Sei sulla pagina 1di 1

AVVISO A PAGAMENTO

2200 INFORMATICI DI TELECOM ITALIA S.P.A.


SI INTERROGANO SUL LORO FUTURO IN SSC S.R.L.
Risposta alla lettera ai dipendenti del 3 marzo dove l’AD dichiarava
“Telecom Italia è un patrimonio che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà
per continuare a salvaguardarne le competenze e per garantirle un futuro prospero”
Egr. Dott. Franco Bernabè, Saritel, Netsiel - vennero inglobate in IT Telecom S.p.A. per realizzare le
sinergie, le razionalizzazioni e le ottimizzazioni che un unico polo informa-
come lavoratori e lavoratrici dell’IT di Telecom Italia S.p.A. ci rivolgiamo a tico poteva garantire in un’attività “core” per l’azienda. Nel 2005 tale com-
Lei con questa lettera aperta per esternarLe l’incredulità, i dubbi ed i timori parto era ritenuto talmente vitale che la stessa IT Telecom veniva incorpo-
sul futuro che attende noi, le nostre famiglie e la stessa Telecom Italia S.p.A. rata in TI.

Telecom Italia, colosso mondiale delle telecomunicazioni fino ad una deci- Oggi, invece, si fanno confluire le circa 2200 persone con alte professio-
na di anni fa, oggi rischia di implodere nel silenzio dei media attraverso un nalità e qualifiche tecniche di quella funzione in una S.r.l che nel 2009 ha
piano di dismissioni e di frazionamento di settori aziendali che dal 2001 ha avuto euro 3.541.504,00 di perdita d’esercizio, che ha ricavi totali in
dato luogo ad una lunga catena di cessioni di rami d’azienda. declino dal 2007 e che ha in TI, di fatto, l’unico committente. Le nostre
perplessità in merito sono molte: quale autosufficienza può avere SSC se
Prendendo spunto dalle note vicende giudiziarie che hanno coinvolto la produzione e l’implementazione del software vengono separate dalla
Telecom Sparkle – e verso le quali nessuno di noi ha la benché minima progettazione che rimane in TI? Quale consistenza economico/finanziaria
responsabilità – Lei il 3 marzo 2010 ha inviato a tutti i dipendenti un’apprez- può avere una società in cui non confluiscono neanche asset, server e
zabile lettera in cui ribadiva concetti che condividiamo in toto, quali la prio- licenze che continueranno a costituire valore per TI? Quali spazi di auto-
rità della tutela degli azionisti e la costruzione della fiducia dei clienti, attra- nomia restano all’AD di SSC se nel CdA di quest’ultima si trovano alti
verso il lavoro serio e responsabile dei dipendenti, nel rispetto dei valori etici dirigenti di TI? Cosa succederà se il trend economico di SSC, che ora
del Gruppo. occupa 598 persone, dovesse protrarsi nell’immediato futuro: TI ne ripia-
nerà il deficit?
Purtroppo i fatti hanno tradito le intenzioni, poiché già il 4 marzo, ossia il
giorno dopo, TI comunicava la decisione di cedere il ramo d’azienda rappre- Come Lei saprà, nei mesi passati SSC è stata sul punto di essere ceduta;
sentato dalla Funzione IT Operations a Shared Service Center S.r.l. (SSC), adesso se ne incrementa di quasi quattro volte il personale (salvo poi “effi-
sua controllata al 100%. Il mandato assegnato a SSC è di avviare tutte le ini- cientarlo”): una logica industriale più congruente non poteva essere quella di
ziative di razionalizzazione dei propri costi industriali, compreso l’efficien- incorporare SSC in TI? Ma forse la domanda più pertinente è un’altra: TI ha
tamento dell’organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitivi- davvero intenzione di investire sull’IT? I segnali, in proposito, non sono ras-
tà necessari. sicuranti.
I numeri resi pubblici nel corso della presentazione del piano industriale
Annichilire professionalità, esperienze vissute su progetti importanti e rela- 2010/12 dai protagonisti del settore rimarcano l’intento della semplificazio-
zioni umane cresciute nella condivisione di obiettivi aziendali comuni den- ne infrastrutturale per l’abbattimento dei costi - da 800 sistemi a 180, da
tro aride espressioni come “efficientamento dell’organico” suscita in noi un 12000 server a 2000, da 8 data center a 3 - ma non ci dicono nulla sulle reali
sentimento di rigetto, reso ancor più amaro dalla consapevolezza di non intenzioni di innovazione.
essere la causa delle difficoltà aziendali. Le origini vanno a nostro avviso
ricercate nelle decisioni sbagliate prese da chi, nel corso dell’ultimo decen- Le porgiamo i nostri saluti Dottore, con la speranza che si possa fare chia-
nio, si è avvicendato alla guida di TI o che comunque in essa ha rivestito rezza e superare insieme questo momento di difficoltà: siamo convinti che le
importanti incarichi. Le prove a supporto della nostra tesi potrebbero esse- ragioni fin qui espresse possano portare a rivedere le decisioni prese sotto un
re innumerevoli, ma ci limitiamo a ricordare che: orizzonte più ampio dove, oltre agli interessi economici di parte, sia tenuta
1) TI ha subito negli ultimi anni Offerte Pubbliche di Acquisto a debito che nella giusta considerazione la dignità di noi dipendenti. Siamo fieri di lavo-
hanno precluso investimenti e quindi la crescita; rare in Telecom Italia S.p.A. e sappia fin da ora che saremo sempre attenti e
2) TI paga circa 400 milioni di euro l’anno per l’affitto di immobili che determinati nella difesa dei nostri Diritti, del nostro Lavoro e della nostra
prima erano di sua proprietà e poi sono passati - sotto la precedente pre- Azienda, perché, come Lei ha ricordato, “Telecom Italia è un patrimonio
sidenza - a Pirelli Real Estate (L’Espresso n.10 dell’11/03/2010); che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facol-
3) Il CDA TI approva congrui aumenti di stipendio per il Top Management tà per continuare a salvaguardarne le competenze e per garantirle un
(ANSA del 13/04/2010); futuro prospero”…
4) TI è costretta, a causa della vicenda Sparkle, ad accantonare nei bilanci un
fondo rischi da 507 milioni di euro con conseguenti impatti economici. I lavoratori e le lavoratrici dell’IT di Telecom Italia S.p.A.
che hanno finanziato la pubblicazione.
Aspetti contraddittori si ravvisano pure nella predisposizione dei piani di
riorganizzazione e riassetto aziendale, talvolta incoerenti tra loro, sussegui- Rivolgiamo un sincero ringraziamento alle tantissime lavoratrici e ai tantis-
tisi nel tempo. Le vicende di IT Operations ne sono un tipico esempio: nel simi lavoratori, colleghi non IT, consulenti esterni, amiche e amici che con
2003 le S.p.A. del gruppo che realizzavano software, gestivano i Data Center il loro sostegno e la loro tangibile solidarietà hanno contribuito a rendere
e l’Esercizio dei sistemi e delle applicazioni di tipo core – Sodalia, Telesoft, possibile questa iniziativa.