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Antichi e Moderni

La riscoperta dellantico nel Settecento tedesco uno degli effetti, se si vuole il pi paradossale, di
un dibattito che attraversa lEuropa a partire dalla fine del XVII secolo: la querelle des anciens et
des modernes inaugurata negli anni Ottanta del Seicento da Charles Perrault. Nei suoi termini pi
generali, la querelle mette uno di fronte allaltro due distinti schieramenti di intellettuali e artisti del
nascente Illuminismo nettamente divisi dal giudizio che formulano sul valore della modernit
rispetto al dominante modello culturale e estetico greco-romano. La querelle vede per lo pi
prevalere, in un primo momento, il fronte dei cosiddetti modernes, ma seguitando a esercitare il suo
influsso per tutto il XVIII secolo finisce per conoscere uninattesa evoluzione, da cui si genera una
sorta di ondata di reazione degli anciens che trova in Germania fertile terreno.
La storia intellettuale e letteraria del Settecento in Germania, ancor pi che in Francia,
profondamente condizionata dalle evoluzioni della querelle. Le conseguenze del confronto, in modi
e forme diversi, sono evidenti in tutti gli autori che hanno contribuito a formare la fisionomia del
secolo: da Winckelmann a Herder, da Hamann a Goethe, da Klopstock a Schiller, da Lessing a
Hlderlin a Friedrich e August Wilhelm Schlegel. E non solo. Perch accanto alla critica darte, alla
letteratura e alla filosofia, la querelle determina in Germania una trasformazione profonda della
filologia classica che tocca ben presto vette altissime con lopera di autori come Christian Gottlob
Heyne1 e giunge fino a influenzare lopera di Friedrich Nietzsche nellultimo quarto del secolo
seguente.
In termini generali la querelle determina il sorgere di una vasta riflessione analitica intorno
ai caratteri costitutivi del presente: riflessione che da un lato mira a definire i tratti salienti del
progetto della cultura moderna, dallaltro ricerca instancabilmente le ragioni di quella dolorosa
frattura con il passato che rende vano ogni sforzo di raggiungere la perfezione degli antichi. Questo
fondamento negativo della speculazione sul tema della querelle des anciens et des modernes
ingenera soprattutto nel tardo Illuminismo tedesco una sorta di pessimismo storico-estetico che si
dirama in molte direzioni. Per Herder, come per il Winckelmann autore dei Pensieri sullimitazione
delle opere darte dei Greci (ovvero Gedanken ber die Nachahmung der griechischen Werke in
der Malerei und Bildhauerkunst del 1755), lo specchio dellantichit rifrange in pratica la
distanza dalla verit di natura che caratterizza il presente e evidenzia i limiti non solo le
peculiarit dellet contemporanea. Ma in Herder, in Winckelmann e in tutti i maggiori
1

Christian Gottlob Heyne (nato in Sassonia nel 1729, morto a Gottinga nel 1812) uno dei luminari dellUniversit di
Gottinga ed il vero artefice della grandiosa biblioteca della Georgia Augusta. Scrive circa 7000 recensioni per la
rivista Gttinger gelehrte Anzeigen cui imprime un nuovo indirizzo storico-filologico. Questo filologo sommo,
fortunato editore di classici latini e greci, lettore e ammiratore di Winckelmann, anche archeologo, storico del mondo
antico, studioso del mito e delle civilt primitive. Con Heyne nasce il problema di una definizione scientifica del mito.
Definisce la mitologia come la storia e la filosofia pi antica. lettore attentissimo dei resoconti di viaggio e delle
ricerche di carattere etnologico.

intellettuali tedeschi della seconda met del XVIII secolo le conseguenze della querelle conducono
soprattutto a una riflessione di vastissimo respiro che unendo filologia, archeologia, antropologia,
filosofia della storia e estetica conduce per vie dirette al primo grande exploit europeo della
letteratura tedesca in quel densissimo mezzo secolo che va sotto il nome di et di Goethe.

Johann Joachim Winckelmann (1717-1768)


Limportanza dellopera di Winckelmann dimostra gi di per s il valore che le conseguenze della
querelle francese assumono in Germania, poich proprio con il grande storico dellarte antica che
lestetica normativa dominante tra il Rinascimento e lIlluminismo inizia a trasformarsi:
limitazione dei Greci diventa il fondamento di un progetto che mira al rinnovamento dellarte
moderna. Il pi vistoso atto iniziale di questa trasformazione probabilmente da scorgere nei
Pensieri sullimitazione in cui gi sono delineate le linee di fondo del progetto winckelmanniano e
le sue caratteristiche salienti. La prima vera rivoluzione introdotta da Winckelmann quella di
sostituire al canone estetico latino-rinascimentale dominante nel neoclassicismo europeo del XVII
secolo il modello greco o, meglio, greco-romano dischiuso dalle scoperte filologiche e
archeologiche del nuovo secolo e da uno studio intensissimo della statuaria greca condotto dal vivo,
in Italia, sulle copie romane. Questo spostamento significativo fa s che, insieme alla critica delle
artificiosit barocche e rococ, Winckelmann possa sviluppare una forte polemica contro tutte le
poetiche e le estetiche che si limitano a concepire il recupero dellantico come imitazione manierata
delle sue forme. Egli, al contrario, concepisce lautorit del modello greco come presupposto della
creazione secondo le regole della natura, vero e unico criterio guida dellarte antica. Nei Pensieri
questa idea pi volte ribadita: Quando lartista scrive ad esempio Winckelmann lascia
condurre la sua mano e la sua mente dalla regola greca della bellezza, intraprende la via che lo
condurr con sicurezza allimitazione della natura. Lorientamento al modello antico serve dunque
a introdurre una vera e propria rivoluzione nellarte moderna. Questa deve essere infatti sottratta
alla sua frammentariet grazie al recupero di quei concetti di perfezione e compiutezza che sono il
fondamento dellarte antica.

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