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ULTIMI SVILUPPI

• Nuovi strumenti di agevolazione finanziaria di


SIMEST per gli imprenditori italiani. Nel quadro
dell’azione di sostegno pubblico alla internazionalizzazione delle imprese italiane
nei Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea, il Comitato Agevolazioni
della SIMEST ha approvato il 13 aprile scorso tre circolari che innovano agli
strumenti di agevolazione finanziaria a valere sul Fondo 394/81 e li rendono piu'
flessibili e adeguati alle esigenze del sistema imprenditoriale italiano e dei
mercati verso i quali esso opera. Vengono cosi’ anche messi a disposizione delle
imprese interventi individuati dal CIPE. Le tre nuove circolari trattano di
inserimento sui mercati esteri per la diffusione di prodotti e servizi (circolare 2);
studi di prefattibilita' e fattibilita' e programmi di assistenza tecnica collegati ad
investimenti italiani all'estero (circolare 3); finanziamenti agevolati a favore delle
piccole e medie imprese esportatrici per il miglioramento e la salvaguardia della
loro solidita' patrimoniale al fine di accrescere la competitivita' sui mercati esteri
(circolare 4). Mentre i primi due documenti si occupano quindi di strumenti di
sostegno finanziario gia' in essere e finalizzati a singoli processi di penetrazione
su mercati esteri, che vengono ora rafforzati, l’ultima circolare regola l'operativita'
di un nuovo strumento, specificamente rivolto a sostenere i patrimoni delle
aziende con vocazione esportatrice. Per ottenere maggiori informazioni e copia
dei documenti in questione e’ possibile rivolgersi all’Ambasciata d’Italia ad
Ankara, agli Uffici Consolari italiani di Istanbul e Izmir e all’Ufficio ICE di Istanbul.
La Simest potra’ essere raggiunta all’indirizzo email info@simest.it.

• Costruzione di tre nuovi porti. La scorsa settimana si e'


conclusa ad Istanbul la conferenza internazionale sulla finanza nell'ambito
portuale, nel corso della quale le autorita' turche hanno presentato il progetto per
la costruzione di tre nuovi porti nel Paese. Si tratta del porto di Candarli -in
prossimita' di Izmir- con un investimento previsto di 185 milioni di dollari, del
porto container di Mersin -che potrebbe servire da porta d’accesso per i Paesi
mediorientali, il Caucaso e l’Asia- con un investimento previsto di 370 milioni di
dollari, e del porto di Filyos -nell'area del Mar Nero in prossimita' di Zonguldak-
con un investimento previsto di 500 milioni di dollari. I primi progetti ad essere
avviati saranno quelli per i porti di Candarli e Mersin e si prevede che le prime
fasi della realizzazione termineranno entro il 2014. Esistono tuttavia alcuni
problemi sul versante finanziario poiche' i tre progetti necessiterebbero di
consistenti finanziamenti non solo a livello governativo ma soprattutto da parte
europea o di istituzioni finanziarie internazionali che al momento non sono
ancora stati decisi. Gli esperti del Dipartimento Costruzioni per ferrovie, porti ed
aeroporti del Ministero dei Trasporti ritengono quindi che, in aggiunta agli
investimenti pubblici ed internazionali, sara’ necessaria una forte collaborazione
con il settore privato locale ed internazionale (per la buona riuscita dei progetti
potrebbe essere in particolar modo importante la partecipazione di porti esteri).
Secondo gli esperti del Dipartimento per le infrastrutture ed i Servizi
dell’Organizzazione per la Pianificazione statale, la Turchia ha grande bisogno di
sviluppare la sua rete portuale: circa il 95% del traffico di passeggeri e il 92% di
quello merci e’ infatti su strada. Il traffico di container si e’ quintuplicato dal 2001

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al 2009 ma dei 200 porti di cui la Turchia dispone molti sono di dimensioni troppo
ridotte. Una volta completati, i tre porti faranno parte dell’estensione della rete di
trasporti trans-europea (TEN-T) in Turchia. (Fonte ICE).

• Previsioni al rialzo per l’economia turca da


parte del Fondo Monetario Internazionale. In un
rapporto pubblicato lo scorso 21 aprile, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha
annunciato di aver rivisto al rialzo le proprie previsioni sull’andamento
dell’economia turca per il 2010, che ad ottobre 2009 indicavano per l’anno
successivo una crescita pari al 3,7%, prevedendo ora una crescita del 5,2%. Tale
dato e’ superiore a quello stimato dal governo turco, che ha invece previsto per il
2010 una crescita del 3,5%. Il FMI si aspetta tuttavia un rallentamento
dell’economia turca nel 2011, anno in cui la crescita si assesterebbe al 3,4%. Nel
rapporto il FMI constata che la Turchia si sta riprendendo dalla crisi internazionale
piu’ velocemente di altri Paesi dell’Europa orientale come dimostrato dalla fiducia
interna che si e’ gia’ ripresa dopo lo “shock” iniziale, dal flusso di capitali e dal
commercio che stanno tornando a livelli normali. Secondo le stime del FMI,
l’inflazione per il 2010 sara’ in media del 9,7%, in aumento rispetto al 6,3% dello
scorso anno, mentre per il 2011 dovrebbe attestarsi sul 5,7%.

ENERGIA

• I turchi cercano petrolio e gas naturale nel Mar


Nero. La Turkish Petroleum Corporation (TPAO) sta continuando nella sua
politica di ricerca ed esplorazione di petrolio e gas naturale nel Mar Nero. Nei
giorni scorsi, il Direttore Generale della TPAO, Mehmet Uysal, ha dichiarato che
sin dal 1970 oltre 4 miliardi di dollari sono stati investiti dalla societa' statale per
verificare l'esistenza di giacimenti petroliferi e gas naturale al largo delle coste
turche sul Mar Nero. Uysal ha fatto anche presente che al largo delle coste turche
-probabilmente a grandi profondita'- vi sono vasti giacimenti di petrolio e gas
naturale che potrebbero soddisfare le esigenze energetiche locali per i prossimi
40 anni. "Riteniamo che vi siano nel Mar Nero 10 miliardi di barili di petrolio e 3
miliardi di metri cubi di riserve di gas naturale” ha dichiarato Uysal, “e' finito il
tempo delle prospezioni ed ora e' giunto quello delle perforazioni". La prima
perforazione sara' avviata in luglio al largo di Sinop attraverso la piattaforma
norvegese "Leiv Eiriksson" (altre perforazioni saranno condotte nell'arco di 2-3
anni al largo delle citta' di Trabzon e Zonguldak). Gli investimenti complessivi che
la TPAO ritiene di dover effettuare per giungere ad una regolare produzione -ove
le prime perforazioni fossero di esito positivo- ammonterebbero ai 50-60 miliardi di
dollari (le importazioni annuali turche di gas e petrolio ammontano ad oltre 30
miliardi di dollari). (Fonte ICE).

ECONOMIA E POLITICA ECONOMICA

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• Aspettative di grande crescita nel settore delle
costruzioni per il 2010. L’industria delle costruzioni potrebbe
registrare nel 2010 una crescita del 15%, secondo Süleyman Varlıbaş, Presidente
della Varlıbaş Holding, un’impresa del settore turca. Intervenendo alla conferenza
organizzata dall’Associazione dei produttori di materiali da costruzione turchi
(IMSAD) sulle aspettative del comparto per il 2010, Varlıbaş ha affermato che la
crescita nel settore delle costruzioni e dei materiali edili dipendera’ dalla domanda
delle famiglie: "Ci sono 15 milioni di famiglie in Turchia e 68,3% di queste sono
proprietarie di casa, mentre solo il 23,9% e’ in affitto. Ci si aspetta che questo dato
cresca, visto che la popolazione del Paese continua ad aumentare”. Varlıbaş ha
poi ricordato che l’industria delle costruzioni turca ha subito una contrazione del
16% nel 2009, mentre il calo registrato dall’economia del Paese nel suo
complesso era stato del 4,7%. “Ora, con la nuova fase positiva dell’economia
turca, ci aspettiamo una crescita del 15% nella nostra industria” ha aggiunto
Varlıbaş. “La Turchia ha un grande potenziale nelle costruzioni e nel settore dei
materiali edili” ha proseguito "e tutti i dati del primo trimestre del 2010 indicano
che la domanda sara’ molto alta grazie ai bassi tassi di interesse e a prezzi
convenienti.”

• Alti tassi di crescita del settore automobilistico


turco nel primo trimestre dell’anno. Nel primo trimestre
del 2010 il mercato dell’industria automobilistica turca e’ cresciuto del 7,2%,
rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Piu’ nel dettaglio, l’Associazione
dell’Industria automobilistica (OSD) ha recentemente reso noto che, tra gennaio e
marzo 2010, si e’ registrato un aumento del 17,2% nel settore dei veicoli
commerciali pesanti e del 27,1% in quello dei veicoli commerciali leggeri rispetto
al primo trimestre del 2009. Continua invece il sensibile calo per quello che
riguarda gli autobus, il cui mercato si e’ attestato a -69% nel periodo in
considerazione. Sempre tra gennaio e marzo 2010, il totale delle esportazioni
dell’industria automobilistica e’ salito del 67,3%, con quelle di autovetture in
crescita del 52,9%. Anche la produzione totale automobilistica e’ aumentata, per
un valore pari all’81%.

INDICATORI MACROECONOMICI
• Crescita del PIL: La crescita del PIL per tutto il 2008 è stata dell’1,1%. La
partenza è stata più problematica nel 2009, iniziato con un preoccupante calo del
PIL pari al 14,5% nel primo trimestre, che è tuttavia andato a migliorare nei
trimestri successivi (-7,7% nel secondo trimestre e -2,9% nel terzo), fino a
mostrare, nel corso dell’ultimo trimestre del 2009, una netta inversione di
tendenza, con l’economia turca che è tornata a crescere del 6%. I dati finali
indicano quindi per l’intero 2009 un calo dell’economia al -4,7%.
• Inflazione annua: La forte contrazione dell’attività economica ha determinato
nel 2009 un calo sensibile dell’inflazione anche in Turchia, attestandosi a fine
anno al 6,25%. L’aumento delle imposte sulle sigarette e sulla benzina hanno poi
fatto lievitare il tasso di inflazione all’8,2% a gennaio 2010. A febbraio il tasso di

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inflazione è di nuovo tornato ad essere a due cifre, +10,13%, mentre nel mese di
marzo è sceso a 9,6%.
• Interscambio con l’Italia nel 2009: Nonostante la grave crisi congiunturale,
nel 2009 l'Italia si è attestata al quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner
commerciali della Turchia, con un interscambio di 13,6 miliardi di dollari (-27,7%
rispetto al 2008), derivanti da esportazioni per 7,7 miliardi di dollari (-30,4%) ed
importazioni per 5,9 miliardi di dollari (-24,6%). L'Italia resta il quinto Paese
fornitore, preceduta da Russia, Germania, Cina e Stati Uniti, con una quota di
mercato sul totale delle importazioni turche dal mondo pari al 5,5%, mentre è il
quarto mercato di sbocco delle merci turche (la precedono Germania, Francia e
Regno Unito). L’Italia e’ al quinto posto nella graduatoria dei principali Paesi
investitori, con 291 milioni di dollari (in crescita del 16,9% rispetto al 2008) ed una
quota del 3,8% sul totale degli investimenti esteri giunti in Turchia nel 2009. Nel
periodo gennaio-febbraio 2010 l'Italia, classificatasi quarto partner commerciale,
quinto Paese fornitore e secondo mercato acquirente, mostra, dopo diversi mesi,
una notevole effervescenza, con un interscambio in crescita del 44,5% (2,5
miliardi di dollari), esportazioni pari a 1,3 miliardi di dollari (+55,6%), importazioni
pari a 1,2 miliardi di dollari (+33,4%) ed un saldo attivo di 138 milioni di dollari. La
quota di mercato dell'Italia sul totale delle importazioni della Turchia dal mondo è
stata, nel primo bimestre del 2010, del 5,6%, in lieve aumento rispetto alla media
degli ultimi anni. Sono 782 le imprese italiane stabilmente operanti nel Paese (il
3,3% delle 23.933 imprese estere presenti in Turchia) con investimenti diretti che
alimentano fortemente le correnti esportative verso l'Italia (lo stock supera i 4,7
miliardi di dollari, mentre nel primo bimestre 2010 altri 5 milioni di dollari si sono
aggiunti a questo totale).

BORSA DI ISTANBUL
Borsa di Istanbul (IMBK-100): 58.338 punti al 26.04.2010

CAMBIO al 26.04.2010
1 Euro = 1,9716 TL
1 USD = 1,4750 TL

A cura di: Irene Castagnoli Vice Capo dell’Ufficio Economico e


Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in
Turchia
Roberto Luongo Direttore dell’Ufficio ICE di Istanbul

Redazione: Andrea Perugini Addetto economico e commerciale


Ufficio Economico e Commerciale
Ambasciata d’Italia in Turchia