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http://www.carmillaonline.com/2016/04/10/la-citta-stregata/

La citt stregata
di Danilo Arona
La citt stregata , ancora una volta, Genova. Chi non ci nato, ci vive o ci ha vissuto,
pu capirne sino a un certo punto. Genova produce una magia che ti entra dentro e si
installa come un benefico virus. Quelli, come il sottoscritto, che hanno avuto la fortuna
di esserci nei primi anni 70 sono in grado di constatarlo a ogni ritorno: il virus si riattiva
e si perdono le dimensioni del tempo, trascinati nei carrugi e negli odori, nelle botteghe
e nelle zone dombra.
La magia di Genova non soltanto metaforica ma autentica. Il suo assoluto
ambasciatore si chiama Alex Marco Pep, amico ormai pi che ventennale che mi ha
fatto persino lonore di trasformarsi in personaggio (non tanto) di fiction in un romanzo
che sintitolava Black Magic Woman, horror sulla fine dei giorni per buona parte
ambientato a Genova e in Liguria e coerentemente edito dai gloriosi fratelli Frilli,
appunto genovesi. Difficile sintetizzare in poche parole lo stato dellarte di Alex; a
ricopiare la scheda di copertina, esperto di occultismo e di tradizioni magico popolari,
ricercatore del brivido e organizzatore di eventi di certo non basta. Alex a Genova e altrove lo sanno tutti
sensitivo autentico, al punto tale che per molto tempo ha collaborato con le forze dellordine su loro esplicita
richiesta. Autentico tra i pochissimi che meritano laggettivo, Alex vede e sente laddove io e voi, comuni mortali
che magari condividono passioni per Altri Mondi, non sentiamo e non vediamo un emerito piffero. Ma Alex pure un
prezioso e singolare saggista, di quelli che stanno sulla Terra per conservare e trasmettere ai posteri le pi belle
storie del folclore popolare, un patrimonio culturale che in Italia immenso e di cui pochi appaiono essere i veri
custodi. La sua ultima opera, immensa e allapparenza definitiva, sintitola, appunto, Genova stregata Fantasmi,
diavoli e leggende millenarie, edita da De Ferrari, e testimonia lincredibile ricchezza e lo spessore antropologico
dellimmaginario gotico favolistico di Genova e dintorni, un immaginario sempre al confine tra cronaca del
paranormale quando non cronaca vera.
Proprio a questo proposito, tra le decine di storie riportate, ne ho scelto una che storia non . Ma qui cedo la
parola ad Alex:
La storia che andr a narrarvi non una leggenda storica n una fantasia metropolitana, ma un fatto realmente
accaduto del quale sono stato testimone e che non trova spiegazione in campo razionale. In Via Casoni, ometto
volutamente il numero del civico, accadde attorno agli anni Novanta del secolo passato, un evento molto
sconcertante. Una famiglia composta da mamma, pap e figlio si era da poco trasferita a Genova e stabilita in un
appartamento al piano terreno di via Casoni nel quartiere di San Fruttuoso. Labbiamo gi detto, spesso i
trasferimenti possono essere traumatici e nel nuovo domicilio raramente ci si sente mai a proprio agio, in particolar
modo considerando che a volte pu accadere qualcosa di singolare e inspiegabile. I genitori avevano avvertito
immediatamente che qualcosa stava cominciando a turbare il loro equilibrio familiare, ma ebbero la certezza che
qualcosa non andava quando il carattere del loro bambino cominci a mutare. Tranquilli, non stiamo parlando di
possessione demoniaca, ma di qualcosa comunque di molto inquietante. Come dicevamo, il bambino cominciava a
mostrare delle particolari stranezze, cose che sovente capitano ai bimbi come quello di parlare ad amici immaginari,
ma quando queste fantasie risultano terribilmente realistiche ci si interroga su quanto sta accadendo. Dopo un
pomeriggio passato ad osservare il bambino giocare nel cortile di casa con lamichetto immaginario, la madre decise
di approfondire la natura di tale innaturale amicizia. Il bambino, che allora aveva cinque anni, confid alla mamma
che tutto il pomeriggio aveva giocato con unamica molto simpatica con la quale si era divertito moltissimo. In un
primo tempo la madre si preoccup di quanto le veniva narrato dal bimbo, ma poi la razionalit prevalse, aiutandola

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a rendendosi conto che suo figlio non era poi cos diverso dagli altri bambini della sua et. Tutto procedeva
tranquillamente quando nella casa iniziarono a verificarsi inspiegabili fenomeni fisici. Le consuete luci impazzite, le
tende svolazzanti, i giocattoli che si spostavano da soli come mossi da energia propria, disponendosi nella camera
del bambino con una inquietante logica. Ma il bello doveva ancora arrivare. Una sera la madre osserv suo figlio
dare la buona notte allamichetta fantasma indicando come sua ubicazione il frigorifero della cucina. A quel punto lo
sconcerto della famiglia raggiunse il massimo. La coppia decise di indagare sul passato della dimora. I vicini,
dapprima riluttanti nel fornire informazioni sulle persone che in precedenza aveva occupato lappartamento,
cedettero allinsistenza della coppia e rivelarono dei particolari veramente inquietanti. Molti anni prima in
quellalloggio si era verificata una tragedia. Una giovane madre che da sola aveva partorito una bambina, spinta
dalla paura e dalla vergogna, aveva messo la propria creatura nel congelatore causandone il decesso. I coniugi,
terrorizzati da quanto appreso, ma scettici per tanto orrore, non ebbero pi dubbi quando fu loro mostrato anche
larticolo del quotidiano che aveva riportato la notizia. Appresi la storia da una giornalista del Corriere Mercantile di
Genova che conosceva i due coniugi e che mi chiese anche di effettuare un sopralluogo nellappartamento al fine di
valutare eventuali pericoli di infestazione. Durante lispezione non rilevai particolari energie nocive per la famiglia,
tuttavia consigliai loro di far benedire lappartamento in quanto le preghiere di un sacerdote sarebbero servite a dar
pace alla presenza. Cos fecero, ma nonostante tutto decisero di abbandonare la casa e trovarono unaltra
sistemazione.
Genova magica, fidatevi. Lo testimoniano anche altri autori che si chiamano Bruno Morchio, Nadia Morbelli e di
recente Alessandro Defilippi, che trasmettono la genovesit come aura impalpabile e avvolgente, indimenticabile e
nostalgica. In una parola, un fantasma.

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