezione di sassofoni negli anni Quaranta, un ruolo ancora utilizzato dagli imitatori del suo stile. Oggi, l'importanza del clarinetto nella maggioranza degli stili di musica è ben affermata.

Letture sul Clarinetto consigliate:

Carse, Adam. The Orchestra in the XVIIIth Century. Cambridge, Inghilterra: W. Heffner and Sons Ltd. 1940 Kroll, Oscar. The Clarinet. Taplinger ed., New York: Taplinger Publishing Co. 1968 Rendall, F. Geoffrey. The Clarinet. New York:

Philosophical Library Inc. 1954 Rendall, Geoffrey "Clarinet" Grove's Dictionary of Music and Musicians. II, 315-325. New York:

St. Martin's Press Inc. 1959 Schwartz, H.W. The Story of Musical Instruments. Elkhart, Indiana: Pan American Band Instruments, 1938

MEMBRI PIÙ BASSI DELLA FAMIGLIA DEL CLARINETTO

di Vance S. Jennings

UNIT 13

I membri della famiglia del clarinetto tagliati più bassi di quelli discussi prima sono stati in passato numerosi e sono elencati come segue:

Contralto - Clarinetto d'Amore in LAb, Clarinetto d'Amore in SOL, Clarinetto in Sol; Tenore - Clarinetto in FA, Corno di bassetto in SOL, *Corno di Bassetto in FA,*Clarinetto in Mib; Basso - Clarinetto basso in DO, *Clarinetto basso in SIb, Clarinetto basso in LA; Contrabbasso - Corno di contrabassetto in SOL, Corno di contrabassetto in FA, **Corno di contrabassetto in MIb, Clarinetto contrabbasso in DO, *Clarinetto contrabbasso in SIb.

* Oggi attivamente costruito, ** Oggi attivamente costruito, ma come contro strumento un'ottava sotto al clarinetto contralto in MIb, e non come corno di bassetto. Dei quattordici strumenti della lista qui sopra, solo cinque sono attivamente costruiti oggi, e non tutti nella esatta forma ivi menzionata. Ognuno di essi sarà discusso separatamente.

I CLARINETTI CONTRALTI

Ci sono due clarinetti "contralti" oggi in attivo uso, entrambi elencati qui sopra come clarinetti "tenori". Questi sono il corno di bassetto in FA, usato quando ce n'è bisogno nella musica da camera e nell'orchestra sinfonica; ed il clarinetto contralto in MIb, usato principalmente nelle bande scolastiche, bande militari, e relative combinazioni strumentali. Il corno di bassetto si pensa essere un'invenzione di A. e M. Mayrhofer di Passau, Germania. Il nome "bassetto" si pensa essere stato una forma diminutiva della parola basso, e non come qualcuno crede, il nome dell'inventore. L'invenzione è datata attorno all'anno 1770. Lo strumento originale aveva la forma di un falcetto o di luna crescente per aiutare a superare la difficoltà di portare i fori vicini tra di loro per poterli chiudere con le dita. Bisognerebbe tenere in mente che i moderni costruttori di strumenti fanno questo con l'aiuto di chiavi coperte sopra ai fori mentre le chiavi azionate dalle dita sono piazzate vicine tra di loro. Bisognerebbe anche notare che la distinzione tra un corno di bassetto e un clarinetto ordinario è che l'estensione del corno di bassetto è più lunga,

estendendosi verso il basso di quattro semitoni in più della normale estensione clarinetto contralto in MIb, usato principalmente nelle bande scolastiche, bande militari, e relative combinazioni strumentali.

MEMBRI PIÙ BASSI DELLA FAMIGLIA DEL CLARINETTO di Vance S. Jennings UNIT 13 I membri della

Fig. 1

Il corno di bassetto si pensa essere un'invenzione di A. e M. Mayrhofer di Passau, Germania. Il nome "bassetto" si pensa essere stato una forma diminutiva della parola basso, e non come qualcuno crede, il nome dell'inventore. L'invenzione è datata attorno all'anno 1770. Lo strumento originale aveva la forma di un falcetto o di luna crescente per aiutare a superare la difficoltà di portare i fori vicini tra di loro per poterli chiudere con le dita. Bisognerebbe tenere in mente che i moderni costruttori di strumenti fanno questo con l'aiuto di chiavi coperte sopra ai fori mentre le chiavi azionate dalle dita sono piazzate vicine tra di loro. Bisognerebbe anche notare che la distinzione tra un corno di bassetto e un clarinetto ordinario è che l'estensione del corno di bassetto è più lunga, estendendosi verso il basso di quattro semitoni in più della normale estensione del clarinetto, fino al DO. Per aiutare in questo problema di estensione, i

corni di bassetto utilizzarono un sistema conosciuto col nome di KASTEN. Questo congegno aveva l'aspetto di una scatola ed era sistemato proprio sopra alla campana. Esso permetteva al tubo di essere ripiegato su se stesso tre volte. (Vedi la Fig. 1.) Negli strumenti moderni il problema è risolto dall'uso di meccanismi di chiavi con lunghe aste che a quei tempi erano sconosciuti. Mozart fu uno dei compositori che scrissero efficacemente per corno di bassetto. Egli usò lo strumento in qualche musica da camera, per lo più specialmente nelle serenate. Egli li uso anche nel suo Requiem. Il suo amico Anton Stadler, aveva il prolungamento e le chiavi di bassetto sul suo clarinetto soprano in LA, che spiegano la grande estensione di cui c'è bisogno per suonare la versione originale dell'assolo nella sua opera Titus ed il concerto per clarinetto. Entrambe queste parti sono state in seguito riscritte per il clarinetto soprano moderno. Alcune sonate e concerti furono scritti per il corno di bassetto da compositori meno conosciuti come Franz D. Danzi e Christian Rummel. Mendelsshon, un compositore meglio conosciuto, scrisse due trii che lo includono. Un "design" più moderno dello strumento apparve in Inghilterra attorno al 1825. Esso aveva un chiver ed una campana fatti di metallo ed in apparenza era molto simile ad un clarinetto contralto. Quella di FA diventa la tonalità… standard del corno di bassetto. Anche con dei miglioramenti il corno di bassetto praticamente scomparve dalle scene dal 1855 eccetto per l'uso nelle bande militari. Il ruolo del corno di bassetto nelle bande militari è stato preso dal clarinetto contralto in MIb. Lo strumento è anche largamente usato nelle bande scolastiche e gruppi simili come quartetti di clarinetti o cori di clarinetti. Tuttavia, come strumento solista non ha letteratura e riceve poca attenzione. E` spesso usato per suonare parti di corno di bassetto in assenza del corno di bassetto. C'è, tuttavia, un limitato "revival" del corno di bassetto, oggi, com'è giusto. Esso può essere uno strumento bello ed efficace quando ben suonato.

IL CLARINETTO BASSO

Uno dei primi clarinetti bassi che si conoscano è di origine tedesca ed è datato attorno al 1750. I fori sono praticati nel legno ad angolo per portarli

uno vicino

all'altro

in

modo

simile al

giunto

corni di bassetto utilizzar ono un sistema conosciuto col nome di KASTEN. Questo congegno aveva l'aspetto

superiore del fagotto. Lo strumento ha un aspetto sorprendentemente moderno con il chiver e la campana fatti in ottone. Un costruttore italiano, Papalini, risolse il problema del tubo e dei fori facendo un canneggio in modo serpentino. Così facendo, tuttavia, egli sacrificò il suono forte di cui c'era bisogno. Una delle principali esigenze del clarinetto basso all'epoca fu la sostituzione del fagotto nelle bande militari. Per questa ragione, era desiderabile che lo strumento fosse portatile ed avesse un suono potente. Un modello più riuscito fu fabbricato da Heinrich Gresner di Dresda nel 1793. Esso aveva l'aspetto dello stivale del fagotto con il chiver che entrava in un lato e la campana che si estendeva verso l'alto uscendo dall'altro.

Adolphe Sax è responsabile del modello di aspetto più moderno. Il suo clarinetto basso, del 1838, aveva in generale la forma dello strumento moderno. Il suo meccanismo usava delle coppe con cuscinetti per coprire i fori sonori. Questo permetteva un'accurata intonazione mentre portava le chiavi confortevolmente sotto alle dita. I modelli di Sax includevano il solito chiver in metallo, un portavoce addizionale, ed una scelta di campane che puntavano verso l'alto e verso il basso. Il moderno clarinetto basso è solo leggermente diverso da quello di Sax, con un meccanismo più sofisticato, ed usa l'odierno sistema di diteggiatura Boehm. Lo strumento di Sax ebbe un immediato successo. Meyerbeer lo uso nelle sue opere "Les Huguenots" e "Le Prophete". Liszt uso lo strumento nella sua sinfonia "Dante" e Wagner uso ampiamente il clarinetto basso. Quasi tutti conoscono l'assolo del clarinetto basso nel "Viaggio sul Reno di Sigfrido" ed anche i passaggi d'assolo nel "Tristano ed Isotta". Richard Strauss uso il registro acuto del clarinetto basso per ritrarre alcune delle scappatelle nel suo "Don Quixote". Nella moderna letteratura orchestrale, un più rilevante uso del clarinetto basso è nel passaggio assolo in forma di cadenza che si trova in "On the Trail", movimento della "Grand Canyon Suite" di Ferde Grofe. La musica per banda utilizza il clarinetto basso già dai suoi primi giorni. Negli Stati Uniti, la banda Gilmore includeva un clarinetto basso nell'anno 1878, e la banda di Sousa usava due clarinetti bassi. Oggi, sarebbe difficile immaginare una banda o un'orchestra sinfonica senza un clarinetto basso. I clarinetti bassi sono stati costruiti storicamente nelle tonalità di DO, SIb e LA. Per tutti gli scopi pratici, solo quelli tagliati in SIb vengono oggi usati. Parecchi modelli hanno una chiave per il MIb basso così che trasportando, l'esecutore possa suonare le parti per clarinetto basso in LA. I modelli professionali di clarinetto basso hanno il corpo in legno di grenadiglio con chiver e campana di metallo. Qualcuna delle nuove plastiche è utilizzata al posto del legno per qualche modello usato nelle bande scolastiche.

I CLARINETTI CONTRABBASSI

Oggi esistono due clarinetti contrabbassi; uno in MIb, un'ottava sotto al clarinetto contralto in MIb; ed uno in SIb, un'ottava sotto al clarinetto basso in SIb.

Dal punto

di vista

della storia,

il

primo di

questi clarinetti ad apparire fu il corno di

contrabassetto. Questo strumento fu fabbricato da G.

Streitwolf nel 1829, e fu costruito in FA o MIb. Era fatto di bosso, con la forma simile ad un fagotto, ed aveva 19 chiavi. Sax produsse un modello circa quindici anni dopo. Era fatto interamente in ottone ed era tagliato in MIb. In seguito modelli furono fatti da E. Albert di

Adolphe Sax è responsabile del modello di aspetto più moderno. Il suo clarinetto basso, del 1838,

Fig. 5

Bruxelles un poco prima del 1889. Uno strumento

simile fu anche costruito da Evette e Schaeffer. Un modello più moderno fu fabbricato da Selmer su consiglio dell'Associazione Americana dei Maestri

  • di Banda. Questo strumento è oggi uno dei modelli

standard, costruito in MIb, e gli si attribuisce una

insolita agilità e facilità di esecuzione. E` divenuto oggi un membro standard dell'organico della banda,

ed è anche usato in parecchi ensembles come i cori

  • di clarinetti.

Gli sforzi per creare un vero clarinetto contrabbasso, che è uno strumento che suona un'ottava sotto al clarinetto basso, cominciarono con uno strumento creato da Dumas di Parigi nel 1808. Poco si sa di questo strumento chiamato Contre-bass guerriere, ma evidentemente non ebbe buon esito. Il

seguente tentativo fu uno strumento chiamato Bathyphon. Fu escogitato da Wieprecht nel 1839 e fu costruito da E. Skorra di Berlino e C. Kruspe di Lipsia. Era tagliato in DO ed utilizzava un elaborato meccanismo in cui ogni foro era governato da una chiave. Fu seguito un anno o due dopo dal Clarinette-bourdon di Sax. Sfortunatamente non è arrivato fino a noi nessun esemplare dello strumento di Sax. Fu una quarantina d'anni dopo, nel 1889, che Fontaine-Besson produsse il famoso contrabbasso, talvolta chiamato "Clarinetto-pedale". (Fig.5). Malgrado un grande sforzo per promuovere l'invenzione, e le grandi lodi di compositori notevoli come Saint-Saens, lo strumento non ebbe molto successo. Oggi, un modello molto più riuscito è

L'AUTORE

stato disegnato da M. Houvenaghel ed è fabbricato dalla G. Leblanc Corporation di Parigi. Oggi, il clarinetto contrabbasso è un membro accettato volentieri della banda da concerto ed è lo strumento pedale del coro di clarinetti. La sua accettazione nell'orchestra sinfonica, tuttavia, è limitato a specifiche composizioni. Fu ascoltato per la prima volta nel "Fervaal" di D'Indy (1897) ed in seguito nei "Cinque pezzi per Orchestra" di Schoenberg (1912), e nel "Josephslegende" di Richard Strauss (1914). L'ascoltatore moderno ne conosce bene l'uso nella registrazione di "Baby Elephant Walk" di Lawrence Welk. Il clarinetto contrabbasso ha una voce molto forte e utile. Sembra strano che non si sia trovato un ruolo più vantaggioso per questo strumento.

Vance Jennings (Clarinetto) è un diplomato della Eastmen School of Music con Diploma e Certificato di Esecutore in Clarinetto. La sua laurea è stata conseguita alla University of Mississippi, dove egli insegnò i Legni e ebbe funzione di Direttore Assistente delle Bande. Insegnò alla Wichita University per quaranta anni e fu primo clarinetto con la Wichita Symphony. Raggiunse la facoltà dell'University of Southern Florida nel 1967 e suonò con la Florida Gulf Coast Symphony come Clarinetto Principale. Il sig. Jennings completò il suo dottorato alla University of Oklahoma nel 1972, ricevendo la laurea professionale di Dottore in Educazione Musicale. Egli ebbe funzione di Presidente della Associazione degli Istruttori di Legni e Percussioni nei College.

Traduzione di G. Parmigiani, Piacenza