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RINGRAZIAMENTI E SPONSOR
Si ringraziano, per la gradita partecipazione
realizzazione dei testi, gli alunni degli
dAosta,

al concorso e la magnifica

Istituti Comprensivi Amedeo

D.P.Borghi, Leonardo Da Vinci, Einstein, Fermi, Galilei,


Kennedy, Lepido, Manzoni, Pertini 1 e Pertini 2.

Un grazie particolare

e sentito va agli alunni della

Artistico Statale Chierici

ed alla

Classe 3a del Liceo

Prof.ssa Savina Lombardo

per la costruzione delle tavole grafiche.

Infine, un affettuoso arrivederci

al

Comando Polizia Municipale di

Reggio Emilia, al Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della


Ricerca Ufficio XVI Reggio Emilia, alla Regione Emilia Romagna
Osservatorio

per lEducazione

Stradale e la Sicurezza, al Liceo Artistico

Statale Chierici di Reggio Emilia ed alla Ditta Multitraccia, con i pi


fervidi grazie per aver reso possibile la realizzazione di questo libro.

Un ringraziamento

Carlo Annarelli per la realizzazione

della copertina

assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questo libro, cos come linserimento in circuiti
informatici, la trasmissione sotto qualsiasi forma e con qualunque mezzo elettronico, meccanico, attraverso
fotocopie, registrazione o altri metodi, senza il permesso scritto dei titolari del copyright.

INDICE
Carlo e Felibuffo

scuola primaria Leopardi classe 3A


illustratori: Solci Valentina e Esposito Sara classe 3F LISA

Chicco e le scorte di cibo

scuola primaria Premuda classe 4A


illustratori: Barbieri Serena e Bonori M. Chiara classe 3 LISA

Filastrocca di un ragazzo sbadato


scuola primaria Negri classe 5
illustratori: Corradini Azzurra classe 3F LISA

Il motore

scuola primaria Ghiarda classe 1


illustratori: Giovanardi Francesca classe 3 LISA

Lape arcobaleno

scuola primaria Valeriani classe 4


illustratori: Alessandri Giulia e Mazzariello Chiara classe 3F LISA

Lavventura di Monsef

scuola primaria Ariosto classe 5


illustratori: Corradini Alice e Davoli Letizia classe 3 LISA

La comica avventura del clown Frizzi

scuola primaria Zibordi cl 4B


illustratori: Davoli Letizia e Bonori M. Chiara classe 3F LISA

Perch il semaforo rosso, arancione e verde?


scuola primaria Negri classe 4 illustratori: Villani Lorenzo e Di Matteo Alice classe 3F LISA

Sandrino e lo spaventapasseri

scuola primaria Pezzani classe 2A


illustratori: Canovi Melissa e Poli Jessica classe 3F LISA

Un nome banale

scuola primaria Rivalta classe 5A


illustratori: Comastri Silvia e Zini Fabiana classe 3F LISA

Una capretta in fuga

scuola primaria Pezzani classe 3B


illustratori: Schenetti Silvia e Taroni Vanessa classe 3 LISA

Panico in citt

scuola primaria DallAglio classe 4B


illustratori: Fadini Giulio classe 3F LISA

Voglio fare il vigile urbano

scuola primaria Ghiarda classe 3A


illustratori: Taddei Alessia e Favali Valentina classe 3F LISA

Il pedone e il camion incidentato


scuola primaria Bergonziclasse 1A
illustratori: scuola primaria Bergonzi classe 1A

La commissione formata da:


Corghi Doriano, Cottafavi Daniele, Diana Maria Grazia, Fontanesi Annamaria, Francia Mariella

prefazione
Questa pubblicazione nata da unidea e da una speranza.
Lidea stata quella di ottenere il coinvolgimento diretto
dei bambini delle scuole primarie di Reggio Emilia per creare
racconti sulla sicurezza stradale.
La speranza stata quella di far apprendere ai grandi, ai pap
ed alle mamme, qualcosa in pi sulla disciplina e sulleducazione
stradale, direttamente attraverso linsegnamento dei bambini.
Per una volta abbiamo voluto che i piccoli divenissero insegnanti
dei grandi.
A darci una mano sono stati gli eccezionali ragazzi del Liceo
Chierici, che hanno illustrato i racconti dei piccoli.
Un grazie di cuore a tutti i Docenti che hanno collaborato a
questa iniziativa ed a quanti, a qualsiasi livello, lhanno resa
possibile.
E stato veramente difficile scegliere tra oltre settanta
racconti, ma in qualsiasi concorso, alla fine, bisogna decidere:
la fantasia, lingenuit e la curiosit dei personaggi proposti dai
bambini nelle loro storie, oltre che la rispondenza ai temi della
sicurezza, ci hanno guidati nella selezione.
A tutti, bambini, ragazzi, Docenti un grazie ed un arrivederci
allanno prossimo con una nuova edizione di questo concorso!!!

La Commissione

CARLO E FELIBUFFO
Cera una volta un
le feste dei

clown

bambini

che rallegrava
con scherzi,

canzoncine, giochi e facce buffe.


I bambini gli volevano molto bene perch
con

lui

si

divertivano

sempre. Per questo motivo


lo chiamavano Felibuffo,
cio felice e buffo.
Lui

per

si

chiamava

Carlo e quando tornava a


casa, lavava via il trucco
dalla faccia e riponeva

CARLO E IL

FELIBUFFO

nellarmadio i buffi vestiti,


si trasformava in un uomo
triste e solo (veniva da un
paese molto lontano e i
bambini erano diventati la
sua famiglia).
Per consolarsi aveva cominciato
a bere qualche B I R R A .
Prima una

bottiglia ,

poi due,

tre Ora non le contava pi.


Lalcool, come si sa, imbroglia il
cervello, ti rende meno triste e ti fa vedere
le cose in modo strano.
Carlo, una sera, aveva

b e v u t o

troppo e perci decise di


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CARLO E IL

FELIBUFFO

uscire a fare un giro in

a u t o

Ma cosa sono tutte queste luci che mi


vengono

incontro?

Perch

ondeggia?
Cos

questo

fracasso ?

Io volevo stare
tranquillo!
9

la

strada

CARLO E IL

FELIBUFFO

Sent uno

s c h i a nto ,

poi pi niente.

Quando si svegli era giorno e lui si


trovava in un letto do

spedale.

Non ricordava pi niente di ci che era


accaduto.
Accanto a lui qualcuno si
lamentava. Era un bambino
che Felibuffo aveva visto ad
una festa di compleanno.
Cosa ti accaduto? chiese
Felibuffo.
Il bambino non rispose.
Felibuffo provava a scherzare, ma il bimbo
continuava a lamentarsi.
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CARLO E IL

Con le

gambe ingessate

non potr
per

FELIBUFFO

correre

tanto

tempo!

Carlo chiese di nuovo:


Ma cosa ti successo?
Marco, questo era il suo
nome, rispose: Ieri sera,
mentre ero in auto con i miei
genitori, un uomo ubriaco ci ha colpiti
con la sua macchina.
E stato un brutto

incidente

Da quel giorno luomo bevve lacqua al posto


della birra e si spost solo in bicicletta.
Il clown cap di essere il

responsabile,

ma non disse niente al bambino.


Quel giorno per Carlo decise di non
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CARLO E IL

FELIBUFFO

bere pi e di utilizzare la bici al posto


dellauto.
Decise anche di organizzare una festa per
la guarigione di Marco.
Il giorno della festa,
come

richiesto

dal

clown, tutti i bambini


andarono al parco in
bicicletta utilizzando la
sicura pista

ciclabile.

Marco arriv con le


stampelle.
Trascorsero
pomeriggio

tutto

il

insieme:

giocarono, scherzarono,
mangiarono, ballarono e
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CARLO E IL

FELIBUFFO

fecero un giro intorno alla fontanella .


Finita la festa, Felibuffo invit a casa
sua Marco. Arrivati a casa, Carlo svel a
Marco i suoi segreti: si chiamava Carlo ed
era stato lui a causare lincidente.
Marco lo perdon e si fece promettere di
non bere pi tanta birra.
Carlo ora una persona felice con una
grande famiglia: fa divertire Marco e
tutti i bambini con
pedalate per la citt,

pista

sempre sulla

ciclabile

nel

rispetto del Codice


della Strada.

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CHICCO E LE SCORTE DI
RISO
Tanto tempo fa, in un
lontano, cera un

paese

bosco

molto

nel quale

una comunit di ricci aveva costruito un


villaggio di nome Ricciolandia.
In questo villaggio viveva un giovane

CHICCO E LE

riccio
disponibile

SCORTE DI RISO

molto gentile,
e

coraggioso.

Aveva un musetto grigio


scuro, con due occhietti
vispi, verde smeraldo; i suoi
aculei erano molto affilati,
di colore marrone chiaro e il
suo nome era Chicco.
In questo villaggio spesso cerano degli
incidenti,

perch

tutti

volevano passare per primi


e

non

volevano

dare

la

precedenza agli altri. Perci


il dottore del posto era sempre molto

occupato a mettere cerotti e a medicare

ferite.

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CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

Un brutto g i o r n o dinverno, al risveglio,


gli abitanti di Ricciolandia si accorsero
che erano state rubate le scorte di cibo
e acqua. Chicco, allora, si offr di andare
al

ruscello

poco distante dal villaggio per


far rifornimento
di

acqua.

Arrivato al

ruscello vide che


questo si era trasformato in una lastra di

ghiaccio.

Tornato indietro inform dellaccaduto gli


abitanti di Ricciolandia. Gli anziani, perci,
si riunirono e decisero di mandare un gruppo
di giovani coraggiosi ricci ad esplorare il
territorio al di l del bosco.
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CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

Nel gruppo cera anche Chicco, che si


mise in viaggio con i suoi compagni. Dopo
una lunga camminata per attraversare
il bosco finalmente arrivarono sul ciglio
della

s t r a d a . Due di loro, appena visti

quei giganti con


le g o m m e che
facevano un gran

rumore e sfrecciavano sulla strada,


ebbero

paura

e fuggirono a zampe

levate.
Chicco e gli altri due rimasti, con molta

p r u d e n z a , guardando attentamente
a

sinistra

e a

destra,

riuscirono ad

attraversare. Passava di l un ciclista, che


si ferm e appoggi la bici per riposarsi e
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CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

bere.
Chicco, sentendo lODORE di cibo che

proveniva dalle tasche laterali, si infil


dentro per passarlo ai suoi compagni. Poco
dopo, per, il ciclista rialz la bici e ripart
con Chicco intrappolato dentro la tasca.
Arrivato a casa il ragazzo apr la tasca
della bici e ci trov dentro Chicco: Aiuto!!!
strill. La sua mamma, sentendolo urlare,
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CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

usc di corsa e chiese: Cos


successo? Nel vedere il riccio
la signora domand: Cosa ci fai
qui? Questo ambiente non adatto a te,
pericoloso perch in

citt ci sono tanti

automobilisti indisciplinati, ti potrebbero

investire e per muoverti devi conoscere


le regole della strada. Proprio in quel
momento si ud un gran f r a c a s s o
Poco pi in l, ad un incrocio, due macchine
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CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

si erano scontrate perch una delle due


aveva percorso contromano e ad alta
velocit un senso unico, provocando un
grosso

incidente.

Appena sentito lo schianto la mamma del


ragazzo, che era una vigilessa, accorse sul
luogo seguita da
Chicco.
Controllata

la

situazione, apr
la p o r t i e r a
della
che

aveva

provocato

macchina

lincidente

sorpresa!!!
Dentro cerano un cacciatore con il suo
cane e tante provviste
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CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

di cibo e acqua: erano quelle rubate a


Ricciolandia!!!
Chicco era felice e chiese alla vigilessa
di riaccompagnarlo al suo villaggio con le
provviste ritrovate.
Durante il percorso incontrarono tanti
cartelli stradali e la vigilessa spiegava

il loro significato a Chicco.

Cos Chicco impar il significato delle


regole della strada.
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CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

Arrivato al villaggio lo accolsero tutti


come un

supereroe

e organizzarono

una grande festa.


Durante la festa Chicco spieg
agli abitanti di Ricciolandia il
Codice della Strada e tutti
insieme

decisero

di

usarlo

anche loro. Fu cos che nel


villaggio sorsero tanti cartelli,
divieti, sensi unici
Da quel giorno non ci
furono pi incidenti e
il dottore ebbe molto
tempo libero, tanto che
decise di aprire una
scuola

per

insegnare
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incroci,

CHICCO E LE

SCORTE DI RISO

limportanza delle regole stradale ai giovani


ricci inesperti.
E voi ragazzi ricordatevi di rispettare le
regole della strada e soprattutto quando
andate nei boschi state a t

tenti

dove mettete i piedi per non calpestare


Ricciolandia!

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FILASTROCCA DEL
RAGAZZO SBADATO
Un ragazzo sbadatino
passeggiava con il suo grazioso micino

vicino al ciglio della strada passeggiava

e alle macchine e alle bici non badava.


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FILASTROCCA DEL

Una macchina

RAGAZZO SBADATO

veloce e rumorosa

con il s e m a f o r o rosso sfrecciava

mentre il ragazzo sbadatino


il suo micino dal nasino rosa guardava.
La macchina veloce e rumorosa
invest il ragazzo e il micino dal nasino rosa
causando cos un

incidente stradale

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FILASTROCCA DEL

mandando

il

RAGAZZO SBADATO

ragazzo

ospedale

sbadatino

all

Nel frattempo una grande folla arrivava


una

vigilessa passava in bicicletta

scendeva ed andava a vedere in tutta


fretta

perch pensava che qualcosa di g


gravava.
26

rave

FILASTROCCA DEL

RAGAZZO SBADATO

Arriv severamente per nulla sorridente


agitava la sua paletta come un terribile
fendente
la

folla

si apr al suo passaggio

il ragazzo sbadatino intanto pensava:


gi maggio.
Venne portato in ospedale
il g

u i d a t o r e impenitente diede

libretto e

patente

era dispiaciuto era accaduto non


27

FILASTROCCA DEL

RAGAZZO SBADATO

poteva farci niente!


Intanto il micino non si era fatto male.
Dieci giorni son passati
guarito il ragazzo sbadatino
e cos anche il suo bel micino
e forse ora sono avvisati:
PER LA STRADA MOLTA ATTENZIONE
CI SONO MATTI IN CIRCOLAZIONE!!!

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IL MOTORE
Senti, senti quel motore
Quando passa fa tanto r u m o r e
Che se va al supermercato
Sveglia tutto il vicinato

IL MOTORE

Nessun o

s t a c o l o lo ferma

In quel modo la sua forza conferma


cos bravo ad inquinare
Che la

ria

non possiamo respirare

Presto, presto, il cellulare!


Tutti insieme lo dobbiamo fermare!
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IL MOTORE

Ma lui pesta lacceleratore


E scappa facendo tanto o

dore.

proprio un gran monello,


S, assomiglia a mio fratello
Che scappa come una pulce
Ma con me tanto dolce
E che con gli amici sa esser

gentile

Anche se a volte si picchian in cortile


arrivato qui davanti
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IL MOTORE

E lo guardiamo tutti quanti


Con il g i a l l o passato
Ed un p

edone

ha sfiorato

Al nostro gesto di disapprovazione


Ha risposto con unaccelerazione
Guardando la nostra bocca
allingi
Ha sbuffato
ancor di pi
Allora un

puzza

meccanico

abbiamo chiamato

Deve essere fermato!


Un giorno o laltro potrebbe decollare
Se cos forte continua ad andare!
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IL MOTORE

Il meccanico lo chiam a gran voce

Vieni qui, vediamo quanto vai veloce!


Il motore fin per sempre di urlare
E si mise solo a c a m m i n a r e .

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LAPE ARCOBALENO
Lape arcobaleno con il casco se ne va,
felice in m o n o p a t t i n o
volteggia qua e l,
un pedone salut,
un v i g i l e gentile salut
e, come un elicottero,

la s f a l t o grigio della via Emilia color.

LAPE

ARCOBALENO

Sorpassare e accelerare
un incidente pu causare
e permesso pi non
nel paesino di Cad,
dove la s

trada

potrai attraversare senza


unarmatura da indossare.

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LAPE

ARCOBALENO

E leggerai:
se sei un b a m b i n o
e non hai la

patente,
con la bici devi
essere
molto

prudente

e stai a t t e n t o con
il motorino se non

vuoi i n v e s t i r e
un altro bambino.
Lape arcobaleno
con il casco se ne
va,
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LAPE

ARCOBALENO

felice in monopattino qua e l,


sulle sue ali scritto vedrai;
RISPETTA SEMPRE LE R E G O L E
E scapestrato non sarai mai!

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LAVVENTURA DI MONSEF
Un

giorno

un

ragazzo di nome
Monsef,

mentre

stava prendendo un

po da c q u a da un pozzo, ci fin dentro.


Improvvisamente si trov in unaltra
dimensione.
Su un cartellone
lesse: Benvenuti ad
Incidentopoli, la c i t t
in cui gli incidenti non
mancano mai.

LAVVENTURA

DI MONSEF

Monsef era sconvolto: ma dove era


finito?
Cominci a vedere situazioni incredibili;
le automobili sfrecciavano
a

tutta

velocit

senza

rispettare i limiti;
un signore r a f f red d a t o
starnut in macchina e per
cercare un fazzoletto guard in

basso

mentre un micino attraversava la strada.


Quando rialz lo sguardo in
alto, vide il gatto e fren
di scatto. Gli automobilisti
che

lo

seguivano

non

rallentarono, provocando cos un mega


tamponamento a catena.
39

LAVVENTURA

DI MONSEF

Ma non solo: gli abitanti pi golosoni


mangiavano panini e

bevevano

birra mentre guidavano, perdendo la


concentrazione

alla

guida;

agli incroci con il semaforo

passavano

rosso, si

affacciavano al finestrino per salutare

chiunque;
nessuno portava la cintura di sicurezza
e i pap tenevano sulle ginocchia i propri
figli facendoli guidare; da nessuna parte si
40

LAVVENTURA

DI MONSEF

vedevano strisce pedonali.


E non finita: di notte non accendevano
le luci dei fari e guidavano al buio (che
p e r i c o l o !); se cera un p a s s a g g i o
a livello chiuso, sfondavano le sbarre e
proseguivano la loro corsa. Ogni secondo il
ragazzo poteva assistere ad un incidente.
Quando un ingombrante camion carico
di

m u c c h e stava quasi per investirlo,

Monsef esplose: Non ce la faccio pi!


Questa

una

citt

irresponsabili!!!!

41

di

pazzi

LAVVENTURA

DI MONSEF

Ma dove sono le forze dellordine?!?


Proprio in quel momento apparve, a cavallo

di una zebra volante, una strana vigilessa:


in una mano teneva un fischietto e nellaltra
una paletta. In testa portava un buffo
capello blu a punta e dello stesso colore
aveva la sua divisa, su cui campeggiava la
scritta dorata SUPER VIGILESSA.
Ho sentito FORZE DELLORDINE ed
eccomi
mi

hai

qua!

Perch

convocata?

Monsef le raccont
tutto quello che aveva
visto,
Vigilessa
allopera.
42

cos
si

Super
mise

LAVVENTURA

DI MONSEF

Mand Zebra, la sua aiutante, a


disegnare strisce pedonali per le
strade e intanto lei, per concludere
il lavoro, recit la formula magica:
IL PERICOLO PIU NON CI SARA SE
REGNERA LA

RESPONSABILIT

Alle parole della vigilessa gli abitanti di


Incidentopoli cominciarono a rallentare
e a comportarsi in modo responsabile
per la

strada.

Da quel giorno la

citt cambi nome; non si


chiam

pi

Incidentopoli,

ma

Responsopoli,

gli

abitanti,

perch

finalmente,

rispettavano le regole del


codice stradale.
43

LAVVENTURA

DI MONSEF

44

LA COMICA AVVENTURA DEL


CLOWN FRIZZI
Frizzi era un

clown sciocco, vestiva tutto

giallo ed era molto ingombrante.


A Frizzi piaceva

saltare

giocare in mezzo alla strada,


non era responsabile e lo
cacciavano da tutti i circhi.
Un giorno prese la sua macchinina, and
per la via e incontr un g r a z i o s o uccellino
con unala rotta.
Frizzi rallent, si
ferm e lo caric in

auto.

LA COMICA AVVENTURA

DEL CLOWN FRIZZI

Il clown, mentre guidava, parlava al


e

t e l e f o n o

fischiettava.
Un

ragazzo

che

trasportava dei pacchi


in

bicicletta

stava

attraversando

e Frizzi stava per investirlo. Luccellino


fischi per dire A T T E N T O ! e il clown
fren dallo s

p a v e n t o

Frizzi pens: Meglio non usare il telefono


in auto. Riprese il

viaggio

e lungo la

strada vide una bella ragazza; fu un colpo


di fulmine! Non smetteva di guardarla e
non vide il semaforo rosso. Luccellino gli
becc un orecchio, Frizzi si accorse del
46

LA COMICA AVVENTURA

DEL CLOWN FRIZZI

rosso e fece una gran F R E N A T A .

Meglio guardare la strada, pens.


Continu il viaggio, andava molto forte
ma, ad un certo punto, un chiodo fece
scoppiare una g o m m a e lauto s b a n d
fortemente.
Un

vigile

che

dirigeva

il traffico gli diede una


bella multa, perch aveva
47

LA COMICA AVVENTURA

DEL CLOWN FRIZZI

superato il limite di velocit.


Frizzi scese dallauto e and a

piedi

per cercare un gommista. Quando stava


per attraversare non guard la vigilessa
che gli faceva segno di STOP.

Egli continu a camminare e lei lo ferm


con un fischio assordante. La vigilessa
gli disse: Frizzi, ma cosa fai? Quando ti
faccio il segnale STOP ti devi fermare!
Allora Frizzi riprese a camminare; doveva
attraversare la strada, ma ancora una
48

LA COMICA AVVENTURA

DEL CLOWN FRIZZI

volta non vide il semaforo rosso e unauto


si ferm di colpo. Frizzi pens: Meglio
guardare il semaforo anche quando si a
piedi.
Poi noleggi una bici e percorse la strada.
Per era

contromano, allora tutte le

macchine si scontrarono, suonavano il


clacson, ma lui non le sent perch aveva le

cuffiette.
Quando spense le cuffiette e usc dalla
strada, un signore gli disse: Non devi
andare sulla strada, c la pista ciclabile.
Quando il signore se ne and, Frizzi disse
stufo: Basta, ora imparo
il C o d i c e d e l l a S t r a d a !
Compr
49

un

libro

su

LA COMICA AVVENTURA

DEL CLOWN FRIZZI

quellargomento e in una settimana impar


tutte le

regole

da usare

a piedi, in auto e in bici. Si un ad altri


amici clown e apr un circo dove tutte le
persone potevano imparare le regole del
codice stradale divertendosi, per capire
che seguire le regole fa bene a tutti.

50

LA COMICA AVVENTURA

DEL CLOWN FRIZZI

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PERCHE IL SEMAFORO
E ROSSO, ARANCIONE E
VERDE?
Il

semaforo

composto da tre

colori: il rosso, larancione e il verde


Tanto tempo fa non era cos: un uomo di
nome Gilberto metteva ai semafori tanti
bei

c o l o r i

Ad un certo punto, per, la gente aveva


iniziato a protestare e diceva: Basta! Non
mettere tutti quei colori che cambiano
continuamente!

altri

aggiungevano:

Avete ragione! Non ci capiamo niente!


Allora Gilberto rispose: vero: che
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PERCH IL SEMAFORO

confusione

ROSSO ARANCIONE E VERDE?

Dovr

mettere

solo tre colori per semaforo.


Ma quali?.
Il giorno dopo Gilberto si rec
alla fontanella del paese per
pensare quali colori avrebbe
potuto scegliere.
Dopo circa mezzora gli venne
sete e si chin a bere lacqua...
allimprovviso gli vennero chiari
in mente i colori giusti: il rosso,
larancione e il verde! Siccome la fontanella
era collocata su un soffice

prato

verde a Gilberto venne lidea


che bello

passeggiare

su una morbida erbetta verde:


53

PERCH IL SEMAFORO

quello

sarebbe

ROSSO ARANCIONE E VERDE?

stato

il

colore del via libera, si pu


passare!
Dato che poi mentre beveva
vide un bellissimo albero di
mele rosse, pens che quel rosso meritava
una

s o s t a

per gustarsi una

mela: ecco, dunque, il colore per lo stop!

54

PERCH IL SEMAFORO

ROSSO ARANCIONE E VERDE?

Ad un tratto, infine, vide volteggiare


una bella foglia arancione e
inizi a pensare che quel
lento volo sarebbe a poco
a poco

rallentato per poi

fermarsi

definitivamente a

terra: quello era il colore giusto


per il segnale attenzione,
meglio rallentare, tra poco
ci si deve f

ermare

Cos, con i colori in testa,


Gilberto si rec dove cera tutta
55

PERCH IL SEMAFORO

ROSSO ARANCIONE E VERDE?

la gente ad aspettare i colori e disse: Ho


trovato! I colori dei semafori saranno il

rosso, larancione ed il verde!


Allora la gente si stup e chiese: Perch
proprio quei colori?
Gilberto, paziente, raccont loro come
aveva fatto a capire che quelli erano i
colori giusti, poi concluse:
Il rosso indicher lo
di

fermarsi,

b b l i g o

larancione

ricorder

di rallentare altrimenti si rischia un


incidente ed il verde indicher che ci si
pu m u o v e r e liberamente!

56

PERCH IL SEMAFORO

ROSSO ARANCIONE E VERDE?

L per l cal uno strano silenzio... nessuno


sapeva cosa dire, poi un p o l i z i o t t o inizi

ad applaudire lidea di Gilberto e cos, pian


pianino, tutti iniziarono ad applaudire...
Ecco come furono inventati i colori del
semaforo!

57

SANDRINO LO
SPAVENTAPASSERI
Cera una volta uno

spaventapasseri di

nome Sandrino che viveva nellorto di un

contadino in una piccola strada di campagna


poco frequentata.
Un giorno lo spaventapasseri, stanco di
quella vita monotona, decide di andare
in giro a scoprire il mondo e parte per la
citt. Visto che non ha n la macchina n

SANDRINO LO

SPAVENTAPASSERI

lelicottero decide di incamminarsi a piedi


e fare una piacevole p a s s e g g i a t a .
C a m m i n a , cammina gli viene sete, sulla
strada incontra una contadina che gli offre
del buon vino.

Lo spaventapasseri non sa resistere e beve


tre o quattro bicchieri pieni di vino
cos che alla fine si ritrova un po
brillo e cammina tutto barcollante.
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SANDRINO LO

SPAVENTAPASSERI

Andare per strada cos pericoloso!!


dice la contadina che gli consiglia di
fermarsi allombra di un albero per riposare
e riprendersi. Quando dopo
qualche ora lo
spaventapasseri
si sveglia, molto
pi sobrio e si
incammina

di nuovo verso la

citt.
Incontra un ragazzo gentile che gli d
un passaggio sulla sua moto, tuttavia lo
spaventapasseri non ha il casco e sulla
strada incontrano un poliziotto
che li ferma e gli d un multa.
Quando arrivano in citt, Sandrino nel
60

SANDRINO LO

SPAVENTAPASSERI

vedere tanto

t r a f f i c o , tante

persone, tante macchine e


tante

biciclette

si

lascia

prendere dalleuforia e si
mette a correre cantando in
mezzo alla strada.
Ma una macchina che passa di

deve fare una grossa frenata per


non investirlo e il guidatore si
mette ad

u r l a r e : Ehi,

tu togliti dai piedi!


Un corridore che passa di l, soccorre
lo spaventapasseri e gli insegna che
pericoloso stare in mezzo alla strada e che
bisogna stare sul marciapiede o sulla pista
ciclabile. Lo spaventapasseri ringrazia di
61

SANDRINO LO

SPAVENTAPASSERI

cuore quel gentile signore e prosegue nella


sua passeggiata.
Sandrino, che non conosce bene le regole
della strada, decide di attraversare, ma
si butta in strada senza guardare e di
nuovo rischia di fare un incidente. Una
fila di bambini curiosi che hanno assistito
alla scena si fermano ad insegnare a
Sandrino le regole della precedenza, cos
lo spaventapasseri impara a guardare
prima a sinistra e poi a d e s t r a prima di
attraversare la strada, ovviamente sulle
strisce pedonali!!!
Sandrino
non

molto

vede

passare

lontano

un

gela ta i o e gli viene voglia


62

SANDRINO LO

SPAVENTAPASSERI

di mangiare un gelato, ma nellattraversare


la strada non vede il semaforo g i a l l o .
Unanziana signora un po

irascibile

si mette a gridare: Non si passa con il


giallo!!! e Sandrino spaventato si
ferma in mezzo alla strada.
Per
c

fortuna
un

poco

lontano

parcheggio

dove lo spaventapasseri pu
fermarsi a riposare senza fare altri
disastri.
Ma proprio quel giorno c un grande
festa di carnevale per tutti gli abitanti
della citt e Sandrino non si accorge del

divieto

di parcheggio, che

per gli fa subito notare un uccellino


63

SANDRINO LO

pigro

SPAVENTAPASSERI

appollaiato su un albero l vicino.

La G I O R N A T A sta finendo e Sandrino


stanco, ma contento del suo viaggio che si
rivelato molto istruttivo, si incammina

per un v i o t t o l o stretto che lo porta al

f i u m e , dove una piccola imbarcazione

guidata da un esperto marinaio lo sta


aspettando per riportarlo alla sua casa di
campagna.

64

UN NOME BANALE
Mi presento, sono Marco. Un nome comune,
quasi banale, se provate a urlare o a

cantare

queste cinque lettere:

non diventano pi interessanti, rimangono


sempre comuni e banali, ma io non lo sono,
proprio per niente! Almeno cos mi dicono
i miei genitori e i miei amici e persino

irascibile

quell

di mio zio Tommaso,

che assomiglia tanto allo spaventapasseri


che il mio vicino ha posizionato nel suo
65

UN NOME

BANALE

giardino, vicino alla fontanella, convinto


che faccia

paura

anche alle caprette

che scendono dalla collina per brucare le


sue rose.
In verit quello spaventapasseri
terrorizza solo il suo cane, che
sta tutto il tempo rintanato nella
cuccia, protetta da un carretto
ormai in disuso.
Scusate, ho il vizio di perdermi in discorsi
inutili, vi stavo parlando di mio zio
Tommaso... Un tipo davvero particolare...
Quando sentiamo la sua scassatissima

macchina

giungere lungo il viottolo

di casa nostra,

autotreno

rumorosa

come un

impazzito, tutti corriamo


66

UN NOME

BANALE

ai ripari.
Io mi rintano in casa
come una tartaruga nel
suo guscio, la mamma
si affretta a portare
via mia sorellina che,
essendo piccola, non sa
rendersi conto di niente e il pap si spiccia
a spostare i vasi con i fiori. Come mai tutta
questa agitazione ? Perch i freni
della sua auto devono aver conosciuto tempi
migliori e ora riesce a fermarsi solo con
un urto contro la transenna che separa il
giardino dal nostro orto.
Mio padre, che una persona gentile, gli
ha detto pi di una volta, ma con le giuste
67

UN NOME

BANALE

68

UN NOME

BANALE

maniere, per non fargli fare una brutta


figura, di comprare unauto nuova, che quel
macinino pericoloso, che non funziona la

freccia a destra, che prima o poi combiner


dei grossi guai... ma niente da fare, zio

Tommaso fa lo sguardo offeso e sostiene


che quello che conta essere dei bravi
autisti e che tutto il resto superfluo.
Un giorno, con una scusa, abbiamo anche
invitato quel simpatico poliziotto amico di
pap perch gli spiegasse i rischi reali a cui
andava incontro con la sua superficialit, ma
credete sia servito a qualcosa? Neanche
per sogno!
Addirittura, lo stesso pomeriggio,
visto che lauto, poverina, come
69

UN NOME

BANALE

se si fosse avvilita, non voleva saperne


di ripartire, con il

cric

per la ruota di

scorta ha cominciato a picchiettarla sul


cofano, finch il motore spazientito non si
rimesso in moto. Roba che, a raccontarlo,
non ci si crede!
Ma torniamo a parlare di me! Sono
chiacchierone,

come

avrete

capito,

golosissimo, infatti credo di essere il


migliore cliente di Oscar, il

gelataio pi

bravo che ci sia, non impazzisco per la

scuola, ma tutto sommato credo che ci


siano dei mali peggiori e cosaltro potrei
dire? Ah, s, sono un bimbo disabile, ma
questo poi non tanto importante, almeno
per me! Sono nato cos, non stato nessun
70

UN NOME

BANALE

incidente, tranquilli!
Forse non mi sarei nemmeno accorto di
esserlo, se non fosse per gli sguardi curiosi
di certa gente che ha la

testa

vuota e

il cuore cattivo e che non capisce che si


pu essere felici lo stesso. Ma questo
niente, ormai ci sono abituato. Sapete
invece cos che mi fa davvero arrabbiare

tanto? Trovare il parcheggio riservato


alle persone come me occupato dalle auto
di quelle persone di cui parlavo prima,
quelle con la testa vuota e il cuore cattivo
che magari non si degnano nemmeno di

pagare
La

mamma

il ticket.
e

il

pap

devono

parcheggiare lontano e poi


71

UN NOME

BANALE

spingermi fino a destinazione, ma spesso


i

marciapiedi

non

hanno

lo

scivolo e ci dobbiamo districare sulla

strada

, oppure sono occupati da

biciclette o da veicoli lasciati l, dove non


si dovrebbe.
I miei genitori mi dicono: Pazienza, Marco!
Ci vuole pazienza Ma io la pazienza ce
lho, solo che mi dispiace che debbano tutti
tribolare per me, sono sempre tutti a mia
disposizione, giorno e notte. Essere come
sono io, cio senza luso della g a m b e ,
non deve essere una punizione, ma solo una
diversit, come ad esempio avere gli occhi
scuri piuttosto che azzurri, avere i capelli
neri anzich rossi
72

UN NOME

BANALE

Almeno mi pare che la maestra mi avesse


presentato cos ai miei nuovi compagni,
quando ho cominciato la prima.
Invece tutta quella gente con il cervello
vuoto e il cuore cattivo vuol trasformare il
mio modo dessere in un problema.
Pazienza, Marco! Ci vuole pazienza!
Tante volte vado fuori con i miei amici: mi
portano a spasso con loro e quando tutto va
bene, quando cio le regole
vengono rispettate, viene
data la precedenza ai

pedoni

sulle piste

riservate a loro, l, lungo i viali e la via


libera, mi sembra proprio di passeggiare
ed cos bello e divertente!
73

UN NOME

BANALE

Quante risate ci facciamo!


Proprio in
una di questa
passeggiate
ho incontrato Luca, un
altro bambino con un nome
comune, ma straordinario esattamente
come me e, esattamente come me,

disabile.
Con i miei compagni abbiamo stretto
subito amicizia e la sua mamma, che lo
accompagna sempre lungo
il viale, pareva felice che
avesse fatto conoscenza
con noi! Ma perch prima
la mamma di Luca aveva
74

UN NOME

BANALE

gli occhi spenti? Forse pensava che il suo


bambino non avrebbe mai conosciuto degli
amici? Siamo solo ragazzini di quinta, ma
sappiamo com importante essere uniti, e
noi lo siamo davvero, ormai anche con lui!
Poi davvero simpatico e adesso che non
fa pi il timido e lo scontroso ci divertiamo

un sacco. Facciamo persino le gare:


Vediamo chi arriva per primo a quellaiuola
di fiori che sembra un anello attorno al
monumento col cavallo!
E via con le nostre
ruote! Ci spingiamo
con la forza delle
braccia e ci sembra
di
75

volare!

UN NOME

BANALE

Ora Luca viene spesso a casa mia, gli


piacciono il nostro orto, il giardino e
quello strano spaventa-capre che il vicino
continua a tenere in cortile, anche se in
realt dovrebbe chiamarsi spaventa-cani.

Il mio amico riesce persino a socializzare


con quella prepotente di mia sorella, che se
ne approfitta sempre perch la piccola
di casa.

76

UN NOME

BANALE

77

UN NOME

BANALE

Ha conosciuto anche zio Tommaso e gli ha


raccontato in modo semplice e lamentandosi
un po, ma solo proprio un pochino, di quello
stupido individuo con la testa vuota e con
il cuore cattivo che lha

investito

sulla

strada.
Luomo aveva bevuto troppo vino e non
aveva fatto revisionare la macchina, cos
che i freni hanno ceduto e lui, Luca, stato
sbattuto lontano, come uno straccio
senza forza.
Non so cosa sia successo, per
dopo qualche giorno zio Tommaso
tornato a trovarci, ma nessuno se
n accorto: non mi sono rintanato dentro il
mio guscio, il pap non ha spostato i fiori e
78

UN NOME

BANALE

la transenna che divide lorto dal giardino


non stata u r t a t a .

Ehi zio, com possibile, hai comprato una


macchina nuova . Non posso crederci!!!
Non proprio nuova, ma in ottimo stato:
ha robusti freni ben funzionanti e frecce
che lampeggiano alla perfezione. Poi mi
ero stancato di dover sempre accendere
il motore a colpi di cric! brontola lo
zio scendendo dal suo veicolo di un
fantasmagorico color giallo sole.
Tu e il tuo amico, quando volete potete
venire a fare un giretto come me!
Ancora adesso, che sono passati tanti
mesi, mi chiedo cosa possa aver convinto
zio Tommaso a comprare unauto nuova...
79

UN NOME

BANALE

Pareva cos affezionato a quella vecchia e

r u m o r o s a carretta!
Che sia stata la paura di una multa? Che
finalmente abbia capito che il pap gli stava
solo dando degli ottimi consigli?
Non lo so, quello che certo che ora guida
con tanta prudenza, sta attento a tutto,
impossibile che accetti solo un sorso di

vino se dopo deve guidare e che ha tanta,


ma tanta simpatia per me e per Luca.
Beh, devo proprio dire che lui non di
sicuro un uomo dalla testa vuota e dal cuore
cattivo, o per lo meno non lo pi!

80

UNA CAPRETTA IN FUGA


Un giorno di fine estate, in un
tranquillo paese di campagna,
Johnny, gelataio simpatico,
sent urlare e si avvicin alla
riva del f i u m e . Vide l
vicino un a u t o c a r r o

ribaltato, che trasportava


delle caprette.
Una di queste, per, era
fuggita e aveva oltrepassato
le transenne sistemate dalla
polizia.

81

UNA CAPRETTA IN

FUGA

Johnny voleva avvicinarsi


per

avvisare

Saverio,

vigile superserio, ma cera


un divieto molto grande
che bloccava chiunque!
Intanto la

capretta
fuggitiva

si

allontanava sempre pi, ma il


gelataio non poteva abbandonare
il suo
A

un

carretto per inseguirla!


tratto

vide

corridore lesto,

Ernesto,
che

si

allenava per la gara del paese.


Gli chiese perci di inseguire la
82

UNA CAPRETTA

IN FUGA

capretta ribelle.
Ernesto, gent i le ma onesto,
rispose: Proprio non posso,
devo allenarmi!
Allora ti regalo un ticket per
un cono gelato gratis, gusto
ciocco-frago-panna, lo so che
sei goloso! ribatt Johnny.
Il corridore accett lofferta e part
veloce come un meteorite allinseguimento
della capretta birichina.
La vide da lontano oltrepassare un incrocio,
ma dovette rallentare il passo a causa del
semaforo giallo.
Era lesto, ma corretto! Intanto la capretta
aveva provocato un forte urto tra alcune
83

UNA CAPRETTA IN

FUGA

auto, per aveva continuato a fuggire


spaventata per li n c i d e n t e .

Otto e Giannetto, due bambini curiosi,


decisero di seguire anche loro la capretta
e si ritrovarono in un parcheggio un po
isolato. Iniziarono a cercarla, ma lei era
molto brava a nascondersi tra le auto
Si fece buio in poco tempo e i due amici
84

UNA CAPRETTA

IN FUGA

erano spaventati: non potevano andare in


giro di

notte! In pi una figura strana

li stava osservando e presero a camminare


pi velocemente.

Si voltarono un attimo e ma era Ernesto,


famosissimo corridore gentile ed onesto,
85

UNA CAPRETTA IN

FUGA

il quale si avvicin e disse: Venite con me,


torniamo alla polizia, la vostra sicurezza
ha la precedenzA!
Quando

ormai

avevano

rinunciato ad inseguire la
capretta, videro in unauto
il giornalaio Max, autista
diversamente abile dalla
simpatia
incredibile:

era

in

difficolt e non riusciva


a

scendere

perch,

sulle

gialle dellarea

dallauto
strisce

riservata,

proprio sotto la portiera,


dormiva

beata

la
86

UNA CAPRETTA

IN FUGA

capretta stremata!
Il corridore si avvicin con Otto e
Giannetto e insieme aiutarono Max a
scendere.
Poi Ernesto prese in braccio la capretta,
mentre i due bambini spingevano con
molta attenzione la carrozzina di Max.
Si avviarono cos verso il viottolo che
portava al fiume, fermandosi solo un attimo
alla fontanella per bere.
Pian piano arrivarono al parco, dove tutti
li attendevano con ansia.

87

UNA CAPRETTA IN

FUGA

Quando li vide, lirascibile Victor, autista


arrabbiato del camion bloccato, cominci
ad agitare in aria il suo pesante cric e ad
urlare: Ladri di caprette, ora vi sistemo
io!!!

Per

fortuna

Johnny,

gelataio coraggioso, riusc


a spiegare al poliziotto
Saverio tutta la storia.
Cos lirascibile Victor fu
multato per la sua aggressivit.
Ernesto,

corridore

fu premiato dal

modesto,

Sindaco

per

aver aiutato lamico disabile.


Otto e Giannetto non presero
la punizione, ma promisero di
costruire una cuccia per la capretta, la
88

UNA CAPRETTA

IN FUGA

quale fu chiamata Lucky, cio fortunata e


divent la mascotte del paese.
Alla fine tutti festeggiarono allegramente:
i piccoli divorarono i gelati triplo-gusto
offerti da Johnny il gelataio, mentre i
grandi bevvero un po di vino, promettendo
per al vigile Saverio di non guidare
lauto!
Nel tempo che segu, Lucky visse libera
nel parco del

fiume, per far

felici tutti i
bambini che
ci andavano a

passeggiare.

89

VOGLIO FARE IL VIGILE


URBANO!!
Un bambino stanco di osservare, chi le
regole di strada non sapeva rispettare,
una mattina davanti a scuola si mise ad
urlare:
Cattivo automobilista, vai via dalla mia
vista!
Ma se c un viottolo al pulmino

riservato,
perch con la tua auto lo
tieni occupato?
Usa il parcheggio o per
te sar peggio!
90

VOGLIO FARE IL

VIGILE URBANO

Non li vedi i segnali o devi


cambiarti gli occhiali?
Le

strisce

voglio

attraversare e sicuro cantare!


Tu invece mi fai arrabbiare,
quando non me lo lasci fare!
E saresti ladulto che lesempio
mi deve dare?
Vieni tu a scuola che di cose ne hai
ancora da imparare!
Si aggiunse al coro un altro bambino,
che a scuola arriva con il pulmino.
Lasciare libera la pista,
c il pulmino giallo in bella vista!!

91

VOGLIO FARE IL

VIGILE URBANO

Ma unauto con pap monello,


si piazza proprio davanti al cancello.
Perch non
ci lasciate

transitare?
Avete una
REGOLA da
rispettare.
Il pi lota spavaldo vuol a tutti i costi
passare,
e con il clacson si mette a suonare,
ma sembra pi un asino che vuole ragliare!

92

VOGLIO FARE IL

VIGILE URBANO

Tu vuoi passare,

ma prima devi

ricordare
che la precedenza a noi
alunni devi dare!
E quando c un bambino
sulle strisce, devi frenare!
C

traffico davanti

alla scuola, parcheggiano persino


sullaiuola.
E proprio in quel
momento per
magia, tutto quel
baccano vola via!

93

VOGLIO FARE IL

VIGILE URBANO

Le strisce pedonali si trasformano in

zebre

reali.

I semafori lampeggianti,
diventano elefanti
e come

proboscidi speciali,
hanno tutti i segnali stradali!!
Siamo stanchi di essere ignorati,
dalla gente vogliamo essere
94

VOGLIO FARE IL

VIGILE URBANO

r i s p e t t a t i !
Gli elefanti dalle zampe grandi,
indossano bianchi guanti
e danno M U L T E a
tutti quanti!
La gente spaventata si
mette ad urlare
e da quella curva cerca di scappare.
I bambini acclamano gli animali,
e i genitori ipnotizzati
aspettano di essere salvati.
Una zebra multa chi non rallenta in curva:
Vediamo se farai ancora la furba!

95

VOGLIO FARE IL

VIGILE URBANO

Non lo vedi il segnale a triangolo?


Ci sono bambini in ogni angolo!
Gli automobilisti

indisciplinati,
si sentono cos smascherati...
Pian piano si mettono a circolare,
per poi al parcheggio arrivare.

Zebre ed elefanti si sono calmati


E tutti ai loro posti sono tornati.
Da quel giorno, per

magia

c rispetto e sicurezza in
ogni via.

96

PANICO IN CITT
In una

citt

qualunque, simile a

tante altre, nelle ore di punta, il traffico


esagerato, stressante e i n q u i n a n t e .
Le

auto sfrecciano v e l o c i lungo le

strade senza osservare le

regole.

Paolo, un bambino di circa nove anni,


ritorna a scuola dopo essere stato dimesso
dallospedale, perch aveva subito un
grave trauma

cranico . Tornando in classe

incontra tutti i compagni che lo accolgono


con abbracci, pacche sulle spalle, grandi
sorrisi gioiosi e un miscuglio di domande.
La maestra, vedendo che Paolo un po
97

PANICO IN

CITT

98

PANICO IN

CITT

disorientato, lo invita a sedere accanto a


lei e a raccontare la sua disavventura.
Paolo inizia a parlare, spiegando
che

cosa

gli

successo

circa un mese prima: Ero in

bicicletta

stavo attraversando la

s t r a d a

perch il

s e m a f o r o era verde,
ma arrivata unauto
dalla

parte

opposta

che non si fermata e


mi ha investito. Sono
caduto, non avevo il casco e ho sbattuto
la testa. In seguito ho avuto difficolt nel
ricordare alcune cose.
99

PANICO IN

CITT

Gli amici, avendo intuito che a Paolo


rimasta dentro tanta paura, con garbo gli
offrono il loro

a i u t o . A turno lo vanno

a prendere la mattina e lo riaccompagnano


a casa alla fine delle lezioni. Durante il
tragitto gli ricordavano il significato dei

cartelli stradali e le regole di un bravo


p e d o n e , cio attraversare sempre
sulle strisce quando ci sono, guardando
bene a sinistra e a destra che non ci sia
nessuno.
Una

mattina

per,

stranamente, i bimbi si
accorgono che i cartelli
sono spariti e Paolo si
sente molto confuso.
100

PANICO IN

CITT

Pensa che la sua memoria gli stia giocando


brutti scherzi. I compagni lo rassicurano
perch anche loro non ne hanno visti.
La citt nel caos. Gli studenti chiedono
alla loro insegnante di non andare a scuola,
ma di recarsi invece, tutti insieme, dal
Sindaco per avere spiegazioni.
La maestra chiede aiuto al

vigile

per affrontare il percorso, perch la citt


sembra impazzita. Il Sindaco non sa nulla.

101

PANICO IN

CITT

Si preoccupa e mette in allerta i carabinieri.


Nel frattempo i segnali stradali,
stanchi di non essere rispettati, se ne
erano andati in vacanza nella citt di
Cartellopoli.
Anche se la loro provenienza era mondiale,
parlavano ununica lingua. Era un luogo
dimenticato da tutti, tranquillo e dove
regnava il

rispetto

102

reciproco.

PANICO IN

CITT

Cera la casa dello STOP, quella del


DIVIETO

DI

PRECEDENZA,
del DIVIETO

SOSTA,
del

del

SENSO

DI

DARE
UNICO,

SORPASSO, del

PARCHEGGIO, della ROTONDA


Paolo e i suoi compagni, per non dimenticare
gli importanti messaggi dei segnali stradali,
creano un cartellone e lo appendono alla
parete della loro classe.

In citt le forze dellordine, dovendo


affrontare

una

situazione

che

ogni

giorno diventava sempre pi impossibile,


103

PANICO IN

CITT

chiedono ai cittadini di spostarsi a piedi o


di utilizzare i

mezzi pubblici.

Senza cartelli le persone avevano tirato


fuori il peggio di se stesse e i vigili si
spendevano per ristabilire la disciplina.
Attraverso la televisione, i

cartelli

vengono a conoscenza che la citt nel


panico, bloccata. Bene! esclamano.
Speriamo che abbiano imparato la
lezione!
Decidono cos di tornare perch si sentono
indispensabili e di notte, silenziosamente,
riprendono i loro posti.
Al risveglio Paolo e tutti gli abitanti della
104

PANICO IN

CITT

citt gioiscono, perch si tornati alla


normalit.
Paolo si sente rassicurato cos come
tutte le altre persone che, in cuor
loro,

si

ripromettono

di

tenere

un

comportamento stradale pi educato


e diligente.
I ragazzi, riflettendo, si accorgono che le
cose importanti nel momento in cui queste
non ci sono pi e capiscono inoltre che
tutti hanno il diritto di essere rispettati,
soprattutto regole e comportamenti che
garantiscono la sicurezza delle persone.

105

Il pedone e il camion
incidentato
Cera una volta un pedone di nome Fabio.
Mentre cammina per strada incontra degli
amici e va con loro in macchina al lavoro.

106

IL PEDONE E IL

CAMION INCIDENTATO

Quando sono arrivati al lavoro, loro stanno


avvitando una macchina e arriva un camion
che aveva il motore rotto.

Fabio lo aggiusta e poi lo restituisce al


c amionist a.

107

IL PEDONE E IL

Il

camion

CAMION INCIDENTATO

parte perch lautista

deve andare a lavorare e trasportare la


terra per costruire una piscina.
Siccome lautista del camion ha molta
fretta, guida veloce.

108

IL PEDONE E IL

CAMION INCIDENTATO

Lautista ha sete e si mette a bere, quindi


distratto. Vede un pedone che cammina
sulla strada.
Il pedone, quando vede arrivare il camion,
torna un po indietro sul m arc iap ie de
perch si accorge di non poter stare sulla
strada.

109

IL PEDONE E IL

CAMION INCIDENTATO

camion frena allimprovviso


per non investire il pedone e sbatte

Lautista del

contro il guardrail.

110

IL PEDONE E IL

CAMION INCIDENTATO

Lautista si mette la giacca

catari-

frangente per farsi vedere meglio e


scende dal camion.
Il pedone chiama il carroattrezzi che
arriva e porta via il camion.

111

IL PEDONE E IL

CAMION INCIDENTATO

Le regole sono:
- fermarsi quando si vede un pedone.

- stare attenti al colore del semaforo


- non mangiare, bere o telefonare quando
si guida
- non andare veloci
- stare nella propria corsia

112