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STRUTTURE

CICLICHE IN SEMIOTICA1

Ren Thom

Sono giunto alla semiotica per il tramite della linguistica. Scrivendo


Stabilit strutturale e morfogenesi (1968-1969), mi ero gi reso conto
della possibilit di interpretare semanticamente alcune specificit
dinamiche: in particolare, sapevo come rappresentare mediante un grafo
attanziale linterazione fra entit descritta da un nodo verbale. Nei
due articoli scritti in seguito per Lge de la science Topologia
e significazione (1969) e Les mathmatiques modernes, une erreur
pdagogique et philosophique? (1970) mi ero detto convinto che
esistesse unimmensa cesura tra fra il pensiero naturale ovvero il
buon senso e quella logica matematizzata e artificiale nata con
Boole e destinata a imporsi in seguito come modello di rigore in
particolare nella rielaborazione formalista e assiomatica datane da
Hilbert. Tuttavia la mia prima pubblicazione di semiotica strictu
sensu larticolo Dallicona al simbolo (1970), seguita a distanza
dallaltro articolo Lespace et les signes (1980). In questi due
articoli mi occupo in particolare dellaspetto direzionale
dellinformazione, in relazione con la morfologia spazio-temporale
costituita dagli attanti che interagiscono. Ma nel corso del decennio
intercorso tra i due scritti, ho avuto alcuni contatti con la
semiotica in quanto disciplina istituzionalizzata; in particolare, ho
partecipato a due congressi internazionali dellAssociazione
internazionale di semiotica (quelli di Vienna e di Palermo).
La semiotica (che chiamata anche semiologia, in particolare nel
Vecchio continente) costituisce da questo punto di vista una
disciplina davvero atipica: essa infatti ha vocazione scientifica, ma
la maggior parte dei suoi cultori costituito da individualit dedite
alla critica quando non addirittura alla creazione letteraria o
artistica. Alcuni di essi, come Roland Barthes in Francia e Umberto
Eco in Italia, sono riusciti a raggiungere una notevole fama in
questambito del resto perfettamente giustificata dallacutezza
delle loro posizioni. In una prima approssimazione, si potrebbe dire
che due paradigmi si contendono la scena. Da un lato ci sono i
peirceani, che dominano negli Stati Uniti e si dedicano allanalisi
e al commento dellopera di Charles Sanders Peirce; il loro capofila
Thomas Sebeok. Sebeok, originario dellEuropa centrale, un uomo di
grande cultura; ammiratore della Bedeutungslehre di Uexkll, si
specializzato nellambito di studio noto come zoosemiotica ossia
la scienza della comunicazione animale. Nel Vecchio continente invece
soprattutto in Francia ed in Italia domina una tradizione pi
astratta, che trae origine dallopera di Ferdinand de Saussure e dallo
strutturalismo (di Jakobson e Lvi-Strauss); questo orientamento ha
trovato in A. J. Greimas un caposcuola rispettato, per il suo rigore e
la lucidit intellettuale. Sulla scia della tesi realizzata da Jean
Petitot, che si rifaceva a questultimo gruppo di ricerca, ho finito
per interessarmi alla teoria di Greimas e in particolare al suo
strumento euristico essenziale: il quadrato semiotico.

Da: Ren Thom, Apologie du Logos, Paris, Hachette, 1991. Traduzione


di Antonio Perri.

Greimas ha elaborato il proprio quadrato semiotico grazie alla


sofisticata analisi delle strutture narrative della fiaba russa di
magia messe in luce da Propp nel suo classico testo Morfologia della
fiaba, e in seguito a un esame approfondito dellinterpretazione
lvistraussiana dei miti. In questa sede mi limiter a darne una
descrizione essenziale.
Si prendano due semi (o, in altri termini, due concetti) s1 ed s2,
che possiamo per alcuni aspetti considerare opposti: lesempio
classico identifica s1 con la Cultura, s2 con la Natura. A questo punto
designeremo con s1-1, s2-1 le negazioni, rispettivamente, di s1 ed s2:
cos s1-1 simbolizza tutto ci che non culturale, s2-1 tutto ci che
non naturale. Constatiamo cos che vi sono alcuni trasformazioni
canoniche: s1  s2-1 (il culturale generico non naturale) e s2 
s1-1 (il naturale generico non culturale); tutte queste relazioni
possono essere trascritte nella seguente tabella in forma di
quadrato:

Nello schema, le barre orizzontali sono assi detti di opposizione, e


le frecce verticali le trasformazioni canoniche appena introdotte.
Linterpretazione narrativa del quadrato semiotico consiste
nellintrodurre un attente privilegiato detto oggetto di valore, che
verr designato mediante la lettera O. Nel corso del racconto,
loggetto di valore subisce dei cambiamenti di stato che possono
essere interpretati dicendo che investito successivamente dalle
pregnanze concettuali simbolizzate dai segni s1, s2, s1-1, s2-1.
Rappresentando queste ultime mediante un punto mobile che passa di
vertice in vertice, otteniamo il percorso a otto movimenti
caratteristico della teoria.

Le frecce diagonali s1  s1-1, s2  s2-1 descrivono cambiamenti bruschi


di stato ossia catastrofici nei quali si manifesta lantagonismo
tra le pregnanze s1, s2. Al contrario, le frecce verticali ascendenti
s2-1  s1, s1-1  s2 sono selezioni, deissi: col termine selezione si
indica la scelta di un rappresentante particolarmente tipico
nellinsieme alquanto sfumato definito dalla negazione di un concetto.
Cos ad esempio nellinterpretazione tradizionale del mito di San
Giorgio loggetto di valore O la figlia del Re il quale rappresenta
la Citt e dunque la Cultura; il Drago, al contrario, rappresenta la
Natura, le forze ctonie. Di conseguenza le frecce possono essere
interpretate nel modo seguente:
s1  s1-1: uscita dalla Citt, la figlia de Re scompare nella
Natura.
s1-1  s2: la figlia del Re catturata dal Drago.

s2  s2-1: il Drago viene ucciso da San Giorgio che libera la


figlia del Re.
s2-1  s1: San Giorgio riporta la figlia del Re da suo padre.
Si tratta insomma di unoscillazione tra due potenze antagoniste. In
seguito a unimprudenza, a una mancanza le forze del Male hanno avuto
la meglio su quelle del Bene ma si trattato di un trionfo
transitorio: infatti dallo stesso eccesso del Male nasce leroe che
con le sue imprese finir per ristabilire il regno del Bene.
Movendo da tale oscillazione, ho proposto un modello dinamico che
identifica il quadrato semiotico con il classico circuito di isteresi
legato alla catastrofe Fronce. A dire il vero, nel rileggere oggi la
formula un po troppo disinvolta mediante cui introducevo questo
modello provo un certo disagio: Se eliminiamo dal quadrato larmatura
logica che gli stata data dal suo autore. Oggi in effetti sarei
pi propenso a credere che proprio questa armatura logica a
costituire il vero interesse del quadrato semiotico: in ultima analisi
infatti sempre in gioco il vecchio problema dellincommensurabilit
fra generi enunciato da Aristotele. Quando due nozioni possono esser
considerate come antagoniste, allora come lo stesso Aristotele dice
parlando dellAgente e del Paziente nel De generatione et corruptione
esse appartengono a un genere comune entro il quale si sviluppa
linterazione. Questo genere comune, se viene espresso spazialmente
sotto forma di un asse che lega tra loro due contrari, potr dar vita
a cicli di isteresi ossia a oscillazioni della frontiera fra potenze
antagoniste: vi sar allora un ipergenere contenente le due nozioni
iniziali come proprie specie. Daltro canto, la deissi s1-1  s2 pone
il problema della scelta di un rappresentante altamente prototipico di
un concetto: una forma fonte della pregnanza individuante di tale
concetto, insomma per riprendere la terminologia di cui ho fatto uso
nella Smiophisique. In tal modo ritroviamo la problematica della
conversione (e dello schematismo) discussa da Jean Petitot nella sua
Morfogenesi del senso (1985), cui non posso che rinviare il lettore.

Per struttura ciclica intendo qualunque oggetto geometrico


(qualunque spazio topologico E) provvisto di unapplicazione
continua surgettiva p : E  S1 sul circolo S1. Quando
loggetto E una morfologia spazio-temporale (ossia immersa
nello spazio-tempo) R4 = R3  T, lapplicazione p in genere si
identifica con la
coordinata temporale t
(il tempo)
considerata modulo uno (poich lasse del tempo T viene
considerato un rivestimento universale del circolo S1 di
lunghezza uno). Parleremo allora di struttura ciclica
periodica.
In quel che segue e salvo che io faccia espressa menzione
del contrario loggetto E sar un grafo orientato (G) che
simbolizza la morfologia di un processo spazio-temporale, in
base alla convenzione da
me introdotta in
Stabilit
strutturale e morfogenesi: un attante del processo
definito da una struttura del grafo (G) che si proietta con
rango massimo lungo lasse del tempo T. Linterazione fra due
attanti simbolizzata mediante un vertice comune alle linee
che corrispondono a ciascuno di essi: cos ad esempio la
predazione (il gatto mangia il topo) viene rappresentata dal

grafo ( G )
di cattura, nel quale lattante
soggetto (il gatto) finisce per ingerire spazialmente
lattante oggetto (il topo).
A priori, sembrerebbe vi sia unincompatibilit di principio
fra
i
processi considerati nellambito della
teoria
sintattica semionarrativa e lesistenza di strutture cicliche
periodiche. In effetti, ogni processo ed ogni racconto hanno
un inizio e una fine; ma se il processo ciclico periodico
questo significa che lo stato iniziale e lo stato finale del
sistema sono rigorosamente identici: in altre parole, tutta
la storia si sarebbe svolta per nulla. Inoltre, non
difficile constatare che la maggior parte delle morfologie
archetipe descritte da un verbo presentano un elemento di
irreversibilit che
rende impossibile la
periodicit.
Tuttavia non bisogna dimenticare che, accanto allazione di
un soggetto su un oggetto, ci troviamo spesso dinanzi ad
unaltra struttura molto pi simmetrica: lagon ossia il
conflitto pi o meno ritualizzato fra due soggetti le cui
possibilit di successo siano a priori non diseguali. In
questultimo caso, perci, perfettamente concepibile la
presenza di unalternanza fra periodi di minaccia e dominio
nel rapporto fra soggetti.
Come vedremo meglio in seguito, proprio in unalternanza
come questa che sar possibile ritrovare la cellula tipo
delle strutture periodiche, e in particolare del quadrato
semiotico.

Reversibilit e irreversibilit delle strutture cicliche


Alcune strutture cicliche periodiche sono intrinsecamente
irreversibili, proprio a causa della morfologia del processo.
A tale proposito opportuno osservare che la fine pura e
semplice di un attante, simbolizzata dal grafo
(provvisto di un punto fermo), semanticamente accettabile
ove la si imputi a disgregazione spaziale della sua sostanza
costitutiva , mentre il diagramma inverso
(la nascita
di un attante) non accettabile: nessun attante pu nascere
dal nulla, per generazione spontanea, in virt del principio
leibniziano di ragion sufficiente: ex nihilo nihil. Perci il
diagramma di emissione
, nel quale lattante emesso
scompare, perfettamente accettabile in quanto cellula di un
processo periodico; con una leggera modifica anzi si
identifica con il grafo della generazione, ossia della
sostituzione di un genitore da parte di un discendente
.

Al contrario il grafo opposto a questultimo,


,
inammissibile poich presuppone la generazione spontanea di
un attante.
Quanto al grafo standard della comunicazione
ossia
Emittente-Messaggio-Ricevente, c h e
corrisponde
alla
catastrofe del dono , si tratta di una struttura ciclica e
reversibile perch il cambiamento di senso della freccia del
tempo t  - t viene compensato dalla permutazione degli
attanti Emittente-Ricevente. Ma se il dono viene inteso nel
senso del tedesco Gift, se il messaggio un proiettile di
revolver o un missile Exocet lanciati sul ricevente allora il
grafo, divenuto
appare chiaramente irreversibile e non
ciclico, dato che il numero degli attanti diminuisce da due a
uno nel corso del processo.
La conservazione del numero degli attanti iniziale sino allo
stato finale del processo una condizione necessaria
affinch il processo sia ciclico e reversibile. Questa
condizione di eguaglianza tuttavia non sufficiente, come
mostra il grafo
che potrebbe simbolizzare il senso
del verbo sostituire.
Gli esempi forniti sinora dimostrano che la presenza di
strutture cicliche periodiche in semantica e nella teoria
narrativa relativamente eccezionale. In effetti nessun
discorso periodico nel senso pieno del termine; la sola
eccezione, per quanto ne so, la ritroviamo nei lamenti:
Avevo un fratello veterinario. Al contrario, non
inconcepibile che una struttura periodica reversibile possa
costituire pur subendo alcune deformazioni o complicazioni
derivanti dalla struttura figurativa lo scheletro di
unintera classe di strutture narrative, in se stesse
irreversibili e di durata limitata. Sar proprio questa,
anzi, linterpretazione del quadrato semiotico che proporr
nel prossimo paragrafo.
Si tratta di uno studio suggeritomi direttamente da alcune
osservazioni formulate da Jean Petitot nella sua tesi
(Petitot 1982a, p. 1006) e nel suo saggio Sulla decidibilit
della veridizione (proiettivizzazione) (Petitot 1982b, p.
35). Mi limiter a far ricorso alle nozioni seguenti, in
quanto strumenti figurativi di natura matematica:
la compattificazione della retta reale in circolo,
ottenuta aggiungendo un punto tendente allinfinito
(che deriva dallidentificazione fra -  e +  ). I
lettori abbastanza anziani, la cui educazione matematica
sia sfuggita ai danni causati dalle matematiche
moderne, ricorderanno senza dubbio linversione o
proiezione stereoscopica che trasforma il circolo in
retta (fig. 1);

Fig. 1 Compattificazione della retta


reale in circolo, ottenuta mediante
proiezione stereoscopica.

nel paragrafo sulla Coincidentia oppositorum far


appello alla trasformazione q: S1  S1, definita
identificando sul circolo unit ogni coppia di punti
strutturalmente opposti. Si tratta del rivestimento a
due fogli del circolo che si pu ottenere proiettando
il bordo del nastro di Moebius sul circolo mediano (come
nella fig. 2). In geometria elementare, questa
lapplicazione che associa ad un angolo orientato (mod 2
) la sua direzione non orientata (mod ) (cfr. fig. 3);

Fig. 2 Proiezione del bordo del


nastro di Moebius sullanima
centrale.

Fig. 3 Nastro di Moebius definito a partire


dal rettangolo, mediante identificazione
dei lati verticali.

la struttura ciclica a tre attanti che descriver in


seguito fa appello allequazione della singolarit detta
ombelico ellittico. Quanto al ciclo a due attanti che
simbolizza lo scambio, ne dar una rappresentazione
mediante le normali a una ellisse il che ci conduce ad
una situazione omeomorfa a quella del circolo disteresi
da cui, a mio parere, trae origine il quadrato
semiotico.

Il quadrato semiotico
Se si elimina dal quadrato semiotico la sovrastruttura logica
che gli stata assegnata dal suo autore, il dato essenziale
che resta
il carattere c a n o n i c o della traiettoria
delloggetto di valore (fig. 4).

Fig. 4 Traiettoria delloggetto di valore nel


quadrato semiotico.

Considerato in questa forma, pertanto, il quadrato semiotico


si rivela come una struttura ciclica poich nulla
impedisce, in linea di principio, di reiterare il percorso
una volta ritornati al punto iniziale. Naturalmente, il
quadrato semiotico pu ricevere per conversione molteplici
realizzazioni attanziali, la maggior parte delle sono
irreversibili e non cicliche: cos nel mito di San Giorgio
lanti-soggetto, il Drago, viene annientato e dunque scompare
in quanto attante. Ma legittimo chiedersi se non vi sia,
soggiacente a tali raffigurazioni di superficie, una
struttura dinamica profonda perfettamente ciclica ed anche
a determinate condizioni reversibile.
La mia ipotesi che tale struttura esiste: si tratterebbe di
quella del ciclo disteresi, molto noto in fisica. Ne ricordo
brevemente la definizione. Si prenda sul piano Ovx in cui v
lasse delle ascisse ed x quella delle ordinate , la
famiglia dei potenziali in x:
V (x; v) = x4/4 3x2/2 + v x.
La derivata d V/dx = x3 3x + v si annulla lungo una curva
() in S che si proietta sullasse delle v nei punti c, c'
dascisse V(c') = - 2, V(c) = + 2 (fig. 5).

Fig. 5 Ciclo disteresi associato al quadrato


semiotico.

Al di sopra di qualunque punto del segmento cc', una verticale taglia la curva () in tre punti: s, m ed i di ordinata
decrescente. I punti ( s ) ed ( i ), che sono minimi del
potenziale V (fig. 6) descrivono i rami stabili (S) ed (I);
il punto (m), che invece un massimo, descrive il ramo
instabile, non fisico, s(D) i(D) (cfr. fig. 5).

Fig. 6 Posizione relativa dei minimi del


potenziale s, i e del livello massimo m.

Lasse delle ( x ) devessere considerato come


spazio
interno, lasse delle v come spazio esterno (variabile di
controllo). Immaginiamo che il punto rappresentativo Ov sia
al punto c' dascisse - 2; il solo stato stabile del sistema
allora definito dal punto s(A) sul ramo superiore (S) (cfr.
fig. 5); quando v cresce da (- 2) a (+ 2), il punto
corrispondente rappresentante il minimo di V in x descrive il
ramo superiore (S) sino al punto critico s(D) (x = + 1, v =
2), dove non pu far altro che abbandonare il suo equilibrio
divenuto instabile per saltare al punto i(A) ubicato sulla
curva stabile inferiore (x = - 2, v = 2) (fig. 7); allorch
il punto v torna in senso inverso da c a c', il punto (v; x)
dello stato di equilibrio descrive (I) verso sinistra sino al
punto I(D) di ascissa - 2, da dove in seguito salta sul ramo

superiore (S), che raggiunge nel punto iniziale s(A) (fig.


8). E il ciclo ricomincia

Fig. 7 Grafo di v (x, 2)

fig. 8

Per trasformare il ciclo di isteresi come oggetto fisico in


struttura semiotica,
necessario in
un
certo senso
soggettivizzare il processo. Doteremo pertanto ogni stato
stabile del sistema di una specie di percezione interna, che
gli consenta di misurare la propria stabilit. Ogni minimo
(v) del potenziale V (x; v ) misurer la propria stabilit
servendosi della funzione G () = V (m) V (): questultima
non altro che lenergia necessaria a uscire dal bacino di
attrazione di (e la differenza espressa nella formula si
identifica con la profondit del pozzo di potenziale avente
centro in , poich m la soglia che separa il bacino di
dallaltro minimo, cfr. fig. 9).

fig. 9 Profondit del pozzo di potenziale con centro


in : G = V (m) V ()

Inoltre ipotizzeremo che lordinata ( x ) sia praticamente


costante sui rami stabili (S) ed (I) (con x = 3), dato che
soggettivamente lo stato interno (S) o (I) non si sente
invecchiare. In simili condizioni, il ciclo di isteresi S(A)
 S(D)  I(A)  I(D)  S(A) d origine, nel prodotto che
attraversa lasse Ox di unasse Oy in cui y = -G ( ; v), ad
una curva a forma di otto (fig. 10) di cui fornir qui di
seguito linterpretazione.
Osserviamo anzitutto che il nostro asse Ox, spazio interno
iniziale,
orientato assiologicamente in virt della
supposta preminenza del ramo stabile superiore (S) sul ramo
stabile inferiore (I). Una volta che tale polarit sia
stata fissata su Ox il ciclo di isteresi, sebbene periodico,
non reversibile: in effetti in un punto critico come s(D)
il senso dellattraversamento di questo punto fissato e
intrinsecamente definito dalla transizione Dinamica lenta su
(S)  Dinamica rapida catastrofica sulla verticale s(D)
 i(A). Allopposto se si rovescia il senso dellasse Ox
il che significa permutare (S) e (I), e dunque rovesciare la
polarit assiologia fra regime superiore e inferiore
rovesciando anche lorientamento dellasse esterno O v , si
ritrova una figura isomorfa alla figura iniziale. La polarit
fra (S) e (I) dunque arbitraria.
Si noter che nei punti critici s(D) e i(D) la funzione G
nulla, dato che in tali punti il minimo e la soglia m
coincidono (cfr. figg. 7-8 e 10). Allopposto, nei punti
darrivo s(A), i(A) il pozzo del minimo profondo e ben
formato, di modo che la funzione G risulta rigidamente
negativa.

Fig. 10

10

Possiamo osservare inoltre che le frecce verticali del


quadrato i(A) i(D), s(A) s(D) (le relazioni cosiddette di
i p o t a s s i a ) corrispondono a l l e
variazioni
lente

rispettivamente sui rami (I) ed (S) , mentre i percorsi


catastrofici verticali del ciclo fisico s(D) i(A), i(D)
s (A) corrispondono alle linee diagonali del
quadrato
semiotico vale a dire, in definitiva, alle trasformazioni
di congiunzione-disgiunzione fra Attante e Oggetto di valore
che nelle interpretazioni narrative hanno il carattere
specifico della performanza.
A questo punto cercher di proporre uninterpretazione del
percorso del quadrato semiotico in relazione allagon, ossia
il conflitto nato dalla rivalit tra due soggetti o meglio,
in ottica pi astratta, riferendomi al conflitto risultante
dallo scontro fra due pregnanze antagoniste. In effetti
possibile riassumere lintera dinamica associata al quadrato
semiotico dicendo che si tratta della trasposizione di una
polarit fra pregnanze antagoniste, definita inizialmente a
partire da uno spazio assiologico interno (nel nostro caso,
lasse Ox), in unopposizione spaziale definita su uno spazio
esterno (nel nostro caso, lasse Ov) entro il quale tali
pregnanze sono individuate come attanti antagonisti (forme
salienti).
In questottica, il percorso delloggetto di valore pu
essere parafrasato nel modo seguente (cfr. fig. 5). In s(A),
abbiamo al punto c' una pregnanza (S) che investe un attante
locale per il momento ancora non definito. Dato che la
stabilit interna definita da G ( ; c') molto grande,
questa pregnanza, investendo lattante locale, gli con umica
una marcata tendenza ad espandersi nel senso della crescita
sullasse v . Via via che tale tendenza si manifesta,
lattante del regime (S) si gonfia verso destra spingendo
sino al limite estremo il punto rappresentativo (ossia
lOggetto di valore). Ma non appena v cresce la profondit G
( ; v) del pozzo di potenziale di (S) decresce, e giunti al
punto critico s(D) G si annulla: ci significa che in
questo punto s(D) la pregnanza ( S ) non ha pi alcuna
stabilit, e che il punto in questione segna dunque il limite
estremo di espansione della pregnanza (S) sullasse esterno
Ov. Possiamo dire in effetti che questa espansione massima di
(S) su Ov definisce il complementare v > c come un attante
investito della pregnanza antagonista (I); tale attante, in
un certo senso, si oppone allespansione di (S) su Ov. Quando
il punto rappresentativo d il via alla caduta s(D) i(A),
questultima pu essere interpretata nel modo seguente:
lattante (S) da attivo diviene passivo (la sua pregnanza, in
un certo senso, lo abbandona) mentre allopposto lattante
(I) v > c si trasforma da passivo in attivo; la pregnanza
(I), la cui forza misurata dalla profondit G ( ; c) del
pozzo di potenziale con centro in i(A), investe lattante (I)

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instillandogli una tendenza allespansione verso sinistra


(ossia con v decrescente). A questo punto sar lattante (I)a
gonfiarsi verso sinistra spingendo il pi lontano possibile
il punto rappresentativo vale a dire sino al punto critico
i(D), dove la stabilit interna della pregnanza ( I )
misurata dalla funzione G (; c') si annulla. A quel punto
si verifica la ricostituzione dellattante (S), definito da v
< c ' , il
quale, a
seguito del
ritorno al
punto
rappresentativo in s(A) sul ramo (S), torner a diventare
attivo e dunque ad espandersi Il ciclo cos ricomincia.
Una simile interpretazione, facile immaginarlo, solleva
moltissimi problemi. I n
particolare, essa
suggerisce
unanalogia riguardante la topologia vale a dire la
proporzione
Pregnanza

Aperto

Salienza

Chiuso

In effetti una pregnanza sempre provvista di propriet


propagative, e da questo punto di vista essa non
localizzata nello spazio salvo nelle forme salienti che ne
vengono investite. La pregnanza non investita, dunque, un
fenomeno aperto. Quanto alla forma saliente, essa invece un
fatto chiuso, un individuo. Nello schema precedente, cos,
possiamo supporre di avere a che fare con due attanti
salienti: (S) localizzato su v < c', (I) su v > c. Ciascuno
di tali soggetti pu trovarsi in due stati: uno stato
passivo, non investito da pregnanza, ed uno stato attivo o
eccitato, nel quale lo investe la pregnanza che ha la sua
stessa denominazione. Ma in un istante qualunque uno soltanto
dei due soggetti attivo, mentre il suo avversario rimane
passivo. Ora, quanto un attante attivo ossia quando
possiede il punto rappresentativo, loggetto di valore
semiotico si espande e tende a far retrocedere il proprio
avversario passivo. Questo regresso durer sino a quando non
sia raggiunta la soglia critica come ad esempio la soglia
S(D) , dove la pregnanza ormai sprovvista di qualunque
stabilit in relazione allattante; ecco che allora che il
punto rappresentativo passa allavversario ponendolo in
stato attivo. Sullasse delle v , in definitiva, ritroviamo
loscillazione d i
una
frontiera f r a
due
tendenze
allespansione antagoniste. Un modello dinamico semplice
sebbene improprio, perch d origine a una dinamica continua,
hamiltoniana potrebbe essere costituito da due molle di
compressione congiunte fra loro e racchiuse tra due pareti
fisse, come in fig. 11.

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Fig. 11

Da questo punto di vista, degno di nota il fatto che nel


modello un solo attante si trovi ad ogni istante in stato
di eccitazione. Il punto rappresentativo del modello fisico
si identifica con loggetto d i valore semiotico, il quale
pertanto non un attante, ma un individuo fonte di una
pregnanza indifferenziata. La specificazione della pregnanza
che emana dalloggetto di valore, in effetti, legata al
luogo esterno occupato dallattante che realizza la cattura
delloggetto: una situazione abbastanza simile a quella del
modello della predazione che ho preso in esame in Stabilit
strutturale e morfogenesi, nel quale la percezione (o cattura
sensoriale) della preda crea il predatore
Se a questo punto mi si consente una notazione parzialmente
fuori tema, sarei tentato di vedere nel meccanismo del
quadrato semiotico labbozzo di quel fenomeno che nel campo
della regolazione biologica
trasforma un
pozzo di
potenziale semplice di tipo parabolico (fondato su un
equilibrio fisico) in un pozzo di potenziale dotato di
regolazione a forma di falesia, che mette in gioco dei regimi
o stati eccitati correttivi dello stato di equilibrio (cfr.
fig. 12). Perch il confronto sia completo, basterebbe
supporre che i nostri due attanti antagonisti possano essere
simultaneamente eccitati o non eccitati, e che leccitazione
di un attante si verifichi soltanto se il suo avversario (o
loggetto d i
valore) penetra u n
territorio interno
considerato inviolabile. Inoltre, fra queste due soglie di
eccitazione, vi sarebbe una sorta di terra di nessuno, zona
ottimale e
di
equilibrio indifferente ai
fini della
regolazione.

Fig. 12 Formazione di un
pozzo di potenziale in
forma di falesia.

13

La conversione nel quadrato semiotico


Lo schema di figura 10 pu esser considerato un diagramma che
connette tra loro salienza e pregnanza. Il livello superiore
(-G = 0) rappresentato dai punti s(D) e i(D) quello della
pregnanza al suo massimo, legata allinstabilit degli
attanti; il livello inferiore s(A), i(A) quello della
salienza, in cui gli attanti si trovano al massimo della loro
stabilit. Com possibile rappresentare la nascita di un
arttante? Nel
modello fisico del
ciclo di
isteresi
lestensione massima del regime (S), in virt di una sorta di
cambiamento di
fase, cristallizza lambiente rimasto
attorno a s in un attante antagonista ( I ): come se
sostenessimo che nel mito di San Giorgio latteggiamento
aggressivo e minaccioso del drago nei confronti della citt
crea la comparsa delleroe. Ma gli attanti antropomorfi non
nascono dal nulla; cos anche se spesso lorigine delleroe
misteriosa, in genere si giustifica la sua vocazione mediante
una previa intronizzazione a fianco del re. Nel caso di San
Giorgio, peraltro, la passivizzazione dellantieroe
estrema perch conduce sino alla morte di questultimo:
simbolo del predominio assiologico irreversibile del regime
superiore (la Citt) su quello inferiore (la Natura). Nella
conclusione del saggio, pertanto, torner a riflettere
sullenorme problema costituito dallindividuazione delle
pregnanze negli attanti investiti da esse.
La coincidentia oppositorum
A questo punto mi riallaccer ad alcune osservazioni
formulate da Jean Petitot nel suo articolo Sulla decidibilit
della veridizione. Si supponga che lasse semantico sotteso
allopposizione fra soggetto s e antisoggetto non-s venga
chiuso allinfinito aggiungendovi un punto  (cfr. fig. 13);
indicheremo con O il punto mediano del segmento iniziale s,
non-s, punto di indifferenza in cui pu situarsi un oggetto
di valore. Il circolo s O non-s che supporremo lungo 2  ,
pu allora esser trasposto, mediante lidentificazione q di
tutti i punti antipodici, su di un circolo (C) lungo la met.
In tale costruzione, i punti s, non-s finiscono per
coincidere in  (da cui il carattere di identificazione
della relazione fra s e non-s), mentre anche lo zero e
linfinito coincideranno su di un punto ( o ) che ospita
loggetto di valore. Per visualizzare il rivestimento a due
strati q (il bordo della banda di Moebius), si pu
ricorrere alla rappresentazione della figura 14 (ma si veda
anche la fig. 2 supra).

14

Fig. 13 Rivestimento a due


strati del circolo.

Fig. 14

Il circolo (C) simbolizza in tal modo la distanza fra un


attante soggetto  , proiezione della coppia (s, non-s), e
unentit (o) che mescola loggetto di valore 0 e linfinito
. Il circolo (C) sar prrovisto di due tipi di dinamiche:
a) una rotazione di senso positivo o negativo sulla fig. 14
o
b) una dinamica simmetrica in relazione al diametro O che
va sia da O verso s, sia da s verso O.
Tali dinamiche ci consentono di classificare i comportamenti
di due attanti in competizione per uno stesso oggetto di
valore, come avviene nel classico triangolo marico-moglieamante.
1. Dinamiche di rotazione
Se lasciamo il soggetto s libero di scegliere il senso della
rotazione, egli sceglier quella che si proietta sulla linea
-2 della fig. 14; infatti la ripresa della linea -2 da parte
di q lo conduce direttamente alloggetto O. Al contrario il
senso +1 lo condurrebbe allinfinito, e dunque allabbandono.
Quanto al soggetto s_, avrebbe un destino opposto: abbandono
nel primo caso, conquista delloggetto O nel secondo. Tutti
questi sono comunque esempi della distruzione del triangolo
per abbandono di uno dei due rivali. In questo caso inoltre
ipotizziamo che loggetto O sia fisso; ma se immaginiamo che
anchesso sia soggetto alla dinamica del modello, ci
troveremmo dinanzi alla sequenza di trasformazioni s  O 
s_  , che pu essere interpretata come segue: s desidera
appassionatamente O, ma O preferisce s_ il quale non prova
alcun interesse per O (cfr. fig. 15).

15

Fig. 15 Dinamica orientata

2. Dinamiche simmetriche (cfr. figg. 16 e 17)


Si tratta di una dinamica su (C) che va da  verso O. In
questo caso esiste ununica ripresa continua sul circolo
sOnon-s  : gli attanti opposti si dirigono simultaneamente
verso O (si tratta del desiderio mimetico di Ren Girard),
ovvero abbandonano la lotta per ricongiungersi allinfinito
come accade ne I demoni allamicizia stretta fra Stavrogin
e Verchovenskij dopo la loro breve storia con Lisa.
Una analisi del genere presenta il difetto di descrivere
degli stati stazionari, asintotici, senza specificare la
dinamica transitoria di
una
struttura intrinsecamente
instabile.
Le dinamiche effettive vissute dal triangolo, in effetti,
consistono in genere di una sequenza di trasformazioni: a
partire da una dinamica inizialmente asimmetrica (s)
possiede (O) la comparsa di (non-s) conduce a una fase
asimmetrica che tende allinfinito (rivalit mimetica), alla
quale in genere fa seguito una fase asimmetrica opposta alla
fase iniziale (non-s) possiede ( O ). Inoltre, se la
struttura continua la propria dinamica, non raro che sfoci
in una fase simmetrica di abbandono della quale ho parlato
nel paragrafo 3. La bimodalit dei percorsi nascenti da (s)
in periodo di dinamica simmetrica spiega lo straziante
alternarsi tra amore e odio noto ai gelosi.

Fig. 16 Dinamica simmetrica: caso


delliniziativa dei soggetti

16

Fig.
17
Dinamica
simmetrica con iniziativa
delloggetto di valore.

La compattificazione circolare della farfalla


In questo caso si tratta del conflitto fra tre attanti
attorno ad un oggetto di valore. Seguendo le indicazioni di
Petitot (1982, p. 1006), si proceder a una compattificazione
circolare dellasse O x , asse interno della singolarit
farfalla. Ma in questo caso specifico supporremo che il
circolo ottenuto non sia altro che il circolo unit del piano
interno Oxy, ossia il circolo descritto dallequazione x2 + y2
= 1. Per ottenere un potenziale e tre minimi su tale circolo,
il procedimento pi semplice consiste nel fare appello alla
funzione potenziale (V = x3 3xy2)2; se poniamo x = cos_,
allora V =
cos 3_, e V minima nei punti in cui V = -1,
ossia per _ = - /6, /6,  . In tal modo sviluppiamo la
singolarit di V , e questa operazione ci porta alla
singolarit detta ombelico ellittico (Thom 1972, p. 95):
V = x3 -3 xy2 + w (x2 + y2) - ux - vy.
Si fissi ad esempio w = -1. In questo caso V assume un minimo
allorigine che si identifica con il simbolo delloggetto di
valore: nel piano Ouv, lambito di esistenza delloggetto di
valore infatti un ipocicloide a tre regressi (H3, cfr. fig.
18). Questa curva la sezione piana dellago di sezione (H3)
caratteristico dellombelico ellittico. Nel piano della
sezione, ciascun arco dellipocicloide definisce la cattura
delloggetto di valore da parte di uno dei tre attanti,
disposti circolarmente come (0), (1), (2) lungo il circolo
unit (fig. 19).

In effetti x3 3xy2 la parte reale di z3 (dove z = x + iy). Se


dunque scriviamo z = pei_, allora x3 3xy2 = p3 cos 3_.

17

Fig. 18 Ambito di stabilit


dellombelico ellittico.

Fig. 19

Il ciclo del percorso delloggetto di valore si identifica


allora con un circolo (C) di centro O tangente interiormente
allipocicloide H3. Ai punti di contatto A, B; C loggetto
sar momentaneamente (e istantaneamente) catturato dallattante (0), (1), (2) rispettivamente. Se volessimo ottenere un
possesso di lunga durata dalloggetto di valore da parte
dellattante, potremmo sostituire alla convenzione del
termine perfetto la convezione di Maxwell (Thom 1972). Una
simile circolazione delloggetto di valore realizzata nel
gioco con la palla in cui tre giocatori in circolo si passano
il pallone: quando lattante (0) lattante vuoto (o
infinito), verso cui si dirigono le perdite e dal quale
traggono origine le nuove acquisizioni, allora la sequenza
(2)  (0)  (1)  (2) pu essere interpretata (come in fig.
20, dove ne offerta una rappresentazione su di un cilindro)
nel modo seguente: lattante (2) ha perso loggetto di
valore; lattante (1) lo ha trovato e lo ha restituito a (2).
Nel racconto La cordicella di Maupassant, caro agli esegeti
della Scuola di Parigi, il circolo (C) trasformato in una
struttura a camme e lattante (1), pseudo-inventore, viene
punito per aver rotto il ciclo.

18

Fig. 20 Schema della perditaritrovamento.

Lo scambio: dono e contro-dono


Quando siamo in presenza di soli due attanti che si disputano
un oggetto di valore, la costruzione precedente non pu
essere immediatamente generalizzata: infatti necessario
costruire sul circolo una funzione provvista di soli due
minimi (e dunque anche di due massimi). La funzione V = x2
y2, ristretta al circolo unit, risponde a tale esigenza; ma
poich sviluppare una funzione quadratica costituisce una
soluzione banale, la costruzione precedente crolla e viene
sostituita dalla costruzione seguente (Petitot 1978, pp. 4370): il circolo che descrive lo spazio degli stati ora
lellisse di equazione x2 / a2 + y2 / b2 = 1. Supporremo a > b,
con c2 = a2 - b2.
Ora, per ogni punto fisso P del piano Oxy, la funzione
distanza d (m, P) da un punto m variabile sullellisse al
punto P assume al massimo quattro punti critici ossia due
minimi e due massimi. Vi sono perci quattro punti critici
per la funzione g ( m ) = d ( m , P ) quando P si trova
allinterno della evoluta (inviluppo delle normali), vale a
dire la curva di rappresentazione parametrica:
x = c2 / a cos3 _

y = c2 / b sin3 _

astroide (A)

e allorch si assegnata allellisse (E) la rappresentazione


standard:
x = a cos _

y = b sin _ (fig. 21).

Fig. 21 Ellisse (E); asteroide (A) sviluppato a partire da (E).

19

La posizione delloggetto di valore in Oxy sar un punto dato


( P ). Si dir allora che lattante che possiede questo
oggetto di valore simbolizzato dal minimo della funzione d
( m , P ), quando tale minimo un minimo assoluto ossia
quando la funzione d (m, P) raggiunge il suo limite inferiore
in un solo punto (P). Per lattante che possiede loggetto
(localizzato in P ) vi sar ambiguit solo se P situato
sullasse maggiore Ox, entro il segmento KK' limitato dai
regressi di (A) di ascisse, rispettivamente, - c2 /a e c2 / a
(gli specialisti riconosceranno in questo segmento il cutlocus dellellisse (E)).
Saremo dunque indotti ad ammettere che il punto P descrive un
piccolo circolo ( J ) di
centro O
e
con
raggio r
sufficientemente piccolo da far s che lintera circonferenza
sia contenuta nellastroide (A). Supponiamo allora che il
punto P si trovi sul semicerchio y > 0 del piccolo cerchio
(J). Vi sono due minimi della funzione d (m, P) sullellisse:
uno di essi, m1, sulla semiellisse y > 0; laltro, m2, sulla
semiellisse y < 0. In questo secondo minimo, d (m, P) assume
un valore maggiore rispetto a quello che assume per il primo
come dimostra una costruzione geometrica semplice che
contenga lintersezione della normale Pm2 con il cut-locus. I
due attanti rivali saranno simbolizzati dai due minimi m1 (P)
sulla semiellisse y > 0 e m2 (P) sulla semiellisse y < 0; ma
questi due minimi non potrebbero confondersi se non nel caso
in cui P raggiungesse un centro di curvatura di (E) vale a
dire uno dei punti KK' di ascisse - c 2 / a e c 2 / a che
delimitano il segmento cut-locus. Ma questa possibilit
esclusa dal momento che il circolo (J), interno ad (A),
incontra necessariamente il cut-locus in due punti interni
che chiameremo d ed e : d a sinistra di O, e a destra.
Supponiamo che ( P ) descriva il cerchio ( J ) nel senso
trigonometrico; sin tanto che y (P ) > 0, il minimo (P)
associato a (P) m1, provvisto di ordinata positiva. Quando
P giunge in d, i minimi m1 ed m2 simmetrici sono a eguale
distanza da P = d (in virt della propriet del cut-locus).
Non appena P attraversa il cut-locus dirigendosi verso i
valori di y negativi, il nuovo minimo (P) diviene m2; ci
significa che vi un brusco salto da m1 in direzione di m2, e
dunque un brusco trasferimento delloggetto di valore
dallattante m1 allattante m2. E finch P resta sul
semicerchio di ( J ) situato nel semipiano y < 0, m2 a
possedere (P); quando per questultimo raggiunge il punto e,
si verifica un nuovo brusco salto da m2 in direzione di m1 ed
il ciclo ricomincia (cfr. fig. 22).

20

Fig. 22 Dinamica dello scambio. I punti m1, m2 si trovano sullellisse (E) che
circonda la figura ma che, per mancanza di spazio, non stata riprodotta.

Da un punto di vista topologico, questa situazione


omeomorfa a quella del ciclo di isteresi descritto in
precedenza, che realizzava unoscillazione alternata di un
oggetto di valore fra due attanti (S) ed (I). Ma la dinamica
dei due modelli non la stessa, perch in questultimo
modello non pi presente la distinzione fra il punto
critico che nel ciclo di isteresi era S(D) e il punto
darrivo rappresentato dal punto S(A). In questo modello
ellittico, il trasferimento simmetrico fra i due regimi e
teoricamente reversibile.
Simo dunque in presenza di un modello dello scambio di doni.
Naturalmente il contro-dono non necessariamente costituito
dallo stesso oggetto donato: cos nello scambio commerciale
simbolizzato dal verbo comprare il commerciante dona la
merce, e il cliente risponde donando una somma di denaro (il
prezzo della merce, appunto). possibile del resto rendere
un po pi complesso il modello onde riuscire a dar conto di
questa variazione dellattante oggetto di valore a seconda
del senso dello scambio. Baster introdurre nella nostra
ellisse (E) il cut-locus massimale, ossia il luogo dei punti
P in cui la distanza d (m, P) raggiunge il suo massimo in due
punti distinti dellellisse. Si tratta del segmento (MM') che
congiunge i due regressi dellastroide (A) sullasse Oy: x =
0, y = c2/b (cfr. fig. 23).
Fig. 23 Dinamica dello scambio commerciale. Come nel caso della
fig. 22, i punti m1, m2, 0, 1 si trovano sullellisse (E), che per
mancanza di spazio non stata tracciata.

21

Anche in questo caso il circolo (J) taglia questo segmento in


due punti, q e q'; si pu affermare perci che in tali punti
lentit rappresentante lattante che individua loggetto di
valore cambia bruscamente. Per giustificare questa affermazione si potrebbe far notare che, seguendo il modello di
Petitot, il valore pu esser simbolizzato come la soglia che
separa il bacino dei due attanti in conflitto istituendo
perci una dualit tra valori e attanti. Nel momento in cui
il cliente m2 riceve la merce fornitagli dal commerciante m1,
tra i due minimi m1 ed m2 situati entrambi a sinistra di Oy
(piedi delle normali con origine in d) la soglia che separa
il bacino di m1 ed m2 sul grafo di d (m, P) molto pi bassa
della soglia il massimo di d (m, P) situata a destra: ci
equivale a dire che quando il cliente pensa al commerciante
pensa anzitutto alla merce che ha ricevuta come entit
connessa alla soglia pi bassa che consente di congiungere m1
a m2. Solo in un secondo momento, dopo aver attraversato il
punto q, la soglia pi bassa diverr il massimo di destra,
provvisto di ascissa positiva (normale q '). A quel punto il
valore corrispondente, connesso al senso di trasmissione
Cliente-Commerciante, un valore monetario e il cliente
preparer il denaro necessario a pagare il suo acquisto.
Lillustrazione pi bella di questo meccanismo di scambio
forse offerta proprio dallantropologia: si tratta del
celebre k u l a descritto da Malinowski. In breve, baster
ricordare che il kula era un vasto circuito tracciato fra le
isole dellIndonesia; percorrendo in un senso tale circuito,
i naviganti trasportavano collane di conchiglie mentre nel
viaggio di ritorno, compiuto in senso inverso, trasportavano
bracciali. Per un melanesiano che si trovava su di unisola
(A) cera dunque un ciclo di scambio con un viaggiatore
diretto ad oriente: ad esempio, gli offriva un bracciale e ne
riceveva una collana. Ad un navigatore che si dirigeva
vogando verso occidente, offriva invece una
collana
ricevendone un bracciale. Questi due cicli accoppiati possono
esser concentrati in un ciclo unico,legato allisola (A).
dunque possibile concepire il kula come un sistema formato da
due circoli rigidi coassiali provvisti di velocit di
rotazione opposte (cfr. fig. 24); il movimento relativo di
questi due circoli compensato dal rotolamento di due tipi
di cicli: un ciclo-percorso fra due isole vicine come (A) e
(B) e dei cicli locali legati ad uno scalo come quello
rappresentato in (C) nella figura.

22

Fig. 24 Il kula

Strutture ludiche ed errore


Come si pu notare, la maggior parte delle strutture cicliche
descritte pi in alto compaiono nei giochi spesso
manifestandosi anche negli sport pi noti e diffusi. Cos lo
scambio di un oggetto di valore fra due attanti realizzato
in senso quasi archetipico nel gioco del tennis: il
fallo, lerrore [faute] incombe infatti sul giocatore che
rompe il ciclo arechetipico lasciandosi sfuggire una palla
in gioco, rispondendo con una palla fuori dal rettangolo di
gioco o sul nastro; questultimo, del resto, la fragile
barriera che
simbolizza la soglia potenziale fra i due
attanti. Nel calcio e in tutti i giochi con la palla simili
ad esso si tratta invece, per ciascuna delle due squadre in
campo, di spingere loggetto di valore (il pallone) nel
nucleo stesso del campo avversario: il goal, la meta
costituiscono in tal senso il simbolo dellannientamento
della squadra rivale. Inoltre, il contatto fra il giocatore e
il pallone soggetto a regole (dei tab): nel rugby, ad
esempio, il possesso della palla da parte del giocatore ne
modifica immediatamente il comportamento e lo statuto posto
che al possessore di palla attribuita una grande mobilit
spaziale in direzione della meta avversaria ma al tempo
stesso aumenta notevolmente il suo carattere di instabilit
dato che potr essere placcato in qualsiasi istante. Questo
fatto unillustrazione forse sin troppo ovvia dei due
caratteri della propagazione di pregnanza descritti nelle
fasi di variazione lenta del ciclo di isteresi ossia il
regime ( S ) ed ( I ): grande aggressivit spaziale nella
direzione del nemico, legata per a una diminuzione della
stabilit che caratterizza questo tipo di pregnanza.
Conclusione
Tutti questi esempi dimostrano che nei giochi vi sono
moltissime realizzazioni delle strutture cicliche periodiche:
in effetti il gioco sopporta la ripetizione con pi facilit

23

del racconto. In tutti gli esempi presentati pi in alto,


cos, loggetto di valore appare come una sezione della
proiezione canonica p : E  S1 che definisce la struttura
ciclica: ci significa che loggetto di valore, in virt
della sua unicit e indistruttibilit, vi gioca un ruolo
particolarissimo e del tutto diverso da quello degli altri
attanti di tipo soggetto. Si tratta di un aspetto in
relazione al quale le strutture cicliche differiscono
notevolmente dalle interazioni biologiche irreversibili come
la predazione: in quel caso, loggetto di valore pu essere
ingerito da un altro attante, o identificarsi con esso. In un
certo senso, loggetto di valore si presenta come il fattore
che consente a una pregnanza di investire un attante. Questa
pregnanza, variabile, sar determinata dal luogo e dal moto
delloggetto di valore (vale a dire dalla storia anteriore).
Le catastrofi della performanza, allora, sarebbero solo le
brusche trasformazioni di pregnanza che investono tale
attente indifferenziato; forse, anzi, bisogner cercare
lorigine dellunit di un campo semantico proprio nella
circolazione delloggetto di valore in grado di definirlo:
nelle analogie fisiche, ad esempio, loggetto di valore non
altro che il punto rappresentativo dello stato del sistema, e
la connessit di uno spazio di fase viene definita dal fatto
che due stati qualunque del sistema possono sempre essere
congiunti da un percorso continuo.
Per quando riguarda la conversione, credo che tale problema
debba essere affrontato dal punto di vista dei rapporti
salienza-pregnanza. Senza dubbio la teoria delle catastrofi
(elementare) consente di ricondurre la discontinuit di una
qualit osservabile (una salienza) alla variazione continua
di una quantit non osservabile (una pregnanza): cos che
linnalzamento della temperatura trasforma il ghiaccio in
acqua. Ma le forme salienti che vengono costruite a partire
da questa teoria sono lungi dal presentare tutte le propriet
degli attanti antropomorfi In unottica simile, il problema
della conversione potrebbe esser formulato nel modo seguente:
a ) Quali sono, per una data pregnanza ( P ), le forme
salienti ( S ) suscettibili di investirla, producendo
effetti figurativi?
b) Allopposto, data una forma saliente (S), quali sono le
pregnanze (P) che possono essere investite in essa? E
quali i loro effetti figurativi?
Una risposta, sia pur iniziale e provvisoria, a tali domande
consiste nel dire che le forme salienti costituite dagli
oggetti materiali possono accogliere tutte le pregnanze
psico-meccaniche: il movimento, lenergia, la temperatura,
i campi della microfisica. Tuttavia, a livello microfisico,
la meccanica dei quanti ha dimostrato come la distinzione fra
particella forma saliente e campo pregnanza esterna non
localizzata si annulla: da ci segue del resto la non

24

intelligibilit di questa teoria. Quanto agli esseri viventi


in particolare gli animali superiori , essi conoscono la
pregnanza essenziale rappresentata dalla vita, e tutte le
pregnanze subordinate (fame, paura, amore) indispensabili
alla regolazione biologica e alla riproduzione. Luomo,
inoltre, conosce le grandi pregnanze psicologiche: possiamo
ritenere che
lattivit classificatoria insita
nella
categorizzazione concettuale sia dovuta a una pregnanza
locale dotata di capacit propagative rigidamente controllate
attivit che peraltro allorigine del linguaggio3.
Quello della conversione si rivela dunque come un ampio
problema metafisico la cui soluzione consentirebbe mediante
una miglior discriminazione delle propriet propagative delle
pregnanze di fondare su una base pi solida la natura delle
ontologie regionali che si contendono la nostra visione del
mondo.
data di pubblicazione in rete: 21 marzo 2006

Ci pu chiedere, a questo proposito, se lassioma lamarckiano la


funzione crea lorgano sulla cui giustezza non vi dubbio alcuno,
se solo si attribuisce alla funzione lo status platonico di una
pregnanza non rappresenti in definitiva unulteriore esempio di
identificazione relativamente diretta tra salienza (lorgano
costruito) e pregnanza (la funzione che a un tempo causa e fine
dellorgano).

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