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Il pensiero meridiano non ha una collocazione esclusivamente italiana,

n esso ha frutto solo grazie ad esperienze locali, n tantomeno pu


essere definito localistico, nel senso deteriore di chiusura entro i propri
confini e rifiuto del confronto allaltro.
Il pensiero meridiano , infatti, un pensiero della differenza, una teoria dello
sviluppo sostenibile ed una geofilosofia, come segnalato dallo stesso Franco
Cassano. Il che significa che esso da un lato vuole valorizzare la diversit
meridionale, in solido con le teorie appartenenti ai Cultural Studies che
vogliono una demistificazione del pensiero affermatosi attraverso le narrazioni
imposte dai detentori del potere politico ed economico (la Storia dalla parte dei
vincitori). Lo stesso Cassano individua il pensiero meridiano come teoria della
differenza, citando esplicitamente la Black Athena di Martin Bernal. Il
meridianismo, su un versante, dunque un pensiero della differenza etnica pi
che di genere, vicino agli studi coloniali pi che ai gender studies, che assume,
dunque, il popolo e il territorio meridionale essere stati spazio di conquista
coloniale, anche culturale, cui si deve rispondere con una epifania liberatoria,
che provenga, se possibile, dallinterno dei territori stessi e da parte degli stessi
intellettuali meridionali (i meridionali sarebbero delle sorta di indiani
dAmerica dItalia, per raffrontarsi al campo di studi cui si guarda)1.
In altro senso il pensiero meridiano rievoca le teorie latouchiane della
decrescita (sebbene Latouche si sia dichiarato estraneo a questa linea teorica,
tuttavia il prestito dalle sue opere sussiste al di l della volont dellautore 2) e
quelle economiche delluso fair delle risorse 3, nonch del legame fra territorio
locale e le stesse (vicino in questo a Slow Food, non a caso pensiero della
lentezza).

1 Riferimenti al pensiero meridiano come teoria della differenza sono in Cfr. F. Cassano,
Introduzione: Pensare da qui in G. Goffredo, Cadmos cerca Europa, Bollati Boringhieri, Torino
2000, p. 20, con un richiamo al testo di Martin Bernal, Atena nera, Pratiche, Parma, 1997.
Riferimenti al colonialismo da accostare al pensiero sul Meridione sono anche in F. Cassano, Tre
modi di vedere il Sud, cit., pp. 35-42.

2 Per la posizione di Serge Latouche sul meridanismo si veda: S. Latouche, La sfida della
ragione mediterranea, in Inoltre, n. 3, inverno 2000, n. monografico del Mediterraneo e altro,
pp. 144-149. Sul rapporto fra Cassano e Latouche in posizioni pi prossime al primo dei due Cfr.
G. Cacciatore, Tradizione meridionalistica e nuovi Pensieri sul Sud, in Ora locale, a. 4, n.3,
Marzo-Aprile 2001, p. 13; per una posizione che medi le due istanze si veda F. Saffioti, Come
usare un pensiero meridiano, in Lettere Meridiane, gennaio-febbraio-marzo 2005, p. 3.

3 Cfr. T. Perna, Fair trade. La sfida etica al mercato mondiale, Bollati Boringhieri, 1999.
Un riferimento esplicito al legame fra pensiero meridiano e sviluppo sostenibile in E.
Tiezzi, N. Marchettini, Che cos lo sviluppo sostenibile?, Donzelli, Roma, 1999, pp. 915.

Infine il meridianismo un pensiero geofilosofico e, inoltre lo connette


esplicitamente alla posizioni della geofilosofia, originata da testi di Carl
Schmitt e Deleuze e Guattari. che valuta il rilievo della densit simbolica dei
luoghi4, il senso del sacro che racchiuso in molti di essi, in questo, invece,
prossimo ad alcuni esiti della antropologia culturale e visuale e della filosofia e
vero erede di De Martino, De Seta, Carpitella, Di Gianni, Pasolini, Mingozzi e
vicino ad alcune teorizzazioni di Mircea Eliade, Franco La Cecla, Massimo
Cacciari, Franco Farinelli.

Geofilsofia significa anche

- Sud inserito in una pi ampia collocazione mediterranea . Il Mediterraneo

come spazio del confronto fra popoli e fra i geosimboli marittimi e terragni,
gi sviluppata nel testo seminale di Albert Camus, dal quale Cassano ha preso
ispirazione per il nome del suo nuovo pensiero, e poi approfondito da
Derrida, Cacciari, Resta, Matvejevic
- Sud diviene un geosimbolo e non una necessaria identificazione con un punto
cardinale geografico

Ad accompagnare le teorie di Cassano, in anni i recenti, si sono aggiunte le opinioni


di alcuni storici ed economisti revisionisti , che hanno provato a rimodulare o
valorizzare alcune acquisizioni convenzionali sulla dimensione strutturale del
sottosviluppo del Sud e sulle vicende del Risorgimento, in primo luogo (Bevilacqua,
Zitara, Guerri, Del Boca). Su un altro versante i libri di storici revisionisti che
ragionano su eventi avvenuti e modi in cui i vincitori li hanno narrati. Il nucleo di
maggiore interesse il Risorgimento, con un occhio attento alla gestione drastica dei
Savoia nei confronti delle popolazioni del Mezzogiorno renitenti, in particolare ai
soldati borbonici e ai briganti, e alla strategia retorica con la quale sono stati gestiti i
rapporti col Meridione da parte dellItalia unitaria (dalla damnatio memoriae, alla
costituzione della razza maledetta o dell esotici primitivo con cui identificare i
meridionali). Questi lavori storici si avvicinano al tipo di approccio sperimentato
negli studi postcoloniali (Said), o in quelli sulle comunit immaginate
(Anderson).
Lo scopo del testo di Cassano e di quelli geofilosofici o identitari ispirati al sociologo
barese (Alcaro, Saffioti, Resta), non solo di costruire unimmagine del Sud,
quanto decostruirne una precedentemente formatosi, con la quale non ci si
concilia. In questo senso esso sviluppa unopzione che mette in primo piano la realt
locale, in virt dei suoi esiti in una condizione globale, intendendo la provincia
come lo spazio attraverso il quale, con un opera di
decostruzione/decolonizzazione, si evidenziano i paradossi del globale.

4 F. Cassano, Geofilosofia del Mediterraneo, in Inoltre, n.3, inverno 2000, n. monografico del
Mediterraneo e altro, p. 172. Si vedano inoltre F. Saffioti, Geofilosofia del mare, Diabasis,
Reggio Emilia, 2007, C. Resta, Geofilosofia del Mediterraneo, Mesogea, Messina, 2012.

Si tratta di una vera e propria scelta glocalistica (Mander): raccontare il mondo


non dal centro, ma dalla periferia, attraverso una lente che acquisisce acutezza,
invece di perderla, nellallontanarsi dai processi pi massificati e omogeneizzati, che
soggiacciono nei centri in cui si raccoglie il capitale simbolico/culturale. La condizione
di perdita di dimensione cultuale e culturale, la omogeneizzazione matematizzante
della tecnica, la traduzione in quantit dei valori qualitativi viene denunciata con
maggiore lucidit.
Tale opzione meridiana avr conseguenze anche in ambito cinematografico.

Precedentemente visione del Sud come luogo altro, spazio della barbarie o
Paradiso utopico, inattingibile: spazio del pittoresco, del sublime,
dellarcheologico. Dagli anni Novanta nella rappresentazione del Sud
predomina:
1. Autorappresentazione dei territori meridionali, empatia rispetto ai
luoghi rappresentati. Esso prevale sulla rappresentazione del Sud con una
prospettiva esterna o anempatica. Logica dellInsider. Per il geografo
D. Cosgrove loutsider, chi osserva i paesaggi dallesterno: li valuta,
ne misura la grazia o la proporzione ma non ne condivide
empaticamente lo spirito. lo sguardo di turisti e cartografi, quello dove
prevale la pulizia dellosservazione o la gravit del giudizio. Linsider, colui il
quale risuona con i luoghi, ne avverte la pregnanza simbolica e i
riferimenti nascosti, sperimenta il senso del luogo, non necessariamente chi
vi nato o vi abita. Capita che, fra i contemporanei, vi siano registi nati nel
Meridione che, pur agendo entro un contesto produttivo di origine esterno ai
luoghi rappresentati, raccontano una storia localizzata nello spazio meglio
conosciuto per esperienza di vita (il caso pi noto quello di Giuseppe
Tornatore). In altri casi, invece, nascono vere e proprie realt produttive che
basano la propria sede operativa nei territori meridionali (Nutrimenti Terrestri a
Messina o Teatri Uniti a Napoli ad esempio).
2. Quello che si vuole superare una rappresentazione colonialista del Meridione
(quella esemplificata dal Germi della commedia siciliana) che vede i popoli
segnati da comportamenti ancestrali, primitivistici, sostanzialmente votati alla
sopraffazione, in virt di un quasi essenziale stigma proveniente dalla
appartenenza ad un territorio e alle sue inestricabili e invincibili consuetudini
(sottolineato plasticamente dalle rappresentazioni corporee lombrosiane dei
locali). I registi dunque non sono pi esclusivamente le avanguardie di case di

produzione romane che arrivano a girare nei luoghi premettendo alla


conoscenza degli stessi un pre-giudizio (positivo o negativo che sia). Sacro
(pagano e cristiano) e simbolico valorizzati. Sud terra di miti: Giro di luna tra
terra e mare 1997, Nostos 1989, Tra Scilla e Cariddi 1999, I buchi neri,
1995.
3. Un portato di questa tensione al locale la valorizzazione delle
variabili antropologiche, che si traduce in una ricostruzione credibile
della dimensione antropica, con tutte le evidenze del caso: lingue, dialetti
e gestualit anzitutto (Capuano, Cipr e Maresco, Piva, Tornatore, Winspeare)
4. Osservazione del Sud come laboratorio della modernit, ovvero come incrocio
di antico e moderno, non solamente uno dei due parametri.
5.

Vicini alla stagione dei sindaci, all'esperienza del primo Bassolino ad


esempio (Martone ne (I vesuviani)

6. Amor loci: un legame di appaesamento, mente locale, spazio vissuto,


identit fra luoghi e abitanti che consente il sentirsi a casa, ormai impossibile
negli spazi delocalizzati della postmodernit Cfr. A. Fremont, La regione uno
spazio per vivere[1976], Franco Angeli, Milano, 1978, F. La Cecla, Mente locale
per unantropologia dellabitare, Eluthera, Milano, 1993, Id., Perdersi. L uomo
senza ambiente, Laterza, Bari, 2000.

Pensiero meridiano e amor loci: Il pensiero meridiano quindi un pensiero


paesaggistico anche perch vuole recuperare il legame coi luoghi, vuole
ritrovare il senso dei luoghi, conoscerne lidentit e sposarla per modificarla
consapevolmente. Avere luogo significa trovare una dimensione di consonanza con
gli spazi vissuti, scoprirne i residui mitici e farli parlare, comunicare, pronunciare,
cantare per enunciare il tessuto che rende i territori come depositi culturali unici,
individuali. La consapevolezza dellidentit dei luoghi, della sedimentazione
delle specificit culturali in essi conduce a una recupero dellaura attorno
ai luoghi, ad una resistenza alla desemantizzazione, alla desacralizzazione,
allomogeneizzazione dei significati attorno ad un unico modello (Latouche,
1992), quello della modernizzazione capitalista uniformante, applicata come
ununit di misura geometrica che riconduce ogni luogo alla riproduzione di
se stesso. Il pensiero meridiano riscopre lamor loci, nel senso che ritrova il
gusto dellattribuire significazioni ai luoghi, di mettersi allascolto di essi, di
scovarne lidentit e lindividualit

Sul finire degli anni trenta il ritorno a Verga e al verismo sar lo


strumento per gli intellettuali pi dinamici per allontanarsi dalla
strategia dissimulatoria su paesaggi, corpi proletari e problemi
nazionali che imporr il regime.

Andare verso la Sicilia significher accostarsi ad una realt che esprime energia
primitiva ed un valore quasi sacrale da tragedia greca: Sicilia non storica quanto
mitica, dove la violenza del paesaggio un sostrato ancestrale, una
rappresentazione delle forze della natura e un riferimento alle divinit pagane
che le sottostanno (il riferimento alle radici greche). La Sicilia diverr per tutta
una generazione di intellettuali (Guttuso, Levi, Germi, Visconti) il mezzo per
ritornare alle madri e alle radici perdute di un mondo primitivo e di un tempo
circolare (quello contadino, legato alla stagionalit), al quale per si cerca di
sottrarsi attraverso la consapevolezza della modernit e del desiderio di
costruire una nuova societ, solidale come quella del passato, ma moderna.
(Brunetta, 2003)

De Santis scriver una sceneggiatura ispirata alla novella Lamante di Gramigna


di Verga, ma verr bocciata dal ministro Pavolini, che non vuole si parli di

brigantaggio, verga il modo per parlare della realt contadina rimossa dalla
cultura fascista nella sua realt pi arcaica

Il ritorno a Verga cos come stato interpretato da Visconti ne La terra trema,


1948, da un lato estremizza alcuni tratti di verit ricercati dal movimento
neorealistico, come la presenza di attori non professionisti, luso del dialetto, per
la prima volta cos pieno, esplicito, rigoroso, le riprese effettuate in esterni e nei
luoghi effettivi in cui si svolge la vienda. Dallaltro lato, per, il film fortemente
stilizzato, nella costruzione delle inquadrature, e rigoroso fino alla rigidit.
Leffetto di una paradossale deviazione verso il simbolico, che poi Visconti
intraprender nel corso della sua carriera successiva.

Visconti inaugurer luso del Sud come terra della realt che si assomma al
simbolo, questa particolare attitudine verso Il Sud sar quella che frutter
maggiormente presso gli autori contemporanei. Il regista pi importante, in
questa linea di tendenza, sar il Rossellini dei primi anni cinquanta.
Viaggio in Italia, in particolare, sar il film con il quale si espliciter in
maniera evidente il rapporto fra paesaggi visibili del Sud e dimensione
non visibile, ma pregna di significato. Nei paesaggi del Sud il
personaggio di Ingrid Bergman individua reminiscenze arcaiche e miti
antichi che in essi permangono, ma anche usanze religiose connesse
alla devozione popolare che fanno immaginare una qualche
ulteriorit (il film abbonda di riprese in musei, siti archeologici, feste
religiose). Queste visioni sono strettamente connesse allevoluzione
interiore della protagonista. Una struttura simile appare in Stromboli, sia
pure in termini pi soffusi, e soprattutto nelle scene finali del film, laddove il
vulcano rimanda a una dimensione metafisica, strettamente connessa
alla psicologia della protagonista.

Rosi fra i rappresentanti del cinema di autore affermatosi negli anni


cinquanta e sessanta, forse il solo a presentare la condizione
meridionale da insider. A Rosi infatti si deve sia il recupero della
tradizione favolistica con Cera una volta, ispirato al Pentamerone, che
lesposizione del sottofondo mitico-misterico-superstizioso delle realt
meridionali (Cristo si fermato a Eboli), come pure una rappresentazione
della condizione di controllo del territorio da parte della criminalit
organizzata finalmente realistica e priva di cedimenti a rappresentazioni
eroiche, frutto di esigenze spettacolari (La sfida)

Il film pi interessante e originale del cineasta napoletano, per la proposizione di


una nuova immagine paesaggistica meridionale, attraverso nuove immaginisegno che costituiscono un nuovo linguaggio Le mani sulla citt. la prima
grande acquisizione di Rosi con Le mani sulla citt la
rappresentazione di uno spazio meridionale come metropolitano e non
dominato dal prevalere del naturale sul culturale, mettendo sullo stesso
piano spazi naturali e spazi antropici, costruiti dalluomo. Ma unaltra
conquista di Rosi la sanzione del percorso di possibile distorsione
che tali opere delluomo possono intraprendere. Pur senza riportare su
schermo una storia effettivamente accaduta, del Meridione si mostrano pregi e

difetti senza ricorrere a un repertorio di stereotipi, ma rimanendo fedeli a una


realt dei fatti possibile. Rosi anticipa e si fa matrice di quel Nuovo
Cinema Italiano, che, partendo dallo sguardo di registi insider,
meridionali, attraverso la variabile paesaggistica e urbanistica riflette
sulle questioni sociali e denuncia la devastazione paesaggistica in
solido o, alcune volte, in opposizione, con quella morale (si pensi a Baby
gang di Piscicelli. 1992, Il ladro di bambini di Amelio, 1992, Lamore molesto di
Martone, 1995, Giro di luna tra terra e mare di Gaudino, 1997, Lacapagira di
Piva, 1999, Gomorra di Garrone, 2008).

Simbolismo attraverso la realt del paesaggio del film di Rosi, ci fa riflettere


sulloperazione, stimolante anche sul versante estetico, di contemporanea
individuazione e localizzazione ed astrazione che il regista compie.
La citt di Napoli, pur ripresa persino in alcuni dei suoi luoghi notevoli,
non nominata esplicitamente, se non in una sola occasione:
lobiettivo, esplicito, di rendere una storia cos sintomatica
dellevoluzione di un microcosmo socio-politico ben individuato, anche
estensibile a metafora di una condizione di tutto il Meridione e forse
dellItalia intera (la speculazione edilizia, larroganza e connivenza con
i poteri affaristici di buona parte della classe politica, lipocrisia dei
funzionari pubblici).

Opinioni
Isole: mentre della Sicilia nessuno dubita che sia Sud, o Mezzogiorno, della Sardegna,
anche senza la necessit di scendere ad un livello di particolare raffinatezza nel
ragionamento, ma fermandoci alle percezioni comuni condivise, mantiene una difficile
assegnabilit al novero delle regioni meridionali per ragioni storiche e geografiche
Italo Talia (Fedrico II): In Sardegna esistono numerosi quadri regionali minori (Alberto
Mori) ciascuno con la sua specificit. In generale si possono identificare alcuni tratti
geomorfologici che incidono sulla struttura degli insediamenti e sulla collocazione
degli stessi, oltre che sulle
Differenziazione rispetto alle altre regioni meridionali di tipo storico e linguistico, oltre
a dei tratti di assimilazione. Ma accanto alle differenze di ordine storico-culturale e
geografico se ne aggiungono anche altre, afferenti la struttura socio-economica.

Il principale tratta di differenziazione la scarsa presenza di problemi emigratori. La


bassa popolazione determinata dallisolamento
Intervento sul Mezzogiorno Dopoguerra Piano Marshall e bonifica, ovvero eliminazione
della piaga malarica.
Istituzione della Cassa del Mezzogiorno. Legge Sila e Legge stralcio: espropri e
segmentazione dei latifondi, in maniera ancora pi radicale che in altre regioni. La
questione della piccola propriet fondiaria anche ideologica per la DC.
La Sardegna assimilata alle altre regioni meridionali e inserita nel medesimo spazio
di intervento sociale. Bonifica e distribuzione delle terre contribuiscono a sviluppare
alcuni tratti innovativi nella societ sarda. La Sardegna, dunque, pur preservando
alcuni tratti della precedente identificazione nellimmaginario collettivo nazionale:
isolamento, ferinit,
La stereotipizzazione, o, se si vuole la costruzione del luogo comune, ovvero dello
spazio di media riconoscibilit regionale, nasce in questi anni e viene riportato
immediatamente dalle immagini cinematografiche. Tale resa comune
tende ad una funzione assimilatoria.

Riassumendo: problematicit dellinserimento della Sardegna nel consesso


meridionale determinata da presenza di quadri regionali minori,

Nereide Rudas, isolamento, uguali e diversi, nostos


La madre, 2014, uso Carmen Maura, attrice mediterranea