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Pedretti Beatrice II A classico

TEMA ARGOMENTATIVO
La violenza lacera quotidianamente la societ, circonda la
nostra vita, coinvolge la nostra coscienza, sollecita la nostra
riflessione morale, culturale, politica. Nella tua esperienza
giovanile non avrai mancato di interrogarti su questo aspetto
drammatico della societ del nostra tempo e di maturare
personali considerazioni.
SVOLGIMENTO
La violenza ha sempre fatto parte della nostra storia, intessuta
nella nostra societ, essa sempre stata presente tra gli uomini,
poich laggressivit fa semplicemente parte della natura
umana, presente in forma latente in ognuno di noi. Ci possono
essere svariate ragioni alla base di un comportamento
aggressivo e violento: condizioni sociali sfavorevoli,
circostanze o eventi traumatici, ideali religiosi o politici,
bisogno di sfogare i propri istinti repressi, o ancora sete di
denaro e potere. I tipi di reazioni a tali situazioni variano da
persona a persona; la mancanza di sicurezza ed una generale
sensazione di inferiorit, unite alla frustrazione generata
dallinabilit a far fronte ad alcune situazioni possono causare
un comportamento violento in alcune persone, che trovano
quindi difficile comportarsi razionalmente. Dopotutto, come
disse Isaac Asimov in un suo famoso romanzo, la violenza
lultimo
rifugio
degli
incapaci.
La violenza ha diverse manifestazioni: da quella fisica, a quella
psicologica, da quella sessuale a quella verbale. Sono tutte
ugualmente distruttive. Ma perch, nonostante il progresso
tecnologico del mondo contemporaneo, nonostante il fatto che
almeno nella societ occidentale non ci sia pi bisogno di
ricorrere alla forza bruta per sopravvivere, spesso alcune
persone non riescono a risolvere altrimenti un conflitto o una
semplice divergenza dopinioni? Perch non si possono
risolvere i problemi pacificamente? Perch, invece, il nostro
tempo cos crudele? Nella societ contemporanea la violenza
non vista come un male, bens si diffusa la convinzione che
solo usando la brutalit, solo mostrandosi prepotenti e
sprezzanti sia possibile ottenere ci che si vuole o ci di cui si
ha bisogno. Alcuni credono che lesposizione alla violenza

tramite mezzi di
comunicazione di
massa come la
televisione
influisca sul

Pedretti Beatrice II A classico

cervello umano, rendendo le persone pi aggressive. Certo


che i mass media influenzino i nostri valori, le nostre
convinzioni e ideali. I media hanno sempre esercitato un
notevole ascendente sulle persone, condizionandone la
percezione della realt e, cosa pi importante, il
comportamento, specialmente se il soggetto in questione non
possiede un forte sistema di valori morali. Infatti, per i mezzi di
comunicazione di massa la violenza quotidiana occasione di
spettacolarizzazione e di guadagno. Comunque, bench sia pi
facile dire che la colpa dei media o dei videogiochi violenti,
alla base di atti di violenza c un complesso insieme di cause.
Durante lestate, parlando con dei coetanei (e tengo a
specificare che sono tutte persone normali), ho chiesto se,
secondo loro, la violenza un male. Sono rimasta scioccata
dalla quantit di persone che hanno risposto: No. Anzi, su una
ventina di persone, ho ricevuto soltanto una risposta affermativa
(e anche qualche dipende). Questo perch parecchi dei miei
coetanei hanno le idee confuse su cosa sia la violenza, e perch
alcuni giovani sono convinti che la prepotenza e larroganza
siano delle virt ammirate e da coltivare. Tra i giovani
largamente diffuso il fenomeno del bullismo perch alcuni
ragazzi, invece di provare empatia per le vittime, provano
invece soddisfazione nellinfliggere dolore, fisico o
psicologico, ad altre persone. La piet, la solidariet tra simili
non esistono pi. Le guerre continuano ad essere combattute
bench rovinino e distruggano innumerevoli vite umane per
motivi spesso futili, come la religione, che i potenti usano per
fare pressione sul popolo e raggiungere cos i propri scopi
personali, che siano denaro o potere. La religione infatti,
aumentando la fiducia nel gruppo di fedeli, favorisce la sfiducia
negli altri. Attraverso la religione, in una situazione di tensione
gi preesistente, differenze sociopolitiche altrimenti banali
possono diventare valori sacri, degli imperativi morali.

Sfruttando questa
condizione e la
predisposizione
innata dellessere
umano, in quanto
animale,
alla
violenza, spesso
nel corso della
storia i potenti
hanno convinto il
popolo
ad
intraprendere
guerre sfiancanti,
dispendiose e con
un
notevole
spreco di vite.
Ma lancestralit
della bellicosit
umana pu essere
combattuta?

possibile
promuovere uno
sviluppo equo e
democratico,
proteggere i diritti
umani,
porre
vincoli sulle armi
e diminuire il
rischio di conflitti
e violenze di
massa?
Arriveremo mai
ad un futuro meno
violento o, si
spera, ad uno non
violento affatto?
O siamo davvero
nati
per
distruggere?