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INGEGNERIA DELLE SCARPATE IN ROCCIA

E. Hoek & J. W. Bray

terza edizione riveduta

ristampa 2001

Traduzione in Italiano del testo "Rock slope engineering" a cura di

Dott. Geol. Silvio Laureri

versione 1.1

Dicembre 2010

Per gentile concessione della Institution of Mining and Metallurgy

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Presentazione Prof. M. Fornaro

L’entrata di un nuovo testo scientifico nel ‘giro’ degli addetti ai lavori - soprattutto a livello universitario - può suscitare interessi ed impressioni diverse. Da un lato ci si può aspettare un ag- giornamento della materia, oggi in continua evoluzione tecnica, indispensabile in un mondo professionale sempre più tecnologico

ed

esigente; dall’altro resta tuttavia importante poter criticamen-

te

disporre di consolidati principi e di mezzi conoscitivi, sempre

necessari per qualsiasi sviluppo di ricerca scientifica e per una co- stante innovazione tecnica, anche - direi soprattutto - nelle Scienze geoapplicative ed ingegneristiche che operano su rocce e terreni.

A tal riguardo, prima come Ingegnere (‘minerario’ e quindi cul-

turalmente vicino all’ ambiente editoriale della IMM britannica,

istituzione promotrice dell’opera originaria di cui trattasi) e poi

come Geologo ‘applicato’ (dopo un metamorfismo

to’, si potrebbe forse dire) non posso che esprimere, anzitutto, un giudizio ‘didattico’ positivo su un testo classico che sarebbe superficiale ed ingiusto ritenere superato.

Più corretto,in ogni caso, è considerarlo formativo, essendo stato tale per almeno due generazioni di studiosi. Al di là infatti di tanta letteratura, specifica sul tema, nel frattempo pubblicata e diffusa nel mondo scientifico internazionale, questo testo ha senza dubbio svolto una preziosa funzione pionieristica per allievi geoingegneri d’ogni Paese e, soprattutto, data la sua ‘architettura’ compositiva (esaustiva ma non pedante), di accattivante guida per autodidatti, professionisti e cultori della materia, nel settore innovativo della Meccanica delle Rocce, sorella minore (ma solo di età) della Geo- tecnica, nata prima e rivolta piuttosto al comportamento delle Terre.

Ben tornato quindi, tale testo fra le nostre mani con una nuova veste editoriale (economica) ma con la ‘genuinità’ dei suoi conte- nuti originali, peraltro tradotti con competenza in lingua italiana; non si tratta, in questo caso, per un lettore anonimo, di assecon- dare una certa ‘pigrizia’ scolare - oggi evidentemente da superare nel contesto internazionale - bensì di facilitare proprio quegli sti- moli all’apprendimento di prima mano della fisicità dei fenomeni che possono poi, una volta compresi correttamente, venire appro- fonditi ed implementati con altri testi stranieri, segnatamente in lingua inglese. Ciò anche in virtù del residuo ‘bilinguismo’, volu- tamente mantenuto fra le righe e nelle didascalie illustrative del libro stesso.

Un doveroso riconoscimento quindi all’amico italo-ticinese, Dott. Geol. Silvio Laureri, in parte almeno, lui stesso ‘autodidatta’, avendo tratto dalla propria positiva esperienza - professionale e di lavoro - quegli elementi pratici e sperimentali sul campo che gli hanno fatto sempre meglio apprezzare, arricchendoli tecnicamente

di propria mano, i fondamenti teorici contenuti nel testo originale

‘per contat-

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di

H&B, sino a volerli tradurre, con un tenace impegno personale

di

tanti anni - quasi per antica riconoscenza di Allievo ‘virtuale’

verso gli Autori medesimi, diventandone, in certo senso, ‘Collega ad honorem’ - e mettere, come oggi si usa, in rete.

In ogni caso, gli auguro un comunque meritato apprezzamento del-

l’Accademia ed una proficua diffusione presso gli Ordini di lingua italiana, nell’interesse soprattutto delle Scienze Geomeccaniche.

Università di Torino, marzo 2010

Prof. Ing. Mauro Fornaro

nell’interesse soprattutto delle Scienze Geomeccaniche. Università di Torino, marzo 2010 Prof. Ing. Mauro Fornaro

iii

Ringraziamenti

Desidero ringraziare coloro che, a vario titolo, hanno propiziato

la

pubblicazione del mio lavoro dii traduzione cominciando dal-

la

Institution of Mining and Metallurgy, nella persona dell’Eu-

rIng. Dr G.J.M. Woodrow DCE, che ha rinnovato e confermato

l’autorizzazione a pubblicare.

Tra gli amici e colleghi che m’hanno elargito consigli per il lavoro

di concetto mi riesce difficile stabilire una graduatoria d’impor-

tanza e mi pare semplicistico elencarli in ordine alfabetico. Perciò trovo opportuno citare i loro nomi nell’ordine cronologico col qua-

le si sono succeduti i rispettivi apporti e specificando il tipo di

questi.

Il Dr Ing. Renzo Bindi indirizzò e seguì i miei primi passi nella stesura dell’intera versione nei primi anni ’80 del secolo scorso; vari colleghi d’ufficio e di cantiere - durante e dopo il mio servizio presso l’Ufficio Strade Nazionali del Cantone Ticino mi consiglia- rono - ognuno per il proprio campo di specializzazione - nell’af- finamento della nomenclatura. Il Dr Geol. Alberto Bruschi mi fornì la registrazione delle riproduzioni digitali di tutte le figure del testo. Infine - ultimi, ma non postremi - il Dr Ing. Edoardo Fornaro e soprattutto Suo fratello, il Prof. Mauro Fornaro negli ultimi due anni si sono adoperati generosamente il primo valutan- do, il secondo verificando il testo e certificando con una lusinghiera presentazione la sua attualità e validità.

Il Prof. Otello Del Greco ha avuto la bontà di redigere una effi- cace, personale e singolare recensione per il Periodico ‘Gallerie’. L’amico Stefano Beltraminelli, Ingegnere informatico - ultimo ma non postremo - ha curato con scrupolo e precisione la compilazione e l’impaginazione di tutto il testo.

Tutti costoro ringrazio sentitamente.

Dr Geol. Silvio Laureri

Bellinzona, 20 di Dicembre 2010

iv

Prefazione alla prima edizione

Nella progettazione dello scavo di grandissime scarpate, la cui

realizzazione sta diventando sempre più frequente sia per opere

di genio civile che per coltivazione mineraria, l’ingegnere deve te-

ner conto di due esigenze contrastanti. Da un lato il prevedere scarpate più ripide garantisce un ingente risparmio, a causa della riduzione della cubatura di scavo. Dall’altro l’eccessiva ripidezza

d’una data scarpata dà adito al rischio di crolli, quindi di perdite

di vite umane e gravi danni alle cose. Come può l’ingegnere ela-

borare un progetto ideale, che è un compromesso fra la scarpata abbastanza ripida da essere accettabile economicamente e quella

abbastanza poco acclive da essere sicura?

L’ammasso di roccia d’ogni scarpata ha caratteristiche uniche, perciò non vi sono nè accorgimenti-tipo nè soluzioni ordinarie che garantiscano il risultato ideale ogni volta che vengono adottati. La soluzione pratica scaturisce dai dati geologici di base - conoscenza della resistenza della roccia, della situazione idrogeologica - e da una dose adeguata di buon senso ingegneristico. Questi ingredienti vengono mescolati in proporzioni differenti per ogni caso, sicché

il solo ausilio disponibile è un insieme di strumenti e di metodi

che aiutano l’ingegnere ad acquisire i dati necessari con rapidità

ed efficacia ed a elaborarli in modo metodico.

Questo trattato si propone di descrivere tali strumenti e meto-

di e d’illustrare la loro applicazione a problemi pratici tramite

numerosi esempi di soluzioni collaudate. Nella trattazione la par-

te matematica è stata ridotta al minimo, mentre sono stati in-

trodotti numerosi nomogrammi e metodi grafici atti a consentire all’ingegnere non specializzato di raggiungere rapidamente solu- zioni approssimate del problema che gl’interessa. Tali soluzioni approssimate sono spesso soddisfacenti, ma non escludono che in situazioni particolari l’ingegnere senta il bisogno di ricorrere ad un geotecnico specialista per avere aiuto. L’ingegnere, per aver ten- tato di risolvere da solo il problema, sarà perfettamente in grado

di

chiarire allo specialista le sue esigenze e di trovare insieme a lui

la

soluzione ingegneristica più pratica.

Gli Autori non giudicano di doversi scusare per il fatto che il testo è stato stampato in offset litografico, riproducendo cartelle

dattiloscritte, e che alcuni disegni e figure non sono perfetti: infatti

si è preferito mettere in circolazione un manuale ingegneristico a

buon prezzo, piuttosto che un esempio elegante di arte tipografica. Sono stati lasciati ampi margini a disposizione per le annotazioni del Lettore e gli Autori sperano che ogni copia serva per un uso

intenso invece di languire in una inattività decorativa.

Londra

Evert Hoek

Novembre 1973

John Bray

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Prefazione alla terza edizione riveduta

‘Ingegneria delle scarpate in roccia’ è stato ampiamente ri- veduto nel 1977, onde questa successiva terza edizione contiene relativamente pochi cambiamenti, a parte il formato diverso. Le modifiche più importanti sono:

L’inserimento, alle pagine 106–113, d’una equazione di rot- tura non lineare pubblicato recentemente;

L’aggiunta d’un capitolo rinnovato, che descrive i metodi dei conci di Bishop e di Janbu per l’analisi dei cedimenti di scar- pata cilindrici e planari, nonchè l’applicazione del metodo di Bishop al caso di un ammasso di roccia che manifesta carat- teristiche di rottura non lineare. Questo capitolo riveduto è stato inserito alle pagine 247–253;

La sostituzione dell’Appendice 1, che tratta la rottura a cu- neo sulle scarpate rocciose, con una nuova appendice riguar- dante l’analisi statistica dei risultati di prove di resistenza in laboratorio. La decisione di tralasciare la versione originale dell’analisi del cuneo è stata presa perchè detto argomento è oggetto d’una pubblicazione specialistica 1 e perchè la diffu- sione di calcolatrici programmabili e di elaboratori da tavolo ha reso molto più accessibile l’analisi del cuneo presentata in Appendice 2;

L’aggiunta d’un Indice.

Per il lettore può essere interessante sapere che sono state pubbli- cate traduzioni in Turco e Giapponese di questo libro e che, per di più, ora sono in allestimento quelle in Spagnolo, Russo e Cinese.

Londra

Evert Hoek

Gennaio 1981

John Bray

1 HOEK, E., BRAY, J.W. & BOYD, J.M. ‘The stability of a rock slope containing a wedge resting on two intersecting discontinuities’. Quarterly Journal of Engineering Geology, Vol. 6, No. 1, 1973.

vi

Ringraziamenti

Questo testo è il risultato d’un programma quadriennale di ricerca sulla stabilità delle scarpate nelle miniere a cielo aperto, condotto alla Royal School of Mines dal 1968 al 1972. Il progetto è stato sovvenzionato dalle seguenti società.

Anglo American International (UK) Ltd. nell’interesse di sei società consociate. Bougainville Copper (Pty) Ltd. Consolidated Gold Fields Ltd. English China Clays Ltd. National Coal Board Open Cast Executive. Palabora Mining Company Ltd. Rio Tinto Espanola S.A. Rio Tinto Zinc Corporation Ltd. Roan Selection Trust Ltd. nell’interesse di due società conso- ciate in Zambia.

Le seguenti società consociate della Australian Mineral Indu- stries Research Association. Broken Hill Proprietary Company Ltd. Conzinc Riotinto of Australia Ltd. Electrolytic Zinc Company of Australasia Ltd. Mount Isa Mines Ltd. New Broken Hill Consolidated Ltd. North Broken Hill Ltd. Western Mining Corporation Ltd.

Il Sig. M.J. Cahalan del Segretariato di Ricerca della Rio Tin- to Zinc Corporation ha svolto la funzione di coordinatore del progetto.

Gli Autori desiderano ringraziare la liberalità delle società citate ed anche la loro propensione a fornire informazioni ed assistenza pratica ogniqualvolta sono state chieste.

La ricerca è stata eseguita da un gruppo di membri dell’organico e di studenti di ricerca alla Royal School of Mines: a tutti loro va un grato riconoscimento per l’importante contributo prestato.

La seconda e la terza edizione di quest’opera sono state rivedute da E. Hoek quando era alle dipendenze della Golder Associates. Siamo oltremodo grati a questa Società per la generosità dimo- strata allora. Molti contributi pratici sono merito di membri della organizzazione Golder, onde li ringraziamo per il loro aiuto.

Numerose persone hanno dato apporti importanti in forma di com- menti critici, discussioni approfondite o dati messi a disposizione. Sarebbe impossibile elencarli tutti. Ci limiteremo perciò a coloro che hanno prestato gli aiuti più significativi:

Prof. Ted Brown dell’Imperial College in Londra, Sig. Pierre Londe della Coyne and Bellier, Parigi,

vii

Prof. Dick Goodman dell’University of California, Berkeley, Prof. Branko Ladanyi dell’Ecole Polytechnique, Montreal, Sig. John Ashby della Golder Associates in Seattle, Sig. Ken Mattews della Golder Associates in Vancouver e Dr. Nick Barton della Terra Tek in Utah.

L’originale di questo scritto è stato dattilografato dalla Sig.ra Theo Hoek, che ha partecipato anche all’allestimento di molti schizzi e fotografie. Il suo aiuto ed appoggio pluriennale merita un caloroso ringraziamento.

Indice

Indice

viii

1 Considerazioni economiche e progettuali

Introduzione

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. Effetti economici dell’instabilità

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2

Ricerche per pianificare la stabilità

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Bibliografia

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2 Meccanica di base nei cedimenti di scarpata

 

13

Applicazione della meccanica del continuo alla stabilità delle scarpate

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13

Relazione tra altezza massima ed angolo di scarpa in pendii artificiali

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14

Ruolo delle discontinuità nei dissesti di scarpata

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14

Attrito, coesione e massa volumica

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17

Scivolamento per gravità

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18

Influenza della pressione idrostatica sulla resistenza al taglio

 

20

La legge della forza efficace

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L’effetto della pressione idrostatica in una fessura di trazione

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Il consolidamento per la prevenzione degli scivolamenti

 

22

Coefficiente di sicurezza d’una scarpata

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22

Cedimenti di scarpata per i quali può essere calcolato il coefficiente di sicurezza

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Relazione fra altezza critica del pendio ed angolo di scarpa

 

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27

Scarpate per le quali non può essere calcolato il coefficiente di sicurezza

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27

Impostazione probabilistica della progettazione di scarpate

 

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Bibliografia

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3 Presentazione grafica dei dati geologici

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Introduzione

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34

. Definizione dei termini geologici .

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Definizione dei termini geometrici

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36

Metodi grafici per la presentazione dei dati

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37

Proiezione equivalente

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38

Rappresentazione d’un piano in proiezione, mediante un cerchio meridiano ed un polo

 

43

Determinazione della linea d’intersezione di due piani

 

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43

. Metodo alternativo per trovare la linea d’intersezione di due piani

Determinazione dell’angolo fra due rette date

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45

Messa in grafico ed analisi dei rilievi di campagna

 

45

Valutazione dei potenziali problemi delle scarpate

54

Metodo raccomandato di presentazione e d’analisi dei dati per la progettazione di cantieri

estrattivi a cielo aperto

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Bibliografia

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62

4 Acquisizione dei dati geognostici

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Introduzione

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. Rilievi geologici regionali

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Rilievo delle strutture affioranti

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Fotogeologia delle strutture in affioramento

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Misurazione della scabrezza delle superfici

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72

Carotaggi per scopi strutturali

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72

viii

ix

Presentazione dei dati geologici

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Bibliografia

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5 Resistenza al taglio della roccia

Introduzione

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85

. Resistenza al taglio di discontinuità piane

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Influenza dell’acqua sulla resistenza al taglio di discontinuità piane

 

86

Rottura di taglio lungo un piano inclinato

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87

. Esecuzione di prove di taglio su discontinuità in roccia

Scabrezza delle superfici

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Valutazione della resistenza alla compressione e dell’angolo d’attrito dei giunti .

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99

Resistenza al taglio di discontinuità riempite

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Resistenza al taglio di ammassi rocciosi fittamente fessurati

 

108

Prove su roccia fittamente diaclasata .

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112

Determinazione della resistenza al taglio tramite analisi a ritroso di rotture di scarpata

 

117

Raccolta e preparazione dei campioni .

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121

Bibliografia

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127

6 Circolazione dell’acqua sotterranea; permeabilità e pressione

 

133

Introduzione

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133

Circolazione dell’acqua sotterranea nelle masse rocciose

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134

Reti idrodinamiche (o di flusso) .

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141

Misure di permeabilità in sito

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141

Prove di pompaggio in fori di sondaggio

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147

Misura della pressione dell’acqua

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150

Commenti d’ordine generale .

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153

Bibliografia

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156

7 Scivolamento su superficie piana

158

. Condizioni generali per l’innesco dello scivolamento su superficie piana

Analisi del dissesto planare

Introduzione

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158

158

160

. Analisi di stabilità per via grafica

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166

Influenza dell’acqua sotterranea sulla stabilità

168

Profondità critica della frattura di trazione

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170

La frattura di trazione come indicatore d’instabilità

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173

Inclinazione critica del piano di cedimento .

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