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FRANCO FERRARI

S AFFO

E I SUOI FRATELLI E ALTRI BRANI DEL PRIMO LIBRO

aus: Zeitschrift fr Papyrologie und Epigraphik 192 (2014) 119

Dr. Rudolf Habelt GmbH, Bonn

SA F FO

E I SUOI F R AT ELLI E A LT R I BR A N I DEL PR I MO LI BRO *

1. Aspettando Carasso
Se Saffo, secondo la tendenzialmente concorde cronologia antica,1 nacque verso il 640/630, allora il primo
dei nuovi carmi recentemente pubblicati da D. Obbink (Obbink 2014) rispecchia, con il riferimento al fratello minore Larico che non ancora diventato un uomo,2 una situazione collocabile intorno al 620/610,
prima della partenza della poetessa, intorno al 600, per lesilio siciliano.
Carasso (il maggiore dei fratelli di Saffo secondo P.Oxy. 1800 fr. 1.135 = Sapph. T 252)3 invece gi
salpato per esportare vino di Lesbo (Herodot. 2.135, Strab. 17.1.33, Athen. 13.596bc etc. = T 254) alla volta del port-of-trade egiziano di Naucrati che prosperava da qualche decennio dopo essere stato promosso
intorno al 655 a.C., sulla sponda orientale del ramo canopico del Nilo, da Chio, Teo, Focea e altre
ioniche (ma al tempo Naucrati non costituiva ancora una greca quale Erodoto la definisce in 2.178 in
relazione alla concessione di alcuni favori ai Greci da parte di Amasi).
Larico fu coppiere nel pritaneo di Mitilene e fu pi volte lodato dalla sorella in relazione a questo
ufficio (Athen. 10.425a
, cf. Eust. Il. 1205.17 ss., schol. T Il. 20.234 = T 203).
Ecco il testo e la traduzione del nuovo carme (P.Sapph. Obbink, ll. 120), che a parte lassenza di una
o pi stanze iniziali (appartenenti alla colonna precedente), si conservato integralmente, e in forma quasi
impeccabile, s che le deviazioni dalledizione di Obbink riguardano solo la probabile corruzione di un
vocabolo al v. 14 e una diversa interpretazione della sintassi della frase desordio oltre a qualche dettaglio
di punteggiatura:4

, , ,
,

* Desidero esprimere la mia pi viva riconoscenza a Lucia Prauscello e a Martin West (che mi ha permesso anche di
consultare in anteprima il suo articolo per la ZPE: West 2014) per preziosi e svariati suggerimenti, proposte, obiezioni che mi
hanno trasmesso in una serie di missive elettroniche avviata poco dopo la comparsa in rete, nel gennaio 2014, della preliminary
version di Obbink (alcuni dei loro contributi pi specifici sono richiamati col nome accompagnato da asterisco). Un valido aiuto mi venuto anche da Daniela Colomo, curator dei papiri di Ossirinco, che con grande acribia ha controllato su mia richiesta
alcuni frustoli di P.Oxy. 1231, conservato presso la Bodleian Library di Oxford.
1 Cf. Euseb. Chron. p. 99b Helm (Hieron.): Ol. 45.1 = 600/599 Sappho et Alcaeus clari habentur, (versione armena)
Ol. 46.2 = 595/594, Suda 107 (= T 253) (Ol. 42 = 612/609)
, Strab. 13.2.3 e Marm.Par., ep. 36 = FGrHist 239 A 36 (T 251), dove lanno a cui liscrizione fa riferimento in relazione allesilio di Saffo in Sicilia quello dellarcontato del primo Crizia e si situa comunque fra il 605/604, a cui
rimanda la notizia precedente, e il 591/590, a cui afferisce la notizia immediatamente successiva, e inoltre sono da escludere gli
anni dal 595/594 al 592/591, positivamente associabili ad arconti diversi da Crizia. Sulla sostanziale attendibilit dei dati offerti
dal Marmor Parium in relazione alla biografia di Saffo vedi Jacoby 1904, 1002, sulla possibile derivazione dal peripatetico
Fania di Ereso dei dati condivisi da Eusebio e dal Marmor Parium Mosshammer 1977, 125.
2 Che Larico fosse pi giovane di Saffo non esplicitamente dichiarato da alcuna fonte, ma si ricava con ragionevole
sicurezza dal fatto che Saffo cantava di lui quando egli era ancora coppiere nel pritaneo di Mitilene ed ora confermato
dallaugurio che diventi un uomo.
3 Le citazioni di brani e testimonianze di e su Saffo e Alceo sono sempre fatte, salvo diversa indicazione, dalledizione di
E.-M. Voigt (Voigt 1971).
4 ella presentazione dei testi non riproduco tutti i punti sottostanti a lettera incerta quali sono scrupolosamente disseminati nelle edizioni di Obbink e di Burris, Fish e Obbink (BFO) e motivati nei relativi commenti paleografici , ma solo quelli
attinenti a lettere il cui ripristino, anche considerando il contesto e leventuale pluralit dei testimoni (ci che di lettura incerta
in uno di essi pu non esserlo in un altro), da considerare davvero dubbio. Questo permetter di mettere pi agevolmente a
fuoco i momenti realmente problematici.

F. Ferrari







.


,

,
,

.
ma tu non fai che ripetere che Carasso arrivato
con la nave colma, cosa di cui, credo,
sono a conoscenza Zeus e tutti gli di, ma non a questo
tu devi pensare,
ma solo a congedarmi e invitarmi a rivolgere
molte suppliche a Hera sovrana perch
giunga fin qua pilotando indenne
la sua nave Carasso
e trovi noi sane e salve: il resto
affidiamolo tutto ai numi,
ch a grandi tempeste dun tratto
succede il sereno.
Coloro la cui fortuna il sovrano dOlimpo
voglia infine rovesciare per il meglio
lungi da sofferenze, quelli diventano
felici e molto prosperi.
Anche noi, se Larico alzasse la testa
e diventasse finalmente un uomo,
ecco che saremmo liberate dun tratto
da molti scoramenti.

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Al v. 2 pu ben porsi in apposizione a quanto precede, dunque non c ragione di inserire punto forte
dopo pur seguito nel papiro da punto in alto (interpretabile come fine di Kurzcolon, non di periodo).
un inciso e dunque va posto fra virgole.
Al v. 5 non pu significare especially (rispetto a che cosa?) ma ha funzione limitativa (solamente), come in Hom. Od. 1.58 .
Per (v. 6) cf. Pind. Pae. *21.11 . Lepiteto sembra confermare il riferimento a Hera nello scolio marginale ad 15 in P.Oxy.2165 fr. 1, col. I ( ) in riferimento a del testo (si tratta di un carme molto lacunoso, Alc. fr. 130a, inserito per al
mezzo fra Alc. 129 e 130b, due brani entrambi ambientati nellHeraion pan-lesbio di Messa), vedi Liberman
1999, I, 62 s.
Al v. 14 credo sia da accogliere la correzione di West (2014) per del papiro
( post correctionem; ante correctionem). Contro questa proposta Obbink 2014, 44

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

obietta che essa requires understanding in a radically different sense from 10, ma lobiezione,
dato il passaggio dal plurale al singolare, debole (per destino o fortuna vedi LSJ s.v. I 2, a cui
aggiungerei Pind. Ol. 13.28 e il verso orfico (OF 5.2 T) in P.Derv.
col. 8.5 ] [][ ] [] , per la cui esegesi rimando a Ferrari 2013,
61 s.), mentre con si sarebbe costretti a far reggere non da (= )
ma da , come del resto mostra la versione di Obbink: of whomever the King of Olympus wishes /
a divinity as helper now to turn them / from troubles. In realt
non pu che significare coloro di cui il sovrano dOlimpo desidera rovesciare (cf. adesp.
TrGF 547.4 ), e a questo punto sia in quanto demone sia
diventano impossibili.
Il destinatario del discorso della poetessa come pu dire che Carasso tornato con la nave piena se
invece di un tale ritorno possono sapere solo Zeus e gli altri di? A Mitilene il dato del ritorno, se questo era
avvenuto davvero, doveva esser noto a chiunque si fosse affacciato sul porto (o su un porto, considerando
anche lo scalo secondario rivolto verso la costa anatolica), non solo agli di.
Obbink incline a dare a del v. 1 un valore atemporale (the infinitive represents an original
subjunctive or optative in indirect statement: you are always chattering that Charaxos should come, or
chattering May Charaxos come (or chattering for Charaxos to come, or just chattering: Charaxos
come), ma questo cozza con la regola generale secondo cui, when the optative and infinitive stand in
indirect discourse, each tense represents the corresponding tense of the same verb in the direct discourse
(Goodwin 1889, 126), e di fatto unevidente proiezione verso il passato dellinfinito aoristo in relazione a un verbo di dire si riscontra in Pind. Py. 1.52 , Aesch. Pe. 440, Ag. 634 s.
| , Eur. Med. 530 . Fanno naturalmente eccezione
i verbi denotanti speranza, attesa, volont, promessa, minaccia, giuramento, possibilit, quelli insomma che
contengono gi in s unapertura verso il futuro, e a questi afferiscono i passi richiamati da Obbink (Alc. fr.
69.3 s. | e Aesch. Ch. 138 |
) per legittimare uninterpretazione puramente aspettuale dellinfinito.
Forse la spiegazione di questa singolare ottica temporale sta in : lavverbio (= ) sottolinea linanit dellaffermazione (un effettivo ritorno dovrebbe essere annunciato una volta per tutte, non
reiteratamente) e rimanda a rumeur, murmure, un rabcher (Chantraine, DELG, p. 443) in modo
simile ma pi espressivo rispetto a e pu dunque denotare un vaniloquio solipsistico, un fantasticare
a vuoto sulla linea di due passi richiamati dallo stesso Obbink: Eur. El. 910
(Elettra ripete a se stessa in solitudine ci che immagina di dire a Oreste) e Aristoph. Eq.
348 (il Paflagone accenna a prove di allenamento in ambito oratorio)
.
Invece, obietta lIo lirico, il ritorno di Carasso ( 2, ripreso da 4) noto solo a Zeus e agli
altri di5 e rappresenta uneventualit che pu essere promossa solo rivolgendosi a Hera sovrana (protettrice
della navigazione, favor il ritorno a patria degli Atridi, come si racconta nel fr. 17), a cui Saffo stessa si
augura di essere invitata a fare appello affinch davvero Carasso arrivi qua. Non necessariamente, per,
carico di merci, bens, con una sorta di correzione rispetto a del v. 2 (per il quale, con Prauscello*, cf. Hom. Od. 15.446 ), con la nave indenne (v. 7 s. ) e trovando
sani e salvi (, cf. Hom. Od. 13.42 s. |
) i propri cari.6 Se questo, e solo questo, ci che bisogna chiedere a Hera, le altre cose (
9) buona e cattiva sorte, salute e prosperit ( al v. 16), insomma le sorti del gruppo fami5 Interessante il confronto, valorizzato dalla *Prauscello, con Hom. Od. 14.119

(Obbink 2014, 43 cita solo Hom. Il. 3.308 e Od. 15.523), dove anche il contesto (dialogo fra Eumeo e il falso mendico sulle vicende di Odisseo) mostra affinit col nostro passo.
6 La Prauscello* nota giustamente laffinit del contesto odissiaco nel senso che Odisseo fa una chiara distinzione in
questi versi fra laver ottenuto i dei Feaci (= Sapph. ; ovviamente nel caso di Od. i beni non derivano
dal commercio ma sono xenia) e la scorta (cosa che si d per avvenuta in 13.402) da un lato e, dallaltro, il desiderio tuttora
non realizzato di tornare sano e salvo dai suoi cari e trovare anche loro ugualmente indenni.

F. Ferrari

liare nel suo complesso e non solo quella di Carasso bisogna affidarle al potere degli di (cf. Hor. Carm.
1.9.9 permitte divis cetera) e alleventuale volont di Zeus di rovesciare in senso positivo una situazione
attualmente compromessa. In questo quadro non si tratta pi di levare una supplica a un determinato dio
ma di affidarsi al ritmo delle cose scandito dai celesti, non di pregare ma di sperare.
Il discorso si sposta, attraverso lo snodo costituito da 9, dal ritorno di Carasso a una pi
generale riflessione sulla condizione umana a cui si aggancia, tramite di v. 17, il tema della situazione di Saffo e del suo interlocutore. Il ritorno di Carasso, delegato alla supplica a Hera, ormai fuori
campo: fortuna e prosperit possono apparire dimprovviso, anche indipendentemente da quel che combina
il fratello maggiore (anzi, forse meglio lasciarlo perdere!), grazie allaiuto di Zeus e, su un piano pi realistico, alla maturazione delladolescente Larico. Allora anche noi, con laiuto divino, saremmo liberate
dun tratto ( 20, cf. 12) da molte tristezze.
Solo la madre di Saffo (Kleis, cf. P.Oxy. 1800 fr. 1.135 = Sapph. T 252 e Sud. 107 = T 253) pu
sentirsi coinvolta, almeno quanto Saffo stessa, nelle vicende di Carasso e di Larico, tanto pi che il padre
della poetessa doveva essere morto quando Saffo era bambina ([Ovid.] Her. 15.61 s. sex mihi natales ierant,
cum lecta parentis / ante diem lacrimas ossa bibere meas) e anche Kleis junior esclusa per ragioni
cronologiche.7
Le due donne, la madre matura e la giovane Saffo, rimaste prive di un centro di autorit maschile allinterno di un aristocratico che nonostante lapertura della societ lesbia al mondo femminile doveva
pur sempre gravitare intorno a un uomo, si trovano (o almeno si percepiscono) in uno stato di precariet
sociale ed economica si parla di e di (per le quali cf. fr. 58.15 incrementato da P.Kln
XI, 429: ) ora che il maggiore dei fratelli, Carasso, lontano per commerci
e Larico non si ancora fatto adulto.
Forse esasperata dalle pressioni della voce pubblica la madre non fa che ripetere, in una sorta di fantasia compulsiva, che il figlio maggiore tornato con la nave carica di beni (spezie, stoffe ) acquistate in
cambio di vino: la figlia cerca di restituirla al principio di realt sollecitandola a spostare la sua attenzione
dal pensiero del ritorno di Carasso arricchito a quello del ritorno di Carasso semplicemente vivo e, pi oltre,
dalla figura di Carasso a quella di Larico.
Rimasto senza padre e senza fratello maggiore, il teenager Larico, posto a quotidiano contatto con gli
adulti della societ aristocratica mitilenese a cui versa da bere nei simposi, si vergogna di s e abbassa la
testa umiliato8 come fa, nellimmaginazione della madre, Astianatte rimasto orfano del padre in Hom. Il.
22.491 e piega completamente la testa.
Lintervento in qualche modo terapeutico e didattico della figlia nei confronti della madre tende anche
alla promozione del fratello minore a nuovo leader del gruppo familiare.
2. Fr. 5 auctum
E impossibile stabilire se al momento della composizione dellode fossero gi cominciate a circolare voci
sulla relazione fra Carasso e Dorica. Di errori commessi da Carasso e di una censura sociale si parla invece,
prima del suo ritorno a Lesbo, in unode rivolta alle Nereidi dove si allude anche a tormenti da cui Saffo
con tutta la sua famiglia spera di essere liberata.
Il testo del fr. 5 stato accresciuto, rispetto a P.Oxy. 7 e (per i v. 15 e 178) P.Oxy. 2289 fr. 6, dagli
apporti di P.GC. inv. 105, fr. 3, col. II, 1029 pubblicato da Burris, Fish e Obbink ma si presenta ancora
fitto di spinose questioni testuali alla cui soluzione pu giovare un collage, relativamente ai vv. 1019, dei
7 Obbink (2014, 41) ventila altre possibilit lamante di Carasso (Dorica/Rhodopis o unaltra), il gruppo del locutore,
Saffo stessa ma considera comunque pi probabile lidentificazione con la madre. E inoltre, dal momento che, come ha notato
lo stesso Obbink (2014, 40), linizio del nuovo testo si sovrappone in qualche misura (comunque sufficiente a rendere certa
la connessione) con P.Oxy. 2289 fr. 5, che contiene anche resti di due versi della strofe precedente (rispettivamente. . . .][ e
. .].[), molto verosimile, essendo la traccia dopo congruente con , che si avesse (con West 2014) , [. E a un
discorso rivolto da Saffo alla madre in relazione a una festa apparteneva il fr. 9, gi in parte restituito da P.Oxy. 2289 fr. 4 e ora
incrementato da P.GC. inv. 105, fr. 1, dove al v. 3 leggiamo ], (suppl. BFO).
8 Per la frase alzare la testa cf. Hom. Il. 10.80, Soph. OR 224, Eur. Tro. 98 s.

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

contributi dei tre testimoni suddetti (= Fig. 1) costruito riportando allinterno di quello maggiore (P.Oxy. 7),
e utilizzandone la scrittura, le lezioni (sottolineate) provenienti dagli altri due.
, [
[] [

,
[

,
,

] , []
][] []
]
] []
. . . . . . (.) ] []
[], [] [],
[] [][ ]
[ ] []. [], [] [],
[ ][] [
.].[.]. .[. . . . . . . .].

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1 suppl. Diels 2 et 5 suppl. Blass 10 ] BFO || [] Blass 11 ][] Di Benedetto || [] Blass


12 supplevi || ] Blass 13 suppl. Blass || pap.: corr. Blass 14 init. sive possis ||
] Blass || [] Lobel 15 leg. West ( BFO) || [] supplevi || [] Lobel 16 suppl. Blass 17 init.
fort. (West) || [] Hammerstaedt || [][ Lasserre || ] supplevi 18 [ ] [] supplevi ([ iam West) || [] Blass || [] Lobel || [] Milne 19 [ post BFO ([) supplevi ||
][] Blass

Venerande Nereidi, illeso a me


date che mio fratello giunga qua
e che ci che nel suo animo desidera che avvenga
questo si avveri,
e che gli errori che un tempo commise li cancelli tutti
e sia ragione di gioia ai suoi cari,
di pena ai suoi nemici (nessuno per
lo sia a noi)
e voglia rendere sua sorella
pi onorata e da dolorosi tormenti
liberi coloro a cui prima, soffrendo egli stesso.
fiaccava
il cuore udendo il biasimo che mordendolo sul vivo
avrebbe potuto colpirlo con la censura dei cittadini
in modo quanto mai non bello, ma lo comprese
poco dopo,
e ancor pi lo far se di nuovo capir quanto conta
fra i mortali il buon nome. Ma tu, Kypris augusta,
eliminate cose insopportabili da tristi

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F. Ferrari

Fig. 1. Saffo, fr. 5

Il nuovo papiro ha permesso di recuperare la prima parola dellode (). Altrove sono dette
le Eumenidi (Soph. OC 84), Demetra e Kore (ibid. 1050, Aristoph. Th. 1149), le Moire (ibid. 700), ma sono
ninfe anche le Genetillidi di Aristoph. Th. 130 e come designata Thetis in Hom. Il. 18.35.
Ai vv. 78 il nuovo papiro conferma lintegrazione di F. Blass (che aveva pensato anche a
) nelleditio princeps del papiro ap. Grenfell e Hunt 1898, 103, cf. Alc. fr. 129.16
. Spesso si era invece integrato ( Mulbegat-Holler 1927). Il senso allora may
nobody ever be [sc. a grief] to us (Page 1955, 46 s.), con un inciso che intende prevenire uneventuale reciprocit per il secondo corno dellaugurio appena formulato (egli sia per i suoi nemici ragione di sofferenza
senza che alcun nemico lo sia per noi).
Al v. 11 la ricostruzione di BFO ][ ] rende molto aleatorio lo sviluppo del discorso
senza basarsi, a parte un incerto , su contributi del nuovo papiro. I problemi restano quelli ripetutamente
dibattuti in passato, in particolare limpossibilit di connettere al gen. pl. femminile a meno di
partire da ] e correggerlo, con West 2014, in (in lesbio era considerato dalla tradizione
grammaticale come di genere comune, cf. Sud. 970 ).
Credo che abbia ha ragione Di Benedetto (1982) a intendere il relativo , con ellissi del dimostrativo, come equivalente a coloro ai quali. In tal modo il cuore, lanimo o sim. che Carasso
prostrava era quello dei suoi , non il proprio, e in considerazione della collocazione dellomikron
superstite nel nuovo frustolo anche ] (ora ][]) dello stesso Di Benedetto plausibile
(cf. Pind. Ol. 2.51 s. ); ][] di Diehl, impeccabile per il senso,
sarebbe invece troppo breve.
Forse leggermente troppo lungo a principio di v. 12 , fortunata integrazione di F. Bucherer,
mentre , che ha il medesimo numero di lettere ma minore estensione, marcherebbe lopposizione fra
la sofferenza che Carasso ha procurato ai suoi cari e quella che ha causato a se stesso.
Del resto per il complemento oggetto di ] una promettente soluzione era gi stata trovata da
Blass con (= , cf. = ) cuore (forse da ipotizzare anche in fr. 96.17 [] )
a principio di v. 13. In tal caso lenjambement, al pari di ] in fr. 15.9 e in fr. 22.13, sottolineava la continuit sintattica fra strofe adiacenti.
Dopo lintegrazione ] dello stesso Blass (la forma attestata in Herodot. 2.133.2;
compare in Sapph. fr. 3.5) appropriata al contesto e in particolare si accorda con [] (dat. sg., non
nom. pl., come segnala il longum nel papiro) del verso seguente (lintegrazione di Lobel sostanzialmente

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

sicura, cf. Pind. fr. *122.6 M. , dove parimenti si allude a uneventuale censura collettiva,
e Hesych. 4065 ).9 Le tracce subito dopo la lacuna iniziale furono interpretate appunto come da Blass ed effettivamente vi si adeguano se si ipotizza un my un po corsivizzante
come quello di al v. 5.10
Per i v. 13 ss. BFO immaginano invece, sulla base di un suggerimento inedito di Lidov, che il riabilitato Carasso possa ascoltare prossimamente, in contesto simposiale, il suono ( urto a principio di
v. 13) di chicchi di miglio () lasciati cadere (al suolo?) a scopo ritmico-sonoro. In realt
di P.Oxy. 7 era stato sciolto brillantemente da Blass in . La locuzione (sulla pelle,
sul vivo, a zero), legata in prima istanza alla metafora del filo del rasoio, ben attestata, e in particolare
si pu richiamare Soph. Ai. 786 (this shaves close to the skin nella resa di P. J.
Finglass).
A principio di v. 14 Blass sugger ], e certamente (= att. ) si legherebbe assai
bene a nel senso di un rasare a zero (cf. Herodot. 4.175.1, Pherecr. fr. 35 K.A., Xen. Hell. 1.7.8,
Diocl. fr. 182.34 Van der Eijk, Theophr. Char. 10.14, Plut. Lyc. 16); quanto a , Blass lo interpretava come
impf. di (= , , ) = tratteneva sulla base Hesych. 2149 , :
una valenza che mal conviene al contesto e che non trova alcun conforto nelle altre attestazioni del verbo,
e inoltre c da osservare che in lesbio () laor. di = (), cf. Sapph. fr. 71.3 . Ma proprio = una soluzione plausibile, nel senso di un biasimo che colse, colp Carasso (cf. Hom. Il.
3.446 e 16.725, Plat. Theaet. 142b e vedi LSJ s.v. A II a: come upon, seize) con larma della pubblica
censura.11
Daltra parte la sequenza ] verrebbe a risultare troppo lunga di circa uno spazio-lettera, e poi
nella tradizione letteraria il biasimo, la maldicenza, linvidia, la discordia, lira non sono soliti radere come
rasoi, bens mordere come cani o serpenti il cuore o il o le (Hom. Il. 5.493
, 7.301, 24.129, Hes. Op. 451, Eur. Med. 110, Hipp. 1313 etc.), il che emerge soprattutto,
anche per la stretta affinit fra e il saffico , in Pind. Py. 2.53
. Appunto con la lacuna viene colmata adeguatamente e si recupera limmagine del
morso della maldicenza anche se altre possibilit restano aperte, ad es. grattando, raschiando
e quindi tormentando (cf. Pind. Ne. 5.32 ).12
Resta, per quanto riguarda , il problema della funzione della particella (): in collegamento con un ind. impf. o aor. essa sembra infatti produrre un risultato problematico non essendo chiaro
di primo acchito come il biasimo dei concittadini potesse prospettarsi per Carasso in una dimensione di
irrealt o di potenzialit nel passato (tutto il periodo gravita intorno allimpf. del v. 12).

9 Il dubbio sollevato dalla Hamm 1957, 116b sulla base del fatto che il gruppo -, -, -, non

attestato prima di Pindaro e di Eschilo ha scarso peso visto lampio naufragio della produzione arcaica, e se fosse vero che
aus inneren Grnden kann das isolierte Wort (nur Hdt.) erst gebildet worden sein, als die Gruppe fest war, allora
bisognerebbe mettere in dubbio anche lattestazione pindarica.
10 Lobel 1921, 165 optava invece per , che per non mi sembra in accordo con la primissima traccia dopo la lacuna.
11 Lunica alternativa, almeno nellottica di questo tipo di ricostruzione che prevede un participio in principio di v. 14,
sarebbe ] di Lasserre 1989, 187, che per comporterebbe, per evidenti ragioni sintattiche, la correzione (Lobel) di
del papiro in al v. 15 (su cui torneremo). West 2014 ha pensato, facendo a meno di un ptc., a ] would now be
plucking me to the raw, ma il me non facile da supplire mentalmente e la prospettiva del presente sembra riemergere solo a
v. 17 s.
12 Certo, una volta scartato per ragioni di spazio, viene meno la metafora del rasoio legata a a favore di
una mixed metaphor o di un tenore del discorso in cui il verbo aveva un valore generico in relazione alla sofferenza e in cui
pertanto lidea del rasoio era solo accennata. C comunque da considerare che , oltre che in relazione al rasoio (in
chiave letterale o metaforica) quando associato a o a , pu denotare anche semplice prossimit o contiguit, come
in Thuc. 2.84.1 e in Plut. Thes. 27.1 .

F. Ferrari

Lobel 1921, 165, che avvertiva evidentemente il problema pur senza esplicitarlo, supponeva che il copista di P.Oxy. 7 scrivesse intendendo (= ), ma non chiara la funzione del presunto e si
ha poi lulteriore complicazione per cui in lesbio si fonde in .13
Daltra parte il potrebbe riflettere una progressione dall isolato alla pubblica
parallela a quella dalla realt alla potenzialit nel passato: Carasso soffr e fece soffrire udendo un biasimo
che avrebbe potuto torturarlo sulla pelle viva con la censura dei concittadini, ma (con la protasi dellirrealt surrogata da una frase avviata con che enunciava la ragione per cui leventualit appena prospettata
non si era realizzata).
A v. 15, a proposito della loro stessa integrazione [ ], BFO ritengono che it is difficult to
make sense out of indeed ever not otherwise or indeed once not otherwise (or perhaps not in vain), ma
verosimilmente n n [ ] erano le lezioni originarie.
Il verso, come ha sospettato West 2014, doveva infatti cominciare con se mai in passato,
pi che mai (cf. Sapph. 1.5 , Alc. 38a.11 e 208A.3). La decifrazione delle prime tracce davanti a incerta (compatibile comunque sia con che con ), ma decisiva losservazione che il
presunto does not extend quite far enough to the left to align with the line-beginnings below (West).
In secondo luogo, come si pu riscontrare sul collage di Fig. 1, lintegrazione [ ] eccederebbe
lestensione della lacuna di uno spazio-lettera, n vi ragione di ricondurre a piuttosto che ad lesile
traccia obliqua davanti a : donde inevitabilmente non [ ] ma il frequente (a partire da Aesch.
Eu. 458) [], eufemistica allusione alla gravit del danno che Carasso avrebbe potuto subire.
Poi, nella seconda met del v. 15, segna lavvio di una nuova frase a meno di accogliere la correzione di Lobel (1921, 165), ignorata per in LobelPage (1955). Lo scriba (o il diortota) di P.Oxy. 7
comunque molto preciso nello scrivere anche se restiamo nel dubbio se interpretarlo come ()
o (). Lavverbio attestato in forma semplice nei poeti eolici solo in Alc. fr. 6.1
mentre Saffo usa spesso, per di nuovo, (1.15, 16, 18, 22.11, 83.4, 127, 130.1, e cf. anche Alc.
303Ab.14), ma la scelta dipende essenzialmente dalla natura del predicato terminante in ].
A questo proposito BFO hanno pensato a [] (= , impf. dellinattestato --), con
un anomalo davanti a vocale (in Saffo troviamo sempre tranne che in fr. 44.23 e 26) e un senso basato
sullindimostrabile equivalenza fra [] e la frase erodotea (2.104) (si
risolve in nulla, non dimostra nulla). West 2014 ha invece riproposto lintegrazione di Lobel 1921, 165
[] (una forma aoristica di registrata dalla tradizione grammaticale in relazione ad Alceo [fr.
408] e ad Anacreonte [fr. 130 P.]: Et.Gen. A et B p. 129 Miller = EM 385.9 s.), che egli rende con understood (traducendo pi oltre tutta la frase: but it was not long before he came to realize it). E che
sia davvero la parola giusta, e proprio in questa accezione (non invece in quella dominante in Omero di
ud, percep), appare confortato dalla presenza di una forma di a principio del v. 18. Ma ci
che Carasso comprese non fu, credo, il tormento procurato alla sorella, come vorrebbe West con la sua gi
ricordata integrazione (n. 11) ] al v. 14, quanto il rischio che egli stesso aveva corso esponendosi
alla pubblica censura.
A v. 17, considerando la sua collocazione in P.Oxy. 2289, fr. 6, ][ doveva trovarsi, come notato da
West, a ridosso di ][, e precisamente alla distanza di uno spazio-lettera: ][.][. Diventa pertanto
quasi inevitabile, e in linea col tenore ideologico del carme, recuperare [][ (cf. fr. 44.4 e 65.9) di Lasserre 1989, 187 s., che era preceduto da (forse da correggere, con West, in = ) []
(Hammerstaedt ap. BOF) : e ancor pi (lo capir) se .
Poi al v. 18 lavvio con .[,14 recuperato grazie al nuovo papiro, e le tracce, esili ma compatibili con
, di due lettere prima di [.] in P.Oxy. 7 inducono a scrivere [ ] []. Dunque: e che altro
desiderare se di nuovo si render conto che valore ha fra i mortali il buon nome? ([ gi West; per
13 Si potrebbe astrattamente immaginare che avesse gi qui la funzione iterativa che si riscontra con + ind. impf.

o aor. in passi come Soph. Ph. 290 s. e 295, Herdot. 3.119.3, Thuc. 7.71.3, Plat. Ap. 22b (Goodwin 1889, 162 e 249), ma
problematico postulare in Saffo un uso che non compare prima della tragedia attica e della prosa ionica.
14 Per .[ BFO annotano: left side of round letter with horizontal ink connecting at mid-level: or suggested.

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

lelisione cf. fr. 55.2 , per fr. 34.2), cf. Eur. Med. 34 s. | , Plat. Men. 95a
.
Ai vv. 1920 [ di BFO (cf. Alc. fr. 76.9 e 12) troppo lungo a meno di escogitare, come non
sembra facile fare, unintegrazione diversa da ] di Blass (stranamente non registrata dalla Voigt):
dunque [ (= att. ) come neutro sostantivato (cf. Soph. Ant. 282 ) collegato a , mentre lagg. sg. fm. o gen. pl. fm. e il sostantivo collegato dovevano gravitare
su altro verbo (forse in imperativo).15
La cornice delle due odi su Carasso assai diversa: in fr. 5 il benessere di Saffo e del suo gruppo sembra dipendere tutto dal suo ritorno, nel nuovo carme la speranza per la ricomparsa del fratello a Mitilene
affidata a una supplica a Hera mentre la liberazione dalle angustie del presente si lega, con una certa impazienza, a un mutamento di prospettiva, con Larico che potrebbe finalmente diventare un uomo.16
Comune invece la preoccupazione per il discredito sociale indotto dal comportamento di Carasso:
una censura esplicitamente richiamata in fr. 5.14 con [] , implicita nel nuovo carme nellesigenza che Larico alzi (o rialzi) la testa a contatto con laristocrazia cittadina.
3. Dorica e il fr. 15
La situazione temporale presupposta dal fr. 5 esclude, se le nostre considerazioni sulla cronologia di Saffo
sono corrette, lidentificazione della Dorica ricordata (e attaccata) da Saffo con la Rhodopis erodotea, la cui
viene collocata dallo storico nellarco del lungo regno (dal 568 al 526) del faraone Amasi (2.134.2).
Del resto lidentificazione fra le due etere era gi contestata da Athen. 13.596bc quando, ricordato che la
bella Saffo accusa Dorica nella sua poesia ( ) di aver spogliato di una grande
fortuna suo fratello Carasso dopo esserne divenuta lamante quando egli era salpato per ragioni commerciali alla volta di Naucrati, aggiunge che Erodoto chiama costei Rhodopis ignorando che persona diversa
da Dorica e che dedic a Delfi anche i famosi spiedi menzionati da Cratino in questi versi (lacuna).
Difficile dissentire da Wilamowitz (1913, 19 n. 1) quando sosteneva che lidentificazione erodotea fra
le due etere ein Beweis, wie die Personen der sapphischen Gedichte in die Novelle gezogen wurden. Un
epigramma di Posidippo (122 A.B.) citato proprio da Ateneo nello stesso contesto conferma la localizzazione della liaison a Naucrati ma chiama anchesso letera univocamente Dorica e non solo non accenna ad
accuse mosse da Saffo al fratello ma guarda alla stessa etera come a una donna che ha potuto fruire della
fama concessale dalle lucide colonne parlanti (v. 6 ) del canto di Saffo e
godere cos, anche a distanza di secoli, di un nome fortunato (v. 7 ).17
Lunica via per identificare Dorica e Rhodopis sarebbe ladozione di quella cronologia bassa (pi bassa
di una cinquantina di anni) che non solo per Saffo ma anche per Alceo, per Pittaco e per altre figure dellet
arcaica fu proposta da J. K. Beloch (1890 e 1913, 36264). Le basi di questa cronologia alternativa sono
tuttavia assai fragili e sono state giustamente contestate (Page 1955, 15461, Liberman 1999, I, XV n. 23).
Basti ricordare che Beloch non esitava a valorizzare, per la datazione di Pittaco, il suo presunto incontro
con Creso (che regn a partire dal 560 a.C.) a cui fa riferimento Erodoto (1.27.2): un aneddoto in cui Pittaco
posto dallo stesso Erodoto in alternativa a Biante e che rientra nel genere letterario degli apoftegmi e dei
dialoghi tra saggi e tiranni (Asheri 1988, 279).
Secondo Lidov (2002, 21922) ci sarebbe, alla base dei riferimenti di Erodoto alla love story fra Carasso e Rhodopis/Dorica, la perduta commedia di Cratino a cui faceva riferimento Ateneo (anche se la citazione letterale da Cratino caduta nel corso della tradizione manoscritta), ma Ateneo menziona Cratino solo
per dire che il poeta comico ricordava Rhodopis in relazione agli spiedi di ferro da lei dedicati a Delfi (un
dato storico confermato da unepigrafe delfica, SEG 13.364). Del resto le commedie intitolate a Saffo o a
15 Una possibile alternativa quella di interpretare , con West 2014, come sostantivo (acc. sg. o gen. pl.).
16 Per connotato in senso forte cf. Hom. Il. 5.529 , Herodot. 7.210.2

, Eur. El. 693 (dove analogamente parla una donna in relazione a un fratello).
17 Il tenore encomiastico ben si spiega se lepigramma fu commissionato al poeta di Pella in occasione dellerezione di un
monumento commemorativo, a cui allude deitticamente l del v. 7, in onore delletera.

10

F. Ferrari

Faone di cui abbiamo notizia appartengono tutte, con leccezione di Amipsia (comunque non pi anziano
di Aristofane), a poeti della Commedia di Mezzo (Amphis, Antifane, Efippo, Timocle) o Nuova (Difilo),
e dunque non verosimile immaginare un influsso di Cratino su Erodoto in relazione alla biografia della
poetessa.
Un altro aspetto toccato da Lidov merita invece di essere riconsiderato. Egli notava la stranezza per cui
Ateneo afferma che Saffo attacc Dorica per aver dilapidato le fortune di Carasso e invece Erodoto sembra
fare dello stesso Carasso il bersaglio di attacchi di Saffo: 2.135.6
.18 Secondo Lidov Athenaeus or his source, in haste or misled by a condensed quotation, must have
misunderstood the antecedent of the gender-neutral Ionic pronoun in Herodotus concluding phrase,
.
Considerando che un tono di scherno nei confronti di Dorica, nellambito di una preghiera ad Afrodite
perch deluda le speranze di vanteria delletera, emerge nel fr. 15 e forse anche in fr. 7 (] Lobel al
v. 1), dove si doveva parlare di un dover pagare per larroganza (] [ Lobel al v. 4),19
e invece non affiora in brani o testimonianze superstiti alcuna forma di dileggio nei confronti di Carasso,20
la conclusione pi semplice da trarre che il di Erodoto, come gi ipotizzato da Smyth 1900, 252 e ora
anche da Obbink 2014, 41, si riferisse davvero a Dorica, non a Carasso, e che Ateneo riprendesse la notizia
erodotea, salvo trasferirla da Rhodopis a Dorica, perch la trovava confermata nellopera di Saffo.
Che Erodoto collochi la composizione del carme con linvettiva contro Rhodopis dopo il ritorno di
Carasso da Naucrati a Mitilene congruente col presumibile collegamento del fr. 15 (ma senza che se ne
possa dedurre che proprio questa era la specifica ode della richiamata da Erodoto) con un nuovo
viaggio di Carasso verso lEgitto attraverso una navigazione che si spera felice (.[ 2, cf. Hom. Il. 9.362
).
Ecco il testo del fr. 15 con linserimento, proposto da Hermann Frnkel (1928, 267 s.) ma non accolto
da LobelPage, di P.Oxy. 1231 fr. 3 (= a) allaltezza di P.Oxy. 1231 fr. 1 col. I, 58 (= b 58):

b
] [
].[
].[

]
] [] [
] [][
]
[
]
], [ ] [] [
] [] [
] [] [
] .

12

1 [ Hunt 3 -] [ Diehl 5 Frnkel || ] [] Hunt || [ Diehl 6 ]


Theander || [][ Schubart 7 suppl. Frnkel 9 ], [ ] Hunt || [] Wilamowitz || [ Lobel
10 suppl. Lobel 1112 ] Wilamowitz || [] Hunt || [ ] Diehl

18 [Ovid.] Her. 15.67 s. si limita a far riferimento a un odio di Carasso per la sorella indotto da esortazioni da parte di lei:
me quoque, quod monui bene multa fideliter, odit; / hoc mihi libertas, hoc pia lingua dedit.
19 LP preferiscono, sia pure solo in apparato, a questa plausibile integrazione ] dello stesso Lobel, ma il fenomeno
della cosiddetta correptio Attica ben attestato nella poesia eolica (Marzullo 1958, 8798, Gentili 1984b), e in particolare un
caso di correptio davanti a labiale + liquida si trova in Sapph. fr. 16.19 .
20 Per una discussione sui possibili tratti di nei frammenti superstiti riconducibili alla vicenda di Carasso vedi
Cavallini 1991, 99116.

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro


beata
buona navigazione

e gli errori che in passato commise quelli cancellarli


ai naviganti il vento...
col favore della fortuna del porto

o Kypris, e ti trovi Dorica21


pi aspra n possa vantarsi dicendo
che per la seconda volta torn indietro
agognato.22

11

12

Appunto nella prospettiva di un nuovo viaggio alla volta di Naucrati si spiega laugurio finale che Dorica
non possa vantarsi di aver riattivato quel modulo erotico gi omerico (cf. Hom. Il. 3.428 e vedi Di Benedetto
1982, 812 = 2007, 80812) dell sei venuto/-a attestato per Saffo nel fr. 48 , (Lobel:
codd.) .
In questo quadro va considerato il legame intertestuale, restituito da Frnkel, tra fr. 5.5
[ e fr. 15.5 ] [] [ .
La Voigt, che pure accoglie almeno in parte per il fr. 5 lassetto suggerito da Frnkel, ha ripreso in
apparato i dubbi espressi da LobelPage sulle integrazioni centrali dei vv. 57 (si in 7 verum (et
valde incerta ), tum [] in 5 spatio nequaquam sufficit), ma unattenta revisione autoptica di P.Oxy.
1231 fr. 1 e 3 condotta da Daniela Colomo ha mostrato che questi dubbi, come emerge anche dalla mia
ricostruzione digitale (Fig. 2), non sono giustificati.23

Fig. 2. P.Oxy. 1231 fr. 3 + fr. 1 (Sapph. fr. 15)

Un testo rimanda allaltro (e ciascun verso potrebbe essere stato davvero il quinto della rispettiva ode), lo
cita la manire dun pour mmoire (Lasserre 1989, 198), ma con la novit, in fr. 15, di un deittico
21 Per la difesa dellintegrazione ] in fr. 15.11 contro i dubbi espressi da Lidov vedi Yatromanolakis 2007, 33032.
22 Delle possibili integrazioni a v. 11 s. ho brevemente discusso in Ferrari 2007, 150 n. 2 (= 2010, 159 n. 23). C ora da
aggiungere che , fin qui attestato con sicurezza in ambito di poesia eolica solo in Alc. fr. 73.11 e fr. 117b.30, riemerso
anche in Saffo (P.GC. inv. 105, fr. 2 col. II, l. 14 = Sapph. fr. 17.6). E per il nesso richiamerei anche Eur. IT 515
, Hel. 540 , Men. Asp. 10 (con la nota di P. Ingrosso).
23 In particolare la Colomo osserva che nella cornice il fr. 3 stato posizionato a sinistra di col. I fr. b secondo la proposta
di Frnkel, ma tale fr. b ora leggermente inclinato verso destra facendo apparire la lacuna di l. 5 leggermente pi grande; nota
inoltre che la ricostruzione di Frnkel appare confermata dallosservazione delle fibre perch si distingue una fibra immediatamente sotto del fr. 3 che continua sul fr. b dopo lacuna, sotto .

12

F. Ferrari

dellassenza () in lugo di unindicazione quantitativa (). Ora che Carasso riparte per un nuovo
viaggio, tutte le colpe commesse in passato sono allontanate in un passato remoto, richiamate unultima
volta per essere consegnate alloblio.
Infine, di un carme in cui comparivano forse tutti insieme i tre fratelli della poetessa, e sicuramente
Larico ed Erigyios, trattava lanonimo commentatore di P.Oxy. 2506 fr. 48 col. III, 135 (fr. 213A, h).
Dal testo, estremamente lacunoso, emerge una preoccupazione per le vesti di Erigyios (dunque per il suo
prestigio sociale) nel lemma di l. 40 s. | [] e inoltre il commentatore definiva Saffo
e e riferiva che la poetessa diceva qualcosa, nello stesso carme o in un altro, intorno ai
suoi fratelli (l. 44 s.). Il termine sembra rispecchiare un ruolo di sorveglianza (forse temporanea)
e di tutela degli interessi dell che ben corrisponde allorientamento dellIo lirico nel primo dei nuovi
brani pubblicati da Obbink (cf. Hippocr. Epid. 6.8.33 e
Idomen. FGrHist 338 F 14 ).
4. La nave del fr. 20
Non pare invece emergere alcun indizio, come invece stato talora sostenuto (Milne 1933, Lasserre 1989,
200 s., ma vedi le giuste obiezioni di Aloni 1997, 367), a favore di un riferimento alla vicenda di Carasso
nel fr. 20.
La coincidenza fra ] del v. 5 e Hor. Carm. 1.14.2 s. fortiter occupa / portum suggerisce che il brano mettesse a fuoco una nave che cercava di raggiungere la terraferma ( 10 e
21): come chiariva Giorgio Pasquali (1920, 21) esaminando il quadro oraziano, una nave, ridotta
male dalla tempesta, pur riuscita con grande stento a giungere quasi alla bocca del porto, ma una nuova
furia di vento e di onde la ricaccia di un tratto verso lalto mare.
Qualcosa sopravvive anche delle due stanze coincidenti con i vv. 815:
]
]
]
]
] .[
] [
] .[
]

11

15

Per il v. 9 la Voigt richiamava Hom. Il. 15.624 ss. (ondata violenta che si abbatte sulla vela, vento che
mugghia intorno allo scafo, marinai colti dal panico) e per (v. 13) Alc. 73.1 [] (e cf.
anche fr. 208a.14), ma per la fine di questo medesimo verso non pare sia stata presa in considerazione la
possibilit di integrare [ nel senso di possibile (cf. fr. 31.78 |
e Hom. Il. 18.520 ), seguito da un infinito (salvare o sim.) nella prima parte del
verso successivo, come parte di una constatazione che ormai non (]?) possibile evitare che le merci
finiscano sbalzate in mare.24
Inoltre ] del v. 8 ci rimanda a Theogn. 673 , sulla base del quale
si pu ipotizzare e.g. ] ( ] gi Diehl).25
Il brano sembra insomma offrire, seppur molto lacunosamente, un altro tassello per la ricostruzione del
celebre topos dellallegoria della nave (studiato in particolare da Gentili 1984, 30734).

24 Gi Treu 1954, 18889 pensava a ma nel senso di cedono, cadono fuori (ber Bord schon geht unsres Schif-

fes Ladung), ma a cedere dovrebbero essere non le merci ma le sartie (cf. Alc. fr. 208a.9 V.).
25 Per cf. anche Alc. fr. 6.3.

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

13

5. Senza laiuto di Afrodite


Nel secondo carme pubblicato da Obbink, i cui resti parzialmente si sovrappongono a quelli di Sapph. fr.
26 provenienti da P.Oxy. 1231, fr. 16, incontriamo un cri du coeur, una di quelle accensioni emotive per le
quali la poetessa di Mitilene specialmente famosa. Non poter essere aiutati dalla dea dellamore quando
si vorrebbe tener celata la propria passione suscita unansia simile a un conato di vomito (le nausee di 1.3
, e cf. fr. 3.7 e forse 96.17 nella lettura di Zuntz) tanto pi se Kypris padrona
non frena lardore di chi ama ma lo fomenta con un desiderio che, come lEros che scioglie le membra
() di fr. 130.1, piega le ginocchia.
,
, [] [
] [] [
] ;
] o [
] {} , , [
] [] [] [
. . .] .[.]
] , [
] [
]., [
]
][][. . .] . [
][
].[.].[

12

2 supplevi 3 ] supplevi ( West) || [] West || [ post West ([) supplevi 4 ] supplevi


5 ] supplevi || o leg. Hammerstaedt || [ Obbink 6 ] {} Obbink || distinxi, cetera olim suppl. West* 7 ] supplevi || [] Tsantsanoglou 7 [] supplevi || [ olim West* 8
fort. ] [] (][] iam Obbink) 10 ] [ Hunt 1112 Hunt ex Ap.Dysc. Pron. 324b et
363a 13 suppl. Lobel

Come non si cruccerebbe pi volte,


Kypris padrona, chiunque tu non favorisci
quando in sommo grado vuol celare la sua passione
n lo trattieni?
Fra sussulti ondosi tu vai straziandomi
con il desiderio che, ohim, gi mi pieg le ginocchia, ma io
credo che le raffiche non sopravanzeranno gli stralli
se ......
............................... te, voglio ..........................
.............................. soffrire questo ...................
............................... ma io sono
consapevole di questo
............................... i mortali ...............................
...

12

Lattacco nel segno di un vivace rimprovero, come per Glauco nei confronti di Ettore (Hom. Il. 17.149
;) o per Odisseo nei confronti di Polifemo (Hom. Od. 9.351 s.
, | ;).
Al v. 2, per cf. Eur. Med. 632 , Hipp. 117 e 415 = 522
, Charit. 3.2.12 = 5.10.1 , Apul. Met. 8.25 Venus domina.

14

F. Ferrari

Lindicativo [ (per la forma cf. fr. 129.2), integrato anche da West, come in 1.23 ,
fr. 31.23 .
Per la qui negata di Afrodite nei confronti di un mortale (lintegrazione [] di Obbink comporta
la doppia presenza di nel giro di due versi e mal si accorda col senso presumibile della frase seguente)
cf. Hom. Il. 5.423 , Archil. fr. 112.11 , Himer. 9.182
. A una cessata relazione di fra uomo e dio (Afrodite stessa?) sembra riferirsi il fr.
129b ( Page) ;
Al v. 3 per temporale + ott. a denotare azione reiterata cf. Herdot. 1.17.2
.
West 2014 ha notato che dopo garantito da P.Oxy. 1231 fr. 16, le tracce rimandano a , non ad
(Obbink ha invece proposto di leggere e integrare per la fine del verso [) e che delle due
lettere successive non resta in sostanza nulla: donde [c] [ celare la passione (al presente
per da preferire laoristo, consueto in simili sentenze di carattere generale, cf. ad es. Pind. Py. 4.145 s.
| ), che introduce un motivo che compare nella silloge teognidea
(v. 1343 ) e in Eur. Hipp. 139 e 394 , Antiph. fr. 232
K.A., Men. Mis. 361 (Sandbach), Ov. Her. 12.37 quis enim bene celat amorem?
Al v. 4 (= ) trattieni, freni (West), come in Hom. Il. 23.426 ,
Theogn. 26 .
Al v. 5, per (Hammerstaedt), cf. Soph. OR 23 s., Ph. 271, Eur. El. 1241, Or. 994 etc., per
in relazione a una sofferenza interiore Hom. Od. 13.320 (West 2014).
Al v. 6 per () cf. fr. 58.15 (in relazione alla vecchiaia) e Hom. Od. 18.212
, (lesempio stato addotto da West*, che per ha poi
optato per = , ).
In fine di verso sembrano riconoscibili le tracce superiori di [ piuttosto che di [, come invece suggerito da Obbink.
Al v. 7, per luso di in chiave di paragone o metafora, cf. Hom. Il. 11.306 e 747, 12.375, 16.384,
20.51; evidente, se le integrazioni colgono nel segno, la congruenza iconica con i del v. 5.
Dopo ].[ la felice integrazione [] (credo piuttosto che dico) di K. Tsantsanoglou (ap.
Obbink 2014), compatibile con le tracce di P.Oxy. 1231 fr. 16.7 ]. [, appare a prima vista troppo
breve, ma c da considerare che la lettera veniva a trovarsi sulla kollesis, e dunque possibile che lo
scriba incontrasse qualche grumo o ruvidezza da evitare (cos si spiegano le anomale spaziature fra e e
fra e in l. 17 e fra e in l. 23).
Il minuscolo frustolo sistemato nella zona destra inferiore, dove le tracce visibili nellinterlineo al di
sopra di ][ sono da intendere non come parts of a suprascript iota after ]. ma come residui speculari (offsets) rimasti attaccati al frustolo prima del suo distacco, era, come informa Obbink, originally
folded over left e pu essere ranged up to two or three letters (ma perch non qualcuna di pi?) o anche
immediatamente accanto a [. Se la collocazione quella a distanza zero, come nella foto acclusa alleditio princeps, otteniamo latteso coriambo ma una sequenza difficilmente decodificabile ( [),
altrimenti dobbiamo fare di ][ le prime due sillabe del baccheo finale e inserire dopo due sillabe
di scansione ( [ ][).
Per la fine del verso West* (che ha poi adottato una diversa soluzione) ha suggerito [, inf. fut.
di = sopravanzare, superare (cf. Hom. Od. 8.198
nessuno dei Feaci lo raggiunger n lo sopravanzer, in riferimento al disco lanciato da Odisseo), che a mio avviso poteva essere preceduto da [ (acc.) stralli (i cavi di prua che mantengono
ritto lalbero maestro), nel senso che la nave fugge le raffiche della tempesta e queste non riescono a spezzarli, come invece avviene in Hom. Od. 12.409 s. | .
Anche in Alc. fr. 208a.9 uno dei segnali del naufragio imminente lallentarsi delle , gli stralli
appunto (= , cf. Hesych. 550 [ cod.] ), correzione di Bergk
per del testimone (Heraclit. All. 5) suffragata da uno scolio marginale in P.Oxy. 2297 (Page 1955,

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

15

187). Per contro, Agamennone paragonato a uno strallo salvatore della nave in Aesch. Ag. 897 e lungo
gli stralli dovevano apparire i Dioscuri salvifici in Alc. fr. 34.10. E la gru tracia garantisce felice navigazione al poeta volando lungo gli stralli in Posid. 22.4 A.B. .
Al v. 8, con l (inf. medio-passivo di / , come rispetto a , cf.
Hom. Od. 10.241 ) ipotizzato da Obbink e, in principio di verso, ], si poteva dire che le bufere
non avrebbero oltrepassato gli stralli se fossero state trattenute
6. Sotto lala di Hera (fr. 17)
Da un altro frustolo di P.GC. inv. 105 (fr. 2 col. II, 925) sono venuti sostanziali incrementi al fr. 17 V., in
parte gi noto da P.S.I. II 123, ll. 312, P.Oxy. 1231 fr. 1 col. II 2, 221 e P.Oxy. 2289 fr. 9:
[] [],
, [ ]
[]

[]
[],
[ ] [

[]
[]
[. . . . . . . . . . .]. . .
[
[. . . . . . . . . . ]
][ . . . . . . . . . . . . ]
.[
[
[
.[.].[
[
] [.

12

16

20

12 supplevi 3 suppl. Wilamowitz 5 suppl. Diehl 6 suppl. BFO 7 [ Wilamowitz, cetera suppl. BFO
912 suppl. Wilamowitz 13 [ Castiglioni, dein fort. , ] 14 [ Hunt || ]
BFO 16 supplevi 19 [ Hunt 20 suppl. Milne

Qui vicino spiri il tuo favore verso i ministri


delle Muse, Hera veneranda, e verso la festa
che i sovrani Atridi resero da te
agognata
dopo aver affrontato grandi cimenti
dapprima intorno a Ilio e poi
sbarcati qua, ch non avrebbero potuto
trovare la giusta rotta
prima di rivolgersi a te e a Zeus protettore dei supplici
e al figlio seducente di Tiona.
Ma ora, o sovrana, anche noi, guarda!, celebriamo
secondo lantico uso
questi riti santi e belli, e la folla
di vergini e di donne

12

16

F. Ferrari
intorno
le misure dei clamori

essere
o Hera, arrivare.

16

20

Per lattacco BFO osservano che any reconstruction should avoid the mistake, made by early editors, of
taking in line 1 as describing motion, as observed by Lidov 2004, 3903, as well as taking it with
a dative e su questa premessa suggeriscono, a colmare la prima lacuna, [] (by/with/for those
dancing).
Due considerazioni paleografiche militano tuttavia contro questa integrazione: (1) nel testimone che
conserva tutta la sequenza [, e cio P.S.I. II 123 (un documento che si caratterizza per una
scrittura regolare e un eccellente stato di conservazione), dopo il finale c troppo spazio vuoto perch
non si scorga traccia di un eventuale (non cos invece, ad esempio, per un , che ha uno sviluppo grafico
minore); (2) dopo la lacuna, a destra rispetto a due tracce enigmatiche che potrebbero anche appartenere
alla medesima lettera, si individua una lettera che sembra da identificare con un (non a caso West 2004
scrive [).
Questa situazione induce a ipotizzare [] (acc. pl., in coerenza con la mancanza di segno
di elisione nel papiro), un composto attestato in Saffo in relazione a se stessa e alla sua cerchia in fr. 150.1
| 26 e che nella tradizione poetica successiva continua a riferirsi, come sostantivo o come aggettivo, ai cultori della in
quanto poeti compositori e/o interpreti oppure in quanto musicisti o coreuti, cf. Eur. Alc. 445 s.
e Ph. 1499 , Hermesian fr. 7.28 Powell, Opp. Hal. 1.680, IG
7.2484.6 , Nonn. Dion. 45.185 etc.
Anche qui il plurale poteva accomunare Saffo compositrice ed esecutrice del carme e i membri di un
coro femminile incaricato di accompagnarlo con la danza (ma senza escludere la possibilit di un coro che
cantasse oltre a danzare).
Poi, per la fine del verso, BFO integrano limperativo [] assegnandogli come soggetto
[] (suppl. Wilamowitz) al v. 2: let your charming festival be celebrated. Senonch la loro
stessa descrizione diplomatica pone come probabile, subito dopo la lacuna del v. 2, solo il primo sigma
mentre per la lettera immediatamente successiva ci si limita a dare per certe alcune tracce dinchiosto at
top right and bottom of line, e relativamente a ci che viene dopo si traccia un quadro della situazione
che suggerisce una lettura piuttosto che .27
Con queste premesse penserei ad [] spiri28 al v. 1 (che rinnoverebbe uno schema figurale che
troviamo pi volte nellepica arcaica: Hom. Cer. 276 , Hes. Th. 583
, fr. 43a.74 M.W. , Sc. 8 ) e
al v. 2 [ ] : un desiderio che il favore di Hera spiri l nei pressi ( avverbiale come
in Hom. Il. 4.329 e Od. 20.106 a definire lo spazio della cerimonia come a principio di fr. 2) verso29
i ministri delle Muse e verso la festa che
26 Della contestualizzazione di questo brano ho discusso in Ferrari 2007, 13640 = 2010, 14347.
27 After left hand part of triangular letter, then after a slight gap in papyrus (large enough for right side of , but may
have originally been closed) at mid line wide horizontal or slightly sloping diagonal, as of middle of or tail of .
28 BFO ipotizzano qui una lacuna di quattro lettere che essi colmano con [], ma occorre considerare che nel materiale scrittorio si prodotta una evidente smagliatura di alcuni millimetri che ha determinato la separazione fra due lembi del
frustolo, come si riscontra anche dalle dimensioni attualmente abnormi del (posto appunto a cavallo della smagliatura) di
in l. 5. In realt le lettere da ipotizzare in lacuna sono tre piuttosto che quattro (comunque troppo breve sarebbe per
[] di Lidov).
29 Con riferito anche al primo accusativo, come in Pind. Is. 7.41 s. | e
in Aesch. Pe. 492 s. / (a meno di correggere in , cf. fr.
16.9 ).

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

17

Le indicazioni di apertura, come suggeriva Calame 2009, 38 gi prima della scoperta del nuovo papiro, dovevano svolgere una funzione pragmatica al pari del presente indicativo del v. 11, da intendere
sulla linea di quei presenti indicativi pindarici in prima persona plurale, come di Py. 6.2 o
di Is. 4.62, che rinviano a una cerimonia in corso di esecuzione (Krummen 1990, 414): la poetessa doveva porsi come regista di una festa pubblica in modi simili a quelli che affiorano nellesortazione
iniziale alle dellode della vecchiaia incrementata dal papiro di Colonia (fr. 58.11 s.).30
Per i vv. 34 BFO passano in rassegna varie possibilit esegetiche che discendono dalla scelta preliminare fra come ind. impf. duale o come aggettivo verbale, ma la prima esegesi prospettata,
which the Atreids prayed for [vowed?], and the kings performed
comporta, oltre allassenza dellaumento temporale (possibile ma sporadica in Saffo e Alceo), che si accetti
una distinzione fra gli Atridi e non meglio specificati sovrani di Lesbo che, anche se nell Iliade lisola
segnalata come parte del regno di Priamo (24.54345), dovrebbero aver partecipato con gli Atridi allimpresa troiana.
Gli stessi editori optano comunque per come aggettivo verbale interpretando per
come dativo: which, prayed for by the Atreid, the kings caused to be performed. Di qui la delineazione
di un singolare scenario in cui un non specificato Atride (Menelao) sbarca a Lesbo, prega di ottenere una
festa dedicata a Hera e i re locali che lo hanno accompagnato prontamente la organizzano per lui. Ma,
soprattutto, se Menelao non accompagnato dal fratello e i re sono sovrani isolani, come si poteva dire
nello stesso tempo delluno e degli altri che non avrebbero potuto trovare la rotta (v. 7 s.) se non avessero
visitato la triade isolana? Dove mai avrebbero dovuto dirigersi i sovrani di Lesbo appena tornati in patria
dalla guerra di Troia?
Invece BFO non prendono in considerazione quella che sembra lesegesi pi semplice, e cio la
festa che i re figli di Atreo resero (non performed n caused to be performed) desiderata da te, con
= (cf. 31.2, 63.2, 137.1, Alc. 119.1), e dunque scrivendo, con West 2014, (non ),
e con sulla linea di Hom. Od. 19.404 e Cer. 220
.
Con il loro prestigio di sovrani espugnatori di Ilio e, presumibilmente, con la ricchezza delle loro offerte gli Atridi dovettero valorizzare e potenziare un gi esistente culto locale.
Certo, come notava la Voigt in apparato al v. 3, sec. Hom. ( 130 ss.) Agamemnon in insulam L. non
venit. Nel terzo canto dellOdissea Nestore racconta infatti che dapprima scoppi un aspro alterco fra i
due Atridi (Menelao esorta tutti gli Achei a prendere il mare, Agamennone intende rinviare la partenza per
dedicare sacre ecatombi ad Atena), s che allalba del giorno seguente met dellesercito si imbarca, laltra
met resta con Agamennone a Ilio. Poi, a Tenedo, alcuni (fra cui Odisseo) tornano indietro a Troia e solo
una parte (con Nestore e Diomede) prosegue il viaggio e viene raggiunta poco dopo da Menelao proprio a
Lesbo mentre in corso una discussione sulla rotta da seguire, e cio se navigare a nord di Chio rocciosa
verso lisola di Psiria, tenendola a sinistra, o a sud di Chio, passando vicino al Mimante ventoso (3.16972).
Cos, dopo aver tagliato il mare verso lEubea e precisamente verso capo Geresto in direzione sud-ovest (e
dunque aver scelto la rotta pi celere ma anche pi pericolosa), al quarto giorno Diomede e i suoi compagni
approdano ad Argo e Nestore prosegue sano e salvo fino a Pilo; invece Menelao passa lo stretto fra Chio
e la terraferma e procede verso sud lungo la costa anatolica ma poi, dopo aver virato verso ovest, urta a
Creta contro il promontorio che sorge nei pressi di Gortina e perde gran parte delle sue navi; infine viene
trascinato dal vento fino in Egitto (vedi Di Benedetto 2010, 346).
Del ritorno di Agamennone racconta invece Menelao nel quarto canto del poema, ma si tratta di un
viaggio tranquillo e senza incidenti (v. 512 s.) proprio grazie alla protezione di Hera finch le cose si complicano (v. 519 ss.) per una tempesta che colpisce la sua flotta presso capo Malea.31
30 Ne ho discusso in Ferrari 2007, 17983 = 2010, 19498.
31 Quello della tempesta presso capo Malea per altro un dato difficile da spiegare se vero che Agamennone puntava
verso Argo: a questo problema dedicato lo studio di Brillante 2005, seguito da una serie di interventi di altri studiosi (27113).

18

F. Ferrari

La divergenza rispetto allOdissea si spiega col pullulare di varianti che dovevano essere fiorite intorno
alle tradizioni di quelli che al tempo di Saffo erano forse gi diventati i Nostoi attribuiti ad Agia di Trezene.
In particolare, per quanto riguarda i movimenti iniziali di Agamennone e Menelao, nel racconto di Apollod. epith. 6.130, che si accorda con il sunto dei Nostoi nella Crestomazia di Proclo, si danno su Agamennone particolari ignoti allOdissea: egli approda a Tenedo (dove invece in Od. 3.159 giunge solo la met
dellesercito in dissenso con lui) e poi per tutti tranne che per Neottolemo (trattenuto da Thetis) scoppia una
tempesta al largo di Teno, una delle Cicladi (mai menzionata nellOdissea).
Ma anche nellAgamennone di Eschilo (vv. 61580) Agamennone e Menelao partono insieme da Ilio e
vengono separati solo in seguito, in mare aperto, da una violenta tempesta ( 649), e questo partire
insieme, e senza contrasti, pu far pensare, piuttosto che a uninnovazione del poeta ateniese, a una ricezione di un filone tradizionale affine o identico a quello noto a Saffo (vedi Caciagli 2011, 15455).
Al v. 9, per nel senso di rivolgersi a un dio per pregarlo o supplicarlo, cf. Eur. Ba. 712 s.
| .
Al v. 11, se la lettura ]. di BFO coglie nel segno, si pu pensare a un inciso guarda! (cf. Archil.
fr. 105.1 , , Aesch. Ch. 924, Eu. 254, Soph. El. 945, OC 117, Eur. IT 67, IA 1412). Allora, con
ripresa dellepiteto cultuale del v. 2, e.g. [, ,] , .
A v. 13 s. il sostantivo a cui il nesso [() si riferiva poteva essere (Hom. Cer. 273
e 476, Pind. fr. 140a.78 M., Aesch. Se. 179, fr. 57.1 R. etc.): e.g. [ , ].
Per il v. 16 gli editori osservano che if is correct and refers to the measures of song or chant, it
long anticipates the next known use as such (at Arist. Nub. 638), ma unoccorrenza anteriore ad Aristofane
in Pind. Pae. 6. 121 s. |.
BFO sospettano inoltre che some form of belongs here in the adonaean, e.g.
[, e in effetti la corrispondenza con alcuni tasselli di fr. 44 (da un lato la sequenza di v. 14 s.
[] | [] [], dallaltro il richiamo al grido
rituale in del v. 31) e con la menzione dello stesso grido rituale in Alc. fr. 130b.20
[ ] 32 rendono lipotesi molto verosimile in termini generali, ma in lesbio la forma
corretta del verbo era (cf. ), come mostra il citato di Sapph. fr. 44.31
(][] P.Oxy. 1232, [ P.Oxy. 2076), non . E dunque, essendo lunga la terza sillaba
di , appare ovvia, in linea con i citati pindarici, lintegrazione [.
Quanto abbiamo da P.Oxy. 1231 fr. 1, col. II di quello che, come segnala la presenza della coronide,
era ladonio finale del carme (v. 20), e cio [.] [,33 integrato gi da Milne con [], [,
pu far ora sospettare, dopo la pubblicazione del primo carme di P.Sapph. Obbink, che il riferimento a una
supplica a Hera ai vv. 59 riguardasse appunto la cerimonia di cui questa invocazione a Hera del fr. 17 era
parte integrante: da notare la stretta corrispondenza fra [], [ e P.Sapph. Obbink 6 s. |
(e cf. anche fr. 5.2 [).
Una coincidenza difficilmente casuale che ci suggerisce nuovamente, nellambito di quello che potremmo chiamare il ciclo di Carasso, il ricorso a tessere para-formulari che sottolineavano la connessione fra
alcuni di questi componimenti attivando nelluditorio la memoria di momenti lirici gi proposti in altre
occasioni.

32 Si tratta di un carme ambientato nel medesimo scenario di Sapph. fr. 17 e di Alc. fr. 129 (cio quellHeraion pan-lesbio
di Messa che doveva essere ubicato nellarea nord-occidentale del golfo di Kalloni ed era consacrato alla triade Zeus-Hera-Dioniso (su tutta la questione di questo in relazione alla poesia di Saffo e Alceo vedi da ultimo Caciagli 2010).
33 Sulla scia della Voigt, che stampava per linizio di verso [?], BFO restano incerti se postulare una lettera davanti a
, ma mi pare sicuro, dalla foto acclusa al vol. 10 degli Oxyrhynchus Papyri, che questo non era la lettera iniziale del rigo.

Saffo e i suoi fratelli e altri brani del primo libro

19

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Franco Ferrari
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