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I soldi riescono a rappresentare la nostra

societ?
Davide Peressoni
16 Maggio 2015
Il sistema economico globale che usiamo oggi frutto delle varie modiche
che ha subito nel corso della storia il primo sistema economico: il baratto.
Il baratto ha una logica molto semplice: io ti do una cosa e in cambio tu mi
dai un'altra cosa dello stesso valore; oggi la situazione non molto diversa,
solo che usiamo un intermediarito per i baratti, i soldi: io ti do una cosa e in
cambio tu mi dai un'equivalente in denaro.
Questo sistema per da la possibilit di fare anche scambi non naturali: il
primo esempio il brevetto/diritto d'autore coi quali si scambia un'idea con
dei soldi, ma se pensiamo all'equivalente col baratto si pu dire che se io ho
una mela e tu hai una pera e ce le scambiamo entrambi abbiamo un frutto,
ma se io ho un'idea e tu hai un'idea diversa e ce le scambiamo, entrambi
abbiamo due idee, allora se io ho un'idea e tu dei soldi e ce li scambiamo,
io ho dei soldi e l'idea, mentre tu avrai solo l'idea. Lo stesso vale per tutto
ci che ore un servizio (settore terziario) nonch per tutte le opere digitali
(basta un copia-incolla per distribuirle, senza costi).
Siamo tutti concordi che giusto retribuire i lavoratori per il tempo e l'ingegno spesi nell'ideare, nel fare, e nel creare, ma possiamo altrettanto facilmente
accorgerci che i soldi non sono adatti a descrivere correttamente queste attivit, che sono le principali ai nostri giorni.
Un secondo esempio di innaturalit la nanza: nelle borse ci sono persone
che impazziscono per riuscire a vendere e comprare titoli in modo da guadagnarci sopra.
Ma cosa sono i titoli? i titoli sono delle quote di societ o di stato, che di
pers non valgono molto, ma se comprate e poi vendute al momento giusto
comportano alti guadagni; il problema che il momento giusto dura qualche
millisecondo: oggi queste compravendite sono gestite da computer e in pochi
secondi societ possono fallire o aver successo.
Quindi questo, che era nato come un sistema per nanziare le societ che
1

lavoravano meglio, si trasformato in un comprare soldi coi soldi.


Il problema pi grande che questa compravendita innaturaleostacola la
gente comune, ma fornendo grandi guadagni ha attirato l'attenzione delle
banche che ormai non sono pi per il cittadino, ma per la nanza.
Questo sistema Arricchisce ulteriormente i ricchi e abbandona i poveri al
loro destino1 creando cos un divario che costretto a crescere sempre di
pi, il quale genera cos la crisi perch la maggior parte della popolazione
ha la minor parte delle ricchezze e la minor parte della popolazione ha la
maggior parte ha la maggior parte delle ricchezze: la crisi non la mancanza
di soldi (impossibile) ma la loro mal distribuzione.
Questo crea un blocco, accentuato anche dai debiti che abbiamo: viviamo
in un sistema nel quale i debiti non si rimborsano mai2 perch pur teoricamente avendo i soldi per saziarli, in realt, avendoli a nostra volta prestati
o investiti, non ce li abbiamo.
Quali sono quindi i metodi per uscire dalla crisi? Certamente servono
la concorrenza, gli investimenti, il mercato globale, . . . ma sopratutto un
maggior interesse delle banche verso i cittadini e una rete di sostegno fornita
dalla stato, infatti essenziale avere delle garanzie come l'assistenza medica,
le pensioni, sostegni economici, . . . il tutto corredato da accordi globali: se
viviamo in un mercato globale dobbiamo vivere in uno stato globale, non
possiamo infatti avere migliaia di regole per la stessa cosa.
Ora attraverso le nuove comunicazioni l'idea di stato e di nazione sta un
po' scomparendo: comunichiamo con tutto il mondo, compriamo da tutto il
mondo, . . . insomma, siamo cittadini del mondo!
Una buona economia non pu essere separata da una buona politica3 ,
infatti diritti, prezzi, leggi, partecipazione devono sempre andare a braccetto
ed evolvere assieme, non arrancando per rimanere al passo con quelle pi
arretrate.
Comunque c' da ricordarsi che il sistema economico globale non l'unico
che esiste al giorno d'oggi: alcuni popoli usano ancora il baratto o addirittura
dei sistemi "di ducia" in cui la gente non chiede niente in cambio di quello
che ore perch sa che gli verr dato altrettanto, sistema da cui potremmo
prendere spunto per migliorare.

1 Luigi

Zingales, Manifesto Capitalista. Una rivoluzione liberale contro un'economica


corrotta, Rizzoli, Milano 2012
2 Giorgio Ruolo e Stefano Sylos Labini, Il lm della crisi, Einaudi, Torino 2012
3 Raghuram G. Rajan, Terremoti nanziari, Einaudi, Torino 2012