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Dabar - Logos - Parola

Lectio divina popolare

Dabar - Logos - Parola


Lectio divina popolare

Volumi pubblicati:

Impara a conoscere il volto di Dio


nelle parole di Dio (B. Maggioni)
I molteplici tesori dell'unica Parola (R. De Zan)
Genesi (cc. 1-11) (G. Cappelletto)
Genesi (cc. 12-50) (G. Cappelletto)
Esodo (cc. 1-15) (A. Nepi)
Esodo (cc. 16-40) (A. Nepi)
Giosu e Giudici (F. Cocco)
1 - 2 Samuele (L. Mazzinghi)
1 - 2 Re (C. Balzaretti)
1 - 2 Maccabei (C. Balzaretti)
Rut, Giuditta, Ester (D. Scaiola)
Salmi 4 volumi (V. Scippa)
Qolet (V. Scippa)
Cantico dei Cantici (T. Lorenzin)
Il libro della Sapienza (A. Niccacci)
Isaia (cc. 1-39) (R. De Zan)
Isaia (cc. 40-66) (R. De Zan)
Ezechiele (G. Antoniotti)
Amos e Osea (M. Nobile)
Profeti minori (M. Masini)
Giona e Tobia (G. Trabacchin)
Maria custodiva e meditava la Parola (G. Grossi)
I racconti dellinfanzia di Ges (A. Bagni)
Vangelo secondo Matteo (G. Boscolo)
Vangelo secondo Marco (K. Stock)
Vangelo secondo Luca (A. Bagni)
Atti degli Apostoli (cc. 1-14) (A. Barbi)
Atti degli Apostoli (cc. 15-28) (A. Barbi)
Lettera ai Romani (A. Pitta)
Prima lettera ai Corinzi (A. Marangon)
Lettera ai Galati (S. Romanello)
Paolo. Lettere della prigionia (S. Tarocchi)
Lettere ai Tessalonicesi (F. Mosetto)
Lettere pastorali (M. Orsatti)
Lettera agli Ebrei (F. Manzi)
Prima lettera di Pietro (E. Bosetti)
Lettera di Giacomo, seconda lettera di Pietro, Lettera
di Giuda (S. Grasso)
Apocalisse di Giovanni (C. Doglio)

Breve commento, nella linea della Lectio divina popolare, allaffascinante


e misterioso libro del Qolet capace di farci entrare nellanimo del suo
autore, ma soprattutto della sua opera, carpendone pensiero e dottrina.
Di questo libro biblico famosa la sibillina espressione Vanit delle vanit,
vanit delle vanit, tutto vanit che troviamo in apertura del libro (1,2)
e alla fine (12,8), dopo che nel corpo del libro ha fatto capolino varie volte,
in forma parziale.
Qolet fa capire che, nonostante le inconsistenze e le vicissitudini della vita,
gli uomini devono accettare il loro posto nel rapporto con Dio, temendolo,
ammirandolo, e adorando i suoi piani, perch da Lui saranno citati in giudizio
per tutto il loro operato in bene e in male sulla terra (cfr. 12,14).
Vincenzo Scippa, sacerdote della diocesi di Napoli, dottore in teologia e
filosofia, licenziato in scienze bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico
di Roma, ha conseguito il diploma in scienze bibliche orientali presso lo
Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Attualmente insegna
esegesi dellAntico Testamento presso la Sezione S. Tommaso della
Pontificia Facolt Teologica dellItalia Meridionale di Napoli.
Oltre a vari articoli in diverse riviste scientifiche, per le Edizioni Messaggero
Padova ha pubblicato: Salmi. Volume 1 (2002), Salmi. Volume 2 (messianici/1) (2003), Salmi. Volume 3 (messianici/2) (2003), Salmi. Volume 4 (delle
ascensioni) (2004).
In copertina: Angelo reggicartiglio, affresco di Achille Casanova (1903); Ambulacro, Basilica di
SantAntonio, Padova.

ISBN 978-88-250-1351-1

9 788825 013511

22,00 (I.C.)

www.edizionimessaggero.it

Qolet
Larcano progetto Dio e la gioia della vita
Introduzione e commento di

Vincenzo Scippa

Vincenzo Scippa

Il piano editoriale prevede la pubblicazione


di sussidi per tutti i libri della Bibbia.

Qolet

Antico Testamento
Dabar Logos Parola una collana che
intende offrire strumenti utili per la Lectio
divina popolare, cio sussidi che facilitino e
accompagnino lincontro di ogni credente e
di singole comunit ecclesiali con la Sacra
Scrittura nel contesto della nuova evangelizzazione. Saranno presentati tutti i libri della
Bibbia, privilegiando per la lectio i brani pi
significativi e pi in uso nella liturgia.
Viene proposto un esercizio di ascolto orante della Parola e di riflessione personale e/o
comunitaria, attraverso il metodo dei centri
di ascolto che si articola in cinque fasi, di
cui ogni sussidio sviluppa le tre centrali:
Invocare la presenza dello Spirito Santo per
chiedere docilit allascolto e luce per comprendere la Parola.
Leggere con attenzione il brano per porre
sinteticamente in risalto gli elementi storici e
letterari che permettono al lettore di entrare
dentro il testo biblico.
Interpretare il testo alla luce di tutta la Sacra Scrittura per far emergere, approfondendo il senso letterale, quanto il Signore desidera comunicare attraverso la sua Parola.
Applicare i significati del testo alloggi perch
la Parola entri nella vita di ogni lettore credente
come nutrimento della fede, motivazione della
carit e crescita nella speranza.
Pregare il Signore lodandolo per lesperienza fatta e invocandolo perch il dialogo
continui nella vita quotidiana.

Dabar - Logos - Parola


Lectio divina popolare

Collana diretta da

Gastone Boscolo
Gianni Cappelletto
Tiziano Lorenzin

Dabar - Logos - Parola


Lectio divina popolare

QOLET

Larcano progetto di Dio


e la gioia della vita
Introduzione e commento di

Vincenzo Scippa

Alle mie carissime sorelle


Marisella e Teresa
che, come donne sagge,
laboriose e fedeli conoscono
il tempo per tacere e il tempo per parlare,
ma soprattutto il tempo di amare
nella gioia cristiana della quotidianit.

Imprimatur
Padova, 27 agosto 2010
Onello Paolo Doni, Vic. Gen.
ISBN 978-88-250-2716-7
Copyright 2010 by P.P.F.M.C.
MESSAGGERO DI SANTANTONIO EDITRICE
Basilica del Santo - Via Orto Botanico, 11 - 35123 Padova

www.edizionimessaggero.it
Prima edizione digitale 2010
Realizzato da Antonianum Srl
Questo eBook non potr formare oggetto di scambio, commercio,
prestito e rivendita e non potr essere in alcun modo diffuso
senza il previo consenso scritto delleditore.
Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata costituisce
violazione dei diritti delleditore e dellautore e sar sanzionata
civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla legge 633/1941.

PreMESSA

Nel recente documento Bibbia e morale. Radici


bibliche dellagire umano della Pontificia Commissione Biblica (11 maggio 2008), leggiamo, tra laltro:
Lanelito di felicit, ossia il desiderio di ottenere una
vita pienamente appagante, da sempre profondamente radicato nel cuore umano. La realizzazione di
questo desiderio dipende in gran parte dal proprio
agire che si incontra e, spesso, si scontra con quello
degli altri. Troviamo scritto inoltre che da sempre
luomo alla ricerca di felicit e di senso. Come dice finemente santAgostino: egli vuole essere felice
anche vivendo in modo da non esserlo (De civitate
Dei, XIV,4). E scopo dei libri sapienziali insegnare il giusto comportamento agli uomini. Perci costituiscono una manifestazione importante delletica
biblica. Alcuni sono pi determinati dallesperienza
umana (per esempio il libro dei Proverbi) e dalla riflessione sulla condizione umana e costituiscono un
nesso prezioso con la saggezza di altri popoli, altri si
trovano in collegamento pi stretto con lAlleanza e
con la Torah. Al primo gruppo appartiene il libro del
Qolet. Questo fa parte del movimento della sapienza, ma caratterizzato dal suo approccio critico.
Per constatarlo, accenniamo qui, come anticipazione, solo a due significative prese di posizione qoeletiane.
La prima la famosa e sibillina espressione Vanit delle vanit..., vanit delle vanit, tutto vanit
che troviamo in apertura del libro (1,2) e che alla fine della parte poetica (12,8), in inclusione, riappare,
dopo che nel corpo del libro ha fatto capolino varie
5

Qolet

volte, in forma parziale. Questo leit-motiv risuona,


qua e l, come dei rintocchi di una campana che segna lo svolgersi di una liturgia funebre, o lo scorrere
freddo e stanco del tempo dellorologio della torre
campanaria.
La seconda presa di posizione lammonizione:
Tu, dunque, temi Dio! (5,6) e altre simili, ricorrenti nel libro, come temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perch qui sta tutto luomo di 12,13.
Qolet fa capire che, nonostante le inconsistenze e le
vicissitudini della vita, gli uomini devono accettare il
loro posto nel rapporto con Dio, temendolo, perch
da lui saranno citati in giudizio per tutto il loro operato in bene e in male sulla terra (cf. 12,14).
Questo nostro breve commento al libro affascinante e sempre misterioso del Qolet si sforza di entrare nellanimo del suo autore, ma soprattutto della
sua opera, cercando di presentare in una maniera pi
semplice e chiara possibile il suo pensiero e dottrina,
nellinterpretazione ebraica e cristiana.
In questo commento perci, che in conformit alle esigenze della collana Dabar - Logos - Parola.
Lectio divina popolare, nella fase interpretativa, procediamo per tre gradi, come gi collaudati nei nostri
precedenti commenti ai Salmi: lettura del testo con
Israele, con Cristo e gli autori del Nuovo Testamento, e con la chiesa, ricorrendo alle riflessioni dei Padri
e degli autori ecclesiastici.
Nellattualizzazione, in questanno sacerdotale,
indetto da papa Benedetto XVI nel 150 anniversario della morte di Giovanni Maria Vianney, ricorreremo anche ai pensieri del santo Curato dArs, oltre
che allinsegnamento del magistero della chiesa, e alle
riflessioni di vari autori pertinenti al testo qoeletiano
esaminato.
Tra questi autori eccellono i santi. Papa Benedetto
XVI a conclusione dellenciclica Deus caritas est affer6

Premessa

ma in proposito: Guardiamo ai santi, a coloro che


hanno esercitato in modo esemplare la carit. Nel
menzionare Martino di Tours, Antonio Abate con
san Francesco, Ignazio di Loyola, Giovanni di Dio,
Camillo de Lellis, Vincenzo de Paoli, Luisa di Marillac, Giuseppe Cottolengo, Giovanni Bosco, Luigi
Orione, Teresa di Calcutta osserva: Figure di santi
come questi per citare solo alcuni nomi rimangono modelli insigni di carit sociale per tutti gli uomini di buona volont. I santi sono i veri portatori
di luce allinterno della storia, perch sono uomini
e donne di fede, di speranza e di amore. Tra i santi
eccelle Maria, madre del Signore e specchio di ogni
santit (nn. 40-41). E pi oltre aggiunge: Alla vita
dei santi non appartiene solo la loro biografia terrena,
ma anche il loro vivere e operare in Dio dopo la morte. Nei santi diventa ovvio: chi va verso Dio non si
allontana dagli uomini, ma si rende invece a essi veramente vicino (n. 42). Nel pi recente discorso (13
gennaio 2010) ritornando sul tema dei santi, parlando dei francescani e dei domenicani, il papa dice: In
essa (nella storia del cristianesimo) possiamo vedere
che sono i santi, guidati dalla luce di Dio, gli autentici riformatori della vita della chiesa e della societ.
Maestri con la parola e testimoni con lesempio, essi
sanno promuovere un rinnovamento ecclesiale stabile e profondo, perch essi stessi sono profondamente
rinnovati, sono in contatto con la vera novit: la presenza di Dio nel mondo. Tale consolante realt, che
in ogni generazione cio nascono santi e portano la
creativit del rinnovamento, accompagna costantemente la storia della chiesa in mezzo alle tristezze e
agli spetti negativi del suo cammino.
I santi, possiamo dire, sono stati e sono i veri saggi, veri Qolet potremmo definirli, che hanno sperimentato e affrontato la vanit della vita con coraggio, e sono vissuti nel timore di Dio con fede
7

Qolet

certa, ferma e profonda, insegnando con la parola e


lazione, come veri uomini dellassemblea o predicatori e testimoni di vita. Il libro del Qolet, anche
con la sua complessit, ma ciononostante pur sempre
parola di Dio, deve spingerci a imitarli, confidando
nella loro intercessione.
Questo nostro commento, come altri libri della
stessa collana, si conclude con un Piccolo Lessico,
con una Bibliografia scelta per lo pi tra i testi essenziali disponibili in italiano, e una tabella delluso
liturgico dei passi qoeletiani, sebbene non molti in
verit, sparsi nel lezionario.

Avvertenza

Avvertenza
1. La trascrizione del nome di Dio YHWH riportato
senza vocali. Adopero al suo posto generalmente il termine Signore.
2. La traslitterazione delle parole ebraiche e greche la
pi semplice possibile, e per lo pi fonica secondo la
pronuncia della lingua italiana. Ci facilita al comune lettore, per quanto possibile, la retta pronuncia del
vocabolo ebraico e greco originario.
3. Nel testo vengono adoperate le seguenti sigle e abbreviazioni:
AT
Antico Testamento
ANET Pritchard J.B. (ed.), Ancient Near Eastern Texts
Relating to the Old Testament, (ANET), Princeton, NJ.
Bibbia-CEI Traduzione italiana della Bibbia, in uso
prima della nuova versione del 2008.
CCC Catechismo della chiesa cattolica, Libreria Editrice
Vaticana, Citt del Vaticano 1992.
CDC Codice di diritto canonico.
GS
Gaudium et spes. Costituzione pastorale sulla
chiesa nel mondo contemporaneo del concilio
Vaticano II.
LG
Lumen gentium. Costituzione dogmatica sulla
chiesa del concilio Vaticano II.
LXX Versione greca detta dei Settanta del testo biblico, tradotto tra il 250 e il 100 a.C. Col titolo
Septuaginta stata curata da A. Rahlfs, voll. III, Stuttgart 19719.
NBibbia-CEI Traduzione italiana della Bibbia curata
dalla Conferenza Episcopale Italiana nel 2008.
Essa ha valore di testo ufficiale della chiesa cattolica in Italia. Da questa Bibbia sono prese le
abbreviazioni dei libri biblici in questo volume.
9

Qolet

NT
TM

Vg

Nuovo Testamento
Testo masoretico. Testo ebraico vocalizzato tra
il 500-900 d.C. Lo attingo dal testo critico della Bibbia Ebraica Stuttgartensia curata principalmente da K. Elliger e W. Rudolph, Stuttgart
1967/77.
Biblia Vulgata. Titolo dato alla Bibbia tradotta da
san Girolamo, in latino, dai testi originali.

Cinque sono i momenti che scandiscono questa proposta di Lectio divina: per il primo (Invocazione) e
lultimo (Ringraziamento) rimandiamo alle preghiere
riportate nel cartoncino segnalibro. I tre momenti centrali, invece, sono sviluppati nei diversi capitoli, ciascuno dei quali suddiviso in tre parti corrispondenti a tali
momenti: Lettura, Interpretazione e Attualizzazione.

10

INTRODUZIONE

Il nome

Il libro del Qolet, composto da dodici capitoletti, nella Bibbia ebraica collocato nella terza sezione, detta degli Scritti (Ketbm), e viene letto nella
liturgia della festa delle Capanne (Sukkt). Questa
celebrata in autunno come festa di ringraziamento a conclusione del raccolto, e come invito a godere dei beni e, nello stesso tempo, a non dimenticare
Dio che li ha donati alluomo. Nella Bibbia greca dei
LXX e nella versione latina (Vulgata) sta tra i libri
Sapienziali.
Prima di entrare con lanalisi esegetica nel cuore
di questo strano, ma interessante, libro della Bibbia,
tracciamone alcune brevi note di presentazione.
Anzitutto desta meraviglia per coloro che non
hanno familiarit con la Bibbia il nome Qolet. Esso, cos semplificato per la retta pronunzia italiana,
in ebraico Qhelet. Tradotto nella Bibbia greca dei
Settanta (LXX) con Ekklsiasts chiamato ancora
prima del concilio Vaticano II Ecclesiaste, per distinguerlo dal Siracide che veniva chiamato Ecclesiastico. Il nome Qolet si trova sette volte nel libro
omonimo. In 1,1.2.12; 7,27 e in 12,9.10 usato come nome proprio, ma in 12,8 come appellativo, ricorrendo con larticolo. Esso si presenta sotto forma
di participio singolare femminile nellipotetica forma
qal del verbo qa-hal (radunare, convocare). Possiamo
considerarlo anche come una specie di aggettivo sostantivato derivato dalla voce qa-ha-l (assemblea).
11

Qolet

una forma usata per designare nella lingua


ebraica antica particolarmente un ufficio, una funzione o una dignit. Esempi analoghi ricorrenti nella Bibbia sono tra laltro le voci sofret che significa
scriba, segretario (Esd 2,55; Ne 7,57) e pokret che
designa cacciatore di gazzelle (Esd 2,57; Ne 7,59).
Qolet si pu tradurre quindi con uomo dellassemblea, constatato anche che il verbo si accorda
con esso al genere maschile. Lutero tradusse il nome
Qolet con prediger (predicatore), sulla scia di san
Girolamo che lo design con concionator (oratore,
demagogo). Questi nomi infatti, tra cui il nostro,
sebbene abbiano la terminazione femminile, sono di
genere maschile e come tali sono trattati negli accordi delle forme verbali, aggettivali e pronominali. Il
nostro Qolet inteso perci nella Bibbia come nome
maschile a tutti gli effetti, a eccezione della ricorrenza di Qo 7,27 che fa eccezione (una distrazione dello
scriba redattore del libro?).
Lautore o gli autori

A chi corrisponde il nome Qolet? Chi , infatti,


il vero autore del libro? Egli dice di se stesso di essere
figlio di Davide, re a Gerusalemme (Qo 1,1), ma
si tratta chiaramente, secondo gli autori moderni, di
un caso di pseudonimia. Per il passato si era pensato
a Salomone. Questi il tipo pi celebre di sapiente
per i molti riferimenti che si trovano nella Bibbia.
Di Salomone si dice infatti che convoc presso di
s in assemblea a Gerusalemme gli anziani dIsraele,
tutti i capi trib, i principi dei casati degli Israeliti,
per fare salire larca dellalleanza del Signore dalla
Citt di Davide, cio da Sion (1Re 8,1; 2Cr 5,2). E
in questo si potrebbe vedere una chiara allusione alla
voce Qolet e al suo possibile significato. Per Zenger
il termine Qolet dovrebbe essere la designazione di
12

Introduzione

una funzione, passata poi in un secondo momento a


essere nome proprio di una persona. In pratica perci
non si conosce il nome dellautore del libro. Qolet
(o chi si nasconde sotto il suo nome) dovette essere
senzaltro un uomo di vasta cultura, di esperienza,
di vita, un uomo che aveva a lungo viaggiato. Difatti, sebbene lautore vero non riveli nulla di se stesso, lautore o leditore in 12,9-14 lo qualifica come
un saggio (h.akam) che insegn la scienza al popolo
(12,9). probabile che insegnasse in una scuola a
Gerusalemme, sebbene non siamo certi che l nel III
secolo a.C. esistesse gi il sistema educativo scolastico. Ma certo che il suo insegnamento sia giunto al
popolo (am) come detto in 12,5. probabile anche
che, stando allora la Palestina sotto la dominazione
ellenistica (Tolomei e poi Seleucidi), Qolet potesse
rassomigliare ai tanti professori e filosofi ellenistici
detti peripatetici, come frequenti se ne incontravano
nel mondo greco, che parlavano nelle piazze, presso
le fontane, i fiumi e presso i mercati, ricevendo poi
anche una adeguata ricompensa. Possiamo parlare
quindi di un filosofo ebreo che nel secolo III a.C.
cerc di far dialogare la fede ebraica e la filosofia greca popolare ellenistica, quale quella dei cinici, stoici,
epicurei e scettici.
Alla domanda se si tratti di uno o pi autori le
opinioni sono molte e divergenti. La tesi della pluralit di autori ve ne individua nel libro di Qolet
almeno tre: quello pessimista, il pio (chasd), e il sapiente (h.akam). Oggi si pensa per lo pi a un unico
autore, data lunit di stile e di vocabolario, ma con
laggiunta di un redattore postumo, cui sono attribuiti lEpilogo (12,9-14), e perci detto Epiloghista
(che a sua volta pu essere stato frutto di due o pi
persone) e lIntroduzione (1,1).
13

Qolet

Il tempo di composizione

Lepoca ellenistica il tempo pi probabile per la


composizione dellopera di Qolet e cio tra lascesa
di Alessandro Magno (332 a.C.) e lepoca di Antioco
IV Epifane (175-164 a.C.). Forse sotto loccupazione dei Tolomei (sec. III a.C.). Ma pi precisamente
possiamo fissare la composizione tra il 250 e il 190
a.C., cio quando la Palestina godeva di un periodo
di pace, di benessere, almeno per le classi sociali alte, ma prima della composizione del libro del Siracide (Ecclesiastico), la cui redazione nelloriginale
ebraico risale al 180 a.C., mentre la traduzione greca
riportata dai LXX del 130 a.C. Probabilmente il
libro del Qolet stato composto sotto il regno di
Antioco III il Grande (223-187). Non vi infatti nel
libro alcun riferimento allepoca della rivolta maccabaica. Il terminus ad quem (cio la data pi recente)
infatti non pu andare al di l, essendo stati trovati
quattro frammenti, in tutto 22 versetti, appartenenti
ai cc. 5,13-7,20 di Qolet nella IV Grotta di Qum
ran (4QQohabcd) di cui uno datato alla II met del
II secolo a.C.
Il Sitz im Leben (lambiente vitale)
e il luogo di composizione

Nel libretto di Qolet appare evidente la matrice giudaica per alcune tematiche tradizionali, come
ad esempio quella dello Shel, la dottrina della retribuzione terrena, il voto, ecc. Tuttavia appare anche
chiaramente linflusso della filosofia greca, sia classica, sia quella delle scuole ellenistiche. Ma anche la
letteratura greca (un caso di inculturazione!) vi fa capolino. Si hanno tra laltro dei riferimenti allo stoicismo (cf. Qo 6,10-12), allepicureismo (Qo 2,24-26),
allo scetticismo (Qo 2,16; 3,19) e a Menandro (Qo
14

Introduzione

5,4-5). Del filosofo cinico Monimo il detto tutto


fumo (t pnta tfos), tanto simile al ritornello qoe
letiano tutto vanit (Qo 1,2; 12,8). Il confronto
tra gli uomini e gli animali, comune nella filosofia
popolare ellenistica, lo si ha anche in Qo 3,19-21. E
inoltre lespressione qoeletiana niente di nuovo sotto il sole (Qo 1,9; 3,15) richiama la frase di Epicuro
(tutto) fu sempre quale ora, e sar sempre tale.
Gli stessi concetti qoeletiani di destino (miqreh) e di
sorte (cheleq) richiamano agli stessi del mondo greco quali mora e tch. Il detto dolce la luce (Qo
11,7) riecheggia il dolce vedere la luce del tragico
Euripide. Il poeta Teognide si intravede in Qo 8,17
quando afferma che gli uomini non sanno nulla e
pensano solo cose vane.
Come luogo di composizione per alcuni Alessandria (Voltz e Humbert), ma per gli altri, pi numerosi, pi probabile Gerusalemme del tempo ellenistico-tolemaico o subito dopo, ma prima della
rivolta dei Maccabei. Nella Gerusalemme della seconda met del III secolo a.C. sono pensabili, infatti,
specialmente per i ceti superiori, sia unapertura ancora confidente verso la cultura ellenistica sia la fiducia nei confronti di tradizioni alessandrino-egiziane
(Zenger). Ne fa fede la civilt che vi si rispecchia nel
testo, che tipica di quel periodo (cf. Qo 5,7-10;
12,6) (Hengel).
La struttura dellopera

Tentativi vari per individuare la struttura dellopera non hanno messo daccordo gli esegeti. Infatti nessuno di essi perfettamente riuscito. La frammentariet dellopera risulta evidente. H.L. Ginsberg ha
seguito il criterio tematico, G.R. Castellino lanalisi stilistica, A.G. Wright i modelli numerici (numeral patterns), J.A. Loader le polarit strutturali,
15

Qolet

F. Rousseau la struttura ciclica fondata sul simbolismo del numero sette. A. Bonora propone una struttura che si fonda sulla frequenza del ritornello Anche questo vanit (hebel). N. Lohfink vi ha visto
una struttura concentrica a base filosofica secondo
il seguente schema: 1,2s. Cornice; 1,4-11 Cosmologia (poesia); 1,12-3,15 Antropologia; 3,16-4,16
Critica sociale I; 4,17-5,6 Critica della religione I
(poesia); 5,7-6,10 Critica sociale II; 6,11-9,6 Critica dellideologia; 9,7-12,7 Etica (alla fine: poesia);
12,8 Cornice. Una struttura quadripartita, quella
di L. Schwienhorst-Schnberger che si inspira alla
teoria delle citazioni e si ricollega alla vasta analisi di
struttura di F.-J. Backhaus. Ecco lo schema: 1,1 Titolo; 1,2 Versetto cornice e slogan (soffio di vento
[vanit di vanit]); (I) 1,3-3,22 Esposizione (propositio): sviluppo e risposta alla questione del contenuto e di ci che condiziona la possibilit della felicit
umana; (II) 4,1-6,9 Sviluppo (explicatio): confronto
con una visione prefilosofica della felicit; svalutazione dei valori tradizionali in riferimento alla determinazione della somma felicit; (III) 6,10-8,17 Difesa
(refutatio): confronto con determinazioni alternative
della felicit; (IV) 9,1-12,7 Applicazione (applicatio):
appello alla gioia e allazione efficace; 12,8 Versettocornice e slogan (soffio di vento [vanit di vanit]);
12,9-14 Due postfazioni.
Oggi la struttura tripartita la pi comune. Essa
cos individuata: I Parte: Vanit della vita (1,1-2,26);
II Parte: Segreti e stranezze della vita (3,1-6,12); III
Parte: Prassi della vita (7,1-12,14 ).
Tuttavia a noi sembra pi accettabile quella bipartita proposta da V. DAlario che ne ha fatto oggetto
di una specifica e dettagliata ricerca. La prima parte
data dai vv. 1,1-6,12 e la seconda dai vv. 7,1-12,14.
La prima risulta pi compatta ed elaborata, mentre la
seconda parte meno organizzata, dal momento che
16

Introduzione

d limpressione che il suo materiale non sia bene armonizzato letterariamente e formalmente nellinsieme dellopera.
Il genere letterario

Circa il genere letterario possiamo affermare che


fondamentalmente quello sapienziale. Tuttavia la
raccolta delle massime riportate nel libro lo fa rassomigliare a una specie di diario a quel genere di filosofia spicciola, che col titolo di Pensieri conosciuto pure nelle letterature profane, antiche e moderne
(A. Vaccari), come ad esempio lopera I pensieri di B.
Pascal che senza una trama evidente raccoglie riflessioni, pensieri e ricordi.
Nel suo complesso perci condividiamo quanto
detto dal Di Fonzo. Si tratta di un piccolo trattato
di filosofia morale e religiosa sui valori della vita, nel
genere letterario didattico-sapienziale e insieme gnomico della Bibbia. Il tutto, tuttavia (data lanalisi globale redazionale del libro) sotto forma di dramma in
cui il vero autore interviene con le voci di tre persone: a) il narratore esterno (1,1.2; 7,27; 12,8-14); b) il
narratore interno (colui che osserva lo svolgersi della
vita e racconta le sue interne esperienze) (1,3-6.12;
2,1; ecc.); c) il soggetto sperimentante (cio quello
che sottoposto alla prova) (2,1-17).
La lingua

La lingua adoperata dal Qolet non lebraico


classico di Isaia, ma quello tardivo. Infatti sia la grammatica che il lessico risentono dellebraico post-biblico, cio lebraico mishnico e laramaico. la lingua del resto presente negli ultimi libri biblici (cf.
Gb 32-37; Pr 30,1-14; 1-2 Cr; Esd, Ne, Ct). Tra le
caratteristiche particolari ricordiamo, tra laltro, per
17

Qolet

lortografia lassenza o uso incerto delle matres lectionis, per la grammatica attestato luso dellarticolo
non sincopato (es. 6,10; 8,1; 10,3), luso della forma
she (pronome relativo) prefisso al posto del comune
ascher, lespressione al-dibrat (a rigurdo, a motivo
che) (cf. 7,14), luso del pronome personale h (egli)
e h (ella) come copula nelle proposizioni nominali
(cf. 1,10; ecc.). M. Dahood ha evidenziato anche alcune analogie e affinit con la lingua fenicia.
Lo stile

Il libro di Qolet nella Bibbia ebraica si trova tra


gli Scritti (ketbm) nel gruppo dei cinque rotoli (meghillt), ma nella Bibbia greca dei LXX, nella Vulgata
di san Girolamo e nelle moderne versioni si trova tra
i libri poetici sapienziali. Il libro sta tra i Proverbi e il
Cantico dei Cantici. difficile sapere se lautore di
Qolet abbia scritto in versi o in prosa, dal momento
che si hanno allo stato attuale ancor poche conoscenze della poesia ebraica. Molti esegeti suggeriscono
che si tratti di prosa cadenzata, o di poesia ritmica
pi che di versi. indubbio, tuttavia, che per alcune
pericopi ci si trovi davanti alla poesia di buona qualit (ad es. 1,4-11; 7,1-12; 12,1-7). Qolet conosce i
principi della poesia ebraica, come il parallelismo sinonimico (1,15.18; 7,7; 10,8.9.18), antitetico (2,14;
7,4) e sintetico (4,5; 10,3.15) e i chiasmi (3,8; ecc.).
Lo stile comunque vivace, e c il frequente ricorso
alla retorica.
Tra le figure retoriche ricorrono la metonimia, la
sineddoche, la metafora (cf. 5,16; 8,1.16c), lallegoria (12,2-7), la domanda retorica (1,3; 2,2.15.19.22;
ecc.). Troviamo anche la figura della paronomasia
(gioco di parole) (cf. ad es.: shem-shemen: nomeprofumo: 7,1; shir... sism... sr: canto... spine...
pentola: 7,5b.6a).
18

Introduzione

Anche le forme letterarie sono presenti e varie. C


il detto popolare (4,12), il proverbio con effetto di
paradosso (7,1), lammonizione (5,1.2.4; 7,16.17),
il paragone con i detti-thob ( meglio... di...) (4,6.13;
6,9; 7,2.5; 9,17), i detti- (guai a...) (4,10; 10,16),
la similitudine (2,13; 7,6.12), lesempio (4,8; 5,12;
6,1; 7,1; 8,14; 10,5), le antitesi e polarit (come vita/
morte: 4,1-3; sapienza/stoltezza: 1,12-2,26; giustizia/empiet: 3,16-22; opera delluomo/opera di Dio:
1,15; 3,1-8).
Sono presenti le assonanze (cio i suoni vocalici finali identici), e le allitterazioni con frequenza di una
o pi consonanti nello stesso verso (2,8.25; 3,4.18b;
7,6). Anche i tratti umoristici abbondano (cf. 1,13b;
2,9c; 2,12b.19; 4,11b.17b; 5,7b-8.10; 7,21s; 9,5;
10,5.11.19).
Tra le voci pi frequenti ricordiamo: hebel (vanit). Esso ricorre 38 volte. Segue poi amal (lavoro faticoso) che ricorre 20 volte, il verbo amal (lavorare)
8 volte, e laggettivo amel (laborioso, stancante) che
ricorre 5 volte. La voce yitrn (vantaggio, guadagno)
si trova 10 volte e la sua radice verbale yatar 8.
Altre espressioni pi frequenti in Qolet sono: natatt et-libb (alla lett.: diedi il mio cuore per dire applicai la mia mente, pensai...: 1,13.17; ecc.,
pant an lirt (alla lett. girai la mia faccia per vedere per dire mi volsi e vidi: 2,12.12; 3,16; 4,1.7, habel habalm (vanit delle vanit), per significare massima vanit, massima incomprensibilit (1,2; 12,8) e
tachat hashshemes (sotto il sole) che ritorna 29 volte.
In Qolet sono presenti anche molti hapax-legomena
cio dei termini unici (circa 32) e molti aramaismi
(circa 29) come le voci hebel (vanit: 1,2), kebar (gi:
1,10b), inyan (occupazione: 1,13b) e pesher (spiegazione: 8,1).
Rinveniamo in Qolet anche degli esoterismi, come ad esempio le voci persiane: pardes (orto, giardi19

Finito di stampare nel mese di ottobre 2010


Villaggio Grafica Noventa Padovana, Padova