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Capitolo 2: immunit innata

Gli agenti patogeni pi comuni sono i batteri, i funghi, i parassiti e i virus. Essi
possono agire nellambiente extracellulare o nellambiente intracellulare: a
seconda del loro sito di azione si sono evoluti nel tempo differenti meccanismi
di difesa.
Immediatamente dopo lentrata di un agente patogeno allinterno
dellorganismo i meccanismi dellimmunit innata iniziano a funzionare. Uno dei
primi meccanismi ad entrare in azione un insieme di proteine prodotte dal
fegato che formano il sistema del complemento, le cui particelle ricoprono la
superfici dei microrganismi rendendoli pi facilmente fagocitabili, soprattutto
con il componente C3 (il pi importante) il cui taglio proteolitico former una
particella C3a e una C3b, questultima quella che va a ricoprire la superficie
dellagente patogeno (fissazione del complemento). Sono note tre vie ti
attivazione del sistema del complemento, nellordine: la via alternativa, la via
lectinica e la via classica (unica che fa parte sia dellimmunit innata che
delladattativa.
-La via alternativa(1)
Meccanismo
Quando C3 sintetizzato nel fegato, il legame tioestereo nascosto allinterno
della proteina, ma quando C3 verr secreto allinterno dellambiente acquoso
del plasma, tale legame diviene accessibile allidrolisi. Il primo passo della via
alternativa proprio lidrolisi la quale andr a formare una particolare forma di
C3 chiamata iC3. Il fattore iC3 si lega al fattore B rendendolo suscettibile al
taglio proteolitico del fattore D. Questa reazione produce un frammento pi
piccolo Ba e uno pi grande Bb, che presenta attivit proteasica e resta legato
alliC3 formando la convertasi solubile (iC3Bb). Tale convertasi si lega a
molecole di C3 intatte generando C3a pi piccola, una anafilotossina, e C3b pi
grande che legato alla superficie del patogeno si lega a sua volte al fattore B,
avviene il taglio proteolitico del fattore D e alla fine di tale reazione un
frammento Bb si legher al C3b generando la convertasi alternativa (C3bBb).
Questa a differenza della convertasi solubile non pu diffondere, per cui la
maggior parte dei frammenti di C3b prodotti si andr a fissare sulla superficie
del patogeno.
Si andr pertanto ad innescare un meccanismo a feedback positivo secondo cui
molecole di convertasi alternativa taglieranno altri C3 fissando altro C3b e
innescando una nuova formazione di convertasi alternative.
Regolazione
Il fattore P properdina previene la degradazione ad opera delle proteasi della
convertasi e aumenta la velocit di reazione.
Il fattore H contrasta lazione della properdina legandosi al C3b e innescando il
taglio proteolitico del fattore I per formare iC3b che non funzione come C3
convertasi.
Unaltra classe di proteine che controllano lattivazione del complemento
comprende:
il fattore che accelera la degradazione DAF e il suo simile MCP (con azione
simile al fattore H).
DAF, MCP e fattore H sono costituiti da moduli strutturalmente simili, detti CCP
(moduli delle proteine di controllo del complemento).

Via lectinica(2) e via classica(3)


Le citochine IL-1, IL-6 E TNF modificano la secrezione di proteine plasmatiche
da parte degli epatociti, provocando la cosiddetta risposta della fase acuta. Tali
proteine sono: la proteina legante il mannosio (MBL) e la proteina C reattiva.
(2) la MBL si trova legata con due zimogeni: MASP 1 e MASP 2 che si associano
con lo stelo di MBL. Quando questo complesso si lega a macromolecole
contenenti mannosio sulla propria superficie, MASP 2 taglia prima se stessa e
poi una seconda molecola di MASP 2 attivandosi. I substrati dellattivit di
MASP 2 sono C4 e C2 del complemento. C4 interagendo con MASP 2 tagliata
in un frammento pi piccolo C4a e uno pi grande C4b. questo taglio espone il
legame tioestereo di C4b che si fissa alla superficie del patogeno. Quando C2
interagisce con MASP 2 si genera un frammento pi grande C2a e uno pi
piccolo C2b. Il complesso formatosi, C4bC2a, prende il nome di convertasi
classica, lega e taglia C3 per formare un frammento C3b attaccato alla
superficie del patogeno. Si forma pertanto una nuova convertasi alternativa e
la via lectinica converge nella via alternativa.
(3)
La via classica vede coinvolta la proteina C reattiva la quale interagisce con
una molecola C1. La molecola C1 , la cui struttura ricorda un mazzo di sei fiori,
formata da 18 polipeptidi C1q e da due C1r e due C1s, che sono due proteasi
inattive simili a MASP 1 e MASP 2. La proteina C reattiva si lega allo stelo C1q e
permette a C1r di tagliare se stessa, laltra molecola C1r ed entrambe le
molecole di C1s. essendo diventata C1s una proteasi attiva, essa taglia C4 e
C2, portando alla formazione della C3 convertasi classica C4bC2a. in questo
stadio la via classica e la via lectinica convergono.
Altre componenti del complemento formano dei pori nella membrana del
patogeno lisando il patogeno. Una C3b si lega ad una C3 convertasi alternativa
formando la C5 convertasi (C3b2Bb). Esso taglia il complesso C5 in un
frammento pi piccolo C5a e uno pi grande C5b. La funzione di C5b iniziare
la formazione del complesso di attacco alla membrana. Esso inizia il legame
con C6 e C7, si espone il sito idrofobico di C7 che si inserisce nel doppio strato
lipidico. Analogamente avviene con C8 e C9 e si formano i pori transmembrana.
La proteina S, clusterina e il fattore J prevengono la formazione del complesso
iniziale (C5b con C6 e C7). Prevengono invece il reclutamento di C9 il CD59,
HRF.
Una prima linea di difesa contro i microrganismi invasori rappresentato dai
macrofagi, residenti nei tessuti connettivi, nel tratto respiratorio e nel tratto
gastrointestinale, negli alveoli e nel fegato dove sono conosciuti come cellule di
Kuppfer. I macrofagi sono fagociti che partecipano sia allimmunit innata sia
allimmunit adattativa. Il suo recettore CR1 si lega ai frammenti C3b. A
facilitare la fagocitosi vi anche il frammento iC3b il quale lega i recettori CR3
e CR4.
Le anafilotossine C3a e C5a inducono la contrazione delle fibrocellule muscolari
lisce, determina il rilascio dei granuli dei mastociti e dei basofili, liberando
istamina e altre ammine vasoattive, aumentando la permeabilit capillare.
Queste variazioni facilitano il passaggio di proteine plasmatiche.

I principali agenti dellimmunit innata sono pertanto i macrofagi, le cellule NK


e i neutrofili. I neutrofili possono rilasciare le defensine, peptidi antimicrobici.
I recettori Toll simile, i TLR, vengono espressi da differenti tipi cellulari
permettendo una modulazione della risposta innata a seconda del tipo di
patogeno e del sito di infezione. I macrofagi esprimono il TLR4 che riconosce
LPS batterico, presente sui batteri Gram negativi. Il segnale inviato dal
recettore permette la secrezione di citochine infiammatorie. I TLR sono delle
proteine transmembrana composte da un dominio extracellulare che riconosce
il patogeno e da un dominio citoplasmatico che trasduce il segnale allinterno
della cellula. Il TLR4 riconosce LPS insieme al complesso MD2 CD14. Legame al
suo dominio Tir la proteina Myd 88 la quale a sua volta lega la protein chinasi
IRAK4. Irak4 fosforila TRAF6, si ottiene poi lattivazione di un complesso ad
attivit chinasica detto IKK, che fosforila la subunit inibitoria IkB,
provocandone la dissociazione dal complesso NfkB che libero di entrare nel
nucleo e regola la trascrizione di geni per le citochine.
Uneccezione rappresentata da TL3 che utilizza una vita di trasduzione
differente che porta allattivazione di un altro fattore di trascrizione IRF3, non
utilizza Myd88 ma due molecole adattrici dette TRIF e TRAM. LIRF3 dirige la
trascrizione di geni per gli interferoni I, citochine essenziali nella risposta
immunitaria innata contro virus e batteri intracellulari.
Nfkb dirige la trascrizione di citochine prodotte dai macrofagi attivati: IL1, IL 6,
CXCL8 (una chemochina), IL 12 E TNF . LIL 12 serve ad attivare gli NK, cellule
specializzate contro le infezioni virali. LIL 1 e il TNF facilitano lentrata di
neutrofili e cellule NK allinterno dellarea infettata. Altre molecole rilasciate dai
macrofagi sono la prostaglandine, il Paf, i radicali dellossigeno ecc. (mediatori
dellinfiammazione).
I neutrofili sono conosciuti anche come leucociti polimorfonucleati, sono ricchi
di granuli e hanno vita media breve e sono dei killer che circolano nel sangue e
sono in attesa di essere richiamati dai macrofagi nei tessuti infetti. Il
movimento dei leucociti avviene tramite varia molecole: le selectine P ed E
poste sulle cellule endoteliali e liberate dai corpi di Webel Palade, le integrine
Icam1 (cellule endotelio) e CR3 e LFA1 (neutrofili), la proteina CD31 espresse
da entrambi e la chemochina CXCL8 che richiama i leucociti. I neutrofili
lasciano due tipi di granuli: i granuli azzurofini (rilascianti lisozima, defensine,
mieloperossidasi, elastasi) e i granuli secondari (lattoferrina che compete con i
patogeni per il ferro e il rame, i costituenti del NADPH ossidasi). Il neutrofilo
maturo non pu riformare il contenuto dei suoi granuli, cos una volta utilizzati,
il neutrofilo muore per apoptosi e viene fagocitato dai macrofagi.
Quando una cellula infettata da un virus, risponde producendo citochine
dette interferoni di tipo I. Oltre a interferire con la replicazione virale,
linterferone induce anche cambiamenti che rendono la cellula pi suscettibile
allattacco dei linfociti NK. Le cellule NK rappresentano pertanto i linfociti killer
della risposta immunitaria innata. Esse hanno come obiettivo luccisione di
cellule infette (dunque agiscono nellambito delle infezioni intracellulari) e la
produzione di citochine. LIFN I ( ) favorisce lo sviluppo delle funzioni killer di
queste cellule. LIL 12 stimola le Nk a produrre lIFN che aiuta a sua volta i
macrofagi a stimolare le cellule T iniziando dunque una risposta adattativa. Con

larrivo delle cellule T effettrici le funzioni le funzioni delle cellule NK sono


disattivate dall IL 10, prodotta dai linfociti T citotossici.