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IL CORPO DELLA NAZIONE

Cap. 1 - Il percorso
Questo testo nasce dalla domanda: come possono convivere all'interno della societ brasiliana la pratica
discriminatoria e l'ideologia antirazzista?
L'idea della comunit "misturada" (mescolata) occupa un posto centrale nelle forme di discriminazione
razziale e sociale, nel rapporto tra "favela" e "asfalto" (i quartieri), e nel sentimento di appartenenza alla
collettivit.
La scelta di termini che classificano il colore di una persona indica di per s un posizionamento rispetto al
sistema di relazioni sociali e alle identit sociali:
- l'opposizione bianco/non bianco dove bianco positivo e nero negativo.
- il termine "afrodiscendente" che implica il riconoscimento e l'affermazione di un'origine culturale africana. E'
usato con un'accezione politica dal movimento negro e dai soggetti che si occupano di razzismo.
- il termine "negro", usato dal movimento negro, dagli accademici e dalle persone comuni con un'accezione
politica che implica l'esplicitazione dell'esistenza del razzismo.
- il termine "pardo" = bruno, scuro, usato nel censimento e nei documenti ufficiali per indicare le persone nate
da genitori di colori diversi; poco frequente nel linguaggio quotidiano a cui si preferisce "moreno".
Il razzismo si manifesta all'interno dell'ambiente ospedaliero attraverso trattamenti e comportamenti
differenziati (2002, Rio de Janeiro, 10.000 donne in maternit: 73% donne bianche sono informate sul parto,
62% sono le donne nere, anche quando appartengono alla stessa classe sociale e istruzione). La
dimensione nazionale della riproduzione e della nascita, come fatti biologici, sono investiti da una
dimensione collettiva oltrech sociale e culturale nel momento in cui lo Stato si prende cura della
riproduzione e della nascita (aspetti materiali dentro una struttura ospedaliera).
Nella riproduzione umana e nella nascita sono impliciti l'idea e il progetto di futuro e di presente, sia dal
punto di vista dei singoli individui, sia da quello dello Stato che, nel mettere in atto programmi di salute
materno-infantile e di salute riproduttiva, si prende cura del futuro della collettivit.
Il libro ha analizzato gli aspetti sul controllo della riproduzione e in particolare sulla sterilizzazione femminile e
sul metodo di contraccezione definitivo. Nel primo caso la decisione della singola donna assume un
significato per la collettivit, in un movimento in cui i destini del singolo e della collettivit si univano. La
sterilizzazione il campo etnografico pi denso per capire come viene organizzata la riproduzione dal punto
di vista dello Stato e dei singoli.
Cap- 2 - I luoghi
1. Il SUS e il PAISM: in Brasile il servizio sanitario pubblico organizzato nel Sistema Unico de Saude
(Sisema Unico di Salute) creato nel 1988 quando, con l'approvazione della nuova Costituzione,
stata messa in atto la riforma del sistema sanitario. Il SUS gestito dallo Stato ed comporto da una
rete decentralizzata di centri fornitori di servizi, pubblici e privati. I principi su cui si basa sono
assistenza sanitaria integrale ed universale, garantendo l'accesso gratuito a qualsiasi servizio di
salute. L'espressione "sistema unico" indica che questi principi sono applicati in tutto il territorio
nazionale sotto la responsabilit delle 3 sfere autonome del governo: federale, statale e municipale. Il
SUS non un'istituzione, ma un insieme di servizi che interagiscono con un unico fine.
Le azioni del governo sulla salute riproduttiva sono contenute nel PAISM, Programa de Atenao
Integral a Saude da Mulher, creato nel 1983 grazie alla collaborazione tra movimento delle donne,
professionisti della salute e funzionari del Ministero alla Salute. Il PAISM ha come finalit azioni volte
ad assicurare la salute della donna, considerata in tutte le fasi della sua vita. Esso nasce
dall'esigenza di riempire il vuoto istituzionale sulla salute della donna, nel processo di
democratizzazione della societ brasiliana avvenuto negli anni '80. Nel PAISM un'attenzione
particolare rivolta alle pratiche educative per la valorizzazione della conoscenza di s stessa e del
corpo della donna.
2. Gli ospedali: Maria do Carmo, nella Zona Norte di Rio de Janeiro in cui ci sono quartieri di classe
media (commercianti, liberi professionisti), di classe popolare e "favelas". Il reparto di maternit
stato fondato nel 1947, inizialmente sotto l'amministrazione del SESC (Servio Sociale do Comercio),
dunque una maternit privata, solo per i lavoratori del commercio. Nel 1974 viene assorbito dal INPS
e quindi i servizi estesi a tutti i cittadini. Maria do Carmo il primo ospedale pubblico in ordine di
numero di nascite a Rio. Ha un'impostazione tradizionale che manifesta resistenza verso progetti
innovativi, come per esempio la presenza del partner. Le pratiche educative sono impostate
sull'insegnamento, ossia sulla passivit di informazioni e non sull'interazione paziente-medico.
Il reparto di maternit Santa Lucia si trova in campagna circondata da "favelas". In entrambi gli
ospedali scarseggiano le unit ospedaliere specializzate in salute riproduttiva. Santa Lucia un
ospedale pi piccolo, fondato nel 1994 con un progetto di salute riproduttiva molto avanzato e con un
nuovo modello di assistenza nella salute riproduttiva. In questa struttura il servizio sociale molto
importante e valorizzato. All'interno presente un distaccamento dell'ufficio di stato civile, in modo da

facilitare la registrazione del nuovo nato. I corsi di pianificazione familiare sono gestiti da 2 assistenti
sociali che hanno una formazione sociologica improntata all'approccio di genere. Le donne
partecipano attivamente ai corsi e il tema della contraccezione viene trattato nel tema pi ampio delle
relazioni sociali tra i sessi.
La metodologia di ricerca basata prevalentemente su interviste con un questionario strutturato in 4 parti:
dati sociologici (et, studi, professione, stato civile), storia riproduttiva, storia ospedaliera e classificazione
razziale nei documenti ospedalieri; questa ricerca stata caratterizzata da un atteggiamento interlocutorio e
di scambio.
Cap. 3 - La classificazione razziale nella DNV: la nascita, il colore, la nazione
La "Declaraao de nascido vivo" (dichiarazione di nato vivo - DNV) permette di attestare la nascita di un
nuovo essere umano e successivamente di registrarlo all'ufficio di Stato Civile. Nel 1990 il Ministero della
Salute crea il Sistema di Informazione sui Nati Vivi (SINASC), fino a quel momento le informazioni erano
ottenute attraverso i registri degli uffici di Stato Civile. A Rio de Janeiro la DNV viene introdotta nelle strutture
pubbliche e private dal 1992, fino a quel momento ogni ospedale forniva il proprio documento per attestare la
nascita. La DNV considerata uno strumento di lavoro molto importante perch permette di calcolare il tasso
di mortalit infantile e materna e, in generale, di accompagnare le condizioni della nascita.
La DNV ha dunque un doppio uso, legale e statistico, di carattere sociologico (filiazione materna del neonato,
studi, attivit professionale della madre) e sanitario (visite prenatali, numero gravidanze, tipo di parto). In
essa non presente nessun riferimento e informazione del padre.
Nel 1998 avviene una revisione della DNV e viene introdotta una casella relativa al "colore/razza" del
neonato. Attualmente composta da 7 parti: ufficio di Stato Civile, luogo della nascita (ospedale o casa),
madre, gestazione e parto, neonato, identificazione con impronta digitale, identificazione responsabile per la
compilazione della dichiarazione. Tra le informazioni sulla madre non presente il colore.
Nonostante sia presente il colore nella DNV, nel certificato di nascita, secondo l'attuale legislazione, non
compare.
Fino al 1973 era in vigore il decreto n. 4857 del 9 novembre 1939 che prevedeva il colore tra le informazioni
presenti nel certificato di nascita; attualmente no. Questo fa capire un impegno da parte dello Stato a non
differenziare i cittadini secondo il colore; ma allo stesso tempo , a partire dalla seconda met degli anni '90,
assistiamo ad una sistematizzazione della classificazione razziale nei documenti relativi alla salute tra cui la
DNV. Tale sistematizzazione stata richiesta dal Movimento Negro al fine di avere pi informazioni sulla
salute della popolazione afrodiscendente.
Nel 1996 il Ministero della Salute introduce l'informazione sul colore nella DNV e nella DO (Declaraao de
Orbito, dichiarazione di morte).
Nell'ospedale Maria do Carmo la DNV compilata da funzionari amministrativi, mentre nell'ospedale S.Lucia
compilata dal pediatra presente al parto. Le difficolt nel definire il colore del neonato sono di 2 tipi:
difficolt tecniche dovute alle condizioni del parto, e difficolt di ordine biologico e culturale. I piccoli infatti nei
primi anni di vita cambiano i tratti del viso, colore degli occhi, dei capelli e della pelle. In tutti i casi per
scegliere il colore del neonato i medici si basano sul colore della madre.
La classificazione razziale nei documenti istituzionali occupa un posto privilegiato nell'immaginario dei
brasiliani, tanto da offuscare la realt. Il motivo per ribadire il tratto caratteristico dell'identit nazionale
brasiliana: il meticciato, la "miscigenaao". La TRADIZIONE la parola chiave per capire la percezione che i
brasiliani hanno della classificazione razziale istituzionale: un atteggiamento che si riproduce per motivi che
hanno a che vedere con l'identit nazionale.
Nel contesto brasiliano, la comparsa di termini per indicare il colore della pelle, sono riconducibili a un
momento storico determinato, ossia il passaggio da societ schiavista a societ egualitaria. In questo
processo storico, il bianco ha funzionato come punto di riferimento, da cui si delineano e differenziano gli altri
colori.
In un contesto un cui non vi l'abitudine di chiedere alle persone di autoclassificarsi, la classificazione dei
neonati facilita l'attivazione di tecniche classificatorie come quella in cui si guarda l'orecchio, la pelle attorno
alle dita e gli organi genitali: questa una pratica classificatoria che ha le sue origini nel 19 secolo con
l'intento di stabilire una relazione tra conformazione fisica/dato biologico e comportamento sociale o
psicologico.
Parlando con madri e medici la logica nella trasmissione del colore apparsa in due casi: quando si vuole
che il figlio sia pi chiaro, e quindi che prenda il colore di uno dei due genitori, e nel caso che il colore possa
venire a indicare l'infedelt della donna. Il problema principale nella definizione del colore del bambino e
della sua classificazione razziale nella DNV che nell'atto di classificare in modo pubblico il colore, si entra
allo stesso tempo nel rapporto di coppia dando risonanza ai conflitti esistenti nelle relazioni sociali tra i sessi.
La sessualit dunque entra in scena non solo perch comporta la nascita di una nuova vita, ma anche
perch non esercitata in maniera eguale da uomini e donne. Ma l'atto della classificazione razziale anche

associato al RAZZISMO perch non un'operazione oggettiva, n medico scientifica, ma perch ritualizza
l'atto del razzismo e allo stesso tempo sottende una classificazione pi ampia: quella di sessualit legittima e
non legittima della donna o dell'uomo.
La DNV, in quanto momento di classificazione istituzionale rinvia alla questione pi ampia delle implicazioni
di tutte le forme in cui lo Stato classifica dentro categorie predefinite la vita, i comportamenti e le relazioni
sociali dei cittadini, quindi scatena forme di resistenza individuale perch rappresenta un'intromissione
dell'istituzione nella vita personale.
La conoscenza e l'identificazione tramite categorizzazione non sono mai neutre e nella storia dello StatoNazione esse nascono dall'esigenza di governare. Nell'ambito della salute pubblica, la nozione di
BIOPOTERE di Foucault indica bene questo insieme di significati impliciti nelle classificazioni istituzionali. Il
biopotere si sviluppa nel corso del XIX secolo ed "un insieme di processi come la proporzione delle
nascite e dei decessi, il tasso di riproduzione, la fecondit di una popolazione". La sua caratteristica
l'emergenza di un nuovo soggetto-bersaglio del controllo pubblico e del sapere scientifico: la popolazione o il
corpo-specie.
E' in questo quadro che devono considerarsi le reazioni di resistenza perch rimanda le donne ad una
situazione di dominazione, che prende forma nelle relazioni sociali tra i sessi.
L'importanza del certificato di nascita e dell'atto di registrare il figlio con il nome del padre molto sentito in
Brasile perch avviene il riconoscimento di s stessi in quanto soggetti riproduttori biologici e sociali. Il
"DOCUMENTO" ha un aspetto rituale che sancisce l'esistenza di una persona dentro la comunit e le
relazioni che ha con i suoi simili.
Perch il padre non menzionato nella DNV?
Nel momento del riconoscimento delle relazioni sociali che generano e situano nella struttura sociale un
nuovo essere umano vi una asimmetria tra maternit e paternit a livello biologico e sociale. Il controllo
dell'identit della madre biologica potrebbe essere interpretato come una forma per negare la possibilit di
una maternit esclusivamente sociale. La paternit sociale cos importante che a livello istituzionale non si
verifica se ad essa corrisponde quella biologica.
La maternit associata al dato biologico della riproduzione: la madre e le gravidanza vengono isolate dalle
relazioni sociali che le circondano nel momento in cui entra in ospedale.
La struttura della DNV e del certificato di nascita ci permette dunque di capire attraverso quali meccanismi
cognitivi lo Stato pensi e organizzi la famiglia, il rapporto tra maternit e paternit, tra uomo e donna.
Cap. 4 - La classificazione razziale delle pazienti
La classificazione razziale nella medicina ha una lunga tradizione. Sin dal 19 secolo la nozione di "razza",
era intesa come una realt naturale che indicava gruppi naturalmente differenti.
L'idea di classificare i gruppi umani secondo il colore e poi la razza, inizia ad affermarsi in Brasile al momento
dell'abolizione della schiavit nel 1888. Fino a quel momento la distinzione fondamentale era tra schiavi
nazionali, CRIOULOS ossia nati in Brasile, e quelli stranieri, PRETOS (neri) arrivati dall'Africa. Il colore in s
non identificava un gruppo sociale.
Lo sviluppo di idee pi razziste avviene alla fine del 19 secolo , quando si inizia a parlare di "sbiancare" o
"purificare" il popolo brasiliano, in virt dell'immigrazione europea (1880). Si svilupp un dibattito su come
regolare il flusso di immigrati che, oltre a sbiancare la popolazione, dovesse contribuire al popolamento delle
terre e sopperire alla richiesta di manodopera. I contadini brasiliani infatti, per la maggior parte neri e meticci,
erano considerati incapaci di praticare un'agricoltura moderna.
Questo processo avrebbe permesso la formazione di una nazione culturalmente e "razzialmente" omogenea,
ossia bianca.
La TESI DEL BRANQUEAMENTO conciliava le teorie dell'epoca sulla razza, che consideravano gli africani
inferiori, con la realt brasiliana. Tali teorie affermavano che il nero e il meticcio sarebbe sparito grazie all'
"iniezione" di sangue bianco, portato dai brasiliani di origine portoghese e dagli immigrati europei.
Sylvio Romero uno dei primi autori a presentare questa teoria nel 1888 con "Historia da literatura
brasileira" in cui propone un'interpretazione evoluzionista della storia sociale del Brasile, secondo la quale i
bianchi erano gli elementi superiori e pi resistenti a sopravvivere alla selezione naturale. Al contrario, i neri
erano condannati a sparire, mentre i meticci rappresentavano la transizione verso una nazione bianca.
Il medico e antropologo Joao Batista Lacerda considera la tesi del "branqueamento" come una soluzione
reale al problema della degenerazione della popolazione, risultato del meticciato.
Lo strumento per sbiancare la popolazione l'uomo bianco, e non la donna bianca: non era infatti presa in
considerazione che le donne andassero con gli uomini neri per "sbiancarli". Essa stata sempre considerata
come colei che "mescolandosi", porta la degenerazione.
La figura di Lacerda testimonia come medicina e antropologia fisica si sovrapponessero, e come fossero dei
medici ad occuparsi di definire un linguaggio e la formazione razziale della popolazione.
L'antropologia fisica brasiliana nasce sotto l'influenza di Paul Brota e la Societ di Antropologia di Parigi
fondata nel 1859 e si sviluppa grazie a istituzioni pubbliche situate nelle citt pi importanti. Nel suo studio
sulla nascita di queste istituzioni, Lilia Schwarcz (1993) rintraccia tre filoni principali di ricerca: fino al 1880

l'igiene pubblica, dal 1890 la medicina legale, e negli anni '30 l'eugenetica. Cos mostra come "l'incrocio
razziale" e le conseguenze per la salute della popolazione costituissero il tema principale degli studi. La
sifilide e altre malattie venivano spiegate come conseguenza della "degenerazione meticcia", il male della
nazione. E' in questo momento che il medico diviene colui che si occupa del singolo caso per curare l'intera
comunit.
Sostenuti dalla legittimazione scientifica delle teorie razziste sull'inferiorit dei neri e dalla legittimazione
sociale di curare una popolazione "degenerata", i medici costituiranno nella loro pratica il corpo malato in
quanto corpo razzizzato, diffondendo la credenza nella razza di un tratto biologico che spiega la condizione
fisica e sociale di un individuo e della classe sociale a cui appartiene.
A partire dal XX secolo, con Boas e l'antropologia culturale americana, nelle scienze fisiche e umane
messo in discussione in legame tra razza e fenomeni sociali. Infatti durante gli anni '30 e '40 si pensava che
ci fosse una relazione tra tratti somatici e comportamenti psicologici (Europa, fascismo e nazismo). Questo
ha contribuito a censurare, in Brasile, la classificazione razziale istituzionale in alcuni settori.
Attualmente nel reparto di maternit Maria do Carmo le pazienti sono classificate secondo il colore in 3
circostanze:
1. al pronto soccorso, nel "boletim de atendimento", il primo documento di identificazione;
2. all'accettazione;
3. nella cartella clinica ginecologica.
In tutte le circostanze non viene chiesto alle pazienti di autoclassificarsi (1967 fu tolto con l'introduzione del
computer).
Il colore circoscritto all'identificazione della paziente e non pi al quadro clinico; il termine usato "colore" e
non "razza". Solo nell'attuale DNV presente l'espressione razza/colore. Ci non significa che manchi l'idea
di razza ma viene omessa perch storicamente e socialmente associabile al pensiero razzista che l'ha
prodotta perch una nozione classificatrice, gerarchizzante e valorizzante. Il colore invece tenta di nominare
la variet di tratti somatici delle persone. Tuttavia dalle interviste emerso che il colore, nel contesto
ospedaliero, rimanda alla classificazione razziale e al razzismo.
Secondo i medici la razza, in quanto dato biologico, esiste e non esiste. Pur non riconoscendo una realt
scientifica alla categoria "razza", i medici ritengono che sia importante per comprendere meglio il quadro
clinico e individuare le "malattie razziali".
Ci sono delle contraddizioni sulla classificazione razziale per i medici che corrispondono a momenti storici
del Brasile:
- la razza scientifica non esiste pi (il declino delle teorie razziste, la condanna degli orrori);
- ma esiste la razza come categoria sociale che serve a riattivare l'appartenenza alla comunit mista (il
processo di formazione dell'identit nazionale brasiliana);
- il colore indica un insieme di attributi che stabiliscono la condizione sociale di un individuo (sistema di
classificazione razziale brasiliano);
- esiste un nucleo ancora biologico/genetico nella nozione di "razza" che esce quando si stabilisce una
correlazione tra patologie e determinate razze.
Le modalit di scelta di un colore per i medici sono le stesse di vigilanti e funzionari: guardare e constatare.
La percezione del colore un fatto scontato ma per i medici legittimo in quanto la differenza di classe ha
un ruolo importante.
Cap. 5 - Il Brasile come comunit mista
Esiste una relazione tra "razza" nell'ambito della salute pubblica e nell'identit nazionale brasiliana: la prima
usa questa categoria dimostrando una differenza nella mortalit, l'insorgenza delle patologie e nelle
condizioni di accesso ai servizi. E' il principale spazio istituzionale in cui tutti i cittadini brasiliani sono
classificati secondo il colore:
- censimento, in cui la persona si autoclassifica;
- burocrazia militare nei propri documenti;
- la polizia nei confronti di detenuti e vittime;
- salute pubblica.
In nessun altro ambito burocratico il colore dei cittadini presente e regolato secondo la legge.
Nel censimento del 2000 vengono usate le categorie: amarelo, branco, preto, pardo, indigeno. Nel 1991
viene introdotta la parola "razza" accanto a "colore". Nel 1940 c'erano 3 grandi gruppi etnici (neri, bianchi,
gialli) e un gruppo generico: i pardos. Dal 1950 al 1991 vi sono 4 gruppi (bianchi, neri, gialli e pardos che
include gli indigeni). La categoria pardo ha costituito per lungo tempo (1940 - 1960) un contenitore in cui
erano inclusi coloro che non entravano negli altri gruppi etnici.
Secondo molti autori importante continuare ad usare la classificazione razziale nella salute pubblica perch
la razza esiste in quanto categoria sociale di organizzazione della societ. Oggi esiste una relazione tra
biologico e sociale in un sistema pi egualitario in cui rientrano movimenti sociali, categorie professionali e
strutture statali.

La caratteristica di "razza", per il fatto che categorizza gruppi umani in una struttura gerarchica, quella di
rimandare ad un dato di natura che definisce chi bianco e chi nero e che la razza sociale legata alla
razza biologica.
Questo ci fa comprendere come sia solo sul piano dell'immaginario che la razza/colore fonda l'identit
nazionale dei brasiliani ed oggi essa esiste dove non vi identit politica, nel censimento, area della salute,
forze armate.
La classificazione razziale istituzionale esiste e si rif al piano rappresentativo solo quando si riferisce
all'individuo in quanto membro della collettivit, formando la comunit nazionale. Non esiste classificazione
quando ci si riferisce al singolo e quindi nei documenti di identit e di stato civile.
I conflitti che si manifestano al momento della classificazione del neonato sono da intendersi dentro una
prospettiva storica: la DNV infatti si trova tra la dimensione nazionale e quella individuale del soggetto.
La classificazione razziale istituzionale nella salute pubblica crea un conflitto: da una parte rappresenta il
razzismo, e per questo viene criticata; dall'altra riattiva l'identit nazionale brasiliana, ossia l'idea di essere
una comunit mista.
Cap. 6 - La ligadura
La ligadura indica la sterilizzazione femminile, ossia l'operazione con cui si legano le tube di Falloppio.
Essa inizia a diffondersi in Brasile durante gli anni '70 tra le donne di classe media attraverso la rete di
cliniche e consultori privati. Solo durante gli anni '80 la ligadura si diffonde tra le donne di classe popolare e
diviene il metodo contraccettivo pi usato. Inizialmente ottenuta attraverso favori resi al medico, diviene una
pratica a pagamento e, in occasione delle elezioni, oggetto di scambio per ottenere voti. Negli ultimi venti
anni la societ brasiliana ha cambiato atteggiamento riguardo a questo metodo contraccettivo irreversibile:
oggi considerata da donne e medici come la soluzione a differenti problemi; tuttavia, a differenza di venti
anni fa, i movimenti femministi e il movimento negro hanno aperto un dibattito sulle condizioni in cui viene
condotta tra le donne di classe popolare, condannandone gli abusi. All'interno di questo movimento ci sono
diverse posizioni:
1. la sterilizzazione femminile considerata come una pratica di controllo della natalit delle classi popolari;
2. un'amputazione del corpo della donna;
3. opzione contraccettiva a cui le donne hanno diritto di accedere.
Queste condanne hanno portato nel 1997 alla legge n. 9263 a definire le condizioni per sottoporsi alla
sterilizzazione (appendice D).
Questo ha portato a un calo demografico (6 figli per donna nel 1960 / 2 figli nel 2000) dovuto a:
Anni '50, investimenti nella ricerca di metodi anticoncezionali femminili destinati al controllo della
fecondit;
Diffusione in massa di metodi anticoncezionali femminili e la pratica dell'aborto clandestino;
Movimenti femministi e movimento per i diritti riproduttivi;
Mancanza di una politica antinatalit da parte delle istituzioni brasiliane.
Inoltre le cause di questo calo demografico sono dovute anche a trasformazioni socio-economiche e culturali
come l'entrata delle donne nel mercato del lavoro, l'urbanizzazione, l'affermarsi di un nuovo modello di
famiglia poco numerosa associata alla ricchezza.
Al di l delle diversit nell'accesso ai metodi contraccettivi, vi un elemento comune a tutte le donne,
indipendentemente dalla classe sociale: la gestione della riproduzione nella dinamica dei rapporti tra i sessi.
La posizione del movimento negro di denunciare quella che considerano una politica di genocidio della
popolazione afrodiscendente perch riguarda in forma massiccia le donne di classe popolare e di origine
africana. La sterilizzazione non una scelta libera e un diritto, ma un controllo della natalit della
popolazione negra. Questa questione un esempio dell'importanza della classificazione razziale per il
movimento negro.
La ligadura diventata nelle mani delle donne uno strumento per poter marcare la propria presenza nella
propria vita ed esprimere la propria soggettivit, in un contesto in cui i rapporti sociali tra i sessi sono sempre
pi conflittuali.
Cap. 7 - La sterilizzazione femminile nel contesto della nazione
Tra il 17 e 19 secolo il parto e il ciclo riproduttivo, fino ad allora in mano alle levatrici, diventano un campo
medico. La cura del corpo assume una sfera della vita dei cittadini organizzata e gestita dallo Stato-nazione:
nasce una medicina nazionalizzata e istituzionale. Lo sguardo del medico non pi di un osservatore ma
sostenuto e legittimato da un'istituzione che ha il potere di intervenire sul corpo biologico e politico della
nazione inserito in una storia di relazioni di potere tra medici e Stato (Foucault, 1998).
In questo contesto di trasformazione sociale delle cure del corpo, la riproduzione passata da campo del
sapere popolare, orale e femminile, a sapere scientifico, scritto e maschile; l'entrata delle donne nella
professione medica fu inizialmente ristretta all'ambito della salute riproduttiva.

Quindi la sessualit, fino a quel momento di dominio della religione e della Chiesa, entra a far parte della
medicina e il medico trasforma le relazioni sociali di interesse nazionale perch diventa oggetto di un
discorso scientifico.
Si afferma una differenza biologica tra i sessi e la legittimazione della dominazione di un sesso su un altro.
All'inizio del '900 si delinea la medicina igienica e in seguito l'eugenetica o igiene della razza, che avranno
come obiettivo educare adulti e bambini a nuovi comportamenti sociali per migliorare la qualit della
riproduzione. Si afferma il nazionalismo e l'idea di razza sana a cui corrisponde una nazione forte.
Le cure della madre per la prole diventano un canale per gestire il proprio corpo perch dalla condotta
femminile che dipende la salute dei figli che sono anche figli della nazione: il corpo sano, bianco, diventa
espressione di nazionalismo. La razza la chiave per pensare la popolazione e la nazione brasiliana.
Dunque la sessualit entra nel discorso dei medici sulla sterilizzazione e sui metodi anticoncezionali, in
quanto terreno di riproduzione biologica, separata dalle relazioni sociali perch non riconosce che il
comportamento sessuale si apprende anche dentro la societ e che i comportamenti sessuali sono codificati
e organizzati socialmente e culturalmente. E' come se la sessualit non dipendesse dalle motivazioni
affettive, economiche e sociali che spingono le persone ad agire.
In questo contesto la ligadura assume un doppio valore: per i medici un modo per limitare, in un'ottica
nazionale, una riproduzione incontrollata. Per le donne per interrompere il lavoro riproduttivo. Tra questi due
punti di vista si radicata la cultura della sterilizzazione femminile in Brasile.
Cap. 8 - Due mondi a confronto: medici e pazienti
Nella cultura brasiliana coesistono due modelli riproduttivi:
1. Fecondit non contenuta. Malgrado le difficolt i figli sono richiesti dal partner maschile e dalla societ
perch
una forma di investimento affettivo ed economico per il futuro;
2. Fecondit contenuta. Si hanno pochi figli come segno di affermazione di status, modernit e
distanziamento dalle classi popolari. La sterilizzazione femminile uno strumento per acquistare uno
status sociale.
Oltre a questi due modelli occorre tenere conto della variabile sociologica del sesso: ci che influenza questi
due modelli riproduttivi non il colore ma il vissuto delle persone nella relazioni sociali tra i sessi.
Questo libro nasce con l'intento di contribuire allo studio del razzismo nella societ brasiliana, scegliendo
come terreno di ricerca la classificazione razziale istituzionale nelle strutture ospedaliere e nell'ambito
dell'identit nazionale.
Nel tentativo di ricostruire i valori, le scelte, le dinamiche che segnano la definizione del colore del neonato,
emerso che le relazioni sociali tra i sessi giocano un ruolo centrale, mettendo in secondo piano la logica del
branqueamento riscontrata in altri momenti di classificazione. La gerarchia tra i sessi pi importante di
quella tra le razze.
Il legame tra riproduzione e sessualit il filo conduttore nella formazione dell'identit nazionale.