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UNO, NESSUNO E CENTOMILA

Vitangelo Moscarda, detto Geng, un uomo benestante


che abita nel piccolo paesino di Richieri.
Una mattina sua moglie Dida gli fa notare un suo piccolo
difetto: Vitangelo ha il naso che pende leggermente verso
destra. Viene cos a conoscenza di altre sue piccole
imperfezioni e capisce che, piccoli difetti, ignorati da lui
stesso, erano invece familiari a chi gli stava intorno.
Moscarda si rende allora conto che il modo in cui lui si
rappresenta differente da quello in cui lo percepiscono gli
altri; anzi, per ogni persona che incontra e per ogni azione
che compie viene visto in maniera differente: diventa
unaltra persona, tante persone diverse quante sono quelle
con cui viene in relazione. Il suo s diventa relativo. Scopre
inoltre che questo vale non solo per lui, ma anche per gli
altri e addirittura per gli oggetti inanimati: una stessa casa
apparir in modo completamente diverso agli occhi di un
uomo che c vissuto dentro o di un altro che la vede per la
prima volta.
In un crescente bisogno di autenticit, Vitangelo compie
atti del tutto inusuali agli occhi di chi lo conosceva prima
della crisi: sfratta una famiglia per poi regalarle un
appartamento nuovo; decide di liquidare la banca ereditata
dal padre per riavere indietro i suoi risparmi; diventa
iracondo, pronunciando strani discorsi, sino a sembrare
matto, tanto da far fuggire sua moglie e rischiare di venire
interdetto. Unamica della moglie, Annarosa, lo avvisa delle
pratiche in corso, attuate dalla stessa Dida, e da altri suoi
amici, per farlo rinchiudere in manicomio.
Per difendersi da questo complotto, Vitangelo diventa
amico di Annarosa e, spinto dal desiderio di avere qualcuno

con cui confidarsi, le svela le conclusioni che ha tratto dalla


sua vita. Anchella, donna buona ma troppo semplice per
capire lanimo di Moscarda, ne rimane talmente sconvolta
da tentare di ucciderlo. Vitangelo trover pace solo dopo
essersi rivolto al vescovo Mons. Partanna, il quale gli
consiglia di donare tutti i suoi beni ai poveri.
Moscarda finir i suoi giorni in un ospizio per i poveri,
fondato da lui stesso, paradossalmente pi felice di prima,
nel tentativo di liberarsi di quellUno e di quei Centomila
che lui stesso e gli altri gli avevano attribuito, allo scopo di
diventare, per tutti e per se stesso, Nessuno.
Uno, nessuno e centomila non un semplice libro, o
meglio, non racconta semplicemente una storia, una
vicenda, un elementare e lineare susseguirsi di
avvenimenti. Uno, nessuno e centomila un pressoch
illimitato spunto di riflessione, su noi stessi, sugli altri, sulle
interazioni con gli altri e degli altri con noi stessi. Luigi
Pirandello fonde magistralmente narrazione, filosofia e
follia su carta dando propriamente vita a un monologo
interiore con s stesso e a un dialogo con il lettore. Con il
procedere delle vicende di Vitangelo Moscarda, la sua
progressiva presa di coscienza e le sue domande senza
risposta, anche il lettore inizia a pensare e a porsi, forse, gli
stessi interrogativi, che fino a poco tempo prima
tormentavano le notti e vessavano la mente del povero
Vitangelo. Questo libro finisce per dividere i suoi lettori in
due categorie, quelli che come in Matrix scelgono la pillola
blu e decidono di dimenticare, di lasciar perdere e quelli
che al contrario prendono la pillola rossa e decidono di
provare, di buttarsi, di combattere quei centomila se stessi
che spingono in ogni direzione cercando di distruggere,
alterare il vero s. Purtroppo sopraggiungono altri
dilemmi cos il vero s? Esiste o soltanto unaltra

copia di centomila? Esiste o non esiste affatto?


Sicuramente questo libro fornisce pi domande che
risposte, o meglio, tante domande e nessuna risposta o
forse tante domande che non hanno risposta unaltra
domanda, a cui non so trovare risposta.
Sotto alcuni aspetti Uno, nessuno e centomila pu essere
paragonato ad un maestro, ancora pi precisamente a
Socrate, che, da quel che ne sappiamo, non ha mai fornito
risposte dirette, ma soltanto indicazioni, aiutando i suoi
allievi e discepoli nel trovare la propria vocazione, la
propria verit, la propria strada. E cos questo libro, cos
ambiguo, assume anche la forma di una mappa: Una
mappa per dove? E come faccio a saperlo, per ogni
persona essa indica un luogo o una direzione diversa.
Quindi, ricapitolando, questo Uno, nessuno e centomila di
cui si sentito tanto parlare ma di cui non si ancora
appresa la natura, cos? Un libro? Un maestro? Una
mappa? O forse qualcosaltro ancora Lascer a voi la
risposta a questa domanda poich la mia, nella maggior
parte dei casi, non corrisponderebbe a quella di chiunque
altro. Questo porta ad un'altra possibile riflessione:
allunicit e allimportanza del nostro essere, o, almeno, di
ci che riteniamo essere noi stessi. Proprio per questa
ragione, ho scelto la pillola rossa, andando avanti,
proseguendo nella lettura ho deciso di non disinteressarmi
dei discorsi introspettivi e psicoanalitici di Pirandello,
tuttaltro, sono entrato nella tana del Bianconiglio e ho
scoperto di essere io stesso uno, nessuno e centomila.