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Onde radio AM (Amplitude Modulation)

Cenni teorici
I primi ricevitori A M F M di una certa consistenza, apparvero in Italia nel periodo fra il 1952 ed il
1953 in coincidenza con l'avvio delle trasmissioni sperimentali effettuate dalla RAI sulla frequenza
di 100 MHz in FM e su 1000 khz in ampiezza modulata; (cento volte inferiore), l'una dall'altra.La
differenza, non consisteva esclusivamente nella frequenza, ma riguardava anche il tipo di
modulazione (di frequenza), o di (ampiezza), la larghezza di banda del segnale ricevuto, il valore
della frequenza intermedia del ricevitore, il metodo per la sua rivelazione.Sarebbe stato pi
semplice progettare un ricevitore fm in VHF, piuttosto che adattarne uno pensato per le onde
medie in A M, ma esigenze di mercato, richiedevano quel tipo di soluzione. Oggi le cose, sono ben
diverse. Esistono ricevitori esclusivamente in FM, in A M, oppure All Mode;a banda stretta o larga,
per ricevere qualsiasi tipo di segnale, adattandosi ad esso. In quegli anni i ricevitori solo FM, non
avrebbero avuto molto successo per via del fatto che le stazioni trasmittenti a modulazione di
frequenza, erano poche e non coprivano tutto il territorio italiano. Vennero realizzate e
commercializzate radio A M F M, adattando il circuito delle preesistenti apparecchiature.
Caratteristiche
La tecnica della modulazione di ampiezza permette di imprimere dell'informazione
auditiva o visiva su un'onda di una particolare frequenza, detta portante, carrier in inglese,
variando l'ampiezza dell'onda portante in modo opportuno.
L'AM stato il primo metodo usato per trasmettere programmi radio.
Oltre che per le trasmissioni radio commerciali, l'AM impiegata nelle trasmissioni radio a
onde corte su lunghe distanze e nelle trasmissioni della parte video dei programmi
televisivi.
Le stazioni radio AM commerciali operano a frequenze fra i 535 e i 1605 kHz (entro la
banda HF), separate fra loro di 10 kHz.
Le frequenze dell'onda portante usate per la televisione vanno da 55 a 210 MHz circa
(nella banda VHF, quindi). In questa banda vi spazio disponibile per circa 30 stazioni
televisive, ciascuna delle queli usa una larghezza di banda di circa 5 MHz. Se le stazioni
fossero molto pi numerose non sarebbe possibile sintonizzare una singola stazione.

Onde elettromagnetiche

Un'onda elettromagnetica monocromatica (cio con una ben definita frequenza e


lunghezza d'onda) costituita da un campo elettrico (denotato di solito dalla lettera E) e
un campo magnetico (denotato dalla lettera B) mutuamente perpendicolari che oscillano in
fase fra loro perpendicolarmente alla direzione di propagazione.
Quindi un'onda elettromagnetica consiste in realt di due componenti accoppiate: una
elettrica e una magnetica. Un'onda di questo tipo detta onda polarizzata piana, e il
piano di polarizzazione il piano in cui oscilla il campo elettrico.

In termini energetici, si pu pensare l'onda elettromagnetica come un flusso di energia,


che nel vuoto si propaga alla velocit della luce, sotto forma di campi elettrici e magnetici.
Ciascuna delle due componenti dell'onda elettromagnetica, elettrica e magnetica,
trasporta la stessa quantit di energia.
Caratteristiche delle onde elettromagnetiche
Le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta (in mezzi omogenei).
Vediamo ora in maggior dettaglio la velocit delle onde elettromagnetiche, la lunghezza
d'onda, la frequenza, l'ampiezza e l'intensit.
Velocit delle onde elettromagnetiche nel vuoto
La velocit delle onde elettromagnetiche nel vuoto una quantit molto importante in
fisica ed essa denotata con un simbolo speciale: c , il cui valore numerico appunto pari
a circa 300 000 km/s, cio 3 108 m/s, in notazione scientifica. Per essere proprio precisi,
la velocit della luce pari a 299 792 458 metri al secondo.
Velocit delle onde elettromagnetiche in mezzi materiali non conduttori
La velocit delle onde elettromagnetiche in un mezzo omogeneo non conduttore e non
ferromagnetico minore di quella nel vuoto: cm = c/n , dove n il cosiddetto indice di
rifrazione.
Maggiore l'indice di rifrazione, minore la velocit di propagazione.
L'indice di rifrazione, di norma di valore superiore a 1, dipende dalle propriet del mezzo,
ma pu assumere valori diversi al variare della frequenza dell'onda.
Un'applicazione che sfrutta gli effetti del diverso indice di rifrazione in sostanze diverse si
ha nelle fibre ottiche.
Lunghezza d'onda
Per lunghezza d'onda si intende la distanza spaziale occupata da un ciclo di un'onda ad
un dato istante. In altre parole la distanza fra un punto in un ciclo e il punto
corrispondente nel ciclo successivo.

Le lunghezze d'onda delle onde radio vanno dal millimetro (microonde) a parecchi
chilometri (ELF).
La lunghezza d'onda di solito si denota con la lettera greca (lambda) e si misura in metri.
Frequenza

Il numero di lunghezze d'onda o di cicli che passa per un dato punto nell'unit di tempo
la frequenza. La frequenza si denota con la lettera f oppure con la lettera greca (nu) e si
misura in hertz (Hz).
chiaro da quanto stato detto sopra che la frequenza e la lunghezza d'onda non sono
indipendenti, ma sono legate tra loro attraverso la velocit dell'onda:
f = c nel vuoto e
f = cm nei mezzi materiali.
Quindi:
a frequenze maggiori corrispondono lunghezze d'onda minori.
a frequenza fissa, la lunghezza d'onda varia passando da un mezzo a un altro con indice
di rifrazione diverso.
Ampiezza
Abbiamo visto che le onde elettromagnetiche sono costituite da un campo elettrico e un
campo magnetico mutuamente perpendicolari che oscillano in fase fra loro
perpendicolarmente alla direzione di propagazione.
Per ampiezza si intende il valore massimo che viene raggiunto dall'oscillazione.
Per esempio, nel caso di un'onda marina l'ampiezza l'altezza massima dell'onda.
In un'onda elettromagnetica le ampiezze dei due campi (quello elettrico e quello
magnetico) non sono indipendenti, ma sono legate fra loro: in questo senso i due campi
sono accoppiati.
Intensit
L'intensit di un'onda elettromagnetica l'energia che passa attraverso un'area unitaria
nell'unit di tempo e si misura in watt/m 2: cio l'energia che attraversa in ogni secondo
una superficie di un metro quadrato.
Si pu dimostrare che l'intensit proporzionale al prodotto delle ampiezze del campo
elettrico e del campo magnetico; e siccome questi ultimi due sono proporzionali tra loro, in
ultima analisi l'intensit proporzionale al quadrato dell'ampiezza del campo elettrico.
Le onde radio, o radioonde, sono le radiazioni elettromagnetiche di frequenza minore, compresa
tra zero e 300 GHz, ovvero lunghezza d'onda da 1 mm all'infinito. Il limite di frequenza inferiore
necessariamente asintotico, poich per definizione non possono esistere onde elettromagnetiche
senza variazione di campo. La quantit di informazione che pu essere trasportata da un segnale
radio (vedi modulazione) proporzionale alla sua frequenza, per questo le frequenze minime usate
nella radiotecnica per trasmettere la voce partono da qualche decina di kilohertz.
Sebbene questa regione dello spettro elettromagnetico sia di piccole dimensioni rispetto alle altre
(ultravioletto, infrarosso, Raggi X ecc) storicamente la pi utilizzata per le comunicazioni radio.

Questo avvenuto principalmente perch le onde di bassa frequenza sono facilmente generabili con
dispositivi elettrici alla portata della fisica della fine del XIX secolo (oscillatori, antenne, rivelatori a
risonanza) e quindi disponibili ai tempi di Heinrich Rudolf Hertz, Guglielmo Marconi e Nikola
Tesla. Un altro vantaggio delle maggiori lunghezze d'onda di propagarsi per riflessione ionosferica
a distanze intercontinentali, sicuramente interessante in un'epoca in cui non esistevano ponti radio e
satelliti per telecomunicazione.