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S.

Bernardino

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Sien
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FOR/nfoofMi

EDITORE

IN

GENOVA

A.

Anno

Formiggini Editore

JF.

in

Genova

PROFILI

vi

N. 34

Pubblicazione periodica mensile


Un volume
Abbonamenti a

L.

serie

1.

Libert di scelta fra


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LORIA - Malthus (2. Ed.).
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Labanca - Ges di Nazareth (2." Ed.).

B.

B.
A. Momigliano - Carlo Porta.
10. A. FAVARO - Galileo Galilei (2.' Ed.).
11. E. TROILO - Bernardino Telesio.
12. A. RiBERA - Guido Cavalcanti.
13. A. Bonaventura - Niccol Paganini.
14. F. Momigliano - Leone Tolstoi.
15. A. ALBERTAZZI - Torquato Tasso.
16. I. Pizzi - Firdusi.
17. S. Spaventa Filippi - Carlo Dickens.
18. C. Barbagallo - Giuliano l'Apostata.
19. R. Barbiera - / fratelli Bandiera.
20. A. Zerboglio - Cesare Lombroso.
21. A. FAVARO - Archimede.
8.

9.

22.

A. Galletti

23. G.
24. A.
25. A.
26. U.
27. G.
28.
29.
30.
31.
32.
33.
34.

Gerolamo Savonarola.

SecrTANT - Alessandro Poerio.


Messeri - Enzo Re.
Agresti - Abramo Lincoln.
Balzani
Bertoni

Sisto

Dante.

P.

BARBRA

A.
G.
G.
G.
G.

A. Michieli

G. B. Bedani.
- Enrico Stanley.

V.

Sigismondo Castromediano.
Rabizzani - Lorenzo Sterne.
Tarozzi - Gian Giacomo Rousseau.
Nascimbeni - Riccardo Wagner.
M. Bontempelli - S. Bernardino da Siena
Gigli

In corso di stampa:
G.
C.

MUONI

MARCHESI

Carlo Baudelaire.
- Valerio Marziale.

Estero 22,00

33,00

Profili sono graziosi volumetti elzeviriani

di

impressi su carta fllogranata

lusso,

accuratamente

rilegati

in

falsa pergamena e adorni di fregi e


di illustrazioni.

Sono tutti opera di autori di sincompetenza: non aridi rias-

golare

sunti eruditi,

suggestive

ma

vivaci,

rievocazioni

sintetiche

di figure

traenti e significative scelte senza

miti di

tempo o

atli-

di spazio.

I profili soddisfano il pi nobilmente possibile alla esigenza, caratteristica del nostro

tempo, di voler molto apprendere col minimo sforzo,

ma

in una sobria ed avveduta appendice bibliografica


dnno una guida fresca ed utilissima a chi, con
maggior calma, voglia approfondire la conoscenza
di una data figura.
Questa collezione alla quale dedichiamo sempre
le nostre cure pi affettuose, ormai diventata un
pane spirituale veramente indispensabile per tutte le
persone amiche della coltura ed ormai considerata

l'ornamento pi ambito, pi ricco e meno dispendioso per tutte

le biblioteche e

per

Prof. A. F.

tutte le case.

FORMI GG INI.

S.

BERNARDINO DA SIENA

MASSIMO BONTEMPELLI

5.

Bernardino

da Siena

A.

F.

FORMIGGINI

EDITORE

IN

GENOVA

1914.

Propriet Letteraria.
/ diritti di

traduzione sono riservati per

tutti i

Nella filigrana di ogni foglio deve esser visibile

l'impresa editoriale.

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B
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TIP. B(.OIMOI

1 P4BMEG0IANI - MOOBW

paesi.

L quattrocento

comune

lotta

tempo

di battaglia.

contro tutto

ii

II

nuovo

che tende ad assorbirlo e a sopprimerlo. Gli elementi nazionali invigoriti dalla vita repubblicana lottano
contro

fi

gli

elementi stranieri promo-

venti alle costituzioni regionali. Lotta

Febo Apolline con Gesii Cristo, l'amore alla vita che tornava a parere
il
terrore della
il supremo bene con
morte che tornava a parer paurosa
di vuoto e di nulla come ai secoli
pagani. Ogni uomo in battaglia continua contro qualche ostinato nemico: il malgoverno,
la fame, la peste. Invece da lontano sogliamo mostrar
nel quattrocento la tranquilla eleganza alla scoperta

della bellezza e del sapere: Lorenzo Ghiberti che


assiste

commosso

al

diseppellimento delle statue

antiche.

Tutte le hgure di quel periodo sono estreme;


estrema dolcezza dell'Angelico, l'estrema iracondia di fra Girolamo, l'estrema indifferenza del
Poliziano. Per trovare l'equilibrio, dobbiamo arrila

Massimo Bontempelli

10

vare

fastigi della societ e al

ai

unico: a Lorenzo

Ma

il

sublime e

San Bernardino da Siena appunto una

immagine

di perfetto equilibrio: l'equilibrio nella

nelT opera

quotidiana,

vita

genio

Magnifico.

pratica

continua.

Direi addirittura ch'egli l'espressione della vita


pratica,

in

quanto essa ha un corso placido e


quanto si mantiene continuamente

ininterrotto, in

inferiore e superiore al corso delle grandi vicende

storiche, che pur s'informano e

San Bernardino
spirituali

ogni giorno:

il

sociali
il

in

si

un periodo

fervidissime,

pane,

fuoco,

il

il

formano

di essa.

di

elaborazioni

la

necessit di

sonno,

il

sole.

Su quel campo di continua battaglia, egli


raggio di sole. Eppure fatto anch' egli di lama

di

spada.

Anche Bernardino

ma

allegra, quella che

continuamente in
non muove grandi

lotta;
gesti,

che non potrebbe avere epopea. In ugual modo


la vita d'un
corpo sano una lotta continua
contro nemici interni ed esterni continuamente
rinnovati. Bernardino la sanit del suo tempo,
vigile a combattere le insidie pi continue e piij
occulte dei mali minimi e pessimi. L'azione di
Bernardino una incessante purificazione di cellule

mano

mano che si van caripure e riimmette nella


circolazione. di sua natura riformatore, ma non
si mette a riformare la societ,
l'uomo: riforma
sociali, le quali, di

cando

molti animi umani,


cui

gli

in

di tossici, egli rifa

dato

teologia;

uomo

per

avvicinarsi.

ma non

rimasto

Ha

uomo:

tutti

studiato

quelli

bene

la

nulla in lui di teore-

S.

tico,

di

Bernardino da Siena

aprioristico,

di

semplicistico

11

end' egli

nemico del parteggiare, sa che una


parte politica ha sempre alla radice il semplicismo
d'una formula teorica. Perci egli non neppure
un apostolo nel senso tra filosofico e, un poco,
teatrale della parola: egli non punto filosofo,
che non ha schemi: e gli manca del tutto il gran
gesto che chiama l'applauso fuggevole. Non c'
in lui nulla dell'estetismo che trionfa nella sua
soprattutto

epoca.

Bernardino vive, opera e anche ragiona conticol cuore. Lorenzo la mente del secolo.
n' la collera. Bernardino n', nella
sua espressione pi alta, il cuore. 11 cuore non si
prefigge mai un compito esteriormente grandioso
e d'esito lontano: non ha mai un programma
massimo; la sua opera non architettonica, non
storica. Voglio dire, che non e' la coscienza
d'un compito prefisso e saggiamente distribuito
nelle sue parti fino al suo compirsi col raggiungimento d' uno scopo alquanto remoto. Il cuore
opera giorno per giorno e ora per ora, e in ogni
suo momento tutto intiero se stesso.
Questa invero la definizione, credo, di molti
uomini, di molti oscuri. San Bernardino di quell'ordine, ne il rappresentante massimo, 1' espres-

nuamente
Gerolamo

sione suprema e pi vasta.

Ogni atto della sua vita un' opera perfetta


che rivela tutto lui: ha un fine immediato
e vicino, e nel raggiungerlo compie pienamente
se stessa. E ricomincia. Forse questa la lode pi
in s, e

grande.

Massimo Bontempelli

12

Verso

il

quattrocento, accanto

gusto

neo-classico,

mento

ascetico, di

questo

al

risorgere del

un rifiorire di sentisantit. Bernardino neppure in

s'ebbe

ha compagni. Non l'asceta, tipo com-

plesso, e un po' scenico, e soprattutto d'eccezione.

Bernardino santo,

ma

la

sua non santit aureo-

lata e posta in trono.

Ignora

il

trionfo solenne.

sant'Antonino,

ma

essere plebeo.

E sa

Pu

stargli

accanto

molto meno allegro e pi


timido. Bernardino sa sempre dire il fatto suo a
chiunque, anche con la parola pi vivacemente
realistica. Sa essere monello quando sta bene, sa

ridere: ride spesso.

Questa virt francescana, almeno in teoria.


San Francesco considerava la malinconia come
peccato, e la gioia come un grave obbligo dei suoi,
quanto la castit e l'obbedienza. Bernardino in ci

francescano:

perfettamente

anzi,

pi

pratico,

dichiara ufficialmente, in un capitolo generale, che

Ha qualche cosa di pi
giocondo che san Francesco.
Davanti a Bernardino non ci si mette in ginocchio:
gli baciamo tutt'al pi la mano, poi ci mettiamo
a parlargli come a un eguale, o almeno come a
un padre ancora molto giovane. Se non ci persuade
la

malinconia degli

sanamente rude,

ipocriti.

di pi

Siam capaci di dargli sulla voce. Ma poi


persuade, sempre; con un ragionamento fine,
con una immagine bizzarra, o con una parolaccia
subito,

ci

vivace. Per bassi che siate,

come

voi,

molto pi

ci

fa sentire

anche mentre spiritualmente


in alto.

che uno
vedete

lo

S. Bernardino

da Siena

13

Questa che ho tentato di disegnare non una


impressione sintetica; , delle parecchie impressioni che la figura di Bernardino ci fa, 1' ultima
che rimane, la pi durevole. Una vera sintesi
descrittiva dovrebbe abbracciare parecchi altri
elementi del suo carattere e della sua opera. Pare
semplicissimo; invece, se ci avviciniamo a lui, lo
vediamo, inaspettatamente, molto complesso: sco-

priamo, e subito, magnifici elementi di energia indomabile e di profondit pensosa che concorrono a

formare quello spirito

di

bont semplice e pratica.

non voglio seguirlo passo passo


nella sua vita. San Bernardino non , come sono
pi degli uomini eccezionali, un programma che
si attua svolgendo la propria complessit. Non c'
neppure la scelta: convertiva con lo stesso ardore
un umile, un grande, un'intera citt.
Penso, dicendo di lui cos, alla parte maggiore
Cercandoli,

opera sua, cio alla predicazione.


Per un altro rispetto egli comp un'opera pi
preparata, pi meditata, pi lenta e nuova, ma
per ci appunto pi limitata nell'ambito, il riordinamento dell'ordine francescano: opera importante, ma meno universale e meno varia. Di riformatori ne abbiamo avuti pi d'uno. Di cuori pronti
al bene ogni istante
della vita, e insieme aiutati
da un ingegno acutissimo e vasto, no. Pure questi
caratteri si rivelarono, com' era naturale, in tutta
pienezza anche nella sua opera di riformatore.
dell'

Massimo Bontempelli

14

Cause lontane

e cause immediatissime,

tuali e fisiche, politiche e personali,

spiri-

avevano con-

un rilassamento generale dello spirito


dalla morte del fondatore in poi.
La vita di Bernardino si trov fatalmente a
coincidere col periodo supremo della crisi; la prima
corso

francescano

met

del quattrocento fu

menti

di

il

nodo

in cui tutti gli ele-

dissoluzione e di rigenerazione

si

trova-

rono pi confusi, e maturi, pronti a separarsi e


altramente ricomporsi preparando una nuova storia
dell'ordine,

generale

in

dello

spirito

della

La disposizione a un tale
rifiorimento appare anche allo sguardo pi rapido
politica religiosa e morale.

e superficiale che

si

getti su quel periodo.

cento religiosamente arido e sterile.

Il

tre-

Come sono

grandi francescani del secolo decimoterzo,


lontani
Sant'Antonio da Padova, San Bonaventura! Invece
sul principio del quattrocento, preceduti da Santa
Caterina, ecco, oltre Bernardino nostro, Giovanni
da Capistrano, Giacomo della Marca, Alberto da
Sarteano, Bernardino da Feltre, Bernardino da
i

Fossa....; francescani tutti, e tutta gente d'azione,

che va in piazza, che si trova a tu per tu con l' uomo,


con gli uomini. Bernardino li assomma tutti in
un'opera incalcolabilmente pi vasta.
11
carattere che primo ci colpisce in Bernardino, pensando all'ingrosso alla finalit dell' opera
sua, e

al

mezzo

e al

tempo

in

cui

la

attuava,

un carattere negativo.
Bernardino non affatto antiumanistico; nulla
in lui delle avversioni che suggerivano al Dominici
la terribile Lucuta noctis, e che culminavano poco

S. Bernardino

pi tardi

nelle

cammina su

l'umanesimo:

un'altra

di

dunque alcun urto con


Siena sent tardi

ma non

l'

strada,
1'

15

Non

savonaroliane.

ire

n pr' n contro

da Siena

un

non

appare

ci

estraneo:
gli

occorre

altro viandante.

influenza della coltura

uma-

Bernardino sembra
estraneo ad essa: egli un rappresentante di
quell'elemento cristiano indigeno, che non si classicizz nel quattrocento, che non s' evangelizz nella
riforma. Elemento che in verit dette poco pi
tardi il Savonarola; con questa enorme differenza,
che Gerolamo si poneva contro l'umanesimo, Bernardino al di sopra di esso. In lui non c' lotta
nistica,

per questo

umanesimo

cristianesimo: egli disposto


suo cristianesimo semplificato,
evangelico nel senso originario della parola.
Bernardino alla radice della umanit, la quale

tra

ad abbracciarli.

una,
di

non

celebri

11

pagana n

umanisti,

del

cristiana.

amico

fu

Traversar!, di Leonardo

Bruni, d'altri; ud lezioni del

Guarino Veronese.
Umanisti sono
suoi biografi Barnaba Sanese e
Maffeo Vegio. Egli era ben lontano dal terrore
della cultura, ch'era comune a tanti suoi compagni, e gran torto ebbe il Poggio di porlo a
i

fascio con

latratori molesti,

come

nella

sua

ira

neopagana chiamava tutti


frati, massime
francescani osservanti. Predicando a Padova Bernardino mostr gran deferenza e amore per
dotti
che vi regnavano. In una delle prediche sanesi che
ci sono rimaste
fece un magnifico elogio degli
studi e incit il Comune a mantenere lo Studio,
ponendo con ammirazione l'esempio di Bologna.
i

Massimo Bontenipdli

16

Il

latino delle molte sue opere religiose e morali,

senz'essere elegantissimo,
vale. Del

come

resto,

tutt' altro

umanesimo a

che medie-

parte, a mostrare

sua coltura non fosse ristretta come quella


com'egli citi

la

di molti predicatori, basti ricordare

volentieri, tra
di

perfino

testi sacri,

Commedia

la

Dante. La sua et era torbida e piena di

peste; egli non ebbe l'ingenuit

di

credere

temche

ne fosse causa, e causa eliminabile, questo o quello


degli atteggiamenti del tempo
e si diede a com;

combattere
pi universali e pii!i deleteri: sopra tutto lo scetticismo.
Del quale pi che l' umanesimo egli cred
colpevole, penso, la politica ecclesiastica. Siamo
nei tempi torbidi dello scisma d'occidente. Contro
battere

gli

effetti

mente

vizi alla radice, a

di

questo Bernardino mosse principal-

la sua vita.
opera sono comprese
compiutamente nel periodo dello scisma, e lo
accompagnano quasi tutto. La cristianit non
conobbe mai stato di maggiore anarchia. L' unit
del cattolicismo era spezzata; nessun segno poteva
la

guerra aspra e serena di tutta

La sua vita e

mostrare, pur

agli

la

sua

animi

animati

dalle

migliori

con qualche
nomi nessuno

intenzioni, verso qual parte volgersi

Papa e antipapa eran due


avrebbe potuto dire quanto giustamente fossero
attribuiti. Ogni purissimo credente poteva esser
tratto a dubitare che il vero papa fosse quello
che si chiamava antipapa, che la residenza vera
del papato fosse ancora Avignone. L' autorit della
cardinomina cardinalizia era nulla, da poi che

fede.

nali stessi,

dopo l'elezione

di

Urbano VI

nel con-

S.

clave

del

1378,

Bernardino da Siena

avevano

17

dichiarato

l'elezione

avvenuta per forza. Abbiamo una santa, Caterina


da Siena, dalla parte del papa ufficiale romano:
ma abbiamo pure due santi, Vincenzo Ferreri e
il
beato Pietro di Lussemburgo, dalla parte di
Clemente VII, 1' antipapa avignonese. Mancato un
punto d'appoggio, va a rifascio la disciplina ecclesiastica, unico fondamento dell'unit e della moralit religiosa. Mai la simonia e l'impostura fiorirono pi invadenti nel campo della vita ecclesiamassimo si faceva esempio e
stica. Il dissidio

motivo
erano

dono

rimasti

dividevano

li

sinceri
in

Anche ovC'

minori.

di dissidio nelle sfere

spiriti

dubbio e l'abban-

il

avverse, o quella

schiere

senza lume e senz'appoggio,


si smarriva subito nei barcollamenti e negli aombramenti del piij spaurito misticismo, del fanatismo pi pazzo. L'anno millequattrocento rivide
le torme fameliche isteriche e sudice dei flagelsincerit, trovandosi

lanti girare le citt, lasciando


ribile scia: la

quale

giovanissimo

il

rivelare

il

dietro

una

ter-

peste; quella peste appunto nella

modo

Bernardino avr

proprio ardore allegro

ed energico

di
di

carit.
In

questo sfacelo,

gli

dono rapidamente. Anche


scisma;

essi, lo

generali,

ogni

monastici deca-

ordini

essi,

in

ordine

ognuno dei quali

si

ha

ciascuno di

in

due

superiori

crede

ogni provincia ha due padri provinciali

legittimo
:

umana

vento, quasi, due guardiani. La debolezza

maggior numero dei frati trae


condizione anormale per adagiarsi
del

Profili

S.

Bernardino da Siena.

ogni con-

profitto
nell'

dalla

ozio

o
2

Massimo Bontempelli

18

abbandonarsi alla corruzione. Di tutto ci risent


quella che dei frati era la funzione maggiore, la
predicazione. 1 migliori cercano tuffai pi il successo, il grosso successo del pubblico facile: non
studiano pi, ne pi si prefiggono uno scopo
basta loro che la gente accorra e in qualche modo
s'interessi, la gente pi grossa e ignorante, perch
sono di pi, e perch si piace loro a minor prezzo.
Quanto ormai lontano fra Giordano da Rivalto
Nello stesso concilio di Costanza molti cardinali
dichiarano:
l'ufficio della predicazione, che fu
gloria dei vescovi in tempi migliori, talmente
avvilito che si ha vergogna di esercitarlo.
La
pi fanatica ammirazione persegu nei primi anni
del secolo un predicatore spagnuolo, Sant'Antonio
Ferreri, ottimo animo e acuto spirito; ma era uno
scenografo e un terrorista dell'eloquenza religiosa,
girava l'Europa con grande apparato di processioni, descriveva
supplizi infernali con i colori
pi spaventosi:
suoi sermoni erano accompagnati
da un'orchestra di gemiti e grida degli uditori
straziati dalla sua parola terribile. All'annuncio
del suo arrivo nei paesi si facevano grandi fiere
d'oggetti di penitenza: cilici e flagelli. San Bernardino ventiquattrenne sent il Ferreri in Alessandria,
e gli parl; lo spagnuolo, si dice, annunci dal pergamo che tra la folla degli uditori era un giovane
;

destinato ed essere Io splendore dell'ordine fran-

cescano.

Ma parve che dopo aver udito il Ferreri, Bernardino rallentasse la sua attivit di predicatore.
Lo capisco assai bene: c'era un abisso troppo

S.

grande

tra

per un

due, e l'animo

momento

energia e agli

tente

di

scosso

sentirsi

medesimo, ed

dalla fiducia in se

trovarsi troppo umile

egli

19

semplice e modesto

dov per avventura

giovine

del

Bernardino da Siena

fronte

atteggiamenti

prepo-

alla

teatrali

dello

spagnuolo. Eppure aveva in s ben altra potenza.

dell'eloquenza di

L'apparire

San Bernardino da

Siena fu come un raggio di sole sulle nostre cam-

pagne battute per

tanti anni dalla peste, dall'anar-

chia, dalla tirannia e dai buffoni, religiosi o seco-,


lari.

Ma

intanto Bernardino dubit di s; risolse

forse allora di sostituire o

almeno accompagnare
riforma

all'opera della predicazione quella della


degli ordini.

La quale opera fu pur continua ed efficacis1438 lo troviamo eletto a reggere tutti

sima. Nel
i

conventi

della stretta osservanza,

col

titolo di

vicario generale.

Qui bisogna fare un passo indietro.


La famiglia francescana era divisa, e inquinata
d'eresia.

La divisione

risaliva al

tempo

in cui

era vivo

ancora San Francesco, alla diversit di vedute tra


lui

e frate Elia, ch'egli

l'ordine

come

aveva eletto a governare

vicario generale. Questi era

parti-

giano d' una mitigazione della legge francescana,

che

in

omaggio

al

principio puro della

povert e

dell'umilt, avrebbe voluto che l'ordine

sedesse neppure suoi conventi, e che


accettassero

non posnon

fratelli

uffici ecclesiastici. Col procedere del


con l'ingrandirsi dell'ordine, il dissidio
crebbe: tutto l'ordine si divise in due fazioni: i

tempo

Massimo Bontempelli

20
conventuali

gli

Zelanti

numerosi quelli che

Spirituali;

Questi

questi.

resistettero fino alla ribellione


rizzati a un' interpretazione

si

assai

pi

resistevano,

credevano auto-

personale della parola

San Francesco, quando giudicavano che supe(che generalmente erano scelti tra
conventuali ) ne discordassero. Crescendo in indipendenza
a poco a poco s'accostarono ad alcune eresie,
sopratutto alla gioachimita, profetante un nuovo
Messia cominciarono ad aspettare la terza rivelazione. Con la prima il Padre avea formato il regno
della Legge, con la seconda il Figlio quello della
Grazia. La terza sarebbe stata il regno dell'Amore:
monaci vi avrebbero preso il luogo della
Chiesa temporale. Anzi, cominciarono a divinizdi

riori

Francesco di Assisi, a considerare il suo


insegnamento come un Testamento novissimo.
Questa fu la crisi suprema dello zelantismo, e
mise gli spirituali fuor del tutto dall'orbita del
cattolicesimo, distruggendoli. Siamo cos alla met
del secolo decimoquarto. Ma a questo punto comincia un altro movimento, pi silenzioso, quasi
a prevenire la corruzione estrema cui la vittoria
della parte mitigata avrebbe condotto l' ordine
tutto: l'Osservanza; d'origine zelantesca, ma con
maggior prudenza, docilit all'autorit ecclesiastica costituita, e umile moderazione di spirito.
Non era se non un piccolo gruppo di ferventi
quali non cercavano trasformare la Chiesa e l'umanit, ma solo chiedevano modestamente che in un
loro umile romitorio, a Bruliano (tra Camerino e
Foligno) fosse loro data licenza d'osservare a
zare

S.

modo

loro

Bernardino da Siena
cio

molto

regola di San Francesco.

21

rigorosamente

Ebbero

l'esempio loro suscit imitatori, e

la

licenza: poi

la

moto cominci

il

a ingrandire. Intanto scoppi lo Scisma

e poich
due obbedienze, nessun
superiore francescano osava scontentare gli osservanti, per non spingerli all'obbedienza opposta.
Cos r osservanza prosper e si diffuse rapidissimamente. Bernardino, prendendo l'abito france-

l'Ordine n'era diviso

scano, fu accolto tra


poi

si

fece

senso:

la

seguito

in

Conventuali,

ma

osservante, e s'adoper

per propugnare
famiglie occulte

si

in

riforma
alla

dell'

al

ordine

sua propaganda

subito di
possibile
in

questo

le

piccole

costituirono in floridi conventi

primo quello di Santa Maria degli


Angeli presso Milano, che accolse giovani delle
pi nobili famiglie milanesi. Cos in breve per
tutta la Lombardia e la Toscana. Sotto Martino V
nuovi Osservanti ebbero in possesso il monte
della Verna. Il successore di lui Eugenio IV volle
presso di s un comitato di consiglio formato di
sei osservanti, e se ne serviva in certe missioni

tra

quali

tra

diplomatiche e apostoliche, in Italia e fuori:


assegn agli Osservanti la custodia dei

inoltre

Santuari di Terra Santa, gi affidata

Ora

stava

per

iscoppiare

ai

tra

Conventuali.

Osservanti e

Conventuali un dissidio pi grave che

non fosse

Conventuali e Spirituali, quando,


come ho gi detto, nel 1438, Bernardino fu nominato vicario generale con pieni poteri su tutta la
gi quello

tra

osservanza italiana. Pose la propria sede al convento della Capriola presso Siena, sorvegliando e

Massimo Bontempelli

22
dirigendo

di

l tutto l'ordine,

ne manifestasse

il

venti, giudicando le

bisogno,
liti

accorrendo ove se
nuovi con-

erigendo

disordini, e con l'esem-

plare moderazione riuscendo sempre a non dar bersaglio alla gelosia che
i

conventuali avevano per

suoi amplissimi poteri.

Lavoro immane, dopo quattro anni del quale


Bernardino si sentiva straordinariamente invecchiato

dopo grandi

e pieno di presentimenti di morte: solo

insistenze ottenne d'essere sostituito. Mori infatti

dopo due anni. Ma guardandosi indietro, quanto


cammino! Quando, un anno dopo la vestizione.
Bernardino aveva consacrato il suo cuore e l'opera
sua alla propagazione della riforma osservante,
questa contava

in

Italia

centotrenta fratelli; ora

l'osservanza prendeva
possesso del convento romano d' Aracceli. Bernardino in persona aveva eretto non meno di trecento

erano pi

di quattromila, e

conventi.

Tutto questo tra nemicizie continue; peggiori


nemici erano, s'intende, nel campo della
francescani
religione, anzi del suo ordine stesso:
conventuali. Avevano seguito con vigile attesa tutta
l'opera sua, e appena era lor parso di averne il
i

suoi

destro avevano tentato di allearsi

l'

autorit eccle-

S'era salvato per miracolo.


Volevano farlo passare per eretico, come in

siatica per rovinarlo.

stauratore d'un nuovo culto idolatrico: quello del

nome

di

Ges

Cristo,

5.

Bernardino da Siena

Un quaresimale
lui

23

intitolato Scraphim, da
d idea d'una sua preMilano. Ivi per la prima

latino

raccolto pi tardi,

dicazione del 1418 in

ci

esempio in tutte le citt


secondo alcuni anche a Firenze gi
un anno avanti che a Milano, egli aveva accompagnato la parte pi propriamente pratica della
sua predicazione, con una parte mistica, che gli
pareva, ed era, attissima ad attrarre gli animi
sensitivi di molti dei suoi uditori: la devozione
al nome di Ges. Nel nome di Ges
aveva
detto S. Paolo
ogni ginocchio si pieghi . San
Francesco aveva ripreso quella parola, e il pi
autorevole de' suoi discepoli. San Bonaventura,
aveva scritto tutto un trattato in lode del dolcissimo nome di Ges. Questo culto era dunque travolta, e poi altrove (per

del veneto),

dizionale nei grandi francescani. Bernardino, per-

ch agli uditori ne rimanesse un segno sensibile


e

quasi una permanente suggestione,

a moltiplicarsi

attorno in tutti

modi

li

incitava

la

sigla di

quel nome, a inciderla nei muri dei pubblici edifici,


sulle

porte delle

case, nei vessilli

delle

proces-

La sigla era composta delle lettere IHS


circondate da un' aureola raggiante. Con ci egli
perseguiva anche uno scopo politico: accorgendosi
che in molti l'attaccamento alle fazioni, dilaniatrici
delle citt, era pi che altro fedelt a una bandiera,
a un segno, voleva sostituito il nuovo segno di
pace a quei segni di guerra.
Quand'egli fu a
Firenze
fiorentini vollero dipinto quel monogramma sulla facciata di Santa Croce, a ricordo
di Bernardino.
A Bologna infieriva il vizio del
sioni.

Massimo Bontempelli

24

giuoco: invano l'autorit ecclesiastica aveva cercato con esortazioni e con minacce di porvi un

Fu cliiamato Bernardino

freno.

commosse
sima

and,

videro turbe di giocatori correre

si

e consegnargli

fuoco.

venditori

al

Santo

ne fu fatto un gran

dadi e carte:

pittori e

jjredic,

e negli ultimi giorni della quare-

tutti,

carte

di

si

dolsero

con Bernardino d'aver per causa sua perduto ogni


guadagno, dappoi che non conoscevano nessun
mestiere.

altro

Allora

il

santo

dipinse

in

loro

presenza una di quelle sigle su d'una tavoletta,


assicurando loro che d'ora innanzi con la vendita
di quelle avrebbero sostentato la vita; e cos fu
veramente.
Poco di poi a Volterra inaugur una

pia pratica, che gli fu prima cagione dei guai; alla

d'ogni predica faceva inginocchiare gli udipresentava loro una tavoletta con la sigla, con

fine
tori,

essa

li

benediceva. Andandosene

la lasci ai

Vol-

che continuarono a servirsene esponendola


o portandola in processione nelle pubbliche calamit, e il rimanente del tempo tenendola custodita
terrani,

una chiesa eretta apposta

in

e intitolata al

nome

di Gesi.

Ma

il

papato, debole e diviso, era fatto

om-

broso, era pronto a sospettare eresia o ribellione

ovunque vedesse qualche forma nuova

c'era gelosia:

pii!i

dominare

la folla e

vedeva

di

di

ardore.

non sapeva

mal occhio che

sapesse. Bernardino fu accusato d' insegnare

altri

un

la religione costituita

una nuova idoladi Ges una


magica e taumaturgica. Bernardino doveva

culto

tria,

virt

superstizioso,

quasi

o quasi egli intendesse nel

nome

S.

Bernardino da Siena

aver previsto r errore,


avvertito

Come

dovete adorare
tura

il

ficato:

la

il

il

nome

altri

decina

il

segno,

ma

Ges

di

Redentore,

folla lo

Ges in carne,
Ges non dico la

di

nome

il

vi

significa

Figliuolo di Dio

nell'accusa;

cos
scul-

ci che signi-

intendeva a dovere,

nemici duravano

che aveva esplicitamente

adorate

non

colore;

perch

Salvatore,
forse

il

25

ma

il

rivali

pessimi tra

gli

domenicano Manfredo, che una


avanti,
predicando in Piemonte

fautori del
d'

anni

l'imminente venuta dell'Anticristo e la solubilit


del matrimonio per ragione di penitenza, era
stato vittoriosamente confutato da Bernardino.
Nonostante il bacio fraterno di San Domenico e
San Francesco, un oscuro malumore rinacque
spesso tra
due ordini mendicanti, e pi d' una
volta i francescani si trovarono contro
domenicani. Anche un agostiniano, allora celebre, Andrea
i

Bigli, si schier contro

il

preteso culto

nuovo

un libello polemico. Fu
steso un regolare atto d'accusa, e mandato al
Papa, Martino V, che cit Bernardino a comparirgli dinanzi e scolparsi. Era un papa politico,
abilissimo, astuto. Bernardino predicava a Viterbo.
Corse alla chiamata, s'inginocchi al pontefice, ne
tu accolto con severit e con minacce. Cominci una
inchiesta minuta, affidata a una commissione inquisitrice quasi tutta composta di domenicani e di
agostiniani. Fu fissato un giorno per un pubblico
contradittorio. Intanto per Roma il popolo mormorava di lui, lo segnava a dito chiamandolo
l'eretico, distruggeva le tavolette gi venerate o
lo

censur fieramente

in

Massimo Bontempelli

26
ne cancellava

caduta

la sigla

del pi caldi amici

del

in

Santo

lo

disgrazia. Molti

abbandonano,

pur dubitano e scorati paventano.


Bernardino era tranquillo.
migliori

Solo

Predicava a Napoli

l'abruzzese Giovanni di
poco pi giovine di Bernardino e
suo fervente ammiratore e discepolo: anima cavalleresca e audace. Corse a Roma, vi giunse proprio
il giorno assegnato alla disputa. Ignorando o non
curando il divieto del papa, inalber una tavoletta
con la sigla, parl al popolo, lo entusiasm, e con
un gran corteggio d' inneggianti al nome di Ges
(ed erano parole tratte da un sermone di Bernardino) giunse al luogo del pubblico convegno. Il

Capestrano,

papa,

di

temendo qualche tumulto

di quella

scena,

dall'

imprevisto

rinvi la discussione a un altro

il convegno
si
radun novaSan Pietro. Gli accusatori parlarono
con sottigliezza e con pompa. Bernardino e Gio-

giorno. Nel

mente. Era

quale

in

vanni risposero a fil di logica: la loro vittoria fu


piena; il giorno appresso il papa riceve Bernardino, lo benedice, gli concede di riprendere a
predicare

Ges,
ternita

il

culto

delle

gli fa istituire

in

nome

tavolette e del

Roma

stessa una

di

confra-

questo nome. Il popolo suggella la


una gran processione. Popolo e papa
che Bernardino si trattenga a predicare

con

vittoria con

vogliono
a

Roma:

in

ottanta giorni pronunci centoquattor-

dici prediche.

Qualche mese dopo predicando


ricorder
cause.

ai

paesani

quelle

in

vicende

Siena egli
e

le

loro

Di quello

27

Bernardino da Siena

S.

che

quando

s'

Roma non

fatto a

dico

mi voleva
fritto e chi arrostito; e poi che ebbero udite le
predicazioni che io lo' feci, chi avesse detto una
parola contra a me, mal per lui .
E pi diffusamente qualche tempo dopo:
Io so che io predicai a Roma centoquattor dici
prediche, sempre predicando di ci, e so
pure che mai non mi fu detto il contrario. E pure
so che a Roma v'erano tanti maestri in teologia, e
cotanti cardinali, e cotante persone savie e dotte.
Patiens fui. Io fui paziente a udire ci che mi
era detto; ma di questo che ora odo io, non ne
Come
sar paziente
ut parturiens clamabo
colei che partorisce vo' gridare,
e come ho
nulla; che

io

andai,

vi

chi

gi gridato. Io so eh' io vi predicai

la verit

di

questo nome, e che questo nome, sopra tutti


nomi. Ma diciamo cos: sarebbe stato questo
i

mio trovato? Certo


le

parole

le

a lo Spirito

si

S.

unito

Santo?

elli

Figliuolo?

al

S.

die riverire sopra a tutti

ha

sieme.

in s

non sa

cosa

umanit e

divinit,

dico cosi,

so' atacato

s'ataca la santa Chiesa.

Questo nome lesu non

mi

no, ch'io

quali

unito al

S.

Padre?

unito

Dunque, perch non


nomi ? Questo lesu
i

l'uno e l'altro in-

ch'io ho

per scusato chi

pi oltre; e chi contradice non sa ogni

approfittare del buon


papa un'ambasceria per
chiedere che Bernardino fosse eletto al vescovado
di Siena, ch'era vacante. Ma al papa non riusc a
1

sanesi credettero

momento mandando

al

di

Massimo oniempetli

28

persuader

lui

Ebbe

d'accettarlo.

a dire ai sanesi:

venuto come voi volevate ch'io ci


venissi, cio per vostro vescovo, egli mi sarebbe
S'io

ci fossi

met della bocca... E io so' vomodo, per potere parlare

stata serrata la

luto venire a questo

cos alla larga

che cos

potr

dire

voglio, e potr parlare pi a mio

cosa.
e'

Nella

la pi fiera

ci

eh' io

modo d'ogni

semplice e arguta giustificazione

condanna

siastico ufficiale, e

e'

di tutto

il

mondo ecclecome in
E anche pi

tutto Bernardino,

ogni sua parola e

in ogni suo atto.


ferocemente altra volta alludendo al rifiuto: io
non me ne penter mai, eh' io non voglio andare
a casa del diavolo per l'anima tua.

Ma
tutti gli

la vittoria

Roma

n l'astensione da

onori e le cariche valsero a calmare

de' suoi nemici. L'accusa d'eresia riprese

l'ira

piede,

qua e l, quando coperta, quanto apertamente:


dov combattere a Siena e a Bologna contro
domenicani e contro l'Inquisizione. A Martino V
era successo Eugenio IV, e poich si trovava tutto
i

avvolto

per

in

aspre

la inimicizia di

faccende politiche, soprattutto


nemici

Filippo Maria Visconti,

Bernardino tornarono all'assalto. 11 papa precedente aveva dato facolt al Promotore della Fede
sospetti
di processare e punire di propria autorit
d'eresia; nel 1431 il Promotore fu persuaso a procedere contro Bernardino, affidando il processo

di

al

domenicano

cardinale

tramata su false

Casanova d'Aragona:

testimonianze, la procedura fu

portata innanzi segretamente; se non che

ne avvertirono a tempo Eugenio IV, e questi

sanesi
la

an-

da Siena

5. Bernardino

29

nullo con una bolla ch'era tutto un panegirico per


frate

Bernardino, per

giosa e d'ottima
estirpar

ch
ai

1'

la

sua vita

fama, per

con tutte

precetti della sacrosanta


Pontefici,

professa e predica

dei

lodevole e

a obbedir

le

rigore

Imperoc-

Chiesa Romana,

con

dei

Padri,

santi

ci che la stessa

e insegna, e

tosto

reli-

nello

forze obbedisce

Dottori e dei

tutto

Madre Chiesa ordina


gli altri

suo

eresie, per la sua dottrina.

continuava

Sommi

il

Santa
anche

induce

umilt e riverenza

Chiesa .
tono concludeva a tale

agli ordini e precetti nostri e della detta

E continuando

su

questo

glorificazione del frate vivo

quale ordinariamente

non ottengono dalla Chiesa se non dopo la morte


coloro che son fatti santi. Era una vittoria inaudita, dovuta per tre quarti al fascino personale
di lui. Perfino sull'imperatore Sigismondo questo
riusci invincibile. Sigismondo, re dei romani, venne
in Italia per farsi eleggere imperatore: il papa
dubitava di lui; egli si ferm a Siena e di l
negoziava con Eugenio IV. San Bernardino venne
dalla Lombardia, gli chiese udienza, divennero
amici: Sigismondo non solo frequentava assiduamente le prediche del santo, ma non passava giorno
senza stare qualche tempo in colloquio con lui.
Quando and a Roma per l'incoronazione volle con
s Bernardino, che poi riaccompagn l'imperatore fino ai confini della Toscana.

Tra

la

pompa

del

seguito

imperiale,

cavalcava umilmente e ironicamente su

di

il

un

frate

asi-

Cos una volta, partendo da Siena, tutte le


campane sonarono a distesa e le trombe squillanelio.

Massimo Bontempelli

30
rono,

una

turbe

immensa lo accompagn
mogio e vergognoso

all'Arbia: ed egli stava


trionfo,

come se

lo

conducessero

al

fino

del

supplizio

dice un suo antico biografo. Tanto aborriva ogni

solennit colui, la cui parola aveva

mare

leggi

le

della

citt.

Nel

promulgato tutto un gruppo

di

virtij di

1425 fu
leggi

in

rifor-

Siena

contro

il

lusso, per limitare le doti, per escludere gli usu-

pubblici uffici,
eh' erano state consida lui, e rimasero col nome, ufficialmente
imposto loro, di riformazioni di frate Bernardino.
Non si sospetti da ci eh' egli fosse un politicante. S'immischiava nelle pubbliche faccende sol
quando vedeva immediato qualche grave pericolo:
per esempio, quando Filippo Maria Visconti fu
per stringere una lega con Siena a' danni di Firai

dai

gliate

renze e degli

Chiesa, egli dalle Marche

stati della

corse a Siena, e indusse

sanesi a romper la lega

e rinunziare alla guerra.

Contro

il

quale Visconti

care pubblicamente in Milano.

aveva osato prediIl

Visconti

amava

cose neroneggiare, pretendeva onori quasi


divini. Bernardino ammon il popolo che l'ubbi-

in piij

sarebbe stata idolatria. 11 duca era presente.


il giorno dopo Bernardino
dal pulpito parl di queste minacce, ridendosene.
Allora il Duca s'intimid, tent la corruzione:
dirgli

Lo fece minacciare:

mand

pi

che sempre

volte
rifiut.

segretamente danaro al santo,


Finalmente a chi glie lo portava

finse di accettare, si fece

accompagnare

alle carceri,

denaro fece liberare tutti coloro che dal


duca erano stati fatti imprigionare per debiti.
e con quel

S.

Bernardino da Siena

31

Nell'estate del 1427 Bernardino predic a Siena"


la terza

(era

volta) per quarantacinque

giorni

seguito. Predicava all'alba, in piazza del


e,

come

al solito,

di

Campo,

sopra uno schema prestabilito,


Un cimatore di panni. Be-

parlava improvvisando.

nedetto di maestro Bartolomeo, era singolarmente


devoto al santo. S'era inventato una specie di stenografia con la quale su tavolette di cera raccoglieva
dalla viva voce, parola per parola, tutta la predica:
la trascriveva. Cos noi
possediamo, sorpreso dalla tenace devozione del

poi andava a casa e se

buon

artigiano, l'intero quaresimale, in tutti

suoi

particolari: tesoro di schietezza e d'arte, specchio

fedelissimo

dell'oratoria di Bernardino e di tutto

con

l'essere suo. Soffermarci

qualche

larghezza

sulle quarantacinque prediche sanesi ci far cono-

scere

il

nostro

eroe meglio che qualunque altra

ricerca o notizia.

La struttura della predica di Bernardino la


sermoni a fondamento teologico dei
secoli innanzi: una frase dell'antico o del nuovo
testamento fa da tema, da motivo conduttore alla
predica; tutte le parti, le immagini, le parole di
quella frase, intese sia nel senso reale sia nel
simbolico, danno la partizione su cui la predica
solita dei

si

foggia.

la

a sua volta e

partizione
l'allegoria

si

suddivide e risuddivide

ne puerile e pesante,

proprio da medioevo.

Un esempio. Nel quaresimale sanese

del '27,

Massimo Bontempelli

32

abbiamo

la maldicenza. II tema
Davide: Draco iste quem formasti
ad illiidcndum ci; omnia ad te cxpectant. Traduce, a
suo modo, e parafrasa:
Questo drago, cio il
diavolo, il quale tu hai formato accioch noi ce
ne facciamo beffe; non di meno noi aspettiamo
aiuto da te, cio giusti.
Annunzia che, parlando
della mala lingua, dimostrer in essa le qualit
descritte nel salmo:
primo, come condizionata,
dove dice: Draco iste quem formasti;
secondo,
come ordinata: ad illudendum ei;
terzo, come
da Dio aiutata: omnia ad te expcctant. Poi ogni
divisione si suddivide. Trova neHMpoca//sse un'altra
descrizione di drago
grande e rosso, e aveva
sette capi e dieci corna; e nei capi suoi aveva
sette corone, e la coda sua tirava seco la terza

dai

tre

prediche contro

salmi di

parte

delle

Ognuna

di

stelle del cielo, e

gittolle a terra.

queste particolarit rappresenter alle-

goricamente qualche qualit o atto del maldicente;


grande ne dimostra la superbia; rosso perch
sanguinolento delle ferite di cui la maldicenza
<

causa; e cos

Ma

sette capi, le corna, e via di seguito.

non temete questo non che uno schema,


un' impalcatura. Le prediche di Bernardino sono
teologia solo in quanto la teologia conduce la
morale, e sono morale solo in quanto questa si
:

applica alla vita quotidiana degli uomini.

11

tra-

passo dalla figurazione allegorica all'applicazione


pratica rapidissimo: ha fretta anche Bernardino
d'arrivare al concreto, al reale. E quando v'
e allora 1' umanit de'
arrivato, vi si sofferma
;

suoi svolgimenti e delle

sue

digressioni vivis-

S.

Bernardino da Siena

33

sima. Egli vede subito, e rappresenta col maggior


colore,

figura,

la

il

Dalla maldicenza

secondo

medievale.

l'uomo

subito

sua espressione

la

affatto

carattere,

arriva

Sai

al

in

azione.

maldicente, o,

detrattore ; ci non

come

egli fa

quando

uno detrattore vorr detrarre ?

rara e chinar l'ochio in terra, e dimostrare che

mal volentieri. E quando egli par'1 muova un buon zelo, co


lagrimetta e colui che lo sta a udire e vedere
parr che elli sia tutto buono, et elli tutto
el

elli

lar,

la

prima sospi-

Elli

dica

dimostrarr che
;

li

gattivo dentro .

pittoresco, drammatico. Altri maldicenti


possono adsmilare alla ranocchia. Sai come
fa la ranocchia? La ranocchia fa
qua, qua,
qua, qua.
Io vi so' gi ito quando elleno

dicono

si

pure

qua, qua;
e gionto eh' io so'
dove elle so', e come io so' ine, subito
elleno fugono sotto, e niuna fa pi motto. Cosi
fa lo infamatore
che quando elli vuole infamare,
alla fossa

usa quello dire


sente chiamare, va

elli

Non

pi nulla .

Colui che si
eccomi qua, che
Qualche volta l'imma-

qua, qua.

l oltre:

chiama un paragone. Sai come fatta la


mala lingua? Ella fatta come il cane o la cagna
rabbiosa. E sai come fa il cane rabbioso? Che
fa? Porta la bocca aperta: ha la bocca sangui rwsa, e balla
rabbiosa del mrdare. La bocca
aperta significa che sempre parla
male; e' pi
delle volte parla, dove dovarebbe tacere, e spesso
tace dove s dovarebbe parlare. E questa l'u sanza
del detrattore rabbioso. Porta la bocca

gine

Profili

S.

Bernardino da Siena.

Massimo Bontempelli

34

sanguinosa, che sempre si dilettano di mangiare


sangue e carne. Questi tali si possono assomigliare a' cani che stanno alla becaria, che quando
vegono venirvi un cane forestiero, tutti vanno a
lui, e annasanlo, e al naso cognoscono che non
de' loro. Come 1' hanno conosciuto, subito cominciano a ringhiare e mostrare i denti; e come
cani li corrono adosso
si comincia a baiare, tutti
e chi il morde di qua e chi di l, tanto che tutto
lo stracciano; e cosi il cacciano via dicendo:
Non fanno cos quando
tu non se' de' nostri.
vi va uno dei loro; che come l'annasano, li
fanno carezze, conoscendo che elli de' loro
compagni detrattori, e fra loro pare che dicano,
i

costui de' nostri

E qualche

volta

il

paragone assurge a una

fantasiosit piena di terrore.


Divorano
detrattori, imper che parlando
male d' altrui uno divorarlo. O donne, rompeste mai la quaresima? Mangiaste mai della
i

carne o il venerd o il sabbato o la vigilia del


no,
d comandato dalla Chiesa? Dice colei:
Tu menti
sallo
non mai ne mangiai.
Iddio
per la gola, che tu n' hai mangiata assai volte e
hala mangiata cruda
per la crudelt tua. Hai
Fu un
E chi detraesti?
detratto?
S

O, io deUn uomo hai mangiato.


trassi un prete. Un prete hai mangiato. Io
detrassi uno vescovo. Uno vescovo hai manUn cardinale
giato. Detrassi un cardinale.

hai mangiato.

uomo.

El

El papa hai
papa detrassi.
divorato. Simile, tu monica; la monica hai man-

giata; e tu la tua vicina; la vicina hai divorata

Bernardino da Siena

S.

Spesso

il

quadro pi largo;

il

ne' suoi effetti ultimi e pi generali.

del parteggiare

vizio dipinto

Ecco

gli effetti

Quanti mali sono proceduti da queste

quante donne so' state amazzate nelle

in

35

parti,

citt proprie,

casa loro; quante ne so' state sbudellate! Simile,

quanti fanciulli morti per vendetta de' padri loro!


fanciulli del ventre delle proprie

Simile,

tratti e

ciullini e

messo
dato

lo'

pie' ne' corpi, e presi

lo' del

capo nel muro

madri
i

fan-

venduta

la

carne del nimico suo alla beccarla come l'altra


carne; tratto lo' il cuore di corpo e mangiatolo
crudo crudo. Quanti mortaghiadi, e poi sotterrati

man-

nella feccia! Egli ne so' stati arrostiti e poi

giati; egli

so' stati gettati su de' ponti gi nell'acqua; egli

stata presa la

'1

ne so'

stati gittati

donna

gi dalle torri; ne

e forzata innanzi al

marito, e poi amazzatoli

padre

innanzi: n mai

avuto piet per ninno modo l'uno dell'altro, se


non morti. Che ve ne pare, donne? Pii;: che ho
udito che so' state di tali donne tanto incanite
inverso le parti ch'elleno hanno posta la lancia

mano

al figliuolino

piccolo, perch egli facci

in

omicidio per vendetta di queste parti .


Invece l'esempio della bont gli d colori

tutti

Ecco la massaia provvida:


La donna dove
vede il bisogno, sempre vi
sta attenta. Se ella gravida, ella dura fadiga
nella sua gravidezza; ella ha fadiga in parturire

familiari e soavi.

e' figliuoli: ella s'affadiga

in

governarli, in alle-

anco ha fadiga di governare il marito,


quando egli in nissuno bisogno e infermit:
varli,

Massimo Bontempelli

36

ella

dura fadiga

come

per,

governare tutta

in

tu vedi che in ogni

quando

fadiga, cos tu, marito,

ninno caso,

fa'

che

modo
la

la casa.

dura
tua donna ha

tu l'aiti a portare

ella

fadiga

la

sua. Se ella gravida o in parto, aitala in quello

che

di lei,
al

perocch

puoi,

tu

Ognuno

che ella

quello tuo

figliuolo.

quello che egli pu. Vedi bene

l'aiti in

vi

dura fadiga

fadiga

al partorire,

notricare, fadiga all'allevare, fadiga in lavare

e nettare di d e di notte. Tutta

fadiga

questa

donna, e l'uomo se
ne va cantando.... Ella ha cura al granaio; ella
il
tiene netto, che non vi possa andare niuna

vedi che ella sola

della

bruttura. Ella conserva

questo
serbare. Ella

coppi dell'olio, ponendo

da lograre, e questo da
il
governa, s che non vi possa
cadere nulla su, e che non v'entri n cane, n
altra bestia. Ella pon mente in ogni modo che

mente:

ella sa, o pu,

governa

la

che eglino non

carne insalata,

si

al

si

versino. Ella

salarla, e

poi

spazza e procura: questa


da vendare, questa da serbare. Ella fa
al

conservarla. Ella

filare,

la

e fa poi fare la

tela

del

pannolino. Ella

vende la sembola, e de' denari riscuote


Ella pone niente alle botti del vino; se
trova rotte

le

la tela.

ella vi

cerchia, o se elle versano in ninno

luogo. Ella procura a tutta la casa.

Altra volta il paragone gli diventa piacevolmente


grottesco; cos nella predica ove parla dei doveri
del pubblico ufficiale: se il pubblico ufficiale de-

bole e inetto, fa
gli

vanno

a..,.

la figura

Ma

d'uno spauracchio;

tutti

meglio lasciarlo dire al santo:

Bernardino da Siena

5.

Or

37

esempio: questo pure inipadonne. Avete voi mai veduto quando si


seminano e' poponi; meglio quando si semina il

rano

piglia questo

le

grano; o ora al tempo de' fichi, che vi si pon gono gli sparavicchi? Sai, col in sul campo del
grano,
elli
pigliano uno saco e empienlo di
paglia,
perch non vi vadano le cornacchie. E
su questo saco si pone una zucca,
che paia la
testa d' un uomo, e fasseli le braccia, e pongoli
uno balestro in mano, teso
che par che vogli

balestrare a

le

cornacchie.

le

cornacchie so'

vanno volando in qua e in l; e


vedendo questo uomo, temono di non esser
morte e cos stanno tutto il d senza pizzicare.
Tornanvi poi l'altro d, e veggonlo a quello
medesimo modo
anco stanno cos insino la

maliziose,

e'

sera, senza arrischiarsi a pizicare nel seminato:

e anco pur volendo pizicare, vi tornano

mattina, e trovanlo a quel

gli

altri

1'

altra

medesimo modo che


vedendo che elli non si muove

punto, cominciano a volare in terra pur di longa

poco a poco

cominciano

approssimare a

e a

presso a presso, pur con paura per. Talvolta,

si

quando so' cos appresso, elli trarr un poco di


vento che '1 far rimanere: come il vegono cos
muovare, tutte fugono via per paura. Poi vedendo
che elli non fa altro atto, pure ritornano a man giare,
e vannoli poi anco pi presso che non
avevano fatto prima. Aviene talvolta, come so'
una pi ardita che un'altra, che gli vanno insino
apresso apresso, e vedendo che non si muove, si

rimette a volare e volagli in sul balestro, e ve-

Massimo Bontempclli

38

muove

dendo che non

balestro, non ha paura di nulla e cos assicurata,

va

gli

sito.

si

non scrocca

lui

capo, e pisciali in capo.

in sul

il

propo-

Sai che vo' dire ? Io vo' dire che talvolta

fa cos

nel

uno

quale

rettore,

elli

il

quale va a fare

non

eletto, e lui

l'

atto,

uffizio

che

uno zero. Elli manda il bando, che niuno bia stemmi Iddio, che non si porti arme, che non si
dica villania l'uno a l'altro. E cos mandato il
bando, vanno facendo la cerca di d e di notte

colla sua birraria, e talvolta truovano chi va di

notte, e chi gioca, e chi

menato

Subito giognar uno

vi

alla signoria

prego e

tale,

il

per

biastemmia Iddio; sar


far' lo pagare la pena.

al rettore:

domando una

vi

o missere, io

grazia. Voi avete

quale fu trovato di notte

io

vi

il

prego

che voi gli facciate grazia per mio amore.


Oh!
dice il rettore, gli statuti dicono s, e si: oh!
non ud elli il bando? Non sa egli i costumi?

Dice colui
oh, egli usanza di mandare
il bando, e cos anco usanza di fare di queste
tali grazie.
Ella appena il sa disdire, e cos
il lassa. Cos d'uno che biastemmi
simile, d'uno
che faccia una meschia
e cos a poco a poco
si lassa giudicare a le preghiere di chi vuole le
grazie. Sai che ti dico? Tu se' misero zero, e
non arai mai onore, che eglino faranno tanto
vedendo la tua condizione, che infine si faranno

beffe di te, e

hai

il

zero.

vi sia pisciato in

Parla

capo. Sicut unus;

pisciarannoti in
uffiziali,

capo

chiaro, e non

doh! mirate che non

la

sola volta.

Predi-

cando contro
che ha visto

le parti,

al

talvolta l'ho veduto insino a capo

crocifisso. Allora

detto:

con grande scandalo

dice

insegne, guelfe o ghibelline, per-

le

sino in chiesa:

39

Bernardino da Siena

5.

quando

o signore Dio,

io

odi,

1'

ho veduto,

tu

hai

di te, il quale si pu dire che


capo! E con una punta di verismo

sopra

il

ti

io

ho

diavolo
piscia in

ridanciano

difficile a un frate mescolare cos graziosamente con cosa tanto sacra: Anche ci peggio

ch'era

o dell'incesto]; o colui che usa


monaca?... Or non considerate voi quanto
elli grave questo peccato, e quanta ingiuria si
fa a lesu Cristo? Oime
O non vedi tu che tu gli
poni le corna? Si, un ponergli le corna. E fu
[dell'adulterio

colla

una femmina monaca indiavolata che gi disse questa


parola, essendo uno con

disse:

oltre,

lei

poniamo

per volere peccare. Ella

le

corna a lesu Cristo

E come il frate di santa vita conosce bene la vita


men santa! C' un ritratto di mezzana, eh' dei
si siano mai letti
pessima che hai venduta la tua
carne, e ora t'ingegni di vndare l'altrui, che
ora si truova vechia, non pu pi. Sai come fa
costei? Fa come fa la gallina per carnasciale,
quando tu l'hai tirato il collo, che tu la gitti in
terra, e ella va svolazzando che non si sa tenere

pi magnifici e saporiti che

cristiana

morta. Anco fa come

di volare, et

che ha tagliato

fa l'anguilla

capo, che anco guizza. Cos


fa ella; poi che ella morta, s'ingegna di guizzare nel modo ch'ella pu. Sappiatevi guardare

da queste maledette

il

certi segni di queste

ruffiane.
tali

vvi insegnare

ruffiane; e quello

che

Massimo Bontempelli

40

io

ti

dir,

non

so' miei,

ma

santo Girolamo, e dirotteli

so' segni che insegna


in

quel

modo

ch'io

meglio sapr. Sogliono ssare cotali lamine, le


quali sempre portano cotali canestre per le case

dimostrano sempre d'avere cotali


se di lisci o di simili cose; le
quali sempre s' ingegnano d' ssare nelle case
dove s'usi lisci; e quando vi s' abattono, sogliono volere aitare a lisciare, a strigare e a
pelare. O vedova, doh! imparala a cognsciare.
Anco talvolta suol portare con seco la roca, e
va per le case dove ella vuole far capitare male
altrui; e se ella vi truova altra gente, dimostra
d' avere a fare qualch' altra faccenda. E se ella
si truova sola con chi ella vuol parlare, sai che
ella fa? Prima ella comincia a mirare la giovana
in viso, e quando ella l'ha cosi mirata un poco,
et ella sospirando dice:
o figliuola, come ti
perdi tu il tempo!
La pazarella come ode dire
cos, subito col suo pensiero salta in mille luoghi,
e rispondele:
o che volete ch'io facci?
O
figliuola, elli mi piglia piet di te! Tu se' gio vana, tu se' bella, tu se' savia, tu potresti avere
anco una brigata di figliuoli, tu potresti pigliare
marito: oh, quanto mi piglia piet di te! Anco,
ci un giovano che ti vuole un grandissimo bene;
e per io te ne consigliarci
egli savio e da
bene.
Sai che ti dico, o vedova? Ella ha il
pensiero di volere ingrassare della tua pelle; e
sogliono avere questo mendo, che generalmente
altrui, le quali

facende,

come

tutte sogliono ssare ubriache e ghiotte .

E parlando

dei

rapporti

leciti

illeciti

tra

Bernardino da Siena

S.

41

in quali argomenti e particolari


non entra! Ma vi si mantiene netto; lo
dice con una immagine bellissima: udirai in che

marito e moglie,
scabrosi

peccati noi entreremo, che v' entrare dentro


gallo in feccia. Vedeste mai
in

gallo

il

feccia? Egli v'entra dentro tutto

come

quando entra
colle

pulito,

non imbrattarle, per potere

ale assetate in alto per

volare a sua posta. Cos far io:

come

gallo in

feccia v'entrar dentro.

Cos amante della rappresentazione


dell'esempio

rale,

corra quanto pu dietro l'aneddoto.

mai

l'occasione

tratti dalla

a'

la

suoi

Sono apologhi,

tralascia

per

uditori,

favolette,

esempi

vecchia favoletta della volpe ca-

la

pozzo

e del

lupo, a proposito

ganni dei furbi; o quella delle

ove

che egli

Non

leggenda, dalla storia, dall'aneddotica

popolare. E'

duta nel

offrirne

di

divagarli un poco.

caricatu-

naturale

colorito,

povera pecorella ha

peggio a ogni modo,

la

prepotente di chi ha

per dimostrare

l'ingiustizia

per s

Oppure parler

la forza.

degl' in-

bestie a capitolo,

della elemosina:

tante altre volte ha raccomandato di far l'elemosina

ai

prigionieri,

ma

le

donne non

hanno

gli

badato, ne hanno fatta poca; ciascuna ha ragionato cos


questi prigioni non debbono avere
:

necessit ninna, per che frate Bernardino cre-

duto assai, e egli gli ha raccomandati molto bene


ed creduto: onde debbono avere avuto della
robba pur assai.
Ragionamento sbagliato

come
vano

la storia

in

Ognuno

dell'asino che

comune per portare

tre

citt

a macinare

possedeil

grano.

se se ne serviva e non gli dava da

man-

Massimo BontempelU

42

giare, pensando che il giorno innanzi gli dovevano aver dato da mangiare quelli dell'altra citt.

Il quarto giorno l' asino mor


Abbiamo il vecchio
aneddoto del santo del monachetto e dell'asino e
quello della vedova e del cavallo scorticato, per
mostrare come non si debba far caso dei maldicenti
quello del pazzo che rissa con la propria
ombra per mostrare pazzeschi effetti dell'ira che
acceca. La predica sui mercanti e gli usurai
ricchissima di esempi sotto forma di piacevoli
aneddoti. Qualche volta egli li ricava dalla propria vita. Parla facilmente di s; non per superbia,
tutt' altro: anzi per porsi a paro a paro con
suoi ascoltatori. Comincia una predica dicendo
che la notte stette molto male per lo grande
male ch'io mi sentii, io non credevo predicare;
imper che io ebbi una purgazione tanto grande
che io so' mosso ventiquattro volte a qua . Non
si pu metter meglio a suo agio il proprio inter!

locutore.

Perch

1'

uditore diventa realmente, di fronte

a Bernardino predicante, un interlocutore. Lo scru-

polo

cimatore

del

stenografo

una quantit

traccia di

di

ci

ha conservato

dialoghetti, o di allocu-

zioni particolari a questo o a quell'uditore. S'ac-

corge che una donna alla predica senza

marito.

Donna, va' tosto,

chiamato!
perdessi
E'

e'

Io

il

Va' a chiamarlo,

Io

ti

lato?

ti

dico: va',

dico.

posto).

Oh,

il

marito:

chiama il tuo
Oh, io l'ho

s'io

Noi perderai,

no.

dico: va', chiamalo.

(il

lato assai.

va'

non potrei uscir fuore!


chiamalo... Bene hai fatto.
io

Bernardino da Siena

5.

Non

s' acquetato fin che

Allora riattacca

la

interruzioni perde

molti dico....

non venuto

il

Che ho

filo:

Dico che so'

elli non freddo, elli


oppure: La nebbia

interrompersi
il

molti....

ecc.

tempo:

donne, che

pare d questo tempo da predicare?

verso

marito.

detto? Che ho detto?...

io

fa osservazioni sul

derlo

il

predica. Qualche volta in queste

So' molti che dicono...

43

vi

non piove,
non caldo, non vento
gi ita via... . Par di veelli

guardare verso

colli

cielo.

L'oratore ha piena coscienza

di

questo

suo

argomento pii^i facile un'arte


per potere gradatamente condurre
suoi uditori,
gente semplice, ad argomenti pi elevati che sulle
prime li spaventerebbero: lo il pi delle prechinarsi al tono e

all'

diche ch'io

quanto

io

fo,

le fo

per

le

piazze,

tanto palese

posso, e non m' aguato di nulla

volta invece trova opportuno di cominciare

argomenti maggiori e scendere

Altra
dagli

minimi per accontentare le richieste degli uditori io cominciai a


parlare delle cose altissime, e di l'ordine a tutte;
e cosi a poco a poco sciesi gi a basso alle terai

rene, intanto eh' io insegnai, e di l'ordine a tutte

quelle cose che erano di bisogno a loro, per insino

come

si

die dare becare alle galline,

a ognuno insegnai

il

loro bisogno

che infine

Perch le richieste dei suoi fedeli si facevano


veramente indiscrete. Anche qui bisogna sentir lu
in persona:
Elli talvolta eh' io mi ritrovo solo solo, e
vienm voglia ancora ancora di fare le pi belle

Massimo Boniempelli

44

che se niuno fusse con meco, sarebbe una


ha quistione
niuna, ellino capitano a me, dicendomi:
doh,
frate Bernardino, io vi prego per l'amor di Dio,
che voi mi facciate una grazia: egli quistione

risa,

maraviglia. Io trovo che se niuno

persona e

fra tale

bene, mettendogli

io:

tale, e

che vuoi tu che


mandaste per lui.

non ho

potreste operare molto

concordia.

in
io

facci?

Bene,

dico

Vorrei che voi

Ma io non ho famigli e
da farcelo venire, e forse non vorr
fare altro che a suo modo. Doh,
questa non
cosa da me! Un altro verr che ara quistione
colla moglie, dicendomi:
per l'amor di Dio
fatemi che questo fatto s'acconci
fra me e lei,

Un altro
io ho ad avere denari dal tale
elli mi strazia,
tienmi il
elli si fa beffe di me,
mio in forza, e io stento.
Bene, che vuoi tu
ch'io ne facci? lo non so' n podest n capitano; e non so' de' Signori, n uffiziale di Mer canzia, eh' io te li possa fare rendere, se tu gli
hai
ad avere. Simile, se il figliuolo cacciato
dal
padre, egli viene a me: se '1 padre mal trattato dal figliuolo, elli capita a me. Se la mobirri

glie

stata cacciata

dal

marito,

ella

capita a

donna si fugge dal marito, el marito


viene a me. Se uno ha infirmit, elli ricorre a
me: se uno ha alcuna tribulazione, elli capita a
me, e per
certo io sento di voi le piili nuove

me. Se

cantafole ch'io abbi sentito in niuno luogo.

verranno talvolta a me tali che mi vorno dire


in tutto una frasca, e cominciarannovi di lnga
mille miglia. Che pure uno di questi di venne

la

Bernardino da Siena

S.

me uno

molto,

forestiero,

forse

che

suo

45

non mi pareva per da


parere non era cos
;

missere. Iddio vi
giognendo a me, disse:
Tu sia il bene venuto: che
dia buona vita.
Io vorrei da voi uno consiglio.
Di'
novelle?
e

incomincia e dice:
egli
vero che noi avemo uno prete a la nostra chiesa,
e aviamne
e non ci piaceva. Noi il cacciamo
su, dissi io. Costui

preso un altro, il quale aviamo inteso che egli


stato scomunicato; unde ch'io vorrei che voi

mandaste per
dire che voi

lui,
il

e che

voi lo ammoniste; vo'

correggeste del suo fatto.

Io

rispuosi a costui: oh, io non so' vescovo, ch'io

possa n amonire n corggiare. Eili rispuose


a me mi pare che voi siate vescovo
E credomi che ci che
e papa e imperadore.
elli mei diceva, elli mei diceva con buono animo.
E questo che voi mi fate qui, elli m' fatto cos
in ogni logo dove io capito. Sapete che vi dico?
Voi volete che io sia papa, ch'io sia vescovo,
eh' io sia rettore, eh' io sia uffiziale di Mercanzia,
e che io facci ogni cosa che appartiene a loro.
Oh, io non posso fare ogni cosa, io Ognuno
facci il suo uffizio; se tu hai ad avere da ninno,
va' dove t' abisogna d' andare per racquistare il
tuo. Se la tua donna partita da te, o 'I tuo
marito, fa' coi parenti o con amici o col padrino,
e sic de singulis dico a ognuno. Sai perch? Perch
uno sar atto a fare una cosa, e un altro sar
atto ad un'altra; e quando ti bisogna andare al
vescovo, non venire a me, ch'io non son buono
al fatto tuo. Quando ti bisogna andare a' Signori,
il

e disse:

Massimo Bontempelli

46

non capitare a me, che anco non

nulla, va' a loro tu.

che

vostro

il

tempo; che

posso fare

ti

E questo dico a ognuno; per


venire a me uno perdimento di
studiare e fare una

potrei stare a

predicozza a la magnifica a onore di Dio; e voi


ste cagione ch'io non posso stare a studiare per
istare attndare a udire voi .
Spontaneit, felicissima attitudine a ritrarre

il

maggior immediatezza persuasiva


mezzi pii!i diretti e pi semplici.
ottenuta con
una vena ininterotta e non mai stanca, e'
l'armonia perfetta tra intenzione ed espressione,
con

vero

la

tra

la

cosa e

parola.

la

svelto,

colore e calore, ha unit, ha

tutto

Non ha

della grande arte.

giovine,

tutti

numeri

nulla di strano, per chi

legga queste prediche, 1' enorme influenza che


Bernardino ebbe su tutto il suo tempo. Non so,
qui, ove finisca l'arte e ove cominci l'oratoria
per chi ci tenga a mantenerle accuratamente e
scientificamente distinte. Ma pur non pensando
all'efficacia oratoria, che maravigliosa opera di
arte! Tutto un mondo, tutto il mondo piccolo e
grande del suo tempo, ivi rappresentato nella

maniera pi viva: tutta l'anima umana,


e di tutti

pi

tempi, colta

tipiche,

eterne.

giani, gli usurai,


i

fanciulli;

romiti,

mezzane, papi,

Le donne,

soldati,

sue

nelle

preti,

magistrati,

di quello

espressioni

gli

arti-

mercanti,

massaie, meretrici,
vedove, maldicenti, faziosi,

sodomiti,

balie,

fanciulle, poppanti, stregoni,

capitani di ventura,

principesse, tiranni, pazzi, e perfino bestie d'ogni


sorta

un

mondo

vario e sempre

mosso, sempre

Bernardino da Siena

S.

47

quasi una continua scena drammaD'ogni categoria, ci sono tutte le variet.


Le prediche intorno all'amore coniugale e alle
vanit donnesche ci mettono sott' occhio tutte le

operante

tica.

Abbiamo

femminili, in tutte le caste.

indoli

gi

incontrato la perfetta massaia e la mezzana; ecco


fanciulla costumata, che meritarebbe d'esser
moglie d'uno imperadore . Ecco, contrapposta alla
moglie saggia, la concubina disordinata: ella
sempre chiede, e'I pazzarone le d ci che ella
gli chiede, e cos va male la cosa . Ecco madonna
la

Saragia

golosa

la

saragie maschiane

la

quale era molto ghiotta delle

che quand'era sola


il
marito

le

giava a manciate, e presente


sette morsi per

una

Ecco

caldo, che vuol rimaritarsi


tutte
le

sue pene. Ecco

le

sue

illusioni....

ma

la

vedova

ecco

dal

sangue

rimaritata, e

la

nuova sposa con

la

man-

davavi

tutte

c' la suocera! tu vedi,

quando

donna va a

e questo spesso spesso,

marito, ella va vestita, ornata, pettinata, pelata

e lisciata. Aspetta! Alla suociara t'arraccomando!

Ella piena d'adornezza; ella ha

ha

tutta adornata.

et stata

poco poco,

marito

cos e cos fa

le

la

dindoli; ella

e'

ghirlandarelle in capo, ranella d'oro; ella

vuole essare

dicie, ella

vuol fare a suo

E gigne

modo

alla casa del marito,

e la suociara

la

la

l'

tua donna

madonna

accusa
:

ella

della casa, e

d'ogni cosa, e non a mio per

vero quello proverbio che dice:

certo.

viene asino di montagna, e caccia cavallo

L dove ella si credeva d' essere aitata, riverita


amata, et ella ci comincia a mettare nimicizia

Elli

al

mi

di stalla.

et
.

Massimo BontempelU

48

Tutte
fatte

nuove

civetteria donnesca ci son


cioppe grandissime con forgie
ale a le cioppe, e il guaio da capo

della

le arti

vedere:

le

o gi gi a

le

le

maniche

aperte per mostrare


cio

ins

e voi

le

le

le

maniche immense, e

braccia: vi danno impac-

braccia, che apena le potete portare;

le

gittate

su

in

spalla.... Elle ci

la

so' di

hanno riparato, che non lo' d tanto


affanno, che l' hanno fatte fesse insino da capo, e
mostrano le bracciolina! O perch non starebbono
quelle che

meglio ignude!
Tutto per
ella vi

sia la

gli

belletti,

estranei

va ornata,

lillata,

tacchi altissimi.

quando va

alla chiesa,

inghiandata che pare che

madonna Smiraldina, e in casa sta come una


E come tu vedi le pazie ne' vesti-

zambracca....

pensa che sta dentro nel cuore


Il
senso umoristico
spesso, in questo argomento, gli prende la mano.
eh' il porta a merli,
Le acconciature del capo
menti

di fuore,

tutto pieno

cos

di chicchirich .

chi a casseri, chi a torri trasportate in fuore,

come

(accennava alla torre del Mangia).


Ma non vuole che gli uditori ridano: Non ridete,
che voi avete da piagnere . Non sempre scherza,
qualche volta ricorre al patetico tragico; ricorda
che mentre le donne sprecano tanto nelle loro
vesti, c' tutta una turba di disgraziati che non sa
questa torre

com.e mangiare; ecco l'immagine:

Chi

pigliasse

una di quelle cioppe e premessela e torcessela,


ne vedresti uscire sangue di criature .
Non scherzava mai, quando trattava dell'argomento che pi gli stava a cuore: le fazioni
politiche. Contro queste inflessibile. Dedica alla

5.

propaganda

Bernardino da Siena

per

prediche, e una
il

padre

bonario

sventure. La
gianti, la

pii

la

pace

pubblica

49

quattro

intere

quinta alla pace tra privati. Qui

diventa

comune

un

terribile

profeta di

delle minacce ai parteg-

dannazione eterna

Chi consente di

essere di parte o ghibellino o guelfo,

s'elli

muore

con quella parte, perduto ... Chi confessa colla


bocca d'essere guelfo o ghibellino, e con essa
parte muore, dannato ... La stessa disposizione
insolita e cos tronca delle frasi, in lui abituato a

un fraseggiare semplice e familiare,


golare impressione.

inesorabile

fa

una

sin-

questo, egli

in

morto
indulgente con altri peccati
che
r uomo parziale senza alcun segno di penitenzia,
dico che non die dire messa per tale anima e non
si die pregare per lui
e se fusse stato detto alcun
offizio, non gli pu valere . C' anche qualcosa di

cos

lo voglio che voi


udiate una orazione che io voglio fare stamane per l'anima del

pi terribile:

mio padre

Signore

mia madre, e de' miei parenti:


mio Jesu Cristo, io ti prego che se M
mio padre o la mia madre, o ninno mio parente
so' morti con queste parti delle quali io parlo,
io ti prego che per l' anima loro non vaglia n
messa, n orazione che mai io facesse a utile di
ninno di loro. E anco ti prego, Signor mio, che

se niuno di loro ha tenuto parti insino alla morte,

e della

non se ne so' confessati, che mille diavoli


abbino le anime loro, e che mai per loro non sia
redenzione .
Predic e oper per la pace politica un po'
dappertutto, a Milano e nelle citt vicine, a Pia

Profih

S.

Bernardino da Siena.

Massimo BontempdU

50

Como,

cenza, a

a Bergamo: ha grandi lodi per Ve-

meno che altrove vi si parteggi.


Afferm una volta di essere venuto a predicare a
Siena anzich altrove, soprattutto per cercare di
nezia perch assai

le
pubbliche dissensioni: racconta di
avere a Crema (ove predicava la notte perch era

toglierne

tempo
il

vendemmia

non potevano
campagna) fatto rappanemici da lungo tempo accanitissimi l'uno

di

giorno abbandonare

cificare

contadini

la

contro l'altro: cosi a Perugia, cos a Brescia.


Dei vizi, non particolari al suo tempo,
generali e universali

natura

della

ma

uomini,

degli

muovono a sdegno sono la maldicenza e l'usura; parlando di questi vizi, radici


quelli che piii lo

d'ogni male sociale, egli da rappresentatore si fa


psicologo acuto analizzandone le cause e il pro-

Meno

cesso.

spesso

la

predica d'argomento pi

strettamente religioso: Maria e


le figure piiJ

glorificate.

gli

Angeli ne sono

Allora egli s'abbandona

a vaste fantasie, orge di musica e di pittura paradisiaca; Dante nel Paradiso, frate Angelico.

Come

nel

tempo

data

circondata a tutti

di

della

la terra di fiori e
i

primavera

circon-

d'odorifere cose, e Maria

tempi d'angioli, d'apostoli,

martiri, di confessori: tutti le stanno da torno,

dandole dolcissimi e soavi canti e odori. Io mi


credo che tu l'hai potuta vedere co l'intelletto
salire alla gloria, invitata da tutti li spiriti beati
con tanti giubili, con tanti soavi canti, con tanta

che pure a pensare

festa,

un'allegrezza....

in

queste brevi parole

Tutti gli angioli le stanno d'intorno, tutti gli

S.

Bernardino da Siena

51

dominazioni,

arcangioli,

tutte le virti, tutte le podest, tutti

tutti

troni,

tutte

cherubini, tutti

tutti

patriarchi, profeti,

martiri

vergini,

tutti

stanno da torno giubilando, cantando, dan-

le

principati,

serafini, tutti gli apostoli,

tutti

le

zando, faciendole cerchio, come tu vedi dipinto


col su alla Porta a Camollia, facendo onore a

Maria

Santo
Di queste

infino al Padre, al

Figliuolo e

divaga

visioni

spirito, poi ridiscende sulla


si

ma

trattiene

lo

talvolta

proprio

Qualche volta

terra.

a mezz'altezza,

il

Spirito

un'aria terrena,

in

pi respirabile che non sia quella dei peccati

quotidiani degli uomini

pensosit

nei

campi

generali

delle

infelicit

della psicologia, vi parla accorato

fondamentali dell'uomo:
ziabilit,

prediche

delle ultime

dell'avidit,

caducit

della

tutte le

di

della

una

divaga con

piccoli,

piena di mestizia

della

cose.

raccolta

insa-

una

In

sanese che

abbiamo percorso per

rintracciarvi gli aspetti

giori dell'oratoria di

Bernardino, c' un quadro

delle et

umane: rappresentazione

d'una corsa
stringe

il

trista

cuore

Bernardino
della

portata

alla

dolorosa

di verit

era

perfettamente
novit

come

vecchiezza,

che

amara.

dell'opera sua di

dell'indole e della

della vita

mag-

dei

cosciente

predicatore,

suoi

mezzi.

sia
sia

Essi

rispondevano a un programma studiosamente stabilito ed esattamente attuato.

Massimo Buntempelli

52

Bernardino aveva

un concetto eroico della


sue opere latine un commento all' Apocalisse: ivi egli vede nei sette angeli,
che squillando sette trombe crollano il mondo
predicatori che difendono la Chiesa
dalle radici,
e sommuovono gli animi degli uomini. Come conpredicazione. C' tra

le

tro

giudei

imperatori

si

levarono

cosi ora a vincere

gono

gli

contro

martiri,

gli

apostoli,
gli

contro

eretici

gli

dottori,

scismi e l'incredulit

sor-

predicatori degli
pauperes predicatores,
ordini mendicanti.
Anche predicando al popolo egli discorre spesso
della efficacia di quest'ufficio; due delle prediche
ai

sanesi sono dedicate a ci

segno
sar

il

dice loro

silenzio

per intero.

E non

predicatori.

dei

11

vero

della venuta dell'Anticristo


esita

ad

affermare che se una domenica taluno dovesse la-

messa o

sciare o la

la

predica,

lasci piuttosto la

messa. Sol per curare un malato o per governare


figliuoli lecito, ove non si possa altrimenti, lai

sciare la predica.

Come

la

predica pu riuscire

utile

agli

udi-

tori? Ascoltandola con attenzione, anzitutto. Egli

qualsi dimostra infastidito all'estremo quando


cuno non gli porge attenzione. S' interrompe, e

O dalla fonte,
redarguisce senza complimenti
:

che state a fare

il

mercato,

andatelo a fare

al-

Qualche
volta il rimprovero ai disattenti mescolato comicamente con quel che stava dicendo; sta per defigiustizia ... guardare me,
nire la giustizia:
hai inteso? Guarda me! . Altra volta qualcuno
trove!

Non

odite,

voi

dalla fonte?

Bernardino da Siena

S.

che s'allontana:

53

Non andare, non

partire;

ti

non l'udisti
O fanciulli, che vendete le candele,
mai pi .
Date
a quel cane, mandatelo
a voi dico!
La campana
di qua: dateli con una pianella.
Lassa
del Comune suona le ore; egli aspetta:
A la palla gonfiata
sonare la campana, prima .
aspetta, che tu udirai forse cose che

sento

che

giuoca, e qui

si

eccetarone...

si

predica,

omesse

significare che le cose

spesso

per

molte.

Una

eccetera,

Eccetarone uno scherzo, di cui usa

volta,

uno

per

richiamare

stratagemma:

sono

l'attenzione,
a

sentire

questa lettera che ho ricevuto stamattina...

Tutti

ricorre

stanno attenti

state

ecco, per una lettera non letta,

avete pi interesse che per

le

cose

importanti di

cui vi parlo.

Egli conosce bene

segni della disattenzione:

m' avego bene quando voi non m'udite volentieri, a certi


segni: voi torcete il capo; voi vi
rivoUete in l; voi vi ponete la mano al capo .
Qualche volta qualcuno fa addirittura per andarsene; egli lo richiama: State salde, donne: non
vi partite.... C' anche, qualche volta, chi s'addormenta: A chi dico io? Io vego dormire due
donne allato allato, e 1' una fa capezzale all'altra.
Non posso soffrire che voi facciate cosi; imper
che io so' di schiatta d'avaro, il quale vede versare il vino che corre, dicendo: oh, oim questo
si perde! imper che di questo non ne beccano le
galline. Cos vo' dire io: questa non cosa da

io

dorme , Altra volta:


donna che dormi?
Altra:

dirla a chi

Hami inteso,
O

donna che

Massimo Bontempelli

54

dormi, guarda che tu non caggi in quello pozzo:


stava parlando d' un pozzo biblico, quello ove

cadde Lucifero. Ma delle donne quel che pi gli


d fastidio il cicaleccio
O donne, oh che vergogna egli la vostra,
che la mattina, mentre che io dico la messa, voi
fate un romore tale, che bene mi pare udire un
monte d'ossa, tanto gridate! L'una dice: Giovanna!
L'altra chiama: Caterina! L'altra: Francesca! Oh,
:

la bella

Quanto

divozione che voi avete a udire la messa!


me, mi pare una confusione, senza

eh' a

niuna divozione e riverenzia. Non considerate voi


che quine si celebra il glorioso corpo di Cristo
figlici

per

di Dio,

stare per

la salute

vostra? che dovareste

modo, che niuna non facesse un

zitto.

Viene madonna Pigara, e vuol sedere innanzi a madonna Sollecita. Non fate pi cos. Chi prima gigne,
prima macini. Come voi giognete, ponetevi a sedere
e non ce ne lassate entrare niuna innanzi a voi .
Non gli basta predicar bene ed essere ascoltato: vuole che
suoi uditori ascoltino nel modo
i

migliore e pi utile.

La predica va udita con mansuetudine: allora

come un buon innesto che il predicante fa su


mala pianta, come fa colui che inesta il pero

selvatico,

inestavi

su

il

pero ciampolino; che

non mutando pedone, fa il frutto suo perfetto e


buono solo per la ricisa dello inesto . E va udita
con piacere; dall'allegrezza con cui la si ode si
pu avere segno se si in carit di Do. Ma
soprattutto va

poi

nata in solitudine.

ripensata,

Quando

rugumata, rumi-

tu vai a casa

o a bot-

5.

Bernardino da Siena

55

tega o alla vigna, o dove tu vai,

fa' che tu vada


rugumando... E sai quello che questo? Questo
e un ripetere spirituale... Fa come il bue quando
elli

gli

ha pasciuto:

elli

ruguma, ruguma; e meglio

pare quello rugumare, che non

il

pascere

Vuole ancora che, chi pu, si scriva qualcosa di


ci che ha udito; che ognuno ne parli poi ad
altri, che non fu presente: conferire colla tua
madre vecchierella inferma, che non pu venire a
udire

come dev'essere la predica,


perch possa essere intesa e fruita cos la semplicit e r umanit che abbiamo visto come suoi
Egli sa benissimo

pregi principali, sono l'attuazione d'un programma.


Annunziando la predicazione, egli ha detto scherzosamente: O donne, domani vi voglio fare tutte
predicatrici...

E comincia ad

dotino

piacevole,

verit,

che

il

dal

programma

cazione. C'era un

con un aneduna profonda

allettarle

quale

esce

di tutta la

sua predi-

gran predicatore, sottilissimo,

e aveva un fratello, grossolano quanto mai. Questi


andava alle prediche del primo, e se n'entu-

siasmava, poi

ne parlava con

stamane

fuste voi

alla

predica

gli

altri

del

mio

o,

fratello,

che disse cosi nobile cosa?


Tutti insistono per
sapere che cosa disse. Ed egli ripete: o! elli disse
>>

pi nobili cose che voi udiste mai... Elli dise...


doh, perch non vi veniste voi? che mai non credo
le

che elli dicesse le pi nobili cose?... Alla fine


Elli parl tanto alto, che io non intesi
conclude
nulla Invece Bernardino vuole che il suo dire
sia inteso: dirlo chiarozo, chiarozo, acci che
:

Massimo Bontempelli

56

vada contento

chi ode, ne

imbarbagliato

Dei mezzi

con cui raggingeva questo


un'idea da tutti gli

artistici

scopo, abbiam potuto

esempi che abbiamo

farci

S'aggiungano

riportati.

Qualche volta non disdegna


so'

ingenue freddure. Parla

talvolta di questi

chiamano
tali

tutti

minori.

gli artifici

le pi

none

illuminato, e

tir-anni

di far ridere

dei

uffiziali,

di

tiranni:
quelli

con
Elli

che

si

quelli so' che so' tira-mesi;

di

so' tira-settimana: tali so' tira-giorni: tali so'

anco so' de' tirache sono tira-a-ore. Sai


chi il tira-anno? E' colui che tira una volta
l'anno. El tira-mese peggiore, che tira una volta
il mese.
El tira-settimane anco peggiore, che tira
ogni settimana una volta. El tira-giorno anco

tira-mattina:

tali

so' tira-sera:

merenda: alcuni ne

so',

peggiore

giorno graffia e

che

mane anco
1'

uffizio,

ogni

peggiore,

sempre

tira.

che ogni

Cosi fa

il

tira.

mattina
tira-sera.

El tira-

che fa
che

Ma

diremo del tira-a-ore? Potiamo dire che sempre


viene alle mani .
Qualche volta sono anche pi insipide. La
vedova che si rimarita, la chiama madonna rinnoveila , e aggiunge subito: non dico rinnovella,

tira e fura e sbudella chi gli

no,

ma

ria novella per

li

tuoi figliuoli.

Quando s' accorto d'aver


gravit,

esce in una frase

parlato con qualche

d'estrema

semplicit,

che per contrasto muove il riso, e rinfresca l'ambiente. Per esempio, dopo una dissertazioncella
teologica, conclude: Ecco fatto il becco all'oca
E tutte le volte che s' accorto d'aver deviato
!

Bernardino da Siena

S.

57

si riprende con un
casa!, e qualche volta aggiunge:
per non pagar
cinque soldi, che non li ho ,
alludendo a una multa di questa somma cui era

un po' troppo dall'argomento,


rapido:

soggetto chi in certe pubbliche concioni

parlasse

pi d'un determinato tempo.

Anche pi minuti
ci

fa

indovinare

nedetto:

vocali strascicate,

le

suo porgere

particolari del

scrupolosa

la

esattezza

come

di

di

Be-

voglia

chi

da un sordo: Sii... Non faare...


mercantili che sono un rubare: io
non dico robbare, io dico roobbare . Le onomatopee: ... aveva il suo bariletto vuoto, e uno
moscone v' entr dentro e andava volando per
farsi sentire

Di certe

arti

uscirne fuore: us, us, us,

us...

che voglion

trova

mammella

divezzare, e

come

il

l'

d'un bambino
assenzio

sulla

torcie

viso

sente, subito

il

dalla poccia, e fa tpu, tpu, tpu, e sputa fuore...

Vediamo perfino il suo gesto e


quando dice che se fosse venuto

la

sua mimica:

come

a Siena

vescovo avrebbe dovuti tacer troppe cose elli


mi sarebbe stata serrata la met della bocca.
Vedi, cos cos sarei stato ed evidentemente
accompagnava la parola col gesto. Descrive l'uomo
che invecchia, e a mano a mano perde le sue
Giugne a' settanta e gli ottanta anni, e
facolt
egli comincia a tremare e rimenare el capo e fa
cos... Consiglia un contegno espressivo da tenere
coi maldicenti: subito come l'odi, turatili naso
:

e fa' cos, e di'

o, elli ci

pute!

Massimo Bontempelli

58

Bernardino era cosi invincibilmente predicadopo cinque anni volle lasciare il vicariato dell' ordine, non per riposare o curarsi, che

tore, clie

era affranto,

ma

per riprendere a peregrinare pre-

dicando. Aveva peregrinato cos dal 1417


dal trentasettesimo al cinquantottesimo

Spesso

egli

ebbe a parlare

di

al 1438,

anno

d'et.

questa sua invin-

cibile passione:

Io

ho durata questa fatiga del predicare gi

pi anni e bolla trovata la pi ottima e migliore

fatiga che io durassi

mai; e ho voluto

lassare

stare ogni altra operazione. Io non confesso n

maschio n femmina, e non m' impaccio in altro


che in seminare la parola di Dio, e tengola per
ottima regola; veggo che volendo fare molte
cose, io non ne farei bene niuna .
Ora, sessantaquattrenne, ammalato di podagra,
di renella, di emorroidi, ricomincia; a Milano, per
combattere un' eresia in altre citt di Lombardia,

Padova con sessanta sermoni,

tili
l'

che

le

prediche sanesi, perch

pi studiati e sotla

presenza del-

universit lo invitava a un certo sfoggio.

Quando

onoranze che gli si erano preparate disse che andava a Venezia. Mentre tutti
padovani lo aspettavano alla porta verso Venezia,
egli usc quasi segretamente di citt dalla porta
opposta dirigendosi a Vicenza. E ancora Verona,
part,

per evitare

le

Venezia, Ferrara, Firenze. Stanco, ripos per qual-

che mese

alla Capriola.

S.

La Capriol-i

Una

Bernardino da Siena

59

un colle a un miglio da Siena.


prime predica-

volta, giovanissimo, alle sue

passandovi per rientrare in citt


sal su un albero
voleva parlare: tutti lo presero

zioni, Bernardino,

trov radunata molta gente;

vi

annunzi

che

ma

parl, e tutti rimasero edificati.


C'era l presso un romitorio, appartenente
allo Spedale della Scala. Bernardino ebbe il permesso di fabbricarvi un convento dell'Osservanza:
legnaiuoli.
muratori e
aiutava con le sue mani
Ebbe poi sempre una singolare predilezione per
quel luogo, e spesso, quando si concedeva qualche

per pazzo;

giorno

di

viaggi,

andava a passarli col: luogo

sieme e

riposo

di

ne' suoi

tino

da

anni

sedici

parte delle
e

tutti

di riposo in-

raccoglimento.

Vi fece un soggiorno

dopo

continui e travagliosi

di

pi

lungo, di tre anni,

predicazione,

per scrivere

prediche gi fatte (le pubblic

diventarono subito un modello


i

predicatori) e per raccogliere

in

la-

ricercato
i

materiali

C', e fu pubblicato, un inventario


dei libri e degli oggetti trovati nella cella del santo
nulla di pi commovente di
dopo la sua morte
quel catalogo; esso ci fa entrare nella sua vita di
delle

nuove.

raccoglimento e

di

pensiero meglio

di

qualunque

biografia.

Anche questa volta ripos dunque per qualche


mese alla Capriola, e riposando termin di stendere e rivedere altri sermoni, sempre scrvendoli
in latino.

Questo era l'uso tradizionale:

lava in volgare,

s'intende;

voleva essere fatta

in latino,

ma

la

egli par-

pubblicazione

per ottenere maggior

Massimo Bontempelli

60

in quel tempo uno de' suoi


Vincenzo; questo era stato
uno de' pi grandi dolori della sua vita. Scrivendo
una dissertazione teologica, l'interrompe con un
pietoso lamento su quella morte: Colui in grazia
del quale il mio zelo per la gloria di Dio soleva
essere libero in ogni luogo, mi stato rapito, e
insieme con esso mi stato rapito anche il mio
cuore . E' un lungo pianto di disperazione, che
pensando alla letizia con cui il santo
ci strazia,
aveva fino allora sopportata ogni vicenda. Era
vecchio, malato e stanco. Volle predicare a Massa,

diffusione. Era

amici

piij

morto

diletti, fra

dov'era nato: forse cap ch'era l'ultimo quaresiAnd a Siena, si accomiat dai sanesi con
un sermone in piazza del Duomo, trattando del
buon governo della repubblica; s' accomiat anche
dai religiosi della Capriola. Si sentiva morire, ed
quello di non avere
aveva un solo rimpianto

male.

predicato se non nelle

regioni

centrali e

setten-

andare nel regno di Napoli.


Io non ignoro
rispondeva agli amici che
lo scongiuravano di non esporsi a quel pericolo
d'essere vecchio e poco atto a sopportare la
fatica, ma l' amore che mi sprona m' obbliga a

trionali d'Italia. Volle

non cessare

di

dere per questo

predicare

ai

fine viaggi

popoli e a intrapren-

anche

finch potr articolare la lingua

in paesi lontani,

Parti da Siena occultamente, su di un asino


(aveva sempre viaggiato a piedi, solo da qualche
anno acconsentiva di viaggiare ad asino) con quattro
compagni. Predic via via per tutte le terre che
attraversava. A Perugia lo aspettavano da tempo,

S.

avevano

fatto

Bernardino da Siena

61

costruire per lui dinanzi al

duomo

marmo, che ancora ha nome da lui.


Ma da quel pulpito non si sent di fare che un saluto
e un sorriso. Si trattenne ad Assisi e a Foligno, ove
il

pulpito di

dimentic, dice la leggenda, il cordone, che vi si


conserva ancora per reliquia; predic a Spoleto,
parl brevemente e affettuosamente a Rieti Diciotto anni or sono, separandomi da voi, vi chiamai mici figli. Dopo tanto tempo ritrovo non solo
:

d' allora,

figli

adotto

vi

ma anche

Orbene, non

figli.

nome,

tutti

figli

vi sia oggi

per miei

sempre

figli, tutti

amer

dei

miei

vecchi

nessuna distinzione;
porterete questo

Predic ancora a
Cittaducale: era allo stremo, crescevano le febbri
e

e io

vi

deliqui. Negli intervalli

delle

cedeva, e scherzava co' suoi

sofferenze pro-

compagni a propo-

sua cavalcatura asinina: poi

sito della

la

violenza

del male lo costringeva a scendere e gettarsi sulla

Le popolazioni accorrevano al suo passaggio


e piangevano vedendolo in quello
stato. Sette miglia lo separavano ancora dal regno
di Napoli
acconsent a stento farle in lettiga. La
prima citt del regno era l' Aquila. Ivi mori, il 20

terra.

per onorarlo,

maggio del 1444, all'ora dei vespri: fu gran turbamento per tutta l'Italia cristiana. Dopo sei anni
di

fu canonizzato.

Da

ventisette anni

s'

era dato tutto alla predi-

quarantadue aveva vestito l' abito


francescano. A tre anni aveva perduto la madre,
a sei il padre. La sua educazione era rimasta in
mano di tre zie e d'una cugina: Diana, Pia, Bartolomea, Tobia. E e' in tutta la sua anima qualcazione,

da

Massimo Bontempelli

62

cosa di candido, che rimase candido e quasi


ingenuo sempre, e che attesta queir educazione
femminile: ma fanciullo sapeva gi all'occorrenza
essere energico, anche di mano. Un suo antichissimo biografo ci lascia memoria d'un suo solenne
pugno lasciato andare ad un signore che nella
piazza del Campo gli s'era avvicinato con proposte
poco oneste egli non doveva essere ancora molto
alto, perch il pugno, per quanto egli s'alzasse,
dov accontentarsi di darlo sul mento. Un'altra
:

volta in occasione simile aggiunse

alla

forza gli

accorgimenti guerreschi: s'accord con


compagni, condusse lusinghevolmente il provocatore
i

fuori

della

fanciulli

citt,

improvvisamente

ivi

accerchiarono

il

tutti

malcapitato scagliandogli

addosso nuvoli di pietre. C' tutta una predica sua


contro r abominevole peccato della maledetta
sodomia
par che il ricordo del pericolo corso
imda fanciullino risorga a ingigantire e colori.
provvisamente la sua eloquenza:
lo non so se ci niuno o ninna che abbi
>>

;i

<t

grida che a queste notti so' state


Le grida so' state grandissime, ma talvolta altri non ode per cotali faccende che altri
ha. Elli intervenuto a me quello che io vi dico.
Una di queste
notti io mi levai a mattino
udite quelle

udite.

Al fuoco, al
mi parve d'udire gridare:
qualche
fuoco!
Io dissi in me medesimo:
e cos standomi attento
cosa debba ardere:
elli

s' io

sentisse altro ficando cosi

odo

gridare in un'altra

al

fuoco,

al

fuoco

1'

contrada:

E stando

orecchie, e io

cosi

Al fuoco,

da

me me-

5.

Bernardino da Siena

63

io pensavo e non vedevo nulla, e io sento


come se
Adentro, adentro!
un altro grido:
una voce uscisse d' una caverna, una voce

desimo,

oscura:

Al

fuoco,

fuoco, al fuoco!

al

E stando
Signore Idio, che vorr dire questo
in questo pensiero, e io sento poi 1' altro grido
!

parmi che

Al fuoco, al

sia

come dentro

fuoco,

al

fuoco

temenzia mi cresce forte

fuoco, al fuoco
Al fuoco,

al

la

piena di

pure a udire,

fuoco!

le stalle

fuoco

fuoco, al

voci,

fuoco, al fuoco, al fuoco!

e la

grida insino ne

le

Cos mi
Al fuoco,
il

grido:

Cos

sento

v'

Al fuoco, al fuoco,

fuoco! Cos, stato poco poco,


citt

La paura

Ogni cantone

ne' le torri, ne' capanili


al

le

fuoco, al

pare sentire di dentro da


al

io sto

e io odo per tutta la citt


letta: Al fuoco, al

nelle buttighe:
!

io

sento

gridano tutte:

Oimm,

tutta

Al

ch'io non so

m'avete inteso! Credo di s: ma se voi non


io vi prometto che voi m' atenderete; se voi non v' amenderete, io v'annunzio
che Idio non vi punir e castigher con altro,
che con quello che si debbi punire tal peccato.
E temo che il mio dire non vi sia anco come
r acqua del fabro, che fa pii ardere e con pii
se voi

m' avete inteso,

forza

Con

lo stesso ardore con cui lapid 1' uomo,


dicono che pi tardi, gi novizio nell' ordine dei

francescani, strigliasse con la disciplina una signora


eh' era

amica dei

frati

minori, e che un giorno col

pretesto di fargli carit lo trasse su in casa e gli


fece proposte audaci.

Il

giovine finse

d' accettare.

Massimo Bontempelli

64

ma

una

pose

e gi

che

condizione:

Quando

gliasse.

fu al punto,

la

donna

afferr la

si

spo-

disciplina

che la donna in qualche modo


Bernardino sapeva essere umorista anche

colpi, fin

fu sazia.

nella difesa della propria castit.

passione

Studiava con
il

le lettere,

diritto canonico, la teologia, la

era un ragazzo sano e allegro.


non pu star di casa la noia
sanit e letizia spirituale lo

la

filosofia,

Bibbia: tuttavia

Dov' Bernardino,

dicevano. Questa
accompagnarono sem,

pre, impedirono alla sua santit di diventare asce-

come in altri. Amava il motteggio


anche nelle cose pi serie: e questo il certo segno
de' genii equilibrati, che la cosa pi rara che sia
nel mondo degli uomini. La cugina Tobia io metteva in guardia contro le donne. Egli voleva molto
bene a Tobia pi tardi, essendo a predicare in
una chiesa di Milano, dicono che ebbe una visione

tica o biliosa

o annunzio telepatico della sua morte.

Le rispose dunque:
Devi sapere che sono

nobilissima signora;

per

lei;

darei

innamorato d' una


mia vita

volentieri la

un giorno senza vederla, non

se stessi

potrei poi la notte chiuder occhio.

E uscendo

di

casa

si

divertiva a stuzzicare la

curiosit affettuosa di Tobia:

Un

Vado a trovare
giorno

la

la

mia bella amica?

cugina non

resse pi, e

gli

do-

mand:

Ma

dove

sta di casa codesta tua

amica?

Fuori porta Camollia.

Tobia

lo segu

segretamente, e

lo

vide ingi-

Bernardino da Siena

S.

65

Simone

nocchiarsi estatico davanti alla Vergine di

Martino, ch'era dipinta sulla porta. E'

di

il

tesco sponsale di Francesco e Povert, con

dan-

meno

Per tutta la vita


Bernardino ricord con venerazione singolare quelr immagine: la Vergine vi rappresentata in atto
d'ascendere al cielo tra una festa d'angioli giu-

affettazione e pi canzonatura.

Abbiamo

bilanti.

letto la descrizione

che ne fece

pi tardi in una predica.


Il

suo primo passo

ufficiale nella vita religiosa

fu a diciassette anni, col

suo ingresso

nella con-

fraternita dei disciplinati della Beata Vergine

che aveva sede


cui

nome

era

in quello

legato a quello

gi

era morto

spedale

della

Maria

Scala,

il

santi;

d'altri

beato Tolomei curando

gli appeColombini e il beato Petroni e


Santa Caterina erano andati spesso a curare gli
ammalati
quattro santi sanesi predecessori di
Bernardino nel secolo decimoquarto.
ivi

stati,

ivi

il

beato

il

quando

vent'anni,

volta in

meno

di

Bernardino

Siena,

tutto lo spedale,

la peste,

per

direzione

prese sopra di s

dell'ospedale.

tava negli ultimi momenti,


I

cura di

la

Dirigeva,

si

ma

tutto: curava gli appestati pi repugnanti,

mani.

terza

form una compagnia scelta

dieci giovani disposti a ogni sacrifizio, e


la

la

cinquant'anni, venne a spopolar

li

li

di

assunse
faceva
confor-

seppelliva con le sue

giovani compagni di Bernardino morivano

intorno a

lui:

se ne trovavano

ardenti a sostituire

gli

sempre di pronti e
Dur quattro

scomparsi.

mesi la pestilenza, e quattro mesi dur il giovine


al suo posto. Solo quand' essa fu passata egli si
PROFILI

S.

Bernardino da Siena.

Massimo Bontempelli

66

permise d'ammalarsi, e fu malattia grave. Durante


la quale matur la risoluzione di farsi frate. Aspett
un anno ancora, per non abbandonare la vecchia
zia paterna Bartolomea, rimasta vedova cieca e
sola. Morta questa, si ritir in un luogo solitario
fuori porta Tufi, a compire la sua preparazione
spirituale allo stato religioso.

Qui fece
forte

il

suo primo miracolo, vincendo una

tentazione,

cio

quella

di

religioso

farsi

troppo sul serio... Non scherzo io, scherza lu: ho


gi detto che Bernardino scherza su tutto. Ecco
come, in una pubblica predica, ebbe a farsi delizio-

samente gioco di s stesso e dei fervori giovanilmente esagerati della sua prima vocazione religiosa:
Vvi dire il primo
miracolo eh' io facesse

mai, e fu innanzi ch'io fussi


Elli

me venne una

frate...

volont di vivare come

uno angelo, non dico come uno uomo.

state a udire, che Iddio vi benedica!

Deh,
mi
venne uno pensiero di volere vivare d'acqua e
d'erbe, e pensai di andarmi a stare in uno boscho
che
e cominciai a dire da me medesimo:
farai tu in uno bosco? Che mangiarai tu?
Respondevo cos da me a me, e dicevo:
bene
sta, come facevano e' santi padri: io mangiar
dell'erba quando io ar fame; e quando io ar
sete, ber dell'acqua.
E cos deliberai di fare; e per vivare sicondo
Iddio, deliberai anco di
comparare una Bibbia
per lgiare e una schiavina per tenere indosso.
E comparai la Bibbia,
e andai per comparare
un quoio di camoza, perch non passasse l'acqua

Elli

S.

Bernardino da Siena

non si mollasse la Bibia.


mio pensiero andava cercando dove io mi

dallato dentro, perch

col

67

potessi

appollaiare, e deliberami

d'andare ve-

Massa; e quando io era per la


valle di Boccheggiano, io andavo mirando quando
su questo poggio quando su queir altro; quando
in questa selva quando in quell'altra; e andavo
dicendo da
me a me oh, qui sar il buono
In conessere! Oh, qua sar anco migliore!
clusione,
non andando dietro a ogni cosa, io

dendo

in sino a

tornai a Siena e deliberai di cominciare a provare

la

vita che volevo tenere.

E andmi

cost fuore

dalla Porta a Follonica, e incominciai a cogliere

una insalata di cicerbite e altre erbuccie, e non


avevo n pane n sale n olio; e dissi: comin clamo per questa prima
volta a lavarla e a ra schiarla, e poi l' altra volta e noi faremo sola mente a raschiarla senza lavarla altromenti
e
quando ne saremo pi usi, e noi faremo senza
nettarla, e dipoi poi e noi faremo senza cgliarla.
E col nome di lesu benedetto cominciai
con un
bocone di cicerbita, e messamela in boca coniin ciai a masticarla.
Mastica, mastica, ella non
poteva andare gi.
Non potendola gollare, io
dissi: oltre, cominciamo a bere uno sorso d'aqua.
Mieffe! l'acqua se n'andava gi; e la cicerbita
rimaneva
in
boca. In tutto, io bebbi parechi
sorsi d'aqua con un bocone di cicerbita, e non
la potei gollare. Sai che ti voglio dire? Con un
bocone di cicerbita io levai via ogni tentazione;
che certamente io cognosco che quella era tenta zione. Questa che seguitata poi, stata elezione,

Massimo Bontempclli

68

non tentazione. Oh, quanto si vuole bilanciare,


prima che altri seguiti quelle volont che talvolta
riescono molto gattive, e paiono soltanto buone!
B//ancmre: quest'espressione

indica

la

coscienza

equilibrio. Pi tardi

bilancer

a chi ha bilanciato

mondo

ginosamente:
bilanciando

Io

il

so'

l'Italia...

>

il

del

proprio

mondo: Credi
anche pii!i imma-

andato colla mia bilancia


Quella volta dunque bilan-

ci molto l'ordine in cui entrare:

Francescano? E'

piacque; a noi

gli

aveva

eh' egli

che

Domenicano o

sua natura lo
abbastanza preparato in
dottrina per potere diventare un eccellente domenicano, ma la dottrina non gli pareva nulla per se
stessa, se non dovesse portare buoni effetti pratici
immediati. La sua praticit lo condusse diritto
a San Francesco: anche senza la visione ch'ebbe,
se pure non aggiunta leggendaria. La raccoglie
a ogni modo un suo antico biografo, raccontando
il sogno
gli pareva d'essere vicino ad una fonte
fuor di citt, non lontana dal convento dei francescani; vedere un palazzo molto bello e grande,
con molte finestre, e dentro a questo un fuoco
portava

facile capire

a questo;

la

era

acceso che accendeva internamente tutto

il

palazzo,

fiamma usciva per tutte le finestre, tranne


che per una: se ne vedeva l' interno della camera,
questa camera e questa finestra erano le sole di
tutto l'edificio che rimanessero immuni. Ed ecco
per questa finestra vede un uomo: quest'uomo ha
l'abito di San Francesco; e s'era slanciato con
molto spavento a quella finestra per gettarsi fuori
e la

e fuggire le

fiamme,

ma

l'altezza lo spaventava;

Bernardino da Siena

5.

69

non si gittava, ma gridava solamente, a voce


chiamando il suo protettore: Francesco!...
per tre volte, e non ardiva di precipitarsi. Da
ultimo si vedeva tutto il palazzo consumato dal
allora

altissima,

fuoco,

tranne quella finestra e quella camera, e

chiamava Francesco era salvo.

colui che

Chiamando Francesco, Bernardino pens di


scampare le fiamme del mondo. And al convento,
esaminare da frate

eh' era fuori della citt, si fece

Giovanni Ristori, eh' era uno


volle ascoltare

van sognato per


zione di

tutti

non

consigli di certi parenti che ave-

glorie

lui

beni

suoi

superiori,

de'

mondane, fece donaai

poveri, e l'otto di

settembre del 1402 vest l'abito


ziato al convento del

Colombaio

poi fece

sul

il

novi-

monte Amiata,

anno dopo pronunzi la pubblica professione


Era il giorno della Nativit della
Vergine. Lo ricorder ventidue anni dopo ai sanesi:

e un

di vita religiosa.

nella
la

predica

celebrando
con ingenua
Voglio che voi sappiate che io
d quale oggi, e anco in tal d

dell'otto di settembre,

solennit di quel giorno, ricorda

compiacenza:
nacqui

in

tal

qual oggi io rinacqui;

che' oggi fa venticinque

anni eh' io mi vestii frate, e oggi fa ventiquattro


anni eh' io promisi povert, castit e obedienzia.

Cos prego Idio che

muoia, o vero nel


Era nato l'otto di settembre
del 1380 (l'anno in cui era morta Santa Caterina);
non a Siena propriamente, ma a Massa, che apparteneva al territorio sanese; suo padre era Tollo
Albizzeschi, che n'era governatore per la repubd della

assunzione

blica di Siena.

in tal d io

BIBLIOGRAFIA

Tutte

le

sue opere latine furono pubblicate a Venezia, nel

1591, col titolo

dal

Opera om/iiQ, precedute d'una

vita di lui scritta

BEATO Giovanni da Capistrano.


Le prediche volgari, dette nella piazza del

Campo

l'

anno

1427 (a cura di L. BANCHI, tre volumi) Siena, tip. ed. di S, Ber-

nardino 1880-1888.

Prima

di

questa edizione erano

state

pubblicate

alcune

scelte, tra le quali:

Prediche volgari

di S.

B. (sono dieci, a cura di

G. Mila-

nesi), Siena 1863 (v' un saggio di Vocabolario bernardiniano).


Novellette, esempi

morali

apologhi (a cura

BRINI) Bologna, Romagnoli 1808 (

Del torre moglie, massime

il

di

F.

ZAM-

voi. 97. delle Curiosit).

di S. B., edite

da L. Banchi.
in Firenze

Siena 1871. (Sono tratte da un quaresimale tenuto


nel 1424).

Tutte queste edizioni difficilmente si trovano; una larga


quarantacinque prediche del 1427 fu pubblicata di
recente; la prima parte del volume:

scelta dalle

Prose di fede
(scelta

e di

commento

di

nel primo tempo dell' umanesimo


MASSIMO BONTEMPELLI) Firenze, San-

vita

soni, 1913.

Intorno a S. Bernardino, oltre

la

citata

vita

del

da Capi-

strano, e quella di Vespasiano da Bisticci (che riportata nella

edizione del Banchi), vedi soprattutto:

Massimo Bontempelli

72

Thureau-Dangin, Un predicatore popolare

P.

tempi del rinascimento. Siena,

tip.

ed. di S.

italiano dei

Bernardino

1897.

(L'ediz. francese del Plon, 1896).

S.

D. Ronzoni, L'eloquenza di S. B. da S. Siena, tip. ed.


Bernardino 1889.
O. Bacci, Le prediche volgari di S. B. da S. nel 1427.

Siena, Lazzeri, 1895.

inoltre ci che ne detto nelle opere pi generali

F.

Hai.

Zanotto,

Modena,
L.

Storia della predicazione nei secoli della

tip.

leti.

arcivescovile 1889.

Marengo, L'oratoria sacra

ital.

nel M. Evo.

Savona,

Ricci 1900.

Ph. Monnier, Le quattrocento. Paris, Perrin, 1901


p.

(voi.

11,

192).

0. Bacci, Della prosa volgare nel quattrocento. Prelezione.


Firenze, 1897.
Oltre

il

Rossi,

solito:
//

Quattrocento.

Milano, Vallardi (che ha capito

assai poco l'importanza e l'arte di S. Bernardino).


Infine,

importante e accuratissimo:

A. Galletti, L' eloquenza (nella Storia dei generi letterari,


in

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cortesi

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Fin da quando iniziai questa mia fortunata collezioncina molti di voi mi incitarono ad accelerarne il ritmo.
Un volume ogni due mesi, mi si diceva, troppo poco,

dall'uno all'altro passa troppo tempo, bisognerebbe che


ne uscisse uno al mese. Ma per sei anni tondi io non ho
creduto di cedere a questi incitamenti lusinghieri e cortesi.
Quantunque io abbia un migliaio di profili prenotati, s
che mi occorreranno altri 166 anni a pubblicarli tutti (ne
passa giorno che a qualcuno non venga voglia di propormene di nuovi minacciando cosi di farmi giungere ad una
et tanto veneranda da fare invidia ai Patriarchi della
Bibbia ) pure confesso che non mi sentivo sicuro di aver
pronti sei volumi ogni anno.
L'abbonato cortese il quale si vede arrivare a casa
i
miei libretti e se li legge e critica tranquillo nella sua
placida poltrona, non sa quale lavoro di selezione laboriosa importi questa raccolta perch essa si conservi alla
sua altezza tradizionale, con soddisfazione degli studiosi
e con mio decoro.
Ma poich oggi mi trovo ad avere pronti parecchi
profili importantissimi e sotto ogni riguardo eccellenti,
non so resistere alla tentazione di metterli fuori, ed ho
deciso di pubblicare un numero ogni mese (anzi che ogni
bimestre) come esperimento per l'anno 1914.
Le condizioni di abbonamento resteranno sempre le
stesse: soltanto quella quota che fin qui corrispondeva
ad un anno, corrisponder ad un semestre e coloro che
avranno la buona idea di anticipare l'abbonamento per
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ammessa la libera scelta.


Mi compiaccio che questo mio proposito

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sia stato accolto con letizia dagli amici di questa mia felice impresa
e confido che molti che non sono ancora abbonati deci-

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pubblica italiana dal '48 in poi sono

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parlano in pubblico,

perch un'antologia dei discorsi parlamentari non


solo pi significativi dal punto di vista storico, ma

anche pi interessanti come esempi


Agli uomini

politici, ai pubblici

di bella eloquenza.

amministratori, ai gior-

nalisti,

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trovano indici

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matici e cronologici altrettanto pratici ed esatti che

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Decamerone (Giornata

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G. Boccacci,

2.

Petronio Arbitro,

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zani. Xilografie di

3.
4.

5.

Mantelli, L.

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a cura di E. Coz-

2.

Satyricon, Versione di U. Limentani.


Seconda edizione. Xilografie di G. Barbieri, L. 3.50.
S. De Maistre, / viaggi in casa. Versione di S. Spaventa
Filippi. Disegni di A. Mussino, L. 2.
A. Firenzuola, Novelle, a cura di G. Lipparini. Disegni di
Giustin da Budiara, L. 2.
A. F. Doni, Scritti varii, a cura di F. Palazzi. Xilografie di
//

E. Mantelli, L. 3.

/ mimi. Versione di G. Setti. Xilografie di A. Moroni, L. 2.


C. Porta, Antologia, a cura di A. Momigliano. Disegni di
R. Salvador!, L. 2.
8. G. SwiFT, / viaggi di Gulliver. Prima versione integrale ital.
di Aldo Valori con ornamenti di E. Sacchetti, L. 3,50.
9. G. Rajberti, L' Arte di convitare, a cura di G. Natali. Di6.

Eroda,

7.

10.

segni di G. Mazzoni, L. 2,50.


G. BOCCACCI, // Decamerone (Giornata
zani. Xilografie di G. Governato, L. 2.

11),

a cura di E. Coz-

DI Samosata, Timone; Icaromenippo ; Dialoghi


delle cortigiane. Versione di E. Bodrero. Xilog. di E. Mantelli, L. 2.
12. Cyrano di Bergerac, // pedante gabbato ed altri scritti
comici. Versione di U. Fracchia. Disegni di C. E. Oppo, L. 2.
13. Q. BOCCACCI, // Decamerone (Giornata III), a cura di E.
Cozzani. Xilografie di C. G. Sansani, L. 2.
11.

LUCIANO

14.

Claudio Tillier, Mio zio Beniamino. Prima versione integrale ital. di M. Bontempelli. Xilogr. di G. C. Sensani, L. 2,50.
Margherita di Navarra, L' Heptamron. Prima versione

15.

italiana di F. Picco colle incisioni del


L. 3,50.

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N. Machiavelli, La Mandragola, La Clizia, Belfagor, a cura


di V. Osinio.
Claudio Tillier, Cornelio Bellapianta. Prima versione integrale
italiana di D. Provenzal.
M. V. Marziale, Epigrammi. Versione di C. Marchesi.
A. Tassoni, La Secchia rapita, a cura di G. Rossi. Disegni di
A. Majani.
V. Monti, La Pukella d'Orleans del Sig. Di Voltaire, a cura
di Q. Natali, disegni di G. Mazzoni.

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Esce

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CLAUDIO TILLIER

MIO ZIO BENIAMINO


prima versione integrale italiana

di

Massimo Bontempelli
Xilografie di G. C. Sensani
Classici del ridere n. 14, L. 2,50

Un volume

Ediz. rara L. 5,50

dovrebbero leggere, sicuri di trarne un


buon sangue, questo Mio Zio
Beniamino di Claudio Tillier, il finissimo umorista francese
che Massimo Bontempelli per il primo present agli italiani pubblicando or son pochi anni una riduzione per fanciulli del capoineffabile

lavoro

che

tutti

godimento e

di fare

di lui.

Ora questa opera deliziosa stata tradotta di nuovo con


grande amore dallo stesso Massimo Bontempelli, che ha fatto
cosa in tutto degna del suo valore e che ha dato alla letteratura
italiana un bel libro di pi.
Questa edizione integrale, ma ci non significa che il contenuto sia scabroso: l'umorismo del Tillier di natura assolutamente pudica;

egli si

sbizzarrisce a far macchiette di medici

beoni dai ventri pantagruelici,


dei nobili,
tici

in

dei

re,

delle

si

guerre;

sfoga a fare una satira feroce

ma

personaggi sono simpa-

fondo morali, specie Beniamino

come deus ex machina

in

il

quale riapparir

un'altra opera dello

stesso Tillier

Bellapianta e Cornelio che, tradotta da Dino Provenzal, apparir fra breve anch'essa fra
Classici del Ridere.
i

Beniamino precede un acuto studio sul Tillier di


Fernando Palazzi, ed il volume stampato con caratteri nitidisAllo Zio

simi (L. 2,50. Edizione rara L. 5,50), adorno di fresche e nu-

merose xilografie di Q. C. Sensani, uno dei pochi xilografi contemporanei che abbia il bulino pervaso da uno spirito giocondo.

A. F. Fonnii'gini Editore

in

Genova

A questo volume tradotto dal Bontempelli far seguito un'altra


opera importantissima, L' Heptamron della gioconda e non
troppo castigata Regina di Navarra , tradotto per la prima
volta in italiano magistralmente e piacevolmente da FRANCESCO
Picco, uno dei non molti eruditi italiani, cui la vastit e la
profondit della dottrina e

abbiano

insterilite

la

la

scrupolosit dello studioso non

giocondit dello spirito e

la

spigliatezza

dello stile.
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