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Calcolo a fatica

di componenti meccanici

Prima parte

Calcolo a fatica di componenti meccanici

Lesperienza, nella pratica costruttiva, di rotture improvvise,


dovute a carichi che si ripetono ciclicamente, ormai secolare.
Tuttavia, solo quando il metallo ha iniziato a sostituire
significativamente il legno, come materiale da costruzione,
ci si resi conto pienamente dellimportanza del fenomeno
e delle gravi conseguenze che esso pu comportare.
La reale comprensione del fenomeno relativamente recente
ed ancora oggi non si pu affermare che essa sia completa.
I primi studi sul fenomeno della fatica sono stati fatti in Germania,
dove nel 1829 un ingegnere minerario tedesco, W. A.S. Albert,
effettu alcuni esperimenti di carico ripetuto su catene di acciaio.

Primi studi
sperimentali

Tra il 1852 ed il 1870 un ingegnere ferroviario tedesco, August Whler,


condusse i primi esperimenti sistematici sul fenomeno della fatica,
per indagare su alcune inspiegabili rotture in esercizio di assili ferroviari.
Appariva sorprendente, infatti, che tali rotture avvenissero
ben al di sotto del limite elastico del materiale.

Whler condusse prove


di fatica sia in scala reale,
sugli assili ferroviari,
che su provini di
dimensioni ridotte .
Qui di fianco sono
riportati i dati che egli
ottenne nei suoi primi
esperimenti.

1 centner = 50 kgf
1 zoll2 = 1 pollice2

Danno di fatica

La fatica pu essere definita come un fenomeno di danneggiamento progressivo del materiale


che inizia con una fase di nucleazione di un microscopico cretto e che procede con una fase di
propagazione del difetto fino a dimensioni critiche, tali da provocare la rottura di schianto.

Rottura di un tirante con filettatura a sezione


rettangolare. La rottura ha avuto innesco
nella zona indicata con A

Rottura per torsione di un albero

Danno di fatica

La fatica pu essere definita come un fenomeno di danneggiamento progressivo del materiale


che inizia con una fase di nucleazione di un microscopico cretto e che procede con una fase di
propagazione del difetto fino a dimensioni critiche, tali da provocare la rottura di schianto.
Carico statico

Carico ciclico
Bande di scorrimento in un materiale duttile
dovute allapplicazione di un carico.

Nella fase di propagazione il difetto si


accresce fino alle dimensioni critiche.

Le inversioni di carico nella sollecitazione


ciclica sono allorigine alla fase di nucleazione.

Danno di fatica

La fatica pu essere definita come un fenomeno di danneggiamento progressivo del materiale


che inizia con una fase di nucleazione di un microscopico cretto e che procede con una fase di
propagazione del difetto fino a dimensioni critiche, tali da provocare la rottura di schianto.
Rappresentazione schematica di
una superficie di rottura per fatica

Zone di propagazione

Ad ogni ciclo di
carico corrisponde
un striatura che
indica un ulteriore
avanzamento del
fronte di
propagazione della
cricca.

A diverse ampiezze di carico ciclico


corrispondono diverse velocit
di propagazione.

Superfici
di rottura

Il progetto di un componente sollecitato a fatica.

Come progettare un componente sollecitato a fatica?

Esistono due possibili modi di procedere:


Il primo, che si potrebbe definire classico e che non si discosta molto concettualmente
dalla prima impostazione che Whler diede al problema, consiste nel mettere in relazione
la durata del componente, intesa come numero di cicli sopportabili, prima di giungere alla
rottura, con lo stato di sollecitazione agente sul componente stesso, basandosi sul
confronto con dati sperimentali (curve di Whler).
Il secondo, che potrebbe essere definito come un approccio locale al problema,
focalizza lattenzione sul difetto e sulle condizioni al contorno che ne determinano
laccrescimento fino alle dimensioni critiche, mettendole in relazione con i carichi
agenti e le caratteristiche di resistenza a frattura del materiale.

Il progetto di un componente sollecitato a fatica.

Come progettare un componente sollecitato a fatica?


Metodologia basata sulla curva di Whler
Questa procedura considera il componente una sorta di scatola nera
nella quale si inseriscono informazioni ed escono previsioni sulla vita a fatica,
basandosi sul paragone con ci che si osserva sperimentalmente in casi analoghi,
senza che siano noti i meccanismi che agiscono allinterno della scatola.
Carico ciclico

Dimensioni

Verifica

Componente

Durata

Prestazione del materiale


(prove di fatica)

Il progetto di un componente sollecitato a fatica.

Come progettare un componente sollecitato a fatica?


Metodologia basata sulla curva di Whler
Questa procedura considera il componente una sorta di scatola nera
nella quale si inseriscono informazioni ed escono previsioni sulla vita a fatica,
basandosi sul paragone con ci che si osserva sperimentalmente in casi analoghi,
senza che siano noti i meccanismi che agiscono allinterno della scatola.
Carico ciclico

Durata
richiesta

Progetto

Componente

Dimensioni

Prestazione del materiale


(prove di fatica)

Il progetto di un componente sollecitato a fatica.

Come progettare un componente sollecitato a fatica?


Approccio locale - Meccanica della frattura
Questa procedura prevede la vita a fatica del componente tramite una legge di accrescimento di un
difetto, preesistente nel componente, del quale si ipotizza posizione, forma e dimensione.
In altri termini come mettere in luce il meccanismo interno di danneggiamento del componente.

Carico ciclico
Legge
di accrescimento
del difetto
Durata
richiesta

Dimensioni

Componente

Progetto
Prestazione del materiale
(meccanica della frattura)
(prove di propagazione di difetti)

Il progetto di un componente sollecitato a fatica.

Come progettare un componente sollecitato a fatica?


Procedura classica
Non c alcuna ipotesi sulla dimensione e sulla posizione di eventuali difetti nel componente!
Calcolo dello stato di tensione
del componente

Relazione Tensione-Durata

F
t
Durata del componente

R
Stato di tensione nel punto pi sollecitato

Prove di fatica sul materiale

Il progetto di un componente sollecitato a fatica.

Come progettare un componente sollecitato a fatica?


Approccio locale - Meccanica della frattura

Calcolo dello stato di tensione


del componente

Dimensione del difetto


(cricca di forma semiellittica)

1
N

Ipotesi di difetto

Durata del componente

Stato di tensione nella zona del difetto


(punto pi sollecitato)

Relazione tra velocit di propagazione


e ampiezza del carico ciclico applicato

Prova di frattura e di propagazione del difetto sul materiale

Il progetto di un componente sollecitato a fatica.

Come progettare un componente sollecitato a fatica?

La procedura classica per prevedere la vita a fatica di un componente


ancora oggi il modo di procedere largamente impiegato
per il progetto e la verifica a fatica degli organi meccanici.

Semplicit di applicazione
Possibilit di ridurre al minimo i dati sperimentali necessari
Accettabile livello di affidabilit della previsione di vita

Calcolo a fatica: nomenclatura

Calcolo a fatica: nomenclatura

Si sottoponga una barra a sezione circolare piena


ad un carico assiale ciclico di trazione compressione.

Fmax
Fmin

1 R
A= a =
m 1+ R

a
m

Fmax
A

min =

Fmin
A

= max min

FFmin
max

R = min
max

max =

a =

max min
2

m =

max + min
2

max
min

Tempo

Calcolo a fatica: nomenclatura

Se Fmin = -Fmax allora si ha un ciclo a media nulla:


ed inoltre:

R=

a =

min
= 1
max

A=

m = 0

min = max

1 R
=
1+ R

max min
= max
2
R = 1 A =

Questo ciclo detto anche alterno simmetrico

max
Tempo

min

Calcolo a fatica: nomenclatura

Se Fmin = 0 allora si ha:


ed inoltre:

m =a

min = 0

max =
R=

a =

min
=0
max

A=

max
2

a 1 R
=
=1
m 1+ R

max
m
Tempo

Questo ciclo detto ciclo dallo 0

R=0

A =1

Calcolo a fatica: nomenclatura

Se Fmin > 0 si ha:

m >a

min > 0
R=

min
>0
max

A=

a 1 R
=
<1
m 1+ R

max

min
Tempo

A <1

0 < R <1

Calcolo a fatica: nomenclatura

Riducendo la parte ciclica del carico rispetto al valore medio


ci si approssima alla sollecitazione statica :

R=

min
1
max

A=

m >> a

a 1 R
=
0
m 1+ R

max
min

Tempo

R 1

A0

10

La curva di Whler

Come si ottengono i dati del materiale necessari


per eseguire il dimensionamento a fatica?

Si eseguono prove di rottura a fatica


in base alle quali si traccia la curva di Whler.

La curva di Whler

Per ottenere sperimentalmente la curva di Whler


necessario eseguire una serie di prove di fatica su provini normalizzati.
I provini vengono sollecitati con un carico ciclico,
generalmente alterno simmetrico (R= 1) e portati a rottura.

R = 1

Per ogni provino sottoposto a test si misura il carico ciclico imposto


e si registra il numero di cicli trascorsi al momento della rottura.

11

La curva di Whler

Per ogni livello di carico la prova viene ripetuta su un certo numero di provini,
sufficiente a dare carattere statistico ai dati ottenuti (generalmente tra 10 e 20).
Livello di carico 1:

N di cicli a rottura

N1

a1

R = 1
Tempo

La curva di Whler

Per ogni livello di carico la prova viene ripetuta su un certo numero di provini,
sufficiente a dare carattere statistico ai dati ottenuti (generalmente tra 10 e 20).
Livello di carico 1:
Livello di carico 2:

1
2

N di cicli a rottura
N di cicli a rottura

N1
N2

a2
2

R = 1
Tempo

12

La curva di Whler

Per ogni livello di carico la prova viene ripetuta su un certo numero di provini,
sufficiente a dare carattere statistico ai dati ottenuti (generalmente tra 10 e 20).
Livello di carico 1:
Livello di carico 2:

Livello di carico 3:

1
2
3

N1
N2
N3

N di cicli a rottura
N di cicli a rottura
N di cicli a rottura

a3
R = 1

Tempo

La curva di Whler

I risultati delle prove vengono riportati in un piano semilogartmico

1
2
3

a3
a2
a1

log N

N di cicli a rottura
N di cicli a rottura
N di cicli a rottura

N1
N2
N3

Interpolando i punti sperimentali


si ottiene la curva di Whler .

N 3 N 2 N1

log N

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La curva di Whler

La curva di Whler rappresenta un fenomeno complesso ed individua diverse aree, nel piano
a log N , alle quali sono associate altrettante procedure di progetto a fatica.

Zona della fatica oligociclica


(cicli in campo plastico)
Zona di transizione: fatica oligociclica fatica ad alto numero di cicli

Zona di progettazione a tempo


(fatica ad alto numero di cicli)

N1
N2

Zona di progettazione a vita infinita

LF
4 5
10
410
10

Zona bassa sollecitazione


e basso numero di cicli

107

N1 N 2

log N

Equivalente ad un carico statico

La curva di Whler

Nel caso non sia disponibile la curva di Whler per il particolare materiale che si intende
utilizzare possibile, in via approssimata, costruire la curva in modo semplificato:

Il rapporto

LF
R

una caratteristica del materiale

e pu assumere valori compresi generalmente


tra 0.3 e 0.5

LF

103

106

log N

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La curva di Whler

Dal diagramma
sperimentale, qui
riportato, possibile
ricavare il rapporto:

LF
R

Materiale

C10
C16
C20
C30
C40
C50
C60
40NiCrMo7
X 12CrNi 188
Fe 370
Fe 420
T1 A
T1 A
G15
G25
GS42
Ottone (90/10)
Ottone (70/30)
Ottone navale
Ottone Amm.
Bronzo (95/5)
Bronzo Mn
Bronzo Al
Monel
Cuproberillio
Avional
Ergal 55
Silumin
Ti Al6 V4

500
700
450
650
710
770
850
1000
550
370
420
830
830
150
250
420
520
910
500
400
330
500
580
540
1400
420
550
220
1010

(MPa)

LF
170
270
230
250
280
260
320
550
200
180
210
480
390
70
120
200
160
155
105
125
180
120
200
235
380
130
170
75
590

(MPa)

LF /R

Note

0.34
0.38
0.51
0.38
0.39
0.34
0.38
0.55
0.36
0.49
0.50
0.58
0.47
0.47
0.48
0.48
0.31
0.17
0.21
0.31
0.54
0.24
0.34
0.43
0.27
0.31
0.31
0.34
0.58

Limite di fatica

Normalizzato
LF
Bonificato
Valore del rapporto
R
Bonificato
per alcuni materiali
Bonificato
Bonificato
Bonificato
Dati ottenuti con prove
Temprato
di flessione rotante

Provino parallelo alla direzione di laminazione


Provino perpendicolare alla direzione di laminazione

Trafilato 108 cicli


Per molle 108 cicli
Lavorato a freddo H11.5 3x108 cicli
Lavorato a freddo H10 107 cicli
Ricotto 108 cicli
Fuso 108 cicli
Ricotto 8x107 cicli
Ricotto 108 cicli
Indurito per precipitazione 108 cicli
Bonificato
Bonificato
Fuso

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Le prove di fatica

Come si eseguono le prove di fatica?

Le prove di fatica

Flessione rotante
Flessione
semplice

Flessione pura

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Le prove di fatica

Flessione rotante

Zona di flessione pura

MF

Le prove di fatica

Flessione rotante

Co
mp
res
sio
ne

m = 0

R = 1

Tempo

Tr
az
ion
e

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Le prove di fatica

Flessione alterna

Le prove di fatica

Trazione Compressione

Con attuatore
meccanico

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Le prove di fatica

Trazione Compressione

Con attuatore
idraulico

Macchina di trazione-compressione da 20 t

Le prove di fatica

Trazione Compressione

Schema di una macchina di


trazione compressione
per prove di fatica

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Le prove di fatica

Trazione Compressione
Schema di una macchina di prova a risonanza

La curva di Whler

Dati di prove di fatica


per il tracciamento
della curva di Whler

Dalla serie di prove eseguite allo


stesso livello di carico si deve
determinare un valore della vita.

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La curva di Whler

Distribuzione della densit di probabilit di rottura in funzione del numero di cicli


per un fissato valore della sollecitazione.

La curva di Whler

Curve di Whler ottenute a diversi valori di probabilit

Dati relativi
alla lega di
alluminio
7075-T6

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Le prove di fatica

Il tipo di carico condiziona le prestazioni a fatica del materiale.

La tabella riporta il confronto, in termini percentuali, tra le tensioni limite di fatica


ottenute con diversi modi di applicazione del carico, per uno stesso materiale.

Limite di fatica
%

Tipo di sollecitazione
Flessione rotante

100%

Flessione piana

80%

Trazione-Compressione

70%

Torsione

55%

Le prove di fatica

Il tipo di carico condiziona le prestazioni a fatica del materiale.

Flessione rotante e torsione


Zona con sollecitazione pari ad almeno
il 90% della tensione massima

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Le prove di fatica

Il tipo di carico condiziona le prestazioni a fatica del materiale.

Flessione piana
Zone con sollecitazione pari ad almeno
il 90% della tensione massima

Le prove di fatica

Il tipo di carico condiziona le prestazioni a fatica del materiale.

Trazione-Compressione

Tutta la sezione raggiunge il 100%


della tensione massima

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Le prove di fatica

In alcuni casi, quando richiesta una elevatissima affidabilit strutturale, le prove di fatica vengono
eseguite in piena scala, direttamente sui componenti o sulle strutture in progetto.

Fattori che influenzano la vita a fatica

Quali sono i fattori che influenzano la vita a fatica di una struttura?

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Fattori che influenzano la vita a fatica

Il tipo di materiale.
Diversi tipi di risposta a carico ciclico:
con o senza limite di fatica.

Fattori che influenzano la vita a fatica

Confronto tra diversi materiali

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Fattori che influenzano la vita a fatica

Dipendenza dalla orientazione


preferenziale dei grani.
Ci si verifica nei componenti
ottenuti per forgiatura oppure
nelle lamiere, per effetto della
direzione di laminazione.

Fattori che influenzano la vita a fatica

Dipendenza della vita a fatica dalla dimensione dei grani cristallini.

N1

N2

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Fattori che influenzano la vita a fatica

Dipendenza della vita a fatica


dalla finitura superficiale.

Fattori che influenzano la vita a fatica

Dipendenza della vita a fatica


dalla finitura superficiale.

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Fattori che influenzano la vita a fatica

Effetto sulla durata a fatica di vari riporti metallici superficiali (placcatura).


Acciaio non rivestito

Acciaio cromato

Fattori che influenzano la vita a fatica

Effetto della dimensione del componente sulla durata a fatica.


Nei componenti di maggiori dimensioni aumenta la probabilit che un difetto si trovi in una
zona con tensione sufficientemente elevata da consentire la propagazione stabile (per fatica)
oppure innescare la frattura

Sollecitazione di flessione

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Fattori che influenzano la vita a fatica

Effetto del fattore di intaglio.

Fattori che influenzano la vita a fatica

Effetto delle tensioni


residue sul fattore di
intaglio, che influisce
fortemente sulla vita
a fatica.

Leffetto dovuto
allintaglio pu essere
ridotto (o esaltato) da
tensioni residue create
con un opportuno
precarico.

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Fattori che influenzano la vita a fatica

La deformazione meccanica a freddo migliora il comportamento a fatica, sia con un


incremento del valore medio del livello di sollecitazione sopportabile a parit di durata,
sia con una riduzione della dispersione rispetto al valor medio.
Incremento del valor medio

Densit di probabilit di rottura

Distribuzione relativa al
materiale originale

Valore medio

Distribuzione relativa al
materiale che ha subito
deformazione plastica
a freddo.

Livello di tensione

Incremento del valore minimo di tensione

Fattori che influenzano la vita a fatica

Influenza della temperatura di lavoro sulla vita a fatica.

Dati ottenuti per un acciaio al cromo:


(0.10 C, 12.3 Cr, 0.45 Mn, 0.21 Ni, 0.38 Mo)

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Fattori che influenzano la vita a fatica

Influenza della temperatura di lavoro sulla vita a fatica.

Dati ottenuti per la lega di alluminio 2024 -T6

Fattori che influenzano la vita a fatica

Effetti di un ambiente corrosivo


sulla vita a fatica.

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Fattori che influenzano la vita a fatica

Effetti della saldatura


sulla vita a fatica.

Fattori che influenzano la vita a fatica

Effetto della frequenza


di variazione del carico
sulla vita a fatica.

Laumento di frequenza
ha leffetto di migliorare la
durata fino a che non
prevale leffetto opposto,
dovuto allincremento di
temperatura provocato
dallisteresi elastica.

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Fattori che influenzano la vita a fatica

La forma della funzione carico-tempo


non sembra avere alcuna influenza
sulla vita a fatica.

Ci che crea danneggiamento


lampiezza dellinversione di carico

Fattori che influenzano la vita a fatica

Riepilogo dei principali fattori che influenzano


la durata a fatica degli organi meccanici

Composizione del materiale

Dimensioni

Dimensione del grano

Geometria - effetti dintaglio

Orientazione preferenziale dei grani

Frequenza

Trattamenti termici

Temperatura

Trattamenti superficiali

Tensioni residue

Finitura superficiale

Rivestimenti metallici

Saldature

Ambiente corrosivo

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Calcolo a fatica
di componenti meccanici

Fine della
prima parte

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