Sei sulla pagina 1di 7

M A S S I M E C O M M E N T A T E

TRANSAZIONE SEMPLICE E NOVATIVA: BREVI NOTE


IN TEMA DI NULLIT DELLA PRIOR OBLIGATIO
Cass. civ., Sez. I, 10 luglio 1998, n. 6703, Pres. Senofonte, Est. Giuliani, P.M.
Martone; Comune di Padova c. Schiavone ed altri: Mentre, ai sensi del comma
secondo dellart. 1972 c.c., la transazione fatta relativamente ad un titolo nullo
annullabile e la relativa richiesta rimessa esclusivamente alla parte che
ignorava la causa di nullit del titolo, la nullit o linesistenza, o comunque
lesaurimento del preesistente titolo rimasto invece incontroverso e fuori della
transazione
(c.d.
transazione
non
novativa),
invece
determinano,
indipendentemente da ogni impugnativa, automaticamente linutilit della
transazione.

SOMMARIO : 1. Struttura e funzione della transazione. 2. Efficacia novativa della


transazione. 3. Contenuto della novazione fra transazione novativa e novazione
oggettiva. 4. Conseguenze della transazione su titolo nullo.

1. Lart. 1976 del nostro codice civile introduce la figura della transazione
novativa che acquista rilievo non solo per il regime della risolubilit della stessa
per inadempimento, ma anche per quello dellannullabilit della transazione
conclusa su di un titolo nullo.
Il codice civile del 1865 non conteneva alcun espresso riferimento alla
nozione di transazione novativa, e ci era causa di vivaci dibattiti in ordine alla
compatibilit tra novazione e transazione.
Lart. 1965, comma 1o c.c. definisce questultima come un contratto con il
quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite gi
cominciata o prevengono una lite che pu insorgere tra loro .
Presupposto della transazione , quindi, lesistenza di una lite cui le parti
pongono rimedio attraverso concessioni reciproche volte a soddisfare le opposte
pretese 1 .
1
() Sul concetto di pretesa, v. FALZEA, voce Accertamento , in Enc. del dir., I, s.d., ma
Milano, 1998, p. 216; MINERVINI, Della transazione, in Cod. civ. annotato a cura di Perlingieri,
1991, p. 1607; Cass., 1 settembre 1995, n. 9229, in Mass. Foro it., 1995.

La presenza di una res litigiosa, intesa quale contrasto relativo ad opposti


interessi in ordine ad una medesima situazione soggettiva 2 , pu essere attuale o
potenziale, a seconda che abbia gi determinato linstaurarsi di una controversia
oppure, sebbene ben precisata, non sia ancora sfociata in sede giudiziaria 3 .
La dottrina prevalente e parte della giurisprudenza ritengono che ulteriore
presupposto della transazione sia la res dubia intesa quale incertezza in ordine alla
reale consistenza giuridica delle situazioni da cui origina la lite 4 .
Tale orientamento per contestato da coloro i quali ritengono che la
situazione di contrasto potrebbe verificarsi anche se le parti fossero ben certe e,
quindi, sicure delle proprie posizioni soggettive. La presenza di tale certezza non
sarebbe di ostacolo ad un accordo transattivo la cui funzione sarebbe, comunque,
quella di porre fine ad una lite, evitando lesperimento di una lunga e costosa
azione giudiziaria 5 .
Strutturalmente la transazione si presenta come un contratto a prestazioni
corrispettive ed oneroso 6 . La funzione di composizione degli opposti interessi in
conflitto, d luogo a rinunce reciproche connesse alle posizioni soggettive delle
parti della controversia; non sar, quindi, possibile parlare di transazione quando
sia solo una di loro a rinunciare unilateralmente alle proprie pretese o a riconoscere
laltrui diritto 7 .
2. Accanto alla transazione semplice, nella quale le parti affiancano
laccordo transattivo al precedente regolamento di interessi, il nostro legislatore ha
previsto al comma 2o dellart. 1965 c.c., la figura della transazione mista che si ha
ogniqualvolta attraverso le reciproche concessioni, si vanno a creare, modificare o
estinguere rapporti diversi da quelli che hanno formato oggetto della pretesa e della

() SANTORO P ASSARELLI, La transazione, 1986, p. 6; CAPOTOSTI , La res litigiosa come


presupposto della transazione, in Foro it., 1958, IV, c. 4; Cass., sez. lav., 8 luglio 1994, n. 6444,
in Mass. Foro it., 1994.
3

() DEL P RATO , voce Transazione , in Enc. del dir. , XLIV, s.d., ma Milano, 1992, p. 818;
VALSECCHI, Il gioco e la scommessa. La transazione, in Tratt. dir. civ. e comm. a cura di
Mengoni, 1986, p. 167 ss.; VISALLI, Transazione, in Giur. sist. dir. civ. e comm. a cura di Bigiavi,
1980, p. 366; Cass., 11 marzo 1983, n. 1846, in Rep. Foro it., 1983.
4
() Cass., 29 marzo 1985, n. 2207, in Comm. breve al c.c. a cura di Cian-Trabucchi, Padova,
1996; Cass., 13 maggio 1996, n. 4448, in Mass. Foro it., 1996; Cass., 1 settembre 1995, n. 9229,
in Mass. Foro it., 1995; Cass., sez. lav., 18 novembre 1997, in Mass. Foro it., 1997; VALSECCHI,
op. cit., p. 198.
5

() DEL P RATO , op. cit., p. 822; VITERBO , Ancora sulla res litigiosa e la lite incerta nella
transazione, in Riv. dir. proc., 1947, p. 125 ss.; SANTORO P ASSARELLI, op. cit., p. 8; P ALAZZO ,
La transazione, in Tratt. dir. priv. a cura di Rescigno, Torino, 1985, p. 30.
6
() DONOFRIO, Della transazione, nel Comm. del cod. civ. a cura di Scialoja e Branca,
Bologna-Roma, p. 223; SANTORO P ASSARELLI, op. cit., p. 204 ss.
7

() DEL P RATO , op. cit., p. 824; MINERVINI, op. cit., p. 1609; Trib. Milano, 1 luglio 1993, in
Contratti, 1994, p. 176.

contestazione delle parti 8 .


In tal modo si riconosce la possibilit che tale figura trovi applicazione anche
quando sussiste un collegamento con altri negozi aventi schemi causali propri ed
autonomi.
La transazione potrebbe peraltro agire determinando una sostituzione integrale
del precedente rapporto il quale, pertanto, risulterebbe incompatibile con il nuovo
regolamento di interessi. Tale modo di operare darebbe luogo alla figura della
transazione c.d. novativa 9 .
Lart. 1976 c.c. fa espresso riferimento a tale specifica ipotesi di accordo
transattivo disponendo che la risoluzione della transazione per inadempimento
non pu essere richiesta se il rapporto preesistente stato estinto per novazione
salvo che il diritto alla risoluzione sia stato espressamente previsto .
Come osservato da autorevole dottrina 10 , tale istituto si colloca allinterno di
un contesto normativo, quale quello del nostro codice civile, a cui gi appartiene la
figura della novazione in senso tecnico , con linevitabile conseguenza di
ingenerare improprie commistioni tra le due figure. Inoltre, la poca chiarezza del
dettato normativo, impedisce di delineare con immediatezza il contenuto novativo
che caratterizza tale forma transattiva.
Mentre con la transazione semplice ci si limita solo a modificare la situazione
preesistente da cui scaturisce la controversia, la transazione novativa opera, invece,
una sostituzione integrale di tale situazione e ci, ha portato taluni 11 a sostenere
che la differenza tra le due figure sarebbe pi di carattere quantitativo che
qualitativo.
Considerando, per, il disposto di cui allart. 1976 c.c., emerge che la
differenza tra transazione semplice e novativa non solamente di carattere
quantitativo dal momento che lo specifico ambito applicativo che caratterizza
larticolo in oggetto da ricollegare proprio al diverso modo di operare che
caratterizza il rapporto preesistente.
Correttamente, quindi, stato osservato che, mentre la transazione non
novativa si affianca al precedente rapporto, convivendo con esso, la transazione
novativa lo estingue, sostituendosi ad esso 12 .
3. Lutilizzo del termine novazione sarebbe pertanto, da attribuire proprio

() MINERVINI, op. cit., p. 1661; MOSCARINI, La transazione, in Studi in onore di Santoro


Passarelli, Napoli, 1972, p. 449 ss.; MESSINEO, voce Contratto innominato , in Enc. del dir. ,
X, s.d., ma Milano, 1962, p. 95.
9
() PANUCCIO DATTOLA, La transazione novativa, Milano, 1996; DEL P RATO , op. cit., p.
850; Cass., 5 marzo 1986, n. 1400, in Rep. Foro it., p. 86.
10

() MOSCARINI-CORBO , voce Transazione , in Enc. giur. , XXXI, Roma, 1998, p. 9.

11

() V. GAZZONI, Manuale di diritto privato , Napoli, 1996, p. 1193.

12

() MOSCARINI-CORBO , op. cit., p. 9; VISALLI, op. cit., p. 396; SEGNI , Natura della
transazione e disciplina dellerrore e della risoluzione, in questa Rivista, 1982, p. 250 ss.; Cass.,
8 gennaio 1964, n. 1344, in Rep. Foro it., 1964.

allo effetto sostitutivo ed al contempo estintivo che tipico della novazione ex art.
1230 c.c. Di qui, lassimilazione tra transazione novativa e novazione oggettiva la
quale, bench sostenuta da taluni 13 , stata rifiutata dagli orientamenti dominanti
14
, considerando che le due figure operano in modo differente.
Prima di tutto, stato infatti rilevato che mentre nella transazione novativa
laccento posto sullaspetto sostitutivo che la caratterizza, nella novazione
prevale la funzione estintiva della precedente obbligazione 15 . Non per nulla,
questultima rientra tra i modi di estinzione della obbligazione diversi
dalladempimento e tale collocazione sistematica, consente di individuarne
lambito applicativo solo relativamente ai rapporti di natura obbligatoria. In pi la
novazione, oltre a richiedere un oggetto od un titolo diverso ex art. 1230, comma 1
c.c., esige la presenza di unobbligazione originaria da novare nonch lanimus
novandi.
Il primo requisito costituisce presupposto indefettibile della novazione
oggettiva cos che ben si comprende la portata dellart. 1234 c.c. secondo cui la
novazione senza effetto se non esisteva lobbligazione originaria da novare . In
tale ipotesi verrebbe difatti meno la stessa giustificazione sottesa alloperazione
realizzata, e ci dal momento che non si potrebbe estinguere unobbligazione che
non mai esistita 16 .
Il riferimento allanimus novadi invece contenuto allart. 1230, comma 2o
c.c. il quale statuisce che la volont di estinguere la precedente obbligazione
deve risultare in modo non equivoco . Ci evidente considerando che, in caso
contrario, non si farebbe altro che aggiungere una nuova obbligazione alla
precedente la quale, pertanto, rimarrebbe in vita 17 .
Autorevole dottrina e parte della giurisprudenza hanno sostenuto che anche la
transazione novativa sarebbe caratterizzata dalla presenza dellanimus, cio
dallintento di sostituire il nuovo rapporto al precedente 18 . Tale orientamento
per disatteso da coloro i quali ritengono che la sostituzione del rapporto originario
sia unautomatica conseguenza dellaccordo transattivo e ci indipendentemente
dalla presenza dellanimus. La transazione novativa , difatti, caratterizzata

13
() NICOL, Il riconoscimento e la transazione nel problema della novazione del negozio e
dellobbligazione, in Racc. scritti, Milano, 1980, p. 378; PALAZZO , op. cit., p. 353.
14

() MOSCARINI-CORBO , op. cit., p. 9; PANUCCIO DATTOLA, op. cit., p. 30; Coll. arb. Milano,
19 luglio 1993, in Contratti, 1994, p. 681; PUGLIATTI , Della transazione, nel Codice civile Commentario diretto da dAmelio e Finzi, Firenze, s.a., ma 1949, p. 463.
15

() SANTORO P ASSARELLI, op. cit., p. 83; SEGNI , op. cit., p. 264.

16

() MAGAZZ, voce Novazione , in Enc. del dir., XXVIII, s.d., ma Milano, 1978, p. 779
ss.; BIANCA , Diritto civile, Milano, p. 458; Cass., 5 ottobre 1959, n. 2681, in Giur. it., 1962, I, c.
124.
17
() MAGAZZ, op. cit., p. 807; Cass., 6 agosto 1983, n. 5274, in Comm. al c.c. a cura di
Cian-Trabucchi, cit., 1996; Cass., 27 settembre 1988, n. 5259, in Giust. civ., 1989, I, p. 367.
18

() NICOL, op. cit., p. 375; Cass., 27 marzo 1979, n. 1779, in Rep. Foro it., 1979.

dallincompatibilit del nuovo assetto dinteressi rispetto al precedente ed proprio


tale incompatibilit che determiner la sostituzione e, quindi, lestinzione
delloriginale regolamento negoziale 19 .
Infine, basti ricordare che la transazione, sia essa novativa che non novativa,
trova il suo presupposto nellesistenza di una lite dalla quale scaturiscono opposte
pretese ma tale elemento non in alcun modo riconducibile alla novazione
oggettiva.
Considerando, quindi, il differente ambito applicativo e la diversa funzione
realizzata dai due istituti, transazione novativa e novazione non possono essere
considerati interagenti 20 . Si potr quindi parlare o di transazione novativa, la quale
si sostituir alla situazione giuridica preesistente, prescindendone completamente,
oppure di novazione oggettiva che, mutando loggetto od il titolo del precedente
rapporto, vi rimarr indissolubilmente legato e ci in quanto, lobbligazione
precedente, continuer ad essere la causa ultima del nuovo rapporto 21 .
Viste queste differenze, risulta corretta lopinione di chi ritiene che invece di
transazione novativa, sarebbe meglio parlare di transazione innovativa 22 .
4. Dopo quanto sinora detto, sar ora possibile compiere qualche breve
considerazione sulle conseguenze che, transazione novativa e non novativa,
subiranno in caso di nullit della prior obligatio.
La disciplina sulla transazione relativa ad un titolo nullo contenuta nello art.
1972, comma 2o c.c.
Esso espressamente dispone che se la transazione fatta relativamente ad un
titolo nullo, lannullamento di essa pu chiedersi solo dalla parte che ignorava la
nullit del titolo intendendo per titolo, qualsiasi atto, fatto o negozio che alla
base del rapporto da cui origina la lite 23 .
Secondo autorevole dottrina, la norma in oggetto troverebbe applicazione
nella sola ipotesi di transazione novativa. Nel caso di transazione non novativa,
invece, il contenuto dellaccordo confluirebbe nel rapporto transatto cos che
linvalidit di questultima, renderebbe la transazione del tutto inutile 24 . La
transazione novativa, difatti, interviene eliminando la fonte originaria della lite
mentre la transazione semplice si limita ad incidere sugli effetti delloriginario
negozio che rimarrebbe comunque alla base del rapporto.
Ne consegue che se il titolo preesistente, sostituito dallaccordo transattivo,
19

() MOSCARINI-CORBO , op. cit., p. 9; App. Roma, 13 gennaio 1987, in Giust. civ., 1987, I, p.
956; Cass., 9 dicembre 1996, n. 10937, in Mass. Foro it., 1996; Cass., 15 novembre 1997, n.
11330, in Mass. Foro it., 1997.
20

() PUGLIATTI , op. cit., p. 463; SANTORO P ASSARELLI, op. cit., p. 84; SEGNI , op. cit., p. 264.

21

() MOSCARINI-CORBO , op. cit., p. 9.

22

() DEL P RATO , op. cit., p. 860.

23

() SANTORO P ASSARELLI, op. cit., p. 167; GIORGIANNI, In tema di transazione su titolo


nullo, 1988, p. 99 ss.
24

() SANTORO P ASSARELLI, op. cit., p. 163.

era nullo, allora tale vizio si trasformer in un errore sul motivo che ha indotto la
parte a transigere con conseguente invalidit della stessa ex art. 1972, comma 2o
c.c. 25 . Al contrario, nel caso di transazione non novativa, la parte interessata dovr
far valere la nullit del titolo che continua a costituire la fonte del rapporto, e sar
proprio la declaratoria di tale nullit a determinare lautomatica invalidit del
negozio transattivo 26 .
Secondo tale orientamento, accadr, quindi; che la nullit del rapporto
fondamentale dar luogo, a seconda del diverso tipo di transazione, o alla
inesistenza della stessa, oppure, nel caso di transazione novativa, alla sua semplice
annullabilit 27 .
La soluzione appena proposta cozza per con quanto sinora affermato in tema
di transazione novativa.
Limpossibilit di applicare lart. 1972, comma 2o c.c. a tale specifica ipotesi
di accordo transattivo sarebbe, difatti, proprio una conseguenza del fatto che tale
figura interverrebbe spazzando via la fonte originaria del rapporto il quale,
pertanto, risulterebbe estinto. Ci determinerebbe, al contrario della transazione
non novativa, lassoluta irrilevanza delle vicende e, pertanto, dei vizi afferenti il
titolo originario sul quale si basano le rispettive pretese delle parti 28 .
Questa osservazione condurrebbe quindi, a concordare con lopinione di
coloro i quali sostenevano e sostengono 29 che il vero ambito operativo dello art.
1972, comma 2o c.c. sarebbe in realt da riservare alla sola transazione non
novativa, che, come gi rilevato, si affianca al precedente rapporto convivendo con
esso. Nellaltro caso, invece, il titolo risulterebbe superato dal nuovo regolamento
dinteressi che determinerebbe la sostituzione e, quindi, lestinzione delloriginario
rapporto.
Daltro canto, limpossibilit di ricondurre le conseguenze previste dallart.
1234, comma 1o c.c., per disciplinare lipotesi di nullit della prior obligatio
relativa ad una transazione di tipo novativo, sebbene sostenuta 30 , deriva da ovvie
considerazioni afferenti le differenze strutturali e sostanziali sottese ai due istituti
gi in precedenza esaminate. Tra di esse la pi significativa comunque da
rinvenire nel fatto che mentre la novazione, quale modo di estinzione
dellobbligazione diverso dalladempimento, trova il suo fondamento
nellobbligazione originaria da novare, presupposto della transazione resta sempre

25

() SANTORO P ASSARELLI, op. cit., p. 165.

26

() MOSCARINI-CORBO , op. cit., p. 14.

27

() MOSCARINI-CORBO , op. cit., p. 14; Cass., 11 maggio 1977, n. 1834, in Rep. Foro it.,

1977.
28

() GIORGIANNI, op. cit., p. 441; Coll. arb. Milano, 19 luglio 1993, cit.

29

() BUTERA , La definizione dei rapporti incerti, I, Della transazione, 1933, p. 467;


GOPPALLO , La natura giuridica della transazione, in questa Rivista, 1931, I, p. 343;
GIORGIANNI, op. cit., p. 441.
30

() Sulla compatibilit tra novazione e transazione novativa, v. DONOFRIO, op. cit., p. 289;
NICOL, op. cit., p. 508.

e comunque la res litigiosa cui le parti pongono fine facendosi reciproche


concessioni.
Ne consegue che, mentre non avrebbe senso novare, e quindi estinguere
unobbligazione inesistente in quanto nulla, avrebbe sicuramente un senso
transigere una controversia seppur relativa ad un titolo nullo 31 . La nullit non
sarebbe come tale di ostacolo alla transazione, venendo il titolo del tutto superato
dallaccordo transattivo.
IRENE PICCIANO
Avvocato in Potenza

31

() DEL P RATO , op. cit., p. 830.