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LA VESCICA NATATORIA

La vescica natatoria presente nei pesci ossei ha una funzione principalmente


idrostatica: consente di percepire la variazione di pressione alle varie profondit e di
reagire ad essa, grazie ai rapporti che le fibre muscolari ed elastiche della parete della
vescica natatoria stessa assumono con le strutture labirintiche dellorecchio.
Gli squali mancano di vescica natatoria e per galleggiare devono mantenere un
movimento costante. In compenso hanno uno scheletro cartilagineo pi leggero
di quello osseo e hanno un fegato proporzionalmente enorme e ricco di oli e
grassi (d = 0.8-0.9 kg/m3), che ne diminuisce la densit. I pesci ossei privi di
vescica natatoria, come gli scorfani, sono relegati a vivere sul fondo, ma hanno
evoluto delle pinne ventrali che forniscono una spinta sufficiente a compiere
dei piccoli balzi. Per questi ultimi pesci c' per da notare inoltre che il loro
fegato, di grandissime dimensioni, contiene un idrocarburo che rende lorgano
molto leggero ed in definitiva svolge una funzione simile a quella della vescica
natatoria.
A forma di sacco, situata dorsalmente allintestino, al di sotto della colonna
vertebrale e del mesonefro, si estende nella cavit del corpo, raggiungendo in
qualche caso il capo e la regione della coda, con diverticoli ciechi. La sua
parete, rivestita allinterno da uno strato epiteliale, rinforzata da connettivo
con fibre elastiche, fibre muscolari lisce e striate, talora pi o meno calcificata,
e pu presentare una superficie liscia o trabecolata; la cavit interna pu
risultare unica o suddivisa in concamerazioni.

I disturbi della vescica natatoria si manifestano pi frequentemente con perdita


di equilibrio e con oscillazioni natatorie.
In sostanza, il pesce non regge l'equilibrio e nuota a testa in gi, oppure ha
sbalzi direzionali e non riesce a riemergere quando vuole.
Nella maggior parte dei casi sono dovuti alla tossicit dellacqua (accumulo di
nitriti, di silicati, di sostanze tossiche rilasciate da resine invecchiate, da
farmaci - coloranti - metalli pesanti residuati da precedenti trattamenti); alla
scarsa qualit dellacqua (durezza e salinita' soprattutto sono le cause piu'
irritanti); ad una ferita o contusione degli organi interni (urto, attacco di altri
pesci, combattimento, ma anche da manipolazioni eccessive e brusche); ad
infezioni piu' spesso batteriche.

Dalla fisica sappiamo che la pressione idrostatica ad una profondit h


espressa dalla formula di Stevino: p = dgh dove d la densit dellacqua e g
laccelerazione di gravit. La densit dei pesci (circa 1076 kg/m3)
leggermente superiore a quella dellacqua, perci in assenza di questo organo
idrostatico tenderebbero a scendere verso il fondo. Supponiamo di avere un
pesce di massa m e volume iniziale V0 e che il pesce gonfi la propria vescica
natatoria, allora la massa rimane costante ma il volume aumenta passando da
V0 a V1. Di conseguenza, la densit iniziale del pesce (d0 = m/V0) diminuisce
a causa dellaumento del denominatore (V1>V0) e diviene d1 = m /V1. La
spinta di Archimede a cui soggetto il pesce data dal peso del volume del
liquido spostato, il quale ora diventato maggiore (V1>V0). Quindi, anche se
il peso del pesce non varia e la vescica riempita di gas con d inferiori a
quella dellacqua (O2 con d = 1,429 kg/m3; N2 con d = 1,251 kg/m3), la sua
spinta aumenta e questo permette al pesce di raggiungere la profondit
desiderata e, soprattutto, di mantenerla.
Nella vescica natatoria di alcuni tipi di pesci contenuto del gas, una miscela
di ossigeno, azoto e anidride carbonica (lossigeno, in genere, in proporzione
maggiore che non nellaria); esso pu provenire direttamente dallaria o
dallacqua ed essere espulso attraverso la bocca.
IL DIAVOLETTO DI CARTESIO

Attraverso questo esperimento si verifica il principio di Archimede il quale afferma che: un


corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso lalto, pari al peso del liquido
spostato. Il diavoletto in realt un contenitore cavo pieno daria e acqua, collegato
allesterno attraverso un foro che si trova sulla coda. Il diavoletto immerso in un recipiente
cilindrico contenente acqua e chiuso da una membrana elastica. Per la legge di Pascal,
esercitando una pressione sulla membrana del cilindro, si ottiene un aumento di pressione in
ogni punto del contenitore. Questo permette che altra acqua entri nel diavoletto e che laria
al suo interno venga compressa. Pertanto il diavoletto aumenta il proprio peso e affonda dato
che la spinta che riceve minore del suo peso. Nel momento in cui la pressione sulla
membrana diminuisce, il diavoletto espelle lacqua, la spinta idrostatica torna ad essere
maggiore del peso del diavoletto e questo risale.

Ogni singolo appartato "diavolo di Cartesio" composto generalmente di una


provetta di vetro piena in parte di acqua e chiusa con una membrana elastica.
Nel liquido presente una figurina di smalto dalla forma di diavoletto
sostenuta da una bolla di vetro contenente acqua e aria e galleggiante, in
condizioni normali, sulla superficie del liquido. La bolla ha nella sua parte
inferiore una piccola apertura attraverso la quale l'acqua pu entrare e uscire

andando a comprimere o lasciando dilatare la sacca d'aria sovrastante. Il trucco


sta tutto qui, dal momento che l'apparato costruito in modo tale che sia
sufficiente un piccolo aumento di peso della figurina, dovuto all'aumento della
quantit d'acqua entro la bolla, per andare a fondo. Se allora si esercita con un
pollice una lieve pressione sulla membrana che chiude la provetta, si produce
una compressione dell'aria sopra al pelo libero dell'acqua con conseguente
aumento della pressione nell'acqua stessa. Per il principio di Pascal questa
sovrapressione si trasmette inalterata in tutta la massa d'acqua e quindi anche
entro la bolla di galleggiamento della figurina, con il risultato che la sacca
d'aria si contrae lasciando spazio ad una piccola quantit d'acqua il cui
contributo in peso proprio quanto basta per rompere l'equilibrio presente
nelle condizioni di galleggiamento tra la forza peso G e la spinta di
sostentamento S, ora inferiore della prima. Il diavoletto va dunque a fondo.
Togliendo il dito, la bolla d'aria si dilata scacciando via il volume d'acqua che
prima era entrato a causa dell'aumento di pressione. Il peso G della figurina
ritorna ad essere inferiore per intensit alla forza S di Archimede con il
risultato che il diavoletto si trova nuovamente nelle condizioni fisiche per
galleggiare.
Il diavoletto di Cartesio o ludione uno strumento di misurazione
della pressione dei liquidi. Deve il suo nome a quello di Ren
Descartes latinizzato inCartesius. Si attribuisce infatti la sua ideazione a
Cartesio, nel 1640; in realt per fu inventato dall'italiano Raffaello Magiotti e
descritto per la prima volta nel1648

CONFRONTO
Un meccanismo simile utilizzato dai pesci per variare verticalmente entro un certo
intervallo la loro profondit. Quest'organo idrostatico la vescica natatoria. Il pesce
varia il suo peso specifico grazie all'aumento o alla diminuzione del contenuto
gassoso della vescica natatoria.

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