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Lo studio del campo di tensione e di deformazione esistente in una qualsiasi struttura,

in conseguenza dellapplicazione di sollecitazioni esterne,


di fondamentale importanza per poterne definire il margine di sicurezza.

Si consideri una barra di materiale omogeneo con un estremo vincolato e laltro sollecitato
da una forza assiale, applicata al baricentro della sezione.

Si immagini il tirante costituito da tante fibre assiali. La forza F applicata solo alla fibra
centrale. Le altre fibre vengono messe in carico per effetto della coesione tangenziale.

Si consideri una barra di materiale omogeneo con un estremo vincolato e laltro sollecitato
da una forza assiale, applicata al baricentro della sezione.
La distribuzione di forza tra le fibre del
tirante non uniforme nellintorno del
punto di applicazione del carico.

Tuttavia, per effetto della coesione


tangenziale, allontanandosi dal punto
di applicazione della forza, la
sollecitazione si estende allintera
sezione del tirante.

Ad una distanza pari ad un diametro


circa dal punto di applicazione, la
distribuzione di forza pu essere
considerata uniforme.
Oltre questa distanza possono essere
trascurati gli effetti locali del carico.

Si immagini il tirante costituito da tante fibre assiali. La forza F applicata solo alla fibra
centrale. Le altre fibre vengono messe in carico per effetto della coesione tangenziale.

Si consideri una barra di materiale omogeneo con un estremo vincolato e laltro sollecitato
da una forza assiale, applicata al baricentro della sezione.

Si pu immaginare che le fibre del tirante siano


soggette a forze elementari f la cui somma
corrisponde al carico esterno F.

F = f

Se ci si pone il problema progettare la


barra, ovvero di stabilire quale diametro
essa debba avere per resistere ad una
determinata forza F, necessario
effettuare una prova sperimentale su una
barra simile, realizzata con lo stesso
materiale e con la stessa sezione
resistente A.

Misura delle prestazioni del materiale: La prova di trazione


La forza applicata
dalla macchina al
provino viene
incrementata
gradualmente fino
alla rottura.

F
F

A0
Trasduttore di
spostamento

F
Macchina di trazione-compressione
da 20 tonn

Cella di carico per la


misura della forza

Misura delle prestazioni del materiale: La prova di trazione


La forza applicata
dalla macchina al
provino viene
incrementata
gradualmente fino
alla rottura.

Fmax il carico
massimo al quale
il provino pu
resistere.

Fmax
F

A0

F
Macchina di trazione-compressione
da 20 tonn

Fmax

Misura delle prestazioni del materiale: La prova di trazione

La forza applicata
dalla macchina al
provino viene
incrementata
gradualmente fino
alla rottura.

Fmax

Fmax
F

Rottura

Fmax il carico
massimo al quale
il provino pu
resistere.

A0

l
Grafico ottenuto dalla prova di trazione

Fmax

Il valore misurato Fmax nella prova di trazione dipende certamente


dal materiale con cui il provino realizzato ma dipende anche dalla
sezione resistente A: dunque la prova non caratterizza il materiale.

Fmax

Utilizzando il valore Fmax per progettare un tirante si costretti ad


eseguire una prova su una barra identica, con la medesima sezione A.

confronto

Rottura =

Se, per, si utilizza il rapporto

Fmax

F
A

Fmax
A

per confrontare le due situazioni

allora non pi necessario ripetere la prova per ogni diverso valore della
sezione A; in questo caso sar sufficiente una sola prova, eseguita su un
provino di area resistente qualsiasi, A0, per prevedere il carico di rottura di
qualunque componente soggetto a trazione.

Fmax

Il valore limite Rottura indipendente dalla sezione e pu quindi essere


considerato una caratteristica del materiale.
Utilizzando tale valore limite, il progetto del tirante, ovvero la
determinazione dellarea della sezione necessaria a sopportare il carico F,
previsto dalla specifica, risulta agevole.

Limite = Rottura =

Dalla prova di trazione si ricava

Fmax

Fmax
A0
A0

confronto

Rottura =

Fmax
A

Larea della sezione del tirante necessaria per


resistere alla forza F senza che si verifichi la
rottura si calcola semplicemente

A=

Rispetto al valore minimo necessario


opportuno mantenere un margine di sicurezza

A = XS

XS 1

L
= 0
XS

Tensione ammissibile

F
L
F F
=
L 0

Fmax

Relazione di progetto

Introducendo il concetto di sforzo specifico, ovvero


di forza per unit di area si pu scrivere:

F = f

F = a

Considerando, con maggiore aderenza alla realt,


che la sezione sia un continuo e non un numero
discreto di fibre, la sommatoria precedente si pu
scrivere come integrale calcolato sulla sezione:

F = dA
A

Nellipotesi che la distribuzione di forza sia


uniforme nella sezione si pu scrivere:
area a

F
A

N
m2

Pa

la grandezza che deve essere confrontata


con il valore limite consentito dal materiale: L

Per effetto del carico F la barra subisce un allungamento l


(o un accorciamento, in dipendenza dal verso della forza).

Anche in questo caso conveniente ragionare


in termini specifici piuttosto che assoluti.
Dividendo lallungamento per la lunghezza della
barra si ottiene lallungamento specifico:

l0

l = l f l0

l f l0

lf

l0

l
l0

Lallungamento specifico detto deformazione


possibile definire la deformazione
in modo diverso:

l
l0

lf

lf
dl
= ln
l
l0
l0

= ln

La deformazione cos definita


detta ingegneristica

lf
l0

La deformazione cos definita


detta logaritmica o anche
deformazione vera
(true strain)

Per effetto del carico F la barra subisce un allungamento l


(o un accorciamento, in dipendenza dal verso della forza).

l
l0

= ln
l

l0

A0

l0

Deformazione logaritmica

Oltre alla variazione di lunghezza nella


direzione di applicazione del carico,
si osserva un altro effetto:

lf

lf

Deformazione ingegneristica

= coefficiente di Poisson

una variazione trasversale di dimensioni,


sempre opposta a quella osservata
parallelamente alla direzione
di applicazione del carico

trasversale = - longitudinale
=

trasversale
longitudinale

Per molti materiali, entro un certo limite della


tensione, esiste un rapporto di proporzionalit
tra la forza F e lallungamento l.

Causa

l0

Costante di
proporzionalit

F = l K
Effetto

lf

La costante K definita anche


come rigidezza della struttura.

EA
F = l
l0

K=

EA
l0

La costante K
dipende dalla
geometria
e dal materiale.

un parametro
dipendente dal materiale.

Ricordando la definizione di tensione ed applicando la definizione di deformazione la relazione


tra forza e spostamento pu essere scritta in una forma indipendente dalla geometria e legata
solo al materiale con cui costruito il componente:

l0
lf

F = l
Normalizzando rispetto
allarea della sezione si
ottiene:

Tensione

F
A

Deformazione

l
l0

EA
l0

F
l
= E
A
l0

= E
Relazione costitutiva

E detto modulo elastico del


materiale o modulo di Young

E=

Grafico ottenuto dalla prova di trazione


Fmax

Rottura

Rottura

F
A
A A0

Il grafico della prova di trazione si pu


rappresentare in termini di tensione e
deformazione, invece che forza e
spostamento, si ottiene una curva con
andamento monotono.

A0

Se la tensione definita in rapporto


E = tan

F
allarea deformata della sezione A
F
piuttosto che alla sezione nominale A0
la curva di trazione monotona.

Il modulo elastico misurato dalla tangente dellangolo formato


tra il tratto rettilineo della curva di trazione e lasse delle ascisse.

Grafico ottenuto dalla prova di trazione


Per valutare il modulo elastico, tuttavia,
non conveniente utilizzare la curva di
trazione a causa della forte incertezza
della misura.

max

Rottura

Sono usati quindi altri metodi di misura,


generalmente sfruttando la dipendenza
da E del comportamento dinamico del
materiale.

f =

1
2

K
M

1
2

A0

La frequenza propria della barra


data da una relazione del tipo:

EA
l0 M

Se la geometria e la massa sono note


si ricava il modulo elastico E.

E = tan

Il modulo elastico misurato dalla tangente dellangolo formato


tra il tratto rettilineo della curva di trazione e lasse delle ascisse.

Utilizzando i soli concetti discussi fin ora gi possibile


impostare il progetto o la verifica di semplici strutture,
costituite da tiranti e puntoni, utilizzando come condizione
la resistenza o la rigidezza.

A
l0

Calcolo a resistenza
Definizione di tensione
Specifica: forza applicata F
F
F
coefficiente di sicurezza Xs
=
A = Xs
la struttura si considera danneggiata quando
A
L
la tensione supera il valore limite L
Relazione di progetto

Relazione forza spostamento

Calcolo a rigidezza (o a deformazione)


Specifica: forza applicata F
lunghezza indeformata del tirante l0
modulo elastico E
la struttura si considera danneggiata quando
lo spostamento supera il valore limite l L

EA
l0

F = K l = l

A = Xs

F l0
E l L

Relazione di progetto

Specifica: tirante a sezione piena circolare retta


carico F = 10 kN
F
lunghezza del tirante l0= 900 mm
allungamento limite l = 1 mm
fattore di scurezza Xs = 1.5

Materiale (alluminio): tensione limite L = 120 MPa


modulo di Young E = 70 GPa
In base alla specifica si determini il diametro del tirante d

l0

Dalla condizione di resistenza si ha:

A = Xs
d=

F
10000
= 1 .5
= 125.0 E-6 m2 = 125.0 mm2
0
120 E 6

4A
4 125
=
= 12.6 mm

Resistenza
rigidezza

d = 12.6 mm
d = 15.7 mm

Dalla condizione di rigidezza si ha:

A = Xs

F l0
10000 0.9
= 192.9 E-6 m2 = 192.9 mm2
= 1 .5
E l L
70 E 9 0.001

d = 15.7 mm

La condizione di rigidezza pi stringente e richiede un diametro maggiore.

10

Specifica: tirante a sezione piena circolare retta


carico F = 10 kN

allungamento limite l = 1 mm
fattore di scurezza Xs = 1.5

Materiale (alluminio): tensione limite L = 120 MPa


modulo di Young E = 70 GPa

l0

In base alla specifica si calcolino le dimensioni del tirante:

d ed l0

Non pi data in specifica la lunghezza l0; le variabili di progetto sono quindi 2: d ed l0


La condizione di resistenza non cambiata
quindi i valori dellarea e del diametro che
rispettano questa condizione sono:

F
0
A= 125.0 mm2
d = 12.6 mm
A = Xs

Dimensioni:
d = 12.6 mm
l0 = 583.3 mm

Dalla condizione di rigidezza si ha:

A = Xs

F l0
E l L

l0 =

FT

E l L A
70 E 9 0.001 125 E 6
=
583.3 mm
==0.58333
m
Xs F
1.5 10000

Si vuole verificare la capacit


di carico del martinetto a vite
rappresentato nello schizzo

DATI
B = 200 mm
h = 20 mm
s = 8 mm
L = tale che
20< <60
d (vite) = 15 mm
L

Sfruttando la
simmetria
rispetto al
piano verticale
nel quale
giace lasse
della vite,
possibile
studiare solo
met della
struttura.

Della vite si
considera solo
met della
sezione.

Materiale:

R = 300 MPa

11

FT la forza totale
applicata al
F=
martinetto;
F la forza
applicata alla met
del martinetto in
esame.

FT
2

Analisi delle forze applicate


ai vari componenti

Facendo lequilibrio nel


nodo A si ottiene:

A
FP

F = 2 FP sen
FP =

FP

20

60

F
2 sen

FVite= 2FV

D
FV

FV

Facendo lequilibrio nel nodo


D ( o C lo stesso)si ottiene:

FV = 2 FP cos

La forza applicata al
tirante centrale met di
quella applicata in realt
alla vite, della quale per
si considera solo met
della sezione resistente.

FV = 2

F
F
cos =
2 sen
tan

La configurazione pi sfavorevole si verifica per il valore minimo di , quindi 20

FT la forza totale
applicata al
F=
martinetto;
F la forza
applicata alla met
del martinetto in
esame.

FT
2

Le forze nei puntoni


valgono quindi:

FP =

A
FP

m
co

es
pr

co
m

ne
sio

pr
es

sio
ne

co
m

pr
es

FT
4 sen

F
FT
=
tan
2 tan

FV

trazione

sio
ne

FV =

FP

FVite= 2FV
FV

La forze nel tirante, ovvero


nella vite valgono:

20

F
2 sen

m
co

ne
sio
s
e
pr

12

In conclusione si ha:

FT
F
=
2 sen 4 sen
FT
F
=
FV =
2 tan 2 tan

FP =

Area puntone:

Area vite:

AP = h s = 0.02 0.008 = 1.6 10 4 m 2

AV =

d 2 0.0152
=
= 1.767110 4 m 2
4
4

Si assume quale coefficiente di sicurezza XS il valore 2.5


quindi la tensione ammissibile vale

Tensione nella vite:

V =

Tensione nei puntoni:

FV
AV

P =

0 =

R 300 E 6
=
= 120 MPa
XS
2 .5

2 FV
2 FT
= 0
=
AV
2 tan AV

FP
FT
= 0
=
AP 4 sen AP

FT = tan AV 0

FT = 4 sen AP 0

In conclusione si ha:

F
FT
=
2 sen 4 sen
FT
F
=
FV =
2 tan 2 tan
FP =

Area puntone:

Area vite:

AP = h s = 0.02 0.008 = 1.6 10 4 m 2

AV =

d 2 0.0152
=
= 1.767110 4 m 2
4
4

Si assume quale coefficiente di sicurezza XS il valore 2.5


quindi la tensione ammissibile vale
Quindi per

0 =

R 300 E 6
=
= 120 MPa
2 .5
XS

= 20 si ha:

Per la vite:
Nei puntoni:

FT = tan AV 0 = tan 20 1.767110 4 120 106 = 7718 N

FT = 4 sen AP 0 = 4 sen 20 1.6 104 120 106 = 26267 N

La vite risulta essere lelemento debole del sistema.


opportuno, quindi, un aumento di sezione per la vite.

13

In conclusione si ha:

F
FT
=
2 sen 4 sen
FT
F
=
FV =
2 tan 2 tan
FP =

Area puntone:

Area vite:

AP = h s = 0.02 0.008 = 1.6 10 4 m 2

AV =

d 2 0.0152
=
= 1.767110 4 m 2
4
4

Si assume quale coefficiente di sicurezza XS il valore 2.5


quindi la tensione ammissibile vale

0 =

R 300 E 6
=
= 120 MPa
XS
2 .5

Larea della vite che assicura la stessa resistenza dei puntoni vale:

AV =

26267
FT
=
= 6.014 10 4 m 2
tan 0 tan 20 120 106

e quindi il diametro vale:

d=

4 AV
4 6.014 10 4
=
= 27.7 mm

3.1415

14

Stato di tensione pluriassiale


A

Trazione pura
stato di tensione monoassiale

=F/A
M

Trazione e torsione
stato di tensione piano

= (16 M) / ( d3)

=F/A
M

y
Nel caso generale
lo stato di tensione
triassiale

x
z

Stato di tensione in un punto

xy = yx

Dallequilibrio alla rotazione si ha:

yz ( dzdx)dy zy (dxdy) dz = 0

yz = zy

zy

y
yz

dz

yz
y

xz = zx
yz = zy

dy

zy

zx

yz

xz

dy

xy

zy

dz

y
yx
dx

y
x

9 componenti

6 componenti
indipendenti

15

Stato di tensione in un punto

z
A = area di BCD

Ay

x
A

normale n
C

Az

dz

x
y

Fz
cos = l
cos = m
cos = n

Fy
Fx

dx

B
x

dy

n = componente della
tensione normale al piano

Sx = Fx / A
Sy = Fy / A
Sz = Fz / A

Ax = A l
Ay = A m
Az = A n

Stato di tensione in un punto

z
Ay
Ax

x Ax

Fz

xy Ay

B
Az

Dallequilibrio alla traslazione


in direzione x si ottiene:

Fy
Fx

xz Az
B
x

Fx = Ax x + Ay xy + Az xz

16

Stato di tensione in un punto

z
Ay
Ax

x Ax

Fz

xy Ay

y Ay

yz Ay
B
x

xy Ax

Dallequilibrio alla traslazione


in tutte le direzioni si ottiene:

xz Ax
C

xz Az
yz Az
z Az

Fx = Ax x + Ay xy + Az xz
Fy = Ax xy + Ay y + Az yz
Fz = Ax xz + Ay yz + Az z

Fy
Fx

B
Az

y
Fx = Ax x + Ay xy + Az xz
Fy = Ax xy + Ay y + Az yz
Fz = Ax xz + Ay yz + Az z

Sx = Fx / A
Sy = Fy / A
Sz = Fz / A

Ax = A l
Ay = A m
Az = A n

Fx /A = Ax /A x + Ay /A xy + Az /A xz
Fy /A = Ax /A xy + Ay /A y + Az /A yz
Fz /A = Ax /A xz + Ay /A yz + Az /A z

17

Fx = Ax x + Ay xy + Az xz
Fy = Ax xy + Ay y + Az yz
Fz = Ax xz + Ay yz + Az z

Sxn = l Sx
Syn = m Sy
Szn = n Sz

Sx = Fx / A
Sy = Fy / A
Sz = Fz / A

Ax = A l
Ay = A m
Az = A n

Sx = l x + m xy + n xz
Sy = l xy + m y + n yz
Sz = l xz + m yz + n z

Sxn = l2 x + l m xy + l n xz
Syn = l m xy + m2 y + m nyz
Szn = l n xz + m n yz + n2 z

n = componente della
tensione normale al piano
n = Sxn + Syn + Szn

n = l2x + m2y + n2z + 2( lm xy + ln xz + m nyz )

Fx = Ax x + Ay xy + Az xz
Fy = Ax xy + Ay y + Az yz
Fz = Ax xz + Ay yz + Az z

Sxn = l Sx
Syn = m Sy
Szn = n Sz

Sx = Fx / A
Sy = Fy / A
Sz = Fz / A

Ax = A l
Ay = A m
Az = A n

F
Sxx/A
= l=A
m xxy++Any /A
x x+/A
xz xy + Az /A xz
F
Ax+/A
/A y + Az /A yz
Syy /A
= l=xy
m xyy + nAyyz
F
Ax+/A
Szz /A
= l=xz
m xzyz++Any/Az yz + Az /A z

Sxn = l2 x + l m xy + l n xz
Syn = l m xy + m2 y + m nyz
Szn = l n xz + m n yz + n2 z

n = componente della
tensione normale al piano
n = Sxn + Syn + Szn

n = l2x + m2y + n2z + 2( lm xy + ln xz + m nyz )

18

Il piano BCD ora orientato parallelamente


ad un piano principale.

Tensioni principali

Su BCD quindi = 0 e n =
di conseguenza:

x Ax

Fn
Fz

xy Ay

y Ay

Fy
Fx

yz Ay

Fn = A

xy Ax
xz Ax
C

xz Az
yz Az

z Az

Sx = l
Sy = m
Sz = n

Fnx = l Fn = l A
Fny = m Fn = m A
Fnz = n Fn = n A

Sx = l x + m xy + n xz
Sy = l xy + m y + n yz
Sz = l xz + m yz + n z

l = l x + m xy + n xz
m = l xy + m y + n yz
n = l xz + m yz + n z
l2 + m2 + n2 = 1
Equazione cubica
dello stato di tensione

Fnx = ASx
Fny = ASy
Fnz = ASz

Sx = l
Sy = m
Sz = n

Tensioni
principali

l ( - x ) - mxy - nxz = 0
- l xy + m ( - y ) - n yz = 0
- l xz - m yz + n ( - z ) = 0
( - x )
-xy
-xz
- xy ( - y )
-yz
-xz
- yz ( - z )

=0

3 - 2 (x+y+z ) + (xy + yz + xz - xy2 - xz2 - yz2 ) +


- (xy z + 2 xy xz yz - x yz2 - y xz2 - z xy2 ) = 0

19

Tensioni principali

3 - 2 (x+y+z ) + (xy + yz + xz - xy2 - xz2 - yz2 ) +


- (xy z + 2 xy xz yz - x yz2 - y xz2 - z xy2 ) = 0
Le tensioni principali
sono le soluzioni dellequazione cubica dello stato di tensione
I coefficienti della cubica devono essere indipendenti dallorientamento del
sistema di riferimento scelto

I1 = x+y+z
I2 = xy + yz + xz - xy2 - xz2 - yz2

Le tre quantit I1, I2 e I3


sono invarianti rispetto
allorientamento del
sistema di riferimento

I3 = xy z + 2 xy xz yz - x yz2 - y xz2 - z xy2

Tensioni principali

Il sistema di riferimento xyz


orientato con lasse x
parallelo alla normale del piano BDC
(che un piano principale)

Sul piano BCD deve essere

xy = xz = 0

Piano BCD

20

Tensioni principali

Il sistema di riferimento xyz


orientato con lasse x
parallelo alla normale del piano BDC
(che un piano principale)

zy

Sul piano BCD deve essere

xy = xz = 0

Piano BCD

Lunica componente tangenziale


diversa da 0 quindi yz = zy

yz

Tensioni principali

Il sistema di riferimento xyz


orientato con lasse x
parallelo alla normale del piano BDC
(che un piano principale)

Sul piano BCD deve essere

xy = xz = 0

Piano BCD

Lequazione cubica dello stato di


tensione calcolata nel sistema xyz
diventa:

3-2 (x+y+z ) +
+ (xy +yz +xz -yz2 )
- (xy z - x yz2) = 0

[ - x] [ ( - y )( - z ) -yz2 ] = 0

21

Tensioni principali

[ - x] [ ( - y )( - z ) -yz2 ] = 0
Lequazione ha tre soluzioni

1 = x

2 =

3 =

y + z

y + z
2

y - z
2

y - z
2

2
+ yz

2
+ yz

Tensioni principali: piani di massimo taglio

3
G

S1 = l 1
S2 = m 2
S3 = n 3

normale n

2 A2

F3

1 A1

ricordando lespressione di n :

n = l2x + m2y + n2z +


+ 2( lm xy + ln xz + m nyz )

F2
F1

E
1

3 A3

Il sistema di riferimento 1 2 3
orientato secondo le direzioni principali

2
e tenendo conto della particolare
orientazione del sistema di riferimento,
la tensione normale agente sul piano
EFG data da:

n = l21 + m22 + n23

22

Tensioni principali: piani di massimo taglio


La forza risultante agente sul piano EFG pu essere espressa come somma
vettoriale delle sue componenti:

2r = S12 + S22 + S32

F2r = F21 + F22 + F23

2r = l2 21 + m2 22 + n2 23

2r = 2n + 2

ricordando la relazione

2= 2r - 2n

n = l21 + m22 + n23

2 = l2 21 + m2 22 + n2 23 - (l21 + m22 + n23)

Tensioni principali: piani di massimo taglio

2 = l2 21 + m2 22 + n2 23 - (l21 + m22 + n23)


Calcolando le derivate parziali della 2 rispetto a l m n e uguagliandole a 0 si
ottengono i valori dei coseni direttori che individuano i piani di massimo taglio:

=0
m =
n =

=
m=0
n =

=
m =
n =0

E i valori del taglio su tali piani sono dati dalle relazioni:

1 = ( 2 - 3)
2 = ( 1 - 3)
3 = ( 1 - 2)

23

Tensioni principali: piani di massimo taglio


La giacitura dei piani di massimo taglio pu essere rappresentata graficamente:

1
l

=0
m =
n =

1 = ( 2 - 3)

=
m=0
n =

2 = ( 1 - 3)

=
m =
n =0

3 = ( 1 - 2)

Si consideri il piano RS
parallelo allasse z
ed inclinato di rispetto allasse x

Il cerchio di Mohr

z
Y
S

Ipotesi: stato piano di tensione

Area = 1

Area = 1

X
R

x
Si immagini ora di spostare il punto di vista sullasse z

24

Si consideri lo stato tensionale sul piano RS

Il cerchio di Mohr

Dallequilibrio alla traslazione si ha:

Fx

X cos + Xy sen - cos - sen = 0

Fy

y sin + Xy cos - sin + cos = 0

Y
S

X cos

moltiplicando la prima per cos


e la seconda per sin si ha:

X cos2 + Xy sin cos - cos2 +

Area = 1

Xy cos

- sin cos = 0

y sin2 + Xy sin cos - sin2 +

Xy sen

+ sin cos = 0

y sen

sommando le due equazioni si ottiene:

X cos2 + y sin2 + 2 Xy sin cos =

X cos2 + y sin2 + 2 Xy sin cos =

Il cerchio di Mohr

ricordando che:

sin 2 = 2 sin cos

lequazione precedente pu essere riscritta in forma leggermente diversa:


(X cos2 + y sin2 ) + Xy sin 2 =

quindi, moltiplicando e dividendo per 2 il primo termine, si ha:

1/2 (2 X cos2 + 2y sin2 ) + Xy sin 2 =

ricordando, inoltre, che:


da cui si ottiene:

cos 2 = cos2 - sin2

1+ cos 2 = 2cos2

1- cos 2 = 2sin2

si pu ancora riscrivere lequazione precedente nella forma seguente:

1/2 [X (1+ cos 2 ) + y (1- cos2)] + Xy sin 2 =


che equivale a:

= (x + y) + (x - y) cos 2 + xy sen 2

25

Il cerchio di Mohr

Fx
Fy

tornando ora alle due equazioni di equilibrio:

X cos + Xy sen - cos - sen = 0


y sin + Xy cos - sin + cos = 0

moltiplicando questa volta la prima per sin e la seconda per cos si ha:

X sin cos + Xy sin2 - sin cos - sin2 = 0

y sin cos + Xy cos2 - sin cos + cos2 = 0


sottraendo le due equazioni si ottiene:

(x - y ) sin cos + Xy ( sin2 - cos2 ) - = 0


che equivale a:

= (x - y) sen 2 - xy cos 2

Il cerchio di Mohr

S
Le componenti della tensione e
sul piano RS e possono dunque essere
espresse in funzione delle componenti
x e y e dellangolo
mediente le seguenti relazioni:

X cos

Area = 1

Xy cos

Xy sen

R
X

y sen

= (x + y) + (x - y) cos 2 + xy sen 2
= (x - y) sen 2 - xy cos 2

26

Il cerchio di Mohr

Langolo che individua i piani principali


pu essere ricavato cercando il massimo
della funzione ():

= (x + y) + (x - y) cos 2 + xy sen 2
ovvero, uguagliando a 0 la derivata d/d

d/d = -2 (x - y) sin 2 + 2 xy cos 2 = 0


(x - y) sin 2 = 2 xy cos 2
e quindi

tg 2 =

2 xy

x - y

1 cos

Il cerchio di Mohr

2 sen
Nel sistema di riferimento orientato
secondo le direzioni principali le
equazioni di equilibrio si possono
scrivere come segue:

Area = 1

1
Posto:

= (1 + 2 ) + (1 - 2 ) cos 2
= (1 - 2 ) sen 2

(1 + 2 ) =
(1 - 2 ) =

( - )2 + 2 = 2

27

Il cerchio di Mohr

( - )2 + 2 = 2

= (1 +

2 )

questa lequazione di un cerchio nel piano

= (1 - 2 )

= (x + y) + (x - y) cos 2 + xy sen 2
= (1 + 2 ) + (1 - 2 ) cos 2

Il cerchio
di Mohr

= (x - y) sen 2 - xy cos 2
= (1 - 2 ) sen 2

y
2

max

xy
+

convenzione sui
segni delle
tensioni

Langolo che individua il piano


principale rispetto alla direzione
x dato dalla relazione:

tg 2 =

2 xy

(x-y)

28

Il cerchio di Mohr

Le tensioni principali possono essere ricavate


geometricamente dal cerchio di Mohr
se sono note le componenti di tensione nel
sistema xy:

1 = (x + y) + {[
{ (x-y)/2]2+ xy2}

2 = (x + y) - {[
{ (x-y)/2]2+ xy2}

y
2

max

xy
+

xy

e il massimo valore
del taglio dato da:

max = {[
{ (x-y)/2]2+ xy2}
max = (1-2)/2

Il cerchio di Mohr

Costruzione del cerchio di Mohr


Dati:

xy

xy

-xy
+

-xy

xy
Y

29

Il cerchio di Mohr

x
y
2

xy

xy

Il cerchio di Mohr

x
y
2

xy

30

Il cerchio di Mohr

x
y
2

xy

Il cerchio di Mohr

y
2

xy

31

Il cerchio di Mohr

max

y
2

xy

Il cerchio di Mohr

y
2

xy

32

Il cerchio di Mohr

Caso della trazione pura

=F/A

max
45

2 =3 =0

x =1

Il cerchio di Mohr

Caso della torsione pura

M
x

= (16 M) / ( d3)

3 =-xy

max

1 =xy

2 =0

45

33

Il cerchio di Mohr

Stato di tensione triassiale

max = ( 1 - 3)

2
3

1 = ( 2 - 3)

Esempio di calcolo

2 = ( 1 - 3)

3 = ( 1 - 2)

Il supporto rappresentato nello schizzo costituito


da una barra in alluminio a sezione circolare retta.
Si vuol calcolare il diametro in base alla seguente specifica:
Specifica: L1 = 0.5m
L2 = 0.5m
M = 10 kg
a = 4g 40 m/s2

L1
d

max = 50 MPa

Tensione ammissibile
L2

F = Ma = 4010 = 400 N

M = 10 kg

d?
Nella sezione dincastro si ha:

F
Momento flettente

M f = F L1

f =

Momento torcente

M t = F L2

32 M f

d3

32 FL1
d3

16 M t 16 FL2
=
d3 d3

Le tensioni principali sono calcolate dallequazione:


2

1, 3 =

x + y
y
+ xy2
x
2
2

dove

x = f

y =0

34

Il supporto rappresentato nello schizzo costituito


da una barra in alluminio a sezione circolare retta.
Si vuol calcolare il diametro in base alla seguente specifica:

Esempio di calcolo

Specifica: L1 = 0.5m
L2 = 0.5m
M = 10 kg
a = 4g 40 m/s2

L1
d

max = 50 MPa

Tensione ammissibile

L2

F = Ma = 4010 = 400 N

M = 10 kg

f =
F

1, 3 = f f
2
2
max =

32 FL1
d3

32 FL1
32 FL1 16 FL2
+ 2 =

+
3
3
3
2 d
2 d d

16 FL2
d3

1
( 1 3 ) = 16 F 3 L1 + L12 + L22 L1 + L12 + L22 = 16 F3
2
2 d
d
d =3

16 F
max

Esempio di calcolo

( L +L )
2
1

2
2

=3

16 400
50 E 6

16 F
L1 L12 + L22
d3

( L +L )

( 0.5 + 0.5 )
2

2
1

2
2

= 36.2mm

Il cerchio di Mohr nella sezione di incastro


nel caso L1 = L2

max = ( 1 - 3)

L1

L2

max

35

Esempio di calcolo

Il cerchio di Mohr nella sezione di incastro


nel caso L1 > L2

max = ( 1 - 3)

L1

L2

max

Esempio di calcolo

Il cerchio di Mohr nella sezione di incastro


nel caso L2 = 0

max = ( 1 - 3)

L1

max
3 2

36

Il disco rappresentato nello schizzo soggetto


ad una pressione di forzamento.
In corrispondenza del raggio interno lo stato tensionale
dato dalle seguenti relazioni:

Esempio di calcolo

Pi

r =

Pi Ri2 Re2
1

Re2 Ri2 Ri 2

tensione radiale

c =

Pi Ri2 Re2
1 +

Re2 Ri2 Ri 2

tensione circonferenziale

a = 0

la tensione assiale nulla

rc = 0

la tensione tangenziale nulla

ra = ca = 0

c e r sono quindi tensioni principali


la a = 0 la terza tensione principale

Esempio di calcolo

nulle sono anche le altre tensioni di taglio

Disco soggetto ad una pressione di forzamento.


Posto:

Pi = 30 MPa
Re = 0.25 m

Ri = 0.05 m

si ha:

Pi

r
c

c
r
max =

c = 1 =

0.252
1 +
= 32.5MPa
0.252 0.052 0.052

r = 3 =

0.252
1
= 30 MPa
0.252 0.052 0.052

30 0.052

30 0.052

a = 2 = 0

1
( 1 3 ) = 1 (32.5MPa ( 30MPa ) ) = 31.25MPa
2
2

37

Esempio di calcolo

Disco soggetto ad una pressione di forzamento.

max = ( 1 - 3)

Pi

max

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Si vuol calcolare lo stato di tensione
dellalbero intermedio del riduttore
Rapporto di trasmissione

Mm

1
L2
Mt

d
n2
M
= 1 = 1
n1
M2
d2

L3

Mm =

Pm
1

Mt =

Mm
1

Mr =

Mt
2

Dati:

P = 10 kW
n1 = 3000
1 = 0.5
2 = 0.5
D1 = 160 mm
D2 = 80 mm
L1 = 80 mm
L2 = 100 mm
L3 = 60 mm
d = 20 mm

2
L1

Mr

38

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Azione dinamica del pignone sulla ruota

F forza agente sul dente


FT componente tangenziale
FR componente radiale

Fr
F
Ft

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Forze applicate
allalbero intermedio

FT1
FR1
D1
D2
1

FR2
FT2

L1

L2

L3

39

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

+ Convenzione
positiva
FT1
FR1

Equilibrio
alla rotazione

M = 0
D1

D2

FT 2 = FT 1

FR2
FT2

FR1 = FT 1 tg = FT 1 tg 20

FT 1

D1
D
FT 2 2 = 0
2
2

D1
D2

FT 1 =

2 Pm
2M t
2M m
=
=
D1 1 D1 11
D1

FT 2 =

2 Pm
D2 11

FR 2 = FT 2 tg 20

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Posto:

D1 = 160 mm D2 = 80 mm

FT1
FR1

D1

D2

FT 1 =

2 Pm 60
D1 1 2 n1

FT 1 =

2 10000
60

= 796 N
0.16 0.5 2 3000

FR2
FT2

P = 10 kW

1 = 0.5 n1 = 3000

FT 2 = FT 1

D1
0.16
= 796
= 1592 N
D2
0.08

FR1 = FT 1 tg = FT 1 tg 20 = 796 0.36397 = 290 N


FR 2 = FT 2 tg 20 = 1592 0.36397 = 580 N

40

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Piano verticale

Piano verticale

L3
L2
L1

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Piano verticale

Piano verticale

FR2
FR1
L3
L2
L1

41

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Piano verticale

Piano verticale

2 FR2

1
FR1

L1

Esempio di calcolo

L2

L3

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Calcolo delle reazioni vincolari

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Equilibrio alla rotazione


intorno al punto A

M = 0

Piano verticale

FR1 L1 FR 2 (L1 + L2 ) + RB (L1 + L2 + L3 ) = 0

2 FR2 B

1
FR1
RA

RB

RB =

FR 2 (L1 + L2 ) FR1 L1
(L1 + L2 + L3 )

Equilibrio alla traslazione verticale

L1

L2

L3

=0

FR 2 + RA FR1 RB = 0
R A = FR1 + RB FR 2

42

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Posto:

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

L1 = 80 mm
L2 = 100 mm
L3 = 60 mm

Piano verticale

2 FR2 B

RB =

FR 2 (L1 + L2 ) FR1 L1
(L1 + L2 + L3 )

RB =

580 (0.08 + 0.1) 290 0.08


= 338 N
(0.08 + 0.1 + 0.06)

FR1
RA

RB

L1

L2

RA = FR1 + RB FR 2

L3

R A = 290 + 338 580 = 48 N

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Posto:

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

L1 = 80 mm
L2 = 100 mm
L3 = 60 mm

Piano verticale
Diagramma dei momenti

MV2
A

1
RA

RB

MV1

L1

MV1 = RA L1 = 48 0.08 = 3.8 Nm

L2

MV2 = RB L3 = 338 0.06 = 20.3 Nm

L3

43

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Piano orizzontale

Piano orizzontale

L3
L2
L1

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Piano orizzontale

Piano orizzontale

Mt
Mt

FT2

FT1
L3
L2

L1

D1
0.16
= 796
= 63.7 Nm
2
2
D
0.08
M t = FT 2 2 = 1592
= 63.7 Nm
2
2
M t = FT 1

44

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Piano orizzontale

Piano orizzontale

2
FT2

FT1

L1

Esempio di calcolo

L2

L3

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Calcolo delle reazioni vincolari

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Equilibrio alla rotazione


intorno al punto A

M = 0

Piano orizzontale

FT 1 L1 + FT 2 (L1 + L2 ) RB (L1 + L2 + L3 ) = 0
A

RB =

2
FT2

FT1
RA

RB

Equilibrio alla traslazione verticale

L1

L2

L3

FT 1 L1 + FT 2 (L1 + L2 )
(L1 + L2 + L3 )

=0

RA + RB FT 1 FT 2 = 0
R A = FT 1 + FT 2 RB

45

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Posto:

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

Piano orizzontale

2
FT2

FT1
RA

RB

L1 = 80 mm
L2 = 100 mm
L3 = 60 mm

RB =

FT 1 L1 + FT 2 (L1 + L2 )
(L1 + L2 + L3 )

RB =

796 0.08 + 1592 (0.08 + 0.1)


= 1459 N
(0.08 + 0.1 + 0.06)

RA = FT 1 + FT 2 RB
RA = 796 + 1592 1459 = 929 N

L1

L2

Esempio di calcolo

L3

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Posto:

Schema dellalbero come


trave appoggiata agli estremi

L1 = 80 mm
L2 = 100 mm
L3 = 60 mm

Piano orizzontale
Diagramma dei momenti

MO1 = RA L1 = 929 0.08 = 74.3 Nm


A

MO2 = RB L3 = 1459 0.06 = 87.5 Nm

RA

RB
MO1
L1

MO2
L2

L3

46

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore
Momento flettente complessivo nella sezione 1

MV2
Piano verticale

M 1 = M V21 + M O21

M 1 = 3.82 + 74.32 = 74.4 Nm

MV1
Piano orizzontale

Momento flettente complessivo nella sezione 2

M 2 = M V2 2 + M O2 2

M 2 = 20.32 + 87.5 2 = 89.8 Nm


MO1
L1

MO2
L2

Esempio di calcolo

L3

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

Momento torcente

D2
0.08
= 1592
= 63.7 Nm
2
2

Mt

-Mt

L1

M t = FT 2

L2

L3

47

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

f =

Stato di tensione nella sezione 2


compressione

Mf
Wf

f = 89.8

Mf

Mf

t =
+
trazione

=Mf

32
d 3

32
= 114.3MPa
0.023

Mt
16
= Mt 3
Wt
d

t = 63.7

16
= 40.6MPa
0.023

Mt

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

f = 114.3MPa

f
z

t = 40.6MPa

f

f + 2
2
2

t
f

max =

1 3
2

max =

127.2 (12.9)
= 70.0 MPa
2

z
2

114.3
114.3
2
1 =
+
+ 40.6 = 127.2 MPa
2
2

2 = 0
2

3 =

1,3 =

114.3
114.3
2

+ 40.6 = 12.9 MPa
2
2

tg 2 =

2 t

f
2
1
= atg t = 17.7
2
f

48

Esempio di calcolo

Riduttore di velocit ad ingranaggi.


Stato di tensione dellalbero intermedio del riduttore

max

Il cerchio di Mohr

3 = 12.9

t = +40.6

1 = 127.2
x = f = 114.3

y = 0

t = 40.6

Fine

49

50