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I

CARTEGGIO A LEGNANO VISIONI DIARIO DI LETTURA


Havel, Olga, Il Carroccio Tra Luna Isnenghi
la rivoluzione e Barbarossa e Marte ad alta voce
Le mie prigioni Alle fonti della Cielo dei poeti Il Risorgimento
del presidente ceco disunità d’Italia e paure d’America come male minore
FORTE P. IV BARBERO P. VI CORTELLESSA-TROIANO P. IX BOATTI P. XI

NUMERO 1711
ANNO XXXIV
SABATO 24 APRILE 2010

E COSÌ POI
tuttoLIBRI Ieri e oggi 25 aprile Come conservare e trasmettere memoria,
ARRIVERÀ una memoria non ossificata nei cippi: l’autore di «Meccanica celeste»
LA SCUOLA narra la storia dei padri e il suo rapporto con i giovani che non sanno
DI CORTILE

Resistenza è 150
MAURIZIO

O
MAGGIANI
Gentile signora Gelmini,
mi consenta di felicitarmi Sono nato sei anni dopo la
con lei per la proposta del fine della seconda guerra mondiale
reclutamento regionale in una casa che era piantata nel
mezzo della Linea Gotica; la mia fa-
degli insegnanti a partire
miglia entrava in casa dalla parte

“quer che se
dal 2011, un grande della Repubblica Sociale e andava
contributo alle a lavorare i campi nella terra di
celebrazioni dei 150 anni nessuno. Lì la guerra è stata vissu-
dell'Unità. La prego, fatto ta e subita molto duramente, da
trenta, faccia trentuno. quelle parti non c'è famiglia che
Prendiamo una regione a non ci abbia lasciato almeno un Libri d’Italia
Verso il 2011

ciama dignità”
caso, la mia, il Piemonte. morto,compresa la mia.
Si fa presto a dire Mattutino, fratello di mia non-
na, è stato fucilato dai repubblichi-
piemontese. Da astigiano
non vorrei mai che i miei
ni della Monterosa perché aveva I titoli
nascosto dei partigiani nella capan-
discendenti avessero un na del suo castagneto, mio zio Cesa- Qui sotto i tre libri citati da
insegnante biellese. rino è morto a dodici anni sotto il Maurizio Maggiani per
Tutta brava gente, per grande bombardamentodell'Offen- «leggere» la Resistenza.
carità, ma fanatica del siva di Natale del '44. Mio nonno Tra i titoli in vetrina, torna da
lavoro e dedita al culto Garibà, Garibaldi, era sorvegliato Einaudi «I miei sette figli» di
del dio denaro. speciale e ha passato gran parte Alcide Cervi ( pp. 110, € 11),
Un langarolo? Per carità, della guerra in galera o in questu- a cura di Renato Nicolai.
tutta brava gente, ma ra, mio padre era condannato a
giocatori, hanno morte in contumacia come diserto-
re della Repubblica Sociale e stava
inventato il pallone
elastico per poter
in montagna con il battaglione Lu-
cetti, i patrioti che «son libertari e
f
scommettere su ogni tiro. nulla più». Con lui c'erano altri due
Tenga conto, la prego, miei prozii: una famiglia piuttosto
che la mia famiglia è del incline alla resistenza. Conosco
rione San Secondo;
purtroppo anche quelli Più di saggi e romanzi
che abitano al di là del
Tanaro si fanno chiamare
pur importanti e belli, P. MALVEZZI, G. PIRELLI
astigiani, tutta brava vale il vissuto, l’esempio (a cura di)
gente per carità ma lei come mostrano le Lettere Lettere di condannati
m'insegna che non c'è
dei condannati a morte a morte della
niente come un fiume Resistenza italiana
capace di differenziare i molte cose di quel tempo perché le 1943-1945
caratteri. Brava Gelmini: ho ascoltate raccontare per tutta Einaudi, pp. XXVI-356, € 13
lei è troppo giovane per l'infanzia e perché, per tutta la gio-
ricordarsene, ma c'è vinezza, ho continuato a chiedere
che mi raccontassero.
stato un tempo in cui i
professori, vinto il
concorso, venivano
Non c'è un'epica resistenziale
della mia famiglia, né, tantomeno,
f
una retorica al riguardo. Ciò che ho
mandati in sedi lontane;
ascoltato è sempre stato un raccon-
così gli Augusto Monti, tare piano, un semplice considera-
gli Umberto Zanotti re delle cose accadute. Quello che
Bianco scoprivano la davvero contava è che chi era lì a
spaventosa arretratezza raccontare era vivo. Vivere era
del nostro Sud e ne quello che hanno sempre voluto, BEPPE FENOGLIO
scrivevano, mettendo in anche quando andavano a rischia- Il partigiano Johnny
cattiva luce la loro patria re la morte: vivere con dignità.
Einaudi, pp. 527, € 13
all'estero. Non succederà Per questo non so un granché
più, ce ne staremo di gesti eroici o eventi eccezionali: Il romanzo rinvenuto tra le
la dignità ha solo bisogno di fare carte di Fenoglio dopo la
ciascuno nel suo bozzolo,
tutti i giorni quello che va fatto; morte: l’antieroica
al massimo andremo una per quella mia gente la resistenza Resistenza sulle Langhe.
volta a Catanzaro a farci all'indegnità era cominciata molto
dare l'abilitazione per prima della guerra e della Linea
esercitare la professione Gotica.
di avvocato.
BRUNO GAMBAROTTA
L'unico discorso impegnativo
che mi ha mai fatto mio padre al ri-
f
guardo della sua partecipazione al-
la Resistenza è il seguente: «Quar-
cò de bon a l’ho fatto, adè te e to sore-
la a poté zogare, magnare e studiare,
TUTTOLIBRI e a me m’è remasto en po’ de quer che
se ciama». Qualcosa di buono l'ho
A cura di: fatto, adesso tu puoi giocare, man- ITALO CALVINO
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
giare e studiare, e a me è rimasto Il sentiero
un po' di quel che si chiama. In que-
tuttolibri@lastampa.it sto modo bizzarramente evocati- dei nidi di ragno
www.lastampa.it/tuttolibri/
vo, en po’ de quer che se ciama, mio Mondadori, pp. LXI-162, € 8,50
padre chiamava la dignità. Dignità Un ragazzo italiano scelto come mascotte dalla polizia militare americana a Firenze, nel settembre 1944. Eccolo La storia di Pin, dai giochi
LA STAMPA imitare i commilitoni adulti, con la sua «fidanzatina». E’ una foto del sergente Wooldridge,nel catalogo della violenti dell'infanzia alla

p Continua a pag. VI mostra allestita nel 2005 da Istoreto, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza intitolato ad Aldo Agosti,
che anche quest’anno celebra il 25 aprile con una serie di incontri (luoghi e date nel sito www.istoreto.it).
guerra partigiana
II Scrittori italiani
PICCOLI LETTORI CRESCONO, CON LA POESIA bambini, almeno fino all'età dello sviluppo. dietro tutti i sudici, i frenetici, i cretini/ I tonti, gli
Metti in rima la rabbia Un itinerario fantastico che tocca tutte le ragioni di
essere arrabbiati, almeno credo, perché non sono
ignoranti, i molesti ed i cattivi/ E dietro tutti noi,
bambini vivi». (Filastrocca del coccobello).
= Gli studiosi di psicoanalisi parlano di «rabbia riuscito a trovarne altri anche cercando a destra e a Non si possono citare singoli versi, perché ogni
insolente» per la resistenza o l'opposizione dei manca. Argomenti impensabili chiusi in due versi: «invettiva» è una storia complessa e completa che
bambini alle richieste degli adulti a partire dall'età «Mare in burrasca, terra in tempesta/ Se non mi ami esige di essere letta in modo unitario.
quando questi ultimi pretendono il controllo dei ti spacco la testa» (Rimetta d'amore furioso). Oppure Fino alla pagina finale dal titolo estremamente
bisogni corporali. Autore di libri di narrativa, in dieci righe per parlare della scuola: «Ma come sei significativo: Ultima riga. Per i grandi/ Scongiuro
filastrocche, poesie, Bruno Tognolini è stato carino! Ma come sei carina!/ Ma come siete pettinati contro il nazismo futuro della quale non so
sostenuto, agli inizi, da Donatella Ziliotto, bene stamattina!/ E come risplendete proprio sotto rinunciare agli ultimi quattro versi: «Forse non c'è
personaggio determinante nella storia italiana della la finestra!/ E come rispondete sempre bene alla bisogno che indovini/ Per sapere che arriverà il
letteratura per l'infanzia. Ora, in Rime di rabbia maestra!/ E lei come vi guarda col sorriso nella futuro/ Speriamo che la rabbia dei bambini/ Non ci
(Salani, pp. 73, € 7) raccoglie cinquanta poesie su un bocca!/ S'è messa lì davanti il suo cocco e la sua presenti un conto troppo duro».
tema essenziale per lo sviluppo psicologico dei cocca/ Due belle statuine di cagnetti barboncini/ E Roberto Denti

PIERSANDRO
PALLAVICINI Piersanti Una gamba rotta cambia la vita
PAROLE IN CORSO I giorni nudi di Clau-
GIAN LUIGI BECCARIA dio Piersanti è bello come un a uno sceneggiatore in fuga dalla fiction tv
film francese. È bello nel loro
stesso, speciale modo di essere

E’ la lingua
la nostra Armata
asciutti, disincantati e cinici, e
di esserlo mentre ti racconta-
no una storia d'amore travol-
gente.
Alberto, che del romanzo è
Innamorati come
pesci fuor d’acqua
il protagonista, ha 47 anni e fa
lo sceneggiatore di fiction tv.
Ha successo. È in società con
La conquista della nazione muove Guido, che ha sposato la sua ex-
moglie. Alberto è un uomo so-
da Dante, Petrarca e Boccaccio lo, ma da solo sta bene. C’è una
festa, nelle prime pagine, orga- abbandonano nonostante la dif-
nizzata per i dieci anni della ferenza d’età (lei ha 25 anni).

S
tiamo per celebrare i 150 statistica di De Mauro: «quando sua società. Ci va tutto il demi- Dopo l'ospedale, accuditi e
anni dell'Unità, e viene Dante comincia a scrivere la monde romano della televisio- sospinti dall'enigmatico Arturo
da pensare al fatto che Commedia il vocabolario fonda- ne e se Guido ci sguazza alle- - solare e salvifico factotum asia-
da noi non si era costruita an- mentale è già costituito al 60%», gro, Alberto, appartato, si an- tico, «prestato» ad Alberto da
cora la nazione, ma da secoli e «alla fine del Trecento il voca- noia, sopporta e sorride - non un produttore per la convale-
esisteva tuttavia un'unità lin- bolario fondamentale italiano è si sputa nel piatto dove si man- scenza - i due in pochi mesi si riti-
guistico-letteraria nazionale: configurato e completo al 90%». gia - ma disprezza i suoi ospiti, rano dal mondo. Andranno ad
ci si riconosceva in questa no- Nel corso dei secoli la nostra irrimediabilmente mediocri. abitare insieme mentre Alberto
stra ricca duttile stratificata lingua è rimasta perciò vicina, In queste prime pagine po- romperà la società con Guido.
lingua italiana. Il suo effetto strutturalmente, alla lingua del- trebbe sembrare che I giorni Insieme ristruttureranno la ca-
aggregante contribuì più di al- le origini. Cosa che negli altri Pa- nudi prenda la strada della cri- sa al mare della madre di Alber-
tri fattori al conseguimento esi non è capitato. Rispetto all' tica sociale, dell’invettiva con- to e là passeranno qualche mese
dell'unità politica. Come scri- italiano antico il moderno è cam- tro il mondo della cultura, del- selvaggio, fatto di sole, cene sen-
veva già Isidoro di Siviglia, nel- biato in modo apprezzabile nell' la tv, del cinema (un mondo za vestiti, libri, onde, molto ses-
le Etimologiae (IX I 11), «Ex ordine delle parole, ma nel com- so. Ma anche molto pensare.
linguis gentes, non ex gentibus plesso, sulla mobilità vistosa tut- «I giorni nudi»: Il lettore sa quel che passa
linguae exortae sunt», sono le to sommato sono prevalsi gli ele- per la testa di entrambi - e lo sa
lingue che fanno i popoli, non i menti di continuità e persisten- una storia eccezionale, attraverso la voce nitida e piana,
popoli che fanno le lingue. za. È molto interessante misura- un vivere consapevole essenziale, del narratore. Sa del-
Johann Gottfried Herder soste- re la progressiva diffusione del la conquista dell'estasi, che altro
neva che la nazione, anche se fiorentino su tutta la Penisola, il e disincantato, mai non è che possedere il meravi-
non ancora costituita, è una co- suo allargarsi a macchia d'olio sopra le righe, elegante glioso, e saziarsene, e sapere di
munità di carattere culturale man mano che si diffondono sul poter continuare ad averne a vo-
fondata innanzitutto sulla lin- territorio i manoscritti di Dante che Piersanti, romanziere di «Nell’acqua» di Lorenzo Mattotti, copertina de «I giorni nudi» di Piersanti lontà. Sa dei dubbi che entrano
gua: tutta la «ricchezza spiri- e di Petrarca. lungo corso ma anche autore come un tarlo nei pensieri di en-
tuale di tradizioni, di storia, di Sono stati i manoscritti, le let- di sceneggiature per Carlo se e quando necessarie. Con na- trambi, speculari: lei si stanche-
religione e tutta la pienezza tere e non gli eserciti, a diffonde- Mazzacurati, conosce bene). turalezza, attratti da una forza rà e mi lascerà, è troppo giova-
della vita» di un popolo, «tutto
il suo cuore e la sua anima vivo-
re l'italiano. La nostra singolare
storia è quella di una lingua che
Ma così non è. Alberto liquida
quel giro mediocre e ipocrita
Il titolo magnetica cui non possono resi-
stere, si innamorano.
ne; lui non ha mai amato niente e
nessuno, dunque nemmeno me,
no nella lingua». partendo da Firenze conquista con qualche frase ben assesta- p Claudio Piersanti Bello come un film francese, e mi lascerà.
Le strutture fondamentali una nazione grazie alla lettera- ta, e gli basta. Gli basta cioè p I GIORNI NUDI si diceva di questo romanzo. Ma Poi la bravura, la severità,
della lingua italiana furono tura. La lingua italiana nasce constatare che quel mondo, e p Feltrinelli, pp. 212, € 18 meglio fermarsi un istante a dire l’anticonformismo dell'autore:
fornite dalla formidabile elabo- subito grande e illustre, tutta ar- intorno ad esso l'Italia, rotola Claudio Piersanti, scrittore che il paragone finisce qui, a trovare un epilogo ragionevole
razione letteraria trecentesca mata (lo scriveva l'Alfieri) come inarrestabile giù dalla china quell’anticonformismo, a quel per una storia eccezionale. Si la-
del dialetto fiorentino, dai Atena dalla testa di Giove. È sta- della decadenza. Poi nient’al- e sceneggiatore, è nato nel sentore amaro, alla disinvoltura scia al lettore l’emozione della
grandi testi innanzitutto delle ta una lingua non imperiale co- tro, perché ad Alberto non im- 1954. Tra i suoi libri, editi di un vivere consapevole e disin- scoperta. Basti dire che si chiu-
«tre corone» Dante Petrarca me la spagnola, che gli eserciti porta niente di nulla. da Feltrinelli, «Luisa e il cantato, mai sopra le righe, cioè, de I giorni nudi un po’ più pessi-
Boccaccio, autori nei quali la estesero geograficamente per il Tornando a casa dalla festa in una parola, elegante, e senza il misti: non esiste possibilità di ec-
silenzio» (Premio
nostra letteratura e la nostra mondo, ma idioma che sulla ba- ha un incidente, si rompe una compiacimento dell’essere tale. cezionalità, di distinzione, di fu-
lingua hanno voluto riconoscer- se di quei giganti primi durante gamba, finisce in ospedale. È Viareggio) e «Il ritorno a Poi niente cinema, quella che co- ga, questo sembra dirci Piersan-
si. Nella Postfazione al Gran- l'Umanesimo e il Rinascimento qui che conosce Lucia, anche casa di Enrico Metz» mincia è una storia d'amore e ba- ti. Perché anche i più brillanti, i
de dizionario italiano dell' conquistò la Penisola e conqui- lei incidentata, anche lei pesce (premi Napoli e Alassio). sta, anche se certamente una più disincantati, i più caustici,
uso compare un'interessante stò il mondo senza le armi. fuor d'acqua, anche lei con lo storia poco italiana, vista la spi- soccombono ai tetri meccanismi
stesso culto delle poche parole, gliatezza cui Alberto e Lucia vi si del sentimento.

RENATO grate dai frutti dell'altra com-


BARILLI Picco «Cosa ti cade dagli occhi»: petenza dell'autore, disegni,
L'anno scorso si sono emblemi, icone, come se sfo-
suonate le trombe per esalta- sprazzi di futurismo alla Palazzeschi gliassimo una mappa del teso-
re il centenario dalla nascita ro, o seguissimo una pista ver-

L’uomo che non sa


del Futurismo, ma ben poco bovisiva, con perfetta integra-
si è fatto per andare a vedere zione delle parti.
se esso mantiene qualche inci- Ma in mezzo a tanta legge-
denza sugli attuali lavori in rezza, alla fine scatta pure un
corso, soprattutto in ambito dramma, parte un colpo di pi-
letterario-narrativo.
In genere, si è lodato quel
picco di eccellenza assoluta
dato dall'Uomo di fumo, dal Co-
versare lacrime stola che per sbaglio colpisce il
nostro eroe affondandolo in
uno stato di coma molto new
age, da cui non sappiamo se si
dice di Perelà dovuto a Palaz- Ecco ora una sua seconda Bernini, per parte sua non rie- Gabriele Picco: risveglierà, ma forse a quel
zeschi, ma nessuno si è chie- prova narrativa, Cosa ti cade sce affatto a lacrimare, mentre «Nuotatori punto gli riuscirebbe di piange-
sto se al giorno d'oggi tanto dagli occhi, che sarebbe da dire se ne va in giro pieno di curiosi- di lacrime» re, di versare lacrime. Del re-
autore può vantare qualche una fumisteria, proprio al se- tà, in una New York in cui giun- sto, quante secrezioni preziose
nipotino. Ebbene sì, si può se- guito dell'Uomo di fumo palazze- ge per fare fortuna, cadendo schiana. C'è per esempio l'ami- del protagonista lo porta a ha già riversato nelle pagine
gnalare una gemma preziosa, schiano, solo che il fluido af- nelle grinfie di un italo-america- co Arwin che si sdoppia in Zel- prendersi cura di un gabbiano del suo brogliaccio, in contrap-
che oltretutto viene da chi, se- frontato da Picco è piuttosto di no immobiliarista, che va fiero da, una telecamera sempre in rimasto ferito, Gardone, men- punto con certe fastidiose flatu-
condo la lezione futurista, rie- natura liquida, sono le lacrime di un colpo della sorte per cui, azione. Ma forse la figura più tre anche un'altra protagoni- lenze che provengono dal suo
sce a mescolare vari generi che appunto cadono dagli oc- in un nome del tutto prosaico straordinaria è Jos LaFond, sta, Victoria, vittima di pene intestino mettendo a rischio i
artistici: si tratta di Gabriele chi, considerate dall'autore co- come Gianni, è spuntata in fon- che ha perso la moglie, rimasta d'amore, decide di affidarsi ai vari appuntamenti, galanti o
Picco, molto affermato come me altrettanti magici microco- do una «y» fortuita, che però gli polverizzata nell'attentato alle fluidi gettandosi da un gratta- d'affari, cui la vita da desto lo
artista, autore di disegnini smi, da esternare anche con le dà un'aria equivoca e mafiosa. Due Torri, e dunque egli va rac- cielo. costringe.
umorosi, ovvero di «concet- armi della grafica e perfino del- Nel suo modesto compito di cogliendo le polveri sottili spar- Tutte queste minuscole pe-
ti», ma nel senso seicentesco la scultura. procacciatore di affittanze, il se per la Grande Mela, nella ripezie, oltre che essere affida- p Gabriele Picco
della parola, riferito a soluzio- Il bello è che il protagonista Bernini fa tante scoperte, tutte speranza di poter così riassem- te a frasi brevi, quasi stenogra- p COSA TI CADE DAGLI OCCHI
ni ingegnose o barocche. di questa avventura, tale Ennio intessute di leggerezza palazze- blare la cara estinta. La pietas fiche, sono prontamente inte- p Mondadori, pp. 233, € 18,50
Tuttolibri
SABATO 24 APRILE 2010
LA STAMPA III

«Il CUORE DEI BRIGANTI» DI FLAVIO SORIGA Cabrè di Rosacroce - che punisce l'arroganza dei suoi simili l'involontario ago della bilancia tra il medioevo sociale della
Un’isola per Robin Hood con imprese atte a ricomporre un quadro di sommaria
giustizia sociale - e una seconda parte dove la difesa
sua terra e il vento di una modernità ancora inafferrabile.
In questa ottica il romanzo svolge una sua funzione
= Per alcuni autori il romanzo di matrice storica è una dall'attacco francese di Hermosa - isola al centro di un epico-avventurosa di felice ispirazione, anche se poi la
scelta intima, necessaria, per altri rappresenta l'appiglio di Mediterraneo di fine Settecento - diventa fonte di riscatto narrazione - linguisticamente eclettica, generosamente
una carriera agli sgoccioli, la ricerca di una nobile deriva per l'ex bandito inviso al consesso dei suoi pari. barocca - non riesce a evolversi oltre una serie di
autoriale. Flavio Soriga a soli 35 anni si è già espresso in Aurelio cerca di motivare scelte remote e oscure, salvo poi accadimenti circoscritti e poco incalzanti, ammassati più
svariate forme narrative, dal romanzo «rurale» al noir al trovare - nel tentativo di vendetta per salvaguardare che distribuiti con devozione.
testo generazionale. Ora con Il cuore dei briganti l'onore del fratello maggiore dissennato - una sorta di Una buona prova di stile, che tuttavia non stuzzica il lettore
(Bompiani,pp. 353, € 18,50) approda anch'egli al romanzo ricongiungimento alle origini, oltre a diventare l'eroe del nei compiti primari del romanzo storico, quelli di
storico. Soriga scrive bene, ma forse la fretta editoriale di momento storico difendendo la sua isola dal nemico. Il ammaliare e divertire. E che, soprattutto, non ci fa capire,
imporlo sul mercato rischia di confonderlo. tempo è quello post-rivoluzione francese, i lumi della dopo diverse prove così distanti tra loro, cosa vuole fare il
Il tracciato è limpido, ben calibrato, tra un ampio antefatto ragione stentano a farsi strada in un contesto ancora narratore Flavio Soriga da grande.
alla Robin Hood in cui si esaltano le gesta del nobile Aurelio vittima dei propri privilegi secolari, e Aurelio diventa Sergio Pent

Santa Cecilia zione di John che vuole spo-


patrona sarla, mettendo a rischio re-
del canto e
della musica
Il titolo putazione e carriera (dissimi-
le dal contemporaneo cava-
Bloc notes
in un dipinto lier Casanova, avventuriero e A MILANO
di Orazio violator di conventi, non a ca-
Gentileschi, so evocato fuggevolmente nel
Figli e padri
seguace di romanzo). Potrebbe appellar- = Di testimonianza in
Caravaggio, si all’imperativo di una subli- testimonianza, nel nome del
prima metà me passione, ma esige giusti- padre. L’editore Melampo
del XVII zia. Non si sposerà prima di organizza un ciclo di incontri
secolo, aver compiuto un faticoso e ri- come protagonisti i figli che
ritrovato schioso viaggio a Roma, per hanno dato forma letteraria alla
nel 1973 chiedere alla Chiesa di essere loro vicenda familiare. Dopo
nel giudicata e sciolta dal voto ju- Umberto Ambrosoli e Augusto
monastero p Marta Morazzoni xta principia sua, nel rispetto Bianchi Rizzi, il 27 aprile (Spazio
di San p LA NOTA SEGRETA cioè delle stesse norme previ- Melampo di via Carlo Tenca, 7,
Francesco p Longanesi, pp. 276, € 16,60 ste dalla fede in cui è stata h, 21,è la volta di Bendetta
a Todi, ora Marta Morazzoni è nata a educata. Tobagi. Seguiranno il 4 maggio
alla Galleria La maggiore e positiva tra- Bice Biagi, l’11 Andrea
Nazionale Milano e vive a Gallarate, Casalegno, il 18 Mario
dell’Umbria dove insegna in una scuola «La nota segreta»: Calabresi, il 25 Nando Dalla
a Perugia superiore. Nel 1997 ha vinto Chiesa.
la musica unica
il premio Campiello con «Il
caso Courrier».
consolazione di Paola, MEMORIA

in attesa d’essere Per Jervis


salvata da un gentiluomo = «Contro il “sentito dire”» è
il convegno in omaggio di
LORENZO sgressione di questa donna in- Giovanni Jervis, a Roma, il 26 e
MONDO Morazzoni Come nella Milano settecentesca domita consiste in fondo nel- aprile, aperto da Luciano
Per sua stessa am- l’imporre, contro ipocrisie e Mecacci. Scomparso l’anno
missione, Marta Morazzoni una conversa riuscirà a sottrarsi alla clausura pigrizie consolidate, contro scorso. Jervis, psichiatria e
ha scritto La nota segreta un futile senso dell’onore, una psicoterapeuta, fu allievo di
ispirandosi a una vicenda verità trasparente agli occhi

Vocata al canto
Ernesto De Martino e
raccontata nei Cento anni di di chi vuole vederla. collaboratore di Franco
Giuseppe Rovani. Nella Mila- Questa, a un dipresso, la Basaglia, la cui esperienza
no settecentesca ha suscita- trama essenziale e il senso del rielaborò criticamente, fino
to scalpore la fuga di una gremito romanzo, che ha il all’ultimo suo libro, La
conversa dal monastero be- merito certo di richiamare al- razionalità negata. scritto in

non al convento
nedettino di Santa Radegon- la nostra attenzione una singo- collaborazione con Gilberto
da. Risulterà poi ampiamen- lare eroina in quell’età di tra- Corbellini, edito da Bollati
te dimostrato che la giovane passo. Ma interessa in partico- Boringhieri, che organizza il
donna, appartenente a una lare il coinvolgimento conti- convegno con l’ Università
nobile famiglia, era stata mo- nuo della scrittrice, che inter- Sapienza e la Fondazione
nacata a forza. viene a commentare la vicen- Sigma Tau.
Rovani incrocia nel suo tata di «forte volontà» e di che coltiva la sua vocazione almente carico della sua sor- da, a interrogarsi, sorridente
romanzo questa contessa Pa- «pura coscienza». per il canto, mentre spia con te. Scocca tra i due una passio- e perplessa, sulla logica che LETTERA INTERNAZIONALE
ola quando, ormai in età ma- Più agevole misurarsi, sen- affettuosa complicità la sua ri- ne che si direbbe lungamente deve guidare il racconto, insie-
tura e vedova dell’uomo che za perifrasi, con Rovani, che luttanza alla vita conventua- attesa, non ostacolata ma at- me all’accettazione di una fe-
Paese sbagliato
l’ha aiutata a fuggire, è ap- nelle sue molte pagine lascia le. E la musica, sua sola conso- tizzata dalle indistinte perce- conda autonomia delle situa- = «Un Paese sbagliato» è la
prezzata unanimemente per spazio a una indagine meno lazione, diventa l’inconsape- zioni che trapassano il velo zioni e dei personaggi. sezione che apre il numero 103
la sua saggezza e dirittura condizionata dal dato di cro- vole grido d’aiuto di una pri- monacale. L’autrice segue i Marta Morazzoni, per di Lettera internazionale
morale. Non sfugge alla Mo- naca e dalle sprezzature gior- gioniera. due amanti da Santa Radegon- quanto dotata di una forte co- (www.letterainternazionale.it).
razzoni che esiste in materia nalistiche. Marta Morazzoni Lo accoglie un gentiluomo da a Venezia, in una traversa- scienza storica, crede nella ve- In sommario «L’ingiusto
un «illustre precedente», ma si diffonde sul dono straordi- inglese, John Breval, che si ta marina funestata (con bella rità della letteratura, delle radicale», gialogo fra C. Magris
l’imbarazzo è superato, oltre nario di cui è dotata Paola: la trova a Milano per un incarico invenzione) da un assalto dei sue non revocabili «invenzio- e G. Zagrebelsky, e «La dis-unità
che da una civettuola profes- sua voce di contralto spira diplomatico presso il Grandu- pirati barbareschi, fino all’ap- ni». Seguendo una filiera che, d’Italia», confronto tra N. Nesi,
sione di modestia, consen- dalla grata sul bel mondo che, ca austriaco. Nel corso di una prodo in Francia e in Inghil- avviata in questo romanzo dal- G. Oliva, G. Ruffolo e M. L.
tendo con l’autore dei Cento per sentirla, affolla estasiato pubblica cerimonia, Paola è terra. l’onesto Rovani, recupera sot- Salvadori. Altre firme: Debray,
anni, quando egli contrappo- la chiesa di Santa Radegonda. colta da svenimento e viene Paola, che si scopre incin- totraccia, ben al di là dei più Balibar, Jacques Rancière, su
ne alla torbida, manzoniana Viene accompagnata dal cla- soccorsa da John, che la solle- ta, potrebbe appagarsi della appariscenti riscontri, la fer- religione e globalizzazione e
Gertrude la sua monaca, do- vicembalo di suor Rosalba, va tra le braccia facendosi ide- ritrovata libertà e della dedi- ma moralità manzoniana. un’intervista a Spivak.

GIOVANNI begli oggetti smerigliati e levigati


TESIO Voltolini «Foravìa», un trittico fra come in un ritorno di «Parnasse»)
Un «trittico» che si ma aperta alla contraddittorietà e
chiama Foravìa è l'ultimo titolo enigmi e imprevisti, limpido e leggero - potremmo dire - all'«infinitività»
di Dario Voltolini. Tre racconti a cui ogni storia e ogni buon narra-

E’ straordinario
(il primo lungo e gli altri due pro- tore vanno incontro.
gressivamente più brevi) che Nel suo trittico Voltolini con-
nella loro trasparenza di scrittu- ferma che il percorso (il viaggio)
ra non derogano dai tratti fonda- della sua scrittura non è quello di
mentali della poetica di uno andare da A a B come amerebbe
scrittore «foravìa» per diverse
ragioni (foravìa - in piemontese,
come lo stesso scrittore precisa
nel primo racconto, quello epo-
andare fuori strada l'editore qui convocato in forma
di personaggio, ma compie altri
itinerari, approdando ad altre de-
rive, se mai si potesse mettere in-
nimo - significa di per sé «straor- ca, a cui la narrativa corrisponde trario l'energia di un'espressività Dario Voltolini: sieme ciò che sembra essere in op-
dinario»: sia nel senso stupefat- nella semplice volontà di mettere vorace, esatta, attentissima alle ri- un trittico posizione manifesta. Vocazione
to di cosa eccezionale, sia nel in scena un universo pieno di sen- sonanze (e anche agli scarti, alle «Foravìa» all'ossimoro, tentativo di dire l'in-
senso meno enfatico di cosa non si commutabili, di enigmi, di im- aritmie) di un linguaggio vario e compatibile, ciò che abbiamo sot-
comune, non abituale: un'ecce- previsti o di imprevedibili, di asso- diverso, almeno quanto è mobile e no degli impantanamenti: di tutto bandonata che Calvino avrebbe to i nostri occhi e che - in tanti mo-
zione, uno strappo alla regola). ciazioni e distorsioni, di memoria stratificato (geologicamente e psi- ciò che porta un racconto a spez- condiviso). di, e dunque anche nelle forme
Voltolini, infatti, è uno scrit- e di ricordi, di doppi e tripli fondi e chicamente) il mondo in cui le sto- zare la sua linearità e a svolgersi Il primo racconto è un invito mentite dell’invenzione - tentia-
tore che non concede o non si nello stesso tempo di geometri- rie si collocano. Resta se mai da di- dentro e fuori tracciato, assecon- mancato, il secondo la buffa odis- mo continuamente di eludere, di
concede a usi di facile consumo; che apparenze. Come del resto è re che i tre racconti di Foravìa si dando i salti (facit saltus) di quella sea di una scoperta, il terzo la sor- riprodurre secondo modalità for-
uno di quelli che prestano atten- qui indicato con giocoso sgambet- sviluppano in orizzontale e conti- che Voltolini, con metafora fora- presa di un gesto solidale. Tre vi- se più accettabili, ma a un tempo
zione al mistero del mondo e del- to: «- Ma chi se ne frega della tra- nuamente si lasciano catturare vìa, chiama «la mente pindarica cende che imbarcano una quanti- tanto più evasive. «Foravìa» di
la scrittura con l'ambizione di in- ma! - dico io cadendo nel mio difet- dai «fuorivia» o fuoripista delle che c'è in tutti noi». Pur conser- tà di osservazioni apparentemen- Voltolini. «Foravìa» di Foravìa.
dagarne i segreti, di scavarne i to precipuo». sterniane digressioni, delle asso- vando una limpidezza e una legge- te marginali, di certo impreviste,
meccanismi mentali, di dirne la Nessun minimalismo, come ciazioni, delle induttanze, dei flus- rezza di ascendenza calviniana (ci che si dispongono in una sorta di p Dario Voltolini
vitalità ramificata e complessa: qualcuno ha potuto equivocare, si, degli scarti, dei soprassalti, del- sono qui le peregrinazioni dentro flânerie o gratuità mai fine a se p FORAVÌA
un'ambizione di grana filosofi- niente petits riens. Ma tutt’al con- le stasi, degli scollamenti e persi- la labirintica fabbrica quasi ab- stessa (non si tratta, va da sé, di p Feltrinelli, pp.96, € 11
IV Scrittori stranieri
Havel Lettere alla moglie: quando il futuro
Dal Giappone presidente-poeta ceco fu costretto in carcere
INOUE E MURAKAMI
LUIGI

La rivoluzione
ELENA
Felici ritorni FORTE LOEWENTHAL

= In contemporanea sono Václav Havel, il presi- L’avvertenza s’impo-


ritornati due libri da anni dente-poeta, il drammaturgo ne: questo non è un libro per pa-
introvabili, due «casi» ceco diventato uomo politico, lati fini. Teologicamente suscet-
esemplari della narrativa il protagonista della «rivolu- tibili. Dotati di una sana e fidu-

nel nome di Olga


giapponese. zione di velluto» che portò ciosa percezione del numinoso.
Di Inoue Yasushi (1907-1991) nel novembre del 1989 alla fi- Questo libro non fa assoluta-
Adelphi ha riedito Ricordi di ne di un regime, ha attraver- mente per loro: neanche a par-
mia madre (pp. 150, € 17), sato la storia del suo Paese larne. Per tutti gli altri (difficile
uscito nel 1985 da Spirali con come una costante contraddi- dire quanti siano) sarà un’espe-
anche il racconto Il cimitero e zione. Un intellettuale contro- rienza. Quale? Dipende: diver-
la frutta di stagione che qui corrente che confessò: «A prio significato. tente, spiazzante. Travolgente.
manca. Stessa traduzione volte ho la sensazione che esi- A distanza di molti anni Meritoria. Illuminante.
dall'originale, riveduta, di sta una barriera tra me e ciò queste lettere restano la testi- Insomma, A Dio spiacendo è
Lydia Origlia. I «ricordi» sono che mi circonda». monianza della «testardaggi- un libro che non di rado fa mol-
tre testi autobiografici Non poté infatti studiare ne» di una coscienza indivi- to ridere. In altri casi sovverte
pubblicati in un decennio regolarmente perché figlio di duale, ben allenata nelle pale- la nostra idea di realtà. L’ha
sulla rivista Gunzo, dalla grandi borghesi espropriati stre del dissenso, che prevale scritto il giovane e talentuoso
metà degli Anni Sessanta alla dal partito comunista nel sul perverso spirito del mon- Shalom Auslander, che ha alle
metà dei Settanta, poi riuniti 1948. Da uomo di teatro si tra- do. Il debole bisbiglio del con- sue spalle l’indimenticabile Il la-
in volume con un solo titolo. sformò in uno dei contestato- dannato si amplifica in un giu- mento del prepuzio (anch’esso
L'autore - già noto ri più accaniti di un potere dizio morale su ogni aberra- da Guanda). Questo secondo li-
soprattutto per Il fucile da dogmatico e illiberale. Nemi- zione ideologica e politica. bro è una raccolta di racconti,
caccia (Adelphi, 2004) - co di ogni forma di censura, Certo bisogna leggere fra ma con un’unità narrativa fon-
racconta prima la morte del finì in carcere per alcuni anni le righe e interpretare ogni damentale (mica per niente)
padre ottuagenario, poi il con l'accusa di «attività anti- piccolo segnale che parla di fe- che tiene banco per tutte le pa-
progressivo decadimento socialiste». Poi da simbolo de e speranza, di nichilismo e gine indistintamente: Dio. Lui è
senile e la scomparsa della del dissenso divenne nel lu- memoria dell’Essere, di re- l’unico e indiscusso protagoni-
madre quasi novantenne: glio del 1990 Presidente della sponsabilità, del radicamento sta. Gli altri, che siano uomini,
una intensa e controllata Repubblica cecoslovacca. dell’uomo in una prospettiva scimmie o cartoni animati, a un
rielaborazione di lutti L'utopia nata con Dubcek più ampia e universale. La certo punto della storia capisco-
familiari. e la «primavera di Praga» di- claustrofobia carceraria si di- no di essere burattini, fantocci,
Di Murakami Haruki Einaudi ventava realtà e all'Est il lata così in una vera e propria giocattoli nelle Sue mani. An-
ha mandato in libreria filosofia e metafisica della vi- che se Dio non ha qui nulla a che
l'atteso Nel segno della Colei che diverrà ta, che non poco deve al pen- vedere con quel che abbiamo
pecora (pp. 298, € 19,50), siero di Lévinas (soprattutto sempre immaginato di Lui: è
che, nel 1992, era stato una venerata first lady nel secondo gruppo di lettere, una specie di gangster che ucci-
pubblicato da Longanesi era la sola persona il «ciclo meditativo» già tra- de a sangue freddo. Un enorme
nella traduzione dall'inglese dotto nel 1983) e in una gran- e vanitoso pollo indifferente a
di Anna Rusconi. Ora a cui il recluso de riflessione sulla crisi della tutto fuorché al suo becchime.
Antonietta Pastore, con potesse scrivere Václav Havel con la moglie Olga Splichalova, scomparsa nel 1996 civiltà e del mondo moderno. L’incontentabile cliente di una
divertita partecipazione e con agenzia di comunicazione.
la puntuale precisione di mondo si capovolgeva. Forse giornale clandestino che dires- La «testardaggine» Il Dio di Auslander non è mi-
sempre, l'ha tradotto dal per questo Havel ha riflettu- se quando il marito fu arresta- sericordioso e men che meno
giapponese.
E' un avvincente romanzo
to spesso sul problema dell'
identità e della sua dissoluzio-
Il titolo to. La futura first lady venera-
ta dai suoi connazionali e mor-
di una coscienza
individuale, ben
onnisciente. Non assomiglia
nemmeno agli abitanti del-
noir. L'autore si misura con il ne, uno dei temi ricorrenti p Václav Havel ta nel 1996 era la sola persona l’Olimpo, perché se loro sono in
passato espansionistico delle sue pièces, ma anche del- p LETTERE A OLGA a cui il recluso potesse scrive- allenata nelle palestre fondo lo specchio dell’umanità
nipponico (servizi segreti, le intense Lettere a Olga che p trad. di Chiara Barbatella re, così come le lettere erano del dissenso sottostante, lui invece è sempre
spionaggio, complotti, l'editore Santi Quaranta pre- p revisione di F. Mazzariol le uniche annotazioni ammes- totalmente imprevedibile. Non
attentati, traffico di droga e senta nella traduzione di p Santi Quaranta,pp. 480, € 15 se fra le pareti del carcere, Ma al di qua dell’orizzonte ne fa mai una che t’aspetti. Ep-
di preziosi, incalcolabili Chiara Barbatella. Sono 144 Sono 144 missive dirette alla una minuscola ancora di sal- teorico che spesso si aggrovi- pure tutto va sempre a finire co-
ricchezze di dubbia missive dirette alla moglie vezza di fronte alle brutali umi- glia su se stesso, resta lo scrit- me al solito: non tanto bene.
provenienza) e con un (ne mancano in realtà una moglie che risalgono più o liazioni quotidiane. Ma con re- tore-psicologo, l'umorista che Questo Dio sembra insomma il
presente dominato da una ventina escluse o mai arriva- meno a trent’anni fa, quando gole rigidissime: non più di discetta sui suoi «quindici frutto di un colossale equivoco,
misteriosa organizzazione di te a destinazione), che risal- lo scrittore fu rinchiuso, fra il una lettera alla settimana cali- umori», il marito affettuoso e che non si sa bene chi abbia co-
estrema destra che controlla gono più o meno a trent’anni brando con cura il contenuto. impaziente che rampogna la minciato. Anzi no. Forse sì.
giugno del 1979 e il settembre
la pubblicità, la politica, la fa, quando lo scrittore fu rin- Bastava infatti un nonnulla sua Olga, la brontolona, per la Nel racconto intitolato «Le
cultura, l'informazione, la chiuso, fra il giugno del 1979 del 1982, nelle carceri di perché lo scritto non superas- pigrizia nello scrivere proiet- allarmanti rivelazioni del Libro
burocrazia, lo Stato. e il settembre del 1982, nelle Hermanice e Plzen-Bory per se il rigido controllo della cen- tandola sull’immaginaria sce- perduto di Stan» un tizio «in un
Uno svagato pubblicitario e carceri di Hermanice e Plzen- le sue aperte critiche verso la sura: una parola straniera, un' na di una vita che, in quegli an- momento di iella, senza lavoro e
la sua ragazza, una modella Bory per le sue aperte criti- espressione maliziosa su cose ni, solo nelle parole trova ade- con un figlio in arrivo», scova
dalle splendide orecchie e che verso la «normalizzazio- «normalizzazione» che il proibite, la grafia poco leggibi- guata sostanza. nel deserto del Negev (non è il
dalle facoltà divinatorie, sono ne» che il regime di Gustav regime di Gustav Husák le. E Havel, come ricorda il suo Queste lettere sono la voce caso di chiedere come ci sia arri-
mandati sotto ricatto sulle Husák aveva imposto e per il aveva imposto e per il suo compagno di detenzione Jirí di un naufrago: isolato dal vato, fin laggiù) un antichissimo
fredde montagne suo impegno nel movimento Dienstbier, fu il bersaglio pre- mondo, spedito in un campo di rotolo contenente tutto l’Antico
dell'Hokkaido alla ricerca di per i diritti civili «Carta 77». impegno nel movimento per i ferito di tali persecuzioni. Ma lavoro, esposto ai capricci e ai Testamento. Uguale uguale al
una fantomatica pecora. Qui Olga Splichalova non fu diritti civili «Carta 77». non si perse d'animo. Riuscì a soprusi degli «educatori» del nostro, ma molto più vecchio.
essi penetrano in quegli solo l'amore della sua vita, Havel, nato a Praga nel trasformare il carcere in una carcere. Ma quel piccolo, abi- Preciso parola per parola, se
inquietanti mondi paralleli ma la compagna di molte lot- scuola di «auto-consolidamen- tuale rito della scrittura setti- non fosse per un paragrafo che
1936, è stato presidente della
che caratterizzano l'universo te. Lo sostenne durante i dif- to» di se stesso, nella ricerca manale gli regala una bussola «a quanto pare, era stato espun-
poetico di Murakami. Per la ficili anni in cui Havel ebbe Repubblica ceca dal 1989 al del suo io più profondo, nella orientata verso il futuro. Ver- to dalle edizioni successive. Un
gioia degli appassionati. totale divieto di pubblicazio- 2003. capacità di imprimere a quella so Olga, la sua tenace e instan- paragrafo che diceva semplice-
Angelo Z. Gatti ne, fondò con lui nel 1972 un drammatica esperienza il pro- cabile destinataria. mente: Quanto segue è un’ope-
Tuttolibri
SABATO 24 APRILE 2010
LA STAMPA V

Shamsie Vite bruciate da Nagasaki


all’India, dal Pakistan all’Afghanistan Noir e pulp
VICTOR GISCHLER
ALESSANDRO
I poeti assassini
MONTI

Melanconico e sparti-
to tra Storia e dolenti vite,
Ombre bruciate di Kamila
Dopo la bomba = Semplicemente delirante:
Anche i poeti uccidono di
Victor Gischler (Meridiano

sulla schiena
Shamsie non è una saga fami- Zero, pp. 286, € 15) è qualcosa
liare, sia pure complessa, in di più del solito incrocio di noir,
cui 70 anni circa di storia pulp e horror. Va oltre.
mondiale servono da sfondo Possiede una cadenza così
alle vicende intrecciate nel ossessivamente irreale (e
corso di due generazioni. Non
è neppure il solito romanzo di
matrice etnica, come ne arri-
vano tanti dagli scrittori india-
ni e pakistani, o neppure un
resta l’airone irridente) nel mescolare
sangue, vendette, droga,
poesia e grilletti facili da
travalicare il genere anche a
rischio di risultare talvolta
goffo tentativo di attingere a irritante. Ma il ritmo,
modi di mondanità cosmopoli- sconclusionato e martellante, è
ta. Ombre bruciate è soprattut- di per sé un pregio. E la scrittura
to la cronaca dolente, ma non non concede attimi di respiro a
sentimentale o lacrimosa, del- un plot che vede protagonista
Shalom Auslander (New York, 1970), autore de «Il lamento del prepuzio» l’impossibilità, per noi tutti, di un Jay Morgan, professore di
essere, o diventare, cittadini letteratura inglese all’Università
della nazione in cui si è nati o di Eastern Oklahoma, incapace
in cui si vive. ormai da anni di pubblicare
Auslander Una serie di ritratti di Lui Simbolo genetico di tale versi degni di tal nome. Eppure
straniamento è l’esplosione questa dovrebbe essere la sua
nel segno dell’umorismo ebraico atomica di Nagasaki, che mar- vita. Per di più il corpo nudo di
chia a fuoco sulla schiena di una studentessa del primo
Hiroko il disegno tremendo e anno, Annie Walsh, viene

Dio, il gangster insieme bellissimo degli airo-


ni stampati sul tessuto della
veste da lei indossata. L'esplo-
sione cancella anche il corpo,
ritrovato cadavere nel suo letto.
Ma non è tutto: il suo futuro
più prossimo, e dunque le sue
fortune universitarie, sono

che uccide
lasciando solo l'impronta su strettamente legate
un sasso di un'ombra, del te- all’organizzazione di un
desco Konrad, da lei amato. Il reading poetico incentrato su
marchio e l'ombra suggellano uno studente afroamericano
metaforicamente la duplice dalla falsa identità: si tratta

a sangue freddo estraneità dei personaggi ri-


spetto al Giappone in guerra:
considerata con sospetto lei
per comportamento anti-pa-
triottico, isolato lui dopo la re-
Kamila Shamsie, nata in Pakistan nel 1973, vive a Londra
infatti di un ex spacciatore semi
analfabeta in grado di produrre
esclusivamente rap primordiali.
Aggiungeteci il piccante
contorno composto da: un
ra di fantasia. Ogni somiglianza vece questi racconti sono, per sa della Germania. vane si troverà invischiato, in- l'identità di Abdullah, denun- investigatore privato alla
con persone vive o defunte è pura- l’umorismo ebraico, una provvi- Tappa successiva è Delhi, sieme a Harry Burton - figlio di ciato da Kim, per permettere ricerca non tanto di Annie ma
mente accidentale». denziale respirazione bocca a boc- intorno al 1947, alla fine del- Ilse - come contractor nel pan- all'afghano di fuggire. Kim ce- di un’occasione per fare soldi
Ancora una volta Shalom Au- ca: quasi quasi resuscita! Con la l’età coloniale e subito prima tano afgano, che inghiottirà il de alla paura e all'odio per chi è alla faccia degli interessi del suo
slander decostruisce, anzi smon- sua accanita irriverenza che scon- della Partition tra India e suo amico. Incolpato di tradi- ciò che ci estranea, al disprezzo cliente; un’ingente quantità di
ta alla grande quanto di più sacro fina (altro che) nella blasfemia, Pakistan. Lì vivono, e accolgo- mento, Raza è costretto a riper- per l'Islam e ha un sussulto fo- droga rubata; un boss spietato
e intoccabile ci sia (forse) rima- Auslander in fondo si inserisce in no Hiroko, la tedesca Ilse, so- correre tutta la via segreta che bico di disgusto che metaboliz- che si aggira con vari killer
sto. Si accanisce con Dio e ne di- una storia già scritta. Quella della rella di Konrad, e James Bur- porta terroristi, migranti ed za la morte del padre, ucciso da dall’aspetto selvaggio per i
pinge una serie di ritratti dal sur- grande risata ebraica. Sempre ton, altra coppia ibridizzante, eroina dall’Afghanistan agli un afgano, nella visione imma- meandri del campus al fine di
realismo spinto. Più spinti che condita di sarcasmo, di autodi- ma in crisi. Il destino di Hiro- Stati Uniti, in un esodo che ha i ginata degli emigrati orientali ricuperare quanto gli è stato
surreali, a dire il vero. E i suoi rac- struzionismo (Dio compreso), di ko s’intreccia, con il matrimo- caratteri di una diaspora indivi- che passano con l'auto su dei sottratto; un professore che
conti, a saperli prendere per il amarezza di fondo. E’ bello ritro- nio, con quello del musulma- duale, di una dispersione che lo coniglietti e orsacchiotti di pe- dovrebbe essere in giro per il
vare qui tutto questo, dopo che no Sajjad, la cui eredità urdu luche. Immagine tragica e insie- mondo e invece se ne sta
Né onnisciente avevamo dato quasi per spaccia- della vecchia Delhi sta per es- Due generazioni, me ridicola, all'origine dell'atto rintanato in un sottotetto del
to l’umorismo ebraico. sere cancellata dall’indipen- che consegna Raza, il presunto college a sbevazzare in gran
né misericordioso: Se una cosa manca a questo li- denza. Infatti la nuova India una cronaca dolente: traditore che ha causato la segreto con una pittoresca
una comicità grandiosa, bro, ma non certo per colpa sua, rifiuta la cittadinanza alla cop- quando la Storia morte del padre di Kim, alla po- banda di accoliti. Ed ecco
si tratta dello yiddish. Questi rac- pia, considerando il viaggio di lizia e infrange nello stesso per servito un menu davvero
caustica, pure blasfema, conti meritavano proprio di esse- nozze in Turchia come un op- incrocia, separa, lacera sempre il reticolato familiare originale e spiazzante.
uno spinto surrealismo re scritti in quella lingua dall’imi- zione per il Pakistan. culture e destini che aveva unito Giappone e In- Anche se - ribadiamo - i toni
tabile potenzialità di spirito, capa- Ancora una volta gli even- dia, Pakistan e Afghanistan, In- diventano talvolta fin troppo
verso giusto, sono di una comici- ce come nessun’altra di farti ride- ti della Storia separano e de- riporta tuttavia al passato, ai ghilterra e Stati Uniti. E' la fine eccessivi e le scazzottature, le
tà grandiosa. Perché oltre a un re e piangere nello stesso tempo. terminano destini. La scena tempi della sua amicizia giova- di una speranza e di un sogno, fughe e i colpi di scena
certo spirito caustico, Auslander Purtroppo, però, lo yiddish è mor- si sposta a Karachi, in un nile con l'afghano Abdullah, nutriti e mantenuti nonostante assumono più le sequenze della
ha tanta fantasia, e non la rispar- to: salito in cielo insieme al fumo Pakistan sempre più fonda- che dagli Stati Uniti deve rien- guerre e lacerazioni, diaspore e pochade che gli arguti toni
mia al suo lettore. A questo pro- dei forni crematori e dei milioni di mentalista, al centro degli in- trare a Kandahar, in un percor- lontananze. Sono legami diven- tarantiniani.
posito, se l’umorismo ebraico vite che lo parlavano. trighi per l'Afghanistan. so simmetrico e complementa- tati ombre bruciate. A garantire però ulteriore
morto non è, certo di questi tem- Emerge la figura irrequieta, re rispetto a quello compiuto qualità al romanzo è l’ottima
pi non sembra passarsela troppo p Shalom Auslander come agitata dal conflitto non da Raza. p Kamila Shamsie traduzione di Luca Conti, uomo
bene. E quando se ne parla, lo si p A DIO SPIACENDO risolto dell’incrocio tra diver- Raza e Kim s'incontrano in p OMBRE BRUCIATE di fiducia per l’Italia di Leonard,
evoca – non a torto - come un mi- p trad. di Elettra Caporello si mondi e culture, di Raza, il un finale convulso e in parte p trad. di G. Calza Sallis e Crumley.
to remoto, pressoché estinto. In- p Guanda, pp.177, € 15 figlio di Hiroko e Sajjad. Il gio- enigmatico, in cui Raza assume p Ponte alle Grazie, pp. 386, € 18,60 Piero Soria

RUGGERO captare e a riprodurre fedel-


BIANCHI Belbin Un falsario per passione, mente le idiosincrasie e i si-
Ha un vago retrogu- stemi di scrittura dei maestri
sto borgesiano (il Borges, un thriller ingegnoso, borgesiano più amati e ammirati, rielabo-
soprattutto ma non solo, di randoli tuttavia in intrecci e

E’ di Hemingway
Pierre Menard, autore del personaggi nuovi e originali?
Don Chisciotte) L'inedito di Su questa tematica com-
Hemingway, il raffinato e go- plessa e a tratti coltissima,
dibilissimo romanzo del cin- Belbin costruisce con grande
quantenne britannico Da- abilità un thriller anomalo e
vid Belbin, al suo debutto
nella narrativa tout court,
dopo aver acquisito non so-
lo in patria una grande po-
questa mia storia avvincente, dove persino talu-
ne divagazioni erudite nel
campo della filologia e dell'
analisi linguistica fioriscono
polarità come autore per ra- tati, o sulle loro varianti iconi- (non a caso in inglese la nar- David Belbin in invenzioni e sorprese inge-
gazzi. che e figurative, ma nella so- rativa si chiama fiction) ma è noto gnose. Il suo è un anomalo
Non lasciatevi ingannare stanza omologhe, di effigi o ri- anche chi a vario titolo aspira soprattutto giallo dove il corpo del delitto
dal titolo e nemmeno dal tratti misteriosi o misterici, a prendere il posto di qual- per i suoi libri è la scrittura, il criminale è il
sottotitolo. L’«intrigo lette- saturi di metafore criptiche o cun altro. E L'inedito di He- per ragazzi pretender e l'investigatore
rario» c'è senz'altro e ani- criptate. L'inedito del titolo è mingway racconta appunto in (più ancora che il critico, che
ma e avvolge l’intreccio, sca- infatti un puro e semplice fal- prima persona le varie fortu- volte riesce a persuadere gli per fingere e camuffarsi, met- troppo facilmente tende a ca-
gliando chi legge in una spi- so e il dirlo scopertamente in ne di un falsario delle lettere scrittori imitati a riconosce- tersi nei panni e nelle situa- scare in trappola e ad assu-
rale di curiosità, ma non ha questa sede non è un abuso o che contrabbanda i propri re i falsi come autentici e ori- zioni dei propri personaggi? mere come credibili proprio i
nulla a che vedere con i lam- un'ingenuità del recensore scritti come inediti di Hemin- ginali. Su un altro versante, non è falsi indizi) è lo scrittore pla-
biccati thrillers oggi corren- bensì la premessa necessaria gway o di Graham Greene, di Ma ha ancora senso, stan- forse vero che, per parafrasa- giato.
ti, incernierati su codici e per cogliere il senso del ro- Roalds Dahl o di James She- do così le cose, parlare di pla- re Picasso, «i cattivi scrittori
manoscritti perduti o occul- manzo, intitolato più ambi- rwin, più per passione e per gio o imitazione, copiatura o copiano e i bravi scrittori ru- p David Belbin
tati, riscoperti il più delle guamente nell'originale The diletto che per interesse o falsificazione? Non è la storia bano»? E' un atto criminale o p L'INEDITO DI HEMINGWAY
volte soltanto per essere di- Pretender. Vale a dire uno che per guadagno. Inediti non stessa della letteratura a inse- un gesto artistico, quello di p trad. di Silvia Rota Sperti
strutti o nuovamente secre- finge di essere ciò che non è sempre postumi, visto che a gnare che lo scrittore deve sa- chi, nel contraffare, riesce a p Isbn, pp. 233, € 15
VI Storia e società
I TESORI DEL BIBLIOFILO gruppo. In posa tra cinque esploratori a Sheikh-Othman, microcollana Ocra gialla: una dolentissima cronaca degli
Rimbaud, ma quanto mi costi! eccolo il nostro fuggitivo. La medesima aria perplessa di chi
si trovi a passare da quelle parti per caso. Con gli occhi che
ultimi giorni del transfuga all'ospedale della Conception a
Marsiglia dove, a 37 anni, morì il 10 novembre 1891. Se ne
= Notizia clamorosa, allora. Due librai parigini hanno esprimono una domanda: che ci faccio io qui? A ogni buon andò ignorando d'essere un celebrato poeta. Verlaine
individuato la fisionomia di Rimbaud in una fotografia di conto, Rimbaud veritable o Rimbaud supposto, il mito non aveva reso nota la sua opera. La leggenda di Rimbaud stava
gruppo scattata ad Aden attorno agli Anni 80 si incrina, né subisce l'usura del tempo. dilagando. E iniziò la caccia ai «cimeli».
dell’Ottocento. Nella fissità di quell’immagine, preso per Lo dimostrerebbe anche l'attenzione dell’editoria italiana L' edizione di Une saison en Enfer, stampata a Bruxelles nel
buono il riconoscimento (gli altri sei chi saranno?), l'aria che negli ultimi mesi ha pubblicato alcune opere: Edmund 1873, esile libretto di 54 pagine, se lo si riesce a rintracciare,
perplessa e assente dell’ex ragazzo dalle suole di vento, White, La doppia vita di Rimbaud (minimum fax), una ha un prezzo che dovrebbe aggirarsi sui 6 mila euro. Salvo
guarda chi guarda. È diventato veramente altro da sé. Ha raffinata biografia; Yves Bonnefoy, Rimbaud, speranza e richiesta d'affezione. Una lettera autografa dall'Harar - sono
realizzato il proprio ideale, espresso quand’era il «fanciullo lucidità (Donzelli) testimonianza di inesausta fedeltà e, rarissime: la maggior parte è ormai custodita in biblioteche
prodigio» tra letterati maudit: «Voi non potrete capire e io ancora oggi, di un «bisogno di Rimbaud», in letteratura e pubbliche - non meno di 25/30 mila euro. Con battaglie
non posso spiegare: IO è un altro». Già nel 1998 si era avuto nella vita; L'ultimo viaggio di mio fratello Arthur, pagine d'asta al calor bianco.
La foto ritrovata di Rimbaud un analogo riconoscimento. Anche allora una fotografia di dal diario di Isabelle Rimbaud, edite da Via del vento, nella Giuseppe Marcenaro

Stampa femminile Dal 1861 al 2009, in un c


un cammino nel solco della modernità, fino

Donne pas
PAOLA
DÈCINA LOMBARDI

Giornali di moda o pe-


riodici educativi per giovinette
erano apparsi anche da noi fin
dal Settecento ma è negli ultimi
decenni dell’Ottocento, nel fer-
mento post unitario che si svi-
luppa una vera Stampa periodi-
ca femminile in Italia, come reci- classe fra padrone e serve. Nei
ta il titolo del «Repertorio quattro numeri conservati all'
1861-2009», uscito in una colla- Istituto Salvemini di Messina si
na della Biblioteca di Storia mo- avverte, lontana, l'eco delle tur-
derna e contemporanea di Bi- bolenze di quell’anno tormentato
blink: un catalogo a cura di due dalla disoccupazione e dalle rivol-
esperte come Gisella Bochic- te popolari che nella Sicilia dei Vi-
«La battaglia di Legnano» (1860-70) di Amos Cassioli , ora a Firenze (GAM, Palazzo Pitti) chio e Rosanna De Longis. cerè furono più violente per la cri-
Già i 1600 titoli forniscono si delle zolfatare, i raccolti deci-
una prima, interessante rico- mati dalla filossera e i dazi sul
gnizione. Oltre ai tentativi per grano. Con l'obiettivo di far pren-
Legnano La battaglia del 1176 sancirà conquistare il ruolo che sul filo dere coscienza dei propri diritti
della storia le donne hanno avu- alle cameriere dei Signori - mag-
un futuro di piccoli stati rivali fra loro to nel processo di modernizza- giore salario, più ore di libertà,
zione dell’Italia, indicano il rap- cura di sé - si invitavano i Signori
porto tra riviste nazionali e ini- ad acquistare il giornale per rega-

L’Italia disunita ziative locali o di categoria che


proliferano durante il fascismo,

Dalla «Cameriera»,
organo della lotta
larlo, o leggerlo, alle cameriere.
Con le sue rubriche su la mo-
da di Parigi, la cucina, la monda-
nità e il tempo libero, questo sor-
prendente «Organo della lotta di

contro Barbarossa
classe» voleva essere formativo.
di classe fra padrone A ispirarlo, furono gli ambienti
del socialismo anarchico che sta-
e serve, alle «Fate» vano organizzando società di mu-
dei telefoni bianchi tuo soccorso anche tra le donne
del sud o qualche circolo di Signo-
ALESSANDRO enormemente più numerose di stione storica cruciale è se vin- la varietà e vitalità della stam- re illuminate? D’altronde sono lo-
BARBERO
quelle dell’imperatore. cendo a Legnano l'imperatore pa femminile cattolica, i fogli di ro - aristocratiche, mogli di politi-
Per gli uomini del Me- Nel libro la battaglia occupa avrebbe potuto cambiare la sto- lotta politica e anche l'evoluzio- ci e ricche borghesi - a unirsi a so-
dioevo, una battaglia era un un solo capitolo, ma ci si arriva ria d'Italia, trasformando anche ne della stampa commerciale, cialiste, femministe e rappresen-
giudizio di Dio. Nelle loro guer- avendo già imparato moltissi- la Penisola in un regno unitario un fenomeno che tra il 1970 e il tanti di impiegate nel Consiglio
re le battaglie erano rare. Fare mo su che cosa voleva dire a come stavano facendo con suc- 1980 diventa ipertrofico, un bu- Nazionale donne italiane per or-
la guerra significava entrare quei tempi mettere in campo un cesso i suoi colleghi in altre zone siness ai cui modelli il neofem- ganizzare a Roma, dieci anni do-
nel paese nemico, razziare il esercito, cosa si poteva fare con d'Europa. La risposta di Grillo è minismo oppone la riflessione po, il primo affollatissimo Con-
bestiame, bruciare le case, ta- la tecnologia disponibile all'epo- che era troppo tardi, perché di riviste come DWF, Quotidia- gresso con l’obiettivo di ottenere,
gliare le viti e gli alberi da frut- ca, e perfino cosa pensavano e l'Italia era già andata troppo no donna, Memoria, L'Orsa mino- con la parità giuridica, il diritto di
ta, ammazzare o mutilare chi sentivano i combattenti e i civili avanti su una strada diversa. re, Effe. voto.
faceva resistenza, senza distin- coinvolti nel dramma. Una pa- Il tentativo del Barbarossa E’ un capitolo da approfon- In tempi in cui si discuteva sul
guere troppo fra combattenti ziente ricerca ha permesso a di costruire un regno era stato dire, ma sapere che nel 1861 a peso del cervello femminile e Pio
e civili. Ma affrontare una bat- Grillo di trovare documenti in stravolto fin dall’inizio dalla resi- Napoli si pubblica Il diavoletto, IX ribadiva la subalternità della
taglia significava mettersi in cui parlano in prima persona i stenza dei Comuni, dalla neces- e nel 1868 La comare. Giornalet- donna nell’Enciclica Pascendi,
gioco fino in fondo, accettare contadini dei luoghi attraversa- sità di usare la forza, dall’impie- to quotidiano per le sole femmine, l’emancipazione è il filo rosso che
che in poche ore Dio mostras- ti dalle truppe: questa capacità go di personale straniero. Per di incuriosisce. E sorprende sco- caratterizza le prime importanti
se a tutti chi aveva ragione e di far parlare gli uomini, insie- più, l'uomo che tentava di farsi prire che nel 1891, a Roma, l'edi- riviste, a cominciare dal settima-
chi torto; chi perdeva una me all'abilità di far capire al let- obbedire in quanto re d'Italia fa- tore Perino pubblica un Alma- nale La donna. Periodico morale
grande battaglia spesso perde- tore che cosa cercavano di fare i ticava a riuscirci anche nel natìo nacco delle serve o che nell’esta- ed istruttivo che esce a Venezia
va anche la voglia di combatte- regno di Germania. Rispetto a te del 1898, a Palermo, esce La nel 1868. La sua «Rassegna politi-
re. All'indomani di Legnano, la Paolo Grillo smaschera monarchie già solidamente or- cameriera. Organo della lotta di ca» è di respiro internazionale e Una delle 1600 testate nel catalogo cu
reazione del Barbarossa non ganizzate come l'Inghilterra, la
fu di allestire un altro esercito la leggenda: da Alberto Sicilia o la Francia, o rispetto al-
e riprovarci, ma di firmare un da Giussano a Pontida la straordinaria macchina am-
armistizio, e avviare i faticosi ministrativa capeggiata dai pa-
negoziati che sette anni dopo
si sarebbero tradotti nella pa-
ce di Costanza.
Famosissima, la battaglia
di Legnano è in realtà poco co-
nosciuta. Prima di questo li-
alle forze accorse
in difesa del Carroccio
comandanti e perché prendeva-
no certe decisioni, fa del libro
uno dei rari tentativi riusciti di
pi, l'imperatore era al vertice di
un'amministrazione debole, pri-
va di una capitale, incapace di in-
ventariare le proprie risorse, co-
stretta a trasportare perfino il
tesoro su e giù per l'Europa al
La Resistenza è d
MAURIZIO MAGGIANI to abbassando la voce e guardando del suo uomo.
bro di Paolo Grillo, è stata sog- applicare al Medioevo i criteri seguito di un imperatore itine- a terra, si fosse trattato di un com- Mia nonna, per altro, mi ha
getto di romanzi, opere liriche della new military history. rante. La prestigiosa cancelle- pagnoo di un brigata nera. raccontato più volte del sottuffi-
e polpettoni cinematografici,
assai più che di ricerche stori-
Non per caso si combatté a
Legnano, ma perché Federico
ria imperiale produsse e conser-
vò lungo tutto il regno del Bar-
p Segue da pag. I
Del resto, se mio padre avesse
avuto voglia di fare lo sbruffone,
ciale tedesco che dormiva in una
stanza requisita della casa, di co-
che serie: non c'è da stupirsi stava cercando di fare qualcosa barossa appena un migliaio di della vita. Per il resto, l'unico epi- ci avrebbe pensato mia madre a me fosse un brav'uomo che divide-
se quasi tutto quello che crede- di molto preciso - riunire i 2000 atti, mentre nello stesso periodo sodio di cui l'ho mai sentito van- fargli abbassare la cresta. Per tut- va le sue patate con loro, di come
vamo di sapere si rivela una cavalieri che l'avevano raggiun- la cancelleria papale ne produ- tarsi più volte è stato un mitico to il tempo che è vissuta, ha conti- piangesse ogni volta che faceva ve-
leggenda. Il giuramento di to dalla Germania grazie a una ceva diecimila. viaggio di tre notti, a piedi e disar- dere la fotografia dei suoi figli.
Pontida c'è forse stato davve- spettacolare marcia forzata con E' vero, insomma, che la vit- mato, per trovare da mangiare a «Né gesti eroici Mia nonna ha nascosto quell'uo-
ro, ma che sia avvenuto in quel quelli degli alleati italiani, per toria dei Comuni sul Barbaros- sé e ai suoi compagni libertari; mo ai suoi figli a guerra ormai fini-
luogo è un'invenzione più tar- poi assediare Alessandria con sa sancì per l'Italia un futuro di era arrivato fin quasi a Parma ed né eventi eccezionali, ta, per paura che lo uccidessero, e
da; Alberto da Giussano e la una forza così poderosa che nes- piccoli stati rivali fra loro, men- era tornato con due sacchi di riso ma fare tutti i giorni l'ha portato lei stessa ad arrender-
Compagnia della Morte sono suno avrebbe potuto fermarlo - tre altri paesi d'Europa si stava- in spalla: per tutto il viaggio non si agli inglesi. Lei, la moglie del
trovate dei cronisti lombardi e i suoi nemici stavano cercando no strutturando in monarchie ne aveva toccato neppure un quel che va fatto: sovversivo Garibà, la madre dei ri-
trecenteschi, ansiosi di colori- di impedirglielo: che è poi la defi- nazionali; ma può darsi che quel- chicco, anche se era quasi certo ecco la mia gente» voltosi; lei, che era andata con un
re un evento che già ai loro nizione di quello che capita di so- l’esito fosse già inevitabile quan- che sarebbe mortodi fame prima coltello in mano a chiedere alle
tempi appariva antichissimo e lito in guerra. L'evento confuso, do il Barbarossa si affacciò per di arrivare. Non ho mai sentito nuato a rinfacciargli di averle fat- Brigate Nere di darle da benedire
di cui si sapeva ben poco; e le brutale, irrazionale della batta- la prima volta al Brennero. parlare con entusiasmo né lui né to passare una volta il fronte con e seppellire il corpo del fratello fu-
truppe lombarde, che l'icono- glia, il cui esito fu appeso a un fi- altri di battaglie e ammazzamen- delle bombe a mano nascoste nel- cilato.
grafia risorgimentale raffigu- lo, acquista tutto il suo senso p Paolo Grillo ti, e quando è accaduto ho sem- la sacca del granturco da macina- So anche di mio padre e dei
ra come un manipolo stretto una volta collocato in questo p LEGNANO 1176 pre avvertito insensatezza, rin- re. Senza dirle niente, come se la suoi compagni, perché altri e non
in disperata difesa attorno al contesto. Una battaglia per la libertà crescimento e persino della ver- vita della sua fidanzata non vales- lui me lo hanno detto, che non sce-
Carroccio, in realtà erano Ma al di là dell’evento, la que- p Laterza, pp. XVIII - 242, € 18 gogna. Parlavano di chi era mor- se da sola tutta quanta la dignità sero dalla montagna proprio il 25
Tuttolibri
SABATO 24 APRILE 2010
LA STAMPA VII

IL FUMETTO: L’ULTIMO PAZ, PRESENTATO DA SAVIANO natura e per la storia. «Nei primi mesi del 1988 legge la sogno, certo, contrappuntato però dalle pagine di storia
Astarte, il cane di Annibale biografia di Annibale scritta dal bravo Gianni Granzotto -
scrive Marina Comandini Pazienza - e si innamora del
di Tito Livio, Cornelio Nepote, Polibio e Plutarco, con
cartine e fotografie a rendere plausibile l'immaginario di
= E' veramente una bella storia quella di Astarte, il personaggio, un condottiero più meridionale di lui che Pazienza. Del quale resta celebre, tra l'altro, la definizione
grande cane del condottiero africano Annibale tiene a lungo in scacco il potere romano». La storia è stata del fumetto che è «evasione, è sempre evasione, deve
immaginato da Andrea Pazienza per il suo ultimo, pubblicata più volte, anche con una prefazione di essere evasione, del resto la parola evasione è una
affascinante, racconto, rimasto purtroppo incompiuto Beniamino Placido, tuttavia l'attuale Astarte (Fandango bellissima parola: evadere è sempre bello, la cosa più
per la morte dell'autore nel giugno del 1988. Paz disegna libri, pp. 103, € 20) è l'edizione più convincente nel suo saggia da fare… poi se c'è qualcos'altro, ben venga!».
il molosso enorme, nero e cieco da un occhio, scrivendo formato rettangolare che esalta il segno e la Astarte ci porta nel suo mondo di battaglie forse per
che gli è apparso in sogno una notte per narrargli la sua composizione di Pazienza, qui davvero ai massimi livelli. Il evadere dalla quotidianità, oppure per sottolinearla nella
vita di battaglie e fedeltà nell'esercito cartaginese al volume ha la prefazione di Roberto Saviano che annota: sua crudele routine, fuggendo nel sogno di un molosso
fianco del suo Annibale, sino alla grande battaglia nella «Storia di Astarte rimane un'opera d'arte. Un connubio affabulatore? La risposta di Paz, quell'ultima pagina del
piana del Rodano. Un racconto incalzante, duro eppure perfetto ed equilibrato tra parole e immagini a sancire la racconto, si è persa nel vento…
sentimentale, che sottolinea la passione di Paz per la grandezza di un intellettuale del nostro tempo». Un Alberto Gedda Il cane Astarte disegnato da Paz

catalogo con 1600 titoli: dalla subalternità all’emancipazione, Paralleli Da Crispi e Giolitti a Craxi,
al diritto di voto, alla parità giuridica, al neo femminismo radici e identità di un’epoca politica

Berlusconi:
ssate in rivista
GIOVANNI
DE LUNA

E’ possibile storicizza-
re Berlusconi? Osservarlo, cioè,
con il distacco e lo scrupolo filo-
logico di uno storico del futuro
che guardi al nostro presente
senza lasciarsi coinvolgere dalle
passioni e dai tumulti che oggi si
non solo sorrisi
e marketing
le «Lettere lombarde» discutono sione per i diritti cede a mondani- agitano intorno al presidente
di questione romana, cattolicesi- tà e «beneficenza». del Consiglio. Prova a farlo - con
mo e laicismo, diritto dei popoli e L’associazionismo cresce e in molta efficacia, in Berlusconi pas-
colonialismo, difesa della pace, parte si politicizza o accentua la sato alla storia. L'Italia nell'era
questioni sociali e nuove dottri- linea femminista - come docu- della democrazia autoritaria- An-
ne. Le firma Anna Maria Mozzo- menta L'Almanacco della donna tonio Gibelli, grande studioso
ni che nel 1881 presenta la prima italiana, Bemporad, 1922. Già nel della prima guerra mondiale e
mozione per il diritto di voto del- novembre 1920 la Camera aveva in generale dei conflitti novecen-
le donne. Per quindici anni, La deliberato il voto delle donne che, teschi, confrontando Berlusco-
donna propone autostima, sobrie- con dei limiti, hanno ottenuto di ni con altri capi del governo che
tà, sorellanza, matrimonio d’amo- esercitare le professioni e avere sono riusciti a contrassegnare
re e mobilitazioni per il riconosci- impieghi pubblici: ma non diven- un’epoca (Giolitti e l'età giolittia-
mento dei diritti civili. tò legge. Deluse le attese sul voto, na, Crispi e l’età crispina, ecc.) e
L'apertura internazionale ca- Mussolini coinvolgerà massiccia- valutando la possibilità di indivi-
ratterizza anche il quindicinale mente le donne nella costruzione duare già da ora quelli che po-
La donna che esce a Torino nel del regime come rivelano la Ras- trebbero essere definiti i carat-
1905 e, tra alterne vicende, finirà segna femminile Italiana. Bolletti- teri originari dell’«età berlusco-
nel 1968. Distribuito con La Stam- no ufficiale dei fasci femminili, e niana» così come si è sviluppata
tante pubblicazioni di propagan- dal 1994 fino a oggi.
Dai modelli del regime da per sostenere la politica demo- Gibelli ne indica alcuni di in-
grafica, l’autarchia e l’esterofo- dubbio rilievo: la singolarità di
fascista (tra massaie bia, l'industria e l'agricoltura. Ac- un linguaggio mutuato dallo
rurali e levatrici) canto al modello della madre pro- sport e dal marketing; un discor-
lifica, della massaia rurale e di so pubblico consapevolmente in-
alle lotte di «Noi donne» tante levatrici, infermiere e mae- centrato su un anticomunismo
organo dell’Udi stre, c'è quello della Piccola fata, radicato negli strati più profon- Berlusconi leader massimo del potere mediatico
il «quindicinale di novelle e varie-
pa e La Tribuna di Roma, illustra- tà», che nel 1932 s’ispira alle dive La tesi di Gibelli: Alcuni dei tratti dell’«età ber- e Berlusconi) e al confronto con i
to da foto e decori liberty, esalta del cinema, truccate, vestite con lusconiana» sono stati inoltre an- venti impetuosi della globalizza-
una diversa modernità. «Diver- cura e più tedesche che italiane. un’era di «democrazia ticipati in Italia già negli Anni 80, zione (con le sue paure e i suoi
tente e brillante, utile e pratico», Dieci anni dopo insegnerà a utiliz- autoritaria», decisivo prima da Craxi (il vero Giovanni flussi di merci, uomini, informa-
inaugura il femminile di fascia al- zare la pelliccia «per inserti e ma- Battista di Berlusconi), poi dalla zioni, capitali).
ta legato ai consumi e alla piccola nicotti». il ruolo dei media nella Lega di Umberto Bossi (il ruolo In questo confronto con il pas-
industria nascente. Massiccia, la Sarà Noi donne, nato durante costruzione dei leader del capo carismatico). Per di più, sato, a suscitare qualche inquietu-
pubblicità irrompe infatti tra i la Resistenza e poi divenuto orga- la fase storica vissuta dal nostro dine è soprattutto il fatto che l’op-
racconti di Neera o di Paul Bour- no dell’Unione donne Italiane tra di della società italiana, tanto da Paese ha già di per se stessa posizione di centro-sinistra sia la
get, le foto di Dive e di automobili- il 1945 e il 2000, a raccogliere il te- passare intatto anche dopo la fi- un’assoluta specificità che la ren- più sgangherata e meno credibile
ste, le rubriche di moda e gioielli, stimone della stampa femminile ne del regime sovietico e la disin- de diversa da tutte quelle che che questo Paese abbia mai speri-
floricoltura e animali domestici. impegnata. Nel frattempo nell’ul- tegrazione del Pci; l’attenzione l’hanno preceduta; la stabilizza- mentato nella storia delle sue isti-
Si mostrano le belle case colme timo mezzo secolo, le donne han- a una nuova estetica della politi- zione autoritaria dell’Italia libera- tuzioni democratiche. Nel berlu-
di oggetti e le fabbriche di moda, no cominciato a leggere di più e i ca, a un uso del corpo che, nono- le dopo la frattura risorgimentale sconismo si agitano pulsioni auto-
l’opificio americano con club e bi- femminili si sono moltiplicati. Ma stante la bassa statura e la calvi- e lo sviluppo economico del decol- ritarie, fremiti di illegalità, insoffe-
blioteca per le operaie e l’esem- come, e quanto, sono davvero zie, si pone in assolta antitesti lo industriale che segnarono gli renze per le regole della democra-
plare nido della Manifattura di cambiati? con l’incorporeità dei leader po- orizzonti dell’età crispina e di zia che vengono da lontano, che si
Tabacchi di Chiaravalle. Con spi- litici della Prima Repubblica (da quella giolittiana hanno lasciato il annidarono già nei progetti di Cri-
rito positivista si criticano «gli oc- p LA STAMPA PERIODICA Togliatti a De Gasperi, da Almi- posto oggi all’inedito protagoni-
cultisti di Porta Palazzo», si dà FEMMINILE IN ITALIA rante a La Malfa), tutti pronti a smo dei ceti medi (i veri artefici Mai come oggi
ampio spazio al Congresso del p a cura di G. Bochicchio e R. De Longis rifuggire da ogni riferimento al- della rottura tra prima e seconda
urato da Gisella Bochicchio e Rosanna De Longis 1908 e, un po’ appannata, la ten- p biblink (www.biblink.it),pp.218,€ 30 la propria fisicità; l’investimen- repubblica e dei successi di Bossi le nostre istituzioni
to strategico su un modo di ap- democratiche hanno
parire rassicurante, («il suo vol-
to non comanda e non spaventa, avuto un’opposizione
imbatto nel seccume di una me- naturale, così necessario, che può non scruta e non offre protezio- così sgangherata

dignità aprile, ma un po' di giorni dopo. Il


moria ossificata nei cippi e nelle
targhe, nello sfasciume di una sto-
ria consumata nei manifesti di ri-
correnza e nei discorsi di circo-
stanza, allora io so che, pur ristret-
te che potessero essere, le vicende
essere raccolto da chiunque, gene-
razione dopo generazione. E cer-
co così di rendere giustizia di altri
ragazzi, perché mio padre e i suoi
compagni erano solo dei ragazzi,
che, semplicemente, si sono cari-
ne, ma si insinua con discrezio-
ne e invita a imitarlo facendo,
come lui, i propri comodi») se-
condo quanto gli aveva consi-
gliato - agli inizi della sua carrie-
ra politica -, Mike Buongiorno
UN’ALTRA ITALIA
Vista da Revelli
Controcanto

Le metamorfosi d’Italia scrutate e


spi e che affiorarono anche in età
giolittiana: sempre, però, c’è sta-
ta una forte opposizione in grado
di contrastarle nelle piazze e nelle
aule parlamentari, almeno fino al
raccontate da Marco Revelli,
fatto è che volevano essere sicuri, della casa sulla Linea Gotica e dei cati il peso della loro vita e della lo- («sorridi, sorridi sempre»); la scienziato della politica, che ha di crollo dello Stato liberale sotto
sicurissimi, che le cose si erano suoi uomini e delle sue donne, so- ro dignità quando la storia degli grande importanza accordata recente curato il Meridiano dedicato l’urto di un fascismo che ricorse
messe nel modo giusto, nel modo no ancora vita, come viva è la di- uomini li ha messi di fronte a quel alle passioni e alle emozioni del a Norberto Bobbio. Per all'arma estrema della violenza
della dignità, della dignità per tut- gnità, quer che se ciama, che le ha peso e al quel privilegio. suo pubblico, con l’«esaltazione Chiarelettere fa il Controcanto (pp. squadristica.
ti e per ciascuno. E so che non ser- generate e ne ha fatto racconto. E per questa ragione, con gran iperbolica dell’egoismo, inteso 269, € 13,60) all’Italia, segnata dalla Oggi, di questi anticorpi, di
virono le rassicurazioni di un fa- Per questa ragione, ogni volta sgomento dei professori, non pro- sia in senso positivo promessa fine dell’umanesimo sociale, dalla questi antidoti in grado di contra-
secessione morale, dalle retoriche
moso e rispettato comandante che vado in una scuola, e mi capita pongo di leggere i romanzi di Cal- di felicità, sia in senso negativo stare le scelte populistiche di Ber-
disumane, dalla segregazione
partigiano, e nemmeno le ossute vino, di Cassola, di Fenoglio, che di odio nei confronti dei diversi razziale. Un’antologia ragionata di
lusconi, se ne scorgono veramen-
pressioni del questore appena no- «Parlare dei morti sono belli e importanti, ma asso- e protezione dalla paura». articoli, per quotidiani e riviste, per te pochi e quasi nessuno nel mon-
minato, ma scesero perché anda- migliano troppo alla letteratura, e C’è da chiedersi, però, quan- cercare «un brandello in più di senso, do della politica. Gli stessi ex co-
rono a prenderli le loro donne. Ve- abbassando la voce dentro la letteratura cova sempre ti di questi elementi siano in ef- se non di speranza». Fra la munisti, che con la forza del loro
nì adè o ne farve pù vedere. Venite e guardando a terra, un di più, un di più che è ideologia, fetti specifici del «berlusconi- «liquefazione istituzionale» che partito furono un argine potente
ora o non fatevi più vedere, ha in- e l'ideologia è il fossile della vita. smo» e non appartengano inve- contraddistingue il berlusconismo e contro le spinte eversive che affio-
timato mia nonna ai suoi, gridan- fosse un compagno Ma gli metto davanti le Lettere dei ce a una più generale trasforma- «il melodramma della sinistra» che, rarono nell’Italia democristiana,
consapevole o meno, lo riecheggia.
dolo alla bocca della cava di mar- o un brigata nera» condannati a morte. E vedo che zione della politica che ha inve-
Sullo sfondo, le cerimonie degli
sono ridotti, nel migliore dei casi,
mo dove erano accampati. funziona, sempre. Vedo che nelle stito tutte le democrazie occi- a balbettanti epigoni della stagio-
addii, il venir meno di una certa Italia,
Poi, nel corso degli anni ho let- spesso perché me ne son fatto una Lettere i ragazzi scoprono quanta dentali, a partire dalla strari- dai ceti produttivi quali si
ne togliattiana.
to e studiato, e visto e ascoltato passione, a parlare intorno alla Li- vita e quanta verità ci fosse in que- pante dimensione che i mass riflettevano nell’Avvocato
molte altre cose e persone, e so berazione dell'Italia dal nazifasci- gli uomini che stavano morendo, media hanno assunto nel «co- all’aristocrazia operaia. L’estremo p Antonio Gibelli
che la Resistenza non è stata solo smo, continuo a raccontare ciò quanta semplicità e quanto assolu- struire» leadership e elettorato, invito a opporre un Gran Rifiuto p BERLUSCONI PASSATO
questa, che ha avuto ben altro pen- che mi è stato raccontato. Perché to. Quel genere di assoluto che lo- nel plasmare i «luoghi» stessi in dello stato presente: rifiuto estetico ALLA STORIA. L'Italia nell'era
siero per sé, e complessità, e ric- non si estingua quel sentimento di ro comprendono bene perché lo cui si formano i gruppi dirigenti e etico, prima ancora che politico. della democrazia autoritaria
chezza di intenti. Ma quando mi vita e dignità, così semplice, così covano nel loro cuore. dei nuovi partiti. p Donzelli, pp. 122, € 12,50
SABATO 24 APRILE 2010 LA STAMPA VIII
Visioni Tuttolibri
SABATO 24 APRILE 2010
LA STAMPA IX

Nel cielo dei poeti Da Leopardi a Ungaretti a Zanzotto: così lo sbarco Fantascienza Tic e paure d’America
dell’Apollo 11 «dissacrò» il mito letterario dell’astro, eterno inviolabile fra dischi volanti e guerra fredda

Stupro di Luna Marte sventola


bandiera rossa
ANDREA FRANCESCO canze, in logica alternativa al-
CORTELLESSA TROIANO
le spiagge della California, op-
Già Leopardi ironiz- «Il gran risultato pure sede d’una razza di alie-
zava sul rintocco tristemen- della letteratura moderna è ni minacciosa quanto quella
te festoso degli anniversa- che ci impedisce di essere re- sovietica, la cui bandiera era
ri. Ma - proprio per il con- almente moderni»: la scelta - soltanto per caso? - rossa
sumismo della memoria del fatta da Ken Hollings, di por- quanto il pianeta.
nostro tempo - l'anno scor- re in esergo a Benvenuti su L’abilità di Ken Hollings
so mi ha impressionato un Marte una frase tratta da Il consiste nel frammischiare fat-
anniversario mancato, o mattino dei maghi, dice molto ti reali a leggende metropolita-
meglio «rientrato». Il 21 lu- sugli intendimenti suoi. ne, dipingendo l’identità di un
glio ricorrevano infatti qua- Scritto nel 1960 da Louis popolo (che, d’altra parte, nel
rant'anni dal cosiddetto Pauwels, ex-occultista ed ex- 1938 s’era riversato urlante in
«allunaggio» dell'Apollo 11, surrealista, e da un singola- strada scambiando, pronubo il
data davvero memorabile re scienziato e mitografo del- geniale Orson Welles, una ri-
però, mi pare, poco ramme- la scienza, Jacques Bergier, duzione radiofonica de La
morata. Le matin des magiciens se ne guerra dei mondi per un’inva-
In quei giorni del 1969, sta in bilico tra il dato razio- sione aliena) pronto a credere
non si pensava ad altro. Pa- nale, la leggenda ed il ca- a tutto: si va dai famigerati di-
blo Picasso annunciò che la nard, a mezza via fra una sor- schi volanti, per la prima volta
sera della mondovisione ta di misticismo «reaziona- avvistati appunto nel 1947, al
avrebbe rivolto la schiena rio» alla Guénon o alla Gur- sinistro progetto Mk-Ultra, na-
allo schermo televisivo; in- djiev ed un accalorato pro- to per controllare la mente tra-
vece Ungaretti era entusia- gressismo scientista. Un rife- mite Lsd, Pentothal ed intrugli
sta («è il più bel paesaggio rimento d’obbligo, dunque, chimici d’ogni genere.
che sia mai stato visto»; fan- per chi - al pari dello scritto- Di peculiare interesse, poi,
tastico il fotoreportage di re londinese - intendesse oc- la fioritura di pellicole di sapo-
Ungà che fa il tifo davanti cuparsi di guerra fredda e di- re maccartista, ove lo splendi-
alla tivù). Al dibattito prese- schi volanti, Lsd e b-movies, do L’invasione degli ultracorpi
ro parte personaggi come Un’immagine da «Viaggio nella luna» di Méliès (1902), con l'occhio della Luna deflorato da un fallico razzo robot, lavaggio del cervello, (1956) di Don Siegel finiva den-
fumetti, invasori spaziali in
Una esplorazione ghe...). Ma non sfugge a Zan- Blanchot non può che essere una ben precisa epoca della Romanzi, film,
zotto che in quel momento in Il titolo «nomade». Cioè, puntualizza storia Usa.
del filosofo Colangelo, realtà si svelava (nel senso l'ebreo Lévinas, sottratta a Il periodo preso in esame leggende metropolitane,
allievo di Starobinski: proprio del fisicamente p Carmelo Colangelo una «maternità della terra» va dal 1947 al 1959: si comin- fumetti, dal ’47 al ’59,
squarciare un velo psichico) p LA VERITÀ ERRANTE che «determina tutta la civi- cia con l’apertura al pubblico
uno choc che pose fine la mistificazione storica rias- Viaggi spaziali lizzazione occidentale di pro- di Levittown, comunità di sei- mettono in luce
al «sogno» del cosmo sunta dal mito della luna «sa- alla prova del pensiero prietà, di sfruttamento, di ti- mila abitazioni a basso costo l’identità di un popolo
cra» e inviolabile (la «Casta p Liguori, pp. 159, € 16,50 rannia politica e di guerra». che diverrà un modello per
Anna Maria Ortese, Guido diva» di Bellini...). p e-book € 9 Non sfugge peraltro a l’architettura suburbana de- tro ad un branco comprenden-
Ceronetti e Italo Calvino; Heidegger è tra le mille Lévinas il paradosso per cui gli anni a venire, per finire te i vari Piano 9 da un altro spa-
nonché - diffondendo in pri- «fonti» di Zanzotto, il più doc- una tale trascendentale lezio- con una tra le prime confe- zio, Gli uomini coccodrillo, Mar-
vato il poemetto Gli Sguardi tus dei poeti: e infatti proprio l'immagine della Terra vista ne di libertà venga proprio da renze di Scientology, dove il te distruggerà la terra, Missili
i Fatti e Senhal - Andrea il suo pensiero è al centro del «da Fuori» mostrò a tutti ciò un'operazione tecnologico- guru Ron Hubbard blatera di sulla luna, Ho sposato un mo-
Zanzotto. libro di Colangelo. In un’inter- che sapevamo dai tempi di militare mirata alla «proprie- radioattività promanante da- stro venuto dallo spazio, i cui ti-
Proprio sulla sua ambiva- vista del '66 il pensatore che Copernico, Keplero (e Giorda- tà» e allo «sfruttamento». Ma gli apparecchi tv. toli bastano ed avanzano ad
lente reazione si conclude più ha riflettuto sulla «tecni- no Bruno) ma che non aveva- certo la fase ascensionale La scaturigine di tutto esplicitarne i contenuti.
l'originale libro del giovane ca» si diceva «spaventato» mo mai visto: uno choc cultu- dell'umanità tendeva da sem- ciò era nello stato cripto- Ora, in un’epoca nella quale
filosofo napoletano Carme- dalle «fotografie della Terra rale - lo scacco definitivo all' pre a un «fuori»: un’«oltran- schizofrenico di un paese Internet ha preso il posto delle
lo Colangelo, allievo di Jean scattate dalla Luna […]Non è antropocentrismo messo in za» che, una volta conseguita che, euforizzato da un boom avventure astronautiche, si
Starobinski. Per Zanzotto più la Terra quella su cui oggi ridicolo già dal Leopardi delle e realizzata, pare aver perso economico senza preceden- può sorridere di tutto questo,
lo «sbarco» sulla Luna è uno l'uomo vive». Alla base del Operette morali - che, come il suo appeal millenario. ti e da poco attore principa- concordando col Nietzsche
«stupro» che dissacra un suo pensiero è infatti il risie- mostra Colangelo, hanno cer- Già nel 1928 (proprio quan- le nel consesso delle nazioni che ne La gaia scienza si chie-
simbolo mitologicamente in- dere dell'uomo su un suolo cato di elaborare anche il ma- do il suo connazionale Wer- più potenti del mondo, era deva: «Chi ancora osa intra-
tangibile (la luna sineddo- ben individuato; vedere l'inte- estro (rinnegato) e la maggio- ner Von Braun cominciava a scisso nel modo d’immagina- prendere opere per le quali do-
che dello spazio siderale, la ro pianeta dall'esterno signifi- re allieva di Heidegger (che baloccarsi coi primi razzetti), re il proprio futuro: v’era vrebbe aspettare millenni pri-
cui remotezza dai nostri su- ca al contrario percepirlo co- mai lo rinnegò): Edmund Hus- Walter Benjamin lamentava chi profetizzava scenari uto- ma che vengano realizzate?»;
blunari affanni non per caso me «astro errante»: sito fra serl e Hannah Arendt. la perdita, da parte dell’uomo pici d’esistenze automatiz- non, però, denegare che il «co-
si cela nell'ètimo stesso del gli infiniti altri, anziché soste- Al contrario, Maurice moderno, della «dedizione a zate, tra macchine volanti e me erano» di Hollings sia gu-
de-siderio): come tale canta- gno perenne dalla necessitan- Blanchot ed Emmanuel Lévi- un’esperienza cosmica». servi robotici, altri che pre- stoso repertorio di tic e paure
to per esempio da Leopardi. te unicità. Lo disse l'astronau- nas videro nell'avventura L'idea di oggi, che la Luna vedevano invece terre de- d’una nazione tanto grossier ed
Ci si ricorda del Viaggio nel- ta William Anders: «Abbia- astronautica una possibilità non sia più la meta dell'Avven- sertificate e invase da comu- ingenua quanto capace d’inusi-
la luna di Georges Méliès mo fatto tutta questa strada straordinaria. Il primo definì tura per antonomasia bensì, nisti, magari con l’ausilio di tati slanci.
(1902), con l'occhio di una per esplorare la Luna, e la co- «disastro», ma in positivo al più, quella del turismo più formiche giganti e di giova-
Luna deflorato da un fallico sa più importante è che abbia- (dis-astro), l'«irrevocabilità, cafonamente «esclusivo», è il ni bikers teppisti. In ambe- p Ken Hollings
razzo (Zanzotto ha tradotto mo scoperto la Terra». per l'uomo, di un'erranza in- segno definitivo che per il no- due le visioni, il pianeta p BENVENUTI SU MARTE
Bataille, e sullo «stupro dell' Ancor prima dell'allunag- definita». Anziché radicarsi stro tempo «un altro mondo», Marte aveva un ruolo prima- p trad. di L. Favia
occhio» ha scritto in IX Eclo- gio vero e proprio, infatti, nei «luoghi», la «verità» per davvero, non è più possibile. rio: destinazione per le va- p Isbn, pp. 242, € 22

GIANNI che in certo senso sintetizza e illu-


RONDOLINO Cinema Come il futurismo influenzò, stra non pochi elementi della poe-
Quando nel 1909 Filip- tica futurista. E' un film d'avan-
po Tommaso Marinetti scrisse oltre l’avanguardia, i kolossal popolari guardia, del tutto fuori dei canoni
nel suo famoso Manifesto del fu- del cinema narrativo e spettacola-

A tutta velocità
turismo «Noi vogliamo esaltare re, che, come il precedente, ebbe
il movimento aggressivo, l'in- poca risonanza allora e in segui-
sonnia febbrile, il passo di cor- to. Ma è un film che Lista defini-
sa, il salto mortale, lo schiaffo e sce «un'opera maggiore» e ben si
il pugno», di fatto non pensava inserisce nel capitolo europeo del
né alludeva al cinematografo, in-
ventato quindici anni prima dai
fratelli Lumière, che proprio il
movimento era riuscito a cattu-
da Cabiria a Avatar cinema di ricerca; meno tuttavia
nel più ampio capitolo del cinema
spettacolare.
Sarebbe invece di grande inte-
rare e riprodurre. può sembrare già futurista cioè ra. Il film che essi realizzarono, Marinetti resse cercare e documentare in
E tuttavia non v'è dubbio privo di passato e libero da tradi- Vita futurista, è andato perduto e duella quale misura le idee dei futuristi
che nella sua idiosincrasia per il zioni: in realtà, esso ha ereditate non ebbe quella risonanza che es- nel film «Vita abbiano influenzato, direttamen-
passato, per la tradizione artisti- tutte le più tradizionali spazzatu- si forse speravano; ma non v'è futurista» te o indirettamente, lo sviluppo
ca e culturale, per i musei, la re del teatro letterario [...]mentre dubbio che le loro idee ebbero del cinema come spettacolo: ad
presenza del cinematografo de- noi vediamo in esso la possibilità una certa influenza, magari indi- un suo libro che è il frutto di un meglio comprendere quell'in- esempio da un film come Cabiria
ve avere avuto una certa in- di un'arte eminentemente futuri- retta, non soltanto sul cinema lungo lavoro di indagine da lui fluenza di cui si è detto. E soprat- ad uno come Avatar, cioè dalla ri-
fluenza. Tanto che pochi anni sta e il mezzo di espressione più d'avanguardia come si sviluppò condotto sul tema a partire dagli tutto di soffermarci su un altro lettura del passato in chiave av-
dopo, nel 1916, i futuristi vollero adatto alla plurisensibilità di un soprattutto in Francia e in Ger- Anni 70 (come documenta la bi- film, anch'esso in parte perduto, venturosa all'immaginazione di
realizzare un film e pubblicare il artista futurista». mania negli anni seguenti, ma an- bliografia in cui compaiono 46 che fu realizzato a Torino nel un futuro ultraumano.
relativo Manifesto della cinema- Era la consacrazione artistica che sul cinema spettacolare. suoi testi!). A ben vedere la storia 1930 da Tina Cordero, Guido
tografia futurista, in cui si può di uno spettacolo popolare, la sua Di ciò parla con dovizia di par- del cinema futurista è legata a po- Martina e Pippo Oriani. p Giovanni Lista
leggere: «A prima vista il cine- utilizzazione per superare i limiti ticolari, analisi attente e ricca do- chi titoli, oltre a Vita futurista, ma Si tratta di Velocità, di cui è ri- p IL CINEMA FUTURISTA
matografo, nato da pochi anni, del teatro e la staticità della pittu- cumentazione Giovanni Lista in ciò che scrive Lista ci consente di masta una versione di 13 minuti, p Le Mani, pp. 264, € 15
.

Classifiche Tuttolibri
SABATO 24 APRILE 2010
X LA STAMPA

A
lta classifica sempre all’insegna di storie in giallo. di due studiosi del calibro di Franco Cardini e Barbara vogliono rispondere alla «dilagante voglia di passato» del
AI PUNTI Non solo si conferma primo Camilleri, con un valo- Frale». Nell’Indice il nome della Frale non appare (a propo- pubblico. Però il nostro stimato medievista si premura di
LUCIANO GENTA re stabile dei suoi 100 punti un po’ sopra le 5000 co- sito, in un «documentatissimo libro di storia» manca pro- precisare che non intende «fornire alcuna legittimazione
pie e il suo scapestrato nipote del Negus studente a Vigàta, prio un indice dei nomi). Comunque, in una nota finale l’au- accademica». Non senza aver chiosato che la bibliografia
seguito dai commissari della Vargas, in cerca dell’assassi- tore ringrazia «la dottoressa Frale per la stimolante inter- di Giacobbo contiene «molte cose buone, altre meno buone e
Caccia no tra artisti e prelati di Roma. Ma soprattutto balzano al
sesto posto, unica novità della settimana tra i primi 10, i
vista». Si trova alle pagine 112-121 e la studiosa vi ribadisce
la propria tesi sulla autenticità della Sindone, sudario di
altre che manderei al rogo senza battere ciglio». E aggiun-
gendo, a scanso di equivoci: «Non scrivo queste righe per so-
Templari di Roberto Giacobbo, conduttore tv di Voyager. Gesù, che i Templari ebbero in custodia. Quanto a Cardini stenere che ha ragione, che le sue idee sono giuste, che le sot-
al tesoro con Un bignè bignami per i golosi di Dan Brown. La bandella
di copertina batte il tamburo: «Un libro di storia, e molto di
firma una succosa postfazione per la causa della «buona di-
vulgazione», auspicando sinergia tra i professori che non
toscrivo: al contrario, chi ha letto qualcosa di mio sa che di
alcune di esse diffido e che con altre non ho niente a che fa-

i Templari più... libro documentatissimo, con una nutrita bibliografia,


ricco di informazioni e scoperte, nobilitato dagli interventi
debbono rinchiudersi altezzosi nella turris eburnea delle
loro ricerche scientifiche e gli operatori dei mass media che
re». Per il grato Giacobbo la postfazione è «appassionata».
Si potrebbe aggiungere: istruttiva, astuta, machiavellica.

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 83 80 77 76
1 2 3 4 5
Il nipote Prima di Cotto e Hanno tutti La parola contro
del Negus morire addio mangiato ragione la camorra.
Dvd
CAMILLERI VARGAS PARODI SORRENTINO SAVIANO
SELLERIO EINAUDI A. VALLARDI FELTRINELLI EINAUDI

68 60 51 43 39
6 7 8 9 10
Templari. Due Le perfezioni Il tempo Il peso
Dov’è provvisorie che vorrei della farfalla
il tesoro?
GIACOBBO NÉMIROVSKY CAROFIGLIO VOLO DE LUCA
MONDADORI ADELPHI SELLERIO MONDADORI FELTRINELLI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Il nipote del Negus 100 1. Prima di morire addio 83 1. La parolacontro la camorra. Dvd 76 1. Cotto e mangiato 80 1. Gomorra 29 1. Il ladro di fulmini 19
CAMILLERI VARGAS SAVIANO PARODI SAVIANO RIORDAN
13,00 SELLERIO 16,50 EINAUDI 19,50 EINAUDI 14,90 A. VALLARDI 10,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

2. Hanno tutti ragione 77 2. Due 60 2. Templari. Dov’è il tesoro? 68 2. E’ facile smettere di fumare... 23 2. È una vita che ti aspetto 28 2. Diario di una schiappa (III) 13
SORRENTINO NÉMIROVSKY GIACOBBO CARR VOLO KINNEY
18,00 FELTRINELLI 18,50 ADELPHI 17,50 MONDADORI 10,00 EWI 9,00 MONDADORI 12,00 IL CASTORO

3. Le perfezioni provvisorie 51 3. Tre secondi 32 3. Così in terra, come in cielo 36 3. Dizionario bilingueitaliano-cane... 20 3. Il giorno in più 26 3. Diario di una schiappa (I) 9
CAROFIGLIO ROSLUND; HELLSTRÖM GALLO MARCHESINI; CUVALIER VOLO KINNEY
14,00 SELLERIO 21,00 EINAUDI 17,00 MONDADORI 13,90 SONDA 12,00 MONDADORI 12,00 IL CASTORO

4. Il tempo che vorrei 43 4. L’eleganza del riccio 31 4. Ulisse era un fico 34 4. The secret 16 4. Il piccolo principe 22 4. Il diario segreto di Patty 9
VOLO BARBERY DE CRESCENZO BYRNE SAINT-EXUPÉRY AUTORI VARI
18,00 MONDADORI 18,00 E/O 16,00 MONDADORI 18,60 MACRO EDIZIONI 7,50 BOMPIANI 16,50 SPERLING & KUPFER

5. Il peso della farfalla 39 5. La principessa di ghiaccio 31 5. I cari estinti 29 5. Dizionario bilingueitaliano-gatto... 14 5. Maigret e il caso Nahour 21 5. Nel regno della fantasia 8
DE LUCA LÄCKBERG PANSA CUVALIER SIMENON STILTON
7,50 FELTRINELLI 18,50 MARSILIO 22,00 RIZZOLI 12,90 SONDA 9,00 ADELPHI 23,50 PIEMME

6. Bianca come il latte, rossa... 32 6. L’ipnotista 30 6. La bellezza e l’inferno 29 6. Fate i bravi! (0-3 anni) 13 6. Un posto nel mondo 21 6. Bentornato Mister! 8
D’AVENIA KEPLER SAVIANO RIZZI VOLO GARLANDO
19,00 MONDADORI 18,60 LONGANESI 17,50 MONDADORI 17,00 RIZZOLI 12,00 MONDADORI 11,00 PIEMME

7. Caduta libera 26 7. La libreria del buon romanzo 30 7. La vita autentica 27 7. L’ultima profezia 8 7. Esco a fare due passi 20 7. Lo smeraldo del principe indiano 8
LILIN COSSÉ MANCUSO SITCHIN VOLO STILTON
21,00 EINAUDI 18,00 E/O 13,50 CORTINA 18,50 PIEMME 9,00 MONDADORI 15,50 PIEMME

8. La mamma del sole 26 8. Il paese delle prugne verdi 25 8. Don Vito 25 8. I cinque tibetani 8 8. L’ombra del vento 19 8. Quinto viaggio delregno della fantasia 8
VITALI MÜLLER CIANCIMINO; LA LICATA KELDER RUIZ ZAFÓN STILTON
18,60 GARZANTI 16,00 KELLER 18,00 FELTRINELLI 8,90 ED. MEDITERRANEE 13,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

9. Canale Mussolini 16 9. La compagna di scuola 25 9. I sogni fanno rima 20 9. Giardino & orto terapia 8 9. Mille splendidi soli 19 9. Terzo viaggionel regnodella fantasia 8
PENNACCHI WICKHAM CARONE PERA HOSSEINI STILTON
20,00 MONDADORI 19,00 MONDADORI 15,50 MONDADORI 11,00 SALANI 7,90 PIEMME 23,50 PIEMME

10. Meccanica celeste 15 10. Il gusto proibito dello zenzero 20 10. Giardini e no 19 10. Fate la nanna 7 10. 1984 17 10. Il bacio dell’angelo caduto 8
MAGGIANI FORD PASTI ESTIVILL; DE BÉJAR ORWELL FITZPATRICK
18,00 FELTRINELLI 18,60 GARZANTI 15,00 BOMPIANI 8,00 MANDRAGORA 9,00 MONDADORI 17,00 PIEMME

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DALL’11 AL 17 APRILE.

P B
erché è nata la «Biblioteca ci istantanei», novità «mature»: le iblioteche, vita dura. Nel- to in peggio. Bill McKibben, l’auto-
permanente»? «Perché sia- PROSSIMA prime 7 uscite, tra lo scorso febbraio la più antica di New CHE LIBRO FA re, è stato il primo a usare le paro-
mo dei rivoluzionari di e il prossimo giugno, confermano il York, nonostante i solleci- le «global warming», riscalda-
fronte al marketing». Non è una MENTE livello delle scelte: dal Derrida di La ti George W. è in ritardo con la ...A NEW YORK mento globale, già nel remoto
battuta quella di Joshua Volpa- MIRELLA APPIOTTI voce e il fenomeno al Ricoeur di restituzione di due libri, una rac- GIOVANNA ZUCCONI 1989, il suo libro di allora si chia-
ra, direttore editoriale della Jaca La metafora viva a Il sacro selvag- colta dei dibattiti parlamentari mava, allegramente, The End of
Book, editrice laica dalle radici gio di Roger Bastide cui si aggiun- inglesi e un manuale di diritto in- Nature. Il punto di non ritorno, di-
profondamente cristiane, succedu-
to alla madre, Maretta Campi,
Hooligans gerà La potenza dei poveri, dialo-
go di oggi tra il persiano Rahnema
ternazionale. I bibliotecari spe-
rano di recuperare i volumi, ma
Che fantasy ce ora, è già arrivato, il pianeta
non è già più quello che conosceva-
donna di temperamento, fondatri-
ce 45 anni fa con Sante Bagnoli
(attuale presidente) di una delle
di Eliade Majid e Jean Robert dove «lo sradi-
camento della miseria passa per la
riscopertà della povertà».
sanno di non avere alcuna possi-
bilità di incassare la multa, che
negli anni (220, dalla scadenza
la fine mo e i cambiamenti sono irreversi-
bili, ma dalla galoppata verso la
distruzione si può ancora fare
sigle italiane tuttora più forti nel-
la ricerca inserita in una rete in-
in casa Jaca Tutt’altro che nuova nella cac-
cia a grandi talenti fra teologia, filo-
del prestito) è in effetti diventa-
ta altina: 300.000 dollari, cente-
della natura marcia indietro.
Anche Al Gore, in questi giorni
ternazionale. sofia, antropologia, da Balthasar a simo più centesimo meno. al Festival Internazionale del
Rivoluzionari... però, giusta- Ratzinger a Julien Ries, Jaca lo è George W., che di cognome Giornalismo di Perugia, sul suo
mente, accorti. Se l’editoria, non anche nella narrativa: nell’84 esor- faceva Washington e di mestiere blog, che rimbalza su siti seguitis-
solo nostra, si sostiene in parte su dio italiano di Vita e destino di il Presidente, pare effettivamen- simi come Huffingtonpost, consi-
due filoni, il thriller portatore di Grossman, nei Novanta della qua- te impossibilitato a pagare il de- glia un libro sulla crisi ambienta-
ossigeno ai «botteghini», e i classi- approccio al fenomeno umano in drilogia di Chinua Achebe che apre bito. Vita dura, per i biblioteca- condo quello che per molti è il libro le. Per lui Straight Up di Joe
ci, modesti quanto a numeri ma tutte le sue componenti» (vedi la «il primo vero catalogo di letteratu- ri. Quelli che fanno volontariato più importante dell’anno. Ha una Romm, a sua volta blogger in-
inesauribili «long seller», ecco presenza della poesia sotto la guida ra africana in Italia». Nel 2011, nel nel carcere di Rikers Island dico- grande croce nera in copertina, fluentissimo con il suo Climate
spiegato il destino, in un Paese di Mussapi che sta anche raccontan- progetto di rilancio della fiction, Gli no che i libri più popolari sono una croce sopra il globo terrac- Progress, è «a must read», una
non così «svaporato» come sem- do, ai bambini, capolavori come La Hooligans di Mircea Eliade (1935), quelli di James Patterson. Fini- queo che abitiamo, e un titolo che è lettura obbligatoria. Peccato che
bra, che questa «Biblioteca» po- tempesta , il Faust, L’Avaro ecc.), romanzo tra mito e realtà, inedito to il giro, devono premurarsi di anche un urlo di dolore: Eaarth, la maggioranza di chi legge legga
trà avere su lettori esigenti «non la collana è stata progettata come da noi e molto discusso al tempo an- metterli sotto chiave, perché ten- con due «a» e un sottotitolo altret- ben altro: Change di Jim Butcher,
specialisti». mix tra classici-classici ripescati che per l’infatuazione dell’autore dono a sparire... tanto drammatico, «Making a Li- primo in classifica, non racconta
Fedele alla doppia anima del- tra i 4 mila titoli di un catalogo pre- verso il fascismo. La «rivoluzione» è Ma ancora più dura è, e sa- fe on a Tough New Planet», diffici- di cambiamenti del clima o delle
l’editrice «esperienza cristiana e valentemente di saggistica e «classi- anche questa? rà, la vita sul Pianeta Terra, se- le cavarsela su un pianeta cambia- eco-abitudini. È un fantasy.
Diario di lettura Tuttolibri
SABATO 24 APRILE 2010
LA STAMPA XI

GIORGIO
Mario Isnenghi
I PREFERITI

Lo storico
BOATTI

A Mario Isnenghi non


fanno paura le sfide imponen-
ti. Col suo libro I vinti di Capo-
retto (1967) seguito da Il mito
f
della Grande guerra (1970) ha
aperto una nuova stagione
nello studio dell'impatto del
primo conflitto mondiale sulla
società italiana. Poi si è dedi-
cato a decifrare sussulti e con-
tinuità della cultura del no- THOMAS MANN
stro Novecento, facendone La montagna
racconto in Intellettuali mili-
tanti e intellettuali funzionari incantata
uscito da Einaudi nel 1979. Tea, pp. IX-687, € 12,90
Quindi è stato il curatore dei «Vi trovo Settembrini, il
tre volumi dei Luoghi della me- pedagogo, il mio modello»
moria, mappa tematica di sti-
molante approccio ai simboli
e ai miti dell'Italia unita che
Laterza si appresta a ripre-
sentare in tascabile. Adesso
f
ha appena terminato di coor-
dinare per la Utet Gli italiani
in guerra. E' una ricognizione,
articolata in cinque volumi,
centinaia di saggi di altrettan-
ti collaboratori, in totale quasi
cinquemila pagine complessi- MIGUEL DE UNAMUNO
ve, che da poco ha trovato con- Vita di Don Chisciotte
clusione con Le armi della Re-
pubblica, tappa finale di un af- e Sancio Panza
fresco puntuale e documenta- B. Mondadori, pp. 362, € 12,50
to che scruta tutti gli aspetti «L’ho scoperto nel cenacolo
del Bel Paese in armi, dal Ri- di una signora veneziana»
sorgimento sino all'attuale
missione in Afghanistan.
Professore ordinario di sto-
ria contemporanea a Venezia,
dove presiede l'Istituto vene-
f
ziano per la storia della Resi-
stenza e dirige la rivista di sto-
ria locale «Venetica», Isnen-
ghi vive a Padova.
Venezia e Padova. Una po-
larizzazione tra queste La vita. Mario Isnenghi è nato a Venezia nel 1938. E’ professore ordinario di storia contemporanea a Venezia, dove
due città che scandisce tan- presiede l'Istituto veneziano per la storia della Resistenza. Dirige la rivista di storia locale «Venetica». ELIO VITTORINI
ti aspetti della sua militan- Conversazione
za intellettuale, del suo im- Le opere. Ha coordinato per la Utet l’opera «Gli italiani in guerra» in cinque volumi. Tra gli altri suoi libri: «Il mito
pegno civile. C'è un inizio? della grande guerra» , «L’Italia in piazza» , «La grande guerra 1914-1918» (con Giorgio Rochat) per il Mulino; «I in Sicilia
«Sì, il più semplice. Quando Rizzoli, pp. XIX-223, € 25
luoghi della memoria. Simboli e miti dell’Italia unita » (Laterza); «Garibaldi fu ferito» (Donzelli).
prendo la maturità a Venezia «Un maestro di doverismo,
e mi sembra di intravedere scoperto al Pedrocchi»
nel mio orizzonte professiona-
le un triplice possibile futuro -
insegnante di lettere (in una
dova, poi Torino e infine Vene-
«Al liceo scoprii Studioso della Grande Guerra e della memoria nazionale, zia. Un letterato prestato alla
ricerca storica. O viceversa.
Tonio Kröger, formatosi tra Venezia e Padova, tra la Fuci e Gramsci, Alla metà dei '60 l'intervento
mi sentivo come lui, prepara un saggio sullo Stato nei 150 anni dell’Italia unita sulle fabbriche non mi appas-
siona. Insegno e vado ad ap-
un adolescente alla profondire il tema degli intel-
ricerca del suo destino» lettuali, delle riviste, dei gior-

“Farò i conti con chi ha


nali di guerra. Studio l'ultimo
scuola media ovviamente, anno della Grande Guerra.
scartata ogni ulteriore ambi- L'Italia che a Caporetto fa i
zione), scrittore o giornalista conti con la realtà vera della
- mi iscrivo presso l'universi- nazione. Analizzo le velleità ri-
tà patavina, a Lettere. Perché voluzionarie e lo Stato che
comunque la letteratura, i li- sembra prossimo a sbriciolar-

offeso il Risorgimento”
bri, costituiscono già da allo- si come accadrà nel '43 e inve-
ra la bussola da cui non posso ce a Vittorio Veneto sa rimet-
prescindere...». tersi in piedi. Attorno a questi
Grazie alla biblioteca di ca- nodi ruota la trilogia che ho de-
sa? dicato alla grande guerra».
«A casa dei miei genitori, a E adesso?
Venezia, la parte del leone la te ripensato da Miguel de Una- settimanale della sinistra di Padova. Mentre a Venezia fre- Io, svelto di penna, fisso ogni «Dopo il decennio dedicato a
fanno i libri di narratori in- muno, avviene in una specie di base Dc ma, soprattutto, è il quento la Fuci, a Padova fac- impressione e poi scrivo i re- studiare gli intellettuali, e gli an-
glesi. In lingua originale, vi- cenacolo di letture, a Venezia. fondatore di Questitalia. Que- cio politica universitaria nella portage. Intanto scopro anche ni successivi profusi sui mecca-
sto che mia madre insegna Una signora dal nome impor- sta rivista che non si definisce laicissima Ugi, quella di Lino Panzieri e il suo impegno gene- nismi della storia e della memo-
l'inglese a mezza città. Ma su tante vi raduna degli studenti. cattolica e che di fatto è anti- Jannuzzi e Pannella. A Padova roso. A Milano incontro Gian- ria nazionale, sono ancora a
di me lasciano scarsa trac- Si leggono i classici russi. So- concordataria, per l'autono- sono "il cattolico" dell'Ugi. ni Bosio e quelli delle edizioni scrutare questo Paese e le sue
cia. Sui banchi di scuola fac- no fulminato da L'Idiota. Com- mia tra Stato e Chiesa, sarà un Una contraddizione che non del Gallo. Mi laureo nel '62 con vicende. Sto lavorando a un li-
cio i conti con De Sanctis: un' mosso da Missa sine nomine di punto di riferimento per quan- può durare. Faccio i conti col una tesi sugli intellettuali del bro per Laterza su come lo Sta-
impronta - quella di uno Sta- Ernst Wiechert. Prendo gusto do si arriverà al Concilio volu- fatto che gli amici della Fuci primo Novecento italiano. Ov- to unitario è stato percepito in
to italiano che nasce dalla a leggere in pubblico, ad alta sono davvero credenti. Io no. questo secolo e mezzo. Voglio
breccia di Porta Pia, dunque voce, nella sala bianca del Caf- «Tra i miei maestri, Così mi laicizzo. Entro nei gio- «Insegnante, mi prendere il Risorgimento sul se-
anticlericale - che in me per- fè Pedrocchi, a Padova...». vani del Psi che a Venezia, co- rio e fare quello che molti evite-
mane. Fuori dall'aula scopro Il baricentro dunque si spo- Wladimiro Dorigo me idee nuove, vuol dire il gio- sospesero perché diedi ranno. Fare i conti con un Risor-
Tonio Kröger: adolescenti sia- sta in quel di Padova? e Toni Negri, prima vane De Michelis. A Padova in- un tema troppo osé, gimento oggi conculcato e offe-
mo tutti dei Tonio Kröger al- «Non del tutto. In quel periodo vece brilla Toni Negri. E' lui il so. D'accordo, non tutto è anda-
la ricerca del nostro destino. leggo Gramsci e chi me lo fa giovane astro del mondo terzo significativo incontro su Carlino e l’amicizia to nel migliore dei modi. Ma a
Poi arriva a La Montagna In- conoscere? Gli amici della Fu- cattolico, poi socialista» della mia formazione giovani- amorosa con la Pisana» volte, per capire, bisogna rico-
cantata. Vi trovo Settembri- ci di Venezia. La Fuci vuole di- le. Il Toni Negri che prima era noscere anche dove sta il mino-
ni, il pedagogo, l'intellettua- re per me lo studio di Mari- to da Roncalli che sino al '58 è il giovane astro del mondo cat- vero Salvemini, Gobetti, Gram- re dei mali possibili, quando e
le, l'italiano sanguigno allie- tain, di Mounier. Attraverso la stato il Patriarca di Venezia. tolico padovano, il pupillo del sci. Quando Negri e gli "operai- dove sa farsi spazio. Del resto,
vo del Carducci. Diventa il Fuci veneziana, quella del cari- Dorigo per me è il rigore, il vescovo Girolamo Bordignon. sti" danno inizio all'intervento mi sento un ircocervo, un ibri-
mio modello». smatico don Germano Patta- "doverismo" vero. Un "doveri- Poi è diventato consigliere co- sulle fabbriche sono insegnan- do, un nazionalista di sinistra
Dunque incontra un mae- ro, arrivo a Wladimiro Dorigo. smo" altrettanto forte lo sco- munale del Psi e ha intrapreso te alle medie di Feltre, seppur che in un certo senso è diventa-
stro, seppure di carta... Era uno dei giovani astri dell' pro anche nel Vittorini di Con- una rapidissima carriera acca- per poco, visto che mi sospen- to comunista con l'89, dopo la fi-
«In effetti sono stato ancora Azione Cattolica che Gedda ha versazione in Sicilia che leggo demica. Il Psi a Padova pubbli- dono per un tema su "Carlino ne del comunismo. Perché? Per-
più fortunato perché incon- appena epurato da Roma. Do- agli amici del "Pedrocchi"...». ca Progresso veneto che mi vie- e l'amicizia amorosa con la Pi- ché pensavo che chi parlava di
tro, tra il liceo e i primi anni rigo è un intellettuale finissi- La signora del cenacolo, Do- ne affidato e, con Negri, per- sana" giudicato troppo osé. In- rivoluzione dicesse sul serio. Ec-
d'università, tre maestri ve- mo, con una rete di relazioni rigo. Manca ancora il terzo corro il Veneto per un'inchie- segnerò nelle superiori, per an- co, io sono uno che prende le co-
ri. La scoperta di Don Chi- culturali impressionante. E' il maestro... sta articolata a tappe. Incon- ni, altrove, prima di approda- se sul serio».
sciotte, anzi del Don Chisciot- direttore de Il popolo veneto, «Ci sto arrivando. Accade a triamo sindacalisti, militanti. re all'università: quella di Pa- gboatti@venus.it

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