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La conclusione del romanzo aggiunge

implicazioni autobiografiche. L'elemento che


pi accomuna il finale della Metamorfosi
l'iniziazione a riti misterici, ma anche la
magia. Non si pu escludereche nelle
Metamorfosi Apuleio abbia voluto riprendere,
in un ambito e in modi differenti, il fine, gi
perseguito nel De magia, di difendersi
dall'accusa di praticare le arti magiche. Il
giudizio sulla magia infatti negativo essa
provoca la trasformazione dell'uomo in asino
che l'emblema della sua degradazione. Lo
scrittore ha voluto offrire ai suoi lettori una
rappresentazione simbolica del proprio
itinerario spirituale, che l'ha portato
dall'interesse per la magia all'adesione al
culto di Iside, e dunque comunicare un
messaggio di tipo religioso.

Secondo una struttura ad anello, il proemio si


rivolge nel finale al lettore indirizzandogli
un'apostrofe (lector intende: laetaberis ) che,
secondo Gian Franco Gianotti, rivela un
duplice intento del narratore: divertire, ma
contemporaneamente offrire un'occasione di
riflessione.

Dal punto di vista narratologico la


metamorfosi di Lucio segna la rottura
dell'equilibrio iniziale e l'esordio delle
avventure romanzesche. La trasformazione
del protagonista in asino si presta a una
duplice lettura: diverte il lettore per la sua
straordinariet e comicit, ma ha anche una
valenza simbolica.
L'asino secondo la filosofia platonica ( si
ricordi che Apuleio si definiva philosophus
Platonicus), rappresenta la mancanza di
dominio sulle passioni: Platone, in Fedone,
parlando della metempsicosi, afferma che
per esempio quelli che praticano gozzoviglie,
lussurie e ubriacature assumono le forme di
asini o bestie simili. Quindi Lucio, in base a
tali premesse, si trasforma per punizione in
asino poich si abbandonato al piacere
sessuale nei suoi incontri con Fotide. La
magia in questo casa rende visibile
l'invisibile, cio porta alla luce quella parte
animale che dentro Lucio; Apuleio,
insomma, concretizza nell'immagine
dell'asino le pulsioni di Lucio. Il fatto che
l'uomo-asino sia disprezzato significa che gli
altri (gli uomini) non sono in grado di
accettare la componente animalesca che
in ciascuno di noi, riconoscendola come parte
di s.
Lucio-asino invoca quella che gli sembra la
manifestazione terrena della divinit
suprema, adorata dagli uomini sotto svariate
forme. In risposta alla sua preghiera, Iside
apparir subito dopo a Lucio, confermandogli

di essere oggetto di culto << con diversi riti


e con molteplici nomi>> nei luoghi pi
lontani della Terra: emerge il sincretismo
religioso che caratterizzava il culto della dea.