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Sommario del 31/07/2010

L'invito del Papa alla preghiera autentica: la riflessione di mons. Piero Coda
Domani Benedetto XVI presieder a mezzogiorno lAngelus nel cortile del Palazzo
apostolico di Castel Gandolfo. In queste domeniche numerosi sono i pellegrini che
giungono da tutto il mondo nella cittadina laziale per pregare insieme con il Papa. Proprio
domenica scorsa, il Pontefice, commentando il Padre Nostro, ha invitato i fedeli a fare
lesperienza della preghiera autentica. Ma cosa significa pregare? Luca Collodi lo ha
chiesto a mons. Piero Coda presidente dell'Associazione teologica italiana e preside
dell'Istituto Universitario Sophia di Loppiano, fondato da Chiara Lubich:
R. La preghiera, innanzitutto, mettersi in ascolto come ha detto Benedetto XVI
nellAngelus di domenica scorsa. La preghiera ascolto: cio, fare silenzio dentro di s,
mettere a tacere i tanti rumori, le tante voci della vita quotidiana e ascoltare la Parola
molto discreta, molto attenta, un soffio, una brezza, che ci viene da Dio. Lasciarsi
interpellare da Dio. Poi, certamente, ci sar anche il momento in cui vengono presentate
le nostre richieste, a lui gli si offre la nostra vita, ma prima di tutto la preghiera
imparare ad ascoltare la voce di Dio nel silenzio.
D. Mons. Coda, c un luogo privilegiato dove pregare? Perch spesso noi vediamo la
Chiesa come luogo principe dellincontro spirituale con Dio, ma spesso in estate noi
siamo al mare, in montagna ... C un modo, un luogo privilegiato dove pregare o la
preghiera comunque accettata in ogni luogo e in ogni tempo?
R. La preghiera pu accadere in ogni luogo e in ogni momento della nostra vita. Ci
non toglie che vi siano dei luoghi privilegiati. Se noi vediamo lesperienza dei grandi
santi, dei grandi maestri della preghiera, vedremo che loro cercano sempre dei luoghi in
cui il contatto con Dio , direi, pi spontaneo, pi naturale, e quindi la montagna,
lorizzonte infinito del mare, il tramonto, la natura, sono luoghi che naturalmente ci
portano ad elevare il nostro animo verso Dio. Perch questa la preghiera: elevatio
mentis ad Deum, dicevano gli antichi; cio, apertura, elevazione della nostra mente
verso Dio. Quindi, quando mi trovo in montagna, di fronte a un ghiacciaio, oppure in una
foresta, di fronte al mormorio della brezza del vento, in mezzo agli alberi, tra i fiori o in
qualunque altra situazione naturale bella, io sono portato attraverso la natura a incontrare
la voce di Dio.
D. - Mons. Coda, anche in vacanza non dobbiamo dimenticarci di utilizzare questo
strumento per comunicare con Dio, anche se apparentemente pu sembrare forse pi
difficile...
R. Penso proprio che paradossalmente la vacanza sia luogo principe e pi adeguato per
incontrare Dio perch nel momento della vacanza si liberi da tante occupazioni
quotidiane, la nostra mente e il nostro cuore spontaneamente sono aperti a ci che pi
intimamente essenziale nella nostra vita. Quindi, consiglierei con tutto il cuore di

sfruttare questi momenti di libert e di grazia come il momento in cui ci possiamo aprire
a un incontro pi vero, pi libero pi gratuito con Dio e, quindi, un momento di preghiera
intenso, semplice, spontaneo. (Montaggio a cura di Maria Brigini)