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1.

Comando Unit Mobili e Specializzate


Carabinieri Palidoro

Nr. 241/3-47/2009 di prot.

Roma, 03 Maggio 2010.

OGGETTO: Proc. pen. Nr.91/97 mod.21 della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Brescia.
Comunicazione. Giancarlo Esposti.
Chiarini Ezio.
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI
- Sost. Proc. Francesco Piantoni BRESCIA
Tx via mail di servizio e via fax al nr. 030/7675188.

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1. ANTEFATTO.
In data 25 Marzo 2010, nella pausa-caff pomeridiana nel corso dellaudizione
dibattimentale cui era sottoposto lo scrivente presso la Corte dAssise di Brescia, la
propria attenzione era richiamata da un membro del pubblico poi riconosciuto per il
noto Francesco Gironda.
Il sottoscritto si avvicinava, sia per rispondere al saluto stringendo la mano al
Gironda, sia per chiedere notizie sulla evoluzione della sua patologia diabetica. I

convenevoli cedevano poi il passo ad accenni a progetti editoriali 1 e sul web che il
professionista si riservava di meglio illustrare a fine udienza formulando un invito a
cena.
Al termine dellimpegno giudiziario, il Gironda, rimasto ad ascoltare il controesame,
accompagnava lo scrivente presso la propria casa, sita nei pressi del vecchio
Palazzo di Giustizia, allo scopo di consumare un aperitivo, ove spiegava di aver
appreso dai quotidiani della presenza in citt del sottoscritto e di essersi cos recato in
tribunale allo scopo di salutarlo.
A cena, effettuata in una osteria bresciana sita in un cul de sac prossimo alla residenza
del Gironda, questultimo chiedeva come stesse andando il processo e lo scrivente,
non ritenendo opportuno esprimere valutazioni specifiche, rispondeva affermando
che lo sviluppo processuale, cos come le lunghe indagini svolte, sottolineavano la
responsabilit degli operanti di P.G. per la superficialit, inconsapevole o ricercata,
nella mancata individuazione dei responsabili delle stragi.
Il Gironda ribatteva a questa osservazione affermando che talvolta gli operanti di
P.G., tra cui lo scrivente, gli scarsi risultati se li erano andati a cercare. Chiesti lumi
sullallusione, il Gironda esemplificava sostenendo che bastava pensare alla vicenda
Chiarini. Pregato linterlocutore di precisare quale Chiarini intendesse, il Gironda
specificava trattarsi del Maresciallo del CS di Milano al quale lo scrivente aveva
posto domande che fra appartenenti allArma non vanno fatte, pena il provocare una
chiusura. Il sottoscritto, rappresentato al Gironda che desiderava approfondire le sue
affermazioni, ed entrambi apprezzata la delicatezza dellargomento, si conveniva di
proseguire nellargomento al termine della cena, a casa del professionista.

1 Casa editrice Bietti.


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2. FATTO.
Una volta a casa del Gironda, costui cercava fra le carte del suo studio, invero
piuttosto disordinato, sino a rintracciare una fotografia ritraente un uomo anziano
seduto su una poltrona o sdraio, circondato da quattro giovani, che lo scrivente
riconosceva per il Chiarini Ezio, personalmente escusso negli anni 90. Il Gironda
confermava trattarsi proprio del Chiarini cui lui aveva fatto riferimento, ritratto
insieme ai suoi figli, ormai da tempo deceduto.
Nelloccasione, il Gironda faceva le seguenti affermazioni:
Nella seconda met degli anni 90 il Chiarini lo aveva contattato per
esprimergli la sua viva preoccupazione per un interrogatorio cui era stato
sottoposto da un Ufficiale dei Carabinieri a cognome Giraudo, nellambito
della strage di Brescia e circa i suoi rapporti con Esposti;
Il Chiarini temeva di venire incarcerato ed affermava che lo scrivente si era
comportato male nei suoi confronti poich tra appartenenti alla medesima
famiglia determinate domande non si dovevano porre. Cio la mancanza di
collaborazione durante lescussione si era verificata perch il Chiarini aveva
rilevato che lui e lo scrivente servivano due Armi diverse;
Il Chiarini si era rivolto a lui per sfogarsi ed esprimere i suoi forti timori sul
suo prossimo futuro poich si conoscevano sin dagli anni 60, quando erano
stati presentati da un comune conoscente, Vincenzo Tiberti, asseritamente
vivente ed 84enne. Inizialmente, e fino a che il Chiarini non gli aveva
specificato il suo grado, per il tatto e lintelligenza aveva pensato che fosse un
Ufficiale. Peraltro egli aveva offerto la propria collaborazione al Chiarini in
alcune delicate occasioni, come il congresso del PCI del Marzo 1972,
coevamente al quale si verific, il 14 Marzo, la morte del Feltrinelli, al quale
era lui ad andare ad assistere. Ogni mattina presto, per tutta la durata del
congresso, il Chiarini, al quale il Gironda aveva dato le proprie chiavi di casa,
si recava presso il suo domicilio e redigeva, sotto dettatura, la relazione
commentata che veniva enunciata dal Gironda. Ci poich ogni mattina il CS
di Milano doveva avere la relazione analitica del giorno precedente da inviare a
Roma. Tale lavoro aveva provocato turbamenti nel CapoCentro dellepoca che
non riteneva plausibili alcune valutazioni in tema di rapporti con il PCUS
formulate dal Gironda ed aveva chiesto al Chiarini di modificarle.
Questultimo, su consiglio del Gironda, le aveva mantenute inalterate e la
reazione della Direzione del Servizio era stata cos positiva che il Chiarini gli
aveva fatto omaggio di due casse di champagne;
Il Gironda aveva cercato di tranquillizzare il Chiarini spiegandogli che ne
avrebbe parlato con un Giudice di Milano che conosceva. Si era cos recato dal
Dr. Salvini, ma questi, dopo aver precisato che non era certamente il Tribunale
di Milano che lavorava sulla strage di Brescia, e che lunica strada, in ogni
3

caso, che poteva tranquillizzare il soggetto, era quella di dire tutto quanto fosse
a sua conoscenza, lo aveva congedato;
Il Chiarini gli aveva poi detto che quando era andato via dal Servizio, pur
se non subito, ci era stato causato proprio da strascichi per la morte di
Esposti e, quando lo avevano assegnato a Milano, egli si era rivolto a lui
per trovare un lavoro poich non desiderava assolutamente lavorare
nellArma in quella citt. Sia perch avrebbe dovuto indossare luniforme
laddove aveva operato in abiti simulati, sia perch lArma a Pian del
Rascino aveva fatto una gran porcata;
Il Gironda precisava che era riuscito ad inserire il Chiarini alla Idealstandard e
che a distanza di anni non poteva ricordare esattamente le parole dette dal
Sottufficiale sulla sua andata via dal Servizio, ma queste intendevano
comunque legare il suo allontanamento alla vicenda Esposti;
Il Chiarini gli aveva spiegato che aveva gestito lEsposti per alcuni anni e
che non avrebbe potuto fare altrimenti perch era lui che seguiva la
destra;
Il Chiarini era entrato nel Servizio poich uomo di De Lorenzo.

Rappresentata pi volte lesigenza di verbalizzare al pi presto quanto a sua


conoscenza, il Gironda spiegava che questo non sarebbe stato possibile prima di 1218 mesi poich aveva in corso la preparazione di un complesso ed articolato sito sulla
Gladio nel quale sarebbe stato possibile consultare tutto quanto, nel tempo, anche
solo mediaticamente, era emerso sulla struttura, con le precise rettifiche o smentite a
tutto quanto di falso od erroneo era stato propalato. Ci lo poneva in una posizione
molto delicata, quale ex-gladiatore, e, nel verbale, avrebbe dovuto certamente fare
menzione di una occasione nella quale si era rivolto al Chiarini proprio per verificare
la regolarit di un particolare addestramento cui gli era stato chiesto di sottoporsi
da parte di un medico condotto della Gladio oramai defunto, che lo aveva contattato
dopo un intervallo di tempo piuttosto lungo dallultimo incontro in tema Stay-Behind.
Il Chiarini gli aveva poi confermato che poteva parteciparvi con tranquillit poich
aveva verificato che egli2 era inserito nella struttura pi segreta della Repubblica. Tale
comportamento da lui assunto era del tutto contrario alle disposizioni impartite dalla
struttura Gladio e quindi, si sarebbe coperto di discredito dinanzi agli altri sodali exgladiatori.
Il giorno successivo, 26 Marzo 2010, lo scrivente, al termine dellultima udienza,
approfittava delloccasione di rivedere il Gironda, che gli si era presentata il giorno
prima allorch costui si era offerto di fare omaggio al sottoscritto di un libro da lui
pubblicato, che lo scrivente non riusciva a trovare, per invitarlo ad un aperitivo,
consumato nei pressi in un bar vicino al suo domicilio e ritornare in argomento sulla
esigenza di verbalizzare il pi presto possibile per non ostacolare le indagini
integrative in corso. Il Gironda, nel manifestare la sua disponibilit a verbalizzare
2 Gironda.
4

dopo Pasqua, precisava che il Chiarini con lui e con il Tiberti si avvaleva del
criptonimo di Martino.

3. PERTINENZA PROCEDIMENTALE.
Tali affermazioni assumono rilevanza specifica in considerazione di quanto
rapportato inizialmente3 sulla nota vicenda Chiarini. Come si ricorder, latto nr.
04/51258/R/1^, datato 18-12-1971, del Reparto D del SID, diretto al Centro CS di
Trieste e, per conoscenza, a quello di Milano, firmato dal Generale di Brigata Gian
Adelio Maletti, riportava al terzo alinea del punto 2, con riferimento allEsposti:
si ritiene utileavvalersi, se necessario, di convenienti mezzi di allettamento del
soggetto, non escluso il ricorso ad ausili di natura finanziaria, impiegando nellazione
esclusivamente personale di codesto Centro, particolarmente idoneo. Sul foglio
era poi vergata a mano la dicitura: Chiarini 4 farmi proposte precise. Le
investigazioni condotte consentivano di individuare il Chiarini nel Sottufficiale dei
Carabinieri in congedo Ezio Chiarini5, gi dipendente del Centro CS di Milano. N le
ricerche documentali intraprese finalizzate a rinvenire la risposta allinput del
Reparto D, n lescussione del Chiarini, consentivano di proseguire nel filone
investigativo intrapreso.
Inoltre, a seguito del conflitto avvenuto a Pian del Rascino e nel quale trovava la
morte, lEsposti veniva trovato in possesso di una carta di identit 6 intestata a
Luciano Chiarini7 con la propria effige, nonch di una patente di guida 8 riportante
identici dati. Il casato utilizzato dallEsposti e le dichiarazioni sul punto rese dalla exfidanzata del medesimo, Anna Maria Boidi, il 19 Maggio 1975, al Dr. Arcai, che
rammentava che il terrorista lodigiano gli aveva riferito essersi avvalso delle
generalit di un ragazzo, da lui conosciuto, il cui padre era un Ufficiale dei
Carabinieri, destavano attenzione in relazione alla figura dellEzio Chiarini.
A ci si aggiunga una pi ampia rilevanza generale di tutto quanto attiene lEsposti
per la sua indubbia centralit nelle vicende eversive lombarde dei primi anni 70.

3 Nota nr. 372/137-5 del 19-09-1995 (B-a1-2, pagg. 979-985).


4 Verosimilmente il Ch ed il Chiari indicato in altri due atti forniti dal SISMi.
5 Nato a Tessennano (VT) il 20-02-1926, gi residente a Milano in Via Passo Rolle nr. 25.
Deceduto.
6 Nr. 13334759, rilasciata dal Comune di Milano in data 04-09-1973.
7 Nato a Milano il 10-08-1950, cittadino italiano, residente a Milano in via Lepetit nr. 4, celibe,
studente.
8 Categoria B, nr. MI1124523, senza numero di poligrafico, rilasciata dalla Prefettura di Milano il
10-05-1972.
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4. RISCONTRI ARCHIVISTICI.
Gli accertamenti speditivi compiuti sulla base della documentazione contenuta
allinterno dellhard disk esterno consegnato dalla S.V. allo scrivente, hanno
permesso di cogliere significativi riscontri al racconto effettuato dal Gironda.
Nella seconda met degli anni 90 il Chiarini lo aveva contattato per esprimergli la
sua viva preoccupazione per un interrogatorio cui era stato sottoposto da un
Ufficiale dei Carabinieri.
Soccorre su questo punto la telefonata nr. 138 9, registrata in data 11-02-1997 alle ore
20.29, in entrata sullutenza 02/2140790 in uso al Chiarini Ezio ed intercorsa tra il
predetto e la figlia Loredana. La conversazione inerente la convocazione avanti al
Dr. Di Martino a Brescia per il giorno 18-02-1997 alle ore 10.00 del Chiarini e,
questultimo, non capacitandosi del perch sia stato citato da un Pubblico Ministero e
non da un GIP, afferma di aver scoperto che: Francesco abita laddirittura l al
Tribvicino al Tribunale perch la via Moretto abita luie il Tribunale in via
Moretto. Non v dubbio che il Chiarini intenda alludere al Gironda, poich lo
chiama Francesco ed anche perch labitazione di Via del Moretto, ove una volta
aveva sede il Tribunale, proprio quella dove il Gironda ha invitato lo scrivente per
consumare un aperitivo.
Nel proseguio della conversazione, la figlia Loredana invita il padre a chiamare il
Francesco, proponendogli, a fronte del suo timore di essere intercettato, di
avvalersi del proprio telefono, o di chiamarlo da fuori casa, o di chiamarlo lei stessa
dal proprio ufficio, o di prendere una scheda telefonica da 10.000 lire da utilizzare in
una cabina o ancora meglio in un posto a scatti.
Anche la collocazione temporale dellepisodio coincide con quanto sostenuto dal
Gironda.
la sua viva preoccupazionetemeva di venire incarceratolo scrivente si era
comportato male nei suoi confrontiforti timori sul suo prossimo futuro.
Esaminando, oltre alla telefonata precedente, la nr. 233 del 27-11-1996 alle ore 20.37
in entrata sullutenza 02/2140790 in uso a Chiarini Ezio e la nr. 237 del 28-11-1996
alle ore 10.04 in uscita dalla predetta utenza e diretta al nr. 02/8265175, queste ultime
due di poco seguenti la prima escussione del sottufficiale, avvenuta il 26-11-1996,
possibile verificare che, effettivamente, il Chiarini era vivamente preoccupato,
temeva larresto, riteneva di essere stato trattato male ed aveva cos timore per il
futuro da pensare di poter rimanere vittima di un infarto a causa della tensione che
stava patendo procuratagli dalla vicenda bresciana.
tra appartenenti alla medesima famiglia determinate domande non si dovevano
porre. Cio la mancanza di collaborazione durante lescussione si era verificata
perch il Chiarini aveva rilevato che lui e lo scrivente servivano due Armi
diverse.
9 B-a1-4, pag. 776.
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Oggi, a distanza di anni ed a fronte della chiave di lettura fornita dal Gironda
possibile interpretare nel senso da questultimo indicato alcune frasi del Chiarini. Nel
verbale del 26-11-1996, il sottufficiale, alla prima osservazione specifica dei
verbalizzanti affermava: I tempi sono cambiati e nella telefonata 233 del 27-111996 delle ore 20.37 sosteneva: poi il mondo andava in una certa maniera, oggi va
in maniera diversa, le situazioni cambiano, tutto cambiatoinsomma una volta si
viveva in un certo modo, adesso si vive in unaltra maniera. Espressioni che
appaiono sintetizzare il massimo dellesprimibile in un uomo che, avendo ritenuto di
servire lo Stato, non riusciva ad elaborare razionalmente la possibilit di essere
soggetto a verifiche da persone indossanti la stessa uniforme al servizio del
medesimo Stato10. Se lo Stato lo stesso, allora sono i tempi che sono cambiati.
Daltra parte, lArma servita dal Chiarini prima di entrare al SID e lArma dei
tempi del SID raffigurata chiaramente da una delle risposte fornite dal Sottufficiale
nel verbale gi menzionato: Ricordo che il Beretta mi disse che il suo gruppo
godeva di appoggio da parte dellArma dei Carabinieri e che in caso di bisogno ci si
sarebbe dovuti recare presso le caserme dellArma dove sarebbero state distribuite
delle uniformi.
Sempre pertinente a questa affermazione del Gironda, appare anche unaltra frase del
citato verbale: Se il servizio mi ha utilizzato per oltre ventanni evidentemente ha
ritenuto che io operassi bene. I contrasti sono nati solo alla fine ed io non ho quindi
motivo di dubitare che il mio modo di comportarmi fosse giusto, quindi, come a
ribadire che sono i tempi ad essere cambiati.
Ancora, sulla stessa falsariga sembrano doversi interpretare le frasi sibilline
scambiate dal Chiarini con Vincenzo Tiberti11 in merito ad un ex-amico di Brescia,
dove il termine ex non deve essere inteso come rottura di rapporti ma, pi
probabilmente, come indice di una comune appartenenza ad una stessa congrega o
sodalizio relazionale, nella telefonata 445 del 15-12-1996 delle ore 20.37. Nella
conversazione, sempre con frasi dette ad intendersi ed il cui reale significato non
percepibile, viene espressa una critica allambiente frequentato oggi dallex-amico di
Brescia, dove per, come a sottintenderne una funzione di oculata guida: c
sempre qualche vecchioche sa ancora come gira il mondoche la terra
rotonda. Le frasi sono pronunciate dal Tiberti, ma approvate dal Chiarini e gli
accenni alla figura del primo, che verranno dati nel proseguio dellannotazione,
denoteranno meglio lambiente di coloro che sono convinti della sfericit della terra
secondo la visione del Sottufficiale.
Che il Chiarini sia un laudator temporis acti trova anche esplicitazione nella fine della
telefonata 237 del 28-11-1996 quando rivela al fratello Domenico che: nellufficio
dove ero ultimamente, si lavorava in una manierain una manierainsomma che
inutile parlarne.

10 Identica sintesi non poteva non essere opposta, seppur per comprensibili diverse ragioni, dal
Chiarini agli esponenti del suo circuito familiare con cui si trovato a parlare.
11 Del quale si parler pi avanti.
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si conoscevano sin dagli anni 60. Nella telefonata nr. 138 dell11-02-1997
delle ore 20.29, la figlia del Chiarini a nome Loredana, al solo nome del Francesco
comprende immediatamente a chi stia facendo riferimento il padre e, di fronte alle
cautele del genitore, si offre lei stessa di chiamarlo. Ci, seppur non consenta di
datare lamicizia del Gironda col Chiarini, consente comunque di evidenziarne una
intimit estesa ai familiari, come, daltra parte, testimonia la foto del Sottufficiale
mostrata dal Gironda, che lo vede ritratto insieme ai figli.
...erano stati presentati da un comune conoscente, Vincenzo Tiberti. Questo
personaggio ben noto allo scrivente, come verr illustrato pi avanti, per essere
stato oggetto di accurati accertamenti, da cui era emerso che era coniugato con una
donna a nome Sandrina. Orbene, il giorno 15-12-1996 alle ore 20.37 venne
intercettata la telefonata 445 tra la moglie del Chiarini, Giuseppina e tale Sandra a
utenza intestata a Sandrina Tiberti, poi proseguita tra il Sottufficiale e tale Enzo
presumibilmente marito della Sandra. In ogni caso lutenza attestata proprio in
una dei domicili di Vincenzo Tiberti: Via della Sila 30 a Milano.
aveva offerto la propria collaborazione al Chiarini in alcune delicate occasioni,
come il Congresso del PCI del Marzo 1972. Allepoca il Gironda era il segretario
giovanile provinciale del Partito Repubblicano Italiano ed il Chiarini, il 26-11-1996,
verbalizz: io conoscevo alcune persone, non estremiste, allinterno di partiti
politici, che facevano parte di gruppi che si occupavano di raccogliere informazioni a
loro volta su ci che accadeva. Inoltre, sempre nel medesimo verbale, faceva
presente, in merito allidentit di copertura Enzo Chiari che: Avevo anche una
tessera del PCI con la firma di Togliatti ed i bollini in regola procuratimi dal servizio
sempre con lo stesso nome.
il Chiarini gli aveva poi detto che quando era andato via dal Servizio, pur se non
subito, ci era stato causato proprio da strascichi per la morte di Esposti. Il
Chiarini ebbe a verbalizzare allo scrivente: la mia andata via dal Servizio
scaturisce da dissensi che ebbi con il Direttore di allora del Centro CS di Milano:
Tenente Colonnello Parisi Giorgio. I dissensi originavano dal fatto che non mi
sentivo pi tutelato allinterno di una struttura che finanche nei suoi vertici,
stava patendo guai giudiziari, come larresto di Maletti e Miceli. Ora,
laffermazione del Chiarini, a meno, appunto, di non interpretarla alla luce di
strascichi del passato, non appare logica: il sottufficiale rimane al servizio militare
fino al 1978, quando, oramai, il Generale Vito Miceli non pi Direttore da ben 4
anni, essendo andato via nel Luglio 1974, mentre il Gen. Gianadelio Maletti era stato
restituito allEsercito il 29 Settembre 1975. Sembrerebbe quindi singolare una
apprensione del Chiarini per i guai giudiziari di superiori gerarchici, non diretti e,
peraltro, oramai da tempo lontani dal Servizio, a meno di non giustificarla, appunto,
con eventi da far risalire a quando costoro erano nellintelligence militare e ai quali lo
stesso era stato partecipe.
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Poi, nella telefonata 233 del 27-11-1996 delle ore 20.37, il Chiarini afferma: dico
finalmente sono uscito dalla baldoria, dalla baraoche non mi convinceva pi, e
dopo tanti anni ti scappa fuori in qualche cosa cheva b. E, il giorno successivo,
nella telefonata 237 delle ore 10.04: io sono gi stato incriminato allora quando
quandodai servizi stessiquando ci fu il cambio dada un Direttore a un altroe
li ci fuci fu qualcuno allinterno dellUfficio, cheche cominci a dire, a quello
nuovo che era arrivato, guardi che qui c gente che fa questo, questo, questo, questo
e questo, ma li era praticamenteera il lavoro che qualcuno faceva per queste
agenzie dinformazioni eccetera e laiutava e allora nella squadra channo infilato
dentro anche me, perch ioio ero uno non degli amici di quello che parlava
insomma, ecco. Non ero un amico e allora, per cattiveria, pure l, infilarono dentro
anche me. Mi hanno tenuto a casa per un certo tempo, mhanno controllato, mhanno
chiesto un sacco dinformazioni, un giropoi alla fine mi hanno chiamato e mi
hanno detto: Sa ci deve scusare, ma qui purtroppo sappiamo che si erano verificate
ste cose e pensavamo che anche lei ci fosse, e va b, rientri pure tranquillo .
Nella trasmissione della telefonata a codesta A.G., allepoca si era ipotizzato che il
Chiarini intendesse riferirsi allo scandalo delle intercettazioni abusive del Marzo
1973, ma poich il Chiarini fa riferimento al cambio del Direttore, si ritiene che possa
riferirsi alla successione dellAmmiraglio Mario Casardi nellAgosto 1974, al posto
del Miceli e, quindi, potrebbe anche non aver inteso riferirsi allo scandalo PonziBeneforti.
non desiderava assolutamente lavorare per lArma in quella citt 12. Questa
affermazione riferita dal Gironda ha trovato puntuale riscontro nel verbale reso dal
Chiarini alla PG: restituito allArma territoriale, al Nucleo Informativo della
Moscova, feci subito domanda di congedo.
il Gironda precisava che era riuscito ad inserire il Chiarini alla
Idealstandard13. Sempre dal verbale reso alla PG dal Chiarini: feci subito
domanda di congedo14 e trovai impiego come funzionario alla Idealstandard di
15
Milano come supervisore della sicurezza per tutti gli stabilimenti e la sede.
il Chiarini gli aveva spiegato che aveva gestito lEsposti per alcuni anni. Gi
nel para 3 si illustrato come risulti documentalmente provato un input ufficiale al
reclutamento dellEsposti nel 1971 proveniente dal Capo del Reparto D, Generale
Gianadelio Maletti e come una annotazione a mano individui proprio nel Chiarini
colui che doveva condurre tale azione. Nel verbale reso alla PG il Sottufficiale
affermava : Ricordo di aver conosciuto Giancarlo Esposti ma non ricordo n come
n quando, forse me lo present il Beretta ma non ne ho alcuna certezza.
12 Milano.
13 Arredo bagno.
14 DallArma dei Carabinieri.
15 Il Chiarini deve fare confusione tra la morte del Maresciallo Filippi per cause naturali ed il grave
ferimento dei due militi a Pian del Rascino.
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Chiestogli se fosse categoricamente certo di aver conosciuto Giancarlo Esposti, il


Sottufficiale ribadiva: S, ma non ricordo altro e vi chiedo di aiutare la mia
memoria. Poi, nella telefonata 237 con il fratello Domenico del 28-11-1996 delle
ore 10.04, il Sottufficiale si esprime molto chiaramente: io ho trattato co sta
gente, che poi venuta fuori essere responsabileresponsabile della strage, e va
b, purtroppo, delluccisione di un carabiniere, eccetera, per io lho trattato cos
come si tratta una pratica. Come a dire che la gestione dellEsposti era attivit
assolutamente routinaria, senza alcun apporto di rilievo, ma se cos fosse stato, se ne
sarebbe trovata traccia, poich non ha senso occultare produzioni informative del
tutto ordinarie.
Il Chiarini era entrato nel Servizio poich uomo di De Lorenzo. Ufficialmente
il segnalatore del Chiarini, nel 1955, secondo quanto sostenuto nel verbale redatto
con la PG il Cap. Ceva dellUfficio D del SIFAr, gi comandante della Tenenza
Po (TO), dove si erano conosciuti. Il Chiarini and a Milano provvisoriamente, in
attesa di andare a Roma, localit per la quale era stato richiesto dal Ceva, ma
questultimo and via dal Servizio e, allora, rimase a Milano. Dagli atti acquisiti al
SISMi, si rileva che il primo segnalatore del Chiarini fu, nel 1954, tale Tenente
Balestra, ma a causa della sua inesperienza professionale la pratica venne archiviata.
Ci al 25 Ottobre 1954. Il 9 Marzo 1955, meno di cinque mesi dopo, in calce ad atto
del Centro CS di Bologna diretto al D, si minuta di mettere in nota ed il Cap.
Ceva Silvio (il nome non ben leggibile) manoscrive: Trattasi di elemento che ho
avuto alle dipendenze per circa 4 anni allArma territoriale. D affidamento sotto
ogni punto di vista. Mi sarebbe molto utile16. Non dato sapere se il Ceva ed il
Balestra fossero in rapporti con il De Lorenzo 17 nel 1954-1955. Laccelerazione della
sua pratica per lingresso al servizio18 potrebbe essere originata da una premura, ma
non vi sono elementi per sostenere che questa non sia rimasta confinata allintervento
del Ceva. Le possibilit di riscontrare se il Ceva ed il Balestra erano tra i militari
dellArma intenzionati a partecipare al Piano Solo sono infime, non essendovi un
giudicato processuale che abbia esattamente individuato tutti i militari coinvolti.
Nel paragrafo relativo al Tiberti verr menzionata la figura del Generale dellArma
dei Carabinieri Giuseppe Palumbo, suocero di intima amica del Tiberti, audito per i
fatti del Giugno-Luglio 1964 nei quali fu coinvolto il De Lorenzo.
si era rivolto al Chiarini proprio per verificare la regolarit di un particolare
addestramento cui gli era stato chiesto di sottoporsi da parte di un medico condotto
della Gladio oramai defunto. Tale affermazione, seppur non strettamente inerente
il rapporto Chiarini-Esposti, si ritiene di interesse, poich, secondo il SISMi, in
ragione di un biglietto da visita rinvenuto nella pratica, loriginatore delle notizie a
16 Sottolineato nelloriginale.
17 Il Generale Giovanni De Lorenzo assunse la direzione del SIFAr nel Gennaio del 1956 e la
lasci nellOttobre del 1962.
18 Il Chiarini subisce la prima valutazione al Servizio, dopo 90 giorni di impiego, il 20 Novembre
1955.
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1

fondamento della nota azione Giava sarebbe stato un medico condotto 19 appartenente
alla struttura Gladio20, proprio come il Gironda, a nome Giacomo Cavallini21,
effettivamente da tempo deceduto22. Il carteggio inerente tale medico risulta oggetto
di esibizione documentale nel Settembre 1995 nellambito del proc. pen. 318/87A
G.I.23. Il Chiarini verbalizz alla PG che mentre il nome azione Giava gli diceva
qualcosa, quello del Cavallini nulla gli ricordava.
il Chiarini con lui e con il Tiberti si avvaleva del criptonimo di Martino. Il
Chiarini verbalizz con la PG: anche se era un errore mi trovai un nome che era
simile al mio Chiari Enzoper la destra non avevo documenti ma utilizzavo lo stesso
nome di copertura, con cui venivo rintracciato tramite la Legione Carabinieri. Invece
per lufficio ero semplicemente CH. Sia Chiari che CH sono indicativi presenti
negli atti acquisiti presso il SISMi, per cui verosimile che il Sottufficiale si sia
limitato a verbalizzare quelli duso in ufficio ed abbia invece tutelato quelli o quello
di cui si avvaleva nelle relazioni con il mondo esterno.

19 Specializzato in chirurgia.
20 Con il progressivo numerico 00092.
21 Nato a Lecco il 14-07-1922.
22 Il 13-02-1979 a Malgrate (CO).
23 Cosiddetto Argo 16.
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5. GENUINITA DELLE INFORMAZIONI FORNITE DAL GIRONDA.


Innanzitutto, le importanti affermazioni del Gironda hanno trovato ampi riscontri con
quanto gi presente in atti, il che le rende senza dubbio del tutto verosimili. Tuttavia
debbono ancora aggiungersi delle ulteriori riflessioni che depongono per la veridicit
di quanto appreso, a prescindere, peraltro, dalla generica osservazione circa le ragioni
che avrebbe avuto il Gironda per essere indotto di iniziativa a mentire allo scrivente.
Nel verbale reso alla PG, il Chiarini in ben due occasioni avrebbe potuto menzionare
il Gironda, oramai personaggio pubblico e la cui qualifica di gladiatore era accertata
al di l di ogni ragionevole dubbio: facendo riferimento alle persone che allinterno
dei partiti politici raccoglievano informazioni e delle quali lui si era avvalso; ed in
merito alla assunzione alla Idealstandard, ma nonostante ci ha voluto proteggere il
nome dellamico. Identico comportamento sembra aver assunto nella telefonata
sibillina con il Tiberti se, come ritenuto dallo scrivente, i due stanno parlando proprio
del Gironda: difatti costui ha un fratello, vive a Brescia, ha svolto delle consulenze,
si interessato di antiquariato, fa parte di una associazione dove si portano i gradi,
quella degli ex-gladiatori, ha una figlia femmina e due maschi e, nel 1996, era gi
nonno. Daltra parte anche nella telefonata con la figlia Loredana, il Gironda viene
chiamato solo Francesco ed il Chiarini non vuole assolutamente parlargli per
telefono nel timore di essere intercettato. Quindi, quanto appreso dal Gironda
coerente con questo comportamento, poich se il Sottufficiale sent di non potersi
sfogare telefonicamente, come aveva fatto con i suoi familiari non conviventi
(fratello, figlio e figlia), era conscio che con il gladiatore, che sapeva ancora come
gira il mondo, avrebbe potuto aprirsi. La medesima tardiva, troppo tardiva,
dichiarazione del Gironda, indice della bont della stessa avendo voluto tutelare in
vita lo sfogo dellamico.

1
3

6. IL DOCUMENTO MALETTI.
In data 18 Luglio 1995, il SISMi, con foglio nr. 56668/132.1/0434 24, produceva
quanto richiesto da codesta A.G. con ordine di esibizione del precedente 4 Maggio.
Con questultimo provvedimento veniva anche richiesta la documentazione relativa al
noto Heinz FREI in possesso del Centro CS di Milano, che il Servizio militare
trattava al punto 3 della predetta missiva, precisando che il soggetto non era titolare
di un fascicolo personale, ma ricorreva in numerosi atti della pratica 1967-2-16-110,
intestata a tale ESPOSTI Giancarlo25. Faceva cos ingresso nel procedimento
penale sulla strage di Piazza della Loggia nuovo rito, il fascicolo del ben noto
terrorista lodigiano, che, bisogna ipotizzare ragioni di cortesia, poich la trasmissione
a cura del Dr. Gian Luigi Masina, venne trasmesso integralmente ed in originale.
Cio non limitandosi ai soli atti inerenti lesponente di ricerca richiesto: Heinz
FREY.
Il fascicolo stato trasmesso con lallegato 6 alla lettera del 18 Luglio 1995 sopra
citata.
Come si pu notare dallappunto manoscritto in basso a sinistra sulla lettera del
SISMi, lo scrivente affid al dipendente Maresciallo Botticelli26 lesame della pratica,
poich era colui che seguiva il filone Esposti.
Sottoposta nuovamente ad esame, lo scrivente rileva alcune anomalie aggiuntive
rispetto alle osservazioni gi rapportate.
Innanzitutto lossatura del SID dellepoca e, soprattutto dei Centri e sottoCentri CS,
era costituita da personale dellArma dei Carabinieri, la cui predisposizione nella
branca informativa non aveva allora eguali. Di conseguenza, la tenuta del carteggio
rispecchiava, per imprinting, quella della prima Arma dellEsercito. Essa pu
correttamente essere estremamente sintetizzata nella frase un nome 27, un fascicolo,
dal che ne deriva che il FREI doveva essere titolare di un autonomo fascicolo.
Se la digitalizzazione degli atti ha rispettato la loro presenza 28 nel fascicolo del
SISMi, deve rilevarsi che, a parte tre immagini dellEsposti tratte verosimilmente da
quotidiani dellepoca, lultimo atto, cio il primo aprendo il fascicolo, costituito da
corposa documentazione elvetica inerente la scomparsa di Heinz Frei, risalente al
Giugno-Luglio 1975. Quindi, lignoto archivista del Centro CS di Milano ha
scelto di porre quegli atti allinterno del fascicolo di altro estremista deceduto da
oltre un anno. Questa procedura del tutto atipica e che, data la provenienza degli atti
dal Centro CS di Milano, che negli accertamenti eseguiti sullAzione Giava si
evidenziato per la non cristallina tenuta del carteggio, meriterebbe di essere verificata
con lindice della coperta per gli atti del carteggio, che, tuttavia, nonostante
lindicata integralit, non risulta essere stato trasmesso a codesta A.G..
24 G-a-7, pagg.269-270.
25 Caratteri, sottolineatura ed evidenziazione dello scrivente.
26 Nom de guerre Picasso, da cui il diminutivo Picky.
27 Sia persona fisica che giuridica.
28 Anche se latto dovesse aver occupato originariamente nel fascicolo una diversa posizione,
permarrebbe lanomalia che si sta andando ad esporre.
1
4

Si fa altres notare che nel secondo foglio digitalizzato del predetto fascicolo, stato
apposto un timbro con la seguente dicitura: PER INTERESSE OPERATIVO SONO
CONSERVATI I SEGUENTI ATTI: seguito dalla manoscrittura: fascicolo
illeggibile29 da atto 1 a atto 51, apposta su due linee orizzontali facenti parte del
medesimo timbro che, difatti, poi prosegue: GLI ALTRI SONO STATI DISTRUTTI
(CIRC. ILLEGGIBILE30). Ora, questo proseguio stato cancellato con un tratto di
pennarello, la cui apposizione dovrebbe quindi interpretarsi come una
conservazione di tutti gli atti. Vi poi un timbro tondo ed una data apposta a mano
31-12-89.
Latto di maggiore importanza che venne rinvenuto allinterno del fascicolo di
Esposti quello contraddistinto dal protocollo 04/51258/R/1^ del 18 Dicembre 1971
a firma del Gen. Maletti. E un documento diretto per competenza al Centro CS di
Trieste e, per conoscenza, a quello di Milano. Grazie al riferimento posto sotto
lindicazione del destinatario ambrosiano possibile ricavare con certezza latto dal
quale scaturisce lintervento in persona del Capo del Reparto D. Si tratta della nota
nr. 16581, datata 01-12-1971 del CS di Milano diretta al Reparto D di Maletti, al
Raggruppamento Centri CS di Roma ed ai Centri CS di Genova, Trieste e Verona. In
tale documento, dopo un breve cenno biografico sullEsposti, si riportano notizie
apprese da una fonte fiduciaria attendibile che ha ricevuto dallEsposti la proposta di
acquistare un centinaio di mitra. Tale fonte ha anche descritto lEsposti come
impegnato in traffici di armi unitamente al Nardi anche apparentemente destinati alla
sinistra extraparlamentare. Segue poi un elenco dei precedenti dellEsposti ed un
generico commento teso a confortare quanto affermato dalla fonte, sottolineando che
il tenore di vita in contrasto con le possibilit economiche del soggetto. Al punto 5,
il penultimo dellatto, si precisa che lEsposti alle armi e, quindi, il Burlando, pur
subordinandosi alle decisioni che in merito vorr adottare il Maletti, propone di
svolgere azione di osservazione del soggetto appoggiandosi al SIOS Esercito, tramite
altro militare.
Il Burlando informa poi il Maletti che Esposti gi oggetto di vigilanza stretta, da
parte dellUfficio Politico di Milano, tramite informazioni confidenziali, ma non
mai riuscito ad ottenere positivi e completi risultati, tant che ha sempre e solo
sequestrato armi in dotazione individuale o campioni da sottoporre ad acquirenti.
Insomma, il CapoCentro Burlando31 mira alla santabarbara dellEsposti e precisa
che non ha ragguagliato, in merito a quanto appreso, n la catena I dellEsercito, n
gli organi di PG. Vi poi un allegato inerente gli esiti di una perquisizione operata
dalla Polizia di Stato il 06-10-1971, da cui scatur larresto dellEsposti e la sua
successiva scarcerazione il giorno 22 dello stesso mese. Lallegato posto a conforto
delle affermazioni della fonte secondo cui le trattative per lacquisto dei mitra erano
state interrotte proprio dallarresto dellEsposti. Si comprende, quindi, meglio, che il
Burlando, anche a seguito del commento critico nei confronti della Questura, desidera
arrivare al deposito dei mitra offerti alla fonte.
29 Agli occhi dello scrivente.
30 Obiettivamente illeggibile.
31 Maggiore dellArma dei Carabinieri.
1
5

Latto viene inviato da Burlando al Centro di Genova poich a quellateneo risulta


iscritto lEsposti, al Centro di Trieste perch lestremista presta servizio di leva presso
il 183 Raggruppamento di Fanteria a Cervignano del Friuli (UD). Non dato
comprendere perch il Burlando indirizzi la nota anche al CS di Verona.
In merito allattivit di vigilanza stretta operata confidenzialmente dallUfficio
Politico della Questura di Milano, data lepoca, plausibile che si tratti di quella
condotta dal Fainelli tramite la Marcella32
Nellatto specificato che la fonte la stessa che ha fornito le notizie di cui al foglio
14035 del 19-09-1970 diretto solo al Reparto D. In questo atto la fonte viene
definita da cautelare al massimo e molto ben inserita negli ambienti di estrema
destra locali. La fonte sostiene lesistenza di un traffico di armi in cui sono coinvolti
il Nardi, lEsposti e il Ferorelli. I primi due sono in contatto con uno svizzero ed un
ex-nazista tedesco che va spesso in Medio-Oriente, risiede a Beyrut ed ha una villa a
Chiavari.
La fonte riferisce anche che un gruppo di estrema destra di Milano, che aveva
ricevuto esplosivo dal Nardi e dallEsposti, aveva constatato che tale esplosivo
poteva corrispondere a quello utilizzato negli attentati del 12-12-1969. Le indagini si
erano spostate a Trieste, proprio la stessa localit che il Fainelli apprende dalla
Marcella essere meta di viaggi per armi dellEsposti, poi a Genova, ma si erano
dovute fermare sia per le rivelazioni di Gian Luigi Fappani 33, sia per la pubblicazione
di un articolo del periodico ABC del 03-04-197034. Peraltro, lIspettore Fainelli, nel
verbale reso al Dr. Grassi il 19 Ottobre 1985, in merito al traffico di armi
realizzato dallEsposti ed appreso dalla Marcella, localizzava lillecito
commercio, nel quale inseriva anche il noto Zaffoni, tra Trieste, Rovigo e
Ferrara, localit, questultima, coincidente con quella in cui il Nardi, secondo
quanto detto al Chiarini, aveva creato un movimento nazimaoista 35, e
specificava che le armi non solo non erano mai state trovate, ma che, per quanto
gli constava, non erano neppure state fatte indagini per ritrovarle.
Latto 16581 ha un riferimento per il D, ma non si tratta altro che del documento 36
con il quale il Reparto diretto da Maletti gir la nota 14035 al Raggruppamento
32 Come si evince dai verbali resi dallIspettore Giordano Fainelli del 19-10-1985 e 24-09-1992
avanti, rispettivamente, ai GG.II. Dr. Grassi e Dr. Zorzi.
33 Dovrebbe trattarsi di Gian Luigi Fappanni, che il 5 Marzo 1970 rivel a Panorama di essere un
infiltrato del SID nel movimento studentesco a Milano, con lincarico di vendere lacrimogeni e
fumogeni per alzare il livello di scontro con le forze dellordine.
34 Nr. 14, dal titolo Una polveriera in casa.
35 In merito a tale creazione, investigativamente di grande interesse e mai approfondita, deve
ricordarsi che nel verbale del Ferorelli, cio di uno dei trafficanti di armi con lEsposti, del 19-101993, nel sodalizio, peraltro originario della stessa cittadina di Lodi come il predetto, il
collaboratore di giustizia ricomprende anche il noto Luciano Maino, definito come: esperto in
guerra psicologica e in guerriglia.
36 II.04/25104/R/1^ del 02-08-1971.
1
6

Centri CS di Roma ed ai Centri CS di Milano, Trieste e Genova, quindi un


rimbalzo.
Anche la nota 14035 ha un riferimento per il D, ma non si tratta altro che di
documento37 che richiede al CS di Milano aggiornate notizie sul Nardi.
Ritornando allatto 16581, che impone al Maletti di esprimere un parere su azione di
controllo congiunta SID-SIOS sullEsposti proposta dal Burlando, si deve
sottolineare che levento che interrompe le trattative di acquisto della fonte del 0610-1971, e, avendolo riferito, lincontro con il manipolatore non pu essere
precedente al suo verificarsi, mentre latto del 01-12-1971 cio circa 55 giorni
dopo. Tale salto temporale potrebbe a prima vista apparire eccessivo a meno di non
spiegarlo con un rapporto piuttosto saltuario con la fonte attendibile poich deve
essere cautelata al massimo.
Tuttavia, osservando gli atti che precedono tale nota si registra la presenza di un
marconigramma del CS di Genova del 25-09-1971 che fa riferimento ad una richiesta
telefonica del CS di Milano del giorno precedente, il 24-09-1971, evidentemente
motivata dalla necessit di conoscere la posizione esatta della recluta Esposti
Giancarlo. Si apprende cos che lEsposti, da Albenga, finito a Cervignano del
Friuli. Lo stesso giorno 24-09-1971, Ch, cio il Chiarini, pone un appunto in atti
con sintetiche notizie sullEsposti, che gli risulta al CAR ad Albenga; quindi la
richiesta telefonica a Genova scaturisce dalla necessit di verificare quanto appreso
dal Chiarini.
Ancora precedenti vi sono due atti del 20 Settembre e del 20 Agosto 1971 con i
riscontri offerti rispettivamente dal Centro di Genova e dal Raggruppamento Centri
CS di Roma alla nota 14035 del CS di Milano, gi trattata, cio la precedente
apprensione fiduciaria dalla medesima fonte.
Prima di questa nota gi commentata vi una relazione sempre compilata da Ch,
quindi Chiarini, del 28-02-1970, inerente un incontro realizzato con BERETTA
dalle ore 10.30 alle 12.
Lappunto deve essere letto tenendo presente che il Chiarini a parlare: quindi si
comprende che vi sono stati altri incontri con il BERETTA, che questi sapeva
perfettamente che aveva davanti un uomo delle istituzioni e che da queste istituzioni
voleva protezione per introdurre armi in Italia. Il Chiarini si fa dare il nome
dellelemento che procura le armi dopo aver spiegato che non interessato a fornire
protezione, ma a svolgere indagini sul traffico menzionato. Lelemento lEsposti,
che ha gi fornito armi al BERETTA e questultimo a giorni fornir il nome di un exnazista e uno svizzero pure implicati nel traffico.
E del tutto evidente che tale relazione del 28-02-1970 costituisce lembrione iniziale
della nota 14035 del 19-09-1970. Anche in questo caso trascorre un ampio lasso di
tempo, circa 200 giorni, tra la ricezione della prima notizia e la sua diffusione
ufficiale al Reparto D. Ma non vi pi alcuna relazione del Chiarini in merito,
37 04/13464/S/2^ del 15-09-1970.
1
7

eppure, la nota 14035 contiene molte pi notizie rispetto alla relazione del 28-021970.
Altro particolare di interesse che il Sevi, a lui appartiene la S posta sotto la
puntata, annota: CHIARI / tornare in argomento, elemento confermativo del
Chiarini quale redattore, ma anche commento del tutto logico con il contenuto
dellappunto. Tuttavia, successivamente, qualcuno copre la sigla CHIARI con
diversi tratti di penna e vi scrive accanto: Atti. Poich tale annotazione viene
disattesa, e del tutto, tant che verr formalizzato un appunto al Maletti, pi
probabile ipotizzare che la correzione sia stata apposta per giustificare una
evidente soluzione di continuit nello sviluppo degli atti.
Si rammenta a questo proposito che il Chiarini, nel verbale reso alla PG:
Rappresentava di essersi avvalso per le notizie, allinterno del Movimento
Sociale, di Davide Beretta;
Di avere sempre compilato relazioni su quanto appreso;
Di essersi avvalso del nome Chiari e della sigla Ch;
Riconosceva come propria la relazione del 28-02-1970, confermando
lapprensione delle notizie dal Beretta;
Specificava che lUfficio gli aveva detto di stoppare la questione;
Riteneva di non aver mai saputo che era lEsposti a fornire le armi al
Beretta;
Richiamato agli obblighi ed ai doveri del teste essendo stato preciso nei
ricordi tranne che nel caso dellEsposti quale fornitore delle armi,
verbalizzava che il Beretta gli aveva riferito che il suo gruppo godeva
dellappoggio dellArma dei Carabinieri e che in caso di bisogno si
sarebbero dovuti recare presso le caserme dellArma dove sarebbero loro
state distribuite delle uniformi.
Il Chiarini ricorda che la questione venne stoppata, come qualcuno ha
prudentemente corretto sullatto, ma, in realt la questione and avanti, ed
altrimenti non poteva essere per gli aspetti di stretta competenza del Centro che,
probabilmente, essendo governato da un Ufficiale dellArma, avente per Vice un
altro Ufficiale dellArma38, non ha lasciato traccia di quelle relazioni che per
connivenza, od imbarazzo, coinvolgevano listituzione di appartenenza.
Andando ancora pi indietro si trova un atto del Marzo del 1969 relativo ad un
arresto dellEsposti nel Gennaio di quellanno, ma trattato da tale Gdc.
Quindi, riepilogando, per comodit di codesta AG, la progressione temporale degli
atti, cos come si rileva dal fascicolo, per quanto di interesse, :
38 Capitano Domenico Sevi.
1
8

mancano almeno due relazioni precedenti lincontro Chiarini-Beretta


del 28-02-1970
28-02-1970: Relazione di un incontro39 con Davide Beretta che riferisce che le armi
vengono fornite al suo gruppo dallEsposti, vi coinvolto un ex-nazista ed uno
svizzero. E la prima volta che Chiarini entra in contatto con il nome di Esposti,
prima era trattato informativamente da tale Gdc. Il controllore di Chiarini nella
vicenda Sevi.
manca almeno una relazione Chiarini-Beretta dove il sottufficiale
ottiene le ulteriori informazioni, rispetto a quelle del 28-02-1970
e che confluiranno nella nota del 19-09-1970
19-09-1970: Il Maggiore Burlando trasmette la nota 14035 al Reparto diretto dal
Maletti. Si tratta della trasmissione di un appunto in cui la fonte, con tutta evidenza il
Beretta, viene definita da cautelare al massimo, probabilmente per il suo ruolo nel
MSI e per essere uno degli acquirenti delle armi, particolare che, presente nella
relazione del 28-02-1970, viene sottaciuto al D. E probabile che il gruppo cui si fa
cenno, autore di indagini sullesplosivo di Piazza Fontana, sia proprio quello del
Beretta. Lappunto trasmesso contiene notizie ben pi ampie rispetto alla relazione
del 28-02-1970, che, peraltro, era stata stoppata nella sua trattazione con il termine
atti. Il Burlando precisa che sul conto del Nardi non ritiene possano emergere,
neanche nel futuro, elementi di specifico interesse per cui suggerisce al D di
interessare la Guardia di Finanza. Questa disponibilit a bruciare il Nardi,
preservando invece laltro elemento identificato del traffico, lEsposti, pu
significare che o vi gi stato un abboccamento con lo stesso, oppure, tramite il
Beretta, si ritiene di poterlo avere a breve termine.
Le rivelazioni del Fappanni che coinvolgono il SID sono di circa 6 mesi prima, ma il
Burlando, pur nominandolo, si astiene da qualunque commento, finanche della sua
notoriet in atti, come invece fa, sin dalla prima pagina, per il Nardi e lEsposti,
eppure un soggetto che rilascia dichiarazioni astrattamente compromettenti per il SID
su Panorama, non pu non essere stato oggetto di specifico interesse da parte del CS
di Milano.
almeno un ulteriore incontro40 non relazionato Chiarini-Beretta
nel quale il Beretta riferisce che lEsposti gli ha offerto
di acquistare un centinaio di mitra

39 Non il primo e non lultimo. Il Chiarini infatti fa cenno ad un ultima volta, quindi vi
furono almeno due incontri precedenti quello del 28-02-1970, e sottolinea di avere spiegato
ancora una volta.
40 Nel proseguio dellannotazione se ne capiranno le ragioni.
1
9

20-08-1971: Il Tenente Colonnello Marzollo41 riferisce quanto a lui noto, in qualit di


Comandante del Raggruppamento Centri CS di Roma, sul Nardi, lEsposti, il
Ferorelli42 e il Fappani, a seguito della diffusione della nota di Milano del 19-091970, operata da Maletti il 02-08-1971. Ovverosia, il Capo del Reparto D estende
la nota 14035 di Milano quasi un anno dopo averla ricevuta. Si deve quindi
ritenere che per canali paralleli e riservati43 il Burlando abbia richiesto al Maletti
di avere lapporto degli altri centri sulla notizia acquisita. Evidentemente vi sono
stati altri incontri Chiarini-Beretta, non relazionati, che hanno mantenuto vivo
linteresse del CS di Milano sullargomento.
20-09-1971: Il Capitano DallAglio44 riferisce quanto a lui noto, in qualit di
Comandante del Centro CS di Genova in S.V., sul Nardi, sullEsposti e sullexnazista di Chiavari, a seguito della diffusione della nota di Milano del 19-09-1970,
operata da Maletti il 02-08-197145.
24-09-1971: Nonostante nessuna delle due risposte pervenute a quasi un anno di
distanza dalla genesi della nota del CS di Milano contenga elementi che attestino la
bont di questultima o comunque confortino lesigenza della penetrazione
informativa, Chiarini stila un sintetico appunto sullEsposti. Quindi, qualcosa di cui
non vi alcuna traccia nel fascicolo, spinge il Burlando a localizzare lEsposti,
affidando gli accertamenti al Chiarini. Lo stesso giorno viene richiesto
telefonicamente al CS di Genova di verificare il dato raccolto dal Chiarini sulla
posizione militare dellEsposti.
25-09-1971: Marconigramma di Genova contenente il dato richiesto da Milano:
Esposti si trova nel territorio di competenza del CS di Trieste (Cervignano del Friuli
Udine) presso il 183 Raggruppamento Fanteria. La modalit di trasmissione del
dato attesta lurgenza del CS di Milano.
01-12-1971: Il Maggiore Burlando trasmette la nota 16581 al D che il suo
interlocutore naturale; al Raggruppamento Centri, poich a questo il Maletti aveva
girato la precedente nota del CS di Milano; al Centro di Genova, per analoghi motivi,
oltre al fatto che lestremista lodigiano iscritto a quellateneo; al Centro di Trieste,
poich in quel territorio si trova lEsposti ed al Centro di Verona per motivi ignoti. La
nota, essenzialmente inerente la proposta di acquisto di un centinaio di mitra alla
fonte Davide Beretta, gi stata ampiamente commentata. Essa comunque
giustificativa degli improvvisi accertamenti che nel Settembre 1971 vengono fatti
41 Anche in questo caso dellArma dei Carabinieri.
42 Appellato Ferrarelle.
43 Lespressione non tratta da alcun documento esaminato, ma utilizzata dallo scrivente per
sottolineare limportanza dellosservazione in relazione allatipicit delle modalit di
comunicazione.
44 Anche in questo caso dellArma dei Carabinieri.
45 Valgono le considerazioni gi fatte per la nota del Marzollo.
2
0

dal CS di Milano, anzi, lestensione della nota 14035 il 02-08-1971, da parte del
D, circa un anno dopo averla ricevuta, trova cos la sua univoca spiegazione:
per canale parallelo e riservato il Burlando ha riferito lesito di un nuovo contatto
Chiarini-Beretta, non relazionato, prospettando la possibilit di una azione nei
confronti dellEsposti ed il Maletti, al fine di supportare il Burlando, utilizza il
proprio potere di impulso nei confronti dei Centri.
Da notare che nel documento scompaiono lo svizzero, lex-nazista ed il Ferorelli e,
inoltre, che lofferta dei mitra a Davide Beretta si afferma essere stata fatta allinizio
del mese di Ottobre, quando lEsposti era in licenza. Ma non cos, poich, come si
visto, la fibrillazione informativa sullEsposti precedente.
Inoltre c da capire come mai lultimo dato informativo raccolto del 25-09-1971,
mentre la nota al D del 01-12 successivo, ed verosimile ipotizzare che il
Burlando, dopo la scarcerazione del 22 Ottobre dellEsposti, si aspettasse di poter
riferire al D con qualche altro significativo passo avanti nella vicenda dei mitra,
tenendo presente che gli obblighi di leva gli sarebbero scaduti nellAprile del 1972 e,
quindi, lestremista non poteva essere presente con continuit sulla piazza di Milano.
18-12-1971: Si tratta del Documento Maletti. E la copia che giunge per
conoscenza al Centro CS di Milano, laddove, per competenza, diretta a Trieste,
poich il centro nella cui giurisdizione risiede lEsposti. Il Gen. Maletti qualifica
molto seriamente le notizie trasmesse da Milano: esse meritano attenta
considerazione ed opportuno approfondimento. E lincipit del punto 2 conferma
lesistenza del canale parallelo e riservato: Al fine, pertanto, di rendere pi
spedito e sicuro il superamento dellattuale, delicata fase di ricerca degli elementi di
effettiva responsabilit dellEsposti, poich il Burlando, nella propria missiva non
fa assolutamente menzione di una delicata fase di ricerca, questa gli rimasta nella
penna, pur deducendosi dal gi evidenziato eccessivo tempo trascorso tra lultimo
dato informativo raccolto (25-09-1970) e la trasmissione della notizia il 01-12-1971.
Ma il potenziale dellEsposti deve essere di tale portata che il Gen. Maletti
blinda lattivit operativa da effettuare: stretto riserbo, esclusione degli
Organi I, estrema cautela, ricorso a fonte dambiente manovrata direttamente.
Il perch di tale guardingo atteggiamento presto chiarito: il D non si
propone di rintracciare i mitra o raccogliere elementi circostanziati sulle
responsabilit dellEsposti. Il D vuole reclutare lEsposti, non escludendo luso
di ausili di natura finanziaria ed impiegando solo personale del Centro di
Trieste. Poich latto diretto per conoscenza a Milano, la trattazione dovrebbe
essere atti, a meno che non venissero raccolti ulteriori elementi sulla vicenda.
Invece, a fianco del gruppo indirizzi spicca chiara la puntata manoscritta dal
Sevi: Chiarini/farmi proposte precise che in netta soluzione di coerenza con la
forma della lettera (per conoscenza) e con la sostanza della stessa (codesto
Centro), anzi il D avrebbe potuto investire entrambe le articolazioni periferiche in
una azione congiunta, avvalendosi del plurale codesti Centri e non suddividendo la
qualit dellinput tra conoscenza e competenza.
2
1

Anche la conclusione della missiva non lascia dubbi sulla circostanza che
necessitasse di una risposta: Gradir notizie appena possibile e il Burlando, che
solo attraverso canale parallelo e riservato pu sapere come stanno le cose,
evidenzia proprio il foglio in riferimento, cio la sua del 01-12-1971, e la necessit di
rispondere al Maletti.
17-01-1972: Il Centro di Trieste risponde conferendo univocit alla interpretazione
suesposta del documento Maletti. Il Ten. Col. Bucci 46, Comandante del Centro, non
fa il bench minimo riferimento ai convenienti mezzi di allettamento del soggetto.
E come se la disposizione di Maletti fosse a Trieste diretta per conoscenza ed a
Milano per competenza. Cio la sua risposta formalmente quella di un Centro
attivato per sola conoscenza. Tant che il Burlando annota a sinistra del gruppo
indirizzi: dott. S/procediamo nel senso alla luce della direttiva precedente del
Rep. Quindi, si ripete, lunivoca spiegazione alla trattazione degli atti in
disamina ed alle decretazioni evidenziate che per canale parallelo e riservato
fosse gi deciso chi dovesse operare e che lattivazione di Trieste servisse solo a
verificare ingerenze di organi I della catena SIOS. La tranquillizzante risposta
del Bucci ha poi innescato vie brevi lattivit di Burlando, Sevi e Chiarini.
11-02-1972: Il Centro CS di Trieste aggiorna la posizione di Esposti comunicando
che ricoverato al nosocomio militare di Milano il 30-01-1972, stato dimesso il
successivo 02-02-1972 con 40 giorni di licenza di convalescenza. Nessuna puntata
da parte del Burlando o del Sevi, ma si distingue chiaramente la F significante la
necessit di collocare latto nel fascicolo del soggetto, quindi come un Atti. Ci
pu voler dire che quanto comunicato era gi noto o, comunque, indifferente per le
attivit del CS di Milano.
24-02-1972: Il Capo della 3^ Sezione del Reparto D, Ten. Col. Sandro Romagnoli,
trasmette ai CS di Milano e Padova 47 una xerocopia di atto del SIOS del 19-02-1972
che comunica lavvenuto arresto, il giorno 15-02-1972, mentre era in licenza di
convalescenza, dellEsposti.
Molto interessanti le decretazioni sullatto poich del tutto avulse dal delicato
contesto operativo che era in atto: il Burlando annota: dott. S./ Sul conto dE.
abbiamo ampiamente riferito! e il Sevi: Chiarini/Vedere DM 48 e O.M49 la o le
posizioni50 .
02-03-1972: Il Centro di Milano risponde al D, non alla 3^ Sezione, che ha gi
riferito sullarresto di Esposti (ampiamente secondo la puntata del Burlando
46 Anche in questo caso dellArma dei Carabinieri.
47 Centro competente avendo a riguardo alla sede del Comando della Divisione di Fanteria
Folgore di Treviso dal quale dipende il fante Esposti.
48 Distretto Militare.
49 Ospedale Militare.
50 Sottolineato nelloriginale.
2
2

sullatto precedente) con latto nr. 2731 del 21-02-1972. Orbene, come si pu
notare, allinterno del fascicolo di Esposti del CS di Milano non vi alcun atto in
data 21-02-1972, poich, come si sta illustrando, si passa dal 11-02-1972 al 24-021972. Difatti, a fianco della data dellatto con cui si risposto (21.2.1972)
manoscritta la parola SAM corrispondente alla nota sigla eversiva. Ci pu
significare che larchivista/precedentista ha voluto annotare a quale fascicolo
corrispondesse quel protocollo 2731 del 21-02-1972. Di conseguenza, in netto
contrasto con il bagaglio tecnico professionale dellistruzione sul carteggio in uso
nellArma dei Carabinieri, Arma dalla quale provenivano il Burlando, il Sevi ed
il Chiarini, larresto di Esposti non solo non viene trattato con il suo fascicolo,
ma non ne viene neanche messa copia allinterno.
Ma questatto non ha ancora terminato di far trapelare quanto andava
accadendo intorno allEsposti. Difatti, si pu notare che latto classificato, sul
margine in alto a sinistra, come duso : 23 51/252-1653-11054 seguito dal nr. 196755.
Quindi, la situazione, indiscutibilmente, formalmente, fotografata dallatto al
02-03-1972, che il documento in disamina il ventitreesimo atto di una pratica
impiantata nel 196756. La classifica manoscritta, come dimostrabile dal
confronto con la coperta per gli atti del carteggio, certamente pertinente al
fascicolo di Giancarlo Esposti. Il numero di protocollo , invece, il 3303, cio
quello con cui il CS di Milano scrive al D. Ora, a fianco del foglio in
riferimento, si pu chiaramente notare che larchivista/precedentista ha
annotato: atto 22, cio latto che lo precede e, difatti, la missiva del Romagnoli
proprio classificata con il nr. 22. Tuttavia, nonostante si tratti dellEsposti,
latto non siglato dal Chiarini, Ch, ma sa, in basso a sinistra, dattiloscritto,
quindi chiaramente leggibile.
Quindi, ricapitolando, questo documento dimostra che non tutti gli atti che
riguardavano Esposti sono stati inseriti nel suo fascicolo, neanche quando erano
pertinenti un suo arresto, n ne stata messa copia e, inoltre, se Chiarini era il
manipolatore dellEsposti, non stato lunico a trattare gli atti che lo
riguardavano. Infine, il numero di atti classificati nel fascicolo al 02-03-1972, 23,
a partire dal 1967, non compatibile con il numero di incontri avuti sino ad
allora dal Chiarini col Beretta.
Si tenga poi conto che la risposta che d Milano si limita a ribadire quanto gi
rapportato da Trieste con latto dell11-02-1972, nonostante la specifica
disposizione impartita dal Sevi al Chiarini, i cui accertamenti, se effettuati, gli
avrebbero consentito presso lOM ed il DM di Milano di reperire i dati cui
perverr il Centro di Padova con la lettera successiva. Sembra, insomma, che la
lettera di Romagnoli abbia seccato o irritato Burlando.
51 Posizione dellatto nel fascicolo, cio il 23 atto.
52 Categoria.
53 Specialit.
54 Pratica.
55 Anno dimpianto del fascicolo.
56 Ha quindi viaggiato su una media di circa 3 atti lanno.
2
3

04-03-1972: Il Centro di Padova, che era stato interessato il 24-02-1972 dal


Romagnoli, riferisce accuratamente sullexcursus della leva dellEsposti rispondendo
sia al D che a Milano, cosa che questultimo Centro non aveva fatto, ma
estendendo anche a Trieste e Genova poich pertinenti per alcune delle vicende. La
lettera firmata dal Capocentro Giorgio Slataper57.
Da questo momento lo sviluppo degli atti correlati tra di loro si interrompe: le
notizie gradite da Maletti con latto del 18-12-1971 non arriveranno mai; il
risultato del procedere nel senso, alla luce della direttiva del D non verr
mai comunicato; i trecento mitra scompariranno dallinteresse del SID cos
come lo svizzero e lex nazista di Chiavari; lincontro svoltosi tra il Chiarini e
lEsposti, verbalizzato dal primo, non ha lasciato traccia alcuna agli atti.
E appena il caso di osservare che la ricerca di un contatto con lEsposti, anche
non escludendo luso di ausilio di mezzi finanziari poteva: non essere ritenuta
opportuna dal Centro attivato; fallire; riuscire. Due di questi esiti, il primo ed il
secondo, pur risultando agli atti non avrebbero mai potuto creare imbarazzo,
solo il terzo, cio il tentativo riuscito, a seconda dellimpiego e del
coinvolgimento info-operativo dellEsposti, avrebbe potuto dare problemi.

57 Tenente Colonnello dei Carabinieri.


2
4

7. LO SVILUPPO INTEGRALE DEL FASCICOLO ESPOSTI.


Si ritiene opportuno fornire una visione esplosa del fascicolo in modo che possano
essere esaltate le anomalie ivi presenti, indipendentemente dal contenuto intrinseco
che, per lo sviluppo precedente e seguente il documento Maletti, stato oggetto del
paragrafo 6.
Lesplosione del fascicolo naturalmente basata sulla scannerizzazione digitale, non
disponendo lo scrivente delloriginale cartaceo.
Come gi illustrato, secondo quanto annotato negli spazi appositi del timbro di
conservazione per interesse operativo, il fascicolo composto da 51 atti e questi
rappresentano il suo contenuto integrale, poich non sembra altrimenti interpretabile
lobliterazione a pennarello della parte a timbro relativa a quelli comunque distrutti
perch non di interesse operativo. Cio a dire, non stata esercitata alcuna
selezione documentale.
Il fascicolo, naturalmente, si presenta, aprendolo, fornendo alla vista lultimo atto ivi
inserito, mentre lultimo in realt il primo che vi ha trovato collocazione. Per
consentire una pi agevole visione dellesplosione essa proceder dal primo atto
collocato, cio lultimo aprendo il fascicolo.
1) Appunto privo di data relativo al fermo ad Alassio dellEsposti.
2) Appunti datati Milano, l 1/10/1967 relativi allarresto ad Alassio, quello stesso
giorno, dellEsposti, e notizie sulla sua famiglia.
3) Appunto datato l 2.10.1967 relativo ad altre notizie sullEsposti e sulla
vicenda. Lappunto ha un riferimento manoscritto allatto 4, quindi
successivo ad esso.
4) Lettera formale del Centro CS di Genova sulla vicenda, del 2/10/1967.
5) Lettera formale del centro CS di Genova del 19 ottobre 1967 relativa alla
scarcerazione dellEsposti il 3 Ottobre precedente.
6) Lettera formale del Centro CS di Milano del 7 ottobre 1967 relativa allEsposti
ed alla vicenda di Alassio. La lettera porta una data antecedente a quella che
la precede.
7) Lettera formale del Centro CS di Bologna del 31 Gennaio 1969 relativa al fermo
dellEsposti il giorno prima a Roncobilaccio.
8) Lettera formale del Centro CS di Bologna del 6 Febbraio 1969 relativa a sviluppi
del fermo di Roncobilaccio.
9) Lettera formale del Centro CS di Bologna del 13 Febbraio 1969 relativa a
sviluppi del fermo di Roncobilaccio.
10) Atto di cui non si comprende la natura, forse una bozza di lettera formale.
E relativo a tale DE VECCHI Giorgio, che era stato amico dellEsposti. E datato
22 Giugno 1978. In alto a sinistra riportata, dattiloscritta, una sigla il cui
significato incomprensibile MILANO e sotto XX/321. Non vi sono errori
di digitalizzazione poich la classifica dellatto con la posizione 10 molto
2
5

nitida. Latto dieci di 9 anni successivo a quello che lo precede e di 9 anni


successivo a quello che lo segue.
11) Appunto per gli atti del 3 Marzo 1969 relativo alla vicenda di Roncobilaccio.
E siglato Gdc..
12) Relazione informale datata 28 Febbraio 1970 di Ch e nella decretazione
manoscritta, cancellata, si legge ancora CHIARI. Si tratta del primo atto
della trattazione particolareggiata del Documento Maletti di cui al
paragrafo precedente, cio la prima relazione del Chiarini di un incontro con
il Beretta, ma che evidenzia almeno due incontri precedenti. La relazione di
uno di questi, o entrambi, se ravvicinati, potrebbe essersi trovata nella
posizione 10, quella dove c latto che interrompe di 9 anni la consecutio
temporum.
13) Lettera formale del Centro CS di Milano del 19 Settembre 1970 relativa a
notizie di fonte da cautelare al massimo.
14) Lettera formale del Raggruppamento Centri CS di Roma del 20 Agosto 1971
relativa alle predette notizie.
15) Lettera formale del Centro CS di Genova del 20 Settembre 1971 relativa alle
predette notizie.
16) Appunto informale siglato Ch del 24 Settembre 1971 relativo alle predette
notizie.
17) Fonogramma del Centro CS di Genova del 25 Settembre 1971 relativo alle
predette notizie.
18) Lettera formale del Centro CS di Milano del 01 Dicembre 1971. La posizione
dellatto stata corretta da 17 in 18. E relativa alle predette notizie. E siglata
sa.
19) Lettera formale del Reparto D del 18 Dicembre 1971. E il Documento
Maletti relativo alle predette notizie, con la decretazione Chiarini.
20) Lettera formale del Centro CS di Trieste del 17 Gennaio 1972 relativa alle
predette notizie.
21) Lettera formale del Centro CS di Trieste del 11 Febbraio 1972 relativa alle
predette notizie.
22) Lettera formale della 3^ Sezione del Reparto D del 24 Febbraio 1972 relativa
a segnalazione SIOS. Decretata Chiarini.
23) Lettera formale del Centro CS di Milano del 2 Marzo 1972 relativa alla
segnalazione SIOS. E siglata sa.
24) Lettera formale del Centro CS di Padova del 4 Marzo 1972 relativa alla
segnalazione SIOS.
25) Atto apparentemente formale del Centro CS di Perugia del 13 Maggio 1972,
che potrebbe essere porzione di altro gi trasmesso 58, relativo a tre arresti del
1969 dellEsposti. Verosimilmente si tratta di stralcio di atto posto, per la sua
natura, in diverso fascicolo che, per la porzione riguardante lEsposti viene
collocato, in stralcio, nel fascicolo di questa. Questa modalit, tipica della
vecchia e metodica tenuta del carteggio da parte dellArma, pu dimostrare
58 E difatti dattiloscritto, prima del corpo della lettera: ALLEGATO n.9.
2
6

sia la cura burocratica del Centro CS di Milano ed acuire cos il contrasto


con le lacune del fascicolo, oppure essere indice di una certosina
ricostruzione del fascicolo allindomani della morte dellEsposti.
26) Atto stralcio formale del Centro CS di Milano del 28 Settembre 1972 relativo
allarresto del Nardi al valico di Brogeda. E presente la classifica e la posizione
dellatto, leggibile, proprio la 26, quindi formalmente corrispondente.
Dora in poi la posizione verr sempre fatta notare, poich si realizza uno
sfasamento.
27) Atto stralcio formale del Centro CS di Bologna del 5 Ottobre 1972 relativo alla
notoriet di Esposti a Bologna. E presente la classifica, ma non leggibile la
posizione dellatto.
28) Appunto informale del 30 Maggio 1974 relativo a Pian del Rascino. Tra latto
27 e latto 28 trascorrono quasi due anni. Decisamente anomalo per un
soggetto che era stato di cos grande interesse e che, improvvisamente, non
viene pi seguito n dal Centro competente, n dal D. Si tratta,
probabilmente, dei due anni in cui Esposti ha lavorato anche per il SID in
attivit che, anche a distanza di tanti anni, non possono ancora essere
disgelate. E presente la classifica, ma non leggibile la posizione dellatto.
29) Telex formale del Centro CS di Milano relativo a Pian del Rascino del 31
Maggio 1974. E presente la classifica ma non leggibile la posizione dellatto.
30) Probabile minuta di lettera del Centro CS di Milano del 28 Agosto 1974
relativa ad estremisti di destra rifugiati in Svizzera. E siglata Giu.. Il nome di
Esposti non compare nel testo, si tratta del primo atto di tanti altri che
andranno ad alimentare il fascicolo di un defunto. E presente la classifica,
ma non leggibile la posizione dellatto.
31) Lettera formale del Raggruppamento Centri CS di Roma del 16 Luglio 1974
relativa a Pian del Rascino. Si vedono le linee oblique della classifica, ma
appaiono come spazi bianchi. Potrebbe trattarsi di atto non protocollato.
32) Lettera formale del Centro CS di Bari del 31 Agosto 1976 relativa a Maino
Antonio. E presente classifica con posizione dellatto indicata come 30 e non
32.
33) Lettera formale presumibilmente della 4^ Sezione della 1^ Divisione, che
trasmette appunto pervenuto da Divisione collaterale. La data il 30 Dicembre
1981. Come si pu notare sono trascorsi 7 anni da Pian del Rascino senza che
nel fascicolo sia stato posto neanche un atto-stralcio sugli accertamenti svolti
sul materiale rinvenuto. Anche questa lettera classificata con posizione 30,
sottonumero 2.
34) Lettera formale del Centro CS di Milano del 2 Febbraio 1982, in risposta alla
precedente, relativa al Maino Antonio. Anche questatto classificato con
posizione 30, sottonumero 3.
35) Lettera formale del Centro CS di Napoli del 1 Agosto 1974 relativa a Pian del
Rascino. E presente la classifica ma non leggibile la posizione dellatto. Come
si pu notare, dal 1982 si ritorna al 1974.
2
7

36) Lettera formale del Centro CS di Milano del 28 Agosto 1974. Si tratta della
bella della missiva di cui alla posizione 30. In questo caso la sigla sa. E
presente la classifica ma non leggibile la posizione dellatto.
37) Lettera formale della 1^ Sezione del Reparto D del 28 Agosto 1974 relativa
ad un Centro di Cultura Popolare di ispirazione marxista-leninista che, secondo la
Guardia di Finanza, sarebbe stato frequentato dallEsposti. Il Burlando decreta
che sia il Dr. Sevi a seguire la vicenda. E leggibile la posizione dellatto, che
la 33.
38) Lettera formale del Centro CS di Milano del 7 Settembre 1974 inerente
estremisti di destra rifugiati in Svizzera. E apposta la sigla cd. E presente la
classifica ma non leggibile la posizione dellatto.
39) Telex formale del Reparto D dell11 Settembre 1974 che chiede se le notizie
di cui allatto precedente sono state riferite allA.G.. Il Burlando decreta di dare
risposta negativa. E presente la classifica ed leggibile la posizione 35.
40) Telex formale del Centro CS di Milano del 14 Settembre 1974. E la risposta
negativa di cui alla decretazione Burlando. E presente la classifica ed
leggibile la posizione 36.
41) Lettera formale del Centro CS di Bari del 13 Settembre 1974 relativa a Pian del
Rascino. E leggibile la classifica manoscritta apposta nel corpo della lettera:
latto occupa la posizione 30. Si tratta del quarto atto con tale posizione, ma
manca lindicazione del sottonumero 4.
42) Lettera formale della 1^ Sezione del D del 17 Settembre 1974 relativa a Pian
del Rascino. Dallappunto allegato si rileva la classificazione manoscritta 31
e 32.
43) Sollecito formale della 1^ Sezione del D del 6 Maggio 1975, quasi 8 mesi
dopo la mancata risposta, alla lettera precedente. E manoscritta la posizione
32. Poich chi ha classificato il precedente atto non poteva sapere che quasi 8
mesi dopo sarebbe giunto un sollecito, non poteva attribuirgli due posizioni
31 e 32, di cui lultima sar data al sollecito. Il fascicolo ha chiaramente
subito una ricostruzione posteriore rispetto ai tempi di reale gestione. La
pratica affidata a tale Sinisi.
44) Lettera formale del Centro Cs di Milano del 3 Giugno 1975 in risposta al
sollecito. Il Comandante del Centro divenuto il Maggiore Giorgio Parisi 59. La
lettera siglata Cg. Come si pu notare, il Chiarini, dalloccasione della
decretazione ove gli si richiedeva di formulare proposte precise, non ha pi
trattato burocraticamente il fascicolo Esposti. E presnte la classifica ed
leggibile la posizione 38.
45) Lettera formale del Centro Cs di Perugia del 2 Ottobre 1974 relativa a Pian del
Rascino. Sono presenti gli spazi della classifica, ma nulla leggibile.
46) Lettera formale del Centro CS di Milano dell11 Ottobre 1974 relativa ad una
richiesta del Dr. Arcai. E presente la classifica, ma non leggibile la posizione.
47) Appunto informale del 2 Maggio 1975. In alto a sinistra, dove avrebbe
potuto essere collocata la parola Appunto, presente una obliterazione a
59 Sempre dellArma dei Carabinieri.
2
8

pennarello che rende illeggibile la parola sottostante. Largomento il


Panzironi Dario. E presente la classifica ed leggibile la posizione 41.
48) Lettera formale del Centro CS di Milano del 25 Settembre 1975 relativa al
decesso di Heinz Frei. E presente la sigla Cg.. E presente la classifica ed
leggibile la posizione 42.
49) Telex del Reparto D del 1 Ottobre 1975 inerente il passaggio delle notizie
allA.G. del documento su Heinz Frei. E presente la classifica ed leggibile la
posizione 43.
50) Lettera formale del RUS di Milano del 1 Ottobre 1975 al Dr. Arcai sul Frei. E
presente la classifica, ma non leggibile la posizione.
51) Telex del Reparto D del 10 Giugno 1976 relativo al decesso del Maino. E
presente la classifica, ma non leggibile la posizione.
52) Lettera formale del RUS di Milano del 12 Giugno 1976 al Dr. Arcai sul
decesso del Maino. E presente la classifica ed leggibile la posizione 46.
53) Lettera formale del Raggruppamento Centri CS di Roma del 10 Maggio
1969 che risponde al D ed a Milano, evidentemente a seguito di notizie del
D che vedevano il Nardi come possibile elemento coinvolto in un attentato
contro il rabbino Capo Elio Toaff di Roma. E presente la classifica ed
leggibile la posizione 47. Tale collocazione assolutamente inspiegabile.
54) Lettera formale del Reparto D del 28 Settembre 1976 relativa al decesso del
Nardi. E presente la classifica ed leggibile la posizione 48.
55) Telex del Reparto D del 26 Luglio 1977, urgente, relativo a richiesta di
notizie sulla morte del Frei. E presente la classifica, ma non leggibile la
posizione.
56) Lettera formale del Centro CS di Milano del 28 Luglio 1977 relativa al decesso
di Heinz Frei, che dovrebbe trasmettere un rapporto delle Autorit elvetiche sul
caso. Come pagina di digitalizzazione, tuttavia, la successiva dovrebbe
trattarsi di un sottonumero, dopo la classifica, con leggibile la posizione 50,
difatti riportato un 1. Si tratta in effetti di un seguito del 18 Agosto 1977.
Anche la lettera del 28 Luglio riporta visibile la posizione 50.
57) Atto stralcio formale del Centro CS di Genova del 2 Ottobre 1978 relativo
allarresto di Esposti ad Alassio del 1 Ottobre 1967. E presente la classifica ma
non leggibile la posizione. Latto denota linteresse del SID, dieci anni dopo
i fatti, per uno dei coimputati dellEsposti.
58) Si tratta del rapporto delle Autorit elvetiche di cui al progressivo 56.
La vista esplosa del fascicolo Esposti, pur tenendo conto di eventuali errori di
digitalizzazione, con posposizione di pagine, dimostra indubitabilmente soluzioni
di coerenza nella classificazione degli atti, nella presenza degli stralci, e nella
logica di alimentazione sostanziale del fascicolo, non compatibili con il bagaglio
professionale dei militi di provenienza Arma Carabinieri che ne curavano la
tenuta o ne avevano la responsabilit. Inoltre, in relazione alla logica di
alimentazione post-decesso dellEsposti, deve rilevarsi la convinzione, quanto
meno dellarchivista del Centro CS di Milano, che le vicende Esposti-Nardi2
9

Maino e Frei fossero, in qualche modo, legate le une alle altre. Anzi, in alcune
richieste del D sembrano leggersi delle perplessit soprattutto sui decessi del
Maino e del Frei.

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0

8. LA RILETTURA DEI BROGLIACCI CHIARINI.


Al di l delle telefonate di cui gi allepoca si ritenne di fare la trascrizione integrale
delle parti immediatamente apparse rilevanti, si evidenziano le seguenti:
1. Telefonata in entrata con progressivo 14 delle 11.18 del 06-11-1996. Tale
Francesco chiama il Chiarini per accordarsi circa un appuntamento con una
terza persona che sta arrivando da fuori citt. Ci per la possibilit che il
Francesco sia il Gironda.
2. Telefonata in uscita alla Idealstandard di Via Ampere 102 a Milano, con
progressivo 68 delle 09.40 del 11-11-1996. Il Chiarini chiede ad un uomo se
pu andarlo a trovare e costui, dopo aver risposto affermativamente, precisa
che tale Francesco andato a trovarlo con la moglie. Ci per la possibilit che
il Francesco sia il Gironda, atteso che questultimo gli procur il lavoro
alla Idealstandard.
3. Telefonata in entrata con progressivo 151 delle 18.32 del 18-11-1996. Un
uomo, qualificandosi come appartenente allUfficio dove il Chiarini stato la
mattina, gli spiega che non possibile fargli vedere i documenti da lui redatti
poich non sono atti di P.G. e, comunque, gli saranno esibiti, poiche sono stati
acquisiti. Il Chiarini, che si era meravigliato dellatteggiamento, afferma che se
non gli saranno esibiti ne chieder lesibizione. E evidente che la
conversazione intercorre con elemento del Centro CS di Milano, poich si
parla di atti che non sono di Polizia Giudiziaria ed anche della circostanza
della gi avvenuta acquisizione. Questo dato estremamente importante,
unito alla meraviglia del Chiarini, poich, evidentemente, quando ebbe a
recarsi al SISMi di Milano il 18-11-1996, non solo come di prassi gli venne
correttamente detto che prima di potergli mostrare gli atti era necessaria
una autorizzazione dalla Direzione a Roma, ma palese che largomento
del colloquio quella mattina fu lEsposti. A nessun altra acquisizione
poteva difatti fare riferimento il SISMi disponendo dei parametri
Tribunale di Brescia, delegante lescussione del Chiarini, e Ezio
Chiarini, il soggetto da escutere60. E altres probabile che la meraviglia
del Chiarini sia stata provocata da una positiva aspettativa alla quale era
stato indotto dal personale del CS di Milano. Nel verbale reso alla P.G il
Chiarini alla prima domanda postagli per verificare se avesse compreso i
motivi della citazione si limit a citare la strage di Piazza della Loggia,
dimostrando di non voler essere il primo a toccare largomento Esposti.
Il Centro CS di Milano, a sua volta, che disponendo di copia del fascicolo
dellEsposti trasmesso allA.G. non poteva non rendersi conto delle palesi
lacune, potrebbe aver gradito che il Chiarini non si rendesse conto
dellassenza delle sue relazioni dal carteggio Esposti ivi conservato.
60 Lattivit di acquisizione presso gli Organismi Informativi non difatti scevra dalla possibilit di
dare luogo a discovery investigative, alle quali le Direzioni di volta in volta interessate possono
giungere analizzando lattivit della PG nei loro confronti.
3
1

4. Telefonata in entrata con progressivo 181 delle ore 19.24 del 23-11-1996. Il
Chiarini parla con un uomo dimostrandosi soddisfatto fino ad adesso. Non si
pu escludere che abbia attinenza con la citazione ed il rapporto col SISMi
di Milano.
5. Telefonata in entrata con progressivo 232 delle ore 19.58 del 27-11-1996. Tale
Roberto Ardia, che si rivolge al Chiarini chiamandolo Comandante, chiede
un consiglio su una retribuzione quale guardia notturna. Potrebbe trattarsi di
un contatto originatosi in Idealstandard.
6. Telefonata in entrata con progressivo 256 delle ore 09.32 del 29-11-1996. Il
fratello del Chiarini a nome Domenico si recher a casa del germano per
parlare un po. Si comprende che ha relazione con lescussione subita con la
PG dal Chiarini.
7. Telefonata in entrata con progressivo 302 delle ore 09.36 del 02-12-1996. La
figlia Loredana chiede al padre se ha terminato di scrivere una cosa che poi,
ultimata, faranno vedere ad un suo amico. Si comprende trattarsi di scritto
attinente lescussione.
8. Telefonata in entrata con progressivo 315 delle ore 18.31 del 03-12-1996. Il
Chiarini si mette daccordo con un uomo per vedersi lindomani. Non si pu
escludere che abbia attinenza con la vicenda.
9. Telefonata in entrata con progressivo 323 delle ore 10.44 del 05-12-1996. La
figlia Loredana comunica al padre che ha fissato un appuntamento con
lavvocato il giorno successivo alle 11.30 dove lo accompagner. Il Chiarini
riferisce che porter con s quellaffare anche se fatto in quel modo.
10. Probabilmente laffare lo scritto di cui al progressivo 302,
verosimilmente redatto a mano o in bozza.
11.Telefonata in entrata con progressivo 328 delle ore 09.19 del 06-12-1996. La
figlia Loredana ricorda al padre di portare al seguito la relazione dopo avergli
confermato lappuntamento con lavvocato. Ha attinenza con la telefonata
precedente.
12.Telefonata in entrata con progressivo 342 delle ore 22.33 del 06-12-1996. Un
uomo avverte il Chiarini che sono arrivati. Non si pu escludere che abbia
attinenza con la vicenda.
13.Telefonata in uscita al Commissariato di Polizia di Via A. Spinola 12 a Milano,
con progressivo 381, delle ore 11.24 dell11-12-1996. Il Chiarini cerca
dellIspettore Calabr non trovandolo e prega di riferire la chiamata.
14.Telefonata in uscita al fratello Domenico con progressivo 489 delle 18.13 del
19-12-1996. Domenico riferisce che stato dal romano e si fermato a
pranzo con lui e questi stato molto gentile. La persona partir
lindomani, ma torner il 7 o subito dopo.
15.Telefonata in entrata con progressivo 594 delle ore 14.56 del 25-12-1996. Il
Chiarini chiede per due volte a tale Massimo, al quale dovrebbe essere
legato parentalmente, se abbia dei problemi. Questi prima non capisce, poi
sostiene di non averne mai avuti.
3
2

16.Telefonata in uscita al Commissariato di Polizia di Via A. Spinola 12 a Milano,


con progressivo 81, delle ore 10.02 del 06-02-1997. Il Chiarini parla con
lIspettore Calabr verosimilmente al fine di sollecitare una pratica in
Prefettura.
17.Telefonata in uscita verso utenza intestata a Luigi Guatti con progressivo 95,
delle ore 18.37 del 07-02-1997. La figlia Loredana, apprendendo che al
padre deve essere notificato un atto inerente quella cosa l, afferma che
parleranno subito con quel loro amico.
18.Telefonata in entrata con progressivo 96 delle ore 20.40 del 07-02-1997. La
figlia Loredana, appreso della citazione innanzi allA.G., afferma che
chiameranno Limentani per sapere che cosa ne pensa.
19.Telefonata in entrata con progressivo 117 delle ore 09.09 del 10-02-1997. La
figlia Loredana comunica al padre che il pomeriggio si vedr con
Limentani. Il Chiarini non sa se opportuno parlare con lavvocato, per
non dare limpressione di nascondere qualcosa, comunque vorrebbe
sapere come la pensa il Dr. Di Martino61.
20.Telefonata in entrata con progressivo 130 delle ore 12.22 del 11-02-1997. Il
Chiarini chiede alla figlia Loredana se ha mandato quella cosa,
ottenendo risposta positiva ed assicurazione che gli verr restituita. La
persona con cui in contatto la Loredana non dir nulla oltre a descrivere
la persona62. In ogni caso quando andranno a Brescia avranno il numero
al seguito per cui in caso di bisogno potranno chiamarlo. La figlia chiede
anche al padre di scrivere al computer quello che ha preparato a mano,
visto che c ancora una settimana di tempo. Il Chiarini vuole sapere se il
Giudice schierato politicamente e se lamico della figlia in grado di
saperlo.
21.Telefonata in entrata con progressivo 170 delle ore 18.57 del 13-02-1997. La
figlia Loredana conferma al padre che linterlocutrice ha il suo
documento.
22.Telefonata in entrata con progressivo 205 delle ore 13.46 del 18-02-1997. Il
Chiarini ha appena finito lescussione a Brescia ed informa la moglie che
ritiene sia andata bene e che proveranno a cercare Francesco e
mangeranno l. In questo caso del tutto probabile che il Francesco sia
proprio il Gironda.
23.Telefonata in uscita verso numero intestato a Alessandro Chiarini a Segrate,
con progressivo 206 delle ore 13.47 del 18-02-1997. La moglie del Chiarini
avverte il figlio che a Brescia era finita e che avrebbero cercato il
Francesco.
24.Telefonata in uscita verso il numero del figlio Alessandro, con progressivo 210
delle ore 17.10 del 18-02-1997. Il Chiarini dice al figlio che pensa che tutto
sommato sia andata bene e che riuscito a vedere Francesco. Questultimo
sta bene, c sempre confusione dove sta lui e ha un cane Lupo. Ha due
61 Verosimilmente si intende lorientamento politico.
62 Verosimilmente il Dr. Roberto Di Martino.
3
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figlie, una a nome Beatrice e laltra Monica, che lo ha reso da poco nonno
di una nipotina. Il Francesco ha detto di porgere i saluti a tutta la famiglia.
25.Telefonata in entrata con progressivo 218 delle ore 09.19 del 19-02-1997. La
figlia di Chiarini parla con la madre e vuole sapere se lavvocato lo deve
chiamare lei od il padre. La madre, dopo aver sentito il marito, le dice di
chiamare lei.
26.Telefonata in entrata con progressivo 268 delle ore 15.38 del 24-02-1997.
LIspettore Calabr cerca del Chiarini per riferirgli un numero di pratica.
27.Telefonata in uscita verso lutenza del Commissariato di Polizia di Via Spinola
a Milano. E ora possibile comprendere che il Calabr sta verosimilmente
cercando di aiutare il Chiarini ad ottenere lindennit di
accompagnamento per la suocera.
28.Telefonata in entrata con progressivo 422 delle ore 20.33 del 13-03-1997.
Chiama tale sig. Beretta che cerca del sig. Chiarelli. La moglie di Chiarini
gli dice che ha sbagliato numero.
Queste telefonate, in aggiunta a quanto gi rapportato al para 4, costituiscono una
ulteriore conferma che il Francesco, gi individuato con certezza rispetto
allabitazione nel Gironda, sia proprio questultimo, poich , nellincontro con lo
scrivente, egli veniva chiamato, telefonicamente, dalla figlia Beatrice, proprio come
la figlia del Francesco di cui alla conversazione tra il Chiarini ed il figlio
Alessandro.
Dal combinato della telefonata 203 del 26-11-1996, trascritta, e la 151 del 18-111996 di cui alla rilettura del brogliaccio, si ricava che quando il Chiarini si rec
al Centro CS di Milano il 18-11-1996 consegn una lettera, che quella
articolazione non reput di far giungere a Roma.
Le telefonate dimostrano altres che il Chiarini, nel periodo di tensione scaturito dalla
escussione con la PG, si sentiva particolarmente con il fratello Domenico ed i figli
Alessandro e Loredana.
Si ricava che sulla vicenda, oltre allo scritto destinato al SISMi, ce n un altro
redatto verosimilmente per due interlocutori della figlia: lavvocato Limentani ed una
donna non identificata.
La conversazione tra il Chiarini ed il figlio Alessandro appalesa datati rapporti
familiari tra il Sottufficiale ed il Gironda.
Lultima telefonata riesaminata del Brogliaccio, quella del Beretta che cerca il
Chiarelli, lascia insorgere ulteriori notevoli dubbi sulla completezza delle
verbalizzazioni del Davide Beretta e del Sottufficiale. Difatti la chiamata
perviene il giorno 13 Marzo 1997, cio quello successivo alla escussione del
Beretta da parte di codesta A.G.. Nel verbale, il Beretta apprende dallA.G. che
il Chiari da lui conosciuto si chiamava Chiarini, ed quindi possibile che se ne
sia poi ricordato male ed abbia confuso il diminutivo di Chiari con il
vezzeggiativo, tuttavia, se come lo scrivente ipotizza, il Beretta della telefonata
il Davide Beretta escusso, questi disponeva ancora del numero del Chiari,
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4

poich se si fosse avvalso delle informazioni sugli abbonati con il casato


Chiarelli, non avrebbe certo potuto contattare il Chiarini.

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9. I DOCUMENTI INTESTATI A LUCIANO CHIARINI.


Come gi genericamente illustrato nel paragrafo 3 della presente annotazione, nel
processo verbale redatto dalla Squadra di PG di Rieti in sede di perizia autoptica,
allinterno del borsello color nero in vilpelle costituente il reperto 12, vennero
rinvenute, tra altri documenti, anche la carta di identit e la patente intestati a Luciano
Chiarini. Questo casato, come gi detto, colpiva lattenzione degli investigatori
poich identico a quello del Sottufficiale del CS di Milano incaricato di formulare
precise proposte di reclutamento, tuttavia, avrebbe anche potuto trattarsi di una
semplice casualit.
Una prima indicazione di una raffinata scelta affatto casuale dellEsposti, proveniva
da una ragazza a lui gi sentimentalmente legata, la Boidi Anna Maria, che a
domanda allEsposti sulla scelta di quelle generalit si sentiva rispondere che erano
quelle di un ragazzo da lui conosciuto, il cui padre era un Ufficiale dei Carabinieri.
Proprio questa risposta elaborata, invece di una esplicativa di una scelta del tutto
casuale, destava linteresse degli operanti e, partendo dal presupposto che il dato
comunicato alla propria ragazza non fosse vero, poich non rivelabile ad una estranea
al circuito di intelligence in cui era verosimilmente inserito lEsposti, veniva
ipotizzato che la risposta fornita rappresentasse una distorsione della realt.
In ogni caso, ora per allora, tramite lUfficio Personale Ufficiali del Comando
Generale dellArma, lo scrivente ha verificato che nel biennio 1973-1974 non era in
servizio nellArma alcun Ufficiale a cognome Chiarini.
E stato altres accertato che presso il Comune di Milano mai si verificata la
combinazione, tra la popolazione residente, del casato Chiarini con il nome Luciano.
Il controllo veniva esteso allanagrafe tributaria nazionale, verificando tutti i censiti
con data di nascita tra il 1930 ed il 1976, riscontrando 22 evidenze Luciano
Chiarini. Con queste veniva reiterato il controllo allanagrafe del Comune di Milano,
con esito negativo.
E stato anche interessato lUfficio Personale Marescialli del Comando Generale dei
Carabinieri al fine di individuare tutti i Chiarini tra i Sottufficiali, Appuntati e
Carabinieri che erano in servizio nel 1973-1974, trovandone 9. Lo scopo era
verificare se, a prescindere dalla motivazione, qualche milite con tale casato fosse
stato promosso alla categoria degli Ufficiali. Solo in un caso lesito era positivo e
riguardava proprio il Chiarini Ezio, promosso Sottotenente allatto dellandata in
congedo.
E cos possibile affermare con certezza che linformazione data dallEsposti alla
Boidi era falsa. Di conseguenza, deve essere trovata una diversa giustificazione alla
scelta nominativa operata. Tra queste, degna della maggiore considerazione deve
essere ritenuta quella che vede, come appena detto, laffermazione dellEsposti alla
Boidi falsa, poich in assoluto, come accertato, non rispondente al vero, ma,
relativizzata al contatto Chiarini-Esposti, veridica, poich rispondente ad
affermazioni di copertura, colloquiali, nellambito dei rapporti confidenziali e che
sono utili a mantenerli attivi anche sul piano umano, intimizzandoli. Cio il
Chiarini potrebbe aver asserito, o fatto credere, o lasciato credere, come
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6

daltronde ha riferito anche il Gironda allo scrivente, di essere un Ufficiale e,


menzionando la propria famiglia, affermare di avere un figlio a nome
Luciano, tanto per aggredire lEsposti emotivamente anche con il dato
ipotetico di avere un figlio della sua stessa et. Circostanza questa,
astrattamente possibile, essendo il Chiarini del 26 e lEsposti del 49.
Anche lutilizzo del cognome Chiarini astrattamente possibile, pur rappresentando
un errore metodologico, forse causato dalla debolezza operativa di avere il timore
di non rammentare tutte le diverse finte identit assunte 63. Daltra parte, lo stesso
Chiarini, nel verbale reso alla PG, alla domanda se al Servizio aveva un nome in
codice e/o una identit di copertura rispose: Anche se era un errore mi trovai un
nome che era simile al mio Chiari Enzo. Effettivamente molto assonante con
Chiarini Ezio. Non dato sapere se ve ne erano altre, ma si tenga conto che il modus
operandi impone che non si usi sempre la medesima identit di copertura,
quantomeno per ambienti disomogenei e, inoltre, che, secondo quanto sostenuto dal
Gironda, ve ne era almeno unaltra: Martino, taciuta dal Chiarini.
A sostegno di questa ipotetica ricostruzione deve essere portato il contenuto di analisi
della vicenda documenti falsi Chiarini effettuata nellannotazione 1756/29 dell1109-199864 in merito a documentazione prodotta dal SISMi. Si sottolineava, difatti,
come il SID avesse prontamente effettuato accertamenti sulla falsa identit
dellEsposti: Gianfranco Costa65, comunicandola al Centro CS di Milano, vie brevi,
ma lasciandone traccia in un appunto, il 31-05-1974, di mattina, ottenendo la risposta
attestante la falsit lo stesso 31 Maggio 1974. Questa apparentemente encomiabile
tempestiva laboriosit del SID porta a chiedersi perch gli accertamenti sul
Gianfranco Costa potessero essere fatti e invece Luciano Chiarini, Kitan
Spasov e Dobri Todorov66, solo per fare tre esempi assolutamente non esaustivi
della strategica inerzia del Servizio militare, dovessero essere completamente
ignorati. Ritorna quindi la risposta gi fornita, certo generica, ma le
investigazioni sinora condotte non hanno consentito di comprendere di pi, che
spiega linerzia del SID con linutilit di compiere verifiche su quanto gi
conosciuto. Le relazioni che il Chiarini asserisce di avere redatto e palesemente
mancanti nel fascicolo Esposti avrebbero verosimilmente potuto fornire esaurienti
spiegazioni. Vale qui anche ricordare che il SISMi67 rappresent che il Chiarini
63 Nessun agente di un servizio di intelligence dovrebbe utilizzare identit di copertura nei contatti
con le fonti neppure parzialmente corrispondenti al vero, ma non affatto necessario che ogni
contatto sia intrapreso con un diverso nome, anzi, ci rappresenta un rischio. Difatti, diversi
contattati, frequentanti il medesimo ambiente, potrebbero rilevare di avere rapporti con una
medesima persona avente pi identit. Di conseguenza le identit di copertura debbono essere le
medesime in ambienti omogenei. Se il Chiarini era Martino per i contatti con il Gironda ed il
Tiberti, lecito supporre che Martino fosse lidentit operativa unica quantomeno nei contatti
con i gladiatori.
64 In G-a-35, pag.71.
65 Cui era intestata una carta di identit trovata allEsposti con la sua effige.
66 I due noti bulgari i cui biglietti da visita vengono rinvenuti nella disponibilit dellEsposti.
67 Con foglio 26170/132.1/0402 del 23-04-1997.
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risultava intestatario di fascicolo personale presso il Centro di Milano distrutto in data


31 Dicembre 1993.
10. VINCENZO TIBERTI.
Come si fatto rilevare al para 4, laffermazione del Gironda secondo cui era stato
Vincenzo Tiberti a presentargli il Chiarini, ha trovato un potenziale riscontro nella
conversazione trascritta nr. 445 del 15-12-1996, che non solo attesta una conoscenza
tra il Tiberti ed il Chiarini, ma conferma che entrambi conoscono il Gironda da
tempo.
Il soggetto si identifica nellomonimo, detto Enzo, nato a Gamalero (AL) il 21-121925, nel 1999 residente a Milano in Via della Sila nr. 30, coniugato con Sandrina
Maddalena Bruni, nata in Alessandria il 01-07-1928.
Lo scrivente ha redatto unannotazione sul soggetto, datata 21-09-1999 con
protocollo 201/38-15 nellambito del Proc. Pen. 5297/1998 RGNR della Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Milano, diretta al Dr. Massimo Meroni,
Pubblico Ministero nellalveo delle residuali attivit investigative sulla strage di Via
Fatebenefratelli a Milano, compiuta dal Bertoli il 17 Maggio 1973.
Era proprio compiendo alcuni approfondimenti inerenti la strage e la figura del
Bertoli, che lo scrivente identificava la giornalista Pierina Fogliani 68 quale fonte di
alcune notizie di interesse rinvenute nel covo BR di Robbiano di Mediglia.
La Fogliani risultava essere nuora del Generale dellArma dei Carabinieri
Giuseppe Palumbo, da non confondere con il Generale Giovan Battista
Palumbo69. Il suocero della Fogliani era comunque soggetto di estremo interesse in
quanto escusso dalla Commissione Parlamentare dInchiesta sugli eventi del GiugnoLuglio 1964, cosiddetto Piano Solo, il 18-06-1969, quando rivestiva il grado di
Tenente Colonnello, ed in virt della circostanza che, allepoca dei fatti di interesse
era Comandante protempore del Centro CS di Milano con competenza su tutta la
Lombardia e la provincia di Novara. Con questo incarico al Servizio Militare, il
suocero della Fogliani gest, dal Gennaio 1964 al Giugno 1965, la fonte FARA
cio il noto Jordan Wesselinoff.
La Fogliani aveva scritto per la rivista Resistenza Democratica di cui fu direttore il
noto Edgardo Sogno ed aveva intrattenuto rapporti con il Centro Ebraico di Milano e
con studenti israeliani ed altri cittadini semiti presentatigli dal Tiberti e che riteneva
svolgessero ruoli istituzionali. La giornalista sosteneva70 che il Tiberti era stato un
confidente remunerato del suocero ed in contatto con i servizi israeliani. Aveva
anche conosciuto un israeliano con il braccio mutilato e mostratagli una foto del

68 Detta Piera, nata ad Uboldo (VA) il 24-06-1927


69 Cio il Comandante della Pastrengo indicato in rapporti con lEsposti.
70 Nel verbale reso il 17-08-1999, nel quale per non faceva il nome del Tiberti, pur descrivendolo
e, solo successivamente identificando in questultimo lamico cui aveva inteso alludere.
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noto ASA LEVEN71 si esprimeva prima in termini possibilistici, poi certi 72.
Specificava di averlo incontrato nella propria abitazione ma non poteva
precisare chi lo port e perch. Durante i funerali di Sogno aveva rivisto il
Tiberti e questi gli aveva fatto nuovamente capire di aver lavorato per
lintelligence israeliano.
Lo scrivente effettuava allepoca una ricognizione degli atti in possesso dellArma
dei Carabinieri sul Tiberti dai quali risultato che:
Era stato il proprietario della rivista Resistenza Democratica di cui il marito
della Fogliani73 fu il Direttore Responsabile;
Durante la RSI fu occupato presso lIspettorato del lavoro e, successivamente,
pass nelle formazioni partigiane badogliane del Comandante Mauri, legato al
Sogno, che operavano nelle Langhe;
Nel 1949 si qualificava come appartenente ad un sedicente Servizio Ausiliario
di CS alle dipendenze del Ministero della Difesa, in funzione anticomunista.
Dalla documentazione inerente la struttura Gladio emerso che:
Il Tiberti, come il Gironda, aveva fatto parte della Gladio con il
criptonimo numerico di 034 ed era, sempre come il Gironda 74,
specializzato nella Propaganda;
Aveva aderito alla struttura il 09-08-1960;
La struttura disponeva di informazioni sul Tiberti contraddittorie rispetto a
quelle dellArma e incomplete rispetto a questa, nonostante fosse la
Benemerita a redigere le informazioni sugli aspiranti gladiatori;
A seguito della indebita appropriazione di 400.000 lire, pur essendo un ottimo
elemento, viene posto nella riserva nel Settembre del 1971;
Il suo reclutatore si chiama Vincenzo Sulpizi75;
E nettamente anticomunista ed il 22-11-1971 viene presa la decisione di
congelarlo in quanto troppo impegnato in attivit politiche.
Nellannotazione poi, lo scrivente riferiva di avere appreso che il Tiberti era
stato il reclutatore del Gironda nella Gladio e che entrambi avevano fatto parte
del Consiglio Direttivo dellUnione Democratica Amici di Israele, con sede a
Milano. In particolare il Tiberti ne divenne Presidente nel 1968.
71 CapoStazione del Mossad in Italia dal 1971 al 1974. Verbale del 16-02-2000.
72 Verbale del 02-05-2001.
73 Carlo Palumbo.
74 Criptonimo numerico 0270.
75 Nato a Ferrara il 30-01-1924. Il criptonimo numerico in Gladio 065. Ha prestato servizio
militare nella RSI, cui sembra aver aderito anche il Tiberti. Lo scrivente faceva notare al Dr. Meroni
che nella scheda del Tiberti lindicazione del segnalatore era vuota, mentre il nome del Supizi
compariva nel Curriculum. Tuttavia, le informazioni sul Tiberti per ladesione alla Gladio vengono
raccolte prima dellimmissione nella struttura del Sulpizi.
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9

Deve poi ancora essere ricordato che il Tiberti risulta essere stato impiegato come
fonte del SID nel periodo 1961-1965 con il criptonimo di Ronchi e, dal 1972 al 1979
per il SID ed il SISMi con il criptonimo di Erco.
Nellelenco delle fonti e dei manipolatori di competenza della 1^ Divisione,
costituente lallegato A al f.n. 22393/921/0482 del 24-04-1998 il SISMi rappresent
che non era noto il nome del manipolatore del Tiberti con nessuno dei due
criptonimi. Tuttavia, sulla base dellaffermazione della Fogliani, possibile che
almeno per una porzione del periodo 1961-1965, il manipolatore del Tiberti sia stato
il Giuseppe Palumbo responsabile del CS di Milano, mentre, per il periodo 19721979, almeno sino al trasferimento alla territoriale del Chiarini avvenuto nel 1978, sia
stato proprio questultimo sottufficiale.
Dallannotazione redatta il 15 Febbraio 2010 dallIspettore Cacioppo, relativa
allesame delle produzioni delle fonti Ronchi ed Erco si ricava, di estremo interesse:
La cartella biografica della fonte stata compilata nellAgosto del 1954 e,
quindi, risultano contatti con il Servizio militare ben 7 anni prima della
tranche 1961-1965;
Nel 1949 venne accertata una sua partecipazione ad una rete informativa
capeggiata dallagente del CIC Frank Androvich;
Allatto della compilazione della cartella biografica il Tiberti risultava
ancora lavorare per gli americani;
Nel 1974 ha una intensa produzione per il Centro CS di Milano diretto dal
Burlando nei confronti di Sogno e della sua attivit.

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0

11. CONNESSIONE CAMEINA DEL CHIARINI.


Oltre ai brogliacci delle intercettazioni, lo scrivente ha inteso riesaminare anche
lelenco delle utenze telefoniche chiamate dallutenza 02-2140790, in uso pure al
Chiarini.
A parere dello scrivente pi di unutenza riveste caratteristiche di potenziale
interesse, tuttavia, tra tutte spiccava il numero telefonico 0185-286558, attestato a
Santa Margherita Ligure, in Via Rossetti 1 allutente Covo di Nord-Est.
Lattenzione veniva attirata dal particolare Comune, epicentro massonico di
livello.
Il numero era emerso dalla telefonata 425, ovviamente in uscita, delle ore 18.16 del
14 Dicembre 1996, quando Alessandro, il figlio del Chiarini, chiama il locale e
chiede di tale Lello, che non c.
Il Covo di Nord Est, oltre ad essere il pi noto locale del golfo del Tigullio, cio
quella parte della riviera ligure di levante, compresa fra Portofino e Chiavari, ove,
secondo il Rapporto Giudiziario nr.0795/6 dell11-04-1986 redatto dal Tenente
Colonnello Nicol Bozzo vi sono ubicate ben quattro logge 76 della CAMEA, ivi
inclusa quella MADRE anche conosciuto proprio per essere stato
attenzionato nel cosiddetto processo TEARDO BIS relativo alle attivit del
Centro Attivit Massoniche Esoteriche Accettate C.A.M.E.A..
Il Lello deve con ogni probabilit identificarsi in Raffello Liguori indicato nel
citato rapporto Bozzo77 quale titolare di diversi locali pubblici fra cui il Covo
Nord Est di Santa Margherita Ligure e il Brera Bridge di Milano, arrestato nel
1985 in esecuzione di mandato di cattura emesso dalla magistratura milanese in
quanto sospettato di appartenere ad associazione a delinquere di tipo mafioso, a
seguito delle rivelazioni fatte dal noto boss mafioso EPAMINONDA Angelo,
pure detenuto. Il LIGUORI, nellagosto 1982, cedette a CULELLA Salvatore, nato a
Palermo il 13 dicembre 1937 e residente a Varazze (SV), ritenuto uno dei
prestanome del boss mafioso TORRE Giuseppe78 (Pippo), che in
contrapposizione ad Angelo EPAMINONDA aveva sostituito TURATELLO
Francesco (Francis) dopo il suo assassinio avvenuto nel carcere di Badu e Carros
(NU), il ristorante bar denominato Il Covino di Varazze di cui era titolare. Trattasi
di locale sito nello stesso immobile in cui ha sede anche il Nautilus, gestito da
CASCELLA Michele, nel quale avevano interessi pure due imputati nel primo
processo TEARDO. Risulta, altres, che le iniziative imprenditoriali del LIGUORI
in Varazze, siano state precedute da un intervento in suo favore effettuato sullArma
locale dal M.llo PARADISO Pietro, gi comandante della Stazione CC. di Santa
Margherita Ligure (ora in pensione), nei cui confronti la magistratura milanese ha
76 LA MADRE, Santa Margherita Ligure (GE); ADIMA, Santa Margherita Ligure; BOREA,
Santa Margherita Ligure e MANIA di Chiavari (GE).
77 Proprio anche con tale soprannome.
78 Assassinato a Milano il 23-09-1982.
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1

emesso, nei primi mesi del 1985, mandato di cattura per associazione a delinquere di
tipo mafioso (rivelazioni di EPAMINONDA Angelo).
La telefonata di Alessandro Chiarini si colloca, essendo stata effettuata il 14
Dicembre 1996, esattamente tra lescussione della PG al padre, 26-11-1996, e quella
avanti a codesta A.G. il 18-02-1997. Cio il periodo di massima tensione per il
sottufficiale derivatogli dallincontro con lo scrivente, che indossava la stessa
uniforme da lui precedentemente vestita e che gli concretizzava i tempi cambiati,
lincontro con un Ufficiale che, a differenza della amara riflessione tra il Tiberti ed
il Chiarini, avvenuta proprio il giorno dopo il tentativo di parlare con il Lello, non
sa come gira il mondoche la terra rotonda. Tutto ci sino al tranquillizzante
incontro con codesta A.G., del quale il Chiarini si premura di conoscere
lorientamento politico, cos tradendo il preconcetto di una magistratura in qualche
modo nemica delle Istituzioni. Tranquillizzante poich pone il Chiarini di fronte
a quello che egli ritiene il nemico, qualcuno non in grado di capire per propria
natura, un avversario ben conosciuto, a differenza dello scrivente, dal quale si
attendeva una solidariet caduta pi volte sotto i richiami agli obblighi ed ai doveri
del testimone.
In merito alla circostanza che la chiamata sia stata fatta dal figlio, occorre rilevare
una paradossale maggiore redditivit indiziaria, difatti:
Il figlio Alessandro non vive con il padre;
Lescussione con la P.G., dalla reiterata lettura dei brogliacci delle
intercettazioni, ha annientato, probabilmente complici let e i problemi di
salute, la volont del Chiarini che, pur considerando lespresso timore di essere
intercettato79, si rivela passivo e dipendente dagli altri 80. In sostanza il Chiarini
delega contatti che dovrebbe essere lui stesso a tenere. Nella telefonata 138
dell11 Febbraio 1997 la figlia Loredana, dopo aver suggerito al padre a
chiamare il Francesco (Gironda), viene invitata dal genitore a farlo lei stessa.
Inizialmente sembra cedere alla richiesta, ma poi lo spinge a chiamare di
persona. Nella telefonata 218 del 19 Febbraio 1997, sempre la figlia Loredana,
parlando con la madre, chiede se deve essere lei od il padre a chiamare
lavvocato e linterlocutrice, sentito in proposito il marito, le dice che deve
essere lei a chiamare. E quindi possibile che il figlio abbia chiamato in vece
del padre81.
79 Nella telefonata nr. 233 del 27-11-1996 con il figlio Alessandro che chiede notizie dopo aver
parlato con la sorella, lo invita a far finta di niente. Nella telefonata 445 del 15-12-1996, parla con il
Tiberti del Gironda e entrambi usano giri di parole, senza nominarlo mai. Nella telefonata 138
dell11-02-1997, parlando con la figlia Loredana esprime direttamente la paura di parlare al
telefono.
80 Atteggiamento che, peraltro, allinterno del circuito familiare, lo aiuta a prevenire il dissenso
rispetto al suo ruolo istituzionale e a sostenere limmagine del perseguitato.
81 Esaminando il contenuto della telefonata immediatamente precedente, la 424 delle ore 17.13,
quindi 63 minuti prima del tentativo di Alessandro Chiarini con il Lello del Covo, si apprende che
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2

Si specifica che dallesame dei brogliacci compare pi volte un interlocutore


chiamato Lello82, anche in diretto contatto con il Chiarini Ezio, tuttavia, dal
contesto delle telefonate, si ritiene che non abbia nulla a che vedere con il Lello del
locale ligure83 cercato il 14-12-1996.
Giova a questo punto rammentare che il noto Giovanni Ferorelli, cio il soggetto
unitamente al quale lEsposti e il Nardi, in contatto con uno svizzero ed un exnazista tedesco, effettuano il traffico di armi sul quale il Beretta riferisce al
Chiarini, in data 19-10-1993 rese un verbale al Dr. Capristo di Bari ove, pur
evidenziandosi che n il magistrato, n lUfficiale dei Carabinieri, hanno alcuna
esperienza di terrorismo84 di destra, esce innanzitutto confermata la notizia del
Beretta: non nascondo che sia io che Nardi che Esposti avevamo a
disposizione un certo quantitativo di armi che venivano acquistate in
Svizzera85 ma anche che: andavamo spesso a Santa Margherita Ligure
perch l era il luogo di ritrovo dove trascorrevamo il week-end o momenti di
relax: al covo, ad AlassioIl covo un locale notturno gestito da Lello
Liguori. Mentre ad Alassio avevamo un appartamento preso in affitto dalla
madre di Giancarlo Esposti e lo usavamo noi.
La figura di Raffaello Liguori, detto Lello, quindi toccata sia dallEsposti, o
meglio dal gruppo di amici dellEsposti, che da un membro della famiglia
Chiarini, Alessandro, figlio del manipolatore dellEsposti, secondo quello che il
sottufficiale disse al Gironda, in piena sintonia con gli indizi documentali
acquisiti.
il padre avvisa la figlia che sta andando a Messa. Non si conosce la distanza della chiesa ove si
recano dallabitazione, e le funzioni serali sono pi brevi rispetto a quelle diurne, tuttavia anche
possibile che il Chiarini padre non fosse in casa.
82 Anche come chiamante.
83 Il giorno 22-12-1996, Ezio Chiarini compone lo 0382-29732 e dice a tale Lello che non
andranno, anche perch sta piovendo. Lutenza attestata a Pavia, in Via Cavallini 15 ed intestata a
tale Rizzo Sebastiano. Dallesame degli intestatari delle utenze chiamate, emergono ben 4 numeri
allacciati a persone con cognome Rizzo, il che fa supporre un legame parentale. Con lutenza
suddetta parla pi volte anche la moglie Pina del Chiarini e dalla conversazione 529 del 22
Dicembre 1996, essa definisce zia la madre del Lello. Una seconda utenza Rizzo, 0382-21002,
attestata sempre a Pavia, in Via Colombo 7, a nome Cristoforo. Dallesame delle telefonate
intercorse si comprende fare capo ad una zia della Giuseppina/Pina, moglie del Chiarini Ezio.
Comunque, anche questultimo la chiama zia. Vi poi una utenza intestata a Rizzo, con nome
Guido, a Milano, 02-5450882, allacciata in Via P.F. Martini 6. Con questa utenza conversa la
signora Giuseppina con tale Ippolita, conosciuta anche dal Chiarini Ezio. La quarta utenza Rizzo
intestata a tale Anna Maria, in Roma, Via G.Rossa 55 con numero 06-33264217. Questa utenza
viene chiamata solo una volta il 16-11-1996 ed la moglie del Chiarini a comporla parlando con
una donna.
84 La maggior parte delle domande sono inerenti particolari ben noti, mentre le novit non vengono
approfondite.
85 E, quindi, ben pu esserci coinvolto uno svizzero, come indica il Beretta al Chiarini,
svizzero che potrebbe identificarsi nellHeinz Frei.
4
3

Il rapporto stilato dal Ten. Col. Bozzo, riporta ulteriori particolari di grande interesse
sul Liguori, difatti questultimo, in data 20 Luglio 1974, partecip, a Portofino (GE)
allo sfarzoso ricevimento di inaugurazione di Villa Cristina86, dal nome della
convivente del neo-proprietario87: Cristina Canovai.
Insieme al Liguori, in questa festa collocata in pieno rumor di sciabole, tra due
stragi, vi sono, tra altri, di interesse88 per la presente attivit investigativa89:
Anna Bolchini Bonomi, affaristicamente legata ai noti Roberto Calvi e Michele
Sindona;
Carmelo Spagnuolo90, affiliato alla P2;
Edgardo Sogno, datore di lavoro del Tiberti ed affiliato alla P291;.
John McCaffery, della CIA92;
Pietro Bassetti93, socio della Trilateral Commission94;
Egidio Carenini95, affiliato alla P2;
Carlo Bonomi96, membro della Trilateral Commission;
Giovan Battista Palumbo97, indicato in contatto con lEsposti ed affiliato alla
P2;
Armando Radice98, VicePresidente della Immobiliare Edith SpA di Aldo Vitale
(Delegato Magistrale del CAMEA), affiliato al CAMEA 99, affiliato alla

86 Gi Villa Caiega.
87 Limprenditore cerealicolo Francesco Ambrosio, detto Ciccio, inquisito dal Giudice Grigo nel
1987 ed assassinato lo scorso anno nella sua villa a Posillipo unitamente alla sua nuova convivente.
88 Non direttamente, ma per la qualificazione del circuito relazionale del Liguori.
89 Indicati con le funzioni ricoperte allepoca della festa o sulla base delle emergenze del Rapporto
Bozzo.
90 Gi Procuratore della Repubblica di Milano e poi Procuratore Generale della Repubblica a
Genova e Roma. Indicato come assonnato con la tessera 545. Indicato da Gelli, nel corso della nota
riunione tra vertici militari che si svolse nel 1973 a Villa Wanda come colui che avrebbe dovuto
presiedere lauspicato governo dordine.
91 Tessera 786.
92 Lo scrivente ricorda che tale individuo fu oggetto di un colloquio con il G.I. Dr. Grassi in merito
al filone P2 della strage di Bologna, in particolare perch legato al Sindona.
93 Gi Onorevole e poi Presidente della Camera di Commercio di Milano.
94 Creata nel 1973 da David Rockefeller, per la difesa degli interessi economici strategici
dellAmerica del Nord, Europa e Giappone
95 Sottosegretario allIndustria. Tessera 551.
96 Finanziere, figlio dellAnna Bolchini Bonomi.
97 Generale Comandante la 1^ Divisione CC Pastrengo di Milano. Tessera 135.
98 Avvocato.
99 Secondo un appunto sequestrato al noto Generale Ghinazzi, circa 7000 persone erano affiliate al
CAMEA.
4
4

P2100, legale di Joseph Miceli Crimi101 (Coinvolto nel finto sequestro


Sindona102).
V ancora da osservare che Jordan Wesselinoff, risulta, come indicato in
annotazione103 a suo tempo redatta dallo scrivente, massone dal 1958 ed affiliato ad
una loggia del CAMEA104 di Santa Margherita Ligure105. Peraltro, a seguito di una
notizia della Guardia di Finanza che indica il Vesselinoff come uno dei maggiori
finanziatori del Fumagalli, il Maletti, P2106, incarica107 il Viviani, P2108, di accertare
quanto esposto.

100 Tessera 1621.


101 Nel 1978 artefice di un progetto della Gran Loggia Madre di Washington per riunificare la
massoneria italiana in funzione anticomunista.
102 In rubrica sequestrata a Milano, in residenza gi del Vesselinoff, pur se cancellato, era presente,
chiaramente leggibile il nome Paul MACINKUS, verosimilmente Paul Marcinkus, alto prelato
intimamente legato al Sindona e dal Pecorelli indicato quale massone.
103 Nr. 372/425 del 08-07-1998, in C-a-4.
104 Il Ten. Col. Bozzo, nella sua attivit di inchiesta sul CAMEA, fece rilevare che alcuni iscritti a
tale Centro ed alla P2, facevano anche parte dellOrdre International des Anysetiers e che i
magistrati appartenenti allordine figuravano anche quali membri dellAssociazione Giuristi ItaliaUSA, costituitasi nel 1978 a Roma per volont dellAmbasciatore USA Richard Gardner, emerso
quale premurante dellallora Magg. Delfino assieme al giornalista USA Bill Curtis Gordon Pepper,
del quale, in dibattimento, lo scrivente ha illustrato la sua natura di NOC of convenience per
lintelligence statunitense.
105 La villa ivi posseduta era denominata Buenos Ayres, citt ove ha sede uno dei centri esteri del
CAMEA. In una rubrica sequestrata nella villa, compare il nome VALLORI Giancarlo, che
potrebbe essere quello di Giancarlo Elia Valori, tralaltro studioso della societ ebraica e del
movimento sionista, insignito di importanti riconoscimenti per la sua attivit culturale, tra cui una
laurea honoris causa dallUniversit di Gerusalemme. Gi massone. Nella lista P2 con il numero
283 e la dicitura espulso. Il Valori vantava conoscenze di altissimo livello in Argentina e, secondo
il CT Amendola, pu considerarsi il fautore della irresistibile ascesa del Gelli in quel Paese. Nella
medesima rubrica compare anche il nome di Mauro Leone, verosimilmente da identificarsi
nellomonimo figlio del Presidente della Repubblica, Giovanni Leone.
106 Tessera 499.
107 Atto 31, pag. 14 della nota 4441/23-2 del 15-02-1999.
108 Tessera 828.
4
5

12. RIESAME109 DELLA FIGURA DEL VESSELINOF ALLA LUCE DELLE


NOTIZIE RECEPITE DAL CHIARINI.
Jordan Vesselinoff, da documentazione acquisita al SISMi 110 ed analizzata nel 1997,
veniva indicato quale industriale, bulgaro di nascita, in presunto contatto con lagente
del CIC Joseph Leo Pagnotta111 con il quale conduceva traffici illeciti non precisati.
Lanalisi operata nel 1999112 di successiva documentazione consentiva di meglio
definire i rapporti del bulgaro con lo statunitense. Quindi sia il Vesselinoff che il
Tiberti provengono da una formazione operativa strutturatasi anche nellambito
dellintelligence militare americana.
Jordan Vesselinoff, il fiduciario Fara 113, e Vincenzo Tiberti, fonte Ronchi ed
Erco, per un certo periodo di tempo vennero manipolati dallo stesso Ufficiale del
SID proveniente dai ranghi dellArma dei Carabinieri: Giuseppe Palumbo.
Jordan Vesselinoff emerso in contatto con pi Ufficiali dellArma dei Carabinieri:
innanzitutto, dal punto di vista generico, lUfficio per le Zone di Confine, nel 1948 114
sottoline la sua amicizia con alti Ufficiali dellArma. Ancora, il 01-04-1955 un
funzionario del Viminale scrive al Questore di Verona per chiedergli un supplemento
di indagini sul Vesselinoff dubitando delle informazioni favorevoli fornite dallArma
per listruzione della pratica destinata a sfociare nellottenimento della cittadinanza
italiana. Dal punto di vista specifico, in atti si evidenziano: il Ten. Col. Cao Pinna 115
dei Carabinieri Reali, durante la campagna balcanica e per una premura 116
finalizzata117 a fargli ottenere, dal Ministero dellInterno, il Nulla Osta al
proseguimento del soggiorno in Italia; il gi nominato Tenente Colonnello Giovanni
Palumbo118 ed il Gen. Levi119.
LEsposti, allatto della morte, fu trovato in possesso di due biglietti da visita di
cittadini bulgari, cio aventi la stessa nazionalit del Vesselinoff: Kitan Spasov,
agente accertato bulgaro, e Dobri Todorov, agente sospetto bulgaro. Come noto,
109 Sulla base delle annotazioni 2462/24 del 28-07-1997(Ba2-2, pagg.270-274); 4441/23 del 2501-1998; 372/425 del 08-07-1998 (Ca4); 4441/23-2 del 15-02-1999 (Ba1-5, pagg. 1138-1154);
4441/37 del 06-09-1999; 4441/37-3 del 15-06-2000.
110 Rapporto nr. 2462/25 del 18-09-1997.
111 Indicato quale elemento dellIntelligence statunitense in contatto con Ordine Nuovo.
112 Nota nr. 4441/23-2 del 15-02-1999, in B-a1-5
113 Dal toponimo Via Generale Fara nr. 20 ove si trovavano gli uffici della Legazione Commerciale
bulgara a Milano. Ai civici 39 e 41 della stessa via erano posti gli uffici del Vesselinoff.
114 Nota nr. 372/425 del 08-07-1998, pag. 3 in C-a-4.
115 Secondo il foglio nr. 4288 del 16.06.1946 del Centro CS di Bolzano, incaricato di speciale
servizio agli ordini del Generale Piecke. Dalla nota 4441/23-2 del 15-02-1999, pag.3, in B/a1-5.
116 Del 31-08-1946.
117 Quando era in servizio alla 2^ Divisione CC.RR. Podgora quale Ufficiale Superiore Addetto.
118 Che si presenter al bulgaro come lamico di Alarico, mai identificato. Pag.12 della stessa
annotazione di cui alla nota precedente.
119 In servizio prima a Bolzano e poi a Roma.
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6

il SID, pur avendo cognizione del ritrovamento e pur essendo la stessa struttura
militare ad aver fatto inserire in rubrica di frontiera lo Spasov, ometteva
qualunque accertamento sui due nominativi, pur essendo precisa competenza di
controspionaggio. Deve cos concludersi che non furono svolte verifiche poich
era ben nota la ragione del possesso dei due biglietti da visita.
Jordan Vesselinoff, cos come lEsposti, era in contatto con il noto Fumagalli.120
Jordan Vesselinoff, cos come il Tiberti secondo le indicazioni della Fogliani (ma
fu anche Presidente, dal 1968, della Unione Democratica Amici di Israele) ha
tutta una serie di contatti semiti:
La figlia Vesselinof Claudia121 spos nel 1961 Boris Waslaw Markevitch122
figlio del noto Igor Markevitch123. Jordan Vesselinoff e Igor Markevitch erano
consuoceri.
Leo Joseph Pagnotta124, agente del CIC, ebreo italo-americano. Da notare che
il Pagnotta era in contatto con il Comandante Umberto Klinger 125, anche lui di
stirpe semita126, titolare delle Officine Aeronavali di Venezia (OAV), che
curavano la manutenzione del noto velivolo del SID denominato Argo 16 127.
Nellagenda del 1956 del Pagnotta, ricorrono spesso forniture di parti di
ricambio per aerei Vikings, C46 e Dakota. Nella stessa agenda si legge il nome
di Klinger, nonch di forniture fatte a societ aventi sede in Medio-Oriente. Il
Consulente Tecnico Colonnello Venezia, ipotizz che il Pagnotta lavorasse per
120 In relazione ai legami istituzionali di costui, anche con lArma dei Carabinieri, si rammentano
le deposizioni dellOrlando.
121 Nata a Roma il 14-12-1938.
122 Markevitch uno dei numerosi patronimici del casato semita germanico Mark, in ebraico
Mordecai, che vuol dire midollo.
123 Come si ricorder, lo scrivente ha operato alle dipendenze del Sen. Pellegrino, quale Presidente
della Commissione Stragi ad uno scenario di inchiesta sul coinvolgimento dellintelligence
israeliana nel sequestro ed omicidio dellOn, Moro, allinterno del quale emerso lIgor
Markevitch. Costui, difatti, in seconde nozze aveva sposato Topazia Caetani, figlia di Michelangelo
Caetani di Sermoneta e Cora Antinori. Per inciso, secondo la testimonianza della signora Maria Pia
Rinaldi, ellaebbe a portare un plico per il Vesselinoff lasciandolo proprio a Palazzo Castani a Roma,
ove, peraltro, aveva sede anche una loggia massonica del GOdI. La Rinaldi ha altres testimoniato
di aver conosciuto il Vesselinoff in tre occasioni conviviali alle quali era presente anche il Gen.
Allavena (Capo del SID tra il 06-06-1965 e il 12-06-1966). Dal fascicolo Markevitch presente nel
Fondo Carlo Levi dellArchivio Centrale dello Stato si ricava una forte intimit del Maestro con lo
Stato di Israele.
124 Nato a Brokton (USA) il 29-01-1915.
125 Nato a Saluzzo il 03-08-1900.Ex Consigliere Nazionale del PNF, ex Sottosegretario del Fascio
di Ferrara, ex Presidente dellAla Littoria. E figlio di Giovanni Battista Klinger, nato a Venezia nel
1859. Ha un fratello a nome Luigi, nato ad Ancona il 07-10-1904. Questultimo ha messo al mondo
due figli: Umberto Klinger, nato a Pozza il 03-09-1935 e Maurizio Klinger, nato a Roma il 26-011939.
126 Klinger il patronimico di Kling,
127 Precipitato il 23-11-1973.
4
7

gli israeliani trasformando e ricondizionando velivoli ex-USAF. In effetti in


quel periodo Israele fece uso di tali velivoli nel conflitto arabo-israeliano 128.
Peraltro, il cittadino americano Chalmers Aubert Goodlin, amministratore
delegato delle OAV, proprio nel 1956 in contatto con tale A.W. Schwimmer
della Bedeck Aircraft Ltd, presso laereoporto di Lod in Israele. Sulla base
delle testimonianze acquisite, il Pagnotta negli anni 50 e sino ai primi anni
70 lavor per la Detroit Italiana di Padova e, poi, per la Detroit Sem di
Monfalcone esercitando ufficialmente le funzioni di responsabile per il
commercio extraeuropeo dei prodotti delle medesime societ. La Detroit
commercializzava i frigoriferi prodotti dalla Krenter Elettrodomestici di
Monfalcone di cui era proprietaria al 45%. La Krenter era di propriet, per il
restante 55% di Salomon Krenter129.
Gen. Levi130 dellArma dei Carabinieri;
Majer Dawidowicz131, commerciante di preziosi polacco, facoltoso consigliere
della Comunit Israelitica di Merano (BZ), socio del Vesselinoff allinizio
della sua attivit nel campo delle macchine industriali;
Erwin (o Ervino) Spitzer132, ebreo jugoslavo, coniugato con Matilde Di
Prospero133, cugina di primo grado di Fernanda Di Prospero, moglie del Leo
Joseph Pagnotta. Lo Spitzer era titolare della Sidernave SpA, presso cui lavor
anche il Pagnotta. In questo caso la conoscenza solo supposta a cagione dei
rapporti tra il Vesselinoff ed il figlio Andrea dello Spitzer, nonch con il
Pagnotta;
Andrea Spitzer134, figlio dellErwin;
Josef Kanio di Toutcheff veniva indicato allo scrivente dal C.T. Dr. Gerardo
Padulo, in base a documento della DCPP, quale sospetto agente bulgarosovietico e venditore di armi allHaganah, la nota organizzazione ebraica
indipendentista antibritannica.

Dal punto di vista etimologico deve tenersi conto che pur non trovandosi i casati
Wesselinoff o Vesselinoff nel thesaurus dei nomi di famiglia ebraici, si rilevano sia
Wesel/Wessel da Wesel (Renania) e Wessel (Westfalia), ma anche Wessely, Wesely,
Vesely, Vessely dalla parola ceco/russa vesely , gioioso, che in tedesco
Frohlich ed in ebraico Simcha. Il casato pu comunque anche originare dalla
128 Il 1956 fu un anno particolare, che polarizzava lattenzione del mondo verso unarea di crisi
quale la Palestina e, pi in generale, il Medio-Oriente, con la contrapposizione Israele-Stati Arabi
che sfoci nella 2^ guerra arabo-israeliana e nella crisi di Suez. Mentre i Paesi arabi erano in
grado di acquistare legittimamente equipaggiamenti ed armamento, lo Stato israeliano doveva
ricorrere al mercato clandestino.
129 Nato a Novo Sulita, Bessarabia, URSS, il 23-05-1896. Nome tipico ebraico.
130 Non identificato. Casato ebraico tipico, di origine biblica.
131 Nato a Wieruszow (PL) il 18-04-1916. Patronimico ebraico di David.
132 Nato a Fiume il 12-11-1897. Patronimico ebraico di Spits.
133 Sorella di un Console della Milizia ed aderente alla RSI.
134 Nato a Elusone (BG) il 23-08-1933.
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8

cittadina di Vesely in Moravia o dalle numerose omonime Vesely che si trovano in


Boemia. Tuttavia la ragione per la quale il casato del bulgaro in disamina non
compare, facendo ritenere, ad un sommario esame, che lo stesso non sia semita, la
formazione slava dei patronimici, che si effettua con suffissi diversi, a seconda della
Nazione: -off proprio il suffisso dei patronimici ebraici bulgari135.
Deve altres rilevarsi che nel corso della perquisizione operata136 nei confronti del
Generale dei Carabinieri in congedo Pietro Rossi, indicato quale elemento del
servizio segreto clandestino denominato Anello, per un periodo di tempo 137
successivo alla morte del suo fondatore, Gen. Roatta, gestito da un ex-Ufficiale
polacco138 a casato Hotimsky, semita, poi trasferitosi a vivere a Tel Aviv, veniva
sequestrata una rubrica metallica a scatto ove era presente il nome dellIng.
Vesselinov con a fianco il nr. 4694222 e, nella stessa pagina era riportato il nome
del Professor Venegani/Vempani/Vampani139, con specificato gen. dellIng.
Vesselinoff e lindirizzo di Via Moscova 40 nonch tel. 637347.
Il Rossi, escusso a verbale il 14 Giugno 2001 non sapeva spiegarsi le due
annotazioni.
Vesselinoff Mirella, invece, escussa il 4 Settembre 2001 riconosceva nel nr. 4694222
quello del padre Jordan Vesselinoff a lui in uso nella sede della BATIA SpA, in Via
Tiziano nr.19 a Milano140, mentre laltro numero telefonico e lindirizzo
corrispondevano a quello dellabitazione da lei condivisa con il marito Aldo
Veneziani in Via Moscova 40/4 di Milano dove abitarono dallAprile 1970 al Giugno
1974.
Occorre ancora precisare che lestremista Gianni Nardi viene indicato come membro
dellAnello, che, secondo il documento Allinsegna della trama nera sarebbe stato
arruolato dal Rossi e dal noto Sigfrido Battaini.
Il Nardi era intimamente legato allEsposti, ma questultimo era anche in rapporti con
il Fumagalli che, secondo il verbale reso da Gaetano Orlando al Dr. Grassi 141: il
Carlo (Fumagalli, ndr.) inoltre aveva un rapporto diretto col Maggiore Rossi della
Pastrengo.
Come rappresentato nellannotazione del 04-09-2009 142 relativa alla possibile
attivit fiduciaria dellEsposti a favore di organismi di intelligence nazionali e/o
esteri, a tergo di un biglietto da visita rinvenuto nel portafoglio in pelle marrone
135 Utilizzato, insieme a vich e ov e sky dagli ebrei russi.
136 Il 14-06-2001.
137 Verosimilmente fino al 1966.
138 Il Roatta era stato addetto militare a Varsavia e potrebbe ivi essere entrato in contatto con
lHotimsky.
139 Di non chiara leggibilit.
140 Corrispondente allindirizzo indicato dal Vesselinoff per il recapito della corrispondenza
massonica nella scheda anagrafica contenuta nel suo fascicolo sequestrato nella Gran Loggia
dItalia degli ALAM di Palazzo Vitelleschi.
141 13-02-1991.
142 Nr. 241/3-21/2009.
4
9

del terrorista deceduto, annotato: SALKA 890515, che un cognome tipico


israelita askhenazita, oppure, quale nome, il diminutivo ebraico del nome
femminile Salom o Salomea. Come codesta A.G. ricorder, gli accertamenti
dellepoca, condotti dalla Sezione Terza del Nucleo Investigativo di Milano,
diretto proprio dal Pietro Rossi, furono lacunosi ed incompleti ed arrivando ad
una identificazione non correlata al nominativo Salka. Il teste Giuseppe
Rosina, poi, il 28 Maggio 1975 aveva verbalizzato al Dr. Arcai di avere appreso
in carcere dal Vivirito che non solo lEsposti era in relazione con alti Ufficiali
dellArma dei Carabinieri e, in particolare, con uno di Milano chiamato
Palombo, ma che il 29 Maggio 1974 lui e lEsposti si erano recati a Roma per
trattare una partita di armi con un agente del controspionaggio israeliano con il
quale erano stati coinvolti in un omicidio a Roma di un israeliano o un arabo. E
molto probabile che il Palombo sia il Generale Giovan Battista Palumbo e che
il Rosina si riferisca allassassinio del letterato palestinese Wael Zwaiter
avvenuto a Roma il 16-10-1972. Si rammenta infine lo scambio epistolare,
riportato sempre nella medesima annotazione, tra il Nardi e lEsposti, dove
questultimo lo invita a procurarsi al pi presto le armi necessarie per laffare
degli arabi.
A questo punto si ritiene opportuno, in ragione del tessuto connettivo emergente,
riprendere la notizia confidenziale della nota 14035 datata 19-09-1970 del CS di
Milano, diretta al D. La fonte, come si ricorder, definita da cautelare al massimo
e molto ben inserita negli ambienti di estrema destra locali. Si tratta del Beretta e le
prime informazioni vengono fornite al Chiarini il 28-02-1970, come da questi
relazionato.
La notizia riguarda un traffico di armi in cui sono coinvolti il Nardi, lEsposti ed il
Ferrorelli. I primi due sono in contatto con uno svizzero che, si detto, potrebbe
identificarsi nellHans Frei, ma anche con un ex-nazista tedesco che va spesso in
Medio-Oriente, risiede a Beyrut ed ha una villa a Chiavari.
Innanzitutto da osservarsi che nella relazione del 28-02-1970, viene fatto per la
prima volta il nome di Esposti definito Esposti Giancarlo, di Pavia o dintorni e del
quale il Beretta fornisce lutenza telefonica, che consente al Chiarini limmediata
identificazione.
In realt il terrorista non di Pavia, ma Lodi, per lappunto del Febbraio 1970 e,
sempre nel citato verbale del Ferorelli, questi sostiene: Lho conosciuto Giancarlo
Esposti a Pavia quando studiava alluniversit nel 1969.
Poi il Chiarini continua a relazionare: Fra qualche giorno spera di farmi
avere il nome di uno straniero, ex nazista (tedesco?) che effettua viaggi fra i
Paesi europei socialisti ed il Medio Oriente, nonch il nome di uno svizzero, pure
implicato nel traffico.
Nella nota 14035, successiva di alcuni mesi, compaiono il Nardi ed il Ferrarelle.
LEsposti correttamente indicato come lodigiano.

5
0

Lo svizzero rimane un generico elvetico, mentre lex-nazista diventa tedesco, i


Paesi europei perdono la qualifica di socialisti, nel Medio Oriente il soggetto ci
risiede, precisamente a Beyrut, e possiede una villa a Chiavari.
Lo scrivente ha in corso una attivit di acquisizione al Servizio, allo stato non ancora
ultimata, per gli approfondimenti che di volta in volta, sulla base della
documentazione analizzata, vengono via via sviluppati. Essi hanno riguardato anche
lo studio esaustivo della notizia inerente il traffico di armi in disamina che, come
chiese il Burlando, venne tramitato ai competenti organi della Guardia di Finanza.
Non fu possibile addivenire a nulla o, meglio, ovviamente poich il numero di nazisti
tedeschi possessori di ville a Chiavari non propriamente elevato, il Centro CS di
Genova, nello spiegare lesito negativo, precisava che: dagli accertamenti
alluopo svolti emerso che il cittadino tedesco OTTO Hans di Karlo, nato a Berlino
il 16-02-1907, ingegnere in pensione, iscritto allanagrafe di Chiavari dal 14 agosto
1962, proveniente da Munchen (Germania), proprietario di un appartamentino di tre
vani utili, in una grossa villa condominiale sita in Chiavari, localit Tigullio Rocks
n.2/10. Il predetto, che dimostra normali possibilit economiche, saltuariamente fa
ritorno a Munchen dove avrebbe dei parenti ed interessi economici. Non sono emersi
elementi atti a far ritenere che egli possa identificarsi nello straniero segnalato.
Cio, dati i parametri, non poteva sfuggire neanche un soggetto con tali
caratteristiche, e difatti il CS di Genova lo trova, ma non lui.
Invece di soffermarsi sui dati aggiuntivi della nota ufficiale al D, bene osservare
che cosa scompare rispetto alla relazione iniziale del Chiarini: la qualifica di
socialisti dei Paesi europei ove il nazista effettua viaggi.
E un dato notevole se rapportato allimprinting operativo di quegli anni dove il
primo nemico il comunismo. Difatti, nella nota ufficiale, non manca quello che,
essendo rimasto assolutamente privo di riscontri anche nella storia giudiziaria
successiva del soggetto, appare come un colpo di pennello: Il NARDIha gi
fornito, per alcuni anni, armi ai gruppi di destra e, da qualche tempo, anche ad altri
gruppi di sinistra o ad appartenenti alla malavita.
Nella nota di trasmissione dellappunto al D il Burlando, quando suggerisce di
interessare la Guardia di Finanza, lo fa proprio sul Nardi. In realt il D girer tutto
lapporto informativo, ma lidea del Burlando era diversa.
Viene quindi da ipotizzare, anche in relazione al verbale reso dal Chiarini in data 26
Novembre 1996: Una volta, non ricordo tramite chi, ma sempre su disposizione
dei miei superiori, molto tempo prima della strage di Piazza della Loggia, riuscii a
fissare un appuntamento con estremista di destra poi morto in Spagna. Poich mi fate
il nome di Gianni Nardi, vi confermo essere costui la persona che incontrai a Milano,
in Via Orefici, di fronte alla bottiglieria Scoffone 143. Si present con circa una
decina di guardie del corpo ed un cane lupo al guinzaglio. Evidentemente neanche lui
si fidava. Avemmo un colloquio nel corso del quale mi parl di un suo movimento
Nazimaoista creato a Ferrara144. Salutatici io non continuai i contatti in quanto lo
143 Non sempre i ricordi del Chiarini sono vaghi.
144 Il dato di grande interesse in relazione alle informazioni fornite dal Tramonte ed anche
in relazione alla centralit eversiva di destra del capoluogo romagnolo come esposto
5
1

ritenevo inutile essendomi apparso persona di estrema intelligenza e che avrebbe


cercato di sfruttarmi per avere notizie. Ricordo che la mia relazione inviata a Roma fu
accolta con scetticismo145 che io ritengo non giusto. Questo fu lunico contatto con un
estremista di destra noto146 che il CS di Milano volesse liberarsi di coloro che
non riusciva a controllare.
La riottosit del Nardi nei rapporti con determinati 147 ambienti istituzionali emerge
anche dal verbale reso dalla madre, Cecilia Amadio, in data 27 Agosto 2009 allo
scrivente, gi trasmesso a codesta A.G.148, dove riferisce della dura ed arrabbiata
reazione del figlio, detenuto a San Vittore, alla visita di un Ufficiale superiore dei
Carabinieri.
Nel caso del nazista, invece, come dello svizzero, al contrario del Nardi,
potrebbe aver giocato un ruolo linteresse a proteggerli.
Atteso che a Chiavari non cera nessun nazista con una villa, altrimenti, con
tali parametri, sarebbe stato trovato, vale la pena di provare a verificare se, sulla
base della prima relazione, le caratteristiche di Jordan Vesselinoff
corrispondono allignoto sodale di Esposti e Nardi.
Fra qualche giorno spera di farmi avere il nome di uno straniero
Jordan Peev Vesselinoff, di Pejo, nato a Sofia il 16-10-1911.
ex nazista
Dopo larmistizio si tenne in stretto collegamento con noti esponenti fascisti in
Bulgaria ed anche con i congiunti dellex premier bulgaro Tulkov. Pare infatti che
abbia anche fatto parte del gabinetto ZANKOV notoriamente filo-nazista.
Secondo un appunto dellIGACT, durante il secondo conflitto mondiale collabor con
il comando delle SS tedesche di stanza a Monza.
La famiglia del Vesselinoff fu costretta ad abbandonare la Bulgaria per
collaborazionismo con i tedeschi durante loccupazione.
Fonte indica il Vesselinoff in contatto con il membro del servizio tedesco
ABTEILUNG III, Hugo Kittel, durante la guerra operativo in Bulgaria.
Il Vesselinoff negli anni 50 era in rapporti con tale Giorgio Guentcheff, nel 1944-45
agente delle SS a Monaco.
nellannotazione dello scrivente nr. 5827/16 del 25 Agosto 2001, inerente lomicidio Calabresi
e, per codesta A.G. relativa alle: Evidenze su soggetti gi di interesse nonch emergente
significativit di struttura ordinovista nel ferrarese. Lo scrivente non conserva memoria
alcuna di aver mai letto documento del SID attestante quanto affermato dal Chiarini.
145 Del tutto fuori luogo, sia sulla base di quanto illustrato nella nota precedente, sia a fronte
del verbale reso dal Fainelli in data 19 Ottobre 1985, del quale si gi parlato e dove indica
proprio Ferrara come uno dei terminali dei traffici di armi dellEsposti.
146 Non cos poich nel verbale parler anche dellincontro con lEsposti, del quale per,
non rammenter alcun particolare.
147 Non tutti, poich indicato quale appartenente allAnello.
148 Nota nr. 241/3-6-11-6/2009 del 22-09-2009
5
2

Nel Settembre 1944 era legato, a Vienna, al Servizio Informativo nazista.


Entrato in Italia dallAustria durante il periodo bellico, dal suo passaporto sarebbe
risultata la qualit di agente della GESTAPO.
...(tedesco?)
Non lo certamente, ma i suoi legami con la Germania sono molteplici. I coniugi
Vesselinoff in Bulgaria intrattenevano contatti dintima cordialit con la Legazione di
Germania e la signora particolarmente con quellAddetto Militare aeronautico.
NellAgosto del 1946 il cognato Amidani Giulio inizia frequenti viaggi in Germania
e, Vesselinoff, tra Bolzano e Roma.
Il Fumagalli, nellambito dei rapporti commerciali intrattenuti con il Vesselinoff, nel
1966-67 aveva costituito una societ a Monaco di Baviera che aveva quale oggetto
sociale il commercio, sul mercato tedesco, di rimorchi per autotreni italiani.
Nel 1971 il Vesselinoff entrava nel consiglio di amministrazione dellappena
costituita BATIA SpA con sede a Milano, Via Tiziano 19. La societ BATIA
risultava costituita per lo studio, lappalto, la costruzione e la concessione
dellautostrada Venezia-Monaco di Baviera. Vi erano anche soci tedeschi.
Nel 1954 il Vesselinoff costituisce, con due ufficiali inglesi, di cui uno ex agente
dellintelligence britannico, Gorge Royston Fenn, la societ Anglo Italian Import
Export Ltd ove il Fenn il rappresentante per lAustria e la Germania.
In numerosi atti del Servizio militare, analizzati e trasmessi a codesta A.G. 149, il
Vesselinoff viene indicato come in contatto con societ impegnate nel campo delle
costruzioni stradali, ove vengono impiegate macchine movimento terra, con sedi in
Germania.
Nel verbale reso dal noto Carlo Fumagalli in data 23-07-1999, questultimo afferma
di aver lavorato con lAGIP per circa un anno, in Germania, dove il Vesselinoff aveva
aperto un ufficio a Monaco, creato ad hoc per questo lavoro.
Nella relazione di perizia del Prof. Aldo Sabino Giannuli nel procedimento penale
2/92F dellUfficio Istruzione del Tribunale di Milano, datata 12-03-1997, a pagina
209, riportata una nota confidenziale della Guardia di Finanza, riguardante il
Vesselinoff, datata 02-07-1974: persona molto ricca ed imparentato per via della
moglie con il bel mondo di Milano, il Vesselinoff titolare della societ VE.MA.CO.
di Bolzanoufficialmente egli anche rappresentante della societ tedesca
Weirhammer che produce macchine stradali. Alla pagina 210 invece riportato un
appunto del SID, sempre riguardante il Vesselinoff, datato 10.09.1974: il 22
agosto 1956 emigrato a Weiherhammer (Germania Federale). Allinizio dellattivit
commercio macchine industriali (edilizia, strade, ecc) aveva un socio, certo
Dawidowicz Majer.
che effettua viaggi fra i Paesi europei socialisti

149 Con il foglio 4441/23-2 del 15-02-1999.


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Nel 1962 sorsero sospetti sul Vesselinoff circa una sua possibile collusione con
servizi di oltre cortina.
Nellambito dellAzione STARCHI, nel 1954, il Servizio militare acquisisce la
notizia che il Vesselinoff sarebbe un agente cecoslovacco e che, in quel periodo, il
bulgaro stava guadagnando molti soldi inviando materiale di interesse strategico in
Cecoslovacchia.
Nellambito dellAzione SADO, nel 1954, il Servizio Militare acquisisce la notizia
che lagente jugoslavo Zoric interessato ad avvicinare il Vesselinoff poich costui
sarebbe in contatti segreti con emissari del governo bulgaro.
Nellambito dellAzione Stelio, nel 1953, il Vesselinoff emerge in contatto con Toni
Berger, gi elemento delle SS, residente a Bolzano. Questi, da circa tre anni raccoglie
informazioni sulle FF.AA. italiane che consegna ad agenti del servizio cecoslovacco.
ed il Medio Oriente
Nel 1966 il Vesselinoff costitu la societ in accomandita semplice EUROPETROL
di J. VESSELINOFF & C. con sede a Milano, Via Tiziano nr. 19, ed avente per
oggetto sociale il commercio di prodotti petroliferi e derivati nonch lesercizio dei
relativi impianti. Accomandatario della ditta era lo stesso Vesselinoff, mentre
accomandante era la moglie. NellOttobre dello stesso anno la societ ebbe la
concessione di agente unico della Lombardia della AGIP SpA.
Il Vesselinoff risultato in rapporti con il noto Leo Pagnotta, particolarmente attivo
nel campo aeronautico, verosimilmente, nel 1956, a sostegno di Israele. La
VE.MA.CO. srl, altra societ del bulgaro, aveva nelloggetto sociale, fra laltro,
anche la compravendita di parti di ricambio per aeromobili.
In relazione alla villa, perquisita dallo scrivente e veramente imponente, il
Vesselinoff ne era proprietario dal 1963. Sita in Santa Margherita Ligure, edificata
su tre piani e composta da 20 stanze.
In merito ai traffici di armi deve rilevarsi che: Tale KANEO, munito di regolare
passaporto bulgaro sul quale risultano vari visti russi denotanti libera circolazione
anche in tali zone, conosciuto come fornitore di armi alla Spagna durante la guerra
civile, stringe rapporti con il Vesselinoff. Mentre con tale MORA Anacleto di Milano,
Vesselinoff e Kaneo trattano una fornitura di armi, per indiscrezione il KANEO viene
espulso dautorit dallItalia per illegale traffico. Il KANEO stabilisce il suo centro
presso lalbergo Maria Teresa di Innsbruck (A). Dallinizio del 1948 i contatti
vengono stabiliti o meglio continuati dallAMIDANI che con tale BUGILOFF
Hassen inizia regolari viaggi in Germania ogni 10 giorni. Risulta che la macchina
partisse da Milano per Innsbruck dove veniva sostituita con una Mercedes di
KANEO per proseguire per Kulstein-Monaco. Nel Dicembre 1948 le Autorit Italiane
determinavano lespulsione del BUGILOFF, ma il Vesselinoff, cui la presenza del
BUGILOFF molto importante essendo questi lunico che parla perfettamente il
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tedesco, otteneva la sospensione del provvedimento, sia presso le locali autorit, sia
rivolgendosi direttamente a Roma. Nel Novembre 1948 il KANEO rientrava
clandestinamente in Italia, probabilmente con passaporto falso americano, dal Passo
Resia e si stabiliva a Milano, Hotel Plaza. Inutile precisare che immediatamente si
svolgevano viaggi Bolzano-Milano-Genova con afflusso di circolante ed ogni
ritorno. Il KANEO verosimilmente da identificarsi nel Josef Kanio di Toutcheff,
agente bulgaro-sovietico e venditore di armi allHaganah di cui alla comunicazione
gi citata del CT Padulo.
Nel 1959 il Centro CS di Verona apprende che i servizi francesi controllerebbero il
Vesselinoff avendo raccolto elementi di responsabilit circa un traffico di armi verso
lAlgeria. Secondo lo stesso Centro, il Vesselinoff sarebbe ricompreso in una lista di
persone da uccidere compilata dalla organizzazione francese Mano Rossa proprio
perch ritenuto responsabile di traffico di armi a favore degli algerini.
Il 01-08-1972 il Centro CS di Perugia origina un appunto sulla base di quanto
pervenuto ad un sottufficiale dellArma da parte di un suo conoscente in Svizzera. In
estrema sintesi lestensore si dimostra molto informato sul Pagnotta e sostiene che la
morte di Calabresi potrebbe essere chiarita lavorando sui traffici, insinuando che si
tratti di armi, del Pagnotta e del Vesselinoff. Il signor Macola di Padova e il signor
Andrea Spitzer di Milano potrebbero avere utili informazioni. Si tratta di due
soggetti, come noto, effettivamente legati sia al Pagnotta che al Vesselinoff. Si
rammenta che le armi del traffico cui partecipa lEsposti provengono dalla Svizzera e
che sono trattate nellambito Trieste-Rovigo-Ferrara, proprio il triangolo al quale si
interessava il Calabresi e che induceva lo scrivente ad ipotizzare la commissione di
un assassinio derivativo150.
Come si pu osservare, superata la breve distanza chilometrica che separa le due
localit del Tigullio, Santa Margherita Ligure e Chiavari, cittadina,
questultima, dove se vi fosse stato un ex-nazista proprietario di una villa,
sarebbe certamente stato individuato, il Vesselinoff risponde ampiamente alle
caratteristiche dellignoto sodale nel traffico di armi.
Le ragioni che potrebbero avere indotto il SID e, in particolare il CS di Milano, ad
omettere il nome eventualmente fatto dal Beretta al Chiarini sono facilmente intuibili:
il Vesselinoff era stato ufficialmente fiduciario del Servizio nellazione Fara; era
legato ad alti Ufficiali dellArma dei Carabinieri; aveva lavorato per il nostro servizio
segreto anche durante la guerra; era indicato in rapporti con altre intelligence; andava
150 Annotazioni 5827/9 del 24-11-2000 e 5827/16 del 25-08-2001. Peraltro, lo scrivente, durante la
recente rilettura di gran parte degli atti di propria sottoscrizione, in relazione allesame
dibattimentale cui doveva essere sottoposto, ne esaminava uno nel quale il Tramonte faceva un
generico riferimento a notizie in suo possesso sullomicidio Calabresi, che avrebbe inteso
sviluppare successivamente. Tale accenno, in virt della conoscenza Tramonte-Pagnotta, non da
considerarsi ininfluente alla luce delle notizie del CS di Perugia. Lo scrivente ha vanamente profuso
ogni sforzo per rintracciare latto e nonostante lesito negativo ha comunque optato per darne
menzione poich il mancato ritrovamento potrebbe dipendere solo dalla scarsa dimestichezza
informatica posseduta.
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ad incontri conviviali con il Direttore del Servizio151; era stato inserito in


organizzazione massonica a lungo coperta, ramificata, e che vedeva tra i suoi membri
numerosi rappresentanti istituzionali; era riuscito ad ottenere la cittadinanza italiana
con evidente conoscenza al Viminale; aveva influenti rapporti in Vaticano. A ci si
aggiunga che nel 1966 la pratica personale del soggetto al SID risulta dispersa e
lanno successivo viene redatto verbale di scomparsa 152. Inoltre, le notizie sul
Vesselinoff, molto frequenti nel corso di circa 20 anni, si interrompono nel 1967, per
poi riprendere nel 1974 e cessare definitivamente nel 1975. Linteresse del Servizio
sul bulgaro pare cessare improvvisamente quasi in coincidenza (1966) con la
sparizione del suo fascicolo personale dagli archivi, quando, come soggetto, in piena
guerra fredda, era indubbiamente elemento da tenere sotto controllo. A parte il
pericolo rappresentato dai contatti doltrecortina, il Vesselinoff stato indicato,
di volta in volta, al servizio di diverse intelligence e, quindi, rientrava negli
specifici compiti di CS tenerlo sotto controllo e non ignorarlo come appare dallo
sviluppo documentale. C un Servizio straniero occidentale che non viene mai
nominato, nonostante letnia del soggetto, il presunto coinvolgimento in un traffico di
armi per lHaganah, e una interpretazione complessiva delle attivit e dei contatti del
Vesselinoff che doveva, quantomeno come ipotesi di lavoro, in un Servizio dedito
alle attivit di CS come precipuo compito istituzionale, far considerare un suo operato
a favore del governo israeliano, e, invece, con qualunque denominazione, i SS.II.
davidici non vengono mai menzionati.

151 Gen. Allavena, peraltro anche lui cameino (oltre ad avere la titolarit del nr. 505 della P2) di
Santa Margherita Ligure dal 1958. Quando si regolarizzer nella Gran Loggia di Ghinazzi, sar
proprio il Vesselinoff il fratello presentatore. Giova ricordare che Allavena, fedelissimo del De
Lorenzo, cur la distruzione di alcuni fascicoli inerenti il cosiddetto Piano Solo, come accertato
dalla Commissione Beolchini. Tra i fascicoli ve ne era uno intestato a Veselinovic, probabilmente
da ricondurre proprio al Vesselinoff. Secondo la testimonianza del Gran Maestro Giovanni Bricchi
resa alla Commissione Anselmi, i fascicoli non vennero distrutti, ma affidati da Allavena al Gelli.
152 Tra i redattori del verbale di constatazione ammanco fascicoli, compare il Maggiore Demetrio
Cogliandro, cio lUfficiale del Servizio che raccolse da fonte da lui stesso definita molto
attendibile lindicazione che Igor Markevitch sarebbe stato un elemento di primo piano delle BR
ed incaricato di condurre tutti gli interrogatori di Moro. Lalto Ufficiale dellArma, pi volte
interrogato dallo scrivente, non ha mai inteso rivelare il nome della fonte. Tuttavia deve essere presa
in seria considerazione lipotesi che proprio il consuocero del Markevitch fosse allorigine della
clamorosa notizia. Si tenga presente che una corretta trattazione del carteggio avrebbe imposto che
il fascicolo del Vesselinoff venisse aggiornato con il legame con il Markevitch, a seguito degli
accertamenti su questi condotti dal SISMi nel 1978, a maggior ragione per la ampia notoriet del
Vesselinoff e per la insidiosa qualit dei suoi contatti. N doveva sfuggire che fossero entrambi
semiti. Tutto ci venne invece ignorato dal Servizio in uno dei momenti pi difficili della storia
della Repubblica e, quindi, sembra difficile giustificare tutto con una diffusa e devastante, dal
punto di vista informativo, superficialit.
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13. RICHIESTE.
Al solo scopo di agevolare le complesse e notevoli attivit di codesta A.G. nella
presente fase processuale, le richieste di presa in esame della possibilit di emettere le
deleghe necessarie ad approfondire quanto rapportato, sono suddivise in elementari
ed articolate. Per ciascuna di queste sono indicate, in estrema sintesi, le ragioni,
comunque gi apprezzabili dalla lettura integrale della presente annotazione. Quanto
si richiede non esaustivo di quanto accertabile, ma lavanzata fase processuale ha
richiesto una selezione che non solo stata fondata su scelte di priorit in termini
assoluti, ma anche di specifica redditivit e sulla base di una ipotesi di lavoro, che
seppur da sottoporre al serrato vaglio delle indagini di polizia giudiziaria, si dovuta
formulare in funzione probabilistica e per strutturare le attivit integrative da
condurre.
Questa ipotesi considera la possibilit che il tentativo di reclutamento dellEsposti
con il Centro CS di Milano abbia avuto un esito positivo ed abbia messo in luce un
preesistente rapporto dellestremista con lArma dei Carabinieri 153, o, meglio, con
quei settori golpisti della stessa154, che potendo controllare ed orientare le attivit di
CS attraverso i numerosi commilitoni che operavano allinterno del SID 155, hanno poi
intavolato, per canali paralleli e riservati , un colloquio con il Reparto D del
Generale Maletti, inizialmente inconsapevole di quanto andava accadendo. Settori
massonici156 particolarmente orientati nellintervenire sul piano istituzionale
potrebbero aver costituito il terreno ove tracciare i suddetti canali paralleli e riservati.
Si tratta di ambienti ostici, compartimentati e delicati e, pur non potendo essere
oggetto di univoca interpretazione, laggettivo porcata utilizzato dal Chiarini,
secondo il Gironda, per definire loperato dellArma a Pian del Rascino, lascia ancora
intravedere enormi potenziali ricattatori rispetto a quanto potrebbe essere accaduto.
ELEMENTARI
DELEGHE AD ESCUTERE:
153 Confortano su tal punto le dichiarazioni del Tramonte del 29-05-1997 inerenti le ragioni della
morte dellEsposti, individuate nel disvelamento che lestremista lodigiano aveva fatto delle proprie
attivit con i Carabinieri a funzionario della Questura di Milano. Nel verbale dell11-06-1997, il
Tramonte precisava che la morte di Esposti era probabilmente dovuta proprio al coinvolgimento
dellArma nel tentato golpe del 1974. Non di minore rilevanza le dichiarazioni sulla presenza del
Gen. Palumbo, Ufficiale indicato in rapporti con lEsposti, alla riunione del 1971 con gli Ufficiali
statunitensi della NATO del verbale del 10-06-1999.
154 Si ricordano in proposito le dichiarazioni del Tramonte del 10-06-1999 sulla mancata gestione
politica della strage di Brescia a seguito della marcia indietro degli Ufficiali dei Carabinieri che
avevano inizialmente garantito il loro appoggio.
155 Si rammentano le dichiarazioni del Tramonte circa i due ufficiali ritenuti la ragione della morte
del Ferrari nel verbale del 14-01-1999 e poi indicati nominativamente per la prima volta nella
relazione del 18-01-1999, relativa allincontro del precedente giorno 14: Cap. Delfino dei
Carabinieri e Dr. Pignatelli del Centro CS di Padova.
156 Non escluso il Bnai Brith ebraico.
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1. Francesco Gironda, per verbalizzare quanto relazionato;


2. Davide Beretta, in merito al supposto contatto telefonico con il Chiarini dopo
il proprio verbale e per approfondimenti relativi al riesame operato;
3. Vincenzo Tiberti, sul suo rapporto con il Chiarini;
4. Domenico Chiarini, su eventuali confidenze ricevute dal fratello e per
individuare il romano;
5. Giuseppina Chiarini, su eventuali confidenze ricevute dal marito;
6. Il Ten. Col. Giorgio Parisi, sui dissidi avuti con il Chiarini;
7. Gian Luigi Fappanni, per individuare il suo gestore del CS di Milano ed il
nome di copertura da questi usato;
8. Domenico Sevi, alla luce delle nuove emergenze;
9. Roberto Ardia, su eventuali confidenze ricevute dal Chiarini;
10.Loredana Chiarini, su eventuali confidenze ricevute dal padre, sullincontro
con il Gironda e sul manoscritto prodotto dal padre;
11.LIspettore Calabr su eventuali confidenze ricevute dal Chiarini;
12.Alessandro Chiarini su eventuali confidenze ricevute dal padre e sul suo
rapporto con Raffaello Liguori;
13.Raffaello Liguori sui suoi rapporti con Alessandro Chiarini;
14. Il Maresciallo Pietro Paradisi sulla sua eventuale conoscenza del collega
Chiarini;
15.Il Gen. Ambrogio Viviani sul Vesselinoff;
16.Il Gen. Nicol Bozzo, sul Vesselinoff e lEsposti;
17.Mirella e Claudia Vesselinoff sulla figura paterna alla luce delle nuove
emergenze;
18.Il Prof. Giancarlo Elia Valori sul Vesselinoff;
19.Mauro Leone, sul Vesselinoff;
20.Giovanni Ferorelli sul nazista di Chiavari coinvolto nel traffico di armi
effettuato con lEsposti;
21.Vincenzo Sulpizi, sul Tiberti, quale suo reclutatore;
22.Piera Fogliani, sul Vesselinoff.
ARTICOLATE
AUTORIZZAZIONE A RICHIEDERE ALLAISE:
1. Lindividuazione del titolare della sigla Gdc presente su atto del CS
Milano del 1969;
2. Lindividuazione del titolare della sigla sa presente su atto del CS
Milano del 1972;
3. Lindividuazione del titolare della sigla Giu presente su atto del CS
Milano del 1974;
4. Lindividuazione del titolare della sigla cd presente su atto del CS
Milano del 1974;
5. Lindividuazione di tale Sinisi attivo presso il CS di Milano nel 1975;

di
di
di
di

5
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6. Lindividuazione del titolare della sigla cg presente su atto del CS di


Milano del 1975;
7. Identificazione del Magg. Giorgio Parisi, CapoCentro CS di Milano nel
1975.
EMISSIONE DI DECRETO DI ESIBIZIONE DA NOTIFICARE ALLAISE IN
MERITO A:
1. Carteggio inerente la posizione disciplinare del Maresciallo Ezio Chiarini e
quanto relativo ad inchieste interne al Servizio sulla sua persona;
2. Tutta la documentazione proveniente dal CS di Milano, dal 1955 al 1978
siglata Martino nonch tutta quella ancora conservata presso il predetto
Centro;
3. Lindice del fascicolo impiantato nel 1967 a nome Giancarlo Esposti presso
il CS di Milano;
4. Atto nr. 6833 del 02-10-1978 del CS di Genova inserito nella pratica 1971I-12-100/413/6;
5. Individuazione del personale dellallora SISMi che, nella giornata del 1811-1996 ricevette lex-dipendente Ezio Chiarini presso il CS di Milano e
tutta la documentazione consegnata dal Chiarini in quella occasione;
6. Frank Androvich;
7. Raffaello Liguori;
8. John McCaffery.
^^^^^^^^^^
Ispettore Capo della Polizia di Stato Michele Cacioppo, informato.
Alla presente, trasmessa via mail, ma con la pagina del gruppo firma via fax, far
seguito la consegna a mano delloriginale.

Lufficiale di Polizia Giudiziaria delegato


( Ten. Col. CC. Massimo Giraudo )

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