Sei sulla pagina 1di 398

FRANZ MEHRING

STORIA DELLA
SOCIALDEMOCRAZIA TEDESCA I
EDITORI RIUNITI

Franz Mehring

Storia
della socialdemocrazia tedesca
Prefazione di Ernesto Ragionieri

m
f

Editori Riuniti

Dal 1830 al 1840

75

1. Effetti della rivoluzione di Luglio, p. 75. - 2 .


nomici. La nuova letteratura, p. 81. - 3- La lotta
e il romanticismo, p. 86.

Il comunismo dei garzoni artigiani


1. Societ segrete di profughi tedeschi, p.
Weitling, p 100.

La vittoria del romanticismo


La dissoluzione della filosofia classica
1 Bruno Bauer e Ludwig Feuerbach, p. 117.
ahrhcher. Lirica politica, p. 123.

109

116
- 2. Deutsche

129

La Rheinische Zeitung

146

Deutsch-Franzosische Jahrbucher
J i S t l S r -C3f i Glida^coTSAa E^gei?,6p : 166. - T
famiglia, p. 180.

192

Karl Marx e Friedrich Engels

208

tori slesiani, p. 228.

235

il socialismo tedesco

, i-1_ n
? Socialismo borghese,
1. Socialismo cristiano-feudale P'
. ' n ' 246 - 4. Max Stimer,
r, 944 - 3 Socialismo filosofico-letterano, p. n
.
p. 252'. - 5. E socialismo di Stato di Rodberms, p. 255. - 6. Linea
socialista, p. 268.

Il materialismo storico

91
91. - 2. Wilhelm

....

,7S

275

Marx

1 Engels sulla situazione degli operai in|les1 P- 27^ - Zsu Feuerbach, p. 287. - 3. Marx contro Proudhon, p. 292.

la Leta dei comunisti

310
..

...

3 La crisi nella Lega dei giusti, p. 52V.

Il manifesto comunista

vi

33 6

Prefazione

divenuto ormai un luogo comune, anche se da questa diffusione


siamo ancora ben lontani dallaver tratto tutte le conseguenze sul piano
della ricerca storiografica, che nellultimo decennio del secolo XIX il
movimento operaio si venne delineando come una grande forza inter
nazionale in tutta lEuropa. A partire dalla costituzione della Seconda
Internazionale, avvenuta a Parigi il 14 luglio 1889, e via via col
grande movimento di scioperi che prende le mosse da quello dei m i
natori della Ruhr e degli scaricatori dei docks di Londra, per diffondersi
come una grande ondata in tutti i paesi dEuropa e nellAmerica set
tentrionale, il movimento della classe operaia cominci con lassu
mere un posto di rilievo sempre maggiore non soltanto nei programmi
e nellazione dei partiti socialisti, ma anche nel riconoscimento uni
versale. La Conferenza di Berlino, organizzata nel 1890 dall'imperatore
Guglielmo II per fissare sul piano internazionale alcuni punti di legi
slazione del lavoro, e subito dopo, nel 1891, lEnciclica Rerum Novarum
di Papa Leone XIII costituivano la dimostrazione pi certa del posto
che il movimento operaio veniva assumendo, dei problemi che sapeva
suscitare e proporre anche fuori della sua pi immediata sfera di
influenza. Collegata con questa importanza sempre crescente la
influenza degli ideali del socialismo. Di qui scaturisce la nascita, che
caratteristica di questo decennio, di una storiografia del movimento
' operaio, e cio non soltanto di indagini e di inchieste dedicate alla
situazione degli operai e delle loro condizioni di vita, non soltanto
di raccolte di notizie relative a questa o a quella agitazione o di centoni
bio-bibliografici relativi alla vita di agitatori socialisti o a dottrine
socialiste, ma di opere storiche destinate a tracciare, in situazioni

VI I

particolari e secondo Zangolatura di una problematica specifica, la


genesi e lo sviluppo del movimento in connessione con la formazio
ne delle forze produttive e con la storia politica, economica e sociale
generale. di questo decennio la discussione e la preparazione, per
altro non arrivata a risultati considerevoli, di una storia generale del
socialismo, nello stato maggiore della socialdemocrazia europea. so
prattutto di questo decennio la pubblicazione dei due primi, e. in
certo senso, ancora insuperati, classici della storia del movimento
operaio; la History of Trade-Unions di S. e B. W ebb (1894) e la
Geschichte der deutschen Sozialdemokratie di Franz Mehring ( 1897
1898). Due opere per tanti aspetti assai diverse di storia del movi
mento operaio, che rispecchiano fino nella istituzione posta al centro
della propria storia l il sindacato, qua il partito lo sviluppo
per tanti aspetti assai diverso che il movimento della classe operaia
aveva avuto nei due paesi dove maggiormente si era affermato, in
Inghilterra e in Germania, ma che segnano insieme il proporsi ad un
livello pi elevato del tema movimento operaio.

I
La storia della socialdemocrazia tedesca non era un tema nuovo di
riflessione e di studio per Franz M.ehring allorch egli, giornalista di
gran nome che da poco aveva aderito al partito socialdemocratico, ma
gi carico della gloria procuratagli dalla Lessing-Legende e del pre
stigio conferitogli dagli articoli pubblicati, ancorch anonimi, sulle
colonne della Neue Zeit ebbe lincarico dalleditore Dietz e dalla
direzione del partito di scrivere la storia della socialdemocrazia tedesca.
Che linvito a scrivere proprio sullo stesso argomento gli fosse stato
rivolto un anno avanti da uno scrittore conservatore come Schmoller,

1 Cfr. la lettera di Kautsky a Victor Adler del 5 agosto 1891 sull'inizio


della collaborazione di Mehring a Die Neue Zeit in VICTOR ADLER,
Briefw echsel mit August B ebel und K arl Kautsky, gesammelt und erlutert
von Friedrich Adler, W ien, 1954, p. 76.
Particolarmente importanti sono in proposito gli entusiastici giudizi di
Engels, cfr. Friedrich Engels ad August Bebel 8 marzo 1892 in FRIEDRICH
ENGELS, B rieje an B ebel, Berlin, 1957, p. 220 e Friedrich Engels a Karl
Kautsky 29 settembre 1892 in Friedrich Engels B riefw echsel m it K arl Kautsky
herausgegeben und bearbeitet von Benedikt Kautsky, W ien, 1955, p. 370.

Vili

il direttore dei Preussische Jahrbucher > 2, stava appunto ad indicare


i urne, allesterno non meno che allinterno delle file del partito al
1/ uale egli aveva aderito, Mehring apparisse come il pi indicato per
.molvere quel compito e fosse atteso a quella prova. Numerosi elementi,
infatti, tanto della sua biografia politica quanto della sua formazione
di studioso e di scrittore di storia, stavano alla base di quella indi
cazione.

Forse pochi fra i socialisti della Seconda Internazionale, certo nes\un altro fra i socialdemocratici tedeschi, ebbero il tratto caratteristico
della formazione ideale e politica di Franz Mehring, di approdare al
marxismo e al partito politico della classe operaia, nel vivo di un
drammatico e prolungato confronto con le tradizioni e con le lotte
politiche e sociali del proprio paese. In questo senso da considerare
esatta la definizione di Lukcs, che ravvisa in Mehring lunico rap
presentante coerente nella socialdemocrazia tedesca della tradizione
che discendeva da Marx e da Engels e che richiedeva una lotta ri
soluta per la effettiva democratizzazione della Germania e per un com
pimento democratico-rivoluzionario dellunit nazionale3. La socialde
mocrazia e il movimento operaio avevano operato come elemento ca
talizzatore definitivo nel corso di questo processo. Fino dai giorni del
suo primo apprendistato nel giornalismo politico, ai tempi della guerra
franco-prussiana e della Comune, linteresse per la socialdemocrazia e
per il movimento operaio aveva costituito un tema costante dei suoi
scritti, un punto permanente di riferimento del suo atteggiamento,

2 Della proposta di Schmoller Mehring informava in questi termini


Wilhelm Liebknecht con questa lettera del 27 marzo 1891, chiedendo un pa
rere che deve essere stato espresso probabilmente in forma negativa : Eben
war Prof. Schmoller bei mir und ersuchte mich, ihm im Umfange von 7-8
Druckbogen eine Geschichte der Sozialdemokratie zu schreiben. Ich lehnte
zunchst sab, da seine und meine Ansichten zu weit auseinander gingen; er
antwortet, das wisse er auch, er werde sich eventuell durch eine redaktionelle
Fussnote saldieren; ihm liege an einer ganz objektiven, aber moglichsten genauen
und reichhaltigen Darstellung und er habe sich deshalb an mich gewandt,
weil er voraussetzt, dass ich am ehesten zuverlassiges Material erhalten und in
wissenschaftlicher Form verarbeiten knne. Ich behielt mir nunmehr einige
Bedenkzeit vor und mchte Sie bitten, mir gelegentlich Ihren Rat zu erteilen.
Halten Sie die Sache fiir irgendw ie bedenklich, so lehne ich unbedingt ab. Und
falls ich annehme, wiirden Sie mit solchem Material, das die ffentlichkeit
vertrgt, unterstiitzen? (Institut fiir Marxismus-Leninismus beim Z K det
SED, Liebknecht Nachlass, Ms. 55/255).
3 G y RGI LUKCS, La distruzione della ragione, trad. di Eraldo Arnauld,
Torino, 1959, p. 63.

cosi ricco di mutamenti e per certi aspetti anche cosi contraddittorio,


nella vita politica della Germania bismarckiana. Allinizio egli aveva
mutuato dai suoi maestri, i democratico-borghesi Johann Jacoby e
Guido Weiss, una simpatia assai viva per il movimento dei lavora
tori, considerato come un alleato importante, seppure subalterno, nella
lotta che i democratici andavano conducendo contro il sistema poli
tico bismarckiano. A questa simpatia si erano ispirati tutti i suoi scritti
giovanili, fino alla difesa del movimento socialista che egli aveva
compiuta in un opuscolo pubblicato anonimo contro un pamphlet di
violenta requisitoria antisocialista di Treitschke. Poi, dal 1875 al 1880,
quellatteggiamento di simpatia si era mutato nellavversione pi re
cisa e Mehring, da difensore liberale del movimento operaio era
divenuto lo testimonieranno nel 1903 Bebel e Kautsky lo scrit
tore pi temuto e pi odiato dai socialdemocratici. Al di l di ogni
motivo psicologico, che pure non deve essere trascurato, vale a spie
gare quel trapasso il richiamo al modificarsi dei termini della lotta
politica, all'acutizzarsi delle lotte delle classi della Germania di quegli
anni. Da una parte, la spinta verso la formazione delle strutture del
capitale monopolistico che si riflette nella politica del Cancelliere di
ferro e che culmina nelle leggi sui dazi protettivi e nei provvedi
menti antisocialisti, dallaltra il consolidarsi di un partito unificato
della classe operaia tedesca: questi elementi nuovi tolgono ogni mar
gine effettivo di sviluppo alla posizione di esterna simpatia di Mehring
per il movimento operaio, la rendono di fatto superata . In quel
la nuova situazione Mehring scelse per le leggi antisocialiste e per la
politica bismarckiana delle riforme dallalto. Sar successivamente la
constatazione dellinsuccesso delle leggi antisocialiste, la visione della
ferma resistenza della classe operaia tedesca a provocare linversione
di rotta, questa volta ben pi consistente e approfondita da un punto
di vista teorico, della sua tendenza politica. Dalla opposizione di
intonazione liberoscambista alla politica economica di Bsmarck, alla
protesta contro l'introduzione del diversivo antisemitico nella lotta p o
ltica e sociale, dai ripetuti tentativi di costituire un centro di raggrup
pamento democratico-borghese delle forze di opposizione a Bismarck
alla difesa sempre pi aperta che egli assunse della condotta della so
cialdemocrazia e del movimento operaio perseguitati: sono queste le
tappe attraverso le quali egli passa prima di giungere al riconoscimento
che soltanto la lotta della classe operaia costituisce lunica alternativa
di democrazia e di libert politica alle forze dominanti e di trarre da
x

queste conclusioni la conseguenza delladesione al partito socialdemo


cratico \
/ momenti pi importanti di questa complessa evoluzione politica di
Mehring avevano trovato un riscontro puntuale e preciso nelle prove
che egli aveva tentato di farsi storico della socialdemocrazia tedesca.
I suoi spiccatissimi interessi per la storia politica e letteraria della
Germania, la tendenza che fu in lui sempre presente di concepire
la posizione e lattivit politica come lespressione del risultato cui
lo avevano condotto lanalisi e la ricerca storica, lo riconducevano
sempre ad affrontare in sede storica il tema che era divenuto la pietra
di paragone della sua posizione politica.
Il complesso di scritti che egli dedic alla storia della socialdemo
crazia tedesca fra il 1876 e il 1880 riflettono, insieme alla posizione
negativa che egli aveva assunto nei confronti di questo movimento,
una concezione tradizionalistica, nel senso dellidealismo tedesco, della
storia dei movimenti sociali e politici della Germania moderna45.
Mehring vi dichiarava in modo esplicito di essersi venuto disgustando
degli eccessi e della mancanza di misura del movimento dei
lavoratori, di considerarsi guarito delle illusioni che per un certo tempo
aveva nutrito circa la possibilit di conciliare il comunismo moderno
col pensiero moderno . La storia del movimento socialdemocratico gli
appariva, alla luce di questa sua posizione generale, slegata e distaccata
dalla storia del paese, come un frutto in qualche modo artificioso del
lopera delle grandi personalit che gli avevano dato vita. Fra le
lotte per la rivoluzione democratico-borghese e per lunificazione della

4 Cfr. T homas HHLB, Franz Mehring. Sein W eg zum Marxismus. Zweite


verbesserte und erweiterte Auflage, Berlin, 1958. Per la letteratura su Mehring
mi permetto di rinviare alla mia prefazione alla traduzione italiana della Storia
della G erm ania moderna, Milano, 1957 e alla mia nota bibliografica Franz
Mehring in Studi Storici, I (1950-60), pp. 410-420, che esamina le pro
spettive e i risultati della recente ripresa degli studi su Mehring nella R e
pubblica democratica tedesca.
5 I pi importanti scritti di Mehring sulla socialdemocrazia tedesca in
questo periodo sono i seguenti; Zur Geschichte der deutschen Sozialdemokratie:
ein historischer Versuch, Magdeburg, 1877 (rielaborazione di una serie di
articoli pubblicati sulla Magdeburgische Zeitung ); D ie deutsche Sozialde
m okratie, ih re Geschichte und ihre L ebre; eine historisch-kritische Darstellung,
Bremen, 1877 (ripubblicazione della precedente con l'aggiunta di una parte
teorica), Mehring pubblic inoltre successive edizioni aggiornate di questa
stessa opera nel 1878 e nel 1879. Infine, fra il 1879 e il 1880 Mehring pub
blic una serie di articoli sempre sulla socialdemocrazia tedesca sul giornale
illustrato D ie Gartenlaube .
XI

Germania, fra laffermarsi in Germania del sistema di produzione ca


pitalistico e la conseguente formazione della classe operaia e il costi
tuirsi di un movimento socialdemocratico, Mehring non istituiva in
quel momento connessione alcuna. La sua attenzione prevalente era
attratta da Marx e da Lassalle, da un Marx che egli ancora conosceva
poco pi che di fama e sul quale trasferiva lavversione verso quei
seguaci che egli riteneva avessero prevalso nel congresso di unifica
zione di Gotha (1875) e da un Lassalle, i cui scritti egli confessava
aver costituito il punto davvio dal quale aveva preso le mosse
per cominciare ad interessarsi della questione sociale . Nel paragone
fra i due, che il motivo pi frequentemente ricorrente in questa pri
ma serie di scritti storici sulla socialdemocrazia tedesca, Mehring prende
posizione decisamente per Lassalle, e seppure non lo giustifica o non
lo esalta per tutte le sue caratteristiche, ne contrappone positivamente
i tratti di socialista nazionale al comunismo internazionale di
Marx.
Il Mehring che ritent la prova nel 1884, senza peraltro portare a
un compimento definitivo il programma che si era inizialmente pro
posto, era gi un altro da quello della prima serie di scritti. Non sol
tanto erano svanite le sue effimere simpatie bismarckiane ed era mu
tata la sua posizione politica nei confronti della socialdemocrazia e del
movimento operaio, che egli aveva ripreso a difendere coraggiosa
mente dalle colonne della stampa democratico-borghese. Lo studio e la
conoscenza degli scritti e del pensiero di Marx e Engels avevano pro
gredito in questi anni, si pu dire in misura maggiore di quanto non
si fosse modificata in senso democratico avanzato la sua posizione
politica. Larticolo che egli aveva scritto in morte di M arx6 mostra
come egli si fosse liberato della banale ripetizione dei luoghi comuni
dellantimarxismo volgare, si fosse gi appropriato dei concetti fondamentali della concezione materialistica della storia e avesse iniziato
quella ricostruzione critica della attivit politica rivoluzionaria di Marx,
che, iniziata in quel momento nei termini generalissimi della contrap
posizione fra realismo e utopismo politico, doveva non interrompersi
mai e prolungarsi fino alla Vita di Marx pubblicata alla vigilia della
morte (1918). Radicalmente sconvolta dal modificarsi di questi termini

6 F ranz M eh rin g , K arl Marx, in Weser-Zeitung , 22 marzo 883, 1


aprile 1883 e 2 aprile 1883 ora riprodotti in T h o m a s H h l e , op. cit., pa
gine 402-413.

XII

di ispirazione appariva inoltre tutta quanta la -sua prospettiva della


itorta del movimento operaio. In primo luogo essa diveniva internauonale, da specificamente ed esclusivamente tedesca quale si era presen
tala allinizio; anche questo corrispondeva, oltre che allessenza stessa
del movimento operaio, alla identificazione delle radici storiche del
marxismo, e in modo pi particolare a quelle che Lenin doveva defirme le tre fonti del marxismo, e che per Mehring furono identificate,
a partire da questo momento, nella rivoluzione francese, nelleconomia
tlatsica inglese e nella filosofia idealistica tedesca Ed alla rivoluzione
Irancete, al movimento cartista inglese, alle origini storiche della que
ll ione operaia in Germania sono infatti dedicati i saggi che Mehring
pubblic nel 1884 sul *Demokratiscbes Wochenblatt 8. N meno
ugnificativo il fatto che, nel saggio Ueber die falsche und die wahre
Ceschichtsschreibung che apriva questa serie d articoli, egli prendesse
decisa posizione contro la storiografia tradizionale prussiana, incapace
anche nei suoi maggiori esponenti di esprimere il senso e la ricchezza
dello sviluppo storico, fuorviatrice di una giusta comprensione del pos
tato nazionale. Egli rimproverava a questa storiografia di indugiare
con assoluta prevalenza sulle insignificanti storie dei re, delle corti, dei
diplomatici, delle battaglie e degli assedi, mentre essa trascura o tratta
nel modo pi ingiusto la storia del bvoro e della scienza, queste uniche
Uve operose dello sviluppo della civilt um ana*. Ranke, Treitschke e
Droysen sono indicati dal Mehring quali esponenti della tendenza a
deformare la storb nel senso di creare il culto dei monarchi e dei
dominatori e di infondere nel popolo la convinzione d elb sua po
chezza e il senso della sua limitata capacit. Voltaire e Montesquieu,
llerder e Buckle sono invece ravvisati dal Mehring come i pionie
ri e gli iniziatori di una tendenza storiografica che non cerca pi
i progressi d elb cultura e d elb civilt nei segreti delle corti, nel
le macchinazioni d elb diplomazb, negli orrori delle battaglie, nei
confessionali delle chiese, ma nei centri del bvoro intellettuale e maleriale *. Chi considera b storb del secolo decimonono come una
storb di re e di preti, di comandanti di eserciti e di uomini di Stato,7

7 la formulazione delle tre fonti del marxismo che si trova anche


urlio scritto teorico pubblicato in appendice alla prima edizione della LessingI.egende (cfr. FRANZ MBHRDJG, lleb e r den historiscben Materialismus, Berlin,
1946).
Ora riprodotti in Thomas Hohlb, op. ci!., pp. 413-446.
XIII

non arriver mai a riconoscere esattamente le sue forze motrici: essa


piuttosto una storia del lavoro e dei lavoratori, tanto del lavoro e dei
lavoratori manuali quanto del lavoro e dei lavoratori intellettuali 9.
Meno interessante forse seguire nei dettagli la esecuzione ancorch
parziale di questo programma di storia del lavoro e dei lavoratori
che Mehring seppe conseguire nei suoi articoli del 1884. Essi sono tutti
ancorati alle sue posizioni politiche del momento che ritenevano an
cora possibile un accordo per la realizzazione delle riforme sociali tra
lo Stato, modificato nella sua direzione politica, e liniziativa del m o
vimento dei lavoratori. Perci consideravano come interrotto e incom
piuto il processo iniziato dalla Rivoluzione francese, vedevano pro
filarsi da lontano, intessuta di tutto il suo ritardato sviluppo e di
tutte le sue contraddizioni, lorigine della questione operaia in Ger
mania, guardavano con ammirazione alla situazione inglese ove i rap
porti fra le classi sociali erano venuti configurandosi nelle forme in quel
momento definite da Mehring come esemplari. Tutte queste afferma
zioni erano destinate ad essere rapidamente modificate e superate. Do
veva restare invece come tratto caratteristico anche della successiva
operosit di Mehring storico del popolo tedesco e della socialdemo
crazia tedesca quellaccento particolare che nella acquisizione del mar
xismo batteva sulla eredit illuministica, sulla concezione del compito
dello storico considerato come un combattente che libera la narrazione
della storia dalle interessate leggende che intorno ad essa hanno
intessuto le classi dominanti e i fautori delloppressione e, mentre ne
salva la verit, consegna al popolo i risultati del suo lavoro per
illuminarlo sulla via che deve seguire. Questo elemento ha una im
portanza decisiva per orientare lattivit storiografica di Eranz Meh
ring. Costituir la forma peculiare della sua acquisizione del ma
terialismo storico, lispirazione della maggior parte dei suoi lavori
storici (dalla Lessing-Legende al Gustav Adolf, agli scritti di storia
prussiana e, per altri versi, anche a Das Leben von Karl Marx), sar
probabilmente la fonte principale, anche se non esclusiva, di certe sue
valutazioni affrettate e unilaterali.
Il Mehring? che allinizio del 1892 si accingeva ancora una volta
alla trattazione del tema da lui prediletto, aveva invero maturato nuove
possibilit. La sua adesione al partito socialdemocratico (1891), oltre

Cfr. anche per questo articolo T h om a s H h l e , op. cit., pp. 419-424.


XIV

ad essere la conseguenza del riconoscimento che al di fuori del partito


politico della classe operaia non esisteva in Germania forza politica
i apace di portare a compimento la rivoluzione democratica, costituiva
altres la presa di coscienza attiva della forza e della capacit mostrate
dalla socialdemocrazia tedesca nei dodici anni della persecuzione bismarckiana, e la decisione di unirsi alla sua lotta, superando ogni
ritrosia che poteva destare il ricordo della sua precedente e opposta
posizione politica. La sua assimilazione del marxismo, come concezione
del mondo e come mptodo per la indagine e per la interpretazione
della storia, perveniva nel 1893, al termine della pubblicazione della
l-essing-Legende, ad una formulazione teorica nella quale il marxismo
delle elaborazioni caratteristiche del periodo della Seconda Interna
zionale si colorava sensibilmente attraverso la polemica contro la scuo
la storica del romanticismo economico e contro il comunismo feu
dale 1012. Ma soprattutto, in questi anni, egli era pervenuto alla con
vinzione, fatta consapevolezza generale orientatrice di tutto il suo mon
do ideale e morale, che, per esprimerci con parole che egli scriver di
Il a qualche anno, la classe operaia tedesca si era portata al
centro della corrente dello sviluppo storico, da cui nessuna potenza
al mondo poteva pi allontanarla. Il suo destino divent il destino
della nazione, che da quando esiste una storia tedesca non mai
stato affidato a mani, pi forti e pi fidate ll.
Il lavoro per la preparazione e per la elaborazione di questopera,
a lla quale Mehring si dedic con grande impegno destinandovi tutto
il tempo che gli restava disponibile dalla sua attivit di collaboratore
fuso della Neue Zeit e di dirigente lattivit teatrale e artistica
della V olksbiihne di Berlino, port via pi di cinque anni e conobbe
arresti e ritardi per lo pi sconosciuti ad un lavoratore della tempra
e dellenergia del Mehring, del quale veramente si potrebbe ripetere
una sua espressione preferita e da lui pi volte adoperata a proposito
di altri, e cio che possedeva una forza di lavoro e una gioia del
lavoro, quali sono riservati soltanto agli eletti fra i mortali > lz. N
fu soltanto la ricerca della documentazione alla base di questo ritardo.

10 Si veda particolarmente Franz M e h r in g , U eber den historischen Malerialismus, cit., p. 29 e sgg.


11 Cfr. FRANZ M e h r in g , Storia della Germania m oderna, cit., p. 284.
12 Mehring si espresse in questi stessi termini tanto neUarticolo scritto in
morte di Karl Marx quanto nel necrologio di Leopold von Ranke. cft. T hom as
H h l e , op. cit., pp. 403 e 470.

xv

Le raccolte di giornali e il materiale documentario fino a quel momento


disperso in varie localit che si veniva raccogliendo a Berlino nella
biblioteca e nellarchivio del partito furono fino dallinizio a sua di
sposizione; i veterani del movimento gli furono larghissimi di me
morie e di testimonianze nonch dei documenti che personalmente
conservavano. Di un possibile accesso agli archivi statali non si parl
mai, e perch sarebbe stato addirittura impensabile che uno storico
socialdemocratico potesse consultarvi documenti di data relativamente
recente, o addirittura accedervi, quando la prassi che vigeva negli ar
chivi prussiani era ispirata alla massima arbitrariet anche per studiosi
di orientamento conservatore,3, e perch il Mehring riteneva i do
cumenti provenienti dagli archivi statali tuttaltro che indispensabili
per la storia di un movimento rivoluzionario 4. La difficolt stava in
altro, e cio nel riprendere e nel ripercorrere ora, in una mutata pro
spettiva e da un nuovo punto di vista, un tema col quale Mehring si
era confrontato si pu dire quasi ininterrottamente nel corso di un
ventennio, di considerare ora nella misura e sotto la prospettiva della
storia un argomento che egli non aveva, vero, mai cessato d con
siderare e di indagare, ma sempre per scriverne nellurgenza della bat
taglia e della polemica quotidiana. Di qui la necessit di riprendere in
esame anche ci che sembrava gi conosciuto e acquisito per tornare
a considerare uomini, avvenimenti e problemi da ogni punto di vista,
nei nessi delle concatenazioni e dei confronti, con un lavoro critico
instancabile, potremmo dire, di fronte alle proprie non meno che di
fronte alle altrui leggende 15.
Il primo volume, che avrebbe dovuto essere pronto pei primi mesi
del 1895, fu finito soltanto un anno dopo, allinizio del 1896, e pubbli
cato allinizio del 1897. Il secondo vide la luce nel 1898. Grandi fu-

Sullamministrazione degli archivi prussiani durante l'et guglielmina


molti particolari interessanti nel volume di memorie giovanili del Meinecke
(F riedrich M einecke , Erlebtcs 1862-1901, Leipzig, 1941, pp. 137-149).
M Circa 1 importanza attribuita da M ehring ai documenti di archivio si
veda I articolo Ueber die fatiche urici d ie u-ahre Gescbicbtsschreibung, cit., ed anche
F ranz M e h r in g , G esam m elte Schrijten, Bd. Ili, pp. 55-59.
Significativa in proposito la lettera inviata da Mehring a Bernstein il
15 gennaio 1S94 a proposito Jeil'andamento del suo lavoro: Ich denke mit
Grauen tlaran, wie ich fertig werden soli. Wenn man sich zwanzig Jahre lang
last jeden Tag mit der Sache beschaftigt hat, g'aubt man sch zu beherrschen,
aber es fehlt an alien Ecken und Enden, und ich habe noch nie ein so
hoffnungsloses Tief in einet Arbeit besessen, wie in dieser (Internationaal
Instituut voor sociale Geschiedenis, Amsterdam, Bernstein N achlass D 454).
XV I

ilitio gli elogi delleditore D ietz,e e in quel momento anche di


Kautsky11. Immediato il successo negli ambienti del partito socialde
mocratico, nonostante la violenta campagna di stampa che fu montata
ut quella circostanza per ricordare che lautore di quellopera aveva
icritto negli anni 70 libelli di ben diverso tenore sulla storia della
tocial democrazia tedesca1S. In Italia, ove il partito socialista sotto la
reazione seguita ai moti del 98 stava vivendo esperienze assai simili
a quelle cui aveva dovuto sottostare la socialdemocrazia tedesca sotto
llismarck, la Kuliscioff consigli al Turati ancora recluso nelle carceri
d i Pallanza di promuovere presso la Critica Sociale la pubblica
zione in volumetto separato della parte relativa alla storia della soi ialdemocrazia tedesca durante il periodo delle leggi eccezionaliJfl.

16 Si vedano le lettere di Heinrich Dietz a Franz Mehring negli anni 18961897 conservate allIstituto del marxismo-leninismo presso il CC del PCUS,
Ponds Mehring.
n Kautsky, dopo aver Ietto le prime patti, ne scriveva entusiasticamente a
Mehring il 18 maggio 1897 definendo lopera una impresa grandiosa (eine
grossartige Leistung) e riconoscendo che nei primi capitoli si presentavano
le maggiori difficolt di tutto il lavoro ( der Anfang war hier das schwerste)
(Istituto del marxismo-leninismo presso il CC del PCUS, Fonds Mehr.ng).
18 Si veda, ad esempio di questa campagna, la recensione di Georg Adler
comparsa sulla Zeitschrift fiir Sozialwissenschaft , 1898, pp. 361-368 e
722-730, poi ripresa, ampliata ed accolta in un volumetto indipendente (GEORG
Ad l e r , Franz Mehring als Historiker, Kiel und Le:pzig, 1903) in occasione della
seconda edizione della Geschichte der deutschen Sozialdem okratie e degli at
tacchi dei revisionisti a Mehring durante il congresso di Dresda della SPD.
Mehring vi veniva accusato di avere sostituito una nuova tendenziosit marxista
alla antica tendenziosit nazionalliberale e insieme di volgere in parodia la
concezione marxistica della storia ecc.
19 Anna Kuliscioff a Filippo Turati 14 maggio 1899 in FILIPPO T u r a t i Anna KULISCIOFF, Carteggio, a cura di Alessandro Schiavi, voi. I (maggio
1898-giugno 1899), Torino, 1949, PP 441-442. Sulle trattative rese assai com
plesse dalla precedente iniziativa del Ciccotti, relative alla pubblicazione in vo
lume separato di questa parte dellopera del Mehring si vedano le lettere di
Turati a Kautsky del 26 agosto 1899, 3 settembre e 2 ottobre 1899 in Instituur voor socia'en Geschiedenis, Amsterdam, K ansky N achlan, D X XII, 329,
240, 241, la cartolina di Turati a Mehring del 26 marzo 1900 in Istituto del
marxismo-leninismo presso il CC del PCUS Mosca, Fondi Mehring, 1 accordo di massirra di Mehring per quella pubblicazione: es knnte rnir mchts
anders als angenehm sein, der italienischen Propaganda der Partei meinen
kleinen D enst zu erweisen (Mehring a Turati, 11 settembre 1899) ed in
fine la soddisfazione per il raggiungimento dellaccordo: Es freut mich
ausserordentlich dass die Sache in guter Ordnung ist und ich mit meiner Arbeit
vielleicht auch den italienischen Parteigenossen einen
kleinen Bienst geleistet
habe.

_. .
. ,.
Il volumetto usci poi nel 1901 (cfr. FRANCESCO MEHRING, Dieci anni di

Ettore decotti, che in quel momento stava organizzando la pubblica


zione delle opere di Marx, Engels e Lassalle, si assicur subito i
diritti della Storia del Mehring per inserirla nella sua collezione2n.
In Germania, intanto, la prima edizione si veniva rapidamente esau
rendo e il Mehring provvedeva a prepararne una nuova che appariva
nel 1903 senza modifiche sostanziali rispetto alla edizione del 18971898. Infatti, n le frequenti correzioni stilistiche, consistenti per lo
pi nellattenuazione di certi toni e aggettivi troppo aspri o duri, n
la rettifica di alcuni dati di fatto e neppure il nuovo capitolo sul re
visionismo introdotto a m o di conclusione o laddolcimento del giu
dizio sullopera svolta dalla direzione del partito nella anno di con
fusione seguito allentrata in vigore delle leggi antisocialiste costi
tuivano modificazioni tali che alterassero la sostanza del lavoro quale
era stato originariamente pubblicato nel 1897-1898. Sulla edizione del
1903 si modellarono le dieci edizioni successive che lopera ebbe fino al
1922. A questa edizione si rifa anche la presente traduzione italiana,
cosi come la ristampa del 1960 che nella Repubblica Democratica T e
desca ha dato inizio alta edizione delle opere complete di Franz Meh
ring-'.

leggi eccezionali in Germ ania, trad. di Carlo Tanzi, pref. di Claudio Treves,
Uffizi della Critica Sociale, Milano, 1901).
Si vedano le lettere del Ciccotti a Mehring del 7 settembre 1899, 4
aprile 1900, 31 gennaio 1901 in Istituto del marxismo-leninismo presso il CC
del PCUS Fondi M ehring, per gli accordi relativi alle modalit della tradu
zione. Il compenso sui diritti di traduzione fu di Lire 300; G iorgio P a
s q u a l i , Socialisti tedeschi, Bari, 1920, p. 5, scrive che la traduzione pubblicata
nella collezione del Ciccotti, lavoro per la maggior parte di un buon conosci
tore della lingua tedesca e della Germania moderna, Gustavo Sacerdote, ,
come da lui si aspettava, fedele c corretta, ma cosi servile alloriginale e cosi
poco ossequente all'indole di nostra lingua, che a volte non si intende se non si
sa il tedesco. Interessante anche il giudizio del Pasquali sull'opera del Mehring,
proprio in quanto proveniente da un uomo di grande cultura, molto lontano
dal socialismo: Pass:onato comera, egli rappresenta persone e cose come
gli apparvero alla luce del suo amore e del suo odio. Ma non pu non riuscire
di grande utilit il lavoro sincero e coscienzioso di un uomo di intelligenza
alta, di sentimenti vivi, di cultura larga, di erudizione profonda e metodo si
curo, che ha partecipato con il pensiero e con lopera ai fatti che narra. Le
tendenziosit sono cosi scoperte che non nuocciono.
" l FRANZ M e h r in g , Geschichte der deutschen Stnaldem nkralie in FRANZ
M e h r in g , Gesam m elte Scbriften, herausgegben von Prof. D r. Thomas Hohle,
Dr. Hans Koch, Prof. Dr. Joseph Schleifstein, mit einem Vorwort von Wilhelm
Pieck, Dictz Verlag, Berlin, 1960, Bd. I, li. La prefazione a questopera di
Thomas Hohle.
XV III

II
Quando Mehring intraprese la sua storia del partito socialdemocrain o tedesco, le opinioni circa la linea di sviluppo di questa storia
ei.iiio estremamente confuse e controverse. Il Partito operaio socialtimocratico tedesco era risultato dalla fusione realizzatasi al Congtviso di Gotha (1875) fra la Associazione generale degli operai
tedeschi, fondata da Lassalle nel 186}, c il Partito operaio socialdemo, Litico, fondato da Bebel e da Liebknecht al Congresso di Eisenach
dei 1869. Che la storia del partito non potesse cominciare alla data
di fusione e non potesse esaurirsi nella storia dellorganizzazione poli
tila che in quella occasione aveva avuto vita, appariva chiaro a tutti.
Il socialismo non era certo nato in quel giorno in Germania e, anche
a prescindere dalla attivit parlamentare, dalla produzione giornalistica,
dalla agitazione politica tutte assai intense che avevano caratte
ri../.alo la vita delle due organizzazioni nella loro specifica vita auto
noma, prima della fusione, erano pure da considerare i tentativi, le
aspirazioni, i programmi dai quali tutto questo era scaturito. Il partito
sin laldemocratico tedesco era un partito con questa formulazione
potevano convenire tutti quanti si interessavano dellargomento
il quale si richiamava agli interessi della classe operaia. Ma qual era
in concreto la relazione che poteva essere istituita, in sede di narra
zione storica, fra il processo di formazione della classe operaia e la
sostituzione del partito? E poich il processo di formazione della
i lasse operaia si realizza come una conseguenza dello sviluppo del ca
pitalismo, nelle sue fasi tanto economico-sociali quanto politiche, qual
i ra il posto da farsi alla storia del partito della classe operaia, nella
sua formazione e nel suo dispiegarsi, nella storia della Germania?
,1 tutti questi problemi di importanza pregiudiziale, che abbiamo
voluto formulare proprio nel modo piti elementare appunto per ricol
legarli in qualche modo alla coscienza che in quel momento se ne
poteva da varie parti avvertire, si davano in quel momento delle ri
sposte estremamente imprecise e confuse. Lasciamo pure da parte, in
una sommaria rassegna delle opinioni del tempo, il posto che alla
socialdemocrazia era assegnato nelle opere generali di storia tedesca,
prodotte dalla storiografia prussiana di indirizzo ufficiale: baster ri!osare che nella Deutsche Geschichte im neunzehnten Jahrhunderte
del Treitschke la espansione delle idee socialiste in mezzo al proie
ttix

furiato tedesco nel corso degli anni '40 veniva rappresentata con la
immagine, per la verit non leggiadra, della espansione dei vermi
fra le carogne, Marx e Engels presentati come due tedeschi senza
patria, e cosi via di seguito1'1. Anche nella storia della Germania di
Karl Lamprecht (per ricordare allestremo opposto della storiografia
universitaria tedesca di quegli anni proprio chi, sia pure incoriseguen
temente e con numerose oscillazioni, cerc di proporsi su di un piano
metodologico i problemi teorici connessi con lallargamento materiale e
tematico del quadro storico tradizionale, e fu per questa ragione messo
allindice e perseguitato dalla corporazione degli storici della Ger
mania guglielmina13) la sostanza non cambiava troppo: arrivato alla
trattazione della storia contemporanea, infatti, Lamprecht risuscitava
proprio quel culto degli eroi , che inizialmente aveva voluto bandire
affermando il primato della storia economica e della storia della civilt
sulla storia politica: Guglielmo II fruir non meno di Bernstein di
questa restaurazione24.
Ma anche in coloro che facevano la socialdemocrazia e il movimen
to operaio oggetti di una pi attenta considerazione e di uno studio a
se, la chiarezza non era maggiore n pi evidente il nesso colla storia
generale del paese. Se si eccettuavano alcuni libelli del tipo di quelli
del Mehring della prima maniera (scritti magari con minore lucidit
e con una passione meno intensa), restava ben poco nella cerchia dei
cultori interessati o simpatizzanti. Non una linea di interpreta
zione e di periodizzazione presentava il centone sulla storia del pri
mo movimento operaio politico-sociale in Germania, informato ma d i
sunito, di quel Georg Adler che, per dirla con Antonio Labriola, ha
molto letto come ha molto peccato e che offerse ai ricercatori di
comoda erudizione e ai facitori di plagio i facili tesori della biblio
grafia e delle copiose citazioni 25. Concepite sul piano della esposi-

~2 HEINRK.H von T r e it s c h k b , Deutsche G eschicbte ini neunzehuten Jahrhunderte. Funfter Teil, Neue Ausgabe, Leipzig, 1927, pp. 515-517.
- 3 Cfr. a questo proposito F r n st E n g el be r g , Zum M ethodenstreil un:
K arl Lamprecht in Karl-Marx-Umversitt Leipzig. -Beilrgge zur Universitatsgeschichte , Leipzig, 1959, Bd. Il, pp. 23-39.
~4 Si vedano i giudizi di Mehring sulle opere di Lamprecht negli articoli
K arl Lam precht, Deutsche G eschicbte in D ie neue Z e it , XII, (1893-1894),
Bd. I, p. 443 e p. 471 e sega.: Das Zetalter iter Reizsam keit in D ie Neue
Z e it , X X II, (1903-1904), Bd. I, pp. 353-356.
- 5 A ntonio L a br io la , D iscorrendo di socialism o e di filosofia. Quinta
edizione a cura di Benedetto Croce, Bari, 1947, p. 14. Si veda anche per un

xx

, unica dei sistemi socialisti erano le famose conferenze di Somli,,, t iul *. movimento sociale , le quali, quando arrivarono alla narno storica, peccarono in senso opposto a quello dellopera dello
liUt, the aveva accomunato in un solo fascio scrittori socialisti di
ugni ipecie e di momenti di sviluppo diverso dal movimento della
tl*in> operaia. La narrazione storica di Sombart relativa alla Germania,
i ni prendere le mosse dalla agitazione lassalliana e col relegare Marx
Ita i teorici internazionali d el movimento sociale2, veniva a comunte u n - precedente ricco di seguito nella storiografia del movimento
operaio tedesco e destinato a segnare, di per s e nelle sue implicazioni,
la prima, fondamentale pietra di paragone fra la storiografia marxista
e l.i itoriografa. borghese e revisionista sul movimento operaio fede
li n i Daltra parte, la tradizione storiografica affermatasi allinterno
4*/ partito socialdemocratico si era sviluppata in modo tale da dare
lungo a contrapposizioni, a elisioni, addirittura a sovrapposizioni piut-.
Ini in che non ad una vera e propria interpretazione critica e storica.
Tulio questo corrispondeva, in fondo rispecchiandolo, al modo nel qua
le il partito era sorto e si era sviluppato, alle stratificazioni di mili
tanti, per provenienza e per generazioni, che in esso erano confluite,
mentre le difficili condizioni di esistenza e di lotta del partito nei do
di, t anni delle leggi antisocialiste avevano limitato il dibattito poliin o e ideologico al suo interno. In certi momenti e di fronte a de
terminati problemi sui quali le necessit immediate della lotta po
llina imponevano chiarezza (misura del legalitarismo, questione co
loniale, atteggiamento di fronte alle riforme sociali dallalto, organiztazione del partito ecc.), si era, vero, discusso a lungo e con passione,
per senza affrontare le radici ideologiche delle diverse posizioni che
li manifestavano nel corso del dibattito. La tradizione storiografica
i he si era istituita su questa base, e che circolava in articoli di gior
nale e di rivista senza essersi manifestata o espressa in opere di una
qualche consistenza, era una vulgata assai approssimativa nella quale,
per dirla in termini semplificatori, la ripetizione delle parole dellinno

giudizio analogo la recensione allopera dello Adler di Karl Kautsky in Die


Neue Zeit , IV, (1886), pp. 81-86.
W ern er So m b a r t , Sozialismus und soziale Bewegung, Fnfte neugear
l>eitete Auflage, Jena 1905, pp. 138-148.
27 Cfr. anche di recente HORST L ademach ER, Z u den Anfngen der deutuberi Sozi aidem okratie. P roblem e ibrer Geschichtsschreibung, in International
Rcview of social History, voi. IV, 1959, fase. 2 e 3XX I

della Associazione generale degli operai tedeschi, che cantava alla


memoria di Lassalle: e. Tu che ci hai aperto la strada ... ecc. si accom
pagnava, per influenza prevalente di Wilhelm Liebknecht, cui si do
veva una gran parte degli articoli di argomento storico che apparivano
sui giornali e sulle riviste del partito, la considerazione del movimento
operato internazionale e della eredit rivoluzionaria della democrazia
borghese: nella celebrazione della data del 18 marzo, anniversario
della Comune e della rivoluzione berlinese del 1848, questo orienta
mento si esprimeva con una particolare evidenza. Infine, la battaglia
per la vittoria del marxismo nel movimento operaio tedesco e nel par
tito socialdemocratico, che era condotta, con la collaborazione e laiuto
di Engels, da Bebel e dal gruppo di intellettuali che insieme a Kautsky
collaboravano alla iN e u e Zeitr>, non aveva assunto ancora, almeno
per ci che si riferisce a questo aspetto, limportanza e il rilievo che as
sumer successivamente. Certo, dopo la riconquista dei diritti politici
e la ripresa del loro esercizio, lo stimolo di Engels per una chiarificazio
ne ideologica stava ottenendo consensi sempre maggiori. Ma si era
ancora ben lontani dallaver raggiunto risultati consistenti sul piano
di una visione unitaria della storia del partito.
Bisogna avere presente e tener conto di questa situazione per com
prendere la portata dei problemi affrontati dal Mehring e i risultati
da lui realizzati scrivendo la sua opera. Egli li risolse fornendo
uno degli esempi piti riusciti che fino ad oggi possediamo del
laffermazione di Gramsci, secondo la quale scrivere la storia di
un partito significa nientaltro che scrivere la storia generale di un
paese dal punto di vista monografico, per porne in risalto un aspetto
caratteristico 2S. Il merito principale che Mehring si acquistalo
con questa sua opera quello di avere scritto una storia del partito
socialdemocratico che una storia della Germania considerata, appuri
to, dal punto di vista monografico di quel centro della storia della
Germania che divengono le lotte delle classi con uno dei loro Pro
tagonisti, il proletariato, dopo che il corso della storia ha immesso
la Germania nel groviglio dei problemi suscitati dalla estensione alia
societ tedesca degli effetti della rivoluzione industriale. Quale per
laspetto caratteristico della storia delta Germania che viene sottoli-

8 A ntonio G r a m s c i , N ote sul Machiavelli, sulla politica t sullo Stato


m odern o, Torino, 1949, p. 22.

xxn

Hi,ili* da questo punto di vista, quale, in ultima analisi, la tesi dell'opera


i he in questa prospettiva viene presentata?
L' aspetto caratteristico consiste nel nesso che in questopera
i u ne istituito e presentato fra rivoluzione borghese e rivoluzione so
li,ili>ta, fra le lotte democratiche della borghesia, del popolo e della
il,n te operaia, e le lotte della classe operaia per il socialismo, quali
ii presentano nella storia della Germania. Mehring fu fra i pochissimi
li littori e teorici della Seconda Internazionale i quali, per ripetere
l,i espressione di Lenin, non ponessero nessuna muraglia cinese fra le
lotte per la democrazia e le lotte per il socialismo, i quali non si fa
te, uro sopraffare dallinfluenza evoluzionistica ed organicistica nella
ttmcezione delle tappe e dei momenti delle lotte rivoluzionarie e dei
loro nessi intrinseci (a fianco del Mehring collocheremmo, sia pure
con caratteristiche individuali diverse, il Labriola, certo non repubblicano nella formazione politica allo stesso modo del Mehring,
ilio che assimil nel suo processo di avvicinamento al socialismo il
lento profondo della tradizione rivoluzionaria del movimento demo! fatico italiano: sicuramente luno e l'altro di formazione ideale mai
tuccube dellinfluenza positivistica). La sua caratteristica individuale
fu che egli acquist questa consapevolezza non attraverso astratte di
missioni, ma indagando concretamente nella storia del proprio paese
t verificando questa indagine nella lotta quotidiana. In questo senso,
i attraverso questa via, egli si ricongiunge direttamente, e non soltanto
scolasticamente come fu il caso per molti marxisti della sua generationc vissuti e formatisi nel quadro di una situazione politica e ideale
decisamente postquarantottesca, a Marx e a Engels, considerati non
loltanto come teorici e fondatori del materialismo storico, ma altres
come combattenti rivoluzionari.
Scaturisce di qui, da questa caratteristica, quello che il tratto che
segna la grande novit di impostazione e di periodizzazione insieme di
questa Storia della socialdemocrazia tedesca rispetto al modo prece
dentemente invalso di considerare e di scrivere la storia di questo movi
mento. Il terminus a quo della periodizzazione di questa storta indi
viduato e scelto negli anni successivi alla rivoluzione di luglio e il
prologo internazione tratteggiato attraverso uno schizzo del movimento
operaio e socialista contemporaneo in Francia e in Inghilterra corri
sponde in ultima analisi alla traccia per questa storia indicata da En
gels nello scrtto Per la storia della Lega dei comunisti, discendono

XX III

direttamente dalla consapevolezza storica internazionale del marxismo.


Nasce da questa prospettiva il carattere dellopera del Mehring, che
non una storia generale della situazione della classe operaia tede
sca (i progressi che la conoscenza e la ricerca storica hanno potuto re
gistrare dal punto di vista delle condizioni di vita e di lavoro delle
classi lavoratrici in Germania sono stati assai sensibili in questi ul
timi sessantanni, in modo d altra parte corrispondente con lo svilup
po degli studi di storia economica e sociale), ma una storia, intesa ap
punto nel senso estensivo che abbiamo detto sopra, della sua organizza
zione politica, del partito politico della classe operaia tedesca. Nasce
di qui anche il suo stile, linimitabile stile letterario di Mehring, ricco
si di riecheggiamenti della letteratura politica rivoluzionaria ottocen
tesca, ma originalissimo per quelle citazioni profuse currenti calamo,
addirittura fuse nel tessuto della narrazione, di versi o di espressioni
caratteristiche di quella letteratura e poesia tedesca che egli padro
neggiava come pochi, quelle ripetizioni battute e ribattute, quelle
inversioni di formule, che rendono i suoi scritti inconfondibili29. Na
scono anche da questa concezione della storia del partito, fusa con la
storia della Germania ma nettamente delineata e delimitata al suo
interno, quel suo prendere partito nel corso della narrazione e del giu
dizio, quellardore e quella aggressivit che costituiscono il suo modo
stesso di seguire lo sviluppo degli eventi.
Sbaglierebbe per chi identificasse in quella concezione, e nel modo
che Mehring ebbe di realizzarla, un modulo di quella storiografia di
partito v che citata sempre come un esempio ad deterrendum. Lo
stesso Mehring che respingeva con sdegno le critiche di chi gli rim
proverava di non aver usato la lingua regia e piana delle classiche
opere della storiografia30, delineava con forza e con efficacia la neces
sit che lo storico nella sua opera di verit e di chiarificazione dissol
vesse, insieme alle leggende falsificatrici della storia forgiate dalle classi
dominanti, anche le leggende createsi nel corso della lotta nel seno
stesso del partito della classe operaia: Gi nella prima stesura del
l'opera scriveva Mehring nelle note bibliografiche apposte alla
seconda edizione della sua storia sentivo che avrei dovuto spesso e

2* Si vedano le osservazioni sullo stile del Mehring in THOMAS HHLB,


Franz Mehring. Sein W eg zum Marxismus, cit., pp. 317-320.
30 D ie Neue Z e it , X V II (1898-1899), Bd. 2, p. 855.
X X IV

i hJ unente oppormi a varie tradizioni, a varie idee che stanno a


ino ir a molti membri del partito che non sono neppure i peggiori.
Ninnilo riconoscer la giustificazione soggettiva, anzi Vinevitabilit
oggettiva di queste tradizioni ed idee cosi chiaramente come lo ste
nografo di un movimento operaio rivoluzionario, ma a nessuno meno
th 11 lui sar lecito risparmiarle. Una esposizione storica che si fer
ina ni cautamente di fronte a qualsiasi leggenda, per quanto comprenahllr e perdonabile, dichiarerebbe con ci stesso di non valere nulla.
Unhe se il partito operaio rivoluzionario soccombe al generale desti
no degli eserciti in lotta quello cio di formarsi le proprie leg
gende c le proprie glorie esso non deve coltivare artificialmente,
tei ondo il ben noto consiglio di Moltke, queste leggende e queste
glorie come elemento indispensabile alla propria disciplina. Indispeni,dille , piuttosto, lautocritica continua, e, anche sotto questo riguardo,
(redo mi sia permesso di dire che la mia esposizione delia storia del
partito si conquistata il diritto all'esistenza . Sotto questo riguardo,
l'opera del Mehring ha conservato e ha visto accresciuto col tempo
un suo valore esemplare. La prospettiva generale di storia del partito
da lui assunta si riflette in un modo di prendere posizione nel corso della
narrazione, in una e partitariet diremmo oggi, che non esterno,
ma interno allo svolgimento del processo storico, e perci ne ripercorre
e ne ripropone tutte le alternative realmente possibili allinterno di
qinsto stesso processo, e di qui ricava, attraverso un libero esame evi
nco, la valutazione e il giudizio. Il punto di vista della Storia del
Mehring non si esaurisce quindi nella illustrazione successiva delle poii7.ioni ufficialmente assunte dal partito socialdemocratico tedesco, ma
1/ rif costantemente alla analisi della origine di queste posizioni, conodorate nel loro carattere di oggetto di precise scelte politiche com
piute, ben sintende, sulla base della natura reale del partito della
! lasse operaia e delle sue finalit programmatiche. Il lettore di oggi
ihv vuole intendere la portata di applicazione del criterio sopra espo
llo deve tenere conto che i Bebel, i Liebknecht e numerosi altri
esponenti della socialdemocrazia tedesca, alla ricostruzione della atti
vit politica dei quali dalla loro formazione giovanile alla dire
zione politica esercitata negli anni pi vicini nel tempo Mehring
estendeva gli stessi criteri di valutazione spregiudicata e oggettiva, che
faceva valere per uomini di parte democratica e socialista che avevano
operato in anni pi lontani della storia della Germania, erano, nel
xxv

momento nel quale egli scriveva e pubblicava la sua opera, gli attui
dirigenti del partilo, molto spesso anche personalmente al centro ili
una battaglia politica assai aspra. Molte considerazioni suggerisce, co
me evidente, questo atteggiamento del Mehring rispetto allo svi
luppo, non sempre positivamente critico, che la storiografia dei parlili
operai ha avuto successivamente.
I
capitoli della prima sezione di questa Scoria della socialdemocra
zia tedesca dedicati a Marx e a Engels potranno apparire ai lettori
pi esperti, se non invecchiati, certo largamente integrati, e in parta
modificati o superali dagli studi compiuti nei pi che sessantanni se
guiti alla pubblicazione dellopera. Mebring non conosceva i Mano
scritti economico-flosofici del 1844 e, al momento in cui scriveva, non
sapeva neppure se la Ideologia tedesca di Marx e Engels avesse resisti
to alla critica roditrice dei topi . E quando si tenga conto di quali e
quanti problemi si siano aperti nelle ricerche marxiste proprio in
torno a queste due opere o prendendo le mosse da esse, e si rifletta
come queste discussioni abbiano approfondito proprio il carattere del
marxismo come concezione del mondo
non sar difficile rendersi
conto dei limiti oggettivi che oggi lesposizione di Mehring presenta.
Si tratta di limiti che hanno un fondamento, o una giustificazione fi
lologica, ma che si inseriscono nel generale orizzonte filosofico del mar
xismo della Seconda Internazionale, con tutti i suoi problemi relativi
alla integrabilit del marxismo con altre filosofie. Detto questo, deve
per essere anche ricordato come sia stato grande merito di Mehring,
con questa sua opera, successivamente con le edizioni di Marx e di
Engels ed infine con la biografia di Marx, avere portato avanti in una
misura non raggiunta da nessun ricercatore isolato n prima n dopo
di lui la ricerca sulla biografia politica e intellettuale di Marx e d
Engels. Gli aiuti di indicazione e di consiglio offertigli da Engels men
tre egli procedeva nel suo lavoro gli furono preziosi. Il fatto che/egli
sia stato il primo ad utilizzare tutto il materiale documentario che
si veniva raccogliendo a Berlino presso larchivio di partito non pu
essere trascurato. Ma ci che soprattutto in questa sede importa sottolineare, che la fecondit della prospettiva del Mehring nelle ricerche31

31 Sui nuovi problemi apertisi nelle ricerche marxiste dopo la Rivoluzione


di Ottobre e la pubbkcazione delle opere giovanili di Marx si veda: DELIO
C antimori, Studi di storia, Torino, 1959, p. 139 e sgg.
XXVI

ii mim alia biografia politica e intellettuale di Marx e di Engels conilili', per riprendere un detto famoso di Engels, nell'aver considerato
liiiignnilamente i teorici e i combattenti, nell'avere tenuto unita nella
pnnpi llila storica la loro opera teorica con il processo di formazione
dii partito della classe operaia tedesca, anzi nel considerare la loro
ilpini teorica come un momento fondamentale di questo processo.
Milmiig fu il primo che scrisse una storia del movimento operaio te
d in o e, pi in generale, una storia del movimento operaio dal punto
di m ia del materialismo storico. Fu il primo, altres, ad inserire direttamente Marx ed Engels, come teorici e come combattenti rivoluzionari,
m i processo formativo del partito politico della classe operaia tedeII,i Egli assunse la loro prospettiva di giudizio sulla storia della Ger
mania a fondamento della sua storia. Ma nei confronti di singoli giudui che Marx ed Engels avevano espresso su avvenimenti e problemi
Inni contemporanei si comport con la stessa libert che egli rivendi
mi a doverosa per lo storico di fronte alle leggende- che il movi
mento rivoluzionario della classe operaia aveva costruito nel corso della
ma lotta.
I risultati di questo distacco dai giudizi di Marx e di Engels d o
vrebbero essere esaminati caso per caso. Un tipico esempio ne forni
tee, per molti aspetti, la'trattazione che in questopera data della sol
levazione dei tessitori slesiani, il primo movimento rivoluzionario del
proletariato tedesco. Come noto, Marx ed Engels in scritti di poco
iut cessivi allavvenimento ne avevano sottolineato la grande impor
tanza. Marx aveva affermato che la insurrezione della Slesia co
mincia proprio l dove finiscono le insurrezioni operaie francesi e in
glesi, con la coscienza della essenza del proletariato. Lazione stessa
ha questo carattere superiore 32. Engels, dal canto suo, aveva sotto
lineato come il movimento dei tessitori della Slesia aveva dato il via
alle agitazioni operaie nella Slesia, nella Boemia e a Berlino, nonch
nelle regioni industrialmente pi sviluppate della Germania occidenta
l e 33. Mehring, invece, nella pure assai commossa e vivace ricostruzio
ne che vi dedica, insiste su altri elementi, quali la spaventosa arretra
tezza delle condizioni di vita e di lavoro dei tessitori slesiani, labbruti-

32 Ma rx -Engels -LenIN-Stalin , ?.ur ieu tseben Ge.tchtchte, Berlin, 1954,


Bd. II, 1, p. 117.
33 M arx -Engels -Lenin-Stalin , op. cit., p. 121.
xxvn

mento spirituale che ne conseguiva, e finisce con l'approdare ad una


prospettiva diversa di giudizio da quella di Marx e di Engels. Quali
che possano essere i motivi pi o meno fondati di questa differenzia
zione di giudizio (a m e pare debbano essere identifcati nellammira
zione di Mehring per Die Weber di G. Hauptmann e nella difesa
eh egli aveva pteso del valore storico dell'opera di Hauptmann e della
sua concordanza con la descrizione che a suo tempo ne aveva fatto U7.
Woljf, contro la critica estetizzante del tempo ), resta il fatto che da
un simile giudizio restava esclusa la posizione storica generale di quei
moti. Questo vale tanto per il nesso di continuit indicato da Engels
fra la insurrezione dei tessitori della Slesia e le agitazioni operaie in
altre parti della Germania, quanto per il rapporto, fondamentale nella
considerazione degli esordi del movimento operaio, fra le agitazioni
operaie e le ripercussioni che queste agitazioni suscitano nelle classi
sociali fra le quali si sviluppano ancora i contrasti fondamentali. Im
portanti documenti pubblicati di recente, e cio il testo della sentenza
del processo celebrato contro i tessitori insorti e le carte di polizia re
lative allagitazione, ne hanno messo infatti in evidenza alcune im
portanti ripercussioni: la grande paura che pervase di fronte a questi
moti le classi dominanti e anche come i ceti borghesi seppero utiliz
zarli per ottenere concessioni a loro favore.
Al contrario, tutta la sezione dedicata alla rivoluzione del 1848
1849 pu essere considerata come una delle migliori di tutta lopera
proprio per opposti motivi. Qui la grande forza rappresentativa che il
Mehring storico realizza attraverso la narrazione racchiude una linea
sicura e insieme estremamente complessa della posizione del movi
mento operaio nella storia della Germania. La tesi del Mehring che
in Germania la rivoluzione borghese fu e. limmediato preludio di una
rivoluzione proletaria riassume tutta la valutazione delle vicende ri
voluzionarie tedesche e della posizione che in essa vennero ad assu
mere le diverse forme in presenza. Al centro di questa tesi sta la illustra
zione e la dimostrazione dellatteggiamento prima incerto, e oscillante,
poi di remissivit e di tradimento della borghesia tedesca, il suo passag-31

31 Per gli scritti di Mehring su G . Hauptmann si veda H ans KOCH,


Franz Mehrings Beitrag zut marxistischen Literaturtheorie, Berlin, 1959.
35
Cfr. JURGEN KUCZYNSKI, D ie Geschichte der Lage der A rbeiter unter
dem Kap:talismus Band IO. (Zur politokonom ischen Ideologie in Deutschland
vor 1850 und andere Studien), Berlin, I9 6 0 , pp. 83-110.
X X V I 11

dalla /hirte del fronte reazionario. Seguendo la interpretazione for


mi.i negli articoli di Engels su Rivoluzione e controrivoluzione in Gertn uni. Mehring sottolinea quale causa fondamentale di questo capofnlitiniriiti) di fronte la debolezza costituzionale e strutturale della
/mighmia tedesca e, insieme, la sua paura, che ha orgini insieme nazio
nali r internazionali, del movimento della classe operaia. Magistral
mente originale, in modo corrispondente al suo compito di storico nart,noie, la ricostruzione espositiva di questo cambiamento di fronte,
0 degli effetti di quella preoccupazione. Mi riferisco alla pagina mi
rabile che descrive il vile comportamento della delegazione inviata
,i l'nltdam presso il re Federico Guglielmo IV dallAssemblea nazio
nale prussiana, e, in misura ancora maggiore, alla analisi della con
doli,i dei rappresentanti borghesi in quella assemblea di fronte al
fu obiettili della liberazione dei contadini. In questa parte che da
1min,lenir e come una delle pi storicamente riuscite di tutta l'opera,
la illustrazione e la dimostrazione del modo attraverso il quale si rea
lista ili Germania lalleanza fra la grande propriet fondiaria e la na
ni pule borghesia industriale, presupposto fondamentale per la via prus11,111,1 verso il capitalismo e limperialismo, trovano una espressione di
una evidenza e di una potenza rare. Lintegrazione di comuni inte
rrili economici, accompagnata dalla rinuncia allo sviluppo della rivo
luzione democratica, che caratteristica di questo processo, diviene a
paline da questo momento uno dei tratti coi quali Mehring disegna
lutili lo sviluppo della storia della Germania fino al compimento della
ma unificazione nazionale. a questa luce che prende rilievo il ruolo
i he la classe operaia assume nel corso della rivoluzione. Nel Mehring,
In abbiamo visto parlando della rivolta dei tessitori della Slesia..non c
tendenza alcuna alla idealizzazione delle singole agitazioni della cias
te operaia. Anche per ci che si riferisce al livello di maturit ideolo
gi,,t conseguito dalla classe operaia tedesca nel corso della rivoluzione
,h'l 1848-1849, egli pronto ad introdurre frequenti distinzioni fra le
diverse zone del paese, e soprattutto quella fondamentale fra le pi
avanzate regioni occidentali, nelle quali la emancipazione civile e po
llilea era gi stata promossa dalla dominazione napoleonica, e quelle
pi arretrate dellOriente che avevano subito tutti i contraccolpi della
politica prussiana. Da queste distinzioni, e dalle implicazioni che ne se
guivano, scaturiva anche quel giudizio delle rivendicazioni trade-unionstiche poste da Stefan Barn a base della sua Arbeiterverbriideriing

XXIX

tendente a ravvisarle come le pi corrispondenti al reale grado dt


maturit raggiunto dal proletariato industriale nelle vecchie provinai
della Prussia, che fu giustamente definita da Lenin troppo anodiana
ed evasiva 36, e che era da ricollegarsi alla concezione del partito
come formazione spontanea, caratteristica del Mehring e della so
cialdemocrazia del suo tempo. Ma, proprio dalla conferma che la sua
storia forniva della parte preminente avuta dalla classe operaia nella
rivoluzione berlinese del 18 marzo 1848 e dal tradimento successiva
mente consumato dalla borghesia, nasceva la concezione, che fondamentale di tutta questa Storia, della classe operaia come erede delle
grandi tradizioni democratiche, non esecutrice testamentaria della ri
voluzione del 1848, ma forza che ne custodisce nel cuore i martiri e
gli ideali e che ne procura la pratica attuazione nel corso della sua
autonoma lotta.
Mehring caratterizza come rivoluzione piccolo-borghese, svoltasi
cio sotto la direzione politica e sociale dei movimenti piccolo-borghe
si, linsieme delle lotte rivoluzionarie svoltesi nella seconda met del
1848 e soprattutto nella primavera del 1849 in Germania. Trattando
della rivoluzione di marzo del 1848, Mehring non aveva esitato ad
asserire che la spinta del proletariato aveva fatto si in quelloccasione di
spingere il fiore della piccola borghesia oltre il ristretto orizzonte
delle sue concezioni filistee. Ma per quanto appassionata sia la sua
presentazione dei movimenti del Baden e del Palatinato, e della cam
pagna per la costituzione dellImpero , accorto il suo sguardo nel
discernere fra parola dordine e sostanza del movimento rivoluziona
rio, nel distinguere fra leroismo della partecipazione popolare e lin
sipiente inconseguenza della direzione politica. Scaturisce, anzi, da que
sta visione, unaltra caratteristica posizione del movimento della classe
operaia nella storia della Germania. In Inghilterra e in Francia, nel
cartismo inglese e nella democrazia sociale francese, gli elementi pi
vigorosi della piccola borghesia si erano alleati con il proletariato contro
la borghesia. Non per la salvezza del proletariato, il cui sviluppo come
classe ne fu assai rallentato, ma nellinteresse della piccola borghesia
che da questa alleanza traeva sollecitazioni rivoluzionarie. Il piccolo
borghese tedesco non mai stato capace di arrivare allidea di una
tale alleanza: egli ha sempre creduto di fare gran cosa col proporre

36
y_ ! Lenin , l a rivoluzione d el 1905, voi. I, La tattica d ei bolscevic
nella rivoluzione dem ocratica, trad. it., Roma, 1949 p 159

X iA i u ltim ile alla classe operaia d affidarsi ciecamente alla sua guida,
ynella limitatezza piccolo-borghese ha favorito straordinariamente il
pini, tarlato tedesco, ed una delle ragioni pi importanti per cui
l'organizzazione politica del proletariato ha assunto in Germania un
impulso tanto pi forte che in Inghilterra e in Francia (p. 425-6).
Si avverte qui la eco delle discussioni interne della Seconda Intn nazionale, l'indicazione di un elemento almeno, di carattere oggetti
vo, (he aveva consentito laffermarsi relativamente rapido del movi
menta operaio in un paese dal ritardato sviluppo economico-sociale
,, politico (un altro, e questo di carattere soggettivo, Mehring lo in
do Urr molto pi avanti nel corso della sua esposizione nella resistenza
vittoriosa alla persecuzione antisocialista di Bismarck). Ma la questione
di fondo resta sempre quella: spiegare la posizione storica, chiarire i
lompiti politici della classe operaia tedesca in rapporto alle tradizioni e
ai rapporti reali di classe del paese. La stessa che Mehring, il quale
iny/i avvenimenti del 1848-1849 ritorn frequentemente e in sedi
di verte proprio al fine di ribadire e di diffondere quella che era
la conclusione fondamentale che egli traeva dal complesso delle sue
ih arche di storia tedesca, doveva riprendere in un suo scritto del
IH1)1) proprio dedicato alla insurrezione del Baden e del Palatinato-,
i Ci [il tradimento della piccola borghesia alla causa rivoluzionaria}
ha trovato e trova sempre pi la sua fine soltanto da quando il proletariato
tedesco cresciuto al punto di riconoscere la sua missione storica.
Molli dei pi valorosi, che avevano combattuto nella campagna per la
foitiluzione dellImpero, Engels, Johann Philipp Becker, Liebknecht,
l'iilcke, Fritzsche, Wiirkert e gli altri come essi si chiamino, una mezza
generazione dopo stavano alla culla della socialdemocrazia tedesca, e
da quando questo fanciullo gigante ha allungato e stirato le sue m em
bra, sono divenute impossibili rivoluzioni tedesche dal processo con
fuso e dalla tragica conclusione, quale quella della rivoluzione del
Baden e del Palatinato del 1849 Proprio nei giorni della morte
del Mehring la storia dava una tragica smentita alla previsione qui da37

37
F ranz m e h r in g , D er badisch-pflzische Fetdzug, in Der wahre Jakob ,
20 giugno 1899, ora raccolto insieme agli altri articoli che il Mehring venne
pubblicando sullo stesso giornale in occasione del cinquantenario della rivo
luzione in F ranz M e h r in g , K rieg und Politik, herausgegeben von Prof. Dr.
lirnst Engelberg, Band I. Militarpolitische und militargeschichtliche Aufsatze,
cingeleitet von Dr. Flelmert, Berlin, I960, pp. 195-261.

xxxi

lui formulata. Bisogna per riconoscere che la situazione del 19181919 era radicalmente modificata rispetto a quella nella quale Mehring
si era espresso in quei termini, e che Mehring lo aveva da tempo av
vertito arrivando alla conclusione di scindere le sue responsabilit da
quel partito socialdemocratico che era divenuto una cappa di piom
bo per le membra dei lavoratori tedeschi.

Distruttore implacabile delle leggende intessute dalla storiografia


reazionaria intorno alla storia della Germania, avversario dichiarato,
come abbiamo ricordato, delle leggende create nel corso della lotta e
pei fini della lotta dal movimento operaio rivoluzionario, Mehring ha
poi finito, in questa sua opera, per restare prigioniero in qualche mo
do della leggenda dei tre padri creatori e artefici del movimento so
cialdemocratico tedesco. Sulla interpretazione che egli ha fornito di
Lassalle e dellagitazione lassalliana si accesa infatti ormai da tempo
la discussione, come sulla parte pi debole e difettosa della sua storia,
e la discussione relativa alla origine di quella errata e difettosa valuta
zione si accompagna sempre ad un tentativo di correzione di quella
stessa interpretazione3S. A mio parere, occorre guardarsi, nella discus
sione di questo problema, da due opposti pericoli ugualmente semplificatorii, e che riducono le radici di quella interpretazione per un
verso, con intento minimizzatore, nellignoranza da parte di Mehring
del dato di fatto dellaccordo di Lassalle con Bismarck, dallaltro, con
intento estensivo, in un preteso lassallismo ideologico di Mehring.
N luno n laltro tentativo di spiegazione hanno infatti una effet
tiva corrispondenza con la realta. Non vero che Mehring ignorasse
che erano intercorsi contatti di preciso carattere politico fra il cancel
liere prussiano e lagitatore socialdemocratico. Circa questi contatti
aveva fatto le prime rivelazioni interessate proprio lo stesso Bismarck38

38
Cfr. G y RGV LUKCS, Franz M ehring in Contributi alla storia d
l estetica, trad. di Emiiio Picco, Milano, 1957, particolarmente pp. 379 e segg.;
J o s e f Sc h l e if s t e in , Franz M ehrin g: Sein marxistisches Schaffen, Berlin, 1959,
PP- 225-256. THOMAS H o h l e , introduzione citata alla G escbichte d er deutschen
Sozialdem okratie in FRANZ MEHRING, Gesam m elte Schriften, Bd. I, pp. 2 7 4 3 .
XX XII

dntair /> discussioni al Reichstag delle leggi antisocialiste, sostanzialw r*" pi i minimizzarne la portata, ma in modo particolare per conilapp"*'> la comprensione di Lassalle per i problemi nazionali alla
umilia degli avversari che ora egli combatteva tanto duramente. Aveva
ir pii,,no la contessa Hatzfeldt, lamica di Lassalle, per confermare la
nanna pollili,i di quei rapporti. Mehring conosceva benissimo queste
tft aUliiiil A suo tempo vi aveva dedicato un articolo 39 e nella sua
HtHtU i milrappose le due versioni, sottoponendole correttamente al
.1, 11.1 unica storica e ricavandone conclusioni, che non sono certo
11 ni, un ,in citabili della sezione dedicata a Lassalle. Certo, il carteggio
laisalle, quale sar pubblicato alcuni decenni dopo da G.
Wniai
nvuler tratti e particolari di quei rapporti che quando
Vehtlug u rive va non potevano essere n conosciuti n previsti. Ma
iShilling aveva seguito troppo da vicino la polemica tra le due correnti
della w, i.il,lentocrazia tedesca prima della unificazione, dove le accuse
, le dii,ne su questargomento erano divenute di moneta corrente, era
a l l e i valine troppo smaliziato della vita politica e della storia per farsi
,,gline ili sorpresa dalle rivelazioni dei documenti. Daltra parte,
uhm irieivi unilaterale la spiegazione che tende a ricollegare senza
i Im,I,, i,I di continuit la simpatia espressa negli anni giovanili da
Mehiiiig per Lassalle col tentativo di salvarne la memoria nella Storia
>1.11,1 mi iit(democrazia tedesca. Resterebbe in primo luogo difficile compinideie come in un processo lungo pi di tre lustri, nel corso del
Mehring aveva sottoposto ad una severa rettifica tutto quanto
,1 a,ii,In delle sue idee politiche, il giudizio su di un momento cosi
impiotante della esperienza storica con la quale egli si andava quoti
dianamente misurando fosse rimasto intatto. In realta anche per que
l l , punti i recenti studi su Mehring, col materiale documentario che
hturni portato o riportato alla luce, ci pongono in grado di valutare
lulla miti evoluzione del suo giudizio su Lassalle che ripercorre ideal
mente lv singole tappe del suo iter ideale e politico di quegli anni e che
iiih .i alla piena maturazione nel confronto ideologico e filosofico con

< si veda l'articolo di Franz Mehring Fiirst Bismarck und Lassalle nella
. VolWreltung del 14 febbraio 1886 ora in T h o m a s H HLE, Franz Mehring,

\iln W'rg zum Marxismus, cit., pp. 465-466.


o GUSTAV M ayer , Lassalle und Bismarck. Ihre B nejw echsel una tare
*/*.#h v , Berlin, 1928.
XX XIII

le dottrine lassalliane, nel corso della preparazione della Lessing-Lt


gende41.
Di fatto, per comprendere il problema in ogni suo aspetto necci
sano, come si conviene in ogni questione concreta di storia delh
storiografia, rifarsi alle conoscenze e alle discussioni del tempo e di II
prendere le mosse per valutare le posizioni e le conclusioni dellauton
sul quale si conduce lindagine. Quando il Mehring veniva scrivendo h
sua storia, era in pieno svolgimento loperazione promossa e guidati
da Engels per eliminare la influenza ideologica del lassallismo suiti
socialdemocrazia tedesca. Kautsky aveva accolto nel 1891 sull
Neue Zeit quelle Glosse marginali al programma di Gotha redatti
da Marx nel 1875, che la direzione del partito socialdemocratico te
desco non aveva voluto pubblicare a suo tempo e la pubblicazione delli
quali avrebbe voluto ancora differire o evitare. Si trattava non gii
di un atto di riparazione retrospettiva, ma di una pubblicazione eht
doveva servire a combattere il lassallismo e a fare trionfare il marxismo
nella battaglia per la preparazione del nuovo programma del partito,
Allo stesso fine Engels fece promuovere da Bernstein, in questo mo
mento il suo pi stretto collaboratore, una ristampa delle opere di
Lassalle con una lunga introduzione, che aveva al suo centro una critica
assai bene elaborata delle formule pi diffuse della dottrina lassallianai
la legge ferrea dei salari, il suffragio universale considerato come stru
mento esclusivo e risolutivo dei contrasti di classe, le cooperative d
produzione con laiuto statale, la concezione di tutti i partiti non
operai come unica massa reazionaria42. Mehring condivideva questa
critica al lassallismo, ne approvava tutti i punti fondamentali, ai quali
era gi pervenuto in un certo senso per via autonoma attraverso lap
profondimento dello studio del marxismo. Gli sembrava per che con
dividere questa critica fosse una cosa ed estenderla retrospettivamente

41 Noi tedeschi aveva scritto Mehring nel suo articolo in morte di


Marx
siamo abituati a considerare Lassalle e Marx come i dioscuri del pr*
letariato. Non del tutto a ragione. Soltanto Friedrich Engels pu comparire
alla pari al fianco di Marx; accanto a questi astri fissi Lassalle pass come una
cometa lucente attraverso il cielo della rivoluzione. (T h o m a s H o h l e , op. cit.,
PP- 403-404). Sulla critica a Lassalle si veda anche F ranz M eh rin g , La leggenda
d i Leasing, trad. di E. Cetrangolo, Roma, 1952, particolarmente pp. 55-59 e
74-76.
4- Ferdinand Lassalles R eden und Scbriften, herausgegeben von Eduard
Bernstein, Stuttgart, 1891-1893, 3 Bde.

xxxiv

il passato per farne la misura del giudizio storico su Lassalle e sul


movimento opeiaio di direzione lassalliana un altra, assai diversa, e Da
si Suo marito avr notato scriveva Mehring alla signora Bernstein
p o s o dopo la pubblicazione del primo volume delle opere di Lassalle
t Itv conteneva la introduzione critica di Bernstein che io non
lo fraintendo affatto riguardo a Lassalle. Considero il suo lavoro molto
importante e meritevole, per quanto io creda, mi sembra anche di
ol i rglielo scritto, che proprio ci, in cui consiste il merito e il valore
ilei suo lavoro, cio la esauriente e chiara discussione sulla posizione
di latssalle circa le grandi questioni di principio, mostri Lassalle in
una luce un po' unilaterale e nella luce a lui pi sfavorevole. Questo
, io del resto nella natura del compito che Suo marito doveva assolvere
i nel frattempo col mio lavoro su Lessing io mi sono completamente
i onvinto che una liquidazione radicale degli errori di Lassalle dive
rtita necessaria, proprio nellinteresse della sua memoria, poich quanto
pul severamente si criticano le sue debolezze, tanto pi liberamente
d pu essere giusti coi grandi aspetti della sua personalit 43. Coeiv li le a questa sua posizione, Mehring difese nel corso della redazione
dellopera la sua interpretazione di Lassalle in discussione con gli
unici'*, resist al tentativo che ad un certo momento fu fatto di sot
ti,irgli la redazione proprio di questa parte dellopera per affidarla a
ttilcl 4\ port cio a conclusione il suo lavoro, ben consapevole di

43 Aus derselben wird Ihr Herr Gemahl auch bemerkt haben, dass. ich
ilm betrefis Lassalle durchaus nicht missverstehe. Ich halte seine Arbeit flir
luchst verdienst- und wertvoll, wenngleich ich glaube und ihm meines Wissens
uiich geschrieben habe, dass gerade das, worin das Verdienst und der Werth
rincr Arbeit besteht, namlich die erschpfende und klare Auseinandersetzung
Hbcr Lassalles Stellung zu den grossen prinzipiellen Fragen, Lassalle in etwas
linseitigem und gerade in dem fiir ihm ungiistigsten Lichte zeigt. Dies lag
Indcssen in der Natur der Aufgabe, welche Ihr Herr Gemahl zu lsen hatte,
mal ich habe mich inzwischen durch meine Arbeit iiber Lessing vollends
tibcrzeugt, dass ein griindliches Aufraumen mit Lassalles Irrthumern notwendig,
gerade auch im Interesse seines Andenkens, denn je schrfer man sich mit
inen Schwachen abgefunden hat, um so unbefangner kann man seinen grossen
Stiten gerecht weruen. (Instituut voor sociale Geschiedenis, Amsterdam,
llernstein Nachlass D 454).
h Dass Sie zur Sache Lassalle einen abweichenden Standpunkt vertreten, -wat
mit sehr interessant zu erfahren. Ich bin weit entfernt, meine Auffassung als
die allein richtige zu betrachten. Cosi-Mehring in una lettera a Kautsky del
79 agosto 1894 in Internationaal Instituut voor sociale Geschiedenis, Amster
dam, Kautsky-Nachlass, XVII, 74.
45 Si veda in proposito la lettera di Mehring a Kautsky del 19 febbraio
1894, con la quale egli pur dichiarando di nutrire la massima stima in Bebel

xxxv

presentare interpretazioni e giudizi non condivisi per qusto futile


dui suoi stessi compagni di partito.
Va riconosciuto che Veruno in questa posizione mantenuta olii
natamente da Mehring alcune giuste esigenze che non possono esstu
sottovalutate. In primo luogo, quella di una storia non meramente ideo
logica del movimento operaio. Il risveglio della classe operaia tede
sca degli anni 60 non poteva ed era questo appunto il pericolo chi
si presentava spingendo fino alle estreme conseguenze la critica di
Bernstein essere liquidato insieme alla critica della personalit, delle
ideologia e della organizzazione sotto le bandiere delle quali si eu
realizzato. Il movimento operaio nei grandi centri industriali dell.i
Germania occidentale aveva cominciato sotto la direzione di Lassalle i
negli anni della agitazione lassalliana quella marcia che doveva sue
cessivamente portarlo a divenire uno dei punti di maggiore forza delli
lotte internazionali della classe operaia degli anni nei quali Mehring
scriveva la sua Storia. Identificare la valutazione di questo movimento
con la critica marxista dellideologia lassalliana non poteva esseri
accettabile in sede storica, in quanto significava precludersi la possi
bilit di comprendere lulteriore sviluppo del movimento, la spinta
che dal seno stesso della classe operaia tedesca era partita per il supera
mento della rigida struttura centralistica dellorganizzazione politica
lassalliana e per la unificazione in un unico partito della classe ope
raia tedesca. Tutta lopera di Mehring imperniata sulla rappresenta
zione e sulla esaltazione della combattivit della classe operaia esclu
deva una simile forma di valutazione ideologica e schematizzante per
attingere, invece, la realt e la sostanza del movimento. Non c dub
bio che su qusto punto lo sviluppo e i risultati delle successive ri
cerche storiche, e intendo riferirmi in particolare alle ricerche storiche
che si sono mosse nella tradizione del marxismo e sviluppando le
critiche di Marx a Lassalle, hanno dato ragione a Mehring e al suo
modo di intendere la storia del movimento operaio tedesco46.
Per la esigenza di individuare la continuit di sviluppo della
come politico, e come organizzatore, lo riteneva inadeguato a scrivere unopera
di storia. Indessen soli dies kein Rath sein, sondern nur eine Erklrung,
weshalb ich auf meinen ersten Theil nicht verzichte (Internationaal Instituut
voor sociale Geschiedenis, Amsterdam, Kautsky-Nacblass, X V II, 60).
4 Si veda, ad esempio, la valutazione del movimento operaio di origine e di
formazione lassalliana che data nell'opera recente: E r n st En g e l b e r g , Revolutionre Politik und rote Feldpost 1878-1890, Berlin, 1959, p. 191 e sgg.

X X XV I

<1, 1)1a del movimento operaio tedesco non si arrestava per Mehring a
attrito punto. Essa arrivava fino ad includere la ^personalit di Lassalle,
Il ino programma sociale e la sua tattica politica, considerate coml'Ieinfamante come parti integranti di quella continuit, indissolu
bilmente connesse con la linea di sviluppo progressivo del movimento
ep. raio tedesco. Molti elementi, senza dubbio, spingevano Mehring ad
mia limile impostazione del problema Lassalle: la concezione profonda
mente passionale della storiografia intesa come unarma di combatti
ci, uhi che distrugge le leggende di parte avversa e che salva le ere
dit positive sottraendole alla speculazione interessata o alla incompi unione, la romantica idea di un Lassalle, eroe nazionale tedesco,
thr al pari dei suoi predecessori (interessante il paragone che egli
\nv una volta fra Lassalle e Ulrich von Hutten) doveva condividerne
il destino di errori e di una tragica fin e41. Ma pi interessante sar
cenare di individuare i modi e le forme nei quali egli cerc di rea
ti maro questa esigenza, poich soprattutto nel vivo di questa ricoitrazione che consentito d misurarne i limiti.
Si prenda, per esempio, la parte dellopera dedicata alla ricostru,iiiiin dellagitazione lassalliana e la si consideri alla luce della pren illazione della personalit di Lassalle che Mehring aveva gi fatto
nitrendo della rivoluzione del 1848. In quella occasione egli aveva
delirino in questi termini leffetto dellincontro fra Marx e Lassalle:
Nel 1848, per la prima volta, Lassalle e Marx si sono avvicinati e il
grande effetto che Marx fece allora su Lassalle nettamente riconouihile. Cerio Lassalle non divenne uno scolaro di Marx nel senso che
egli giurasse senzaltro sulle parole del maestro, ma neppure nel senso
i he le concezioni di Marx desier una nuova direzione al suo sviluppo
intellettuale. Lassalle era gi troppo completo e concluso per una tale
influenza. Esisteva un determinato confine oltre il quale la compreniurne fra Lassalle e Marx era impossibile; anche se questo confine non
poteva essere tracciato dal punt di vista dei principi, proprio perch
ani) era dato dallo sviluppo personale cosi diverso, in un certo senso
,nni addirittura opposto, dei due uomini. Lassalle si riattaccava con la
ma energia rivoluzionaria al punto in cui il risultato rivoluzionario del

Si veda, in particolare, l'articolo pubblicato dal Mehring come editoi Inle della N eue Zeit , XII (1893-1894), Bd. 2, pp. 673-676 in occasione
del trentesimo anniversario della morte di Lassalle, che provoc la discussione
e pistolare con Kautslcy, alla quale si fa riferimento nella nota 44.

x x x v il

pimi>Mii ,li .infoco/riprensione di Marx si mostrava chiaro e netto,


oi.i il /nu, m u itesso non lo interessava affatto. Il Manifesto comunista
1.1 Nmr KIummmhe Zeitung hanno avuto su di lui una profonda inllui o.-.i, hanno consolidato, chiarito e allargato le sue concezioni rii iiliitinii,ine. tua della lunga serie di articoli e scritti a lui ben noti,
i he Marx ha pubblicato dalla Rheinische Zeitung sino al libro su
1rnudhon, non si scorgono nei lavori di Lassalle se non tracce assai
deboli (p. 494). In questa presentazione dato individuare, in tutte
le sue caratteristiche, la tesi di Mehring relativa ai rapporti fra Marx
e Lassalle non soltanto negli anni 1848-1849, ma anche negli anni
dellagitazione (1863-1864). Mehring non disconobbe mai le di
versit di sviluppo e di formazione di Marx e di Lassalle, e, almeno
nei limiti della conoscenza e della problematica del marxismo della
Seconda Internazionale, scorse con chiarezza quanto in Marx ci fosse
di superiore rispetto a Lassalle nella analisi dei processi storici e
delle formazioni economico-sociali. Gli sembrava per che il criterio
del confronto con Marx fosse insufficiente per valutare Lassalle. Se
di qui poteva venire una misura che lo dimensionava criticamente,
laccostamento con tutti gli altri tedeschi del suo tempo, dai giovani
hegeliani a Schulze-Delitzsch, da Jacoby a Rodbertus, valeva piuttosto
ad elevarlo di gran lunga al di sopra di loro, e a dare un criterio pi
corrispondente ad una esatta valutazione. Per di pi, Mehring, tra
scinato dal suo impulso di salvare la personalit di Lassalle e di
affermare una continuit senza interruzioni dello sviluppo del movi
mento operaio tedesco, fini col iopprimere le stesse differenze che era
riuscito a identificare e a fissare. Chiave di volta di tutto questo divenne
laffermazione frequentemente ricorrente sulle sue pagine secondo la
quale Lassalle sarebbe arrivato col suo istinto di grande agitatore ri
voluzionario l dove le sue insufficienti e unilaterali conoscenze teo
riche non gli avrebbero mai consentito di giungere, che Lassalle sa
rebbe riuscito a convertire in una forza i suoi stessi difetti e, infine,
che, nonostante i numerosi punti di partenza diversi, Lassalle avrebbe
finito col sostenere, nel corso della sua agitazione, punti di vista e
rivendicazioni sostanzialmente concordanti con quelli di Marx e di
Engels. Troppo difficile per dimostrare criticamente una tesi che
si fonda sulla esaltazione dell' istinto rivoluzionario, e, quindi, assai
vistose risultano le contraddizioni nel modo col quale Mehring cerca
di conciliare le sue asserzioni sulla concordanza delle posizioni di
XXXVIII

Marx e di Lassalle coi risultati della analisi storica. Lanello fondamentale della tesi e cio il presupposto che Lassalle, consapevole di
doversi muovere in una situazione caratterizzata dalla arretrata coidanza di classe degli operai tedeschi, nel piano di battaglia della sua
lettera di risposta facesse, sul piano della presentazione delle proposte,
delle concessioni alla situazione che per non avrebbero assolutamente
turbato la corrispondenza del loro contenuto con la prospettiva gene
rale del Manifesto, non trova mai una soddisfacente dimostrazione,
lassalle avrebbe preso le mosse per la sua agitazione dal suffragio uni
versale e dalle aspirazioni associative, in quanto si trattava di un dato
reale della situazione della Germania del tempo, e cio delle idee che
cominciavano a mettere in movimento la .classe operaia tedesca. Ma
costretto successivamente ad ammettere che Lassalle ha sopravvalu
tato il suffragio universale , il che male si concilia con la interpretaxione tendente a riscontrare nel suffragio universale uno strumento
piuttosto che un fine di agitazione. N convince largomentazione che
lassalle fosse caduto in questa sopravvalutazione per quella stessa ten
danza ad una sorta di ottica ravvicinata della prospettiva dello svi
luppo storico, che sarebbe stata propria anche a Marx e ad Engels. Le
previsioni di Marx e di Engels non verificate nei tempi da essi indi
cati dello sviluppo della storia reale costituiscono anche interventi at
tivi per determinare e accelerare il corso dello sviluppo storico con
siderato alla luce di uno sviluppo conseguente. Ci che non si pu
ripetere delle previsioni di Lassalle, soprattutto se si accetta la inter
pretazione di Mehring che le sue proposte fossero in qualche modo
adottate quali strumenti dazione desunti dalla situazione tedesca del
tempo. Lo stesso vale per la proposta lassalliana della costituzione delle
i ooperative di produzione con laiuto del credito statale. Anche in
ttuesto caso Mehring avanza la ipotesi che Lassalle, nel trattare della
4uestione delle cooperative con credito statale, si trovasse sullo stesso
terreno di Marx e di Engels. Qui Mehring incorreva, per, in alcune
vere e proprie distorsioni nella interpretazione dei testi.
In realt, nel Manifesto Marx ed Engels non avevano parlato delle
cooperative da costituirsi con laiuto del credito statale, ma delle fa b
briche nazionali, e cio di una cosa ben diversa, che costitu loggetto di
una diffusa rivendicazione della classe operaia durante la rivoluzione del
1848. Per ci che concerne, poi, /'Indirizzo inaugurale per la costi
tuzione dellAssociazione internazionale degli operai, la grande diffex x x ix

ronza che esisteva a questo riguardo fra il programma di Marx t il


programma di Lassalle consisteva non tanto in una pi o meno alt
considerazione nella quale luno o laltro poteva tenere il movimento
delle cooperative quanto nel posto che questo prendeva nella visione g
nerale dei compiti del movimento operaio. Infatti, mentre Lassalle par
lava in senso indiscriminato di cooperative di lavoratori che con laiuto
del credito statale avrebbero dovuto avviare a soluzione la questione so
ciale, Marx poneva il problema in diretta connessione con la qui
stione del potere. IVW/'Indirizzo inaugurale, infatti, veniva avvertita
limportanza determinante che per lo sviluppo del movimento coopera
tivo avrebbe dovuto avere il passaggio del potere dai capitalisti e dal
grandi proprietari fondiari nelle mani della classe operaia. A Mehring
non poteva sfuggire una tale differenza tuttaltro che marginale. Ma
anche in questo caso, egli faceva ricorso allipotesi della sostanziali
concordanza di principi politici fra Marx e Lassalle, una concordanza
che Lassalle non avrebbe reso visibile nel corso della sua agitazione in
considerazione della immatura situazione tedesca.
Lo stesso pu dirsi, ancora, per lorganizzazione rigidamente con
tralizzata e di tipo dittatoriale che assunse fino da principio la Assai il I
zione generale degli operai tedeschi. Anche in questo caso, Mehrin
conosceva abbastanza da vicino il travaglio di definizione associativa chi
aveva caratterizzato alla loro origine le organizzazioni operaie, aveva
studiato la trasformazione nella quale Marx aveva avuto una parte M
notevole rilievo per eliminare dalla Lega dei comunisti il rigido ce
tralismo delle organizzazioni settarie. Gli sembrava per che il diviati
alla costituzione di associazioni di lavoratori vigente negli Stati tah'
schi rendesse plausibile la formazione di una organizzazione di quii
tipo e che questo dato di fatto consentisse piti che mai lipotesi che li i
concentrazione dei pieni poteri nelle mani del presidente dovesse cn
siderarsi davvero una misura di carattere transitorio collegata con II
fasi iniziali del movimento e destinata ad essere rapidamente superala
Circa la tattica di Lassalle, non mancano nellopera del Mehring, I E
particolarmente nei capitoli relativi allultima fase dellagitazione, il <
lievi critici che investono il modo con cui egli condusse le trattative i n 1
Bismarck e che accertano una netta decadenza, fisica e politica insiemi, I
di Lassalle negli ultimi mesi della sua vita. Di qui Mehring non riidi
mai, per, ad una discussione della linea di principio che stava olii
base della tattica di Lassalle. Questa consisteva, come noto, nel i <nl

XL

ntw l'accordo con la classe degli junker e con lo Stato autoritario per
Impmtare, in lotta contro la borghesa tedesca e contro il partito proninnila che ne era lespressione sul piano politico, le rivendicazioni
dulia i lasse operaia. La mancata analisi critica di questo elemento, non
du n osa tanto dallignoranza di dati di fatto, quale la conoscenza dei
troll rapporti intercorsi fra Bismarck e Lassalle, quanto da una conillu cadenza polemica che Mehring finiva con lavere per la tattica di
teli lolle. Lopposizione di Marx e di Engels alla tattica lassalliana nanrr.i. come noto, dalla possibilit che essi ritenevano ancora aperta
di uno rivoluzione democratica in Germania nella quale fosse conItulli alla classe operaia di sostenere e di spingere avanti i pur rImionli gruppi politici della borghesia tedesca ad eliminare dal paese
! rrudut feudali e a fondare lunit nazionale attraverso una rivolu*lniii> dal basso. Fra gli elementi costitutivi in senso determinante di
.(ireiio loluzione essi consideravano latteggiamento che la stessa classe
opri,no avrebbe dovuto assumere nei confronti della rivoluzione demo,ioii,o. P. strano, anche se pu essere in parte spiegato con le successive
deludimi nei confronti delle forze democratico-borghesi che avevano
oi in inpugnato la sua evoluzione verso il socialismo, che proprio Mehring,
ih e Ira tutti i socialdemocratici tedeschi fu uno dei pi decisi avver
tali del militarismo e degli junker, abbia finito col negare anche la di
tali,! di una alternativa storica alla possibilit di una unificazione de
min latit a della Germania. Il giudizio sul tradimento consumato dalla
fatglirda tedesca alla causa della rivoluzione nel 1848-1849 lo indui e*. al punto di considerare definitivamente chiusa la partita fino da
qin I momento. Mehring, vero, sviluppava proprio a partire da quel
puniti della sua esposizione la tesi che ravvisava nella classe operaia
I r u d e delle migliori tradizioni del popolo tedesco. Ma assolutamente
mr11 .mica, o comunque senza riguardi per la reale complessit dello
iviluppo storico, era la applicazione che il Mehring ne faceva alla storia
ledi1ii a degli anni 60. Per cui, mentre per un verso Mehring indul
geva ad una valutazione benevola delle approssimazioni teoriche di
I ao,tilt in considerazione delle concessioni che egli sarebbe stato coilrtilti a fare ad una situazione caratterizzata dalla arretrata coscienza
,ll il,m e dei lavoratori tedeschi in quel momento storico, per un altro
n in egli dava una valutazione della tattica politica di Lassalle che prescin
der completamente da questo dato di fatto, che, anzi, assumeva a suo
piriupposto, seppure per una interpretazione assai discutibile, una classe
pn,u matura, giunta al culmine del suo sviluppo.
XLI

Tutte queste contraddizioni che si rivelano nella interpretazione di


Lassalle fornita da Mehring sono in realt riconducibili, a ben guardare,
ad un punto, e cio alla sostituzione della analisi della ideologia lassalliana con la costruzione del sistema di intenzioni che sarebbe
stato alla base della agitazione di Lassalle*6. Mehring, partito dalla esi
genza di individuare il nesso positivo fra lopera di Lassalle e il risve
glio della classe operaia tedesca ridestatasi con lagitazione da un tor
pore durato quindici anni49, aveva finito col sopprimere ogni ele
mento di mediazione nella soluzione di questo problema ed era arri
vato a dedurre puramente e semplicemente dalla persona di Lassalle il
fatto di questo risveglio nelle sue caratteristiche essenziali. La ten
denza a i accettare o a respingere in blocco una esperienza, una posi
zione, un movimento, che era insita nel modo che gli era proprio di
scrivere la storia, si risolveva cosi in un procedimento che aveva molto
dellirrazionale. Soprattutto, da questa interpretazione e da questa ricostruzione risultavano non spiegate, inesplicabili e quasi assurde le
discussioni e le controversie sul lassallismo, oltre che sulla persona di
Lassalle, che avevano accompagnato il processo di formazione del par
tito unificato della classe operaia tedesca e le prime fasi della sua esi
stenza. Mehring cerc di darne ragione, nel corso della sua esposizione,
facendo ricorso da una parte alle esagerazioni dei seguaci e dallaltra alle
ingenerose incomprensioni degli avversari. Ma la ragione d fondo non
stava qui. Essa consisteva piuttosto nelle radici ideologiche del las
sallismo, nella sua concezione idealistica della storia, nella sua visione
dello Stato, dello Stato in generale non meno che dello Stato prussiano
in particolare, come di un ente astratto assolutamente superiore ed
estraneo alle lotte e ai contrasti delle classi. Qui stava la base non
soltanto delle posizioni teoriche profondamente diverse fra Lassalle e
Marx, non soltanto dei contrasti che a Gotha trovarono una soluzione
pi apparente che reale, ma altres lorigine di quel carattere inventivo,
oggi diremmo strumentale, degli obiettivi che Lassalle poneva alla sua*

** Si veda, per un ritorno di una simile impostazione di metodo, ancorch


con diverso contenuto, nella storia della letteratura lassalliana : H a n s J u r g e n
FRIEDERICH Zur Einschtzung Lassalles u n i des Lassalleanismus in der biirgerlichen u n i rechtssozialdemokralischen Geschichtsschreibung, in Beitrage zut
Geschchte der deutschen Arbeiterbewegung , II (I960), fase. 2.
49 Questa l'espressione usata da Marx nella sua lettera a Schweitzer del
13 ottobre 1868 (cfr. K arl M a rx - F r ie d r ic h E n g el s , Ausfetvhhe B r id e
Berlin, 1953, p. 246).

XL II

ri/illazione, della tattica sciolta da ogni considerazione pei principi dello


iviluppo storico e sociale che egli adottava per perseguirne la realiz
zazione. La tenace persistenza di queste radici nella maturit storica del
movimento operaio tedesco non si era ancora mostrata, quando il Mehring
ir rileva la sua opera, in tutta la sua piena estensione. Ma non c dub
bio che il procedimento da lui adottato in questo caso di oltrepassare di
un balzo lindagine del momento ideologico (quasi una romantica
I infiihlung nel personaggio Lassalle) recava in germe tutti i pericoli
dallabbandono del procedimento razionale di analisi e di ricostru
zione storica.

IV
Dopo quanto si detto a proposito della questione Las/alle * non
iara necessario estenderne le conclusioni alle altre parti dellopera del
Mehring che con limpostazione di quel problema sono connesse: le
/pastificazioni dell'opera e della condotta di Schweitzer e il giudizio
accentuatamente critico sulle prospettive di politica nazionale del par
tito degli eisenachiani. Il lettore accorto potr valutare da solo in quale
misura i riconoscimenti al senso storico dei continuatori dellopera
di Lassalle alla testa della Associazione generale degli operai tedeschi
e le critiche al particolarismo meridionalistico e al democratismo
piccolo-borghese di Liebknecht e di Bebel nella prima fase della loro
attivit, ancorch interessanti a illuminare con fasci di luci incrociate
gli anni di storia del movimento operaio tedesco che accompagnano la
formazione e il consolidamento dellunit imperiale, esauriscano i pro
blemi decisivi che si pongono nello studio delle origini di un grande
movimento di massa.
Su tutti questi temi i risultati della ricerca storiografica (basti pen
iate alla biografia dello Schweitzer di G. Mayer pubblicata quando il
Mehring era ancora in vita) hanno condotto a conclusioni diverse, as
mi lontane da quelle sostenute in questopera. Chi. ancora, potrebbe
ripetere con la conclusione apposta dal Mehring alla sua seconda edi
zione che il revisionismo non poteva essere considerato nel partito

PP

5" Rinviamo, inoltre, per questo punto a JOSEF ScHLEIFSTElN, op. cit.,
245 e sgg.
XL II I

socialdemocratico tedesco, qualche cosa di pi che un semplice stato


danimo ? Come non tenere conto delle basi oggettive, reali che esso
aveva gi nei primi anni di questo secolo nel seno stesso del movimenta
operaio tedesco?
Non per su questi elementi discutibili e discussi che vorremmo
richiamare lattenzione nel ripresentare al pubblico italiano la Stori
deila socialdemocrazia tedesca di Franz Mehring. Al di l di tutto qua
sto la sua grande importanza consiste nellavere saputo congiungen
la storia del partito della classe operaia tedesca con la storia della Ger
mania, nellaverle conferito una cornice internazionale, nellavere sa
puto porre al centro della sua narrazione, prima ancora che questo a
quel dirigente politico, la classe operaia, nuovo soggetto concreto della
storia. Per questo le pagine pi belle e insieme pi ricche di penetrazione
sono quelle dedicate alla formazione degli operai in classe definita ed
autonoma della societ, nella acquisizione della coscienza di questo pr
cesso, nellimpersanificarsi nelle sue sorti del destino della nazione. Qui
lo stile potente di Mehring, intessuto di chiaroscuri e di capovolgimenti
improvvisi, si unisce con uno spirito sempre lucido anche nella esalta
zione pi appassionata. La parte sulla resistenza e sulla vittoria degli
operai tedeschi contro le persecuzioni bismarckiane, che costituisce il
vero epilogo dellopera, appunto larrivo a maturazione di attiva con
sapevolezza di un processo le cui origini lontane e prossime il Mehring
aveva seguito nel corso di tutta la sua opera.
E r n e s t o R agionieri

XLI V

Introduzione

Il movimento operaio tedesco e il socialismo tedesco hanno avuto fin


Itigli inizi una impronta internazionale. Se si lasciano da parte singoli
movimenti convulsi del proletariato renano e slesiano, sia la Lega dei
UI i i mi che lazione agitatoria di Weitling si riallacciavano nella pratica
i urlili teoria al socialismo europeo occidentale e alle lotte di classe del
limili,iriato nellEuropa occidentale, in particolare di quello francese.
1. pi svariate specie di socialismo borghese, feudale, filosofico e di
|(ro tipo che pullulavano in Germania negli anni dal '40 al 50, e anche
il nullismo di Stato del Rodbertus, avevano per base la letteratura soi ini In il inglese e francese. Il Manifesto comunista pose in seguito il
iilnlismo sul terreno della lotta di classe, cui chiam i proletari di tutto
Il mondo. Marx ed Engels annoveravano tra i loro predecessori spirituali
non solo Kant, Fichte ed Hegel ma anche Saint-Simon, Fourier e Owen;
. mi erano' andati alla scuola della filosofia tedesca, della Rivoluzione
(uni esc e dellindustria inglese.
Il moderno comunismo scientifico da loro fondato fu poi nuovaiorine travolto dallascesa economica e dalla decadenza politica tra il
ili e il 60. Esso fu poi ripreso da Lassalle, ma la sua agitazione
i appoggi, in singole concezioni e rivendicazioni, al socialismo franimt, per cosi dire nei punti pi avanzati attorno ai quali la lotta
mini inva pi ardente. Unultima traccia incancellabile di questo
Imiu la socialdemocrazia tedesca la reca nel suo stesso nome. Gli
mi min isti borghesi perdono il loro tempo a spaccare il capel
li! In quattro, quando fanno le loro peregrine elucubrazioni sulle
Itili lenze concettuali tra comunismo e socialismo; invece lo sviluppo
mitico che d un senso a queste due parole. Tra il '40 e il '50, il so1

cialismo era, nel vocabolario comune, un movimento borghese, il ut


munismo un movimento proletario. Il socialismo voleva eliminare gli
inconvenienti della societ borghese con laiuto delle classi possidenti,
il comunismo sapeva che ci eia possibile solo con un radicale rivol/jl
mento di tale societ. A quei tempi la socialdemocrazia francese rii
un partito composito, fatto di elementi piccolo-borghesi e proletari, Il
quale rappresentava gli interessi comuni di quelle classi di fronte all<
borghesia. Oggi, la socialdemocrazia tedesca attinge, nella pratica, li
sua forza dal proletariato, del quale essa difende gli interessi coniti
tutte le altre classi della societ capitalistica e, nella teoria, dal Mani
festo comunista, il programma classico del moderno comunismo scirn

Rivoluzione di Luglio e Reform Bill

, lnutamenti dell'economia mondiale nel secolo XVI, la guerra dei

t^
In ih anni nel XVII, e le innumerevoli guerre del XVIII avevano getFin dai primordi della storia della socialdemocrazia tedesca n*M),, |;1 Germania in uno stato di profonda decadenza. Fino all'inicessario tenere costantemente conto del socialismo europeo Occidental #||) , y XIX secolo il Sacro Romano Impero di nazione tedesca se
e delle lotte di classe del proletariato inglese e francese. Perci <>p|(l, mette in mezzo alle nazioni civili europee come uno spaventaportuno, a vantaggio della chiarezza e della concisione, far precedere un
, sbertucciato: le classi dominanti corrotte e imputridite fino
schizzo introduttivo di questi fenomeni storici fino al momento in ol,i midollo, le classi oppresse impotenti e incapaci di spezzare il
il movimento operaio tedesco e il socialismo tedesco fanno il loro
che le schiacciava. La piccola borghesia tedesca non aveva sagresso. Naturalmente importa rilevare solo quei fatti e quelle teorie ih puiu realizzare quel che invece etano riuscite a compiere, con le rispettive
hanno, in qualche modo, esercitato un influsso sullo sviluppo storico deli nnluzioni del XVII e del XVIII secolo, le classi borghesi inglese e fransocialdemocrazia tedesca.
i t'ir, l.e sue teste migliori si creavano nella letteratura e nella filosofia il
|iiiii|ro ideale del mondo borghese, ma era riservato ad un conquistatore
iiitiiiero fare piazza pulita delle desolanti macerie del disordine feudale
in irira tedesca.
Nella dittatura militare di Napoleone la Rivoluzione francese si era
bugiata larma con cui essa garantiva i suoi risultati sociali : nella lotta con
1Inghilterra, per il dominio sui mercati mondiali, come nella lotta con
Huisiu, Austria e Prussia, per la liquidazione del feudalesimo. I suoi gran
ii"'.! successi sembrarono trascinarla molto aldil dello scopo originario,
ini l'equilibrio economico non tard a ristabilirsi con la sua ferrea nei mt. Il sogno di un impero francese mondiale and in fumo sia per
In superiorit industriale inglese, sia per la selvatichezza feudale delImopa orientale. E, grazie al suo istinto di classe, la borghesia francese
i nebbe abbastanza in tempo dalla sbornia che per un momento le
ivr va fatto perdere la testa. Essa si affrett a spezzare larma che aveva
vitto la folle idea di erigersi a dominatrice dispotica: pi ancora che
|iw loro inglese e la neve russa, Napoleone cadde per il tradimento della
borghesia francese.

In un primo tempo tuttavia i frutti del tradimento le sfuggirono


LEuropa unita aveva vinto sotto la guida dei tories inglesi e dello zar
russo a Lipsia e Waterloo e, nel 1814, limperatore Alessandro, nel 1815,
il duca di Wellington restaurarono la vecchia dinastia dei Borboni. Il feu
dalesimo tentava ancora una volta di prender domicilio sul nostro con
tinente. In Inghilterra, dall'epoca delle leggi sul grano, la propriet
fondiaria aristocratica era in lotta aperta col capitale industriale; in
Francia, dietro il conflitto tra il proprietario fondiario della societ
feudale e il contadino parcellario della societ borghese, si celava lo
stesso antagonismo. Dal punto di vista politico era una lotta tra i governi,
col loro seguito di preti e di signorotti feudali, e le masse popolari guidate
dalla borghesia. Tuttavia la bandiera della Santa Alleanza, attorno alla
quale si schieravano dispotismo e feudalesimo, si dissolse come nebbia al
sole di fronte alle forze assai concrete e sempre crescenti che stavano
dietro la borghesia. In Inghilterra la grande industria, che dallultimo
terzo del XVIII secolo era in incremento, conobbe un periodo di gigantesca ascesa, e con la crisi commerciale del 1815 e soprattutto con quella
del 1825 essa entr nel ciclo periodico della sua vita moderna. In Francia
la societ borghese, nata dal seno della Rivoluzione e consolidatasi sotto
lImpero, si rafforz tanto pi quanto maggiore era la pressione reazio
naria della restaurazione della vecchia dinastia borbonica; il solo fatto
dellesistenza di questo velato dominio dello straniero feriva di continuo
il sentimento nazionale del popolo francese. Con la rivoluzione di Luglio del 1830 la borghesia francese conquist il potere politico; non
molto tempo dopo col Reform Bill del 1832 la classe media inglese rag
giunse lo stesso risultato. A questo punto, in ambedue i paesi, la bor
ghesia cominci a sottrarre al proletariato, fino a quel momento suo al
leato, la parte che gli spettava nella comune vittoria.
Fu questa la svolta decisiva che apri alla classe operaia dei tempi mo
derni la via ad una lotta di portata storica universale. Nella resistenza
contro i comuni oppressori, contro le classi retrograde che derivavano
le loro pretese di dominio politico da modi di produzione superati, borghe
sia e proletariato erano stati legati da comuni interessi. Ma proprio come
la borghesia si svilupp in questa lotta, cosi si svilupp anche il prole
tariato. La borghesia genera necessariamente il proletariato, e solo in
questa contraddizione essa pu nascere e sussistere. Essa non pu cre
scere senza che anche il proletariato cresca, e sempre soltanto per un
breve periodo le consentita la tutela sul figlio suo. Mai nella storia,
la classe borghese ha potuto lanciare uno squillante grido di vittoria, senza
4

,
I
'

I
'
*
I

!
,
I

i he le rispondesse 1? cupa eco della classe lavoratrice. Da Thomas Miinzer


a Gracco Babeuf, nel grembo della rivoluzione borghese si agitava rego
larmente il proletario nascente. Tuttavia finch gli era negata una vita
indipendente, esso si agit corne in un sogno, combatt soltanto con
armi fantastiche, subendo continue crudeli delusioni. Lultimo lega
me fra la borghesia e proletariato pot essere spezzato solo dalla de
finitiva sconfitta dei comuni avversari. Non appena, nel 1830, la bor
ghesia dell'Europa occidentale giunse al potere politico, il proletariato
si svilupp irresistibilmente come opposizione politica.
Questa lotta di classi era il risultato delle condizioni economiche di
vita della societ capitalistica. La classe oppressa si ribellava contro
loppressore; il proletariato combatteva la borghesia cosi come questa
aveva combattuto il feudalesimo. Ma una differenza sostanziale esisteva
tra la rivoluzione borghese e quella proletaria. Quando gi il modo di
produzione borghese superava di gran lunga quello feudale, la rivolu
zione proletaria lo affront con le pi splendide armi. Da Cola di
Rienzo a Roma, a Etienne Marcel a Parigi, a Jacob van Artevelde a
Gand : quante magnifiche figure aveva gi prodotto la comune me
dievale! Quale strada vertiginosa avevano aperto alle ambizioni della
borghesia le grandi scoperte e invenzioni del XVI secolo! Con quale
immortale ironia i Boccaccio e i Rabelais fino ai Lessing e ai Voltaire
avevano dato la caccia alle ombre e alle fantasime feudali! Ma quando
la borghesia raggiunse nella grande industria il punto culminante del
suo sviluppo, aveva allevato un proletariato tanto pi numeroso e lo
aveva gettato ancor pi profondamente nellabisso di una miseria quale
mai era esistita nella storia. Quanto pi forte era l'antagonismo di
classe fra borghesia e proletariato, tanto pi la lotta tra gli oppressori
e gli oppressi si presentava senza via di uscita.
Alcuni borghesi capaci di pensare compresero subito che uno svi
luppo economico, il quale comprava ogni aumento della ricchezza
sociale con la crescente miseria delle masse, doveva portare al tramonto
di ogni civilt umana. Soltanto che il vedere pi chiaramente gli effetti
del modo di produzione capitalistico li induceva a pensare che questo
processo storico potesse essere rovesciato dallinterno. Un salvataggio,
un rivolgimento erano necessari, ma in nessun caso potevano venire
dalle masse sofferenti, che crescevano di numero solo per perdere di
forza. Le classi possidenti stesse avrebbero dovuto accorgersi che non
era pi possibile andare avanti per quella via e convincersi che le ingiu
stizie sociali erano insopportabili. Bisognava fare appello al loro cuore

e al loro intelletto, porte la societ borghese su nuove fondamenta o


per lo meno conservarne gli aspetti buoni ed eliminarne quelli cattivi;
dimostrare, attraverso tentativi su piccola scala, la possibilit di una
nuova societ su larga scala; e particolarmente bisognava eliminare la
causa di tutti i mali: laspro antagonismo delle classi che si acuiva di
giorno in giorno sempre di pi. Da questo punto di vista, che si poneva
al di sopra delle classi, la lotta di classe del proletariato appariva come
una cosa inutile e persino dannosa. Inutile perch non poteva approdare
a nulla, dannosa, se inaspriva le classi possidenti e acuiva quell'anta
gonismo delle classi che bisognava appunto eliminare.
Cosi ebbe origine una contraddizione tra lotta di classe e socialismo
che n in Inghilterra n in Francia sarebbe stata appianata.

Il socialismo europeo occidentale

Dal punto di vista storico il socialismo ha preceduto la lotta di


classe del proletariato. Prima di poter strappare il potere politico, la
borghesia doveva giungere ad un alto stadio di sviluppo, e, prima di
giungere a questo stadio del suo sviluppo, doveva aver creato vaste
masse di operai salariati nullatenenti ed espropriato interi strati della
popolazione. Sin dallinizio del XIX secolo uomini iluminati, che vivevano
al centro di grandi imprese capitalistiche, ne videro i lati oscuri e
delinearono i piani d i. una nuova societ. Essi furono Saint-Simon e
Fourier in Francia, Owen in Inghilterra.1

1. I grandi utopisti e le loro scuole


Comune ad essi era latteggiamento negativo e ostile verso la Rivo
luzione francese, verso qualsiasi azione politica delle classi lavoratrici.
Tale atteggiamento era dovuto alla clamorosa contraddizione tra lo
stato di fatto creato dalla Rivoluzione francese e gli ideali borghesi che
con essa erano stati predicati, gli ideali della pace, della giustizia e
della eguaglianza. Adesso gli utopisti volevano realizzare tali ideali nella
loro integrit e purezza, volevano migliorare la situazione di tutti i
membri della societ, anche se, in prima linea, quella della classe pi
povera e pi numerosa, il proletariato. Ma, secondo loro, si dovevano
seguire strade del tutto diverse da quella della rivoluzione. La ragione
pensante doveva disegnare il piano di una nuova societ e convincere
le classi possidenti della necessit di edificare una tale societ. Finch
nel proletariato, ancora assai poco sviluppato, non si manifestava alcun
7

impulso di portata storica, agli utopisti per raggiungere i loro scopi


non restava che questa via. Saint-Simon fece appello alla monarchia,
Fourier visse nella speranza quotidiana di essere visitato da un milio
nario che gli portasse i mezzi per realizzare la sua utopia, Owen si
limit ad una propaganda pacifica, aliena da qualsiasi azione politica.
Naturalmenre la ragione universale, che gli utopisti volevano realiz
zare, si rivelo in ciascuno di essi come la propria ragione particolare.
Saint-Simon era una natura faustiana, che aveva indagato la vita della
sua epoca in tutte le sue altezze e profondit, uno spirito universale che
si elevava al di sopra dell Illuminismo come del romanticismo francese.
Contrariamente agli illuministi egli comprendeva lintima connessione
della storia, la giustificazione storica del Medioevo, la forza motrice della
religione; ma contrariamente ai romantici respingeva il ritorno a forme
di dispotismo feudale e clericale. Come grand seigneur della vecchia
Francia egli proclam che il potere non spettava pi alla fede e all'eser
cito ma allindustria e alla scienza; come esperto ingegnere, che com
batteva nelle prime file della borghesia per conquistare il mondo, egli
non si illuse sulla sua transitoriet storica. Il pensiero fondamentale di
tutta la sua vita fu di assicurare a ciascuno il pi libero sviluppo delle
proprie capacit. L uomo, egli diceva, stato sinora sempre sfruttato
dall uomo, come schiavo, come servo della gleba, come operaio salariato.
Adesso tempo di sfruttare soltanto la natura, il globo terrestre, at
traverso lunione, lassociazione di tutti, che tutti gli uomini debbono
lavorare. E come 1 industria deve consistere non piu nello sfruttamento
di uomini, ma nello sfruttamento della sola natura da parte degli
uomini, cosi il governo deve dora in poi essere direzione di cose e non
piu di uomini. Il nuovo cristianesimo l'elevamento morale e fisico del
proletariato, la felicit di tutti gli uomini gi su questa terra,
1 unit della carne e dello spirito che il vecchio cristianesimo aveva
diviso. Alle geniali anticipazioni di Saint-Simon erano ancora commiste
grossolane scorie di concezioni borghesi e persino gerarchiche, ma i
semi da lui gettati hanno fecondato il socialismo posteriore nei campi
piu diversi, mentre il suo tumultuoso mondo ideale era illuminato da
intuizioni profetiche che come raggi di sole squarciavano un cielo
denso di nubi.
Fourier fu, in misura assai maggiore di Saint-Simon, un critico
della societ borghese. Come commesso nel commercio allingrosso, egli
vedeva prosperare in tutti gli sconvolgimenti politici soltanto il capitale.
Sempre egli vide il commercio intascare il suo profitto in contanti dalle
8

.. .afische dei beni, dal sistema degli assegnati, dal blocco continentale,
il.illc forniture di armi, vestiario e viveri all'esercito francese, in breve
da qualsiasi provvedimento prendessero i dittatori rivoluzionari e il
loro erede, Napoleone. Contro lidra del commercio, contro il feudalemmo commerciale egli scocc i suoi dardi pi acuminati. Ma anche lui
Iuniva dai presupposti ideali della Grande Rivoluzione. Egli, nel definire
buoni tutti gli impulsi e le inclinazioni degli uomini e nel voler edifii .ire la sua nuova societ sulla ragionevole soddisfazione di essi, si basava
sili materialismo francese. Tale societ era un parto della sua fantasia,
ni un giuoco da bambini irriderne le singole bizzarrie. Cionondimeno
lonserva pur sempre un significato precorritore ci che Fourier ha detto
nella sua critica della civilt moderna. Con penetrante acume egli ha
scoperto le contraddizioni che essa genera continuamente senza su
perarle, per primo ha affermato che in essa la miseria nasce dalla
sovrabbondanza. Della civilt moderna diceva che essa eleva ogni
singolo vizio della borghesia ad una esistenza composita, di doppio
significato, ambigua ed ipocrita. Egli rivers la sua mordace ironia
sul matrimonio borghese e disse le profonde parole: il grado del
l'emancipazione femminile la misura naturale della emancipazione
generale. La sua critica era affatto costruttiva; quel che Fourier ha esposto
sulla eliminazione del contrasto tra citt e campagna, sulla fusione
delle nazioni, sul lavoro inteso non come necessit economica ma come
completamento dellessere umano, sugli immani progressi dell umanit
associata, ha assunto un valore permanente.
Nonostante le loro fantasticherie, Saint-Simon e Fourier erano pen
satori rivoluzionari. Solo i loro partigiani e successori diventarono
reazionari. Essi erano reclutati quasi esclusivamente tra elementi delle
classi possidenti. Specialmente Saint-Simon, dopo la morte avvenuta
nel 1825, ebbe un forte seguito che, dopo la rivoluzione di Luglio, si
fece alla ribalta della vita pubblica con considerevole fracasso. Ma il
sansimonismo si polverizz proprio quando dovette affrontare la prova
della rivoluzione pratica. Bazard, che aveva capeggiato le leghe segrete
contro la restaurazione borbonica, voleva diffondere la teoria del mae
stro servendosi della propaganda politica a costringere il potere a
riconoscerla, in contrasto con Enfantin, che si dette da fare per lor
ganizzazione gerarchico-religiosa della scuola e predic la restaurazione
della carne in un senso grossolanamente sensuale. Rampollo di una
famiglia di finanzieri e attivo egli stesso in una banca, Enfantin era
una tempra di profeta. Brutale calcolatore e fanatico immaginoso, era
9

in questa mescolanza di elementi contrastanti una natura affa


scinante che conquist perfino Heinrich Heine. Enfantin ebbe la me
glio su Bazard, e la dura delusione, a questultimo, cost la vita.
A questo punto gli elementi pi energici si ritirarono dalla scuola;
tra questi era Buchez, vecchio compagno di Bazard. Egli dette unap
plicazione pratica ai motivi religiosi del sansimonismo. Voleva realizzare
i comandamenti della morale cristiana in campo sociale attraverso il
pacifico mezzo dellassociazione; gli operai dovevano fondare cooperative
di produzione, non perch i singoli operai si trasformassero in impren
ditori bens per liberare la classe operaia dalla condizione del salario.
Buchez contava sul sentimento di solidariet del proletariato. Esso, egli
sperava, avrebbe indotto le prime cooperative che avessero avuto suc
cesso a costituire in capitale indivisibile una certa parte del loro gua
dagno netto, che, come propriet inalienabile di classe, avrebbe dovuto
associare via via gli operai di tutte le fabbriche. Era una proposta che
disconosceva in pieno lintima sostanza della societ capitalistica, ma
che ha fatto una vigorosa propaganda al pensiero dellassociazione
in seno alla classe operaia francese.
Tanto pi rapidamente Enfantin port ad una fine ingloriosa il
sansimonismo. Proprio nelle giornate del giugno 1832 quando fu combat
tuta la prima battaglia di strada contro la nuova monarchia borghese
la comunit dei sognatori sansimonisti si ritrasse in agreste solitudine.
Una piccola persecuzione giudiziaria, che non avrebbe torto un capello
a un genuino movimento di classe, fece saltar per aria tutto ledificio sansimonista. Alcuni dei suoi seguaci passarono a Fourier, ma in grande
maggioranza i sognatori tornati in s andarono a finire tra i pi innocui
campioni del mammonismo, come i Miquel dei nostri giorni. Le truffe
finanziarie del Secondo Impero nelle loro manifestazioni pi grossolane
battevano bandiera sansimonista; i martiri di un tempo, come diceva
ironicamente Heine, non portavano pi alcuna croce che non fosse quel
la della Legion dOnore.
Fourier mori nel 1837, e, come Saint-Simon, nella miseria pi nera.
Spesso Heine lo vide avviluppato nel suo logoro e grigio cappotto ag
girarsi nellatrio del Palais Royal, mentre dalluna delle tasche rigonfie
spuntava il collo di una bottiglia e dallaltra un filone di pane. Fourier
aveva trovato in Victor Considrant un seguace intelligente e corag
gioso, e il fourierismo condusse unesistenza piu ristretta, meno rumo
rosa, ma, in cambio, pi tenace del sansimonismo. Tuttavia anchesso
spari senza lasciar traccia, in parte a causa di piccoli tentativi, natural
!0

mente falliti, di realizzare lutopia del maestro e in parte per la sua


iiluuanza alla lotta di dasse proletaria.
Owen si differenzia dagli utopisti francesi perch, sebbene per
|mlecchi rispetti appaia pi limitato di essi, di fatto ad un livello pi
alto di conoscenza economica. La grande industria era ancora prati-'
tmente sconosciuta in Francia, quando in Inghilterra aveva gi rivo
lo zumato tutte le fondamenta della societ borghese. Non appena la
g mie industria esaspera al massimo l'antagonismo tra borghesia e proletariato, la contraddizione tra forze produttive e rapporti di produ
zione della societ capitalistica crea contemporaneamente, e solo allora,
i mezzi per superare e antagonismo e contraddizione. Nei suoi tenta11vi pratici Owen parti dal sistema di fabbrica, dal quale anche la rivoIti/.ione sociale era partita. La fase pi avanzata dello sviluppo in
glese gli permette un pi alto punto di vista anche nei punti di con
iano con Fourier, come ad esempio nella esigenza di eliminare le
( onscguenze disastrose della divisione del lavoro, lintristimento del
l'operaio e della attivit lavorativa stessa con orari di lavoro brevi
< arricchiti da cambiamenti di lavoro. Quel che Fourier voleva rag
giungere coi suoi falansteri, Owen lo vedeva germogliare dallo spie
iato ratto dei bambini con cui ebbe inizio la grande industria: ledui azione del futuro, che, per tutti i bambini al di sopra di una certa et,
collegller il lavoro produttivo con listruzione e la ginnastica, non solo
come metodo per aumentare la produzione sociale, ma come lunico
metodo per la produzione di uomini evoluti in tutti i sensi.
Come Fourier, Owen si ricollegava al, materialismo francese del
XVIII secolo. Egli concepiva luomo come il prodotto delle sua costi
tuzione fisica e dei rapporti ambientali; la rivoluzione industriale in
Inghilterra gli offri loccasione benvenuta di corroborare il suo principio
preferito. Egli diresse dal 1800 al 1829 la grande filatura di cotone di
New Lanark. Con i 2.500 operai di quella fabbrica, del tutto abbrutiti
per i bassi salari, leccessivo orario di lavoro, lo sfruttamento sfrenato
delle donne e dei bambini, indebitati fino ai capelli con gli usurai
del luogo e completamente corrotti dallubriachezza, dagli eccessi
sessuali, dalla rozzezza e dallignoranza, egli cre una colonia modello.
1 suoi mezzi erano la giornata lavorativa di dieci ore, laccurata edu
cazione della generazione che allora cresceva, in generale le condizioni
degne delluomo in cui egli mise gli operai. I suoi magnifici successi
attirarono lattenzione di tutta l'Europa. Teste coronate cercarono di
sfruttare l'aureola che circondava quel nobile filantropo. Limperatore di
1!

tutte le Russie si dichiar protettore di Owen e persino il sonnacchioso


re di Prussia, che assisteva impassibile agli infanticidi perpetrati dal
lindustria renana, gli mand una medaglia doro ed una lettera adulatoria
scritta di suo pugno. Ma Gentz, il pennivendolo pi scaltro della Santa
Alleanza, apprezzava questi omaggi nel loro giusto valore quando cini
camente osservava : Noi non vogliamo davvero che le masse diventino
benestanti e indipendenti; altrimenti come potremmo dominarle?
Infatti laureola di Owen perse ben presto molto del suo splendore,
quando egli si accinse a seguire fino in fondo la strada sulla quale ormai
si era avviato. Quel che aveva raggiunto a New Lanark non lo soddisfa
ceva affatto. Gli operai rimanevano suoi schiavi , erano ancora ben
lontani dallo stato che egli vagheggiava come scopo ultimo della evolu
zione umanitaria. E tuttavia questi 2.500 operai producevano per la
societ altrettanta ricchezza sociale, quanta appena un mezzo secolo prima
ne aveva prodotta una popolazione di 600.000 persone. Owen si chie
deva: che cosa avviene della differenza fra ci che 2.500 persone hannc
consumato e ci che 600.000 avrebbero dovuto consumare? Una netta
risposta a questa domanda la davano i pi di sei milioni di marchi di
guadagno netto che, assieme allinteresse del 5 % sul capitale di im
pianto, erano destinati ai padroni di New Lanark. Di qui Owen giunse
al socialismo. Le possenti forze produttive della grande industria, causa
dellarricchimento di pochi e dellasservimento delle masse, divennerc
per lui le leve di una nuova societ, nella quale esse, come propriet
comune di tutti, dovevano lavorare soltanto per il comune benessere di
tutti. I tre grandi ostacoli per questa societ Owen li vedeva nella
trinit del male *: la religione positiva, la propriet personale, il ma
trimonio indissolubile. Combattendo contro di essi, ben sapendo di
mettere tutto in giuoco, egli perse tutto. La societ ufficiale lo mise
al bando, la stampa lo colpi con la congiura del silenzio, oppure si
stracci le vesti, come il principale foglio della borghesia inglese, pei
le sue mostruose perversioni , le sue bestialit , le sue infernali
mostruosit ; il suo patrimonio and perduto nei tentativi di avviare
i primi inizi della societ socialista, di dimostrarne la possibilit su pic
cola scala. Sul terreno della societ capitalistica questi tentativi dovevano
necessariamente andare falliti, ma in essi si sentiva pur sempre labile
mano e lo sguardo lungimirante del loro autore. Con penetrante com
petenza Owen tracci il piano delle sue colonie domestiche in tutti i
particolari tecnici; i suoi bazar del lavoro, istituiti per lo scambio dei
prodotti del lavoro per mezzo di una moneta-lavoro cartacea, la cui
12

unit era l'ora lavorativa, presupponevano senzaltro il lavoro socializ/iito e quindi la completa sparizione della produzione mercantile su
mi si basa la societ capitalistica.
Cosi come nella pratica Owen traeva le sue conclusioni socialiste
iliill'industria, nella teoria le ricavava dai rappresentanti classici delleconoinia politica che con spregiudicatezza scientifica avevano indagato
sull'essenza della societ capitalistica. La ricchezza di tale societ consiste
in merci; il valore di scambio della merce era l'enigma alla cui soluzione
avevano lavorato gli economisti inglesi e francesi dalla fine del XVII
resilo. Finalmente Ricardo introdusse la determinazione del valore delle
merci attraverso il tempo di lavoro e dimostr nella sua opera print ipale che questa legge domina anche i rapporti di produzione borghesi
clic sono apparentemente in contraddizione con essa. Oltre a ci egli
per costatava il fatto che il prodotto dellintero lavoro sociale si divide
tra le tre classi dei proprietari fondiari (rendita), dei capitalisti (profitto)
degli operai (salario). Ne derivava una clamorosa contraddizione. Se
il valore di scambio di un prodotto era eguale al tempo di lavoro in
esso contenuto, il valore di scambio di una giornata lavorativa doveva
essere eguale al suo prodotto, ovvero in altre parole: il salario doveva
essere eguale al prodotto del lavoro. Ma il salario degli operai era
limitato a ci che la rendita e il profitto lasciavano avanzare dal pro
dotto del lavoro sociale, e i produttori di tutti i valori vivevano, nella
produzione della grande industria, nelle condizioni piu miserevoli che
mai fossero toccate in sorte alle classi lavoratrici. Se dovevano essere
restaurati nei loro diritti bisognava dare ad essi il pieno valore del
prodotto del loro lavoro.
Proprio a questo Owen mirava con la sua moneta-lavoro cartacea.
Se il tempo di lavoro era la misura dei valori, a che scopo un'altra mi
sura esterna, il denaro? Proprio perch tutte le altre merci misuravano
il loro valore su questa unica merce, il valore di scambio era diventato
prezzo e si era resa possibile la ripartizione del prodotto del lavoro in
rendita, profitto e salario. Ma Owen aveva fin troppo penetrato l'intimo
meccanismo del modo di produzione capitalistico per immaginarsi di
poter fare scomparire il denaro con i, suoi buoni-lavoro e, per il resto,
lasciar sussistere la produzione mercantile. Se la rendita e il profitto
dovevano finire, cosi pure la propriet particolare dei mezzi di produ
zione doveva essere sostituita dalla propriet comune. I bazar del lavoro
di Owen dovevano condurre a questo scopo ultimo. Era unutopia; poich
la societ esistente non si lascia rovesciare da piccoli tentativi che do

13

vrebbero praticamente convincerla della sua intima irrazionalit. Ma


Owen non cadde nellerrore incomparabilmente pi grave di voler tirar
fuori dalla palude la societ capitalistica prendendola per il codino.
chiaro che Owen dovette avvicinarsi alla classe operaia assai pi
degli utopisti francesi. Non sole a New Lanark egli ha operato per essa,
ma, anche dopo aver ceduto allavidit dei comproprietari, egli ha
vissuto con essa ancora per una generazione fino alla morte, avvenuta
nel 1858. Se la legislazione di fabbrica e il sistema cooperativo inglesi
debbono la loro esistenza alla forza precorritrice di un individuo, Owen
il loro padre. Owen ha anche svolto opera di agitazione per le sue
teorie socialiste in mezzo al proletariato e perci sub ben presto tutte
le ingiurie che da allora sono diventate pane quotidiano per i difensori
degli interessi proletari: dall'essere cacciato dai salotti fino a correre
pericolo personale di vita. Tuttavia Owen si tenne lontano dalla lotta
della classe operaia per il potere politico, lotta che nel cartismo ebbe
un possente impulso. Egli voleva in prima linea convincere le classi
possidenti con la propaganda pacifica e diffidava dellimmaturit ancora
grande del proletariato pur negli anni del suo vigore.
I suoi scolari non lo hanno superato. Una volta I. F. Bray ha bens
espresso la convinzione che le classi dominanti sono incapaci di rico
noscere grandi verit ma ci non di meno ha respinto la lotta politica
degli operai. Il suo omonimo C. Bray riteneva che il movimento cartista
non avesse dimostrato altro che lincapacit del proletariato di pren
dere nelle proprie mani i suoi affari. Le ricette pet la felicit che essi
portavano nelle loro teste erano lunico toccasana per la societ malata.
I seguaci di Owen divennero una setta che in lui venerava il suo infal
libile profeta. Quanto piu il cartismo si sviluppava in senso rivoluzionario
tanto pi gli owenisti assumevano atteggiamenti pacifici. Nessuna me
raviglia che sfuggisse loro il contatto, raggiunto a fatica, con le masse.
Lowenismo si aren in cooperative di reciproco aiuto e nel libero
pensiero religioso.

2. I socialisti piccolo-borghesi
Col ribollire della lotta di classe, un po per volta il socialismo della
grande borghesia scomparve. Quanto pi rudemente il proletariato la
combatteva tanto pi la borghesia perdeva la voglia e la fantasia di
disegnare e di contemplare immagini del futuro nelle quali le sofferenze

14

li l proletariato sarebbero state eliminate. Invece, proprio sotto la pres


ili me della incalzante lotta di classe tra borghesia e proletariato, si svi
luppava il socialismo piccolo-borghese. Non che i socialisti piccolo-bor* filn".i prendessero in questa lotta le parti degli operai! In quanto classe
li transizione, nella quale si smussano in pari tempo gli interessi di due
lussi, la piccola borghesia si crede al di sopra dellantagonismo claslini e ripudia la lotta di classe. Diversamente dallutopismo della grande
Iughesia, il socialismo piccolo-borghese non voleva eliminare gli estremi
di capitale e lavoro salariato ma piuttosto attenuarne gli antagonismi
c trasformarli in armonia. Voleva pareggiare al livello piccolo-borghese
Ir i ime e gli abissi della societ moderna. Poich non inventava nessuna
nuova societ, ma voleva liberare la societ borghese dalle contraddi
zioni che ne costituiscono lessenza e ne sono inseparabili, il socialismo
piccolo-borghese faceva volentieri mostra della sua scienza, proprio
iiime la piccola borghesia assume volentieri la parte del popolo, poii li crede di rappresentare gli interessi generali, mentre rappresenta quelli
suoi particolari.
Non per questo i socialisti piccolo-borghesi si trovavano al livello
mentale di sarti e calzolai. Per cultura e provenienza, spesso essi sta
vano al di sopra della classe che rappresentavano. Essi intervennero con
armi taglienti in favore del proletariato contro la borghesia, distrussero
con critica corrosiva gli abbellimenti ipocriti degli economisti del capi
talismo. Quel che ne faceva dei socialisti piccolo-borghesi era la cir
costanza che, nella loro mente, non riuscivano a varcare i limiti che la
piccola borghesia non riesce a oltrepassare nella vita. O volevano sta
bilire la societ borghese nella sua purezza, realizzare la determinazione
del valore delle merci attraverso il lavoro e il libero scambio dei prodotti
di lavoro tra possessori di merci a parit di diritti, oppure costringere
di nuovo i moderni mezzi di produzione e di traffico nei vecchi rap
porti di propriet che essi avevano da lungo tempo distrutto. Poich
rimanevano sul terreno della realt, i socialisti piccolo-borghesi cre
devano di essere superiori agli utopisti della grande borghesia, in realt
sostituivano utopie rivoluzionarie con utopie reazionarie.
La prima di queste utopie piccolo-borghesi ebbe origine in Inghil
terra, le seconda in Francia. La teoria del tempo di lavoro come unit
di misura immediata del denaro fu svolta sistematicamente per la prima
volta da John Gray nel 1831. Egli proponeva una banca centrale con
delle succursali che dovevano operare lo scambio delle merci non piti
contro denaro ma contro attestati del tempio di lavoro in esse incorporata
15

Lintima contraddizione da cui questi piani erano inficiati e per In


quale essi, per quel po' che furono realizzati in pratica, sempre fallirono,
stava nel fatto che i prodotti avrebbero dovuto essere, si, prodotti come
merci, r i non scambiati come tali. Mentre i buoni-lavoro di Owen
doveva j soltanto stabilire il contributo individuale del produttore al
lavoro comune e il suo diritto individuale alla parte del prodotto co
mune destinato al consumo, i buoni-lavoro di Gray erano destinati a
determinare lo scambio di prodotti di singoli produttori indipendenti
Ma cosi non si poteva controllare in nessun modo se nel lavoro parti
colare dei singoli individui fosse incorporato lavoro generale, social
mente necessario. Soltanto nella forma di moneta della merce il lavoro
individuale diventa lavoro generalmente sociale. Con l'abolizione del
denaro, ammesso che tale abolizione sia in generale possibile, la societ
capitalistica non sarebbe affatto trasportata sulle vette di una armonia
piccolo-borghese, bens precipitata nellabisso di una immediata bancarotta.
Merce e denaro appartengono luno allaltra come il polo positivo al
polo negativo. Con la produzione mercantile sparisce anche il denaro,
ma impossibile che il denaro sparisca senza la produzione mercan
tile. Anche se, immancabilmente, ogni tentativo pratico di realizzare
questa utopia fallito, esso tuttavia attraversa come un filo rosso tutta
la storia del socialismo piccolo-borghese, in Inghilterra prima, ma poi
anche in Germania e in Francia. La determinazione del valore delle
merci attraverso il lavoro il fondamento reale dal quale nascono gli
ideali borghesi di giustizia ed eguaglianza: per questo non sono mai
cessati i tentativi disperati di liberare la societ borghese dai suoi in
convenienti, cercando di eliminare le condizioni nelle quali soltanto
essa pu vivere.
Corrispondeva al grado di sviluppo economico dei due paesi che
questa utopia nascesse in Inghilterra e che laltra utopia piccolo-bor
ghese che cercava di far tornare il pulcino nelluovo ormai rotto avesse
origine in Francia. In Francia la piccola azienda era ancora molto pi
importante che in Inghilterra. Lartigianato vi si era mantenuto assai
pi vigorosamente e a lungo, poich la Francia contrapponeva i suoi
articoli di lusso ai prodotti di massa coi quali llnghilterra si presen
tava sul mercato mondiale. La classe contadina costituiva pi della met
della popolazione francese, mentre i contadini inglesi erano stati inghiot
titi dalla furia divoratrice del modo di produzione capitalistico. Il
sussistere della classe contadina francese spiega la pi lunga durata
del feudalesimo francese. Ci spiega anche la diversit tra gli economisti

16

itigli ii e quelli francesi. La marcia trionfale del capitalismo si comp


Ih Inghilterra rapidamente e splendidamente a prezzo di terribili
ili vunuzioni della piccola propriet, in Francia con assai minore ra- plilit e assai minore splendore, ma con molto pi tormento per
III massa dominata e oppressa, rispetto alle cui sofferenze limmedlaio annientamento poteva quasi apparire come un beneficio. Gli
......tomisti borghesi della Francia perci vedevano questa ! marcia
0 hmlulc con gioia e al tempo stesso con afflizione; nel medesimo istante
m magnificavano e maledivano la forma borghese del lavoro; ma, per
liiiiiito fossero inferiori agli economisti inglesi in chiarezza di cognilimi, li sopravanzavano in sentimenti filantropici. Questa differenza,
1In era gi apparsa tra i primi rappresentanti delleconomia classica,
l'iiisguillebert e Petty, alla fine del XVII secolo, si mostr anche tra gli
ultimi allinizio del XIX secolo, Ricardo e Sismondi.
Ricardo pubblic la sua opera principale nel 1817, Sismondi nel
1819. In mezzo vi erano le esperienze della prima crisi commerciale
oppiata dopo il ristabilimento della pace in Europa. Ricardo vi si era
mora assai facilmente rassegnato come ad un inconveniente che ogni
iuta nazione pu facilmente sopportare cosi come un grande mercante
sopporta i pericoli del suo traffico sui mari, a causa dei quali purtuttavia
egli non invidia il suo povero vicino che da essi preservato. Al coniiurio Sismondi vide nel crescente impoverimento delle masse la causa
lolle crisi. Egli trov che la societ borghese separa qualsiasi specie di
propriet da qualsiasi specie di lavoro. Poich i patrimoni si concenirnno in un piccolo numero di proprietari, il mercato interno si restringe
sempre pi e lindustria vieppi costretta a cercare le sue vie di sbocco
sui mercati stranieri, dove lattendono rivoluzioni ancora maggiori.
Sismondi analizz in maniera eloquente le contraddizioni dei moderni
rapporti di produzione: l'anarchia nella produzione, la guerra di an
nientamento fra le nazioni industriali, le patenti ingiustizie nella ripar
tizione della ricchezza, la concentrazione del capitale e della propriet
fondiaria, limminente tramonto dei contadini e degli artigiani, la
miseria del proletariato. A lui risale il detto famoso: il proletariato
romano viveva a spese della societ mentre la societ moderna vive
a spese del proletariato.
Ma la critica di Sismondi non super mai lorizzonte mentale pic
colo-borghese. Egli paragon la grande industria allapprendista stre
gone che non riesce piu a domare gli spiriti che ha evocato, cosi il
suo scopo principale era soltanto quello di limitare la produzione.
17

Egli si chiedeva: forse che la ricchezza tutto e gli uomini niente?


Laccumulazione della ricchezza dovrebbe trovare i suoi limiti nel bc
nessere degli uomini. Sismondi era un economista troppo acuto per tornare
semplicemente alle condizioni delle corporazioni feudali, ma la logica del
suo punto di vista piccolo-borghese pi o meno ve lo risospingeva. Nel
campo dell'industria, dove la concorrenza internazionale rendeva ma
nifestamente impossibile lordinamento corporativo dellartigianato, do
vette contentarsi di proposte riformatrici affatto generiche, ponendo
lesigenza che gli imprenditori fossero resi responsabili dellesistenza
dei proletari da essi occupati, e in tal modo si stabilisse una certa
solidariet tra capitale e lavoro. Piuttosto se la pot cavare nel campo
dellagricoltura, supponendo che la piccola azienda fosse superiore alla
grande. Sismondi quindi rivolse le sue cure pi amorose alla piccola
azienda contadina. Il contadino parcellario francese con la Grande
Rivoluzione era diventato da semiservo della gleba un libero pro
prietario, e aveva combattuto le battaglie della Repubblica e del
lImpero contro il feudalesimo; adesso l'usuraio capitalista e le sue
ipoteche cominciavano a tormentarlo non meno di quanto avessero fatto
una volta il signore feudale e le sue corves. Ma i poderi enfiteutici,
patrimoniali e a rendita, attraverso i quali Sismondi voleva preservare
la propriet contadina, si avvicinavano assai alla propriet vincolata del
Medioevo; la sua scuola infatti si orient completamente nel senso del
leconomia patriarcale.
Sismondi, che fu l'ultimo rappresentante delleconomia classica, fu
anche il primo del socialismo piccolo-borghese, che in Francia si ispir
a lui per circa ventanni. Poi questa corrente trov nuovi rappresentanti
che possibile capire soltanto se si tiene conto delle lotte di classe pro
letarie.

Le lotte di classe del proletariato inglese e francese

I, Le leggi di fabbrica inglesi e le associazioni sindacali. Il cartismo


Agli inizi del XVI secolo, il fiorire della manifattura fiamminga
della lana e laumento dei prezzi di questo prodotto avevano dato il primo
impulso alla brigantesca espropriazione della classe contadina inglese
da parte della grande propriet fondiaria; dia fine del XVIII secolo la
grande industria cacci dai loro fondi i filatori e i tessitori a domi
cilio, i quali costituivano l'ultimo forte contingente della popolazione
che da sempre aveva risieduto sul proprio terreno. E non basta. Poich
poteva fare a meno della forza dei muscoli, la macchina determin, il
fenomeno del lavoro delle donne e dei bambini, quella piaga terribile
e caratteristica del moderno proletariato, che la schiavit dell'antichit
e la servit della gleba del Medioevo non avevano mai conosciuto in
misura simile. Mentre l'Inghilterra, per cosi dire, veniva creata di nuovo,
grandi citt sorgevano dalla terra, immensi alveari di carne umana spun
tavano da desolate paludi e, mentre il capitale assumeva proporzioni
gigantesche e conquistava un mercato straniero dopo laltro, inaudite
sofferenze colpivano il proletariato inglese.
Il capitale della grande industria gli tolse tutto quello che in qualche
modo rende la vita degna di essere vissuta. Esso equiparava una giornata
di vita delloperaio alla sua giornata lavorativa, eccettuando poche ore
di riposo senza le quali la forza-lavoro costretta a rifiutare ogni nuova
prestazione. Il riposo della domenica venne tolto alloperaio nel paese
in cui il sabato sacro, e cosi pure il tempo necessario per adempiere
i doveri familiari, avere rapporti sociali, formare ed aver cura della
propria esistenza spirituale. Ai bambini non restava il tempo perch
19

i loro corpi si sviluppassero e crescessero, n un momento per goderr


laria allaperto e il sole e neppure il tempo necessario per buttar gi
il pasto frugale. Spesso durante il lavoro bambini ed adulti venivano
imboccati, si che loperaio assumeva tutte le parvenze di un vero r
proprio mezzo di produzione cui si somministrava da mangiare comr
si d il carbone alla caldaia e il grasso o lolio alla macchina. Il sonno
salutare per rinfrescare e rinnovare le forze vitali si riduceva a quelle
tante ore di catalessi, indispensabili per ravvivare un organismo com
pletamente esausto. Se da principio il completo abbrutimento del prole
riato della grande industria era stato un poco rallentato dallassorbimento
di elementi vigorosi presi dalla campagna, ben presto anche questa fonte
cominci a inaridirsi; nelle relazioni mediche si constatava la morte
precoce degli operai provenienti dalla campagna. La forza vitale della
nazione inglese era corrosa alle sue stesse radici.
Cosi per era minacciato anche il predominio dellInghilterra sul
mercato mondiale. Il timore di questa perdita, lodio della grande pro
priet fondiaria verso il capitale industriale, le divisioni in seno alla
stessa borghesia, il grido dallarme dei medici, la compassione filantro
pica dei migliori elementi borghesi, linstancabile zelo di nobili amici
dellumanit come Owen, addirittura gli - interessi particolari di singoli
grandi industriali : insomma tutta una serie di circostanze le pi diverse
fece si che le classi possidenti, eccettuando gli industriali nella loro massa,
si orientassero almeno verso la protezione statale degli strati operai pi
indifesi, prima di tutto quindi dei bambini. In effetti nel 1802, 1819,
1825, 1829 e 1831 furono emanate leggi per la protezione dei fanciulli
occupati nelle fabbriche. Ma queste leggi rimasero lettera morta, perch
il Parlamento non stanzi neppure un soldo per farle rispettare con la
forza contro lopposizione della classe industriale. Quei tentativi borghesi
di protezione legale degli operai assai pi che per i loro fatti concreti
si rivelarono efficaci per la reazione psicologica che determinarono negli
operai stessi. Da ci il proletariato comprese, - pur nella sua infinita
miseria, tutta la propria importanza per la societ.
Del resto non si era mai perduto d'animo. Il divieto di coalizione
del 1799, per quanto comminasse severe pene per le coalizioni di operai,
non raggiunse mai i risultati desiderati dai suoi autori. Nel proletariato
minacciato esso determin la coscienza della solidariet degli interessi an
che l dove era applicato senza energia. Dove invece era attuato draconia
namente, come nella industria di fabbrica, risvegli una possente opposi
zione. Gli operai si strinsero in leghe segrete, i cui membri si impegnavano
20

imi ni ribili giuramenti, mentre i traditori venivano puniti con la morte.


Ni Ile vitrime del capitale, rese disumane con la violenza, si risvegli una
lliiniriisii rabbia vendicativa come ultimo sentimento umano: incendi,
Itti il, distruzioni di macchine erano all'ordine del giorno. Anche rappret militi i perspicaci dellindustria si accorsero che un tale stato di cose
unii poteva durare; essi capirono di non poter rinnegare le conseguenze
ili Ibi loro stessa teoria quando queste tornavano a vantaggio degli operai;
11hi Ir sue brighe il liberoscambista Hume, dietro il quale stava il maestro
s.ii tu Placo come agitatore eminentemente pratico che apprestava armi
empio nuove, riusc nel 1824 a far passare di contrabbando al Parlamento
I aInili zione del divieto di coalizione.
A questo punto sorsero in tutti i rami della produzione Trade Unions,
(Minzioni sindacali, che cercavano, specialmente con gli scioperi, di otHuno condizioni di lavoro pi favorevoli. Spaventato, il Parlamento fin
ilitll'iinno dopo limit di nuovo la libert di coalizione da poco conH V..I Ma non per questo fu interrotta lascesa spirituale degli operai.
I uniscati continuarono a svilupparsi vigorosamente, strinsero rapporti
amichevoli con il radicalismo e il socialismo; nel 1834 si unirono in una
|"'lente confederazione che prese direttamente il via verso la societ co
munista. Da questa fiducia nella vittoria, essi si lasciarono indurre premumrnmente a grandi astensioni dal lavoro che finirono con una serie di
gravi sconfitte e liquidarono la confederazione. Tuttavia le Trade Unions
sopravvissero anche a questo grave colpo. Sebbene la legislazione estremanmiifc sfavorevole e la pubblica opinione, fabbricata dalla stampa ca
pitalistica, frapponessero ostacoli di ogni genere, sebbene economisti e
ni udisti cercassero di spiegare l'inanit dei loro sforzi, la coscienza di
lassi del proletariato ormai ben sveglia non si lasci pi ingannare.
Il proletariato non si lasci indurre in errore nemmeno dal fatto che
issi) appoggiava lodiata borghesia nelle sue lotte politiche contro la
( Intona e la grande propriet fondiaria. Ancora troppo poco sviluppata
per dar vita ad un proprio partito, la classe operaia lo era invece ab
bastanza per capire che le vergognose violazioni della libert civile e la
iiinservazione della Camera bassa, nominata per una met dai lancllords
c per laltra met da elettori corrotti, erano esattamente allopposto dei
suoi interessi. Essa si uni allala radicale piccolo-borghese della borghesia
i he chiedeva una riforma del Parlamento sulla base del suffragio uni
versale. Fu in prima linea la paura di fronte alle minacciose masse
operaie del Lancashire e dello Yorkshire a indurre la Corona e i due
i nni del Parlamento ad approvare la riforma. II Reform Bill del 1832
21

per garantiva il diritto di voto alla sola classe media, ogni ultern
estensione di esso fu respinta da quella stessa classe con la famigcrm
dichiarazione di finalit .
Il Parlamento riformato denunci subito la sua paternit spirituali
Le leggi eccezionali contro l'Irlanda, il nuovo ordinamento dellammi
Astrazione cittadina, che senzaltro assicurava alla borghesia delle grani!
citt industriali il potere sul proletariato locale; la nuova legge sui pu
veri con le sue Bastiglie*, dove i disoccupati venivano maltrattati prg
gio dei criminali, spinsero il proletariato allopposizione politica. Lo stero"
effetto ebbe la legge sulle fabbriche del 1833, che in talune disponi
zioni faceva dei passi indiietro rispetto alle precedenti e che infine rr.r
incandescente la situazione mantenendo, come un provvedimento fa
vorevole agli operai, lintroduzione degli ispettori di fabbrica ideata come
un colpo dei grandi contro i piccoli industriali. Nel 1835 una lega
operaia, riunitasi a Londra, tracci in una Carta del popolo il proprio
programma che consisteva in sei punti: suffragio universale per ogni
uomo che non fosse un criminale e fosse nel possesso delle sue facolt
mentali, elezioni parlamentari annuali, diete per i membri del Parla
mento, votazioni segrete, circoscrizini elettorali eguali, eleggibilit ili
ogni elettore. Se queste rivendicazioni fossero state attuate, la Costituzione
inglese sarebbe stata completamente capovolta.
Il cartismo fifc'il primo tentativo del proletariato moderno di conqui
stare il potere politico per adoperarlo nel proprio interesse. Tuttavia
esso non era un movimento esclusivamente operaio e neppure raccoglieva
tutti gli elementi progrediti della classe operaia. Era composto di elememi
radicali piccolo-borghesi, mentre le Trade Unions, assai scoraggiate dal
fallimento del loro primo assalto, se ne tennero lontane. A ci si ag
giunse il fatto che il cartismo intervenne in una violenta lotta di classe
tra aristocrazia e borghesia. Appena giunta al potere politico, la borghesia
inglese aspirava a realizzare il suo ideale di fare dellInghilterra lopificio
del mondo , cui tutti gli altri paesi avrebbero dovuto servire comimercati per i suoi prodotti industriali e come fonti di rifornimento
di generi alimentari e di materie prime. A questo ideale si opponevano in
prima linea le leggi sul grano, che, facendo alzare i prezzi del pane c
perci i salari, rendevano piu costosa la produzione industriale. Si trat
tava di una lite tra rendita fondiaria e profitto capitalistico che toccava
solo indirettamente gli operai in quanto tali. I cartisti non avevano
nessun interesse a mantenere le leggi sul grano, ma sapevano anche che,
non a favore del proletariato, i| liberoscambisti strillavano perch il

|M!ir tostasse meno. Se sul piano politico la Carta era il loro obiettivo,
U giornata lavorativa di dieci ore lo era su quello economico; ma pro
filo ili questa rivendicazione si servivano le classi dominanti per ade<i .im gli operai. I liberoscambisti promisero loro la giornata lavorativa
li .lini ore una volta abolite le leggi sul grano, solo per poi mancare
..........tumente di parola con Btight e Cobden alla testa. Anche i grandi
|iiH|itiriari terrieri celarono, sotto la bandiera della giornata di dieci
Hit, l'angoscia per i pericoli che correva la loro rendita fondiaria, e
......ino ad essa cercarono di raccogliere gli strati meno maturi del pro
li titritilo.
A questo punto, i cartisti videro assai bene quali erano i loro falsi
.unii i Essi appoggiarono l'agitazione dell'aristocrazia per la giornata
lnvui,uiva di dieci ore senza confondersi con essa, e smascherarono gli
avvi isari delle leggi sul grano quando questi sofisti del capitale annuni i n ailo l'avvento del millennio per mezzo del libero scambio. Cionon
dimeno, essendo privi di rappresentanza parlamentare, dovevano fare i
titilli ora con i tories ora con i wbigs. Solo con il grande sciopero del
IMI., al quale gli operai furono probabilmente istigati per poi essere cer',unente traditi, dagli industriali, il carattere proletario del cartismo si ma
ni Invi pienamente. Il suo grido di battaglia il potere politico il nostro
un ;zo, la felicit sociale il nostro fine fece battere centinaia di migliaia
li mori operai. Ma a questo punto l'incomprensione per il socialismo
iiotque al cartismo, cosi come al socialismo lincomprensione per il cariliino. Le polemiche sulla violenza fisica e morale, sul mese sacro , cio
uill'ustensione generale dal lavoro,1 sullo sciopero generale, sul piano
|>rr la campagna (consistente nella speculazione puerile di comprare con
la emissione di azioni a basso prezzo una serie di beni terrieri), paraliz
zarono sempre pi il vigore interno del partito. Tuttavia, con le sue
lotte eroiche, il cartismo ha scritto la prima gloriosa pagina nella storia
rivoluzionaria del proletariato moderno. Di fronte alla sua compatta resi
lienza fallirono le infami pratiche, con cui gli industriali cercavano
di paralizzare, il procedere oggettivo e imperterrito degli ispettori di
libbrica e di rendere ancora una volta vana la legge sulle fabbriche del
1833. Esso suscit una viva attivit spirituale nella classe operaia inglese,
t refi una propria letteratura proletaria che superava di gran lunga, se

1 Allusone all'elemento del programma carrista consistente nella proposta


li un mese di sciopero generale, considerato sufficiente per ridurre alla capito
lazione la classe dominante.

23

non per perfezione e levigatezza della forma, per energia di pensimi


e profondit di contenuto i prodotti culturali dei diecimila privilegiai!
Il movimento cartista era cosi torte che ebbe una certa ripercussioni
persino sulle classi possidenti. Alcuni industriali radicali si misero dalla
parte degli operai in lotta; da ambienti umanitari tories ebbe origina
la Giovane Inghilterra che, volendo restaurare il feudalesimo romantico
nei suoi aspetti migliori, pretendeva l'impossibile, ma assestava tuttavia
colpi bene aggiustati alla tracotanza dei signori del denaro. Nel romanzo
di Disraeli, Sibilla, che dello sciopero del 1842 d una descrizione profon
damente avvincente, quel movimento ha probabilmente trovato la su
pi brillante espressione. Umoristi pieni di talento, come Thomas Hocxl
nel suo Canto della camicia e nel Ponte dei sospiri, espressero in forma
sconvolgente la miseria senza nome del proletariato femminile. Una eco
assai pi intensa, infine, il cartismo ebbe negli scritti di Carlyle. Questi,
che si era nutrito dello spirito dei classici tedeschi, vedeva sorgere lalba
di una nuova epoca di barbarie come conseguenza della grande industria
Di questa egli seppe mirabilmente descrivere gli effetti devastatori e
richiese perci una organizzazione del lavoro. Certamente il nucleo in
timo di questa letteratura era reazionario e ci divenne tanto pi evi
dente, quanto piu il proletariato si rendeva conto della sua missione
storica. La compassione per la miseria, anche se potesse essere pi forte
e suscitare sentimenti ancora pi intensi, una pianta delicata che
appassisce assai rapidamente nel caldo respiro della avvampante lotta
di classe. E anche Carlyle and a finire tra i difensori dell'oppressione.

2. Moti rivoluzionari della classe operaia francese


Sin dal 1791 in Francia era stato sancito il divieto di coalizione con
tro gli operai. Qui servirono da pretesto la dichiarazione dei diritti del
luomo e il amore di un ritorno alle corporazioni, mentre nel divieto di
coalizione inglese furono utilizzate come spauracchio la salvezza della so
ciet e la paura per il giacobinismo francese. Ma i differenti pretesti con
i quali, di qua e di l della Manica, si imbrigliavano gli operai corrisponde
vano ad effettive diversit nella situazione economica. In Francia era man
cato il rapido svilupp della grande industria e quindi anche quel movi
mento unitario di grande masse operaie che in Inghilterra si era collegato
all'annullamento del divieto di coalizione, alla fondazione delle associa24

.Mm sindacali, allintroduzione delle leggi sulle fabbriche. Per- questa


inguine, la prima a salire in sella fu, in Francia, non la borghesia indum luli bens quella finanziaria, la cosiddetta aristocrazia del denaro, la
I, in, ,i c la Borsa, i proprietari di grandi miniere e foreste. La monar, lilii di Luglio era una societ per azioni costituita per lo sfruttamento
li Un fiochezza nazionale francese, i cui dividendi erano spartiti tra
( inolia, ministri, Camera, un paio di centinaia di migliaia di elettori
imi lutto il loro codazzo.
NeUingannare il proletariato, la grande finanza francese si rivel
n n/ ,litro alla pari con la grande industria inglese. In primo luogo essa
(lod abilmente gli operai e i piccoli borghesi sulla questione della repubMi<a francese; mettendo Luigi Filippo a capo del suo sistema di sfrutta
mi nto, e9sa finse ipocritamente di aver creato una monarchia con istituzio
ni repubblicane. Che cosa con ci si intendesse fu subito chiaro, quando
<jcsimir Prier, un banchiere ricco sfondato, fu nominato primo ministro
dii! nuovo re borghese. Prier, che era un fosco quanto limitato fanatico
. Irl capitalismo, cominci con lo spiegare a coloro, i quali nel Luglio si era
no fatti delle illusioni, che la rivoluzione non aveva capovolto lordinameni<>sociale ma solo toccato il regime politico, che ogni attentato, sotto qualviasi bandiera fosse perpetrato, era delitto, ogni azione violenta anarchia.
Al tempo stesso, questo borghese francese instaur quella prassi che, dopo
d'allora, sarebbe diventata uno degli stratagemmi principali di ogni
azione per la salvezza dello Stato : la sua polizia arruolava, pagando in
denaro sonante, vagabondi, criminali recidivi, avanzi di galera e simile
t iurmaglia per inscenare finti attentati, rivolte e congiure e in queste ocasioni bastonare la massa ingannata. Sotto la pressione di un timore fab
bricato artificialmente, Casimir Prier fece fare alla docile Camera piazza
pulita dei diritti politici che le masse popolari si erano appunto con
quistate col loro sangue. Dopo la sua morte prematura, i Thiers e i
Guizot e altri galantuomini della stessa risma persistettero instancabil
mente in questa patriottica impresa. La monarchia borghese non aveva
ancora sei anni di vita che nei suoi annali erano annoverate circa tre
dozzine di rivoluzionceile, pi di una dozzina di attentati contro il re
e circa una dozzina di leggi che strappavano alle masse i loro diritti
politici, in prima linea la libert di stampa e di riunione.
Era una politica che provocava i combattenti del Luglio, proletari come
piccolo-borghese, e proprio per ci necessariamente sorti in una certa
misura gli effetti che presumeva di evitare. Escluse dalla vita pubblica,
le classi oppresse si organizzarono in societ segrete; poich si impediva

25

loro di parlare e di scrivere, esse brandirono il pugnale e il fucile. Pi


di una volta la polizia rest scottata dal fuoco col quale scherzava. Pn
fino allattentato pi sanguinoso ordinato contro Luigi Filippo quello
dellordigno infernale del Fieschi1 aveva partecipato come uno del
capi una ex spia della polizia. Accanto alle rivohizioncelle poliziesdw,
furono fatti anche seri tentativi di rovesciare, con le armi alla mano,
la sporca combriccola di affaristi al potere che la borghesia aveva imposto
alla nazione. Il proletariato, come classe ancora debolmente sviluppata,
se ne stette qui in seconda linea rispetto alla piccola borghesia, i cui
elementi pi energici si ispiravano alle tradizioni giacobine della Grande
Rivoluzione. La cricca dominante temette da principio assai pi i radi
cali piccolo-borghesi che gli operai in rivolta.
Lo si vide chiaramente nellautunno del 1831, quando i setaioli di
Lione affamati si rivoltarono levando una nera bandiera sulla quale era
scritto: Vivere lavorando o combattendo morire! , cacciarono la guar
nigione e per alcuni giorni governarono la seconda citt del regno i.i
maniera esemplare. Era una rivolta di gente affamata, senza un pro
gramma determinato; organizzati erano non i tessitori dellindustria a do
micilio, ma gli 8-10.000 capi operai che stavano tra i 40-50.000 operai
e gli 800 industriali, essi stessi strumento di sfruttamento, ma spinti
dalla miseria piu nera a fianco del proletariato. Ci avveniva in una
societ solidaristica, la Alutuelle i cui statuti vietavano qualsiasi con
versazione su temi politici o religiosi. Dopo che la rivolta fu rapidamente
sedata, gli organi della borghesia trassero un sospiro di sollievo osser
vando che si trattava di un semplice conflitto tra industriali e operai.
Molto di piu li spavent il putsch repubblicano che scoppi nel 1832 a
Parigi quando fu seppellito il generale Lamarque.
Frattanto i tessitori di Lione avevano imparato qualcosa dalla vana
insurrezione. Nel febbraio 1834 essi cercarono di rispondere ad una ulte
riore diminuzione dei loro salari di fame con uno sciopero guidato dalla
Mutuelle; mancando una larga organizzazione, essi cedevano gi dopo
una settimana. A esasperare ancor pi il loro stato danimo giunse uno
spudorato attentato del governo agli ultimi avanzi della libert di associa
zione. Thiers e Guizot, i quali sostituivano laperta brutalit di un Prier,

1 II crso Giuseppe Fieschi, ex-ufficiale murattiano, poi passato al servizio


dei Borboni, attent il 28 luglio 1835 a Parigi alla vita di Luigi Filippo, serven
dosi di una macchina composta di ventiquattro canne di fucile unite insieme.
Fu ghigliottinato insieme ai suoi complici il 19 febbraio 1836.
26

lumi um vili piagnistei, l'altro con untuosi predicozzi morali, volevano


1111m11* innanzitutto i repubblicani borghesi, ma, rendendo illusorio qual, 1,1,1 diritto di associazione, essi colpivano a morte anche associazioni di
Mulino soccorso come la Mtituelle. Questa, in una protesta sottoscritta
l i ' ''()() firmatari, dichiar di essersi posta volontariamente al di fuori
dal c ,unpo politico e perci di non aver paventato nessun attacco del go
mmi, urn quella legge liberticida sulle associazioni, continuava la pro
li n i, li era stato invece chiarito il proprio errore; ma la Mutuelle non
i .... .
sottoposta a questo giogo disonorante e avrebbe invece profi il no le proprie riunioni, non indietreggiando dinanzi ad alcun sacrificio
itri difendere un inalienabile diritto delluomo. La Mutuelle strinse quindi
i pnipri rapporti con la Societ dei diritti delluomo, la piu influente e
1111111i ti >sa tra le organizzazioni segrete dei repubblicani borghesi. Tutta
via questa associazione era dilaniata da innumeri discordie e da gelosie
pii iolo-borghesi fra i capi, mentre spie di ogni tipo mettevano lo zam
pino nei suoi affari. Cosi il governo pot prepararsi al colpo di forza.
I lidia rivolta del 1831, Lione era stata poderosamente fortificata; i soldati
limino pronti a intervenire con le armi in tutti i punti decisivi quando la
ut,issa operaia si sollev il 9 aprile 1834. Essa combatt eroicamente
prl cinque giornate, finch fu annientata in mezzo a crudelt di ogni ge
lidi' perpetrate dalla soldatesca. . A Parigi i repubblicani insorsero sol
iamo il 13 aprile, ma fin dal giorno dopo erano stati domati. Anche qui
l'esercito si abbandon a atrocit enormi e innumerevoli; ancor oggi si
morda il bagno di sangue della Rue Transnonain.
La montatura giudiziaria con la quale furono condannati i prigionieri
disi rime completamente la Societ dei diritti delluomo. Un colpo ancora
|mi sensibile fu, per le organizzazioni borghesi dell'insurrezione, il fatto
i he ai loro pi noti capi riusc di sfuggire allistruttoria andando allestero.
Al posto dei fuggiaschi si fecero avanti uomini pi dotati ed energici,
in particolare B.rbs e Blanqui, i quali fondarono nel 1835 la Societ delle
lumiglie, e pi tardi la Societ delle stagioni. In queste societ predominava
quasi esclusivamente la corrente proletaria. Questa aveva il suo punto di
riferimento nelle dottrine di Babeuf, la cui memoria fu risuscitata dalla
storia della sua congiura narrata con vivi colori dal Buonarroti. Le nuove
societ chiedevano la rivoluzione sociale e radicale , la distruzione
dell'aristocrazia, dei finanzieri, banchieri, fornitori, monopolisti, grandi
proprietari terrieri, agiottatori, in una parola degli sfruttatori che in
grassano a spese del popolo . Esse dichiaravano che linstaurazione della
repubblica, pi che un fine, era un mezzo per dare i patrimoni dei pro
27

prietari, che non lavoravano, agli operai, che niente possedevano, hi*
la forma pi ingenua di comunismo, basata essenzialmente sullaspeliu
borghese dellideologia egualitaria. Come nel programma, cosi nell*
tattica, la Societ delle stagioni si ricollegava a Babeuf. Un piccolo nn
mero di congiurati risoluti avrebbe dovuto bastare per impadronirsi con
un colpo di mano del potere statale. Ma quando, il 12 maggio 18 V),
Barbs e Blanqui fecero il loro tentativo, dopo poche ore di appartine
successo esso era completamente fallito.
La triplice sconfitta aveva paralizzato le forze dei partiti d azione ri
voluzionaria. Dora in poi alla monarchia borghese era risparmiato qual
siasi nuovo attentato. Tanto pi rapidamente essa si decomponeva dal
di dentro. Naturalmente la monarchia di Luglio non fece niente per la
classe operaia; lunica legge sulle fabbriche, emanata nel 1841, la quale
doveva assai limitatamente proteggere i fanciulli che lavoravano, rimasi
priva di qualsiasi efficacia pratica. Alla borghesia certamente si rendevano
in tal modo dei servigi, come con i premi di esportazione e i dazi pro
tettivi. Ma quanto pi essa diventava forte, tanto pi aumentava il suo
malcontento verso la parte dominante di se stessa. Laristocrazia finanzia
ria, che stava al timone dello Stato, era per sua natura pi incline a far
sparire che a produrre nuova ricchezza. Essa trascurava agricoltura, com
mercio, navigazione, traffici e perci danneggiava notevolmente la bor
ghesia industriale. Si alien anche lonorabilit piccolo-borghese poich
con truffaldine societ di comodo e spudorate corruzioni, con inganni <
rapine di ogni genere si svilupp come una specie di sottoproletariato
dalto bordo. Alla sua miserabile politica interna corrispondeva una mi
serabile politica estera. In seno alle stesse classi dominanti prese forma
una crescente opposizione contro la cricca al potere, una opposizione che,
sebbene fosse fatta dagli elementi pi disparati, impugn la comune ban
diera della riforma elettorale. Essa era unanime nel voler abbattere le ri
strette barriere del suffragio attivo e passivo, che assicuravano il potere
esclusivo all'aristocrazia finanziaria. Era discorde invece nella questione
dellestensione del suffragio.
Essenzialmente si potevano distinguere tre correnti allinterno di que
sta opposizione: lopposizione dinastica, che voleva mantenere la mo
narchia borghese e far partecipare al potere in misura pi equa i vari
strati della borghesia; lopposizione borghese-repubblicana, che, nella
forma repubblicana dello Stato, vedeva la garanzia pi sicura per un po
tere esercitato da tutta la borghesia; infine lopposizione democratico-re
pubblicana che vagheggiava come ideale la repubblica piccolo-borghese
28

ili iljni giacobino. Ma una repubblica senza laiuto degli operai era impen|,iI, Perci i repubblicani borghesi, ai quali in fondo gli interessi
ili Itll operai erano altrettanto indifferenti che alla opposizione dinaoli n, dovettero civettare fino ad un certo punto col proletariato. Questa
ninnile, che si raggruppava attorno al National, appoggiava lAtelier, un
loglio operaio che usciva dal 1840 e annunciava nelle associazioni proillllllve di Buchez il toccasana dei disagi sociali.
I opposizione democratica repubblicana, che in Ledru-Rollin aveva
il ohi portavoce parlamentare e nella Rforme il suo organo pubblicistico,
I iivvicin tanto piti agli operai in quanto essa, secondo la concezione
pinolo-borghese, rappresentava il popolo in generale, in contrasto
mu l.i borghesia. Si denomin democratico-sociale e rivendic il suflliigio universale assieme ad una organizzazione del lavoro che so
tti Olisse la condizione del salario con lassociazione. Il programma della
Ri forme diceva: loperaio, come il soldato, ha diritto alla riconoscenza
ilrllo Stato; alloperaio sano e forte lo Stato deve lavoro, a quello
VMXhio e debole aiuto e protezione. Organizzazione del lavoro e diiiiin ni lavoro: questi erano gli obiettivi politico-sociali della corrente
i Ih- ebbe il suo rappresentante letterario particolarmente in Louis
Itlnin. Egli definiva la libera concorrenza come un sistema di soprusi
i In- rovina prima il proletario ma poi anche il borghese. La libera coni ni lenza, secondo Blanc, porta allannientamento diellarcigiano da par
ie dellindustriale, del contadino a causa delle ipoteche; essa infine
leierinina il monopolio del grande capitale e fa alzare il prezzo del
le merci che secondo alcuni, invece, dovrebbe far diminuire. Com
pito dello Stato sarebbe perci di creare opifici sociali, organizzare
gli operai di una stessa professione in grandi cooperative e appog
giarli con mezzi pubblici. Queste cooperative, secondo Blanc, legate
ira loro dal principio solidaristico, avrebbero a poco a poco assorbito
l'Industria privata e quindi abolito la perniciosa libera concorrenza.
li carattere piccolo-borghese di questi progetti facilmente rico
noscibile. Di essi si pu dire la stessa cosa che stata detta per
il tempo di lavoro come unit di misura pi immediata del denaro.
Il diritto al lavoro organizzato nella societ borghese nella misura
m cui esso in generale vi pu essere organizzato. La disoccupazione
una conseguenza della sovrapproduzione, la quale inseparabile dal
modo di produzione capitalistico sviluppato. Se lo Stato lascia pro
durre ulteriormente gli operai disoccupati in circostanze normali, esso
aumenta la sovrapproduzione a dismisura e finisce nella bancarotta.

29

Il diritto al lavoro, per essere realizzato, richiede la propriet comuni


degli strumenti di lavoro. Finch esiste la propriet particolare del
mezzi di produzione, il diritto al lavoro possibile soltanto nella forum
di quella casa del lavoro che gli operai inglesi temevano assai pii)
del penitenziario e della morte per fame. Parimenti, il lavoro nella
societ borghese organizzato come non pu essere altrimenti orgn
nizzato: come lavoro salariato, che presuppone il capitale e che pu
essere abolito solo se si abolisce anche il capitale e quindi la io
ciet borghese. La stessissima cosa vale per la libera concorrenza, dir,
in una societ di produttori di merci legati a rapporti di scambio,
lunica organizzazione possibile della produzione sociale.
Tuttavia spiegabile che le proposte di Louis Blanc facessem
una profonda impressione sugli operai francesi. Il pericolo di guerra
e le scosse politiche che derivarono dalla crisi orientale del 1840.
provocarono una selvaggia febbre speculativa nelle classi possidenu
e apportarono alle classi lavoratrici miseria e sofferenze Senza fine
Masse di disoccupati si riversavano nelle vie di Parigi, si che il traffico
doveva essere garantito dalla truppa. In queste circostanze, gli appelli
per il diritto al lavoro e lorganizzazione del lavoro sonavano come
veementi proteste contro le assurde conseguenze del capitalismo. Al
tempo stesso, nonostante il divieto di coalizione, fra i sarti, i falegnami,
gli stampatori d arazzi, e pi tardi anche fra i carpentieri, scoppiarono
grandi scioperi e fu una prova della crescente solidariet della classioperaia il fatto che altre categorie, come i compositori tipografi, che
non avevano cessato il lavoro, soccorressero efficacemente i loro com
pagni messi alla prova, con i propri risparmi. Gli interessi di classe
peculiari del proletariato moderno si facevano sempre pi evidenti
e spingevano sempre pi gli operai oltre i limiti dellideologia comu
nista egualitaria. Lesperienza insegn loro che il potere politico non
lo si poteva conquistare con singole insurrezioni; la rivendicazione del
suffragio universale guadagn tra loro terreno sempre maggiore.
Con tutto ci, socialismo e lotta di classe non si erano ancora
affatto fusi. I fourieristi chiedevano invero anche il diritto al lavoro,
ma combattevano con impegno i seguaci della Rforme. Victor Considerant dichiaro sul suo giornale, La democrazia pacifica, che lerrore
stava solo nel fatto che il governo non aveva idee; se gli si fosse inse
gnata la scienza della societ la riforma avrebbe potuto essere attuata
senza rivoluzione. Al che la Rforme rispondeva: lerrore consiste
piuttosto nel fatto che il governo ha dietro di s non il popolo ma i
30

tiiimo|)oli e i privilegi, che non possono essere istruiti e perci pos


tillili soltanto essere distrutti; non si pu chiedere agli interessi vitiHilmi di suicidarsi. Gli uomini della Rforme n/)n avrebbero per
Monito essere repubblicani piccolo-borghesi, se non avessero odiato
I oilnudamente il socialismo e il comunismo che applicava la scure
tile radici stesse della societ borghese. Noi non siamo n comunisti
n socialisti, dichiarava ai suoi elettori Ledru-Rollin. Da questo conflitto
ititi iiue il primo comunismo operaio che divenne movimento di massa
e iti Cabet ebbe il suo portavoce.
Cabet era giacobino e utopista a un tempo. Come dirigente dei
irpubblicani borghesi, egli aveva subito persecuzioni giudiziarie che lo
avevano indotto a fuggire in Inghilterra. Qui era giunto alle contr/ioni comunistiche non attraverso la pratica ma attraverso la teoria,
si odiando in particolare Tommaso Moro e Owen. Il suo comunismo
rui di origine completamente ideologica. Dal principio della egua
glianza e della fratellanza, Cabet derivava la necessit della comu
nanza dei beni, che sola avrebbe potuto garantire la felicit a tutti
gli uomini. Come tutti gli utopisti, egli voleva attuare il suo ideale
i on la propaganda pacifica. Ma, a differenza degli altri utopisti, egli
postulava lavvento al potere della democrazia come necessario peilodo di transizione. Egli diceva agli operai: siate in un primo tempo
democratici e reformer; firmate le petizioni per la riforma del di
ritto di voto. Cabet fu senza dubbio il pi piatto degli utopisti, il suo
Viaggio a le aria ha una impronta prevalentemente piccolo-borghese;
accanto alle utopie di un Saint-Simon o di un Fourier egli appare povero
r timido. Ma anche cosi egli fu il pi popolare utopista, poich in
fine dava un certo respiro allazione politica del proletariat.
in generale merito suo aver dato la pi fedele espressione alla
coscienza di classe del proletariato francese, nella misura in cui essa
si era sviluppata negli anni dal 40 al 50. Di qui 1 enorme diffusione
dei suoi scritti fra gli operai, di qui lodio universale che egli risve
gli contro di s nel mondo borghese. I fourieristi, come i seguaci
della Rforme, non ne volevano sapere poich, degli uni e degli altri,
egli aveva toccato il punto debole. I suoi ex compagni di fede del Na
tional lo denunciarono come strumento della Santa Allenza, mentre
un qualsiasi prete Iskraut nella Champagne ordinava di prendere a
sassate i comunisti. Il papa e i vescovi francesi maledissero il co
munismo: eppure a suo modo Cabet aveva riconosciuto il cristiane31

simo. Egli diceva: Il comunismo di Icaria il cristianesimo, dir


Ges Cristo ha istaurato, nella sua originaria purezza, poich il eri
stianesimo il principio dellamore fraterno, delleguaglianza, dell#
liberta, dellassociazione e della comunanza dei beni . Anche in que
sto punto, Cabet tocc proprio la sensibilit del proletariato moderno,
che agli inizi della lotta per la sua emancipazione aveva sempre di
retto il suo sguardo al cristianesimo primitivo. Dezamy, nel suo tcn
tativo di fondare il comunismo sull'ateismo e sul materialismo, era
assai piu conseguente di Cabet, ma ebbe sugli operai una influenza
incomparabilmente minore.
Cabet non fu per niente scosso dalle inimicizie che si era proci
rato, ma esse lo danneggiarono accrescendo a dismisura il suo orgoglio
personale. Nella foga di persuadere il mondo riluttante della possi
bilit della sua utopia, dimentic quel che egli stesso aveva definito
un presupposto indispensabile e tent di attuarla in piccole unit sul
continente americano. Lo spirito di sacrificio dei seguaci gli permise di
mettere in atto i suoi progetti, ma la prima spedizione era appena
partita che scoppi la rivoluzione di Febbraio. Essa dimostr energica
mente al proletariato francese che altrove risiedevano i suoi inte
ressi, e non nei disperati tentativi di sopraffare le forze gigantesche
del capitalismo con giuochi da bambini come il comunismo su scala
ridotta. Le colonie icariane come tali tramontarono allo stesso modo
degli analoghi tentativi dei fourieristi e degli owenisti, rispetto ai
quali tuttavia esse erano contrassegnate da una coscienza di classe assai
pi forte. Cabet non riusc a dominarle dittatorialmente; egli mori,
col cuore spezzato dal fallimento dei suoi tentativi, nel 1857 a St.
Louis.
Accanto al movimento di Cabet e della Rforme, continuavano ad
esistere leghe segrete proletarie, tuttavia i cospiratori di professione
perdettero in esse sempre pi terreno; anche nelle societ segrete, che
per forza di cose si estendevano a piccole frazioni della r l v operaia,
si fece valere in misura sempre maggiore il bisogno di organizzare il
proletariato come tale e di intendersi sui suoi interessi di classe.
Labbondante letteratura socialista, che prosper nella pesante at
mosfera degli anni quaranta, pi che un ostacolo fu uno strumento
per questa intesa. Essa aveva le sue radici nella indignazione contro
il dominio dell aristocrazia finanziaria, un sentimento questo comune
a tutte le altre classi, dall'aristocrazia feudale al proletariato indu32

ai tuie. Nella misura in cui questa indignazione cresceva, sparivano


I t<Mitrasti tra gli strati sociali dellapposizion comune. Un sociali
smi generico entusiasmava le classi possidenti nella misura in cui esse
Hintendevano con laristocrazia finanziaria; polverizzato in centinaia di
I limature, esso impediva il vigoroso sviluppo della coscienza di classe
.lie cominciava a risvegliarsi negli operai pi progrediti. Bsso trov una
n o maggiore o minore in tutti i poeti del tempo da Branger a Lamarniir; la sua pi geniale rapresentante fu Georges Sand, la pi grande
Itessa del secolo, il suo autore pi letto Eugne Sue, i cui romanzi
"Ilido-sentimentali pubblicati nelle appendici della stampa borghese
inondavano in sollucchero tutti i borghesucci. Dal seno del cattolicismo si
lev Lamennais, per invitare la Chiesa a porsi alla testa del movimento so
dale e per annunciare, dopo essere stato condannato da Roma, nelle ar
denti Parole di un credente e in altri scritti, il sacerdozio del popolo. Come
l.matico eloquente e, a suo modo, convinto, egli fece profonda impres
sone sulle masse, sebbene il suo programma sociale, come ebbe a dii hiarare egli stesso sul National, si limitasse alla modesta rivendica
zione di pi equi salari. A tutti i sistemi socialistici egli rimpro
verava di voler ridurre i popoli ad una schiavini mai sino allora co
nosciuta e di degradare l'uomo a nuda macchina, a uno strumento, e di
lorlo al di sotto del negro, anzi persino della bestia.
Allinflusso predominante di questo socialismo piccolo-borghese
il proletariato francese pot contrapporre singoli teorici che, sotti
dui suo seno e guidati da un sicuro istinto, tentarono di dissolvere
le contraddizioni della civilt moderna con le armi dialettiche della
filosofa tedesca. Erano due compositori tipografi: Leroux e Proudhon.
Accanto al Nuovo cristianesimo di Saint-Simon, LEducazione del genere
umano di Lessing era gi stato il libro canonico dei sansimomsti, e ad essi
appartenne Leroux allinizio. Ben presto egli si allontan dalla setta
ormai in decadenza e si sprofond nello studio della filosofia tedesca
che capi ed espose con intelligenza incomparabilmente maggiore di
quanto fu dato alla scienza ufficiale in Francia. Ma egli vide il punto
di approdo della filosofia tedesca non in Hegel o Feuerbach, bens in
Schelling, n impar a dominare abbastanza la dialettica tedesca, per
potersene servire come di una chiave per i segreti della storia. Leroux
concepiva lo sviluppo dellumanit come un progresso costante, come
un continuo avvicinamento alleguaglianza, come la crescente libe
razione dai vincoli della famiglia, dello Stato, della propriet. Egli
33

per non indag il processo storico che si era compiuto e si compiva


in quella istituzione, volendo bens eliminarne gli aspetti cattivi r<!
organizzarne quelli buoni. Perci fini di nuovo nell'utopia.
Incomparabilmente pi profondo era lo scritto nel cui titolo Prou
dhoii poneva la domanda Che cos' la propriet? La domanda come
la risposta che Proudhon dette non era affatto nuova; gi sessant anni
prima Brissot1 aveva definito la propriet un furto. Lo scritto <li
Proudhon tuttavia, nei suoi pregi come nei suoi difetti, ebbe la fun
zione di primo manifesto scientifico del proletariato francese. Se gli
economisti borghesi si erano serviti della ricchezza generata dal
movimento della propriet privata per affermare la propriet pri
vata, Proudhon si servi della miseria generata dai movimento della
propriet privata per negare la propriet privata. Era un audace ten
tativo, attuato come una sfida provocatoria, di annientare leconomia
ufficiale con le sue stesse armi. Ma, con non minore asprezza, Prou
dhon si oppose al socialismo quale era esistito sino allora. Egli si di
stingueva dai grandi utopisti perch non eliminava la propriet nella
fantasia ma ne dimostrava lassurdo nella brutale realt; dai socia
listi piccolo-borghesi, perch non attaccava singoli aspetti della
propriet, non il sistema di fabbrica, non il denaro, non la libera
concorrenza, ma la propriet come tale, la propriet in assoluto.
Proudhon si rifaceva a Kant, come Leroux a Schelling. Tuttavia
anche a lui non riusc di penetrare nel nucleo della filosofia tedesca.
Anch egli non capi la naturale connessione dello sviluppo storico
e volle la societ borghese senza gli elementi che la dissolvono e la
rivoluzionano. Combattendo in pari tempo comunismo e propriet
privata, voleva invece il possesso e non si sa bene che cosa egli volesse
intendere con ci. Il suo ideale di giustizia, secondo il quale egli distin
gueva il bene dal male, il suo ideale dello scambio onesto, il suo ideale
di anarchia, di abolizione del potere, di indipendenza individuale: rutto
ci era attinto al patrimonio ideale della societ borghese, si rifaceva in ul
tima analisi alle sue basi. Le debolezze e le oscurit, in .germe gi contenu
te nel primo scritto di Proudhon, poterono rafforzarne linfluenza sul
proletariato francese, ancora compenetrato di concezioni p'ccolo-bor-

-.m L i 1 I^nndinr u j cques Pi" r' Brissot,de 7 arville (1754-1793) aveva pubbliu to nel 1780 a Chames uno scritto R echercbes pbU osophiques sur la p ro p riiti
sur le v o i considr dans la nature.

( l r (oflfocato dalla rigida centralizzazione di un potere statale,


|ll(Hf,io nell'interesse del grande capitale. Ma lo sviluppo coerente
li <|ur*ie concezioni doveva ricondurre Proudhon al socialismo piccolo|x ii||h e K .

Non attraverso Proudhon, ma in lotta con lui, la filosofia tedesca


tlii.il a conciliare la lotta di dasse e il socialismo. E questa impresa
.li iiiijMirranza storica era riservata a menti tedesche.

)5

Sezione prima

Il moderno comunismo scientifico

I ,i ninazione tedesca. Sopravvivenze corporative e feudali

Il imo, mentre aveva chiamato al potere la borghesia in Francia


In Inghilterra, svegli la borghesia tedesca dal letargo politico.
tinn un vanto e insieme una fatalit per questa classe che essa abbia
(itimi compiere la propria rivoluzione abbastanza gloriosamente nelle
itvlnilmr altezze della letteratura e della filosofia, ma mai su questa
Imm irrra stringendo i pugni e prendendo le armi. Nessun assalto alle
Innumerevoli Bastiglie del feudalesimo e del dispotismo che ricopri il territorio tedesco ha dato il via al suo volo; solo la spada del
. mi.(nitratore francese apri ad esso la strada.
( osi essa fu debitrice degli inizi della propria emancipazione soulr ,11la dominazione straniera, che aveva fatto a pezzi la sua esistenza
mmoiuile. Essa dovette combattere i suoi liberatori, e pot farlo solo al
mvizio dei suoi oppressi; aiut la reazione europea a raggiungere la
vittoria, ma non ebbe alcuna parte ai frutti di essa. La Germania reui pezzata in una trentina di principati dispotici, dei quali i pi pie
nti 1 erano sovrani quanto i pi grandi. La Confederazione tedesca era
uningiuria all'unit nazionale; impotente e disprezzato, oggetto di
.<Iirrno allinterno e allestero, il Bundestag (Dieta confederale) ve
g l i uvu a Francoforte solo per servire da sbirro a disposizione di tutti
I principi contro E popolo.
La crudele delusione suscit nella borghesia tedesca ancora un ren
imi vo di virile rivolta. La sua giovent vigorosa, che era animata dallo
spirito della letteratura classica e rimpatriava dopo una guerra vit
toriosa, innalz nelle universit una bandiera di ribellione con la
lloricbenschaft. Ma era una avanguardia senza esercito, e anche ad
rwa mancava qualsiasi chiara coscienza di classe. Nella Burschenschaft
i mescolavano i sogni medievali di Kaiser e Reich con lo sdegno gia

39

cobino, che agitava il pugnale della vendetta contro i principi <|<M


giuri e contro i loro reggicoda. Le due cose si mescolarono nelle (mUifi
della Burschenschajt che nel 1819 uccisero la spia russa Koizi Imi
Bench nato per motivi generosi, l'atto era politicamente assurdo, ma . t
giunse tanto pi gradito alla reazione dispotico-feudale, che da it ur
stava in agguato. Le decisioni di Karlsbad scatenarono quella inlui
caccia ai demagoghi che distrusse qualsiasi seme di vita politici in
terra tedesca 1.
Leccesso di reazione politica che soffocava la borghesia tedesu In
possibile soltanto per la sua arretratezza economica. La dominazioni
francese aveva solo fatto piazza pulita dei rottami pi ingombiiiiHl
del feudalesimo, che sulla riva sinistra del Reno era completamente ili
strutto. Qui la nobilt non aveva pi privilegi, la propriet feudali- ni
ecclesiastica era passata nelle mani dei contadini, il contadino era II
bero proprietario del suo fondo come in Francia. Nel resto della (lei
mania, invece, si era conservato un enorme residuo di cianfrusaglie mi'
dievali, piu che altrove nella Germania settentrionale e orientale.

1. Lo junkerismo a oriente dellElba


La propriet fondiaria feudale, cosi come si eia formata a partire dui
XVI secolo nello Holstein, nel Meclemburgo, ma particolarmente nell
province prussiane a oriente dellElba, doveva la sua origine agli sconvol
gimenti economici dell epoca della Riforma. Da guerriero, il cavaliere rni
diventato produttore di merci. Egli per comp la sua reincarnazione sull
base di un titolo giuridico feudale. Con l'aiuto di giuristi venali egli deriv
dalla propriet fondaria medievale i pretesti con i quali cacciava i conta
dini dai loro appezzamenti e si prendeva la loro propriet comuniconsistente in foreste, corsi dacqua e prati, per ottenere una su-

1 Le associazioni studentesche e ginnastiche avevano preso spunto dal terze


centenario della Riforma di Lutero per iniziare nel 1817 un'agitazione liberale
e nazionale. Nel 1819 lo studente Karl Sand uccise a Mannheim A. v. Kotzebue,
spia del governo russo. Una conferenza di ministri tedeschi, riunitisi a Karlsbad
sotto la presidenza del Mettermeli, deliber lo scioglimento delle associazioni
studentesche e delle istituzioni ginnastiche, la sorveglianza sulle universit, la
limitazione della libert di stampa e la installazione a Magonza di una commissiooe di inchiesta.

40

MI*, n .oliti lente alla grande azienda agraria, e con questi pretesti
ii.lt o< Ini imilatente il diritto di possesso dei contadini risparmiati
I iitiilMM'ivii In loro libert personale, sicch essi, senza opporre resiHM , i ano costretti ad adattarsi alle sue pretese sempre crescenti
tttllii lui a lavoro propria e delle proprie famiglie. I sovrani assoluti
mm .1 ii|i|ioero a questa depredazione secolare. Essi, particolarmente
m l'n,..i,!, netter sempre dalla parte del signore fondiario contro i
il,in.l imi anche se dovevano lottare con gli junker per i contadini
i|iiii li, nano in gioco i loro scopi militari e di politica fiscale. La loro
i H IiMi "a protezione dei contadini si riduceva a conservare la classe
Haliti*,Inni < limitare le estorsioni ai suoi danni, tanto quanto bastava
pyii In' .... . ne avessero a soffrire gli obiettivi dispotici di sfruttamento
I un i violento.
un Iii cosiddetta liberazione dei contadini,1 i rapporti feudali non
IMImmii ,i 11otto liquidati. I contadini francesi con il gallo rosso , che
ip|ili i iivmio ai castelli dei loro seviziatori, avevano messo un po di
liiimi //,! nelle teste dei nobili; i membri aristocratici dell'Assemblea
ih. li,nule francese fecero un altro passo avanti quando, nella famosa
Iliilii' d'tgosto del 1789, fu fatta piazza pulita dei privilegi feudali. I
Mini,idilli tedeschi erano troppo abbrutiti dalla miseria per poter ap|,|...... analoghi mezzi radicali; solamente qua e l, nella Prussia orien
tali, r in Slesia, si agitavano un po. Alcuni tra i membri pi intellii(, ih i della nobilt si pronunciarono per la liberazione dei contadini,
pili non avendo di mira gli interessi dei contadini, bens quelli degli
piitkri Essi capivano che il contadino aservito lavora male e non
,l,i ullidamento; trasformandolo in un proletario libero ma nullateilenir, miravano a spremerne una quantit ancora maggiore di lavoro,
i ume Mirabeau, il rappresentante aristocratico del Terzo stato, non
.li ri alle decisioni dellAssemblea nazionale francese che spazzavano
vla i metodi feudali di sfruttamento, cosi Schbn, il piu liberale di
lutti gli statisti prussiani, voleva ristabilire la libert personale dei
iiiniadini ma in nessun modo la libera propriet sulla loro terra. La
mussa degli junker, nel suo radicato orgoglio di classe, non capi neppure
questo. Ci volevano i terribili colpi che le inflissero i figli dei con

1 Con l'editto del 9 ottobre 1807 si aboliva la divisione in caste, sulla


liliale si era fondato fino a quel momento lo Stato prussiano e si liberavano i
mntadini dalla sudditanza ereditaria verso i grandi proprietari fondiari.

41

tadini degli eserciti francesi, per ficcarle in testa un po di l><nU|


economica.
Strisciare davanti ai despoti francesi era una vecchia dignitosa *I>|
tudine dei principi e degli junker tedeschi. Anche davanti a Napolnud
essi strisciarono con sufficiente impegno. Tuttavia in lui essi o.li
vano il plebeo esecutore testamentario della rivoluzione borghw *
questo odio fu tanto pi accanito, quanto pi profonde erano, urli
varie regioni della Germania, le radici del feudalesimo. Ma non si pota
vano coniare contadini liberi da contadini servi della gleba. La libera....
ne prussiana dei contadini si ridusse perci a rendere i contadini idi
alla guerra moderna e per il resto a salvare quanto del feudalcsmui
era salvabile. Si dette la libert personale ai contadini e li si alimi!
con ogni sorta di promesse sullordinamento dei rapporti di posscwi,
una volta che il nemico fosse stato cacciato dal paese. Poi la clan
contadina fu ingannata assai pi grossolanamente di quella borghrw
La grande massa dei piccoli contadini che non possedevano animili!
da tiro cadde, con la liberazione, dalla padella nella brace. Non poteri uni
n consolidare il loro diritto al possesso, n liberarsi dalle prestazioni,
dai servizi e dalle corves feudali. Al contrario la loro libert personal,
li lasciava ormai alla merc di qualsiasi capriccio degli junker. I limili,
entro cui la monarchia del XVIII secolo aveva cercato di contenete la
disdetta, caddero. Lo junker faceva quel che voleva del contadino sema
bestiame da tiro; poteva incorporare i suoi possessi risarcendo un ili
ritto di possesso in qualche modo esistente, ne faceva incetta, oppure
li disdiceva semplicemente, ovvero sfruttava la loro ignoranza per indili
li a rinunciare ad eventuali diritti. Insomma egli li ridusse con un pagu
mento irrisorio, oppure, se anche questo gli sembrava troppo, semplice
mente con la violenza o con la menzogna e linganno, ad una classe ili
proletari nullatenenti la cui libert consisteva in questo: i contadini
erano liberi da qualsiasi diritto verso gli junker, e questi, liberi da qual
siasi obbligo verso i contadini. Per una parte di questo proletariato l.i
completa privazione di diritti venne persino fissata legalmente con la
k'gge sul vagabondaggio del 1810. Cosi la grande massa dei conta
dini era ripagata per Grossbeeren, Dennevitz, Lipsia e tutte le in
numeri battaglie delle guerre napoleoniche. Ancora nel 1848, lo
junker Bismarck vantava apertamente come una condizione ideale il
fatto che i giornalieri del suo podere di Kniephof dovevano sgobbare
gratuitamente per 156 giornate lavorative maschili e ventisei fem
minili allanno contro pagamenti in natura, per sua stessa ammissione,
42

voli c per un salario giornaliero, che, in estate, ammontava per


i ........ ,i quattro soldi dargento, per la donna a tre e d'inverno era
dtmlniilio di un soldo a testa.
UH junker, dopo aver creato un proletariato indispensabile e
di opporre la minima resistenza allo sfruttamento pi radi
ale, il misero a depredare la minoranza, ancora rimasta, di contadini
iHit brillarne da tiro, in altra forma. Questi contadini furono divisi
IH urli che avevano un diritto di possesso incerto, vale a dire reso
ili dille secolari ruberie degli junker, e in quelli che avevano un
>!li li tu al possesso ancora sicuro. Quelli della prima categoria furono
|r||i'larizzati ; essi poterono garantire a se stessi un libero diritto
li l'inpriet sul loro terreno e la liberazione da tutti i gravami feudali,
.drudo agli junker un terzo o la met della propria terra, a seconda
drilli incertezza dei loro diritti al possesso. Inoltre una parte di questi
iHllimlini con bestiame da tiro venne esclusa dalla regolarizzazione
.ni perfide disposizioni legali e perci abbandonata allarbitrio degli
Iunior, proprio come i compagni di sventura privi di bestiame da
um I contadini che avevano un diritto accertato al possesso furono
iv Incoiati ; essi dovevano lasciar valutare i loro gravami feudali
m rendita monetaria o granaria e affrancarsi completamente con un
jingiiinento pari a venticinque volte la rendita.
In tal modo dal 1815 al 1848 nelle province di Brandeburgo,
l'iimrrania, Slesia, Prussia, e Posnania nacquero, attraverso la regol.ni//.izione, non pi di 70.582 proprietari enfiteutici e, di questi,
'0,000 nella sola provincia della Posnania, dove il governo fu piu
Imo con la nobilt polacca a lui ostile. Inoltre 289.562 contadini con
lini Urne da tiro si svincolarono dai gravami feudali. Nella regolariz
zinone e nello svincolamento, i contadini furono ancora danneggiati
ulne i limiti concepiti dalla riforma, a loro gi cosi sfavorevole,
.1.0 funzionari dello Stato, che dappertutto lavoravano d'amore e
il',ii cordo con gli junker. La liberazione in complesso cost ai conimlini 1.533.050 ettari di terra, 18.544.768 talleri in pagamenti di
. api tale, e ancora 1.599-992 talleri e 260.069 staia di cereali per la
rendita da pagare annualmente.
La liberazione prussiana dei contadini ebbe tutte le caratteristiche
.li una satira sanguinosa di quello che i contadini avevano ottenuto
,UHa loro rivoluzione. Al di l del Reno, l'assolutismo e il feudalesimo
nano stati rovesciati e il loro spettrale ritorno dopo Waterloo non
prov nientaltro se non che i loro giorni eran stati contati una volta
43

per tutte. Al di qua dellElba, assolutismo e feudalesimo prosperarono


nella misura in cui lo sfruttamento delle masse permetteva loro di
impiantare su basi capitalistiche la gestione dei demani statali e dei
fondi degli junker. La grande azienda agricola aveva ora, in ogni
forma giuridica, un proletariato, da cui poteva spremere fin le ultime
gocce di sudore, mentre le enormi cessioni di denaro e di terra, con
le quali i contadini erano stati costretti a rilasciare ricevuta del sac
cheggio cui per quattrocento anni erano stati sottoposti, fornirono
i mezzi per impiantare imprese agricole. In prima linea era, tra queste
imprese, la distillazione dellacquavite, che da allora in poi cominci
ad inondare di zozza prussiana prima la Germania poi il mondo
intero. Lindustria alcoolica prussiana ha avvelenato le masse con
un successo superato solo dallindustria anglo-indiana delloppio per
avvelenare la Cina. Ma il lambicco del distillatore coronava la sovra
nit dello junker prussiano assai meglio dellelmo militare o dellemblema
nobiliare. E, mentre si creavano nuovi caposaldi della propria potenza
con questa o quella industria altamente moderna come lindustria della
barbabietola da zucchero, gli junker prussiani si aggrappavano con
accanimento ad una farragine di privilegi feudali: alla polizia fon
diaria, alla giurisdizione patrimoniale, al patronato sulle chiese, al
diritto di caccia ecc.
Era un mondo stranamente contorto e doveva proprio presentarsi
cosi come sembr al poeta renano: un ragazzo dalla grossa zucca, con
i baffetti color canapa, il codino grigio, le lunghe braccia esili di ragno,
eppur forti, lo stomaco da gigante e un breve, piccolo intestino. 1 Ma
finch la borghesia non fece i conti con la ostinata e coriacea classe
degli junker, da secoli abituata a comandare, non pot pensare di salire
al potere politico, anche perch questi junker, nellesercito e nella
burocrazia prussiana, si erano forgiate armi pronte per tutte le even
tualit.
2. Vartigianato cittadino
Pi di tre quarti della popolazione nello Stato prussiano viveva
nelle campagne, nella Confederazione tedesca piu di due terzi. Nelle
citt lartigianato organizzato in corporazioni, per quanto decaduto,
1 Cfr. H. H e in e , D er W echselbalg , in N eue Gedichte.

44

teneva ancora il coltello dalla parte del manico. Nel 1830 esso era
ilio stesso livello che nel 1800. Nella seconda met di questo periodo,
aveva sanato con grande pena le ferite che gli erano state inferte nella
prima con il continuo flagello della guerra. Segni di uno sviluppo
progressivo non se ne vedevano. Lartigianato lavorava nella maniera
tramandata per il consumo locale, bene e senza pretese, grettamente
con avidit, alieno da qualsiasi innovazione tecnica, perpetuando la
u crepuscolare esistenza vegetativa nei limiti opprimenti della pic
cola citt. Le singole aziende artigianali avevano proporzioni ridicole,
vi erano quasi nello stesso numero maestri e garzoni. Ogni garzone
sperava di diventare maestro; dove esisteva la libert di impiantare
aziende era senz'altro possibile prender domicilio; allartigianato man
cava la tensione degli antagonismi sociali.
Tuttavia la situazione dei garzoni non era cosi grigia come quella
dei maestri. Le vecchie associazioni di garzoni erano decadute dallepoca
della guerra dei Trentanni, quel poco che ne rimaneva era stato cal
pestato violentemente dal potere monarchico nellinteresse del capi
talismo nascente. Anche in questo, la monarchia prussiana si trovava in
prima linea. Per sua iniziativa fu emanata la legge imperiale del 1731 che
stroncava lultimo avanzo di opposizione delle associazioni dei garzoni
un tempo cosi battagliere e vivaci, mentre lordinamento prussiano
dellartigianato nel 1783 comminava le pene pi dure: arresto, car
cere, per i recidivi la morte, in caso di violazione dei decreti imperiali.
Si capisce che anche il Landrecht prussiano accolse un severo divieto
di coalizione. Ma proprio latrocit di questa legislazione mantenne
sveglie nei garzoni una sorta di oscura coscienza di classe, una inquie
tudine e una insoddisfazione che vennero ulteriormente alimentate da
una istituzione di tipo corporativo: lobbligo allemigrazione. In Sviz
zera, Inghilterra, Francia, i garzoni artigiani tedeschi conobbero con
dizioni pi progredite, rispetto alle quali il disfacimento in patria as
sumeva aspetti ancora pi stridenti; molti se ne rimasero allestero,
altri tornarono in patria con pi libere idee.
Allo stato rovinoso dellartigianato tedesco, corrispondeva lanaloga
situazione del suo ordinamento. Sin dal XVIII secolo, la politica capi
talistica del dispotismo illuminato aveva intaccato, sconquassato e scon
volto la costituzione delle corporazioni; poi le si abbatterono addosso
le tempeste dellepoca napoleonica, le quali spazzarono via le corporazioni solo l dove avevano dato il colpo di grazia anche al feuda
lesimo: nella Prussia, nella Baviera e nellssia renane. Per il resto,
45

in tutta la Germania meridionale predominava ancora la corporazione,


anche nel regno di Sassonia, che, relativamente, era giunto a un grado
elevato di sviluppo industriale. Nelle vecchie province prussiane, la
libert dimpresa esisteva senza dubbio sulla carta, ma non dette nes
sun nuovo impulso allartigianato prussiano. Da 400 anni, le citt a
oriente dellElba erano state cosi frequentemente saccheggiate dalla
monarchia e dagli junker, che ad esse mancava qualsiasi velleit di
spirito borghese.
Lordinamento cittadino del 1808 rappresent per la sua epoca
un certo progresso. Esso liberava, in una certa misura, le citt
dai soprusi burocratico-militari, restituiva loro lamministrazione delle
proprie finanze, del soccorso ai poveri, della scuola e in certi casi
anche della polizia. Ma, se gi si trattava di un rabberciamento dettato,
come tutta la legislazione, riformatoria prussiana dopo Jena, dalla
necessit estrema, dopo Waterloo esso non fu riveduto in senso pro
gressivo bens reazionario. Infatti gli strati pi poveri furono esclusi
il pi possibile dal diritto di cittadinanza e dagli uffici cittadini, e
questi stessi uffici furono sottoposti ad un vessatorio sistema di con
trollo da parte della burocrazia statale. Inoltre, la disgraziata divisione
fra cittadini e domiciliati ebbe la conseguenza, non di diritto ma di fat
to, che le classi istruite acconsentivano a prendere la cittadinanza solo
quando compravano una casa e perci erano costrette a farlo. La massa
dei borghesi cittadini era costituita da artigiani e padroni di casa venuti
su con la pi gretta mentalit filistea. Abituati alla prassi sfruttatrice
delle corporazioni, essi vedevano nella nuova libert delle citt un
gradito surrogato di ci che la libert dimpresa aveva loro tolto. Con
la pi crassa incoscienza, essi sperperavano la propriet terriera citta
dina, devastavano le foreste della citt, portavano innanzi avidamente
i limiti dei loro orti, si da far scomparire qualsiasi divisione, giun
gevano persino a dividersi il giardino comunale. Chi sapeva meglio gio
care a carte al circolo di caccia, era leroe di questa borghesia meschina.
I piccoli borghesi della Germania meridionale erano pi vivaci,
sebbene lartigianato sulla destra del Reno fosse ancora vincolato nelle
corporazioni. Napoleone aveva fuso insieme gli Stati medi al di l
del Meno, composti un tempo da centinaia di brandelli immediati 1
e i loro sovrani erano rimasti fedeli al protettore francese, finch po1 Cosi erano detti nel vecchio Impero germanico i tenitori sottoposti diret
tamente allimperatore.

46

irrono, sotto pena di scomparire immediatamente. Ora essi cerca


vano di consolidare i loro troni, rabberciati in fretta e assai vacil
lanti, con ordinamenti costituzionali. Ma era un costituzionalismo sui
generis. Dietro di s, esso non aveva altro che paroioni. Non poteva
scardinare la Germania militaristica e feudale e non aveva neppure
voglia di prendersi quelluva troppo acerba.
Lideale politico del piccolo borghese, predominante nel Baden, nel
('slatinato e nel Wiirttemberg era determinato dalla sua situazione eco
nomica. Egli voleva in certi casi la repubblica, ma la repubblica come
una soave Arcadia, la repubblica borghese-contadina di piccola esten
sione, senza i grandi contrasti della vita storica e sociale, senza troppa ric
chezza e troppa povert, solo ceto medio e mediocrit. Egli non voleva i
principi, la lista civile, la nobilt, lesercito permanente e, possibilmente,
nemmeno le tasse, ma non voleva neppure la partcipazione attiva alla
storia, la politica estera, la grande industria, il commercio mondiale. Se
fosse stato possibile spezzettarla in una serie di piccole repubbliche di
questo tipo, la Germania sarebbe sparita dal novero delle grandi nazioni
ancor pi completamente di prima.

47

La situazione teiesca. Gli inizi del capitalismi

Accanto all artigianato predominante, tuttavia, non mancavano in


Germania alcuni prodromi del modo capitalistico di produzione Non
ostante limpoverimento generale, nei vecchi centri marittimi e con.
merciali si erano conservati avanzi notevoli di capitale. Nel XVII1
secolo, poi, bisogni finanziari mai soddisfatti del dispotismo per le
Corti e gli eserciti, la sua crescente fiscalit e i debiti statali in con
tinuo aumento, il sistema dei monopoli, dei privilegi e del protezio
nismo erano diventati potenti ieve per il modo capitalistico di produ
zione. In parte il capitale dellindustria affluiva direttamente nelle casse
dello Stato; Mirabeau riconduceva la prosperit manifatturiera della
Sassonia ai suoi 180 milioni di debiti statali. nota la politica mer
cantilistica degli Hohenzollern. Le tasse prussiane, l'accisa e la contri
buzione, sfruttavano a sangue artigiani e contadini; anche se la parte
del leone d. questi proventi andava a finire nellesercito e in mano agli
junker, qualche buona sommerta la intascavano i capitalisti, che allora
rendevano omaggio con fervore al principio dell* aiuto statale. La
proletarizzazione dei contadini forni al giovane capitalismo sempre
nuove masse per trasformare muscoli e nervi in prolifico plusvalore
e a distruzione draconiana della lunediana, il taglio sommario operato
nelle solennit religiose contribuirono ad un sempre pi rapido rigo
glio del capitalismo. I despoti minori traevano somme favolose dalla
vendita in massa dei loro sudditi per le guerre dello straniero. Laccu
mulazione primitiva del capitale si compiuta in Germania non altri
menti che nel sangue, nella miseria e nella vergogna.
Il capitalismo tedesco rimase sempre assai indietro rispetto a quello
rancese e inglese. Esso cercava di far fronte alla superiore concorrenza
48

li III nazioni occidentali oul mercato mondiale per mezzo di salari di


Imm t di meschini trucchi commerciali. La sua vasta base era liniliinmii a domicilio, dopo la quale veniva, a grande distanza, la marn
ili uhi.i fondata sul lavoro manuale e, ancor pi distanziata, la fabIhli a basata sulle macchine.
Ora, l'industria a domicilio la forma pi antica, e insieme pi
.....nata, del modo di produzione capitalistico. Agli inizi essa spesso si
|nrarnia come la benefattrice del contadino e dell'artigiano povero; essa
i. Idtirmenta le sue vittime in una specie di beato letargo intellettuale e
imponile. Lindustria a domicilio, appena superata dallazienda nuniInituriera o meccanica, riesce a tenersi in piedi soltanto spremendo
ii umicamente il massimo di forza-lavoro. Il frazionamento degli
operai a domicilio paralizza la loro forza di opposizione contro il capituie e la continua pressione sui salari li costringe ad estendere al di
li ilclle possibilit fisiche la giornata lavorativa, a piegare moglie e
ligli sotto lo stesso giogo e a sacrificare se stessi e la propria fami
glia ad un rapido esaurimento e quindi alla morte precoce. E non
nulo corr leccesso di lavoro ma anche per la mancanza di luce, aria e areazinne nella ristretta dimora che assieme abitazione e opificio, e molto
spesso anche per attivit che danneggiano la salute. A ci si aggiun
gano le irregolarit del lavoro, le retribuzioni in merci e lusura, il
sistema parassitario degli agenti e innumerevoli altre iniquit. Pur
essendo i pi disperati di tutti i proletari, gli operai a domicilio sono
tuttavia i pi lontani dallavere una coscienza di classe proletaria. Essi
sono ingannati dalla loro apparente indipendenza mentre il loro eva
nescente possesso li precipita, come una palla di piombo, verso labisso.
Il sistema della loro attivit li lascia tanto pi indifesi in balia della
forza distruttrice del mercato mondiale, quanto pi invece esso inca
tena i contadini al loro pezzo di terra e gli artigiani ai loro utensili.
(Lindustria a domicilio tedesca nacque essenzialmente per due
vie. Da una parte, il capitale si annidava nelle crepe delledificio cor
porativo e lo fece saltare tutto; si che singoli artigiani diventarono
imprenditori capitalistici, ma la grande massa fu trasformata in operai
salariati a domicilio. Anche qui venne amichevolmente in aiuto il
potere statale. Il Landrecht prussiano sottoponeva tutto il sistema
delle corporazioni agli ordini del sovrano, solo il re poteva istituire
nuove corporazioni e a suo piacimento allargare o chiudere quelle
gi esistenti. Dallaltra parte per, e principalmente, il capitale si
gett sulle campagne dove era libero dai pur sempre impacciano vin

49

coli delle corporazioni, sul contadino semilibero, reso gi inerme dagli


junker, sul piccolissimo contadino, che conduceva un fondo gramo
in regioni di minima fertilit e con propriet terriera estremamente
frazionata e che, non potendo vivere della sola coltivazione dei campi,
aveva gi da tempo cercato una occupazione accessoria nella filatura
e nella tessitura, nellintaglio di utensili domestici pi o meno artistici.
significativo il fatto che il capitalismo inondasse con la miseria
dellindustria a domicilio le cime e le pendici dei sistemi montuosi
tedeschi: lo Erzgebirge, il Riesengebirge, lo Eulengebirge, il Fichtelgebirge, la Foresta della Turingia e della Rhn, il Taunus, la Selva Nera
e le Alpi Bavaresi. Tuttavia non sdegn neppure le vittime che poteva
trovare in pianura; vaste zone della Bassa Renania e della Vestfalia
erano vecchi centri di industria a domicilio.

1. Lindustria a domicilio in Slesia e Sassonia


Nella Germania orientale la provincia della Slesia e il regno di
Sassonia furono i centri del modo di produzione capitalistico. Nella
industria della tela, la Germania aveva conservato, anche in periodi
di estrema decadenza, la fonte pressoch unica di esportazione in
dustriale; la Slesia ne fu uno dei centri principali sin dalla met del
XVII secolo. Allora la forte domanda dei commercianti inglesi e olan
desi aveva dato un forte impulso allindustria slesiana della tela; al
linizio del XVIII secolo si produceva tela per l'esportazione in 287
centri della Slesia. Si trattava quasi esclusivamente di industria rurale
a domicilio che veniva esercitata nei villaggi con magre propriet e
aveva basi del tutto feudali.
In un certo senso la Slesia era il paese classico del feudalesimo a
oriente dellElba. Quando Schn nel 1797 visit quella regione, rimase
spaventato dalle sue condizioni orribili . Egli diceva che laria stessa
che vi si respirava rendeva gli uomini oggetto di propriet ereditaria.
Fuori delle citt vivevano solo signori e servi; se non scoppiava una
rivolta dopo laltra, ci si doveva, secondo lui, in parte ad un resto
di rapporti patriarcali tra signori fondiari b coloni, per cui questi ultimi
senza rendersene conto sopportavano ci che altrimenti sarebbe stato
insopportabile, e, in parte, allabbrutimento fisico e intellettuale degli
slesiani dovuto alla servit della gleba, alla semischiavit, alla sud
50

ditanza ereditaria e al sistema con cui venivano esercitate la filatura e


la tessitura. In realt l'organizzazione dellindustria slesiana della tela
aveva le sue radici nel sistema della propriet terriera. Mentre nelle altre
vecchie province prussiane l artigianato era stato quasi completamen
te scacciato dalle campagne, in Slesia, fin dallepoca austriaca, vi era
no numerosi artigiani anche nei villaggi, e i proprietari fondiari era
no i soli che disponevano delle industrie. Quando conquist la Slesia,
il re Federico proib bens loro di applicare tasse sullattivit indu
striale e artigianale, ma, come spesso avveniva, anche qui la volont
del despota illuminato si infranse contro la compatta volont degli
junker feudali.
Tutti i tessitori, liberi o no, dovevano corrispondere al padrone del
fondo il loro tributo. Tuttavia, quelli liberi erano una piccola mino
ranza; in stragrande maggioranza i tessitori erano sottoposti al pro
prietario del fondo e, oltre il tributo per il loro mestiere, dovevano
fornire contributi e prestazioni feudali. I padroni, che pure vendevano
ai loro sudditi il diritto di esercitare la tessitura come produzione mer
cantile, non pensavano neppur lontanamente al dovere di curarsi dello
smercio dei prodotti. Al contrario, servendosi di trafficanti, facevano
vendere ai tessitori il refe, che a loro affluiva in grande quantit sotto
forma di contributo feudale dai filatori del lino semiliberi; cosi coloro
che esercitavano un mestiere oltre a pagare una tassa ai padroni costi
tuivano uno sbocco sicuro per il loro eccesso di refe. Se per capitava
che i tessitori rimanessero con una sovrapproduzione di tela, questo
era soltanto affare loro. Essi erano costretti ad accettare qualsiasi prezzo
di mercato o a trovar buono quel che i commercianti di lino spac
ciavano loro per tale. La miseria dei tessitori slesiani, che sempre
stata proverbiale, si spiega a sufficienza col fatto che essi venivano
spellati a gara dal feudalesimo e dal capitalismo.
Nonostante la miseria dei tessitori, o, anche, proprio per questo,
lindustria slesiana della tela prosper fino alla met del XV1I1 secolo.
Poi dovette soccombere alia sopravvenente concorrenza anglo-irlandese.
Certamente il filatore irlandese e quello scozzese non riposavano in
un letto di rose, ma il salario pi magro si rivel, ancora una volta,
come un impulso ad un lavoro pi diligente ed intenso e uno sprone
ai progressi tecnici nel processo della filatura assai migliore della costri
zione feudale a fornire gratis quantit moderate o anche enormi quantit
di refe. In Slesia il fuso a mano non fu neppure sostituito dall'aspo, e il
refe slesiano si acquist una fama cattiva quanto meritata. Ancora pi
51

fortemente il sistema feudale influenz la capacit dei territori sic


siani a fronteggiare la concorrenza. Secondo una relazione parlameli
tare inglese, i tessitori guadagnavano in Scozia 10 pence al giorno,
in Irlanda 8, in Slesia da 2 a 6. Inoltre i tessitori scozzesi e irlandesi
non erano obbligati a pagare un tributo o tanto meno a fornire con
tributi e prestazioni feudali. Il loro salario, in tempi di favorevole
congiuntura, era tanto salito da permettergli di risparmiare e di emi
grare in America quando la congiuntura si faceva negativa. Al tessi
tore slesiano invece non era lecito abbandonare il territorio del suo
signore feudale, se non versando una somma per lemancipazione, che
in ogni caso superava i suoi mezzi. In tal modo, come giustamente disse
Schn, il sistema che dominava nella filatura e nella tessitura divenne
estremamente nocivo allo sviluppo intellettuale e fisico della popola
zione rurale slesiana. E poich con loperaio peggior anche la sua pre
stazione di lavoro, lindustria slesiana della tela dovette sempre pi
cedere il campo, nonostante tutti gli artifizi di una concorrenza sleale,
alla concorrenza inglese.
La politica mercantidistica del re Federico non poteva eliminare,
per la sua stessa natura, questo dissesto. Per quanti regolamenti e
statuti fossero emanati i quali dovevano assicurare la bont delle
merci con guardiani, con la esclusione dei cattivi lavoranti, minac
ciando i tessitori con la carriuola, il bastone, la gogna e il carcere
non si ottenne niente finch rimase la sudditanza feudale dei filatori
e dei tessitori, finch rimasero intatte le radici del male. In queste
condizioni, il re Federico non che diminuire aument la miseria del
tessitore, poich cercava di immettere nuovi tessitori nella campagna
ed '"egli ripet continuamente questo tentativo fino ad arrivare al
ratto di persona violento negli Stati minori, suoi vicini. I provvedi
menti per migliorare lindustria slesiana della tela, appartengono ad
uno dei capitoli pi grotteschi della sua retrograda politica economica.
Pur con tutto il loro abbrutimento, i tessitori slesiani ebbero un
lontano sentore della Rivoluzione francese. 'Nel 1792 scoppiarono delle
rivolte. Col sacco sulla spalla sinistra, i tessitori scesero dalle montagne
nei mercati cittadini e costrinsero a viva forza i mercanti di refe a
vendere meno caro e i commercianti di tela a comprare a prezzi pi
alti. Il movimento fu sostenuto da disordini contadini e da un tumulto
fra i garzoni artigiani di Breslava. Poich lesercito prussiano era
impegnato nella tragicomica crociata contro la Francia rivoluzionaria,
e la Slesia era sguarnita di truppe, il governo spaventato era indeciso
52

tra la repressione barbara e gli inutili palliativi. Ma i mercanti doma


rono l'insurrezione, pi sicuramente che con le elemosine o la frusta,
tenendosi lontani dai mercati, finch i tessitori furono presi per fame.
Poich i lavoratori casalinghi slesiani erano al tempo stesso scor
ticati dal feudalesimo e dal capitalismo, corrispose alla nobile armo
nia della riforma sociale prussiana che essi fossero parimenti beffati
con la libert dei contadini e la libert di impresa. Qualsiasi equivoco
sulla libert, di cui avrebbe dovuto godere il contadino dal S. Martino
1810, fu prontamente dissipato in molte localit della Slesia; e un
ordine di gabinetto del re spieg agli amati sudditi che, con la suddi
tanza ereditaria, non erano affatto cadute in disuso le corves e i ser
vizi sui terreni, le prestazioni in denaro e in natura, il terratico e i
tributi in polli, oche, uova, scope e di altro tipo. Egualmente il governo
illustr in che cosa consistesse la libert di impresa, quando Hardenberg,
sotto la pressione degli junker, dichiar che tale libert non aveva
per niente eliminato il tributo dei tessitori, che invece piuttosto sus
sisteva giuridicamente; era quello stesso tributo che la politica federiciana, almeno in linea di principio, aveva contestato anche se non
di fatto abolito, l antica miseria rimase quasi immutata per gli operai
dell'industria slesiana della tela. A questo punto la concorrenza inglese
intervenne minacciosamente con un secondo colpo, ancora piu vigo
roso del primo: con la lotta non pi soltanto dell'operaio libero contro
quello non libero ma anche con la lotta della macchina contro la
mano umana. Stavano sopravvenendo i tempi in cui i tessitori slesiani
sarebbero diventati, secondo le parole di un relatore ufficiale, forse
i pi miserabili abitatori di tutta Europa .
Nel regno di Sassonia gli inizi del capitalismo datavano dallepoca
della Riforma. La sua pi vecchia sede fu la miniera; ben presto la
benedizione delle miniere divenne una maledizione per i minatori
che la portavano alla luce del giorno; sin dal XV secolo si ha notizia
di lotte salariali represse con la violenza e di innumerevoli decreti
contro il sistema dei compensi in natura. Con la scoperta delle miniere
d'oro e dargento americane, lindustria mineraria sassone dei metalli
nobili decadde; ma i vecchi rapporti commerciali e di traffico, la
favorevole situazione geografica del paese, la ricchezza della sua terra
in tesori minerari come piombo, stagno, carbone, fecero si che la
sua decadenza economica non durasse a lungo. Le fiere di Lipsia
diventarono per lEuropa orientale i grandi mercati, prima delle merci
manifatturate francesi, poi di quelle inglesi, e i vari rami dellindustria

53

tessile giunsero ad una rigogliosa fioritura. I panni sassoni, le tele Itim


ziane, la mussolina del Vogtland, le cotonate di Chemnitz, i pizzi tic Un
Erzgebirge arrivavano fin nei pi remoti paesi stranieri. L'indtiilit
sassone ricevette un nuovo possente impulso dal blocco continental*
Chemnitz cominci a svilupparsi come la Manchester della Sassoni*!
una fabbrica di cotone occupava 1200 operai, una stamperia di ini*
e filanda di cotone pi di 3000. Piccole macchine per la filatura dal
cotone erano gi state introdotte dalla fine del secolo diciottesimo, ni
sino alla met del diciannovesimo non vi era nessun telaio meccttiilni
Lindustria a domicilio prevaleva e i suoi salari di fame erano tritur
mente e universalmente noti. Gli operai a domicilio dello Erzgebiijo
si nutrivano esclusivamente di patate e di brodo di cicoria; sin da
1780 un medico del Vogtland aveva pubblicato unopera sulle iim
lattie caratteristiche che si diffondevano e moltiplicavano coll esti n
dersi dellindustria a domicilio.
Nel XVIII secolo la Sassonia era la parte della Germania ectimi
micamente e, perci, anche culturalmente pi progredita. La Sa
sonia ha aperto la strada della civilt tedesca, i sassoni sono la stif |*
pi istruita e dotta della nazione tedesca: cosi scriveva Schn visitniuli
il paese. La Sassonia possedeva le migliori scuole e da esse prese svi
luppo la nostra letteratura classica. Altrimenti stavano le cose con li
sua costituzione politica. Certamente su di una tale sottostruttura lini
era possibile edificare uno Stato militare di tipo prussiano; a Dir
sda si avevano nozioni economiche assai pi avanzate che a Ilei
lino; inutilmente la reggente dellelettorato, Maria Antonia di San
sonia, tent di convertire il vecchio Fritz dal suo stravagante mcrc.in
tilismo. Lipsia era quasi una libera citt imperiale, e in generale li
citt sassoni godevano di una certa indipendenza. Anche se qui vi
indipendenza favoriva le cricche patrizie, nel fermento insoddisfum
della massa plebea si celava un elemento stimolatore che mancava dr
tutto nelle citt piegate dal bastone caporalesco prussiano. Tutta vi
n il feudalesimo, nella campagna, n le corporazioni, nelle citt, ermii
stati spazzati via, e le forme imputridite della monarchia, basata ni
sistema degli stati, si protrassero nel XIX secolo. Alleata spontanea il
Napoleone, non, come la Prussia, sua nemica, n, come gli altri Stai
della Confederazione renana, sua creatura, la Sassonia preserv la pr
pria compagine sociale dalle irrompenti benefiche conseguenze dell
conquista francese, e quando, ormai mortalmente esausta per la cimi
54

del 1813, fu smembrata al Congresso di Vienna per punirla


li Hit fedelt mantenuta al suo grande alleato, la situazione divenne
Hi nuovo stagnante.

> la grande industria renano-vestjalica


Cosi i centri industriali della Germania orientale erano ancora
l'Io o meno immersi nella palude feudale. Il centro industriale della
.........
occidentale, invece, era pressoch giunto al livello della
..... terna societ borghese. La Prussia renana aveva una industria pi
viluppata e multiforme della Slesia e persino della Sassonia; essa le
*i'l'iavanzava anche per il fatto che dal 1795 aveva sperimentato la
li/illazione liberatrice della Rivoluzione francese, e di questo privilegio
l'iiitccipavano, nel resto della Germania, soltanto la Baviera e lAssia
n nane. La vecchia industria locale, che nelle migliori vie fluviali della
I m mania, nella vicinanza al mare, nei tesori minerari aveva sempre
avolo vigorosi mezzi di sviluppo, sotto la dominazione francese aveva
umosciuto un periodo di grande prosperit. Nei circondari governativi
ili Aquisgrana, Colonia e Diisseldorf vi erano quasi tutti i rami del
lo industrie: del cotone, della lana e della seta di ogni tipo (con le
Inanche dipendenti dell'imbiancatura, della stampatura e della tin
nii u), della fonderia e della fabbricazione di macchine, e ancora le mi
niere, le fabbriche darmi e altre industrie metallurgiche. Esse ocmi'.ivano una popolazione di una densit enormemente superiore al
temo della Germania.
Alla Renania si aggiungeva immediatamente, rifornendola di una
l"rte delle materie prime e appartenendo ad essa dal punto di vista
industriale, il distretto minerario e carbonifero della Marca. Un com
mercio di importazioni ed esportazioni verso tutte le parti del mondo,
"sul notevole per la situazione tedesca, un notevole traffico diretto
mu tutti i centri del mercato mopdiale, era in rapporto reciproco con
I industria. Il prosperare del commercio e dellindustria favori laccuIBUlazione del capitale; nelle citt frantum i vecchi ceti e ne ricompose
di nuovo i frammenti nelle classi, che si differenziavano sempre pi
nettamente, della borghesia e del proletariato. Nelle campagne esisteva
hi libera propriet fondiaria; predominava il piccolo contadino, libero
dii gravami feudali ma sempre pi preda della servit dei debiti verso

55

il capitale. La borghesia lo dominava con lipoteca, cosi come dominavi


il proletariato col salario e i piccoli borghesi con la concorrenza II
dominio della borghesia era riconosciuto e consolidato da tribunali coni
merciali, di fabbrica e di giurati, da tutta la legislazione material'
Qui la Germania aveva raggiunto un livello unico di sviluppo m i
nomico.
Nel suo graduale sviluppo, la grande industria renano-vesi fui h
offriva un quadro vario di forme di imprese capitalistiche. Nel ili
stretto di Remscheid, lartigianato si era conservato e il capitale il
contentava di fungere da commissionario per lesportazione di unii
gli articoli possibili, ma ci non rese pi mite la sua tirannia. Nrl
distretto di Solingen, esso frantum la corporazione e impiant I1In
dustria delle armi, che una volta era lattivit artigianale pi stimili
e di fama mondiale, con tutta la miseria del proletariato dellindusi il
a domicilio. Ad Aquisgrana ammansi gli artigiani del panno, otgu
nizzati in corporazioni, mettendo al loro servizio forza-lavoro a buon
mercato che proveniva dalle campagne. A Crefeld per lindustria dell
seta, che sin dagli inizi era organizzata su basi mercantili, i tessimil
a domicilio lottarono tenacemente per il nome di maestri artigiani; essi
furono felici di guadagnarsi con dure privazioni la propriet dei loro
telai, senza sapere che proprio cosi si incatenavano tanto pi solida
mente al capitale. L industria renana fu anche caratterizzata dal fatto
che in essa si svilupp presto lazienda manifatturiera e quella delle
macchine. In Germania, la prima filatrice meccanica idraulica fu messa
in esercizio nel 1783 da un fabbricante di Elberfeld. Se nel 1826 gli
arrotini di Solingen si rivoltarono tumultuosamente contro un orribile
sistema di retribuzioni in merci e i setaiuoli di Crefeld contro una in
sopportabile diminuzione dei salari, contemporaneamente ecatombi di
figli di operai cadevano, vittime silenziose ed oscure delle macchine.
Fu merito involontario del governo prussiano laver scoperto questo
orribile stato di cose. Nel 1818 esso venne casualmente a conoscenza del
fatto che un industriale renano aveva istituito una scuola di fabbrica; al
lora, con quella ipocrisia caratteristica che da lungo tempo era diventata
proverbiale come vento prussiano, il meritevole individuo fu pub
biicamente lodato con un ordine di gabinetto del re. Frattanto la cosid
detta caccia ai demagoghi aveva provocato una inchiesta sulle scuole,
e il ministro del culto von Altenstein chiese al governo di Dusseldorf
informazioni pi precise su quella scuola di fabbrica. Risult, a questo
punto, che il sullodato industriale possedeva due filature, nelle quali
56

........ il ruttati bambini a partire dai sei anni, sia per il lavoro diurno
liti |m . inolio notturno. Nelluna lavoravano di giorno 96 bambini, di
Hltiii' (il, nell'altra 95 e 80. Il tempo di lavoro era di giorno 13 ore,
li unno II; inoltre spesso si lavorava anche la domenica. Il salario dei
ImiiiI'Iiii ammontava per i pi piccoli a nemmeno 20 pfennig, per i pi
limiti I ,i 30, mentre gli operai adulti percepivano per lo stesso lavoro
III nidi d'argento. La tanto magnificata scuola di fabbrica consiste
tti in i|iiesto: i bambini che lavoravano di giorno venivano istruiti
|tti un'ora, quelli che lavoravano di notte per due. Un consigliere finanziatln rgrcto, il cui nome purtroppo non stato conservato ai posteri, ri
fili a Merlino che i bambini che lavoravano di notte si distinguevano dai
Inni pallidi coetanei berlinesi per laspetto fiorente e vigoroso; che il
Inoro notturno non nuoceva loro, tanto che ritornando a casa facevano
|i*H unta la strada, lunga circa un quarto di miglio, ogni sorta di giochi
n lu i rosi e che dormire di giorno sano come dormire di notte.
Non cosi soddisfatto di questo stato di cose fu Altenstein. Egli era
(infili di Hegel e non per niente ministro dellistruzione nel famoso
Ulmo della scuola obbligatoria per tutti; la sua direzione del sistema sco
lati no fu, in un certo modo, lunico aspetto relativamente positivo della
ni nei .ibile amministrazione statale prussiana. Tuttavia il suo collega von
luitkmann, ministro degli interni, col quale egli doveva intendersi, non
trov niente da ridire sul lavoro infantile nelle fabbriche. Per convini ri lo della necessit di un intervento, Altenstein chiese ai governi di,in (inali della Renania, e insieme a quelli di Vestfalia, Slesia, Brandelungo e Sassonia, una inchiesta sul genere e sullentit del lavoro
mi .mi ile nelle fabbriche. Sebbene le autorit chiamate in causa con
dili rssero linchiesta alla vecchia trascurata maniera prussiana, non
Inter rogando in nessun caso gli operai e i loro figli ma i fabbricanti e al
lin is s im o , ancora, medici, preti e maestri, dalle loro relazioni risult un
quiidro spaventevole.
In tutti i rami dellindustria tessile, ma poi anche nelle fbbriche di
uglii, bronzi, fibbie, corazze, tappezzerie, carta, porcellana e di altro tipo,
ni facevano lavorare in massa, fino allestremo delle forze, molte migliaia
di bambini in tenerissima et, sin dai quattro anni. Dopo un lavoro eci cssivo di 10, 12 e persino 14 ore, per un salario giornaliero di due soldi,
venivano abbandonati, come afferma una relazione inviata da Iserlohn, ad
una breve ricreazione a base di acquavite, tabacco, intemperanze e gioco.
In altre relazioni era detto: volti pallidi, occhi stanchi e infiammati,
57

ventri enfiati, guancie tumefatte, labbra e pinne nasali gonfie, scrollili


eruzioni cutanee maligne e attacchi asmatici distinguono queste iulrliii
creature, dal punto di vista sanitario,,dagli altri fanciulli della nu m i
classe del popolo i quali non lavorano, nelle fabbriche. Non meno .1
solante lo stato della loro formazione culturale e morale . Persino In
regioni ancora poco industrializzate, come il Brandeburgo e la Sassoni!,
predominavano gi le pi tristi condizioni. La giunta comunale di I m
kenwald riferiva che i bambini occupati nelle manifatture cittadine ili
panno crescevano nella corruzione morale, mentre nelle fabbriche ili
aghi del distretto di Merseburgo venivano impiegati bambini per un
pesante lavoro, consistente nel tirare il mantice dalle 4 del mattino II
6 di sera.
Tutto ci lasci assai freddo il ministero prussiano, ad eccezione di
Altenstein. Anche nel 1826, quando il tenente generale von Horn in*
sapere al re che i distretti industriali non fornivano pi il loro cornili
gente di reclute, avvenne soltanto che, ad un nuovo ammonimento di
Altenstein, Schuckmann rispose assai rudemente, ma con profonda coni
prensione del sistema dello Stato militare prussiano, che il lavoro del
bambini nelle fabbriche era assai meno dannoso di quello dei giovani
per acquistare una formazione spirituale. Soltanto nel 1839, quando fab
bricanti renani con sentimenti umani fecero rumore sui fogli pubblici c il
Landtag provinciale renano chiese un regolamento legale del lavoro in
fantile, il governo si indusse a imporre, anche se non certo nella pra
fica, almeno sulla carta, alcune limitazioni al lavoro infantile nelle fab
briche. Ci vollero 10 anni, perch si tenesse conto delle lamentele degli
operai renani sul sistema dei pagamenti in merci. Dopo i salutari in
segnamenti del 1848, infine, fu emanato e abbastanza seriamente attuato
un divieto sul pagamento in merci; fino ad allora il governo prussiano, alle
rimostranze degli operai, alle ripetute lagnanze del Landtag provinciale
renano vestfalico, e ancora alla appassionata agitazione di alcuni fabbri
canti onesti, aveva opposto serie perplessit e dubbi rilevanti sufi
opportunit di proibire l'usura pi indegna esercitata a danno di
proletari miseri ed indifesi. Tanto pi pronto questo governo era a schiac
ciare con le armi dell'esercito regio ogni inquieto movimento della mal
trattata classe operaia.
Del resto, lintima comprensione che la burocrazia a oriente dellElb*
aveva per la brama sfruttatrice della borghesia renana, era lunico vin
colo che legasse le province orientali e occidentali dello Stato prussiano.

58

I l HM I I riuni

venivano trattati un po' come dei ribelli vinti e in tutti


.....I,
pimi, con continui attacchi alla loro progredita legislazione,
I livilln della civilt cassubica. Il loro patrimonio di cultura e di autoera in lampante contrasto col governo cristiano-germanico di
l'intenso amore poi che il proletariato doveva nutrire per i suoi
miimm I ivrani facilmente immaginabile.

59

La situazione tedesca. La vita intellettu.il*

1. La reazione romantica
La giovane borghesia, che si era sviluppata in Germania, non rra
affatto, nel suo complesso, il fiore della nazione. Il modo della nasuta
e le possibilit della sua esistenza le avevano istillato sentimenti meschini,
degni di mercantucoli. Essa era brutale e avida di fronte alla pic< oh
borghesia e al proletariato, ipocrita verso lassolutismo e il feudalismo
Il consigliere di Stato Kunth, che ne era il migliore conoscitore, dis
una volta dellindustria prussiana che la sua peggiore deficienza eri
il grado di cultura estremamente basso dei fabbricanti. Fra i primi
padroni delle fabbriche berlinesi molti erano quelli che sapevano ip
pena scrivere correttamente il loro nome. Non dalla media e gres*
borghesia ai loro inizi, ma dagli strati piccolo-borghesi dellartigianaio,
dei piccoli funzionari della Chiesa, della scuola e dello Stato, erium
nate nel XVIII secolo la letteratura e la filosofia che, dal punto di vi
sta culturale, avevano portato la Germania, economicamente e politi
camente arretrata, allo stesso livello dei popoli civili occidentali.
Negli anni dal 1820 al 1830, di questa grande eredit niente pi eri
rimasto alla nazione. La scuola romantica, seguita alla corrente classa a,
come il contrattacco feudale dell'Oriente era seguito allattacco borglir
se dellOccidente, si lasci andare sempre di pi, dopo Waterloo, all'
pi vuota futilit. Poligrafi senza alcun contenuto, che oscillavano u
lacrime sentimentali e oscenit lussuriose, divennero gli autori preferiu
dal grosso pubblico. Gi si annunciavano messaggeri dei tempi nuovi,
ma tutti, Immermann e Platen, Borne e Heine, dovevano ancora Ini
tare con il romanticismo prima di atterrarlo vittoriosamente.
60

Il romanticismo dette dei frutti scientifici unicamente nel campo della


linguistica, allo stesso modo che, 300 anni prima, la fioritura della lingua
un stato lunico lato lurninoso della reazione luterana. In campo econo
mi! o, politico e religioso, il romanticismo insegnava una restaurazione
tifi Medioevo, che, dopo la caduta storica delle formazioni sociali me.In vali, doveva degenerare in un fantastico abbellimento dei metodi di
Mi ' heggio feudali. In questo i portavoce della scienza politica romantica,
Adam Miiller, Haller e tutti gli altri, erano stentati ripetitori dei pi
(tmiali francesi de Bonald e de Maistre. Veramente, sotto lo staffile
napoleonico, la necessit di far piazza pulita con il ciarpame feudale
imporativo aveva dato una certa risonanza alleconomia classica delle
lassi borghesi. Ma anche i seguaci di questa rimasero scolari pedissequi di
Adam Smith e Ricardo. Ad essi mancava il terreno vivo della moderna
na iet borghese, e cosi nelle loro mani lespressione teorica di una realt
miniera si tramut in una raccolta di dgmi, da loro malamente applicati
uniformemente al mondo piccolo-borghese che li circondava. Niente
forse rivela meglio larretratezza economica della situazione tedesca
li l fatto che lunico economista tedesco a suo modo originale, Friedrich
Ini. combattesse la teoria di Adam Smith non da un punto di vista
uvuuzato ma da un punto di vista arretrato, non, come accadde in Inghil111ra e in Francia, da un punto di vista socialista, ma da un punto di vista
un ii antilista. Tuttavia List, che non era un grande scienziato bens un
liin Ilctto pratico, capi che cosa prima di tutto servisse al capitalismo te
limi); egli condusse una appassionata agitazione per una unione do
minile tedesca e per un sistema ferroviario tedesco. Ma i governi par
ili nlaristi perseguitarono il demagogo nazionale, la borghesia lasci
morire di fame il suo pi eloquente campione, finch questi si cacci una
piilln in resta.
Fra gli scolari tedeschi di Adam Smith, solo Heinrich von Thiinen
hi ir idee originali. Nel 1826 egli scrisse un Sogno di serio contenuto,
sorte degli operai, ma lo lasci per decenni nel suo silenzioso scritliilo Thiinen era un agronomo pratico con cultura scientifica, nato in
l imu, era cresciuto fra i contadini liberi dello Jeverland e aveva preso
midenza come proprietario di un fondo nel Meclemburgo, dove la
produzione mercantile feudale aveva effetti terribili e rovinosi sul pro
li i.uiato delle campagne. Questo contrasto rese piu acuta la vista di
I Imnen per le sofferenze della classe pi numerosa fra i cittadini,
pitila dei comuni manovali, la quale neppure negli Stati con cesti
ninone rappresentativa trovava chi difendesse i suoi interessi e che,

61

rispetto alle entrate dei fabbricanti e dei fittavoli, era pagata troppo c ,i
samente. Nella rivoluzione di Luglio, Thiinen riconobbe, prima che q ui
siasi altro in Germania, il segnale della lotta di classe tra borghesi!
proletariato. Egli chiedeva: poich il capitale il prodotto del lavai
umano, come mai la creatura ha potuto soggiogare il creatore, e l'opciu
da signore del capitale diventarne schiavo? Thiinen trov la soluzione
dell enigma nella formula matematica di un salario naturale che egli tur
neva cosi infallibile da farla scolpire sulla sua tomba. Tuttavia essa noi
era niente di pi che una esercitazione scolastica, e Thiinen pot attuai
la sua idea di associare gli operai agricoli, non molto prima della mori
avvenuta nel 1850, soltanto in una forma che, nonostante le sue buoni
intenzioni, si dimostrata praticamente come un nuovo vantaggio |>c
il proprietario e una nuova catena per gli operai.
Il romanticismo tedesco in campo giuridico dette prova di originalii*
maggiore che in quello politico. La scuola storica del diritto la sui
creatura caratteristica. Essa voleva essere una protesta contro il presunto
spirito frivolo del XVIII secolo, in realt era una protesta contro il suo
spirito rivoluzionario. Il diritto razionale degli illuministi sar stato sol
tanto il diritto della ragione borghese, ma come tale significava un pio
gresso storico, mentre la scuola storica del diritto tagliava via qualsiasi
sviluppo storico, ponendo come fondamento del diritto ci che sto
ricamente avvenuto, solo per il fatto di essere storicamente avvenuto. In
questo modo Hugo difendeva la schiavit, i diritti dei signori feudali,
i maggiorascati. E quando Thibaut, professore di diritto a Heidelberg
nel 1814, spaventato dalle fitte schiere di giovani tedeschi che dilagavano
armati in Francia, chiese un codice civile generale per il popolo tedesco,
Savigny gli rispose che lepoca non conosceva la professione del legisla
tore. Lo scritto di Savigny divenne il programma della scuola storica del
diritto: esso chiuse gli occhi dinanzi alle leggi borghesi della Francia,
dove l'epoca aveva appunto splendidamente preservato la sua professio
ne di legislatore, e cerc di schernire il diritto storicamente in divenire
della classe borghese, come disse il famoso criminalista Feuerbach, come
un figlio degli dei nato sulle nuvole, generato dalla ragione con lideale,
che cancella il passato dal libro della storia e dal presente salta ardi
tamente in secoli non ancora creati. Essa era, come disse Hegel, la pi
grande vergogna che potesse essere scaraventata in faccia alla nazione,
e presto doveva sorgere un giovane combattente che per sempre avrebbe
bollato la scuola storica del diritto come la scuola che giustifica labie
zione di oggi con labiezione di ieri, e chiama ribelle ogni grido dello
62

Urlivi (ontro lo knut non appeno lo knut dimostra di essere uno knut
lim i uhi c avito, uno knut storico.
Qtimto stesso giovane combattente, Karl Marx, diceva degli anni dal
ili a| U) che lunico campo della letteratura in cui allora pulsasse ancora
Hhn iplrlto vivo, quello filosofico, aveva cessato di parlare tedesco, per
di# tu lingua tedesca aveva cessato di essere la lingua del pensiero. Lo
|iiilu> parlava con parole misteriose, perch parole intelligibili non po
livano pi essere intese. Tuttavia necessario penetrare un po pi nel
rimi di queste parole misteriose, se la stessa origine del comunismo
liniifiai non deve rimanere un mistero.

) Li filosofia classica
I a questione fondamentale di ogni filosofia, il conflitto tra idealismo
i materialismo, il rapporto soggetto-oggetto, la questione se venga
pi inni il pensiero o lessere, lo spirito o la natura, se un dio abbia creato
il mondo o il mondo esista dalleternit, aveva gi affaticato i pensatori
dell'antichit e non si era assopita neppure nella fede della Chiesa me
dievale. Essa si present con rinnovato vigore, quando, allinizio dellet
Imighese, lo sviluppo economico e, conseguentemente, le scienze naturali
ni ii ihbcro una sempre pi rapida ascesa. La patria del materialismo mo, terno fu perci lInghilterra e Bacone gli apri per primo la strada.
Tuttavia, bench fosse un prodotto dello spirito borghese, il matenulismo divent dapprima unarma contro la borghesia in ascesa rivolu, lunaria, che nellInghilterra del XVII secolo combatt ancora le sue bat
taglie sotto un vessillo religioso. Hobbes, il primo materialista conse
guente, era un perfetto assolutista. Certamente un assolutista di stampo
borghese, non feudale. Egli non partiva da un ordinamento divino dei ceti,
dii una monarchia santificata ed altre idiozie feudali, ma negava piuttosto
i ho luomo fosse un animale politico che creasse lo Stato. Hobbes defin lo
vinto originario dell'umanit come quello della guerra di tutti contro tutti,
una frase famosa che poi diventata proverbiale per la lotta della con
correnza borghese. Egli faceva derivare lo Stato da un contratto concluso
per porre un freno allegoismo umano, contratto che perci doveva avere
un potere assoluto. Nella monarchia ereditaria, Hobbes vedeva la mi
gliore, ma non certo lunica, forma del potere statale assoluto. Qualsiasi
Chiesa doveva inoltre essere assolutamente sottomessa allo Stato; nel
potere assoluto dello Stato rientra anche il diritto di disporre sulla re
63

licione e su tutto il modo di pensare dei cittadini. In questo Hobbes si


spinse cosi lontano da riconoscere come religione la paura superstizio
sa verso potenze invisibili, fossero queste inventate o trasmesse per
tradizione, purch lo Stato ordinasse tale paura.
La rivoluzione inglese del XVII secolo era finita con un compro
messo tra aristocrazia e borghesia, che si crearono una monarchia co
mune. Cosi il materialismo inglese pass dalla forma statale assolu
tistica a quella costituzionale. Locke insegnava che niente poteva essere
nello spirito che prima non fosse stato nei sensi; egli fond la filosofia
del sano intelletto umano; diceva, a questo proposito, che non vi nes
suna filosofia diversa dai sani sensi umani e dallintelletto basato su di
esse Divideva politica e religione, contestava allo Stato, contrariamente
a Hobbes, il diritto di ordinare o annientare le opinioni degli uomini,
predicava la tolleranza borghese. Non meno egli divideva il potere le
gislativo da quello esecutivo. Il potere legislativo risiede nelle mani
del popolo, che elegge l'assemblea legislativa. Il re non sopra ma
sotto la legge, e se abusa del suo potere, perde la sua carica.
Tuttavia il materialismo inglese rimase una dottrina esoterica, un se
greto dei diecimila privilegiati e pi ancora dellaristocrazia che della
borghesia. Infatti, da quando aveva avuto una parte, sia pure modesta, di
potere, la borghesia inglese era diventata pia, molto pia; circa 200 anni
prima del Kaiser Guglielmo I, aveva scoperto la profonda massima che
per il popolo si deve preservare la religione. Nel XVIII secolo si giunse
al punto che materialisti inglesi come Hartley, prima riconducevano il
pensiero e le sensazioni delluomo a vibrazioni cerebrali, quindi ne dava
no una spiegazione materialistica, infine per esponevano in maniera teo
logica la certezza dei miracoli biblici e di una vita dopo la morte. Capo
dei miscredenti era allora non un materialista, ma il filosofo Hume, che
negava sia la fede religiosa che il materialismo, contestando ai sensi
umani una conoscenza esauriente del mondo. Per quanto lInghilterra,
come primo paese industriale, sia sempre stata ricca di grandi scienziati,
tutti, da Boyle a Newton a Darwin e Faraday, o hanno ammesso una forza
creatrice sovrannaturale o hanno lasciato campare, come un bravuomo,
il buon Dio.
Mentre Locke tenne a battesimo il materialismo francese, Hume fu il
padrino dellidealismo tedesco. Sul continente europeo la concezione mate
rialistica del mondo e quella idealistica si erano in certo qual modo equi
librate nei filosofi del XVII secolo che, come Descartes, Spinoza, Leibniz,
erano per lo pi matematici e fisici di rilievo, anche se, come Descartes,
64

avevano un atteggiamento materialistico per le cose terrene e idealistico


per le rappresentazioni soprannaturali, o, come Spinoza, nella trasfi
gurazione divina della sostanza, esprimevano l'unit sostanziale di spi
rito e natura, o, come Leibniz, affermavano una armonia prestabilita dal
l'eternit tra il pensiero e l'essere. Solo all'inizio del XVIII secolo il ma
terialismo francese si svilupp come fenomeno autonomo. Esso riprese
il filo del discorso iniziato da Locke, e fu, all inizio, una teoria aristo
cratica. Tuttavia ben presto fa borghesia in fermento rivoluzionano
comprese che cosa avrebbe potuto significare per essa questa teoria nel
la sua lotta contro la monarchia, la nobilt e i preti.
Il materialismo francese del XVIII secolo non si limitava a far piazza
pulita della religione, al qual proposito non aveva troppa importanza il
fatto che i suoi seguaci, in quanto atei, definissero l'uomo una mac
china o, come deisti, concedessero al buon Dio, in qualche angolino del
l'universo, una innocente pensione di vecchiaia. Esso si occup profon amente della vita politica e sociale della Francia. Se l'uomo si formava
ogni sensazione e conoscenza dal mondo dei sensi e dalla esperienza nel
mondo dei sensi, allora egli doveva cercare la sua felicit e il suo de
stino in questo mondo. La perfezione della societ umana stava nella
sua completa armonia con la natura dell'uomo; bisognava eliminare tutto
ci che le si opponesse. Helvtius, il vero fondatore del materialismo
francese, nel suo libro sulluomo indic le propriet sensibili e l'egoismo,
il piacere e il sano interesse personale, come fondamenti della morale; i
cardini del suo sistema erano: leguaglianza naturale deile intelligenze
umane, l'unit fra il progresso della ragione e il progresso dell indu
stria, la bont naturale dell'uomo, l'onnipotenza dell'educazione.
Quel che i materialisti francesi intendevano per natura dell uomo era
in realt il bisogno politico e sociale del Terzo stato di quel tempo; nella
emancipazione della societ borghese essi vedevano l'istaurazione della
societ perfetta. Il materialismo francese divenne unarma possente
contro la Francia assolutista, feudale, clericale. Esso culmin, letteraria
mente, nella famosa Enciclopedia, politicamente, nella proclamazione dei
diritti dell'uomo e pass infine nel socialismo utopistico. facile in
tuire quanto questo socialismo poteva attingere, ed ha effettivamente
attinto, dalle teorie del materialismo francese sulla bont originaria e
sulle eguali capacit mentali degli uomini, sullonnipotenza dell espe
rienza, dellabitudine, dell'educazione, sull'influsso delle circostanze esterne
sugli uomini, sulla grande importanza dell'industria, sulla giustificazione
65

cosa di c o n c L c h L Z f i
" " " ' * > c
sapeva di
0, 8 * * *
Niente ,1
nella ascia, e i e " c i
' ^
* di
?*>
fin dagli inizi era sempre s Z ^
drCOl Io sPirit<> umano
oscurato, come nel Medioevo ma StCSS0 m qUaJche ePoca magari si era
i suoi diritti naturali II Z l i 2

teso raggiungere
dellenigma del mondo Perci !n ^
ratmo n
a sciogliere tale enlm a F , '
^ ^
rdeaJSm<> si * *

t e s a r d-

j 4

dovc

Li filnc.fi T
V
feudalesuno con un assalto decisivo,
misura in cui i^ elsaV era tlnua20ne dUa letteratura tedesca, nella
ghese. La Critica della ragion f i T a ' ^ K ^ ,
emanciPazione bor
di Lessing e fu universalmente nnr
ir ant aPParve 1anno della morte
francese. L'intima affinit
Hanno dt nascita della,Rivoluzione
- u n e ai nostri
quellavvenimento con la pi viva m
H g SemPre P iaro n o di
in errore nemmeno dal Terrre a
^
ksciarsi -durre
deplorevole Generale borghese e Schille 6 ^
GOdle SCnSSe 11 suo
sulla benedetta figlia del cielo esaltandr T
d rme fcgatose
Lidealismo tedesco fu una re,*.
? d
SaCr0 ordine d filistei,
ma in nessun caso un regresso risalto ad
6 francese>
il materialismo sul suo t e L
Kant b m vittoriosamente
'ione nella L
r
^
1
delievovp'cd.ndo I, nasci,, d e l t t di
tanti. Anzi, nelle sue lezi'
i * planetl da masse nebulose rodegli uomini di , L Z l e T
'
*i <*
espressamente la dottrina del eccho' idl " " ' Esli '" P '
scenza dovuta allesperienza e ai c d Sm> secondo cut la conoapparenza e la verit risiederebbe
nient'altr che P^a
diceva i n v e i t e
'*
letto, non nient'altro che semnlire
COSe tratta dal puro mtel la verit.
P
apparenza, e soltanto nell'esperienza

66

******

I ii vera impresa di Kant fu che egli, riallacciandosi a Hume, indag


nllii I,unit conoscitiva delluomo e nella Critica della ragion pura
i ftpnvolsc lintera esperienza assieme a tutte le scienze storiche ed esatte,
mu hi semplice supposizione che i nostri concetti non si modellano sugli
illividii ma gli oggetti sui nostri concetti, che noi non vediamo le cose
filini di noi come esse sono ma come esse appaiono ai nostri sensi imIliciti, che tutto il mondo fenomenico, compresa lintuizione sensiin Ir ili tempo e spazio, esiste per luomo soltanto nella rappresentazione
iiumna, mentre dietro di essa si nasconde in una oscurit impenetrabile
l,i tosa in s. Da una parte, in questo modo, venivano conciliati pensiero
ni essere, dallaltra labisso aperto fra di loro si faceva tanto pi incol
mabile. Kant non risolse lenigma dell'universo, ma lo dichiar insolubile.
Nelle cose non vi possono essere contraddizioni, poich tutto ci che con
tiene una contraddizione impossibile. Invece il pensiero ci avviluppa
in contraddizioni inevitabili, nelle famose antinomie kantiane come:
Imitezza e infinitezza del mondo, divisibilit e indivisibilit della materia,
libert e necessit.
Mentre Kant aveva distrutto il mondo oggettivo, dissolvendone resi
stenza nellattivit della coscienza umana, Fichte lo ricostru proseguendo,
e in pari tempo rovesciando, la dottrina di Kant, partendo dalla coscienza
umana. Fichte era estraneo alle scienze naturali. Lio, vale a dire luomo
non come individuo ma come genere, era per lui la vera cosa in s;
l'autocoscienza umana era non lo specchio ma il creatore del mondo og
gettivo, la cui esistenza non si spiega attraverso pure forme di pensiero,
ma le cui forme di esistenza sono generate dal pensiero puro. Da esso
Fichte derivava spazio e tempo, quantit e qualit, possibilit, realt, ne
cessit. Il pensiero un processo indipendente che si compie con interna
necessit. Con ogni tesi data la sua antitesi e nel perpetuo superamento
di questa perpetua contraddizione in una superiore unit si muove in
avanti il pensiero. In tal modo, Fichte riprese il metodo dialettico del
lantica filosofia greca. Ma se faceva nascere loggetto nella pura interiorit
del soggetto, lo spirito e la natura erano la stessa cosa, e infatti Fichte
indic lio come il soggetto-oggetto. Sviluppando la sua teoria e al tempo
stesso rovesciandola, Schelling e Hegel concludevano invece: se soggetto
e oggetto sono la stessa cosa nessuno dei due la realt, il soggetto cosi
poco come loggetto, il pensiero cosi poco come lessere, lo spirito cosi
poco come la natura, bens ognuno soltanto un lato della realt e
lintera realt non altro che il processo che penetra di volta in volta
67

quei due aspetti, e giunge alla coscienza di se stesso nello spirito del
luomo.
Per Schelling la identit di soggetto e oggetto > rimase una sem
plice trovata. Nel tentativo di motivarla, egli si abbandon ad una fan
tastica filosofia della natura e ad ogni sorta di cianfrusaglie romantiche,
finch si aren sulle sabbie che gi da lungo tempo si erano accumulate
nel porto della rivelazione. Anche Hegel non sapeva dire niente della
idea assoluta, che filosoficamente derivava dalla unit superiore della so
stanza spinoziana e dell'autocoscienza fichtiana. Ma egli la concepiva
come un processo logico e storico. Lo spirito, l'io che in s e per s,
diventa in varie fasi di sviluppo prima coscienza, poi autocoscienza, poi
ragione che considera ed agisce, infine spirito autocomprendentesi, for
mato e religioso. Allora si trasforma in natura nella quale agisce come
necessit cieca, ed elabora nuovamente se stesso nella storia, finch giunge
a comprendere se stesso. Il processo storico dunque non altro che la riproduzione del processo logico, che si compiuto non si sa quando n
dove. Tuttavia, per quanto questa rappresentazione fosse oscura, fu me
rito precorritore di Hegel di rappresentare il processo storico come un
processo logico. Se Kant aveva introdotto l'evoluzione nella natura, He
gel la introdusse nella storia. Se Fichte si era riallacciato al metodo dia
lettico, Hegel ne aveva fatto la fonte originaria di tutta la vita. Col con
cetto dell'essere dato anche il concetto del nulla, dalla lotta dei due
nasce il concetto superiore di divenire. Tutto e parimenti non , poi
ch tutto scorre, in perpetuo movimento, in perpetuo divenire e tra
passare. Il movimento dialettico della filosofia tedesca trov cosi il suo
compimento: la tesi di Kant secondo cui tutto ci che contiene una
contraddizione impossibile, si capovolse nella tesi di Hegel: ci che
in generale muove il mondo la contraddizione.
In tal modo era raggiunto lobiettivo che il materialismo inglese e
francese non avevano potuto raggiungere, poich la loro conoscenza della
natura era ancora ad un grado relativamente basso. Dimostrare il mo
vimento dialettico nella natura stessa stato possibile soltanto con i
grandiosi progressi fatti dalle scienze naturali nella seconda met del
XIX secolo. Qui, 1impulso dato da Kant ha trovato la sua conclusione dap
prima nella dimostrazione di Darwin che tutta la natura organica, piante e
animali e quindi anche l'uomo, il prodotto di un processo evolutivo
compiutosi in milioni di anni. A questo punto, neppure Hegel poteva
superare i limiti che gli poneva la imperfetta conoscenza della natura
nel suo tempo. Egli condivideva ancora le opinioni dei materialisti fran-

68

Cesi, secondo cui la natura era un tutto moventesi nello stesso circolo,
sempre eguale a se stesso, con corpi cosmici eterni e specie immutabili di
esseri organici. Ma egli ruppe questa intuizione nella misura in cui era
tata trasportata dai materialisti inglesi nella storia. Egli concepiva la
storia dellumanit come un processo ascendente in perpetuo movimento,
mutamento e trasformazione, ascendente dal basso allalto, e tent con un
formidabile lavoro intellettuale di seguire, nelle pi diverse discipline
della scienza storica, lintima connessione, la gradualit di-questo pro
cesso in tutti gli apparenti giri viziosi e fatti casuali. Poich egli rite
neva le cose riproduzioni dei concetti, giunse bens ad una costruzione
storica assai arbitraria, ma cose ostinate, come i fatti storici, non si la
sciavano tanto facilmente sottomettere al gioco dei concetti e cosi ebbe
geniali intuizioni sul nesso della storia dellumanit.
La grandezza come la debolezza specifiche della filosofia tedesca si
spiegano con le particolari condizioni economiche e politiche della Ger
mania. Essa da una parte, permetteva di seguire gli ideali borghesi co
stantemente attraverso la rozza realt fin nelle loro conseguenze piu pu
re e temerarie. Il supremo fondamento della morale di Kant: agisci in
modo da considerare lumanit sia nella tua persona che nella persona di
chicchessia come scopo e non come mezzo, era possibile soltanto in un
paese dove la classe borghese era appena agli inizi del suo sviluppo e la
classe proletaria non era ancora del tutto sviluppata. E soltanto in un tale
paese Fichte poteva dire che a nessun uomo lecito usare per conto proprio le forze di un altro, e poteva scriverei Luomo deve lavorare, ma
non come una bestia da soma, che piomba nel sonno sotto il peso che por
ta e dopo la pi stentata ricreazione viene svegliata di nuovo per por
tare lo stesso peso. Egli deve lavorare senza paura, con gioia e piacere e
avere il tempo libero per levare il suo spirito ed il suo occhio al cielo
alla cui contemplazione egli stato destinato. Fichte, la cui origine
proletaria pu essere seguita in tutta la sua vita sulla traccia infocata di
pensieri rivoluzionari, bollava la nobilt feudale sfruttatrice come stu
pida e ignorante, vile, pigra e abietta; nella sua frase: il diritto deve
essere in assoluto, e chi non lo vede da s deve esservi costretto, si re
spirava laria del terrorismo della Rivoluzione francese. Proprio dalla mi
serabile storia della Germania, che per lui non era storia, Fichte de
dusse la missione dei tedeschi di rappresentare un vero regno del di
ritto quale mai esistito nel mondo, in tutto lentusiasmo per la libert
del cittadino, che noi vediamo nel mondo antico, ma senza sacrificare la
maggioranza degli uomini come schiavi (condizione essenziale dellesi

69

stenza degli Stati antichi), per la libert fondata sulla eguaglianza >li
tutti quelli che hanno sembianze umane. E se, infine, Hegel sradicavi
tutte le autorit celesti e le terrene con il puro gioco intellettuale dr
metodo dialettico, questo procedimento, tanto radicale quanto campali
in aria, poteva essere possibile soltanto in un popolo senza grandi Ioni
di classe nella dura realt.
Daltra parte per i nostri filosofi classici vivevano soltanto coi peri
sieri nelle nuvole. E il loro idealismo era fortemente limitato dal fatti
che i loro pensieri non potevano liberarsi dai loro corpi che respiravam
sotto la frusta del dispotismo e dellortodossia. Kant con la ragiot
pura cacci il buon Dio dalluniverso, ma lo fece rientrare di nascosti
dalla porticina di servizio della ragion pratica. Nel processo, che gli fi
intentato per ateismo e che provoc la sua espulsione da Jena, Fichu
oscill in un misto, sorprenderne in una tempra umana come la sua, d
sdegnosit intempestiva e di intempestiva arrendevolezza; pi tardi egl
intorbid la logica acuta con cui un tempo aveva annientato lidea di ui
Dio personale rifugiandosi nel misticismo. Hegel infine si mise dac
cordo persino col Dio trino articolandolo nel suo proprio sistema: Die
il cui pensiero puro ha creato il mondo reale come sua propria im
magine riflessa in quanto figlio, riconoscendovisi ritorna a se stessi
come spirito.
Il terreno politico era ancora pi spinoso di quello religioso. Ai fi
losofi tedeschi mancava il punto di Archimede dal quale i materialist
francesi avevano scardinato lo Stato assolutistico feudale clericale: il con
cetto di societ borghese. E questo concetto mancava loro poich la cos
stessa mancava in Germania, ovvero vi si trovava ancora ai primi sten
tati inizi. Essi conoscevano lo Stato soltanto come protettore dellincivili
mento umano. Nel suo famoso progetto per la pace perpetua, Kant cc
minciava con questa frase: Lo Stato non un fiossesso come il tei
reno sul quale esso ha la sua sede. una societ di uomini sulla qual
nessun altro che essa stessa pu comandare e disporre . Di qui egli cor
eludeva logicamente che la costituzione dello Stato doveva essere r<
pubblicana. Ma come trasformare lo Stato, che era possesso dei despoti, i
una repubblica? Col progresso morale del genere umano, rispondeva Kan
con leducazione nazionale, rispondeva Fichte. Per quanto queste ideok
gie fossero grandiosamente e profondamente concepite, esse generaron
bens una noiosa schiera di moralisti e di gente cattedratica, ma no
scossero di un pollice lo Stato dispotico i cui rappresentanti tanto pi
malvolentieri le tolleravano.

70

Il irateato di Fichte su Lo Stato commerciale chiuso, che egli stesso


..... volta ha definito come la sua opera migliore e pi elaborata, diseM"" l'ideale dello Stato federiciano cosi come questo Stato storico
virhbc dovuto essere edificato secondo le esigenze della ragione bor
iti*-. 11 ministro delle finanze prussiano Struensee, un uomo della scuola
li 'Irriciana, accett benevolmente nel 1800 la dedica di questo scritto,
l'gll trovava che Fichte aveva presentato lideale di uno Stato al quale
ugni servitore dello Stato, che partecipasse allamministrazione, avrebbe
'Invitto ispirarsi, anche se cera da dubitare che esso potesse mai essere
'aggiunto. Probabilmente Struensee aveva in mente suo fratello, il
'l'iiilc trentanni prima in Danimarca aveva pagato con la vita il tentativo
ili ordinare una comunit assolutistico-feudale secondo il diritto razio
nale borghese. Fichte sta di fronte alla societ borghese senza compren
de! la; nel libero commercio egli vede una tradizione insostenibile dovuta
ni modo di pensare dei nostri bisnonni ; per le nazioni moderne non
vale pi ci che si adattava allunit medievale dellEuropa cristiana. Se
I ti htc pone al governo il compito di limitare determinati ceti della popo
lazione a determinate attivit, allagricoltura, allartigianato, al commercio,
' nella esportazione di denaro in contanti verso lestero vede un impove' intento del popolo, questi sono pensieri completamente federiciani. Sem
ina di sentir ragionare il vecchio Fritz in persona, quando Fichte pretende
Ite siano proibiti i viaggi allestero perch non dovrebbe essere permesso
a gente curiosa e oziosa in cerca di distrazioni di portare in giro per il
mondo la propria brama Si novit.
Fichte vuol trasformare radicalmente lo Stato federiciano in una co
munit armonica, ai cui singoli membri dovrebbe essere assicurato il di
ritto naturale ad una esistenza felice e soddisfatta. Ma lo supera con il suo
Stato razionale, completamente separato dallestero, il quale crea una mo
neta particolare, la cui composizione in Stati monarchici dovrebbe essere
un segreto della famiglia governante, e che non ha niente in comune con
il resto del mondo se non la scienza. E, in campo nazionale, lo stesso tra
gico conflitto tra mezzi e fine che trasform gli ultimi anni di Fichte in
un tragico dramma. Egli, che una volta aveva desiderato le baionette fran
cesi come la salvezza del libero pensiero soffocato con la violenza dai
despoti tedeschi, esort, nei suoi infocati Discorsi alla nazione tedesca,
alla lotta contro quelle stesse baionette e mori in mezzo allo strepito della
vittoria: senza speranza, senza illusioni, prevedendo con terribile chia
rezza tutta la miseria che, dopo Waterloo, si abbatt sulla Germania.
Anche Hegel senti ci che significava la vittoria della reazione europea.
71

Una volta aveva chiamato la sua filosofia la precorritrice di unepoca in


cui vi sarebbe stato un popolo libero; dopo la sconfitta dei francesi, egli
vide la missione naturale dei tedeschi e il loro guadagno principale,
riacquistata l'indipendenza, nel fatto che adesso essi potevano conservare
intatto il sacro fuoco della filosofia. Quando, chiamato a Berlino, scrissi
la sua filosofia del diritto per esporre il diritto come un organismo ra
zionale, sviluppantesi da se stesso, egli parti dalla proposizione: ci che
reale razionale e ci che razionale reale. Il suo ideale dello Stato di
diritto rispecchiava lo Stato prussiano del 1821 come lo Stato commer
ciale chiuso di Fichte aveva rispecchiato lo Stato prussiano del 1800:
con la comprensibile differenza che Hegel, sotto la pressione delle deci
sioni di Karlsbad, idealizz il suo modello assai meno di quanto Fichte
aveva idealizzato il proprio sotto linfluenza entusiasmante della Rivo
luzione francese. Hegel conosce infine la societ civile ma la stima assai
poco. Essa gi lo Stato ma ancora lo Stato esterno, lo Stato della ne
cessit e dellintelletto, il teatro della degenerazione e della miseria, della
corruzione fisica e morale. Invece lo Stato la realt dellidea morale, lassolutamente razionale, lassoluto scopo a se stesso, di qui il supremo di
ritto verso gli individui il cui supremo dovere di essere membri dello
Stato. Una concezione che si adattava alle persecuzioni contro i dema
goghi come un guanto alla mano.
Tuttavia lo Stato, secondo la filosofia del diritto hegeliana, pur
sempre la monarchia. La repubblica non sussiste pi dinanzi allidea svi
luppata; un popolo senza monarchi una massa informe senza articola
zioni. Nella monarchia per si designano con la parola popolo quei mem
bri dello Stato che non sanno che cosa vogliono. Su questa grande massa
si elevano gli stati rappresentativi come potere legislativo che deve de
terminare luniversale, ma con essi non si pu fare gran che. Senza di essi,
i servitori dello Stato possono fare il meglio e nelle assemblee rappresen
tative debbono fare il meglio. Questi sono i portatori del secondo po
tere, del governo; in quanto tali, sono le persone vere e proprie dello
Stato che tutto comprendono nel migliore dei modi. Il terzo potere
quello del sovrano, esso prende lultima decisione e mette i punti su
gli i, esso contiene lidealit dei tre poteri come una totalit in s. Iden
tico con la volont sostanziale e lidealit del tutto, esso la vera realt
rispetto alla soggettivit miserabile, che tutto vuol dissolvere, della cat
tiva stampa. La stampa rappresenta lopinione pubblica, secondo Hegel
la contraddizione esistente, essa alimentata da coloro che non sann<
altrimenti farsi valere; proprio nello spirito delle decisioni di Karls
72

l'.ul, Hegel vuole imporre alla stampa decreti polizieschi in parte


pi ventivi e in parte punitivi. La sua filosofia del diritto non supera la
I1ossia degli anni dal '20 al '30 se non nel fatto che essa chiede la pub
blicit deHamministrazione giudiziaria e dei tribunali.
Ma nelle sue parole incomprensibili pulsava solo la vita spirituale del
i mpo. La polemica che Hegel nella stessa opera condusse contro la scuola
'lorica del diritto e contro la scienza politica romantica dimostrava a
efficienza che egli non aveva niente a che fare con una vuota esaltazione
Iella situazione esistente e tanto meno con un ritorno al Medioevo. Alla
sua fatica tormentosa di scoprire la ragione nella realt del tempo ben si
intaglia quel che egli stesso ebbe a dire: nella nostra epoca raziocinante
< riflessiva non va tanto lontano chi non sa dare una buona ragione di
lutto, anche delle cose peggiori. Per questo egli riconosceva la realt
non meno della ragione.
La ragione la necessit storica, leterno flusso del processo di svi
luppo storico. Ci che questo crea reale e razionale, perch necessario;
appena cessa di essere necessario diventa irreale e irrazionale. La mo
narchia prussiana era reale e razionale perch, nelle date condizioni sto
riche, non poteva essere altrimenti da come era, perch il popolo non sa
peva che cosa voleva e perci era assai irrazionale. Se diventava razio
nale, anche la monarchia prussiana doveva diventare uno Stato reale, e
secondo la definizione di Hegel dello Stato reale il monarca do
veva essere posto idealmente e negato nel bene pubblico.
Hegel stesso non si faceva illusioni sul carattere rivoluzionario della
sua dialettica e dapprincipio temeva che la sua filosofia del diritto sarebbe
stata proibita. Con tutta lesaltazione che ne faceva, essa non era dav
vero innocua per lo Stato prussiano. Appoggiato orgogliosamente al
suo bastone poliziesco, esso non voleva avere giustificata la propria realt
soltanto dalla sua ragione. Perfino lottuso re vide il serpente annidato in
mezzo alle rose; quando gli giunse una vaga notizia delle teorie del suo
filosofo di Stato, chiese con diffidenza: ma se io non metto il punto
sugli i? Tuttavia la burocrazia prussiana fu grata per lalloro di cui era
stata cosi abbondantemente cinta, specialmente quando gli hegeliani di
stretta osservanza spiegarono le oscure parole del maestro al comune
intelletto dei sudditi ed uno di loro scrisse una storia dello Stato e del
diritto prussiano, nella quale lo Stato prussiano faceva la figura di una
arpa gigantesca, accordata nel giardino di Dio per guidare i corali del
mondo. Nonostante i suoi inquietanti enigmi, la filosofia di Hegel
fu dichiarata filosofia di Stato prussiana ed questa certamente, tra
73

le molte ironie della storia universale, una delle pi sapide. Hcgrl


aveva composto la ricca formazione dellidealismo tedesco in un posscnir
sistema, aveva raccolto tutte le sorgenti e le correnti della nostra epo<
classica in un letto comune, dove esse adesso erano ghiacciate dal gelido
alito della reazione. Ma gli stolti precipitosi, che si credevano prore 111
da quella massa gelata e gongolavano, troppo presto, quando dalle sur
impervie pendici precipitavano temerari scalatori, non sospettavano nem
meno lontanamente che le acque solidificate si sarebbero disciolte con
le tempeste di primavera e si sarebbero disastrosamente rovesciate pro
prio su di loro.
Gi Hegel conobbe il primo soffio di queste tempeste. Egli condann
la rivoluzione di Luglio, defin irosamente il primo progetto per il
Reform Bill inglese un taglio nelle nobili viscere della Costituzione
britannica. Allora i suoi ascoltatori cominciarono ad abbandonarlo sem
pre pi e a rivolgersi al suo scolaro Eduard Gans, che faceva lezioni
sulla filosofia del diritto del maestro, rilevandone gli aspetti rivoluzionari
e polemizzando aspramente con la scuola storica del diritto. Si disse a
Berlino che per questa dolorosa esperienza, e non per il colera, il grande
pensatore fosse morto.

74

Dal 1830 al 1840

I IIDetti della rivoluzione di Luglio


La rivoluzione di Luglio ebbe profonde ripercussioni in Belgio, Italia,
Polonia. Risvegli a nuova vita anche la Germania, dove per non diede
origine a nessun movimento nazionale, per il quale del resto mancava
l'i.ilsiasi presupposto economico Essa scosse i pi piccoli, fra i trenta
Mittcrelli, in certi casi forni soltanto loccasione ad una manifestazione
nazionale.
Tale fu la manifestazione a favore dei superstiti dellesercito polacco,
distrutto dallo zar russo dopo una lotta gloriosa. La luttuosa proces
sione dei profughi polacchi attraverso la Germania divenne un vero e
proprio corteo trionfale. Tutti gli ambienti borghesi sentivano istintiva
mente che leroica lotta dei polacchi contro l'arcidespota russo invesiiva anche i despoti di secondo ordine, i tirannelli tedeschi. Lentusiasmo
per i polacchi dette alla piccola borghesia tedesca il suo pi grande agi
tatore: Robert Blum; mentre istill nellanimo delladolescente nobiluccio von Bismarck lincorreggibile odio per i polacchi che doveva sboc
care mezzo secolo pi tardi in una cieca politica di violenza. E che la pic
cola borghesia si trovasse sulla via giusta lo dimostr, in seguito, il fatto
che gli armamenti prussiani contro linsurrezione polacca avevano in
ghiottito 40 milioni di talleri e inferto alle finanze e al sistema militare
dellassolutismo un colpo che si sarebbe fatto sentire per lungo tempo.
In Germania, come la borghesia non era matura per un movimento
nazionale, cosi il proletariato non lo era per un movimento sociale.
Spinti dalla spaventosa miseria ad Aquisgrana e a Eupen gli operai
distrussero macchine e fabbriche di macchine. La camera di commer75

cio, il tribunale professionale e persino il governo distrettuale furonn


abbastanza perspicaci da capire le cause del tumulto e invocarono !>i
proibizione del sistema del pagamento in merci e delle ritenute ni
bitrarie sul salario, ma i previdenti reggitori berlinesi fnsero di non
sentire. Pi grande per fu il loro spavento quando gli artigiani sani
dimostrarono tumultuosamente sotto le finestre del re contro la ir
mibile concorrenza delle ragazze cucitrici; il ministro degli esteri nn
suoi dispacci diplomatici si copri di ridicolo, lamentando il mio
vo sintomo di quello spirito ebbro e pazzesco che pu in breve tempo
ridurre tutta lEuropa a un grande manicomio; e fu accolto come un
successo grandioso il fatto che reparti armati riuscissero a sciogliere
a piattonate, senza ricorrere alle artiglierie, il tumultuoso assembramento
dei sarti. In Prussia le classi borghesi restavano ancora completamente
calme.
Piu turbolente furono invece nel resto della Germania settentrionale.
Nel Brunswick cacciarono via un malevolo tirannucolo; a Kassel cerca
rono di rendere pi o meno innocuo, con una coreggenza, un altro fan
nullone del genere. Ancora pi notevole fu che negli Stati medi della
Germania settentrionale si facesse in qualche modo piazza pulita del
ciarpame feudale. Nello Hannover ci fu conseguenza di una dimostra
zione studentesca a Gottinga e del minaccioso atteggiamento della po
polazione contadina, in Sassonia di tumulti avvenuti specialmente a
Lipsia e Dresda e diretti soprattutto contro la locale tirannide delle
cricche cittadine, ma che portarono, nel generale fermento del paese, ad
alcune riforme. Tutto sommato il movimento nella Germania setten
trionale fu cosi mite o liquid inconvenienti cosi insopportabili che il
Bundestag bene o male ne accett le conseguenze.
Diverso fu invece il suo atteggiamento nei riguardi dell'agitazione
in cui la rivoluzione del Luglio aveva gettato la piccola borghesia meri
dionale. Anche qui, si trattava in parte di liquidare servizi, presta
zioni o gravami feudali, come nel Baden o nellAssia, tuttavia il mo
vimento meridionale era diretto soprattutto contro lonta delle de
cisioni di Karlsbad. In particolare rivendicava maggiori poteri alle
rappresentanze regionali e libert di stampa; i pi temerari giunge
vano ad auspicare liberi Stati Uniti di Germania . Esso ebbe la
caratteristica impronta dun movimento piccolo-borghese: accanto ad
alcuni elementi energici parecchi chiacchieroni; virili sfide lanciate spesso
in forma puerile; idee poco chiare rese ancora pi oscure dalle frasi ro
boanti; insomma molto fumo e niente arrosto. Il movimento ebbe il
76

UH (.entro nel Palatinato renano, appartenente alla Baviera; non solo


ini l,i relativa libert concessa dal codice francese, ma anche perch i
........ li contadini e i piccoli borghesi di quella piccola regione erano peMhirmente oppressi dalla miseria materiale. Accerchiati dalle linee doUKnali badesi, assiane, prussiane e francesi, questi strati della popolazione,
, al univano nellabbondanza dei loro prodotti. Una mezzetta di vino si
v, ii,leva a pochi soldi, egualmente bassi erano i prezzi della carne e del
pane 1 contadini e gli artigiani non riuscivano pi a pagare le tasse co
munali c statali e gli interessi delle ipoteche; in citt e in campagna le
vendite all'asta erano all'ordine del giorno. Ancora, il Palatinato doveva
li insegnare alle casse dello Stato bavarese una eccedenza di qualche mi
li o n e Tutto ci non era certo mitigato dal fatto che il Palatinato per
Minia, abitudini e costumi non avesse niente in comune con la Baviera,
i.uitn che la sua popolazione aveva per Monaco gli stessi benevoli seniunenti della Prussia renana per Berlino.
Nel Palatinato l'agitazione era guidata da molti scrittori, dei quali il
pai dotato ed efficace fu il franarne Wirth. Col suo giornale egli passava
da lina citt del Palatinato allaltra ogni volta che la sua stamperia a
in.ino veniva chiusa; nella procedura giudiziaria francese egli trov effet
tivamente una qualche protezione contro le persecuzioni della polizia ba
varese. Fond una Unione della stampa il cui scopo era 1 organizzazione
li un Reich tedesco in senso democratico e il 27 maggio 1832, assieme
ai suoi compagni, convoc una riunione di tutti i tedeschi al castello di
1lambach per celebrare il maggio tedesco. Circa ventimila uomini
si radunarono entusiasti attorno alle bandiere tedesche e polacche e ri
versarono i loro sentimenti in fiumi di parole, talvolta truculenti ma del
resto assai innocenti. Questa festa pantedesca port a maturazione i
piani da lungo tempo preparati dalla reazione; quattro settimane dopo
furono emanati i sei articoli che sottoponevano i parlamenti regionali
meridionali al giogo del Bundestag, e alla tutela di questi articoli fu desi
gnata una commissione poliziesca confederale.
Fu cosi spezzata la spina dorsale del movimento della Germania me
ridionale che, dopo qualche sussulto, fu completamente soffocato. Un
piccolo numero di elementi radicali provenienti specialmente da ambienti
studenteschi, si organizz in segreto per proseguire la resistenza. Con
non pi di cinquanta uomini tent un colpo di mano contro il Bundes
tag a Francoforte assalendone le sentinelle. Era un -putsch intempestivo,
che assai prima di scoppiare era stato tradito alla polizia e che falli mi
seramente ancor prima di essere veramente- cominciato. Tuttavia la
77

reazione austro-prussiana, non fu tanto sciocca da svalutare quelli


sensato colpo di mano. Come Metternich a proposito di Hambacli
aveva esclamato : La festa di Hambach, bene utilizzata, pu dive
tare la festa dei buoni, Ancillon scriveva adesso da Berlino: L'at
tentato di Francoforte pu salvare la Germania, se ci si affretta a sfrut
tare 1avvenimento . Unondata di inique violenze si abbatt sul pac
se; libri sospetti furono sequestrati, giornali non graditi proibiti, pei
sonalit invise al governo cacciate in esilio o gettate in carcere per
motivi di sospetto inesistenti o ridicoli, torturate crudelmente durante
1 istruttoria e infine condannate da tribunali servili a languire lentamente
nelle casematte delle fortezze o nelle celle dei penitenziari.
L ultimo sussulto del movimento meridionale si ebbe nel granducato
d Assia. Nel 1830, un sovrano incapace era quivi giunto al potere. Il
ministro du Thil aveva portato in parlamento la richiesta di passare nel
bilancio statale due milioni di fiorini per i debiti che il nuovo padre
della patria aveva accumulato per prepararsi allesercizio delle sue alte
funzioni. La pretesa era cosi sfrontata che il parlamento, altre volte assai
docile, la respinse. Un gravame fiscale gi esorbitante pesava sui 700.000
abitanti di quel piccolo paese e, assai pi che sul resto della popolazione,
sui contadini poverissimi, i quali, specialmente nell'Assia superiore, soc
combevano sotto il peso delle prestazioni feudali dovute dei possessi
feudali mediatizzsti. Nellautunno 1830, i contadini dell'Assia supe
riore si sollevarono e a piccole schiere si dettero a far scorrerie nel
paese, qua saccheggiavano un edificio del dazio, l incendiavano la casa di
un funzionario. Du Thil vide giunto il momento buono per ristabilire
il suo prestigio a Corte, rimasto assai scosso dalla sconfitta in parlamento.
Pose il fratello del granduca alla testa di un valoroso esercito e questo eroe,
senza una preventiva intimazione di disperdersi, lanci i suoi dragoni
contro le inermi schiere dei contadini presso il villaggio di Sdel. Furono
cosi ferite e uccise anche persone che cercavano proprio con ragionevoli
discorsi di convincere i contadini insorti che la lro impresa era con
dannata allinsuccesso. Il bagno di sangue di Sodel s , come fu battez
zato dal popolo, fece di nuovo di du Thil un pasci onnipotente, ma
lasci le masse pi inasprite che mai.
Capo dei liberali dellAssia era il rettore Weidig di Butzbach, vec
chio membro della Burschenschaft di tendenze cristiano-germaniche, il
quale sognava Kaiser e Ketch e odiava la Rivoluzione francese, ma era
un carattere fermo e possedeva un forte senso della giustizia. Tra i di
rigenti del movimento meridionale rimasti liberi nel paese, fu lunico

78

i In- non si ritrasse dietro il mansueto pretesto della legalit, quando la


I" il il ii a di forza del Bundestag aveva posto nellillegalit l'agitazione
pubblica. In societ segrete e con pamphlets illegali, egli cercava di tener
viva la resistenza al meschino dispotismo di du Thil. Nella primave1,1 del 1834, si uni a lui Georg Buchner, uno studente di scienze naIin ali ventenne, che aveva fatto due anni di studi a Strasburgo. Buch
ini era di una precocit rara; libero pensatore non soltanto in campo
irligioso, egli vedeva assai chiaro, e ci voleva dire incomparabilmente
di pi, nelle cose politiche come nessun altro nella Germania di allora
i la- fosse intervenuto sulla scena politica. Non era un socialista nel senso
inglese o francese o tanto meno nel senso odierno della parola, anzi
u prendeva gioco del sansimonismo, di cui aveva incontrato a Strasburgo
uno strano esemplare. Al contrario degli utopisti comprendeva di pi
la Rivoluzione francese; di qui attingeva la propria convinzione che il
dispotismo avrebbe potuto essere rovesciato solo con la forza e che tut
tavia ogni rivoluzione politica senza un fondamento materiale, senza
il necessario bisogno delle masse, era condannata all insuccesso. Mai,
scriveva egli da Strasburgo ai suoi genitori, si sarebbe lasciato prendere
dalla meschina politica di Giessen o da puerili tentativi rivoluzionari;
egli compiangeva di cuore le vittime dell attentato di Francoforte ma
non riusciva a comprendere la cecit di coloro che nei tedeschi vede
vano un popolo pronto alla lotta per i suoi diritti.
Come suddito dell'Assia, Buchner nellautunno del 1833 dovette tra
sferirsi a Giessen per terminare luniversit. In quel piccolo centro, cir
condato da un paesaggio monotono, lo colse una grande malinconia; la
situazione politica lo soffocava; si vergognava, sono parole sue, di essere
servo coi servi, di piegarsi a una stirpe regnante imputridita e a una stri
sciante aristocrazia al servizio dello Stato. Non meno lo nauseavano le
brighe della Burschenschaft. Sebbene a Giessen essa fosse sempre stata
relativamente radicale, non voleva, nemmeno qui, liberarsi dalle cianfru
saglie romantiche e dai suoi nastri variopinti; inutilmente Buchner cerc
di convincerla del suo dovere di entrare nelle file della lotta per l'emanci
pazione borghese; la vanit studentesca non tollerava di sedersi accanto ai
garzoni degli artigiani. I miei amici mi abbandonano, scriveva Buchner
alla sua fidanzata, ci gridiamo lun laltro nelle orecchie come tanti sordi.
Alcuni studenti tuttavia si unirono a lui, e nessuno pi intimamente di
August Becker, una mente sveglia, solo tremendamente trascurata.
Da Becker, Buchner venne a sapere della cospirazione di Weidig; e fu
spinto dal suo impeto rivoluzionario al tentativo di allargare il terreno
79

dellagitazione segreta e di porre ad essa fini pi alti. Ben presto su i ,1.


questione doveva scontrarsi con Weidig; lunico pamphlet, scritto ,|<
Biichner, il Messaggero dellAssia, fu scandalosamente mutilato e travisali!
con passi biblici da Weidig, il quale a Offenbach disponeva di una st.iin
pena clandestina. Ma anche cosi esso sprizza una fitta pioggia di favilli
tolte dal fuoco della grande Rivoluzione francese. La lingua savi,
dellampollosit liberale del tempo, semplice, chiara, ravvivata da It
ila similitudini, satura di passione rivoluzionaria. Accenti socialistici non
ve ne sono. Biichner chiama i contadini dellAssia ad assalire e distrugger
i castelli dei loro oppressori, allo stesso modo che le numerose rivoli,
dei contadini francesi avevano preparato lanno 1789.
Il pamphlet non ebbe successo. Ai liberali che partecipavano all,,
cospirazione parve troppo aspro, anzi nauseante, mentre la baldan/.i
dei contadini era stata radicalmente spezzata sotto il giogo di du Thil
Essi^ consegnarono timorosamente alle autorit le copie del Messaggera
dellAssia, infilate di notte sotto le loro finestre e sotto le porte, e il ri
manente cadde per tradimento nelle mani del governo. Judas Kuhl un
borghese di Butzbach, che fin dal marzo 1833 si era messo daccordo con
du Thil e con Io stesso granduca, vendette con costanza da speculatore
uno per volta congiurati, mentre continuava a lavorare tra loro come
provocatore. Solo nella primavera del 1835 fu chiusa la rete sulle
prede pi ambite: Biichner e Weidig. Biichner aveva passato linverno
a Darmstadt coi genitori e ivi fondato una piccola lega segreta, che di
notte si riuniva in una casetta di campagna; quando era gi strettamente
avviluppato nelle reti degli sbirri di du Thil, egli scrisse il suo dramma
La morte di Danton, una informe e possente opera poetica che nel getto
grandioso delle scene spezzate, buttate gi come in una febbrile ecci
tazione, evocava il Terrore in tutta la sua mostruosa grandezza. Allultimo
momento Biichner riusc a fuggire, prima a Strasburgo poi a Zurigo, dove
nel febbraio 1837, non ancora ventiquattrenne, mori di febbre maligna.
Pochi giorni dopo la morte di Bchner, Weidig pose fine ai suoi
giorni con un raccapricciante suicidio. Du Thil aveva fatto in tempo a
catturarlo e
esperto in ogni espediente reazionario, quindi anche in
quello di fare della giustizia la cortigiana del potere aveva messo quel
nobile sognatore nelle mani del giudice istruttore Georgi, un crude
le torturatore alcoolizzato fino al delirium tremens. La tempra spi
rituale di Weidig fu spezzata in martiri senza fine; quando anche del suo
corpo fu fatto scempio a colpi di scudiscio, prefer darsi la morte volon
tariamente e si tagli le vene con pezzetti di vetro. Sarebbe stato ancora
80

, i|.il, soccorrerlo quando la cosa fu scoperta, ma Georgi e 1 suoi


MUploll preferirono lasciar morire dissanguato linfelice. Du Thi! per
........ .. us con una medaglia il carnefice e, con lappoggio delie automa,
fi. In r eleggere alla Camera. Questa scelleratezza inaudita strapp al
uhpuiu servito un grido di collera impotente e del resto esso non e
MH.-.IO inespiato. La sorte di Weidig determin lavvenire d. un ra, quel tempo undicenne, che gli era consanguineo: Wilhelm LiebUwht.

1 l'tuRHSsi economici. La nuova letteratura


Alla met di questo decennio un silenzio da cimitero incombeva di
itoiivo sulla Germania. Ma i sovrani, che guardavano con la soddisfa
mmi' delluomo politico al risultato dei loro sforzi patriottici, non
.opponevano neppure lontanamente di lavorare con successo maggiore
.li tutti i demagoghi allaffossamento della loro sovranit per grazia
,1, [>io. Nella primavera del 1834 fu data vita allUnione doganale te
lino-prussiana, che allinterno della Germania apriva al libero comMirrcio interno un territorio di circa 8.000 miglia quadrate con circa 30
milioni di abitanti e al tempo stesso lo contrapponeva come un tutto umi(trio alle potenze commerciali straniere. Lanno dopo fu portata a ter
mine la prima ferrovia tedesca tra Norimberga e Frth. In modo abbammza goffo, ma inesorabilmente, la Germania entrava nella grande
torrente degli scambi mondiali.
La preistoria dellUnione doganale uh esempio tragicomico di come
In stoltezza dei regnanti venga ridotta alla ragione dalla necessita eco
nomica. Mentre quasi tutti gli Stati europei si proteggevano con dazi,
la Germania spezzettata era campo aperto per la strapotente concorrenza
straniera e veniva inondata specialmente dalle merci inglesi, cosi a lungo
contenute dal blocco continentale. Lo stato di cose era quello lamentato
dai fabbricanti della bassa Renania in una supplica al re di Prussia: Le
nostre imprese sono escluse, a causa delle barriere doganali, da tutti i
mercati europei, mentre tutte le imprese dEuropa hanno nella Germania
un mercato aperto . In cambio, allindustria tedesca mancava un mercato
interno poich tutta la Germania era attraversata da innumerevoli bar
riere doganali, sicch al francese de Pradt i tedeschi sembravano dei pri
gionieri in grado di comunicare fra loro soltanto attraverso le sbarre.
Ci che per gli stranieri era oggetto d'ironia, era lideale dei despoti
81

tedeschi, la cui politica economica e commerciale obbediva unito !


mente a interessi dinastici o anche soltanto a capricci personali. M
essi erano poveri, molto poveri e la fame doro mise un freno alla lotti
tracotanza. Considerazioni di carattere finanziario avevano gi indotti!
la Prussia nel 1818 ad abbattere tutte le barriere interne e a raccliiu
dere 1intero Stato in un solo confine doganale, tanto difficile era lo
riscossione dei dazi su confini cosi sparpagliati e spezzettati. Allora gli
Stati tedeschi piccoli e medi, quasi tutti toccati dal confine doganale prusiano, caddero dalla padella nella brace. Per quanto piu o meno chia
ramente essi vedessero che una unione doganale tedesco-prussiana era l'I
nizio del predominio prussiano, non rimaneva loro altra scelta. Opposero
resistenza e recalcitrarono finch fu loro possibile; per lunghi anni ancora
tentarono di cambiare strada, ma le crescenti strettezze finanziarie fu
rono decisive e uno dopo l'altro essi chiesero di entrare nellUnione do
ganale. Poich a tutti i governi premevano assai i proventi del dazio ma
mente, o in linea del tutto secondaria, la protezione dellindustria, le ta
riffe doganali furono le piu liberali di qualsiasi altro paese del conti
nente. vero che la maggioranza degli industriali reclamava dazi pi
alti, ma essi potevano assai poco contro il governo, tanto pi che anche
la grande propriet fondiaria era liberoscambista sfegatata a causa del
lesportazione del grano.
La giovane borghesia fu invece la forza motrice per la costruzione
delle ferrovie. La Germania era povera di buone vie di comunicazioni
terrestri e fluviali; in Prussia nel 1831 non si arrivava neppure a 1.100
miglia di strade maestre. Con rapidit tanto maggiore lindustria renana e
sassone e le maggiori citta commerciali, come Lipsia e Magdeburgo, com
presero quanto loro giovassero le ferrovie. Per i despoti e i loro strumenti,
tutta la faccenda fu da principio assai sospetta. 11 direttore generale delle
poste prussiane, Nagler, feroce persecutore di demagoghi che praticava
in grande scala lo spionaggio sulle lettere, se la prendeva contro quel
mezzo di comunicazione estremamente limitato e secondario e tro
vava in ci un ascoltatore benevolo nel suo sovrano, il quale riteneva
di vedere messa in pericolo la sua grazia di dio * se avesse dovuto viag
giare da Berlino a Potsdam nello stesso treno coi suoi beneamati sud
diti. Tuttal pi le teste matte tra i sovrani, come il re di Baviera e il
principe ereditario prussiano, potevano trovare qualche gusto nelle
nuove strade di ferro; neppure costoro avevano il minimo sospetto della
loro importanza economica rivoluzionaria. Lincomprensione dei sovrani
si inger spesso come elemento perturbatore nella costruzione della rete

|winviarla tedesca, ma non pot impedirla. Le ferrovie aprirono la pri


llili x i nude breccia nella muraglia cinese dei pregiudizi particolaristici.
Ili ii presto con una immagine di dubbio gusto, ma abbastanza profeii. .unente, Karl Beck doveva cantare i binari come i nastri e i lucenti
.un 111 nuziali che gli Stati innamorati si scambiavano. Solo le ferrovie
vai,.ri zzarono i tesori in ferro e carbone del territorio tedesco; esse det
ti in un possente impulso alla grande industria che cominci a penetrare
mi. Iir nella Germania meridionale a porre le sue sedi ad Augusta,
Norimberga e Mannheim. Presto sorsero fabbriche per la costruzione
.11 macchine come Borsig a Berlino, Cramer e Klett a Norimberga.
Tuttavia in Germania predominava ancora di gran lunga lartigianato,
. In conobbe il suo ultimo periodo di prosperit nell'ascesa economica
vi lificatasi tra il 1830 e il 184C. Anche se singole attivit risentivano
li'll.i concorrenza delle grandi imprese, come i saponai, i conciatori, i
guantai, i cappellai, i ceramisti, altre, come i meccanici, i fabbri e gli
1. .ilpc-llini, guadagnavano proprio per l'occupazione fornita dalla grande
industria. Pertanto guadagno e perdita dovettero equivalersi. Nel comI.lesso ('artigianato conobbe un periodo di incremento; il numero di per
sone che lo esercitavano crebbe con rapidit relativamente maggiore della
popolazione totale; ci che fu evidente specialmente nelle importanti pro
fessioni dei fornai e dei macellai, che di solito, altrimenti, si mantengono
.dio stesso livello delle popolazioni, in aumento o in diminuzione. A
questo punto per lantagonismo tra maestri e garzoni si fece pi acuto.
Un po' alla volta, dal '20 al '30 le lacune dell'artigianato erano state col
mate; per prendere domicilio indipendente nelle grandi citt erano gi
necessari alcuni mezzi; qui le imprese artigianali si ingrossavano ma non
si moltiplicavano. In gran parte i garzoni dovevano rinunciare per sem
pre a diventare maestri. Nel XVIII secolo, quando 1artigianato era so
vraffollato, l'eccedenza si riversava negli eserciti mercenari; questa via
d'uscita non esisteva pi, oppure se esisteva sotto forma diversa non
attirava per niente i vigorosi elementi del ceto dei garzoni, i quali dopo
il 1830 avevano partecipato ai moti rivoluzionari. La miseria politica e
sociale li spinse oltre i confini, in Inghilterra, Francia, Svizzera. Per gli
stessi motivi in questo decennio lemigrazione verso gli Stati Uniti ebbe
il suo primo grande impulso: pi di 150.000 tedeschi se ne andarono
col di contro ai nemmeno 8.000 del decennio precedente.
Come sempre il progresso scientifico and di pari passo con quello
economico. In prima linea era la chimica, nella quale Liebig, che fond
a Giessen il primo laboratorio presso una scuola superiore tedesca, fu
83

un gemale pioniere. A Berlino attorno ad Alexander von HumboMi *1


raccolsero valenti naturalisti come Ehrenberg, Dove, i due Rose, Joh.i......
Muller. Verso le scienze storiche, cosi come fino allora erano state |<i
ticate ai ginnasi e alle universit tedesche, cominci a manifestarsi mUn
citt fiorenti una forte avversione; si fondarono istituti politecnici, suini,,
di istruzione professionale, scuole commerciali. I governi meridionali
contribuirono in qualche modo a favorire lartigianato; quel che la Prm
sia fece per favorire lo sviluppo industriale giov in pieno al granili
capitale nel quale il dispotismo prussiano, nonostante la sua diffidcliM
per gli effetti rivoluzionari dellindustria, subodorava tuttavia una nuova
forza per lo sfruttamento e loppressione.
Anche in campo politico e letterario il ghiaccio cominci a rompervi
L ardente respiro della rivoluzione di Luglio fece breccia nelle massi
addormentate. Platen bollava in ritmi metallici i carnefici della Polonia,
il dispotismo zarista e i suoi tirapiedi, lo knut pietroburghese e la fru
sta berlinese. Borne e Heine aprirono un violento fuoco incrociato con
tro il dispotismo tedesco. Essi erano accorsi a Parigi e con appassionai.,
partecipazione vissero gli ultimi entusiasmi come le prime delusioni della
rivoluzione di Luglio. Ben presto Borne si prese gioco della monarchia
costituzionale come di una creatura mostruosa con due dorsi; destinata a
ricevere bastonate da tutte le parti. Egli ra cresciuto nel ghetto di Fralicoforte sul Meno, la libera citt, nella quale, dello spirito del suo figlio
pi grande Goethe, era scomparsa fin lultima traccia; dove, accanto alle
vecchie cianfrusaglie della signoria medievale, la miseria politica del pre
sente si incarnava sensibilmente nel Bundestag; dove dal vicolo ebraico
pi sporco del mondo era uscita la pi grande dinastia finanziaria del se
colo; dove una venale aristocrazia del denaro sapeva unire una crudele
oppressione e un gretto filisteismo con una cosmopolita sete di pro
fitto. Tutti questi acuti contrasti si erano impressi fin dalla fanciullezza
nel tenero spirito di Borne, troppo profondamente perch il suo acuto
intelletto li potesse superare negli anni della maturit. Egli amava la
Germania, amava la libert e assest ai suoi avversari colpi vigorosi, ma
non ne poteva diventare il salvatore luomo che aveva insultato Goethe e
Hegel, definendo il primo servo in rima e il secondo servo in prosa.
Natura incomparabilmente pi ricca era Heine, figlio del basso Reno
industrioso, la pi dolce voce che in Germania avesse cantato Lieder dagli
anni giovanili di Goethe, e insieme bravo discepolo di Hegel. Quando a
Helgoland lo raggiunse la notizia della grande settimana di Luglio, fu
tutto gioia e canto, spada e fiamma. Aveva levato il canto del cigno del
84

...........Il mo e, nel culto napoleonico delle sue Impressioni di viaggio,


vili difeso la civilt borghese della Renania contro la incivilt feu,|l, dello junkerismo prussiano ed ora con geniale intuito comprendeva
I ........ . essenza del socialismo francese. Egli fece da interprete ai fran
teti per gli enigmi della filosofia tedesca e predisse ci che nessuno
|,|i i i i c lontanamente sospettava, cio che gli eredi della nostra grande
IIli iti l11% sarebbero stati i garzoni artigiani e gli operai tedeschi.
|lmcn, Borne, Heine combatterono allestero; la loro libera e ardita
lnil,i era impossibile sotto la censura tedesca. Ma verso la met del
I,. (.|,njo, con la svolta economica, pullularono anche in Germania zam
pili i piccoli e grandi di sotto la coltre di ghiaccio della letteratura.
Ni Ilo stesso anno che vide la prima ferrovia tedesca, si ebbe tutta una
m i ir di
importanti manifestazioni letterarie: la Storia della poesia te
di u d i Gervinus, che voleva temprare le armi per la lotta di emancipaiiniic politica della borghesia tedesca partendo dalla nostra letteratura
<111'mica; gli Epigoni di Immermann, che descrivevano la lotta di classe
ih, feudalesimo e industrialismo; le prime poesie di Freiligrath, che nella
viviila magnificenza di colori descrivevano i rapporti del commercio
mondiale; la Madonna di Mundt e la Wally di Gutzkow, che attraverso
ugni filosofici e religiosi miravano agli allori di Borne e di Heine;
inline la Vita di Ges di Strauss.
Tuttavia soltanto la dotta opera del teologo svevo, che sembrava
In pi lontana dalle battaglie del presente, ebbe una influenza rivoluzio
naria. Gervinus rimase una voce nel deserto, poich in lui stesso il fi
lmico era radicato troppo profondamente perch egli potesse sperare di
t (invertire i filistei; spesso fraintese la letteratura classica e della filo
sofia classica poi non capiva niente. Il giovane Freiligrath viveva in
imo stato di innocenza politica; mentre il vecchio Immermann stesso
confess di non avere nessuna vena politica; con un disdegno, un po
da funzionario della vecchia Prusssia e un po da erede di Goethe, egli
guardava dallalto in basso i tentativi di restaurazione medievale della
nobilt, i duri talleri del Terzo stato, il demagogismo degli studenti, i
ministri hegelianeggianti. Gli era completamente indifferente, pensava
Immermann, se padron Tizio pagava un soldo di pi per le imposte
o al professor Caio non era permesso date alle stampe il suo cattivo
pamphlet. La Giovane Germania 1 infine, i Mundt, i Gutzkow, i Laube
1 Si chiam * Giovane Germania t un gruppo di scrittori tedeschi di orientamento liberale, costituitosi negli anni 30 e che si opponeva alla reazione

85

soffrivano della maledizione dellirresolutezza. Essa voleva ristabilii, il


mondo profano nei suoi diritti, ma non voleva, come Gutzkow rii
proverava a Borne, fare di tutto la causa dei re. Ci significava atta,
care il cavallo dietro il carro, perch allora tutto in Germania era I
fare dei despoti. Georg Biichner, nel suo modo deciso di vederi- Ir
cose, diceva di non riuscire a capire questi sforzi a met.
In realt a fare i suoi primi barcollanti tentativi di camminare ila
solo negli scritti della Giovane Germania, era il liberalismo settentrion
le, confusionario fin dalla nascita, calzato di hegelismo, con complicazioni
romantiche e ispirazioni sansimoniste. In Mundt si trova gi persino il
chiodo prussiano, il preteso demagogo Laube and per incanni
el ministro di polizia prussiano a Strasburgo onde informarlo sulle mene
bonapartiste e scrisse una banale storia della letteratura contro Gervinm,
il cui dottrinarismo gli era troppo indigesto. Gutzkow aveva scritto l i
sua Wally, la dubitante, sotto linflusso della Vita di Ges di Strauss
Era un opera poetica assai debole e cosi innocua, nelle sue tendenze al
ubbio, che tra il 50 e il 60 fu tollerata dalla reazione pietistica nelle
iblioteche scolastiche berlinesi; ma al suo apparire attir i fulmini del
Bundestag sugli scritti di Berne, di Heine e della Giovane Germania
Borne e Heine ne ricavarono un impulso tanto maggiore alla vita; ma
la Giovane Germania cominci a languire senza alcuna speranza. Karl
Gutzkow, il suo rappresentante pi dotato e onesto, riconobbe, dopo la
pubblicazione degli Hallische Jahrbiicher, che per proseguire la grande
lotta dell epoca moderna erano necessarie armi diverse da quelle che egli
aveva saputo maneggiare.

3. La lotta tra la filosofia e il romanticismo


David Strauss aveva tanto poco una vena rivoluzionaria quanto
mmermann e forse ancora meno di Gutzkow. Egli era un magister
theologiae svevo pi filisteo che piccolo-borghese, una natura inquieta,
che comprendeva 1 bisogni di profitto del capitalismo nascente nella
stessa misura in cui essi crescevano, ma che sempre ha combattuto la

feudale-religiosa ed alla letteratura romantica. Capi del movimento, cu appartennero anche Gutzkow, Wienberg, Laube, Mundt, ecc., furono Heine < Borne.

86

......(unione nelle sue forme borghesi e lha vituperata nelle sue forme
14i d- Mezzo poeta e mezzo filosofo, in un primo momento egli
a l .li ih itila mistica filosofia della natura di Schelling, poi si J*rse nel
||iiIiiki del magnetismo e del sonnambulismo, finch, nel dono hegeI .imi del pensiero dialettico, trov un equilibrio al suo dissidio tra
....... , mente. Con quellarma egli scrisse la sua Critica dei racconti
iMHgelui, usando di proposito loscuro linguaggio della scuola perch
In j m i r s s e intendere solo la cultura ufficiale.
t uttavia il suo libro era unimpresa da far epoca. La critica biblica
i. Krlmarus, con le sue dimostrazioni stringenti e le conclusioni cosi
ili|.ri liliali, aveva un tempo indotto lo spirito filosofico di Lessing a
. lunare il significato delle religioni nella vita dellumanit; quindi la
i.l...nini tedesca della religione aveva trovato la sua conclusione nei pro111,1,11 lavori di Hegel assumendo Dio nella storia e la storia in Dio; a
| i k -nio punto Strauss dette di nuovo il primo colpo a quel superbo edificio
spirituale. L dove lilluminismo tedesco del XVIII secolo aveva finito
,ll essere pratico, la filosofia tedesca del XIX secolo cominci di nuovo
.1,1 essere pratica. Ma che cosa avevano guadagnato gli interessi della
societ con la Vita di Ges di Strauss? Anche Strauss non seppe ri
spondere a questa domanda e questo tormentoso enigma gli amareggi
uma la vita. Esso per non affatto insolubile.
La rivoluzione di Luglio aveva fatto capire, come in un vivido lampo,
, he il ponte gettato da Hegel tra la ragione eterna e la realt prussiana
mi ordito con fili di ragno. La svolta impressa da Gans contro la scuola
storica del diritto era soltanto il preludio di tutt altre cose. Lo capi se
non altri lunico vero partito allora gi esistente: quello feudale. Esso
lev la bandiera della scienza politica romantica, la bandiera di Adam
Miiller e di Haller, con una sfrontatezza ancora maggiore; nel principe
ereditario prussiano si guadagn un possente protettore; in Jarcke, Leo,
Hcngstenberg, tutti e tre appartenenti un tempo alla Burschenschaft,
eloquenti portavoce; si cre organi influenti nella Evangeliche Kirchenzeitung e nel Politisches Wochenhlatt. La sua tendenza fortemente cattolicheggiante derivava dai suoi ideali medievali e anche dallinflusso
determinante del romanticismo francese. Il Politisches Wochenhlatt por
tava come motto sulla testata una frase di de Maistre, e il suo direttore
Jarcke pass apertamente al cattolicesimo, con il quale l'ortodossia pa
pista di Hengstenberg e la concezione storica di Leo avevano senzaltro
molti punti di contatto. Dopo che il liberalismo meridionale era stato
distrutto e finch quello settentrionale si aggirava nei regni del sogno,
87

la reazione romantica avanzava innanzitutto nel campo religioso. l.


fece della religione la causa del re e degli junker e si leg alla filomli*
della religione di Hegel piuttosto che alla sua filosofia del diritto.
Per la nostra letteratura e filosofia classica la verit del racconto evali
gelico era una questione liquidata. Lo stesso Hegel aveva dichiarali!
che le storie sacre erano da considerare come profane per quel che ri
guardava le circostanze puramente storiche, contingenti ed esterne, ma
che niente poteva importare ai credenti la conoscenza di banali sui
rie reali. Invece la reazione romantica si basava sulla realt di quest*
storie, con esse sussisteva e con esse cadeva. Qui appunto doveva uv
venire il primo scontro tra filosofia e romanticismo. Strauss era del
lopinione che lesame del racconto evangelico doveva essere abbando
nato completamente alla critica, storica. Egli esercit questa critica con
un radicalismo tale da rendere impossibile una volta per sempre una ere
denza in buona fede nella realt storica degli evangeli. Ma come egli,
in quanto hegeliano, aveva saputo maneggiare armi critiche diverse da
quelle di Reimarus all suo tempo, cosi giunse a risultati del tutto diversi
fdcgel egli affermava 1 unita della natura umana e divina. Perci
gli evangeli per lui non erano storia, ma neppure poesia, bens miti,
leggende popolari, creazioni inconscie delle comunit cristiane. Cosi in
fondo non si spiegava niente, ma lidea assoluta di Hegel ne rimaneva
scossa. Fra i due momenti opposti, dei quali lidea era la superiore unit,
fra sostanza e autocoscienza, Strauss prese la misteriosa sostanza come
generatrice dei miti cristiani. Ma cera da aspettarsi che lautocoscienza
non si sarebbe lasciata congedare cosi su due piedi.
Da questi due punti di vista si spiega lenorme effetto che la Vita
di Ges di Strauss fece al suo apparire. Essa assestava un colpo mortale
alla causa dei re, e spingeva oltre se stes.sa lidea assoluta di Hegel, nella
quale Ja storia aveva trovato la sua conclusione. Mentre i vecchi hege
liani continuavano a leggere con monotonia le opere del maestro se
condo la lettera, i giovani scolari di Hegel si accorsero che lintimo nu
cleo della sua filosofia non era la quiete ma linquietudine, non l'immobi
lit ma lo sviluppo, non il sistema ma il metodo. Essi si raccolsero at
torno agli Hallische Jahrbiicher, pubblicati a partire dal 1839 da due
giovani letterati: Theodor Echtermeyer e Arnold Ruge. La vera anima
dell impresa era Arnold Ruge, un pomerano dellisola di Riigen, che,
come ex appartenente alla Burscbenschajt, aveva pagato con sei anni di
prigione la follia della caccia ai demagoghi. Egli aveva parecchie delle
quadita di un buon pubblicista: formazione filosofica, diligenza, emoti88

dii 11<11no battagliero ed era veramente la robusta scure da porre alle


uniti i tiri robusto tronco della reazione. Ma dietro le contumelie che
ti..... nino dalla sua bocca si nascondeva pi un filisteo rumoroso e
|u. l'i'irmc che un vero rivoluzionario. Ruge si era assicurata una co
ni...In esistenza con un matrimonio indovinato; e, nella sua qualit di pro|.i indo di case ad Halle, di deputato cittadino, di giudice arbitrale e di
ti........Mario e persino di demagogo perseguitato a causa di certe
tue i iiinplicazioni giudiziarie come una volta ebbe a dire,
era
niun dichiarare ai mormoratori delle orecchie asinine che lo Stato
Iditti i>iiu> era libero ed equo. Con gli Hallische Jahrbiicher, egli voleva
tuli auto versare acqua fresca nella stagnante palude dei vecchi gior
nali letterari; voleva trasmettere nuovamente vita e scienza, in opposizione
ai Utrliner Jahrbiicher, nei quali i vecchi hegeliani si erano creati il
Inni arido organo. Durante un viaggio propagandistico, radun con fra
gno attorno a s nelle universit tedesche giovani di tutti i tipi e di
mite le pi svariate tendenze; anche Leo fu agli inizi tra i collaboratori
.Irgli Hallische Jahrbiicher. Fu molto malvolentieri , dice Ruge stesso,
i lir II suo giornale si accapigli col romanticismo.
La reazione senti istintivamente vacillare il terreno sotto i piedi e
.un i suoi colpi grossolani provoc essa stessa lopposizione che pa
ventava. Gli stessi professori di Gottinga, che nel 1837 avevano trat
tini i con grande sprezzo il propagandista Ruge, furono, ancora nello
HO anno, cacciati dal loro sovrano avito dal paese, perch ebbero piu
i .ut) il proprio onore che la carica. La libera ed equa Prussia tuttavia
appoggi lindegna violenza del Guelfo, e fu allora che il ministro von
Kochow coni la parola alata del limitato intelletto dei sudditi, per
rendere ridicolo il plauso col quale le citt prussiane avevano accolto la
coraggiosa azione dei sette di Gottinga1. Al tempo stesso, il dispotismo
prussiano si rese sommamente ridicolo venendo in disaccordo con la
Curia romana, nonostante le sue inclinazioni medievali-romantiche, per la
questione dei matrimoni misti e facendo della causa ultramontana, per
la prima volta e non certo per lultima, la causa della liberta borghese
grazie alla sua politica da sbirro. Ci mise in certo modo alle strette i

1 Nel 1837 sette professori dellUniversit di Gottinga (Albrecht, Dahlmann,

i due fratelli Grimm, Gervinus, W . Weber e *wald) protestarono contro l'abro


gazione della costituzione dello Hannover, gi sospesa nel 1833 da parte del
re Ernesto Augusto. I sette di Gottinga furono revocati dall insegnamento,
ma la loro protesta ebbe larga eco c suscit vasta indignazione in Germania.

89

romantici prussiani. Quando Leo venne a sapere dellincarceramento


dell arcivescovo di Colonia, avrebbe voluto fare strage di tutti gli hege
liani, ma volente o nolente dovette poi scrivere contro il guelfo
Gorres, che da un punto di vista ultramontano aveva rovesciato ogni
sorta di brucianti sarcasmi sullo Stato prussiano. Ruge scelse questo mo
mento per criticare radicalmente il suo amico Leo dal punto di vista
filosofico e colpire ad una ad una tutte le sue manie che erano certa
mente un accozzaglia di pentole gi rotte. Tuttavia Leo che, per spirito,
intelligenza e non da ultimo per ruvidezza, non aveva niente da invi
diare a Ruge, a questo punto sfccus la setta degli hegeliani come peri
colosa per lo Stato, incolpandola di negare qualsiasi dio personale,
di definire 1evangelo un mito, di contestare limmortalit, di insegnare
una religione unicamente immanente e pur tuttavia di darsi le arie di
partito cristiano. Di qui in poi era scoppiata apertamente la lotta tra
filosofia e romanticismo.
Gli Hallische Jahrbcher rimasero pur sempre cristiani hege
liani e prussiani hegeliani . Lo Stato burocratico e militaresco prus
siano era il loro ideale: per un articolo pieno di filisteismo su Heine,
Ruge si ebbe il plauso del ministro del culto, nel quale l'hegeliancria
ufficiale aveva il suo ultimo appoggio. Ma di fronte al principe ereditario
e al suo codazzo romanticheggiarne, il ministro del culto Altenstein e il
suo consigliere segreto Johannes Schulz erano troppo deboli e troppo
timorosi per potersi permettere qualcosa di pi di una pudica tolleranza
verso i giovani hegeliani. Essi non accolsero la supplica di Ruge per ot
tenere un impiego statale in segno di riconoscenza per i suoi meriti.
Cosi a poco a poco gli Hallische Jahrbcher passarono allopposizione
politica. Essi proclamarono che il principio dello Stato prussiano, i'1 pro
testantesimo in tutte le sue ragionevoli conseguenze, era pur sempre la
verit; ma che le attuali condizioni della Prussia erano, rispetto al suo
sviluppo, insostenibili e, rispetto alla sua essenza, false. A questo punto
Ruge avrebbe voluto, come in letteratura e in poesia, cosi pure in po
litica mandare a morte * la romanticheria ma questa vecchia sco
moda signora , come egli la chiamava, insorse prima di lui e, nella per
sona di Federico Guglielmo IV, giunse sul trono per preparare agli
Hallische Jahrbcher lo stesso destino che essi le avevano riservato.

90
X

Il comunismo dei garzoni artigiani

I Societ segrete di profughi tedeschi


Leo e Ruge, i campioni del romanticismo e della filosofia, affermavano
ambedue di rimanere fedeli al loro passato di membri della Burschenuhaft, pur combattendosi aspramente a vicenda. In fondo avevano ra
gione tutti e due. Le svariate tendenze dalle quali era scaturita la Buruhenschaft avevano dovuto separarsi a causa della pi forte corrente
dello sviluppo economico. Anzi, la maggior parte dei ribelli accademici
>onciuse una pace cosi radicale con le autorit dominanti che i man
darini prussiani, i quali non avevano mai deviato dal retto sentiero, in
ventarono, scuotendo invidiosamente il codino, questa meschina bat
tuta: nessuno fa carriera pi rapidamente di un demagogo convertito.
Un processo simile di separazione si verific, per ragioni analoghe,
tra gli elementi rivoluzionari che la torbida ondata reazionaria aveva
sbattuto al di l dei confini tedeschi. Ma l'aria libera o le avanzate lotte
di classe dellestero e, non da ultimo, anche le continue persecuzioni, subite
dai governi tedeschi, spostarono il centro di gravita di questa separazione
non verso la reazione bens verso la rivoluzione. Nella Svizzera neutrale
i profughi tedeschi trovarono compagni di sventura italiani e polacchi,
che come loro erano stati vessati da Metternich e dai suoi tirapiedi; in
Francia si avvicinarono al movimento socialista. Erano dure prove per
il gretto teutonismo e filisteismo che i profughi tedeschi avevano por
tato con s in ancor larga misura oltre le frontiere. Ed era nella natura
delle cose che, dei due principali elementi componenti 1emigrazione, i
garzoni artigiani sostenessero tali prove meglio degli studenti, dei quali
solo i pi coraggiosi riuscirono ad evolversi oltre un radicalismo pi
o meno annacquato.

91

Parigi era allora la capitale della rivoluzione europea e di li si dira


marono le fila che unirono gli emigrati tedeschi. Dopo che unassocia
zione popolare pubblica di appoggio alla stampa dellopposizione me
ridionale tedesca era stata soppressa dal governo francese, a Parigi si
svilupp, durante il 1834, la prima organizzazione segreta degli
emigranti, la,Lega dei proscritti. Suoi scopi erano, secondo gli statuti: la
liberazione e la rinascita della Germania,, stabilire e mantenere legua
glianza politica e sociale, la libert, la virt civica e lunit popolare.
Nei suoi obiettivi democratico-repubblicani, la lega corrispondeva alla
francese Societ dei diritti delluomo e come questa, in quanto societ
cospirativa con una scala gerarchica, era organizzata sulla base dellob
bedienza incondizionata verso i capi segreti. Fra i suoi dirigenti erano
due ex liberi docenti : Theodor Schuster dellUniversit di Gottinga e
Jakob Venedey dellUniversit di Heidelberg. Questultimo era di Co
lonia e su richiesta delle sue autorit patrie era stato arrestato per aver
partecipato alla festa di Hambach, ma poi liberato dal giovane Johann
Philipp Becker nella cittadina di Frankenthal, mentre veniva por
tato attraverso il Palatinato renano verso le carceri prussiane. La massa
degli aderenti alla lega era costituita da alcune centinaia di 'garzoni arti
giani, non solo di quelli che risiedevano a Parigi ma anche di altri che
si muovevano e prima o poi erano tornati in Germania. E proprio queste
relazioni la lega doveva curare se voleva allacciare collegamenti in Ger
mania; ci che pure le riusc in una serie di grandi citt come Hannover,
Brema, Berlino, Lipsia, Monaco, Francoforte e Magonza. La lega era per
inesorabilmente destinata ad andare in malora, quando la polizia, nel
1840, si mise sulle sue trcce.
I germi di quella decadenza si possono rintracciare fin nei primi fa
scicoli del Proscritto, un mensile pubblicato a partire dal 1834 da Ve
nedey, che serviva come organo della lega. Esso si apriva con un fanatico
articolo di Brne sulle Parole di un credente, appena appena pubblicate
da Lamennais; Brne intitol Salvezza la sua recensione e dat il maggio
dei popoli a partire dal socialismo sentimentale e religioso, predicato con
biblico stile da colui che un tempo era stato il campione del dominio
papale sul mondo. Anche Venedey si rifaceva a Lamennais, e precisamente a qusta frase : Ognuno ha il diritto di conservare ci che ha,
altrimenti non ci sarebbe alcun bisogno che qualcuno possedesse qualcosa;
ognuno ha il diritto di procurarsi col lavoro ci che non ha, altrimenti
la miseria sarebbe eterna. Nonostante questa saggezza a buon mercato,
Venedey, il cui nome doveva diventare il simbolo della semplicioneria
92

icutonica, non mancava di espressioni energiche. Egli era fiero della


propaganda della fame sulla cui bandiera da combattimento sono
sue parole era scritto: Non abbiamo da lavorare, non abbiamo da
mangiare. Ma si sforzava di attenuare lirrompente antagonismo di classe
ira borghesia e proletariato. Negava che la miseria degli operai delle
fabbriche di Lione e di Manchester fosse una miseria particolare, di
versa dalla miseria generale degli oppressi. La libert politica, per
lui, avrebbe portato anche leguaglianza sociale, soccorrendo i biso
gnosi, assicurando il necessario, tassando il superfluo. Lo Stato libero
avrebbe assicurato al cittadino, capace e disposto a lavorare, un suffi
ciente tenore di vita. Per lui era una stravaganza discutere su che cosa
sarebbe accaduto dopo la vittoria della rivoluzione. Quando una fiera
famelica, egli diceva, ha aperto una breccia nella palizzata che protegge
il gregge e li infierisce, i custodi del gregge prima ammazzano la fiera
e soltanto in seguito si mettono a discutere come possono garantirsi da
gli animali da preda con una migliore palizzata.
Schuster polemizz contro queste aflfermazioni nel quinto fascicolo
del Proscritto. Egli diceva che soltanto legoismo ipocrita delle classi pro
duce punti di vista differenti sulla migliore costituzione dello Stato.
Per spiriti sani, affermava, vi solo una verit sociale: leguaglianza uma
na, e nelle circostanze attuali solo un mezzo per raggiungerla: la ri
voluzione. Si diffondano queste dottrine agendo in mezzo alle classi
che non sono state corrotte da una scienza pervertita n da una morale
rilassata, in mezzo alle quali sono ancora vivi sentimenti freschi e vi
gorosi e il leale disinteresse, e i cui interessi pi urgenti esigono un
mutamento del nostro edificio statale nel senso delleguaglianza: io dico
fra le classi lavoratrici; si sviluppi con competenza la possibilit di un
tale mutamento come la sua utilit, e certamente non si Avranno da te
mere fazioni . Con la storia alla mano, Schuster dimostrava con grande
acume lassurdit di giocare alla rivoluzione per la rivoluzione; libere
leggi e costituzioni non avrebbero mai potuto servire a niente, se non
si fossero adattate al corpo che dovevano rivestire.
Entrando nei particolari, Schuster, sullesempio degli Stati Uniti
dAmerica, dimostrava che la situazione, sociale domina la costituzione po
litica e non viceversa: Per grande fortuna dei cittadini pi poveri del
Nordamerica, la popolazione l sparpagliata su di un enorme terri
torio, di qui deriva che la stragrande maggioranza di essa si nutre con
l'agricoltura e perci si mantiene in un certo benessere e in una mag
giore indipendenza. Lattivo esercizio dellagricoltura nel Nordamerica
93

reagisce necessariamente sul sistema delle fabbriche e sugli artigiani nelle


citt. Il numero delle braccia che lavorano non l cosi grande, il la
voro perci pi ricercato, il salario degli operai aumenta e con esso
la loro cultura, la loro indipendenza . Per queste ragioni, egli scriveva,
lo sviluppo mammonistico negli Stati Uniti avviene lentamente. Le
recenti scene elettorali a New York e Filadelfia dimostrano certamente
che la coesistenza pacifica di due classi divise nei loro interessi e nei
loro obiettivi politici, sotto una costituzione democratica, non pos
sibile e che lesito necessario della lotta o lannullamento della co
stituzione, nello spirito o nella forma, o la completa sparizione della
classe privilegiata attraverso una rivoluzione sociale. Infatti, per Schuster, la situazione politica negli Stati Uniti non era poi cosi avanzata
rispetto alle monarchie dEuropa. In tutte e due le parti del mondo
gli oziosi si davano alla crapula, i lavoratori soffrivano privazioni, la
ricchezza e il vizio comandavano, la povert e la virt obbedivano; e
perci non vi era, dalle tribolazioni del presente, altra via duscita che
quella della rivoluzione sociale.
Schuster polemizzava ancora contro il toccasana di Venedey: la
tassazione dei ricchi per aiutare i poveri. Egli ammetteva che in America
le imposte erano pi basse che in Europa, ma forse per questo esse erano
pi equamente distribuite? Per la maggior parte, esse consistevano, diceva
Schuster, in imposte indirette e negli introiti del dazio di entrata, perci
pesavano pi sul povero che sul ricco. E ancora, egli continuava, non si
era mai sentito dire che i dirigenti dello Stato americano avessero tratto
dagli introiti delle tasse un vantaggio per istituzioni di prima necessit,
o soltanto utili, che potessero favorire il benessere delle classi lavoratrici
come: lincremento del sistema associativo, prestando capitali senza inte
resse, la liberazione degli operai dalle mani predatrici dei capitalisti ap
punto attraverso quel sistema associativo e con la fondazione, da parte
dello Stato, di aziende per aiutare gli operai senza mezzi di sussistenza,
la istituzione di numerosi e decorosi istituti per linfanzia abbandonata,
gli invalidi e i vecchi senza mezzi di sostentamento. Certamente, osservava
Schuster, non era di per s biasimevole il fatto che il governo degli
Stati Uniti impiegasse le entrare pubbliche soprattutto per facilitare il
traffico interno con ferrovie, canali ecc., ma era anche evidente che con
ci aumentava, con la ricchezza dei ricchi, la povert dei poveri. Io dico
aumenta, poich nella misura in cui si accorciano le distanze e si accelera
la rapidit dei traffici, il paese s: popola e si moltiplicano i centri indu
striali. Ne deriva una febbrile concorrenza, concorrenza fra i capitali

94

'ligli imprenditori e concorrenza fra i poveri che producono; dimi


nu ono i prezzi dei prodotti ;na con essi anche il salario per la forza
phi'lnttiva. Tutto fa prevedere il naufragio della felicit pubblica. Solo
unii iosa, in mezzo alla decadenza generale, sale in alto smisuratamente
h lividamente e insaziabilmente : la ricchezza di singole persone, il cal'ttale, Suo il frutto della fatica altrui, suo il godimento della moltiplii ai a operosit produttiva, dellarte raffinata; sua la benedizione di tutti
Undici e di tutti i sacrifici dellorganizzazione sociale. Con la ricIn //* cresce lavidit di guadagno, con lavidit di guadagno lintraprendrn/ii e linventivit; sorgono macchine che sostituiscono le prestazioni
tlillii forza umana, una nuova sorgente di miseria e di impoverimento,
i> itisi accade che, nella situazione della nostra societ, ogni progresso
urlili operosit produttiva e nellarte significa un regresso nel benessere
i ivile c nella cultura dellumanit.
Da questi presupposti Schuster giungeva alla seguente conclusione:
Il nostro popolo, tutti i popoli del globo commetterebbero un cri
mine contro la loro stessa salvezza, contro lumanit, se non prendessero
i-srinpio dalla repubblica fallita degli Stati Uniti e si volessero contentare
ili spezzare il giogo di un re, per obbedire a dei mercantucoli. Se per il
popolo deve farsi luce, allora nella prossima rivoluzione si tratter non di
rovesciare semplicemente il monarca, ma la monarchia. La monarchia
per non sta nello stemma e nella corona, la monarchia il privilegio,
imi il privilegio di tutti i privilegi la ricchezza. Se la scure rivoluzionaria
lilibane questo nemico, trono, nobilt e tracotanza dei mercanti vai illcranno con esso, come i muri di un edificio con le loro fondamenta.
Se lo lascia intatto, tutto il resto si lever di nuovo sulle sue spalle, fini hi un nuovo fulmine abbatter il nuovo edificio .
Venedey rispose a questi eloquenti ragionamenti con generiche frasi
radicali, le quali provavano soltanto che egli non aveva neppure capito
che cosa Schuster volesse dire. Nel 1835, egli fu espulso dal governo franicse, mentre gli artigiani tedeschi ricevettero per le brighe del Bundes
tag lordine di abbandonare Parigi; queste misure naturalmente servi
vano a colpire pi rudemente gli elementi proletari della Lega dei pro
scritti. In un articolo sulla libert, apparso anonimo ma dovuto eviden
temente alla penna di Schuster, il Proscritto dichiarava : Si! Lo diciamo
alto a amici e nemici: non nostra intenzione contentarci di miserevoli
pagliacciate consistenti in cambiamenti di governo e di costituzione che
nella storia moderna, a spese del popolo, cosi spesso hanno fatto la fe
licit dei ceti dominanti; il nostro scopo pi lontano e poich non
95

nel nostro carattere illudere alcuno, nel bene come nel male, lo indi
chiamo fin da ora chiaro e tondo. Esso : radicale emancipazione, so
ciale come politica, delle classi lavoratrici. La scissione nella Lega dei
proscritti era ormai imminente.
Poco dopo la formazione di questa lega era nata, anche in Svizzera, la
prima organizzazione di profughi tedeschi. In quel paese Mazzini, nel
febbraio del 1834, aveva intrapreso un attacco armato verso la Savoia,
appoggiato da rivoluzionari tedeschi. La spedizione nella Savoia falli.
Mazzini, allora, fond una Giovane Europa dei popoli contro la
vecchia Europa dei re. Essa era formata da una Giovane Germania, una
Giovane Italia e una Giovane Polonia, cui si aggiunsero pi tardi una
Giovane. Francia e una Giovane Svizzera. Come gi risultava dalla
direzione impressale da Mazzini, la Giovane Europa era aliena da ten
denze socialiste; nel suo atto di fondazione, che risale allaprile 1834, la
liberta, 1eguaglianza e lumanit sono definite i tre elementi inviola
bili dai quali soltanto pu derivare la soluzione del problema sociale;
in un altra manifestazine si parla addirittura della santit della propriet.
Tuttavia la Giovane Germania, per le stesse ragioni della Lega dei pro
scritti, era destinata allagitazione tra gli artigiani tedeschi in Svizzera.
La liberta svizzera di associazione e di riunione le dava un raggio dazione
pi ampio di quello della Lega dei proscritti a Parigi; i suoi membri
fondarono associazioni operaie culturali, circoli di lettura, di canto e
associazioni ginnastiche, dove essi lavoravano tra i garzoni artigiani
tedeschi e potevano reclutare nuovi aderenti. La Giovane Germania si
estese a Berna, Zurigo, Ginevra, poi anche a Biel, Solothurn, S. Gallo,
Losanna e in altre citt della Svizzera.
Essa era in contatto con la lega parigina sul piano delia propaganda:
diffondeva come propri scritti programmatici il Proscritto assieme al li
bro di Lamennais. Ilioltre la lega dette vita ad una letteratura mezzo in
prosa e mezzo in poesia, un po truculenta e un po reboante, sullo stile
di quellala giacobina della Burschenschaft che una volta aveva affilato
il pugnale contro i sovrani traditori e adesso era largamente rappre
sentata tra i fondatori della Giovane Germania. Linquietudine delle
dinastie della Germania meridionale crebbe tanto pi, quando a Steinhlzli presso Berna, durante una riunione di artigiani tedeschi, le loro
bandiere furono gettate nel fango e calpestate e fu innalzato invece il
vessillo nero-rosso-oro. Metternich si era gi abbastanza spaventato per
lirruzione di Mazzini nella Savoia, perci fece pressioni, attraverso il
Bundesrat, sulla Dieta svizzera perch abolisse il diritto di asilo per
96

Il ,i PI >artenenti alla Giovane Germania. Poich la Dieta non si pieg


ululo. l'Austria e la Prussia, mandarono loro agenti segreti in Sviz..... , di questi uno, lo studente Lessing, fu pugnalato a Zurigo senza
i In mai si riuscissero a catturare gli uccisori. La Confederazione tedesca
pii libi agli studenti di frequentare le universit svizzere e ai garzoni
in g ia lli di emigrare in Svizzera; pi efficace di tutto si rivel, allora
.....ir in seguito, la minaccia del blocco commerciale. Alla fine la
Dirla si pieg; con ripetuti decreti, nel 1834 e nel 1836, essa
r i p u l s e i rivoluzionari tedeschi e disciolse le associazioni artigiane te. Irvhc. La caccia repubblicana ai profughi fu poco meno violenta delle
l*i i eruzioni monarchiche contro i demagoghi, e ci costitu una prova
Il pi del fatto che le diversit nelle forme statali possono avere un si
gnificato soltanto problematico. La Giovane Germania scomparve quasi
IH tutto tranne che nei cantoni di Ginevra e di Vaud, le cui autorit
rumo un po meno zelanti nel fare gli sbirri.
Attorno alla stessa epoca in cui veniva soppressa la Giovane Germania,
la Ixga dei proscritti si scisse. Sono la guida di Schuster ne uscirono i
membri pi energici; invece di giocare inutilmente alla rivoluzione, anir|x)sero la propaganda alla cospirazione. Nel 1836 essi fondarono la Le
ga dei giusti, composta prevalentemente da artigiani, che si dette una co
nduzione democratica. Subito ne venne eletta la direzione, tra i cui ment
i l i i spiccavano Karl Schapper, di Nassau, che, scacciato dalla Svizzera, si
guadagnava la vita a Parigi come compositore tipografo, il calzolaio Heiniich Bauer originario della Franconia e il sarto Wilhelm Weitling di
Magdeburgo. Le circostanze certamente costrinsero la lega a restare ancora
una societ semicospirativa; essa cercava un appoggio nella Societ delle
stagioni, cosi come la Lega dei proscritti laveva cercato nella Societ dei
diritti delluomo. Tuttavia in seno alla lega si fece sempre pi vivo il
bisogno di superare le forme grossolane di babouvismo. Nel 1838 Weit
ling scrisse lopera Lumanit com e come dovrebbe essere, una profes
sione di fede comunista influenzata fortemente, nella forma, da Lamennais, ma non meno fortemente, nel contenuto, dal socialismo utopisticocritico. Quanto profondamente queste concezioni fossero di gi pene
trate nella lega, lo prov lo zelo generoso che i suoi membri dimostrarono
nel diffondere lo scritto di Weitling. Essi sopportarono le pi gravi pri
vazioni per poterlo stampare in una tipografia clandestina e diffonderlo
in 2000 esemplari fra gli artigiani tedeschi. Sempre nello spirito del
socialismo utopistico,
eitling fond anche una mensa organizzata co97

nel nostro carattere illudere alcuno, nel bene come nel male, lo indi
chiamo fin da ora chiaro e tondo. Esso : radicale emancipazione, so
ciale come politica, delle classi lavoratrici. La scissione nella Lega dei
proscritti era ormai imminente.
Poco dopo la formazione di questa lega era nata, anche in Svizzera, la
prima organizzazione di profughi tedeschi, in quel paese Mazzini, nel
febbraio del 1834, aveva intrapreso un attacco armato verso la Savoia,
appoggiato da rivoluzionari tedeschi. La spedizione nella Savoia falli.
Mazzini, allora, fond una Giovane Europa dei popoli contro la
vecchia Europa dei re. Essa era formata da una Giovane Germania, una
Giovane Italia e una Giovane Polonia, cui si aggiunsero pi tardi una
Giovane. Francia e una Giovane Svizzera. Come gi risultava dalla
direzione impressale da Mazzini, la Giovane Europa era aliena da ten
denze socialiste; nel suo atto di fondazione, che risale allaprile 1834, la
liberta, 1eguaglianza e lumanit sono definite i tre elementi inviola
bili dai quali soltanto pu derivare la soluzione del problema sociale;
in unaltra manifestazine si parla addirittura della santit della propriet.
Tuttavia la Giovane Germania, per le stesse ragioni della Lega dei pro
scritti, era destinata allagitazione tra gli artigiani tedeschi in Svizzera.
La liberta svizzera di associazione e di riunione le dava un raggio dazione
piu ampio di quello della Lega dei proscritti a Parigi; i suoi membri
fondarono associazioni operaie culturali, circoli di lettura, di canto e
associazioni ginnastiche, dove essi lavoravano tra i garzoni artigiani
tedeschi e potevano reclutare nuovi aderenti. La Giovane Germania si
estese a Berna, Zurigo, Ginevra, poi anche a Biel, Solothurn, S. Gallo,
Losanna e in altre citt della Svizzera.
Essa era in contatto con la lega parigina sul piano della propaganda:
diffondeva come propri scritti programmatici il Proscritto assieme al li
bro di Lamennais. Inoltre la lega dette vita ad una letteratura mezzo in
prosa e mezzo in poesia, un po truculenta e un po reboante, sullo scile
di quellala giacobina della Burschenschaft che una volta aveva affilato
il pugnale contro i sovrani traditori e adesso era largamente rappre
sentata tra i fondatori della Giovane Germania. Linquietudine delle
dinastie della Germania meridionale crebbe tanto pi, quando a Steinhlzli presso Berna, durante una riunione di artigiani tedeschi, le loro
bandiere furono gettate nel fango e calpestate e fu innalzato invece il
vessillo nero-rosso-oro. Metternich si era gi abbastanza spaventato per
lirruzione di Mazzini nella Savoia, perci fece pressioni, attraverso il
Bundesrat, sulla Dieta svizzera perch abolisse il diritto di asilo per

li appartenenti alla Giovane Germania. Poich la Dieta non si pieg


ulmo, l'Austria e la Prussia, mandarono loro agenti segreti in Sviz.i ni, di questi uno, lo studente Lessing, fu pugnalato a Zurigo senza
lo inni si riuscissero a catturare gli uccisori. La Confederazione tedesca
inolili agli studenti di frequentare le universit svizzere e ai garzoni
mugolili di emigrare in Svizzera; pi efficace di tutto si rivel, allora
inno in seguito, la minaccia del blocco commerciale. Alla fine la
I lima si pieg; con ripetuti decreti, nel 1834 e nel 1836, essa
i|nilse i rivoluzionari tedeschi e disciolse le associazioni artigiane te
de* he. La caccia repubblicana ai profughi fu poco meno violenta delle
prisedizioni monarchiche contro i demagoghi, e ci costitu una prova
di pi del fatto che le diversit nelle forme statali possono avere un si
gnificato soltanto problematico. La Giovane Germania scomparve quasi
del tutto tranne che nei cantoni di Ginevra e di Vaud, le cui autorit
rumo un po meno zelanti nel fare gli sbirri.
Attorno alla stessa epoca in cui veniva soppressa la Giovane Germania,
l,i Lega dei proscritti si scisse. Sotto la guida di Schuster ne uscirono i
membri pi energici; invece di giocare inutilmente alla rivoluzione, aniqxisero la propaganda alla cospirazione. Nel 1836 essi fondarono la Le
ga dei giusti, composta prevalentemente da artigiani, che si dette una co
si iiuzione democratica. Subito ne venne eletta la direzione, tra i cui ment
ili t spiccavano Karl Schapper, di Nassau, che, scacciato dalla Svizzera, si
guadagnava la vita a Parigi come compositore tipografo, il calzolaio Heinlich Bauer originario della Franconia e il sarto Wilhelm Weitling di
Magdeburgo. Le circostanze certamente costrinsero la lega a restare ancora
una societ semicospirativa; essa cercava un appoggio nella Societ delle
stagioni, cosi come la Lega dei proscritti laveva cercato nella Societ dei
diritti delluomo. Tuttavia in seno alla lega si fece sempre pi vivo il
bisogno di superare le forme grossolane di babouvismo. Nel 1838 Weit
ling scrisse lopera Lumanit com e come dovrebbe essere, una profes
sione di fede comunista influenzata fortemente, nella forma, da Lamennais, ma non meno fortemente, nel contenuto, dal socialismo utopisticocritico. Quanto profondamente queste concezioni fossero di gi pene
trate nella lega, lo prov lo zelo generoso che i suoi membri dimostrarono
nel diffondere lo scritto di Weitling. Essi sopportarono le pi gravi pri
vazioni per poterlo stampare in una tipografia clandestina e diffonderlo
in 2000 esemplari fra gli artigiani tedeschi. Sempre nello spirito del
socialismo utopistico, Weitling fond anche una mensa organizzata co97

munisticamente per i garzoni dei sarti tedeschi a Parigi, che fu per questi
di grande utilit.
Frattanto la Lega dei giusti, come diramazione tedesca della Societ
delle stagioni, fu coinvolta assieme con quest'ultima nella grave scon
fitta subita dalla societ il 12 maggio 1839 nel suo tentativo di insurre
zione. Karl Schapper e Heinrich Bauer, dopo un lungo periodo di de
tenzione, dovettero lasciare la Francia. Andarono a Londra, dove assieme
a Josef Moli, un orologiaio di Colonia, fondarono il 7 febbraio 1840 una
Associazione culturale operaia pubblica che ancor oggi sussiste. In pari
tempo ristabilirono la Lega dei giusti e ne trasferirono il centro di gra
vit a Londra. Weitling radun a Parigi gli elementi della lega che si
erano sparpagliati, poi nellestate del 1840 sost per breve tempo in
Svizzera e nella primavera del 1841 pi a lungo per farvi propaganda
comunista. Allinizio urt in grandi difficolt. Come era naturale, tent
prima di tutto di intendersi con gli avanzi della Giovane Germania, ma
il seme di Hambach e Steinholzli gli oppose una forte resistenza. I
giovani tedeschi di comunismo non ne volevano sapere. Essi dominavano
nella associazione culturale operaia di Ginevra, dalla quale avevano
espulso tutti coloro, in particolare svizzeri, che fossero alieni dalle que
stioni politiche. A loro volta adesso non volevano farsi soppiantare dai
comunisti. Weitling giunse a conquistare l uno o laltro di loro; cosi
August Becker, lamico di Georg Biichner; ma non gli riusc di tirare
dalla sua parte tutta lassociazione. Persino quando egli rese plausibile
alla maggioranza dellassociazione il piano di una mensa comune, i gio
vani tedeschi ottennero un voto di sfiducia contro la sua persona, impe
dendone lelezione ad amministratore, sebbene egli si fosse offerto di ri
coprire quella carica senza compensi, nel caso che non si fosse avuto lo
sperato guadagno. Anzi, i politici di Hambach espulsero senzaltro
dallassociazione cinque membri sospetti di comunismo e stabilirono che,
se la maggioranza fosse diventata comunista, la minoranza avrebbe avuto
il diritto di esigere il patrimonio sociale. Quanto pi paurosi e rabbiosi
erano i giovani tedeschi, con tanto maggiore vivacit e disinvoltura W eit
ling conduceva queste lotte. Egli le stimava necessarie per vedere se
il giovane principio del comunismo fosse all'altezza dei suoi grandi
fini e per abituare i paurosi diplomatici, magistrati e mercanti al
rombo della dottrina comunista, come i marinai al ruggito delle onde.
Maggior successo, anche se in segreto, Weitling sembr avere presso
alcuni ricchi abitanti del cantone di Vaud, i quali erano stati conqui
stati al comunismo da Buonarroti durante il suo esilio in Svizzera. Allora

98

li!' riusc di reclutare un eccellente talento amministrativo nella persona


dii (linciatore svevo Simon Schmidt. Assieme a costui Weitling fond
..... segreta Lega dei giusti, che dapprincipio si estese nella Svizzera
( i t i n e esc -poi anche in quella tedesca. I suoi membri venivano obbliM'Ui, allatto dellaccettazione, a questa professione di fede: Noi operai
tiiiini) infine stanchi di lavorare per i fannulloni, di patire privazioni
u n i u r e altri nuotano nel lusso; noi non vogliamo pi lasciarci imporre
Iii ..ulti gravami dagli egoisti, rispettare leggi che mantengono le classi
pi numerose ed utili dellumanit nell'abbrutimento, nelle privazioni,
m i disprezzo e nellignoranza, per dare in mano ad alcuni pochi i mezzi
'Mule farsi signori di queste masse lavoratrici. Noi vogliamo diventare
liberi e vogliamo che tutti gli uomini sul globo terrestre vivano liberi
i o n i e noi, che nessuno sia considerato migliore o peggiore di altri, ma
lutti si dividano tutti i pesi, le fatiche, le gioie e i piaceri, vale a dire
vivano in comunit. Gli appartenenti alla lega si davano del tu e si
ihiamavano fratelli; si impegnavano a respingere qualsiasi maldicenza
*- sia pure con una dose di verit - per svergognare il maldicente;
mi essere moderati in tutti i piaceli; a studiare e discutere tutti i sistemi
vociali; a fare propaganda orale per i principi della lega e diffonderne
gli scritti; a pagure un piccolo contributo mensile ecc.
La lega doveva essere segreta soltanto per rendere possibile lazione
anche nei paesi dove, come in Francia e in Germania, non vi era li
bert di associazione. Altrimenti Weitling, contrariamente ai giovani te
deschi, era, oltre che per laffratellamento di tutti gli operai, anche per
la propaganda pubblica. Nella lega segreta egli voleva raccogliere i co
munisti pi attivi e con idee pi chiare come in un centro dal quale essi
potessero dirigere le associazioni pubbliche di cultura, lettura, canto e
mensa. Per lui una intensa vita associativa era come una vera scuola
preparatoria della vita nello Stato; egli definiva le associazioni la pri
ma fedele immagine, in piccolo, della societ. Gli appartenenti alla
lega dovevano evitare azioni di repressione, incontrandosi in piccolo
numero e in abitazioni private, luoghi di lavoro, osterie. Nessuna
forza umana capace di arrestare la propaganda del bene e del vero,
non si pu impedire di parlare alla gente sul lavoro, a tavola, nelle
loro camere da letto e a passeggio . Inoltre Weitling era attivo at
traverso la stampa: sin dal settembre 1841 aveva cominciato a pubblicare
un periodico mensile, lo Hilferuf der deutschen Jugend, col motto: Con
tro linteresse dei singoli, in quanto danneggia linteresse di tutti, e per
linteresse di tutti senza escludere nemmeno un singolo. Dal gennaio
99

1842 questo organo apparve sotto il nome di Junge Generation; nel di


cembre dello stesso anno Weitling pubblic le Garanzie dellarmonia e
della libert, la sua opera principale nella quale culminano tutte le sue
pubblicazioni anteriori e dalla quale derivano tutte quelle posteriori. Su
di essa in particolare si fonda la gloria di Weitling di essere il primo
teorico del comunismo tedesco.

2. Wilhelm Weitling
Wilhelm Weitling nacque nel 1808 a Magdeburgo, e, in quanto fi
glio illegittimo, crebbe tra gravi privazioni e stenti. Impar il mestiere
di sarto, e dal 1828 al 1835 peregrin per la Germania. Di questepoca
della sua vita si conosce in generale assai poco, e quasi nulla di vera
mente sicuro. Sembra che nel 1830 partecipasse con alcuni versi
satirici alle agitazioni in Sassonia di cui nella sua opera princi
pale mette in rilievo l'avventatezza con disprezzo; a Vienna sarebbe
stato il rivale fortunato di un arciduca per conquistare i favori di una
fanciulla e quindi ne sarebbe stato espulso dal rivale beffato. La svolta de
cisiva della sua vita fu quando, verso il 1835, giunse a Parigi vivendovi,
con qualche interruzione, fino al 1841. Col suo spirito sveglio e vivace
assimil avidamente le teorie del socialismo francese, mentre partecip
appassionatamente alle lotte rivoluzionarie della classe lavoratrice nella
Lega dei giusti. Egli tent di dare nuovo vigore a quelle teorie per
questa lotta, divenendo cosi un po laneillo di congiunzione fra il sociali
smo utopistico e il socialismo proletario.
Anello di congiunzione in maniera corrispondente alla sua posizione
sociale intermedia. Weitling era gi un proletario ma ancora un gar
zone artigiano. Apparteneva a uno strato piccolo-borghese che si proleta
rizzava inesorabilmente, ma proprio per questo non aveva una chiara co
scienza di classe. Come membro di una classe oppressa, Weitling vide
assai bene quanto ingannevoli fossero le speranze riposte dagli utopisti
nei re e nei milionari; egli non le abbandon del tutto ma ne parlava co
me di una cosa nella quale lecito sperare senza farci affidamento. Tut
tavia, per la sua origine piccolo-borghese egli ignora una vita storica
propria del proletariato. La base della sua teoria pur sempre l'eguaglianza,
che tanta parte ha nella stock del socialismo francese; nella sua critica
100

.Iella societ borghese, per quanto brillante essa sia, egli completamente
ulle posizioni moralistiche degli utopisti, mentre per intelligenza storica
r assai inferiore a Saint-Simon e Fourier. Le sue ipotesi sulla nascita dei
i apporti di propriet sono campate in aria, poich egli aderiva alla conce
none storica e illuministica secondo cui la storia universale non altro
i he un racconto di grandi ruberie nel quale la parte onesta sempre
tata gabbata in ogni epoca.
Da un altro punto di vista, certamente, egli supera questa conce
zione. Weitling crede al progresso della societ come legge di natura e
a che tale legge valida anche nella societ odierna. Rifacendosi a
Fourier, egli vede lelemento dellordine sociale nei desideri delluomo,
semplificando per considerevolmente la classificazione degli impulsi
fatta da Fourier. Weitling conosce tre classi principali di desideri, quelli
del sapere, del guadagno, del piacere. Ai desideri corrispondono le ca
pacit di soddisfarli e lapplicazione di queste capacit consiste nei la
vori spirituali e fisici delluomo. Le capacit sono i confini naturali dei
piaceri. La natura poi avrebbe posto tutte le sue attrattive nella soddisfa
zione dei piaceri per mettere in movimento lintero organismo. Queste
attrattive stimolano i sensi a nuovi desideri e dai nuovi desideri si svi
luppano nuove capacit. Cosi nasce il progresso dellumanit.
Perci in una data societ vi sempre il miglior equilibrio tra i de
sideri e le capacit umane. Con i desideri crescono le capacit, con le
capacit i desideri. La causa di ogni malessere sociale il turbamento
violento di queUequilibrio. Dalla libert e dallarmonia dei desideri
e delle capacit di tutti sorge ogni bene, mentre dalla inibizione e re
pressione delle due cose, a vantaggio di pochi, ogni male. In queste
poche parole si riassume tutta la questione . Nella societ odierna,
il freno posto ai desideri degli uni a vantaggio dei desideri degli
altri genera una orribile diseguaglianza nei rapporti sociali e parto
risce e moltiplica leggi, delitti, punizioni. Tale freno stato reso
possibile dal fatto che dominano i desideri del guadagno e del piacere;
mentre il desiderio del sapere deve cederla a quei suoi compagni sen
suali e degenera in insensatezza, errore, superstizione, illusione e men
zogna a vantaggio dellavidit di ricchezze e di piaceri.
Tuttavia la potenza del sapere non si lascia opprimere a lungo. Essa
fa valere la sua pretesa alia guida della societ, minando lentamente le
basi dellattuale ordinamento sociale e aprendo inaspettatamente la via
al progresso prospettando ai desideri del guadagno e del piacere scoperte
e invenzioni come esche che favoriscono e garantiscono lavidit di ric
101

chezze e di piaceri, senza che essi sospettino che stanno cosi ponendo
fine ai proprio dominio. L applicazione della forza dei vapore alle mac
chine e specialmente larte della stampa, sono gli esempi ai quali Weitling
si appella. Egli dice che la stampa permette di raccogliere e mantenere le
scintille delle scienze, finch esse siano abbastanza forti da abbattere
i desideri dellinteresse personale.
evidente che Weitling a suo modo sa maneggiare assai bene la
dialettica economica. Ma il modo di un garzone artigiano, non di un
proletario con coscienza di classe. Weitling non nega affatto limpor
tanza della libert politica per lemancipazione economica del proleta
riato; egli rivendica espressamente la libert di associazione, di stampa e
di voto. Tuttavia egli trova, in fin dei conti, che con ci non si pu con
cludere niente sotto il dominio del sistema del denaro. Egli sta proprio a
meta tra socialismo utopistico e socialismo proletario. Con particolare
acutezza questa posizione si fa sentire nel suo giudizio sulla libert di asso
ciazione. Weitling polemizza contro Fourier, poich questi voleva per
mettere nei suoi falansteri, accanto alla ricompensa del lavoro, una ricom
pensa del capitale e del talento; egli si prende gioco della chimerica
speranza dei fourieristi di allettare con ci gli uomini danarosi. Vuole
1 associazione proletaria. Ma se essa per lui gi in parte unarma di
propaganda rivoluzionaria, anche, in parte, pur sempre unarma di set
tarismo comunistico, come lo dimostra il grande valore che Weitling
annetteva alle mense. Il pensiero che la classe operaia acquisti, nella lotta
per il potere politico, anche la capacit di esercitare tale patere, affiora
qua e l irresistibilmente, ma non mai annunciato con chiarezza ine
quivocabile.
Ma Weitling , nella stessa misura, lontano dalla coscienza di classe
operaia come dall utopismo borghese. Egli sa che la classe operaia non
sar mai liberata se non si libera da s. Per lui la rivoluzione del prole
tariato diventa quel che per Fourier era il milionario provvidenziale.
Una rivoluzione che, proprio nello spirito della teoria di Weitling, non si
aPPfy>*a aI crescente irrobustirsi, ma al crescente immiserimento degli
operai. Egli vuole che il disordine esistente sia portato al culmine mas
simo, che le classi lavoratrici siano gettate in una miseria sconfinata. Nella
loro disperazione egli vede la leva pi efficace per la rivoluzione e ri
pone le sue speranze perfino nel sottoproletariato, raccomandando il
furto come ultima arma dei poveri contro i ricchi.
Partendo da tale teoria egli, naturalmente, deve avere bello e pronto
il piano di una nuova societ da edificare al posto della vecchia e ab102

Iattuta. Quel che a lui preme stabilire lequilibrio natural tra i desideri
r le capacit e perci assicurare al desiderio del sapere, vale a dire alla
hi ienza, lamministrazione sui dsideri di guadagno e di piaceri; vale a
dire sulla produzione e sul consumo. Lamministrazione, non il governo,
r Una societ perfetta non conosce governi ma una amministrazione, non
leggi ma doveri, non punizioni ma rimedi... non vi debbono essere n ono
rificenze, n formule di sottomissione, n segni esterni di gloria e di
disprezzo; nessuno comanda e nessuno obbedisce, ma tutto si regola,
si sistema, si perfeziona. Non vi sono ne delitti ne pene, ma solo an
cora una sopravvivenza di malattie e debolezze umane, con le quali la
natura ci attraversa il cammino impegnando la nostra capacit fisica e
morale alla loro eliminazione, sicch quelle debolezze diventano una
ruota motrice del progresso. Quella sopravvivenza non la si pu eli
minare con leggi e pene, ma con rimedi; Weitling dedica un capitolo a
parte a tale medicina filosofica.
Weitling escogita, con penetrante sottigliezza, lorganizzazione della
nuova amministrazione, che in futuro dovrebbe dirigere la societ co
munistica, quella che lui chiama la grande lega delle famiglie. Alla sua
testa la triade, ovvero un triumvirato composto dai pi grandi filosofi
che siano i geni pi eminenti nella medicina, nella fisica e nella mec
canica. Viene poi la compagnia centrale dei maestri , che elegge la
triade e ricopre gli uffici pi importanti della grande lega delle famiglie.
Dopo di che abbiamo le compagnie dei maestri, i quali amministrano
distretti, paesi, circondari e piccole leghe di famiglie. Allo scopo di sem
plificare e facilitare lamministrazione, ogni compagnia di maestri elegge
dal suo seno una direzione del lavoro, mentre la compagnia centrale elegge
la grande direzione del lavoro che sta al fianco della triade come per
sonale esercitante l'amministrazione. Accanto alle compagnie dei maestri
sono le accademie, le quali amministrano i lavori piacevoli e belli,
finch essi non siano diventati generali; dal loro seno esse costituiscono,
come commissione, il consiglio accademico. Accanto a tutti questi orga
nismi che dirigono lamministrazione, stanno commissioni sanitarie sotto
la direzione speciale del consiglio di sanit che, come la grande direzione
del lavoro, coadiuva la triade nellamministrazione della grande lega
delle famiglie.
superfluo addentrarsi in questi particolari, o, ancor pi, criticarli.
Limportanza storica delle utopie non risiede nella impalcatura esterna
che, con maggiore o minore abilit, i loro autori erigono per dimostrare
lattuabilit pratica delle loro idee riformatrici, bens in queste stesse
103

idee, nellacutezza e profondit con cui esse toccano le radici stesse dn


mali sociali. Ci vale particolarmente per Weitling che, in un certo senso,
utopista suo malgrado. Poich egli capace di conoscere soltanto il
lato negativo della rivoluzione proletaria, deve inventarne di sua test,
il lato positivo. Ma egli ha lesatta percezione di fornire con ci soltanto
un surrogato; fin dalla prefazione alle Garanzie, egli spiega che il suo
compito di indicare alla societ che cosa essa in una cattiva orga
nizzazione e che cosa potrebbe essere in una migliore. Egli ammoniste
di non annettere troppa importanza ai piani vagheggiati per una nuova
costruzione e afferma niente esservi di perfetto sotto il sole e che mai si
potr trovare una organizzazione della societ perfetta e immutabile pet
tutte le epoche. II pensiero riformatore, che sta alla base di quella fan
tastica costruzione di consigli accademici e sanitari, di compagnie cen
trali di maestri e compagnie di maestri fino alla suprema triade dei geni
pi grandi, la chiara percezione del fatto che gli interessi personali dei
governanti sfruttano la societ. Nessuno deve essere piu povero del
governo, dice Weitling; finch si permetter a coloro che amministrano le
ricchezze di tutti di avere e acquistare ricchezze particolari personali,
anche la loro amministrazione dannegger gli interessi di tutti. Non per
sone ma capacit debbono guidare la grande lega weitlinghiana delle fa
miglie. Gli uffici debbono essere assegnati non eleggendo persone ma
capacita, attraverso concorsi decisi in base a saggi inviati su determinate
questioni, saggi che saranno trattazioni scritte attorno ad utili argomenti
scientifici, invenzioni e scoperte, saggi di prodotti artistici, disegni e
piani di edifici, macchine, strumenti e altre cose del genere. I concorrerti
inviano i loro saggi a quelle istanze nelle quali desiderano di venire
accolti. I loro nomi per restano sconosciuti e vengono resi noti da loro
stessi solo dopo lesito favorevole dellesame.
Weitling non dimentica, per larmonia dei desideri e delle capacit
umane, la loro, libert. Ancora una volta sullesempio di Fourier, divide
i lavori in necessari, utili e gradevoli. Per ogni uomo capace di lavorare
prescritto un determinato tempo di lavoro nel quale egli fornir lavori
necessari e utili e per il quale riceve dalla societ i necessari mezzi
di sussistenza. Weitling riconosce la superiorit del lavoro sociale su
quello isolato e la sa spiegare con lucidit. Per lui sufficiente una giornata
lavorativa di sei ore. Le cose stanno diversamente per i lavori gradevoli.
Poich la natura non costringe nessuno a godere i beni di ci che
gradevole, nessuno pu essere costretto a lavori gradevoli. Larmonia di
tutti e la libert del singolo, che si condizionano a vicenda, richiedono
104

nsanamente che a ciascuno sia lasciato di decidere se vuole lavorate


poco o niente per i piaceri del gradevole a seconda che egli de,i,|, i I molto, poco o niente. A questo proposito Weitling regola produ, Ioik* c consumo con i libri commerciali, nei quali su di una co......... sono registrate le ore di lavoro fornite e sullaltra i piaceri di cui
,1 ' fruito. I libri commerciali sono i beniamini di Weitling. Egli ne fa
il seguente panegirico: Essi sono al tempo stesso passaporto, certificato
Il battesimo, di cittadinanza e di libert, referenze, cambiali, ricevute,
libili mastro, diario, titolo di studio, biglietto dingresso, lettera commen
dili i/.ia, colletta, portafoglio, calendario;- essi sono lo specchio di tutti
I Insogni fisici e spirituali dellindividuo, il suo ritratto, la sua biografia;
In breve lintera immagine dellindividuo, come mai ancora era stata
11|presentata . In tutto questo entusiastico discorso si sfogava il tor
mento per le innumerevoli vessazioni che la burocrazia e la polizia telr a infliggevano ai garzoni artigiani con prescrizioni di attestati e
lenificati senza numero.
Ma come edificare la nuova societ, dopo avere abbattuto quella vec, Imi? La posizione sociale intermedia di Weitling fece si che egli ondeg
giasse su questo problema e anche che giungesse alla seguente conclu
sione: la cosa migliore per il periodo di transizione che, ad un certo
momento, con la rivoluzione in uno Stato qualsiasi giunga al timone
ilei lamministrazione un qualche uomo legato dal pi grande amore al
principio comunistico, nella cui attuazione egli trovi la sua felicit, il
SUO onore, la sua vita. Weitling torna spesso su questo argomento e
alla fine conclude cosi: U n nuovo messia verr per attuare la dottrina
del primo. Egli distrugger ledificio putrido del vecchio ordinamento
lodale, avvier le sorgenti delle lacrime nel mare delloblio e trasformer
in paradiso la terra. Prepariamoci a riceverlo degnamente! Ma da che
i osa riconosceremo questo messia? Da ci : egli proceder semplicemente
c schiettamente, disprezzer lincanto di Mammona e aprir il suo cuore
alle sofferenze dellumanit. Egli discender dalle altezze della ricchezza
negli abissi della miseria, tra la calca dei miseri e dei reietti e mescole
r le sue con le loro lacrime... Ma non abbandoner il potere conferitogli,
finch non si sia adempiuta lopera ardita. Allora non la volont di un
singolo dominer sulla societ, bens il sapere di tutti. E il pi grande
messia con silenziosa modestia s adatter a questo nuovo dominio. Que
sto sar il coronamento della sua opera e tutto il mondo conoscer di
qui il secondo messia, pi grande del primo . Per quanto questa visione,
a suo modo grandiosa, si elevi al di sopra della speculazione dei fourie-

mim i

Minho,

105

fisti sul portafoglio dei milionari, non di meno essa ci riporta in piena
utopia.
'
Con vigore tanto maggiore, il proletario si fa sentire in Weitling,
quando egli urta negli ostacoli che nella pratica si frappongono alla li
berazione della classe operaia. Egli passa da parte a parte la menzogna
patriottica, che serve ai nemici giurati del progresso e della libert di
tutti come ultima ncora di salvezza dei loro errori, come salvagente dei
loro privilegi e la getta ai loro piedi, per rifugiarsi sotto la bau
diera dellumanit che non conter tra i suoi difensori n alti n bassi, n
poveri n ricchi, n signori n servi . Egli coglie la sostanza interna
zionale del moderno movimento operaio quando chiede che amore
oggi pu avere per la cosiddetta patria colui che niente vi ha da perdere
che non possa ritrovare in rutti i paesi stranieri? . Che al potere vi
siano Tizio o Caio, Napoleone o Federico Guglielmo o Nicola, sempre
gli operai devono fare la parte dellasino sotto l'un regnante non meno
che sotto laltro.
Non con altrettanta libert, Weitling affronta la questione femminile.
Egli crede ancora alla superiorit naturale delluomo e, finch la natura
non faccia miracoli, finch il sesso femminile non superi quello ma
schile nelle scienze utili, nelle invenzioni, nelle sue doti innate, la donna
non deve rivestire alcun ufficio dirigente nella nuova societ. Ma questa
anche lultima ombra che il mnage familiare dellartigiano getta sulle
teorie di Weitling a proposito del matrimonio e dellamore. Se no, egli
critica il matrimonio borghese con tanta asprezza quanta pertinenza.
Lamore il gheriglio, il matrimonio il mallo. Il sistema del denaro il
verme che si divora il gheriglio allinterno e lo fa andare a male. La
grande massa rosicchia il mallo amaro e acerbo. Eccovi la definizione
piena del nostro matrimonio attuale . Weitling esige una convivenza
libera, senza costrizione alcuna n matrimonio. Se il vincolo non si regge
piu col bisogno del rispetto, dellamicizia, dellamore: allora scioglietelo
in nome del cielo! Non createvi l'uno con laltro un doppio o triplice
inferno! . A questo punto egli conclude con grande trasporto: < Asciuga
le lacrime! Povera, infelice, disprezzata e maltrattata donna! E pensa che
parecchi altri esseri deboli ancora soffrono sul globo terrestre! Anche
per te irromper laureo raggio dellaurora liberatrice, per baciare sulle
tue ciglia umide le cocenti, amare lacrime della schiavit. Allora figgi
superbamente il tuo sguardo nellocchio del tuo tiranno, poich tu non
hai piu bisogno di lui e la legge non lo protegge pili; allora tu, povera,
ingannata, sedotta fanciulla, ritroverai un bravo marito, che calpesti il
106

pregiudizio della grande massa; allora voi, cari giovani e care ragazze,
dividi di vita nel fiore dei vostri anni vivete e amate! Allora lasciate
correre lardore che oggi innaturalmente represso nel vostro petto,
( he consuma il vostro cuore e paralizza la vostra energia, prima che esso
prenda una direzione dannosa per larmonia della societ e per la vostra
salute. Allora, ami chi capace di amare. Leducazione dei bambini a
partire dai tre o dai sei armi compito della societ; essi vengono accolti
nellesercito scolastico e istruiti in tutte le arti e le scienze, abituati a
tutti i lavori, in modo particolare ai pi sgradevoli; listruzione della
giovent deve essere legata al lavoro produttivo per la societ. Weitling
si prende gioco della religione nella misura in cui essa sfruttata dalle
chiese per illudere le classi sofferenti, facendole sperare in un incerto
aldil in cambio delle pene terrene. Con disprezzo egli scuote le spalle
dinanzi alle beghe delle stte . Nella forma, invece, egli molto ha
imparato da Lamennais e il cristianesimo primitivo gli familiare come
un movimento rivoluzionario di classi oppresse, figli raccomanda di
rispettare, compatibilmente con il principio comunistico, ci che ad altri
sacro; e per Ges nelle Garanzie manifesta una simpatia, che subito
dopo si sarebbe fatta ancora pi accesa..
Come comprensibile, nella critica economica di Weitling il si
stema di fabbrica passa in seconda linea rispetto al commercio. Egli sa
bene che lindustria organizzata sulle fabbriche genera la povert in massa
nelle sue forme pi terribili, ma ritiene che oggi si guadagni molto di
pi col commercio. Il commercio per lui la piovra principale che
succhia le masse fino al midollo, le sue invettive pi incendiarie sono di
rette contro i trafficanti di denaro e di merci. Come tedesco, come prus
siano, ha da dire energicamente la sua sul traffico delle onorificenze e sul
regime militare; quel che egli ha detto sulle vessazioni dei soldati con
serva ancor oggi intatto il suo valore.
Lopera principale di Weitling fece al suo apparire una notevole im
pressione. E con tutte le ragioni. Egli non sar stato, intellettualmente, alla
stessa altezza dei grandi utopisti delloccidente, tuttavia abbatt la bar
riera che li separava dalla classe operaia e ne fu il degno discepolo nel
suo entusiasmo, nella sua fantasia, nel suo acume. In tutto ci era su
periore al comunismo operaio contemporaneo di Cabet e senza- dubbio
superiore alla massa dei liberali, che proprio allora iniziavano la lotta
per la emancipazione politica della borghesia tedesca.
Nessuno lo ha riconosciuto pi volentieri dei contemporanei tedeschi
che, forse a ragione, avrebbero potuto guardare Weitling dall'alto in
107

basso. Ludwig Feuerbach, che ebbe da un garzone artigiano lopera


di Weitling, disse Come sono rimasto sorpreso dai sentimenti e dallo
spirito di questo aiutante sarto! In verit egli il profeta del suo ceto.
Mi ha colpito anche la seriet, latteggiamento, la sete di cultura di
questo garzone artigiano! Che cosa il codazzo dei nostri giovani ac
cademici di fronte a questo giovane lavoratore? . Friedrich Engels ha
definito Weitling lunico socialista tedesco che veramente abbia saputo
fare qualche cosa, e Karl Marx ha scritto: Dove potrebbe la bor
ghesia tedesca, compresi i suoi filosofi e i suoi esegeti, mostrare in rap
porto allemancipazione della borghesia alla emancipazione politica
un opera simile alle Garanzie dell'armonia e della libert di Weitling?
Se si confronta larida e meschina mediocrit della letteratura politica
tedesca con questo grandioso e brillante esordio degli operai tedeschi, se
si confrontano queste gigantesche scarpe di bambino del proletariato con
le minuscole ciabatte fruste della borghesia, si costretti a prevedere che
questa cenerentola diventer un atleta *, e sotto la viva impressione del
lopera di Weitling, Marx aggiungeva che il proletariato tedesco il
teorico del proletariato europeo, cosi come il proletariato inglese ne
1economista, quello francese il politico. Si doveva ammettere che la
Germania aveva una vocazione classica alla- rivoluzione sociale allo stesso
modo che era negata alla rivoluzione politica.
Per parte sua la borghesia tedesca si affrett a confermare questo
giudizio.

1 Cfr. K. M a r x -, G lo s s e m arginali d i critica all'articolo I l re d i P ru ssia


e la riform a so ciale, firmato-, un pru ssian o , in L a q u es tio n e eb ra ica e a ltri
scritti giov an ili, Editori Riuniti, Roma 19711
*3, p. 131.
108

La vittoria del romanticismo

Mentre in Svizzera il comunismo tedesco cominciava a diventare mag


giorenne, in Germania il romanticismo riportava ancora una volta piena'
vittoria. Era una vittoria di Pirro, che doveva ben presto pagare con il
suo completo tramonto, ma ci nondimeno una vittoria riportata contro
il primo assalto dell'opposizione borghese.
La successione al trono prussiano e, ancor pi, il pericolo di guerra
nel 1840 scatenarono le forze della borghesia che, a partire dal 1835,
erano in vigorosa ascesa. Il pensiero dellunit nazionale si andava tra
sformando da sogno dello spirito in realt palpabile. Mai versi pi
banali hanno provocato entusiasmo pi universale del Canto del Reno
che Nikolaus Becker aveva diretto contro le velleit di guerra francesi:
testimonianza eloquente del fatto che lunit tedesca era tanto caduta come
poesia quanto era salita come prosa. L'incombente pericolo di guerra
attir lattenzione su quanto miserevolmente la Confederazione tedesca
trascurasse il sistema dei traffici e quello militare, su quanto malamente
essa rappresentasse gli interessi economici e commerciali tedeschi al
lestero. Cominciavano a diventare popolari rivendicazioni come quella di
consoli dell Unione doganale, come la istituzione di parlamenti doganali
di industriali e commercianti, accanto ai congressi doganali dei governi.
Quanto pi vigorosamente si sviluppavano il commercio e i traffici tanto
pi le cinque diverse monete, le dieci diverse unit di misura e le undici
di peso dellUnione doganale ponevano l'esigenza di un Reich unitario.
Tale questione per era legata assai strettamente alla questione della
costituzione prussiana. La Prussia era lo Stato dirigente dellUnione do
ganale e praticamente in nessun altro Stato dellUnione doganale le classi
borghesi avevano cosi poca voce in capitolo come qui. David Hansemann,
un dirigente della borghesia renana, che ad Aquisgrana aveva fondato il
109

grande istituto d'assicurazione contro gli incendi, sin dal 1830 avev.i
fatto al re prussiano la comoda proposta di istituire due camere, delle
quali la prima sarebbe stata formata dai signori feudali e da uomini di
fiducia del re, la seconda da borghesi che pagavano forti tasse. Non tro
vando nessuna udienza alla sua proposta, egli aveva pubblicato, un paio
danni dopo, unopera in cui presentava al dispotismo prussiano come un
modello luminoso leconomia della borghesia francese. Egli voleva la
preservazione del capitale come scopo principale dello Stato e perci
la riduzione del bilancio statale, specialmente per le spese improduttive
destinate allesercito. Si lagnava amaramente dei gravi ostacoli che la
censura poneva alla borghesia in ascesa, impedendole di discutere non
soltanto questioni politiche ma anche economiche, sia pure nella forma
pi onesta e moderata. Dietro le vecchie rivendicazioni dellideologia
borghese, libert di stampa e vera rappresentanza popolare, stava adesso
il capitale con il suo peso crescente.
Quanto alla questione della rappresentanza popolare il dispotismo
prussiano marciava con una palla nelle ossa. Esso aveva infranto la solen
ne promessa fatta nei giorni della necessit, ma la legge del 22 maggio
1815, che prometteva una rappresentanza del popolo, incombeva
come un fantasma minaccioso e non poteva essere bandita da nessuna
parola del potere monarchico. Il dispotismo prussiano, per buone ra
gioni, non godeva di alcun credito nel mondo degli affari; per mante
nersi finanziariamente alla meglio, nel 1820, aveva dichiarato chiuso per
sempre il bilancio dei debiti statali e si era impegnato con i suoi cre
ditori a non assumersi nessun nuovo prestito senza la garanzia degli
stati. Esso non poteva menare per il naso i creditori come i suoi
amati sudditi.
A costoro, per la promessa del 1815, aveva concesso i Landtag proyinciali, specie di rappresentanze per le singole province, che secondo
la media generale erano composti per la met dalle grandi propriet- fon
diarie, per un terzo dalle citt e per un sesto dai contadini. Gli stati pro
vinciali erano convocati a beneplacito della corona; si riunivano a porte
chiuse sotto la presidenza di un maresciallo, nominato dal governo, che
aveva i poteri per eliminare ogni discussione sgradita; potevano espri
mere un parere niente affatto determinante sulle proposte del governo; il
diritto di decretare competeva loro previa approvazione del re
soltanto nelle questioni comunali come la istituzione di case di corre
zione e di pena, di enti assicurativi contro gli incendi, manicomi e ospizi
per sordomuti e altre cose del genere. Questi screditati organismi non of110

Invano alcuna garanzia ai creditori del dispotismo prussiano e cosi il


un sistema finanziario trascinava una vita stentata con trucchi finanziari,
Mline lallargamento del commercio marittimo in una societ segreta di
indilo per lo Stato, oppure col peso delle imposte che poteva ancora
i nere aumentato fino allimpossibile e mantenuto a fatica, ma non fare
limite a nessuna esigenza straordinaria e specialmente a nessuna guerra.
* di armamenti contro linsurrezione polacca, da soli, gli avevano inferro
mi colpo le cui disastrose conseguenze strapparono alla cricca militare
prussiana persino lobbligo del servizio militare biennale. Nella misura
In cui la Germania risaliva dalla sua arretratezza economica, le condi
zioni finanziarie prussiane diventavano tanto pi insostenibili. In partii olare, per ragioni economiche e militari, si imponeva la costruzione di
una rete ferroviaria prussiana, per le cui linee poco redditizie il ca
pitale chiese laiuto dello Stato sotto forma di una garanzia a interesse.
( aranzia che in sostanza era un nuovo prestito e perci richiedeva lap
provazione degli stati generali.
In questa situazione, Federico Guglielmo IV sali sul trono prussiano,
lur essendo per le impressioni decisive dei suoi anni di sviluppo intel
lettuale un vero romantico, era troppo astuto per non avvertire i segni
premonitori di una nuova epoca. Assai piu dei suoi predecessori e
successori, non si sentiva sempre a suo agio in quella caserma am
muffita e ogni tanto vi apriva uno spiraglio per prendere una boc
cata di aria fresca. Gli inizi del suo governo furono caratterizzati da
un gran numero di azioni e di discorsi romantici e da uno minore
di provvedimenti e frasi liberali. Ci dipendeva da quale delle classi
in lotta sapeva guadagnarsi questo spirito tentennante.
Fin da principio la partita fu assai impari. Era proprio come aveva
detto Kraus, il piu capace fra i seguaci tedeschi di Adam Smith: lo
Stato prussiano ben lungi dallessere una monarchia assoluta una
aristocrazia, un po velata. O come Chamisso, il cui chiaro intelletto
francese penetrava nella situazione della sua seconda patria assai pili
acutamente dei filistei indigeni, aveva cantato nel 1826 con la bocca
dei gesuiti francesi ma con lo spirito degli junker prussiani: ...e
il re assoluto, se fa come noi vogliamo . Il feudalesimo teneva in
mano, ben salde, tutte le leve dello Stato e per strappargliele loppo
sizione borghese avrebbe dovuto essere molto compatta con idee
chiare, molto energica. Ma, a paragone del partito feudale, era proprio
lopposto di tutto ci. Ci fu subito evidente al primo urto, quando gli
stati della provincia prussiana convocati a Konigsberg per rendere omag
111

gio al nuovo re invece di presentare la supplica tradizionale per la


conferma dei loro privilegi, espressero il reverente desiderio che il
re si degnasse di adempiere la sua promessa costituzionale del 1815.
Nella zona a oriente dellElba dello Stato prussiano, la provincia di
Prussia rappresentava in prima linea l'opposizione borghese. Fin dal
lepoca dellantico Ordine teutonico si era maturata in essa una certa
dose di sentimenti ribelli che, a causa della distanza da Berlino, non
aveva mai potuto essere estinta. Vi erano ancora contadini liberi in nu
mero relativamente notevole. Kant aveva insegnato a Knigsberg per
tutta la sua vita e tutti coloro che nella provincia avevano in qualche mi
sura una autocoscienza borghese, giuravano sulle parole del maestro. Nelle
guerre napoleoniche questa provincia aveva sofferto pi di qualsiasi
altra contrada tedesca e, pi di ogni altra, si era impegnata nella resi
stenza. Ma essa aveva scosso il giogo francese solo per finire sotto quello
infame del predominio russo. Se questa ontosa eredit della politica federiciana, sanzionata nuovamente al Congresso di Vienna, offendeva ogni
tedesco nel quale sopravvivesse ancora una scintilla di sentimento per
lonore nazionale, ci avveniva in prima linea nella provincia di Prussia
cui la barriera del confine russo impediva qualsiasi palpito di vita. Danzica e Knigsberg erano ridotte ad essere le ombre della loro antica pro
sperit commerciale, Elbing era completamente depauperata. A ci si ag
giunga lonta del trattato che costrinse lo Stato prussiano a consegnare
tutti i profughi russi. vero che la Russia si impegn a rendere lo stesso
servigio da aguzzino alla Prussia, ma nessun profugo tedesco si salv
al di l dei confini russi e il governo russo senza tante cerimonie spediva
in Siberia i sudditi prussiani che venivano sorpresi a fare il con
trabbando o si erano avventurati oltre i confini senza passaporto. Il pic
colo padre vibrava lo knut sui satrapi prussiani con satanico scherno.
Nel 1809 Federico Guglielmo II dovette intaccare i denari destinati a le
nire una terribile carestia per intraprendere un sontuoso viaggio da vas
sallo alla corte del sovrano russo; quando Federico Guglielmo IV fece
la dovuta visita dopo lincoronazione allo zar Nicola, questi grazi in
occasione della solennit e per la sua profonda commozione tutti i
sudditi prussiani deportati in Siberia per infrazioni doganali. E il re
prussiano accett questo insulto sanguinoso per festeggiare il piccolo
padre come il suo migliore e intimo amico, come il vero amico della
Prussia.
Questa situazione intollerabile aveva provocato nella provincia di
Prussia una ondata di profonda esasperazione che il prefetto von Schn
112

teppe abilmente concentrare sulliniziativa presa durante la presenta


zione degli omaggi al nuovo re. La sua energica volont fu lanima della
manifestazione. Schon era un uomo istruito ed intelligente, stimato in
lutti gli strati della popolazione e amato per i grandi servigi che con la
sua perizia amministrativa aveva reso alla provincia. Tuttavia, il fatto
stesso che egli potesse diventare un capo celebrato del liberalismo prus
siano basta gi a provare quanto l'opposizione borghese non avesse idee
thiare. Schon disprezzava la burocrazia arida e fossilizzata che imperava
nello Stato prussiano, il militarismo prussiano era per lui un fenomeno
equivoco tanto che, avendo una volta un membro del Landtag provin
ciale prussiano, nellesercizio delle sue funzioni, indossato la divisa da
ufficiale, egli sbott nella sua maniera assai aspra. Ma egli odiava anche
1Unione doganale e lunit nazionale e per lui quella di fax assorbire
la Prussia dalla Germania, era una pretesa assurda. Da buon ammiratore
di Kant voleva edificare lo Stato sui principi della ragion pura. Ma, in
fondo, la ragion pura era per lui la ragione di un junker illuminato il
quale giungeva a capire che la propriet fondiaria poteva sussistere non
nelle forme feudali della propriet, ma in quelle borghesi. Egli difese
questo punto di vista, allo stesso modo in cui, non per favorire i con
tadini, lo aveva sostenuto allepoca della cosiddetta liberazione dei conta
dini, anche quando present al re il memoriale Donde e dove?, per mo
tivare la necessit di una costituzione. Egli diceva in quello scritto che,
nel ceto medio come nella nobilt, si faceva sempre pi luce. Ma mentre
il ceto medio era in parte soddisfatto del dominio del ceto dei funzio
nari, perch esso stesso cercava di formarlo, e mentre la stessa cosa valeva
per la nobilt che serviva lo Stato, non avendo patrimoni o propriet
fondiarie, la tutela burocratica eia di necessit insopportabile per luomo
indipendente, in particolare per la nobilt terriera che, memore della sua
antica sovranit, si opponeva alla burocrazia. Schon era, nella stessa
misura, assai lontano sia dal liberalismo di Hansemann che dal romantici
smo del re, al quale lo legava una stretta amicizia, superiore al mutar
degli eventi.
Da principio il re accolse non senza benevolenza la supplica degli
stati prussiani. Solo dopo che fu tornato a Berlino e si trov nuovamente
irretito dal romanticismo feudale brandeburghese, dichiar inequivoca
bilmente che mai avrebbe attuato la legge costituzionale del 1815. Per
pura benevolenza riserv ai Landtag provinciali il diritto di pubblicare
i loro protocolli, senza tuttavia fare i nomi degli oratori; promise di con
vocarli regolarmente ogni due anni e di servirsi, nei periodi intermedi,

113

del loro consiglio attraverso commissioni elette dai Landtag. E ra n o


provvedimenti stentati che avevano unicamente lo scopo di suscitai
lapparenza degli stati generali, per superare pi facilmente le difficolil
finanziarie del dispotismo. Ma, prima che i Landtag provinciali con
vocati per la primavera si riunissero, apparve un pamphlet anodimo a Ioni
diretto dal titolo Quattro domande con le risposte di un prussiano orirti
tale. Ne era autore Johann Jacoby, un medico di Knigsberg, che comi
tale si fece conoscere dal re.
Nonostante linnegabile affinit intellettuale col memoriale di Schttu,
nelle Quattro domande la concezione borghese era assai pi evidente, an
che se ci avveniva soltanto in forma puramente ideologica. La popola
zione prussiana, cosi ragionava Jacoby, matura: persino i suoi avversaii
pi accaniti, i francesi e gli inglesi, ammirano la Prussia, con le sue sette
universit, le sue 20.085 scuole e la sua costituzione milicare che forni
il popolo, come un modello finora insuperato della pi organizzata cdu
cazione popolare. Egli voleva tradurre nel linguaggio del popolo lim
presa politica compiuta dal Landtag prussiano allatto di rendere omaggio
al re e perci chiedeva: che cosa volevano gli stati? Che cosa li giusti
ficava? Quale risposta ebbero? Che cosa rimane loro da fare? Con logiia
tagliente tagliente non nella forma, moderata, ma per la forza irresi
stibile delle argomentazioni egli indicava quanto poco lordinamento
cittadino burocraticamente mutilo, la completa nullit dei parlamenti
provinciali, la procedura segreta di un sistema giudiziario indipendente,
il monopolio amministrativo dei ministri, i cui devoti servitori, polizia
e censura, vegliavano affinch non si facesse strada altra opinione
altra attivit che non fosse la loro: quanto poco insomma tutto ci cor
rispondesse alle richieste che cittadini indipendenti avevano dovuto avan
zare per una legale partecipazione agli affari dello Stato. Egli dimostrava
ancora la persistente validit giuridica della legge costituzionale del
1815 e invitava gli stati a pretendere ormai, dopo la ripulsa del re, come
diritto provato ci che finora avevano supplicato come un favore.
Lo scritto di Jacoby apparve a Lipsia ed eluse la censura sassone con
lindicazione di Un falso luogo di edizione. Ma poco dopo lapparizione
fu sequestrato dalla polizia per le pressioni della Prussia e quindi fu
proibito dal Bundestag. Il re ne fu profondamente amareggiato. Fin
che non seppe chi ne era lautore, cerc di strapparne il nome a Schn
con la promessa dellimpunit, ma quando Jacoby si fece conoscere spon
taneamente, egli scrisse a Schn che accettava la sfida. Con questa risibile
spacconata, egli intendeva soltanto che avrebbe fatto comparire Jacoby

114

In nibunale. Il senato criminale del tribunale camerale di Berlino fu


imito servile da condannare lautore delle Quattro domande a tre
<111111 c mezzo di fortezza e alla perdita della coccarda nazionale per lesa
iiitttM'i e altri delitti di questo tipo; ma il senato supremo dappello dello
|lmit> tribunale, presieduto da Grolman, lo assolse. A questo punto il
I In colto da un accesso di rabbia. Come un sultano capriccioso, ordin
ilir, <mitro le disposizioni della legge, si negassero allimputato assolto le
(anioni del verdetto assolutorio e destitu il vecchio Grolman, uno di
l'i'i giudici, assai rari, che giustificavano la fama leggendaria della giu*ii/i*i prussiana. E non basta: una nuova legge disciplinare abbatt quei
((Ili impedimenti coi quali il Landrecbt aveva fino allora protetto i
giuda i dallarbitrio del monarca. Da questo momento essi erano esposti a
urne le rappresaglie non appena pronunciavano un verdetto sgradito.
Lo scritto di Jacoby non ebbe alcuna eco nei Landtag provinciali;
gli siati prussiani respinsero senzaltro una petizione a loro diretta da cit
tadini di Konigsberg che seguivano le idee di Jacoby. Nella popolazione
Imighese tuttavia il pamphlet proibito girava di mano in mano, ma la
mii aggiosa animosit dellautore ebbe pochi imitatori. A Halle, Ruge, fa<nulo un gran fracasso, riusc a malapena a raccogliere settanta firme per
non petizione, stesa nello spirito delle Quattro domande, nella quale si
li ledeva la costituzione e che fu inviata al Landtag provinciale sassone
ii Mcrseburgo. Ma non appena il colonnello Natzmer, zio illegittimo del
ir, minacci i firmatari con un processo per alto tradimento, diciassette
di loro si affrettarono ad accorrere a Merseburgo per far cancellare i loro
nomi. Un medico credeva di perdere i suoi clienti perch aveva firmato;
u n commerciante di legnami dichiar di non avere nessuna commissione
governativa ma che avrebbe ben potuto riceverla; uno speziale arriv
ii lire che aveva firmato per tendere un tranello ai demagoghi affinch
Il re potesse conoscere i suoi nemici. Questa era la tempra della massa
lei filistei liberali, il cui primo brusco tentativo rumoroso fu immedia.... lente schiacciato sotto il tallone della reazione romantica.

115

La dissoluzione della filosofia classica

La lotta per una reale rappresentanza popolare si intrecciava con quella


per la libert di stampa. Anche su questo punto il re romantico non si
dimostr completamente privo di comprensione. La desolante mancanza
didee dei giornali sottoposti alla censura contrastava col suo spirito vi
vace, ed egli, abbandonandosi ad una illusione tipica di tutti i romantici,
si immagin di poter tollerare delle parole libere. Non era molto, ma in
fondo gi qualcosa, quando, il natale del 1841, apparve una disposizione
ministeriale che raccomandava alle autorit un uso cauto della censura.
Come al solito questa goccia di liberalismo patriarcale cadde e scom
parve in una massa esagitata di autentico romanticismo. Dopo la morte
di Altenstein, a dirigere il ministero del culto fu chiamato Eichhorn, un
reazionario pietista, che liquid anche lunica libert che aveva an
cora in qualche modo vivacchiato sotto il vecchio re: la libert del
l'insegnamento accademico. Sulla cattedra di Gans, rimasta pure li
bera per la morte del titolare, sali il bavarese Julius Stahl, un ebreo
battezzato che cercava di tradurre il principio cristiano-germanico dalla
brutale schiettezza del romanticismo feudale nel linguaggio trasfigurante
della filosofia moderna. Ancora su invito del re, venne a Berlino il vec
chio e confusionario Schelling per debellare lhegelianeria con la sua
filosofia della rivelazione. Infine Savigny, il capo della scuola storica del
diritto, divenne ministro di giustizia e forni veramente la prova lam
pante che gli mancava qualsiasi vocazione alla legislazione.
Come se ci non bastasse, quel despota con velleit di libert di
stampa cominci a vessare lunica rivista che fosse allaltezza dei suoi
compiti. Nel maggio 1841 ordin che gli Hallische Jahrbiicher trasferis
sero il loro luogo di stampa da Lipsia a Halle, vale a dire sotto la cen116

hi i n prussiana, minacciandone in caso contrario la proibizione in Prussia.


In '.fluito a questo decreto, Ruge si trasfer a Dresda e pubblic la sua
nvista col nome di Deutsche Jahrbiicher. Si capisce che la tendenza della
llvista si inaspriva nella misura in cui lopinione del suo direttore che la
l'russia fosse uno Stato libero e giusto si rivelava come un errore bello
r buono. Mentre Ruge e Strauss avevano dato la loro impronta agli
I I,iliache Jahrbiicher, i Deutsche Jahrbiicher subirono l'influenza di Bruno
Mailer e Ludwig Feuerbach: era un passo in avanti non soltanto contro il
Hiinanticismo ma anche verso la dissoluzione della filosofia classica. Al
iiiiiianticismo tocc la fortuna che lo stesso sviluppo economico, che lo
limolava a resistere a ranghi uniti, corrose dall interno il suo piu peri
ti doso avversario.

I Bruno Bauer e Ludwig Feuerbach


Nella filosofia classica la borghesia tedesca in certo modo aveva
messo agli atti della storia universale il suo sviluppo e il suo anda
mento. Non appena le riusc di sviluppare le proprie forze materiali, quel
protocollo divenne un foglio di carta superfluo. Le nebulose costruzioni
Iella filosofia crollavano tanto pi rapidamente, quanto pi liberamente
l'industria faceva sventolare la sua bandiera nelle colonne di fumo delle
ciminiere.
Ma la filosofia borghese non poteva lasciarsi semplicemente soppian
tare dalleconomia borghese. Essa aveva rappresentato let eroica della
borghesia tedesca e non le era permesso di vendere d un tratto all asta la
propria eredit alla gretta avidit di denaro, alla banca e alla borsa, a
quegli analfabeti di industriali i quali non avevano nessuna voglia di as
sumere questa eredit. Nonostante la comune lotta contro il romanti
cismo, e proprio nel corso di questa, doveva scoppiare 1antitesi tra fi
losofia e borghesia. In appena un decennio tale antitesi conobbe tre fasi,
la prima nella quale, pur senza averne coscienza, essa esisteva ma non era
riconosciuta chiaramente; la seconda in cui era stata riconosciuta ma non
poteva essere superata; la terza infine in cui essa fu superata quando
la filosofia si riconobbe nel proletariato e il proletariato nella filosofia.
Alla prima fase appartenevano Ruge e Strauss. Essi combatterono
come filosofi contro il romanticismo ma alla fine si adattarono nolenti
o volenti al fatto che avevano combattuto per la borghesia. Essi costrui

117

rono la loro piccola capanna sulle rovine della filosofia e nel Reich bismarckiano di nazione tedesca, riconobbero, bene o male, adempiti i
loro ideali. Bauer e Feuerbach furono invece i rappresentanti tipici della
seconda fase. Mai essi hanno potuto aderire alla credenza che il mondo
della borghesia fosse il loro, o in generale fosse un mondo duraturo.
Bauer doveva dire pi tardi di Bismarck con appropriate parole di di
sprezzo: quelluomo non fa storia ma solo episodi; mentre Feuerbach se
parlava dello knut prussiano , lo faceva maledicendolo energicamente.
Tutti e due per non erano mai venuti a capo delle questioni politiche e
sociali e vagarono senza meta tra le rovine della filosofia.
Inoltre cera fra i due una grande differenza. Essi non stavano fianco a
fianco, ma schiena contro schiena. Bauer svilupp il tessuto della filosofia
idealistica finch non gli si strapp tra le mani, Feuerbach invece ruppe
con essa apertamente e fece i primi passi verso il suo definitivo supe
ramento.
Bruno Bauer, originario di uno dei piccoli ducati sassoni, era con
tutto lessere suo un tedesco del nord. Egli apparteneva a Berlino, dove
pure ha trascorso la maggior parte della sua vita : a Berlino < con la sua
densa sabbia, il suo t lungo e la gente troppo spiritosa. Era ratto
lopposto di Strauss cui la vita nella Germania settentrionale fu fatale
quanto la persona e lattivit di Bauer. Allo stesso modo che Strauss
aveva preso la sostanza dall'idea assoluta di Hegel per farne il prin
cipio motore degli evangeli, Bauer prese lautocoscienza. La critica di
Strauss, per quanto facesse piazza pulita della verit storica della narra
zione evangelica, restava teologica, poich in fondo si giungeva allo stesso
risultato: fosse stato lo spirito santo o fossero state le comunit cri
stiane inconsciamente a creare gli evangeli. Bauer dissolse la miste
riosa opinione di Strauss fin dove lo sviluppo della sostanza stessa
porta, alla universalit e determinatezza dellidea ed alla sua reale esi
stenza, alla infinita autocoscienza. O per tradurla dallhegeliano in te
desco: egli dimostr che gli evangeli erano prodotti letterari di de
terminati autori, cui nella loro attivit di scrittori premeva raggiun
gere determinati scopi.
Questa concezione esonerava Bauer da qualsiasi rispetto per gli evan
gelisti ed egli condusse una guerra a morte contro la teologia. vero che
l'autocoscienza ha creato gli evangeli, ma come autocoscienza uscita fuori
di s, in contraddizione con se stessa, alienata ed estraniata. Nella Critica
della storia evangelica, pubblicata da Bauer nel 1841, si trovano gi in
germe quei risultati decisivi che egli doveva raggiungere una generazione
118

dopo con le sue ricerche sulla storia delle origini cristiane. Egli sotto
lineava che il signore del mondo a Roma, il quale aveva adunato in s
tutti i diritti e portava sulle labbra la vita e la morte, aveva un fratello
nemico, ma purtuttavia un fratello, nel signore del racconto evangelico
che con un alito della sua bocca soggiogava la resistenza della natura o
abbatteva i suoi nemici e che gi si annunciava sulla terra come il
signore e il giudice del mondo. Nella religione cristiana, secondo Bauer,
il vampiro della astrazione spirituale aveva succhiato allumanit carne
e linfa, sangue e vita fino allultima goccia. Sulle rovine di un mondo tra
montato era rimasto, come unica potenza, lio estenuato, ma questo io che
tutto inghiottiva aveva avuto spavento di se stesso. Esso aveva compiuto
l'estraniazione contrapponendo a se stesso la sua potenza universale co
me una potenza estranea e lavorando per questa potenza in tremore e
spavento per la sua conservazione e la sua beatitudine. Ma lumanit era
stata educata in servit sotto la sua immagine per prepararsi tanto pi
radicalmente la libert e per comprenderla tanto pi intimamente dopo
averla conquistata. Lautocoscienza tornata in s, autocomprendentesi,
afferrante la propria essenza, aveva il potere sulle creature della pro
pria autoalienazione. In tal modo Bauer faceva senza tanti riguardi piazza
pulita della teologia.
E non solo di quella. Lautocoscienza infinita non tollerava in gene
rale alcun limite. Con larma della critica essa abbatteva ogni determi
natezza positiva che ancora limitasse la sua vera universalit . Essa to
glieva tutte le istituzioni, nella societ e nello Stato, nelle quali poteva
essere trovato un limite. Ma, si capisce, solo nelle sue idee. Poich la
filosofia dell autocoscienza viveva nellastrazione spirituale non meno della
religione cristiana. Anzi, essa era la pi compiuta espressione del principio
cristiano-germanico; la speculazione idealistica non poteva fare smor
fie pi sprezzanti che nella critica critica la quale tutto dissolveva in
puro spirito e guardava le masse dallalto in basso con indicibile di
sprezzo. Bruno Bauer, contro il quale, mentre era a Bonn come libero
docente, il ministro Eichhorn aveva preso provvedimenti disciplinari, si
trasfer a Berlino e, col fratello Edgar e altri giovani hegeliani, fond
l'Unione dei liberi, che si spinse sempre pi lontano con la sua
fraseologia radicale e dal punto di vista filosofico ottenne quello che
1umorismo innato dei berlinesi chiama scontentare tutti.
Incalzandolo da vicino, invece, Feuerbach dimostr efficacemente
che la filosofia hegeliana era lultimo rifugio e lultimo sostegno ra
zionale della teologia. Chi non abbandona la filosofia hegeliana, non
119

abbandona neppure la teologia. La teoria hegeliana per cui la natura


la realt posta dallidea, non era altro, secondo Feuerbach, che
^espressione razionale della dottrina teologica per cui la natura sa
rebbe stata creata da Dio, l'essere materiale da un essere immate
riale, vale a dire astratto. La lotta tra Strauss e Bauer era una lotta
M seno alla filosofia hegeliana. Ambedue andavano oltre Hegel poi
ch sviluppavano in modo conseguente un lato dell idea assoluta, Strauss
li sostanza, cio la natura separata dalluomo, Bauer l'autocoscienza, cio
luomo separato dalla natura. Feuerbach invece criticava tutto Hegel dal
Punto di vista di Hegel, dissolvendo lidea assoluta negli uomini reali,
sUlla base della natura. Egli apri la strada al passaggio dall idealismo al
Materialismo.
Come Strauss, Feuerbach era della Germania meridionale, ma, diversaMente da quegli, era un temperamento focoso e appassionato, una na
tura battagliera, quasi fatta a posta per il caldo tumulto della vita pratica.
Per molti aspetti egli ricorda Lessing, nelle cui polemiche trovava un gra
dito ristoro: e somiglia a Lessing non da ultimo, purtroppo, per il fatto
che la miseria tedesca non gli ha mai permesso di dare completa prova
di s. Quanto da vicino la sua tappa di martirio a Rechenberg1 ci ricorda
b sofferenze di Lessing a Wolfenbiittel! La grande impresa di Feuerbach
la sua opera sullEssenza del cristianesimo, che scacci i fantasmi ideali
stici da tutti gli intelletti sani della nazione tedesca. Essa ebbe un
effetto liberatore, che, come ha detto Engels, bisogna aver vissuto
Personalmente per poter comprendere veramente Feuerbach rista
bil luomo reale nei suoi diritti. Sorto dal terreno della natura,
che esiste a prescindere da qualsiasi filosofia, luomo per 1uomo
^essere supremo, niente esiste oltre luomo e la natura; gli esseri celesti,
Creati dalla fantasia religiosa, sono fantastici riflessi dell essere umano. E
come luomo per luomo lessere supremo, cosi la legge suprema
l'amore delluomo per luomo. Feuerbach svilupp questi pensieri in un
linguaggio il cui impeto avvincente e talvolta esorbitante rison come
Una fonte di vita dopo il brusio delle foglie secche che il nebbioso vento
dellhegelianeria sospingeva davanti a s.
Feuerbach risollev il materialismo dalla polvere. Ma non gli riu-i

i A Rechenberg, presso Norimberga, Feuerbach visse nellisolamento gli


Ultimi anni della sua esistenza, dal 1860 al 1872. Mentre Lessing trascorse la
vecchiaia a Wolfenbiittel.

120

" ' 8 razie Ha ristretta e filistea situazione predominante in Germania,


ili risolvere il compito di assumere il contenuto recentemente acquistato
ilall idealismo nel materialismo, come Kant aveva assunto il contenuto
i itonquistato dal materialismo nellidealismo. Bacone, il primo rappreseni inte del materialismo moderno, aveva detto una volta che non voleva
essere n un empirico grossolano come le formiche, che solo raccolgono
e consumano, ne un astratto idealista come il ragno che trae da se stesso
la sua rete, ma voleva piuttosto luna cosa e l'altra, come le api che dai
liori dei giardini e dei campi succhiano la materia che poi elaborano con
la propria forza. Similmente Feuerbach si paragon alle api, solo che,
egli diceva, mentre esse in inverno consumano ci che hanno elaborato
d'estate, egli in inverno restituiva da uomo di mente ci che destate
aveva assorbito come uomo di natura.
La contemplazione pensante della natura era il sole attorno al quale
questo spirito girava, ma ci nonostante egli, tenuto lontano dalle cat
tedre universitarie a causa del pietismo dei governi tedeschi, non
pot neppure tenere il passo con i continui progressi delle scienze
naturali. Feuerbach avvertiva linsufficienza del materialismo natura
listico, al quale, come egli diceva espressivamente, aderiva solo in
modo retrospettivo. Ma non giunse a capire chiaramente, e tanto meno a
valutare pienamente, il fatto che 1 uomo non vive soltanto nella natura
ina anche nella societ e che perci il materialismo non soltanto una
scienza naturale ma anche una scienza sociale. Il vasto mondo interna
zionale gli rimase estraneo ed egli si precluse persino il piccolo mondo della
sua patria tedesca. Spinto dal suo amore per la natura si elesse come vo
lontario esilio il villaggio solitario al quale lo legava prima di tutto la
sua onorata povert. Per lui era veramente umano soltanto il comporta
mento teorico dell'uomo ed il punto di vista della teoria fu da lui denomi
nato il punto di vista dellarmonia fra luomo e il mondo.
l a prassi sociale fu nota a Feuerbach soltanto nella sporca forma delI usura ebraica. Egli analizz nellEssenza del cristianesimo la religione
ebraica come la religione dell'interesse egoistico. Per il greco scri
veva Feuerbach
la natura era un diamante del quale egli non si stan
cava mai di ammirare il meraviglioso luccichio, le forme regolari, la chia
rezza e la trasparenza eterea; in esso egli scorgeva il suo spirito puro, non
intorbidato da nessun egoismo pratico, egli riconosceva la ragione e lo
spirito nella natura, perci la natura era, per lui, eterna. Insomma il
greco considerava la natura con gli occhi del mineralogo entusiasta, le
breo con gli occhi del commerciante di pietre preziose che calcola i suoi
121

guadagni. Gli ebrei hanno conservato questa caratteristica fino ai nostri


giorni. Il loro principio, il loro dio e il principio pratico del mondo
legoismo nella forma della religione. Legoismo il dio che non lascia
disonorare i suoi servitori. Legoismo essenzialmente monoteistico,
poich ha per scopo una sola cosa, solo se stesso. Legoismo raccoglie,
concentra luomo su se stesso, ma lo rende teoricamente limitato, perch
indifferente a tutto ci che non riguarda immediatamente il bene pro
prio . Se lisraelita celebra la grandezza della natura lo fa per lo stesso
calcolo del vincitore che esalta la grandezza del suo avversario, onde po
tersi ancor pi gloriare. Infatti la grandezza della natura per lui la
grandezza di Jahv, che pi splendidamente che altrove si rivelata nei
miracoli in favore di Israele.
Questa teoria tocc una corda affine in Bauer. Egli riteneva che lo
Stato cristiano avesse limitato in forme definite lattivit egoistica della
societ borghese, ma nelle sue fessure e nelle sue pieghe si annidavano
gli ebrei per sfruttare i suoi elementi incerti, come gli dei di Epicuro che
abitavano negli intermundi dove erano dispensati dal lavoro determinato.
Per Bauer lebraismo fu il capro espiatorio sul quale scaricare la massa
materiale affinch la critica assoluta, lautocoscienza infinita potesse cir
colare tanto piu puramente entro se stessa. Ideologo dalla testa ai piedi,
egli esasper la questione ebraica come problema puramente religioso.
Cristiani ed ebrei potevano raggiungere la libert soltanto se, gli uni come
gli altri, superavano la loro rispettiva religione. Per i cristiani ci era
relativamente facile, data l'incontenibile autodissoluzione della loro
religione. Ma era straordinariamente difficile, se non impossibile, per
gli ebrei, i quali si erano sempre opposti al progresso storico e nel
loro odio per tutti i popoli si erano creati la pi avventurosa e in
sieme limitata vita: la vita di un popolo la cui religione tutta nella
furbizia e nellastuzia animalesca con cui si soddisfa il pi sensuale
dei bisogni. Finch gli ebrei rimanevano ebrei, concludeva Bauer, non
potevano essere emancipati e tanto meno li poteva emancipare lo
Stato ancora cristiano.
Bauer e Feuerbach conoscevano il capitale solo nella forma pi
embrionale, quella medievale dellusura ebraica. Alla sua essenza di
sumana si avvicinavano solo filosoficamente; ma non fu loro dato di
comprenderla economicamente e tanto meno di superarla.

122

!.. Deutsche Jahrbiicher. Lirica politica


Ruge dovette ben presto accorgersi a Dresda che il governo prus
siano aveva le mani lunghe. I Deutsche Jahrbiicher furono sempre pi
duramente ostacolati dalla censura. Nelle sue lettere Ruge tempestava
contro quel cornuto di censore che imperversava disastrosamente e, senza
misericordia, smussala le stoccate pi fini, commettendo veri delitti
contro lo spirito. Tutti questi complimenti erano per il professor
Wachsmuth, lo storiografo della Rivoluzione francese e nemmeno il peg
giore della sua corporazione; inutilmente egli si dava da fare per rendere
accetti al suo veneratissimo amico Ruge i vandalismi della sua
matita rossa.
In queste circostanze lannata 1842 dei Deutsche Jahrbiicher fu pubr
blicata in due modi, come rivista a Dresda e come due volumi di Anec
dota in Svizzera. Qui Julius Frobel, un tedesco della Turingia, aveva la
sciato la cattedra di mineralogia alluniversit di Zurigo per assumere
la guida del radicalismo svizzero. A Zurigo e Winthertur fond un Uffi
cio letterario che pubblicava il Repubblicano svizzero e offriva ai te
deschi che fuggivano la censura un asilo gradito. I due volumi di Anecdota
contenevano articoli di Ruge, Bauer, Feuerbach, poi anche di Marx, Moritz
Fleischer, Kppen e altri giovani hegeliani, articoli che si occupavano
della libert politica di insegnamento e di stampa, di filosofia e teologia
e che non erano stati ammessi dalla censura sassone oppure, in previsione
della loro immancabile sorte, non le erano neppure stati sottoposti.
Ruge sperava di infliggere con questi volumi un colpo tremendo
ai cornuti della censura, un colpo dal quale essi non avrebbero pi
potuto riprendersi e indubbiamente quei volumi contenevano articoli
di gran valore. Ma, per quanto fossero una robusta mazzata contro il
romanticismo reazionario, indicavano che la filosofia era in preda ad un
fermento interno assai lontano da una conclusione. Bauer riconosceva
lopera di Feuerbach nella misura in cui questa compiva la dissolu
zione oggettiva di ogni religione, ma rimaneva attaccato al principio
idealistico di Hegel, e anteponeva il pensiero ideale allessere reale. Men
tre Feuerbach diceva senza ambagi che cosi non si faceva un passo
avanti perch lautocoscienza separata dalluomo altro non era che astra
zione hegeliana senza realt.
Ruge era un direttore troppo esperto per non sapere che collaboratori
avesse in Bauer e Feuerbach. Se Feuerbach era una tromba di Gerico,
cosi egli diceva, anche Bauer possedeva in grandissima misura ardore,

123

talento e risorse. Sempre secondo Ruge, Feuerbach scriveva poco e solo


nel suo ramo, mentre Bauer aveva molte frecce al suo arco. Tuttavia
l'interesse che Ruge aveva per tutti e due dal punto di vista redazionali
era dovuto a motivi profondi. Il borghese che in lui era annidato voleva
quanto pi lentamente tanto pi radicalmente fare piazza pulita di tulio
il bagaglio teorico, e le botte che egli aveva distribuito e ricevuto nella
sua battagliera carriera di pubblicista gli avevano insegnato a suiti
cienza che la critica assoluta e linfinita autocoscienza non potevano sul
dare dalla tana lassai pi concreto romanticismo. Ma lo stesso borghesi
subodorava nel materialismo di Feuerbach una potenza sinistra e ili
ceva assai giustamente che lerrore di Feuerbach era di romperla u h i
Hegel invece di correggerlo partendo dal suo principio evolutivo,
Ruge esaltava Feuerbach perch aveva liberato la filosofia dalle catem
del cristianesimo, ma ricadeva nello spiritualismo cristiano quando ili
ceva che colui al quale piu caro ci che vive di ci che pensa, do
vrebbe venerare i pidocchi sulla propria testa e tenere in maggior contn
la pigra esistenza del suo cranio che non la testa di Aristbtele.
Ruge assunse una analoga ibrida posizione nel suo articolo sulla li
losofia del diritto di Hegel che gli riusc di condurre in porrai, attraverso
gli scogli della censura, sui Deutsche Jahrbiicher. Lultima annata di quest
rivista era la pi appropriata per parlare di questo argomento; pei
la centesima volta si conferm lesperienza, dopo di allora confermatasi
altre novecento volte, che la stampa sa dare il meglio di s nella lotta
assillante. Gli articoli di Bauer sulla questione ebraica erano scritti con
innegabile spirito. Kppen, in una lunga critica alla Storia della rivoluzione
francese di Leo, dette per la prima volta in una qualsiasi lingua I
giusta spiegazione del Terrore. Il giovane russo Bakunin, che a Berlino
si era imbevuto di filosofia hegeliana ed ora viveva a Dresda, pubblic,
sotto lo pseudonimo di Jules Elysard, il suo primo lavoro letterario che
trattava della reazione in Germania. Egli insisteva sul maturare sotterraneo
della rivoluzione sociale e sulla classe povera, il popolo vero e proprio,
che cominciava a contare le file dei suoi nemici, deboli al suo confronto,
e a esigere una reale attuazione dei diritti che da lungo tempo le com
petevano. Persino in Russia, in questo immenso impero ricoperto
di neve, che noi conosciamo si poco e al quale forse spetta un grande av
venire, persino in Russia si adunano fosche nubi premonitrici di tem
pesta : oh, laria torbida gravida di uragano... Confidiamo nelleterno
spirito del signore che distrugge e annienta solo perch la fonte ine
sauribile ed eterna di ogni vita. Il piacere della distruzione al tempo
124

utMii mi piacere creativo. Un afflato singolare, stranamente commisto


e di fanatismo ed anche di sufficienza aristocratica, pervadeva
tulio l'articolo.
Unge, dunque, criticava la filosofia del diritto di Hegel osservando giu h t i i i n i t e che essa rinnegava il metodo dialettico. Lo Stato hegeliano ,
i ilvrva egli, qualche cosa di nebuloso, una creazione fantastica che non
il pu n afferrare n trattenere, e non pi reale di quello platonico;
ii mie questo ricorda lo Stato' greco cosi quello ricorda lo Stato prusi Ihiki, ina tutti e due misconoscono il processo storico. Ruge sottolinea
In Hegel, e prima di lui gi Kant, aveva dovuto adattarsi ad una pres
ili me esterna; Hegel si era accontentato della ragione dellassolutismo
pni h lassolutismo era stato cosi ragionevole da riconoscere la ragione
ili Ila filosofia hegeliana, ma era una deficienza della sua filosofia del di
luii) lessere uscita dalla storia viva per comportarsi in modo unilateral
mente teorico e fissare quel suo punto di vista come il punto di vista
KMuluto. Per Ruge, la teoria poteva prescindere dal processo storico per
li ierminazioni eterne come la famiglia, la societ, lo Stato, ma sempre do
veva distinguere se aveva dinanzi a s una categoria storica o logica. Per
riempio la costituzione dello Stato era la sua forma storica e Hegel aveva
limo a porre come necessit logiche enti storici come la monarchia
rrrditaria, i maggiorascati, il sistema bicamerale. Per avere lo Stato nella
Inrma dello Stato erano necessarie quelle grandi istituzioni che ai te
deschi mancavano ancora quasi completamente: lassemblea nazionale,
i giurati, la libert di stampa. illuminante il fatto che qui Ruge sia
giocato dallistinto ingenuo del borghese: del borghese che, per assicurare
lill sua classe una sufficiente partecipazione al governo, definisce lo Stato
assolutistico-feudale una categoria storica, ma lascia sussistere tranquil
lamente famiglia, societ e Stato nella loro forma borghese come cate
gorie logiche.
Al fermento nella filosofia corrispondeva il fermento nella poesia
che si sviluppava sotto la sua influenza. Sorgeva una nuova generazione
di poeti; nei loro canti le campane suonavano a stormo e le loro rime
mandavano il metallico rumore delle armi. La nobilt della forma fu
restaurata nei suoi diritti e nella sua chiarezza cristallina il pathos fu
tanto pi forte e la satira pi pungente. Non erano certo gli Hallische o
i Deutsche Jahrbiicher ad avere educato questi nuovi poeti! Ruge nei
suoi giudizi estetici era assai unilaterale; per lui le Lettere di Junius1

ili e l e g i a

1 nota sotto il nome di Letters o f Junius una raccolta di lettere inglesi,


pubblicate in volume nel 1772 dopo essere comparso sul Public Advertiser,

125

erano un grandioso prodotto artistico mille volte superiore a Sha


kespeare, egli combatteva contro quel che chiamava la frivolezza e la
di Heine con la stessa tenacia che contro le parrucche vecchio
hegeliane e anche con Dingelstedt non ebbe rapporti sebbene questo gio
vane dellAssia penetrasse la miseria politica e sociale della Germania,
rappresentandola in una serie di plastiche immagini nel Guardiano Not
turno, con una chiarezza che nessun poeta contemporaneo possedeva nella
stessa misura. Piu giustificato era il malcontento di Ruge per i Canti
apolitici di Hoffmann, che con la loro arguzia piuttosto insipida facevano
troppe concessioni ai banali ragionamenti dei politicanti da taverna. Pur
tuttavia in questa lirica politica si rispecchiava, ora con minore ora con
maggiore forza, la lotta filosofica. Il pomerano Prutz, vecchio amico e
collaboratore di Ruge, comandava nei suoi versi intere colonne di pen
sieri quasi sempre in ritmi assai pesanti; egli stesso era pi un re
tore che un poeta. Cosi, quando lo svevo Herwegh lanci come un fulmine
incendiario le sue Poesie di un vivente nel mondo tedesco, Ruge in
neggi entusiasta al poeta.
E per la verit in nessunaltra creazione poetica la miseria e lin
quietudine di quell epoca di lotta avevano trovato una eco pi tempestosa.
Quando le poesie di Herwegh furono pubblicate, la Germania fu tutta
attraversata da un grido di gioia, e il poeta la percorse trionfalmente
dai confini sud-occidentali a quelli nord-orientali, da Colonia a Dsseldolf a Jena e Weimar, Lipsia e Dresda fino a Berlino e Knigsberg.
A Dresda, Herwegh si incontr con Ruge e insieme partirono per
Berlino. Qui li attendeva una dura polemica con i Bauer e il loro se
guito. A Herwegh, per la sua natura poetica che godeva della vita nelle
sue sfumature, ripugnava la esangue negazione dei Liberi, e Ruge,
che si apprestava per lappunto alla lotta pratica contro lo Stato esistente,
non voleva che Bruno Bauer gli legasse al naso le cose pi ridicole ,
come per esempio laffermazione che lo Stato, la propriet e la famiglia
dovessero essere dissolti concettualmente, senza che ci si desse cura
del lato positivo della faccenda. Herwegh fece la sciocchezza di farsi
ricevere dal re; il medico di corte Schnlein, uno svizzero, cui Herwegh
dalla Svizzera aveva portato dei saluti, fece da compiacente intermediario.
Ora, bench il poeta non avesse esitato a prendersela con il re nelle sue
poesie (che fra 1 altro in Prussia erano state immediatamente proibite),
attribuite in genere a sir Philip Francis (1740-1818) e contenenti una severa
denuncia degli atti di re Giorgio II e del suo governo.
126

le cose andarono assai peggio in quella conversazione. Infatti nel cerimo


niale di corte sta scritto che il marchese di Posa pu parlare soltanto di
ci che don Filippo gli chiede1. Le parole alate di quellora ho cara
una opposizione di carattere; le auguro di cuore di trovarsi sulla via di
Damasco e allora otterr effetti enormi; vogliamo rimanere nemici leali
- erano tutte del re; la storia ha taciuto del poeta. Ma il radicalismo si
affrett a prendersi la sua rivincita, facendosi beffe del silenzioso poeta.
Herwegh si lasci perci indurre ad una mossa infelice. A Knigsberg, dove aveva trovato la pi cordiale accoglienza, venne a sapere che
la polizia prussiana con fretta indecorosa, subito dopo 1udienza del re,
aveva anticipatamente proibito un giornale, che egli voleva stampare in
Svizzera e che per il momento era conosciuto solo per il suo programma
stampato. Allora egli invi una lettera al re dove, in ritardoi, faceva la parte
del marchese di Posa. La lettera, contro il suo volere, fu pubblicata dalla
Leifziger Allgemeine Zeitung, e subito Herwegh ricevette lordine di
espulsione che lo raggiunse a Stettino dal suo amico Prutz. Egli rifece
cosi il corteo trionfale alla rovescia, accompagnato da una ininterrotta
catena di gendarmi, e seguito dal crucifige della stessa stampa che poco
prima aveva osannato a lui. Persino Freiligrath uni la sua voce a quel
ributtante concerto e Heine commentava ironicamente: come in preda
alla nausea quel popolo che poco fa era cosi bellamente sbronzo! L uomo
Herwegh non si mai trovato sulla via di Damasco, come gli profetiz
zava il monarca romantico, ma al poeta furono per sempre tarpate le
ali quando quel popolo, alla testa del quale egli credeva di poter mar
ciare a bandiere spiegate, si rivel come una turba di servi perfidi e
maligni.
Assieme al loro poeta, caddero i Deutsche Jahrbucher. Ruge, nel
suo conflitto con Bruno Bauer e il circolo dei Liberi, si era rafforzato nel
proposito di attaccare in modo immediato lo Stato storico. Egli inaugur
lannata 1843 della sua rivista con una autocritica del liberalismo, nella
quale spiegava che il liberalismo tedesco non era un partito ma la fumosa
emanazione di una teoria sterile e non poteva giungere ad una esistenza
reale, perch non sapeva assolutamente quel che voleva. Ruge perci lo vo
leva dissolvere nella democrazia con i suoi problemi pratici. Tali problemi
erano: trasformare la chiesa in scuola e organizzare cosi una effettiva
istruzione popolare che assorbisse tutta la plebe, fondere completamente

Evidente allusione al D on Carlos di Schiller.


127

con essa il sistema militale, far si che il popolo, istruito e organizzato si


autogovernasse ed esercitasse da s la giustizia nella vita pubblica e nei
pubblici tribunali. Ma ci era piti di quanto i sovrani tedeschi potes
sero permettere. La Sassonia e la Prussia e poi anche il Bundestag proi
birono i Deutsche Jahrbiicher.
Purtroppo anche al tramonto dei Deutsche Jahrbiicher non manc
il tratto buffonesco e volgare. In una petizione diretta allassemblea de
gli stati sassoni, Ruge protest contro il divieto della sua rivista e,
tra 1 altro, si appell adla sua famiglia come prova del fatto che egli
era un buono ed utile cittadino. Ma quei bravi zoticoni dei parlamentari
sassoni approvarono il divieto con la significativa motivazione che a loro
il contenuto dei Deutsche Jahrbiicher era completamente sconosciuto
e quel poco che ne avevano udito non lo capivano affatto.

La Rbeinische Zeitung

La lettera di Herwegh al re costitu per il romanticismo un gradito


pretesto per opprimere di nuovo la stampa, che, dopo le mitigazioni
apportate alla censura, aveva cominciato appena a respirare, a dire il vero
assai debolmente. Otto giorni dopo l'emanazione del nuovo decreto, sulla
Vossische Zeitung, lorgano berlinese del filisteismo che in segreto bronto
lava ma in pubblico scodinzolava servilmente, si lev una voce trionfante:
poich era concessa la libert di parola, essa voleva utilizzare tale libert
anche se nei limiti dovuti e apertamente, ma con sentimenti lealisti
dire la sua opinione a proposito dellinvio dei colli postali in Curlandia,
dei quali uno era stato recentemente rubato, e quindi chiedeva se non
sarebbe stato opportuno aggiungere un conduttore. Sulla Spenersche
Zeitung apparve una cosi ruvida replica dellamministrazione postale
che la Vossische rutta sbalordita fece immediatamente marcia in
dietro e si limit a chiedere timidamente se le autorit postali si ri
tenessero superiori a qualsiasi biasimo.
Dei quotidiani seri solo tre ebbero una influenza pi o meno profonda
sulla popolazione prussiana. Di questi uno non era pubblicato in Prus
sia: la AUgemeine Zeitung di Lipsia, finanziata segretamente dagli
elementi insoddisfatti della burocrazia prussiana, che fu per imme
diatamente proibita dal governo prussiano quando pubblic la lettera
di Herwegh. Nello Stato prussiano la KSnigsberger Zeitung e la Rheinische Zeitung si esprimevano con un linguaggio virile: la schifosa
gazzetta di Konigsberg e la sua sorella di bordello renana, come la
sua romantica maest amava chiamarle nel suo gergo triviale da te
nente della guardia. La Knigsberger Zeitung era sulle stesse posizioni
ideologico-borghesi di Johann Jacoby ed era diretta da Witt, un in
129

segnante delle scuole superiori, il quale dovette perci sopportare le ma


ligne vessazioni del ministro Eichhorn; su questo giornale, tra gli altri,
il giovane Walesrode fece il suo esordio letterario. Ma, proprio per
ampiezza di vedute, esso era inferiore dia Rheinische Zeitung ftir
Politik, Handel und Gewerbe, che dal primo gennaio 1842 usciva a
Colonia.
La Rheinische Zeitung, come si dichiarava nel suo primo numero, era
stata fondata da una societ di renani indipendenti i quali veneravano
il progresso e avevano di mira la prosperit della Renania, il perfeziona
mento delle sue istituzioni, la difesa degli interessi della regione e di
tutta la Germania e anche la societ umana in generale e la sua in
terna prosperit. Come si vede, questo proclama non eccelleva per grande
perspicuit, e anche ci che il giornale pi tardi annunci come proprio
programma politico la introduzione di un suffragio universale esteso
a tutte le classi e a tutti gli interessi, la pubblicit degli atti del governo,
la libert di stampa, ecc. , non era ordinatamente suddiviso in capitoli e
paragrafi come corrisponde alle abitudini di un partito gi sviluppato.
La Rheinische Zeitung raccoglieva elementi disparati, che erano in
chiaro su ci che li univa ma non su ci che li divideva: dietro i vecchi
capi della borghesia renana, dietro David Hansemann e Ludolf Camphausen, il presidente della camera di commercio di Colonia, uomini di af
fari che erano freddi calcolatori, stava una giovane generazione cre
sciuta sotto linfluenza intellettuale della filosofia hegeliana. Assai pi che
sulla politica, la Rheinische Zeitung aveva idee chiare sul commercio
e sullindustria: essa chiedeva un resoconto particolareggiato ed esatto
sul bilancio statale, la diminuzione delle spese statali, lestensione della
rete ferroviaria, la riduzione delle competenze giudiziarie e delle spese
postali, una comune bandiera mercantile e comuni consoli per l'Unione
doganale.
Di qui derivava la sua grande superiorit sulla stampa di opposizione
di Oltrelba. Per ardire e acutezza di pensiero era almeno alla pari con
i Deutsche Jahrbiicher, mentre li superava nel comprendere lo sviluppo
industriale che faceva avanzare la vita tedesca. Essa difendeva l'Unione do
ganale con la stessa energia con cui Schon la combatteva. Il diritto dello
Stato prussiano allegemonia sulla Germania diceva quel giornale
si fonda sullUnione doganale; e la Rheinische Zeitung era disposta a
combattere sotto la bandiera di questo Stato, se esso avesse fatto seguire
il progresso politico e intellettuale al progresso economico. Con la per
spicacia dellodio, gli scribacchini di Metternich denunci_rono sulla
130

iugsburger Allgemeine Zeitung le tendenze prussiane della Rheinische


Zeitung, mentre gli uomini politici prussiani, nella loro tradizionale
ih cmpiaggine, si mormoravano allorecchio che quel giornale viveva
ion il denaro del governo francese. Lamministrazione berlinese era
troppo limitata per capire quali armi efficaci la Rheinische Zeitung le
voleva fare impugnare. Essa si irrigidiva tanto pi testardamente nella
lua arretratezza assolutistico-feudale, quanto pi vigorosamente la Rheini
sche Zeitung voleva portatila allaltezza della moderna societ borghese.
Cosi, nella misura in cui il conflitto si inaspriva, di giorno in giorno gli
clementi radicali prendevano sempre pi il sopravvento nella Rheinische
Zeitung.
Ve ne era una schiera imponente. Della cerchia dei giovani hegeliani
berlinesi collaboravano Bruno Bauer, Kppen, Nauwerck, Stirner; anche
Rutenberg, che in principio ebbe la direzione del giornale, era di Ber
lino. I collaboratori renani della Rheinische Zeitung erano Heinrich
Brgers, Georg Jung, Moses Hess, Hermann Piittmann, Karl Marx. Il
giornale non pubblicava editoriali in modo regolare, ancora non era im
pacciato nelle strettoie di una monotona azienda in concorrenza con al
tre. Tanto pi ricchi erano i suoi contributi di articoli tecnici e scientifici,
il suo supplemento letterario con ricerche estetiche, letterarie e filosofiche
ed anche eccellenti poesie. Herwegh e Prutz ne erano gli ospiti abituali.
Ben presto per il pi giovane collaboratore della Rheinische Zeitung
risult essere il suo elemento pi dotatq; ancora oggi, se si sfogliano i
volumi oolverosi di quel giornale, nella abbondanza delle cose buone
i lavori di Marx sono il meglio: per ampiezza e profondit di pensiero,
lucidit e forza di stile, per le vigorose antitesi della dimostrazione dia
lettica, per lacume, che ovunque penetra, tagliente, nel caos disperato
delle cose tedesche fino a toccare saldamente terra. Da principio Marx
collabor da Bonn, nellautunno del 1842 assunse la direzione e la tenne
fino a pochi giorni prima della fine del giornale.
I suoi primi lavori erano dedicati alla questione della libert di stampa.
Negli Anecdota di Ruge egli aveva pubblicato le Osservazini sullullultima istruzione per la censura prussiana, nelle quali chiedeva la totale
abolizione della censura. Listituto cattivo, egli diceva, e le istituzioni
sono pi potenti degli uomini. Marx ridicolizzava quella specie di pseudoliberalismo, che, di fronte ad una cattiva istituzione, si consolava pensando
all'avvicendarsi delle persone che la dirigevano. Punto per punto egli
esaminava la nuova istruzione per trarne alla luce il controsenso logico,
da essa mascherato sotto un velo romanticamente confusionario. Col
131

vecchio editto di censura essa aveva in comune la prescrizione che la


ricerca della verit fosse fatta sulla stampa con seriet e moderazione,
al che Marx rispondeva: Voi magnificate laffascinante molteplicit,
la inesauribile ricchezza della natura. Voi non pretendete che la rosa
abbia lo stesso profumo della violetta, ma ci che pi ricco di ogni altra
cosa, lo spirito, dovrebbe esistere in un modo solo? Io ho un tempera
mento umoristico, ma la legge mi impone di scrivere cose serie. Io sono
ardito, la legge per ordina che il mio stile sia modesto. Il chiaroscuro
l'unico colore giustificato della libert. Ogni goccia di rugiada nella quale
splende il sole, scintilla in un gioco infinito di colori, ma il sole spi
rituale, in qualsiasi individuo o oggetto si rifranga, dovrebbe assumere un
solo colore, quello ufficiale. La forma essenziale dello spirito la se
renit, la luce, e voi fate delle tenebre lunico suo corrispondente feno
meno; soltanto di nero deve andare vestito, e pure tra i fiori nessuno
nero .
La nuova istruzione era ancora differente dal vecchio editto, perch
invitava i censori a tener conto se le tendenze della stampa fossero be
nevole o no. A questo proposito lironia di Marx corrosiva. Egli scrive:
Lo scrittore quindi abbandonato al pi terribile terrorismo, alla giuri
sdizione del sospetto. Leggi sulle tendenze, leggi che non danno nessuna
norma obiettiva, sono leggi terroristiche, quali furono inventate dalla ne
cessit dello Stato sotto Robespierre e dalla corruzione dello Stato sotto
gli imperatori romani. Leggi che assumono fra i loro criteri principali
non razione come tele ma le opinioni di chi agisce, non sono altro
che positive sanzioni della mancanza di leggi... La legge sulle ten
denze non punisce soltanto ci che io faccio, ma quel che io penso
oltre la mia azione. dunque un insulto allonore del cittadino e una
legge vessatoria contro la mia esistenza. Io posso girarmi e rigirarmi
come voglio, quel che faccio non ha importanza. La mia esistenza
sospetta, il mio pi intimo essere, la mia individualit considerata
cattiva e per questa opinione vengo condannato. La legge mi punisce
non per il torto che commetto, ma per il torto che non commetto.
Io vengo punito appunto perch la mia azione non contraria alle
leggi, infatti io costringo il mansueto e benintenzionato giudice ad at
tenersi alle mie cattive opinioni che sono cosi astute da non venire alla
luce. La legge sulle opinioni non una legge dello Stato per il cittadino,
ma la legge di un partito contro un altro partito .
Leggi che colpiscono le tendenze, dice ancora Marx, vengono esco
gitate da un governp che si pone in un antagonismo di principio con
132

il |iii|iiilo e perci ritiene le sue opinioni antistatali come quelle geneliti!, come quelle normali; la cattiva coscienza della fazione che go........ escogita leggi sulle tendenze, come leggi vendicative contro opi
ni..... che sono proprie degli stessi membri del governo: l e leggi
olii opinioni si basano sulla mancanza di opinioni. Sono il grido in
di mi c i o di una cattiva coscienza. E come pu essere messa in atto
unii mie legge? Con un mezzo che suscita indignazione pi che la stessa
li'gge, con spie e con laccordo pregiudiziale di ritenere deleterie tutte
le torrenti letterarie. Come nella legge sulle tendenze la forma giuri*11ii contraddice il contenuto, come il governo che le emana se la
lunule con ci che esso stesso , con le opinioni antistatali, cosi esso in
Imiiitolare fa del mondo stravolto la sua legge, poich esso adopera
Ine misure. Da una parte ragione quel che dallaltra torto. Le sue
leggi sono gi il contrario di ci che esse propongono come legge...
<id listruzione vuole proteggere la religione* ma viola il principio
pi universale di tutte le religioni, la santit e la inviolabilit delle
opinioni soggettive. Essa divinizza il censore facendone il giudice del
more. Cosi essa interdice dichiarazioni offensive e giudizi lesivi del
l'onore per certe persone, ma vi espone ogni giorno al giudizio del
Censore che offensivo e lesivo per il vostro onore. Cosi listruzione
vuole impedire pettegolezzi di individui male intenzionati o male in
formati e costringe il censore ad abbandonarsi completamente a tali
pettegolezzi e allo spionaggio attraverso individui male informati e
male intenzionati... La nuova istruzione di censura impigliata in que
sta dialettica. Essa la contraddizione consistente nel fate, e nellobbligare il censore a fare, ci che nella stampa viene condannato come
antistatale s>. In questo articolo per la prima volta si faceva sentire
lunghia del leone contro l'arbitrio illegale, e la sua forza demolitrice
colpisce oggi i soprusi ai danni delle classi lavoratrici, come cinquanta
anni fa colpi listruzione di censura.
Sulla Rheinische Zeitung, Marx cominci una critica esauriente
dei dibattiti svoltisi al Landtag provinciale renano nel 1841. Da Co
lonia era giunta una petizione con pi di mille firme, con la preghiera
di farla conoscere direttamente al re. Essa chiedeva il libero accesso
alle sedute del Landtag, il resoconto giornaliero e integrale dei dibattiti,
una libera e rispettosa discussione di tali dibattiti e di tutti gli af
fari interni della regione sui fogli pubblici, infine una legge sulla

133

stampa in luogo della censura. Il Landtag aveva aderito a queste ri


chieste sia pure con moire riserve, pregando il re di poter fare il
nome degli oratori nei protocolli parlamentari e chiedendo non una
legge sulla stampa, non labolizione della censura, ma soltanto una legge
sulla censura che prevenisse gli arbitri dei censori. A tutte e due le cose
la corona aveva opposto un netto rifiuto.
Marx, in una serie di sei ampi articoli, chiama aspramente in causa
il Landtag. Con gelido disprezzo egli replica allaffermazione di un ora
tore secondo cui gli stati potrebbero rendere pubblici i loro discorsi
quando e come vogliamo. Noi gli assicuriamo che la provincia non af
fatto curiosa di conoscere le parole degli stati provinciali come singole
persone e solo tali parole essi possono a ragione considerare come proprie
parole. Piuttosto la provincia pretende che le parole degli stati si trasfor
mino nel linguaggio, pubblicamente percepibile, del paese . Marx flagel
la gi quel che pi tardi doveva bollare come cretinismo parlamentare.
La questione se la provincia deve aver coscienza della sua rappresentan
za o no. AI mistero del governo si deve aggiungere il nuovo mistero della
rappresentanza? Anche nel governo il popolo rappresentato. La nuova
rappresentanza di esso attraverso gli stati semplicemente priva di senso,
se il suo carattere specifico non consiste proprio nel fatto che qui non si
agisce per la provincia, ma che essa stessa piuttosto agisce e che essa non
qui rappresentata ma rappresenta se stessa. Una rappresentanza, che
sottratta alla consapevolezza dei suoi mandatari, inesistente. Non mi
posso riscaldare per ci che non so. una contraddizione priva di senso
che la funzione statale che rappresenta per eccellenza lattivit autonoma
delle singole province sia sottratta perfino al loro formale collaborare,
alla consapevolezza; una contraddizione priva di senso che la mia at
tivit autonoma debba essere lazione, a me sconosciuta, di un altro .
Allo stesso modo spretata, Marx affronta i dibattiti del Landtag
sulla libert di stampa. Alle dichiarazioni provenienti dallo stato dei
principi e dei nobili, i quali temevano gli effetti corruttori della stampa
libera, egli obietta che piuttosto la stampa censurata ad avere effetti
corruttori. Da essa inseparabile il vizio dellipocrisia elevato a potenza, e
da questo suo vizio fondamentale derivano tutte le altre sue deficienze,
tui manca persino la disposizione alla virt, il suo vizio, nauseante anche
dal punto di vista estetico, della passivit. Il governo ode soltanto la
propria voce, sa di udire soltanto la propria voce e tuttavia insiste nel
lillusione di udire la voce del popolo, e anche dal popolo pretende che.
si fissi in questa illusione. Il popolo perci, a sua volta, si abbassa alla
134

superstizione politica o alla miscredenza politica oppure, allontanato del


tutto dalla vita politica, diventa plebe privata. Neppure quel che era
stato detto dallo stato cittadino sulla libert di stampa soddisfa Marx.
Alla richiesta secondo cui la libert di stampa non avrebbe do
vuto essere esclusa dalla generale libert di professione, egli osserva sar
casticamente : Abbiamo dinanzi a noi lopposizione del borghese, non
quella del cittadino. Non che egli disconosca la relativa giustificazione
di questo punto di vista. Per quanto il modo di vedere delloratore possa
sembrare a prima vista originale, noi dobbiamo riconoscere senzaltro
la sua superiorit di fronte ai ragionamenti insostenibili, nebulosi, cam
pati in aria di quei liberali tedeschi, che credono di onorare la libert
quando la trasferiscono nel firmamento della immaginazione invece che
sul solido terreno della realt. A questi chiacchieroni dellimmaginazione,
a questi entusiasti sentimentali, che aborrono come una profanazione
qualsiasi contatto del loro ideale con la volgare realt, noi tedeschi dob
biamo, in parte, se la libert rimasta finora soltanto immaginazione e
sentimentalismo . I tedeschi, diceva ancora Marx, sono portati in gene
rale ai sentimentalismi e alle esagerazioni ed hanno un debole per la mu
sica delle illusioni. Essi sono per natura gli uomini pi devoti, sud
diti, ossequiosi della terra e non hanno realizzato le idee tanto era il ri
spetto che nutrivano per esse. Ma, per quanto quella opinione sulla li
bert di stampa sia relativamente giusta, essa falsa. Lo scrittore deve
invero guadagnare per poter esistere e scrivere, ma non deve esistere
e scrivere per guadagnare... La prima libert della stampa di non essere
una professione . Una frase, la cui tremenda verit stata convalidata
da sessanta anni di illibert della stampa borghese.
Fatta eccezione per alcune voci, provenienti in modo particolare dallo
stato dei contadini, i dibattiti del Landtag provinciale renano sulla li
bert di stampa e sulla pubblicazione delle discussioni degli stati regionali
davano a Marx l impressione desolante e spiacevole di trovarsi di fronte
a rappresentanti che oscillavano tra la caparbiet premeditata del privi
legio e la naturale impotenza di un semiliberalismo: Questi signori,
poich vogliono andar debitori della libert non come di un dono na
turale alluniversale luce solare della ragione, bens come di un regalo
soprannaturale ad una costellazione particolarmente favorevole, poich
considerano la libert soltanto come la caratteristica individuale di
certe persone e ceti, sono conseguentemente costretti a sussumere la
ragione universale e la libert universale sotto le cattive opinioni e le chi
mere di sistemi logicamente ordinati . Per salvare le libert particolari
135

del privilegio essi proscrivono la libert universale della natura umana .


Marx respinge la libert che vuole esistere solamente al plurale; con
Voltaire egli definisce le libert eccezioni dalla generale servit. I
particolari modi della libert sono conseguenze necessarie del suo prin
cipio universale; nella libert professionale la natura della professione si
configura secondo la sua intima regola di vita; nella libert giudiziaria i
tribunali seguono la legge propria, innata, del diritto. Come nel sistema
del cosmo ogni singolo pianeta si muove attorno al sole ruotando su se
stesso, cosi nel sistema della libert ognuno dei suoi mondi gira attorno al
sole centrale della libert ruotando Su se stesso .
In questi articoli, Marx era ancora sulle posizioni di un hegeliano, un
hegeliano radicale a dire il vero, che con viva curiosit guarda dal mondo
delle nuvole sul mondo terrestre, ci non di meno di un hegeliano che
tira le sue conclusioni da presupposti ideologici. Marx chiudeva una pole
mica demolitrice contro la Kolnische Zeitung (il cui direttore Hermes,
comprato dal governo, aveva denunciato alla censura e alla polizia i gio
vani hegeliani come chiacchieroni senza costrutto e i loro lavori pubblicistici come disgustose escandescenze di una tracotanza puerile) con queste
parole: Se i precedenti filosofi teorici del diritto pubblico costruivano lo
Stato partendo dagli istinti sia dell'ambizione, sia della socievolezza, op
pure partendo dalla ragione, non dalla ragione della societ, bens dalla
ragione del singolo, la filosofia moderna, che ha punti di vista pi ideali
e pi radicali, parte dallidea del tutto. Essa considera lo Stato come il
grande organismo nel quale la libert giuridica, morale e politica deve
ricevere la sua attuazione e il singolo cittadino obbedire alle leggi dello
Stato solo come leggi naturali della prpria ragione, della ragione umana .
Di qui Marx colpisce in maniera brillante quanto aspra la scuola storica
del diritto in quanto, rifacendosi al Manuale di diritto naturale dello
Hugo, scopre come suo metodo quello di dimostrare non la razionalit ma
lirrazionalit della situazione esistente. Essa falsifica il suo maestro Kant
fino ad asserire che noi, poich non possiamo sapere la verit, dobbiamo
lasciar sussistere il falso come pienamente valido, per la sola ragione che
esiste. Da tutte le contrade del mondo essa adduce con compiacente
ironia motivi per sottolineare al massimo che nessuna razionale neces
sit assicura le istituzioni positive come la propriet, la costituzione
politica, il matrimonio, che esse anzi contraddicono la ragione e che al
massimo si pu cianciare in pr o contro. La concezione ideologica di
Marx, non meno che altrove, balza fuori in ci che egli dice a proposito
della legge sulla stampa in contrasto con la legge sulla censura. Nella
136

legge sulla stampa la libert punisce. Nella legge sulla censura la liIxrrt punita. La legge sulla censura una legge che sospetta della li
bert. La legge sulla stampa un voto di fiducia che la libert d a se
tessa. La legge sulla stampa punisce labuso della libert. La legge sulla
tcnsura punisce la libert come un abuso. La legge sulla censura ha
oltanto la forma di una legge, la legge sulla stampa una legge reale
poich essa lesistenza positiva della libert... La mancanza di una legisla
zione sulla stampa deve essere considerata come lesclusione della libert
di stampa dalla sfera della libert giuridica poich la libert giuridica
mente riconosciuta esiste nello Stato come legge . Ma la legislazione
mila stampa, nellasciutta evidenza delle raccolte legislative, ha assunto un
.npetto ben diverso dalloroscopo filosofico che le faceva il giovane Marx!
Tuttavia non pass molto tempo finch giunse, come egli stesso si
esprimeva, sulla piatta terra, finch nel duro scontro con i fatti
economici riconobbe linsufficienza della concezione idealistica della so
ciet e dello Stato. In unaltra serie di cinque ampi articoli egli cri
ticava i dibattiti del Landtag provinciale renano a proposito di una legge
ili furto della legna. Anche qui egli chiede che il singolo compito ma
teriale sia risolto politicamente, vale a dire in relazione con l'intera ra
zionalit e moralit dello Stato; per lui uno spregevole materialismo ,
una colpa contro il sano spirito dei popoli e dellumanit, una
astrazione immorale, inintelligente e vile , pensare per una legge sulla
legna soltanto alla legna e alle foreste, sottomettere schiavisticamente
la coscienza alla materia. Ma, come nei dibattiti sulla libert di stampa gli
si era chiarita la differenza tra il borghese e il cittadino, cosi nei dibattiti
sui furti di legna gli si chiari la differenza tra borghese e proletario. E
ci era abbastanza spiegabile in uno spirito penetrante come il suo. La na
scente ra della grande borghesia aveva fretta di distruggere le ultime
radici della propriet comune della terra e di aprire una crudele guerra
di espropriazione contro le masse popolari. Su 207.478 istruttorie fienali,
svoltesi nel 1836 in Prussia, circa 150.000, cio quasi i tre quarti, erano
dovute a furti di legna e infrazioni delle leggi sulle foreste, sulla caccia
e sul pascolo.
Uno di quei metodi di espropriazione era di definire furto di le
gname la raccolta di legna secca. Marx obietta che neppure il diritto
penale del XVI secolo aveva osato far ci. Se la legge chiama furto di
legna un'azione che non affatto un delitto, la legge mente e il povero
sacrificato a una menzogna legale . Marx si richiama alle parole di
Montesquieu secondo cui vi sono due specie di corruzione: luna quando

137

il popolo non osserva le leggi, l'altra quando corrotto dalle leggi; que
sto male insanabile perch insito proprio nelle medicine. Noi uomini
poco pratici prendiamo a pretesto per la massa povera, politicamente e
socialmente nullatenente, ci che il dotto e docile servilismo diei co
siddetti storici ha inventato come la pietra filosofale per trasformare ogni
sporca pretesa in autentico oro giuridico. Noi rivendichiamo alla povert
il diritto consuetudinario, e a dire il vero un diritto consuetudinario
che non locale, ma un diritto consuetudinario che quello dei poveri
in tutti i paesi j>. Marx va ancora oltre e pone la tesi che solo il diritto
consuetudinario sia per sua natura il diritto della massa infima nullate
nente.
La sua dimostrazione semplice. I ceti privilegiati hanno trovato nelle
leggi il riconoscimento del loro diritto razionale e spesso perfino delle loro
irrazionali pretese. I diritti che essi si riservavano contro la legge, li
pretendevano come una sfera privilegiata per i loro capricci e diverti
menti. Ma, mentre questi signorili diritti consuetudinari sono contro
il concetto del diritto razionale, i diritti consuetudinari del povero sono
diritti contro la consuetudine del diritto positivo. Il loro contenuto non
si ribella contro la forma legale, ma piuttosto si ribella contro la propria
mancanza di forma. La forma della legge non gli contrapposta, bens
esso non lha ancora raggiunta . Marx vede le basi di tutti i diritti con
suetudinari dei poveri nel carattere oscillante di una certa propriet, per
il quale questa non decisamente contrassegnata n come propriet pri
vata n come propriet comune, in un misto di diritto privato e di diritto
pubblico, che incontriamo in ogni istituzione del Medioevo. Lintelletto
ha superato queste immagini della propriet ambigue e oscillanti, appli
cando le categorie dellastratto diritto privato prese dal diritto romano.
In questi diritti consuetudinari della classe povera vive dunque un senso
giuridico istintivo, la loro radice positiva e legittima e la forma del di
ritto consuetudinario qui tanto pi naturale in quanto finora 1esistenza
della classe povera stessa una pura e semplice consuetudine della so
ciet borghese, che nellambito dell'articolazione statale cosciente non ha
ancora trovato una posizione appropriata .
Marx esprime pi chiaramente il suo punto di vista con un esempio
preso dai dibattiti del Landtag provinciale renano. Un rappresentante
delle citt aveva parlato contro la disposizione per cui anche la raccolta
di mirtilli e bacche di bosco doveva essere punita come un furto. Egli
aveva rilevato che i figli della povera gente raccoglievano quei frutti per
guadagnare cosi una piccolezza per i loro poveri genitori; ci era stato per
138

messo da tempo immemorabile dai proprietari del bosco e perci era sorto
per i piccoli un diritto consuetudinario. Al che un altro deputato aveva re
plicato che nel suo paese questi frutti erano gi articoli di commercio e ve
nivano spediti a barili in Olanda. Marx fa a pezzi questa dimostrazione, os
servando mordacemente: Effettivamente in un luogo si giunti a fare di
nit diritto consuetudinario dei poveri un monopolio dei ricchi. cosi for
niu la prova esauriente che si pu monopolizzare un bene comune; ne con
segue perci di per s che lo si deve necessariamente monopolizzare. La
"tura delloggetto richiede il monopolio perch lo ha escogitato finteresse della propriet privata. La trovata moderna di daini mercanti avidi
li denaro diventa inconfutabile non appena fornisce delle briciole all'inieresse fondiario teutonico. Marx conclude confermando di aver se
guito a malavoglia questi dibattiti noiosi e vacui, ma di aver ritenuto suo
dovere dimostrare con un esempio che cosa ci sarebbe da aspettarsi da una
assemblea degli stati degli interessi particolari, se per caso venisse chiamata
n legiferare.
Gli articoli sui furti di legna portarono Marx a comprendere l'im
portanza del proletariato nella societ borghese. Ma anche per altri
versi il profondo interesse che la Rheinische Zeitung dedicava alle quesiioni economiche, disturbava lautosufficienza. ideologica dei suoi colla
boratori giovani-hegeliani. Se lo Stato doveva essere universalit, biso
gnava per forza che fosse unito e non diviso. Ma perch allora fallivano
i tentativi di stabilirlo nella sua universalit ? La risposta era a por
tata di mano e fu anche data in questo modo: la libert fallisce per la
miseria che preclude ancora ad una parte assai grande della societ la pos
sibilit di sviluppare liberamente le proprie forze. Fra i corrispondenti
svizzeri del giornale erano amici di Weitling: August Becker e Sebastian
Seder. La Rheinische Zeitung stessa cit alla fine del settembre 1842 un
articolo della Junge Generation di Weitling, nel quale a proposito delle
forme di governo del comunismo, si affermava che nel governo non do
vrebbero essere elette persone ma capacit, unidea alla quale la Rheinische
Zeitung non intendeva negare genialit e originalit. Il giorno dopo essa
pubblic da Junge Generation la lettera di un corrispondente occasionale
sulle abitazioni berlinesi, come un contributo non senza interesse per
la storia di quella importante e bruciante questione. La corrispon
denza descriveva le abitazioni dinanzi alla porta di Amburgo una
mezza decina di topaie, simili a capannoni, messe assieme con argilla,
legno e impalcature, alte quaranta piedi e lunghe circa novanta, ricoperte

139

di intonaco azzurro e bianco , come un luogo di estrema miseria, quale


esse in realt erano.
Quasi contemporaneamente sulla Rheinische Zeitung si fece sen'tire
una debole eco del socialismo francese. La Rheinische Zeitung aveva man
dato ad un congresso scientifico a Strasburgo un suo corrispondente, a
quanto sembra Moses Hess. Al congresso erano convenuti numerosi scien
ziati tedeschi e francesi; accanto ai liberali tedeschi come Welcker, il
quale esaltava la Rivoluzione francese come la madre del diritto naturale,
vi erano socialisti francesi come Considrant e Lroux, e nella sezione del
leconomia pubblica erano stati discussi i sistemi del socialismo fran
cese. Il corrispondente della Rheinische Zeitung osservava a questo pro
posito che il ceto medio si trovava nelle stesse condizioni della nobilt
nel 1789; allora esso aveva rivendicato e ottenuto i privilegi della nobilt,
adesso il ceto che niente possedeva chiedeva di partecipare alla ricchezza
delle classi medie che erano al timone. Il ceto medio contemporaneo per
aveva visto pi lontano della nobilt nel 1789 e si poteva prevedere che il
problema sarebbe stato risolto per via pacifica.
Queste dichiarazioni e la pubblicazione dellarticolo sulle case di abi
tazione berlinesi dettero alla Augsburger Allgemeine Zeitung il pretesto
benvenuto di denunciare la Rheinische Zeitung per propaganda comu
nista. Marx, che proprio allora aveva assunto la direzione del giornale,
rispose il 16 ottobre 1842 con un articolo polemico. Egli prendeva
in giro il giornale di Augusta perch uno dei suoi corispondenti pa
rigini, che trattava la storia come un pasticcere pu trattare la bota
nica, aveva avuto questa trovata: la monarchia dovrebbe tentare di
fare sue, a suo modo, le idee socialistico-comunistiche. Marx chiede:
Forse ci si rimprovera di non aver prescritto immediatamente una ricet
ta miracolosa e di non avere infilato nelle tasche del lettore stupefatto una
relazione chiara come il sole sulla soluzione ufficiosa del problema? Noi
non possediamo l'arte di imbrigliare con una frase problemi alla cui solu
zione cercano di giungere due p o p o li. Marx per, respingendo lin
giusto attacco, si pronunciava al tempo stesso con asprezza inequi
vocabile contro tutti i dilettantismi, anche se bene intenzionati, in tali
questioni. Con onest tipica egli confessava di non essere arrivato
ad un giudizio indipendente sul socialismo francese e sviluppava il suo
programma come segue: La Rheinische Zeitung, che non pu concedere
alle idee comunistiche nella loro forma attuale neppure una realt teorica,
e quindi ancor meno pu desiderare o anche soltanto ritenere possibile
la loro pratica attuazione, sottoporr queste idee ad una critica radicale.
140

Mil, se l'augustarta avesse lesigenza e fosse capace di produrre qualcosa di


pili che frasi in pillole, vedrebbe che scritti come quelli di Lroux, Consiili'-runt c, soprattutto, lacuta opera di Proudhon non possono essere criticati
11 >ii irovate superficiali e improvvisate, ma solo dopo perseveranti e appro
fonditi studi. Noi siamo fermamente convinti che non il tentativo prailco, ma la elaborazione teorica delle idee comuniste costituisce il vero pe
rniilo, poich ai tentativi pratici si pu rispondere coi cannoni appena
divengono pericolosi, mentre idee, raggiunte dalla nostra intelligenza, conqnisiate dal nostro costume morale, idee, sulle quali lintelletto ha tem
pi,ilo la nostra coscienza, sono catene cui non possibile strapparsi
nriiza lacerarsi il cuore, sono demoni che luomo pu vincere solo a patto
li vnttomettervisi .
Non sulla Rheinische Zeilung doveva riuscire a Marx di attuare il
ilio proposito. Dopo il suo ingresso nella direzione, il giornale assunse un
iifirggiamento di aspra opposizione e dette in pari tempo, per la sua abile
iiiitim, tanto da fare alla censura che il presidente del governo von
t.rrlach sin dalla met di novembre esprimeva alleditore la decisa diiiipprovazione del governo per le tendenze di quel foglio. Solo nella
speranza che il giornale avrebbe preso un corso pi soddisfacente non
ni ricorse al divieto e ci si content di far tribolare Rutenberg da Colonia,
l'n aprire al giornale la Strada del ravvedimento, il suo censore venne de
vi imito. Era costui il consigliere di polizia Dolleschall, in verit un ma
gnifico esemplare di grettezza censoria; una volta aveva cancellato sulla
K vnische Zeitung lannuncio della pubblicazione della Divina Commedia
di Dante nella traduzione di Filalete (che fu poi il re Sassonia), affernuindo che a nessuno avrebbe dovuto essere permesso far commedie su
cose divine. Al suo posto venne lassessore Wiethaus che avrebbe dovuto
lare meglio il mestiere di uccidere il pensiero, ma che non era capace di
lare, o non voleva fare, il carnefice per la soddisfaziode dei governanti
berlinesi.
Ben presto si venne a nuovi conflitti. La Rheinische Zeitung riceveva
dii Bernkastel e da altre localit della Mosella relazioni di esperti sopra
la miserevole condizine dei contadini di quella regione. La campagna
nulla Mosella tra Treviri e Coblenza, tra i colli dellEifel e le pendici
dello Hunsriick era molto povera. Il contadino della Mosella non possedeva,
come quello del Palatinato renano, un pezzetto di terra da coltivare e da
piantarvi il tabacco; il suo possesso era limitato alla vigna ed egli era
vittima indifesa di ogni cattivo raccolto. Orai, tra il 1825 e il 1835, si era
avutn tutta una serie di cattivi raccolti, poi venne lUnione doganale, le
141

cui basse tariffe favorivano limportazione di vini francesi, ostacolavano


la esportazione dei vini della Mosella e ne abbassavano i prezzi. Altre la
gnanze dei contadini della Mosella erano dovute al modo con cui veniva
loro diminuito lusufrutto della propriet comune in prati e boschi dalle
speculazioni capitalistiche delle amministrazioni comunali, alla gravosa e
esagerata imposta sul mosto, allusura che li succhiava fino al midollo.
I loro piccoli possessi venivano messi allasta in gran numero, poich essi
non potevano pi pagare le tasse e gli interessi. Lindigenza di questa
popolazione miserrima era cosi evidente che neppure lassolutismo prus
siano osava negrrla, anche se la ammetteva con quei se e ma coi
quali una burocrazia saccente e incapace solita affrontare dei compiti
pratici. Il suo ultimo rimedio era pur sempre il bastone, col quale esso
riduceva a dovere coloro che si aspettavano dal dispotismo pi di quel che
potesse dare.
Le lettere dalla Mosella che la Rheinische Zeitung pubblicava
erano corrispondenze scritte in tono assolutamente pacato e documentate.
In una di esse si deplorava che in un comune di parecchie migliaia di
anime, il quale possedeva le pi belle foreste, non avesse ancora avuto
luogo la ripartizione del legname da ardere, mentre in un'altra si salutava
con gioia la maggiore libert di stampa perch ormai i contadini della
Mosella avrebbero potuto mostrare in pubblico le piaghe che li af
fliggevano senza attirarsi il rimprovero di compiere un gesto temerario.
II presidente von Schaper sollev due eccezioni contro le due corrispon
denze. Nelluna egli chiedeva di sapere il nome del comune dove era av
venuta la faccenda del legname da ardere, nellaltra contestava che una
autorit avesse mai compiuto latto indegno di dichiarare un gesto te
merario le lagnanze dei vignaiuoli sulla loro riconosciuta indigenza .
Egli scriveva ancora che il corrispondente della Mosella gli avrebbe fatto
un piacere, se avesse avuto inoltre la bont di citargli dei casi specifici in
cui le autorit avrebbero impedito, anche prima della pi mite istru
zione sulla censura, di discutere pubblicamente e liberamente sulla in
digenza degli abitanti della Mosella e che, egli, il presidente, sarebbe
stato ancora molto grato al corrispondente, se avesse voluto utilizzare que
sta occasione per mostrare apertamente le piaghe che affliggevano i vi
gnaiuoli, ma che ancor pi grato gli sarebbe stato se il corrispondente
avesse saputo proporre mezzi appropriati contro lindigenza dei vignaiuoli.
E quellanima burocratica, dopo aver sprizzato da tutti i pori il suo mel
lifluo veleno, dichiarava duramente che le affermazioni del corrispondente
erano, fino a prova contraria, maligne calunnie.

142

La Rheinische Zeitung raccolse la sfida. Fece raccogliere dal suo cor


nou indente una vasta documentazione sulle condizioni dei contadini
t|n!U Mosella e poi gli dette la parola per una risposta esauriente, com(ilmta e integrata dal giornale stesso con altre fonti, agli attacchi del
tireiidente. Il 15 gennaio 1843 ebbe inizio questa serie di articoli rijM11ita ordinatamente in cinque rubriche: si doveva trattare 1 )'la queiiiuve della ripartizione della legna, 2) la regione della Mosella in rein/ione con il pi libero movimento della stampa, 3) le piaghe che afflig
gevano la regione della Mosella, 4) i vampiri dei contadini della Mosella,
t ) proposte per i rimedi. 11 primo punto fu liquidato perch il corri*|mindente dette alla redazione piena facolt di fare al presidente il nome
li I comune dove la ripartizione della legna era stata mandata in fumo.
IVi il secondo punto fu dimostrato, con abbondanza di documentazione
iilliciale e storica, che veramente il governo reprimeva con la violenza
li lagnanze dei contadini della Mosella e che esso non aveva fatto nessun
ilio tentativo di porvi rimedio, ma si era limitato a frasi vuote; che
l,i burocrazia, le cui istanze superiori si affidavano alle inferiori come
li- inferiori alle superiori, era in generale incapace di rimediare a
ii indizione di disagio sociale. Questo centrato fuoco di fila stanc il go
verno che si ritir rapidamente dietro la matita rossa del censore. Il
20 gennaio gli articoli cessarono senza preavviso: la burocrazia, violenta
quanto vile, non aveva permesso neppure che si giungesse ad una dincussione degli ultimi tre punti.
In compenso il 28 gennaio la Rheinische Zeitung apriva con la no
tizia che i ministeri reali preposti alla censura avevano disposto che essa
cessasse le pubblicazioni a partire dal primo aprile. Al tempo stesso il
presidente del governo von Gerlach fu autorizzato a farsi presentare quoti
dianamente il giornale, dopo che era passato per la censura, a non per
metterne la stampa e la pubblicazione mai prima di averne preso visione
e ad impedirne del tutto la pubblicazione se egli, a prescindere dalla
censura, vi avesse trovato dei passi inammissibili. Nel decreto di divieto
del 25 gennaio si diceva che il giornale aveva seguito fin dal suo apparire
una riprovevole tendenza, che in esso dominava inequivocabilmente lin
tenzione di attaccare la costituzione dello Stato alla sua base, di scuotere
il principio monarchico e seminare nellopinione pubblica il sospetto verso
il governo, aizzare singoli ceti gli uni contro gli altri, suscitare il mal
contento per le condizioni legali esistenti. Il decreto diceva ancora che
lattivit del giornale si fondava su teorie vacue e perseguiva scopi ri
provevoli da non tollerare in nessun Stato; il suo modo di esprimersi e il
143

suo linguaggio non conoscevano freni. II. decreto ammetteva limpotenza


della censura, la cui missione, come esso diceva, non era di perpetuare un
disordine che traeva la sua origine da malvage tendenze mantenute con
testardaggine. Il principio cristkno-germanioo, che oon tutto lorrore mo
rale per le tendenze profane ha pur sempre una grande sensibilit per il
denaro sonante, trovava la sua caratteristica espressione nella affermazione,
fatta nel decreto, secondo cui il giornale sarebbe stato gi da tempo proi
bito se il governo non avesse avuto un magnanimo riguardo per gli
interessi pecuniari degli azionisti, un riguardo che anche adesso Io indu
ceva a non sopprimere subito, ma solo dopo che era passato il trimestre,
il giornale.
Il censore Wiethaus si dimise, quando il presidente del governo gli
prepose un censore capo; in cambio la societ filarmonica di Colonia fece
al non censore una bella serenata. Al suo posto fu mandato da Berlino
il segretario ministeriale Saint-Paul il quale, alla fine, dimostr di posse
dere quel misto di brutalit e abilit che il governo desiderava, tanto che
lufficio di censore capo fu abolito il 18 febbraio. probabile che a ci ab
biano contribuito anche i piagnistei degli azionisti, preoccupati del loro
denaro, i quali il 12 febbraio si erano riuniti in assemblea generale. Non
la lotta con il censore, per quanto ancor oggi siano ben evidenti le tracce
dei suoi misfatti sulle colonne della Rheinische Zeitung, bens lillusione
degli azionisti di sfuggire alla condanna a morte del giornale con un suo
comportamento pi cauto, spinse Marx a dimettersi dalla direzione il 17
marzo. Egli aveva gi la prova pratica della sua opinione che la libert
della stampa consiste innanzi tutto nel non essere la stampa un mestiere.
Lillusione degli azionisti si rivel naturalmente per quello che era.
Una deputazione da loro inviata a Berlino non fu nemmeno ricevuta
dal re; le petizioni presentate da Colonia, Treviri e altre citt renane si
ebbero per tutta risposta che il divieto era irrevocabile; i funzionari che
avevano preso parte a queste iniziative furono redarguiti e invitati a
farsi idee pi solide sulla situazione sociale. La Rheinische Zeitung fini
il 31 marzo 1843.
Ma anche questo superbo vessillo non cadde nella polvere senza
che il servilismo tedesco non lo offuscasse di un'ombra. Al banchetto fu
nebre del giornale, il censore che laveva ucciso sedette a tavola con gli
azionisti e alla sua sedia era legata una copia del giornale. Saint-Paul,
prima di lasciare Colonia dopo quella impresa culturale portata glorio
samente a termine, si guadagn una condanna dal tribunale della polizia
del buon costume, perch si era azzuffato con una guardia notturna davanti

144

ii un bordello. Il suo compagno in quella battaglia eroica era un altro


i nuore, quel conte Fritz Eulenburg, che trenta anni dopo doveva presen
tirsi alla socialdemocrazia tedesca come una vecchia bacchettona armata
ili ik iabola e di fucile. Con quali edificanti sentimenti il re romantico,
In nell'amabile e colorito frasario della sua fantasia se la prendeva
um la prostituta del Reno abbia visto azzuffarsi i suoi censori,
ililrnsori della religione e della morale, con i tutori dellordine in assai
terreni bordelli, gli storiai prussiani non dicono.

145

Deutsch-Franzsiscbe Jahrbuchct

Subito dopo essersi dimesso dalla redazione della Rheinische Zeitung, Marx scriveva a Ruge: labito di parata del liberalismo ca
duto, e agli occhi di tutto il mondo sta, in tutta la sua nudit, il pi re
pellente dispotismo '. E voleva dire scoprire le radici di questo dispotismo
quel che Ruge scriveva a suo fratello: in tutta la Germania la stampa
non oppressa da uno o due funzionari e nemmeno dal re, essa oppressa
con la volont e in nome del popolo, degli scrittori, dei dotti, dei borghesi,
dei soldati, dei contadini. Se la opposizione pubblicistica voleva mettere
nuove radici, ci doveva per necessit accadere allestero. Da tale neces
sit nacquero i Deutsch-Franzsische Jahrbiicher.

1. Fondazione e fine della rivista


I preparativi finanziari e letterari della nuova impresa richiesero
una anno abbondante. Subito dopo la proibizione dfei Deutsche Jahrbiicher,
Ruge aveva concepito il piano di stamparli di nuovo con Marx allestero.
Ruge entr come accomandatario con seimila talleri nellUfficio let
terario di Frbel, ma la nuova rivista non avrebbe dovuto apparire
in Svizzera come gli Anecdota. Zurigo era obbediente agli ordini
di Berlino, come diceva Marx. Gi nel mese di febbraio, Herwegh1

1 K arl M arx , Un carteggio del 1843, in La questione ebraica e altri scritti

giovanili, cit., p. 13.

146

i M caduto vittima della paura dinanzi alla reazione monarchica ed era


Malo espulso da Zurigo. Egli aveva dovuto abbandonare il piano di una
li vinti e ne aveva raccolto i resti, gli articoli per il primo fascicolo, nei
I i Hlnn fogli dalla Svizzera i quali cercavano di sfruttare la esenzione
dilla censura concessa ai libri che superavano i venti fogli di stampa.
Tuttavia non soltanto perch volevano essere completamente indipendenti dalla censura tedesca, Marx e Ruge diressero i loro passi verso
l'arigi. Nelle loro lotte pratiche tutti e due erano stati spinti sul terreno
di Ila politica da quello della religione; Marx aveva appoggiato vigoroniimcnte la polemica di Herwegh e Ruge con i Bauer sulla Rbeinische
/ritim g, e biasimato senza riguardi la frivolezza, la maniera di fare
berlinese, il romanticismo politico, la smania delle genialit e le millan
ti ne dei Liberi, che, pure, erano individualmente persone eccellenti.
Or, la battaglia politica si era dimostrata impossibile in Germania,
mentre in Francia essa infuriava. In nessun luogo Marx avrebbe potuto stu
diare il socialismo francese cosi bene come alle sue fonti. Ruge da parte
aia progettava una alleanza intellettuale dei tedeschi e dei francesi. Egli
i il r ileva che essere contro la Francia e contro la politica equivaleva ad es
ime contro la politica e contro la libert. Per lui la Francia, e la Francia solunto, era il principio politico, il principio puro della libert umana in Eu
ropa. Il contributo dei tedeschi nella nuova alleanza doveva essere Lacune
logico della filosofia hegeliana, come bussola sicura nelle regioni metafisii he e fantastiche nelle quali i francesi, anche Lamennais e Proudhon per
non parlare dei sansimonisti e dei fourieristi, erano in balia del vento e
delle onde e senza un timone. Ruge voleva guadagnarsi come collabora
tori Lamartine, Lamennais, Louis Blanc, Lroux, Proudhon.
Nella tarda estate del 1843 egli soggiorn per alcuni mesi a Parigi
per saggiare il terreno. Il risultato gli parve favorevole e verso la fine
dell'anno assieme a Marx vi si stabili definitivamente. Ma erano appena
passati tre mesi che Ruge scriveva alla madre che i primi due fascicoli dei
Deutscb-Franzsiscbe Jahrbiicher erano usciti, ma con ci tutta limpresa
era anche giunta alla fine.
Le ragioni di questo insuccesso non erano dovute soltanto al fatto che
la diffusione della rivista in Germania incontrava grandi ostacoli e che ben
presto i mezzi finanziari dellUfficio letterario furono esauriti. Forse
ci si sarebbe potuto superare e ancor pi la freddezza degli scrit
tori francesi. Nessuno di essi rappresentato nei Deutsch-Franzsische
Jahrbiicher. Taluni avevano aderito ma non avevano mandato niente, altri
si rifiutarono e qualche volta in maniera non piacevole. Lamennais tenne
147

ai redattori una conferenza di due ore sulle sue fisime religiose e infine
asser che avrebbe aspettato di vedere i loro fatti prima di partecipare
Lamartine sment pubblicamente la notizia dei giornali secondo cui egli
si sarebbe impegnato a collaborare con... l eretico Lamennais alla ri
vista dei signori Ruge e Marx, al che questi sulla Democratie Pacifique
replicarono che Lamartine aveva veramente lasciato sperare la sua col
laborazione. Nel modo peggiore si comport Louis Blanc. Egli, per
la verit, si congratulava con la Germania perch la sua giovent co
minciava a prestare attenzione alla prassi della vita, ma secondo lui
essa doveva imparare a moderare i suoi ardori poich lateismo in fi
losofia ha per sua necessaria conseguenza lanarchia in politica. Egli rim
proverava i giovani tedeschi, i quali, rifacendosi al materialismo frali
cese, a Diderot, a Holbach e all'Enciclopedia, tornavano indietro di piu
di un secolo, e li scongiurava con retorico cipiglio: Pensate che Rousseau
il rappresentante della democrazia che si basa sulunit e lamore fra
terno! Pensate ancora che la stessa mano che ci ha dato il Contratto so
ciale ha scritto anche la Professione di fede del vicario savoiardo!
Questo piccolo borghese pauroso non poteva abbandonare la melensa
abitudine di trasportare le lotte della vita pratica nel cielo di una reli
gione qualsiasi e di precludersi cosi una approfondita comprensione di tali
lotte. Ma lalbero non sarebbe caduto ai primi colpi e i redattori dei
Deutsch-Franzsische Jahrbiicher avrebbero tanto meglio potuto rinun
ciare a collaboratori francesi in quanto in Heine, Herwegh, Johann Jacoby,
Friedrich Engels e altri avevano raccolto una schiera di collaboratori tede
9chi che prometteva assai bene.
Quel che invece fece irrimediabilmente fallire la rivista fu il contrasto
tra loro stessi. Sulle circostanze esterne di questa rottura abbiamo soltanto
le notizie di Ruge, le quali sono pervase da un odio implacabile per Marx
e alle quali non si pu senzaltro prestar fede. Secondo tale fonte, Marx
avrebbe rotto lamicizia perch Ruge negava qualsiasi avvenire a quello
straccione di Herwegh, a causa di alcune sciocchezze che egli sem
bra aver commesso, inebriato dai piaceri della vita parigina. Pu ben
darsi che vi sia qualcosa di vero. Marx aveva per autentiche nature
di poeta una specie di comprensione congeniale; se come Ruge egli
fosse stato un anno prima con Herwegh a Berlino, non avrebbe con
siderato con segreta soddisfazione ludienza del poeta presso il re, ma
lavrebbe impedita per quanto gli fosse stato possibile; adesso che Her
wegh soffriva cosi duramente per le conseguenze di questa leggerezza
giovanile, probabile che egli abbia giudicato pi equamente e quindi pi
148

benevolmente le sue presunte o vere deviazioni. possibile che la inrtwiibile morale filistea di Ruge lo abbia una buona volta contrariato.
I )cl resto Ruge non scese mai dal pulpito di una eterna predica morale
inDimeno con un poeta come Heine, sebbene adesso egli lo giudicasse pi
untamente che un tempo a Halle; ancora dopo molti anni egli si vantava
di ver ispirato assieme a Marx satire immortali di Heine come il
K,monto invernale. Tuttavia importa poco sapere che cosa divise perniimlmcnte Marx e Ruge; solo la loro rottura politica ha un significato
imi ito, ed essa aveva radici pi lontane che in una occasione polemica
ni Heine o Herwegh.
Cera voluta tutta la miopia della reazione romantica per spin
ili ir un uomo come Ruge nella pi estremistica opposizione. Se gli si
Invio lasciata la tradizionale libert di filosofare, che persino il vecchio
r stupido re aveva tollerato, egli si sarebbe contentato di sostenere la
l'n'iv eroica di deputato cittadino di Halle o di Dresda. Quanto egli
i sentisse a suo agio in quelle beghe meschine ce lo indica il prolisso
lOmpiacimento con cui egli ne parlava ventanni dopo nelle sue Me
no irte. Se si dovesse fare una nuova stazione nell'interesse dei carretlori c dei cocchieri sulla riva sinistra dellElba ovvero, nellinteresse
dri viaggiatori, sulla riva destra, se agli ebrei berlinesi fosse lecito inon
dila; il mercato annuale di Dresda con diamanti falsi, se si potesse
impedire a un inglese maleducato di mettere le gambe sul tavolo in
unii sala di lettura: queste erano le questioni nelle quali Ruge si muo
veva a suo agio. Quale distanza gigantesca dai conflitti materiali che
Marx aveva dovuto affrontare, come giovane hegeliano idealista, sulla
Rbviniscbe Zeitung: la guerra tra la societ borghese e quella feudale,
l iintagonismo tra borghesia e proletariato o anche soltanto la polemica
" liberoscambismo e protezionismo che i fabbricanti delia Germania me
ridionale conducevano sotto la guida di List contro le basse tariffe delI IJn ione doganale. Quando Marx e Ruge si gettarono nella vita frani esc, Marx nuotava sui flutti come una solida nave che alfine giunta
hi alto mare, mentre Ruge sul suo guscio di noce cercava intimorito
di ritornare sui banchi di sabbia della costa. Per informarsi sui partii alari della vita nei circoli operai comunisti, Marx intratteneva voleni ieri rapporti con il danzichese Ewerbeck, il quale in quel tempo diri
geva le comunit parigine della Lega dei giusti; quando Ewerbeck per
i Illese a Ruge qualche franco per contribuire alla stampa degli scritti
li Weitling, osservando innocentemente che Ruge li doveva ben avere,
l'ex deputato cittadino di Dresda gli fece un iroso discorso che egli

149

per di pi ha ritenuto opportuno di tramandare ai posteri, nero su bian |


co: egli non gradiva questo interesse per i suoi affari privati, non era j
sfuggito al controllo della polizia e della censura tedesca per far control
lare la sua economia da Ewerbeck e cosi via su questo tono per un bel ?
po. Venuto a contatto pratico con il socialismo, il borghese abbandona
va il suo travestimento filosofico; Ruge cominci a considerare i tira ,
piedi prussiani con pi indulgenza di quelle orribili anime giudai- j
che dei comunisti.
Alla luce retrospettiva di una storia di cinquantanni, emerge la dii 1
ferenza tipica tra Ruge e Marx, la differenza tra un chiassoso filisteo c
un pensatore rivoluzionario, gi chiaramente messa in evidenza dal car
teggio tra loro due, Bakunin e Feuerbach, che apre i Denti eh-Framsische Jabrbucber. In seguito, Ruge si fatto passare per l'autore d
queste lettere, ma, per ragioni sia psicologiche sia stilistiche, impos
sibile che egli le abbia scritte; almeno per il nucleo del loro contenuto
le lettere derivano senza dubbio da coloro dei quali esse portano le ini
ziali. Il carteggio aperto da un breve e concitato motivo di Marx: l.i
reazione romantica porta alla rivoluzione, lo Stato e una cosa troppo seria
perch se ne possa fare una arlecchinata, si potrebbe forse lasciare unii ^
nave piena di pazzi in balia del vento per un bel p, ma essa andrebhi ,
incontro al suo destino proprio perch i pazzi non ci crederebbero
Ruge risponde con una lunga geremiade sull'imperituro spirito di sop-1
portazione di quelle pecore dei filistei tedeschi che egli avrebbe molto I
volentieri fatto a pezzi. Tuttavia sa di appartenervi e non vuole sot-1
trarsi all'onta generale. Mi parli pure con tutta durezza, vi sono ras
segnato. Il nostro popolo non ha futuro, che importa la nostra fama? ' I
Al che Marx risponde: la sua lettera una buona elegia ma politi
camente non vale un bel niente. Il mondo appartiene al filisteo, tanto
pi esattamente noi dobbiamo studiare questo signore del mondo. Marx
analizza gli inizi del regno di Federico Guglielmo IV come il tentativo
di un abile monarca di negare lo Stato filisteo sulla sua stessa base. Quc
sto tentativo fallito e doveva necessariamente fallire. Il filisteo costi-l
tuisce il materiale della monarchia e il monarca pur sempre soltanto
il re dei filistei; egli non pu fare n di s n della sua gente uomini
reali e liberi se ambedue rimangono quello che sono. Il re non voleva go
vernare con la morta legge ma con il suo vivo cuore; egli voleva mettere1

1 K arl M arx , op. cit.,

150

p. 19.

hi

moto tutti i cuori per i desideri dei suo cuore, ma gii altri cuori

non battevano come il suo, i sudditi non potevano aprire la bocca senza

parlare della negazione del vecchio dominio; gli idealisti i quali ave
vano la spudoratezza di voler fare delluomo un uomo, prendevano la
parola e, mentre il re fantasticava nella maniera antico-tedesca, essi
i ledevano di poter filosofare nella maniera tedesca moderna. Questo dis
sidio rese facile ai servitori, che prima avevano senza difficolt diretto
il corso delle cose, e al signore di tutte le Russie di far capire al re te
stardo che non si pu governare una stirpe di gente chiacchierona. Ne
giti il ritorno allantico fossilizzato Stato di schiavi e di servitori; il
silenzio fu lunica via di uscita. In questo modo stata resa evidente
" ,lltto il mondo la necessit della brutalit e limpossibilit dellumaniei per il dispotismo. Per ci, dice Marx, Ruge non gli vorr fare
Il rimprovero di farsi illusioni sul presente; se egli tuttavia noin dispera
ili esso perch la sua disperata situazione lo riempie di speranza. Egli
non parlava soltanto della incapacit dei signori e della indolenza dei
servitori e dei sudditi, che lasciavano andare tutto come a Dio piaceva,
ebbene le due cose insieme bastassero per provocare una catastrofe,
figli attirava soltanto lattenzione sul fatto che i nemici del filisteismo,
ni lina parola tutti gli uomini pensanti e sofferenti, erano giunti ad una
Imesa e che persino il passivo sistema di riproduzione dei vecchi suddiii procurava ogni giorno reclute al servizio della nuova umanit. Il
mstima dellindustria e del commercio, della propriet e dello sfrutta
mento degli uomini, ancor pi rapidamente dellaumento della popoItizione conduce per all interno della societ attuale ad una rottura che
Il vecchio sistema non pu sanare, perch esso in generale non sana e
non crea, ma unicamente esiste e consuma \ Il suo compito era di
Ifurrc completamente alla luce il vecchio mondo e di elaborare positi
vamente il nuovo.
Seguono lettere di Bakunin e Feuerbach le quali pure polemizzano
i on lo stato d animo disperato di Ruge. Bakunin scrive in un tono di
benevola alterigia sulla situazione tedesca: Voglio sciogliere i vostri
i rppi o germani che volete diventare greci, io lo scita! > 2. A Feuerbach
la fine dei Deutsche Jahrbucher ricorda la fine della Polonia; gli sforzi
ili pochi uomini furono vani nel generale ristagno di una vita popolare

' K arl M arx, op. cit., pp. 26-27.

1 Ibid., p. 32.

151

imputridita... Noi abbiamo bisogno di uomini nuovi. Ma questa volt


essi non usciranno dalle paludi e dai boschi come nelle trasmigrazioni
dei popoli; dobbiamo generarli dai nostri lombi
Egli raccomanda
la fondazione di un nuovo organo per portar chiarezza nelle menti
Ruge si professa convinto dal nuovo Anacarsi e nuovo filosofo *.
E Marx, in uno splendido accordo finale, tira le conclusioni della di
scussione.
chiaro egli dice, che deve essere creato un nuovo centro di rac
colta per ceste che veramente pensano e sono indipendenti, ma, se non
quanto al donde , regna per tanto maggior confusione quanto al
verso dove . Ciascuno dovr confessare a se stesso non soltanto
che si manifestata una anarchia generale tra i riformatori, ma che
egli stesso non ha una visione esatta di ci che si deve fare. Del resto,
questo appunto il vantaggio del nuovo indirizzo, per cui noi non
anticipiamo dogmaticamente il mondo, ma dalla critica del mondo vec
chio vogliamo trovare quello nuovo. Fino ad ora, i filosofi avevano bell
e pronta sui loro tavoli la soluzione di tutti gli enigmi, e lo stolido
mondo essoterico non aveva che da spalancare le fauci perch gli vo
lassero in bocca le colombe arrostite della scienza assoluta. La filosofia
si mondanizzata, e la dimostrazione pi schiacciante di questo fatto
che la coscienza filosofica coinvolta non soltanto esteriormente ma
anche interiormente nel tormento della lotta. Se la costruzione del fu
turo e il ritrovamento di una soluzione valida per tutti i tempi non
affar nostro tanto pi appare chiaro ci che dobbiamo compiere al
presente, e cio la critica spregiudicata di tutto ci che esiste, spre
giudicata nel senso che in generale la critica non si atterrisce di fronte
ai suoi risultati e nemmeno di fronte al conflitto con le forze esistenti > \
Marx non vuole innalzare nessuna bandiera dogmatica e il comunismo,
cosi come lo insegnano Cabet, Dezamy, Weitling, per lui soltanto una
astrazione dogmatica. Linteresse principale della Germania oggi la
religione e poi la politica; ad esse non si pu opporre un qualsiasi si
stema come il Viaggio a lcaria, ma piuttosto bisogna rifarsi ad esse
cosi come sono.
Marx respinge lopinione dei crassi socialisti secondo cui le

' K arl M arx , op. rii., p. 37.

1 Ibid., p. 38.
3 Ibid., pp. 39-40.

152

lK-stioni politiche sarebbero al di sotto di qualsiasi dignit. Dal conflitto dello Stato politico con se stesso, dalla contraddizione della sua
i l' .ile destinazione con i suoi presupposti reali si pu in ogni campo
iviluppare la verit sociale. Egli si riferisce alla differenza da lui di ussa sulla Rheinische Zeitung tra sistema degli stati e sistema rapI"'tentativo: tale questione esprime in maniera politica nientaltro che
In differenza tra il dominio delluomo e quello della propriet privata.
Nulla dunque ex impedisce di collegare la nostra critica con la criilui della politica, con la presa di partito in politica, quindi con lotte
leali. Allora noi non affrontiamo il mondo in modo dottrinario con un
nuovo principio: qui la verit, qui inginocchiati! Noi sviluppiamo
per il mondo nuovi principi traendoli dai principi del mondo. Noi non
li diciamo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi ti grideremo
In vera parola dordine della lotta. Noi gli mostriamo soltanto perch
i llrttivamente combatte poich la coscienza una cosa che esso deve
Inr propria, anche se non lo vuole > E Marx conclude il carteggio col
programma: autocomprensione dellepoca sulle sue lotte e sui suoi
desideri.
Allaltezza di questo programma sono gli articoli che Marx ed En
gels hanno scritto per i Deutsch-Franzosische fahrbiicher. l e cose che
vengono dagli altri collaboratori le poesie di Heine ed Herwegh, la
documentazione di Johann Jacoby sul suo processo per alto tradimento,
gli articoli di Bemays e le lettere di Hess hanno un valore estetico
o storico pi o meno grande, ma sono prive di importanza per la storia
del socialismo.

2. Gli articoli di Marx


Marx ed Engels hanno scritto per i Deutsch-Franzosische Jahrbiicher
due articoli ciascuno. I lavori di Marx: Per la critica della filosofia del
diritto di Hegel e Sulla questione ebraica sono fra loro in una certa con
nessione interna, lo stesso vale per i lavori di Engels: Lineamenti di
una critica, delleconomia politica e La situazione dellInghilterra. Ma
oltre a ci tutti e quattro gli articoli sono attraversati come da un filo

1K

ar l

a r x

op. cit., p. 42.

153

rosso: Feuerbach dal quale essi partono e oltre il quale essi muovono
i primi passi incerti.
In una lettera da Kreuznach del 30 ottobre 1843, Marx si era pro
vato a chiedere a Feuerbach una critica di Schelling per il primo fasci
colo. Egli chiama Feuerbach lo Schelling capovolto , nel quale si
sono sviluppate alla verit, alla realt e ad una seriet virile le auten
tiche idee del giovane Schelling, che in lui erano rimaste allo stadio
di fantastico sogno giovanile. Io vi ritengo perci lavversario di
Schelling necessario naturale e predestinato dalle loro maest la na
tura e la storia . Queste poche righe, gettate gi in maniera ardita e
affettuosa e dimpeto, stimolarono Feuerbach in modo tale che egli
si mise subito a lavorare attorno alle lezioni di Schelling, per soddisfare
alla necessit doverosa sottopostagli da Marx. Ma alla fine si rifiut,
perch quel poco che gi aveva pronto e quello che aveva detto non
poteva essere rimasticato ad caftum vttlgi, per lintelletto comune. Marx
ha sempre parlato di Feuerbach con grande rispetto, e cosi Feuerbach
di Marx, ma ci che li divideva, una mezza generazione di sviluppo
industriale e politico, si present chiaramente al loro primo contatto:
quelluomo quarantenne poteva presentarsi nel mondo comune soltanto
nella toga aristocratica del filosofo mentre il giovane venticinquenne
voleva conquistare quel mondo con una tagliente spada.
Nella Critica della filosofia del diritto di Hegel Marx parte dalla
base della critica irreligiosa quale era stata posta da Feuerbach: luomo
fa la religione e non la religione luomo. Ma egli va subito un passo
innanzi: Ma luomo non un essere astratto, posto fuori del mondo.
Luomo il mondo delluomo, Stato, societ > compito della sto
ria, compito della filosofia, che sta al servizio della storia, stabilire la
verit dell'aldiqua una volta che scomparso laldil della verit. La
critica del cielo si trasforma cosi nella critica della terra, la critica
della religione nella critica del diritto, la critica della teologia nella
critica della politica.
Nel risolvere questo compito Marx non si rif alloriginale, ma ad
una copia per la semplice ragione che la sua critica rivolta alla Ger
mania. Il rifarsi alla situazione tedesca porta di per se stesso ad un ana
cronismo. Se nego le condizioni del 1843, mi trovo appena, secondo
il calendario francese, nellanno 1789, ben lungi dunque dal punto fo-

' K arl

154

M arx,

op. cit.,

p. 91 .

ttlc del presente \ Segue una bruciante descrizione della situazione


in lisca, la descrizione di una reciproca, sorda pressione di tutte le
lin e sociali l'una sullaltra, un generale inerte disaccordo, la limitatezza
i Ite altrettanto si riconosce quanto si misconosce, il tutto racchiuso
tirila cornice di un sistema di governo che, vivendo della conservazione
ili ogni meschinit, non esso stesso altro se non la meschinit al go
verno 12. Se la critica vuole comprendere la moderna realt sociale,
vuole elevarsi a problemi veramente umani, essa si trova al di fuori
'Ielle condizioni tedesche, altrimenti coglierebbe il suo oggetto al di
u>Ho del suo oggetto.
Di ci Marx d un esempio. Il rapporto dellindustria, del mondo
della ricchezza in generale, con il mondo politico un problema capi
tile dellepoca moderna. Sotto quale forma questo problema comincia
ad occupare i tedeschi? Sotto la forma dei dazi protettivi, del sistema
vincolistico, delleconomia nazionale. Il nazionalismo germanico pas
sato dalluomo alla materia, e cosi un bel mattino i nostri eroi del co
tone e i nostri eroi del ferro si trovarono trasformati in patrioti 3.
Marx fin da allora strapp il manto patriottico nel quale List, che ancor
oggi celebrato come un roe nazionale, travestiva la sua agitazione capitalistico-mercantilistica. Mentre il problema in Francia e in Inghil
terra era: economia politica o dominio della societ sulla ricchezza, in
(crmania suonava: economia nazionale o dominio della propriet pri
vata sulla nazionalit. L si trattava di sciogliere il nodo, qui ancora di
farlo: un esempio sufficiente della forma tedesca del problema moderno,
un esempio di come la storia tedesca, simile ad una recluta maldestra,
sin qui abbia avuto soltanto il compito di esercitarsi a ripetere storie
trite.
Ma la storia tedesca, afferma Marx, aveva nella filosofia tedesca un
prolungamento ideale; i tedeschi erano i contemporanei filosofici del
presente senza esserne i contemporanei storici. La filosofia tedesca del
diritto e dello Stato lunica che sia alla pari con il presente ufficiale
moderno. La sua critica conduce nel pieno delle questioni la cui pra
tica soluzione allordine del giorno. A buon diritto il partito pra
tico politico la borghesia liberale richiede la negazione della fi-

1 K arl M arx , o p .
2 J b i d ., pp. 94-95.
3 I b i d . , p. 97.

c it .,

p. 93.

155

losofia; il suo torto soltanto di non portare a fondo e di non essere I


capace di portare a fondo questa esigenza. Non si nega la filosofia, voi >
gendole le spalle e borbottando con disprezzo frasi irritate e banali 1
Questo partito voleva rifarsi ai germi reali della vita, ma dimenticava
che il germe reale della vita del popolo tedesco finora cresciuto sol
tanto nel suo cranio. Non poteva superare la filosofia senza realizzarla
Il partito politico teorico, che prende le mosse dalla filosofia i Li
beri di Berlino commette lerrore inverso. Esso non critica la filo j
sofia ma parte dalle premesse della filosofia e si arrestato ai suoi ri j
sultati ovvero ha spacciato come immediate esigenze e risultati della
filosofia, esigenze e risultati presi altrove. La deficienza fondamentale
di questo partito la fiducia di poter realizzare la filosofia senza supc
rarla. Ci si domandi piuttosto: pu la Germania giungere ad una prassi
allaltezza dei principi, vale a dire ad una rivoluzione che la porti non
soltanto al livello ufficiale dei popoli moderni ma al livello umano
che sar il prossimo avvenire di questi popoli?
Marx risponde : Larme della critica non pu certamente sostituire
la critica delle armi, la forza materiale deve essere abbattuta dalla forra !,
materiale, ma anche la teoria diviene una forza materiale non appena
si impadronisce delle masse. La teoria capace di impadronirsi delle *
masse non appena dimostra alluomo, ed essa dimostra alluomo non
appena diviene radicale. Essere radicale vuol dire cogliere le cose. alla
radice. Ma la radice, per luomo, luomo stesso n> '. Tuttavia sembra
che a una radicale rivoluzione tedesca si opponga una difficolt capitale.
Le rivoluzioni abbisognano di un elemento passivo, di un fondamento
materiale. La teoria viene realizzata in un popolo soltanto nella misura in
cui essa la realizzazione dei suoi bisogni. Come potrebbe la Germania
con un salto m ortale12 balzare non soltanto oltre i suoi propri limiti,
ma, insieme, oltre i limiti dei popoli moderni, oltre limiti che in realt
essa deve sentire e perseguire come una liberazione dai propri limiti
reali? La questione si risolve perch i governi tedeschi hanno saputo
combinare i difetti civilizzati del moderno mondo statale, i cui vantaggi
il popolo tedesco non possiede, con i difetti barbarici dellantico mondo
statale, dei quali esso gode in grande misura, perch la Germania ha
partecipato a tutte le sofferenze dello sviluppo moderno e non ai pia-

1 K arl

Marx, op. cit.t p. 101.

2 In italiano nel testo.


156

i ri i, perch un bel giorno si trover al livello della decadenza europea


uhm mai essere stata al livello della emancipazione europea. Non
l i rivoluzione radicale per la Germania un sogno utopistico, non la
universale emancipazione umana ma piuttosto la rivoluzione parziale,
la ilvoluzione soltanto politica, la rivoluzione che lascia in piedi i pi
lau il della casa \
timi tale rivoluzione si fonda sul fatto che una parte della societ
11vili- si emancipa e giunge al dominio universale, mentre una classe
Inn minata intraprende, partendo dalla sua particolare situazione, leman11|ut* ione universale della societ. Questa classe libera lintera societ,
soltanto a condizione che lintera societ si trovi nella situazione
di questa classe, dunque ad esempio possieda denaro e cultura, ovvero
I a
suo piacere acquistarli. Nessuna classe della societ civile
|ui sostenere questa parte senza provocare un momento di entusiasmo
In s e nella massa, un momento nel quale essa fraternizza e confluisce
"fUn societ in generale, si scambia con essa e viene intesa e ricono ima come sua rappresentante universale, un momento nel quale le
uc esigenze e i suoi diritti sono diritti ed esigenze della societ stessa,
uri quale essa realmente la testa e il cuore della societ 2. Affinch
li rivoluzione di un popolo e la emancipazione di una classe partico
lau- coincidano, bisogna viceversa che tutti i difetti della societ siano
incentrati in unaltra classe, bisogna che un determinato stato sia lo
unto dello scandalo universale, bisogna che una particolare sfera soi mie equivalga alla manifesta criminalit dellintera societ, cosicch
la liberazione da questa sfera appaia come la univefsaie autolibera/ione. In Francia il significato negativamente universale della nobilt
e del clero condizion il significato positivamente universale della
txirghesia.
A questo punto Marx continua: in Germania manca ad ogni classe
l'.u-ticolare non soltanto la coerenza, il rigore, il coraggio, la spregiudii mezza che potrebbero contrassegnarla come rappresentante negativa
della societ, ma anche quellampiezza dellanima che si identifica, sia
lure momentaneamente, con lanima del popolo, quella genialit che
ispira la forza materiale fino al potere politico, quellardire rivoluzio
nario che scaglia in faccia allavversario le parole di sfida: io non sono

' K a r l M a r x , op. cit., p. 105.

1 lb id ., p. 105.

1 57

nulla e dovrei essere tutto. Le sfere della societ tedesca perci non
stanno tra loro in un rapporto drammatico ma epico; ciascuna si ac
campa accanto alle altre con le sue particolari esigenze; persino In
consapevolezza morale della classe media riposa unicamente sulla
consapevolezza di essere la rappresentante universale della mediocrit
filistea di tutte le altre classi. Ogni classe, non appena inizia la lotta
contro la classe che sta sopra di essa, implicata nella lotta con la
classe che sta sotto di essa. La classe media osa appena concepire, dal
suo punto di vista, il pensiero della emancipazione e gi lo sviluppo
delle condizioni sociali, cosi come il progresso della teoria politica, mo
strano come questo stesso punto di vista sia antiquato o per lo meno
problematico.
Dove risiede dunque la possibilit positiva della emancipazione tc
desca? Risposta: nella formazione di una classe con catene radicali,
di una classe della societ civile la quale non sia una classe della so
ciet civile, di uno stato che sia la dissoluzione di tutti gli stati, di unii
sferrt che per i suoi dolori universali possieda un carattere universale e
non; rivendichi alcun diritto particolare, poich contro di essa viene
esercitata non una ingiustizia particolare bens lingiustizia senzaltro,
la quale pu fare appello non pi a un titolo storico ma al titolo umano,
che non si trova in contrasto unilaterale verso le conseguenze ma in
contrasto universale con tutte le premesse del sistema politico tedesco,
di una sfera, infine, che non pu emancipare se stessa senza emanciparsi
da tutte le rimanenti sfere della societ e, con ci stesso, emancipare
tutte le rimanenti sfere della societ, la quale, in una parola, la per
dita completa delluomo, e pu dunque guadagnare nuovamente se
stessa soltanto attraverso il completo riacquisto delluomo. Questa disso
luzione della societ in quanto stato particolare il proletariato '.
Il proletariato comincia per la Germania a diventar tale soltanto
con lirrompente movimento industriale, poich non la povert sorta
naturalmente bens la povert prodotta artificialmente, non la massa di
uomini meccanicamente oppressa dal peso della societ ma la massa
di uomini che proviene dalla sua acuta dissoluzione, anzi dalla dissolu
zione del ceto medio costituisce il proletariato, sebbene gradualmente
entrino nelle sue file, come evidente, anche la povert naturale e la
cristiano-germanica schiavit della gleba. Se il proletariato annunzia

1 K arl M arx,

158

op. cit.,

p. 108.

In dissoluzione dellordinamento tradizionale del mondo, esso esprime


tuli muto il segreto della sua propria esistenza, poich esso la disso
luzione effettiva di questo ordinamento del mondo. Se esso richiede la
mg.i/ione della propriet privata, esso eleva a principio della societ
*"ln ci che la societ ha elevato a suo principio, ci che in esso gi
impersonato senza suo apporto, in quanto risultato negativo della soItili Come la filosofia trova nel proletariato le sue armi materiali, il
iniilrtariato trova nella filosofa le sue armi intellettuali, e una volta che
il lampo del pensiero sia penetrato profondamente in questo ingenuo
''irono popolare, si compir lemancipazione dei tedeschi a uomini.
I lesta di questa emancipazione la filosofia, il suo cuore il pro
li mnato. La filosofia non pu realizzarsi senza leliminazione del pro
li innato, il proletariato non pu eliminarsi senza la realizzazione della
filosofia. Quando siano adenjpite tutte le condizioni interne, il giorno
fi Ila resurrezione tedesca verr annunciato dal canto del gallo francese *.
Affermando che in Germania non era possibile la emancipazione po
llili a ma quella umana, Marx ricercava, al tempo stesso, la differenza tra
i mancipazione politica ed umana nellarticolo Sulla questione ebraica,
i In- critica gli scritti di Bruno Bauer su tale questione. La questione
rluaica era per cosi dire il lembo per il quale lidealismo tedesco aveva
aIIerrato lo sviluppo economico. Lo Stato cristiano-germanico maltratiHva, opprimeva, perseguitava gli ebrei e al tempo stesso li tollerava,
li favoriva, anzi li vezzeggiava. Nel diciottesimo secolo il vecchio Fritz
iivrva privato gli ebrei di tutti i diritti, ma al tempo stesso aveva acmrdaro loro unampia protezione, principalmente allo scopo di fa
vorire gli scambi, il commercio, le manifatture, le fabbriche >. Il re
lilosofo concedeva ai finanzieri ebrei, che lo aiutavano nella sua atti
vit di falsario e in altrettali ambigue operazioni finanziarie, la li
bert di un banchiere cristiano, mentre tollerava il filosofo Moses
Mrndelssohn nei suoi Stati non perch fosse un filosofo, ma perch
il vestiva lincarico di contabile presso un ricco ebreo. Negli anni dal
IO al 50 del secolo scorso Federico Guglielmo IV perseguitava gli
ebrei con vessazioni di ogni tipo, ma non perci il capitale ebraico fu
mono favorito dallo sviluppo economico. Esso cominci a sottomettersi
le classi dominanti e faceva sentire la sua frusta alle classi dominate:
il proletariato come capitale industriale e, ancor pi, alla grande massa

' K

arl

arx

o p . c it .,

p. 110.
159

delle classi dei piccoli contadini e piccolo-borghesi come capitaliusuraio.


Bruno Bauer era insorto contro questa singolare contraddizione,
contro questo stato di cose menzognero . A questo punto egli pren
deva conoscenza dello sviluppo capitalistico ma soltanto come embrionimedievale, come escrescenza dello Stato cristiano-germanico. Perci
egli rimase prigioniero del contrasto religioso tra cristianesimo e giu
daismo. Per quanto egli criticasse acutamente la teologia, vedeva pur
sempre le cose con gli occhiali del teologo. Egli combatteva lo Stato
cristiano-germanico, che per la sua stessa essenza religiosa non poteva
emancipare gli ebrei; ma combatteva anche gli ebrei, che per la loro
stessa essenza religiosa non potevano essere emancipati. Per lui deci
sivo soltanto il punto di vista religioso. Cristiani ed ebrei dovrebbero
cessare di essere cristiani ed ebrei se vogliono essere liberi. Ma poich
il giudaismo come religione stato superato dal cristianesimo comereligione, lebreo deve percorrere una strada pi difficile e pi lunga del
cristiano per giungere alla libert. Secondo Bruno Bauer, gli ebrei de
vono passare in un certo modo prima attraverso il cristianesimo e la
filosofia di Hegel per poter essere emancipati. La soluzione della que
stione ebraica, lemancipazione degli ebrei, gli svaniva tra le mani in
una stravaganza idealistica.
Marx al contrario fa valere i risultati pratici da lui ottenuti nello
studio della Rivoluzione francese. Egli dice che non basta per niente ricer
care: chi ieve emancipare? chi deve essere emancipato? La critica deve
fare una terza cosa, deve chiedere: di che genere di emancipazione si
tratta? Bisogna ricercare il rapporto tra emancipazione politica ed
emancipazione umana. Bauer chiede agli ebrei: avete voi il diritto,
dal vostro punto di vista, di desiderare lemancipazione politica? Invece
la domanda dovrebbe piuttosto essere: il punto di vista dellemancipa
zione politica ha il diritto di esigere dallebreo labolizione del giu
daismo e, dalluomo in generale, labolizione della religione?
Marx risponde di no a questa domanda, dimostrando che lo Stato
cristiano-germanico, lo Stato dei privilegi ancora lo Stato imperfetto,
teologico, non ancora elaborato nella sua purezza politica. Lo Stato po
liticamente compiuto, moderno, il quale non conosce pi privilegi re
ligiosi anche lo Stato cristiano perfetto; non soltanto esso pu eman
cipare gli ebrei, ma li ha emancipati e necessariamente doveva emanci
parli per la sua stessa essenza. Laddove lo Stato politico esiste nella sua
pi alta elaborazione, laddove la costituzione statale dichiara espressa
lo

incute l'esercizio di diritti politici come indipendente dalla fede re


ligiosa, cosi come avviene in una parte dei liberi Stati del Nordameinn, si ritiene tuttavia un uomo senza religione come un uomo non
.... sto. Lesistenza della religione dunque non contraddice al compiiiinito dello Stato. Lemancipazione politica dellebreo, del cristiano, del
l'uomo religioso in generale lemancipazione dello Stato dal giudaismo,
dal cristianesimo, dalla religione in generale. Lo Stato si pu liberare
da un limite, senza che l'uomo se ne liberi effettivamente e qui stanno i
limiti della emancipazione politica.
Lo Stato in quanto Stato annulla ad esempio la propriet privata,
l'uomo dichiara soppressa. politicamente la propriet privata non ap
pena esso abolisce il censo per lelettorato attivo e passivo come av
venuto in molti liberi Stati nordamericani. Lo Stato sopprime a modo
mio le differenze di nascita, di condizione, di educazione, di occupazione,
dithiarando che nascita, condizione, educazione, occupazione non sono
differenze politiche, proclamando ciascun membro del popolo partecipe
in egual misura alla sovranit popolare. Nondimeno lo Stato lascia
che la propriet privata, leducazione, loccupazione operino nel loro
modo, cio come propriet privata, come educazione, come occupazione,
c facciano valere la loro particolare essenza. Ben lungi dal sopprimere
queste differenze di fatto, lo Stato esiste piuttosto soltanto in quanto
le presuppone, sente se .stesso come Stato politico e fa valere la pro
pria universalit, solo in opposizione con questi suoi elementi. Lo Stato
politico perfetto per sua essenza la vita delluomo come specie, in
opposizione alla sua vita materiale. Tutti i presupposti di questa vita
egoistica continuano a sussistere al di fuori della sfera dello Stato, nella
societ civile ma come caratteristiche della 'societ civile. Il rapporto
dello Stato politico coi suoi presupposti, siano pure essi elementi ma
teriali come la propriet privata, o spirituali, come la religione, il
conflitto tra linteresse generale e linteresse privato. Il conflitto nel
quale si trova luomo come seguace di una religione particolare con
se stesso in quanto cittadino, con gli altri uomini in quanto membri
della comunit, si riduce alla scissione tra Io Stato politico e la societ
civile.
Se luomo per, anche se ebreo, pu essere emancipato politicamente, Bauer nega ancora che allebreo sia lecito pretendere e ricevere
diritti umani. Marx risponde: linconciliabilit della religione con i di
ritti delluomo tanto poco nel concetto dei diritti delluomo, che il
diritto di essere religioso, di essere religiosi come si preferisce, viene
161

anzi espressamente annoverato tra i diritti dell'uomo. Il privilegio della


fede un diritto universale delluomo. I diritti delluomo, i droits do
lhomme si differenziano dai diritti del cittadino, i droits du citoyen.
Ma chi Xborrirne distinto dal citoyen? Nessun altro che il membro della
societ civile. Marx lo dimostra ampiamente con la definizione dei di
ritti delluomo (eguaglianza, libert, sicurezza, propriet) nella pi ra
dicale fra le costituzioni, la costituzione francese del 1793. La rivolu
zione politica stata la rivoluzione della societ civile. Sotto il feuda
lesimo la societ aveva, da una parte, immediatamente un carattere poli
fico mentre gli elementi della vita civile, come possesso e famiglia, ge
nere e maniera di lavoro, erano stati nella forma della propriet fon
diaria, dello stato, della corporazione, elementi della vita politica, e,
daltra parte, essa era proprio per questo dispersa in una serie di par
ticolari societ e aveva escluso lindividuo dalla totalit dello Stato; la
conseguenza di questa organizzazione era stata necessariamente il po
tere universale dello Stato reso affare particolare di un dominatore e
dei suoi servi, separati dal popolo. La rivoluzione politica che abbatt
questa potenza sovrana e innalz gli affari dello Stato ad affari del po
polo, che costitu lo Stato politico come affare universale, cio come
Stato reale spezz necessariamente tutti gli stati, corporazioni, arti,
privilegi. E super il carattere politico della societ civile. Leman
cipazione politica la riduzione deiluomo, da un lato a membro della
societ civile, allindividuo egoista e indipendente, dallaltro, al citta
dino, alla persona morale. Solo quando luomo reale, individuale rias
sume in s il cittadino astratto, e come uomo individuale nella sua
vita empirica, nel suo lavoro individuale, nei suoi rapporti individuali
divenuto membro della specie umana, soltanto quando luomo ha ri
conosciuto e organizzato le proprie forze come forze sociali e perci
non separa pi da s la forza sociale nella figura della forza politica,
soltanto allora lemancipazione umana compiuta *.
Infine Marx esamina lopinione di Bauer secondo cui il cristiano
pi capace di emanciparsi dellebreo. Egli rompe anche qui il rivesti
mento teologico della questione oltre il quale Bauer non riesce a muo
versi per quanto egli abbia un atteggiamento critico verso la teologia.
Marx non <vuole considerare lebreo del Sabato ma lebreo di tutti i
giorni. Certamente la questione ebraica anche una questione religiosa.

' K

162

arl

arx,

op. cit.,

p p . 7 8 -7 9 .

ma essa ha un leale fondamento mondano. Lebreo vero non si deve


spiegare partendo dalla religione giudaica, ma piuttosto la religione
giudaica partendo dallebreo vero. Cosi per Marx la questione della
capacit di emanciparsi dellebreo si trasforma nella questione: quale
particolare elemento sociale si debba superare per negare il giudaismo.
Qual il fondamento mondano del giudaismo? Il bisogno pratico, lutile
personale. Quale il culto mondano dellebreo? Il traffico. Quale il
suo dio terreno? Il denaro. Ebbene, lemancipazione dal traffico e dal
denaro,,dunque dal giudaismo pratico, reale, sarebbe lautoemancipazione
del nostro tempo. Unorganizzazione della societ che eliminasse i pre
supposti del traffico, dunque la possibilit del traffico, renderebbe im
possibile lebreo. La sua coscienza religiosa si dissolverebbe come un
vapore inconsistente nella viva atmosfera reale della societ. Daltro
lato: se lebreo riconosce come non valida questa sua essenza pratica
e lavora per la sua eliminazione, egli si svincola dal suo sviluppo pas
sato verso lemancipazione umana senzaltro, e si volge contro la pi
alta espressione pratica della autoestraniazione umana '. Marx rico
nosce nel giudaismo un universale elemento attuale antisociale, il quale,
attraverso lo sviluppo storico, cui gli ebrei per questo lato cattivo hanno
collaborato con zelo, stato sospinto fino al suo presente vertice, un
vertice sul quale deve necessariamente dissolversi.
Lebraismo si emancipato in maniera ebraica, facendo propria la
potenza del denaro in quanto il denaro diventato potenza mondiale
e lo spirito degli ebrei lo spirito pratico dei popoli cristiani. Gli ebrei
si sono emancipati nella misura in cui i cristiani sono diventati
ebrei z. Se Bauer chiamava uno stato di cose menzognero quello per
cui allebreo venivano negati in teoria i diritti civili mentre egli in prati
ca possedeva un enorme potere, la contraddizione era tra politica e po
tenza del denaro. Mentre la politica idealmente al di sopra della po
tenza del denaro, essa in realt diventata sua serva. Il giudaismo
si conservato non gi nonostante la storia, bens a causa della storia.
La societ civile genera dalle sue proprie viscere, continuamente, lebreo.
Il denaro il geloso dio di Israele, di fronte al quale nessun altro dio
pu esistere. II denaro avvilisce tutti gli dei delluomo, e li trasforma in
una merce. Il denaro il valore universale, per s costituito di tutte

1 K arl M arx, op. cit., p. 81.


2 Ib id ., p. 82.

163

le cose. Esso ha perci spogliato il mondo intero, il mondo dell'uomo


come la natura, del valore loro proprio. Il denaro lessenza, fatta estranea
alluomo, del suo lavoro e della sua esistenza, e questa essenza estranea
lo domina, ed egli ladora. La chimerica nazionalit dellebreo la
nazionalit del commerciante, in generale delluomo del denaro. Poich
lessenza reale dellebreo nella societ civile si realizza universalmente,
la societ civile non pu convincere lebreo della irrealt della su
essenza religiosa. Lemancipazione sociale dellebreo lemancipazione
della societ dal giudaismo.
In altre parole Marx dice: le questioni religiose del giorno hanno
oggi un significato sociale, e non si pu pi parlare di interessi reli
giosi come tali. Egli considera lo sviluppo storico del giudaismo non
con gli occhi del teologo, ma con gli occhi delluomo che vive in
questo mondo. Egli dimostra questo sviluppo non nella teoria reli
giosa, ma nella prassi industriale e commerciale, che trova un riflesso
fantastico nella religione ebraica. L'ebraismo pratico ha avuto il suo
compimento soltanto nel compiuto mondo cristiano, anzi esso la
prassi compiuta del mondo cristiano stesso. E poich la societ civile
nella sua essenza commercialmente ebraica, lebreo ne quindi suo
membro necessario ed egli ha cosi tanto maggiore diritto alla emanci
pazione politica e al godimento dei diritti umani universali.
Il riconoscimento dei diritti delluomo non altro che il riconosci
mento dellindividuo borghese egoistico e dello sfrenato movimento
degli elementi spirituali e materiali che formano il contenuto della
situazione della sua vita, il contenuto della attuale vita borghese. I di
ritti delluomo non liberano luomo dalla religione, ma gli danno
la libert di religione, non lo liberano dalla propriet ma gli procurano
la libert di propr et, non lo liberano dalla sporcizia del guadagno
ma gli forniscono piuttosto la libert di professione. Il riconoscimento
dei diritti delluomo da parte dello Stato moderno non ha un senso
diverso dal riconoscimento della schiavit da parte dello Stato antico.
Come lo Stato antico aveva per sua base naturale la schiavit, cosi lo
Stato moderno ha la societ civile borghese. Spezzando gli antichi
vincoli politici, col suo sviluppo essa ha creato il moderno Stato e
questo Stato ha riconosciuto, proclamato i diritti delluomo, la sua
nascita e il suo fondamento. Il sistema statale attuale cosi come
elaborato ha per necessario fondamento la societ civile borghese svi
luppata: la lotta universale delluomo contro luomo, dellindividuo
contro lindividuo, la guerra di tutti gli individui fra loro, divisi limo

164

dall'altro soltanto pi dalla loro individualit, il movimento generale


r sfrenato delle forze vitali elementari liberate dalle catene dei privi
legi, la schiavit effettiva, anche se appare come libert e indipendenza
dell'individuo che prende per sua propria libert il movimento sfre
nato degli elementi estraniati della sua vita, come la propriet, linduria e la religione, mentre esso piuttosto la sua compiuta servit
r disumanit.
L'anarchia la legge della societ civile emancipatasi dai privi
legi corporativi, e lanarchia della societ borghese la base della mo
lli ita situazione pubblica come a sua volta la moderna situazione
pubblica la garanzia di questa anarchia. Per quanto si contrappongano
l'ima all'altra, esse si condizionano reciprocamente.
Tale critica della questione ebraica fece fare un grande passo in
avanti alla critica della filosofia del diritto di Hegel. Mentre Hegel ha
Mibordinato la societ allo Stato, Marx scopre che in realt lo Stato
i1 subordinato alla societ. Marx d la prova di ci nella societ civile
borghese sviluppata e nel moderno Stato sviluppato. Egli indica che
nel mondo antico e feudale come in quello moderno la societ stata
la base necessaria dello Stato e non allinverso. Ma soltanto il mondo
moderno ha semplificato e approfondito il contrasto tra societ e
Stato, tanto che esso deve risolversi nella organizzazione cosciente delle
forze sociali, che supera lantagonismo dellanarchia sociale e della
tostrizione statale in una unit superiore, che emancipa luomo renden
dolo signore delle fonti della sua vita. Gli articoli di Marx nei Deutschl'ranzosische lahrbiicher contengono i fertili germi della concezione
materialistica della storia.
Marx non pi ritornato sulla questione ebraica: quel che cera
da dire, egli lo aveva detto in maniera esauriente. La sterminata let
teratura clic da allora stata prodotta sulla questione ebraica, non su
pera Marx in nessuna idea ma piuttosto senza dubbio inferiore al
suo articolo. Marx non ha niente a che fare con lantisemitismo. Egli
non soltanto dice che, bens prova anche perch, lebreo ha un titolo in
contestabile alla emancipazione politica, al godimento dei diritti uni
versali delluomo. Ancor pi: egli dice che lemancipazione politica
un grande progresso, che essa lultima forma della emancipazione
umana, anche se non in linea generale, almeno allinterno dellattuale
ordinamento del mondo. Ma Marx non ha neppure niente a che fare
col filosemitismo che vorrebbe liquidare qualsiasi crtica del giudaismo
avido di denaro con alcuni bei versi tolti da Nathan il Silvio di T.essing.
165

Marx concepisce il giudaismo come un prodotto sociale, che nato


nella sua determinata forma storica da determinate circostanze storiche
e con queste ultime finir. Lo sviluppo storico ha fatto del giudaismo,
senza sua colpa ed anche per sua colpa, il portatore della potenza del
denaro e perci un elemento antisociale che deve di necessit dissolversi
E si dissolver in una societ sociale la quale non giri attorno al denaro
come ad un dio, bens attorno al lavoro come al sole.
Volendo riassumere ci che Marx doveva dire sulla questione
ebraica nel linguaggio oggi usuale, il risultato della sua ricerca po
trebbe essere cosi espresso: come lemancipazione umana delloperaio,
come lemancipazione umana della donna, cosi anche lemancipazione
umana dellebreo possibile soltanto nella societ socialista.

3. Gli articoli di Engels


Engels cerc e trov nellindustria inglese lautocomprensione sulle
lotte e le aspirazioni dell'epoca cosi come Marx la cerc e la trov
nella Rivoluzione francese. Egli vide che lo sfrenato movimento della
propriet estraniata dalluomo getta l'uomo nella miseria; nellumilia
zione, nella servit, nella disumanit, ma vide anche che, col dissolversi
di tutti gir interessi particolari, esso apre la strada per il grande rivol
gimento del secolo, per la conciliazione dellumanit con la natura e
con se stessa.
Nei suoi Lineamenti di una critica della economia politica, Engels
definisce leconomia borghese a partire da Adam Smith il sistema
del libero scambio come la stessa ipocrisia e immoralit che adesso
in tutti i campi sta di fronte al libero umanesimo. Essa un progresso
rispetto al sistema mercantilistico, poich sviluppa le leggi della pro
priet privata, ma ha paura di fare lultimo passo e non si domanda
qual la giustificazione della propriet privata. Perci essa non pu
effettivamente superare il sistema mercantilistico; linconseguenza del
leconomia liberale deve necessariamente dissolversi nei suoi elementi.
Dietro lipocrita umanit dei moderni si nasconde una barbarie che gli
antichi non avevano conosciuto; la confusione concettuale degli antichi
era ancora semplice e conseguente, rispetto alla logica ambigua dei mo
derni; i difensori del libero scambio sono monopolisti peggiori degli

166

mil ii lil mercantilisti. Essi non riescono a comprendere la restaurazione


tiri Esterna mercantilistico da patte di List, per quanto la ragione ne sia
lilwsCanza semplice. Come la teologia deve ritornare alla cieca fede
ovvero avanzare verso la libera filosofia, cosi il liberoscambismo deve
(iliiilurre da una parte la restaurazione dei monopoli, dall'altra la nega
ne me della propriet privata. In tutte le controversie puramente ecoin uniche, i difensori del libero scambio avevano ragone rispetto ai
e......mtilisti, ma non rispetto agli avversari della propriet privata, che
um tu' dal punto di vista economico sapevano decidere le questioni ecodi uniche pi esattamente; come da lungo tempo ne avevano dato la
l'Nivu i socialisti inglesi sia nella pratica che nella teoria.
I>n questo punto di vista generale, Engels esamina le singole cateti'uir economiche come: commercio, valore, prezzo, rendita fondiaria,
*i 11irale, lavoro, concorrenza. Egli ne rivela le insanabili contraddizioni,
un non le concepisce, assieme a Proudhon, come presupposti dai quali
...... battere gli economisti, bens egli dimostra che esse sono le forme
logiche della propriet privata. Cosi come Bruno Bauer, nonostante la
|mi acuta critica alla teologia, era pur sempre rimasto legato a presup
poni teologici, Proudhon, nonostante la pi acuta critica alla propi irti privata, era rimasto legato ai concetti economici che derivano dalla
propriet privata. Come Marx aveva demolito il modo teologico di afI mlutare tali questioni, cosi Engels fece per quello economicistico, riconiliucndolo alla sua base universale, puramente umana.
Il commercio fa vedere chiaramente nel sistema mercantilistico la
hii.i volgare avidit. Leconomia liberale lo ha umanizzato. Perch? Peri h nellinteresse del commerciante stare in buoni rapporti con
i olili dal quale egli compra a buon mercato e con colui al quale egli
vende a caro prezzo. Quanto pi amichevoli sono i rapporti tanto pi
essi sono vantaggiosi. Non abbiamo noi rovesciato la barbarie dei
monopoli, gridano gli ipocriti, non abbiamo noi portato la civilt nelle
pi lontane regioni del mondo, non abbiamo noi affratellato i popoli
c diminuito le guerre? Si, voi avete fatto tutto ci, ma come lo
avete fatto! Voi avete annientato i piccoli monopoli per lasciar agire
l'unico grande monopolio fondamentale, la propriet, in maniera tanto
pi libera e senza alcun limite; voi avete civilizzato i confini della terra
|xt acquistare nuovo terreno allespansione della vostra bassa avidit;
voi avete affratellato i popoli in una fratellanza di ladri, diminuito le
guerre per guadagnare tanto meglio con la pace, per spingere linimicizia dei singoli, la disonorevole guerra della concorrenza, fino al punto
167

pi acuto! . E non basta! Dopo che leconomia liberale aveva fatto del
suo meglio per generalizzare linimicizia, dissolvendo le nazionalit,
per trasformare lumanit in una orda di belve rapaci (e che cosaltro
sono i concorrenti?), che si divorano lun con laltro, proprio perch
ciascuno ha gli stessi interessi di tutti gli altri, dopo questo lavoro pre
paratorio, rimaneva ad essa soltanto un passo per arrivare allo scopo:
la dissoluzione della famiglia. E questo essa ha fatto con la sua bella
invenzione del sistema di fabbrica. A causa di questo sistema sparita
lultima traccia di interessi comuni, la comunanza dei beni della fami
glia. Engels ricorda quel fenomeno gi allora, per lo meno in Inghil
terra, comunissimo per cui i bambini, appena arrivati a nove anni e
perci divenuti abili al lavoro, consumavano per s il proprio salario
e consideravano la casa paterna come una pura e semplice pensione, pas
sando ai genitori un tanto per vitto e alloggio.
Tuttavia Engels trova che il proprietario fondiario non ha niente
da rinfacciare al commerciante. Egli commette una rapina, in quanto
monopolizza la terra. Commette una rapina, in quanto sfrutta per s
laumento della popolazione che accresce la concorrenza e perci il va
lore del suo fondo, in quanto trae un proprio guadagno personale da ci
che gli dato in modo puramente casuale. Lultimo passo alla vendita di
se stessi stata la vendita della terra, che tutto per noi, che la prima
condizione dellesistenza; stata ed tuttora una immoralit, una immo
ralit che superata soltanto dalla immoralit dellautoalienazione .
Engels dice che gli assiomi secondo i quali il modo di guadagnare del
proprietario fondiario una rapina, che cio ognuno ha diritto al
prodotto del suo lavoro e che nessuno dovrebbe raccogliere l dove non
ha seminato, non sono una sua invenzione. Poich il primo esclude il
dovere di nutrire i figli, e il secondo esclude ogni generazione dal di
ritto allesistenza, in quanto ogni generazione assume leredit della
precedente. Quegli assiomi sono piuttosto conseguenza della propriet
privata. O si tirano le necessarie conseguenze, o si abbandonano le
premesse.
La propriet privata separa la terra, che senza la coltivazione del
luomo morta e improduttiva, dalla attivit umana la cui prima condi
zione per lappunto la terra. Essa dissolve lattivit umana nuovamente
in lavoro e capitale e contrappone le due cose luna allaltra come ne
miche. Ma non bastano le lotte tra terra, capitale e lavoro: la propriet
privata frantuma e disperde ciascuno di questi elementi anche allinterno
di se stessa. Un fondo contrapposto all'altro, un capitale allaltro, una
168

forza-lavoro allaltra. In altre parole: poich la propriet privata isola


ciascuno nella sua grezza singolarit e, tuttavia, ciascuno ha interessi
eguali, cosi il proprietario fondiario, il capitalista, loperaio sono cia
scuno in un antagonismo ostile rispetto ai loro pari. In questo essere
nemici degli stessi interessi, appunto per la loro eguaglianza, compiuta
limmoralit delle attuali condizioni dellumanit, e questo compimento
la concorrenza. ssa la categoria principale delleconomista, la sua
figlia preferita, che egli di continuo vezzeggia e carezza... e guardate
che volto di Medusa ne vien fuori >.
Engels dimostra prima di tutto che la concorrenza contiene la stessa
contraddizione della propriet privata: laspra contraddizione tra lin
teresse universale e quello individuale. nellinteresse di ciascuno, sin
golarmente, possedere tutto ma nell'interesse della totalit che ognuno
possegga la stessa quantit. Cosi ognuno desidera necessariamente il
monopolio, mentre alla totalit, come tale, il monopolio nuoce, ed essa
perci lo deve evitare. La concorrenza presuppone gi il monopolio,
cio il monopolio della propriet, e finch sussiste il monopolio della
propriet, la propriet del monopolio egualmente giustificata. Poich
anche il monopolio dato una sola volta propriet. Che pietosa idiozia
, dunque, attaccare i piccoli monopoli e lasciar sussistere il monopolio
fondamentale, la propriet privata!
La legge della concorrenza asserisce che la domanda e lofferta sempre,
e proprio per questo mai, si completano a vicenda. Se la domanda
maggiore dellofferta i prezzi aumentano e lofferta stimolata. Quando
essa interviene sul mercato, i prezzi cadono e lofferta supera di tanto la
domanda, e in maniera cosi notevole, che la domanda ne a sua volta
sollecitata. Si perpetua cosi continuamente una situazione che non
mai sana, un continuo avvicendarsi di sollecitazione e di rilassamento
che esclude ogni progresso, una eterna oscillazione senza che mai si
giunga allo scopo. Leconomista trova magnifica questa legge con la sua
continua compensazione, la quale fa si che ci che qui perduto l sia
viceversa guadagnato. la cosa di cui pi" si gloria, non mai sazio di
rispecchiarvisi e la considera sotto tutti i punti di vista possibili e im
possibili. Eppure evidente che questa legge una pura e semplice
legge naturale e non una legge dello spirito. Una legge che genera la
rivoluzione. Leoonomista si fa avanti con la sua bella teoria della do
manda e dellofferta, vi dimostra che non si pu mai produrre troppo,
e la pratica risponde con le crisi commerciali, che ritornano regolar
mente come le comete e attualmente si ripetono in media ogni cinque169

sette anni. Tali crisi commerciali, da ottantanni in qua, sono tornate


cosi regolarmente come un tempo le grandi epidemie e, in misura
maggiore di queste, hanno portato con s miseria e immoralit. Na
turalmente le crisi commerciali confermano la legge e la conferma
no in maniera totale, ma ben diversa da quella che leconomista
vorrebbe farci credere. Che cosa si deve pensare di una legge che si
pu attuare soltanto attraverso rivoluzioni periodiche? appunto una
legge di natura, fondata sul fatto che gli interessati non la cono
scono. Se i produttori come tali sapessero quante cose servono ai
consumatori, organizzerebbero la produzione e la ripartirebbero tra loro
e cosi sarebbero impossibili le oscillazioni della concorrenza e la sua
tendenza alla crisi. Producete con consapevolezza come uomini, e non
come atomi dispersi che non sanno di appartenere ad una specie, e avre
te superato tutti questi antagonismi artificiosi e insostenibili. Ma finch
continuate a produrre cosi come fate attualmente, in questo modo incon
sapevole, privo di idee, lasciandovi dominare dal caso, rimarranno le cri
si commerciali, e necessariamente la susseguente sar pi generale e
quindi pi dannosa della precedente, una massa maggiore di piccoli ca
pitalisti dovr immiserirsi e la classe che vive di lavoro dovr ingros
sarsi numericamente quindi la massa del lavoro da occupare, il pro
blema capitale dei nostri economisti, aumenter a vista docchio e de
terminer alfine una rivoluzione sociale di cui la sapienza scolastica de
gli economisti non ha la pi pallida idea .
La concorrenza, la lotta del capitale contro il capitale, del lavoro
contro il lavoro, della terra contro la terra, riduce la produzione ad uno
stato febbrile nel quale essa capovolge tutti i rapporti naturali e razionali.
Nessuno che si abbandoni alla lotta della concorrenza, la pu sostenere
senza una estrema tensione delle sue forze, senza rinunciare a qualsiasi
scopo veramente umano. La conseguenza di questa ipertensione da una
parte necessariamente il rilassamento dallaltra. Se la oscillazione della
concorrenza e minima, se domanda e offerta, consumo e produzione sono
pressappoco eguali, interviene necessariamente nello sviluppo della pro
duzione una fase, nella quale presente una tale forza produttiva in so
prannumero che la grande massa della nazione non ha di che vivere e la
gente muore di fame proprio per labbondanza. In questa situazione pazze
sca, in questa assurdit vivente, lInghilterra si trova da un pezzo. Se la
produzione oscilla pi bruscamente, come necessariamente consegue
da una tal situazione, interviene lawicendarsi di prosperit e crisi, di
sovrapproduzione e ristagno. Leconomista non si mai potuto spiegare
170

questa situazione pazzesca, per spiegarla ha inventato la teoria della


popolazione che altrettanto, anzi pi insensata, di questa contraddi
zione di ricchezza e miseria, al tempo stesso . Prima di accingersi a
dissolvere criticamente la teoria della popolazione dell economia libe
rale, che nella formulazione di Malthus aveva acquistato la sua forma
tipica, Engels spiega il fatto pi miracoloso di tutti i miracoli di tutte
le religioni messe insieme >, per cui una nazione deve morir di fame per
la troppa ricchezza e la sovrabbondanza.
Egli dice che la forza produttiva a diposizione dellumanit im
mensa. La produttivit della terra pu essere aumentata all infinito
con l'impiego di capitale, lavoro, scienza. La sovrappopolata Gran
Bretagna pu, secondo i calcoli dei pi valenti economisti e studiosi di
statistica, arrivare in dieci anni a produrre grano in misura bastevole
per sei volte la sua attuale popolazione. Il capitale aumenta giornalmente,
la forza-lavoro cresce con la popolazione, e la scienza sottomette sem
pre di pi la natura agli uomini. Questa immensa capacit produttiva,
adoperata con consapevolezza e nellinteresse di tutti, ridurrebbe al mi
nimo il lavoro dell'umanit; lasciata alla concorrenza fa la stessa cosa
ma nellambito dellantagonismo. Una parte della campagna coltivata
nel modo migliore mentre laltra in Gran Bretagna e Irlanda trenta
milioni di acri di terra fertile rimane incolta. Una parte del capatale
circola a velocit inaudita, laltra rimane morta nelle casseforti. Una
parte degli operai lavora 14, 16 ore al giorno, laltra rimane inerte nel
l'ozio e muore di fame. Oppure ci pu avvenire in fasi successive:
oggi il commercio va bene, la domanda e notevolissima, allora *utti
lavorano, il capitale trasformato con rapidit miracolosa, lagri
coltura fiorisce, gli operai lavorano fino ad ammalarsi; domani suben
tra il ristagno, non vale la pena lavorare i campi, intere regioni del
la campagna rimangono non coltivate, il capitale si irrigidisce nel bel
mezzo del suo fluire, gli operai non hanno lavoro, e tutto il paese sof
fre per la sovrabbondanza di ricchezza e di popolazione. Per quanto
semplice sia la spiegazione del fenomeno, all economia liberale non
lecito ammetterlo, altrimenti rinnegherebbe cosi tutto lo splendore del
sistema della concorrenza.
Essa invece ha cercato di aiutarsi con la teoria della popolazione.
Malthus diceva che la popolazione preme sempre verso i mezzi di sussi
stenza e che al genere umano innata la tendenza inalienabile ad aumen
tare oltre la rispettiva quantit di mezzi di sussistenza esistente; secondo
la sua ipotesi la popolazione aumenta in progressione geometrica (1 :2 :
171

4 :8 :1 6 :3 2 ecc.) mentre la produttivit della terra cresce solo in pro


gressione aritmetica ( 1 :2 :3 :4 :5 :6 ecc.)- Leconomia liberale vedeva
nel costante, eccessivo aumento della popolazione la causa della miseria
e del vizio. Di qui essa traeva le sue leggiadre conseguenze : far lelemo
sina un delitto, poich ci favorisce laumento della gi sovrabbondante
popolazione, invece assai vantaggioso considerare la miseria un reato
e trasformare gli ospizi in penitenziari e cosi via. A dire il vero, questa
teoria si accordava assai male con gli insegnamenti della Bibbia sulla
perfezione di Dio e della sua creazione, ma la pia borghesia inglese rite
neva che portare in campo la Bibbia contro i fatti fosse una cattiva
confutazione.
Engels attacca duramente questa dottrina infame, vile; questa abo
minevole bestemmia contro la natura e lumanit. Egli chiede: dove
mai stato provato che la produttivit della terra aumenti in pro
gressione aritmetica? Di fronte a questa affermazione campata nelle
nuvole, Engels attira lattenzione su quel che lagricoltura di questo se
colo deve alla sola chimica, anzi a due soli uomini : sir Humphrey Davy
e Justus Liebig. ridicolo, egli dice, parlare di sovrappopolazione fin
ch si constata che soltanto un terzo della terra viene coltivato e che
anche la produzione di questo terzo pu essere moltiplicata per sei e pi
volte, adoperando i miglioramenti oggi gi noti. Malthus fa due er
rori: egli trascura il fatto che una popolazione in sovrannumero sem
pre legata a sovrabbondanza di ricchezza, di capitale e di propriet
fondiaria, un fatto che, se fosse stato preso in considerazione, avrebbe
portato ad una giusta valutazione. In secondo luogo poi, Malthus scambia
i mezzi di occupazione con quelli di sussistenza. Quel che egli effetti
vamente ha provato ed ha il merito di aver provato, qualcosaltro.
Egli ha dimostrato che la popolazione preme sempre verso i mezzi di
occupazione, che la generazione di forza-lavoro finora stata regolata
dalla legge della concorrenza e perci rimasta altres esposta alle crisi
e alle oscillazioni periodiche.
Pur scorgendo la labilit della teoria liberale sulla popolazione, En
gels riconosce il progresso storico in essa contenuto. Essa ha attirato
lattenzione sulla forza produttiva della terra e dellumanit, essa for
nisce i pi solidi argomenti economici per una trasformazione socia
le. Noi abbiamo per essa conosciuto la pi abietta umiliazione del1umanit, la sua dipendenza dai rapporti di concorrenza; essa ci ha
indicato come, in ultima istanza, la propriet privata ha fatto delluo
mo una merce, la cui generazione e il cui annientamento dipendono
172

ilei pari unicamente dalla domanda; come il sistema della concorrenza


ha mandato e continua a mandare tutti i giorni al macello milioni di
uomini; tutto ci noi abbiamo visto e tutto ci ci spinge ad eliminare
questa umiliazione dellumanit, eliminando la propriet privata, la con
correnza e gli interessi antagonistici .
Engels giunge allo stesso risultato esaminando la questione come
la concorrenza sposti il rapporto di forza tra lavoro, capitale e propriet
fondiaria. Dapprima la propriet fondiaria e il capitale sono ciascuno
pi forte del lavoro poich l operaio deve lavorare per vivere, mentre
il proprietario fondiario pu vivere delle sue rendite e il capitalista dei
suoi interessi e in caso di necessit, rispettivamente, del possesso fondia
rio capitalizzato e del capitale. Ne consegue che al lavoro vanno soltanto
i puri e semplici mezzi di sussistenza, ci di cui esso non pu fare a
meno; mentre la maggior parte dei prodotti viene spartita tra il capi
tale e la propriet fondiaria. Inoltre loperaio pi forte spazza via dal
mercato il pi debole, il capitale pi grosso il pi piccolo, la pi grande
propriet fondiaria quella pi piccola. La prassi conferma questa con
clusione. Sono noti i vantaggi che lindustriale e il commerciante pi
grossi hanno su quelli piccoli e anche quelli del grande proprietario
fondiario sul possessore di un solo ettaro. Ne consegue che, anche in
circostanze normali, il grande capitale e la grande propriet fondiaria
inghiottono il piccolo capitale e la piccola propriet fondiaria, secondo
la legge del pi forte (la concentrazione del possesso; nelle crisi com
merciali e agricole tale concentrazione avviene assai pi rapidamente).
La grande propriet aumenta in generale assai pi rapidamente della
piccola, poich dal reddito viene detratta una parte assai minore come
spese del proprietario. Questa concentrazione del possesso una legge
immanente alla propriet privata come tutte le altre; le classi medie
debbono scomparire sempre di pi, finch il mondo non sia diviso in
milionari e poveri, in grandi proprietari fondiari e miseri giornalieri.
Tutte le leggi, qualsiasi ripartizione della propriet fondiaria, qualsiasi
dispersione del capitale non servono a niente . La libera concorrenza
genera il monopolio, come il monopolio genera la libera concorrenza;
da questo dilemma esiste una sola via duscita, la negazione del prin
cipio che li genera, la negazione della propriet privata.
La concorrenza ha penetrato tutti i rapporti vitali delluomo; cosi
come essa domina il progresso numerico dellumanit essa signoreggia
anche il suo progresso morale. Chi ha anche soltanto una conoscenza
approssimativa della statistica dei delitti, deve essere rimasto colpito

173

dalla caratteristica della regolarit, con cui il delitto progredisce di anno


in anno e con cui determinate cause generano determinati delitti. Que
sta regolarit dimostra che anche il delitto governato dalla concor
renza, che ia societ genera una domanda di delitti, cui si risponde con
una proporzionata offerta . Engels lascia giudicare ai suoi lettori quanto
sia giusto punire i delitti in queste condizioni, prescindendo da tutte
le altre. Con questo riferimento al campo della morale egli vuole sol
tanto dimostrare a quale grado di profonda abiezione la propriet pri
vata ha portato luomo.
Infine egli sottolinea che la propriet fondiaria e il capitale nella
loro lotta contro il lavoro hanno nella situazione attuale un altro po
tente alleato: vale a dire laiuto della scienza. Quasi tutte le inven
zioni meccaniche, per esempio, sono state occasionate dalla mancanza di
forza-lavoro, in particolare le macchine tessili di Hargreaves, Crompton
e Arkwright. Il lavoro non mai stato molto ricercato, senza che ne deri
vasse una invenzione la quale aumentava notevolmente la forza-lavoro,
e quindi deviava la domanda del lavoro umano. Una prova continua
di questo fatto la storia dellInghilterra dal 1770 a oggi. Lultima
grande invenzione nella filatura del cotone, la selfacting mule, do
vuta soltanto alla domanda di lavoro e all aumento del salario. essa
ha raddoppiato il lavoro meccanico e ha cosi diminuito della meta il
lavoro manuale, ha gettato nella disoccupazione la met degli operai e
ha cosi diminuito il salario dellaltra met; essa ha annientato una co
spirazione degli operai contro gli industriali ed ha distrutto lultimo
avanzo di forza con il quale il lavoro aveva sostenuto 1 impari lotta con
tro il capitale . Contro laffermazione degli economisti, secondo cui in
ultima analisi la meccanizzazione favorevole agli operai in quanto
diminuisce i costi della produzione e perci crea un nuovo mercato pi
vasto per i suoi prodotti, e infine occupa nuovamente gli operai gettati
nella disoccupazione, Engels si appella alla legge da essi stessi consta
tata secondo cui la forza-lavoro preme sempre verso i mezzi di occu
pazione. "Se dunque esistessero quei vantaggi, essi sarebbero resi illusori
per il fatto che nuovi concorrenti in soprannumero aspetterebbero il
lavoro, mentre lo svantaggio, limprovvisa mancanza di mezzi di sus
sistenza per una met e la caduta del salario per 1altra met dgli operai,
non illusorio.
In stretta connessione con questi aforismi per la critica dell eco
nomia borghese laltro articolo che Engels pubblic nei Deutsch-Franzlische Jahrbucher: un estratto critico dal libro di Carlyle Past and
174

Present. Engels comincia descrivendo con tratti drastici lesaurimento


spirituale dellaristocrazia e della borghesia inglesi; egli definisce lin
glese colto, in base al quale nel continente si giudica il carattere na
zionale degli inglesi, come il pi spregevole schiavo che esista sotto
il sole, soffocato da pregiudizi, specialmente religiosi. Solo la parte
della nazione inglese che non conosciuta sul continente, solo gli operai,
i paria dell Inghilterra, i poveri, sono veramente rispettabili nonostante
la loro rozzezza e la loro depravazione. E)a essi ha origine la salvezza
dellInghilterra, essi offrono ancora materia plasmabile; non hanno cul
tura ma nemmeno pregiudizi, hanno ancora energia da impiegare per
una grande impresa nazionale, essi hanno ancora un avvenire . Engels
racconta che quando la Vita di Ges di Strauss aveva attraversato la
Manica nessuna persona perbene os tradurre il libro, nessun editore in
vista os stamparlo. Alla fine lo tradusse un lecturer socialista, un uo
mo quindi che occupava una delle, posizioni sociali pi insignificanti, e
un oscuro editore socialista lo stamp a dispense, messe in vendita cia
scuna ad un penny, e gli operai di Manchester, Birmingham e Londra
furono 1 unico pubblico di Strauss in Inghilterra. Dei due partiti nei
quali si divide la parte colta degli inglesi, Engels trovava una relativa
maggiore apertura nei tories, i quali vedevano nellindustria tuttal pi
un male necessario poich essa aveva spezzato il loro potere e la loro ege
monia, mentre i whigs non avevano niente da ridire sullindustria che
dava loro potenza e ricchezza e nella cui espansione vedevano lunico
scopo di qualsiasi legislazione. Tories filantropi come lord Ashley, Ferrand, Walter, Oastler e altri si facevano un dovere di rappresentare gli
operai delle fabbriche contro gli industriali. Anche Thomas Carlyle fu
dapprincipio un tory, ed era sempre stato pi vicino a questo partito che
agli whigs. Un whig non avrebbe mai potuto scrivere un libro che aves
se anche solo la meta di umanit di Past and Present, lunico libro che
meritasse di essere letto nella letteratura inglese del 1843, lunico che
avesse accenti umani, descrivesse rapporti umani e sviluppasse il bar
lume di un modo umano di vedere le cose.
L opera di Carlyle un confronto tra lInghilterra del dodicesimo
secolo e quella di diciannovesimo. Essa considera il presente nella
maniera pi pessimistica lo descrive con colori brucianti di vergo
gna, lo minaccia e lo maltratta in un linguaggio da profeta, pieno
di veemente violenza. Una aristocrazia fondiaria fannullona, che non
ha neppure imparato a starsene zitta e per lo meno a non causare
nessuna disgrazia, un'aristocrazia che lavora sprofondata nel mammo175

nismo, che, mentre dovrebbe essere una accolta di dirigenti del lavoro,
piuttosto un mucchio di pirati dellindustria, un parlamento eletto
con la corruzione, una filosofia pratica consistente soltanto nel non far
niente e nello stare a vedere, una religione logora e frantumata, una to
tale dissoluzione di tutti gli interessi universalmente umani, una sfi
ducia universale nella verit e nellumanit, una caotica e desolante con
fusione di tutti i rapporti vitali, una guerra di tutti contro tutti, una
classe lavoratrice incomparabilmente forte costretta nell'oppressione e
nella miseria pi insopportabili, spinta ad una selvaggia ribellione e
insoddisfazione contro il vecchio ordinamento sociale e quindi una de
mocrazia minacciosa che avanza incontenibilmente: dappertutto caos,
disordine, anarchia, dissoluzione degli antichi vincoli della societ, dap
pertutto vacuit spirituale, assenza di idee e rilassamento: questa era
per Carlyle la situazione dellInghilterra attorno al 1840. Egli confessa
di non aver nessuna panacea, nessuna pillola Morrison (come egli dice
nel suo bizzarro linguaggio), per guarire le malattie sociali.
In questo Engels daccordo con lui, sebbene con qualche riserva.
Egli scrive : Ogni filosofia sociale, finch presenta qualche frase come
suo risultato finale, finch somministra pillole Morrison ancora mol
to imperfetta, non dei nudi risultati abbiamo bisogno ma piuttosto dello
studio; i risultati non sono niente senza lo sviluppo che ha portato ad
essi, lo sappiamo gi dallepoca di Hegel; e i risultati sono peggio che
inutili se vengon fissati per s, se non vengono trasformati in premesse
per lo sviluppo ulteriore. I risultati tuttavia debbono anche, tempora
neamente, assumere una forma determinata, si debbono formare svi
luppandosi dalla vaga indeterminatezza in pensieri chiari, e perci non
possono davvero evitare la forma di pillole Morrison in una nazione
estremamente empirica come quella inglese . Engels illustra lo scetti
cismo inglese. Per lui, il risultato di ogni filosofia inglese lincapa
cit ammessa di risolvere le contraddizioni nelle quali si urta in ultima
istanza; conseguentemente si ha, da una parte, il ritorno alla fede, dal
laltra, il dedicarsi alla pura prassi senza curarsi troppo di metafisica e
altre cose del genere. I socialisti inglesi, che Carlyle non degna di una
sillaba in tutte le sue geremiadi, erano dei puri pratici e avevano pre
sentato perci anche dei provvedimenti, come la colonizzazione della
loro patria, un po nella forma di pillole Morrison; la loro filosofia era
autenticamente inglese, scettica; essi non avevano fiducia nella teoria e si
attenevano per la pratica al materialismo, sul quale era fondato tutto il
loro sistema sociale. Essi erano unilaterali, ma anche Carlyle era come
176

loro unilaterale. Ambedue, dice Engels, avevano superato la contraddi


zione soltanto in seno alla contraddizione: i socialisti in seno alla pra
tica, Carlyle in seno alla teoria; a tutti e due mancava la conoscenza della
filosofia tedesca. Engels sperava che i socialisti inglesi sarebbero arri
vati a ci da se stessi e affermava che non cera poi tanta fretta di
imporre loro la filosofia tedesca; ma egli riteneva anche che Carlyle do
veva fare ancora un passo, anche se difficile come aveva dimostrato tutta
esperienza in Germania, per uscire dalla contraddizione in cui si
muoveva.
Carlyle diceva che tutto era inutile e sterile finch lumanit persi
steva nellateismo, finch essa non ritrovava nuovamente la sua c anima .
Per ateismo egli non intendeva la mancanza di fede in un dio perso
nale, bens il non credere alla intima veracit, allinfinit delluniverso,
il non credere alla ragione; la sua lotta era diretta non contro la mi
scredenza nei riguardi della rivelazione biblica bens contro la pi or
ribile delle miscredenze, la miscredenza nella Bibbia della storia univer
sale . Egli era panteista alla maniera di Spinoza, di Goethe e del gio
vane Schelling. La sua religione dell'avvenire aveva in Goethe il suo
profeta e nel lavoro il suo culto. Il panteismo di Carlyle era lultima
forma della religione, ma era pur sempre una religione, rimaneva pur
sempre impigliato nel dualismo, riconosceva pur sempre qualcosa di
superiore alluomo come tale. Perci Carlyle credeva ad una vittoria prov
visoria ma non duratura della democrazia. I milioni di persone che la
voravano, egli pensava, avrebbero cacciato via nel loro bisogno di vita i
falsi dirigenti e per un momento avrebbero sperato di poter fare sen
za dirigenti. Ma tutto ci sarebbe durato soltanto per un momento. Il
grande problema sarebbe ancora rimasto irrisolto: la guida dellumanit
da parte dei suoi veri capi, da parte dei capitani dindustria, degli eroi,
dei migliori, la cui direzione avrebbe saputo legare linevitabile demo
crazia con la necessaria sovranit.
Engels porta in campo contro questa concezione di Carlyle i risul
tati raggiunti da Bruno Bauer e Feuerbach. Egli dice: le rimostranze
di Carlyle sono giuste, ma non basta fare delle rimostranze; per rime
diare al male bisogna ricercarne le radici. Se Carlyle avesse fatto ci,
avrebbe trovato che lateismo e lassenza di anima, che egli rimprovera,
hanno le loro radici nella religione. La religione, dice Engels, per
sua essenza lo svuotamento delluomo e della natura da ogni contenuto,
il trasferimento di questo contenuto nel fantasma di un dio sopranna
turale, che poi restituisce alluomo e alla natura, come grazia, una parte
177

del suo superfluo. Anche noi attacchiamo l'ipocrisia della attuale con
dizine del mondo cristiano; la lotta contro di essa, la nostra liberazione
da essa e la liberazione del mondo da essa sono la nostra unica operi!
quotidiana, ma per noi che siamo giunti attraverso lo sviluppo deliu
filosofia a conoscere questa ipocrisia, per noi che conduciamo scientifica
mente questa lotta, lessenza di questa ipocrisia non pi cosi estranea
e incomprensibile come veramente lo ancora per Carlyle. Noi ri
conduciamo questa ipocrisia anche alla religione, la cui prima parola ?
una menzogna forse che la religione non comincia mostrando a noi
qualche cosa di umano e affermando che si tratta di qualche cosa di
sovrumano e di divino? ma poich noi sappiamo che dalla religione
deriva tutta questa menzogna e immoralit, che lipocrisia religiosa
il prototipo di tutte le altre menzogne ed ipocrisie, abbiamo ragione
se estendiamo il nome di teologia a tutta quanta la falsit e ipocrisia
del presente, proprio come hanno fatto per primi Feuerbach e Bruno
Bauer. Carlyle dovrebbe leggere le loro opere, se desidera sapere di do
ve viene limmoralit che appesta tutti i nostri rapporti . Engels ag
giunge che tutte le possibilit della religione si sono esaurite; che
impossibile fondare una nuova religione, un culto panteistico degli eroi
e del lavoro e riporvi delle speranze. .Dopo il cristianesimo non pi
possibile unaltra religione, neppure il panteismo, il quale, come an
cora Feuerbach ha dimostrato, non altro che una conseguenza del cri
stianesimo, inseparabile dai suoi presupposti.
Engels intende demolire anche lateismo descritto da Carlyle, resti
tuendo all uomo il contenuto, perduto a causa della religione, non come
un contenuto divino ma come un contenuto umano, sicch la restituzione
si limita semplicemente a risvegliare lautocoscienza. La pretesa di ci
che umano e naturale ad essere sovrumano e soprannaturale la ra
dice di tutte le falsit e le menzogne. Perci noi abbiamo dichiarato
guerra una volta per sempre anche alla religione e alle rappresentazioni
religiose e poco ci importa se ci chiamano atei o in qualche altro modo
ancora. Se tuttavia fosse giusta la definizione panteistica che Carlyle d
dellateismo, non noi ma i nostri avversari cristiani sarebbero i veri
atei. A noi non viene in mente di attaccare gli eterni fatti delluniverso ;
al contrario per la prima volta li abbiamo fondati in maniera veritiera
dimostrandone leternit e mettendoli al sicuro di fronte allonnipotente
arbitrio di un dio che si contraddice in se stesso... A noi non vien in
mente di mettere in dubbio o di disprezzare la rivelazione della sto
ria ; la storia e tutto per noi ed stimata da noi assai pi che da qual178

Inl ultra corrente filosofica precedente, persino pi che da Hegel, cui


f v..i alla fine doveva servire soltanto come una riprova del suo problema
In)),ito-matematico. Il disprezzo per la storia, la noncuranza per lo sviluppo
ili'll'timanit stanno solo dallaltra parte; sono nuovamente i cristiani che,
pimentando una storia del regno di dio a s, negano alla vera stoI lu ogni intima sostanzialit e pretendono questa sostanziai t soltanto
|mi lu loro storia trascendente, astratta e per giunta inventata, sono loro
i Ite fanno giungere la storia ad una meta immaginaria col perfeziona
mmo) del genere umano nel loro Cristo, la interrompono a met del
Ilio corso e, se non altro per amor di coerenza, debbono liquidare i se
guenti milleottocento anni come una desolante assurdit ed una patente
vlimita. N oi rivendichiamo il contenuto della storia, ma nella storia
noli vediamo la rivelazione di dio, bens quella delluomo e sol
iamo delluomo. Non abbiamo bisogno per vedere la magnificenza delI essere umano, lo sviluppo della specie nella storia, il suo incontenibile
l'ingresso, la sua vittoria sempre sicura sullirtazionalit del singolo, il
mio superamento di qualsiasi cosa apparentemente sovrumana, la sua
dura lotta coronata da vittoria contro la natura, fino al finale raggiun
gimento della libera autocoscienza umana, alla nozione dellunit del
l'uomo con la natura e alla libera e autonoma creazione di un nuovo
mondo fondato su rapporti puramente umani e morali: non abbiamo
bisogno, per riconoscere rutto ci nella sua grandezza, di evocare lastra
zione di un dio ed ascrivere ad essa tutto quanto esiste di bello,
grande, sublime e veramente umano... La mancanza di dio della nostra
epoca, che tanto dispiace a Carlyle, la sua saziet di dio... Finora la
questione sempre stata: che cos dio? La filosofia tedesca ha risolto
il problema cosi : dio l uomo. Luomo deve soltanto conoscere se stesso,
commisurare tutti i rapporti della vita a se stesso, giudicare secondo la
tua essenza, edificare il mondo secondo le esigenze della sua natura in
maniera veramente umana, e cosi ha risolto lenigma della nostra epoca...
Tutto questo si trova anche in Goethe, il profeta, e chi ha occhi
penetranti ne lo pu ricavare. Goethe non si occupava volentieri di dio ,
questa parola lo imbarazzava, si sentiva a suo agio soltanto in ci che
umano e questo umanesimo, questa emancipazione dellarte dalle ca
tene della relig one, costituisce appunto la grandezza di Goethe. N gli
antichi, n Shakespeare possono commisurarsi con lui sotto questo aspet
to. Ma solo colui al quale non estraneo laltro aspetto dello sviluppo
nazionale tedesco, la filosofia, pu comprendere in tutta la sua impor
tanza storica questo compiuto umanesimo, questo superamento del dua1 79

lismo religioso. Quello che Goethe poteva esprimere soltanto imme


diatamente, quindi in un certo senso in maniera veramente profetica ,
stato sviluppato e motivato nella moderna filosofia tedesca .
Da questa critica della religiosit interiore di Carlyle risulta gi
che Engels aveva superato il suo punto di vista politico-sociale este
riore, il suo culto degli eroi e tutto ci che con questo culto con
nesso. Come se questi eroi nel migliore dei casi potessero esse
re qualche cosa di pi che uomini! Se Carlyle avesse compreso luo
mo come uomo in tutta la sua infinitezza, non gli sarebbe mai ve
nuto in mente di dividere ancora una volta lumanit in due schiere:
montoni e pecore, governanti e governi, aristocratici e canaglia, si
gnori e idioti, non avrebbe trovato la giusta posizione sociale del
l'ingegno in un governo violento, bens nell'esortazione e nellandare
avanti. Lingegno deve convincere la massa della verit delle sue idee,
e non avr da preoccuparsi oltre per lattuazione di esse, che avverr di
per se stessa. vero che la democrazia un punto di passaggio, come
dice Carlyle, ma non un punto di passaggio verso una nuova miglio
rata aristocrazia, bens verso la libert reale e umana, proprio come
lirreligiosit dellepoca porter infine alla completa emancipazione da
tutto ci che religioso, sovrumano e soprannaturale e non ad una sua
restaurazione.
Engels chiude questo, come laltro articolo, con la promessa di ri
tornare al pi presto e pi diffusamente sul sistema di fabbrica, sulla
situazione dellInghilterra in ci che ne forma il nucleo: la situazione
delle classi lavoratrici. La rapida fine dei Deutsch-Franzosiscbe Jihrbucber gli imped di mantenere la promessa nella forma che si era propo
sto; in seguito Engels si occup della questione in altro modo.4

4. La sacra famiglia
Marx ed Engels, prima di proseguire lopera di positiva autocom
prensione iniziata sui Deutsch-Franzosiscbe Jahrbiicher, si unirono in
un primo loro lavoro in comune per una dissoluzione critica dellidea
lismo tedesco, nella misura in cui esso, in Bruno Bauer e nei Liberi
di Berlino, aveva ancora rappresentanti degni di nota. Marx ed Engels
avevano iniziato una vivace corrispondenza a causa dei loro articoli
per la rivista ed Engels nel settembre 1844 and alcuni giorni a Parigi,
180

Ix-r visitare Marx. La prefazione allopera che doveva uscire nel 1845
ii Francoforte sul Meno sotto il titolo: La sacra famiglia ovvero Cri
ni a della critica critica, contro Bruno Bauer e consorti \ porta la data di
quello stesso mese. Lopera, da un punto di vista esterno, non ha alcuna
ivIasione con i Deutscb-Franzsische Jahrbucher, ma intimamente essa ap
puriiene alla sfera di idee che Marx ed Engels avevano delineato su
quella rivista. Essa in certo modo la prima prova pratica cui fu sotto|msta la solidit e la validit del punto di vista da poco conquistato,
una prova che, una volta riuscita, a tale punto di vista doveva fornire
naturalmente nuovi sostegni.
Scopo della Sacra famiglia , secondo la prefazione degli autori, metirre in chiaro il pubblico pi vasto sulle illusioni della filosofia specu
lativa. Lumanesimo positivo non ha in Germania nemico pi peri
coloso dello spiritualismo o dell'idealismo speculativo, che pone al po
sto delluomo reale individuale l autocoscienza o lo spirito ed
insegna con lEvangelista: lo sprito ci che vivifica, la carne non
ha alcuna utilit . Si intende che questo spirito privo di carne ha
spirito solo nella sua immaginazione. Ci che noi combattiamo nella
critica baueriana precisamente la speculazione che si riproduce in
forma di caricatura. Essa rappresenta per noi la pi perfetta espressione
del principio cristiano-germanico, che compie il suo ultimo esperimento
trasformando la critica stessa in un potere trascendente 2. Lespo
sizione di Marx ed Engels si rif principalmente ai primi otto fascicoli
della Allgemeine Literaturzeitung pubblicata a Charlottenburg dal di
cembre del 1843 da Bruno Bauer assieme a suo fratello Edgar, a Faucher, Jungnitz, Szeliga e altri.
In questa rivista mensile i Liberi di Berlino facevano il tentativo
di motivare la propria concezione del mondo, di esaminare nel loro
significato storico tutti i fenomeni importanti che caratterizzavano la
vita del tempo: religione e filosofia, cristianesimo e giudaismo, paupe
rismo e socialismo, industria inglese e Rivoluzione francese; e di giu
dicarli dinanzi al tribunale dellautocoscienza assoluta e della critica cri
tica. Il programma della rivista era in qualche modo contenuto nella
seguente frase di Bruno Bauer : Tutte le grandi azioni storiche del pas
sato sono sempre state condannate anticipatamente a fallire e non hanno1
1 Trad. italiana, Edizioni Rinascita, Roma 1954, da cui sono state tratte
le citazioni seguenti. Recentemente stata pubblicata una nuova traduzione a
cura di Aldo Zanardo (Editori Riuniti, Roma 19692) di cui diamo i riferimenti
di pagina tra parentesi quadra.
1 K. M a rx , F. E n g els , op. cit., p. 9 [p . 3 ] .
181

mai avuto un successo profondo perch la massa si era interessata e enoi


siasmata per esse, o sono finite necessariamente male perch l'idea, tilt
con esse era in giuoco, era di un tipo che si fermava ad una concezione
superficiale, dunque doveva contare sul plauso della massa. Loppe
sizione tra spirito e massa attraversa come un filo rosso In
Allgemeine Literaturzeitung; essa dice: lo spirito sa oggi dove deve c< i
care il suo unico avversario: nelle autoillusioni e nella mancanza di
consistenza della massa.
In un certo senso questo punto di vista equivaleva a quello dal quale
erano partiti i grandi utopisti. Movimenti di massa, come la Rivoluzionifrancese, che avevano apparentemente scardinato il mondo erano fai
liti ed erano finiti in un dispotismo di mercanti assai volgare. Timi
i progressi dello spirito si erano rivelati, fino a quel momento, comi
progressi ottenuti contro la massa del'umanit che era stata gettata in
situazioni sempre pi disumane. Fourier e Owen si presentavano in
un certo modo ssi stessi come spirito attivo rispetto alla massa pas
siva. La differenza era scianto che essi avevano di fronte a s unii
societ borghese sviluppata mentre i Bauer e il loro seguito vivevano
in una societ feudale arretrata e piccolo-borghese, fossilizzata; la diffe
renza era ancora che quella era gente daffari pratica e questi erano fi
losofi tedeschi, quelli si rifacevano al materialismo francese e questi al
l'idealismo tedesco, quelli ricercavano le basi della societ reale, i rap
porti dell'uomo con l'industria e la natura, mentre questi facevano di
uno spirito immaginario la guida di una storia immaginaria.
LAllgemeine Literaturzeitung dava un giudizio negativo quanto di
sgustato di tutti i movimenti di massa dellepoca. Ai suoi occhi
lindustria inglese valeva tanto poco quanto la Rivoluzione francese; la
vita dei popoli civili dellEuropa occidentale era per essa cagione di
un orrore pi o meno grande. Ma essa rappresentava un regresso no
tevole anche per la situazione tedesca. Non solo abbandonava ci che
Feuerbach aveva conquistato, ma riduceva anche la filosofia hegeliana
ad una malinconica caricatura. Hegel, facendo sempre soltanto a po
steriori diventare cosciente nel filosofo lo spirito assoluto come spirito
creatore universale, non diceva altro in fondo, se non che lo spirito asso
luto apparentemente, nellimmaginazione speculativa, fa la storia e con
energia si era battuto contro il malinteso che lindividuo filosofico stesso
sia lo spirito assoluto. I Bauer e i loro discepoli invece si consideravano
come lincarnazione personale della critica, dello spirito assoluto, il quale
attraverso loro faceva la parte dello spirito universale in opposizione
182

tini lente'col resto dellumanit. Se la filosofia hegeliana era lespressione


I>r< illativa del dogma cristiano-germanico dellopposizione tra spirito
i materia, Dio e mondo, Allgemeine Literaturzeitung et la carimima critica per la quale la filosofia hegeliana finiva nellassutdo.
I a sua concezione era cos insostenibile e campata in aria che ben
|*iimo si volatilizz persino nellatmosfera filosofica della Germania.
I u Allgemeine Literaturzeitung arriv a pubblicare soltanto dodici
liis* itoli; nella loro conclusione della Sacra famiglia, Marx ed Engels
ih (Hitevano gi annunciare la fine. Perci alla Sacra famiglia fu fatto,
mimo dopo la pubblicazione, il rimprovero di sfondare porte aperte,
finge scriveva ad un amico degli autori: peccato che la Literaturzeitung
mui fosse Gibilterra, e continuava pettegolando stilla maniera astiosa e
vulgate con cui era stato trattato quello che un tempo fu il pi in
umo amico. In realt lopera non n astiosa, n volgare e neppure
un tradimento dellamicizia che aveva legato Engels e Marx a Bruno
llaticr. Essa non contiene nessuna offesa personale contro i Bauer; essa
ti instata soltanto la definitiva bancarotta della filosofia idealistica sulla
I m s c della loro attivit pubblica di scrittori. A ci i suoi autori erano
unto pi giustificati in quanto l'Allgemeine Literaturzeitung conduceva
unii polemica continua contro la svolta che si era determinata in Marx
sulla Rheinische Zeitung e sui Deutsch-Franzsische Jahrbiicher quanto
lill vita pratica, in quanto ancora essa, per parte sua, forni nella
sua saccente presunzione ogni possibile appoggio alla reazione prequai.mtottesca e addirittura si fece amiche la censura e la corporazione.
Per Marx ed Engels la discussione con i Bauer era una specie di la
voro di pulizia preparatoria; essi fecero precedere questa polemica a
quelle opere indipendenti nelle quali, ognuno per conto suo, volevano
esporre la loro opinione positiva e perci il loro rapporto positivo verso
le dottrine filosofiche e sociali moderne. Al lettore doggi la polemica pu
sembrare qua e l meschina; in particolare nelle parti dedicate a Jungnitz e Szeliga e ad altre grandezze dimenticate della critica critica, si
lia qualche volta limpressione di una prolissit un po stucchevole.
Quella abilit nella critica epigrammatica, che in seguito Marx ed En
gels dovevano dimostrare cosi spesso, non dappertutto riconoscibile
nella loro prima opera comune. Tuttavia la necessit di riempire pi
di venti fogli di stampa per strappare il loro libro alla censura te
desca pu averli indotti a dilungarsi in parecchi particolari che, altrimenti,
avrebbero preferito tralasciare. Qua e l si sente anche un accento di

183

giovanile spavalderia, che non assume per mai la forma di astiosit


n volgare n non volgare. Quando Bruno Bauer mori solo e di
menticato dopo pi di una generazione, Engels fu lunico ad onorare
i meriti durevoli dello scomparso in un bel necrologio.
Ma non neppure vero che la Sacra famiglia abbia sfondato porte
aperte. La dimostrazione della sciatteria nella quale la filosofia ideali
stica era finita, anche per il linguaggio e per lo stile, ancora il merito
minore di questopera. Unaltra caratteristica che sempre doveva con
traddistinguere le polemiche di Marx ed Engels si presentava gi qui
in maniera brillante: quello spirito produttivo, che abbatte la imma
ginazione ideologica con fatti positivi e che al tempo stesso crea mentre
distrugge, edifica mentre demolisce. Marx contrapponeva ad alcune frasi
critiche di Bruno Bauer la storia profana delle masse del materiali
smo francese in un breve schizzo conciso e vigoroso. In una po
lemica contro Julius Faucher, Engels poneva la lotta di classe, che in
furiava in Inghilterra tra grande propriet fondiaria, capitale e lavoro,
sotto il punto di vista storico dal quale essa doveva essere considerata;
egli sfondava cosi tanto meno porte aperte in quanto non pot neppure
forzare i chiusi sensi dell'intelligenza tedeseca. La stessa cosa vale per
le messe a punto sulla Rivoluzione francese con le quali Marx dava una
lezione a Bruno Bauer per le sue chiacchiere presuntuose sull'* esperi
mento del XVIII secolo .
Marx ampliava e approfondiva, in queste sezioni della Sacra fami
glia, come nelle sezioni dedicate ad una nuova discussione con Bruno
Bauer sulla questione ebraica, le idee cfie egli aveva gi tratteggiato sui
Deutsch-Franzosische Jahrbiicher. Contro la tesi principale di Bauer,
secondo cui tutte le grandi azioni storiche fino a quel momento erano
sempre state condannate anticipatamente a fallire e non avevano mai
avuto un successo profondo perch la massa si era interessata e entu
siasmata per esse o erano finite necessariamente male perch lidea,
che con esse era in giuoco, era di un tipo che si fermava ad una con
cezione superficiale, e dunque doveva contare sul plauso della massa.
Marx scriveva : L idea ha sempre fatto brutta figura quando s
distinta dall interesse . D altra parte facile comprendere che ogni
interesse di massa, realizzandosi storicamente, non pu mancare,
alla sua prima apparizione sulla scena del mondo, di oltrepassare di
molto, nell idea nella rappresentazione, i suoi limiti reali, e di
confondersi collinteresse umano in generale. Questa illusione forma
ci che Fourier chiama il tono di ogni epoca storica. L'interesse della
184

borghesia, nella rivoluzione del 1789, ben lontano dallessere un inte


resse mancato ha conquistato tutto ed ha avuto il risultato
pi efficace per quanto il pathos sia sfumato e per quanto i fiori
entusiastici di cui questo interesse coron la sua culla, si siano av
vizziti. Questo interesse fu cosi potente da superare vittoriosamente
la penna di Marat, la ghigliottina dei Terroristi, la spada di Napo
leone, cosi come il crocefisso e il sangue reale dei Borboni. La rivo
luzione mancata solo per la massa, che nell idea politica non
aveva lidea del suo interesse reale; per la massa, il cui vero prin
cipio vitale non coincideva quindi col principio vitale della rivoluzione,
le cui reali condizioni per lemancipazione sono essenzialmente diverse
dalle condizioni entro le quali la borghesia poteva emancipare se stessa
e la societ >
La rivoluzione era fallita perch la massa, in seno
alle cui condizioni vitali essa sostanzialmente era rimasta, era una mas
sa limitata ed esclusiva, che non abbracciava la totalit poich la parte
pi numerosa della massa, quella distinta dalla borghesia, non aveva
nel principio della rivoluzione il suo interesse reale, ma soltanto unidea.
Fu una illusione dei terroristi quella di voler creare lo Stato mo
derno, fondato sulla societ borghese, sul modello dello Stato antico
fondato sulla schiavit. Che colossale illusione dover riconoscere e
sanzionare nei diritti delluomo la moderna societ borghese, la so
ciet dellindustria, della concorrenza universale, degli interessi privati
che perseguono liberamente i loro fini, la societ dellanarchia, dellin
dividualit naturale e spirituale estraniata a se stessa, e al tempo stesso
voler poi annullare le manifestazioni vitali di questa societ nel sin
golo individuo, modellare il vertice politico di questa societ alla ma
niera antica 12. Fu unillusione di Napoleone quella di considerare lo
Stato come fine a se stesso e la vita borghese soltanto come il proprio
tespriere e subalterno cui non era permesso avere una volont propria.
I trroristi e Napoleone fallirono per le loro illusioni. Quindi la bor
ghesia si trov di fronte ancora una volta la controrivoluzione. Fi
nalmente nel 1830 essa realizz le sue aspirazioni del 1789, con la
differenza tuttavia, che, ora, il suo illuminismo politico era giunto a
perfezione, che essa non credeva pi di aspirare con lo Stato costitu
zionale rappresentativo all'ideale dello Stato, alla salvezza del mondo,

1 Op. cit., pp. 87-88 [p. 104].


2 Ibid ., pp. 132-133 [p. 160],

185

a fini universalmente umani; nello Stato, ormai, essa aveva invece


riconosciuto lespressione ufficiale del suo potere esclusivo, il ricono
scimento politico del suo interesse particolare \ Ma con ci la sto
ria della vita della Rivoluzione francese, iniziata nel 1789, non
ancora terminata: con questa energica dichiarazione Marx chiude la
sezione sulla Rivoluzione francese.
La conclusione, che Marx trae da questo e da altri excursus storici
della Sacra famiglia, suona, in modo pi generale : La necessit natu
rale, le propriet essenziali delluomo, per quanto possano apparire
estraniate, e linteresse, tengono assieme i membri della societ civile;
la vita civile e non la vita politica che costituisce il loro nesso rea
le. Non dunque lo Stato che tiene insieme gli atomi della societ
civile (come aveva affermato Bruno Bauer), ma' il fatto che essi sono
atomi solo nellidea, nel cielo della loro immaginazione, e che nella
realt, invece, sono esseri distinti fortemente dagli atomi, ossia non
sono divini egoisti, ma uomini egoistici, solo la superstizione politica
immagina ancora oggi che la vita civile debba essere tenuta insieme
dallo Stato, mentre, al contrario, lo Stato, in realt, che tenuto in
sieme dalla vita civile 12. Marx si oppone alle sprezzanti dichiarazioni
di Bruno Bauer sulla natura e sullindustria, osservando : La critica cri
tica crede forse di essere giunta anche solo al principio della conoscenza
della realt storica fino a che esclude dal movimento storico latteg
giamento teorico e pratico delluomo verso la natura, la scienza della
natura e lindustria? O crede forse di aver gi conosciuto realmente
un qualsiasi periodo senza per esempio aver conosciuto lindustria di
questo periodo, il modo di produzione immediato della vita stessa?
Certamente, la critica spirituale, teologica, conosce solo conosce
almeno nella sua fantasia, i fatti capitali e starnali della storia, poli
tici, letterari e teologici. Come separa il pensiero dai sensi, lanima dal
corpo, se stessa dal mondo, cosi separa la storia dalla scienza della
natura e dallindustria, cosi non vede il luogo di nascita della storia
nella produzione rozzamente materiale sulla terra, ma nella formazione
vaporosa di nuvole nel cielo 3. In questo modo cresceva la giovane
semenza della concezione materialistica della storia.

1 Op. cif., pp. 134-135 [p. 162],


2 Ib id ., p. 131 [p. 158],
3 Ib id ., p. 1 6 1 '[pp. 197-198],

186

Marx ed Engels dipendevano ancora, da un lato, da Feuerbach e dal


l'altro, dal socialismo anglo-francese. Tuttavia questa dipendenza non
era affatto di tipo servile. Marx ed Engels riconoscono senza riserve
i geniali sviluppi di Feuerbach, il suo merito di aver dato le grandi
c magistrali linee fondamentali per la critica di qualsiasi metafisica, di
aver posto luomo in luogo del vecchio ciarpame ed anche della au
tocoscienza infinita. Ma essi superano lumanesimo di Feuerbach in
direzione del socialismo, luomc astratto in direzione di quello storico.
Con acume mirabile essi si orizzontano nel mondo ancora caoticamente
tempestoso e confuso del socialismo europeo occidentale. Essi svelano
il segreto dei giochetti socialisti cui la sazia borghesia si abbandonava.
La miseria umana, liriinita abiezione, che deve ricevere le elemosine,
servono alla arismcrazia del denaro e della cultura come divertimento,
come soddisfazione del suo narcisismo, per solleticare la sua alterigia:
le numerose associazioni di beneficenza in Germania, le analoghe so
ciet francesi, tutte le donchisciotterie benefiche dellInghilterra, i con
certi, i balli, gli spettacoli, i pranzi per i poveri ed anche le sotto
scrizioni pubbliche per i sinistrati non hanno alcun altro significato.
Fra i grandi utopisti, Fourier ha contribuito pi di tutti al conte
nuto ideale della Sacra famiglia. Tuttavia Engels fa una differenza tra
Fourier e il fourierismo; egli dice che il fourierismo annacquato, pre
dicato dalla Democratie pacifique, non altro che la dottrina sociale
di una parte della borghesia filantropica. Marx sottolinea che 1 or
ganizzazione del lavoro non appartiene al vocabolario dei socialisti
ma a quello del partito politico radicale, che in Francia tentava una
mediazione tra la politica e il socialismo. Ambedue non si stancano
di rilevare ci che i grandi utopisti non hanno mai capito: lb svi
luppo storico, il movimento autonomo della classe operaia. Allos
servazione di quellintelligentone di Edgar Bauer, il quale dice che lope
raio non fa niente e perci non ha niente, ma non fa niente perch
il suo lavoro un lavoro che rimane isolato e calcolato per il pro
prio stretto bisogno, Engels risponde: La critica critica non crea
niente, loperaio crea tutto, anzi esso crea tutto, tanto che pu sver
gognare la critica in tutte le sue creazioni spirituali; ne possono da
re una testimonianza gli operai inglesi e francesi . Per quanto ri
guarda il presunto conflitto esclusivo tra spirito e massa di
Bruno Bauer, Marx spiega fra laltro che alla critica comunista de
gli utopisti ha corrisposto subito il movimento della grande massa;
egli dice: bisognerebbe aver conosciuto la diligenza, la avidit di sa187

pere, lenergia morale, l'instancabile desiderio di evolversi degli ope


rai francesi ed inglesi per potersi fare un'idea della nobilt umana
di questo movimento.
Il proletariato francese aveva trovato il suo pi notevole rappre
sentante in Proudhon, la cui opera sulla propriet costituiva in un
certo modo la punta pi avanzata del socialismo europeo occidentale.
Perci Proudhon era stato particolarmente bistrattato sulla Allgemeine
Literaturzeitung, senza che neppure fosse stato tradotto giustamente,
per non dire poi valutato. Cosi anche questo proletario fra i socialisti
francesi viene studiato fin nei minimi particolari nella Sacra famiglia.
Le sezioni a lui dedicate sono state scritte, come del resto la maggior
parte del libro, da Marx. Egli prende vivamente le difese di Proudhon
contro la critica assurdamente demolitrice di Edgar Bauer. Di qui
nata la storiella accademica che Marx sarebbe stato agli inizi un seguace
ed un ammiratore di quel Proudhon che doveva poi cosi aspramente
attaccare.
Nella Sacra famiglia Marx si identifica cosi poco con Proudhon
che lo paragona piuttosto a Bruno Bauer. Edgar Bauer aveva ridico
lizzato Proudhon, perch trovava nel principio delluguaglianza lultimo
motivo razionale di tutte le prove per la propriet e tuttavia voleva
dedurre dallo stesso principio limpossibilit della propriet. A questo
Marx replica che Proudhon fa come Bruno Bauer, il quale pone a
fondamento di tutti i suoi svolgimenti lautocoscienza infinita e con
cepisce questo principio anche come il principio creatore degli evan
geli i quali apparentemente contraddicono proprio alla infinita autocoscienza a causa della loro infinita inconsapevolezza. Marx spiega poi
con molto spirito come il principio delleguaglianza sia per il pratico
francese la stessa cosa che il principio dellautocoscienza per il teorico
tedesco; come la critica distruttiva in Germania, prima di giungere
con Feuerbach allintuizione delluomo reale, aveva cercato di dissol
vere tutto ci che esiste ed determinato con il principio dellauto
coscienza, cosi aveva fatto la critica distruttiva in Francia col princi
pio delleguaglianza.
E come Bruno Bauer aveva fatto criticamente a pezzi la teologia,
ma sempre sul terreno della teologia, cosi Proudhon aveva agito con
1economia politica rimanendo sul .terreno delleconomia politica. Marx
vede il grande passo in avanti da lui fatto nel sottoporre la propriet
privata, il presupposto fondamentale delleconomia politica, che i suoi
rappresentanti consideravano come un fatto intangibile e indiscutibile,
188

Un prima decisa, spregiudicata, e al tempo stesso scientifica, analisi.


( ,rriamente la contraddizione tra lapparenza umana dei presupposti
ilei leconomia politica, come salario, valore ecc., e la realt disumana
Iella propriet privata era gi stata notata anche precedentemente, se
pure in modo occasionale, digli economisti; ma allora essi avevano
intaccato la propriet privata soltanto in una qualche forma parziale
ionie falsificatrice del salario o del valore, che in s, o meglio nella
loro immaginazione, erano razionali: cosi Adam Smith con i capita
listi, Sismondi col sistema di fabbrica, Ricardo con la propriet fon
diaria. Proudhon aveva posto fine una volta per sempre a questa intonsapevolezza poich aveva preso sul serio lapparenza umana dei
i apporti economici e le aveva contrapposto la loro realt brutalmente
disumana. Egli aveva rappresentato la propriet privata soltanto come
In falsificatrice dei concetti delleconomia politica e con ci aveva fatto
tutto quello che era possibile fare per una critica delleconomia po
litica dal punto di vista delleconomia politica. Ma Proudhon non ab
bandonava questo punto di vista. Egli combatteva leconomia politica
con i suoi stessi presupposti e perci sapeva concepire la reintegra
zione delluomo nlla appropriazione del mondo oggettivo soltanto sot
to la forma economico-politica del possesso, che era per lui una fun
zione sociale, senza poter dare di questo pensiero la corrispondente
spiegazione.
Marx, impedendo che il progresso fatto da Proudhon sia reso nuo
vamente illusorio dalle chiacchiere inconcludenti dei Bauer, dissolve la
limitatezza da economista politico di Proudhon con la stessa decisione
con cui aveva dissolto la limitatezza teologica dei Bauer. Edgar Bauer
aveva condannato come unilaterale Proudhon, poich questi prende
va le sue armi dal fatto della miseria e della povert e riconosceva tale
fatto come assolutamente giustificato e il fatto della propriet come
ingiustificato. La critica invece pretendeva di aver compreso tutti e
due i fatti della miseria e della propriet in un unico fatto, di aver
ne riconosciuto la connessione e di averne fatto un tutto della cui
esistenza, in quanto tale, essa ricercava i presupposti. Marx liquida
queste sciocchezze ideologiche osservando semplicemente che il pre
supposto per lesistenza dellintero la natura dei suoi due aspetti.
Il proletariato e la ricchezza sono opposti. Come tali essi formano
un intero. Sono tutti e due formazioni della propriet privata. Non
basta definirli due aspetti di un intero, bisogna piuttosto scorgere
la posizione determinata che ambedue assumono nellopposizione. La
189

propriet privata come propriet privata, come ricchezza costret


ta a mantenere in essere se stessa e con ci il suo termine antitetico, il
proletariato. Questo il lato positivo dellantitesi; la propriet privata che
ha in s il suo appagamento. Invece il proletariato come proletariato
costretto a negare se stesso e con ci il termine antitetico che lo con
diziona e lo fa proletariato, e cio la propriet privata. Esso il lato
negativo dellantitesi, la sua irrequietezza in s, la propriet privata
dissolta e dissolventesi... In seno allantitesi, dunque, il proprietario
privato il partito della conservazione ed il proletario il partito della
distruzione. Il primo lavora alla conservazione dellantitesi, il secondo
alla sua distruzione. vero che la propriet privata nel suo movimento
economico va essa stessa verso la propria dissoluzione, ma spio mediante
uno sviluppo indipendente da essa, inconsapevole, che ha luogo contro
la sua volont ed condizionato dalla natura della cosa, e solo perch
essa produce il proletariato come proletariato, la miseria consapevole
della sua miseria intellettuale e fisica, la disumanizzazione consapevole
di essere disumanizzazione e che perci sopprime se stessa. Il proleta
riato esegue la condanna che la propriet privata infligge a se stessa pro
ducendo il proletariato, cosi come esegue la condanna che il lavoro sa
lariato infligge a se stesso producendo laltrui ricchezza e la propria mi
seria. Se il proletariato vince, esso non per ci diventa il termine asso
luto della societ; infatti esso vince solo superando se stesso ed il suo
opposto. Allora scompare tanto il proletariato quanto lantitesi che lo
condiziona e cio la propriet privata
Marx si premunisce espressamente contro lobiezione gi allora fatta
dalla critica critica, e poi sempre ripetuta, secondo cui i proletari do
vrebbero essere riconosciuti come di per ascriver loro questo com
pito storico. Egli dice: piuttosto il contrario! Perch nel proletariato
pienamente sviluppato fatta astrazione da ogni umanit, perfino dalla
parvenza di umanit; ' perche nelle condizioni di vita del proletariato
sono riassunte tutte le condizioni di vita dellodierna societ, nella forma
pi inumana; perch l'uomo nel proletariato ha perduto se stesso, ma,
contemporaneamente, non solo ha acquistato la coscienza teorica di que
sta perdita, bens e stato spinto direttamente dalla necessit ormai in
combente, ineluttabile, assolutamente imperiosa dallespressione pra
tica della necessit alla ribellione contro questa inumanit; ecco per1

1 Op. cit., pp. 40-41 [pp. 43-44],


190

quali ragioni il proletariato pu e deve emanciparsi. Ma esso non pu


emanciparsi senza sopprimere le proprie condizioni di vita. Esso non
pu sopprimere le proprie condizioni di vita senza sopprimere tutte le
inumane condizioni di vita della societ attuale, che si riassumono nella
sua situazione. Esso non frequenta invano la dura, ma temprante scuola
del lavoro. Non si tratta di sapere che cosa questo o quel proletario, o
anche il proletariato tutto intero, si propone temporaneamente come
meta. Si tratta di sapere che cosa esso e che cosa esso sar storica
mente costretto a fare in conformit a questo suo essere. La sua meta
e la sua azione storica sono tracciate in modo sensibile e irrevocab.le nel
la situazione della sua vita, come in tutta la organizzazione della odierna
societ borghese . Marx sottolinea ancora una volta che una grande
parte del proletariato francese e inglese gi cosciente del proprio
compito storico e lavora costantemente per portare a completa chiarezza
questa coscienza.
La Sacra famiglia non semhia aver fatto grande impressione ai con
temporanei. Engels stesso, ricevendo il libro gi stampato, diceva che
era troppo voluminoso e che il pubblico grosso non avrebbe capito il
pi delle cose in esso contenute; ima critica esageratamente laudatoria,
ma niente affatto penetrante, sul V/estphlisches Dampfboot non piacque
affatto agli autori. Al lettore doggi questopera pu fare limpressione
di un mucchietto di carboni gi arsi, ma se abbia vista passabilmen
te acuta pi di una pietra preziosa gli luccicher di tra la cenere.

Op. cit., p. 41 [p. 44].

191

Karl Marx e Friedrich Engels

Con la Sacra famtglu, ebbe inizio fra Marx ed Engels quella colla
borazione che doveva durare circa 40 anni ed avere una influenza pre
dominante sullo sviluppo storico della socialdemocrazia internazionale
e in particolare, di quella tedesca. I due erano legati da una amicizia
ld e F 0mi
eS?TP1 SCOrd d CPpe di am,ci>P genuinit e
Idezza. Essa non conobbe le frizioni e le discordie quasi inevitabili
D u r ^ T Y ClaStUnC! PCr COnt SU0> 3Vevano una Propna impronta,
pur passando attraverso le alterne vicende di una lotta infocata, ricca di
sconfitte come di vittorie. Era corazzata contro tutte le tentazioni che
mondo esterno poteva avanzare di proposito o casualmente. Oggi, come
orse per sempre, e impossibile dividere e distinguere ci che, nell'opera
comune, appartiene alluno o all'altro. vero che Engels, dopo la morte
Marx, ha spesso attribuito al suo amico un contributo di gran lunga
c dei due, M ,
c e r n ir n e il pi gei,Ie
. a, se Engels diceva con ragione che senza Marx non avrebbe potuto
are quello che aveva fatto, questa affermazione deve essere integrata
secondo la volont del compagno di lotta scomparso, aggiungendo che
anche Marx senza Engels non sarebbe diventato quello che diventato
Ci risulta per l'appunto sin dagli inizi della loro conoscenza.
Karl Marx nacque il 5 maggio 1818 a Treviri. Era figlio dellavvo
cato e poi consigliere di giustizia, Heinrich Marx, il quale nel 1824
pass con la sua famiglia dall'ebraismo al cristianesimo. Col passare
egli anni ,1 ragazzo doveva ben presto risvegliare nei suoi genitori le
pm ardite speranze, che certo non si adempirono come essi avrebbero
luto. Sua madre, che discendeva da ebrei olandesi e per tutta la vita
parlo un tedesco stentato, era una donna piena d'affetto e di premure,
192

ebbene, a quanto sembra, non notevole dal punto di vista intellettuale.


Il padre, uomo di fine educazione, conosceva i suoi Locke e Lessing,
ina non era certo un rivoluzionario, era piuttosto un patriota tedesco,
anzi prussiano, una natura tenera e delicata che percep con angosciosa
I>ieoccupazione i primi movimenti del demone nel figlio prediletto.
Mori che Marx aveva appena ventanni, pi fortunato della madre, che
i liiuse gli occhi solo nel 1863 e visse proprio i decenni pi difficili del
ir lotte di quel genio possente contro il mondo ostile. A questi genitori
Karl Marx fu debitore di uninfanzia serena e di una giovinezza libera
da preoccupazioni; a loro egli deve anche la perfetta spregiudicatezza
ton cui fin dagli inizi consider lebraismo, una spregiudicatezza al
i ni livello non mai giunto nessun ebreo tedesco di importanza sto
rica. Nemmeno nature cosi congeniali alla sua come Heine e Lassalle,
ovvero persone cosi intelligenti come Borne e Jacoby, dei quali questi
difendeva ancora gli ebrei con le oblique argomentazioni della tolle
ranza religiosa quando Marx aveva gi da lungo tempo riconosciuto il
significato sociale della questione ebraica.
Gli ebrei dellEuropa orientale e quelli dellEuropa occidentale erano
ad un gradino di civilt sostanzialmente diverso. Nel Portogallo, in Spa
gna, nella Francia meridionale, in Inghilterra, e non da ultimo anche in
Olanda, essi vivevano delle tradizioni di una storia a suo modo grande,
erano compresi nella corrente della civilt borghese, e persino le perse
cuzioni, cui di tempo in tempo ancora erano sottoposti, li avevano tem
prati in una lotta coraggiosa. Altrimenti stavano le cose nellEuropa
orientale, nei paesi danubiani, in Boemia, in Polonia, in Germania e
anche nellAlsazia e nella Francia settentrionale. Vivendo in mezzo ad
una popolazione di despoti dissoluti e di masse asservite, indispensabili
a tutti e due, per tutti e due spregevoli e disprezzando essi stessi tutti
e due, gli ebrei erano qui per la maggior parte ancora trafficanti e usurai
parassiti. Si trattava di un contrasto sociale che come tale aveva radici
pi profonde della comunanza di sangue e di fede. Cosi ad Amburgo
vivevano, luna accanto allaltra, una comunit ebraica ispano-portoghese,
che era ad un alto livello di cultura, ed una tedesco-polacca compietamente incolta, senza stare nel bench minimo rapporto reciproco tra
loro. Cosi la legislazione della Rivoluzione francese ai suoi inizi distin
gueva tra gli ebrei del sud e gli ebrei del nord ; essa emancip
politicamente dapprima soltanto quelli e solo pi tardi concesse a que
sti la completa uguaglianza con i cristiani. Il Codice Napoleone si at
tenne a queste disposizioni, ma sin dal 1808 nella Prussia renana ve
193

niva emanato un decreto imperiale che sottoponeva lusura ebraica a


forti limitazioni. Anche sotto questo aspetto la Renania fu in un certo
modo il punto di congiunzione tra l'Europa occidentale borghese e quella
orientale feudale. Mentre nelle citt renane si allargava quello strato
colto ebraico, la cui caratteristica ebraica veniva al tempo stesso conscr
vata e assorbita dalla generale civilt borghese, nella campagna, e per
1appunto anche nella regione di Trevri, infuriava l'usura ebraica che
strozzava i piccoli contadini con i metodi piti raffinati, imparati nel
processo di dissoluzione feudale dellEuropa orientale.
L'avvocato Marx stava per lappunto in relazioni dufficio sociali con
quegli ambienti di funzionari i cui resoconti descrivevano a tinte drasti
che 1immiserimento della piccola propriet terriera causato dagli usurai
ebrei. Una di queste relazioni stata di importanza decisiva proprio per
Karl Marx: 1 amicizia che legava la sua famiglia con la famiglia dei
vicini, quella del consigliere governativo Westphalen. Ludwig von West
phalen non era un burocrate prussiano di quelli soliti. Sua padre fu
il consigliere segreto Philipp Westphalen, il quale durante la guerra dei
Sette anni genio dirigente nel quartier generale del duca Ferdinando
di Brunswick , come lo definisce uno storiografo borghese di quella
guerra
sconfisse vittoriosamente cinque marescialli francesi in cin
que campagne e cinque battaglie, e tuttavia era cosi penetrato di senti
menti borghesi da non vestire mai luniforme del soldato e da metter
da parte sorridendo il titolo di aiutante generale dellesercito con il
quale il re dInghilterra aveva creduto di poterlo onorare. Egli accett
unicamente la elevazione allo stato nobile , evidentemente per le
stesse ragioni che costrinsero anche Schiller a questa umiliazione: per
poter sposare una ragazza allaltezza delle sue doti di spirito e di cuore
e come lui povera per beni terrestri, ma tuttavia appartenente ad una
famiglia di baroni scozzesi. Il figlio minore di questo matrimonio fu
Ludwig von Westphalen ed egli era se non proprio lantico macigno tuttavia una scheggia dellantico macigno.
Agh inizi consigliere brunswickiano, aveva poi preso servizi vestfaliani dopo che Napoleone aveva cacciato i guelfi e fondato il
regno di Vestfalia. Di fronte al fatto che lc epoca vestfaliana signifi
cava per le regioni prussiane, assiane, brunswickiane e per le altre alle
quali essa si estendeva, una gran quantit di riforme, da lungo tempo
diventate necessarie nellinteresse delle classi borghesi ma procrastinate
in maniera vergognosa dai relativi sovrani tedeschi, Ludwig von West
phalen ritenne che fosse una questione assai secondaria se a Kassel co194

inundava un vanesio e tronfio patron come Girolamo Bonaparte o


mi sovrano avito e mercante d uomini, come il famigerato prinil|.e elettore che portava il codino. Egli tuttavia odiava il dominio
minier dei francesi come tale; nel 1813 il maresciallo Davoust
In lece incarcerare e rinchiudere fra duri maltrattamenti a Gifhorn.
Subito dopo Waterloo, Westphalen fu promosso da consigliere re
gionale a Salzwedel a primo consigliere di governo a Treviri; almeno
on suoi riguardi il governo di Berlino conserv lopinione che i pi
Imighcsi e i pi valorosi funzionari, i pi liberi fra tutti gli stravaganti
burocrati prussiani, dovessero essere mandati nella Renania riacquistata.
Nella casa di questo funzionario liberale il giovane Karl Marx trov
ima seconda patria. Dal vecchio Westphalen, egli impar a leggere
Omero e Shakespeare, che per tutta la vita sono rimasti i suoi poeti
preferiti. I figli di Westphalen furono i compagni di gioco di Karl
Marx; Jenny von Westphalen, nata a Salzwedel nel 1814, e di al
cuni anni pi anziana di lui, fu la compagna della sua vita: una
compagna di cosi alti sentimenti e cosi coraggiosa quale raramente
un combattente rivoluzionario ha mai trovato. Sin dal 1836, la co
munanza dei loro futuri destini era decisa; nel 1843, dopo la soppres
sione della Rbeinische Zeitung si sposarono a Kreuznach. Da allora
Jenny Marx ha non soltanto condiviso i lavori, le lotte, il destino
del suo sposo ma vi ha preso parte con la pi grande comprensione
e la pi ardente passione; un nemico giurato del peggiore fra gli
atei e i comunisti ammette pur tuttavia che questo matrimonio fu
concluso nel cielo.
La carriera di Karl Marx cominci coi pronostici pi favorevoli. Il
grande talento che egli rivel precocemente non si logorava nella lotta
con gli ostacoli esterni; esso piuttosto si sviluppava favorito armonica
mente da tutto lambiente sociale nel quale Marx crebbe. Niente nel
suo sviluppo poteva trasformarlo nel fantoccio che i nemici mortali
del proletariato vorrebbero sempre dare ad intendere : nel gelido e
torvo demagogo, in rotta con se stesso e col mondo, cui nelle vene cir
colava veleno invece di sangue. Proprio quel poco di verit che vi in
questa mostruosa leggenda il fatto che J4arx sia diventato rivoluziona
rio non per ribelle passione, ma piuttosto per la profonda conoscenza
dellintima connessione delle cose dimostra il felice equilibrio del
suo sviluppo. Il giovane Marx era un uomo fresco, vigoroso, pieno di
vita, che tendeva con tutto se stesso alla pienezza della vita reale. I suoi
primi lavori letterari furono delle poesie. Egli tuttavia non ha mai
195

stampato un verso, ma, persino nei pi aridi temi trattati, lincompa


rabile vigore plastico della sua rappresentazione rivela in lui la stoffa
dellautentico poeta. Egli ha improntato profondamente la poesia ri
voluzionaria di Heine, Freiligrath e Weerth; i suoi giudizi estetici
furono sempre contrassegnati da finezza e da profondit di senti
mento.
A sedici anni Karl Marx and alluniversit di Bonn per studiare,
secondo i desideri del padre, giurisprudenza, ma non sembra che ab
bia tratto grande profitto dal primo anno di studio. Con passione
tanto maggiore, questo giovane assetato di sapere si immerse nel la
voro, quando appena fidanzato si fu trasferito a Berlino. An
che qui, per la verit, non fu mai uno studente in piena regola;
in nove semestri, frequent solamente dodici corsi; ci si potrebbe
ancora chiedere con quanta assiduit, se la questione avesse impor
tanza. Per quanto dato giudicare dai suoi scritti, tra gli insegnanti
accademici lo interessava solo Gans, che in quel periodo polemizzava
continuamente con la scuola storica del diritto e con il suo capo,
Savigny. Molto pi importante per lo studente Marx fu il fatto che
egli, dopo essersi esaurito coi primi disperati tentativi di dominare
la massa caotica delle materie accademiche, smise di rintanarsi nella
sua stanza, ed entro in contatto con lambiente dei Giovani hegeliani
berlinesi, che erano in procinto di liquidare leredit intellettuale del
loro maestro, in modo ancor pi critico di quanto avesse gi fatto
Strauss nella sua Vita di Ges. In tale ambiente Marx si conquist
la stretta amicizia di Bruno Bauer e di Friedrich Kppen, che, di un
decennio pi anziani di lui, avevano gi acquisito una posizione di ri
lievo nella repubblica degli intellettuali, ma cionondimeno ebbero rap
porti su di un piede di eguaglianza con quel giovanissimo studente,
perch sentirono con certezza che in lui faceva il suo ingresso sul
larena una forza possente e incomparabile. Bruno Bauer diceva di
non augurarsi nel suo lavoro e nella sua lotta un compagno pi
gradito, e anche Friedrich Kppen dedic al suo amico di Treviri
il suo pi audace scritto polemico.
Karl Marx ader alla filosofia di Hegel solo dopo una tenace re
sistenza; ma poi nessuno degli innumerevoli seguaci di Hegel lha
studiata cosi a fondo e cosi profondamente compresa come lui. Ci
non vuol dire che sia vera una altra sciocchezza usuale a proposito di
Marx: che, cio, egli nel suo acume rabbinico o addirittura da leguleio
196

mimi tosse mai abbastanza pago di spaccare in quattro 1 concetti. Quel


<In legava Marx cosi possentemente alla filosofia hegeliana era il me
todo dialettico, la cui incisivit rivoluzionaria era appunto nascosta nel
gl tu k o d'ombre di nebulosi concetti. Marx piuttosto fece piazza pulita
li questi concetti dedicandosi anima e corpo alla massa della materia
un n ,i Fin da principio egli conserv ci che distingue i re dai carretmii della scienza: una insaziabile sete di sapere ed una infaticabile
.mini riiica. Fin dalla sua giovinezza gli amici si lamentavano delle datiin ne veglie notturne che tanto hanno contribuito a minare la sua sa
line d'acciaio. Ma Marx non ha mai dissipato questa instancabile assi.1utin per spaccare in quattro capelli gi spaccati. Certamente, in gio
ii imi, come si conviene ad un giovane vigoroso ed impetuoso, egli
itinvuva gi un ingenuo piacere anche al solo sentir tintinnare le
mi armi pesanti ed affilate; ma soltanto uninvidia impotente pu
ii urgervi un manierismo urtante o una caccia intellettualistica al

piu .tdoiso.

Kugc giudicava pi esattamente il giovane Marx, ai primi inizi del


luro dissidio, quando il suo sguardo era acuito ma non ancora accecato

11iti l'odio; egli scriveva a Feuerbach: Egli legge moltissimo; lavora


imi una intensit fuori del comune ed ha un talento critico, che talvolta
degenera in una tracotante dialettica, ma non porta a termine niente,
I interrompe sempre e continuamente si getta in un infinito mare di
libri Per la sua inclinazione allerudizione, egli appartiene tutto inicro a! mondo tedesco, ma per il suo modo di pensare rivoluzionario
in escluso. Questo quadro del giovane Marx non e adulazione,
ma neppure deformazione. Marx univa in s tutti gli impulsi fauiinini dellerudizione tedesca, onde superarli per sempre. Egli port la
vita nella scienza e la scienza nella vita. Era il progresso che poteva
.incora fare la cultura tedesca e che essa doveva far in ogni caso, se in
vece di essere ruota motrice dello sviluppo storico non voleva pestar
l'acqua nel mortaio, per i filistei. Il mondo erudito che lo respinse lontano
da s per il suo modo di pensare rivoluzionario, rinneg anche il proprio
passato e il proprio avvenire, e si ridusse a docile schiavo domestico
in favore degli interessi transeunti delle classi dominanti.
Nel 1841 Karl Marx termin gli studi ed ottenne il titolo di dot
tore con una dissertazione sulla differenza tra la filosofia naturale di
Democrito e quella di Epicuro. Questo lavoro accademico doveva es
sere solo il primo saggio di unopera piu vasta, un esposizione com
plessiva delle filosofie epicurea, stoica e scettica, di quelle filosofie
197

dell autocoscienza, che anticamente erano seguite alla filosofia concet


tuale di Platone e di Aristotele, allo stesso modo che allora l'autoco
scienza filosofica di Bruno Bauer e della sua cerchia era seguita all'idea
assoluta di Hegel. Quest'opera pi vasta non fu realizzata, e nem
meno fu pubblicata la dissertazione di laurea, mediante la quale Marx
pens di abilitarsi come docente di filosofia a Bonn. Dopo che Bruno
Bauer, come docente di teologia a Bonn, era stato punito discipli
narmente da Eichhorn, Marx non aveva niente pi da cercare nelle
universit prussiane. Astutissima come sempre, la reazione spinse
questo combattente nato alla lotta. E come la lotta lo abbia portato passo
passo sulla via della conoscenza, come essa gli abbia strappato uno dopo
1altro dagli occhi i rivestimenti ideologici delle cose, come essa
Io abbia gettato sempre pi profondamente nelle onde spumeggianti
della vita reale: tutto ci lo si pu seguire con crescente chiarezza negli
esordi letterari di Marx.
Senza dubbio l'anno 1844, che Marx trascorse a Parigi, fu il pi
fecondo della sua giovinezza. La grande Rivoluzione e le sue conse
guenze di portata mondiale, le importanti opere storiografiche, at
traverso le quali era possibile penetrarne le pi intime fibre e seguire
la lotta di classe del terzo stato indietro fin nel Medioevo; labbondante
letteratura che sviluppava lidea socialista fin nelle sue pi sottili
sfumature e proprio in quel periodo cominciava a penetrare nella
classe operaia con 1utopia di Cabet, lagitazione politico-sociale di
Louis Blanc, il manifesto di Proudhon: tutto questo forniva una tale
abbondanza di impressioni mutevoli da confondere anche cervelli do
tati, ma doveva tanto piu stimolare un'energia geniale a raccogliere
in un sol punto focale tutti i dispersi raggi di nuova luce che esse
contenevano. A Parigi, Ruge rimase senza terreno sotto i piedi; Marx,
invece, afferr qui i primi fili della trama del materialismo storico.
Non in momenti di improvvisazione giornalistica, come gli
rimprovera quell ideologia che si d tanto piu arie di profondit
quanto piu superficiale , Marx ha inventato il pensiero che la
struttura economica della societ condiziona la sua sovrastruttura ideo
logica. Da principio il campo degli interessi materiali fu a lui estraneo
come a ogni buon hegeliano; ma ve lo costrinse la necessit ineso
rabile della lotta: e questa non poteva provocarla n lui n alcun
altro; si, invece, egli la comprese pi di qualsiasi altro.
Egli non volle ostinarsi a negare che i presupposti idealistici
198

Iella filosofia classica non potevano essere una guida sicura in cam
po economico, quindi cerc e trov il terreno reale sul quale si muove
la societ umana. Questa fu la sua colpa, se fu merito degli Strauss, dei
Unge e dei Bauer di non inciampare mai, nel loro cammino fra le nu
vole, in nessuna pietra dello sviluppo economico e, proprio perci, di
non trovarsi mai a loro agio nel mondo pratico ed infine di morire vit
time della miseria tedesca.
La perizia con cui Marx maneggiava il metodo dialettico della
filosofia tedesca gli procur un modo di vedere rapido e sicuro nel campo
.Irgli interessi materiali. un possente progresso quello compiuto dalla
primavera del 1842, in cui egli ancora rivestito dalla testa ai piedi di
una corazza ideologica entr nella lotta pratica, fino all autunno del
1844, in cui egli super per chiara visione dei nessi sociali non soltanto
I economia borghese ma anche il socialismo europeo occidentale, persino
nei suoi oi avanzati rappresentanti. Certamente il suo passaggio dall'idealismo al materialismo non era del tutto compiuto, e le categorie
economiche gli si presentavano ancora in una veste filosofica. Cosi egli
travestiva nelle parole in Germania non possibile 1emancipazione po
litica ma soltanto quella umana > la sua previsione, mirabilmente acuta
e confermata gi dalla storia di sessantanni, secondo la quale nella
vita politica della Germania la classe borghese non avrebbe potuto dare
niente, ma tanto pi avrebbe dato la classe proletaria. Con il suo sguardo
filosoficamente affinato, Marx penetrava nel cuore e nelle viscere della
societ borghese. Egli vedeva che essa doveva morire per la nascita di
una societ piti evoluta le cui membra gi le si agitavano in seno, ma
ne traeva le prove da una preparazione filosofica, non economica.
In questo senso Friedrich Engels doveva completarlo in maniera no
tevole quanto decisiva. Come Marx, Engels era un dialettico nato che
aveva affilato e temprato le sue doti nella filosofia classica. Egli non pos
sedeva la rigorosa cultura filosofica di Marx, ma col suo spirito chiaro
ed aperto aveva colto con sicurezza ci che era immortale nell opera di
Hegel. Sin dagli inizi egli si trov in mezzo al fervore della vita pra
tica e questo vantaggio colm abbondantemente le lacune della sua
preparazione sistematica.
Friedrich Engels nacque il 28 novembre 1820 a Barmen, suo pa
dre era un industriale. La ditta Ermen e Engels si fatta un nome nella
storia dellindustria renana per lenergia con cui si opponeva alle tra
dizionali frodi e manipolazioni nella misura e nel peso delle merci fab
bricate.
199

La famiglia di Engels era una delle prime di Barmen; come Marx,


Friedrich Engels non fu spinto sulla via della rivoluzione dalla miseria
personale ma da una intelligenza superiore. Egli ruppe perci completa mente con lo spirito della sua famiglia conservatrice e rigorosamente re
ligiosa e sin da ragazzo rinunci volentieri alla carriera burocratica
cui in principio intendeva dedicarsi. Dopo aver frequentato la piccola
scuola tecnica di Barmen, il cui insegnamento intuitivo della fisica e
della chimica gli forni una base eccellente per continuare a studiare le
scienze naturali, frequent il ginnasio di Elberfeld e si decise definitiva
mente, un anno prima dellesame di maturit, a fare il commerciante.
Egli fece i suoi anni di tirocinio dapprima in una casa commerciale di
Barmen poi in una di Brema, e dall'ottobre del 1841 allottobre del
1842 a Berlino fece lanno di volontariato nellartiglieria della guardia.
Nessuno, che fosse nato in Renania, considerava allora la giubba del
re come un vestito onorevole e la borghesia renana aveva organiz
zato un ramificato sistema di corruzione per sottrarre i propri figli al1odiato servizio; ci tanto pi significativo per il senso pratico con cui
Engels affrontava la vita reale anche nei suoi aspetti meno attraenti, s
che egli nella vecchia caserma sul Kupfergraben acquist un vivo in
teresse mai spento per le scienze militari.
Non per questo egli trascur i suoi studi filosofici. LEssenza del
cnstumestmo di Feuerbach, fece su lui una grande impressione; egli era
in rapporti amichevoli con i Bauer, e occasionalmente scriveva corri
spondenze per la Rheinische Zeitung. Nella redazione di questo giornale
si incontr per la prima volta con Marx, quando, alla fine del novem
bre 1842, pass da Colonia per recarsi a Manchester e l entrare come
rappresentante in una fabbrica nella quale suo padre aveva una parte di
capitale. Il primo incontro personale tra Engels e Marx fu per molto
freddo. Proprio allora, Marx si era pronunciato contro lattivit dei
Liberi berlinesi, di cui Engels figurava come un compagno, mentre Engels
era stato prevenuto contro Marx dai Bauer con i quali egli era in cor
rispondenza.
Engels visse a Manchester ventuno mesi, dal dicembre 1842 al set
tembre 1844. Qui egli fece la sua universit: in mezzo alla grande in
dustria, la quale corrode la societ borghese per edificare le fondamenta
della societ socialista. Egli studi luno e laltro lato di questo processo
storico, quello disumano come quello umano, e la sua cultura filosofica
lo rese capace di comprendere linterna connessione tra i due aspetti,
cosa che non era dato di conoscere al socialismo inglese e al proletariato
200

inglese. Engels collabor al Northern Star, organo dei cartisti, e al New


Moral World, l'organo di Robert Owen. In Bauer, Moli e Schapper, che
Ilota dirigevano la Lega dei giusti, egli conobbe i primi proletari ri
voluzionari, e mai pot dimenticare la grande impressione che questi tre
uomini veri fecero su di lui, che appunto voleva diventare un uomo.
Mentre Marx attinse dallo studio della Rivoluzione francese la conon.rnza che non lo Stato che tiene insieme la societ borghese bens la
, (Kiet borghese lo Stato; Engels impar dall'industria inglese che i fatti
economici, i quali fino ad allora non avevano avuto parte nella storio
ni Ibi o erano stati considerati con disprezzo, nel mondo moderno per
lo meno erano una potenza storica decisiva, che essi formavano la base
prr il sorgere dei moderni antagonismi di classe, che tali antagonismi
di classe nei paesi dove grazie alla grande industria si erano piena
mente sviluppati quindi specialmente in Inghilterra
erano a loro
volta la base per la formazione dei partiti politici, delle lotte di partito
e perci di tutta la storia politica.
Per vie diverse erano giunti ambedue alla stessa meta. In Marx pre
dominavano ancora visuali filosofiche, in Engels predominavano gi
quelle economiche. Marx dava a ci che aveva imparato a conoscere una
pi universale formulazione, mentre Engels metteva in rilievo l'aspetto
che era decisivo per il presente e lavvenire dell'umanit. Marx una
volta ha definito un geniale schizzo i Lineamenti per la critica delleco
nomia politica, pubblicati da Engels nei Deutsch-Franzsische Jahrbiicher e questo giudizio coglie pienamente nel segno. Engels non aveva
fatto un processo sistematico alleconomia borghese; l'aveva trattata un
po' sommariamente, dato che allora conosceva il suo pi notevole rap
presentante, Ricardo, tuttal pi di seconda mano. Tuttavia quel giovane,
fervido ingegno ne aveva colto con sguardo sicuro le insanabili debo
lezze. Egli ne aveva dimostrato con successo lintima irrazionalit e
aveva messo il dito sulle piaghe per le quali essa doveva sanguinare.
Engels ha tratteggiato per primo il piano per le basi economiche del
socialismo scientifico; se poi ha affermato che Marx avrebbe scoperto
benissimo anche da solo ci che lui aveva trovato, ci non diminuisce
affatto il suo merito. Infatti per il giudizio storico non ha importanza
ci che avrebbe potuto essere ma ci che stato.
La critica di Engels a Carlyle non cosi incisiva quanto al contenuto
come la sua critica delleconomia politica, ma quasi ancora pi signi
ficativa per la persona di Engels. Come in Marx, in lui lacutezza del
lintelletto critico si accoppiava ad una autentica vena fioetica, della
201

quale sono eloquente testimonianza diverse eccellenti traduzioni di canti


popolari e operai inglesi. La personalit di Carlyle gli si imponeva, m
egli non si lasci irretire dalla magia fascinosa di quel mistico profeta
Engels comprese questo spirito solitario nella sua originale profondit,
ma vide anche i limiti oltre i quali Carlyle non poteva andare.
Quando Marx ed Engels si incontrarono nellautunno del 1844 per
la seconda volta, a Parigi, risult il loro pieno accordo su tutti i campi
teorici. Sorse cosi la prima base di quella fratellanza darmi che fu poi
non meno solidamente cementata dal fatto che essi, come uomini, erano
allo stesso livello raggiunto come pensatori e combattenti. Per il fatto
che essi conducevano la lotta contro gli oppressori soltanto con le armi
piu affilate, non si sentivano meno profondamente legati ai sofferenti
e agli oppressi, poich essi sapevano che non si combattono le aspre lotte
di classe con quello stato danimo sottile e sterile che il filisteo solito
chiamare compassione umana e indignazione morale. In loro non era
traccia di sentimentalismo, niente di quello spirito sornione e balordo,
morbido e pietoso che trecento anni di miserevole storia hanno im
presso nel filisteo tedesco. Ma non erano neppure tenebrosi fanatici, n
assumevano pose da gente grave ed imporrante; la loro virile, e perci
modesta, coscienza di s rifuggiva da tutte quelle pose nelle quali i
migliori e pi nobili , i capi pubblici delle classi borghesi, si pavoneggiano cosi volentieri. Al servizio della loro causa potevano essere
spietati poich dovevano esserlo, ma altrimenti niente di ci che uma
no era a loro estraneo. Essi erano benevoli, soccorrevoli e indulgenti:
erano nature vigorose e serene, piene di un indomabile amore per la
vita; potevano ridere di cuore e amavano il limpido riso dei bambini;
niente piaceva a loro nel Cristo della Bibbia cosi come il suo amore
per i bambini.
Dopo questa prima intesa si separarono provvisoriamente. Engels
and a Barmen per redigere la sua opera sulla situazione degli operai
inglesi. Marx rimase a Parigi. Fin da allora gli erano state chiuse le porte
della patria; il presidio superiore di Coblenza aveva, sulla base dei suoi
scritti, spiccato un mandato di cattura contro di lui, coinnicandolo alle
autorit della polizia confinaria. Ben presto anche la sua permanenza a
Parigi doveva diventare impossibile. Con zelo degno di riconoscenza, il
governo prussiano si preoccupava che la spada del suo pi pericoloso
nemico non arrugginisse; lo cacci dalla Francia come lo aveva cacciato
dalla Germania. A questo provvedimento servirono come pretesto esterno
articoli occasionali, scritti da Marx per un giornaletto con il quale gli
202

Miiltfuii tedeschi a Parigi cercavano di proseguire la loro guerra contro


u|i|ircssoii in patria.
t.Hiesto giornaletto era il Vorinarti, che usciva a Parigi dagli inizi
.1.1 IH44. Era stato fondato dall'attore Heinrich Brnstein col denaro del
.....ijioMtore Meyerbeer e dapprincipio servi alle molteplici e non sem
ine ili lare faccende del suo fondatore. Da abilissimo commerciante in
mel 11 letterarie quale era, Brnstein capi, dopo la fine dei Deutseh-Franzoifii/ic ahrbucber, che a quel punto avrebbe potuto fare un buon affare
... a v e s s e offerto agli emigrati tedeschi un ultimo rifugio nel suo giornaI. no, tanto pi che nonostante la sua innocuit il Vor-wrts non era
mistico a sfuggire a un divieto dei governi tedeschi. Egli si intese
a questo proposito con Bernays, cui fece posto nella direzione. A par
ine all'incirca dalla met del 1844, il Vorwrts intervenne nella lotta
luilitica e si capisce che non aveva peli sulla lingua per bollare innu
merevoli misfatti, in modo particolare quelli del dispotismo prussiano,
lirrnays assestava rudi colpi alla rozza reazione tedesca. Da allora in poi
Urine, Herwegh, Bakunin, Hess, Ruge scrissero di tanto in tanto per
quel giornale, in mancanza di un qualsiasi altro organo, in maniera in
dipendente dalla direzione e ciascuno sulla propria responsabilit.
Marx fu in certo modo costretto a collaborare. Ruge aveva pubblitato su quel giornale una serie di articoli, i quali in parte lanciavano
volgari frizzi sulla coppia regale prussiana e in parte spacciavano oracoli
filosofici sul re di Prussia e la riforma sociale. Ruge diceva che il re di
Prussia e la societ tedesca non erano neppure arrivati ad avere un sen
tore della loro riforma. Secondo lui, in un paese apolitico come la
Germania, era impossibile presentare la miseria parziale dei distretti
industriali come una questione generale, la si considerava piuttosto
allo stesso modo con cui si considerano incendi o inondazioni. II re
la prendeva per una mancanza dell'amministrazione e per un difetto
di beneficenza e attendeva in conclusione tutto dai buoni sentimenti
dei cuori cristiani che avrebbero eliminato qualsiasi difficolt. I te
deschi poveri, egli diceva, non sono pi intelligenti dei poveri tede
schi, essi non vedono nulla al di l del loro focolare, della loro fab
brica, del loro distretto, l intera questione, egli affermava, fino ad oggi
ancora trascurata dallanima politica che tutto compenetra; una ri
voluzione sociale senza anima politica impossibile. Ruge firmava
questo e altri suoi articoli Un prussiano ; il che poteva far nascere
il sospetto che ne fosse autore Marx, il quale era effettivamente prus
siano, mentre Ruge non lo era pi dallepoca del suo trasferimento a
203

Dresda: di fronte alle autorit francesi egli si era legittimato come sas
sone ed aveva chiesto la protezione della legazione sassone a Parigi.
Questa ambiguit degli scritti di Ruge spinse Marx a pubblicare sul
Vorwrts delle glosse marginali di critica naturalmente non sulle
spiritosaggini di Ruge contro la coppia regale prussiana, bens sulle
sue allucinazioni filosofiche a proposito della riforma sociale prussiana
Marx affermava che non soltanto la Prussia apolitica, ma anche la poli
tica Inghilterra, dove per soprammercato il pauperismo aveva assunto
un carattere universale, era incapace di comprendere la miseria sociale
come una questione generale . La legislazione inglese sui poveri di
mostrava come qui si fosse trovato il pauperismo dapprima in una
legge di natura, poi in una deficienza dellamministrazione e infine nella
cattiva volont degli operai, sicch si era finiti per ricorrere alla via
duscita delle tvorkhouses, dove la beneficenza era ingegnosamente intrec
ciata con la vendetta della borghesia contro i poveri che facevano appello
alla sua bont. Anche 1 Inghilterra quindi non era giunta neppure al
sentore della sua riforma , cosi poco come a suo tempo la Conven
zione, che fu il massimo di energia politica, di potere politico e di intel
letto politico. La Convenzione aveva cercato la causa del pauperismo nei
sentimenti controrivoluzionari dei proprietari, cosi come lInghilterra
laveva cercata nella cattiva volont dei poveri e il re di Prussia nellanimo
non cristiano dei ricchi. Per eliminarlo la Convenzione aveva decapitato
i proprietari, cosi come allo stesso fine l'Inghilterra puniva i poveri e il
re di Prussia ammoniva i ricchi.
Cosi come gi aveva fatto sui Deutsch-Franzosische Jabrbucher,
Marx spiegava che lo otato, quale che sia la sua forma, non pu elimi
nare la contraddizione tra gli interressi generali e quelli particolari,
proprio perch si fonda su questa contraddizione. Infatti, questa lacera
zione, questa infamia, questa schiavit della societ civile il fonda
mento naturale su cui poggia lo Stato moderno, cosi come la societ ci
vile della schiavit era il fondamento su cui poggiava lo Stato antico.
L esistenza dello Stato e lesistenza della schiavit sono inseparabili. Lo
Stato antico e la schiavit antica schiette antitesi classiche non
erano saldati 1 uno all altra piu intimamente che non siano lo Stato mo

ie. M arx , Glosse marginali di critica allarticolo Il re di Prussia e la


riforma sociale, firmato: un prussiano , in K . M arx , La questione ebraica e
altri scritti giovanili cit., pp. 111-138.
204

,1,1110 cd il moderno mondo di trafficanti, ipocrite antitesi cristiane. Se


In Sluto ipocrita volesse eliminare limpotenza della sua amministrazione,
.....libo costretto ad eliminare l'odierna vita privata. Se esso volesse eliHllimrr la vita privata dovrebbe eliminare se stesso \ Quanto pi
pi urine lo Stato, continuava Marx, quanto pi politico quindi un
imcHr, tanto meno esso disposto a ricercare nel principio dello Stato,
dunque nellodierno ordinamento della societ, della quale lo Stato
repressione attiva, autocosciente ed ufficiale, il fondamento delle infer
mili sociali, e ad intenderne il principio generale. Lintelletto politico
( politico appunto in quanto pensa entro i limiti della politica, quanto
piti i sso acuto, quanto pi vivo, tanto meno capace di compren
di ic le infermit sociali. Il periodo classico dellintelletto politico e la
involuzione francese. Ben lungi dallo scorgere nel principio dello Stato
lu lolite delle deficienze sociali, gli eroi della Rivoluzione francese scor...... piuttosto nelle deficienze sociali la fonte delle cattive condizioni
politiche.

Marx respinge lo sprezzante giudizio di Ruge sugli operai tedeschi


tisservand che la rivoluzione sociale con unanima politica, che
|( *I,r pretendeva dagli operai, era o una complicata assurdit, se per
nviiltizione sociale se ne doveva intendere^ una in antitesi con quella
politica e se, ci non di meno, si doveva conferire alla rivoluzione somie unanima politica. Ovvero, diceva Marx, la rivoluzione sociale
mi unanima politica non era altro che una parafrasi di ci che altriiufi,ti si chiamava una rivoluzione politica o una rivoluzione senz altro.
Ogni rivoluzione dissolve una vecchia societ, diceva Marx, in questo
ritto sociale. Ogni rivoluzione rovescia il vecchio potere, egli aggiun
geva, in questo senso politica. Quanto parafrasata ovvero insensata
< una rivoluzione sociale con unanima politica, altrettanto invece e Ta
llonale una rivoluzione politica con unanima sociale. La rivoluzione
In generale il rovesciamento del potere esistente e la dissoluzione dei
ve,chi rapporti un atto politico. Senza rivoluzione per il socialiuno non si pu attuare. Esso ha bisogno di questo atto politico, nella
misura in cui ha bisogno della distruzione e della dissoluzione. Ma non
appena abbia inizio la sua attivit organizzativa, non appena emergono
il suo proprio fine, la sua anima, allora il socialismo si scrolla di dosso1

1 Op.

cit.,

pp.

1 2 6 -1 2 7 .

205

il rivestimento politico1. Marx concludeva consigliando al prus


siano di rinunciare momentaneamente ad ogni attivit di scrittore
nel campo politico e sociale, come pure alle declamazioni sulla situazione
della Germania e di iniziare piuttosto un coscienzioso esame della sua
stessa posizione.
Naturalmente Ruge era troppo presuntuoso per seguire questo buon
consiglio. Incapace di replicare alla affilata dialettica con cui Marx aveva
criticato il suo confusionarismo, egli si mise ad insultare il suo avver
sario accusandolo di essere una natura sofistica e distruttiva che nascon
deva un verme nella sua cultura, e sul Vorwrts mise in mostra la sua
grossolanit pomerana in tutte le sfumature. Allepoca dei Deutsch
Franzsische Jahrbcher, dimostrandosi anche qui un gretto filisteo,
aveva spesso ammonito Marx di non scialacquare tanti pensieri discor
rendo, ma di annotare diligentemente tutto ci che gli veniva in mente
e quindi valorizzarlo scrivendo qualcosa; adesso aveva esaurito per
sempre le proprie idee e perci d'ora in poi si sarebbe contentato di
far continuamente clamore con le frasi reboanti degli Hallische e dei
Deutsche ]ahrbucher.
Frattanto i calcoli di Bornstein non si erano rivelati fallaci. Il Vor
wrts, a causa dei collaboratori che lo utilizzavano come l'unica a
loro ancora accessibile arma contro i persecutori della libera parola,
ebbe un grande successo e cominci a diffondersi sempre pi in Ger
mania nonostante tutti i divieti. Perci la monarchia legittima di Ber
lino implor dalla monarchia borghese illegittima di Parigi un servizio
da sbirro e da buon vicino. Guizot, il quale nonostante le sue opinioni rea
zionarie era un uomo di cultura letteraria, fece, a quanto sembra, agli inizi
orecchie da mercante. Del resto la questione aveva anche altri aspetti diffi
cili: non si poteva ottenere un giudizio di colpevolezza da giurati Man
cesi per offese vere o presunte alla maest prussiana e quel paio di mesi
di prigione inflitti a Bernays, uno dei direttori, per patenti infrazioni
contro le leggi francesi sulla stampa dal tribunale della polizia corre
zionale, non tolsero davvero vita al Vorwrts. Solo lintervento, non bello,
di Alexander von Humboldt riusc a convincere Guizot, sicch alla
met del gennaio 1845 egli ordin ai collaboratori del Vorwrts, una
decina circa di scrittori tedeschi, di lasciare Parigi entro ventiquattrore
e nel piu breve tempo possibile.
Eppure era stato un angelo presago che dapprincipio aveva indotto1
1 Op. cit., p. 137.

206

U'ilmii
fare il sordo. La civilt francese nutriva ripugnanza per la barI . o |.i ussiana; stimava lospitalit nazionale assai pi degli incubi della

coscienza che a Berlino imperversavano. La stampa indipendente


energicamente contro la parte del carnefice assunta dal mini
li cm (iuizot. Daltro canto Bornstein era pienamente convinto di que verit ! che cio una pentola di terracotta deve tirarsi indietro se
,1 montra con una di ferro. Le anime belle si incontrarono: Bornstein
linoni,i volontariamente a continuare la pubblicazione del Vorwarts, il
pini m io ritir in compenso lordine di espulsione contro di lui. Bornstein
l.i.iiiulon i suoi collaboratori, ma anche alcuni di loro si salvarono:
dii|io lunghe anticamere e petizioni Ruge ottenne il permesso di restare
l'iii igi a condizione di comportarsi bene in avvenire.
Marx, contro il quale era diretto in prima linea il colpo del governo
(.umilino, non si indusse naturalmente a cose del genere. Egli and
Bruxelles, dove visse tre anni in gran parte lavorando assieme ad Engels,
i in. ..tu epoca pu essere definita come la seconda meta dei loro anni di
apprendistato e di peregrinazione.
miiiimi

207

Moti proletari

1. Agitazioni rivoluzionarie in Svizzera


Quando Marx fu bandito dalla Francia la propaganda comunista di
Weitling in Svizzera era bruscamente finita da molto tempo. Non era
stata soltanto la violenza esterna a liquidarla: era finita anche per
la sua intima contraddizione, per la contraddizione di voler dar vi
ta allutopia del settario comunista mediante lattivit rivoluzionaria
dellagitatore.
Dapprincipio i successi pratici di Weitling erano stati abbastanza
considerevoli. La sua lega segreta aveva ramificazioni nei cantoni di
Ginevra, Vaud, Neuchtel, Zurigo, Aargau e Berna. Anche se in pa
recchie localit si trovavano solo singoli sparsi adepti, essi erano legati
per via epistolare e ancor pi per lautentico entusiasmo che Weitling
sapeva ispirar loro. Le sue Garanzie dellarmonia e della libert avevano
trovato seguaci fin nelle classi borghesi. Nel cantone di Vaud noti uo
mini politici, come Druey e particolarmente Delagareaz, un discepolo
di Buonarroti, erano tra i seguaci di Weiding. Cosi pure a Zofingen il
medico Sutermeister e a Zurigo il dottor Wilhelm Schulz, un emigrato
assiano tra le cui braccia era morto Georg Biichner. Juli-us Frbel appog
giava Weitling consigliandolo praticamente per la diffusione segreta
dei suoi scritti in Germania, tuttavia si tenne ad una certa distanza da
lui e lo stesso fece il professor Adolf Follen, bench i seguaci di Weitling
cercassero di guadagnarli alla loro causa. Con Herwegh, sul cui denaro
August Becker aveva messo gli occhi, si mantennero a quanto pare
soltanto rapporti non stretti.
Schapper da Londra, e in particolare Ewerbeck da Parigi, consiglia208

lu i

W e itlin g

m a n te n e n d o si

con

lu i

in

r e g o la ri

In in / / ria i s u o i p i v i c i n i c o ll a b o r a t o r i
. ........ .... S c h m i d t
pi iiliu g n i

lo

ra p p o rti

e p is to la ri.

a c ca n to ad A u g u st B e c k e r

e r a n o il g a r z o n e p e l l i c c i a i o N i e l s P e t e r s e n d i C o

s le s ia n o

S e b a s tia n

S e d e r , il q u a le

era

s t a to

un

te m p o

mi I i I vimui a L i e g n i t z e i n S v iz z e r a , d a d e m o c r a t i c o c h e e r a , e r a d i v e n ta to
liili n i il i s t a .

11 n u c le o d e lla l e g a

era

fo rm a to

da g a r z o n i a r tig ia n i e

in

m m ii. i,i a s s o lu t a m e n t e p r e v a l e n t e d a g a r z o n i te d e s c h i. N o n f a c i l e fa r s i
mi

idra

a d e g u a t a d e lla lo r o s e t e d i c u ltu r a e d i s a p e r e , d e lla l o r o a b n e -

g ln n r c d e l l o r o s p i r i t o d in i z i a t iv a . E s s i p a g a v a n o in s e g n a n t i d a i q u a li
,i

I r v i n o i s t r u i r e n e i v a r i r a m i d e l s a p e r e ; o n d e p o t e r p u b b l i c a r e la

|.i inni e d iz io n e
divisi le spese,

d e lle

Garanzie

i n d u e m ila c o p i e , t r e c e n t o o p e r a i s i e r a n o

e a v e v a n o p re so , in p a g a m e n to , d e i lib r i; q u a ttro o p e ra i

v e v iin o d a to t u t t i i lo r o r i s p a r m i, p e r u n a s o m m a d i d u e c e n t o f r a n c h i ,

pei

stampa.

l.i

i , i ,iva

P i a n c o r a c h e n e i l i b r i d i W e i t l i n g , lo s p i r i t o c h e a n i-

i s u o i s e g u a c i s i r i f l e t t e n e lle s u e r i v is t e , l o

luyttid

livi versava
.........

Junge Generation.

e la

tra

Hilferuf der deutschen

E f fic a c i d e s c r i z io n i d e lla m i s e r i a c h e in a

i g a r z o n i a r t i g i a n i , a r d ite s f e r z a t e c o n t r o

i s o p r u s i, c u i

s o t t o p o s t i d a lle lo r o a u t o r i t p a t r i e , s i a v v ic e n d a v a n o c o n s p ir it o s e

v a in e c o n t r o

i lo ro

a g u z z in i, s a t ir e o r a s o t t o

f o r m a d i d i a l o g h i d e lle

i unenti e u r o p e e , o r a c o m e s g u a r d i d a l 2 0 0 0 v e rs o il p a s s a t o o v e r s o 1 a v

venire.
S i d i c e a n c o r a q u a lc o s a d i m o l t o v a g o , q u a n d o si a ff e r m a c h e e r a n o
....... u i n i s t i il la b o r i o s o c o n t a d i n o c h e d iv id e v a il s u o to z z o d i p a n e c o n i
g a r z o n i a f f a m a t i, i l la b o r i o s o a r t i g i a n o c h e n o n s c o r t ic a v a i s u o i o p e r a i m a
li p a g a v a in r e la z i o n e a g l i i n t r o i t i d e l la v o r o in c o m u n e , i l r i c c o c h e a d o

perava

il s u o s u p e rflu o p e r i l b e n e d e ll u m a n it s o f f e r e n t e , 1 i m p e r a t o r e ,

il re , e il s o v r a n o le c u i l e g g i m ir a v a n o a l b e n e d e lle c la s s i p i u n u m e i ose e

strada

p i

p o v ere e c c .

Ma

an ch e

l 'i s t i n t o r iv o lu z i o n a r io e

d ic h ia r a v a c h e

non

si s a re b b e

d a q u e s ta

i n f a t t i la

c o n fu s io n e

te o r i c a

Junge Generation

la s c ia t a s p in g e r e

in

si

fa

a l tr e v o lt e

n e s s u n a d e l le s t t e

( o in u n is t e . S i v o r r e b b e v o l e n t ie r i c o s t r in g e r c i c o n o g n i m e z z o a d e n

trare

in q u e s te s t t e , s i v o r r e b b e c h e a lla m a n i e r a d e i s e g u a c i d i s e t te

n o i c o m i n c ia s s im o a f a r b a r u f f a e a b i s t i c c i a r e t r a n o i. M a n o n c i i n
d u r r e m o a fa r q u e s to . N o i v o g lia m o c o m b a t t e r e s o l t a n t o

coloro

ch e ci

v o g lio n o p o r t a r e i n d i e t r o e c h iu d e r e m o p i u t t o s t o u n o c c h i o s u g li e r r o r i
d i c o lo r o c h e c i s o p r a v a n z a n o . P e r s e t ta r i

Junge Generation

in te n d e v a

c o lo r o c h e n o n v o le v a n o f a r a v a n z a r e n e s s u n o s u lla p r o p r ia s tr a d a ; e ssa
si r if iu ta v a d i p r o p o r r e p r i n c i p i v a lid i p e r l e t e r n i t .
L e r iv is te d i W e i t li n g

s i d im o s tr a r o n o a s s o lu t a m e n t e

s u p e r io r i a lla

209

opposizione borghese del tempo. Mentre questa combatteva con eroici


inni e editoriali sul libero Reno, Junge Generation diceva: 11
popolo, che in primo luogo cerca di realizzare il puro principio del
l'amore per il prossimo, conquister i cuori di tutti i popoli senza colpo
ferire. Qui sta la soluzione della questione renana, seppure essa esiste
Junge Generation entr in una polemica particolarmente aspra con
Wirth, il capo pi radicale della piccola borghesia. Fin da allora non
era una novit la insipida trovata con la quale ancor oggi certi uomini
di scienza sostengono le spese del loro Kulturkampf contro il socialismo,
e cio che sulle rovine della societ capitalistica avrebbe potuto soltanto
essere edificata una caserma ovvero una prigione. Finch esisteva un so
cialismo utopistico, questa battuta poteva non essere del tutto sciocca
cosi come essa lo oggi; tuttavia Weitling, la cui teoria voleva per
lappunto collegare l'armonia di tutti con la pi grande libert possibile
degli individui, poteva replicare: Vedrete in seguito che ci ripugna
lidea di trasformare il mondo in un carcere o in una caserma. Vedrete
che noi non vogliamo sacrificare la libert personale alleguaglianza uni
versale, poich proprio questo impulso naturale verso la libert che
fa di noi dei difensori del principio dell'eguaglianza. Allora Wirth di
chiar, sopravvalutandosi ridicolmente, che le splendide caserme di
Fourier avevano qualche cosa di penoso e di terribile per una per
sona di sentimenti evoluti , al che Junge Generation replicava : Il
voler essere pi di quello che si , la maledizione dello spirito di casta
fin troppo appiccicata ai nostri uomini di cultura tedeschi . In tal
modo essa coglieva la ragione per cui a quella sciocca trovata assicu
rato un posto cosi durevole e di primo piano nel patrimonio ideale
della erudizione tedesca.
Le ricette piccolo-borghesi per risolvere la questione sociale erano
gi, anche allora, le stesse di oggi, e proprio come si fa oggi, Wirth le
esaltava come la vera riforma sociale di contro alle proposte eccen
triche, fantastiche, stravaganti dei socialisti. A ci Junge Generation ri
spondeva : Santo cielo! Che graziosa riforma sociale quella delle
casse di risparmio e degli istituti di beneficenza. Casse di risparmio!
E perch no anche salvadenari? Davvero la societ non ancora abba
stanza infettata dall'avarizia e dallusura perch non ci sia bisogno
di istituire queste specie di uffici per spilorci. No! No! Quel che si
risparmia va poi in fumo, vale a dire: quanto pi noi limitiamo le
nostre esigenze tanto meno veniamo pagati. Chi non osa consumare
qualcosa disposto anche a non guadagnare niente. E poi gli istituti
210

ili beneficenza! Non sei orgoglioso tu o tedesco! Istituti di beneficenza,


i|iirllu specie di enti per distribuire un pezzo di pane sotto la tutela dei
Inn/.ionari e dei dotti. Case per i poveri! Ma insomma un libero popolo
um case per i poveri: questo un assurdo signor Wirth! . Junge Geh t.tlion si prendeva quindi giuoco di Wirth il quale osava affermare
nliinnatamente, contro la realt dei fatti, che nelle attuali condizioni
.Itilo Stato in Germania si provvede abbastanza a coloro che veramente
..... > poveri .
Tuttavia, per quanto Weitling e i suoi seguaci conducessero abilliirinc la loro lotta, non riuscirono a guadagnare per s tutti gli elementi
llvuluzionari che erano in Svizzera fra i garzoni artigiani tedeschi. Lagii .i ione della Giovane Germania rimase verso di loro in un atteggiamento
Il ostile avversit. Essa perdette veramente sempre pi il carattere bor
ghese nazionale assumendone uno di tipo proletario e rivoluzionario,
lini non si trovava nella scia del socialismo francese bens in quella della
li|i.sofia tedesca. Due giovani originari della Turingia, che vivevano
urtila Svizzera francese come insegnanti di lingue, Herman Doleke e
(ulius Standau, erano alla testa di questa agitazione. Come formazione
uiliurale essi erano superiori a Weitling, ma non si avvicinavano nep
pure lontanamente alla sua genialit e al suo carattere. Grazie al miscu
glio di politica e religione, caratteristico della reazione romantica, lo
sviluppo rivoluzionario della filosofia tedesca aveva trovato una viva eco
uri piti svegli tra i garzoni artigiani; per loro luomo pensante, liberato
ila qualsiasi superstizione e pregiudizio, divent il punto di partenza
r il centro della rivoluzione proletaria; per loro con le catene dello spirlto umano dovevano cadere anche le catene delluomo. Lutopia di Weit
ling era per essi una specie di nuovo vangelo, Weitling stesso un nuovo
profeta e i suoi seguaci una nuova setta. Essi, che nella emancipazione
della coscienza umana vedevano gi una emancipazione della societ
junana, non sentivano alcun bisogno di edificare un mondo nuovo; loro
ideale era lassoluta libert delluomo da qualsiasi costrizione e questo
si sarebbe potuto chiamare il loro anarchismo. Ma la completa nebu
losit di tale anarchismo, e in particolare la lotta pratica condotta
mntro Weitling, mise in evidenza lateismo come la loro caratteristica
pi significativa.
Al comunismo istintivo di Weitling, maturatosi nell'antagonismo di
(lasse economico, mancava qualsiasi comprensione per il tessuto spe
culativo della filosofia. Per lui i filosofi tedeschi erano degli acchiappanuvole i quali nel regno del sovrasensibile pescavano, astrazioni di

211

cui nessuno poteva capire il significato. Il tanto celebrato Hegel t


per me appunto un acchiappanuvole. Mi lecito chiamarlo cosi mi
che se non ho letto niente di lui. Perch? Perch nessuno mi ha potuto
dire che cosa voleva, sebbene tutta quanta la nebulosa filosofia tedesca
abbia fatto attorno a lui un gran rumore . Proprio questo comunismo
istintivo induceva Weitling, per quanto egli fosse libero da qualsiasi fedo
nei dogmi ecclesiastici, a guardare sempre pi al cristianesimo primi
tivo, al Ges evangelico, per il quale nutriva una profonda simpatia
Tuttavia egli era anche una mente troppo chiara e sobria per non ca
pire che la situazione economica, nella quale gli operai soffrivano cosi
incivilmente, non avrebbe mai potuto essere scossa per quanto si ri
voluzionassero le coscienze. Tra i giovani tedeschi e i garzoni comu
nisti non si giunse ad alcun accordo. vero che Ewerbeck esortava alla
tolleranza di fronte ai comuni nemici e fece da intermediario per un
amichevole carteggio tra Weitling e Moses Hess a Parigi, il quale pa
rimenti era venuto al socialismo dalla filosofia, ma sapeva comprendere
Weitling meglio dei Dleke e degli Standau. Il contrasto tuttavia rimase
e divenne tanto pi profondo quanto piu Weitling fu spinto a sostenere
realmente la parte del profeta.
Causa di ci era lintima contraddizione della sua agitazione. I suc
cessi raggiunti, se da una parte rafforzavano l'autocoscienza di Weitling,
dallaltra suscitavano una crescente opposizione nel mondo che egli mi
rava a distruggere. I governi conservatori svizzeri cominciarono a te
mere il movimento comunista che gi stava infiltrandosi in alcuni organi
radicali; i tipografi di Junge Generation furono sottoposti a vessazioni
poliziesche; Weitling dovette ripetutamente cambiare tipografia. In
Germania, Austria, Francia, le sue opere erano perseguite con accani
mento. Il ministero Guizot una volta fece sequestrare e bruciare ai con
fini mille e duecento copie di Junge Generation senza darsi pena di
proibire anticipatamente il giornale; a buon diritto il povero sarto po
teva dire: questo il rispetto che i potenti hanno per la propriet!
Weitling aveva anche molte noie dalle mense in comune, che pi di
una volta fallirono per la semplice ragione che era una contraddizione
pretendere che le stesse associazioni che dovevano condurre la lotta
contro la vecchia societ fossero al tempo stesso gli embrioni della
societ nuova. La situazione personale di Weitling, nonostante labne
gazione dei suoi seguaci, era in generale assai difficile. Le sue difficolt
crescevano assieme ai successi e nello stesso modo la sua autocoscienza.
Perci il suo bisogno di agire veniva tanto pi spronato, ma risultava
212

|i,iliiirme che alla sua agitazione rivoluzionaria mancava un chiaro

"liti Itlvo.

'

lir abbattere il pi presto possibile la societ esistente, Weitling


.1 l.i .1 i andare ad ogni sorta di strane idee. Egli voleva introdurre suItini la comunanza delle donne, organizzate una banda di ladri per
Itila guerriglia contro le classi possidenti, preparare una cospirazione
agiria clie avrebbe dovuto esplodere improvvisamente e violentemente.
N umilmente Ewerbeck e Schapper, August Becker e Simon Schmidt si
"l'I'iiiievano a questi piani avventurosi. Inutile dire che avevano ragione,
um, per lo meno Ewerbeck e Becker, avevano torto sotto un altro aspetto.
I!*l non vedevano il progresso rappresentato, nonostante tutto, dallim|tein rivoluzionario di Weitling. Becker scriveva al ragazzo in un
mini paternamente ammonitorio che si adattava assai poco a questo che,
un i seguaci di Weitling, era il pi intelligente ma anche il pi sciohernto. Con non minore saccenteria Ewerbeck, che era ancora prigioniero
dill'mopismo moraleggiante di Cabet, sconsigliava il caro fratello
Itilo scrivere libri sistematici come le Garanzie per i quali Weitling
* VI ebbe potuto farsi chiss quali idee di se stesso. Ewerbeck lo consi
gli,! vii di trasferire la sua agitazione dalle rive del lago di Ginevra a
/m igo, dove sarebbe stato pi vicino ai confini tedeschi e in piu stretto
munito con persone letterariamente capaci. Weitling era assai propenso
i tur ci, ma ft> Frbel che a sua volta protest contro questo piano,
la sua posizione era stata scossa fin nel campo radicale per un
i erto avvicinamento alle teorie socialiste. Egli prevedeva che la presenza
di Weitling a Zurigo avrebbe provocato un colpo violento contro il
comunismo e per di pi contro il radicalismo.
Tutte queste cose si addensavano sul capo di Weitling e a lui manc
In bussola sicura per orizzontarsi in quella confusione. Si sbagli sui suoi
unici pi vicini; la sua autocoscienza degener in vanit, la sua fresca
energia di combattente in prepotente litigiosit; cominci a credersi
un genio incompreso. L'idea del secondo messia gli balenava tanto
pi davanti, quanto meno chiaro gli si faceva il modo con cui si sa
rebbe dovuto fare il processo rivoluzionario alla vecchia societ. In
questo stato d'animo, nella primavera del 1843, egli scrisse il suo Vangelo
ilei poveri peccatori.
Con questa opera Weitling voleva dimostrare, con pi di cento passi
biblici, che le pi ardite conseguenze delle idee liberali erano in pieno
accordo con lo spirito della dottrina di Cristo. Voltaire e altri avevano
voluto distruggere la religione per liberare lumanit. Lamennais invece

poich

213

(il quale tra laltro sconfess l'opera di Weitling dopo la sua pubbli
cazione) e prima di lui molti riformatori cristiani, come Carlostadm
e Thomas Miinzer, avevano dimostrato che tutte le idee democratiilir
sono una emanazione del cristianesimo. A loto si ricollegava, adesio,
Weitling, il quale affermava che la religione doveva essere utilizz.ua
per liberare l'umanit, che Cristo fu un profeta della libert e aveva
insegnato lamore.
Dal punto di vista della propaganda comunista questa opera costi
tuisce un notevole passo indietro rispetto alle Garanzie, mentre forniste
il quadro pi esatto della natura di Weitling e forse il saggio pi carat
teristico del suo talento. Weitling non respinge i risultati della moderna
critica evangelica: egli si limita ad osservare che non suo compito di
trarre alla luce le non poche contraddizioni degli evangeli scoperte da
Strauss; piuttosto egli vuole accettare come vero lessenziale, il deter
minato e il possibile su cui si fonda il cristianesimo per trarne il prin
cipio del cristianesimo. Nel Ges degli evangeli egli riflette se stesso.
Con istinto congeniale va sulle tracce delle forme assunte dal comunismo
cristiano primitivo nel racconto evangelico. Egli vede abbastanza bene
che tale comunismo si estendeva soltanto al consumo e non alla produ
zione, tuttavia ritiene che la comunanza dei consumi presupponesse
la comunanza dei lavori . t Ci era troppo difficile da spiegare e an
cor pi difficilmente sarebbe stato compreso; ancora oggi milioni di per
sone non riescono a capirlo. Quel che esse riescono a capire che si
farebbe bene a prendere il superfluo duna persona per darlo ai poveri.
Ci per appropriato se si parla di viveri, vestiti e mobili, ma gli
strumenti di lavoro, il denaro e la terra non possono venire divisi nella
comunit; la prima cosa (il superfluo) diventa inutile ed abolita, lul
tima (averi e beni) appartiene a tutti come comunit e a nessuno in
particolare . Questa opera una specie di confessione di Weitling di
nanzi a se stesso e dinanzi al mondo, dinanzi agli amici forse pi an
cora che dinanzi ai nemici. Egli commisura le sue esperienze e i suoi
successi, le sue gioie e i suoi dolori alle azioni e alle parole di Ges.
Qualcuno poteva obiettargli che della Bibbia si pu fare quello che si
vuole, Weitling rispondeva: Bene, voi signori, lo avete provato, ave
te fatto di tutto ci un vangelo della tirannia, dell'oppressione e dellin
ganno; io ne vorrei fare un vangelo della libert, delleguaglianza e
della comunanza, della scienza, della speranza e dellamore anche se
gi non lo fosse. Se quelli si sono sbagliati, ci accaduto per il loro
interesse personale; se io mi sbaglio, ci avviene per amore dellumanit.
214

Iti iiur intenzioni sono manifeste e notati i passi dai quali attingo. Il
Imi me legga, esamini, giudichi e creda quello che vuole. Amen. Per
Wrltlmg si trattava piu di se stesso che di Ges; il secondo messia
i In t Inuma il primo a testimoniare in suo favore. Il secondo e il piu
Umide messia, infatti Weitling incolpa la situazione dell'epoca di Ges
egli come presumibile aveva un piano molto imperfetto o non ne
nvi va ulcuno per una nuova societ; non si pu pretendere che allora
egli dovesse aver compreso completamente natta la profondit della
uditimi teoria comunista.
Weitling aveva scritto il Vangelo dei poveri peccatori a Losanna
r videva farlo stampare a Zurigo, dove si era trasferito nel maggio
IMI'. Frbel si rifiut di figurare come editore per non compromettere
111Un io letterario, ma gli procur un altro tipografo. Tuttavia, prima
morii che lopera fosse pubblicata, avvenne la catastrofe. Dei preti
. mi iglicsi denunciarono Weitling al procuratore generale per oltraggio
Ilii religione, prendendo a pretesto il progetto dellopera da lui messo
in circolazione. Il procuratore inizi immediatamente listruttoria e fece
irritare Weitling nella notte dall8 al 9 giugno. Le perquisizioni nella
.un abitazione e nella tipografia fecero cadere la sua corrispondenza pri
vai.i e una parte del manoscritto del Vangelo dei poveri peccatori nelle
....ni delle autorit.
I timori di Frbel si rivelarono fondati. Il governo di Zurigo volle
h instare al partito comunista, e con esso al partito radicale, un colpo
demolitore. Era questa, almeno da quando lidioma tedesco esiste e
. unta nel cielo le lodi di Dio, la prima commedia per la salvezza dello
Stato, e a suo modo fu tipica per tutte le successive. Il procuratore con
segn al governo le carte sequestrate, il consiglio di governo istall una
umimissione composta da cinque membri per indagare su tutti gli
intrighi comunisti nella Svizzera . La relazione, stesa dalla commissione
per la penna del professor Bluntschli, fu stampata a spese dello Stato e
distribuita nelle librerie. Bluntschli dimostrava col suo lavoro sia di
essere assai al di sotto del garzone sarto Weitling quanto ad acume sto
rico, economico e politico, sia anche di essere degno di risplendere, una
generazione piu tardi, come stella di prima grandezza nel firmamento
del liberalismo tedesco. Invece di fare un qualsiasi sforzo per valutare
gli obiettivi teorici, e tanto meno quindi le radici pratiche dallagita
zione comunista, egli lev una dolente geremiade sullabisso senza fondo,
aperto dal freddo e astratto principio del comunismo, che avrebbe in
ghiottito qualsiasi ordinamento divino ed umano; invece di fare una

215

qualsiasi proposta positiva per alleviare le sofferenze degli operai, in


vocava il bastone della polizia e chiedeva che fossero cacciati dal paese
i membri stranieri della Associazione operaia zurighese, con la quale
alcune volte Weitling era stato in rapporto, e di procedere nello stesso
modo con tutti i forestieri che fossero sospetti di attivit comunista; nel
caso per che fosse provata questa loro colpa dopo una sommaria in
chiesta del caso di apporre, inoltre, nel loro passaporto una annotazione
segreta. A questo si aggiungeva la proposta autenticamente filistea di
limitare il numero delle osterie e deile mescite e si capisce una
untuosa raccomandazione del cristianesimo come un correttivo, che
avrebbe dovuto consolare i poveri con la * intima santit della vita spi
rituale . p e rle differenze nella distribuzione dei patrimoni nel mondo
esterno.
A questa limitatezza ipocrita anche allora si accoppiava gi
quella perfidia che sfrutta lo spettro rosso per affarucci di partito.
Bluntschli, al nobile scopo di compromettere avversari politici del
governo, pubblic tra le carte trovate in casa di Weitling lettere private
di persone che non avevano niente a che fare con lisiruttoria e non
avevano commesso nessuna infrazione contro le leggi del cantone di
Zurigo, lettere dunque che la commissione non aveva neppure una par
venza di diritto a pubblicare. Egli redasse questo materiale sfruttato il
legalmente, in piena malafede, in modo da far cadere sui capi del ra
dicalismo zurighese lapparenza del tutto infondata di aver favorito i
pretesi obiettivi criminali dei comunisti. Inutilmente Follen e Frbel,
contro i quali in modo particolare era diretto il colpo, protestarono
contro questa procedura; essi furono per soprammercato multati dal
consiglio governativo per espressioni irriverenti contro la commis
sione. Unultima analogia tra quello che succedeva allora e quello che
succede oggi la si ebbe nel fatto che il radicalismo borghese si mise
subito la pelle deilagnello non appena i suoi acerrimi nemici lo ac
cusarono di tendenze comuniste. I radicali si allontanarono da Frobel
e il suo giornale, Der schweizerische Republikaner, dovette cessare le
pubblicazioni per mancanza di abbonati.
Non per questo lagitazione comunista ammain la bandiera. Weitling
si difese con virile dignit dinanzi al tribunale. Anche qui invero egli
trad, come pi tardi in carcere, i segni di una eccitazione morbosa, ma
non rinneg i suoi principi. Dal solito mazzo di accuse del procura
tore: offese alla religione, attacchi contro la propriet, attivit cospira
tiva e altro ancora, la seconda istanza scelse singoli fiori agendo in modo

216

HM | mi' diverso dalla prima, ma ci non ha nessuna importanza per la

Muidileiiu motivazione di simili verdetti di tendenza. Triste per Weitlliig e indecoroso per lamministrazione zurighese della giustizia fu
i In la prima istanza desse gi un duro verdetto: sei mesi di carcere,
iiniipird i due mesi in cui Weitling era stat in prigione durante listrutihi m. mentre la seconda istanza aument la pena a dieci mesi. Il fatto
In fi prima istanza lo condannasse allespulsione a vita e la seconda
tnllmiU) a cinque anni di espulsione dalla Svizzera, non voleva dire in
iniliii niente per il condannato.
Weitling rimase circa un anno nelle prigioni di Zurigo, dove fu
piinlio disciplinarmente a pi riprese e, secondo una fonte, persino cor|iiii.ilniente. Quando fu rilasciato, egli voleva emigrare in America
u h i il suo seguace Andreas Dietsch per fondare una colonia comunista,
HM il governo di Zurigo, cui piaceva fare lo sbirro, lo volle consegnare
alili polizia prussiana. Nonostante la violenta opposizione, Weitling fu
pimmo al confine tedesco e. attraverso le varie patrie, accompagnato dai
loro poliziotti e con relativo soggiorno nelle loro prigioni, condotto alla
... . citt natale, a Magdeburgo, dove dovette prestare servizio militare
i omr disertore. Ben presto per dovette essere congedato, perch non
i a fisicamente idoneo e allora il governo prussiano lo spedi, nonostante
Il suo diritto di cittadinanza e nonostante che un libraio avesse per lui
garantito mezzi di sussistenza a sufficienza, ad Amburgo, di dove, dan
dogli in tutto sette talleri per il viaggio, lo lanci nel vasto mondo.
Weitling and a Londra; in un grande comizio i socialisti tedeschi, in
glesi e francesi di quella metropoli salutarono il coraggioso e geniale
<upo dei comunisti tedeschi , come lo defin lorgano di Owen.
I suoi seguaci in Svizzera continuarono tuttavia a lottare coraggio
samente per la loro causa. Il colpo diretto contro di loro fu accompa
gnato dalla abituale reazione: lattenzione pubblica si rivolse per la
prima volta veramente ai perseguitati e persino la relazione di Bluntschli fece efficace propaganda per loro. Nonostante lartificiosa disposi
zione del materiale e i perfidi commenti, nn si poteva cancellare lim
pressione che i documenti offerti ai pi larghi strati del pubblico, e
specialmente i lunghi estratti dalle opere di Weitling, dovevano fare sul
proletariato. Il console prussiano a Parigi riferiva a Berlino che tale
relazione aveva spinto trecento garzoni artigiani tedeschi ad entrare
nella Lega dei giusti, e Moses Hess in un ironico messaggio ringraziava
il valoroso salvatore dello Stato, Bluntschli, per aver egli reso un cosi
grande servigio alla buona causa. Una pubblicazione anonima, Sul co
lli

munismo in Svizzera, rivel sul serio le miserabili azioni di Bluntschll

il fatto che lautore fosse avverso alle tendenze rivoluzionarie di Wrli


ling giov, piuttosto che nuocere, a quella riuscita stroncatura. Lultinul
opera di Weitling, il cui manoscritto era stato in gran parte salvam
dagli amici, apparve a Berna con il titolo un po mutato, cio come II
Vangelo di un povero peccatore, mentre le sue opere precedenti furono
nuovamente stampate. Anche un opuscolo comunista di Andreas Dietscli,
il quale era di nazionalit svizzera e di professione spazzolaio, conoblir
tre edizioni in brevissimo tempo. Nelle associazioni le mense in co
mune, l dove erano riuscite, dimostrarono il loro aspetto positivo pei
la propaganda: esse tenevano assieme i comunisti nella confusione dr
terminata dalla improvvisa scomparsa di Weitling e dalle persecuzioni
della polizia.
Nonostante questa onorevole resistenza, tuttavia, lagitazione comu
nista perdette in Svizzera sempre pi in energia. Non perch, o non sol
tanto perch, essa aveva perduto in Weitling il suo capo spirituale. Biso
gnerebbe piuttosto dire allinverso: perch i seguaci avevano preso lo
stesso indirizzo del capo. Il comunismo di Weitling era sempre stato
piu o meno il prodotto collettivo dei suoi seguaci; anche Weitling lo
sapeva assai bene e, nonostante la sua crescente autocoscienza, nel Van
gelo dei poveri peccatori diceva ancora che la setta degli Esseni aveva
diffuso la dottrina comunista e Ges non era andato molto al di l delle
idee dei suoi compagni di setta. Le stesse cause che avevano respinto
Weitling sul terreno dellutopia religiosa agirono con lo stesso esito,
con intensit maggiore o minore, sui suoi seguaci e il fatto che egli
fosse stato allontanato si rivel funesto soltanto perch al posto di un
capo setta onesto, e a suo modo geniale, subentrarono ogni sorta di
ambigui caporioni.
Coloro che dovevano sostituire Weitling, furono in principio inno
cui fannulloni come August Becker, che aveva intenti onesti e poteva
anche fare cose eccellenti se guidato da un fermo carattere, ma abbando
nato a se stesso oscillava continuamente e suggestionato dal clamore dei
preti difensori dell'ortodossia, i quali indicavano come comunista al loro
gregge qualsiasi deviazione dall'unica dottrina beatificante, voleva allac
ciare rapporti persino con quei confusionari dei cattolici tedeschi. Ven
nero poi pazzi innocenti come il profeta Albrecht, un vecchio dema
gogo di Altenburg il quale era stato assalito da mania religiosa, dopo es
sere stato sei anni in prigione a leggere soltanto la Bibbia. Infine per
si ebbero anche imbroglioni e avventurieri patentati, come quel falso dot218

U t Kuhlm unn dello Holstein il quale annunciava la famosa dottrina:


H t l Muovo inondo il pi saggio regoler la distribuzione dei piaceri e per
vio, Ini >la adesso nel vecchio mondo, i discepoli devono procura
ta ni pi saggio piaceri in abbondanza e per s contentarsi delle
pltltilr Con questa redditizia teoria, Kuhlmann riusc ad imbrogliare

Mini voliamo i garzoni artigiani comunisti, ma anche un uomo colto come

Allelui llciker, il quale proclamava entusiasta che con Kuhlmann era


n o .... l'uomo dell'epoca l uomo sulla cui bocca giunge ad espressione
unni limer pena e ogni nostro desiderio e speranza, in una parola tutto
in i lie pi intimamente muove la nostra epoca . Questi fatti dimostrano,
no nini i he qualsiasi lungo discorso, come rapidamente e inesorabilmente
il iluminismo artigiano scivolasse giu per la china dell'utopia religiosa.
I ii .u decadenza giov prima di tutto alla agitazione della Giovane
11>miiiiiiii. Il suo banale ateismo sembrava ai proletari ribelli comprensi
bilmente pi digeribile dei pasticci religiosi di Albrecht e di Kuhlmann.
Alla iruu dei giovani tedeschi era allora Wilhelm Marr, un giovane commiimi di Amburgo, il quale a Zurigo era divenuto seguace di Weitling
> dupli il suo arresto era stato espulso. Marr aveva una qualche idea delle
"piu di Feuerbach e Proudhon e port un poco di sistematicit nella agiMiimir della Giovane Germania; egli popolarizz la Religione deliavilluni di Friedrich Feuerbach che era a sua volta una popolarizzazione
Ulta dottrina di Ludwig Feuerbach. Marr, che altrimenti era un fanfarone
ill#peno, seppe tuttavia far propaganda con lo spirito di iniziativa che
fili drrivava dalla sua grande ambizione; egli conosceva i piccoli espedienti
ili'IU demagogia, comprese le terrificanti pagliacciate con cui si accettava
no nuovi membri nella lega segreta dei giovani tedeschi. Marr ostentava
il vini cinismo, e prendeva in giro il sacerdozio non riuscito di Weitling;
.... In sua volgare lussuria spiccava in modo tanto pi ripugnante di
i nutro alla sana sensualit di Weitling. La sua lotta contro il comunismo
*i limitava a triti luoghi comuni; come ad esempio quando egli diceva
lie si sarebbe ben potuta abolire la propriet come cosa ma non l'intima
liuiinosia di propriet, con il che egli non faceva altro che esprimere in
altri termini la sua aspirazione, contenuta nelle sue lettere, a sposare una
g a/.iosa ereditiera, una donna insomma che avesse qualcosa.
Dopo la catastrofe di Zurigo, l'agitazione comunista aveva'trasferito
nuovamente il proprio nucleo direttivo sulle rive del lago di Ginevra,
dove i giovani tedeschi da molto tempo conducevano la loro agitazione. A
I manna si stabilirono Becker e Kuhlmann, come anche Marr, e le due le

219

ghe segrete lottarono fra loro per avere il predominio nelle associazion
operaie della Svizzera francese. Ai giovani tedeschi riusc un po alla voli
di affermarsi in un gran numero di queste associazioni e di suddividerle In
tre sezioni delle quali la pi forte, la Lega del Lemano, era guidata da Muri,
le altre due da Dleke e Standau. Nel dicembre del 1844, Marr fond
i Blatter der Gegenwart fur soziales Leben come organo dei giovani tedr
schi, qualche mese pi tardi Becker pubblic la Frohliche Botschaft come
portavoce della agitazione comunista, la quale, da quando la ]unge Gene
ration era cessata, non aveva alcun organo proprio e di tanto in tanto
aveva trovato nel Vorwrts di Parigi un insufficiente surrogato. I due gior
nali lottarono fra loro aspramente, ma i giorni delluno come dellaltra
erano contati.
Nel febbraio del 1845 si era avuta nel cantone di Vaud una svolt
politica che aveva portato al potere il partito radicale. Durey e Delaga
reaz, gli amici di Weitling, entrarono nel Gran consiglio. Essi cercarono di
organizzare il diritto al lavoro nel progetto per una nuova costituzione
Fu una iniziativa, che naturalmente falli, ma offri ai conservatori, che
erano stati rovesciati, il benvenuto pretesto per accusare il nuovo governo
di favorire le agitazioni comuniste. Al tempo stesso il governo del cantone
di Neuchatel, che allora era ancora sottoposto alla sovranit prussiana, si
era messo sulle tracce delle due leghe segrete, sia di quella giovane tede
sca sia di quella comunista; a quanto sembra, durante l'istruttoria, l'inimicizia reciproca giunse allindegno eccesso di denunce reciproche; in ogni
caso risult che le due leghe segrete avevano le loro pi importanti dira
mazioni nel cantone di Vaud. I conservatori di Vaud allora attaccarono
con rinnovata energia il governo radicale. Nelle loro accuse essi accomu
narono giovani tedeschi e comunisti e riversarono la responsabilit dei
cinici articoli di Marr sui membri socialisti del Gran consiglio. Il go
verno cadde nella trappola, tesagli a bella posta o senza volere; espulse
Marr, proib il suo giornale, sciolse le associazioni della Giovane Germa
nia. Invece, volle coprire le associazioni comuniste con una parven
za di inchiesta, il cui risultato fu che il prefetto radicale di Losanna
dichiar che se queste associazioni non fossero esistite, ne avrebbe chiesto
listituzione. Tuttavia lopposizione conservatrice non poteva essere messa
a tacere cosi a buon mercato. Per mantenersi, il governo dovette applicare
allagitazione comunista le stesse misure che a quella della Giovane Ger
mania. Becker perci fu espulso, il suo giornale vietato e si fece piazza
pulita delle associazioni comuniste come di quelle dei giovani tedeschi.
Kuhlmann gi in precedenza aveva abbandonato il cantone di Vaud.
220

I agnazione dei giovani tedeschi era scomparsa per sempre. Da allora


Mail Ii.i compiuto le pi diverse evoluzioni; Dleke e Standau sono scontibutti ud Algeri come coloni. Becker invece tent ancora una volta di
111h mirre l'agitazione comunista a Zurigo, dove frattanto i radicali, con
Ir ile/ioni del 1845, erano giunti al potere. Becker aveva conquistato
I ....... .
di scuola Treichler, che pubblicava un settimanale demoi trilli n 11 comunismo predicato in questo giornaletto dimostr di essere
tlMiii ((infuso: esso affermava di aspirare non alla abolizione ma alla
Ii oli i .tztonc della propriet privata, non al rovesciamento bens al perfeloiMincnto dello Stato, non alla distruzione ma alladempimento della
iilignine: ci assicurava Treichler con grande enfasi. La sua tattica era
'li mettere il pi possibile in seconda linea la teoria comunista e di atlii* itue- per tanto pi energicamente i nuovi padroni liberali, i
< lai.ni liberali del governo. Qualunque cosa pensasse di questa tattica,
egli era in ogni caso in errore, quando cerc di giustificarla in una lettein a Weitling adducendo a pretesto ragioni di prudenza e di vigilanza.
II radicalismo borghese rimane pur sempre lo stesso. I radicali di
/migo avrebbero forse anche potuto tollerare una agitazione comunista
i uine quelli del cantone di Vaud; come questi tuttavia essi sacrificarono
il comunismo e i loro principi quando sembr loro minacciato il proprio
Imtere materiale. Quanto pi aspri si facevano gli attacchi di Treichler
t mitro di loro, tanto pi Bluntschli e i suoi compari strillavano che ormai
era evidente che il radicalismo era precursore del comunismo, tanto pi
inclini essi divennero ad emanare una legge eccezionale che non solo
proibiva di giustificare il furto e altri reati simili, ma vietava anche di
incitare allodio una classe di cittadini contro laltra per le disuguaglianze
nella propriet o di minacciare perfidamente la tranquillit e il benessere
dello Stato con attacchi alla inviolabilit della propriet privata. Cosi i
radicali strangolarono lagitazione comunista. Treichler fu abbastanza in
telligente da evolversi a poco a poco fino a diventare un professore li
berale; Becker lasci la Svizzera e mori, dopo un lungo peregrinare, nel
1872 a Cincinnati.
Lagitazione comunista per era tuttaltro che seppellita per sempre.
II comunismo artigiano era fallito in ultima analisi per larretratezza del
lindustria che non gli permetteva n di reclutare inesauribilmente nuovi
aderenti, n di comprendere quale strada effettivamente conducesse
nlla vittoria. Ma se era un suo aspetto negativo quello di porsi obiettivi
per la cui attuazione temporaneamente mancavano ancora i presupposti
reali, questo era anche il suo aspetto positivo. I suoi errori erano dovuti
221

alla situazione, i suoi pregi alle persone. E Weitling e i suoi compagni


non hanno lottato inutilmente. Lincendio che essi volevano far divani
pare fu soffocato, ma i carboni ardevano sotto la cenere e da essi, venti ,
anni dopo, Ferdinand Lassalle accese il fuoco della socialdemocrazia te .
desca. Infatti coloro ai quali egli diresse la sua Lettera aperta erano sr
guaci di Weitling.

2. Il proletariato tedesco di massa


Anche in Germania la Lega dei giusti aveva parecchie ramificazioni,
tuttavia essa non poteva qui sviluppare una agitazione cosi estesa come
a suo tempo in Svizzera. La polizia tedesca teneva sotto un rigido con
trollo le associazioni culturali e ricreative che essa permetteva ai garzoni
artigiani. Una volta o due le riusc di subodorare in tali associazioni I
fili che conducevano alla Lega dei giusti, come avvenne per la cospira
zione di Mentel a Berlino, tuttavia questi fili gli si ruppero tra le mani.
Il garzone sarto Mentel e i suoi compagni furono in parte assolti e,
per essere in Prussia, in parte se la cavarono con una condanna straor
dinariamente mite.
Con efficacia tanto maggiore lo sviluppo economico in Germania
lavorava per allevare un proletariato di massa e creare con ci i presup
posti reali del comunismo. Il capovolgimento dei rapporti di produzione
e di scambio verificatosi con l fondazione dellUnione doganale e la
costruzione delle ferrovie assunse proporzioni sempre pi vaste e pro
fonde. La grande industria e il grande commercio cominciavano a creare
grandi citt, a sgretolare l'artigianato, ad accoglierne una infima mino
ranza in seno alla ricchezza e ad una morale sazia e solvente, a gettarne
la grande maggioranza nellabisso della miseria e della delinquenza, a
distruggere le forme di vita della societ piccolo-borghese nelle quali
aveva sino allora vegetato la popolazione cittadina. Nella campagna la
grande propriet fondiaria diventava borghese; si gettava sempre piu
sulla distillazione delle patate e sulla coltivazione della barbabietola da
zucchero, espropriava grandi masse di piccoli proprietari non protetti e
inchiodava in modo feudale alla terra le forze lavorative che le occorre
vano, creando un proletariato indifeso quanto miserabile. Nel fetore della
sua decomposizione, il feudalesimo si rivoltava spasmodicamente nella
222

iHMiU. non meno spasmodicamente irrompeva alla luce del giorno lindiMinulismo; in questa lotta all'ultimo sangue la popolazione lavoratrice
, ,,||,(nata come se su di essa si fossero scatenati i cavalieri del
ibimi aline.
Una relazione ufficiale, destinata espressamente a confutare presunte
e...)*' i a/ioni della stampa, a proposito della situazione degli operai agrituli uri latifondi a oriente dell'Elba, sulle condizioni dei contadini po
n i I c ilei coloni, dei pigionanti e dei braccianti, obbligata a riferire
n, imamente e con monotonia: questa classe vive nella pi grande mi
ni in, la situazione di questi operai sempre la pi incerta; per la mag
atili parte essi vivono ad un livello intellettuale e morale assai basso; que
lla dime di uomini in massima parte non raggiunge unet avanzata
i ili questo naturalmente causa il disagiato modo di vita, il lavoro eci p i i v o e l'insufficiente nutrimento. In altre relazioni contemporanee,
, li, non avevano nessuna ragione di nascondere qualche cosa, vengono
,lai| particolari terrificanti su come il gelo e la fame seminassero la
,n ago fra gli abitanti di intere diocesi. Il proletariato agricolo viveva
In ( asc coloniche pi simili a tane di animali che ad abitazioni per uo
mini; il suo nutrimento era abitualmente costituito dalle patate, dal sale
r dall'acquavite; ogni cattivo raccolto di patate scatenava il tifo per fame
ni altre calamit. Dopo che il raccolto delle patate era fallito per tre
volte si ebbero nella Slesia superiore terribili catastrofi; nei circondari
di Pless, Rybnik e Ratibor dovettero essere soccorsi 4000 orfani rimasti
irnza mezzi di sussistenza; nel circondario di Pless nel solo anno 1847
morirono 6800 persone, quasi tre volte di pi della mortalit annuale
normale, e tra essi aggiunge uno storico prussiano che cita questi dati
statistici senza commenti ben 900 per fame.
Nelle citt in cui cominci a istallarsi la grande industria si ebbero
immediatamente la miseria delle masse e i suoi terribili fenoiheni se
condari. Le macchine a vapore delle fabbriche berlinesi nei primi nove
anni di Federico Guglielmo IV passarono da 29 con la forza di 392 ca
valli a 193 con la forza di 1265 cavalli; nello stesso periodo il numero
delle prostitute sali a 10.000, quello dei delinquenti a 12.000, quello
dei vagabondi non iscritti nei registri della polizia a 12.000, coloro che
campavano di elemosine diventarono 6000, i mendicanti 4000 e i for
zati e i carcerati 3000. Di contro il numero dei cittadini abili al lavoro
era appena di 20.000. Lartigianato era sballottato tra le macchine del
lindustria e i magazzini del commercio. A Berlino, su 4000 sarti indipendenti due terzi non avevano lavoro bastante; e daltra parte vi erano
223

206 commercianti di abiti che sfruttavano gli artigiani d soccupatl |.,i


gandoli con somme infime. Similmente stavano i 3000 calzolai inJijTt
denti e i 2000 falegnami indipendenti. Assieme all'artigianato fu snm
quassato anche il bilancio della famiglia borghese che si basava siilU
produzione artigianale. Gli articoli a buon mercato fabbricati dalle m.n
chine tolsero alle donne di casa la maggior parte della loro attivit ciu
nomica; inutilmente la legislazione reazionaria tentava di ovviare al
rallentarsi dei vincoli nel matrimonio borghese rendendo pi dilliuli
il divorzio.
Gli operai della grande industria erano sottoposti ai piu gravi disagi
Non soltanto gli ordinamenti di fabbrica li assoggettavano con una viti
lenza dispotica ma con tranelli astuti toglievano loro anche l'ultimo
soldo dei magri salari. Il sistema del truck imperversava in molti ili
stretti industriali; l dove esso era nato, a Solingen, secondo quanto avcv
costatato una inchiesta giudiziaria, si era arrivati sino al punto che spessi
volte agli operai non si pagava un soldo del salario in denaro contanir
per parecchi anni, poich essi invece di denaro ricevevano merci che tal
volta superavano di dieci volte il loro preteso bisogno e talvolta finivanu
per essere loro del tutto inutili o altre volte ancora venivano calcolai?
a prezzi veramente esagerati. Il lavoro delle donne e dei bambini assunse
enormi proporzioni. Il matrimonio del proletario era sconvolto nella direzione opposta di quello borghese. Mentre in questultimo la donna di
ventava un oggetto di lusso essa era nel matrimonio proletario il capo
famiglia. Da Elberfeld giungevano ripetute lagnanze per il fatto che le
donne dovevano andare in fabbrica e gli uomini rimanere a casa a ram
mendare le calze e magari anche a tener buoni i poppanti. Ad Elberfeld
i bambini in et di obbligo scolastico frequentavano la scuola soltanto
nella misura del 79 % , a Berlino poco pi del 50 % , ad Aquisgrana ap
pena il 37%.
^
Una piaga comune al proletariato industriale e aU'artigianato in de
cadenza era la crescente mancanza di abitazioni che assumeva, l dove la
grande industria creava nuovi centri, proporzioni minori che nelle vecchie
citt in cui essa si impiantava. Cosi a Berlino, Colonia, Breslavia. Ovun
que si era diffusa la terribile fama delle case di abitazione berlinesi dinanzi
alla porta di Amburgo; in 400 stanze e che razza di stanze! esse
ospitavano 2500 persone; spesso in un buco abitavano due famiglie e
allora si delimitavano i confini con una linea di gesso o con uno spago.
Da Colonia, dove vivevano 30.000 mendicanti, gli operai indirizzarono
una petizione al re nella quale descrivevano in termini drastici come essi
224

|mi ki costretti, a causa dei fitti esosi, a traslocare da abitazioni degne


,|| ....... Ini in locali assolutamente indegni; non solo, ma adesso temevano
ili iliimncre del tutto senza tetto. Medici dei poveri descrivevano gli
........ . degli operai di Breslavia piuttosto come porcili che come
I,li* ,Io n i. T u tto vi era cosi barcollante che bastava una scossa un
Mi pili forte del solito per far tremare l'intero edificio. Le abitazio
ni .Irgli operai, situate nei cortili, erano ammorbate dalle esalazioni
,|*l g a b in etti e delle stalle, esalazioni che spesso creavano sulle pareti dei
lividi veri e propri e producevano pustole dannose. Artrite, scrofola, ciimi distruggevano la salute di coloro che vi abitavano.
Ma la miseria del proletariato della grande industria poteva ancora
..... hi ore sopportabile rispetto a quella degli operai a domicilio, spedal
ini mr nell'industria tessile. Essi erano il pilastro della produzione
Kplmliitica e furono i primi a determinare la trista gloria mondiale
l<DIndustria tedesca di affermarsi sul mercato mondiale con i pi ver
gi igumi salari di fame. Ma anche questa trista rinomanza doveva impullldire sotto i colpi demolitori della concorrenza inglese. La filatura mec. Mitica del lino in Inghilterra si era sviluppata cosi vigorosamente da poter
g ru are sul mercato maggiori quantit di buon refe prodotto dalle mac, Itine, anche dopo lUnione doganale. Il filatore inglese, che lavorava con
Ir macchine, produceva nello stesso tempo 500 volte di pi del filatore
ir.Ineo, che lavorava a mano. In una inchiesta condotta dall ufficio del
inmmercio di Berlino sulla situazione dei filatori della Vestfalia, indu, tritili di Bielefeld dichiaravano: impossibile perdurare nell'attuale
lutazione. Circa due terzi dei filato; il cui numero valutato a 100.000,
limno lavorato negli ultimi anni senza alcun profitto... Un buon filatore di
Uno guadagna attualmente soltanto due soldi al giorno ed un filatore di
trfe di seconda qualit soltanto sette pfennig . In realt era impossi
bile perdurare in questa situazione. La questione fu risolta con la morte
di molte migliaia di filatori per tifo da fame. Gli stessi industriali di
Bielefeld dichiaravano allUfficio del commercio berlinese: La situa
zione dei tessitori un poco migliore di quella dei filatori ma tuttavia
estremamente cattiva. Un giornale borghese, la Barmer Zeitung, pub
blic un articolo sui tessitori a domicilio nel Wupperthal dovuto alla
penna di un cmpetenete, nel quale si diceva: Il tessitore costretto
ad alzarsi la mattina col canto del gallo e a lavorare fino a mezzanotte
ed anche di pi. Le sue energie vengono consumate ben presto, i suoi
sensi resi ottusi prima del tempo. Il suo petto non pu resistere al con
225

tinuo piegarsi su se stesso, i polmoni si ammalano, e sopravventi mi


sbocchi di sangue. Anche le altre sue membra si rilassano e si paralizzimi
In tal modo la sua persona fisica diventa un precoce fiore per il camj>i
santo. Nessuno fra gli industriali del Wupperthal, sotto i cui otclil
questa descrizione fu pubblicata, ebbe il coraggio di contraddirla.
In questo inferno costituito dai disagi della industria a domii ili*
erano nuovamente i filatori e i tessitori slesiani che assumevano la poi!
zione piu in vista per la somma dei loro patimenti. Essi erano ancori
immersi nella palude feudale, mentre daltra parte erano trascinati tini
turbine impetuoso della lotta di concorrenza capitalistica. Come se non
bastasse, la inetta politica commerciale del governo chiudeva le ultimi'
vie di sbocco al tessuto di lino slesiano verso le quali, prima del trionfo
dei tessuti inglesi, esso poteva ancora salvarsi; a causa del suo altezzoso
disprezzo per la rivoluzione, il governo non concluse nessun trattai n
commerciale con la Spagna e il Portogallo e nemmeno con le repub
bliche dellAmerica centrale e meridionale; gli industriosi sudditi pote
vano morire come mosche: bastava soltanto che fossero soddisfatti I
capricci legittimistici dellinetto sovrano. Anche la chiusura ermetica del
mercato russo-polacco era per i satrapi prussiani un tollerabile colpo di
frusta del despota russo. Le grandi filature e le tessiture meccaniche istal
late nella zona montuosa della Slesia dalla Seehandlung 1 ebbero come pri
mo effetto di lasciare senza occupazione una massa di forze lavorative. Il
lavoro languiva perci irrimedi bilmente, mentre la potenza del capitale
assumeva proporzioni gigantesche per la sempre pi rapida concentra
zione favorita dalla libert di impresa. I piccoli commercianti sparivano
ed erano soppiantati dai grandi capitalisti, grandi certamente non per
la grandezza dei loro sentimenti ma soltanto per la grandezza delia loro
borsa. Come sempre essi cercavano di affermarsi sul mercato mondiale
con gli espedienti pi truffaldini e costringevano con accresciuta crudelt
il proletariato da loro sfruttato a stringere ancor pi la cintola. Se la tela
non era adatta passavano al cotone, e cosi gettavano gli operai a domi
cilio dalla padella nella brace.
Le entrate annuali di un tessitore di tela slesiano, il quale avesse un
tetto e un pezzo di terra, ammontavano al massimo a sessanta talleri, se

1 La See-Handlungs-Gesellschaft, inizialmente fonlata nel 1772 da Fede


rico li perch potesse commerciare con una propria flotta sotto bandiera
prussiana, si era trasformata nel 1820 in un istituto finanziario e commerciale.
226

moglie e figli lavoravano fino allesaurimento. Di questa somma


MittHi mi terzo era assorbito dai gravami feudali e fiscali: canone fontiioi iit, Imposta per i telai, tasse di caccia e di filatura, imposte comunali
i ululi Ielle, tasse fondiarie e di classe. Col guadagno giornaliero di circa
t p i m i i n
soldi dargento dovevano essere coperte anche le spese per il pane,
li ...... ir, il sale, la legna, lilluminazione, lamido, il sapone, i vestiti, le
ilpitiit/ioni in casa e altro ancora. E questi, fra i tessitori slesiani, erano
iMiMlileiati dei Cresi. In un appello, reso pubblicq da un pastore, da un
Impiigaio di polizia e da un cancelliere giudiziario, si diceva: Per
i|iiaiini gli sforzi fisici siano grandi, tuttavia con la salute, la forza, e con
un lavoro continuo, che si prolunga a sera fin dppo mezzanotte, non
* |,m*ibile portare a termine un tessuto di centoquaranta braccia in
Dirmi di sci giornate lavorative e per questo il fabbricante d unelemosina
li I I soldi dargento. Il modo di vita di qualsiasi ergastolano o carcerato
lo ima fortezza militare appare incomparabilmente pi invidiabile, per
I iva u/a di preoccupazioni, lordine e lumanit, del modo di vita di uno
ipialaiasi di questi tessitori. In tutte le case penetra inesorabilmente la mila *. I tessitori che non possedevano una propria casupola vegetavano,
an ondo le parole di uno scrittorp contemporaneo, in locali rispetto ai
quali la stalla di un proprietario demaniale poteva essere benissimo definita
.... . sala lussuosa. vero che essi non pagavano n imposta n canone
limdinrio, in cambio per essi dovevano pagare come cosiddetti lnlieger
mi contributo annuale di protezione ammontante da uno a due talleri
Iir i il caso che la loro depravazione morale e fisica li trasformasse in de
linquenti, in modo da assicurare al padrone le spese del loro soggiorno
In prigione. Erano pochi gli junker slesiani che rinunciassero generosa
mente ad estrcere a questo ceto tale infame tributo.
Un selvaggio grido di disperazione e di fame tuttavia si era alla
line diffuso dai monti slesiani in tutta la Germania. Giunsero offerte risi
bili ma esse erano come una goccia dacqua su di un infocato deserto
ili sabbia. Per di piu esse furono assurdamente sperperate per la incapa
cit burocratica. Una volta a Salzbrunn, quando furono prese dalluffii io del palazzo municipale le 38 metadelle di patate, che erano state
raccolte per i poveri del villaggio, risult, durante la distribuzione, che
esse erano del tutto gelate e inservibili anche per le bestie.1

M u tilili

1 ro si venivano chiamati i braccianti con una casa in affitto.

227

3. Le insurrezioni per fame. I tessitori slesiani


Al nuovo proletariato di massa mancavano tutte le armi legali di
difesa e di lotta. Al capitale era permesso, secondo il suo vantaggio o an
che soltanto secondo il suo capriccio, di gettare sul lastrico intere schiere
di lavoratori, ma al lavoro non era permesso di rispondere colpo a colpo.
Dove gli operai tentavano di scioperare per elevare il loro tenore di vita,
come una volta fecero gli stampatori di cotone a Berlino e unaltra volta
gli operai delle ferrovie a Brandeburgo, per metterli a posto interve
niva il bastone della polizia. La pi completa mancanza di diritti del
proletariato era un privilegio giuridico dello Stato cristiano alla cui attua
zione i sovrani tedeschi, e in modo particolare il re di Prussia, lavora
vano con zelo sconfinato.
Al massimo alle masse affamate invece di pane si davano buoni con
sigli. Si raccomandava per esempio ai tessitori tisici e rachitici di pas
sare alle ferrovie, al lavoro delle strade e ad altrettali attivit per le quali
erano necessari fisici erculei. Si scuoteva la testa sulla ottusit morbosa
con cui gli operai a domicilio, che da quando erano al mondo dovevano
lavorare affannosamente, si aggrappavano ai metodi di lavoro ereditati
dai loro padri e da lungo tempo invecchiati, senza comprendere la bene
dizione delle macchine che cominciava a togliere loro lultimo tozzo di
pane. Ai proletari agricoli incatenati alla terra si consigliava lemigrazione
e in fondo questo consiglio era assai pi intelligente, sebbene fosse
stolto quanto superfluo. Infatti chi nelle classi oppresse poteva scuo
tere dalle scarpe la polvere di una tale patria lo aveva gi fatto di
propria iniziativa. Dal 1840 al 1850 il numero degli emigranti tedeschi
sali a 434.626.
In questo proletariato di formazione recente non si poteva neppure
avere una chiara coscienza di classe. E non solo perch esso formava una
massa in se stessa molto diversa. Nellabisso di abbrutimento in cui era
caduto, non era in generale capace di capire che la sua miseria era stata
prodotta a bella posta nell'interesse delle classi dominanti e che essa
poteva essere eliminata soltanto lottando contro tale interesse. Esso cer
cava di dimenticare la sua cattiva sorte, che gli sembrava inevitabile,
nellubriachezza. Del resto il nuovo stato di cose aveva anche un vantaggio
per i poveri: lacquavite era venduta a prezzi ridicoli. Lalcoolismc
giunse dalle file del proletariato della Slesia superiore, dove imperversava
*1 massimo, fino nei distretti industriali renani, dove trasformava inno

228

centi e allegri bevitori in delinquenti furiosi. Era anche questo un sov


vertimento voluto da Dio: lultimo mezzo per trasformare luomo in una
bestia era anche il primo per rafforzare i sostegni feudali del trono e
dellaltare!
Lultimo gradino della decadenza fu tuttavia anche il primo della
rinascita. Il proletario moderno non si lascia disumanizzare con la vio
lenza e l dove questo orribile processo minaccia di compiersi definitiva
mente, anche il pi debole trova la maniera di reagire ai suoi carnefici.
Attorno al 1845 e in maniera sempre pi frequente con lintensificarsi
degli anni di carestia, in tumulti violenti si annunciarono i prodromi
della rivoluzione. Si trattava di insurrezioni per fame, scoppiate senza
un piano e senza un obiettivo, di azioni compiute per selvaggia dispe
razione che non potevano "portare, e non portarono a niente altro, se
non alla rovina di chi le organizzava e vi partecipava. Infatti lo Stato
cristiano poteva opporre a coloro che gridavano per avere il pane due
triplici argomentazioni ben altrimenti persuasive: prima di tutto fanteria,
cavalleria, artiglieria, quindi lavori forzati, prigione e frustate. Questi tu
multi per si estendevano in tutta la Germania da Breslavia a Magonza,
da Ratisbona a Stettino e persino fin nella remota Pomerania orientale;
il fatto che scoppiassero ovunque indicava in maniera caratteristica
che le masse proletarie cominciavano a diventare coscienti del loro di
ritto ad una esistenza umana.
La pi grande di queste ribellioni per fame si ebbe nel giugno del
1844 nei villaggi slesiani di tessitori di Peterswaldau e Langenbielau ai
piedi dello Eulengebirge. A Peterswaldau i fratelli Zwanziger si erano fatti
odiare in modo particolare. Per 160 braccia di fustagno, per le quali
occorrevano otto giorni interi di intenso lavoro, essi pagavano da do
dici e mezzo a dodici soldi dargento. Non ancora soddisfatti di questo
sfruttamento si dichiararono disposti a far lavorare altri 300 tessitori
nel caso che essi avessero voluto produrre altrettanto per dieci soldi dar
gento. Anche per questo trovarono delle braccia disposte a lavorare.
Quando costoro, che erano gi poveri, si lamentarono di non poter .pi
vivere e di non poter neppure comprare le patate, uno Zwanziger, a
quanto pare, rispose che i tessitori avrebbero dovuto ancora lavorare
per un pezzo di ricotta o secondo altri avrebbe detto che i tessitori in
mancanza daltro avrebbero potuto benissimo mangiare dellerba, che
quell'anno era cresciuta abbondante. Oltre a ci questi spietati sfruttatori
ostentavano sfacciatamente la loro ricchezza; umiliavano le loro vittime
229

vantandosi spudoratamente delloro che avevano spremuto dal sangui'


e dal sudore degli operai.
Dallanimo di quella gente tormentata sorse un canto i cui versi seni
plici e disadorni rispecchiano in modo toccante come dalla infinita mise
ria si facesse strada in loro una selvaggia protesta. Le masse stesse cren
tono quel canto, esse allinearono parola a parola, frase a frase finch il
testo irruppe improvvisamente, proprio come la lotta dei tessitori era
stata subitaneamente repressa dalle salve dei soldati. Questa poesia com
prendeva piu di venti strofe di cui le pi commoventi erano:
Hier im Ort ist das Gericht,
Viel schlimmer als die Vehmen,
W o man nicht mehr ein Urteil spricht,
Das Leben schnell zu nehmen.

Hier wird der Mensch langsam geqult


Hier ist die Folterkammer,
Hier werden Seufzer viel gezhlt
Als Zeugen von dem Jammer.

Die Herren Zwanziger die Henker sind.


Die Diener ihre Schergen,
Davon ein Jeder tapfer schind't,
Anstatt was zu verbergen.

Ihr Schurken all, ihr Satansbrut!


Ihr hllischen Kujone!
Ihr fresst der Armen Hab' und Gut,
Und Fluch wird euch zum Lohne!
Hier hilft kein Bitten, hilft kein Flehn,
Umsonst sind alle Klagen;
Gcfllts euch nicht, so knnt ihr gehn.
Am Hungertuche nagen!

Nun denke man sich diese Not


Und Elend dieser Armen,
Zu Hause keinen Bissen Brot,
Tst das nicht zum Erbarmen?

230

Erbarmen? Ha, ein schn Gefiihl,


Euch Kannibalen! fremde;
Ein jeder kennt schon euer Ziel:
Es ist der Armen Haut und Hemde! 1

I tessitori di Peterswaldau, un villaggio di 5-000 abitanti, cantarono


1111( ultamente questa canzone davanti alla casa degli Zwanziger. Uno
li loro fu preso, portato in casa, bastonato e consegnato alla polizia
......|c. Allora, il pomeriggio del 4 giugno, il fiume dellindignazione
, lirjp. Una schiera di tessitori si radun da Peterswaldau sul vicino
K upcllenberg, si schier su due file e piomb sulla splendida abitazione
,|ni carnefici dei tessitori. Essi chiedevano un salario pi alto ed un re
calo. La richiesta fu respinta fra scherni e beffe. A questo punto la folla
.mali la casa, devast tutte le camere, i magazzini, r solai e le cantine,
illaidisse i preziosi mobili, gli specchi e le porcellane, strapp i libri, le
iitubiali e i documenti, irruppe nello scalo merci, nello stenditoio e nelle
rimesse, gettando strumenti e merci dalla finestra sulla strada dove ve
nivano fatti a pezzi, strappati, calpestati o distribuiti ai circostanti. Zwanngrr con la sua famiglia fugg morto di paura di citt in citta: nessuna
voleva accogliere quel sinistro ospite finche alla fine trov rifug.o a
llicslavia.
Pur nella rabbia sconfinata, i tessitori non smentirono la loro immensa
generosit. Essi risparmiarono lindustriale Wagenknecht, il quale abiinva vicino agli Zwanziger ma non li aveva scorticati in maniera cosi
disumana, anzi gli gridarono un evviva per un piccolo regalo. Anche dal
fabbricante Fellman, il quale, come detto nel Canto dei tessitori, spu
dorato e senza alcun freno aveva abbassato il salario, essi si fecero

1 Q ui, da noi, il tribunale assai peggiore della Verna, nel quale non
i d il verdetto di togliere subito la vita - Qui luomo viene lentamente tor
turato, qui la camera dei supplizi, qui, come testimoni della desolazione, si
lontano numerosi i gemiti - I signori Zwanziger sono i carnefici, i servi i loro
birri, ognuno di loro scortica bravamente, invece di nascondere qualcosa - Voi,
luiganti, voi figli di Satana! Voi infernali mascalzoni! Voi divorerete ogni avere
al povero, e di ci siete ripagati con una maledizione - Qui non serve pregare
ni piangere, inutili sono tutti i lamenti, se non vi piace andatevene a tirar la
vita coi denti! - Pensate alla perdizione, alla miseria di questi disgraziati: a casa
nemmeno un tozzo di pane, non vi mtiove a compassione? - Compassione? Ua
bel sentimento, a voi cannibali, straniero; tutti sanno il vostro fine: la pelle
e la camicia dei poveri! .

231

placare quando pago a ciascuno cinque soldi dargento e distribu


loro pane burro e lardo. Per contro quel che ancora era rimasto di casa
Zwanziger fu completamente distrutto la sera del 4 e la mattina del )
giugno. Tuttavia la massa dei tessitori si oppose alla proposta di alcuni di
incendiare 1edificio, per la notevole ragione che altrimenti i dan
neggiati avrebbero ricevuto l'indennizzo delle societ di assicurazione,
mentre a loro importava ridurli in povert affinch sapessero quanto
dura la fame.
Il 5 giugno la massa dei tessitori, aumentata fino a 3.000 persone,
si diresse verso Langenbielau, un villaggio di 13.000 abitanti, dove i
fratelli Dierig, che possedevano due grandi aziende, si erano resi parti
colarmente odiosi. Essi difesero la prima delle loro residenze che fu
attaccata, impegnando i propri impiegati e i servitori della fabbrica e
riuscendo a respingere, in un violento scontro a colpi di bastone, i tessi
tori che avevano scatenato 1assalto. Allora questi ultimi si diressero
verso 1 altra casa dei fratelli Dierig e qui i tessitori sfruttati da quella
ditta si unirono a loro. A questo punto Dierig promise a ciascun tessitore
che avesse difeso la sua propriet un regalo di cinque soldi e fece attac
care questa promessa, scritta su di un biglietto, alla sua casa. Subito i
tessitori formarono due file per lasciarsi placare ancora una volta da
quella misera elemosina. Frattanto per sopraggiunsero i soldati chiamati
da Schweidnitz. I tessitori si misero a parlare con i soldati e il maggiore
von Rosenberger, che li comandava e che a ragione vedeva in ci un pe
ricolo, fece attorno a s un po di spazio ordinando ai soldati di retro
cedere su di una posizione vantaggiosa dietro la casa e ai lati. Con l'ar
rivo dei soldati il pagamento del regalo promesso fu rimandato; i tessi
tori diventarono impazienti e si avvicinarono sempre pi ai soldati.
Allora il maggiore fece sparare per tre volte sulla massa indifesa.
L effetto fu terribile. 11 morti e 24 feriti gravi giacevano per terra.
Dappertutto brandelli di carne e di sangue. I tessitori, in un primo
momento rimasti sbalorditi, al vedere il sangue, all'udire i gemiti e i
rantoli dei moribondi, le grida di dolore dei feriti, furono incitati ad
una resistenza disperata. Con accette, bastoni, pietre assalirono i soldati
e li cacciarono dal villaggio. Quindi distrussero la casa dei fratelli Dierig.
Ma fu un trionfo di breve durata. La mattina del 6 giugno entr a
Langenbielau il maggiore von Schlichting con tre compagnie di fanteria
e una batteria di quattro cannoni. Gli artiglieri avevano gi le micce
accese. Pi tardi giunse anche la cavalleria. Qualsiasi resistenza era inu
tile. Una parte dei tessitori ribelli si ritir verso Friedrichsgrund vicino
232

, |rutmannsdorf e distrusse le merci trovate presso i locali distributori


ili'Hli Zwanziger, si astenne per da qualsiasi altro attacco. Nei tre giorni
.li iiiinulto in generale i commercianti sfruttatori non furono mai attacmtl o maltrattati personalmente; a nessuno di loro fu incendiata la casa
, ,| unche i negozi dei fornai, contro i quali regnava fra i tessitori un pro
li nulo malumore, furono tutti risparmiati.
Ma contro i disgraziati tessitori, che in parte si erano rifugiati sui
m i in ti e nei boschi, fu scatenata una caccia alluomo tanto pi feroce.
O n t n t it r di loro furono portati in tribunale e condannati a dure pene,
i In- giungevano fino a dieci anni di lavori forzati e a ventiquattro colpi
>11 frusta. La miseria dei tessitori non fu per eliminata, anzi fu acuii 1 pochi provvedimenti presi si rivelarono dei palliativi ed ebbero
mi effetto assai limitato; tanto pi gravi invece furono le ripercus,|Oni dellordine del re di impedire ai giornali slesiani di scrivere sulle
.(indizioni nei distretti dei tessitori e sulle conseguenze della infame stolir/./.a della diplomazia prussiana, la quale, alcuni anni pi tardi, pre( |use allindustria tessile slesiana un ultimo mercato di sbocco, parte<ipando al colpo di forza della Santa Alleanza contro il libero Stato
polacco di Cracovia e tollerandone linclusione nella linea doganale
austriaca.

Nella rivolta per fame dei tessitori slesiani nemmeno locchio astuto
della polizia prussiana era riuscito a scoprire una qualsiasi tendenza
comunista. La polizia si affrett a colmare la lacuna facendo fracasso
sulla scoperta di una cospirazione comunista nella vallata di Hirschberg.
Nella primavera del 1845 vi apparve improvvisamente il referendario
Stieber di Berlino spacciandosi per il pittore paesaggista Emanuel Schmidt,
e scopri che il falegname ^3/urm a Warmbrunn era alla testa di una
lega segreta di sei o otto operai il cui scopo era la distruzione dei
ricchi. Ai contemporanei venne subito il sospetto che questa cospira
zione fosse < fabbricata e infatti i terribili statuti della terribile lega
segreta avevano tutta laria di essere stati scritti da una testa confusa
setto la guida di un provocatore. Naturalmente non pu costituire una
prova contro la fabbricazione del complotto il fatto che Wurm, con
dannato a morte dal tribunale per alto tradimento, fu graziato con
la trasformazione della pena capitale nella prigione a vita e che i
suoi compagni furono condannati a parecchi anni di carcere, pene che
furono effettivamente scontate finch l'amnistia del 1848 li liber.
Ancora oggi praticamente impossibile stabilire con assoluta chia
rezza come veramente siano andate le cose per il preteso reo di alto
233

tradimento Wurm e i suoi presunti complici; del resto ci non li<


neppure un grande interesse. invece chiarissimo che cosa importava
al salvatore dello Stato Stieber e ai suoi mandanti: rannientameiiiu
di due uomini coraggiosi: il proprietario di fabbrica Schlffel di Eicli
berg e il maestro Wander di Hirschberg. Ambedue, con i loro sfoi/i
di illuminare politicamente le masse, si erano attirati lodio dalla bit
rocrazia e Schlffel, in modo particolare, anche lodio degli junkn
poich aveva prestato aiuto col consiglio e con lazione ai proletan
rurali per difenderli da un- arbitrario aumento dei gravami feudali.
Violando spudoratamente anche la pur modesta protezione che li
legislazione prequarantottesca accordava alle persone dei sudditi, Stiebrr
fece arrestare sia Schlffel che Wander come presunti complici <11
Wurm e sequestr tutte le loro carte fino allultimo foglietto. Tuttavia
non vi trov la pi piccola traccia che potesse offrire alla sua fertile
fantasia il pretesto di montare qualche cosa contro gli arrestati. Dopo
un periodo piu o meno lungo, tutti e due furono rilasciati e lunica
vittima della fallita operazione di salvataggio dello Stato fu Merckel,
il prefetto della Sles:a. Questo vecchio signore era un burocrate pro
vetto e lo aveva dimostrato nel non avere n occhio per la miseria
dei tessitori n orecchio per il loro grido daiuto. Ma fosse per ge
losia burocratica, fosse un sentimento pi nobile: lintervento prepo
tente di Stieber lo contrari ed egli non tratt il prigioniero Schlffel
cosi brutalmente come aveva preteso il poliziotto segreto. Il re allora
fece sapere il suo disappunto a Merckel e questi dovette dimettersi.
Col suo primo ingresso sulla scena della storia, Stieber poteva gi
dire quel che poi avrebbe confermato cosi spesso con i fatti: lo Stato
prussiano sono io.

234

Il socialismo tedesco

All aprire la strada al socialismo europeo occidentale verso la GermaHi i non fu soltanto la nascita del proletariato di massa. Levoluzione lettei.ii m della borghesia tedesca ebbe per effetto naturale che fenomeni
li m uri dellimportanza di un Saint-Simon e di un Fourier trovassero
immrdiatamente una vivace considerazione al di qua del Reno. Ma
i|nr'ou stessa evoluzione rese inevitabile la prevalenza del punto di vi
ni,i letterario nella valutazione dellutopsmo francese, si che, al di la
li l rivestimento fantastico, non fu intravista e tanto meno compresa
l.i sua sostanza economica.
Le deformazioni del sansimonismo furono per prime e per la mag
gior parte quelle che trovarono un eco nei circoli della cultura tedesca.
Poto dopo il 1830, alcuni teologi consideravano il sansimonismo come
Ului nuova setta ecclesiastica. Contemporaneamente la Giovane Germa
nia come pure i circoli estetici di Berlino consideravano 1emanciIlezione della carne in un modo disinvoltamente sensuale, e persino
iin.i donna a suo modo notevole come la R ahel1 non supero questo
modo intellettuale, o meglio intellettualistico, di considerare la questione.
<)ggi non vale pi la pena di soffermarsi a considerare questi trastulli
letterari con il socialismo. Aveva un qualche significato il fatto che il
principe Piickler scrivesse il 5 febbraio 1832 a Rahel: Si tratta vera
mente di una nuova dottrina e di una chiara conoscenza dei nuovi tempi
clic iniziano, anche se si dovr sviluppare molto lentamente e durante se

Karl

1 R a h e l V a r n h a g e n v o n E n s e , m o g lie d e l n o to le t te r a to e s to r ic o te d esc o
A u g u s t V a r n h a g e n v o n E n s e , d e l q u a le i/ flu e n z n o te v o lm e n t e l o p e r a .

235

coli , ma aggiungeva subito dopo: Del resto essa ancora lontana <1
noi e rimane come una remota meteora da contemplare, a meno che non
si voglia finire a Spandau . Ma non soltanto la paura di Spandau1 par'
lizzava questi strani socialisti. Dopo un colloquio con Puckler sul sansiinn
nismo; Rahel gli scriveva: Quanto corroboranti anzi una vera pog
gia di maggio su di un terreno riarso sono stati i discorsi nobili, puri,
innocenti, miti, pacifici e solidi che lei ieri mi ha fatto! Quale consola
tone, quale garanzia! . Tuttavia il vecchio peccatore che si dilettava
di queste relazioni sentimentali e spirituali con le sue amiche, avanzava
poco tempo dopo, in una lettera al marito di Rahel, linsopportabiliipocrita Varnhagen, la naturale riserva che il socialismo non avrebhr
dovuto disturbare n lui, n i suoi amici, n la buona societ per quello
che riguardava la deliz osa vita che fino ad allora avevano fatto. Nel pili
favorevole dei casi le civetterie socialiste, tra il '30 e il '40, furono uni
maniera alla moda di passare il tempo per gente sazia, disturbata ni
vedere visi smunti, ammalati e sporchi nel suo agio estetico, la qua
le bruciava di un fuoco di paglia per un vangelo che prometteva a tutti
gli uomini cultura e benessere.
Ma fra i socialisti tedeschi del tempo, nella misura in cui si puh
dire che ve ne fossero, ve ne fu uno che non figura indegnamente
accanto ai grandi utopisti del socialismo europeo occidentale per pro
fonda compassione verso i dolori delle classi lavoratrici, per una visione
critica dei presupposti del processo di produzione capitalistico, per la
capacit di sacrificarsi generosamente. Si chiamava Ludwig Gali e fu
funzionario subalterno renano prima al servizio dei francesi, poi dei
prussiani. Varie furono le utopie con le quali egli tent di eliminare la
miseria del proletariato. Dapprincipio Gali voleva organizzare remigra*
zione ed impegn il patrimonio ereditato in questo piano, che falli tra
tristi esperienze. Poi chiese, come diceva il titolo della sua opera princi
pale: Carta moneta garantita da provviste di cereali; un mezzo rapido,
forse 1 unico per risollevare le condizioni di vita precipitate in Germania
e stabilirle su solide fondamenta, ovviando a qualsiasi disgrazia pro
dotta dalla carestia o dalla sovrabbondanza . Lopera non sorti altro ef
fetto che quello di un rude decreto del ministro Schuckmann, nel quale
si significava a Gali che egli non era abbastanza occupato e che dora
in poi non gli sarebbero mancate attivit per il suo servizio. Alla fine

'

A S p a n d a ti, q u a r tie r e di B e r l i n o , a v e v a sed e la p r ig io n e m ilita r e .

tuli, iilil'tndonato l'impiego, concep il piano di trasferirsi in una


agricola e provocare con i vantaggi di istituti comuni, come le
it.l.l.ilirki, i forni, i lavatoi ecc., negli stessi abitanti il pensiero e il
di limo ili una generale socializzazione. Gali era un inventore ingegno, .l i, proventi delle sue invenzioni voleva ricavare i mezzi per attuare
ohi .ili utopia. Non ne venne fuori nulla. Anche il tentativo di fare pro
li*,,amia alle utopie di Saint-Simon, Fourier e Owen con una propria
in imi, cui Gali dette il titolo di Menschenfreundlkhe Bltter, and
*11 no per mancanza di lettori sin dalla pubblicazione del primo fasci
nili. l 'attivit socialista di Gali stata tutta una catena di delusioni.
Si consol al pensiero che la verit alla fine avrebbe trionfato. E
11,010,1 speranza non andata fallita. Il suo nome merita una onorevole
Mtnulime nella storia del socialismo tedesco. Quel che Gali ha fatto
lnmanto meritevole per un tedesco di quellepoca e tanto pi per
mi segretario governativo provinciale prussiano. invece una fatica
Inutile quella di voler dimostrare, appigliandosi a singole parole o sotto
lumi ndo singole frasi, che Gali sia stato un precursore dal punto di
vi.ni teorico. J1 meglio dei suoi non abbondanti scritti lenergica eco
(Ile vi ha trovato lutopismo europeo occidentale, dei cui rappresentanti
i gli aveva conosciuto personalmente Fourier e Owen. Deriva in partiini,in1 da Fourier quel che Gali ha da dire sulla carestia in mezzo alla
.invi,ibbondanza, sulla unione necessaria di capitale, lavoro e talento, sulla
produttivit in via di esaurimento nel lavoro isolato e sulla crescente
produttivit del lavoro socializzato. L dove le sue proposte si allon
tanano da: grandi utopisti, esse si dimostrano storicamente retrograde,
mille ad esempio per la organizzazione dellemigrazione e limmagaz*11lamento costante dei cereali, anche se di ci certamente responsabile
la arretratezza tedesca piu che lui stesso. Gali non va mai oltre Fourier
r Owen; in particolare egli non ha mai dimostrato un qualche interesse
per il movimento autonomo della classe operaia, sebbene sia morto
millanto nel 1863.
Nel 1842 apparve la Storia del socialismo e del comunismo francese
di Lorenz Stein; in un certo senso questopera costitu la pietra miliare
.on la quale fini per il socialismo tedesco lepoca dei trastulli infantili
o puerili e cominci la seriet della vita. Questo libro apr per cos dire
la porta agli intellettuali tedeschi verso le vie sotterranee che minavano
la societ borghese. Tutto sommato era ancora merce piuttosto leggera
con forte propensione alla letteratura; indugiava con irragionevole pro
lissit sulle strane affermazioni dcllutopismo, sulle fantasticherie di Fou237

rier a proposito delle venture evoluzioni della terra, sulla organizzazione


gerarchica della comunit di Enfant'n e altre cose d.l genere. Tuttavia ri
vel pure, non importa a prezzo di quali malintesi e incomprensioni, il
sottofondo economico-sociale del social smo e del comunismo francese, la
lotta di classe tra borghesia e proletariato. Asprigno ed acerbo, era pur
sempre un pomo della conoscenza. Roscher capovolge le cose quando af
ferma che il libro di Stein abbia avuto sul pubblico tedesco leffetto di una
favola che veniva da lontano; molto pi centrato il giudizio di Guido
Weiss il quale afferma che la giovane borghesia acquist con esso co
scienza di se stessa. Stein sopravvalutava il successo del suo libro, quando
dal suo apparire datava il sorgere del movimento socialista in Germania,
il quale, invece, in forme non rilevanti era presente gi prima ed acqui
st proporzioni tangibili non per un libro ma per un fatto economico:
il crescente immiserimento delle masse. Per comprendere tale fatto i cir
coli borghesi si sono appigliati con maggiore o minore fatica allopera
di Stein.
Ma oggi non ha senso neppure perdersi nei particolari di queste tra
me ideologiche. A quel tempo in Germania non esistevano partiti chiusi,
sotto la bandiera del sociale potevano passare le merci pi diverse,
cosi come sotto la bandiera del liberale . pi fruttuoso spingersi
alla base delle cose e, nella misura in cui possib le una netta distin
zione, distinguere le singole forme di socialismo borghese secondo gli
interessi economici dai quali esse, coscientemente o incoscientemente,
furono plasmate.

1. Socialismo cristiano-feudale
Cosi come avevano fatto la Giovane Inghilterra e una parte dei le
gittimisti francesi, il feudalesimo tedesco cerc ben presto di sfruttare la
miseria del proletariato di massa contro le minacciose forze del capitale
in ascesa.
Tuttavia esso non and oltre una grossolana imitazione di quei
modelli assai pi geniali. Tutti o quasi tutti gli spunti feudalsocialisti erano intrecciati con uno stantio pietismo che tolse loro, radical
mente e sin dall'inizio, qualsiasi pericolosit. LOrdine del cigno, pro
clamato dal re di Prussia con un solenne decreto come corporazione
spirituale per azioni caritative cristiane verso i poveri e i miserabili,

, ,i,l,|r ben presto nel ridicolo pi generale. Si dovette rinunciare a qualUii tentativo di ridargli vita. Dietro i capricci romantici del re non si
noiondeva neppure un sentimento di onesta compassione. Quando Beti imi voti Arnim descrisse nel libro che doveva appartenere al re 1 con
lunule eloquenti le sofferenze del proletariato nelle grandi citt, Fedei |m Guglielmo rimase senza saper che fare davanti a quel raggio di autentiiu mote per il prossimo, che dagli occhi solari di Goethe era caduto
..... volta sulla Sibilla del romanticismo ed ora emergeva di nuovo nella
mnfusione complicata dei suoi pensieri. Come poteva quella testa nebu
losi comprendere le umane parole di Bettina, che diceva essere prossimo
dnl re il suo popolo affamato o lamara accusa per cui il delinquente
! un delitto proprio dello Stato?
le due Uniche istituzioni cristiano-sociali che riuscirono al re si
Hrvavano simili a foschi manieri: nel sud della capitale lospedale di
llrtania, nel nord il penitenziario di Moabit. Erano quelli i luoghi in
ini la missione interna doveva risanare le malattie fisiche e spiriinuli del popolo. Nellospedale spadroneggiavano le diaconesse di Kaiserswerth e con la loro presunzione pretina ficcavano il naso nelle prescri
zioni dei medici; nel penitenziario i fratelli della Casa mettevano alla
prova le loro arti di salvare le anime sui prigionieri, i quali erano
i imbecilliti con la crudele malignit dellisolamento. La terza Bastiglia
del socialismo cristiano fu la Casa del lavoro con tutti i suoi orrori,
dove mendicanti disoccupati dovevano sfilacciare la lana dalle cinque del
mattino alle nove della sera sotto la frusta che lispettore poteva adope
rare a suo piacere. Quasi nello stesso momento in cui proclam se stesso
gran maestro dellOrdine del cigno, il re approv la legge sui poveri del
1842, nella quale si stabiliva come massima cardinale nellammini
strazione dei poveri che i poveri non avevano nessun diritto e nes
suna ragione da rivendicare per via giuridica al sostentamento. La
beneficenza doveva garantite loro niente di pi di quel che era asso
lutamente indispensabile e niente di pi di quel che poteva evitare la
morte per miseria , una decisione plenaria del tribunale superiore prus
siano, a scanso di equivoci, spiegava la saggezza del legislatore affer
mando che loperaio bisognoso di aiuto non doveva morir di fame avendo
riguardo ai pericoli che per la sicurezza e le condizioni morali della

1 A llu s io n e a l l i b r o D a r
B e ttin a

B r e n ta n o

van

Buch gehorl iem Knige

p u b b lic a t o n e l 1 8 4 3 d a

A r n im .

239

societ sorgono dalla miseria, dallindigenza e dalla denutrizione . Que


sto era il nocciolo di tutta la montatura cristiano-feudale-sociale che, con
tutti gli strombazzamenti di una reclame romantica, non poteva asso
lutamente apparire di pi di quel che era.
Come il re romantico, si comportarono i suoi romantici junker.
Essi erano terribilmente religiosi, ma il loro amore cristiano per il pros
simo si limitava a sfruttare il proletariato agricolo non alla maniera
capitalistica moderna bens in quella feudale patriarcale. Le loro sedi prin
cipali erano nella Pomerania orientale: il patriarca Thadden a Triglaff,
il suo genero Blankenburg a Zimmerhausen, quella testa calda di KleistRetzow a Gross-Tychow e infine a Kniephof il caparbio junker Otto von
Bismarek. Quest ultimo a dire il vero era assai indebitato, non aveva
n capitale n credito e viveva amministrando beni che andavano in
rovina, perci studiava soltanto il secondo libro di Mos 32,8 laddove si
racconta la graziosa storiella del vitello d'oro mentre gli altri, sveglianti
e risvegliati, parlavano con la lingua dei quattro grandi e dei dodici pic
coli profeti dellAntico Testamento. Ad unassemblea generale della So
ciet economica pomerana a Kslin, il vecchio Thadden tenne una ora
zione piena di unzione dove svelava tutti i segreti del suo cuore: rim
proverava i nobili colleghi i quali dovevano essere trascinati via ubriachi
dalle diete provinciali, malediva l'usura ebraica che intaccava i beni
feudali, biasimava < le spudorate pretese dei popoli , i quali preten
devano che i sovrani coniugassero il verbo render felice fino al piuctheperfetto, elevava a simbolo luniforme feudale con le sue scintil
lanti spalline dicendo che cosa altro significa lornamento che sta sulle
nostre spalle se non lala che ci permette di volare fino allaquila che
siede sul trono! ; infine, concludeva la conclone riferendosi al rapporto
sovrano e paterno tra il signore del fondo e i suoi coloni . Agli avver
sari dei privilegi dello sfruttamento feudale Thadden diceva con tono
adirato di profeta: voi volete toglierci ora la giurisdizione, ora la po
lizia, ora il patronato sulle chiese e sulle scuole e volete limitare in ogni
modo il nostro diritto di deputati alla Dieta, per ridurci, se possibile,
alla compagnia degli animali erbivori... I nostri avversari dunque vor
rebbero non farci viaggiare su di un tiro a quattro ma farci camminare
sulle quattro zampe. vero: animali erbivori che camminavano su
quattro zampe erano per questi junker i loro giornalieri e scarrozzare
su di loro col tiro a quattro era ci che essi volevano come sempre, solo
die, alla inasta nel pugno, si era aggiunto anche il nome di Dio sulle
labbra.

240

Il socialismo cristiano-feudale ebbe soltanto due rappresentanti illu


minati: V. A. Huber e Hermann Wagener. Huber, dopo aver ricevuto
una educazione liberale e aver compiuto lunghi viaggi all'estero, fu
tolto dalla luce: da quel momento giur sulla missione interna e sulla
monarchia per grazia di Dio. Essendo a suo modo un tipo sincero e
pieno di buone intenzioni, si era reso conto in Francia e Inghilterra
della impossibilit pratica di una reazione feudale corporativa e aveva
imparato ad apprezzare fino ad un certo punto le aspirazioni associative
del proletariato. Ma queste giuste opinioni furono rese vane dalla spe
ranza illusoria in una riforma sociale volontaria da parte delle classi
dominanti in generale e da parte della monarchia sociale in particolare.
Chiamato dal re a Berlino, Huber non riusc a crearsi un effettivo rag
gio dazione. Obbligato contro la sua volont ad entrare nella univer
sit, che brontolava sotto il bastone di Eichhorn, fu poi costretto a
rinunciare alla sua cattedra per le cattiverie dei suoi colleghi accade
mici, finch nella burocrazia prussiana incontr, come egli stesso diceva,
una orribile genia di cadaveri viventi . La sua rivista Janus aveva
cosi pochi lettori, che il re ne doveva pagare di tasca sua le spese.
Tuttaltro uomo fu Hermann Wagener. Nato in un villaggio della
Marca egli era un tipo angoloso, magro e ossuto e i tratti del suo
volto erano piuttosto duri e grossolani: un ritratto vivente della so
briet ed anche un po un don Chisciotte che sapeva porre la sua lan
cia arrugginita al servizio di ideali impossibili e che nella setta reli
giosa degli irvinghinni1 giunse fino al grado di arcidiacono. Non era n
un fanatico n un imbroglione ma tutte e due queste cose insieme.
Lesordio di Wagener significativo per tutta la sua carriera. Egli fece
il suo apprendistato nel socialismo pratico lavorando nelle bonifiche
della regione di Tuchel, un tentativo divenuto famigerato di colo
nizzazione interna , dei cui miserabili risultati il re si consol dicen
do la miserabile battuta che una libbra di fieno di quelle paludi boni
ficate costava al paese quanto una libbra di autentico th cinese. Quindi
Wagener si rec come assessore concistoriale a Magdeburgo e qui al

1 S i d is s e ro ir v in g h ia n i i seg u a c i d e llo sco z z e se E d w a rd Ir v i n g ( 1 7 9 2 - 1 8 3 4 ) ,


a v e v a fo n d a to la s a n ta c h ie s a c a tt o lic a a p o s t o lic a v (Holy Catholic Apostolc
Church), u n a s e tt a r e lig io s a c h e e b b e u n a c e r ta d iffu s io n e , o lt r e c h e i n S c o z ia
e in In g h ilt e r r a , a n c h e in G e r m a n ia , e n e lla q u a le p r e d o m in a v a la p r e d ic a z io n e

che

m ille n a r is tic a

ed

a p o c a littic a .

241

cuni vecchi romantici fertili di idee e suoi superiori dufficio ne com


pirono la conversione religiosa. Non gli manc mai la bramosia di Imi
esperimenti e speculazioni affaristiche e non gli mancarono neppiup
gli insuccessi. Ma tali insuccessi derivavano appunto dal fatto che egli
non era uno speculatore raffinato e nemmeno un volgare lupo di borni,
bens ad ogni piccolo profitto egli desiderava per s sempre un gtm
dagno maggiore in vista di quel che gli sembrava la sua giusta cani
Wagener odiava il capitalismo, di cui seppe cogliere acutamente i Imi
deboli senza sottovalutarne la forza; egli sapeva assai bene che non il
poteva combatterlo con una burocrazia decrepita e tanto meno con un
feudalesimo che non riusciva ad intendersi in alcun modo col proton
riato industriale. Irriflessivo nella scelta dei mezzi, brutale nella polr
mica, ricco di idee cattive come buone, abile agitatore e pubblicisti,
egli sarebbe stato luomo adatto a scatenare un'agitazione delle masse
di tipo feudale-socialista se la pigrizia intellettuale da nobiluccio di cani
pagna non gli avesse impedito di escogitare qualche trucco mediocre
Egli si lamentava assai del fatto che i conservatori erano per la met
imbecilli di nascita e per laltra met imbecilli per principio, ma nel
far ci dimenticava che in quella limitatezza spirituale poteva pur cs
sere contenuto un istinto di classe del tutto giusto. Sin dagli inizi essi
ebbero orrore di tutti i problemi che si nascondevano nella persona
come nella politica di quelluomo.
Una volta Wagener mise alla prova le sue arti demagogiche sul
Rheinischer Beobachter, un foglio ufficioso che si pubblicava a Colo
nia, per estirpare l'erba maligna seminata dalla Rheinische Zeitung.
L ancor giovane liberalismo aveva combattuto sin dagli inizi le tasse sul
macinato e sulla macellazione, che nelle citt pi grandi erano state intro
dotte al posto della tassazione di classe, come una ingiusta oppressione dei
poveri, un po per ragioni ideologiche e un po, come nel caso di Hanscmann, per la stessa bramosia di profitto che aveva fatto insorgere gli indu
striali inglesi contro i dazi sul grano. Esso aveva chiesto che questa impo
sta indiretta sul pane e sulla carne per le classi piu povere fosse sostituita
da una tassazione delle classi, mentre lammanco che ne sarebbe potuto de
rivare avrebbe dovuto essere coperto con una imposta sullentrata da far
gravare sulle classi pi ricche. A questo punto il governo'present al Landtag riunito del 1847 un corrispondente progetto di legge; esso proponeva
una imposta sul reddito con autotassazione che doveva gravare nella misu
ra del 2 o, nel caso che fossero entrate consolidate, del 3% su tutti i red
diti superiori ai 400 talleri. Il governo difese il progetto assai tiepidamen242

f, poich non desiderava affatto che fosse approvato; lo aveva presentato


hImmio per compromettere il handtag agli occhi delle masse, nel caso pre
g h i l e che esso avesse respinto il progetto e per potersi cosi cingere dell'iUtrola dell'amicizia per gli operai, senza nessuna fatica. Questo piano
ni 11Ir riusc ma non del tutto. I principi, i signori e i cavalieri del
I jh J I iIK riunito si pronunciarono furiosamente, con talune eccezioni, coli
mi il progetto governativo, mentre una parte considerevole dei liberali
inumimi orientali e renani fu cosi onesta o cosi astuta da rimaner ferma
I um posto. Camphausen e Hansemann difesero vivacemente il progetto
pio l'imposta sul reddito; Camphausen dichiar persino che comunismo e
ini liilumo celavano in ultima analisi una verit: la verit, cio, che 1uo
mo (he vive ha anche il diritto di vivere e che questo diritto deve essere
ili onosciuto in modo pi ampio dalla societ . Fra la grande maggioran
ti! i In- respinse il progetto erano i fedelissimi partigiani del governo ad esI o uppresentati pi di tutti.
Solo che altri liberali, e tra essi rappresentanti molto considerati
Iclbi borghesia renana come il mennonita Beckerath il quale come
lim i arrivato si vantava di avere avuto alla sua culla il telaio del pa
ni. erano caduti nel grossolano tranello e avevano tuonato contro 1 impo
ni! sul reddito come un provvedimento vessatorio, come una pericolosa
prova per la morale e un passo verso la rivoluzione. A questo punto il
KluHnischer Beobachter intervenne con le sue puntate cristiano-feudalii)i ialistiche. La imposta sul reddito era un provvedimento vessatorio?
< li come, ma non vessatorio il fatto che il povero uomo che ha appena
mi po' di pane debba pagare per ci delle tasse, egli che certamente denun<riebbe le sue entrate se esse soltanto fossero in qualche modo sufficien
ti? . L'imposta sul reddito era una pericolosa prova per la morale? E
In situazione del povero oppresso dalle tasse, cui viene diminuito il sa
lario non una prova? Limposta sul reddito portava la rivoluzione?
Sicuramente ad una trasformazione dei rapporti sociali, alla liqui
dazione di una miseria indicibile. Forse anche al comunismo, che non
stato affatto inventato dai comunisti, ma gi promesso nel diritto
<ivile ed ha avuto per s la consacrazione del cristianesimo . L'artico
lo continuava su questo tono fino ad esaltare 1alleanza tra corona e
proletariato.
Ma se il socialismo cristiano-feudale pensava, con articoli del genere,
di far vedere come non solo sapesse flagellare le contraddizioni della
borghesia liberale, ma anche conquistare i cuori della classe lavora
trice, fu un tentativo disgraziato. Il proletariato renano era troppo scal
243

trito per cadere in questo tranello. Certamente ud questo messaggi


ma per buone ragioni non vi credette.

2. Socialismo borghese
Anche la borghesia cercava a suo modo di rimediare alla miseria del
proletariato. Essa si compiaceva, allora come oggi, di presentare i suoi dis
sidi interni, per esempio la contesa tra libero scambio e protezionismo,
come battaglie nelle quali si dilaniava nobilmente ed eroicamente nell'in
teresse delle classi lavoratrici.
Andava al di l di queste figure retoriche solo per compiacersi sporti
vamente nella propaganda della temperanza e nelle opere di beneficenza,
dedicandosi a casse di fabbrica, fondi per premi e altre riformucce del ge
nere, tendenti tutte a consolidare il dominio della borghesia sul proletaria
to con soccorsi che venivano elargiti apparentemente agli operai per loro
stessi, mentre di fatto dovevano diminuire il pi possibile i costi di pro
duzione del capitale. Sin da allora la borghesia vedeva un affare vantag
gioso nel trasformare i proletari in uomini soddisfatti alla condizione,
prima di tutto, che essa non ci rimettesse, ma anzi se possibile ne traesse
profitto, e, in secondo luogo, alla condizione che i metodi impiegati non
risvegliassero la coscienza di classe degli operai, bens la addormentassero
nella misura del possibile dove gi essa era sveglia.
La perla del socialismo borghese fu, tra il 40 e il 50, lAssociazione
centrale per il benessere delle classi lavoratrici. Fu fondata nellautunno del
1844 quando la rivolta dei tessitori slesiani affamati cacci nelle ossa
della borghesia in ascesa, che proprio allora si era pavoneggiata neilo
specchio della esposizione industriale di Berlino, un terrore insanabile.
Lassociazione doveva estendersi attraverso succursali in tutta la Germania
e colpire alle radici le sofferenze del proletariato. Questa idea si diffuse
con notevole successo in quei tempi di fermento e anche a causa della
ancor grande immaturit delle lotte di classe. Lentusiasmo fu grande:
dal re che promise 15 mila talleri per lassociazione fino alla opposizione
piu insoddisfatta che dallassociazione si riprometteva provvedimenti
dogni genere per lorganizzazione del lavoro; lentusiasmo anzi penetr
sin nelle file degli operai e molte centinaia di essi chiesero di esservi
accolti.
Erano bei sogni, ma le cose andarono in maniera del tutto diversa.
244

M>l>< ne gli industriali della Associazione centrale avessero dichiarato nel


Imo primo appello che la fattiva cooperazione delle classi lavoratrici
IHii necessaria, ben presto cambiarono opinione quando si accorsero che
Itun avrebbero potuto soltanto limitarsi a far ballare dei burattini amRMOtirnti ma che avevano a che fare con operai reali. Non appena la sue
ninnile di Berlino decise di fissare le quote annuali dei soci a dieci soldi
J'nigcnto e di tenere assemblee settimanali o mensili, gli industriali diI Inni,irono che gli operai non dovevano essere indotti a spendere altro
lini,no e che non vi erano abbastanza locali quanti ne sarebbero stati nei risiili per tenere le assemblee. Dei resto, essi dichiaravano di sapete
bruissimo per conto loro che cosa fosse necessario al popolo, mentre
il popolo non era affatto maturo per saperlo e le progettate assem
bli!' sarebbero degenerate in club giacobini e in arene di discussioni
(iiiiiuniste. Naturalmente queste preoccupazioni ebbero nello Stato cri
ni, ino la eco pi comprensiva e alla succursale berlinese fu negato
il permesso delle autorit.
(ili avvenimenti presero una piega ancora pi drastica quando fu foniliiiu la succursale di Colonia. Biirgers e Jung, i quali avevano collabol i m i alla Rheiniscbe Zeitung, chiesero nella assemblea per la fondazione
i he l'associazione si denominasse associazione educativa di mutuo soccorn per allontanare qualsiasi traccia di umiliante patronato dal suo nome.
(,>ilesta proposta era appena stata accettata che Ludolf Camphausen, il capo
pi stimato e relativamente pi lungimirante della borghesia renana, an
nunci le proprie dimissioni, dichiarando per scritto con sincerit meritoin di non poter partecipare a tentativi che sarebbero appropriati ad
ispirare pretese troppo grandi nelle classi lavoratrici, a renderle pi insod
disfatte della loro situazione e restie al lavoro e invece di garantire loro
la soddisfazione dei bisogni esistenti gliene avrebbero creati dei nuovi .
Anche a Colonia la polizia fece il resto e cosi dappertutto nel paese, l
dove le associazioni per il benessere delle classi lavoratrici volevano escre qualcosa di pi che mezzi per aumentare il potere della classe
negli oppressori, cercando di ingannare le classi oppresse sulle cause delle
loro sofferenze. Il patriottismo pi cristallino non difendeva dal sospetto
di cosmopolitismo e filantropismo non appena si collegava ad una
i rrta benevolenza per il proletariato; il professore Baumstark di Greifswald, un dirigente delle destre, rimprover amaramente nellassemblea
nazionale berlinese del 1848 al governo di avere deliberatamente indu
giato a dare il permesso per la succursale baltica, che egli e Rodbertus avrebbero voluto fondare, finch poi non se ne era fatto pi niente.
245

Anzi in conclusione la stessa associazione centrale dovette alla (in*


soccombere per la diffidenza dello Stato cristiano e della monarchia um
ciale. Lofferta del re non le fu pagata e non ottenne nemmeno il permei'
so delle autorit, per quanto si desse da fare a rivedere i propri statai I
Dopo le giornate di marzo, provando un desiderio ancora maggiore di
menare per il naso gli operai, essa annunci in un pomposo appello t li*
i vincoli della morte che fino allora lavevano immobilizzata erano allitie stati sciolti e adesso voleva dimostrare la sua energia vitale . Mt
lenergia riacquistata con la libert le servi tanto poco quanto il do<
rio, ormai effettivamente pagato, del re. Col risvegliarsi del proletariato
il socialismo borghese si dileguava da se stesso. La borghesia rinunci
tanto piu volentieri al peso e alla voglia di questa ipocrisia, nella misura
in cui si rese conto che i profitti che potevano derivarne erano troppo
scarsi. LAssociazione centrale per il benessere delle classi lavoratrici, I
dire il vero, fiorisce ancora oggi come una violetta nascosta e mette anche
in pratica le intenzioni originarie dei suoi fondatori : la sua attivit si
limita a far stampare ogni sorta di giornalucci e libercoli, scritti dal punto
di vista capitalistico, contro gli operai coscienti. Ma nessuno se ne cura
nemmeno la borghesia, figurarsi poi il proletariato.
Del resto il socialismo borghese fu messo nella sua vera luce, allepocn
del suo rigoglio, dalla sua effettiva cura per i poveri cosi come quello cri
stiano-feudale dalla sua legislazione sui poveri. I borghesi degli istituti
di beneficenza di Berlino rivelarono in maniera assai singolare il loro
amore pel prossimo; accadeva ad esempio molto spesso che la direzione
di tali istituti facesse indagare, prima di accordare un sussidio alle gio
vani madri di famiglia, se le infelici non avessero per caso ancora un poco
di latte materno.

3. Socialismo flosofco-letterario
Una terza forma di socialismo borghese fu, per la sua sostanza e per
la sua azione, non meno reazionaria anche se si immaginava di essere
estremamente rivoluzionaria. Ne furono portavoci Moses Hess, Otto
Liining, Karl Griin insieme ad altri scrittori della Renania, della Slesia,
del regno di Sassonia, i quali giunti la maggior parte a Feuerbach at
traverso Hegel, e ora spaventati dalla crescente miseria del proletariato,
volevano realizzare l uomo vero mediante il socialismo francese. Si
246

ili illuni) tutta una serie di organi: il Gesellschaftsspiegel, pubblicato


dullrnliite del 45 all'estate del\46, quindi i Rbeinische Jahrbiicher e il
Ih 'ttiu 'h es Biirgerbuch, dei quali, nel 1845 e nel 1846, furono pubblica
li line annate ciascuno, inoltre il Westphlisches Dampfboot, un mensile
In cominci ad uscire nel 1845 ma sopravvisse fino allepoca della ri
voluzione tedesca, infine alcuni quotidiani come la Triersche Zeitung.
Questo movimento ebbe senza dubbio i suoi lati positivi. Tra questi,
Io inni di tutto, la brutale rivelazione delle sofferenze dei proletari. Le sue
ir, ine contenevano in proposito documentate notizie che anche oggi si
inminio leggere con grande profitto. Wilhelm Wolff scrisse con audacia
ilvuliizionaria sul Deutsche Biirgerbuch la sua Storia dei tessitori sleitani. 1 Rbeinische Jahrbiicher esaltavano Babeuf e Marat come veri amici
ili Ile masse affamate. Le ridicole obiezioni avanzate dai filistei contro il co
llimi ismo erano ricoperte di feroce ironia : dal rimprovero del dividere
Imo alla straziante questione di chi nello Stato del futuro avrebbe
dovuto lucidare le scarpe: tutte cose che gi allora si dicevano. Con la
piccola differenza tuttavia che la famigerata questione del lustrascarpe
urne ponderata oggi con acume e profondit dalle teste pedanti degli
inimini politici liberali, mentre allora serviva soltanto ai commessi viag
giatori, dopo i loro pranzi in trattoria, come una gradita occasione per an
nientare il socialismo. Lumanesimo di Feuerbach e lanarchia di Proudhon
riuno i centri attorno ai quali si muoveva il mondo ideale di Hess e Griin.
Con qesto sembrava che essi fossero allaltezza della evoluzione intel
lettuale tedesca ed anche francese.
In realt le cose stavano proprio al contrario. Il rapido sviluppo deili ndusnrialismo aveva fatto si ormai che, anche per la Germania, il voler
risolvere problemi sociali per via filosofica fosse diventato da fatto rivolu
zionario un fatto reazionario. E Hess e Griin non erano_ capaci di rom
pere liticamo filosofico. Nella misura in cui essi assimilavano il sociali
smo francese lo svirilizzavano, non comprendendolo per quello che era:
l'espression^ letteraria di una lotta di classe economica. Essi invece lo
concepivano come una speculazione ideologica sullessenza delluomo;
si attenevano essenzialmente alle artificiose costruzioni sociali dellutopismo, negandole e superandole , con ogni sorta di banali truc
chi filosofici, nella vacuit sublime delle categorie hegeliane; tralascia
vano senza prestarvi attenzione la critica incisiva che lutopismo aveva
fatto alla societ borghese. Persino di Proudhon interessavano loro assai
pi gli errori filosofici eh le verit economiche.
Ma nelle loro mani la filosofia tedesca degenerava non meno del so247

cialismo francese. Se Feuerbach aveva scoperto nel Dio cristiano lessni


za alienata delluomo cui bastava riconoscere se stessa per liberarsi di Dio,
Hess riteneva che il denaro fosse in campo economico ci che Dio rtn
in quello filosofico e che luomo, se solo avesse riconosciuto se stesso
come membro attivo della societ umana, come essere creativo onnipo
teme, avrebbe potuto liberarsi dal denaro e con ci di tutto il ciarpame
di una societ disumanata. Hess tent di rendere plausibile il suo strano
socialismo traducendo senzaltro concetti economici in concetti filosofiti,
Ma quando egli proclamava con tanto di sottolineatura: la proprieiii
materiale lessere per se stesso dello spirito diventato idea fissa , questa
filastrocca non poteva neppure essere paragonata alla pi bizzarra descri
zione del futuro dellutopismo. A sua volta Griin annacquava lelogio
dellamore fatto da Feurbach con il pi nauseante sentimentalismo, col
quale egli dissolveva tutte le lotte dellumanit in rosea armonia fino
alla geniale trovata che un bel giorno a tutta la produzione avrebbero
provveduto i giuochi dei bambini.
Nonostante tutto, sarebbe ingiusto giudicare questa specie di so
cialismo esclusivamente secondo la critica tagliente che ad esso hanno
riservato, nel Manifesto comunista, Marx ed Engels. Segnatamente il
rimprovero pi pesante che gli stato fatto, quello cio di aver fatto
il gioco della reazione prequarantottesca, pu essere mantenuto solo
in misura limitata. Certamente lalterigia sprezzante, con la quale il
socialismo filosofico-letterario si compiaceva di sparlare delle aspira
zioni liberali della borghesia, facilit in modo indiretto la posizione
dellassolutismo. Ma lopposizione, per quanto timida, della borghesia
negli impotenti parlamenti provinciali era pur sempre qualcosa di assai
piu scomodo della traduzione dellutopismo francese nel corrotto te
desco hegeliano. Tuttavia lintenzione di lasciarsi utilizzare come il
desiderato spauracchio contro la borghesia in minacciosa ascesa era
del tutto estranea al socialismo filosofico-letterario, o, come Grn lo
battezz, vero . A suo modo, esso voleva essere realmente rivoluzio
nario; solo non capi che quello che sul terreno della societ borghese
moderna era rivoluzionario diventava per necessit reazionario, quando
questo mancava o ancora doveva essere conquistato.
Se Marx ed Engels avessero scorto nel socialismo -filosofico-lette
rario un falso alleato, non avrebbero collaborato ai suoi periodici. Per
parte loro, essi non sono mai stati socialisti veri; quando nel 1845
il socialismo filosofico-letterario cominci a largamente diffondersi in
248

i <i mania, da lungo tempo essi lavevano superato. Ma non fecero ci


th unte volte stato loro a torto rimproverato: non si scagliarono con
|im untuosa superiorit contro una forma ancora embrionale del movitttritio; bens cercarono di sollecitare oltre se stessa questa forma. Coai llngcls fond insieme a Hess il Gesellschaftsspiegel, al quale anche
Mmx collabor con un articolo, sebbene Hess nellarticolo programiiimlco di questa rivista avesse dichiarato che tutti gli sforzi politicoIil,< tnii sono diventati per noi oggetto pi che di indifferenza addirittura
ili nausea . Se, in tal modo, Marx ed Engels si dimostrarono concilianti
mi il socialismo filosofico-letterario, nella leale ipotesi che se le idee
ili 11 inoro non erano troppo acute si trattava pur sempre di brava gente,
UHimo con lealt non minore, quando, visto che quella brava gente
timi aveva nessuna intenzione di rinunciare alle sue idee, lo attaccarono
aulir sue stesse riviste.
Un anno dopo la fondazione del Gesellschaftsspiegel, Engels scri
veva nel Deutsches Brgerbuch del 1846: I tedeschi si sono messi ora
a i Dirompere anche il movimento comunista. Come al solito anche qui
gli ultimi e i pi inerti credono di poter mascherare la loro pigrizia col
,1inprezzo dei propri predecesori e con millanterie filosofiche. Il comunismo
lu appena cominciato ad esistere in Germania, che gi accaparrato da un
gmude esercito di teste speculative le quali credono di aver fatto un mirai oli) trasferendo nel linguaggio della logica hegeliana proposizioni che in
Francia e in Inghilterra sono gi diventate banali, e inviano per il mondo
, |iiesta nuova saggezza come qualche cosa mai esistito prima dora, come la
vera teoria tedesca, per poter poi a piacere loro gettar fango sulla
cattiva prassi , sui sistemi sociali che suscitano il riso dei limitati frani mi e inglesi . Engels mette innanzi a questi sapienti signori un pic
colo capitolo di Fourier sul commercio affinch essi ne possono trarre esem
pio. vero, Fourier non venuto dalla teoria hegeliana e perci non ha
potuto raggiungere purtroppo la conoscenza della verit assoluta e nem
meno il socialismo assoluto; vero, Fourier si lasciato indurre a causa
d i questo errore a mettere il metodo delle serie al posto del metodo asso
luto e alla fine arrivato a costruire la trasformazione del mare in una
bibita, allantileone e allaccoppiamento dei pianeti; ma se cosi deve es
sere preferisco credere a tutte queste storielle con lallegro Fourier che
allassoluto regno dello spirito dove non si trovano bibite, allidentit di
essere e niente e allaccoppiamento delle eterne categorie. Le assurdit
francesi sono per lo meno allegre mentre quelle tedesche sono uggiose
e indigeste .
249

Engels, dopo aver riprodotto il frammento di Fourier, prosegui


Veramente i tedeschi dovrebbero smettere una buona volta di intinti
tanto rumore sul loro radicalismo. Con due o tre dati di fatto assai insigni,
ficanti sono in grado di mettervi assieme infinite e svariate cose ed and'.Il
metterle in connessione con la storia universale. Di qualsiasi fatto che em|
conoscono di terza mano, e del quale neppure sanno se andato in un nini In
piuttosto che in un altro, vi dimostrano che esso doveva andare cosi c non
altrimenti... Perci anche il socialismo assoluto tedesco cosi terrihil
mente povero. Un po di umanesimo come oggi si usa dire, Un
po' di realizzazione di questo umanesimo o piuttosto di questo mo
stro, qualche cosa sulla propriet preso da Proudhon di terza o di qimrn
mano , un po di lamenti sul proletariato, di organizzazione del lavori,
la miserabile associazione per elevare le classi popolari inferiori, accanili
ad una sconfinata ignoranza di economia politica e sulla societ reale
questo tutto; poi con la apartiticit teorica, la assoluta quiete del pai
siero , gli si toglie anche lultima goccia di sangue, lultima traccia ili
energia e di elasticit. E con questa uggia si vorrebbe fare la rivoluziona
in Germania, mettere in moto il proletariato, far pensare e agire Iti
masse? . Concludendo, Engels consigliava i socialisti assoluti r
veri di informarsi innanzi tutto coscienziosamente su quel che prirrhi
di loro era stato fatto per dimostrare poi che cosa essi avrebbero saputo
fare; ma naturalmente egli non riusc a scuotere n con la sua seriet
ne col suo umorismo la rigida autocoscienza di quei filosofastri i quali
tenevano prigioniero il mondo visibile e invisibile nella rete dei loro concerti hegeliani.
Per 1 intima mancanza di chiarezza, il socialismo filosofico-letterario non rappresent affatto una massa compatta, ma per alcuni anni
esso si diffuse largamente in Germania. Il suo rappresentante intellettualmente piu notevole fu Moses Hess, che gi prima di Marx ed Engels
si era rivolto al socialismo, ma non aveva mai osato, se non a malin
cuore, di rompere con la filosofia. Di lui, piuttosto che di Marx, si
potrebbe asserire che era un cervello scolastico, pienamente appagato
se poteva spaccare in quattro i concetti. Ma nemmeno di lui ci pu
essere detto in modo assoluto, perch il suo intelletto un po ristretto
e arido, piu cavilloso che acuto, non pot mai indurlo tanto in errore
che il suo valido cuore non lo riportasse, sempre di nuovo, l dove
era 1 interesse reale delle classi lavoratrici. Hess ha immolato una lunga
vita piena di sacrifici allemancipazione del proletariato, e da vecchio
ha combattuto disciplinatamente nelle file della socialdemocrazia tedesca,
250

,
^
I
I
I

Il utiilr batteva vie ben diverse da quelle che egli, nei suoi giovani
IMttl, vrebbe voluto indicare. Proprio durante il periodo di Bruxelles,
| mui contatti con Marx ed Engels furono* frequenti e cosi pure la coline con essi; egli cerc di entrare nella loro concezione del
.......lo r si subordin di buon grado allo spirito superiore che vedeva
ih Mm, Solo non riusc mai a liberarsi da residui idealistici, che furono
imiM di continue frizioni e malumori.
Meno filosofico che politico fu Otto Liining, che per cosi dire,
I .
. . 1 mietere gli allori di Louis Blanc sul Westphlisches Dampfboot,
I|ij* iii i si macchi meno di tutti negli attacchi contro 1 opposizione
III,, mi,-, ma certamente, come il suo modello francese, si ritrov tanto
pili inevitabilmente al fianco della borghesia, quanto' piu si acu la lotta
un lorghesia e proletariato. Laspetto letterario di questo socialismo
Hov invece il suo classico rapppresentante in Karl Griin. Costui era
Itin iato puro nel senso negativo di questa parola, privo di una qualsiasi
|.h.Iniidit e perfino di seriet, sprezzante quanto superficiale, di una
Imnalit di spirito tale che, pi che essere celata, veniva messa in ri4III) da certe frasi brillanti. Con ragione, Marx ed Engels videro in
lui II pi insopportabile dei veri socialisti, soprattutto quando, an
dam u Parigi nel 1844, vi scrisse il suo libro sul Movimento sociale in
mia e nel Belgio. In esso Griin trattava dal suo pulpito i grandi
un ipisti come cervelli confusi, mentre al tempo stesso si dette da fare,
piu troppo non senza successo, a trasformare il geniale Proudhon in un
Invidioso pedante, inoculandogli il suo maldigerito hegelismo.
Con tutta la sua genericit, il socialismo filosofico-letterario non
pnis senza lasciar traccia, quasi fosse la vana chimera di pedanti iso
lati. In esso si rispecchiava la paura del borghesuccio per 1ombra si
nistra delle lotte di classe, che minacciavano la sua esistenza letargica.
Proprio a questo borghesuccio il socialismo vero ispir la soave co
scienza di trovarsi a un livello, mai fino a quel momento raggiunto,
di umanit e di procedere novello salvatore del mondo sul mare
della rivoluzione, senza neppure bagnarsi le suole delle scarpe.
Cos spiegabile la diffusione epidemica del socialismo filosoficoletterario prima delle giornate di marzo ed anche il fatto che esso sia
scomparso senza lasciar traccia, dopo di quelle.
m i

251

4. Max Stirner
In maniera assai pi ardita e originale di Hess o di Griin Caspu
Schmidt, un tedesco della Franconia, fece il tentativo di trasformali
in realt corposa lidea assoluta di Hegel, lautocoscienza di Bauer, l'u
manesimo di Feuerbach e lanarchia di Proudhon. Apparteneva ai LI
beri di Berlino, e contribuiva abbondantemente alle loro pose geniali
e spacconerie, al loro filisteismo ormai irrimediabile. Ma, oltre a quo
sto, era un filosofo e un rivoluzionario autentico, perci ha sapi.m
conquistarsi il suo posto storico, in un certo senso perfino al fianco
di Marx ed Engels. Le considerazioni filosofiche dell'Unico e la sua pro
priet, da lui pubblicate con lo pseudonimo di Max Stirner, definivano
per un verso i limiti della filosofia idealistica, come la Sacra famigli*
di Marx e di Engels, apparsa contemporaneamente, li definiva per laltro.
Come la Sacra famiglia, anche L'Unico e la sua propriet si ricollegavi
polemicamente alla Allgemeine Literaturzeitung dei Bauer.
A torto un professore di filosofia non vi ha voluto vedere altro
che una satira contro Feuerbach. A modo suo, Stirner voleva sul serio
strappar giu dalle nuvole, sulle quali pur sempre troneggiava, luomo di
Feuerbach, e portarlo in terra. Ma l unico cui egli voleva dar vita non
era luomo bens un uomo, la specie uomo pi progredita che il maestro di
scuola semiaffamato, Caspar Schmidt, conosceva a Berlino prima del 48:
il borghese con la sua propriet, il capitale, che non voleva pi essere vezzeggiato dal dispotismo ma era diventato abbastanza forte per vivere se
stesso in concorrenza sfrenata e nel puro godimento del suo esistere.
Stirner era troppo filosofo e troppo rivoluzionario per non sentire la stri
dente contraddizione di quellaborto misto di fango e di fuoco con il suo
ideale filosofico delluomo; da questa sensazione nascevano quei lampi di
disperato umorismo che hanno attirato sul suo libro il sospetto di es
sere soltanto un sarcastico passatempo dellintelletto.
Max Stirner tuttavia non poteva ispirar vita a quello che era il suo
ideale filosofico, /uomo, lIo, che non ha niente al di sopra di s, che per
affermare la sua propriet spezza tutti i vincoli impostigli dalla coscienza,
dal diritto, dalla morale, dalla legge, dalla famiglia, dalla societ, dallo
Stato. Questo Io era un concetto astratto come luomo di Feuerbach, anzi
proprio perch voleva dimostrare la sua realt divenne ancor piu eviden
temente un concetto astratto. Luomo un essere sociale; come uomo pu

252

vivere soltanto nella e per la societ umana; come Io isolato diventa sel
vaggio, diventa un animale. Ci era chiaro anche per Stirner ed egli cerc
ili venire a capo di questo fatto incontestabile con le sue associazioni
Irgli egoisti, libere associazioni nelle quali ciascun Io entra e rimane
qmmdo e finch lo richiedono i suoi interessi egoistici. Ma tali associa
timi erano una contraddizione in s, infatti il presupposto di ogni assoi (azione, che voglia agire e produrre come tale, che i singoli membri
unifichino quanto dei loro scopi personali richiedono gli scopi comuni.
In ima associazione lIo cessa per l'appunto di essere lUnico.
Una caratteristica del sistema di Stirner che esso fa radicalmente
|ila/za'pulita della ipocrisia borghese cristiana, che sapeva declamare tante
tirile cose sulle generose virt delle classi dominanti, sul loro sconfinato
amore e affetto per le classi dominate. Stirner si prende giuoco di questa
Illusione come di poche altre. Egli dice alle classi dominanti: Da voi
lo non pretendo proprio niente poich qualunque cosa Io chiedessi voi ri
marreste pur sempre, e necessariamente, legislatori dispotici, perch un
i urvo non pu cantare e un predone non pu vivere senza preda . Egli
0 prende giuoco di coloro che parlavano del torto millenario dei ricIli ai danni dei poveri. I ricchi agiscono cosi come debbono agire e sareb
bero stolti se agissero altrimenti. I poveri commettono il vero torto.
Propriet legale o legittima di un altro sar soltanto ci che tu ritieni
giusto che sia sua propriet. Se cessa di essere giusta per te, essa ha per
ii uto per te la legittimit e tu ti prenderai giuoco del diritto assoluto ad
1 ssa... Perch accusare gli altri quando ci hanno derubato, se noi portiamo
In colpa di non derubare gli altri? I poveri sono colpevoli del fatto che esiiii mo i ricchi... Proudhon poteva risparmiare il suo pathos prolisso quan
do diceva: vi sono alcune cose che appartengono soltanto a pochi e alle
quali noialtri dobbiamo per principio rinunciare o dare la caccia. Prendia
mole, perch la propriet viene con il prendere e la propriet, oggi a noi
sottratta, venuta pure soltanto con il prendete ai proprietari. Si potr
meglio utilizzare se sar nelle mani di tutti noi che se pochi ne dispori.inno. Associamoci perci per questa rapina. Ma tale associazione eli
mina immediatamente la caratteristica dellUnico; ogni sciopero indica
quanto rapidamente linteresse egoistico venga in conflitto con quello co
mune. Stirner a suo modo predica la lotta di classe, ma secondo la sua
stessa teoria lUnico e la sua propriet in tale lotta non altro che il
piede forcuto del demonio e il suo premio per il peccato.
Volendo rivestire di carne e di sangue la figura nebulosa delluomo
filosofico, Stirner la dissolveva senza volerlo nel vuoto nulla. In con
253

trasto evidente con lui, Marx ed Engels lasciarono perdere spondili*


niente tutte le formazioni nebulose e cercarono luomo reale l dovi
soltanto da trovare: nello sviluppo storico della societ umana In
cercarono noti nella filosofia ma nella economia.
Ma la storia delle idee non altro che il riflesso della storia reali'
NellEuropa occidentale la lotta di classe proletaria era gi ai suoi inIII,
quando nella Germania orientale era appena cominciata la lotta della con
correnza capitalistica. Quella influ sulle concezioni di Marx e di Engrl
come questa sulle concezioni di Stirner. Nessuno se ne accorse cosi rapi
damente e acutamente come il borghese che era nascosto nellideologi!
Ruge. Ruge si mise subito ad esaltare Stirner come il controveleno di Mnn
ed Engels. Pi volte egli proclam essere lopera di Stirner una aziona
liberatrice. Egli scriveva: Si dovrebbe sostenere questo libro e dii
fonderlo. Esso la liberazione dalla pi idiota di tutte le idiozie. Il dog
matismo sociale degli artigiani, questo nuovo cristianesimo predicato dui
semplici e la cui realizzazione significherebbe unabietta vita da peto
re . Certamente lispirazione rivoluzionaria che attraversa il libro ili
Stirner dava assai noia al filisteo Ruge, ma egli seppe rimediarvi. Egli di
ceva che Stirner a dire il vero aveva accettato una idiozia di Marx e ili
Engels e cio quella di voler partire dal mondo reale . Come condiziio
ne generale una stupidaggine e solo nel caso particolare vera , diceva
Ruge, ovvero, esprimendo lo stesso pensiero con altre parole: L'egoismo
aperto vero in Stirner, legoismo quale teoria segreta, come in Marx,
ipocrisia ; o, se queste frasi fossero state dette in buon tedesco capitali
stico : per il proletariato pazzia, per la borghesia verit; per la borghesi
legoismo, per il proletariato la rinuncia. Ruge per non dimentic il noc
ciolo per la scorza; la quintessenza di Stirner sta per lui nelle energiche
parole: Abbandonati a te stesso, chi si abbandona agli altri gi
abbastanza abbandonato . la stessa ninna-nanna con cui ventanni dopo
i liberoscambisti sfegatati cercarono di menare per il naso il movimento
operaio risorto a nuova vita.
In realt Ruge con il suo acuto istinto di classe riconobbe subito il
mezzo, abbastanza semplice, per trarre dalla rozza scorza il dolce nucleo.
La decisione di voler partire dal mondo reale, la semplice nozione: noi
non abbiamo bisogno di aspirare al migliore dei mondi poich lo posse
diamo gi, bastava perfettamente per trasformare la dissoluzione rivoluzio
naria di Stirner di tutto lordinamento esistente nel semplicistico evangelo
del libero scambio. Se si prescinde dalla polemica sulla tariffa doganale,
questo evangelo finora era stato annunciato in tutta la sua bellezza teorica
254

d un Inglese immigrato, il bravo JoTin Prince-Smith, il quale alla sua


ili ottusa e testarda dimostr che la Prussia era gi pi che matura
itti legalizzare il potere di fatto del denaro con leggi costituzionali.
Illu n i ria ancora un boccone indigesto per l'ideologia tedesca e Julius
l'mu Imi si gett ai piedi di Stirner come suo devoto scolaro, per impa
lale da lui le parole dordine con le quali avrebbe potuto essere puntel
lata l'usura universale come Reich millenario dellumanit. La giovane
ihila dei liberoscambisti tedeschi predicava nel suo primo organo, la
Abendpost, labolizione della morale e dello Stato, interpretando
lilu lamente Stirner, e tutto nellinteresse del dolce commercio.
Altrimenti lopera di Stirner non ha lasciato tracce visibili nella vita
in lesi a Essa non poteva creare una scuola filosofica poich proclamava,
mi lutti e con le parole, la bancarotta della filosofia e solo dopo decenni
f lina di nuovo annunciata dallestero come lieto messaggio dellanarchiniiti, min perch Stirner fosse stato o volesse essere un anarchico nel senso
Il mm qualsiasi scuola, ma perch egli aveva dato la descrizione di una
"udizione anarchica della societ con il paradossale radicalismo del maeiiii di scuola tedesco e con la coerenza di un logico che era andato alla
i imi di Hegel.*

*i II socialismo di Stato di Rodbertus


I liberoscambisti tedeschi erano gente attiva ed avida di guadagno.
I oro fine pratico era : abbattere tutte le barriere della lotta di concorrenza
iipitalistica; la loro parola dordine: lasciare andare e lasciar correre, poii li il mondo cammina da se stesso. Essi dicevano che listinto del guada
gno domina luomo in tutte le circostanze e in tutte le epoche allo stesso
modo; laspirazione al pi lauto guadagno possibile, dicevano essi, deter
mina di per se stessa la pi grande armonia nella societ umana. Si ap
poggiavano alla scuola inglese di Manchester e infatti Faucher divenne pi
lardi segretario di Cobden; dalleconomia classica non prendevano niente
di pi di quel che loro fosse necessario ed era abbastanza poco: qualche
concetto, qualche parola, che strappavano dal contesto e accomodavano ai
loro scopi affaristici.
In quanto franchi tiratori del capitalismo, essi furono in contrasto
pi o meno aspro con i governi anteriori alla rivoluzione di Marzo, i
quali non riuscivano a sottrarsi al dominio feudale-corporativo. Essi
255

non venivano chiamati sulle cattedre delle universit e poich sapevano


trovarsi occupazioni molto pi lucrose non aspiravano affatto a onoil
accademici. Tanto pi ci si sarebbe dovuto aspettare che i rappreseli
tanti patentati della scienza economica politica, i quali diluivano <11
anno in anno i loro Adam Smith e David Ricardo, pur tra sconciami r
piccolo-borghesi, intervenissero contro gli abusi commessi dai libero
scambisti capitalistici in nome dei loro maestri. Ci non accadde tuttavia, ovvero accadde solo in modo molto particolare. La saggezza profes
sorale diceva alla industriosit manchesteriana: il tuo appellarti alleco
nomia classica non cosi ingiustificato, ma leconomia classica era in
una certa misura su di una falsa strada, Tra il 40 e il 50 nelle univer
sit tedesche nacque il c metodo storico dell'economia politica, chr
cominci subito a risplendere di vivida luce.
Se i partigiani di questo metodo avessero voluto dimostrare che le
concezioni delleconomia classica non erano state sentenze di una sag
gezza infallibile bens teorie nate storicamente e perci senza dubbio
storicamente giustificate ma anche storicamente transitorie, essi si sareb
bero incamminati su di una via di effettivo progresso. Quel che Adam
Smith e Ricardo avevano descritto era, per usare una espressione hege
liana, il modo di produzione della loro epoca concepito in pensieri; essi
erano i teorici del periodo della manifattura e un po gi della grande
industria ai suoi inizi. Se essi, nel far ci, non poterono guardare al
di l della loro epoca, proprio quanto pi chiaramente si guardarono at
torno nel loro tempo, se essi ritennero la situazione economica della loro
epoca come 1 attuazione di eterne leggi di natura, le quali avevano po
tuto alfine affermarsi dopo una lunga preistoria di gravi errori ed ora non
potevano mai pi essere scosse: questa era la loro particolare limitazione
storica, 1 ombra rispetto alla luce che essi diffusero sulle leggi delieconomia politica. Se gli insegnanti tedeschi della loro scienza non si fossero
contentati di essere soltanto dei pedissequi seguaci, ma avessero voluto
svilupparla indipendentemente sarebbe stato loro compito dissolvere que
sta limitazione storica, e in questa direzione il socialismo inglese e fran
cese avevano gi^ cominciato a lavorare in maniera assai promettente.
Ma non questo intendevano i professori tedeschi quando parlavano
del loro metodo storico . Nella misura in cui i contrasti economici
in Germania si acuivano praticamente, il loro tenero cuore tremava tanto
pi per lo spavento di essere trascinati, in cosi ardenti lotte, via dalle
loro tranquille e pacifiche aule. Proprio perch le teorie di Adam Smith
e Ricardo non erano fantasime astratte, ma prodotti autenticamente sto256

il, i uvrvano dato alla concezione del mondo feudale lultimo colpo e
iiuiiriicvano gi il primo presentimento della concezione del mondo soi lillita. Luna cosa come l'altra era nella stessa misura spiacevole per i
| r ,l,.|, servitori di sovrani romanticamente ispirati. E cosi torn assai co
modo a questi leali patrioti il fatto che i liberoscambisti radicali ridu, risero le teorie della economia classica in pochi concetti esili ed astratti
.Il lontro ai quali labbondanza e lo splendore del loro metodo sto
lli o r poteva risaltare tanto pi efficacemente. Questo metodo non era
nino che un assai antistorico tentativo di evitare le conseguenze dello
sviluppo storico o, nel caso piu favorevole, di conciliare l'inconciliabile.
Sullo la maschera dello storicismo i modi di produzione retrogradi,
, lir in Germania avevano ancora una cosi grande diffusione, potevano
essere difesi ora contro le argomentazioni capitalistiche ora contro quelle
tiri socialisti ovvero, a seconda dei casi, potevano essere scambiate, die
di* enormi montagne di appunti e noterelle storiche, occhiate ora amoiiisc ora adirate col feudalesimo, col capitalismo, col socialismo.
Capo di questa corrente era, a Gottinga, Wilhelm Roscher. Egli co
minci con giusto istinto a definire il suo metodo una imitazione del
metodo con cui la scuola storica del diritto tentava di far girare indie
tro la ruota della storia. Egli rinunci all analisi critica del moderno
processo di produzione e alla chiara formulazione dei suoi risultati, con
frontava piuttosto tutti i popoli e le epoche possibili per ricavare da una
grande massa di fenomeni storici ci che era essenziale e conforme a
leggi. Non voleva mettere in chiaro le caratteristiche distintive del modo
di produzione capitalistico, ma piuttosto cancellarle. Invece di seguire
l'esemplare sviluppo della situazione inglese e francese egli studi in
particolare i popoli antichi, poich, dall indubbio fatto che il loro
sviluppo in ogni caso era completamente terminato, egli traeva la
dubbia conseguenza che la economia politica antica avrebbe offerto, l
dove si rassomigliava alla moderna, una inestimabile guida per il
giudizio. Con questo brillante metodo, Roscher si affermato quasi per
mezzo secolo come il patriarca delleconomia politica e con successo
ha opposto un ambiguo si e no a tutte le questioni economiche che in
questo lungo periodo esigevano un chiaro si o no. Egli del resto era
uomo di grande dottrina ed un certo rispetto dinanzi ai rappresentanti
classici dell'economia borghese gli impediva di trattarli proprio da cani
morti , come era diventato ben presto di moda tra i suoi imitatori as
sai meno dotti e assai meno coscienziosi. Il metodo storico degener
in una politica opportunistica, completamente priva di principi, che
257

sapeva esaltare ogni rimasuglio feudale-corporativo come uno spini


dido pezzo storico e, anche nelle sue migliori prestazioni, ha solimi
to rimasticato come presunte scoperte storiche ci che Adam Sitili li
e Ricardo non hanno affatto trascurato, ma anzi espressamente sol
tolineato.
Tra il 40 e il 50, vi fu soltanto un dotto tedesco, che fra Palliai
non apparteneva a quella corporazione, che fosse veramente allaltrn
della economia classica e riuscisse fino ad un certo punto a elabori.ri,t
ulteriormente. Karl Rodbertus veniva da ambienti accademici. Suo padir
era professore di diritto alluniversit di Greifswald, suo nonno da paro
di madre era il noto fisiocratico Schlettwein, il quale, nel secolo precede,
te, aveva aiutato il marchese Carlo Federico di Baden a creare comunii
rurali in base ai principi fisiocratici e poi aveva insegnato a Basilea r
Giessen, e alla fine aveva terminato i suoi giorni come fattore in un
possesso feudale del Meclemburgo portatogli in dote dalla moglie. Lo
sviluppo intellettuale di Karl Rodbertus non pu essere spiegato imme
duramente partendola questo nonno che era gi morto prima della su.,
nascita; tuttavia 1unione, ereditata, di occupazioni dotte con la esperienza
pratica e l'indipendenza economica di un grande proprietario di terre
ha avuto effetti stimolanti sulle sue capacit naturali. Rodbertus aveva
acquistato nelle universit tedesche la cultura giuridica e filosofica del
tempo; era poi salito per i primi gradini della burocrazia prussiana,
aveva imparato a valutare i problemi sociali nelle amministrazioni go
vernatile slesiane di Breslavia e Oppeln; dopo aver lasciato il servizio
aveva fatto lunghi viaggi in Germania e in Francia; quindi studiato eco
nomia e storia ancora una volta a Heidelberg e Dresda e alla fine a tren
tanni si era comprato il feudo di'Jagetzow nella Pomerania occidentale,
dove in piacevole ozio pot vivere secondo le sue inclinazioni: senza
curarsi del favore o dello sfavore del mondo ma, certo, tagliato fuori
dalla vita.
Il primo articolo, che Rodbertus voleva pubblicare nel 1839 sulla
Augsburger Allgemeine Zeitung sulle rivendicazioni delle classi lavo
ratrici e che per gli fu respinto come una intempestiva fantasia da
questo giornale di professori, lo mostra gi ad un livello di panetrazione
economica che allora nessun ricercatore tedesco aveva raggiunto. Quando
odbertus, circa trentanni dopo, pubblic quelle pagine ingiallite pot
dire che esse contenevano gi l'intero suo sistema, della cui giustezza
si era convinto sempre pi col passare del tempo. Era questa una dub
bia lode a se stesso poich ci poteva significare, e significava infatti sol2 58

Min, <hr Rodbertus era rimasto essenzialmente al punto che aveva ragmIhiim nel 1840. Ci nonostante egli rimase sempre assai al disopra di
....... t | che fu prodotto in Germania come scienza economica da parte
mie e borghese. Cosi come, negli anni dal '40 al '50, si elevava
,1 ,11 sopra dei Roscher e dei List, tra il '50 e il 7 0 assestava colpi
|. diretti ai tracotanti liberoscambisti e poi negli anni seguenti crm. 4v,1 11 socialismo della cattedra come una tremenda scempiaggine e prima
di morire prevedeva, rivelandosi qui profeta sociale, che la gloria di
IH"Murile avrebbe trovato la sua spedizione in Russia nella questione
.......
Per queste ragioni Rodbertus, come disse una volta Lassalle, e
....... no 11 pi grande economista politico tedesco.
Rodbertus non si adatt mai a tornare indietro rispetto all'economia
, |m|ia. Al metodo storico degli economisti delle universit tedel (gli opponeva un principio autenticamente storico, quando affer
m ivi!
Reazione sociale, come reazione in generale, per me qualsia.1 litltuzione che ha fatto il suo tempo ed degenerata e tuttavia la si
vuole introdurre di nuovo per il futuro senza che le sue condizioni di
"(lenza siano adattabili al grado della vita storica di questa epoca futu,i. . Rodbertus si pronunciato sempre per la libert di domicilio e di
profusione; egli ridicolizzava i tentativi di ristabilire le corporazioni
, i ime fate morgane, miraggi, illusioni ottiche; rifiutava il protezio
nismo e definiva la libert di commercio come la parte migliore del si
li rum di Smith; egli bollava i politicanti reazionari, che volevano
Mritare un'offa agli operai per ottenere l'appoggio del proletarlato ai
loro fini egoistici; egli dimostr che le assicurazioni per la vecchiaia,
l'Invalidit e le malattie non toccavano il nucleo della questione opeiiiin; ironizzava sul fatto che si volessero respingere le giustificate riven
dicazioni delle classi lavoratrici con polizia e cannoni, con prediche mo
nili o anche soltanto con l'istruzione scolastica. Per lui non era possibile
In alcun modo tornare indietro ma, come aveva dichiarato fin da prini (pio, soltanto andare avanti, poich la societ aveva incendiato le navi
dietro di s.

Per questo Rodbertus tent di trarre conseguenze socialistiche dalla


teoria del valore di Ricardo. Ci era avvenuto gi nel suo primo articolo
e allo stesso modo, ma pi diffusamente, nella sua prima opera che pub
blic nel 1842 e intitol Per la conoscenza delle condizioni della nostra
economia statale. Era questo un notevolissimo passo avanti per la Ger
mania, ma solo per la Germania. Infatti quel che Rodbertus diceva era
stato detto in Inghilterra o in Francia fino allultima parola altrettanto
259

bene, se non meglio: Rodbertus conosceva molto bene ci che in quc


sti paesi era stato pubblicato sulleconomia politica e sul socialismo fino
al 1840. Egli riteneva che chi non conosceva la letteratura sulla que
stione sociale a partire dal 1818, quando ancora nessuno aveva pensato
a Lassalle e Marx, non conosceva il meglio di essa; e, otto anni dopo la
fondazione dellAssociazione internazionale degli operai e cinque anni
dopo la pubblicazione del Capitale di Marx, arrivava ad esprimere lo
stupefacente parere che n nella scienza, n nelle assemblee operaie la
discussione della questione sociale aveva di nuovo raggiunto il livello
cui era giunta negli anni dal 20 al '40.
Quanto Rodbertus abbia attinto direttamente dalla letteratura inglese
e francese ovvero quali conclusioni, sotto lo stimolo di quella, egli abbia
tratto da Ricardo difficile stabilire nei particolari, poich egli era cosi
negligente nelle citazioni quanto geloso del fatto che i suoi presunti o
reali diritti d autore su idee socialistiche potessero essere menomati da
terzi. Egli accuso di plagio persino gente che, come Marx, aveva con
cezioni diametralmente opposte alle sue su tutti i punti decisivi. Tut
tavia questo problema ha un interesse molto pi grande per il biografo
di Rodbertus che per lo storiografo del socialismo, il quale pu limi
tarsi a constatare che il socialista Rodbertus, non importa come e da dove
gli sia giunta la sua scienza, non ha detto niente che non fosse gi stato
detto altrettanto bene o meglio nella letteratura del socialismo anglofrancese, ad eccezione di un punto, quello del socialismo di Stato, che
non signific un progresso, bens un notevole regresso rispetto allutopismo della grande borghesia ed anche al socialismo piccolo-borghese
dellEuropa occidentale.
Nei suoi primi scritti Rodbertus cita relativamente ancora assai spesso
Sismondi. Fin dal suo primo articolo egli nomina Sismondi non espres
samente ma si riferisce a lui come ad un economista il cui nome ha
non soltanto una risonanza famosa ma anche umana, per sottolineare
la legge, altrimenti di solito collegata al nome di Ricardo, secondo cui
nella societ capitalistica il salario gravita attorno allindispensabile so
stentamento della vita di cui 1operaio ha bisogno, onde mantenere la
sua forza lavorativa e ringiovanirsi nei suoi figli. Per lappunto contro
Ricardo, Sismondi per aveva sostenuto la spiegazione delle crisi commer
ciali mediante il sottoconsumo delle classi lavoratrici; tale spiegazione
era jl pensiero fondamentale della teoria di Rodbertus Cui, come egli
stesso ammetteva, tutto il resto si riportava come qualche cosa di acces
sorio, a scopo di chiarimento e di motivazione. Non lecito tuttavia in260

Irrite da ci senzaltro che Rodbertus abbia preso da Sismondi la sua


Idra fondamentale, che egli pretendeva per s come assolutamente nuova,
i .in prima di Sismondi, Owen aveva spiegato in modo analogo le crisi
i mnmerciali e proprio le tracce di Owen si fanno sentire assai chiaraminte nel primo articolo di Rodbertus, sebbene di Owen non vi si faccia
mrn/.ione neppure in modo allusivo.
Nel suo primo articolo Rodbertus descrive lorganizzazione sociale
i lir, secondo lui, offrirebbe la piti sicura garanzia perch a ciascuno sia
dato il frutto del proprio lavoro, nella maniera seguente: Bisognerebbe
* li minare la propriet basata sulla rendita (quella che d al possessore
min rendita senza lavorare), e invece dare piti solide fondamenta alla
propriet sul prodotto. Terra e capitale diventerebbero patrimonio co
mune della societ, ma ci che sarebbe prodotto con questi strumenti
di lavoro, dopo la riproduzione del capitale, diverrebbe propriet degli
operai a seconda del lavoro fatto. Una tale condizione avrebbe accetta
lo il principio giuridico secondo cui il lavoro sarebbe non soltanto il prini (pio costitutivo ma anche quello distributivo della propriet. Una tale
i (indizione avrebbe in comune con un ordinamento di tipo sansimoniano
il fatto che appunto non esisterebbe nessuna propriet basata sulla ren
dita, ma se ne distaccherebbe notevolmente perch considererebbe la
propriet ricondotta a quella misura naturale come parte integrante di
una situazione giuridica e perch ci che la rimane arbitrio dei supe
riori, qui riceverebbe, nel diritto proprio dell individuo, la sua motiva
zione e la sua misura. Se si segue il principio economico, il lavoro, nei
progressi della scuola ricardiana, se si tiene dietro al calcolo del valore
reale fatto da Ricardo, per cui esso anche per la parte che passa dal
capitale stabile nel prodotto si dissolve in tempo di lavoro; se inoltre
si considera che ci su cui, in una tale condizione, si fonderebbe la ri
vendicazione della propriet da parte delloperaio, anche per 1appunto
soltanto tempo di lavoro impiegato e che perci data al tempo stesso
una misura che definisce sia la giustificazione sia anche la quantit cor
rispondente di merci; se infine si fa ancora un passo avanti, basando su
questa misura comune della giustificazione e del valore dei prodotti una
nuova moneta la quale sarebbe fatta in modo tuie e si introdurrebbe nel
traffico in maniera tale, che potrebbe essere, a piacere, nella sua forma
neutra di tempo di lavoro un attestato per loperaio sul prodotto da lui
inserito in un tempo determinato nel commercio e con ci stesso anche
un mezzo per ricevere una equivalente quantit degli altri prodotti;
se si pensa che nessuna moneta offrirebbe garanzie maggiori di questa,
261

che sicura di trovare sempre la sua realizzazione per lo stesso valore:


se si soppesano bene tutte queste indicazioni, si dovr ammettere che
una tale condizione non conterrebbe niente di impossibile o di svantag
gioso per la produzione . Quel che Rodbertus descrive in questo compli
cato periodo non altro che lutopia caratteristica del socialismo oweniano. Questo fatto non meno valido per la ragione che Rodbertus svi
luppa il pensiero come se venisse da lui, e qui pu darsi benissimo che
egli si sia ingannato, e neppure per la ragione che alcuni decenni pi
tardi assicurava di non aver mai saputo, nello stendere le sue prime
opere, che Owen aveva gi fatto tra il '30 e il 40 tentativi pratici per
attuare la sua utopia, ed era fallito.
Lutopia di Owen era lideale di Rodbertus, ed egli ha descritto in
maniera eccellente non solo come sarebbe possibile la propriet comu
ne della terra e dei mezzi di produzione, ma anche quale inaudito pro
gresso ci significherebbe per lumanit. Tuttavia questo rimaneva per
lui un ideale campato in aria. Lumanit avrebbe dovuto camminare
per il deserto ancora un mezzo millennio, prima di raggiungere la
terra promessa della redenzione dalla propriet fondiaria e capitali
stica. Cosi pensava Rodbertus, senza per altro dare mai ragioni plau
sibili sulla necessit di questo periodo di transizione assai lunghetto. Nel
suo primo articolo egli dice, a un certo punto, che il presente troppo
lontano dallattuazione di quellideale per attenersi pi a lungo ad es
so e altrove che in generale si vorrebbe che gli operai ottenessero pi
beni propri senza toccare la propriet fondiaria e quella capitalistica. Pi
tardi egli ha sostenuto che l'umanit non potrebbe fare a meno, per il
suddetto mezzo millennio, della costrizione al lavoro esercitata dalla
propriet che si basa sulla rendita. Tutto ci e altre cose del genere
erano nel migliore dei casi lo sfogo di una convinzione sincera ma non
turbata da concreti punti di vista.
Rodbertus tuttavia aveva scoperto una via di uscita, che avrebbe
dovuto rendere sopportabile lo stadio preliminare di mezzo millennio
del passaggio alla propriet in comune. Sviluppando in maniera conse
guente il principio di Smith e di Ricardo che tutti i beni sono dal punto
di vista economico soltanto prodotti del lavoro e non costano niente altro
che lavoro, egli voleva creare la moneta-lavoro di carta alla maniera
di Owen, ma non allo scopo di assicurare a ciascuno il frutto del suo
lavoro o di decurtare la rendita fondiaria e il profitto capitalistico o
anche soltanto impedirne lincremento, bens per uno scopo incompara
bilmente piu modesto, quello di assicurare con questa moneta-lavoro
2 62

i i che avrebbe permesso alla Stato di aumentare, col crescere della pro
duttivit del lavoro, il salario corrispondentemente alla rendita fondiaria
e al profitto capitalistico. Si che, se per esempio di tutto il prodotto creato
dal lavoro finora ne tocca un terzo alla rendita fondiaria, un terzo al
profitto capitalistico e soltanto lultimo terzo al salario, tale rapporto do
vrebbe rimanere anche per il futuro, facendo in modo che col crescere
ilei frutti del lavoro il salario partecipasse egualmente ad un terzo di essi
come la rendita fondiaria e il profitto capitalistico. Questa utopia si
distingueva dalle altre utopie della moneta-lavoro, quali le avevano
professate Owen e Gray e pi tardi Proudhon, sol perch nei suoi mezzi
e nei suoi scopi era ancora pi rachitica e, se vi un limite allimpossi
bile, ancora pi impossibile. Sul modo come lo Stato avrebbe dovuto
adempiere la parte affidatagli, Rodbertus si sempre espresso soltanto
facendo vaghi accenni alla giornata lavorativa normale e ha sempre ri
mandato a ricette infallibili in suo possesso senza che tali ricette siano
mai venute alla luce, prima o dopo la sua morte. Del resto lattuazione
di questa utopia non raggiungerebbe in nessun modo ci che Rodbertus
voleva. Nelle crisi commerciali il sottoconsumo delle classi lavoratrici
ha certamente la sua parte, ma "non quella decisiva. Esso non la causa
della miseria sociale, caratteristica dellepoca della grande industria, se
non altro perch essa sempre esistita per le classi sfruttate da quando
esiste un dominio di classe.
Quella deformazione era dovuta al fatto che al ricercatore sociale
Rodbertus, il quale aveva sviluppato in maniera assai promettente leco
nomia classica da un punto di vista socialista, attraversavano la strada
lutopista, il filosofo tedesco e il grande proprietario prussiano Rodbertus.
Come tutti gli utopisti, Rodbertus non voleva saperne della lotta
di classe proletaria. Egli non intendeva lanciare nessuna parola dor
dine per le bandiere delle classi lavoratrici. Aveva per esse una sincera
compassione, ma anche una altrettanto sincera paura. Egli seppe bollare
giustamente i disgustosi insulti dei giornali tedeschi borghesi contro la Co
mune di Parigi; sapeva imprecare e tuonare contro la morale cristiana
che si voleva inculcare negli operai ed aveva una precisa sensazione del
fatto che i proletari cominciavano a sopravanzare le classi possidenti intel
lettualmente e moralmente. Ma ogni mossa indipendente della classe ope
raia era per lui, ci nondimeno, niente pi che un Aierte Tehel minac
cioso per coloro che dominavano. La Comune di Parigi gli dette modo
di trovate, se non una ingiuria, tuttavia una parola dordine e cio quella
dei barbari che la civilt moderna alleverebbe nel suo proprio seno;
263

questo un modo di dire che fu coniato per la prima volta allepoca della
grande Rivoluzione francese dal realista Mallet du Pan e da allora di
venuto un polveroso fondo di magazzino del socialismo feudale. E Rod
berrus fu assai fiero quando, riesumando il suo primo articolo, scopri
di essersi servito dello stesso modo di dire per liquidare i tumulti car
tisti attorno al 30. Perfino per la lotta di classe proletaria nelle sue
forme puramente legali egli non aveva comprensione. Profetizzava che
la libert di coalizione degli operai sarebbe stata dichiarata dopo centanni
una assurdit e, per quanto respingesse decreti come quelli di Karlsbad
contro la classe operaia, gli veniva la voglia di usare il manganello della
polizia conttQ lassurdit dello sciopero. Le poche volte che egli si
rivolto, o ha inteso rivolgersi, direttamente agli operai, li ha messi in
guardia contro la lotta politica, consigliandoli di trattare pacificamente
con le classi dominanti.
Anche gli utopisti inglesi e francesi della moneta-lavoro rifiuta
vano la lotta di classe proletaria. Ma essi erano in mezzo al fervore della
moderna societ borghese; cercavano con logica maggiore o minore,
anche se sempre con gli stessi insuccessi, istituzioni sociali per attuare
la loro utopia; volevano risolvere la questione economica per via eco
nomica. Tanto pi naturale sembr al filosofo tedesco e proprietario
feudale prussiano Rodbertus appellarsi allo Stato.
Rodbertus era stato influenzato fortemente dalla filosofia tedesca.
Conosceva tutti i suoi parti politici dallo Stato commerciale chiuso di
Fichte alla filosofia del diritto di Stahl; anzi da questo aborto della fi
losofia classica egli affermava stranamente di avere imparato pi che da
tutte le altre opere di questo tipo. La cosa pu sembrare strana, ma in
fondo non lo . Rodbertus, facendo questa affermazione, descriveva assai
bene il metodo di Stahl, dicendo che costui aveva preso le sue idee
sociali dalle condizioni medievali rivestendo di esse il trono dellonnipo
tente e prendendosi un po di quei raggi divini onde dare lustro ad una
nuova monarchia sulla base dei ceti. Altrove, egli si pronunciava contro
la pretesa df Stahl che la scienza dovrebbe capovolgersi, affermando, per
parte sua, che la scienza della societ avrebbe bens dovuto essere distolta
dalla sua concezione individualistica ma non avrebbe dovuto ritornare
nel deserto bens attraversarlo; nessun secolo della storia, egli diceva, pu
considerarsi come non avvenuto. Ci nonostante non si capisce perch
Rodbertus si sia sentito attratto proprio dall'opera di Stahl e purtroppo
abbia, come sembra, molto imparato da essa. Poich lo Stato secondo la
sua essenza storica si fonda sullantagonismo delle classi, poich esso
264

maschera e al tempo stesso organizza il dominio di una classe sulle al


tre, lincondizionato culto dello Stato ha un aspetto autoritario e mi
stico, che risalta tanto pi nettamente nei suoi incondizionati seguaci
intinto pi londa della crescente indignazione delle classi dominate mi
naccia le loro illusioni. E questo era proprio il caso di Rodbertus. Quan
to pi minaccioso gli appariva il movimento operaio rivoluzionario
tanto pi egli divinizzava o idolatrava lo Stato.
Era u'n po un giuoco mistico con nomi e cifre e un po anche effet
tivamente una venerazione religiosa. Rodbertus adattava la storia del
lumanit ad un letto di Procuste di ordinamenti statali: quello pagano
antico con la propriet sugli uomini, quello cattolico-germanico con la
propriet terriera e capitalistica, quello cristiano-sociale con la propriet
del lavoro. Ognuno di questi ordinamenti statali era da lui diviso in
parecchie specie di Stato : quella cattolico-germanica, ad esempio, in Stato
ecclesiastico, basato sui ceti, burocratico e rappresentativo. Noi viviamo
in questa ultima specie di ordinamento statale cattolico-germanico e ad
essa seguir la prima specie di ordinamento cristiano-sociale che avr
una impronta eminentemente religiosa. Rodbertus era senzaltro coerente
nel ritenere superiore allo Stato basato sui ceti quello rappresentativo,
per quanto gli sembrasse imperfetto; tra il 40 e il 50 egli fu con lop
posizione democratico-liberale contro lo Stato basato sui ceti a tinte
cristiane predicato da Stahl. Egli era anche una mente troppo chiara e
fredda per essere naturalmente incline ad una qualsiasi bacchettoneria;
nella questione sociale egli aveva un dente avvelenato per i neri e
quando, visitando il Rauhes Hans scopr nelle biblioteche dei fra
telli trattateli! di ogni tipo: geografici, storici e di scienze naturali dal
punto di vista cristiano , gli venne fatta la maligna domanda se essi
non studiassero anche la matematica dal punto di vista cristiano.
Perch allora proprio il suo Stato del futuro , lordinamento statale
con la propriet del lavoro, deve essere cristiano-sociale e la prima specie
ili questo ordinamento deve persino avere un carattere spiccatamente re
ligioso?
Solo perch cosi esigeva lo schema imposto da Rodbertus al corso
della storia universale. La prima specie di ordinamento cattolico-germa
nico era stata lo Stato ecclesiastico del Medioevo. Di conseguenza anche
la prima specie dellordinamento statale pagano antico doveva essere
stata necessariamente uno Stato ecclesiastico. A questo scopo Rodbertus
poneva ai suoi inizi quella specie di teocrazia che avrebbe determinato
la fine dello Stato egiziano come comunit indipendente. Se egli non si
265

preoccupava di una tale correzione del corso della storia universal.,


tanto meno si preoccupava della profezia secondo cui, analogamcntr,
anche lo Stato del futuro avrebbe cominciato con una nuova risili
rezione del principio religioso. veramente stupefacente vedere in . Iir
razza di schematismo formale abbia portato il culto per lo Stato quesln
uomo abile, che indubbiamente aveva ricche conoscenze storiche. Quan
to al fatto che gli Stati odierni, sebbene appartengano ad una sola specir,
rivelano tuttavia molte grandi diversit, Rodbertus se la cavava affermati
do che all'uomo era data una certa libert dazione ; dipendevi!
dalluomo se lo Stato rappresentativo era adornato con un po meno o
un po pi di costituzionalismo. Altrimenti l'uomo deve obbedir.alla divinit che presiede alla storia e mutare inevitabilmente gli ord
namenti statali e le loro specie particolari cosi come Rodbertus gli
ha prescritto, secondo la volont della divinit. Per cavarsela meglio
sotto questo riguardo, Rodbertus escogit una legge della trinit che egli
seguiva instancabilmente attraverso tutte le fasi della vita non solo uma
na ma anche divina: seguendo il metodo sicuro di presupporre sempre
quel che voleva trovare.
In maniera incomparabilmente pi pratica del filosofo tedesco, il
latifondista prussiano Rodbertus affront il socialismo di Stato. E ci non
sia inteso in maniera spregiativa. Rodbertus era un carattere chiaro, at
traente e simpatico persino nei suoi capricci, un vero gentleman che si
senti commosso fin nel profondo dallamichevole saluto di una as
semblea di operai socialdemocratici assai pi che dagli uffici e dai titoli
dei quali il suo amato Stato lo insigniva; ma non si vive impunemente
per quarantanni come grande proprietario fondiario ad oriente dllElba. Senza che egli ne abbia coscienza, la posizione sociale si fa
sentire gi nei primi e pi freschi scritti di Rodbertus. La limitatezza e
la innocuit della sua utopia, la sua sfiducia nella maturit della classe
operaia, la sua stupefacente opinione che un qualsiasi proletario potesse
adattarsi per cinquecento anni a lasciar succhiare dalle classi oziose la
maggior parte della sua forza lavorativa consumata, a condizione che
ci gli fosse attestato ogni giorno nero su bianco: tutto ci si spiega,
in un sociologo dotato di u : vasta cultura, solo perch Rodbertus co
nosceva, del proletariato tedesco, gi assai poco sviluppato, soltanto lo
strato forse meno progredito, il proletariato rurale della Pomerania.
Quanto pi quindi lindustria tedesca si sviluppava, e con essa la
lotta di classe tra borghesia e proletariato, tanto piu Rodbertus, il quale
per le sue concezioni non poteva aspettarsi altro che vitale sia dalla vit266

lutili della borghesia che da quella del proletariato, fu indotto a pensare


liti' la terza grande classe della societ civile, la propriet fondiaria, che
i l a i i n . i parte era gi avvinta dai possenti tentacoli del capitale e dall altra
m ,i mutata dai lavoratori in rivolta, avrebbe dovuto di nuovo essere raf(il aut ti c consolidata, per ristabilire lequilibrio dello Stato di classe inI, |Musabile per un certo tempo. Cosi pot accadere che Rodbertus, pro
pilo irentanni dopo essersi pronunciato a suo modo coraggiosamente
iwr le rivendicazioni delle classi lavoratrici, gridasse ai suoi compa
gni di classe raccogliamoci attorno alla nostra rendita! , e che egli chie
di v,r l'aiuto statale per i debiti degli junker prussiani con insistenza aniooi maggiore che non per la miseria nera degli operai tedeschi.
|!gli non agiva cosi per una immorale morale di classe, perch diceva
, pressamente che la questione sociale era un gigante rispetto al principio
drilli rendita che era la nuova forma di indebitamento della propriet
n i riera, da lui proposta. Egli agiva cosi traendo le logiche conseguenze
l i una concezione del mondo che certamente era determinata, in ultima
analisi, dalla sua coscienza di classe.
Con il suo primo libro Rodbertus ebbe un po' pi di fortuna che
mi suo primo articolo. Gli riusc di farlo pubblicare da un piccolo edimre del Meclemburgo. Esso per rimase del tutto sconosciuto e non ha
lasciato nessuna traccia riconoscibile nel movimento intellettuale o so
ciale degli anni dal '40 al '50. Solo un decennio pi tardi lombra di
Rodbertus si largamente proiettata sulla storia della socialdemocrazia
tedesca. Ovvero, per meglio dire, lombra della sua ombra. Egli infatti
fu proclamato, solo dopo la sua morte, papa ortodosso contro i grandi
eretici del socialismo rivoluzionario; ci avvenne per motivi assai ambi
gui e in forma grottesca; infatti i suoi ammiratori la dove ha dato
qualcosa lo hanno maltrattato come un sognatore immaturo e dove
il suo contributo nullo lo hanno gonfiato come un genio di portata
storica. Avrebbe meritato un destino migliore perch essenzialmente eri
rimasto sempre fedele a se stesso. Non possibile comprendere il vecchio
Rodbertus senza il giovane cosi come il giovane Rodbertus senza il vec
chio. Perci convenuto delineare il suo ritratto nella storia del socia
lismo anteriore alle giornate di marzo: in quell epoca nella quale esso
ricevette quelle determinate caratteristiche, che nel corso degli anni si
sarebbero soltanto accentuate e approfondite.

267

6. Lrica socialista
Una delle direzioni, e nemmeno la pi debole, in cui il socialismo
tedesco svolse la sua attivit negli anni dal '40 al '50 fu quella della poesia
socialista. Nella letteratura sopravviveva ancora una vigorosa tradizione
dellepoca classica della borghesia tedesca; il grido daiuto del proleta
riato trov in essa una eco assai forte. Pi debole nella Germania orien
tale, piu forte in quella occidentale e nella maniera pi vigorosa tra gli
emigrati tedeschi, tra quei poeti che, come cant uno di loro, la spada
dei loro canti aveva spinto a occidente.
Le poesie di Karl Beck, Meissner, Lenau furono in un primo mo
mento piene di una sorda ira e di una aspirazione indeterminata alla
redenzione. Nei Canti del povero Beck scagliava appassionate accuse
contro la casa Rothschild come te dei re e minacciava al capo degli
schiavi il tribunale dei liberi. Meissner vedeva una pallida nidiata di bam
bini laddove fumavano alte ciminiere e gli ingranaggi dacciaio sus
sultavano con 1aspro ritmo di una danza rovente; egli si indignava col
messia che ai bambini aveva promesso il regno dei cieli. Pi profonda
mente di loro, Lenau senti la fine nel crepuscolo, la morte allavvicinarsi
dellalba, con ardenti aspirazioni, tormenti non corrisposti; e pi sicura
mente di loro senti di essere al culmine di una nuova epoca come una
volta i suoi Albigesi. Egli rivesti il suo oscuro presentimento di libert
nella magnifica visione, che Marx, per la sua verit autenticamente filo
sofica, ancora rievoca, quando il sole della scienza diffondeva torrenti di
luce nella sua pi grande opera:
Das Licht vom Himmel lsst sich nicht versprengen,
Noch lsst der Sonnenaufgang sich verhngen
Mit Purpurmntcln oder dunklen Kutten;
Den Albigensern folgen die Hussiten
Und zahlen blutig heim, was jene litten;
Nach Huss und Ziska kommen Luther, Hutton,
Die dreissig Jahre, die Zevennenstreiter,
Die Stiirmer der Bastille und so weiter.1

1 N on possibile cacciare la luce dal cielo, n il sorger del sole pu


esser ^nascosto da manti di porpora o da sottane nere; agii Albigesi seguono gli
Hussiti e fanno sanguinosamente pagare quel che gli altri soffrirono; dopo
Huss e Ziska vengono Lutero, Hutten, i Trent'anni, i combattenti delle Cevenne,
gli assalitori della Bastiglia, e altri ancora .
268

Ikn altri accenti fece risonare Heinrich Heine! Egli fu in rapporti


i|iuiiidiani con Marx finch questi visse a Parigi; e appunto in quell'epotii, nel 1844, apparve l'immortale Racconto invernale, nel quale lampeg
giavano i primi raggi del socialismo, cosi come tre anni prima nellAtta
lini! balenano ancora le ombre fuggenti del romanticismo. Da allora
in poi nello spirito di Heine si incrociarono le idee di tre grandi coni Mioni del mondo; proprio questo mirabile giuoco di colori e di forme,
i Ite nonostante tutte le stridenti contraddizioni riusciva a comporsi ar
monicamente, costituisce il suo genio rimasto senza pari per la sua
epoca, Heine non ha mai dimenticato completamente i fiorellini azzurri
li l romanticismo e non ha nemmeno superato la paura per il comunismo.
M.i il Racconto invernale il canto pi libero che egli abbia composto:
demolitore nella sua ironia, veridico nel suo pathos, un canto fiammeg
giante che corrodeva un mondo imputridito per far risorgere dalle ceneri
la fenice di un nuovo mondo. Nella lotta del proletariato per l'emanci
pazione riecheggiano sempre i versi fiduciosi di vittoria, con la loro
lieta seriet e sorridente baldanza:
Ein neues Lied, ein besseres Lied,
O Freunde, will ich euch dichten:
W ir wollen hier auf Erden schon
Das Himmelreich errichten.
W ir wollen auf Erden gliicklich sein
Und wollen nicht mehr darben;
Verschlemmen soli nicht der faule Bauch,
Was die fleissigen Hande erwarben.
Es wiichst hienieden Brot genug
Fiir alle Menschenkinder,
Auch Rosen und Myrten, Schnheit und Lust
Und Zuckererbsen nicht minder.
Ja, Zuckererbsen fiir jedermann,
Sobald die Schoten 'platzen!
Den Himmel iiberiassen wir
Den Engeln und den Spatzen. 1

1 U n nuovo canto, amici, un canto migliore, voglio cantarvi: su questa


terra gi vogliamo edificare il Regno dei cieli - In tetra noi vogliamo essere
felici e non pi stentare; non il pigro ventre deve scialacquare quel che mani
269

Ancor meglio di una espressa testimonianza di Ruge, le poesie i In


Heine ha scritto in questepoca indicano quanto forte fosse su di Ini
linfluenza di Marx. Assieme essi soppesavano spesso ogni parola ili
una breve poesia di poche righe, limandola instancabilmente fin t lir
tutto era a posto. Ma anche Heine ha esercitato una profonda influenza
su Marx ed Engels. Pochi sono i loro lavori scritti attorno al 1845 eli
non contengano questa o quella citazione da Heine. Quel che non riusi i
al piccolo borghese radicale Borne e nemmeno oggi riesce al filisteo rea
zionario, riusc immediatamente a Marx ed Engels cosi come oggi ra
sce al proletariato cosciente: essi compresero Heine nella sua grandezza
e appunto per questo anche nelle sue debolezze. Marx non pensava in
maniera pi immorale di Berne, quando giudicava con molta indulgenza
i lati oscuri di Heine e quando diceva che i poeti sono ipi originali
che bisogna lasciare andare per la loro strada e ai quali non si pu ap
plicare il metro degli uomini normali e neppure anormali. Egli pen
sava soltanto in maniera piu alta e nel caso che sr voglia trasportati
la questione sul terreno morale anche pi moralmente, poich in
tese storicamente per qual ragione Heine non poteva essere diverso da
quello che era; infatti lopera pubblica di Heine gli si mostr come una
grande impresa per la liberazione delle classi oppresse e le manchevo
lezze personali di Heine come qualche cosa di ^significante, che pote
va servire a provocare lindignazione morale di predicatori da quattro
soldi. Allo stesso modo Marx, viceversa, non si lasci ingannare nep
pure per un momento dalla rispettabilit borghese di Ruge, quando
ruppe bruscamente con le sue concezioni grettamente borghesi.
Anche Herwegh cerc di prendere la stessa direzione di Heine, ma
gli riusc soltanto di giungere ad una ironia sapida e sdegnata, non allumorismo e alla satira che liberano ,il mondo. La sua lira era e rimase
infranta. Con vigore assai maggiore si lev invece la poesia socialista
di Freiligrath, che una volta era stato suo avversario e che riacquist il
doppio dellonore perduto per le sue ironie sul viaggio trionfale di
Herwegh. Linfame dispotismo che asserviva la sua amata Germania ri
svegli nel poeta della rossa terra lantica baldanza sassone: egli ritorn
dai suoi esotici voli e si gett sul cuore della patria, mutato eppur se.m-

industriose hanno prodotto - Quaggi cresce pane abbastanza per tutti i figli
delluomo, e anche rose e mirti, bellezza e piacere e persino zuccherini - Si
zuccherini per tutti, che ne scoppiano i carichi baccelli! Il cielo lo lasciamo agli
angeli e ai passerotti .
270

Wf |,. mi sso. Nella sua Professione di fede rinneg la reazione romantica


.........lo essa lo espulse dal territorio tedesco, rispose con il suo a
li.i poesie ardenti e tempestose, sulla cui possente efficacia sovvertitrice
Kilt ou oggi un ministro prussiano della guerra ha reso valida testillliiiiliin/u, vituperandole come prodotti fantastici di uno scervellato. Nel
Vaimic die portava gi per il Reno assolato il re, il poeta vedeva limiiMigiin dello Stato e ai macchinisti proletari faceva mormorare:
|ln Imi vici weniger ein
IMivutih' ich nicht, auf
I . II. al an m ir: Ein
Un i alche, das Gebaude

Zeus, als ich, o Knig, ein Titani


dem du gehst, den allzeit kochenden Vulkan?
Ruck von mir, ein Schlag von mir zu dieser Frist,
stiirzt, von welchem du die Spitze bist!

Un

Itodcn birst, aufschlgt die Glut


und sprengt dich krachend in dielu ft!
Wli nhrf steigen feuerfest aufwrts ans Licht
aus unsrer Gruft!
VI li slnd die Kraft! W ir hmmern jung das alte morsche Ding, den Staat,
Dia wir von Gottes Zorne sind bis jetzt das Proletariati 1

|i Rhcinische Zeitung quando gi stava per morire aveva lanciato


ii|io//i strali contro Freiligrath; adesso quando Marx, espulso da Parigi,
uIlluse a Bruxelles per prima cosa disse a Brgers, che lo accompa
gnava, pi o meno cosi: Oggi dobbiamo andare da Freiligrath, egli
qui c io debbo riparare ci che la Rheinische Zeitung gli ha fatto di male
quando egli non era ancora nel nostro partito, la sua Professione di fede
lu chiarito tutto. Poco tempo dopo Freiligrath scriveva: D a una
felliniana anche Marx qui, un tipo interessante, simpatico, senza pre
nse . Da allora Freiligrath e Marx furono molto amici; in pi di una
poesia rivoluzionaria di Freiligrath si pu cogliere, fino in singoli pen
sieri, lo spirito di Marx. Alcune *di esse, come la grandiosa fantasia Calilumia, possono essere comprese nel loro intimo significato se si pensa a
i i che Marx disse, come storico e come economista, in questo caso a
proposito della scoperta delle miniere doro californiane. Ci non torna
a svantaggio di Freiligrath, al contrario. Qualsiasi cosa si possa dire sulla

1 Tu sei uno Zeus assai meno di quel che io sia un titano, o re! Forse
che io non domino quel vulcano sempre ribollente sul quale tu cammini?
Sia in me: una mia scossa o un colpo in questo momento ed ecco che ledificio
ili cui sei il vertice crolla! - La terra si spacca, prorompe il fuoco e ti spedisce
fragorosamente in aria! Dalla nostra tana, invece, noi, dal fuoco immuni, sa
liamo alla luce! Noi siamo la forza! Noi, giovani, martelliamo quel fradicio
oggetto, lo Stato, noi che per lira di Dio siamo, finora, il proletariato! .

271

retorica poetica o sulla poesia retorica: le parole in rima, le silluU U h


articolate hanno compiti superiori di quelli di suscitare l'emozione >UI
lascoltatore o riuscire gradevoli ai suoi orecchi.
Un figlio di Detmold come Freiligrath, era Georg Weerth. figli vii
veva come impiegato di una ditta tedesca a Bradford ed era in stremi
contatto con Engels, che lo definisce il primo e pi notevole potiti ili I
proletariato tedesco. Weerth compose una poesia per i tessitori slcsimil
che pu benissimo stare accanto alla triplice maledizione di Heine e nlla
tetra indignazione del Riibezahl di Freiligrath: egli deline in traili
vigorosi le robuste figure dei cartisti, tipi rudi e sdegnosi dello York
del Lancashire e descrisse come essi accolsero con gioia dolorosa la un
tizia del massacro dei tessitori slesiani.
Weerth celebr lindustria come la asservitrice e la liberatrice del
1 umanit; essa riduce i poteri in servit inaudita col suo sguardo torvii
e la frusta crudele:
Und Menschen opfermi steht sie wieder da
Ds Irrtums unersttliche Begierde;
Weinend verhiillt sein Haupt der Paria,
Indes der Andre strahlt in giildner Zierde
Doch Trnen fliessen jedem grossen Krieg,
Er fiihrt die Not nur zu gewisserm Sieg.
Und wer sie schmieden lernte, Schwert und Ketten,
Kann mit dem Schwert aus Ketten sich erretten.
Was er verlieh, des Menschen hehrer Geist,
Nicht Einem Alien wird es angehren!
Und wie die letzte Kette klirrend reisst,
Und wie die letzten Arme sich emporen:
Verwandelt steht die dunkle Gttin da,
Begliickt, erfreut ist alles, was ihr nah!
Der Arbeit Not, die Niemand lindern wollte,
Sie wars, die selbst den Fels bei Seite rollte.1

1 Sacrificando uomini, ecco di nuovo l'insaziabile cupidigia dell'errore;


il paria nasconde piangente la testa, mentre l'altro risplende in aurei or
namenti... Per ogni grande guerra, per, scorrono le lacrime e la miseria porta
soltanto ad una pi certa vittoria. Chi ha imparato a forgiarle, e spada e catene,
pu con la spada salvarsi dalle catene. - Quel che il sublime spirito dell'uomo
ha dato, non ad un solo ma a tutti apparterr! E quando l'ultima catena si
spezzi tintinnando e gli ultimi poveri insorgano: allora ecco l'oscura dea tra
sformata, tutto che le sia vicino reso lieto, felice! La miseria del lavoro, che
nessuno volle lenire, essa stessa da s ha fatto rotolare il macigno .

272

w u n ii ha adoperato spesso i metri heiniani: 1unico imitatore delI liilmiithilc, che abbia saputo riempire di un nuovo spirito e di un
Hdnir inumale le forme prese in prestito, un fuoco che superava Heine
il avvi Inava alla naturale sensualit di Goethe. Libero sia come uomo
li .....ir poeta, Weerth aveva abbandonato qualsiasi limitatezza della
M||Niia<liinc dei poeti; egli non faceva rumore attorno alle sue poesie
unii* che le aveva scritte e ne aveva mandato una copia a Marx o
,l lincei* con i quali pi tardi visse assieme a Bruxelles. La rivolu
timi!. rn la sua musa: Tirar gi sciocche freddure, scherzi di cattivo
filili. |cr strappare una stupido sorriso ai ceffi patri: in verit non co
tti. < niente di pi pietoso, egli scrisse una volta a Marx.
Nriiun altro poeta prima del marzo 48 giunse allaltezza di questi:
a l'utimann, n Neuhaus, n Wenckstern e neppure Ernst Dronke. Le
Mml e le novelle di questultimo erano senza dubbio al di sopra della
mi,hot riti, ma il suo originale talento, piu che in quelle, trov espressione
m>I Miro sulla capitale prussiana, la descrizione pi riuscita che noi postnliKino della Berlino prequarantottesca. Dronke aveva buon senso
un acuto spirito di osservazione, inoltre aveva concrete nozioni nei
iti|>i pi diversi. Egli seppe vedere e descrivere chiaramente i con
nati I delle classi, mentre le sue doti poetiche e la profonda simpatia che
(nivava per il proletariato ispiravano fresca vita alle sue descrizioni,
punir libro pu oggi essere invecchiato, ma su Berlino nessuno ha mai
pi scritto niente di simile.
Anche questo libro ebbe il suo destino. Dronke, che stava portando
termine a Berlino i suoi studi giuridici, ne fu espulso dalla polizia
i urne straniero . Questo suo essere straniero si doveva al fatto
Ite suo padre, il quale viveva a Coblenza come direttore di ginnasio,
aveva ricoperto lo stesso ufficio per alcuni anni nella citta assiana di
Fulda dove era nato Ernst Dronke. Dopo lespulsione, si stabili
(trine scrittore a Francoforte sul Meno e pubblic il libro su Berlino
presso una casa editrice di questa citt libera. Gli sbirri prussiani vi
tubodorarono un reato di cosiddetta lesa maest e, quando si rec a vi
sitare i suoi genitori a Coblenza, Dronke fu arrestato e portato in tri
bunale. Inutilmente egli si appell al fatto che, in quanto straniero ,
poteva pubblicare all estero quel che voleva; i prussiani azzeccagar
bugli gli affibbiarono due anni di fortezza perch aveva mandato due
copie del suo libro in Prussia e perci aveva commesso un reato di lesa
maest sconfinando in Prussia. Dronke aveva quasi scontato la sua pena
a Wesel quando scoppi la rivoluzione di febbraio. Per non farsi gra273

ziare da un re prussiano fece un ardito tentativo di fuga e la sortr li


fu benigna. Passando per il territorio olandese giunse a Bruxcllr l
Marx ed Engels.
Nei giorni della lotta i poeti socialisti dettero buona prova di 4
Dronke, Freiligrath, Weerth entrarono nella redazione della
Rheinische Zeitung.

274

Il materialismo storico

Nrlla primavera del 1845 Engels si trasfer da Barmen a Bruxelles,


l'ii ilarsi che a ci abbiano contribuito motivi personali. Engels si tro
vava m i pi aspro contrasto, sia dal punto di vista politico che da quello
ii ligioso, con la propria famiglia e alcune conferenze, che egli assieme
M i i -ic s Hess e al pittore Kottgen aveva tenuto a un pubblico borghese
il* Ilei ma citt natale sul comunismo, nonostante il loro innocuo carattere
iiailctnico erano state interrotte brutalmente dalla polizia. In queste
.....frrenze, che altrimenti non superano per il corso delle loro idee gli
auliti contemporanei di Engels, sono notevoli le pertinenti argomentazioni
imi le quali egli confuta la panacea mercantilistica di List.
Ma il motivo pi forte che lo spinse a Bruxelles era il desiderio di
i Inerire assieme a Marx il loro nuovo punto di vista. A tale scopo Engels
l-oii con s un notevole lavoro preparatorio: il libro sulla Situazione
Jflia classe operaia in Inghilterra, da lui scritto nellinverno. La prefaulone datata Barmen 15 marzo 1845.I

I lingels sulla situazione degli operai inglesi


Nella prefazione Engels dice che scopo del suo scritto di dare alle
icorie socialiste e ai giudizi sulla loro giustificazione un solido terreno e
li por fine una volta per sempre a tutte le frenesie e fantasticherie in pr
in contro. Egli riteneva necessario che particolarmente i teorici tedesi hi, dei quali quasi nessuno era arrivato al comunismo se non attraverso
In dissoluzione feuerbachiana della speculazione hegeliana, imparassero a
conoscere le effettive condizioni di vita del proletariato. Ma le condizioni

275

proletarie esistevano nella loro forma classica, nella loro completi;, a


tanto in Inghilterra; perci Engels descriveva la situazione degii <>|i
inglesi.
perfettamente vero che Engels non stato il primo che si sia mi
a descrivere il proletariato moderno. E certamente era l'ultimo che voi.
se in qualche modo sminuire i meriti dei suoi predecessori, sui cui Invi
egli stesso si fondava. Ma il suo libro fu il primo del genere nella In u i,
tura tedesca e, ci che ancor pi contava, era in generale il primo nel >,
genere particolare. A questo proposito la cosa di minor importanti ni
che ancora nessuno prima di Engels avesse saputo tratteggiare un qiiinlii
cosi tremendamente vero delle sofferenze del proletariato moderno; nu
pi contava il mirabile acume con cui lautore ^ventiquattrenne coglieva
spirito del modo di produzione capitalistico e ne sapeva dedurre non
tanto 1 a s c e s a ma anche la decadenza della borghesia, non soltanto U
miseria ma anche la salvezza del proletariato.
Alla luce di tale opera potevano veramente essere valutati nel lori,
esatto significato i Lineamenti di una critica delleconomia politica che Un
gels aveva pubblicato nei Deutscb-Franzosiscbe Jahrbucher. Se l egli traili
i principi, cio la libera concorrenza, qui egli si occupa della prassi, li
grande industria. Tra i due lavori non esiste differenza, come tuttavia la
to affermato, nessuna differenza nel senso che Engels avrebbe l condan
nato dal punto di vista etico ci che qui avrebbe giudicato dal punto Il
vista economico. Infatti ambedue i lavori si fondano su di una base econn
mica e nel primo, come nel pi maturo, Engels non esita affatto a lumcg
giare drasticamente la contraddizione stridente tra gli ideali umani della
ragione borghese e la realt disumana della borghesia industriale. Ma ci
che effettivamente costituisce un progressso della Situazione rispetto ai Li
neamenti, la progressiva emancipazione dell'autore dai rampolli radicali
della filosofia tedesca. Egli non si appella pi a Bruno Bauer o a Feuer
bach, e quanto all* amico Stirner lo cita soltanto un paio di volte per
dirgli che il suo ideale dellIo, che negli altri Io non vede se non sog
getti passibili di sfruttamento, stato magnificamente realizzato dalla so
ciet capitalistica. Tra le due opere sta per lappunto la Sacra famiglia.
Certamente nella Situazione si nota dovunque che Engels viene dalla filo
sofia tedesca, ma si nota anche che egli ha cominciato a scegliere nella
sua eredit. Qua e l egli ancora sulla base universalmente e puramen
te umana , cosi quando, concludendo, definisce il comunismo una causa
dellumanit e non soltanto degli operai, il che dal punto di vista teorico
era molto giusto, ma da quello pratico era del tutto sterile, finch le classi
276

J k | l l | i,i, n o n v o le v a n o s a p e r n e d i c o m u n is m o . T u t t a v i a , n e l l i n t e r a e s p o S p in ih

In l o tt a d i c la s s e tr a b o r g h e s ia e p r o le ta r ia t o r i s u l t a g i p i c h ia -

K ty H in
M , ,,,

i o n i e il f a t t o d e c is iv o e d E n g e ls a v e v a p o t u t o v a lu ta r n e e s a tta | |m i> ortan za p e r c h a p p l i c a v a il m e to d o d i a l e t t i c o d i H e g e l i n m a -

d i o p r e p i p e r s p ic u a , c o m e c h ia v e p e r i n t e n d e r e i l p e r io d o s t o r i c o
l n i 'l m n 'l t o n

la g r a n d e in d u s t r ia .

I U i r i n i z l o d i q u e s to p e r i o d o E n g e ls fa d a ta r e la s t o r i a d e lla m o d e r n a
j| n ii H jirra ia . L a d i v i s io n e d e l la v o ro , lo s f r u t t a m e n t o d e lla fo r z a id r a u ||i h i s o p r a ttu tt o d e l v a p o r e , e tl m e c c a n is m o d e l l e m a c c h i n e , e c c o le tr e
l i m i li le v e c o n le q u a l i l in d u s t r ia lav o ra fin d a lla m e t d e l s e c o lo s c o r s o

rWfu miliare

l e c o m m e s s u r e d e l m o n d o . L a p i c c o l a in d u s t r i a c r e la c la s s e

in a lila , In g r a n d e i n d u s t r ia c r e la cla sse o p e r a ia e p o s e s u l t r o n o i p o c h i


litu i

d e lla c la s s e

m e d ia , m a s o lta n to p e r p o t e r e

u n g io r n o

ta n to p i

|(i in a u le n te f a r li p r e c i p i t a r e \ L a so stan za d e l l o p e r a e r a d i m o s tr a r e
tniiiH , In f o r z a d i u n a d i a l e t t i c a s to r ic a le c u i l e g g i v e n g o n o i n d i c a t e fin
n el p ai t i t o l a r i , la m o d e r n a c la s s e o p e r a ia si s v ilu p p a e d e v e n e c e s s a r ia n iH iir s v ilu p p a r s i fin o a f a r c r o l l a r e ch i l h a g e n e r a t a .
I p r o l e t a r i c o n c o r r o n o t r a l o r o co m e i b o r g h e s i. L a c o n c o r r e n z a d e i
(u n ii ia ti d e t e r m i n a i l m i n i m o , la c o n c o rr e n z a d e i b o r g h e s i il m a s s im o d e l
M la rln

II p r o l e t a r i o h a b is o g n o

d e lla b o r g h e s ia , c h e s i a s s ic u r a t a il

d tiim ip o lio d e i m e z z i d i s u s s is te n z a n ella p i l a r g a m i s u r a , p e r p o t e r in


g in m i e v iv e r e ; la b o r g h e s ia , c h e p u v iv e r e d e l su o c a p i t a l e , h a b i s o g n o
d i'l p r o l e t a r i o c o m e d i u n a n i m a l e da ti r o e c o m e d i u n a r t i c o l o c o m Mirn m ie o n d e a r r i c c h ir s i . S e v i s o n o p i o p e r a i d i q u e l l i c h e s e r v o n o a lla

borghesia

p e r i s u o i s c o p i , g l i o p e r a i si s o t t o m e t t o n o , p e r n o n r i m a n e r e

ti n n la v o r o e m o r i r d i f a m e , fi n o a l m in im o c h e p e r l a p p u n t o n e c e s M i io a p r e s e r v a r li d a lla m o r t e p e r fa m e . S e c i s o n o m e n o o p e r a i d i q u e l l i
, li,

s e r v o n o a lla b o r g h e s ia , i s i n g o l i b o r g h e s i s i c o n t e n d o n o g l i o p e r a i

.u n n o m a n d o i l s a la r io . I n c o n d i z io n i di tip o in t e r m e d i o , q u a n d o v i s o n o
p r o p r io t a n t i o p e r a i q u a n t i n e p o s s o n o e s s e re o c c u p a t i p