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Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 Milano, 27 gennaio 1901)

stato un compositore italiano, considerato uno dei massimi operisti della storia, autore di
melodrammi che fanno parte del repertorio dei teatri di tutto il mondo.
Firma di Verdi
Verdi domin la scena lirica dopo i grandi protagonisti del primo Ottocento, Gioachino Rossini,
Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini, proseguendo la tradizione del teatro musicale italiano
ed elaborando un linguaggio compositivo caratteristico e personale. Svilupp l'opera
romantica in forme molto differenti da quelle del suo contemporaneo Richard Wagner.
Verdi simpatizz con il movimento risorgimentale che perseguiva l'Unit d'Italia; per un breve
periodo partecip anche alla vita politica, assumendo una carica elettiva presso il proprio
comune di residenza. Questi ideali si riflessero in parte nelle sue opere, come il Nabucco
(1842), che contiene il celebre coro Va, pensiero, e altri cori simili delle opere successive,
che manifestavano molti caratteri propri dello spirito del movimento di unificazione.
Da persona molto riservata com'era, Verdi tuttavia non cerc di ingraziarsi i movimenti popolari
e, una volta raggiunto il successo, ridusse notevolmente il suo lavoro dedicandosi per un
certo periodo all'attivit di proprietario terriero nella sua regione natale. Sorprese il mondo
musicale con il suo ritorno sulle scene grazie al successo dell'opera Aida (1871) e ai suoi tre
capolavori finali: la Messa da Requiem (1874), l'Otello (1887) e Falstaff (1893).
L'influenza musicale di Verdi nei suoi successori stata limitata. Le sue opere rimangono
ancora oggi tra le pi popolari, in particolare le tre famose del suo "periodo di mezzo":
Rigoletto, Il trovatore e La traviata. Il bicentenario della sua nascita, nel 2013, stato
celebrato con numerosi eventi in molte parti del mondo.[1]
Indice
1 Biografia
1.1 Adolescenza e formazione
1.2 1834-1842: le prime opere
1.3 1842-1849: gli "anni di galera"
1.4 La "trilogia popolare"
1.5 1853-1860: Sant'Agata
1.6 1860-1887: da La forza del destino a Otello
1.7 1887-1901: Falstaff e gli ultimi anni
2 Il Verdi non operistico
3 Verdi e la politica
4 Personalit
5 Stile e critica
5.1 Primo periodo
5.2 Periodo di mezzo
5.3 Periodo tardo
5.4 Ultimi lavori
6 Eredit
6.1 Monumenti e rappresentazioni cinematografiche e teatrali
6.2 Verdi oggi
7 Opere liriche
8 Epistolari
9 Verdi e il cinema
10 Ascendenza
11 Onorificenze
11.1 Onorificenze italiane
11.2 Onorificenze straniere
11.3 Altro
12 Note
13 Bibliografia
13.1 Approfondimenti
14 Voci correlate
15 Altri progetti

16 Collegamenti esterni
Biografia
Adolescenza e formazione
La casa natale a Roncole Verdi
Giuseppe Verdi nacque a Le Roncole (divenuta in seguito Roncole Verdi), frazione di Busseto, il
9 o 10 ottobre 1813 da Carlo Verdi (1784-1867), oste e rivenditore di generi alimentari, e
Luigia Uttini, filatrice. Carlo proveniva da una famiglia di piccoli possidenti e commercianti
piacentini (come la moglie) trasferitisi in localit Roncole di Busseto. Dopo aver messo da
parte un po' di denaro, Carlo aveva ereditato dai genitori, in particolare dal padre Giuseppe
Antonio (1744-1798), la gestione di una modesta ma ben avviata osteria a Roncole; a
questa attivit alternava il lavoro nei campi. L'11 ottobre del 1813 nel registro dei battesimi
della chiesa di San Michele Arcangelo annotato il piccolo Giuseppe Francesco Fortunino,
"nato ieri".[2] Quando, tre giorni dopo, Carlo raggiunse Busseto per dichiarare la nascita del
figlio alle autorit locali, Giuseppe venne indicato nel registro comunale coi nomi di Joseph
Fortunin Franois. L'atto fu, infatti, redatto in francese, perch nel 1808 Busseto e il suo
territorio, in precedenza appartenenti al ducato di Parma, furono annessi all'Impero francese
creato da Napoleone.[3]
Verdi ebbe una sorella pi giovane, Giuseppa, morta a 17 anni nel 1833.[3] A partire dall'et di
quattro anni, a Giuseppe furono impartite lezioni private di latino e italiano dal maestro del
paese, Baistrocchi, che lo indirizz verso lo studio della musica. A sei anni frequent la
scuola locale. Dopo aver imparato a suonare l'organo, mostr crescente interesse per la
musica tanto che i suoi genitori gli regalarono una spinetta.[4] Dopo la morte di Baistrocchi,
Verdi, all'et di otto anni, divent organista a pagamento.[5]
Antonio Barezzi, mecenate di Giuseppe Verdi
L'eccezionale talento compositivo di Verdi fu indubbiamente coltivato e accresciuto dallo
studio, ma fu anche sostenuto dal padre, che intravedeva la possibilit di ottime prospettive
di miglioramento della condizione sociale del figlio. Anche, l'organista della chiesa delle
Roncole, Pietro Baistrocchi, prese il ragazzo a benvolere e lo avvi gratuitamente alla
pratica dell'organo e del pianoforte. Pi tardi, Antonio Barezzi, un negoziante amante della
musica e direttore della locale societ filarmonica, convinto che la fiducia nel giovane fosse
ben riposta, divenne suo mecenate e protettore aiutandolo a proseguire gli studi intrapresi.
[6]
Lo storico della musica Roger Parker sottolinea che entrambi i genitori di Verdi "appartenevano
a famiglie di piccoli proprietari terrieri e commercianti, non certo i contadini analfabeti da
cui Verdi poi amava presentarsi come discendente... Carlo Verdi promosse energicamente
l'educazione di suo figlio... un aspetto che Giuseppe tendeva a nascondere nella vita
adulta... emerge [pertanto] un'immagine di entusiasta precocit giovanile nutrita da un
padre ambizioso e di una educazione formale, sofisticata ed elaborata".[7]
Nel 1823, quando Verdi aveva 10 anni, i genitori lo iscrissero al "ginnasio", una scuola superiore
per ragazzi, gestita da don Pietro Seletti a Busseto. Verdi tornava poi regolarmente a
Busseto anche di domenica a suonare l'organo, coprendo la distanza di diversi chilometri a
piedi.[8] All'et di 11 anni, il futuro compositore ricevette istruzione in italiano, latino,
scienze umane e retorica. L'anno seguente inizi a frequentare le lezioni di Ferdinando
Provesi, maestro di cappella nella collegiata di San Bartolomeo Apostolo e maestro dei locali
filarmonici, che gli insegn i principi della composizione musicale e della pratica
strumentale. Verdi in seguito dichiar: "Dai 13 ai 18 anni ho scritto un vasto assortimento di
pezzi: marce per banda, alcune sinfonie che sono state utilizzate in chiesa, nei teatri e ai
concerti, cinque o sei concerti e alcune variazioni per pianoforte, che io stesso ho suonato in
molti concerti, serenate, cantate (arie, duetti, moltissimi terzetti) e vari pezzi di musica
sacra, di cui ricordo solo lo Stabat Mater".[6] Queste notizie provengono dall'abbozzo di
autobiografia che Verdi dett all'editore Giulio Ricordi nel 1879 e che rimane la fonte
principale per la sua vita e per la sua carriera.[9] Tuttavia questo scritto non sempre
affidabile quando tratta le questioni pi controverse come quelle relative alla sua infanzia.
[10][11]

Nel giugno 1827, Verdi si diplom presso il Ginnasio e pot cos dedicarsi esclusivamente alla
musica, sotto la guida di Provesi. All'et di 13 anni, casualmente gli fu chiesto di sostituire
un musicista in quello che divenne il suo primo evento pubblico nella sua citt natale,
riscuotendo un grande successo.[12]
Tra il 1829 e il 1830, Verdi si era affermato come membro della Filarmonica: "nessuno di noi
avrebbe potuto rivaleggiare", rifer il segretario dell'organizzazione, Giuseppe Demald. Una
cantata in otto movimenti, I deliri di Saul, sulla base di un dramma di Vittorio Alfieri, venne
scritta da Verdi all'et di 15 anni ed eseguita a Bergamo.[13] Alla fine del 1829 Verdi
complet i suoi studi con Provesi, il quale dichiar che non aveva pi nulla da insegnargli.
[14] A quel tempo, Verdi dava lezioni di canto e di pianoforte alla figlia di Barezzi,
Margherita, con cui dal 1831 fu coinvolto in una relazione.[7]
Verdi ambiva a Milano, la capitale culturale del nord Italia, dove chiese invano di frequentare il
Conservatorio (che oggi porta il suo nome).[7] Grazie a Barezzi Verdi fu accolto come allievo
privato da Vincenzo Lavigna, maestro concertatore alla Scala, che descrisse le composizioni
di Verdi come "molto promettenti".[15] Lavigna incoraggi Verdi a sottoscrivere un
abbonamento alla Scala, dove ebbe l'occasione di ascoltare Maria Malibran in opere di
Gioachino Rossini e Vincenzo Bellini.[16] Verdi inizi, grazie a Lavigna, a frequentare il
mondo della musica milanese, tra cui un coro amatoriale, la "Societ Filarmonica", diretta
da Pietro Massini[17] e di cui ben presto Verdi assunse il ruolo di direttore delle prove (per
La Cenerentola di Rossini) e di continuista. Fu Massini che lo incoraggi a scrivere la sua
prima opera, originariamente intitolata Rocester, su libretto del giornalista Antonio Piazza.
[7]
1834-1842: le prime opere
Margherita Barezzi, la prima moglie di Verdi
A met del 1834 Verdi cerc di acquisire la posizione che fu di Provesi a Busseto, ma senza
avere successo. Tuttavia, con l'aiuto di Barezzi, ottenne il posto secolare del maestro di
musica. Insegn, impart lezioni e diresse la Filarmonica per diversi mesi prima di tornare,
nei primi mesi del 1835, a Milano.[7] Nel luglio successivo ottenne la sua certificazione da
Lavigna.[18] Alla fine del 1835 Verdi divenne direttore della scuola di Busseto con un
contratto di tre anni. Nel maggio del 1836 spos Margherita, ventiduenne figlia del suo
benefattore, con la quale due anni pi tardi and a vivere a Milano in una modesta
abitazione a Porta Ticinese. Margherita, il 26 marzo 1837, dette alla luce la loro prima figlia,
Virginia Maria Luigia, a cui segu Icilio Romano l'11 luglio 1838. Nel 1837, il giovane
compositore chiese l'assistenza di Massini per mettere in scena una sua opera a Milano.[19]
Gli anni successivi furono segnati da gravi lutti familiari: morirono infatti i suoi figli: Virginia, il
12 agosto 1838, e Icilio, il 22 ottobre 1839[20].
Nel frattempo, nel 1839 riusc finalmente, dopo quattro anni di lavoro, a far rappresentare la
sua prima opera alla Scala: l'Oberto, Conte di San Bonifacio, su libretto originale di Antonio
Piazza, largamente rivisto e riadattato da Temistocle Solera.[21] L'Oberto era un lavoro di
stampo donizettiano, ma alcune sue peculiarit drammatiche piacquero al pubblico tanto
che l'opera ebbe un discreto successo e fu rappresentata in quattordici repliche, a seguito
delle quali Merelli offr a Verdi un contratto per altri tre lavori.[22] L'impresario della Scala,
Bartolomeo Merelli, nel novembre 1839 accett di inserire in cartellone un suo lavoro, che
raggiunse il rispettabile numero di 13 repliche.
Mentre Verdi stava lavorando alla sua seconda opera, Un giorno di regno, la moglie Margherita,
il 18 giugno 1840, mor di encefalite all'et di 26 anni. Un giorno di regno, opera di genere
comico, fu messa in scena a settembre ed ebbe un esito disastroso, tanto che fu
rappresentata una sola volta.[22] L'insuccesso dell'opera fu dovuto, con ogni probabilit,
anche al momento dolorosamente difficile durante il quale fu composta. A causa di quel
fallimento e dei lutti subiti, Verdi in seguito dichiar che in quel periodo aveva deciso di
smettere di comporre.[23] La sua risoluzione dovette essere sincera, anche se poi disattesa;
infatti, l'opera successiva, Nabucco, vide la luce dopo 18 mesi, un periodo relativamente
lungo.