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I riferimenti legislativi

articolo 18 del DLgs 81/08:


Il datore di lavoro deve designare preventivamente i lavoratori incaricatidell'attuazione delle misure di prevenzione
incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio,
di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;
Il datore di lavoro nell'affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto dellecapacit e delle condizioni degli stessi in
rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
articolo 36 del DLgs 81/08:
Il datore di lavoro provvede affinch ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro;
articolo 37 del DLgs 81/08:
I lavoratori incaricati dell'attivit di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in
caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico;
articolo 43 del DLgs 81/08:
Il datore di lavoro organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell'emergenza;
Il datore di lavoro designa preventivamente i lavoratori di cui all'articolo 18 comma 1, lettera b);
Il datore di lavoro adotta i provvedimenti necessari affinch qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell'impossibilit di contattare il competente superiore gerarhico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili;
Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell'azienda e
dei rischi specifici dell'azienda o della unit produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all'articolo 46.3. I
lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in
numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell'azienda o dell'unit produttiva;
Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro
attivit in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato.
articolo 45 del DLgs 81/08:
Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attivit e delle dimensioni dell'azienda o della unit produttiva,
sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i
necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati;
Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione,
individuati in relazione alla natura dell'attivit, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successivi decreti ministeriali di adeguamento acquisito il
parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Con appositi decreti ministeriali, acquisito il parere della Conferenza permanente, acquisito il parere della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, vengono definite le
modalit di applicazione in ambito ferroviario del decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e successive modificazioni.
allegato 5 DLgs. 81/08:
obbligo per il datore di lavoro delle aziende industriali, ed in quelle commerciali che occupano pi di 25 dipendenti,
di detenere presidi sanitari idonei per cure a lavoratori infortunati o colti da malore, contenuti in un pacchetto di medicazione o in una cassetta di pronto soccorso o in una camera di medicazione;
cassetta di pronto soccorso:
aziende industriali fino a 5 dipendenti con rischi di asfissia, scoppio, infezione, avvelenamento e lontane da posti
pubblici di pronto soccorso
aziende industriali con pi di 50 dipendenti
aziende industriali sino a 50 dipendenti e lontane da posti pubblici di pronto soccorso
camera di medicazione:
aziende industriali con pi di 5 dipendenti con rischi di asfissia, scoppio, infezione, avvelenamento e lontane da
posti pubblici di pronto soccorso
aziende industriali con pi di 50 dipendenti, obbligati a visite periodiche e preventive

pacchetto di medicazione:
aziende industriali non comprese nelle precedenti situazioni

Designazione degli incaricati al pronto soccorso:

Prima di affidare questo compito, l'Azienda deve invitare i dipendenti a offrirsi spontaneamente; si evidenzia,
comunque, che l'incaricato "non pu rifiutarsi senza giustificato motivo".

Decreto Ministero della Salute 15 luglio 2003 n. 388


Gazzetta Ufficiale N. 27 del 3 Febbraio 2004
Art. 1. Classificazione delle aziende
1. Le aziende ovvero le unit produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attivit svolta, del
numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi
aziende di gruppo A:
I) Aziende o unit produttive con rischi di incidente rilevante (D.L.gs 334/99), centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari, aziende estrattive ed altre attivit minerarie, lavori in sotterraneo, aziende per la
fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni
II) Aziende o unit produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL
con indice infortunistico di inabilit permanente superiore a quattro (statistiche nazionali
INAIL aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno)
III) Aziende o unit produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato
del
comparto dell'agricoltura
aziende di gruppo B:
aziende o unit produttive con tre o pi lavoratori che non rientrano nel gruppo A
aziende di gruppo C:
aziende o unit produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A
2. Il datore di lavoro, sentito il medico competente, ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della
propria azienda od unit produttiva e, solo nel caso appartenga al gruppo A, la comunica all'Azienda Unit Sanitaria Locale competente sul territorio in cui si svolge l'attivit' lavorativa, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso. Se l'azienda o unit produttiva svolge attivit lavorative comprese in gruppi diversi, il datore di lavoro deve riferirsi all'attivit' con indice pi elevato
Art. 2. Organizzazione di pronto soccorso
1. Nelle aziende o unit produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata [], da integrare sulla base dei rischi presenti
nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria
del Servizio Sanitario Nazionale, e della quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato
d'uso dei presidi ivi contenuti
b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario
Nazionale
2. Nelle aziende o unit produttive di gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
2

a) pacchetto di medicazione, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodito e facilmente individuabile [], da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, la completezza ed il corretto stato d'uso dei
presidi ivi contenuti
b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario
Nazionale
[]
5. Nelle aziende o unit produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attivit in luoghi isolati, diversi
dalla sede aziendale o unit produttiva, il datore di lavoro tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione
[], ed un mezzo di comunicazione idoneo per raccordarsi con l'azienda al fine di attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale
Art. 3. Requisiti e formazione degli addetti al pronto soccorso
1. Gli addetti al pronto soccorso [], sono formati con istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle misure
di primo intervento interno e per l'attivazione degli interventi di pronto soccorso
3. (Per le aziende o unit produttive di gruppo A corso di 16 ore con argomenti previsti dall'allegato 3 e devono
prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell'attivit' svolta)
4. (Per le aziende o unit produttive di gruppo B e di gruppo C corso di 12 ore con argomenti previsti dall'allegato 4)
5. La formazione dei lavoratori designati andr ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacit di intervento pratico
1. Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente [], individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento ed i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso
2. Le attrezzature ed i dispositivi di cui al comma 1 devono essere appropriati rispetto ai rischi specifici connessi all'attivit' lavorativa dell'azienda e devono essere mantenuti in condizioni di efficienza e di pronto impiego e
custoditi in luogo idoneo e facilmente accessibile

Contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso

Guanti sterili monouso (5 paia).


Visiera paraschizzi.
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1).
Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2).
Teli sterili monouso (2).
Pinzette da medicazione sterili monouso (2).
Confezione di rete elastica di misura media (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2).
Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2).
Un paio di forbici.
Lacci emostatici (3).
Ghiaccio pronto uso (due confezioni).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2).
Termometro.
Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.

Contenuto minimo del pacchetto di medicazione

Guanti sterili monouso (2 paia).


Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1).
Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3).
Pinzette da medicazione sterili monouso (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1).
Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1).
Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1).
Un paio di forbici (1).
Un laccio emostatico (1).
Confezione di ghiaccio pronto uso (1).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1).
Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di
emergenza.

Il soccorritore e le manovre sanitarie


Il soccorritore non ha un elenco di compiti o di manovre sanitarie che pu effettuare:

ha il compito di fare da tramite con il lavoro di altro personale qualificato


non far mai qualcosa che vada oltre le sue competenze, pena la commissione di imprudenza e l'accusa di lesioni
personali (art. 590 c.p.) o di omicidio colposo (art. 589 c.p.) o di esercizio abusivo di professione (art. 348 c.p.)

Le manovre eseguibili da un soccorritore:


valutazione dei parametri vitali e delle principali alterazioni
massaggio cardiaco esterno e ventilazione artificiale;
immobilizzazione degli arti
emostasi, protezione e medicazione di ferite
sottrazione di un ferito o di un malato da situazione di immediato pericolo
Lo stato di necessit
l'articolo 54 codice penale non punisce chi abbia commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessit di salvare s od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo non da lui volontariamente causato n altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo
l'articolo 55 codice penale prevede l'eccesso colposo per atti commessi
in situazioni di necessit con azioni eccedenti i limiti imposti dalla legge, dall'autorit e dalla necessit, per condotta colposa (negligenza, imprudenza, imperizia)
Il ruolo dell'incaricato di primo soccorso
L'addetto al servizio di primo soccorso, oltre ad intervenire
nei casi di infortunio o malore dei colleghi di lavoro, dovrebbe anche:

collaborare alla formazione del piano di emergenza


coordinare l'attuazione delle misure previste
predisporre i numeri telefonici d'emergenza
curare la tenuta dei presidi sanitari
tenere un registro del materiale sanitario

Pianificazione degli interventi


Uno dei primi passi della pianificazione di un programma di emergenza sanitaria la individuazione delle
cause di infortunio e la correzione delle situazioni rischiose.
Per questo aspetto sar utile la consultazione:
a) del documento di valutazione dei rischi
b) del registro infortuni
Oltre a questi due documenti obbligatori per legge sarebbe utile che gli addetti al primo soccorso provvedessero a registrare:
tutti quegli incidenti lievi che non comportano una assenza del lavoratore
tutte le situazioni in cui l'incidente non si verificato per pura casualit
L'organizzazione del primo soccorso
Consiste nella progettazione di un piano di emergenza per il primo soccorso e nell'individuazione di persone e mezzi
per fronteggiare le situazioni di emergenza relative al primo soccorso
Gli obiettivi di un piano di primo soccorso rientrano in quelli gi previsti per il piano di
emergenza in generale e sono:

protezione della persona coinvolta


controllo dell'incidente

evitare o contenere i danni all'ambiente


realizzazione di un primo soccorso in attesa dell'arrivo di personale qualificato

Le procedure dovranno essere standardizzate e riguardare diversi soggetti presenti in azienda e non soltanto gli incaricati al primo soccorso, in modo tale da snellire la gestione della situazione di emergenza e permettere, al personale
qualificato esterno, di trovare una situazione facilmente risolvibile

I soggetti interessati alle procedure da realizzarsi in una situazione di emergenza sono:


colui che scopre la situazione di emergenza
gli incaricati al primo soccorso
l'addetto al centralino telefonico
l'addetto alla portineria
La persona che scopre l'emergenza dovr avvisare gli incaricati al primo soccorso (nel caso di un'emergenza sanitaria) e, successivamente, informarne il datore di lavoro.
Gli incaricati di primo soccorso dovranno accertarsi della necessit di chiamare un soccorso esterno ed iniziare le
prime fasi del soccorso
Il responsabile del centralino telefonico s'incaricher di attivare il personale interno e/o esterno necessari all'aiuto
Il dipendente addetto alla portineria, infine, cercher di realizzare una situazione ambientale, all'ingresso dell'azienda, ottimale e priva d'ingombri per i mezzi di soccorso
Nelle situazioni caratterizzate da un'emergenza sanitaria spesso si ritrovano anche situazioni di emergenza pi vaste
ed interessanti l'intera azienda o una parte di essa (incendi, fuga di gas, dispersione nell'ambiente di sostanze dannose), per cui tutti i dipendenti possono essere coinvolti in procedure opportune

Sicurezza, tutela e autoprotezione del soccorritore


Nell'affrontare una situazione d'emergenza o urgenza sanitaria il soccorritore deve, innanzitutto, osservare delle regole fondamentali, per evitare di trasformare il suo intervento d'aiuto in un intervento che possa peggiorare la situazione.
Le regole fondamentali sono:
ricercare collaborazione in caso di necessit
evitare di divenire una seconda vittima, adottando tutte le misure preventive utili
spostare la persona dal luogo dell'incidente solo in caso di pericolo imminente
accertarsi dell'entit del danno e delle cause
posizionare pi opportunamente la vittima
rassicurare la vittima e mantenere la calma
In caso di incendio, intossicazioni ed esplosioni
avvertire i VVFF
spegnere il quadro elettrico
allontanare tutte le altre persone
nella necessit, sottrarre la vittima dalla zona con due soccorritori, e far posizionare un terzo munito di estintore a
circa 3 metri dall'incendio, con direzione del getto alla base delle fiamme
In caso di presenza di gas importante osservare i particolari dell'ambiente e i sintomi delle vittime, in quanto alcune
sostanze non sono avvertibili.
Vanno comunque avvisati i VVFF. In ogni caso si rende necessario conoscere tutte le sostanze adoperate in azienda
La presenza nell'aria di gas tossici o esplosivi va sospettata:
quando insorgono, nella vittima, sintomi acuti
quando i predetti sintomi insorgono in pi persone
quando l'ambiente chiuso
quando si utilizzano sostanze chimiche
In caso di fuga di gas tossici bisogna:
controllare se altri soccorritori non siano divenuti vittime e porre un soccorritore in condizione di controllare gli
altri
controllare di poter accedere senza pericolo e che l'accesso e l'evacuazione possano essere rapidi
ventilare l'ambiente
non accendere fiamme
Rischio biologico
Il soccorritore pu essere esposto al rischio infettivo per
Contatto con sangue e altri liquidi organici;
Aria espirata e goccioline di Flugge (goccioline di saliva emesse con la tosse);
Indiretta tramite veicoli (parassiti)
Le precauzioni sono:

personali specifiche:
 vaccinazioni specifiche (antitifo, antitetano, antiepatite B, antitubercolare)
 sieroprofilassi (gammaglobuline)
 chemioprofilassi (antibiotici)

operative generali:
 indumenti a protezione del soccorritore
 eliminazione dei rifiuti contaminati
 disinfezione del luogo in cui stato prestato il soccorso
 disinfezione e sterilizzazione periodica della camera di medicazione

Gli indumenti a protezione del soccorritore sono:


guanti monouso da utilizzare sempre in caso di presenza di liquidi biologici (ferite, ustioni, fratture esposte, ecc.),
vanno indossati prima del soccorso e una volta utilizzati devono essere tolti rivoltandoli uno nell'altro
mascherine/visiera paraschizzi da utilizzare tutte le volte in cui vi sia rischio di proiezione di liquidi biologici (ferite arteriose, vomito) devono coprire la bocca, il naso, gli occhi
barriere protettive per la respirazione artificiale

Rischio movimentazione manuale dei carichi


Coloro i quali svolgono il soccorso anche in ambito extraospedaliero possono essere interessati da patologie del rachide e di altre articolazioni.
Oltre a una buona condizione fisica indispensabile rispettare alcune norme comportamentali
Le norme comportamentali sono:

sollevare senza chinare il dorso, mantenendo il busto eretto e flettendo le gambe unitamente
tenere il peso pi vicino al corpo
non sollevare bruscamente
nello spostare lateralmente evitare di ruotare il busto ma cercare di girare tutto il corpo

Modalit di manovra errata

Modalit di manovra corretta

Il corpo umano
Il corpo umano una macchina molto complessa, formata da specifiche parti. Le unit elementari sono costituite dalle
cellule le quali, aggregate in tessuti, formano gli organi. Pi organi costituiscono i sistemi e gli apparati.
I tessuti sono un insieme di cellule uguali per forma e funzioni.
Ad esempio, il tessuto muscolare formato da fibrocellule con forma e
struttura simili, aventi tutte la capacit di contrarsi e determinare l'accorciamento del muscolo
Un insieme di tessuti diversi, strutturati in modo tale da espletare una stessa funzione, da vita agli
organi.
Il rene, ad esempio, un organo costituito da diversi tessuti, ognuno dei quali partecipa con la propria struttura e la propria particolare funzione, alla funzione emuntoria
Il sistema un insieme di organi affini per struttura ed origine e deputati ad una stessa funzione.
Il sistema nervoso, ad esempio, composto dal cervello, dal midollo spinale e dai nervi, che regolano le funzioni di tutti gli altri organi del corpo umano
Un apparato rappresentato da un insieme di organi che partecipano ad una stessa funzione,
senza possedere una stessa origine n una organizzazione simile.
Ad esempio, l'apparato respiratorio un insieme di organi, con origine e organizzazione diversa (polmoni, trachea, cavit nasali, ecc.), che partecipano alla
funzione respiratoria.

Sistema cardiocircolatorio
Il sistema cardiocircolatorio costituito dal cuore e dai vasi sanguigni (arterie,
vene e capillari), al cui interno circola il sangue che porta ossigeno e nutrimento a tutto il corpo,
eliminando i prodotti di rifiuto.
Il cuore un organo cavo, costituito da muscolatura particolare, situato nel torace tra i due polmoni.
Sommariamente presenta una faccia anteriore e una faccia posteriore, nelle quali si distinguono
diversi vasi che originano dall'organo.
Il cuore l'organo principale del sistema cardiocircolatorio, nel quale svolge azione di pompa.

Allinterno il cuore diviso in quattro cavit:


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Le due cavit superiori sono rappresentate dagli atri


Le due cavit inferiori sono rappresentate dai ventricoli
Gli atri e i ventricoli omolaterali comunicano attraverso un sistema di valvole

Dal cuore hanno origine le arterie che portano sangue ossigenato


e prodotti nutritivi a tutto il corpo (a. aorta) ed il sangue da ossigenare ai polmoni (a. polmonare)
Al cuore ritornano le vene che portano sangue con anidride carbonica e prodotti di rifiuto da tutto il corpo (vv. cave) e sangue
ossigenato dai polmoni (vv. polmonari)
Lo scambio dell'ossigeno e dell'anidride carbonica avviene a livello dei tessuti tramite la rete dei capillari
I vasi sanguigni danno vita a due circuiti distinti:
la piccola circolazione che ha origine dal cuore destro, porta il
sangue ai polmoni perch vi venga ossigenato e lo riporta al cuore sinistro
la grande circolazione che ha origine dal cuore sinistro, porta il sangue a tutto lorganismo per distribuire ossigeno e
sostanze nutritive e per raccogliere le sostanze di rifiuto e torna al cuore destro
Il sangue mantenuto in moto, all'interno del sistema cardiocircolatorio, dal cuore che
rappresenta l'organo propulsore
Il cuore, mediante le contrazioni del suo tessuto muscolare, spinge il sangue dagli atri ai
ventricoli e da questi nelle arterie
Il numero delle contrazioni del cuore in un minuto costituisce la frequenza cardiaca.
Normalmente in un soggetto adulto la frequenza cardiaca varia dai 60 agli 80 battiti al
minuto e pu essere apprezzata con la rilevazione del polso
La rilevazione del polso una manovra che serve a percepire le pulsazioni di un'arteria,
espressione dell'attivit cardiaca

L'ossigenazione ed il trasporto delle sostanze nutritive vengono garantite all'organismo da un'adeguata pressione della
circolazione sanguigna, regolata da:

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forza di contrazione e frequenza cardiaca


quantit di sangue presente in circolo
capacit dei vasi di regolare il loro diametro
corretto controllo del sistema nervoso

Apparato respiratorio
L'apparato respiratorio costituito da una serie di organi cavi che formano un canale di collegamento tra l'esterno,
costituito dall'aria atmosferica, e l'interno del corpo il cui funzionamento finalizzato alla respirazione, cio alla ossigenazione del sangue e alla sua depurazione dall'anidride carbonica. Questi fenomeni si realizzano grazie alla ventilazione e alla diffusione
Naso
Bocca
Faringe

Ventilazione
Successione degli atti respiratori attraverso cui l'aria atmosferica viene introdotta nei polmoni (inspirazione) e poi espulsa (espirazione)
In un soggetto normale si osservano circa 16 atti respiratori al minuto

Diffusione
E rappresentata dallo scambio dei gas (ossigeno e anidride carbonica) a livello degli alveoli polmonari e dei tessuti
del nostro organismo

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Apparato locomotore
L'apparato locomotore rappresenta l'impalcatura del nostro corpo, a cui conferisce forma e struttura.
E' costituito dalle ossa, collegate tra loro per mezzo delle articolazioni, e dai muscoli che si inseriscono sulle ossa stesse.
La funzione principale quella del movimento, che avviene grazie alla contrazione muscolare
ed allo spostamento delle ossa, collegate tra loro mediante le articolazioni.
Lo scheletro la struttura di sostegno del corpo umano, costituita da 206 ossa. Le ossa forniscono una impalcatura flessibile per i movimenti, fungono da punto di appoggio per i muscoli e sono conformate in modo tale da far correre in adiacenza arterie e nervi. Inoltre garantiscono la
protezione di organi.
Le articolazioni sono strutture di connessione tra due o pi ossa. Possono essere fisse, mobili o parzialmente mobili

Sistema muscolare
Il sistema muscolare, grazie all'azione di impulsi nervosi, rende possibile il movimento, spostando le ossa

Sistema nervoso
Il sistema nervoso costituito
dal Sistema Nervoso Centrale
dal Sistema Nervoso Periferico
dal Sistema Nervoso Autonomo.
Esso coordina e regola la maggior parte delle attivit del nostro organismo, mediante la fittissima rete di cellule (neuroni) di cui composto.

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Sistema nervoso centrale


Il Sistema Nervoso Centrale composto dall'encefalo (cer-vello, cervelletto e
tronco encefalico) e dal midollo spinale. Nel cervello sono presenti aree funzionali
diverse (sensitiva, motoria e sensoriale). Il cervello, tra l'altro, sede della coscienza e del pensiero. Il cervelletto ed il midollo spinale coordinano le attivit
motorie.

Sistema nervoso periferico


Il sistema nervoso periferico costituito dai nervi.
Quelli motori escono dal SNC recando alla periferia impulsi per i muscoli e per le
ghiandole. Quelli sensitivi entrano nel SNC medesimo per portare impulsi tattili,
termici, dolorifici etc. raccolti in periferia.

Sistema nervoso autonomo


Il sistema della vita vegetativa sovrintende alla funzione della muscolatura involontaria degli organi interni e delle ghiandole.
costituito esclusivamente da fibre di tipo efferente, mentre mancano le fibre
sensitive

Cute
La cute ha una superficie complessiva (nell'adulto) di circa 2 mq ed un peso di 15 Kg.
Ha diverse funzioni:
Difesa nei confronti di potenziali aggressioni meccaniche, chimiche, fisiche e biologiche provenienti dall'esterno
Termoregolazione
Depurazione
Sensibilit
costituita da tre strati
l'epidermide
il derma
l'ipoderma

Occhio
L'occhio l'organo di senso che raccoglie le informazioni su ci che ci circonda e le invia all'encefalo, dove vengono
elaborate in immagini.
Il globo oculare una sfera leggermente sporgente dal massiccio facciale. Sono visibili solo la pupilla, l'iride e la cornea, mentre il resto contenuto nel
cranio. Il globo oculare mantenuto in sede dalla muscolatura, la quale permette anche il movimento degli occhi
Tutto ci che ci circonda viene visto perch la luce entra negli occhi e colpisce
la retina.
La cornea ed il cristallino rifrangono la luce ed ogni punto luminoso di un oggetto viene impresso sulla retina, ove si forma un'immagine capovolta e pi
piccola. Da qui l'informazione viene mandata all'encefalo che la elabora in
immagine.
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Orecchio
L'orecchio l'organo di senso che ci permette di udire e di stare in equilibrio.
E' suddiviso in orecchio esterno, orecchio medio e orecchio interno.

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Lo scenario di un'emergenza sanitaria


Prima di arrivare sul posto occorrer:
prepararsi in funzione della chiamata
prevedere di portare con s il minimo indispensabile
effettuare una rapida ricognizione dell'ambiente (pericolo di crolli, linee elettriche scoperte, ecc.)
in caso di pericolo non eliminabile chiamare gli organismi competenti (es.VVFF)
valutare la necessit di allontanare la vittima dal pericolo
Per quanto riguarda gli aspetti psicologici dell'intervento, bisogna ricordare che la vittima di un incidente vede alterata anche la sua sfera emotiva, con reazioni intense, caratterizzate da perdita di controllo. stato d'ansia, reazione ostile
al soccorritore
In questi casi sar indispensabile mostrare sensibilit e buon senso, mantenendo sempre un comportamento calmo,
gentile, franco e deciso. L'aiuto verr offerto e non imposto, spiegando ci che si sta facendo
La verifica delle condizioni d'intervento prevede anche:
la verifica dell'agibilit delle vie di accesso e di uscita
la verifica che i portoni o i cancelli restino aperti o che possano essere aperti agevolmente
il controllo e la possibilit di utilizzare le scale e l'ascensore
Nella raccolta immediata delle informazioni bisogner non basarsi solo sulle notizie fornite da altre persone. Si dovr
anche esaminare attentamente la situazione, non trascurando nessun particolare e non traendo conclusioni affrettate.
Usare sempre il buon senso e ricavare dall'ambiente tutte le indicazioni possibili sulla dinamica dell'evento. Infine si
dovr tenere presente che la vittima non sempre attendibile per la sua situazione psicologica.

Norme comportamentali generali


Che cosa fare
 allontanare i curiosi dalla vittima
 mantenersi calmi ed agire con tranquillit
 valutare la causa dellinfortunio e la presenza di pericolo residuo
 esaminare il luogo per evidenziare eventuali altri pericoli
 indossare i guanti in presenza di liquidi biologici
 esaminare l'infortunato badando allo stato di coscienza, alla difficolt o assenza di respiro, alla presenza di battito
cardiaco, alla presenza di emorragie, fratture etc.
 allertare, se necessario, i soccorsi qualificati
 effettuare le manovre di primo soccorso
Che cosa non fare
 spostare l'infortunato, salvo necessit
 mettere seduta la persona incosciente
 somministrare bevande alla vittima incosciente
 ricomporre fratture e lussazioni
 toccare le zone ustionate o romperne le flittene
 togliere corpi estranei che siano penetrati in profondit nell'occhio o che abbiano determinato emorragie in qualsiasi parte del corpo
 effettuare manovre rianimatorie improvvisate
Le prime fasi del soccorso
Valutazione del paziente
La valutazione del paziente rappresenta il primo passo per garantire il pronto riconoscimento del grado di compromissione delle funzioni vitali (fase della valutazione) per poi affrontare tutte le manovre di soccorso (fase dellazione)
tese al sostegno delle stesse.
Lobiettivo principale del Basic Life Support (BLS) consiste nella prevenzione dei danni anossici cerebrali attraverso
procedure standardizzate di rianimazione cardiopolmonare (RCP) atte a mantenere:
la perviet delle vie aeree (Airway)

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la respirazione (Breathing)
la circolazione (Circulation)
ogni qualvolta si verifichi unimprovvisa cessazione dellattivit respiratoria e/o della pompa cardiaca.
Nella valutazione del paziente vittima di un incidente bisogner sempre ricordare che la sua condizione in
continua evoluzione.
Nelle prime fasi, per stabilire la priorit degli interventi, il soccorritore dovr individuare:
i disturbi che minacciano la sopravvivenza
le patologie che non rappresentano un problema di immediata urgenza
L'emergenza una patologia che pone il soggetto in imminente pericolo di vita.
L'urgenza una patologia che non pone il soggetto in imminente pericolo di vita.
Nell'emergenza occorre intervenire con immediatezza.
Nell'urgenza non richiesto un intervento in tempi immediati (pu essere poco o relativamente differibile).
Si considerano emergenze
lo shock
il coma
l'infarto
l'insufficienza respiratoria
l'ictus
la folgorazione
le emorragie gravi
le ustioni estese
Si considerano urgenze poco differibili
il colpo di calore
le emorragie contenibili
le ferite profonde
le fratture del bacino
le fratture della colonna vertebrale
Si considerano urgenze relativamente differibili
le ferite poco profonde
le fratture degli arti
i traumi osteomiotendinei
le ustioni circoscritte

L'intervento prioritario del soccorritore andr indirizzato nei confronti degli organi ed apparati definiti vitali e
delle loro rispettive funzioni
Sistema nervoso
Apparato respiratorio
Sistema cardiocircolatorio





stato di coscienza
respirazione
circolazione

La sequenza degli interventi


Valutazione dello stato di coscienza
Dopo aver osservato la situazione e la posizione in cui si trova la vittima, il soccorritore valuter lo stato di coscienza, cio se la vittima risponde o meno alle domande o agli stimoli.
La coscienza la consapevolezza di se stessi e dell'ambiente che ci circonda.
Lo stato di coscienza pu alterarsi in numerose situazioni come:
traumi e malattie cerebrali
carente irrorazione sanguigna al cervello
intossicazioni
Lo stato d'incoscienza pu insorgere in maniera immediata oppure con sintomi superficiali che via via si aggravano.

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Si possono associare deficit neurologici.


Il soccorritore dovr porre molta attenzione ai seguenti segni:
perdita dei riflessi nervosi
perdita del tono muscolare
alterazione del respiro
Lalterazione della coscienza si pu presentare come:
- Sonnolenza: risposta allo stimolo anche solo con lapertura degli occhi e ricaduta nel sonno, risposta allo
stimolo doloroso in modo coordinato
- Sopore: risposta solo agli stimoli dolorosi con movimenti automatici di difesa; funzioni vitali rallentate, riflessi indeboliti o assenti
- Coma: assenti le risposte anche allo stimolo doloroso; gravi alterazioni delle funzioni vegetative, riflessi
scomparsi; perdita del tono muscolare
La valutazione dello stato di coscienza viene effettuata
chiamando il paziente e chiedendo "come va?
se non risponde anche solo con l'apertura degli occhi, si toccher il paziente sulle spalle con scuotimento lieve
se ancora non risponde si pizzicher su un braccio o su una spalla

Rimozione corpi estranei


Qualora si sospetti la presenza di corpi estranei (soffocamento da cibi, protesi dentarie, oggetti) la loro rimozione pu
avvenire:
afferrando e sollevando la mandibola con una mano e rimuovendo il materiale estraneo presente nel cavo orale
con l'altra

Nelle prime fasi dell'ostruzione da corpi estranei in soggetti coscienti si utilizza la manovra di Heimlich che si effettua
ponendosi dietro la vittima
praticando 5 colpi dorsali in regione interscapolare
mettendo una mano chiusa a pugno sulla parte superiore dell'addome del paziente, tra
l'ombelico ed il processo xifoideo
afferrando con l'altra il pugno e tirando verso di s dal basso in alto

Breathing
Successivamente al controllo della perviet delle vie aeree si passa al controllo della presenza e dell'efficacia della respirazione spontanea.
Si possono avere due situazioni:
respiro presente
respiro assente
Manovra GAS
Nella valutazione della respirazione di un soggetto privo di coscienza il soccorritore dovr porsi a lato del capo della
vittima, avvicinare un orecchio alla bocca della vittima e guardare il suo torace
Guarda i movimenti del torace
Ascolta i rumori respiratori
Senti il calore dellaria espirata

La manovra GAS deve durare per 10 secondi

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Se il respiro presente
controllare la frequenza ed il tipo degli atti respiratori
individuare eventuali rumori respiratori
individuare traumi toracici
mettere in posizione laterale di sicurezza

Posizione laterale di sicurezza


Questa manovra garantisce nella vittima incosciente, ma che respira in modo
autonomo, la certezza che la lingua, vomito o altri liquidi organici non provochino ostruzione delle vie aeree o vengano inalati accidentalmente.
In caso di trauma, anche solo sospetto, la manovra non va eseguita

Porsi a lato della vittima, allentare eventuali costrizioni (cinture, cravatte, camicie)
Posizionare il braccio della vittima dal lato del soccorritore ad angolo retto con
il gomito piegato ed il palmo della mano rivolto verso lalto

Flettere laltro braccio della vittima sul torace con il palmo della mano appoggiato sulla spalla della vittima vicina al soccorritore

Sollevare la gamba della vittima dal lato opposto al soccorritore sopra il ginocchio
Con laltra mano sulla spalla della vittima, dal lato opposto al soccorritore, ruotare linfortunato sul fianco verso il soccorritore

Posizionare la gamba flessa creando un angolo retto allanca ed al ginocchio


Iperestendere il capo garantendo la perviet delle vie aeree
Appoggiare la mano della vittima sotto la guancia per mantenere
liperestensione del capo
Controllare periodicamente la presenza del respiro

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Ripristino delle funzioni vitali

Arresto cardiorespiratorio
L'arresto cardiorespiratorio senza dubbio la situazione pi drammatica per un soccorritore.
La rianimazione cardiopolmonare (RCP) prevede due distinte manovre, che devono essere integrate nell'azione dei
soccorritori (possibilmente due):
respirazione artificiale
massaggio cardiaco esterno

Respirazione artificiale
Quando non si in possesso degli idonei mezzi per la respirazione artificiale si procede con la ventilazione bocca a
bocca o con barriere protettive (pocket mask, barriere facciali)

Nella ventilazione bocca a bocca il soccorritore dovr:

porsi al lato della vittima


iperestendere il capo ponendogli una mano sulla fronte e con la stessa stringere il naso
con l'altra mano completare l'operazione sollevando con due dita il mento
aprire la bocca della vittima
inspirare e porre le labbra intorno alla bocca della vittima insufflando con decisione per 1 secondo
quindi staccare le labbra e lasciare il naso per favorire lespirazione

Insufflazioni troppo brusche o con insufficiente estensione della testa provocheranno


introduzione di aria nello stomaco, distensione gastrica e vomito.
Pertanto durante linsufflazione osservare che il torace si alzi e che invece non si gonfi lo stomaco.
Tra uninsufflazione e laltra osservare che la gabbia toracica si abbassi
Massaggio cardiaco esterno
la manovra rianimatoria che cerca di ripristinare artificialmente la compromessa funzione di
pompa del cuore
Esso determina il ritmico riempimento e svuotamento del cuore grazie ad una compressione esercitata sulla gabbia
toracica

la compressione della gabbia toracica determina lo schiacciamento del cuore tra lo sterno e la colonna vertebrale
questo causa lo svuotamento del cuore con immissione del sangue in esso contenuto nel circolo sanguigno
rilasciando la pressione il cuore ritorna alla sua forma originaria richiamando sangue dal sistema venoso

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Nel massaggio cardiaco esterno il soccorritore dovr:


individuare il punto di compressione
assumere la corretta posizione
effettuare le compressioni a braccia rigide senza mai piegare i gomiti

Individuazione punto di compressione


Porre la parte prossimale del palmo della mano al centro del torace facendo attenzione ad
appoggiarla sullo sterno e non sulle costole

Sovrapporre laltra mano alla prima intrecciando le dita delle due mani

Corretta posizione
- posizionarsi a lato della vittima
- tenere le braccia in estensione con i gomiti bloccati
- mantenere le braccia perpendicolari allo sterno con il corpo leggermente sbilanciato in
avanti
Compressioni cardiache esterne
porre una mano sul punto di compressione appoggiando la parte del palmo vicino al polso e tenendo sollevato il resto
appoggiare l'altra mano sul dorso della prima
comprimere il torace della vittima appoggiandosi sopra e trasmettendo il peso del
proprio corpo tramite le braccia rigide
La compressione deve determinare l'abbassamento dello sterno di almeno 4-5 cm, altrimenti inefficace.
La durata della compressione deve essere immediata ed ugualmente il rilascio.
La frequenza deve essere di 80-100 compressioni al minuto
Rianimazione Cardio Polmonare
dopo la manovra GAS, verificata lassenza di respirazione o la presenza di respiro agonico (debole, faticoso, rumoroso, pesante), si iniziano le compressioni toraciche
il rapporto tra compressioni e insufflazioni sar di 30:2
interrompere la manovra solo in caso di ripresa dell'attivit respiratoria o all'arrivo dei soccorsi

se ricompare anche lattivit respiratoria continuare a mantenere la perviet delle vie aeree sollevando il mento ed
estendendo il capo o, se indicato, utilizzare la posizione laterale di sicurezza

L'angina pectoris e l'infarto


Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nei paesi pi industrializzati
Le forme pi comuni di tali patologie sono:
angina pectoris
infarto
Il cuore un muscolo in perenne attivit che ha bisogno di notevoli quantit di ossigeno. Esso riceve sostanze nutritive ed ossigeno tramite le arterie coronarie che originano dallaorta. Tali arterie hanno una distribuzione di tipo terminale, cio i territori di distribuzione di ogni singolo ramo non si sovrappongono.
Un qualsiasi fattore che riduca lapporto di sangue ad un ramo di una coronaria non pu essere compensato da una
coronaria del territorio adiacente. Si determinano quindi fenomeni di adattamento (vasodilatazione delle coronarie)
che tentano di ripristinare il flusso sanguigno e quindi lapporto di ossigeno a scapito per della riserva funzionale
Quando tutta la riserva funzionale stata utilizzata il circolo coronarico non riesce pi a garantire un sufficiente apporto di ossigeno nelle situazioni di maggiore lavoro cardiaco

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Angina pectoris
L'angina pectoris si presenta molto spesso in seguito ad eccessiva attivit fisica, fumo, pasti copiosi, esposizioni al
freddo, assunzione incongrua di sostanze eccitanti, situazioni di stress e crisi di ansia
Sintomi
dolore a morsa retrosternale che si irradia verso uno o entrambi gli arti superiori, collo,
mascella e mandibola, parte superiore della schiena e dell'addome
il dolore non influenzato dal respiro, dura 3-5 minuti
nausea
respiro corto e affannoso
Primo soccorso
mantenere calmo il soggetto
metterlo in posizione semiseduta
informarsi se ha assunto farmaci del tipo nitroderivati (es. trinitrina)
trasportare in ospedale per le opportune terapie

Infarto
L'infarto la morte di una parte del tessuto cardiaco
Fattori predisponenti
ipertensione arteriosa
alimentazione ricca di grassi
obesit
scarsa attivit fisica
stress
fumo
Sintomi
dolore toracico tipico di norma al centro del torace e dietro lo sterno
di durata, in genere, superiore a 20 minuti
intenso e con irradiazioni al collo, alla mandibola, agli arti superiori ed all'addome
difficolt respiratoria
ansia, irritabilit, angoscia, malessere generale, vomito
sensazione di svenimento, di morte imminente
Il soggetto infartuato pu presentare i segni dello shock:
polso frequente
pressione arteriosa bassa
sudorazione fredda
pallore
perdita di coscienza

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Protocolli di intervento

INFARTO

con perdita di coscienza

con arresto cardiaco

senza arresto cardiaco

RCP

posizione antishock

senza perdita di coscienza

posizione semiseduta
monitoraggio delle funzioni vitali

Insufficienza respiratoria
L'insufficienza respiratoria si determina quando il polmone non in grado di assicurare unadeguata ossigenazione
del sangue arterioso
Cause
ostruzione (corpo estraneo, lingua, edema della glottide, edema polmonare, broncospasmo, annegamento)
accidenti cerebrali (emorragia, infarto, ematoma intracranico, edema)
inalazione di sostanze tossiche
arresto cardiaco
fratture della gabbia toracica, pneumotorace, emotorace
folgorazione
Sintomi
cianosi (colorito bluastro specie al volto ed alle estremit; cianosi rosso ciliegia per inalazione di CO)
tosse
dispnea
cefalea
agitazione
sudorazione
perdita di coscienza
Primo soccorso
individuare e, se possibile, eliminare la causa (estinzione di incendio, eliminazione fughe di
gas, ventilazione degli ambienti etc.)
evitare di essere coinvolto dallo stesso evento (specie nei luoghi chiusi )
allontanare la vittima dalla zona inquinata
eliminare lostruzione mediante manovre appropriate

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Protocolli di intervento

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA

con perdita di coscienza

senza arresto cardiaco

con arresto cardiaco

RCP

senza perdita di coscienza

ventilazione artificiale

posizione semiseduta
allentare le costrizioni
monitoraggio delle funzioni vitali

Asma
malattia cronica caratterizzata da attacchi di dispnea da parziale ostruzione dei bronchi e dei bronchioli dovuta a
broncospasmo.
Nella maggior parte dei casi, lasma scatenata da reazioni allergiche, pi raramente la causa pu essere un alimento
(uova, latte, additivi alimentari).
Gli attacchi possono anche essere provocati da infezioni (soprattutto respiratorie), da alcuni farmaci, da sostanze irritanti inalate, dallattivit fisica o da disturbi fisici o emotivi.
Sintomi e segni
tosse secca
dispnea non dolorosa
sibili espiratori
aumento della frequenza del polso

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sudorazione
forte ansia
posizione seduta con la schiena dritta e le braccia rigide per sostenere il torace
cianosi

Protocollo di intervento
aiutare il soggetto a trovare la posizione pi comoda
evitare laccalcarsi dei curiosi
tranquillizzare il soggetto
far assume eventuale terapia gi in possesso

Edema polmonare acuto


Accumulo di liquido a derivazione plasmatica nei setti alveolari e negli spazi extracellulari del polmone con alterazione della meccanica polmonare e della diffusione
Cause
insufficienza cardiaca sinistra
embolia polmonare
allergie
shock
inalazione di tossici
Sintomi e segni
tosse
dispnea intensa
cianosi
espettorato schiumoso
ipotensione
aumento della frequenza

Protocollo di intervento
chiamare senza indugio un medico o ospedalizzare
tranquillizzare il soggetto
tenerlo in posizione semiseduta

Shock
Grave perturbazione emodinamica causata dallincapacit del sistema circolatorio a fornire un adeguato apporto ematico agli organi vitali
Cause
Perdita di liquidi corporei (ustioni, emorragie, diarrea e/o vomito intensi)
Compromissione dellattivit cardiaca e respiratoria (infarto del miocardio, arresto cardiaco, insufficienza ed arresto respiratorio)
Vasodilatazione improvvisa (trauma toracico o addomi-nale, schiacciamento di arti, infezioni generalizzate,
anafilassi)
L'organo pi sensibile allo shock il cervello che pu subire danni irreversibili

Sintomi e segni
volto, labbra ed unghie pallide
estremit fredde e sudate
polso frequente e difficile da palpare
ipotensione
respirazione rapida e superficiale
alterazione della coscienza

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Trattamento dello shock


coprire il paziente con una coperta isotermica (lato oro esterno)
porre il paziente in posizione antishock
allentare gli indumenti
controllare le funzioni vitali
trattare le cause

Lipotimia e sincope
Perdita repentina e temporanea di coscienza e di tono muscolare causata da una transitoria mancanza di ossigeno al
cervello
Cause
stress emotivi
stazione eretta prolungata
forti dolori
labilit vasomotoria
stimolazione del seno carotideo
arteriosclerosi
trombosi

fibrillazione atriale
blocco seno-atriale
infarto del miocardio
anossia
ipoglicemia
ambienti affollati

Trattamento
porre il paziente in posizione antishock
allentare gli indumenti
controllare le funzioni vitali
trattare le cause

Coma
Stato di alterazione della coscienza che si presenta con perdita della coscienza, perdita della motilit spontanea, mancata risposta a stimoli verbali, tattili e dolorifici
Cause
trauma cranico
emorragia o infarto cerebrale
tu
umori cerebrali
avvelenamenti (alcol, CO, gas, barbiturici)

uremia
diabete, ipoglicemia
epatopatie
meningoencefaliti

Sintomi e segni
Coma lieve: sonnolenza, risposta allo stimolo doloroso in modo coordinato
Semicoma: risposta solo agli stimoli dolorosi con movimenti automatici di difesa; funzioni vitali rallentate, riflessi
indeboliti o assenti
Coma profondo: assenti le risposte anche allo stimolo doloroso; gravi alterazioni delle funzioni vegetative, riflessi
scomparsi; perdita del tono muscolare
Coma dpass: abolizione irreversibile delle funzioni vitali; arresto della respirazione; ipotensione; ipotermia
Protocollo di intervento
allertare il 118
verifica dello stato di coscienza
sostegno delle funzioni vitali
controllo ed eventuale trattamento dei fattori causali (traumi, emorragie, ustioni,
avvelenamenti)

Urgenza diabetica
Nel soggetto diabetico si possono avere due tipi di crisi:
iperglicemica o coma diabetico o chetoacidosico
ipoglicemica

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Si tratta in entrambe le situazioni di emergenze che necessitano dell'intervento del 118

Coma iperglicemico
insorgenza graduale dei sintomi con secchezza della bocca e sete intensa, poliuria, cefalea, nausea, vomito, dolori addominali
alterazione della coscienza dal sopore allincoscienza
cianosi, perdita del tono muscolare, indebolimento dei riflessi tendinei, respiro di Kussmaul (frequente, profondo, faticoso), cute secca, polso frequente, ipotermia, alito acetonico
E' sempre necessario l'intervento del medico
Somministrare ipoglicemizzante orale o insulina seguendo le istruzioni del soggetto
Crisi ipoglicemica
insorgenza acuta della sintomatologia
emicrania e vertigini
comportamento anomalo con fame intensa
convulsioni
polso rapido
pelle pallida e sudata
E' sempre necessario l'intervento del medico
Consentire lassunzione di zuccheri
Epilessia
E' dovuta a focolai cerebrali che scaricano impulsi attivando disordinatamente i muscoli
Cause
congenita
postraumatica
neoplasie cerebrali
neoplasie meningee
sequele di infarto o ictus cerebrale
ipertermia
infezioni meningoencefaliche
Crisi parziale semplice
Irrigidimento
Spasmo di una parte del corpo
Aura con percezione di odori, luci, colori
disturbi gastrici
Non c perdita di coscienza
Crisi parziale complessa
Preceduta da aura
Comportamento anomalo e ripetitivo, diverso da soggetto a soggetto
Non c perdita di coscienza, ma si pu avere uno stato confusionale
Piccolo male (assenza)
Dura pochi secondi e pu ripetersi pi volte nella stessa giornata
Perdita temporanea di concentrazione
Perdita temporanea di consapevolezza
Non vi perdita di coscienza
Grande male
Non preceduto da aura, ma a volte pu essere preceduto da un grido
Dura 2-3 minuti
Si ha perdita di coscienza con comparsa di una notevole attivit motoria
Fase tonica
il corpo diventa rigido per una durata non superiore a 30 secondi
pu bloccarsi il respiro e il soggetto pu mordersi la lingua
si pu avere la perdita di feci ed urine

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Fase clonica
il soggetto scosso da violenti movimenti a scatti, per circa 1-2 minuti
Pu emettere bava dalla bocca e pu diventare cianotico
Fase postcritica
Si ha la ripresa della coscienza con vertigini e confusione
Possono residuare per parecchie ore un'emicrania ed un lieve stato confusionale
Protocollo di intervento
Durante la crisi
proteggere la vittima da lesioni, evitando gli urti, ma senza frenare le convulsioni
adagiare il soggetto per terra, allentare gli abiti
evitare il morsus e aspirare, se possibile, liquidi dalla bocca
Dopo la crisi
mettere il soggetto in posizione laterale di sicurezza
controllare i segni vitali

Ferite
La ferita una soluzione di continuo della cute pi o meno profonda
abrasione, escoriazione
ferita lacero-contusa
ferita da punta
ferita da taglio
ferita da punta e taglio

Azione traumatica
strisciamento
schiacciamento-strisciamento
penetrazione
strisciamento
penetrazione di oggetto a margini taglienti

Abrasione ed Escoriazione
Sono provocate da un agente lesivo che, con un movimento radente, asporta gli strati superficiali della cute
Il quadro sintomatologico caratterizzato da dolore, striature sanguinanti ravvicinate e parallele, cute arrossata, edema
Il trattamento prevede il lavaggio con acqua e sapone neutro, disinfezione con acqua ossigenata
Ferita lacero-contusa
provocata da un agente lesivo che schiaccia la cute sullosso sottostante ed esercita anche unazione di strisciamento con lacerazione dei tessuti
Il quadro sintomatologico si presenta con cute sporca, sanguinante, tumefatta e con perdita di sangue
Il trattamento prevede il lavaggio con acqua e sapone neutro, disinfezione con acqua ossigenata, applicazione di un tampone di garza sulla ferita fissato con cerotto a cornice sui
b o rd i
Ferite da punta e taglio
Sono provocate da corpi appuntiti e filiformi (da punta), da corpi taglienti e affilati (da
taglio) e da corpi affilati e con punta (da punta e taglio)
La ferita pu presentarsi di grosse dimensioni con notevole perdita di sangue, con manifestazioni dolorose, con shock
fino alla morte
Il trattamento prevede il lavaggio della zona lesa con acqua e sapone neutro; la disinfezione con acqua ossigenata dell'interno e dei margini della ferita; lapplicazione di un tampone di garza sulla ferita fissato con cerotto a cornice sui
bordi ed eventuale bendaggio compressivo
Conseguenze
emorragia esterna arteriosa, venosa, capillare
emorragia interna
lesione di organi
shock
infezioni

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Emorragia
Per emorragia s'intende la fuoriuscita di sangue dal torrente circolatorio all'esterno (emorragie esterne) o all'interno (emorragie interne)
La gravit dipende dalla quantit di sangue perduto e dalla rapidit con cui si verifica lemorragia
Conseguenza dellemorragia la comparsa di shock ipovolemico
Emorragie esterne
Emorragia arteriosa: sangue di colore rosso vivo che fuoriesce zampillando
Emorragia venosa: sangue di colore rosso scuro che fuoriesce lentamente
Emorragia capillare: sangue di colore rosso che fuoriesce omogeneamente
Emostasi
I metodi per fermare una emorragia sono:
compressione diretta sulla ferita (venose e arteriose)
punti di compressione a distanza (arteriose)
lacci emostatici

RICORDARSI DI PROTEGGERSI USANDO I GUANTI


Compressione diretta
il metodo migliore e si attua applicando un tampone di garza sterile sulla ferita, comprimendo con forza e
ponendo una fasciatura sopra di esso tenendo la benda ben tesa, in modo che il tampone venga ad esercitare
una compressione sulla zona di emorragia finch il
sangue non esce pi
Se il sanguinamento dovesse continuare, la fasciatura compressiva non va sciolta, ma continuata sovrapponendo un nuovo tampone
Punti di compressione a distanza
Le pi importanti emorragie arteriose (al collo, all'inguine, alla coscia) non possono essere bloccate
da una compressione sul punto di sanguinamento.
In questo caso la compressione verr effettuata lontano dal punto di sanguinamento, utilizzando le proprie mani per schiacciare l'arteria contro un piano osseo.
I punti di compressione corrispondo alle sedi in cui le arterie sono pi superficiali e vanno ricercati con la rilevazione del polso arterioso nei punti di repere.
Arteria temporale: per emorragie alla parte superiore del volto; comprimere a
livello della tempia
Arteria mascellare: per emorragie alla parte inferiore del volto; comprimere
circa a met del bordo inferiore della mandibola

Arteria succlavia: per emorragie della spalla; comprimere dietro la clavicola, spingendo l'arteria succlavia in basso sulla prima costa

Arteria ascellare: per emorragie del braccio (dalla spalla al gomito); comprimere con i due pollici paralleli al
centro dell'ascella abbracciando con le altre dita incrociate la spalla

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Arteria omerale: per emorragie della parte finale del braccio e del gomito; sollevare il pi possibile il braccio dell'infortunato mentre con le dita lunghe si comprime sulla faccia interna del
braccio, a met altezza, sotto al muscolo bicipite, comprimendo l'arteria omerale sull'omero
Arteria omerale: per emorragie dell'avambraccio (dal gomito al polso) e della mano; si comprime con i due pollici tenuti paralleli nella piega del gomito mentre con le altre dita incrociate
si abbraccia il gomito stesso

Arteria femorale: per emorragie della coscia; premere con il pungo chiuso ed il braccio teso
nella piega inguinale, mantenendo le dita parallele alla piega ed il braccio teso in direzione
del bacino e non perpendicolarmente al terreno.
Arteria poplitea: per emorragie della gamba (dal ginocchio alla caviglia) e del piede;
premere con i pollici paralleli all'interno della piega del ginocchio abbracciando contemporaneamente con le altre dita incrociate

Laccio emostatico
Il laccio emostatico uno strumento che, comprimendo il vaso sanguigno contro un piano duro, determina il totale e
prolungato arresto della circolazione sanguigna dell'arto al quale esso viene applicato
La totale assenza di irrorazione sanguigna ai tessuti sottostanti comporta la necrosi con accumulo di scorie e sostanze
tossiche che possono determinare fenomeni di shock quando il laccio viene rimosso
Il laccio deve essere lultimo ed estremo rimedio, da utilizzare solo ed esclusivamente se tutte le altre manovre descritte precedentemente falliscono
Il laccio va sempre usato in caso di:
amputazione;
schiacciamento di un arto
gravi ed inarrestabili emorragie arteriose
il laccio va posto alla radice dell'arto e non va mai tolto per il rischio di un'emorragia molto intensa e di shock (per
l'emorragia che diviene pi abbondante e per l'entrata in circolo di sostanze tossiche derivanti dalla necrosi tessutale)

Se l'infortunato non giunge in ospedale entro 15 minuti il laccio va lievemente e lentamente allentato per cercare di
evitare la morte dei tessuti non irrorati
L'infortunato deve essere messo in posizione antishock e gli si devono mantenere sotto continuo controllo i parametri
vitali (polso e respiro)
Se l'emorragia riprende intensamente si deve stringere nuovamente il laccio senza nessuna esitazione
Se l'emorragia riprende, ma in modo molto scarso, si tiene il laccio allentato per 3-4 minuti al massimo e poi lo si
stringe nuovamente
Se invece l'emorragia non riprende si pu lasciare il laccio allentato, ma non va mai tolto
Amputazione
In caso di amputazione allentare il laccio consente di mantenere vitale il moncone posto distalmente
Il moncone va ricoperto con bende sterili e sollevato in alto
Il pezzo amputato va riposto in telo sterile e messo in ghiaccio

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Emorragie interne
Si ha unemorragia interna quando il sangue si raccoglie in una cavit allinterno del corpo per rottura spontanea o
traumatica di vasi sanguigni od organi

segni dello shock


pallore estremo
cianosi delle labbra
cute fredda e umida
brividi, tremore
polso piccolo e frequente
respiro rapido e superficiale
agitazione e poi sonnolenza

altri segni
ronzio alle orecchie
oscuramento della vista
sete violenta

Protocollo di intervento
mettere l'infortunato in posizione antishock
coprirlo (non usare borse calde)
non somministrare caff n stimolanti per il cuore
non somministrare alcolici
ospedalizzazione immediata

Emorragie esteriorizzate
Si verificano per versamento di sangue all'interno delle cavit del corpo comunicanti con lesterno
Otorragia
Epistassi
Ematemesi
Emottisi
Ematuria
Melena
Proctorragia

fuoriuscita di sangue dallorecchio


fuoriuscita di sangue dal naso
fuoriuscita di sangue col vomito
fuoriuscita di sangue dopo un colpo di tosse
fuoriuscita di sangue con le urine
fuoriuscita di sangue dallano, colore fondo di caff
fuoriuscita di sangue dallano, colore rosso

Otorragia
E l'emissione di sangue dall'orecchio e pu essere provocata:
da traumi locali a carico dell'orecchio stesso (come la rottura della membrana timpanica)
da un'emorragia cranica per rottura della base cranica media
I sintomi sono costituiti da fuoriuscita di sangue dal padiglione auricolare e forte dolore

Trattamento
Porre l'infortunato in posizione laterale di sicurezza dal lato in cui fuoriesce il sangue
Chiamare il pronto soccorso
Non usare mai cotton fiock

Epistassi
E la fuoriuscita di sangue dal naso e pu essere provocata da:
cause locali (trauma, corpo estranei, varici, polipi, neoplasie, rinite, fragilit capillare)
cause generali (ipertensione arteriosa, coagulopatie, barotraumi)
I sintomi sono costituiti da fuoriuscita di sangue dal naso dopo starnuto, dopo trauma, senza causa apparente
Trattamento
Far sedere la persona con la testa in avanti
Comprimere il naso fra due dita
Applicare garze di acqua fredda alla radice del naso

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Corpi estranei
In caso di lesioni con penetrazione di corpi estranei che rimangono conficcati nei tessuti (schegge di
legno, oggetti metallici, pezzi di vetro) questi non devono essere rimossi per non causare danni maggiori

In questi casi occorre bloccare il corpo estraneo in modo che non si muova nella ferita causando ulteriori danni
Creare due rotoli di garza
Posizionarli ai lati del corpo estraneo
Fissare con bende senza comprimere il corpo estraneo
Coprire il tutto con garza e fissare con cerotto
Trasportare in ospedale

Corpi estranei oculari


Un corpo estraneo oculare pu essere rappresentato da pulviscolo, fuliggine, polvere di legno, polvere di metallo
Sintomi
vivo bruciore oculare
dolore
arrossamento
lacrimazione
disturbi visivi
ipersensibilit alla luce
Trattamento
eventuale lavaggio oculare
copertura di entrambi gli occhi con garze appena appoggiate
non permettere lo strofinamento
non aprire con forza le palpebre
non rimuovere le lenti a contatto
non rimuovere il corpo estraneo

Folgorazione
Danno prodotto sui tessuti dal passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo umano
Conseguenze
ustione cutanea nei punti di entrata e uscita (marchio elettrico)
arresto cardiaco per interferenza sul sistema elettrico del cuore
arresto respiratorio (tetania del diaframma o paralisi dei centri nervosi)
contrazione dei muscoli (proiezione a distanza dellinfortunato o impossibilit a distaccarsi dal conduttore)
lesione di organi interni
traumi
La gravit dei quadri in rapporto a:
intensit della corrente (voltaggio)
tipo di corrente (continua o alter-nata)
durata di esposizione del corpo
sede colpita
percorso della corrente elettrica
Elettrocuzione lieve (bassa tensione): ustione della cute nel punto di entrata e di uscita della corrente (marchio elettrico)

31

Elettrocuzione da corrente alternata per uso domestico: marchio elettrico; arresto cardiaco e/o respiratorio
Grave (alta tensione): arresto cardiorespiratorio; ustioni e lesioni tissutali profonde; traumi
Protocollo di intervento
evitare assolutamente di toccare linfortunato
interrompere la corrente agendo sullinterruttore centrale
eventualmente staccare linfortunato dalle parti in tensione mediante un oggetto non conduttore (bastone, fune)
verificare le funzioni vitali ed eventualmente effettuare una RCP
coprire le ustioni con teli sterili bagnati di soluzione fisiologica o amuchina al
3%
trasportare in ospedale

Ustioni e causticazioni
Sono lesioni che interessano lepidermide ed i piani sottostanti
Ustioni = Agenti fisici
radiazione solare, infrarossa e ultravioletta
calore (fiamme libere, liquidi o vapori bollenti, superfici roventi)
radiazioni ionizzanti
corrente elettrica
freddo intenso
Causticazioni = Agenti chimici
acidi forti (cloridrico, solforico, nitrico, cromico, formico, TCA)
basi forti (soda e potassa caustica)
cloruro di Zn, fenoli, cresoli
Ustioni di I grado
interessano lo strato superficiale dellepidermide con arrossamento, calore e bruciore

Ustioni di II grado
interessano gli strati pi profondi della pelle con la comparsa di vescicole a contenuto
sieroso

Ustioni di III grado


interessano la cute a tutto spessore e talvolta anche i tessuti sottostanti
La gravit dipende da
profondit (III grado > II grado > I grado)
estensione (> 10%)
sede (volto > mani > piedi > grosse articolazioni)
natura dell'agente ustionante (chimico > fisico)
Intervento: principi generali
spegnere le fiamme con acqua o soffocandole con una coperta
eliminare il contatto con superfici arroventate
allontanare da fonti di esposizione a vapori o liquidi bollenti
lavare sotto acqua corrente le causticazioni
evitare di asportare gli indumenti, ma tagliarli con una forbice
se gli indumenti sono adesi alla cute non staccarli, ma tagliarli nella zona periferica

32

Eventi traumatici
Contusione
E dovuta allazione di una forza violenta contro le strutture muscolo-cutanee con formazione di ecchimosi
o ematomi
Si manifestano con rigonfiamento e/o dolore acuto
Trattamento
applicare impacchi freddi e fasciatura non troppo stretta
se lematoma molto esteso inviare linfortunato al pronto soccorso
non praticare massaggi
Distorsione
E dovuta allo spostamento dei capi articolari per movimento forzato
Si manifesta con rigonfiamento, dolore, ecchimosi, limitazione funzionale
Trattamento
applicare impacchi freddi
praticare fasciatura immobilizzante
non forzare larticolazione colpita (togliere con delicatezza gli indumenti)
non sottoporre a carico larticolazione
Lussazione
E dovuta allazione di una forza violenta che determina spostamento dei capi articolari di unarticolazione
Si manifestano con impossibilit al movimento dellarticolazione colpita, deformazione e dolore acuto
Trattamento
non tentare di ridurre la lussazione (possibile arresto cardiaco riflesso)
immobilizzare con bendaggio la parte colpita
trasportare in ospedale evitando allinfortunato urti e scossoni
Frattura
E dovuta allazione di una forza violenta che determina rottura dellosso
Si manifestano con dolore, impotenza funzionale, alterato profilo anatomico, mobilit preternaturale

Frattura Composta
rottura dellosso senza spostamento dei capi di frattura
Frattura Scomposta
rottura dellosso con spostamento dei capi di frattura
Frattura Chiusa
rottura dellosso senza o con spostamento dei capi di frattura, ma senza interessamento della cute
Frattura Esposta
rottura dellosso con spostamento dei capi di frattura che lacerano la cute con rischio di infezione
Cosa fare
non muovere il soggetto se non vi pericolo imminente
non tentare di ridurre la frattura
fare attenzione alle fratture esposte che facilmente si infettano
togliere con delicatezza gli indumenti eventualmente tagliandoli, togliere anelli, bracciali, orologi,allentare i lacci
delle scarpe

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immobilizzare la parte colpita con stecche interponendo tra queste e larto colpito unimbottitura e fissando le
stecche a monte ed a valle della sede di frattura senza determinare compressioni vasali
evitare movimenti bruschi nel trasportare linfortunato

Principio della steccatura


Evitare che i muscoli a monte del focolaio di frattura esercitino trazione sullosso fratturato
Evitare che i muscoli dellosso fratturato esercitino trazione sullo stesso nel tentativo di
muovere il segmento succes-sivo
pertanto
evitare che linfortunato metta in movimento i segmenti ossei colpiti
evitare la mobilizzazione passiva degli arti nel tentativo di rimetterli in posizione naturale
evitare di sollecitare i segmenti ossei fratturati per non aggravare le lesioni gi verificatesi

Steccature standard
Frattura a livello della spalla (scapola, clavicola, parte alte dellomero)
sospendere il braccio al collo e fissarlo al tronco
Frattura dellomero allaltezza del gomito
immobilizzare il braccio in estensione con lieve trazione sulla mano
Frattura dellavambraccio
immobilizzare con stecca piatta il polso e sospendere il braccio al collo con gomito fisso
Frattura della mano
immobilizzare la mano in semiflessione ponendo una stecca che va dal gomito al palmo
della mano e interponendo tra questo e la stecca un rotolo di garza
Frattura dellarto inferiore (femore, tibia, perone)
immobilizzare larto in estensione e slacciare le scarpe evitare movimenti di rotazione dellanca durante il trasporto
se la frattura a livello della caviglia immobilizzare il piede ad angolo retto
Frattura della gabbia toracica
posizionare linfortunato seduto o in decubito laterale sul lato leso e spalle sollevate
in caso di pneumotorace aperto fare espirare linfortunato, chiudere con un tampone di
garza sterile la ferita e fasciare
Frattura vertebrale
evitare di spostare linfortunato.
se necessario la manovra deve essere fatta evitando nel modo pi assoluto rotazioni o
flessioni del rachide o del capo
posizionare l'infortunato su barella rigida (pu essere improvvisata con asse di legno e simili) sollevandolo di
pochi cm in 4-5 persone per evitare sollecitazioni del rachide
immobilizzare il corpo sulla barella con cinghie fissando anche il capo ed i
piedi

Trauma cranico
E dovuta allazione di una forza violenta contro la scatola cranica
Segni e sintomi
incoscienza, sonnolenza, disorientamento
sangue che fuoriesce dal naso, dalla bocca, dall'orecchio
arresto cardiorespiratorio
paralisi di un lato del corpo controlaterale alla sede del trauma
vertigini e cefalea
vomito

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Intervento:
accertare respiro e battito cardiaco (eventuale RCP)
mettere linfortunato in posizione laterale
non bloccare la fuoriuscita di sangue dagli orifizi
ospedalizzare
Intossicazioni
Sono conseguenti ad inalazioni di gas, fumi e vapori
Essi possono determinare:
effetto irritante immediato
effetto tossico ad azione lenta
effetto allergico da ipersensibilit
Azione irritante immediata
Caratterizzata da irritazione delle mucose esposte (occhi, laringe, trachea, bronchi, polmoni)
Sintomi
bruciore oculare
tosse
difficolt respiratoria
cefalea
nausea e vomito
alterazioni dello stato di coscienza
Sostanze ad azione irritante immediata
Alogeni e composti alogenati (cloro, ac. cloridrico, fosgene, fluoro, ac. fluoridrico, bromo, iodio etc.)
Composti solforati (anidride solforosa, anidride solforica, ac. solforico, dimetilsolfato)
Composti fosforati (tricloruro di fosforo, pentacloruro di fosforo, ossicloruro di fosforo)
Gas nitrosi (ossidi di azoto)
Ammoniaca
Ozono
Vapori organici (ac. acetico, anidride acetica, acetone, acetati, acroleina, formaldeide, anidride ftalica, anidride
maleica; monomeri, acceleranti, plasticanti e indurenti per la produzione di materie plastiche)
Protocollo di intervento
evitare di essere coinvolto dallo stesso evento (specie nei luoghi chiusi)
individuare e, se possibile, eliminare la causa (estin-zione di incendio, eliminazione fughe di gas, ventilazione degli
ambienti etc.)
allontanare la vittima dalla zona inquinata
valutare la vittima e se del caso iniziare la rianimazione
non somministrare bevande di alcun genere
non provocare il vomito

Avvelenamento
conseguente all'ingestione volontaria o accidentale di sostanze tossiche
Tra le sostanze tossiche responsabili di avvelenamenti vanno ricordati i composti industriali, i medicinali, i prodotti
petroliferi e i pesticidi
Sintomi e segni
ustioni sulla bocca per ingestione di acidi o basi forti
odori insoliti dell'alito
difficolt respiratoria e alterazioni del polso
sudorazione
pupille miotiche o midriatiche
vomito e diarrea
alterazione della coscienza fino allo shock
Ingestione di acidi (cloridrico, solforico, acetico, fosforico, nitrico)
Sintomi causticazione della regione periorale, dolore dalla bocca allo stomaco, vomito ematico, tosse stizzosa, difficolt a deglutire

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Trattamento
Far bere molta acqua alcalinizata con bicarbonato di sodio al 5% per diluire e neutralizzare lacido, quindi latte ed olio di oliva a volont
Tenere al caldo
Non provocare il vomito
Ingestione di basi (soda caustica, potassa, ammoniaca)
Sintomi causticazione della regione periorale, vomi-to untuoso per saponificazione dei grassi, dolori gastrointestinali, salivazione intensa, diarrea sanguinolenta
Trattamento
far bere liquidi acidi (succo di limone, 100 gr di aceto in 1 l dacqua) quindi latte ed olio di oliva
Non provocare il vomito

Ingestione di benzina o altri derivati del petrolio (kerosene, nafta, oli lubrificanti, colle)
Sintomi bruciori alla gola ed allo stomaco, nausea e vomito, cefalea, vertigini, ebbrezza, convulsioni, diarrea, indebolimento del respiro sino allarresto
Trattamento
trasportare in ospedale per lavanda gastrica
Non somministrare latte o alcool
Ingestione di benzene e derivati (toluene, xilene)
Sintomi vertigini, debolezza, cefalea, euforia, nau-sea, vomito, aritmia cardiaca, convulsioni, paralisi
Trattamento
provocare il vomito, somministrare stimo-lanti (t o caff caldo)
Non somministrare alcool

Esposizione a calore
La permanenza prolungata in ambienti surriscaldati pu provocare patologie diverse, riunite sotto la dizione "malattia
da calore".
sincope da calore
crampi muscolari da calore
esaurimento da calore
colpo di calore

Colpo di calore
Consegue ad eccessivo affaticamento in ambiente caldo-umido con arresto dei meccanismi di rego-lazione della temperatura corporea
Segni e sintomi
colorito del volto rosso intenso
elevata temperatura corporea
scarsa o assente espressivit del volto
pelle secca e molto calda
alterazione della respirazione
andatura incerta
possibile perdita di coscienza
Trattamento
Trasportare linfortunato in ambiente fresco e ventilato
Togliere gli abiti per favorire il raffreddamento
Spruzzare con acqua o eseguire spugnature con alcool o, se possibile, immergere in acqua fredda e applicare impacchi
di ghiaccio sul capo e sul tronco
Se cosciente far bere acqua salata (5 g di sale per l )
Se incosciente porlo in posizione di sicurezza
Colpo di sole
Consegue a prolungata esposizione al sole del capo e del collo con irritazione delle meningi

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Segni e sintomi
Sudorazione profusa, pallore, nausea e vomito, cefalea intensa, respiro superficiale, crampi, debolezza sino alla perdita di coscienza
Trattamento
Trasportare linfortunato in luogo fresco e venti-lato e togliere gli abiti per favorire il raffreddamento
Borsa di ghiaccio in testa o impacchi di acqua e aceto
Se cosciente far bere acqua salata (5 g di sale per l)
Se incosciente porlo in posizione di sicurezza

Assideramento
Consegue a prolungata esposizione a basse temperature
Sintomi
Brividi, sensazione di intorpidimento, sonnolenza, difficolt a coordinare i movimenti, apatia progressiva, pelle fredda e pallida, estremit bluastre
Trattamento
Trasportare linfortunato in luogo caldo evitando di riscaldarlo troppo velocemente
Sostituire gli abiti umidi con altri asciutti
Se cosciente far bere liquidi caldi e zuccherati

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SINTOMI DI INTOSSICAZIONE DA SOSTANZE CHIMICHE E SOCCORSO DURGENZA


Sostanze tossiche e sintomi di intossicazione
Acido Acetico
Bruciature alla bocca, ingiallimento della pelle, vomito,
mal di gola, polso debole, collasso.
Acido Cloridrico
Dolori alla gola ed allo stomaco, vomito, polso debole,
diarrea e collasso.
Acido Cianidrico
Vertigini, nausea, perdita dei sensi

Acido Fluoridrico
Vertigini, nausea, perdita dei sensi
Acido Fosforico
Come per lacido acetico
Acido Nitrico
Come per lacido acetico
Acido ossalico
Come per lacido acetico
Acido Solforico
Come per lacido acetico
Acqua Ossigenata
Pallore, nausea, vomito
Alcaloidi

Soccorso durgenza
Sciacquare la bocca con acqua o bicarbonato di sodio al
5% e somministrare molta acqua o latte. Tenere il paziente al caldo
Come per lacido acetico
Fare aspirare nitrito di amile. Somministrare due cucchiai
di acqua ossigenata al 2% con molta acqua o un emetico.
Se necessario dare ossigeno e praticare la respirazione
artificiale. Se lacido cianidrico stato aspirato, sufficiente somministrare ossigeno e praticare la respirazione
artificiale
Somministrare una soluzione di bicarbonato di sodio e
successivamente acqua calda. Tenere il paziente al caldo;
se necessario praticare la respirazione artificiale
Come per lacido acetico
Come per lacido acetico
Come per lacido acetico
Come per lacido acetico
Somministrare un emetico. Dare uno stimolante. Tenere il
paziente al caldo
Somministrare un cucchiaio di carbone animale in un bicchiere dacqua, poi un emetico e acqua saponata

Aldeidi

Somministrare un bicchiere di soluzione ammoniacale


diluita allo 0.2% e successivamente latte
Alcoli
Somministrare acqua calda in quantit, successivamente
Nausea, vomito e depressione, irritabilit o sonnolenza
un emetico e poi del caff
Ammoniaca
Somministrare limone, succo di frutta o acido acetico
Bruciature alle labbra, dolori alla gola e allo stomaco, molto diluito e poi del latte. Tenere il paziente al caldo
collasso
Anilina, composti nitrosi e amminici
Somministrare acqua saponata, praticare la respirazione
Laspirazione dei vapori e il contatto dei liquidi sulla artificiale. Eventualmente somministrare ossigeno. Trapelle possono causare gravi conseguenze
sportare il paziente allaria aperta e tenerlo tranquillo.
Non dare n alcolici, n oli
Antimonio (sali di)
Somministrare t forte e poi un emetico. Tenere il pazienDolori al ventre, vomito con sangue, spasmi agli arti, te al caldo
collasso
Argento (sali di)
Somministrare acqua salata in abbondanza. Nel caso parVomito nerastro, collasso, coma
ticolare di avvelenamento da cianuro di argento, somministrare un cucchiaio di acqua ossigenata al 30% poi
whisky o carbonato di ammonio. In tutti i casi dare poi un
emetico (senape e acqua) e un bianco duovo o latte.
Arsenico (sali di)
Somministrare un emetico, un bianco duovo o latte. TeDolori alla gola e allo stomaco, vomito, convulsioni, col- nere il paziente al caldo
lasso
Azoto (ossidi di)
Riposo assoluto. Tenere il paziente al caldo e somminiSoffocamento, tosse, vomito, polso debole, pallore e col- strare ossigeno
lasso. Leffetto ritardato: il collasso si pu avere solo il
giorno seguente

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Bario (sali di)


Vomito, crampi allo stomaco, paralisi agli arti

Somministrare un emetico e tenere il paziente al caldo

Benzene
Vertigini, bruciore agli occhi e alla bocca

Se il benzene stato ingerito, somministrare un emetico.


Praticare la respirazione artificiale. Come stimolante bere
t o caff caldo. Se lincidente causato dallaspirazione
di vapori di benzolo, trasportare il paziente allaria aperta
evitando che prenda freddo
Bismuto (sali di)
Somministrare come emetico senape ed acqua e
Vomito, strisci azzurra sui denti, gonfiore alla lingua e poi latte. Dare uno stimolante e tenere il paziente al caldo
alla gola
Bromo
Se il bromo stato ingerito, sciacquare la bocca con soluDolori alla gola e allo stomaco, vomito, respiro difficol- zione di carbonato di sodio al 3%, indi somministrare lattoso, collasso
te. Se aspirato seguire il trattamento usato per il fosgene
Carbonio (ossido di)
Trasportare il paziente allaria aperta evitando che prenda
Vertigini, nausea, astenia, collasso
freddo e praticare la respirazione artificiale o dare
lossigeno . riposo assoluto
Carbonio (Tetracloruro di)
Somministrare un emetico. Niente grassi n oli, RespiraVertigini, vomito, collasso
zione artificiale
Cianuri
Come per lacido cianidrico
Come per lacido cianidrico
Cloro
Trasportare il paziente allara aperta. Tenerlo al caldo e al
Tosse, dolori allo stomaco, vomito, pallore, difficolt dir riposo assoluto. Inalazione di ossigeno. Somministrare
espiro, collasso
latte
Cloroformio
Respirazione artificiale o ossigeno. Tenere il paziente al
polso debole, pupille dilatate
caldo e al riposo assoluto
Cresoli
Come per il fenolo
Come per il fenolo
Etere
Come per il cloroformio
Come per il cloroformio
Etilene
Come per lossido di carbonio
Come per lossido di carbonio

Fenolo
Somministrare come emetico acqua saponata. Dar da bere
Bruciature alla bocca e in gola, dolori di stomaco, vomi- molta acqua. Ripetere la somministrazione dellemetico
to, pallore e svenimento
varie volte. Indi citrato di sodio. Tenere il paziente al caldo e tranquillo. Non somministrare oli
Formaldeide
Somministrare carbonato dammonio, carbone animale,
Vomito, bruciore alla bocca e alla gola, collasso
bianco duovo o latte. Tenere il paziente al riposo e al
caldo
Fosforo
Somministrare ripetutamente un emetico (senape e acqua). Tenere il paziente al caldo. Non somministrare, oli,
grassi o latte
Fosgene
Riposo assoluto, dato che anche il minimo sforzo pu
Senso di soffocamento, tosse, emicrania, collasso con causare collasso. Tenere il paziente al caldo. Si potr
effetto ritardato, cio anche dopo varie ore. Il fosgene somministrare ossigeno, ma non si deve praticare la respipu derivare dalla decomposizione termica di idrocarburi razione artificiale
clorurati quali il tetracloruro di carbonio o il tricloroeti-

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lene
Gas illuminante
Come per lossido di carbonio
Idrogeno solforato
Emicrania, vomito, pallore, perdita dei sensi
Mercurio (sali di)
Sapore metallico nella bocca, vomito, sete, collasso,
diarrea
Piombo (sali di)
Emicrania, vomito, striscia scura sulle gengive, senso di
soffocamento, paralisi
Potassio (idrossido di)
Come per lammoniaca
Potassio (permanganato di)
Nausea, vomito e collasso

Rame (composti di)


Nausea, collasso, deficienza cardiaca
Sodio (Idrossido di)
Come per lammoniaca
Zinco (Sali di )
Dolori allo stomaco, vomito con sangue, collasso

Come per lossido di carbonio


Respirazione artificiale o ossigeno
Somministrare ripetutamente come emetico della senape
con molta acqua, poi latte ed uno stimolante. Tenere il
paziente al caldo e tranquillo
Somministrare un emetico, bianco duovo o latte. Tenere
il paziente al caldo
Come per lammoniaca
Emetico di senape e acqua. Poi carbone animale, bianco
duovo, latte e uno stimolante

Somministrare bianco duovo o latte e molta acqua e


mezzo grammo di fero-cianuro potassico (nonferricianuro) sciolto nellacqua
Come per lammoniaca
Come per i sali di rame

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