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Mercoled,

11 Novembre 2015 - Direttore: Antonio Gigliotti

GIURISPRUDENZA
11 NOVEMBRE 2015

ACCERTAMENTO. QUANDO IL FISCO SBAGLIA CON IL


RICARICO
Sentenza della Cassazione in tema di accertamento induttivo dei ricavi

Quanto le scritture contabili non presentano


irregolarit, lUfficio non pu contestare
maggiori ricavi sol perch il contribuente ha
applicato una percentuale di ricarico molto
bassa per il settore di appartenenza.
quanto emerge dalla sentenza n. 22464/15 della Corte
di Cassazione Sezione Tributaria.
Un

contribuente,

esercente

attivit

di

installazione di impianti idraulici e sanitari e


di commercio dei relativi articoli, ha ottenuto
dalla
Cassazione
il definitivo annullamento
dellatto impositivo con cui lAgenzia delle
Entrate gli aveva contestato maggiori ricavi,
quindi maggiori imposte, in virt della
rettifica
con
metodo
induttivo
della
dichiarazione dei redditi.
La rettifica, nella specie, scaturita dallapplicazione di una percentuale di ricarico
diversa da quella dichiarata poich questultima risultata di oltre 20 volte inferiore a quella
di settore.
Nel giudizio dinanzi alla Suprema Corte la difesa erariale ha lamentato la violazione
dellart. 39 del D.P.R. 600/73 e degli artt. 2727 e 2697 C.c., in quanto la CTR, alla luce
di un ricarico dichiarato molto basso rispetto al settore di appartenenza, avrebbe dovuto
ravvisare una legittima presunzione di maggiori ricavi e quindi non dichiarare
lillegittimit della ripresa.
Ebbene, la Suprema Corte ha respinto la doglianza del fisco avendo ritenuto corretto il
ragionamento decisionale del giudice di secondo grado.
In tema di accertamento delle imposte dirette, hanno ricordato i supremi giudici, per
presumere l'esistenza di ricavi superiori a quelli contab ilizzati e assoggettati ad imposta, non bastano semplici
indizi, ma occorrono circostanze gravi, precise e concordanti. Ne consegue che non legittima la presunzione di
ricavi, maggiori di quelli denunciati, fondata sul raffronto tra prezzi di acquisto e di rivendita operato su alcuni articoli
anzich su un inventario generale delle merci da porre a b ase dell'accertamento, n si rende legittimo il ricorso al

sistema della media semplice, anzich a quello della media ponderale, quando tra i vari tipi di merce esiste una
notevole differenza di valore ed i tipi pi venduti presentano una percentuale di ricarico inferiore a quella risultante
dal ricarico medio.
LUfficio ha sostenuto di aver proceduto alla determinazione del ricarico in base alla
media ponderata, ma la CTR ha messo in luce le numerose falle di questo procedimento.
Il giudice dappello ha rilevato che la determinazione del ricarico stata tutt'altro che
puntuale e precisa per avere lUfficio erroneamente attinto i prezzi di vendita da confrontare con i prezzi
di acquisto dalle fatture emesse a carico di enti pub b lici; per aver, talvolta, rapportato il prezzo di vendita con Iva al
prezzo di acquisto senza l'imposta; per essere troppo disomogenei i b eni raggruppati per categorie omogenee, in
realt non coerenti, con conseguente troppo elevato scarto fra prezzo minimo e prezzo massimo; per essere
stato falsato, inoltre, il rapporto tra prezzo dacquisto di oltre 7000 articoli e i
prezzi di vendita oltre 2000 articoli; per aver lUfficio considerato nei prezzi
dacquisto sconti e abbuoni di competenza dellanno precedente, e per non aver tenuto
conto che nei prezzi di vendita era compresa la posa in opera degli articoli acquistati,
con evidente incidenza del costo della mano dopera sul prezzo di vendita praticato.
A fronte di questi rilievi, la CTR ha giustamente ritenuto inficiato il risultato
ottenuto, poi posto a base dellaccertamento impugnato, anche perch, con riguardo
alloggetto dellattivit del contribuente, attivit di fatto rappresentata da merci molto
disomogenee, non pu dirsi legittimo un accertamento che non sia basato sul rigoroso
calcolo della media ponderata. Pertanto la CTR ha affermato, trovando lavallo dei Supremi
Giudici, che in presenza di scritture contabili corrette e quindi non contestate dallufficio, il solo rilievo che
il contribuente abbia applicato una percentuale di ricarico diversa dal settore di appartenenza non sufficiente
a legittimare una presunzione di maggior redito, come nel caso di specie.

LAgenzia delle entrate stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di
legittimit.
AUTORE: REDAZIONE FISCAL FOCUS
CATEGORIE: ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE > ACCERTAMENTO E CONTROLLI

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