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POLITECNICO DI BARI

FACOLT DI INGEGNERIA

TESINA
di
IMPIANTI ELETTRICI

LINEE DI TRASMISSIONE:
DIAGRAMMI DI PERRINE BAUM
E DIAGRAMMI CIRCOLARI

I P ROFESSORI
P ROF . P ASQUALE P UGLIESE
P ROF . M ARCO B RONZINI

L O S TUDENTE
G IUSEPPE S IGRISI

Anno Accademico 2004 2005


0

LINEE DI TRASMISSIONE
DIAGRAMMI DI PERRINE-BAUM E DIAGRAMMI CIRCOLARI

INDICE GENERALE

1. Equazioni fondamentali...................................................................................................................2
2. Diagramma vettoriale della linea di Perrine e Baum......................................................................7
2.1. Costruzione del diagramma delle tensioni..............................................................................7
2.2. Costruzione del diagramma delle correnti............................................................................10
3. Perdite di potenza attiva e reattiva in linea...................................................................................13
4. Diagrammi circolari di P e Q...................................................................................................18
5. Perdite reattive in linea al variare della potenza trasmessa...........................................................22
6. Rendimento della linea di trasmissione..........................................................................................24
7. Diagrammi circolari delle potenze P e Q.......................................................................................26
8. Relazione tra tensioni agli estremi e potenze trasmesse.................................................................30
9. Considerazioni................................................................................................................................31
10. Linee di trasmissione in cavo in regime permanente sinusoidale................................................32
10.1 Confronti fra i valori dei parametri fondamentali di linee aeree e in cavo ad A.T................32
11. Capacit di trasporto di una linea di trasmissione......................................................................34
12. Profilo delle tensioni e delle potenze in linea.............................................................................36
13. Line loadability: curve di St. Clair..........................................................................................38
14. Provvedimenti per elevare la capacit di trasporto....................................................................40
15. Stabilit dei sistemi di trasmissione di energia elettrica in regime perturbato............................43
15.1. Criterio delle aree.................................................................................................................47
16. Considerazioni economiche sulle capacit di trasporto di un elettrodotto...................................57
17. Linee di interconnessione italiane..............................................................................................58
17.1 Capacit totale al limite termico GTC - Gross Trasmission Capacity..................................59
17.2 Capacit totale trasmissibile TTC - Total Transfer Capability..............................................60
17.3 Margine operativo di trasmissione TRM - Trasmission Reliability Margin..........................62
17.4 Capacit netta trasmissibile NTC - Net Transfer Capacity...................................................62
17.5 Capacit disponibile ATC - Available Transfer Capability...................................................62
Bibliografia........................................................................................................................................64

1. Equazioni fondamentali
Questo elaborato tratta prevalentemente alcuni aspetti tecnici fondamentali di interesse per
lesercizio delle linee di trasmissione dellenergia in regime permanente:
1) i valori della tensione lungo la linea profilo di tensione;
2) il bilancio delle potenze reattive;
3) le perdite ed il rendimento di trasmissione;
4) lintensit di corrente di linea da cui dipende strettamente la temperatura dei conduttori;
5) stabilit di trasmissione.
Lanalisi del regime elettrico delle linee lunghe alimentate a tensione alternata effettuato
mediante le classiche equazioni di trasmissione o dei telegrafisti, formulate dapprima da O.
Heaviside e poi ampiamente sviluppate e divulgate da G. Rssler, C.P. Steinmetz , A. Blondel e
molti altri, con lintroduzione delle funzioni iperboliche di variabile complessa:

.
.
.

V
cosh
K
L

Z
I
senh
K
L

2
2
1

I1

(1)

.
.

senh
K
L

I
cosh
K
L

2
.

V2

Si indicano, in generale, con lespressione linee lunghe quelle linee di lunghezza L


confrontabile con la lunghezza donda delle grandezze elettriche, per le quali la propagazione
delle relative onde avviene in intervalli di tempi, sia pur piccoli, ma non trascurabili rispetto al
periodo T delle stesse grandezze. Di conseguenza non si pu affermare che, fissato un istante di
tempo t , in ogni punto di una linea lunga si hanno gli stessi valori di tensione o di corrente. Lo
studio dei relativi andamenti lungo la linea non pu, dunque, non tener conto, oltre che del tempo
t, anche dello spazio x: di qui la necessit di un modello della linea a parametri distribuiti,
descritto dalle equazioni sopra riportate (1).
Ponendo nelle (1):

.
A D cosh K L

.
.
B Z senh K L

C . senh K L

si ottengono le

V1
A B V2


C D I 2
I1

equazioni di trasduzione del quadripolo equivalente monofase.


2

V2

T
I 2

(1)

Per una linea trifase trasposta, costruttivamente simmetrica nelle tre fasi, in regime
permanente e simmetrico, si perviene ad analoga rappresentazione equivalente monofase purch si
tenga conto dei mutui accoppiamenti tra le fasi e il terreno attraverso lintroduzione dellinduttanza
e della capacit di servizio, l e c, uniformemente distribuiti.
Ci permette di limitare lanalisi della linea ad uno schema monofase equivalente, essendo
evidente che, determinate le tensioni e le correnti relative ad una fase, le analoghe tensioni e
correnti relative alle altre due fasi si calcolano semplicemente moltiplicando per gli operatori
complessi e 2, mentre le potenze attive e reattive sono uguali.
La linea dunque pu essere rappresentata da un sistema passivo a 2 porte trifasi, in cui si
pu sempre stabilire una corrispondenza fra i morsetti delle diverse porte: in condizioni di
esercizio simmetrico si pu ridurre ad un quadripolo monofase, simmetrico e passivo, le cui
costanti sono A , B , C , D , come rappresentato in fig. 1.

Fig. 1

Modello del quadripolo rappresentativo della linea.

Le precedenti relazioni (1) e (1) costituiscono le equazioni fondamentali che descrivono il


funzionamento delle linee a costanti uniformemente distribuite in regime sinusoidale permanente :
permettono, note la tensione V2 e la corrente I 2 alla porta 2, di determinare il regime elettrico
relativo alla porta 1, V1 e I1 , e viceversa.
Si noti che delle quattro costanti complesse A , B , C , D dellequazione di traduzione del
quadripolo soltanto due sono indipendenti poich sussistono altre due relazioni di vincolo :
- propriet di quadripolo simmetrico esplicitata da A = D;
- propriet di quadripolo reciproco esplicitata da
.

det(T ) A2 BC cosh 2 ( K L ) senh 2 ( K L ) 1 ;


per cui si deduce che la rappresentazione circuitale di una linea in regime permanente definita
.

completamente dalle due costanti complesse fondamentali Z e K , generalmente indicate con il


nome di parametri secondari della linea, i cui valori orientativi sono di seguito indicati.

Impedenza caratteristica ()
Costante di attenuazione (km-1)
Costante di distorsione (km-1)
Lunghezza donda (km)
Velocit di propagazione (km/s)
Tab. I

Linee aeree con

Linee aeree con

conduttore singolo
357391
0,11*10-3
1,066*10-3 = 337
5900
295*103

conduttori multipli
257290
0,04*10-3
1,055*10-3 = 336
5955
298*103

Linee in cavo
4055
0,47*10-3
3,92*10-3 = 1328
1600
80*103

Valori numerici dei parametri secondari di linee A.T. a f =50 Hz.

Tenendo conto che det(T)=1 si ottengono immediatamente le relazioni inverse che legano la
porta 2 alla 1:
V2 DV1 BI1

(1)

I 2 AI1 CV1

Il quadripolo rappresentativo della linea suscettibile di ulteriori rappresentazioni, oltre a


quella che sfrutta la matrice di traduzione o di trasmissione T, ottenute mediante:
-

la matrice delle impedenze Z, che mette in relazione le due tensioni di porta V1 e V2 con le due
correnti di porta I 1 e I 2 ;

la matrice delle ammettenze Y, che mette in relazione le due correnti di porta I 1 e I 2 con le
due tensioni di porta V1 e V2 ;

la matrice ibrida H, che mette in relazione V1 e I 2 con V2 e I 1 e viceversa.

V1
Z11

Z 21
V2

Z12

Z 22

I1

I1
Y11 Y12

Y21 Y22
I 2

I 2

V1

V1
H11

H 21
I 2

V2

H12

H 22

I1

V2

Lutilit della rappresentazione con una delle matrici sopra elencate risulta evidente per
semplificare le diverse connessioni tra doppi bipoli.
La relazione A D espressione matematica della propriet fisica della simmetria del
quadripolo rappresentante la linea, poich lo stato rimane lo stesso anche scambiando le due porte:
per esempio ponendo a vuoto la porta 1 o la porta 2, limpedenza vista dallaltra deve essere la
stessa, Z11 Z 22 :
- ponendo a vuoto la porta 2 si ha:

V1

I 2 0

I1 I

2 0

AV2

CV2

Z11

V1
I1

I 2 0

A
C

- ponendo a vuoto la porta 1 si ha: CV2 D ( I 2 )


e quindi

A D

C C

I 1 0

Z 22

V2
I2

I 1 0

D
C

A D.

Evidentemente sar anche Y11 Y22 .


La relazione det(T ) A2 BC 1 invece espressione matematica della propriet fisica della
reciprocit del quadripolo rappresentativo della linea, poich la relazione che lega lo stato di una
porta a quello dellaltra e viceversa la medesima, quindi risulta Z12 Z 21 .

V1 AV2 BI 2

I1 CV2 DI 2

V1

V2

A
C

1
C

A
AD

V1 C I1 B C I 2

V 1 I D I
2
2 C 1 C

AD

B
Z
C I1

11

D I 2
Z 21

Z 12

Z 22

I1
I2

ove si utilizzata la convenzione dellutilizzatore anche alla porta 2


V1
AD

B
C
I2

Z12

V
1
Z 21 2
I1 C

AD
1

B
C
C

e quindi

AD BC 1 .

Evidentemente sar anche Y12 Y21 , H12 H 21 .


Pertanto il quadripolo, raffigurato in fig. 1, oltre che simmetrico, sar anche reciproco e
dunque rappresentabile con tre impedenze di cui due uguali fra loro, connesse a o a .
Dalle (1) si evince il significato fisico delle costanti A, B, C, D:
V 10

V1 AV2 V 10 A
I1 CV2 I 10 C

V2

V1 BI 2 V 1cc B

I1 DI 2 I 1cc D

= c1 jc2

[ammettenza -1 ]

I 2 0

V 1cc
I2

= b1 jb2

[impedenza ]

V 2 0

I 1cc
I2

allarrivo, con linea a vuoto

I 2 0

I 10
V2

rapporto tra le tensioni alla partenza e

= a1 ja2 [adimen.]

=A

rapporto tra la corrente alla partenza e la


tensione allarrivo, con linea a vuoto
rapporto tra la tensione alla partenza e la
corrente allarrivo, con linea in corto
circuito
rapporto tra le correnti alla partenza e

[adimen.]

allarrivo, con linea in corto circuito

V 2 0

Limpedenza di ingresso della linea chiusa in corto circuito :


.

Z inCC

V 1cc
I 1cc

V 2 0

.
.
B B
Z tanh K L []
D A

mentre lammettenza di ingresso della linea a vuoto :


I 10

V 10

Y inO

I 2 0

C tanh K L

[S] .
.
A
Z

V 1 AV 2 BI 2 V 10

V 1cc

I 2 0

Inoltre

I 1 CV 2 D I 2 I 10

V 2 0

I 1cc
I 2 0

V 2 0

la tensione V1 risulta somma di due termini:


- V 10
- V 1cc

tensione nella sezione 1 con estremit 2 a vuoto I 2 0 .

I 2 0

V 2 0

tensione nella sezione 1 con estremit 2 in cortocircuito V2 0

Analoghe osservazioni valgono per la corrente I1 :


I 10
I 2 0

- I 1cc

corrente nella sezione 1 con estremit 2 a vuoto I 2 0 .

V 2 0

corrente nella sezione 1 con estremit 2 in cortocircuito V2 0 .

Queste ultime relazioni costituiscono il teorema di Blondel.

2. Diagramma vettoriale della linea di Perrine e Baum


Il diagramma vettoriale della linea, noto anche come diagramma di Perrine e Baum, una
interpretazione grafica delle equazioni dei telegrafisti o equazioni caratteristiche (1) del
quadripolo equivalente di un linea trifase costruttivamente simmetrica e in regime di corrente
equilibrato. Il diagramma permette di esaminare agevolmente il comportamento della linea stessa
al variare delle condizioni di esercizio, in particolare del carico in termini di potenza attiva P 2 e
reattiva Q2, all'arrivo; si vedr che fornisce anche utili indicazioni circa la capacit di trasporto
della linea di trasmissione.
2.1. Costruzione del diagramma delle tensioni
Si supponga V2 = cost., allineata con l'asse reale, V2 V2 , e I 2 in fase con V2 (cos =1) e si
rappresenti vettorialmente nel piano di Gauss la prima relazione di (1), come mostrato in fig. 2.
Da tale figura si nota che, quando V2 = cost., il punto A individuato dallestremo del vettore AV2
fisso; al variare del carico in uscita P2 (ossia di I 2 e/o cos ) si modifica il triangolo ABC.
Si pu osservare, infatti, che se cos = 1 e varia I 2 in modulo, lestremo del vettore V1 si
sposta sulla retta AC; se, invece, I 2 = cost. e varia cos il triangolo suddetto ruota rigidamente
intorno al punto A di un angolo pari alla variazione di . In figura rappresentato il triangolo
AB1C1 ottenuto per = 1. Naturalmente per rotazioni orarie, quindi per angoli di sfasamento in
ritardo, si parla di carico ohmico-induttivo, mentre per rotazioni antiorarie, ovvero per angoli di
sfasamento in anticipo, si parla di carico ohmico-capacitivo.
I raggi AC, AC1, ..., (fig. 3) dunque, corrispondono ai diversi valori del cos in arrivo, sono
proporzionali a I 2 attraverso la costante B e, avendosi V2 = cost., sono anche proporzionali alla
*

potenza apparente N 2 3VC I 2 ; pertanto la proiezione del generico segmento AC i, sulla retta
AC, pari a AC icos, proporzionale a I 2 cos e quindi alla potenza attiva P2 3VC I 2 cos ;
analogamente la proiezione di AC i, sulla retta normale a AC, pari a AC isen, proporzionale a I 2
sen e quindi alla potenza reattiva Q2 3VC I 2 sin . Il diagramma, opportunamente graduato,
consente di leggere le grandezze di interesse: tensione V1 , V2 , potenze P2 , Q2 , N 2 e angoli di
sfasamento notevoli, tra V2 e I 2 e tra V1 e V2 .
7

Fig. 2 Diagramma vettoriale di una linea aerea.

V
V

1
2

1000

900

800

700

70

80

90

600

60

500

427

50

400
40

300

( =0)

30

200

1.73BI

20

100
10

V1V= CVC

I =750A
2

10

V
V

20

1
2

30

40

50

400 A

60

300 MVA

70

80

90

100 kV

Fig. 3 Diagramma di Baum e Perrine per la linea aerea a 380 kV (in tab. II)
lunghezza L = 500km I2=750 A cos =0- 30 r. - 30 a.
9

Nei sistemi trifase si fa riferimento a tensioni concatenate e a potenze trifasi, mentre le


correnti si riferiscono sempre a una fase. In tal caso la prima delle (1) va moltiplicata per

3 . Un

diagramma analogo si costruisce per le correnti, con lavvertenza che la scala delle potenze risulti
uguale nei due diagrammi: la scala delle correnti per i due diagrammi vettoriali deve essere tale che
i due vettori BI 2 e DI 2 , rappresentativi delle potenze, abbiamo la stessa lunghezza. Posto
VC 3V si stabiliscono i seguenti fattori di scala:
- Scala delle tensioni: 1 cm = n V
- Scala delle correnti: 1 cm =

n
ampere (nel diagramma delle tensioni)
3B

- Scala delle correnti 1cm = n

D
ampere (nel diagramma delle correnti)
3B

- Scala delle potenze 1cm = n

V
3V2
n c volt-ampere (nei due diagrammi)
B
B

2.2. Costruzione del diagramma delle correnti


Si supponga V2 = cost., allineata con l'asse reale, V2 V2 , I 2 in fase con V2 , cos =1 e si
rappresenti

vettorialmente

nel

piano

di

Gauss

la

seconda

relazione

di

(1)

I1 CV2 DI 2 CV2 AI 2 , come mostrato in fig. 4.


Si nota che, per V2 = cost., la corrente I1 risulta somma di un vettore costante CV2 e del
vettore AI 2 variabile con il carico in uscita P2 e quindi con I 2 e cos.
Si pu osservare, infatti, che se cos = 1 e I 2 varia in modulo, il vettore AI 2 individua la
retta AB su cui si sposta lestremo di I1 ; se, invece, I 2 = cost. e varia cos, il vettore AI 2 ruota
rigidamente intorno al punto A, estremo di CV2 , di un angolo pari alla variazione di
individuando una semicirconferenza di raggio AI 2 . In figura rappresentata la corrente I1
ottenuto per I 2 750 A e = 0, 30 in ritardo e in anticipo. Naturalmente per rotazioni orarie,
quindi per angoli di sfasamento in ritardo, si parla di carico ohmico-induttivo, mentre per
rotazioni antiorarie, ovvero per angoli di sfasamento in anticipo, si parla di carico ohmicocapacitivo.
10

I segmenti AC1, AC2 individuati da AI 2 per diversi valori del cos in arrivo, per V2 = cost.,
*

sono proporzionali alla potenza apparente N 2 3VC I 2 ; pertanto la proiezione del generico
segmento ACi, sulla retta AB, pari a AC icos, proporzionale alla potenza attiva
P2 3VC I 2 cos ; tale retta lasse delle potenze attive P2 . Analogamente la proiezione di AC i,
sulla retta normale ad AB, pari a AC isen, proporzionale alla potenza reattiva Q2 3VC I 2 sin ;
tale retta lasse delle potenze reattive Q2 . Il diagramma, opportunamente graduato, consente di
leggere le grandezze di interesse: tensione V2 , correnti I1 , I 2 , potenze P2 , Q2 , N 2 e angolo di
sfasamento tra V2 e I 2 .

11

Q >0

Q <0

1V

12

lunghezza L = 500km I2=750 A cos =0- 30 r. - 30 a.

Fig. 4 Diagramma delle correnti per la linea aerea a 380 kV (in tab. II)
2

Q [MVAR]

1000

900

800

700

600

500

400

300

247

200

100

A0
I = CV

-100

-200

-247

-300

-400

-500

-600

-700

-800

-900

1cc

0,1

100

I = AI

0,1

200

( =0)

0,3

300

AI

0,3

AI

400

427

0,5

500

I 750A
2

cos

600

N = 494MVAR

0,5

cos

ant
.

rit.

0,7

700

0,7

0,8

800

0,8

900

0,9

0,9

1000

0,95

0,95

IVO
C

V
380 kV

CAR . INDUTT

-1000

ITIVO

r.

CAR. CAPAC

a.

P [MW]

3. Perdite di potenza attiva e reattiva in linea.


La potenza attiva P assorbita da una fase della linea la differenza tra la potenza attiva
entrante P1 e quella uscente P2. Analogamente si ha per la potenza reattiva, Q .
Indicando con N la potenza apparente assorbita dalla linea risulta:
*

N N1 N 2 V 1 I 1 V 2 I 2 ( P1 jQ1 ) ( P2 jQ2 ) P j Q
*

P Re(V 1 I 1 ) Re(V 2 I 2 )
Q Im(V 1 I 1 ) Im(V 2 I 2 )
Esprimendo V 1 e I 1 in funzione di V 2 e I 2 mediante le (1), si ha:
*

N V 1 I 1 V 2 I 2 ( AV 2 BI 2 )(C *V 2 D * I 2 ) V 2 I 2
AC *V2 2 AD* ( P2 jQ2 ) BC * ( P2 jQ2 ) BD* I 2 2 ( P2 jQ2 )
AC *V2 2 BD* I 2 2 ( AD* 1)( P2 jQ2 ) BC * ( P2 jQ2 )

(a1 ja2 )(c1 jc2 )V2 2 (b1 jb2 )(d1 jd 2 ) I 2 2 (a1 ja2 )(d1 jd 2 ) 1 ( P2 jQ2 )
(b1 jb2 )(c1 jc2 )( P2 jQ2 )
Tenendo conto delle condizioni di:
- simmetria A D

a1 d1
a2 d 2

a12 a2 2 b1c1 b2 c2 1

- reciprocit A BC 1 (a1 ja2 ) (b1 jb2 )(c1 jc2 ) 1


2

2a1a2 b1c2 b2 c1 0

La precedente espressione assume la forma:


N (a1c1 a2c2 ja1c2 ja2c1 )V2 2 (b1a1 b2 a2 jb1a2 jb2 a1 ) I 2 2
(a12 a2 2 1)( P2 jQ2 ) (b1c1 b2 c2 jb1c2 jb2 c1 )( P2 jQ2 )
6 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 44 7P 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 48
(a1c1 a2 c2 ) V2 2 (b1a1 b2 a2 ) I 2 2 (a12 a2 2 b1c1 b2c2 1) P2 (b2 c1 b1c2 ) Q2
E5555555
F
E5555555
F
E5555555555555555F
E555555F
'

'

'

'

6 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 47 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 48

j (a2 c1 a1c2 ) V2 2 (b2 a1 b1a2 ) I 2 2 (b2 c1 b1c2 ) P2 (a12 a2 2 b1c1 b2c2 1) Q2


F
E5555555
F
E555555F
E5555555555555555F
E5555555
''
''
''
''

Separando le parti reali e immaginarie, si ha:


P 'V2 2 ' I 2 2 ' P2 ' Q2
Q ''V2 2 '' I 2 2 '' P2 '' Q2
P2 2 Q2 2
nelle quali il termine I 2 pu anche esprimersi come
e si ottiene:
V2 2
2

13

P 'V2 2 '

P2 2 Q2 2
' P2 ' Q2
V2 2

Q ''V2 2 ''

P2 2 Q2 2
'' P2 '' Q2
V2 2

Le variazioni di potenza P e Q in una linea sono quindi rappresentabili come somma di


quattro termini:
-

il primo rappresenta la potenza necessaria per mantenere allarrivo la tensione V2 a vuoto


I2=0 (perdite a vuoto che solitamente mancano per le linee di distribuzione dellenergia, di
modesta lunghezza e tensione non elevata, per le quali si pu trascurare lammettenza
trasversale);

il secondo rappresenta la potenza necessaria per mantenere la corrente I 2 allarrivo in


corto circuito V2=0;

il terzo e il quarto rappresentano le perdite necessarie per aversi in arrivo la potenza attiva
P2 e reattiva Q2 rispettivamente.
Mentre V 1 e I 1 possono essere espressi linearmente come somma di due termini vettoriali

relativi alle condizioni di funzionamento a vuoto e in corto circuito, ovviamente P e Q non


2
2
risultano somma delle sole perdite a vuoto 'V2 e in corto circuito ' I 2 in quanto c

dipendenza anche dal fattore di potenza del carico ovvero da P2 e Q2 .


Le costanti , , , valgono:

' a1c1 a2c2


' a1b1 a2b2

'' a2 c1 a1c2
'' a1b2 a2b1

' 2(a2 2 b1c1 )

'' b2c1 b1c2 '

' b2 c1 b1c2

'' 2(a2 2 b2c2 )

Per una normale linea aerea a A.T. tali coefficienti sono positivi eccetto ', '' e '' che
sono negativi come si pu desumere dalla seguente tabella II.

14

Lunghezza
L

km

radianti

Senza perdite
radianti

gradi

100

0,0037+j0,105

0,1054

250

0,0093+ j0,264

0,263

15

500

0,0186+ j0,527

0,527

30

1000

0,0372+ j1,055

1,054

60

1500

0,0558+ j1,582

1,581

90

B Z sinh( K L)

A cosh( K L )

Costante di propagazione K L
Con perdite

Con perdite
Senza perdite
a1+ja2
a1+j0
adimensionale
0,994+j0,0004
0,994
[0,994 1]
0,965+j0,0024
0,966
[0,965 8]
0,864+j0,0093
0,866
[0,864 37]
0,493+j0,0322
0,493
[0,494 344]
-0,0112+j0,0558
0,000
[0,0569 10121]

Con perdite
b1+jb2

Senza perdite
0+jb2

1,84+j27,12
[27,18 863]
4,59+j67,04
[67,20 865]
8,61+j131,5
[131,8 8615]
12,3+j223,5
[223,9 8651]
8,77+j257,6
[257,8 883]

sinh( K L )

j27,06
j66,81
j129,2
j223,4
j257,0

Con perdite
c1+jc2
10-6 S
0,357+j409,4
[409,4 8958]
0,363+j1014
[1014 8959]
-5,20+j1988
[1988 909]
-44,24+j3380
[3380 9045]
-132,3+j3887
[3890 9157]

Senza perdite
0+jc2
10-3 S
j0,410
j1,011
j1,956
j3,382
j3,890

Linea aerea a 380 kV a una terna di conduttori trinati di alluminio-acciaio da 3*585 mm 2 (sez. alluminio 519,5 e sez. acciaio 65,81)
r = 0,0188/km l = 0,863*10-3 H/km g = 0,004*10-6 S/km
Zo=[258 156]

Tab. IIA

Costanti ausiliare A, B, C

Tab. IIB

Valori dei coefficienti

Lunghezza
L
km
100
250

10-6 S

10-6

10-3

0,518
2,784

1,84
4,59

1,63
15,04

-0,744
-4,63

15

10-6 S
-406,9
-978,5

c = 0,013*10-6 F/km

10-3
-22,21
-135,9

26,96
64,68

500
1000
1500

14,0
87,03
218,4

8,66
13,26
14,28

83,4
985
3907

-17,8
-51,46
-68,17

16

-1717
-1668
36,15

113,5
109,8
-3,37

-522,7
-1508,8
-1996,4

Linea aerea a 220 kV a una terna di conduttori di alluminio-acciaio da 428 mm 2 (sez. alluminio 349,2 e sez. acciaio 78,9)
Tab. IIIA.

r = 0,084/km l = 1,292*10-3 H/km g = 0,01*10-6 S/km


Zo=[391 556]

Costanti ausiliare A, B, C

c = 0,0086*10-6 F/km
.

Lunghezza
L

km

radianti

Senza perdite
radianti

gradi

Con perdite
Senza perdite
a1+ja2
a1+j0
Numero puro
0,965+j0,0072
0,965
[0,965 25]
0,866+j0,0277
0,866
[0,866 150]
0,706+j0,0587
0,707
[0,708 445]
0,495+j0,0957
0,500
[0,504 11]
-0,0147+j0,165
0,000
[0,165 95]

250

0,028+j0,264

0,262

15

500

0,055+ j0,528

0,524

30

750

0,083+ j0,792

0,786

45

1000

0,110+ j1,055

1,047

60

1500

0,165+ j1,583

1,308

90

Tab. IIIB

Valori dei coefficienti

Lunghezza
L
km
250
500
750
1000
1500

10-6 S
5,886
29
82,93
170,2
429,8

20,50
38,37
51,71
59,75
64,46

10-3
0,149
0,933
3,397
8,783
33,939

=
10-3
-13,62
-50,83
-101,83
-152,15
-204,32

17

B Z sinh( K L)

A cosh( K L)

Costante di propagazione K L
Con perdite

Con perdite
b1+jb2

10-6 S
-64,65
-112,1
-129,3
-110,9
-5,784

Senza perdite
0+jb2

20,5+j100,2
[102,5 7825]
38,1+j193,9
[197,5 7850]
50,5+j273,5
[278 7930]
55,3+j338,3
[342,5 8040]
38,7+j394,1
[396 8420]

sinh( K L)

j100,3
j193,5
j273,5
j335,5
j387,0

Con perdite
c1+jc2
10-3 S
0,0011+j0,670
[0,670 8955]
-0,0079+j1,294
[1,294 905]
-0,0346+j1,829
[1,829 915]
-0,0862+j2,224
[2,225 92]
-0,265+j2,581
[2,595 9555]

10-3
-134,2
-500,3
-993,6
-1486
-1980

96,55
166,9
190,1
162,2
-12,18

Senza perdite
0+jc2
10-3 S
j0,664
j1,282
j1,813
j2,220
j2,565

Linea a 220 kV a una terna di cavi unipolari anulari di rame da 400 mm 2 ad olio fluido sotto piombo blindato e guaina di
gomma vulcanizzata
r = 0,0556/km l = 0,372*10-3 H/km g = 0,238*10-6 S/km
c = 0,253*10-6 F/km
Tab. IVA

Costanti ausiliare A, B, C, con perdite non trascurabili

Zo=[40,4 1237]

Lunghezza
L

km

sinh( K L )

A cosh( K L)

B Z sinh( K L)

Con perdite
(+j )L

Con perdite
a1+ja2

Con perdite
b1+jb2

Con perdite
c1+jc2

Numero puro

10-3 S

Gradi
L

Radianti

0,9995+j0,00022
[0,9995 46]
0,988+j0,0055
[0,988 19]
0,954+j0,022
[0,954 119]
0,720+j0,126
[0,732 956]
0,326+j0,274
[0,426 403]
0,0065+j0,364
[0,364 892]

0,0071+j0,0313

147

50

0,0356+ j0,1565

100

0,071+ j0,313

18

250

0,178+ j0,783

45

400

0,285+ j1,252

72

500

0,356+ j1,565

90

Tab. IVB

Valori dei coefficienti

Costante di propagazione K L

10

Lunghezza

0,556+j1,171
[1,295 6436]
2,76+j5,84
[6,47 6441]
5,40+j11,57
[12,70 6459]
11,33+j27,12
[29,40 6720]
12,29+j38,15
[40,10 729]
9,47+j41,88
[42,94 7716]

18

0,0022+j0,794
[0,794 8950]
0,0049+j3,961
[3,961 8955]
-0,034+j7,823
[7,823 9014]
-0,813+j17,99
[18,00 9227]
-3,16+j24,35
[24,55 9723]
-5,70+j25,71
[26,30 10230]

km
250
500
750
1000
1500

10-6 S

10-3

2,374
26,63
139,7
1681
5642

0,556
2,759
5,406
11,57
14,46

10-3
0,025
0,088
0,601
13,33
72,48

-0,439
-10,90
-42,64
-225,9
-419,8

19

10-6 S
-793,6
-3913
-7464
-1305*10
-8804

1,170
5,755
10,92
18,10
9,069

10-3
-1,859
-46,20
-180,1
-944,0
-1708

4. Diagrammi circolari di P e Q
Le relazioni cui si pervenuti nel paragrafo precedente
P 'V2 2 '

P2 2 Q2 2
' P2 ' Q2
V2 2

Q ''V2 2 ''

P2 2 Q2 2
'' P2 '' Q2
V2 2

si possono esprimere come


P2 2 Q22

' 2
'
'
V2
V2 P2 V22Q2 V2 4 2 P 0
'
'
'
'

(4.1)

P2 2 Q22

'' 2
''
''
V2
V2 P2 V2 2Q2 V24 2 Q 0
''
''
''
''

(4.2)

Queste, per V2 cost. , costituiscono le equazioni di due famiglie di circonferenze nel piano
P2 , Q2 , una ottenuta a perdite attive costanti P=cost (4.1), laltra a perdite reattive costanti
Q=cost. (4.2).
La famiglia di circonferenze a P cost. ha per centro il punto M di coordinate
Po '

' 2
V2
2 '

Qo '

' 2
V2
2 '

e raggio
RP

V2
2 '

( '2 '2 4 ' ')V2 2 4 ' P

V2
2 '

4 ' P 2 'V22 .

(4.3)

Analogamente la famiglia delle circonferenze a Q cost. ha per centro il punto S di


coordinate
Po ''

'' 2
V2
2 ''

Qo ''

'' 2
V2
2 ''

e raggio
RQ

V2
2 ''

( ''2 ''2 4 '' '')V2 2 4 '' Q

V2
2 ''

4 '' Q 2 ''V2 2

(4.4)

Il centro M dei cerchi C p il punto rappresentativo della linea a perdite minime Pmin : dalla
2
(4.3) si ricava P RP

' 2 'V2 2

( ' 0, ' 0) e si nota che le perdite P diminuiscono


V2 2
4 '

per raggi RP decrescenti e sono ovviamente minime per RP 0 ossia per


RP

V2
2 '

4 ' P 2 'V2 2 0 4 ' Pmin 2 'V2 2 0 Pmin


20

2 ' 2
V2 0 .
4 '

Il centro S dei cerchi C q il punto rappresentativo del funzionamento cui corrisponde il


2
massimo assorbimento di potenza reattiva capacitiva: dalla (4.4) si ricava Q RQ

'' 2 ''V2 2

V2 2
4 ''

( '' 0 '' 0) e si nota che al diminuire del raggio RQ , Q diventa sempre pi negativo e sar
massima in modulo per:
RQ 0 ossia per RQ

V2
2 ''

4 '' Q 2 ''V2 2 0 4 '' Qmax 2 ''V2 2 0 Qmax

2 ''V2 2
0
4 ''

Si osservi, inoltre:

Pmin

2 ' 2
V2 Po ' , quindi, se ci si pone nella condizione di lavoro P2 Po ' , si ha
4 '

P1 P2 Pmin Po ' Po ' 0 ;

Qmax

2 '' 2
V2 Qo '' perci, se ci si pone nella condizione di lavoro Q2 Qo '' , si ha
4 ''

Q1 Q2 Qmax Qo '' Qo '' 0 .


Si pu pertanto affermare che la linea funzionante nelle condizioni di perdite minime
Pmin(2)

' 2
' 2
V2 Pmin(1)
V1 , oppure di potenza reattiva assorbita capacitiva massima
2 '
2 '

Qmax(2)

'' 2
'' 2
V2 Qmax (1)
V1 , preleva quelle o questa esclusivamente da una sola
2 ''
2 ''

estremit.
Daltra parte queste conclusioni sono intuitive: per es. , nello schema equivalente a T della
linea, fissata V1 , si connetta alla porta 2 una reattanza induttiva X L tale da ridurre il transito di
reattivo capacitivo alla porta 1 dovuto alle capacit della linea. Al diminuire di X L si attenua la
natura capacitiva del sistema poich si tende ad una condizione di risonanza parallela tra la
capacit di linea e la induttanza del carico : il modulo delle correnti I ( x ) negli elementi dissipativi
distribuiti diminuisce cos come le perdite di potenza attiva distribuite lungo la linea.
Naturalmente esister un valore

X L* , a cui corrisponder la Qo '

' 2
V1 0 tale da
2 '

minimizzare le perdite attive in linea P , al di sotto del quale leffetto di carico di X L diventa
preponderante rispetto alla compensazione reattiva e le P aumenteranno.
21

Si noti che per una linea, o pi in generale per un quadripolo simmetrico, i centri M, S
stanno sullasse 0, ossia sullasse del vettore V 2 . Tali punti sono infatti gli estremi del vettore V 1
'
'
''
''
quando le potenze attive e reattive alluscita sono rispettivamente ( Po , Qo ) e (Po , Qo ) .

In queste condizioni di funzionamento si dimostra che la tensione alla partenza data,


rispettivamente, da:

' 2
' 2
V2 j
V2
( P jQo )
2 '
2 '
V AV 2 BI 2 AV 2 B o

(
a

ja
)
V

(
b

jb
)

1
2
2
1
2
*
V
V2
2
'

'
1

' *

2( a2 2 b1c1 ) j (b2 c1 b1c2 )


V2
2(a1b1 a2b2 )
1
G55555555555555
H
0
G555555555555
H
2
2
2b (a a2 b1c1 b2 c2 ) jb1 (2a1a2 b2 c1 b1c2 )
b
1 1
V2 1 V 2
2(a1b1 a2b2 )
'
(a1 ja2 )V2 (b1 jb2 )

per Pmin

'' 2
'' 2
V2 j
V2
( Po jQo )
2

''
2

''
V AV 2 BI 2 AV 2 B
(a1 ja2 )V2 (b1 jb2 )

*
V2
V2
(b2 c1 b1c2 ) j 2(a2 2 b2c2 )
(a1 ja2 )V2 (b1 jb2 )
V2
2(a1b2 a2b1 )
1
G55555555555555
H
0
G555555555555
H
2
2
2b2 ( a1 a2 b1c1 b2c2 ) jb2 (2a1a2 b2 c1 b1c2 )
b

V2 2 V 2
per Qmax
2(a1b2 a2b1 )
''
''

''
1

'' *

Dalle tab. II, III e IV si nota che per le linee aeree A.T. di lunghezza fino a circa 500 km, e
nel caso di cavi fino a circa 250 km, ' quasi uguale b1 e '' circa uguale b2 quindi, in
entrambi i casi, V 1 praticamente in fase con la tensione allarrivo V 2 : si ha V 1 V 2 e =0, e
dunque:

'
b1
V
V2 V2
1

'

V 1'' b2 V 2 V 2

''

per Pmin
per Qmax

Si noti, inoltre, che la direzione 0 forma con lasse P2 un angolo pari ad arctan

b2
.
b1

Il diagramma vettoriale di Perrine e Baum pu essere completato con dei cerchi V1 cost.
secondo multipli di V2 (ad es. 0.9 V2, 1.0 V2, 1.1 V2, 1.2 V2 ), cerchi che hanno centro nel punto O,
origine delle tensioni. Si possono poi rappresentare delle semirette di centro O che diano lo
sfasamento tra il vettore tensione allentrata e quello alluscita direttamente in gradi.
22

Il diagramma cos ottenuto si definisce diagramma generale della linea; esso, per ogni valore
del carico alluscita (P2, Q2), supposta costante la tensione V2 , permette di determinare le grandezze
elettriche allentrata.

23

Q [MVAR]
2

ant.

25

20

15

10

rit.

30

-5

-10

-15

-20

-25
-30

1000

900

800

700

-35

35
600

500

-40
0

-50

-100

-150

-200

-250

-300

300
250
200
150
100
50

400

40

Q [MVAR]

300

-45

200

800

900

1000

100

50

P [MW]
CAR. INDUTTIVO

60

700

40

500

50

400

20

15

300

30

10

45

-50
100

200

600

1000

CAR. CAPACITIVO

Fig. 5 Diagramma circolari delle perdite per la linea aerea a 380 kV (in tab. II)
lunghezza L = 500km

24

P [MW]
2

5. Perdite reattive in linea al variare della potenza trasmessa


Se la linea trasporta la potenza caratteristica Pc , Q molto prossimo a zero e quindi, nel
diagramma circolare, il cerchio Q 0 taglia lasse P2 in un punto molto vicino a Pc . Tenuto conto
che il punto S, centro dei cerchi a Q cost. , vicino allorigine degli assi (O S), si pu in
pratica dire che i cerchi a Q cost. sono centrati nellorigine degli assi cos come i cerchi a
N cost. delle potenze apparenti trasmesse. Pertanto il cerchio Q 0 ha raggio circa pari a Pc .

Si evince, quindi, che se la potenza apparente trasmessa N minore di Pc , ovvero il punto di


lavoro ( P2 , Q2 ) interno al cerchio Q 0 , risulta Q 0 , la linea si comporta come un
condensatore poich eroga potenza reattiva maggiore di quella immessa, cio Q2 Q1 e prevalgono
gli effetti capacitivi. Analogamente, se invece N maggiore di Pc , la linea si comporta come un
induttore, poich sede di assorbimento di potenza reattiva induttiva Q 0 .
Per le linee aeree A.T. la potenza trasmessa N in genere maggiore di Pc specialmente per le
tensioni di esercizio pi basse: per queste linee la Pc risulta relativamente pi bassa come si rileva
dalla tab. V.
Tensione nominale Numero dei sub-conduttori
(concatenata)
di ciascuna fase
kVeff
n
60
1
132
1
150
1
220
1
220
2
380
1
380
2
380
3
760 (*)
4
1000 (**)
6
1500 (teor.)
8
2500 (teor.)
15
Tab. V Potenza caratteristica di linee aeree A.T.

Impedenza caratteristica
Zo

400
400
400
400
300
400
300
265
265
252
225
208

Potenza caratteristica
trifase Pc
MW
9
44
56
120
160
360
480
545
2180
3960
10000
30000

(*) Il livello 765 kV stato prescelto dalla Francia, mentre in Canada gi in esercizio una rete a tale tensione
(**) Progetto sperimentale 1000 kV gestito dallEnel nell'area sperimentale di Suvereto (Livorno) costituito da un
tronco di linea pilota ad altissima tensione - 1.050 kV - della lunghezza di circa 3 km e stazione 380kV/1000kV

Tuttavia per carico ridotto la situazione pu invertirsi e la linea si comporta come un


condensatore. Per i cavi, invece come si vedr in seguito, la Pc , relativamente pi elevata e vincoli
termici di dimensionamento possono richiedere di trasmettere potenze inferiori a quella
caratteristica.
25

Si ha inoltre che quando la linea trasporta la Pc :


.

V 2 V2 e V 1 V2e K L (esiste solo l'onda diretta) per cui V 1 V 2 V2 (e K L -1) 0 poich K L


molto piccolo e quindi V 1 V 2 , ovvero lungo la linea si ha profilo piatto delle tensioni.
Per il punto rappresentativo di Pc , nel piano PQ passa quindi il cerchio con V 1 V 2 . Per tutti
i punti interni a tale cerchio si hanno cadute di tensione in linea V 1 V 2 0 , condizione tipica
per carichi relativamente bassi e linee per le quali non si possono trascurare le capacit di
servizio; viceversa per i punti esterni.

26

6. Rendimento della linea di trasmissione


Il rendimento percentuale dato da:

% 100

P2
P2
100
P1
P2 P

(6.1)

ove
P2 2 Q2 2
P 'V2 '
' P2 ' Q2
V2 2
2

Fissata V 2 cost. , il rendimento funzione di P2 , Q2 . Si deduce che per un dato valore di


domanda di carico P2 , il rendimento massimo di trasmissione max %

P2 ,V2

si realizza per quel valore

che minimizza le perdite P :


Q
2
P
Q
' V 2 0 reattivo induttivo ( ' 0 tabb. II-III-IV)
2 ' 22 ' 0 Q
2
2
Q2
V2
2 '

(6.2)

Tale relazione indipendente da P2 : qualunque sia P2 , il rendimento P2 ,V2 massimo si


Q ' =cost. e cio quando si realizza la condizione di risonanza parallelo o
verifica sempre per Q
2
o
di compensazione tra la capacit di linea e le induttanze del carico e di linea, per cui le
correnti che percorrono gli elementi dissipativi sono minime e di conseguenza P Pmin .
e carico P2 variabile,
In altri termini nelle condizioni di funzionamento, V 2 cost. , Q2 Q
2
ad esempio crescente, lincremento di reattivo assorbito (>0) dalle induttanze di servizio per
effetto dellaumento di I 2 (del carico P2 ) compensato dal corrispondente incremento di reattivo
assorbito (<0) dalle capacit di servizio per effetto della maggiore tensione di alimentazione V1
necessaria affinch allarrivo si abbia V 2 cost. (fig. 3).
X 2 dipende
, infatti, evidente che il valore di reattanza equivalente del carico
esclusivamente dai parametri primari di linea nonch dalla pulsazione , come si pu dedurre da

Q
'

X 2 22
, ed ovviamente indipendente dalla potenza o carico attivo trasportato P2 .
V2
2 '

X 2V2 2 cost. per cui si ha Pmin e
Fissata V 2 resta fissata la potenza reattiva Q2 Q
2
rendimento massimo di trasmissione max %

P2 ,V2

27

Nel diagramma delle tensioni il luogo dei punti di massimo rendimento, a V 2 fissata, la
.
retta parallela allasse delle potenze attive passante per Q
2
In relazione alla (4.1) poich

'
nelle linee A.T. sempre negativo allora il rendimento
2 '

assorbita positiva ossia induttiva. Di conseguenza una linea che trasporta la


massimo per Q
2
potenza caratteristica non sar mai nelle condizioni di massimo rendimento.
Per concludere, si accenna al fatto che la potenza trasmessa in condizioni di massimo
rendimento una modesta frazione della potenza caratteristica, come si evince dallallegato I
contributi di Giovanni Ossanna all'analisi dei sistemi di potenza.
Tale condizione pertanto non ha interesse nelle applicazioni pratiche in cui si tende ad
utilizzare la massima capacit di trasporto delle linee per la maggiore remunerazione delle stesse.

28

7. Diagrammi circolari delle potenze P e Q


Per le potenze allarrivo della linea, come noto, ponendo V 2 sullasse reale, si ha:
*

N2 V 2I2

V1 A
VV
A
V2
V 2 1 2 e j ( b ) V2 2e j ( b a )
B
B
B B

V 1 AV 2 BI 2 I 2

V1 A
V2
B B

(7.1)

V 1 V1e j

da cui

VV
1 2
B

P2

cos( b ) A

V2
cos( b a )
V1

(7.1a)

V1V2
V2
sin( b ) A sin( b a )
B
V1

Analogamente per le potenze in partenza si ha:

Q2

(7.1b)

A
VV
V 2
A
N 1 V I V 1 V 1 V12e j ( b a ) 1 2 e j ( b )
B
B
B
B
*
1 1

(7.2)

P1

V1V2
B

V1
cos( b a ) cos( b )
V2

(7.2a)

Q1

V1V2 V1
A sin( b a ) sin( b )
B V2

(7.2b)

Per una data linea, noti i parametri primari e fissati i valori delle tensioni V1 e V2, le potenze P
e Q sono funzioni dellangolo di sfasamento tra le due tensioni V1 e V2.
Le (7.1) e (7.2) costituiscono rispettivamente le equazioni parametriche di due famiglie di
circonferenze nel piano complesso PQ, luoghi dei punti (P2, Q2) e (P1, Q1), estremi dei vettori
N 2 ed N 1 potenze apparenti di uscita e di ingresso della linea N 2 ed N 1 .
La prima di centro O2 , di coordinate:
A 2
V2 cos( b a )
B
;
A 2
Q20 V2 sin( b a )
B
P20

laltra di centro O 1, di coordinate:


A 2
V1 cos( b a )
B
A
Q10 V12 sin( b a )
B
P10

29

e aventi lo stesso raggio R

V1V2
.
B

Il vettore N 2 (6.1) pari alla somma del vettore costante

punto O2 e del vettore funzione di ,

A 2 j ( b a )
V2 e
con estremit nel
B

V1V2 j ( b )
e
che descrive al variare di una circonferenza di
B

raggio R e centro O2.


Il centro O1 della seconda famiglia di circonferenze l'estremo del vettore

A 2 j ( b a )
V1 e
,
B

pertanto risulta O1 allineato con O2 e la congiungente O1 - O2, passante per l'origine degli assi, forma
con lasse P langolo [b - a 75-85].
Per V2 cost. , al variare di V1 , le circonferenze descritte dal vettore N 2 P2 , Q2 sono
concentriche a O2; invece quelle descritte dal vettore N 1 P1 , Q1 , sempre con raggi proporzionali a
V1 , spostano il loro centro sulla retta O1 - O2.
Tali circonferenze vengono graduate, a partire dal punto = 0, per valori positivi di con
rotazione in senso antiorario per il vettore N 1 , e in senso orario per l'altro, N 2 .
Per dati valori di V1 e V2 il diagramma delle potenze permette di determinare i valori di ,
P1 , Q1 , P2 , Q2 , quando sia noto solo uno di essi.
Dal diagramma si nota che per b (per le linee aeree b 75 85 tab. II), P2 assume il
valore massimo, ricavabile graficamente dallintersezione dellasse P con la tangente verticale al
cerchio N 2 .
P2( b ) P2max
Q2( b )

V1V2 A 2
V2 cos( b a )
B
B

A 2
V2 sin( b a ) 0
B

(b 75 85 b a )

La condizione di funzionamento = b da evitare per i seguenti motivi:


-

la relativa potenza assorbita Q2 capacitiva per cui il rendimento di trasmissione non


elevato. Infatti affinch sia massimo occorre che Q2 sia induttiva, come visto al par. 5;

lerogazione della potenza massima rende il sistema instabile infatti un ulteriore incremento
di carico oltre P2max indurrebbe la perdita di sincronismo o uscita fuori passo delle due sbarre
1-2.
30

Si possono altres determinare i valori P1 , P2 per i quali Q1 Q2 0 .

31

Assegnata, ad esempio, la potenza allarrivo ovvero il carico P2*+jQ2*, resta individuato il


cerchio C2*, di centro O 2, che passa per il punto (P2*,Q2*), la corrispondente tensione V1* e langolo
*. Quindi si individua il cerchio C 1*, per i medesimi valori delle tensioni, V1* e V2, e su di esso si
individua graficamente il punto corrispondente allangolo *, le cui coordinate forniscono la
potenza attiva e reattiva alla partenza, (P1*,Q1*).
Per studiare il funzionamento di una linea in varie condizioni di esercizio, corrispondenti ad
una assegnata tensione allestremit di arrivo, V2, conviene tracciare pi coppie di cerchi
corrispondenti, con valori di V1 intervallati e compresi nel campo di possibile variabilit della
tensione di partenza.
A tal proposito si ricorda che attualmente nelle stazioni primarie la regolazione della tensione
effettuata per esempio tramite trasformatori o autotrasformatori dotati di variatore sotto carico,
avviene comandando un incremento o decremento (raise / lower) del rapporto di trasformazione k,
tipicamente +/-10% in molteplici posizioni, tipicamente 21 pos. con passo 1%. Tale funzione deve
essere gestibile in modalit manuale o automatica, da locale e da remoto attraverso interfaccia RTU
con il GRTN.
Si pu dimostrare che linviluppo della famiglia di circonferenze C 1, fissata V2, costituisce una
parabola detta curva delle potenze limite, introdotto da G. Ossanna nel 1926 nella pubblicazione n.
10 "Nuovi diagrammi sulle variazioni di tensione nelle reti in alternata" (di cui si allega un
estratto). Si dimostra inoltre che fissata la tensione a vuoto AV1= V20=cost., al variare del carico
attivo P2, la curva dei rendimenti massimi, nellipotesi di compensazione Q2 allarrivo, ancora una
parabola nel piano P,Q (Ossanna).

32

V1= 1.25 V2

V1= 1.20 V2

V1= 1.15 V2

V1= 1.10 V2

V1= 1.05 V 2

V1=V 2

180

210

V1= 0.95 V 2
150

V1= 0.90 V2

V1= 0.85 V2
240

V1= 0.80 V2

120

V1= 0.75 V2

Q [MVAR]
2

270

1000

O1

900
90

800

700

600

500
300

400
S
60

300

N1

M
200
0

330

P20

CAR. INDUTTIVO

100

330

100

200

300

400

500 30 600

700

800

2max
1000

900

P [MW]

1000

CAR. CAPACITIVO

30

300

N2

60

270

Q20
O2

V = 10.75 V
V = 10.80 V
V = 10.85 V
V = 10.90 V
V = 10.95 V
V =V1
V = 11.05 V
V = 11.10 V
V = 11.15 V
V = 11.20 V
V = 11.25 V

90

Fig. 6 Diagramma circolari delle potenze per la linea aerea a 380 kV (in tab. II)
lunghezza L = 500km

33

8. Relazione tra tensioni agli estremi e potenze trasmesse


Per semplicit di trattazione ma senza perdere di generalit, se la linea si suppone priva di
perdite e di capacit trasversali, talch lo schema equivalente si riduce alla reattanza serie XL, le
(7.1a-b

7.2a-b)

assumono

una

forma

molto

semplice.

In

tal

caso

risulta

A 1 e a 0, B X L e b 2 e quindi con semplici sostituzioni si ottiene:


P1 P2

V1V2

VV
cos( ) 1 2 sin
XL
2
XL

Q1

V1
V
V
V1 sin(90 ) 1 V1 V2 cos 1 V1 V2
XL
XL
XL

Q2

V2
V
V
V1 sin(90 ) V2 2 V1 cos V2 2 V1 V2
XL
XL
XL

(8.1)

Le (7.1) pur riferendosi alle linee senza perdite e senza capacit trasversali, pongono in
evidenza due fattori fondamentali che trovano conferma nel diagramma di Perrine e Baum
generalizzato:
-

il transito di potenza attiva attraverso la linea legato alla differenza di fase delle
tensioni alle estremit 1-2 ;

il transito di potenza reattiva ed il relativo segno sono legati essenzialmente alla differenza
tra i valori efficaci delle tensioni alle estremit 1-2 : infatti nelle condizioni normali di
esercizio delle linee e per ampi margini di stabilit di trasmissione, non supera di norma
10-20 e quindi cos 1.

34

9. Considerazioni
I diagrammi circolari, come pure il diagramma di Perrine e Baum descritto, sono caduti in
disuso da quando si diffuso il calcolo numerico eseguito con calcolatori elettronici, che consente,
tra laltro di studiare rapidamente il comportamento a regime permanente, e soprattutto nel
transitorio, di vaste reti magliate. I metodi di analisi delle reti trifase di pi comune impiego si
basano sul calcolo matriciale introdotto da Gabriel Kron (U.S.A.) nel 1938 -39 per limpostazione
de La teoria unificata tensoriale dei sistemi elettrici.
Lutilizzazione su vasta scala degli algoritmi di optimal power flow stata resa possibile
soltanto verso il 1960, in concomitanza della diffusione dei calcolatori numerici. Attualmente,
applicazioni dedicate su vasti sistemi interconnessi, possono richiedere lutilizzo di processori
paralleli che consentono la soluzione, con notevole accuratezza, dei sistemi di equazioni
differenziali che regolano i transitori elettromeccanici, contenendo i tempi di calcolo entro valori
ragionevoli. A riguardo si evidenza che il miglioramento della stabilit statica e soprattutto
transitoria nelle reti di trasmissione pu richiedere una modifica temporanea della struttura della
rete durante le perturbazioni e quindi la necessit di valutare molteplici condizioni di
funzionamento n-1 del sistema in tempi ridotti (in-line).

35

10. Linee di trasmissione in cavo in regime permanente sinusoidale


Le considerazioni presentate in questa trattazione sono valide sia per le linee aeree che per le
linee in cavo, cosicch potrebbe sembrare superflua una trattazione specifica di queste ultime.
Daltra parte opportuno sottolineare che, in dipendenza dei valori sostanzialmente diversi delle
costanti fondamentali di linee aeree e cavi aventi la stessa tensione nominale, si presentano in
esercizio situazioni che, in alcuni casi, sono determinanti per la scelta delluno o dellaltro tipo di
trasmissione.
10.1 Confronti fra i valori dei parametri fondamentali di linee aeree e in cavo ad A.T.
Si consideri una linea aerea a 220 kV a una terna realizzata con conduttori di alluminioacciaio della sezione di 428 mm2 (Al 349,2 + Ac 78,9), avente come costanti fondamentali:
r = 0,084 /km

x = 0,406 /km;

g = 0,01 10-6 S/km (con tempo asciutto)

b=2,71 10-6 S/km

-3
-1
K = (0,11+j1,055) 10 km

Z 391, 2 -544'

e a un sistema di tre cavi a 220 kV unipolari ad olio fluido sotto piombo blindato con guaina di
gomma avente una sezione di rame di 400 mm2 disposti a trifoglio dentro una unica canalizzazione
e avente le seguenti costanti fondamentali:
r = 0,055 /km
g = 0,238 10-6 S /km

x = 0,117 /km;
b = 79,5 10-6 S/km

-3
-1
K = (0,71 + j3,13) 10 km
Si nota:

Z 40, 4 -1237'

le impedenze caratteristiche stanno circa nel rapporto di 10 a 1,

Z aerea
.

10 .

Z cavo
Per i cavi la capacit di servizio, c

2 o r
ln re ri

[F/km] , difatti sensibilmente maggiore

per due contributi distinti: la costante dielettrica del materiale isolante maggiore rispetto a
quella dellaria (r 3,44 per isolamento carta impregnata, r 35 per isolamento in
gomma, r 58 per isolamento termoplastico, r 2,5 per isolamento in polietilene
reticolato XLPE, cross-linked polyethylene, r 1,0021 a 20 C, 1,0133 bar per isolamento
in SF6 in cavi blindati EBLI) e la presenza ravvicinata dello schermo coassiale ai conduttori
riduce re.

36

in funzione dei valori di K , la lunghezza d'onda e la velocit di propagazione delle


grandezze elettriche stanno praticamente nel rapporto 3 a 1: per le linee aeree si visto che
6.000 km e v 300.000 km/s; per le linee in cavo 2.000 km e v 100.000 km/s.

in dipendenza del valore di Z si ha che, a parit di tensione nominale, le linee in cavo A.T.
hanno potenze naturali o caratteristiche pari a circa 10 volte quelle delle aeree
.

N C ( cavo )
.

N C ( aeree )

V 2 Z cavo
.

V 2 Z aeree

Z aeree
.

10 ; infatti nelle condizioni dellesempio sopra citato si ha

Z cavo

per linea aerea PC =123 MW e QC = -12,4 MVAR mentre per il cavo PC =1170 MW e QC =
-263 MVAR.
Evidentemente per ragioni termiche i cavi ad A.T. non possono trasportare potenze pari o
prossime a quelle caratteristiche e quindi si deve rinunciare ai vantaggi che si hanno in
quelle condizioni di funzionamento quali minori cadute di tensione e perdite di potenza
reattiva quasi nulle. Le linee in cavo ad A.T. danno luogo ad un assorbimento di potenza
reattiva capacitiva esorbitante gi per qualche decina di km, cosa che evidentemente ne
limita fortemente l'impiego al crescere della lunghezza . Orientativamente si ha per la linea
in cavo a 220 kV dalle caratteristiche sopra riportate, per una potenza in arrivo di 70 MW
a cos = 0,8 che la potenza reattiva assorbita vale circa -38 MVAR per una lunghezza di
appena 10 km, -191 MVAR per 50 km, -372 MVAR per 100 km. importante sottolineare
che per le ordinarie linee in cavo ad A.T. durante tutta lescursione del carico (dalle
condizioni di funzionamento a vuoto a quella di pieno carico) la potenza reattiva assorbita
sempre capacitiva contrariamente a quanto avviene per le ordinarie linee aeree per le
quali il loro carattere cambia in dipendenza del fatto che si trasporti una potenza inferiore,
uguale o superiore alla potenza caratteristica.
Questi risultati hanno carattere di generalit e costituiscono la giustificazione del comportamento sostanzialmente diverso dei due sistemi.

37

11. Capacit di trasporto di una linea di trasmissione


A prescindere dai vincoli di natura termica, ogni linea pu trasmettere una definita po tenza
massima superata la quale si perde la condizione di funzionamento in sincronismo fra le sbarre a
monte e a valle della stessa.
Per determinare tale potenza conveniente riferirsi alle relazioni (7.1) che danno le potenze
attive e reattive allarrivo in funzione delle costanti ausiliarie della linea, delle ten sioni ai due
estremi V 1 e V 2 e dellangolo da esse formato.
Nell'ipotesi che V 1 e V 2 possano ritenersi costanti (ottenibile a mezzo di opportune
regolazioni) e si trascurino le perdite, a partire da:

VV
V2
1 2
cos( b ) A cos( b a )
B
V1

VV
V
Q2 1 2 sin( b ) A 2 sin( b a )
B
V1

P2

poich
P1 P2

A cos L lc

B Z sin L lc

a 0

b 2

si ha

V1V2
sin
Z sin L lc

(11.1)

V1V2
V2 2
Q2
cos
Z sin L lc
Z tan L lc

dove L la lunghezza della linea.


.

Nelle ipotesi fatte per una data linea, quindi per definiti valori di Z e L, la potenza attiva
trasmessa dipende solo da sin .
Cosicch con il lento crescere del carico aumenta e con esso la potenza trasmessa (punto A)
fino ad un massimo pari a P1max P2max

V1V2
in corrispondenza di =90; massimo che
Z sin L lc

viene definito capacit di trasporto della linea o limite di stabilit statica della stessa. Superato tale
valore al crescere del carico, langolo continua ad aumentare (punto B), tuttavia la potenza
trasmessa diminuisce quindi non si raggiunge lequilibrio tra la potenza trasmessa e quella
assorbita e si perde il sincronismo fra le sbarre 1 e 2 in esame.

38

Fig. 11.1. Andamento della potenza trasmessa in funzione dellangolo

Per = 90 la potenza reattiva Q2 vale

V2 2
e quindi per trasmettere la P2 max
Z tan L lc

necessario che allarrivo venga assorbita una potenza reattiva capacitiva Q2 che, per linee di media
lunghezza, L 300 400 km L lc 2 , dello stesso ordine di P2.
Si nota inoltre che P2max funzione di sin L lc e raggiunge il minimo per L lc 2
cio per L 4 1500km . In queste condizioni la linea ha una capacit di trasporto pari alla
potenza caratteristica essendo L lc 2 . Inoltre dalla (10.1.) si evince che, solo se

L lc , la linea trasporta la potenza caratteristica.


La lunghezza di 1.500km circa rappresenta quindi un limite per linee senza perdite, che
collegano sistemi a tensioni costanti ai due estremi, oltre il quale non possibile trasmettere la
potenza caratteristica PCAR. in regime di stabilit. Infatti per linee di lunghezza minore si ha P2max
>PCAR.; mentre per linee di lunghezza maggiore che trasmettessero la PCAR. si avrebbe

L lc 2 e il funzionamento sarebbe instabile.


Nella realt, tenuto conto che una linea stabile quando l'angolo fra le sue tensioni non supera
30- 35 , la lunghezza effettiva che si pu raggiungere in queste condizioni non supera i 500km.
Se per si prendono opportuni provvedimenti di compensazione, inserzione di capacit in
parallelo o in serie, o si regola l'angolo di fase della tensione in una certa sezione della linea, si
possono trasportare potenze attive maggiori di quelle precedentemente determinate oppure
mantenere la potenza al suo valor massimo indipendentemente dallangolo .

39

12. Profilo delle tensioni e delle potenze in linea


Nel caso di linee compresa tra due reti di potenza relativamente grande, si pu intendere
almeno come situazione limite, che siano assegnate i vettori tensioni agli estremi, ossia V1 e V2 .
Inoltre, tenuto conto dei valori delle costanti primarie, pu apparire accettabile r=g=0, ossia di
linea non dissipativa.
Dalle equazione dei telegrafisti si ricava, utilizzando il principio di sovrapposizione degli
effetti, che V(x) risulta somma di due contributi di onde di tensione ottenute supponendo la linea
alimentata da un estremo e chiusa in cortocircuito sullaltro:

V x

V1senh j ( L x) V2 senh j x

V x

V1sen ( L x ) V2 sen x

sen L

V cosh j ( L x) V2 cosh j x
V cos ( L x ) V2cos x
I x 1
I x 1

Z senh j L
jZ sen L

senh j L

da cui si pu ricavare, ricordando che la potenza apparente monofase P jQ V ( x ) I ( x ) e


assumendo per semplicit V1 V2 V :
sin
sin( L)
sin( ( L 2 x))(cos( L) cos )
Pc
sin 2 ( L)

P Pc
Q( x )

V2
dove definisce lo sfasamento tra le tensioni, mentre Pc
(potenza attiva caratteristica, o
Zo
naturale, della linea) la potenza attiva che transiterebbe sulla linea se questa fosse chiusa, con la
data V, sulla sua impedenza caratteristica. In particolare risulta Q A= -QB, e pi in generale Q(x)=-Q(L-

, mentre V(x)=V(L-x); a met linea si ha poi Q(L/2)= 0 e V L / 2 V

x)

cos 2
.
cos( L 2)

Se la lunghezza della linea inferiore a mezza lunghezza donda cio L 4 , ossia


L<1500km se =6000km e quindi L 2 , la dipendenza di P da del tipo indicato in figura.
Inoltre, immediato verificare che Q(x) si annulla solo a met linea, dove il valore di V
costituisce il minimo o il massimo della V(x) secondo se P Pc o P Pc : in figura sono riportati
qualitativamente gli andamenti di V(x) e Q(x). Solitamente, specie per linee non molto lunghe, si ha

40

L piccolo e quindi risulta quasi sempre nelle normali condizioni di esercizio > L per cui il
profilo delle tensioni lungo la linea si avvicina a quello rappresentato in b).
Se P Pc si ha V(x)=cost. , ossia profilo a tensioni livellate (c) e Q(x)=0 x .

P
L

V
L

=
TOT.

P
sin( L)
CAR.

CAR.

30

60

90

180

360

Fig. 12.1 Andamento della curva della potenza in funzione di L.

P< P

P> P

CAR.

P> P

CAR.

V(x)

CAR.

V(x)

V(x)
V(x)=cost.

V
0

L /2

Q(x)

L/2

(a)

L/2

Q(x)

L/2

L/2

Q(x)=0

L/2

(b)

(c)

Fig. 12.2 Profilo delle tensioni e delle potenze reattive al variare di P.

Da V L / 2 V

cos 2
risulta che per lunghezze L elevate, superiori a 4 , la tensione in
cos( L 2)

L/2 pu subire, in funzione del carico, variazioni molto ampie, ovviamente incompatibili con il
41

livello di isolamento delle apparecchiature installate lungo la stessa linea: in generale sono
accettabili variazioni di tensioni, in condizioni normali di esercizio, entro il 5% .

42

13. Line loadability: curve di St. Clair


Il concetto di line loadability o caricabilit della linea utile per una migliore
comprensione della capacit di trasmissione della potenza in funzione del livello di tensione e
della lunghezza della linea. Definita in relazione alla potenza naturale P o, si intuisce che la
caricabilit della linea determinata essenzialmente da tre fattori: limite termico, variazioni di
tensioni e soprattutto limite di stabilit alle piccole variazioni small-signal stability limit.
Questo concetto fu introdotto da H.P. St. Clair nel 1953. Basandosi su considerazioni
pratiche, St. Clair sviluppo le trasmission line power-transfer capability curves per livelli di
tensione tra 34.5 kV e 330 kV e per linee lunghe al pi 650 km: successivamente i limiti furono
elevati a tensioni fino a 1500 kV e lunghezze di 950 km . Queste curve, note come St. Clair
curves, hanno costituito un valido strumento per la pianificazione delle reti di trasmissione,
fornendo una rapida stima del limite massimo di carico in linea.
La determinazione della curva stata ottenuta assumendo:
-

temperatura ammissibile: circa 70C;

massima variazione di tensione: 5%

minimo margine di stabilit

Pmax Plim
100 = 30% a cui corrisponde un angolo di
Pmax

carico limite di 44.


La valutazione della stabilit include la conoscenza della reattanza equivalente tra i due
estremi della linea: si impone per esempio la massima corrente di corto circuito agli estremi sia di
50 kA e quindi immediato conoscere la reattanza di linea.
Per linee AT e AAT il valore X R ; 5 10 , per cui lapprossimazione di linea prive di perdite
pu essere accettabile; inoltre il parametro praticamente costante per i vari tipi di linee e
quindi, il rapporto Pmax Pcar. ; 1 sen L indipendente dal livello di tensione: le considerazioni
effettuate saranno valide ed applicabili per un ampia casistica di classi di linee in AT .
In particolare, senza entrare nel merito della trattazione analitica alla base delle curve di St.
Clair, i limiti di carico di una linea risultano individuati da:
- limite termico: per linee lunghe fino a 80-100 km;
- limite di variazione di tensione: per linee di lunghezza variabile da 80-100 km a 350 km;
- limite di stabilit alle piccole perturbazioni: per linee lunghe oltre 350 km.

43

Il limite termico dipende tuttavia da molteplici aspetti ambientali oltre che strutturali. Le
perdite in linea sono dissipate essenzialmente per convezione e per irraggiamento: le prime
dipendono sostanzialmente dalla velocit del vento oltre che dalla temperatura ambiente, mentre
4
4
le seconde sono proporzionali a (TC TA ) . Oltre alle perdite per effetto Joule, si deve tener conto

del calore assorbito dallo stesso conduttore per irraggiamento dellambiente esterno: recenti studi
provano che la verniciatura degli stessi conduttori con vernici scure migliorano lo scambio totale
per irraggiamento e si pu incrementare la capacit di trasporto di circa il 5%.
Inoltre per grandi sistemi di potenza ove sono richieste valutazioni di esercizio pi
dettagliate, possono subentrare considerazioni addizionali che influenzano le capacit di trasporto
dei vari elettrodotti.

P
P

max

p.u.

CAR.

3.0

2.5

2.0

1.5

1.0

0.5

150

300

450

600

750

900

km

0 - 100 km

Regione di limite termico

100 - 350 km

Regione di limite per variazione di tensione

350 - 960 km

Regione di limite per stabilit

Fig. 13.1 Curva di loadability per una linea di trasmissione

44

14. Provvedimenti per elevare la capacit di trasporto


Dalla figura precedente risulta evidente che per linee pi lunghe di 450-500 km la capacit di
trasporto in sicurezza risulta inferiore alla potenza caratteristica per cui pu risultare tecnicamente
vantaggioso oltre ai benefici economici in termini di riduzione delle perdite e maggior
remunerazione dellelettrodotto, incrementare tale capacit con opportuni provvedimenti di
compensazione, quali:
- compensazione shunt attraverso linserzione di capacit in parallelo o compensatori sincroni;
- compensatori serie;
- controllo dell'angolo di fase della tensione in una certa sezione della linea con i phase
shifter.
Questi provvedimenti mirano al controllo continuo delle potenze erogate, in modo da
mantenere costante il valore della tensione sulla linea al variare del carico (linee a supporto di
tensione).
Tale risultato pu essere agevolmente raggiunto a mezzo di dispositivi statici a semiconduttori
FACTS (Flexible AC Trasmission System) che permettono di ottenere compensazioni shunt e in
serie e di agire sullangolo della tensione.
Se invece si realizza una compensazione distribuita con condensatori in serie e induttanze in
derivazione, in modo da ridurre il valore dellinduttanza di servizio pi di quanto si riduce il valore
della capacit di servizio, facendo s che diminuisca il rapporto l/c e contemporaneamente il
prodotto lc, si ha una diminuzione dellimpedenza caratteristica: Z o l c con un corrispondente
aumento della potenza naturale. Si ha inoltre una diminuzione della costante di distorsione:

lc con un virtuale aumento della lunghezza donda 2 e quindi della massima


lunghezza di trasmissione.
La compensazione serie capacitiva di una lunga linea in A.T. pu determinare in particolari
circostanze, a seguito di perturbazioni di varia natura (corto circuiti, manovre di richiusura,
reinserzione di condensatori in serie) il fenomeno della risonanza subsincrona RSS che consiste in
oscillazioni di correnti persistenti a una frequenza di risonanza inferiore a quella di esercizio (10-40
Hz) che provocano coppie torsionali oscillatorie negli alberi degli alternatori con possibili gravi
danni. Tali coppie possono venire notevolmente esaltate se la relativa frequenza meccanica coincide
con una delle frequenze di vibrazione torsionale propria del gruppo turbogeneratore, fino anche a
causare lo snervamento e la rottura degli alberi. Tale fenomeno non si presenta nel caso di
compensazione con condensatori in derivazione (diverso valore di C), in quanto la frequenza di
risonanza in tal caso non subsincrona.
45

Focalizzando linteresse sulla compensazione serie stato dedotto che una volta che la
risonanza subsincrona si innesca, essa in grado, in particolare per i turboalternatori, di
autosostenersi e amplificarsi quando si verifica una condizione di risonanza meccanica. Tenuto
conto della gravit del fenomeno, si devono adottare provvedimenti per ridurre tale rischio:
-

in primo luogo si deve limitare la compensazione serie delle linee;

possono impiegarsi dispositivi di rilevamento delle vibrazioni torsionali degli alberi dei
turboalternatori che segnalino situazioni anomale e comandino leventuale distacco degli
stessi;

possono installarsi filtri sul lato centro stella dellavvolgimento di AT del trasformatore
elevatore risonanti alle frequenze di RSS;

modifiche del progetto dei turboalternatori e dei condensatori serie;

restrizioni di esercizio e modifiche rapide automatiche della configurazione della rete.


Il fenomeno di interazione dei sistemi elettrico e meccanico pu manifestarsi in pratica

soltanto per i turboalternatori, mentre non possibile per i gruppi idroelettrici. Infatti le frequenze
di risonanza fs delle reti a 50 Hz dotate di condensatori in serie non superano i 40 Hz per cui le
frequenze complementari (fc = fo-fs la frequenza delle coppie alternative generate per effetto delle
correnti pulsanti a fs in presenza del campo magnetico fondamentale rotante a frequenza fo) sono
superiori a 10Hz. I gruppi idroelettrici hanno di norma una frequenza di oscillazione torsionale
propria che inferiore a 10 Hz e pertanto non pu aversi coincidenza con le complementari delle
frequenze di risonanza elettrica. I gruppi turboalternatori hanno, viceversa, alberi meno rigidi e pi
numerosi per la presenza di vari corpi turbina: hanno da 3 a 5 frequenze di oscillazione naturale o
modi (tante quanti sono gli alberi di accoppiamento tra i vari stadi e lalternatore) comprese tra 5
Hz e la frequenza di rete, per cui possibile la coincidenza con la complementare di una delle
frequenze di risonanza della rete che peraltro sono numerose e cambiano al mutare della
configurazione della rete.
Da quanto fin qui esposto si pu concludere che per aumentare la capacit di trasposto di una
linea i mezzi pi efficaci sono:
1) aumentare la tensione di esercizio;
2) diminuire la impedenza di linea (adottando conduttori multipli e linee in parallelo);
3) prendere opportuni provvedimenti di compensazione.
Lincremento di potenza trasmessa P causato da un incremento , d la misura della rigidit
elettrica del collegamento esistente fra le sbarre in esame. Si definisce rigidit o coefficiente o
potenza sincronizzante:
Tij

P dP

Pmax cos .
d
46

Evidentemente quando si avvicina a 90 Tij tende a zero ed per questo che le linee
vengono esercite con angoli che raramente superano 30. Quanto pi la linea si avvicina al limite
di stabilit tanto pi elastico diviene il collegamento fra i sistemi di sbarre in esame e tanto pi
facile perdere la condizione di funzionamento sincrono delle stesse.

47

15. Stabilit dei sistemi di trasmissione di energia elettrica in regime perturbato


Levoluzione delle condizioni di equilibrio di un sistema in conseguenza di una perturbazione
pu essere tale da raggiungere la condizione di equilibrio preesistente, se la perturbazione era di
tipo impulsivo, od una nuova condizione, se la perturbazione di tipo permanente, dopo un periodo
transitorio pi o meno lungo.
Per un sistema elettrico di potenza la condizione di equilibrio si identifica con la marcia
sincrona di tutti gli alternatori ad esso connessi ovvero marciano al passo fra loro: in regime
permanente essi ruotano alla stessa velocit elettrica e allalbero di ciascun rotore sussiste
luguaglianza tra la coppia motrice, proporzionale alla potenza fornita dal motore primo, e quella
resistente, proporzionale alla potenza elettrica erogata dalla macchina e alle perdite.
La stabilit dunque lattitudine del sistema a mantenere il sincronismo ed a ritornarvi dopo
che esso se ne allontani a seguito di una perturbazione. Il sistema elettrico di potenza sar instabile
se, sottoposto alla perturbazione le sue grandezze caratteristiche elettriche (tensione e frequenze) e
meccaniche (velocit angolari) si allontanano sempre pi dalle condizioni di equilibrio.
I principali tipi di perturbazione che possono avere luogo nei sistemi elettrici di potenza sono:
-

variazioni di carico;

guasti (cortocircuiti);

variazioni di configurazione di rete (inserimento o disinserimento di linee o di


apparecchiature);

distacco di unit generatrici.


In dipendenza della natura e dellampiezza delle perturbazioni conveniente distinguere tre

tipi di stabilit:
-

stabilit statica;

stabilit dinamica;

stabilit transitoria.

Negli studi di stabilit statica (steady state stability) il sistema si considera affetto da piccole
perturbazioni, cio da lente e graduali variazioni della condizione di funzionamento, per esempio
lente variazioni di carico. Si pu ritenere che in queste condizioni di funzionamento il passaggio del
sistema da una configurazione di equilibrio ad unaltra avvenga dolcemente , con moto aperiodico
e senza oscillazioni, quasi come in una successione di stati di equilibrio.

48

Per ogni elettrodotto, anche in condizioni teoriche di funzionamento indipendenti dai vincoli
termici, esiste una potenza massima trasmissibile oltre la quale il sistema perde il sincronismo. Tale
potenza secondo quanto si gi visto viene definita limite di stabilit statica.
Piccole perturbazioni possono avere implicazioni di natura diversa sul sistema di potenza, ma
ugualmente portare alla perdita di sincronismo.
Si constatato sperimentalmente che sistemi elettrici che trasmettono potenza ben inferiore al
loro limite di stabilit statica sono sedi, in certi casi, di oscillazione di potenza persistenti, di
frequenza molto bassa, inferiore a 1 Hz, che possono venire gradualmente amplificate fino a
provocare la perdita del sincronismo e lintervento delle protezioni: il fenomeno causato
essenzialmente dallazione intempestiva del sistema di regolazione, soprattutto quello di tensione.
La stabilit dinamica si pu definire come lattitudine allo smorzamento di questo tipo di
oscillazioni, cio ad evitare l instabilit oscillatoria del sistema (steady state instability) che pu
verificarsi sia per piccole che per grandi perturbazioni.
Dal punto di vista dellanalisi del sistema la differenza tra piccole e grandi perturbazioni la
seguente: le piccole perturbazioni, se seguite da piccole oscillazioni, smorzate o che comunque non
si amplificano nel tempo, consentono la linearizzazione delle equazioni differenziali che regolano i
transitori elettromeccanici, nellintorno del punto di equilibrio. In pratica ci conseguibile se i
regolatori di carico e di tensione delle centrali sono stabilizzati e ben coordinati.
Un caso tipico di oscillazione di potenza persistenti, e in qualche caso amplificate, stato
osservato sulle linee di interconnessione tra reti di stati limitrofi, aventi capacit di trasporto piccola
rispetto alla potenza al momento installata nelle reti stesse. Le oscillazioni di potenza
nellinterconnessione sono sempre di piccola entit rispetto alla potenza globale generata dai
generatori di ciascuna delle reti interconnesse. Quando si manifesta la tendenza allamplificazione,
esse possono tuttavia raggiungere e superare la capacit di trasporto della linea in cui si sono
manifestate, fino a provocare lo scatto delle protezioni per sovraccarico. Il periodo di queste
oscillazioni piuttosto lungo e pu giungere fino a 10 s. Il fenomeno consiste nella pendolazione,
oscillazione intorno alla posizione di equilibrio, dellinsieme delle macchine di una rete rispetto a
quelle dellaltra rete interconnessa. Il lungo periodo di oscillazione legato alla piccola potenzialit
(elevata reattanza) dellinterconnessione rispetto alla grande potenza rotante di ciascuna rete.
La stabilit transitoria attiene allo studio del sistema affetto da grandi e rapide perturbazioni,
quali si verificano pi frequentemente nella realt.

49

Il sistema sede di oscillazioni di grande ampiezza e non possibile descriverlo con un


semplice modello linearizzato. La non linearit comporta difficolt nella risoluzione dei sistemi di
equazione differenziali che reggono il comportamento del sistema, specie se esteso e con molte
macchine interconnesse.
Perturbazioni rapide sono quelle che si verificano in breve tempo rispetto al periodo di
oscillazione inerziale di rotori delle macchine dellordine di 1 secondo: esempio il distacco o la
richiusura di una linea, il distacco di un generatore.
Sono questi gli studi di maggiore importanza pratica ed ad essi stato rivolto un crescente
impegno nei recenti anni in cui limpiego di calcolatori ha dato la possibilit di trovare soluzioni di
tipo numerico.
La stabilit transitoria

una componente fondamentale della affidabilit del sistema in

regime transitorio ed giustificata lesigenza di garantirla a livello progettuale.


Dal punto di vista della trattazione analitica la grande ampiezza delle oscillazione non
consente la linearizzazione del sistema di equazioni differenziali che descrive il comportamento
elettromeccanico del sistema, con difficolt di natura matematica inerenti alla risoluzione delle
equazioni.
In una prima trattazione semplificativa vengono fatte alcune assunzioni:
- ogni generatore oscilli individualmente e lo si caratterizzi con un proprio angolo ;
- il regime di transitorio elettrico a rigore tipo aperiodico e dovrebbe essere descritto
introducendo le equazioni differenziali dei singoli componenti elettrici e quelle
elettromeccaniche dei singoli generatori. Una drastica semplificazione si pu ottenere
considerando le differenti durate dei transitori elettrici e meccanici. La costante di tempo
subtransitoria di una macchina di circa 0,03-0,04 sec. cio abbastanza piccola rispetto
al periodo delle oscillazione meccaniche ( 1 sec.)quindi negli studi di stabilit i fenomeni
subtransitori vengono trascurati. La costante di tempo di armatura di circa 0,1-0,3 s per
un corto circuito ai morsetti della macchina ma diminuisce molto per un corto circuito pi
ditante a causa della resistenza esterna, perci anche la componente continua della
corrente darmatura viene di solito trascurata. lecito, dunque negli studi di stabilit,
limitarsi a considerare la sola componente transitoria la cui costante di tempo varia da 0,5
a 10 s ed perci generalmente pi lunga delle oscillazioni meccaniche. Si trascura, della
componente transitoria, lo smorzamento durante la perturbazione.

50

Inoltre opportuno distinguere tre periodi nellanalisi del regime transitorio:


- il periodo iniziale, di durata 1-1,5 s dallinizio della perturbazione. Ha luogo la prima
oscillazione dei rotori, leventuale distacco e successiva richiusura della linea guasta.
In questa fase si pu trascurare lintervento del regolatore di velocit e assumere che la
potenza motrice applicata a ciascuna macchina sia costante: il regolatore non interviene in
questo intervallo di tempo a causa della sua insensibilit, perch la modesta variazione di
velocit che si verifica insufficiente ad azionarlo; comunque un eventuale modesto suo
intervento non riuscirebbe a variare apprezzabilmente la potenza meccanica sviluppata a
causa della inerzia di risposta degli organi di regolazione, di natura meccanica, con costanti
di tempo elevate (>3s).
Quanto allapporto del regolatore di tensione, da notare che, nonostante linstaurarsi
allatto del cortocircuito (perturbazione pi critica), della reazione darmatura fortemente
smagnetizzante (la corrente di cortocircuito in quadratura ritardo rispetto alla f.e.m.
secondo lasse q, Eq), il flusso concatenato con i circuiti rotorici non pu variare
istantaneamente ma deve diminuire secondo la costante di tempo transitoria elevata a causa
della natura fortemente induttiva dei circuiti elettrici rotorici, gabbie di smorzamento. Per
questa motivazione negli studi di stabilit transitoria in tempi brevi si pu assumere in prima
approssimazione un modello della macchina sincrona in cui sia costante la f.e.m. al traferro
o meglio la sua componente secondo lasse di quadratura. Tale rappresentazione tiene conto
implicitamente dellazione del regolatore di tensione. Allabbassamento di tensione ai
morsetti della macchina a causa dellaumentata caduta di tensione sulla reattanza transitoria
e per il successivo svilupparsi della reazione darmatura, il regolatore reagisce facendo
aumentare la corrente di eccitazione e quindi sostenendo il flusso al traferro. Si pu
concludere che nella prima fase del transitorio il naturale comportamento elettrico della
macchina e poi il successivo apporto del regolatore di tensione portano giustificare lipotesi
di flusso concatenato costante, commettendo errori qualitativi e quantitativi estremamente
piccoli quanto ovviamente pi brevi sono i periodi.
- un secondo periodo che si estende fino a circa 5-10 s dallinizio della perturbazione ed in cui
si sviluppa la piena azione dei regolatori di tensione e di velocit. In questa fase diventa
necessaria una rappresentazione delle macchine sincrone che tenga conto della variazione del
flusso di campo, degli avvolgimenti smorzatori, quindi dei regolatori di tensione e simulare
opportunamente i regolatori di velocit; per le turbine idrauliche P m rimane costante a causa
della grande inerzia del sistema di regolazione idraulico mentre per le turbine a vapore P m pu
iniziare a variare dopo 3 s .
51

- un terzo periodo nel quale si sviluppa un transitorio elettromeccanico di lunga durata, fino a
diverse decine di minuti, in cui si manifestano gli effetti a lungo termine governati dalle
elevate costanti di tempo meccaniche, dalle reazioni dei gruppi (relative funzioni di
trasferimento), dallintervento dei dispositivi di regolazione di tensione di rete, dei variatori di
rapporto sotto carico dei trasformatori, degli alleggeritori di carico, dalle eventuali
pendolazioni di potenza attraverso le linee di interconnessione tra grandi reti e dal manifestarsi
di condizioni di carico sulle linee di trasmissione prossime al limite di stabilit statica.
La I fase lo studio della stabilit transitoria; la fase II lo studio della stabilit dinamica e la
fase III denominata in inglese LTD long-term dynamics.
Quando in un sistema elettrico si manifesta linstabilit di trasmissione in qualunque forma,
ha luogo la brusca perdita di uno o pi gruppi generatori, o lapertura di linee di interconnessione e
quindi la separazione del sistema in due o pi parti dette isole. Quasi sempre si manifesta un deficit
di potenza generata nella rete, o in una delle reti che si sono separate. Se non sono predisposti
adeguati dispositivi e interventi per la rapida riequilibratura tra carico e generazione, quali riserva
calda o rotante (turbogas o idrici), rel alleggeritori di carico a minima frequenza, e per la riduzione
di eventuali sovraccarichi delle linee e trasformatori rimasti in servizio, pu seguire un disastroso
allargamento in cascata del disservizio, fino anche a giungere al collasso totale del sistema elettrico
in poche decine di secondi o qualche minuto, ne un recentissimo esempio il black-out in Italia del
28 settembre 2003.
15.1. Criterio delle aree
Vi tuttavia un semplice modo di analisi diretta della stabilit: il criterio delle aree. Bench
esso sia applicabile soltanto a due sistemi elementari o ridotti tali, quello di una macchina sincrona
collegata a una rete di potenza infinita e quello di due macchine collegate da una rete passiva,
questo metodo rivela immediate ed importanti valutazioni circa la stabilit transitoria (I fase),
descritta tra laltro da equazioni differenziali non lineari.

52

Lequazione del moto del rotore di un generatore :


d
d 2
Cm Ce J
J 2
dt
dt

ove langolo del rotore rispetto ad un asse di riferimento.

1
(0 t (t ) )
p

d
1 d 0
(t ) 0
;
se (t) si discosta poco da quella di regime

p p dt
p
dt
d 2 1 d 2

2
p dt 2
dt
(t )

d
Pm Pe (t ) (Cm Ce ) ( t ) J
dt

Da cui

0
costante di inerzia M J
p

[Js/rad] si ha Pm Pe

d
d 2
d 2
J 2 ; 02 J 2 e ponendo la
dt
dt
p
dt
M d 2

.
p dt 2

Al posto della costante di inerzia si preferisce usare unaltra costante, ottenuta ponendo
2

1 0
1 0
J
M
2 p
2
p
H

An
An
H

[MJ/MVA]=[s]

e sostituendo al momento di inerzia J

GD 2
si ha
4

1,37GD 2 N 2
; H rappresenta lenergia cinetica rotazionale corrispondente alla velocit di
An

sincronismo rapportata alla potenza della macchina stessa. un parametro temporale poco variabile
con la potenza nominale della macchina.
M

2H
An
0 p

e sostituendo si ottiene:

2H
A
0 p n d 2
2 H d 2
2 H d 2
H d 2
dividendo per An.
Pm Pe
2 An

=
[p.u.]
m
e
p
dt
0 dt 2
0 dt 2 f 0 dt 2
2

Da pm pe

H d 2
d d H d 2 1 H d d

m e

moltiplicando per
f 0 dt 2
dt
dt f 0 dt 2 2 f 0 dt dt

dt, ovvero passando dalle derivate ai differenziali, si ha:

1 H d
1 H
2
pm pe d
d
d

2 f 0 dt
2 f0
53

Integrando tra lo stato iniziale e quello finale della perturbazione si ha:


1

p
o

pe d

1
1 H
1 H
2
d pm pe d
[12 0 2 ]

o
2 f0
2 f0

La stabilit della macchina pu sussistere solo se, dopo la perturbazione, la velocit del rotore
riassume il valore di sincronismo 1=0 e si deduce che la condizione necessaria affinch sia
assicurata la stabilit che per un certo valore di dellangolo relativo, si annulli lintegrale
1

p
o

pe d 0 : esister un valore * tale che larea positiva

p
o

pe d * pm pe d sar uguale allarea negativa.

Fig. 15.1. Interpretazione grafica del criterio delle aree.

La risoluzione dellequazione differenziale

pm pMAX (t ) sen (t )

H d 2
f 0 dt 2

fornisce la

famiglia di curve, andamento di (t) parametrizzate rispetto a P e allangolo o pre-perturbazione.

54

Fig. 15.2 Angolo descritto dal rotore in funzione di

P0
P1
0, 25 .
per
P1max
P1max

Come si vede il mantenimento della stabilit dipende dal valore della potenza inizialmente
trasmessa e dallentit del sovraccarico e la stabilit diminuisce con laumentare di ciascuno di essi.
Mediante il criterio delle aree possono essere studiati graficamente o analiticamente alcuni
tipi di perturbazioni brusche per le quali, per quanto detto, sar opportuno assumere come tensione
interna di macchina la tensione transitoria Eq e come reattanza le reattanze transitorie; se, invece, si
vuole studiare la stabilit transitoria di una linea di trasmissione elettricamente lontana da grossi
gruppi di generazione allora sar sufficiente valutare tensioni e reattanze in regime permanente
prima del guasto. Alcune tipiche perturbazioni valutabili con questo criterio sono:
-

brusco aumento di potenza motrice:

brusco aumento dellimpedenza del sistema

corto circuiti in un punto della linea di trasmissione (riconducibili al caso precedente).


opportuno ribadire che le deduzioni sopra trattate non autorizzano ad applicare il criterio

delle aree a sistemi elettrici aventi pi di due macchine sincrone indipendenti per i quali alcune
macchine possono non perdere il sincronismo durante la prima oscillazione, ma poi uscir di passo
durante la seconda a causa della diversit dei singoli periodi di oscillazione.
15.2 Applicazione del criterio delle aree
Negli esempi che seguono si suppone il caso di una centrale connessa ad una rete di potenza
infinita (V=cost. f=cost. per ogni valore di P) tramite una o pi linee in parallelo.

CASO 1 Brusca variazione di carico


Nellipotesi che vengano trascurati gli avvolgimenti smorzatori, le perdite e le ammettenze
trasversali, si ha:
Pe

E 'V
sin
XT

con

X T X ' d X tr X L .

55

Se si ha un brusco aumento di potenza motrice da P0 a P1 il punto di funzionamento da A


deve portarsi in B. Tale variazione di potenza rende disponibile sullasse del rotore un eccesso di
coppia

motrice dato da Cm

Pm Pe
cui corrisponde una accelerazione positiva del rotore, il

quale assumendo velocit relativa positiva rispetto alla velocit di sincronismo, si sposta in avanti.

Fig. 15.3 Andamento della potenza trasmessa in funzione dellangolo . Effetto di un brusco aumento di carico.

Langolo aumenta e con esso la potenza erogata dallalternatore in modo che leccesso di
coppia motrice disponibile diminuisce fino ad annullarsi quanto il rotore raggiunge la posizione B
Pm Pe e P 0 Cm

Pm Pe
0 ma in B il rotore non trova una posizione di equilibrio perch

possiede una velocit relativa positiva che proprio in B assume il suo valore massimo proporzionale
allarea ABC e che per inerzia lo fa proseguire nel suo spostamento in avanti, al di l del punto B e
langolo continua ad aumentare. Superato B la potenza erogata dallalternatore diviene maggiore
di quella ricevuta dalla turbina e conseguentemente

P 0 Cm 0 , laccelerazione diventa

negative e la velocit relativa decresce, per cui il rotore rallenta riducendo il suo eccesso di velocit
rispetto al sincronismo, fino ad annullarlo in D, per il quale si ha luguaglianza dellarea ABC con
larea BED. In questa posizione il rotore ha ripreso la velocit di sincronismo ma non una
condizione di equilibrio perch la potenza erogata dallalternatore superiore a quella ricevuta dalla
turbina. Si ha ancora P 0 Cm 0 e la velocit relativa nulla in D, diviene negativa e raggiunge
il massimo nuovamente in B. Qui si riproduce luguaglianza delle coppie ma non lequilibrio poich
la velocit relativa negativa posseduta dal rotore, ovvero il surplus di energia cinetica rotazionale, lo
porter per inerzia in A dove si riprender il sincronismo ma in condizioni di squilibrio delle coppie.
Il periodo di tali oscillazioni dellordine di qualche decimo o al pi secondo. Si continuerebbe
56

indefinitivamente se non intervenissero le azioni frenanti dovute alle inevitabili perdite del sistema
(gabbie di smorzamento), le quali, dissipando una parte dellenergia, riducono in pochi periodi
lampiezza delle oscillazioni del rotore che si porter, dopo un transitorio governato dalla costante
di inerzia H (4-6 s per i turboalternatori e 2-4 s per gli alternatori a poli salienti), sulla posizione B
corrispondente alla nuova condizione di equilibrio delle potenze.
Qualora il brusco aumento di potenza sia di tale entit che il rotore raggiunga la posizione
corrispondente al punto G con velocit relativa positiva, il rotore si sposta al di l di G, dove la
potenza erogata dal generatore minore di quella motrice P 1 : in tal caso il rotore continua ad
accelerare, lequilibrio rotto e il sincronismo definitivamente perduto.
La condizione di stabilit dunque:
1

p
o

pe d

pe pm d .

Se si considera la rappresentazione non approssimata della linea, tramite un doppio bipolo


passivo di costanti Al,Bl,Cl, e se si indicano AR e BR le due costanti del doppio bipolo passivo
equivalente ai tre bipoli in cascata, reattanza transitoria del generatore, impedenza di corto circuito
del trasformatore, linea di trasmissione, la potenza immessa nella rete di potenza infinita assume
lespressione
Pe 3

E 'V2
A
cos( ) 3 E '2 cos( )
B
B

Se si tiene conto che per le linee ed i trasformatori di A.T. i rispettivi /2 e 0, si conclude che il
secondo termine sottrattivo molto piccolo e la dipendenza di Pe diviene da sin.
Se si trascura lammettenza trasversale della linea, si deve porre A=1, =0 , B=Z, cos =R/Z, si
ottiene:
E 'V2
E '2 R
Pe 3
cos( ) 3
Z
Z Z
Il cui valore massimo, se EV, si ha per =,
PeMAX 3

E '2 Z R
Z Z

Da cui si pone in evidenza che se R prossimo a Z, cio se la linea ha una impedenza fortemente
resistiva PeMAX diventa molto piccolo. Ci da ragione di casi di instabilit verificatisi nel passato in
piccole centrali collegate alla rete di trasporto mediante linee in MT ed anche in AT equipaggiate

57

con conduttori di piccola sezione: in qualche caso la stabilit fu aumentata con laggiunta di
reattanze induttive in serie alla linea, provvedimento che a prima vista pu sembrare paradossale.

CASO 2. Brusca variazione di reattanza. Impedenza equivalente ai guasti.


Si consideri sempre un trasmissione a doppia terna chiuso su un sistema di sbarre a
tensione costante. Si suppone che una delle due linee venga aperta.
La reattanza del collegamento aumenta e la caratteristica potenza-angolo si trasforma dalla
curva (a), detta curva della potenza di uscita in condizioni normali, in quella (b), detta curva della
potenza di uscita in presenza di guasto. La retta per Po chiamata retta della potenza di ingresso.

Fig. 15.4 Andamento della potenza trasmessa in funzione dellangolo . Effetto di una brusca variazione di reattanza.

Nell'istante di apertura la potenza erogata dal generatore passa bruscamente da P o a P'o,


essendo 1angolo o invariato.
Lapplicazione del criterio delle aree mostra che la verifica della stabilit si traduce nel
confronto tra le due aree tratteggiate.
Nellipotesi che tale uguaglianza sia verificata il sistema stabile e ' rappresenta la sua
nuova posizione di equilibrio.
La massima escursione angolare del rotore resta individuata dall'ascissa '' che rende
uguali le due aree.
Diversamente, limpiego dello stesso criterio consente di valutare la massima potenza
iniziale trasmissibile perch il sistema risulti stabile a questo tipo di perturbazione.
Occorre traslare verso 1alto la retta P o =cost. fino al valore limite P o che rende uguali le due
aree evidenziate.
Tale valore costituisce il limite di stabilit transitoria per questo tipo di perturbazione. Si
noti che la stabilit trasnsitoria pu essere mantenuta anche se 1angolo supera nel transitorio
58

il valore di /2 .
CASO 2.1 Sistema affetto da corto circuito
La presenza di un corto-circuito in un sistema di potenza un fattore destabilizzante. Per
valutarne linfluenza utile fare le seguenti considerazioni.
La potenza attiva in un sistema trifase non simmetrico, ad es. affetto da guasto, espressa
in funzione delle componenti simmetriche dalla:
*

P = 3 (P d +P i +Po)=Re 3( Ed I d Ei I i Eo I o )
Delle tre quantit Pd, Pi, Pe, le ultime due, dovute agli squilibri esistenti (in genere si
ipotizza che il sistema di alimentazione sia simmetrico), hanno in gene rale valore trascurabile
cosicch la potenza attiva trasmessa e praticamente quella espressa a mezzo dei componenti
diretti Ed, Id e cos d .
In questa ipotesi la presenza di un corto-circuito o di un disservizio serie pu, infatti, essere
rappresentata nella rete di sequenza diretta, lunica delle reti che sia alimentata, con linserzione
di una reattanza equivalente fra il punto di guasto e la sbarra a potenziale di riferimento per un
cortocircuito o tra i due punti nella sezione di rottura nel caso di disservizio serie. Tale reattanza
equivalente, detta appunto impedenza equivalente al guasto Zg ,

una combinazione delle

reattanze alla sequenza negativa e zero della rete, vista dal punto di guasto ed funzione del
guasto stesso. Leffetto di un corto circuito o di un disservizio serie quindi in ogni caso quello di
aumentare limpedenza transfer cio di diminuire la potenza trasmissibile sul sistema.
Per studiare ai fini della stabilit gli effetti di un corto-circuito su un sistema, si sosti tuir al
corto-circuito unimpedenza di guasto determinata con il criterio prima illustrato. A chiarimento
di quanto sopra si consideri un sistema che presenti un guasto fra i punti A e B, a tensione
costante.
Facendo riferimento alle sole reattanze e indicando con Zg limpedenza di guasto, ne risulta
uno schema circuitale come in fig. 15.5.

59

X1S

XLsx
A

XLdx X2S
B

PUNTO DI
GUASTO

G1

X1S

XLsx

G2

XLdx X2S

Zg

G1

POTENZA TRASMESSA
ALLE RETI DI SEQUENZA
INV. ED OMOP.

G1

ZT

Xa

G2

POTENZA TRASMESSA
TRA LE DUE RETI IN
PRESENZA DI GUASTO

Xb

G2

Fig 15.5 Schema circuitale di un corto-circuito in un ramo di un sistema potenza.

Se si trasforma la stella di impedenze (X1=X1S+ X1Lsx), (X2=X2S+ X1Ldx), Zg nel triangolo


equivalente e si ricava limpedenza transfer del lato AB
ZT X 1 X 2

X1 X 2
; XT
Zg

si osserva che questa e 1unica significativa ai fini della trasmissione potenza in quanto le altre
due reattanze X a e X b non hanno alcuna influenza sulla potenza trasportata da A a B, essendosi
presupposte sbarre a tensione costante.
Leffetto del guasto pu quindi evidenziarsi con un aumento delle reattanze del sistema di
un termine pari a X1X2/Xg.
Le perturbazioni provocate da un cortocircuito sono sempre due: la prima allapparire
del guasto, la seconda in conseguenza della sua eliminazione. Le curve caratteristiche
angolo-potenza della trasmissione permettono di rendersi conto del fenomeno e di dedurre le
condizioni che devono essere soddisfatte per mantenere la stabilit.
Consideriamo ad esempio un caso tipico:
Linea di trasmissione costituita da due terne in parallelo : messa a terra di una fase su
una di esse. La potenza trasmissibile del sistema, nelle sue diverse condizioni di
funzionamento, pu essere rappresentata da tre sinusoidi fig 15.6 (b):

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Fig. 15.6. (a) linea con due terne in parallelo: messa a terra di una fese su una delle terne.

Fig. 15.6. (b) Effetto della messa a terra di una fase su una terna e della successiva eliminazione della terna guasta.

la curva a) per la linea a due terne intatte ......reattanza X


la curva b) per la linea con una terna guasta ......

X'.

la curva c) per la linea a una sola terna ..............

X"

Se la potenza inizialmente trasportata Po, cui corrisponde il punto di funzionamento A


e l'angolo o, allo stabilirsi del cortocircuito il punto di funzionamento passa in A' e si sposta
poi lungo la caratteristica b); se il cortocircuito viene eliminato con la separazione della linea
guasta, mediante apertura simultanea degli interruttori, nel momento in cui lo spostamento
angolare ha assunto il valore 1, il punto di funzionamento passa da B' in B sulla caratteristica
c). La stabilit verr mantenuta se non si oltrepassa il punto C sulla c) che ha per ordinata P o.
La condizione di stabilit dunque che l'area A'AHB' sia inferiore o al limite uguale all'area
HBC.
La stabilit dipende dalla potenza inizialmente trasmessa e dalla natura e durata della
perturbazione, ed tanto pi piccola quanto maggiore Po e pi grande la durata e quanto pi
il guasto netto (senza resistenza) e vicino alla centrale.

61

16. Considerazioni economiche sulle capacit di trasporto di un elettrodotto


Si visto che la capacit di trasporto di una linea proporzionale direttamente al quadrato
della tensione di esercizio ed inversamente proporzionale alla impedenza compresa fra le due
estremit supposte a tensione costante.
In dipendenza da ci, la potenzialit di una linea a 380 kV circa 4 volte maggiore di una a
220 kV in dipendenza dellaumento della potenza naturale e di quella al limite di stabilit statica.
Al crescere delle tensione di trasporto si ha inoltre il vantaggio di ridurre il numero degli
elettrodotti necessari per alimentare zone a forte densit di carico e di limitare le correnti di corto
circuito.
Interpretando in termini economici questi elementi, pu stabilirsi in funzione della potenza da
trasportare il campo di applicazione economica delle stesse tensioni di trasporto. Orientativamente
risulta:
-

fino a 100 MW per Vn=132-150 kV;

tra 100 e 200 MW per Vn=220 kV (con conduttori binati);

oltre 200 MW per Vn=380 kV e 600 MW con conduttori trinati.


In proposito interessante sottolineare il favorevole comportamento dei conduttori multipli,

rispetto a quelli singoli, per i quali si ha, a pari tensione, una pi elevata potenza naturale che si
avvicina sensibilmente a quella economicamente trasportabile.

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17. Linee di interconnessione italiane


La valutazione della capacit di trasporto di energia elettrica di una linea di interconnessione
tra due reti dipende da molteplici e precise considerazioni tecniche quali:
-

analisi dei dati e delle informazioni disponibili sul sistema elettrico (generazione,
trasmissione e domanda aggregata a livello di rete in altissima ed alta tensione);

identificazioni dei possibili scenari di transiti import-export;

modalit di gestione dello stesso in condizioni normali e nei vari stati di esercizio
perturbato;

valutazione di scenari di funzionamento (presunti o ricostruiti a partire da casi reali) della


rete di trasmissione interna e dellinterconnessione con lestero che possono essere
considerati come rappresentativi delle molteplici situazioni che si possono realmente
stabilire sul sistema elettrico;

limiti di funzionamento permanente (e transitorio, qualora definito) dei componenti la rete di


trasmissione, in relazione alle temperature massime ammissibili, alla temperatura ambiente
ed alle caratteristiche tecnologiche specifiche di ogni singolo elettrodotto come dichiarati dal
rispettivo Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale GRTN;

condizione limitante per la definizione della massima capacit di trasporto, del


funzionamento del sistema a regime e in condizioni di sicurezza con lapplicazione del
criterio N-1, in quanto in tali condizioni non si evidenziano particolari problemi in termini
di transitori dinamici del sistema elettrico o di instabilit della tensione.
Gli aspetti dunque sono molteplici ma per essere sintetici pu risultare utile introdurre alcuni

termini alla base della metodologia per laccertamento della massima capacit di trasporto sulle reti
di interconnessione.

63

17.1 Capacit totale al limite termico GTC - Gross Trasmission Capacity


Ai fini dellaccertamento della massima capacit di trasporto necessario valutare
preliminarmente la capacit totale al limite termico delle linee (GTC - Gross Trasmission Capacity)
definita come la somma indipendentemente dalla direzione del flusso energetico della potenza
elettrica trasportata (al netto delle perdite) al limite termico da tutte le linee che costituiscono
linterconnessione.
Per ciascuna linea, la potenza al limite termico corrisponde alla massima potenza che la linea
pu trasportare in condizioni di funzionamento continuo senza che venga superata la massima
temperatura di funzionamento per il conduttore.
La temperatura a cui il conduttore si porta in condizioni di funzionamento continuo dipende
direttamente dall'energia termica prodotta e dispersa nell'ambiente per effetto delle perdite di
energia e quindi dalla corrente elettrica che fluisce nella linea. Lo smaltimento dellenergia termica
dipende in maniera proporzionale dalla ventilazione naturale e dalla differenza tra la temperatura
del conduttore e la temperatura ambiente.
Da quanto esposto, avendo assunto valori per la temperatura ambiente, per la ventilazione
naturale e fissata la temperatura massima del conduttore, dipendente a sua volta dalle caratteristiche
costruttive della linea e dalle condizioni ambientali ed orografiche del territorio su cui insiste la
medesima, possibile determinare la massima corrente che pu fluire nella linea in condizioni di
funzionamento continuo. Laumento della temperatura del conduttore determina lallungamento del
medesimo e quindi riduce la distanza tra il conduttore e il suolo, detta franco. Tale distanza deve, in
ogni caso, rimanere al di sopra di un valore minimo definito dalla normativa vigente per ragioni
funzionali e di sicurezza per persone e cose.
Noto il valore della corrente massima e data la tensione media di esercizio, possibile
determinare la corrispondente potenza massima di ciascuna linea di interconnessione (capacit al
limite termico).
In alcuni casi la corrente massima che pu fluire in una determinata linea limitata non tanto
dalla temperatura massima del conduttore, quanto dalla presenza di altri componenti di rete,
accessori al conduttore stesso, che possono quindi costituire colli di bottiglia per limportazione.
La determinazione dei valori di GTC viene condotta suddividendo lanno solare in:
a. un periodo estivo, comprendente i mesi tra aprile ed ottobre (inclusi);
b. un periodo invernale, comprendente i restanti mesi (novembre-marzo);
in ragione delle diverse temperature ambiente che consentono capacit di trasporto sensibilmente
differenti.

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Tale differenziazione rappresenta un superamento dellimpostazione adottata in passato da


Enel che prevedeva l'utilizzo su tutto lanno dei valori estivi.
I valori dei parametri utilizzati, in maniera convenzionale, per i calcoli sono:
temperatura massima ammissibile del conduttore in condizioni di
funzionamento continuo

75C

velocit del vento

10C (periodo invernale)


30C (periodo estivo)
2 km/h

tensioni medie di esercizio

400 e 220 kV

temperatura ambiente

La capacit totale trasmissibile al limite termico calcolata in questo modo risulta superiore a
quella ottenibile con i criteri di calcolo utilizzati in ambito UCTE (che prevedono, a parit di
condizioni di ventilazione, una temperatura ambiente di 35C e tensioni medie di esercizio di 380 e
220 kV).
17.2 Capacit totale trasmissibile TTC - Total Transfer Capability
La capacit totale trasmissibile TTC - Total Transfer Capability la massima potenza che pu
essere complessivamente scambiata con continuit tra due aree elettriche assicurando la sicurezza di
esercizio dei rispettivi sistemi elettrici.
La capacit totale al limite termico, come definita in precedenza, non corrisponde alla reale
capacit totale trasmissibile, poich diversi fattori, legati alle caratteristiche topologiche ed
elettriche delle reti interconnesse ed ai criteri di esercizio del sistema elettrico in sicurezza,
concorrono alla limitazione della capacit totale di interscambio con lestero.
Il caricamento dei singoli elettrodotti che costituiscono la rete di interconnessione dipende
principalmente dalle modalit di ripartizione dei flussi di potenza sulle reti italiane ed estere ed
influenzato dai seguenti fattori:
a. caratteristiche elettriche non uniformi delle linee di interconnessione e dalle
caratteristiche topologiche delle reti di trasmissione nazionale ed estere interconnesse e
dagli schemi di rete adottati;
b. dislocazione e dal dispacciamento delle unit di generazione;
c. dislocazione dei centri di carico.
Questi fattori determinano il caricamento non equilibrato delle linee di interconnessione con
lestero e quindi limpossibilit di utilizzare completamente la capacit di trasporto al limite termico
di tutti gli elettrodotti. A causa di tale fenomeno possibile identificare dei flussi di ricircolo sulle
reti interconnesse.
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Il mantenimento della sicurezza di esercizio del sistema elettrico interconnesso impone la


verifica delle varie situazioni di funzionamento del sistema elettrico interconnesso attraverso
lapplicazione di opportuni criteri la quale determina unulteriore riduzione del valore di potenza
massima che pu essere importata dallestero. Il criterio utilizzato per la verifica della sicurezza
statica sulla rete di trasmissione nazionale ed adottato per la definizione del valore di TTC il
criterio di sicurezza deterministico N-1. Tale criterio, gi adottato come raccomandazione ed ora
diventato regola in ambito UCTE, prevede che il funzionamento sia sicuro, cio senza violazioni sui
limiti dei componenti, anche a seguito del fuori servizio di uno qualsiasi dei componenti della rete
interconnessa, presi uno alla volta ed indipendentemente dalla probabilit di guasto di ciascuno.
I valori massimi dei transiti di potenza sulle linee utilizzati ai fini dellapplicazione del
criterio di sicurezza N-1 sono superiori del 20 % ai limiti di funzionamento permanenti in quanto, in
caso di fuori servizio di un elemento del sistema elettrico, previsto lintervento del Gestore che
provvede, in tempi sufficientemente brevi (qualche decina di minuti), a riportare i valori delle
grandezze elettriche nei limiti di funzionamento permanenti.
La

determinazione

della

capacit

totale

trasmissibile

dallestero

(TTC)

richiede

lidentificazione di una serie di situazioni il pi possibile rappresentative del funzionamento del


sistema elettrico interconnesso e leffettuazione su queste delle opportune verifiche di sicurezza. A
tale fine sono analizzati dal Gestore diversi stati del funzionamento della rete e del parco di
generazione, verificatisi nellambito del sistema elettrico nel passato, p.e. negli ultimi 12 mesi, e
che sono ritenuti tipici, sulla base di criteri tecnici generali e dellesperienza acquisita nella gestione
del sistema elettrico italiano interconnesso con il resto del sistema UCTE.
La scelta stata effettuata identificando situazioni:
a. invernali di dicembre e gennaio; tali mesi rappresentano delle situazioni di funzionamento
aventi elevati carichi di tipo invernale e caratterizzati da bassa disponibilit di risorse
idrauliche;
b. primaverili di marzo, aprile e maggio; tali mesi rappresentano delle situazioni di
funzionamento con elevata disponibilit di risorse idrauliche, soprattutto nel mese di
maggio;
c. estivi di luglio e agosto; tali mesi rappresentano rispettivamente di situazioni di
funzionamento con elevati carichi di tipo estivo con elevata disponibilit di risorse
idrauliche nel mese di luglio e consistenti attivit di manutenzione con bassi carichi di tipo
estivo nel mese di agosto;
d. autunnale di ottobre.

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La verifica di sicurezza eseguita sulle situazioni di esercizio sopra definite ha consentito di


definire i valori della capacit totale riportati nella tabella (fig. 17.1).
17.3 Margine operativo di trasmissione TRM - Trasmission Reliability Margin
Al fine di garantire la sicurezza del funzionamento necessario riservare una porzione della
capacit netta trasmissibile per:
a. la gestione delle deviazioni (non intenzionali) della potenza prodotta rispetto alla
programmazione prestabilita e delle variazioni dei carichi rispetto alle previsioni;
b. la banda di regolazione secondaria frequenza-potenza;
c. la riserva di soccorso in comune con i paesi esteri (mutuo soccorso) concordata in sede
internazionale.
Tale porzione prende il nome di margine operativo di trasmissione TRM - Trasmission
Reliability Margin e riduce ulteriormente la capacit utilizzabile per le importazioni.
17.4 Capacit netta trasmissibile NTC - Net Transfer Capacity
La capacit netta trasmissibile NTC - Net Transfer Capacity la capacit complessivamente
utilizzabile per le importazioni ed definita come la differenza tra la capacit totale trasmissibile
sulle linee di interconnessione con lestero (TTC) e il margine operativo di trasmissione (TRM):
NTC = TTC TRM

[MW]

17.5 Capacit disponibile ATC - Available Transfer Capability


La capacit complessivamente disponibile e allocabile per le importazioni (ATC - Available
Transfer Capability) risulta dalla sottrazione al valore della capacit netta trasmissibile
dellammontare dei contratti di importazione pluriennali esistenti:
ATC = NTC P(Contratti pluriennali)

[MW]

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Dati esercizio 2003 GRTN


Fig. 17.1 Limiti di capacit di trasporto a rete integra.

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[16] GRTN, Dati esercizio 2003.

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