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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE e AMBIENTALE


Sezione Geotecnica

Dinamica dei Terreni

Comportamento dei terreni in presenza di carichi dinamici e ciclici

Prof. Ing. Claudia Madiai

prof. ing. Claudia Madiai


Corso di Ingegneria Geotecnica Sismica

DEFINIZIONI
In generale
CARICHI DINAMICI : carichi variabili nel tempo (in intensit e/o direzione

e/o posizione) stati tensionali e deformativi variabili nel tempo

Se la variazione abbastanza lenta rispetto alle caratteristiche dinamiche del


problema in esame, si pu ritenere di essere nel campo delle azioni statiche
Nella Dinamica dei Terreni
CARICHI DINAMICI : carichi con velocit di applicazione cos elevata da non
poter trascurare le forze di inerzia e gli effetti indotti sul terreno (modifica
delle condizioni di drenaggio, effetti viscosi)
CARICHI CICLICI : alternanza periodica (pi o meno regolare ) di fasi di
carico, scarico, ricarico

Un carico dinamico pu essere:

- monotono
- ciclico
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prof. ing. Claudia Madiai


Corso di Ingegneria Geotecnica Sismica

DEFINIZIONI
Nelle pi comuni applicazioni ingegneristiche i carichi dinamici sono
generalmente anche ciclici e possono essere di tipo:
impulsivo (esplosioni) contenente frequenze molto elevate (fino anche a 300 Hz)
transitorio (terremoti) contenente prevalentemente frequenze medie (1 10 Hz)
CARATTERIZZATI DA UN ANDAMENTO IRREGOLARE

vibratorio (macchine industriali, traffico, etc.) contenente frequenze medio-alte


(comunque superiori a 1 Hz)
ondulatorio (vento, onde, ..) contenente frequenze molto basse (minori di 1 Hz)
CARATTERIZZATI DA CICLI REGOLARI/PERIODICI

NB: Anche i carichi pi irregolari (come i terremoti) possono essere ricondotti,


applicando il teorema di Fourier, ad una sommatoria di carichi regolari
(funzioni armoniche elementari)

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LEGAME FREQUENZA-AMPIEZZA-VELOCIT DI APPLICAZIONE


Per definire completamente un carico ciclico periodico ad andamento regolare
(es. sinusoidale, rettangolare, triangolare ) occorre conoscere:
ampiezza
frequenza
durata

&
Relazione tra frequenza f , ampiezza Amax e velocit di applicazione A
per un carico ciclico periodico di forma triangolare

T= 1/f
T

3T

& =

x
a
m

T/4

2T

periodo:

max

/(T/4)

-max

x
a
m

& =

A
f
4

f = 1/T alta
velocit di carico
alta

f = 1/T bassa
velocit di carico
bassa

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Campi di frequenza tipici di alcune sorgenti di vibrazione


SORGENTE DI VIBRAZIONI

CAMPO DI FREQUENZA [HZ]

Terremoti

110

Moto ondoso

0.05 0.2

Vento

~ 0.7

Traffico stradale e ferroviario

~1

Infissione di pali, cadute di magli

110

Macchine di cantiere

1060

Macchine industriali

> 10

Esplosioni

> 100

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CARICHI DINAMICI E ONDE SISMICHE


I carichi dinamici producono nel terreno vibrazioni meccaniche che si propagano in
tutte le direzioni imprimendo alle particelle del mezzo attraversato dei movimenti di
tipo oscillatorio
oscillato io (con andamento regolare
egola e o iirregolare)
egola e) intorno
into no a una
na posizione
posi ione di
equilibrio
Si generano cos delle onde progressive di sforzo e di deformazione che, per
analogia con quelle generate dai terremoti, sono denominate onde sismiche
Le vibrazioni si attenuano con la distanza dalla sorgente e si smorzano nel tempo a
meno che la sorgente non sia continua (es. macchine vibranti)
Lentit e landamento nel tempo e nello spa
spazio
io delle sollecita
sollecitazioni
ioni e deformazioni
defo ma ioni
cicliche indotte nel terreno dai carichi dinamici dipendono strettamente dalle
caratteristiche del carico dinamico, oltre che dalle propriet del terreno

TEORIA DELLE VIBRAZIONI

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CARICHI DINAMICI E ONDE SISMICHE


La fase successiva al rilascio di energia quello della propagazione delle onde
sismiche nel mezzo terreno
In
I generale,
l in
i prossimit
i it della
d ll sorgente:
t
- i carichi dinamici periodici regolari producono vibrazioni periodiche e regolari;
- i carichi dinamici ad andamento impulsivo e casuale producono vibrazioni irregolari
Ad una certa distanza dalla sorgente le vibrazioni indotte possono comunque avere
un andamento irregolare nel tempo e nello spazio per effetto di vari fenomeni
(riflessione e rifrazione allinterfaccia fra i vari strati di terreno e allimpatto con la
superficie libera; interazione tra terreno e vibrazioni)

TEORIA DI PROPAGAZIONE DELLE ONDE


La teoria della propagazione delle onde sismiche nei mezzi continui ed elastici di
fondamentale importanza per comprendere i problemi legati alla propagazione delle onde
sismiche nei terreni (anche se i terreni reali hanno caratteristiche molto particolari
difficilmente riconducibili a quelle del mezzo continuo ed elastico)

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CARICHI DINAMICI E ONDE SISMICHE


In prossimit della superficie libera il terreno e le sovrastanti costruzioni sono
soggetti a vibrazioni che inducono oscillazioni (libere o forzate) e deformazioni
Se la frequenza fondamentale delle vibrazioni si avvicina a quella del sistema
(terreno di fondazione
fondazione-struttura)
struttura) si possono avere fenomeni di risonanza
In campo dinamico le deformazioni pi critiche per la stabilit
dei terreni e delle opere sono le deformazioni di taglio
dovute al passaggio delle onde di taglio (onde S)
Nel seguito, quindi, verr concentrata l'attenzione sul
legame tra sollecitazioni e deformazioni di taglio (piano , )

v
+ +

Propagazionedelleonde
indirezioneverticale

= /H = /G
= deformazione di taglio

ONDE S

Vibrazioni
della
struttura

= sforzo di taglio
G = modulo di taglio

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CARATTERISTICHE DEI PROBLEMI GEOTECNICI DINAMICI


il carico dinamico e ciclico (varia rapidamente e irregolarmente nel
tempo e nello spazio):
la velocit di applicazione e la successione di fasi di carico, scarico
e ricarico producono effetti sul terreno (modifica delle condizioni di
drenaggio con possibile accumulo di pressioni interstiziali, effetti
viscosi, sviluppo di deformazioni irreversibili, variazione di rigidezza
e resistenza)
sforzi e deformazioni sono funzioni del tempo e si utilizzano
equazioni
q
d'onda anzich equazioni
q
di equilibrio
q
per descrivere le
p
variazioni dello stato tensio-deformativo
il comportamento del terreno viene definito in termini di tensioni e
deformazioni di taglio in un range molto ampio (da piccolissime a
grandi deformazioni)
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PROGETTAZIONE IN ZONA SISMICA


Per la progettazione in zona sismica devono essere affrontate tre
fondamentali categorie di problemi:
1. identificazione delle caratteristiche dellazione sismica
2. analisi
delle
modalit
di
propagazione
delle
perturbazioni nel mezzo di trasmissione attraversato
(terreno) e studio delle mutue interazioni fra vibrazioni
e mezzo attraversato
3. studio degli effetti indotti sul terreno e sui manufatti
Per affrontare i problemi indicati ai punti 2 e 3 necessaria la
conoscenza del comportamento del terreno in condizioni dinamiche
(DINAMICA DEI TERRENI)
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CARICHI DINAMICI E COMPORTAMENTO DEL TERRENO


leffetto indotto dai carichi dinamici sul terreno molto pi complesso rispetto
alle condizioni statiche specie nei terreni saturi ove la velocit di applicazione
dei carichi non consente la dissipazione delle sovrappressioni interstiziali.
Ci pu causare:
- nei terreni poco permeabili (argille) unattivazione e rafforzamento dei legami
intramolecolari e un conseguente incremento della rigidezza e della resistenza
- nei terreni molto permeabili (sabbie) una riduzione delle tensioni efficaci e
conseguentemente della resistenza
Sono dunque spesso identificabili condizioni di deformazione e di resistenza
molto diverse durante lapplicazione dei carichi dinamici e dopo
il comportamento del terreno sotto lazione di carichi dinamici e ciclici molto
pi complicato di quello esibito sotto lazione di carichi dinamici monotoni: la
ripetitivit del carico fa s che gli effetti dinamici di modificazione delle
condizioni di drenaggio e di natura viscosa possano essere particolarmente
rilevanti e produrre nel terreno effetti permanenti significativi

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CARICHI DINAMICI E COMPORTAMENTO DEL TERRENO


Non esistono condizioni di carico
esclusivamente dinamico (c
sempre il peso proprio, poi spinte,
carichi
h esterni))
Linfluenza dei carichi dinamici (e
ciclici) dipende dalla velocit di
applicazione e dal rapporto tra
lampiezza A del carico dinamico e
ciclico e lo sforzo statico iniziale 0:
- se il rapporto piccolo (a)
linfluenza limitata;;
- in caso contrario (b)
linfluenza sensibile e gli effetti
conseguenti dipendono da:
- caratteristiche dellazione dinamica
- natura dei terreni
- condizioni di drenaggio

a)
A

0, u0

b)
A

0, u0

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CARICHI DINAMICI E COMPORTAMENTO DEL TERRENO


La previsione realistica della risposta di un sottosuolo alle azioni sismiche richiede:
1. conoscenza del comportamento dei terreni attraversati dalle onde sismiche in
prove di laboratorio che riproducono condizioni analoghe a quelle del terreno
in sito sotto una determinata azione sismica
2. identificazione di un modello interpretativo di tale comportamento (legge
costitutiva) per ogni strato di terreno attraversato dalle onde sismiche
3. accurata misura o stima dei parametri dinamici richiesti dal modello
Per affrontare il punto (1) necessario definire preliminarmente:
a. quali sono gli stati di sollecitazione e deformazione indotti nellelemento di
volume dalle azioni sismiche
b. come si pu applicare ad un provino di laboratorio una sollecitazione di taglio
equivalente a quella indotta da un terremoto reale
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a. STATI DI TENSIONE E DEFORMAZIONE INDOTTI DALLAZIONE SISMICA


Lazione sismica in un deposito determina:
iin prossimit
i i della
d ll superficie
fi i onde
d
prevalentemente di taglio che si
propagano verticalmente (onde SH
con
direzione
di
propagazione
verticale), ovvero tensioni tangenziali
cyc e deformazioni di taglio cyc
dinamiche e cicliche
condizioni non drenate con
linstaurarsi di sovrappressioni
interstiziali

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a. STATI DI TENSIONE E DEFORMAZIONE INDOTTI DALLAZIONE SISMICA

1) Prima del sisma sui piani orizzontali e


verticali
ti li sono presenti:
ti
sforzi normali (totali) v e h
tensioni tangenziali st

(nel caso di pendio o di carico


applicato in superficie)
h

2) Durante il sisma vengono indotti


sforzi di taglio dinamici

e ciclici cyc

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b. NUMERO DI CICLI EQUIVALENTE


Il moto del terreno prodotto dallazione sismica irregolare in ampiezza e
frequenza e pertanto anche gli sforzi di taglio hanno un andamento irregolare
+

cyc

(a)

In laboratorio, invece, per poter rendere i risultati generalizzabili, utile fare


riferimento a sequenze regolari di forma semplice (armonica, triangolare,
rettangolare ecc.
rettangolare,
ecc ),
) con ampiezza e frequenza costanti nel tempo
quindi necessario stabilire unequivalenza tra gli sforzi di taglio applicati in
laboratorio e quelli presenti (o attesi ) in sito durante levento sismico
Seed et al., 1975

TEORIA DEL DANNO EQUIVALENTE

Numero di cicli equivalente


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b. NUMERO DI CICLI EQUIVALENTE


1. Una sequenza irregolare di cicli di carico pu essere considerata come una
sommatoria di sequenze di cicli regolari, ognuna delle quali costituita da Ni cicli
di ampiezza i
4
+
3
cyc
i, i
2
1

(b)

2. Un elemento di terreno pu essere portato a rottura in infiniti modi, ognuno


dei quali caratterizzato da una particolare combinazione di ampiezze dello
sforzo di taglio e di numero di cicli, ad esempio :
- con una sommatoria di Nif cicli di ampiezza i
- con Nef cicli di ampiezza arbitraria e
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b. NUMERO DI CICLI EQUIVALENTE


3. Leffetto di Neq cicli di ampiezza e equivalente (danno equivalente) a quello
della sommatoria di Ni cicli di ampiezza i e quindi a quello della sequenza
irregolare iniziale (a) :

N eq
Ne f

Ni
if

N eq =

e, eq
O

e = 0.65 max

Ni

Ne f

if

Magnitudo
M
6
6.5
7
7.5
8

Numerodeicicliequivalenti
Neq
5
5
8
12
15
20
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Modificazioni della struttura del terreno indotte da


carichi dinamici e ciclici
Il comportamento del terreno in presenza di carichi dinamici e ciclici assai
complesso
p
a causa di:
- natura granulare del materiale
- presenza di pi fasi
- instaurarsi di condizioni non drenate
In generale, le azioni dinamiche e cicliche:
in terreni asciutti comportano variazioni di volume
in terreni saturi comportano variazioni delle pressioni interstiziali
Le modifiche della struttura del terreno (MICROSCALA) per effetto di carichi
dinamici e ciclici dipendono da:

natura del terreno (coesivo o incoerente)


stato di addensamento o di consistenza iniziale (Dr o IC )
ampiezza dello sforzo di taglio ciclico ()
numero di cicli di carico (N )
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Effetti della ciclicit


MEZZO IDEALE (sferette uguali, lisce e prive di peso)
In relazione allo stato di addensamento iniziale si avr:
- terreno sciolto iniziale riduzione di volume
- terreno denso iniziale aumento di volume
A PRESCINDERE DALLO STATO INIZIALE:
lapplicazione di un carico ciclico comporta lalternanza di riduzioni e aumenti di
volume; il comportamento simmetrico (ad una inversione di corrisponde
uninversione di )

stato sciolto

stato addensato

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Effetti della ciclicit


MEZZO IDEALE (sferette uguali e lisce) DOTATO DI PESO
Se le
S
l sferette
f
sono dotate
d
di peso non c
pi
i simmetria:
i
i il comportamento
diverso in relazione allo stato di addensamento iniziale:

- stato sciolto

{
{

piccolo riduzione di volume immediata e quasi


definitiva
grande aumenti e riduzioni di volume con gradiente
decrescente, complessiva densificazione

- stato addensato

(il materiale tende a dimenticare lo stato iniziale)

piccolo movimento ciclico con piccole variazioni di


volume regolari

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Effetti della ciclicit - TERRENI INCOERENTI ASCIUTTI


- stato sciolto

{
{

piccolo riduzione di volume contenuta (spostamento verso


il basso delle particelle pi piccole e rotazione delle pi grandi) e

comportamento quasi reversibile


grande
d riduzione
id i
di volume
l
iniziale
i i i l grande
d e
progressiva densificazione

- stato addensato

piccolo solo movimento ciclico delle particelle con


variazioni di volume praticamente nulle
grande alternanza di aumenti (comportamento
dilatante) e riduzioni di volume con progressiva lenta
densificazione

STATO SCIOLTO
(e grande)

STATO ADDENSATO
(e piccolo)

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Effetti della ciclicit - TERRENI COESIVI ASCIUTTI


- soffici

{
{

progressiva rottura dei legami; orientamento delle particelle;


significative diminuzioni di volume

- compatti

variazioni di volume significative solo per grandi; alternanza


di aumenti (comportamento dilatante) e riduzioni di volume con
complessiva diminuzione per numero di cicli elevato

TERRENO SOFFICE

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Effetti della velocit di applicazione del carico


Agli effetti della ciclicit (load repetition effects) si aggiungono altri effetti legati
alla velocit di applicazione dei carichi (strain velocity effects) che complicano
notevolmente
t
l
t il quadro
d delle
d ll possibili
ibili risposte
i
t del
d l terreno
t
soprattutto
tt tt in
i presenza
di acqua
Il comportamento di un terreno saturo governato dal principio delle pressioni
efficaci e la resistenza a rottura convenzionalmente descritta dal criterio di
Mohr-Coulomb

= u

= tg +c

Lapplicazione veloce di carichi ciclici in un terreno saturo produce condizioni non


drenate e quindi una modificazione del regime delle pressioni interstiziali e delle
pressioni efficaci, con ricadute sulla rigidezza e sulla resistenza al taglio
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Comportamento dei terreni in condizioni di carico dinamico e ciclico


Prova triassiale ciclica

carico monotono

- apparecchiatura avanzata e complessa


- modalit di prova complessa
- rappresentazione dei risultati sul piano q,
q a
d

1c

(uo)

1c

(uo+
u)

3c

(o d)

1c

3c

(uo+
u)

3c

carico ciclico

T
(o d)

Prova di taglio semplice ciclico


- apparecchiatura avanzata e complessa
- prove capaci di simulare bene le condizioni dei depositi reali durante i terremoti
- rappresentazione dei risultati sul piano ,

(u0)

v
T(t)

T(t)

(u0 +u)

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(u0 +u)

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Prova triassiale: carico dinamico monotono (1/2)

1c
3c

(uo)

3c

(uo+
u)

p=

( 1c + d ) + 2 3c
3

q = ( 1c + d ) 3c

N B Nella prova rapida sia la rigidezza (E=a/a) sia


N.B.

la resistenza a rottura (a,max) sono molto pi elevate


di quelle relative alla prova lenta
(con velocit di carico minori il terreno ha la
possibilit di sfogare fenomeni deformativi di creep, a
sforzo costante, e di relaxation, a deformazione
costante, invece impediti quando la velocit
elevata)

Tensiioneassiale,a[kPa]

1c
1c

Provarapida(dinamica)
(tempodiapplicazione=0.02sec)

200

150

Provalenta(statica)
(tempodiapplicazione=4min)

100

50

w=44%
0
2

10

12

Deformazioneassiale,a[%]
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Prova triassiale: carico dinamico monotono (2/2)


materiali argillosi e limosi
(Ip = 15-50 %; w=20-50%)
(I hih
(Ishihara,
1996)

-per a > 2% Ed/Est > 1


(con una tendenza a crescere allaumentare
di a , fino a raggiungere valori superiori a 2)

Ed/Est

-per a < 0.2%, il modulo di Young secante,


Ed, non molto influenzato dalla velocit di
applicazione del carico (Ed/Est 1)

Deformazione assiale, a

- la resistenza in prove rapide sempre maggiore di quella in prove statiche e il rapporto


tra resistenza dinamica e resistenza statica pu raggiungere valori anche superiori a 2
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Prova di taglio semplice: carico dinamico monotono


In generale la resistenza al taglio in condizioni di carico dinamico monotono
maggiore di quella in condizioni statiche

=/h =tg()
= /
con A: area della sezione
T: forza di taglio

F=

argille F = 1.5 3.0


resistenza dinamica
=
resistenza statica
sabbie F = 1.0 1.15

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Parametri che influenzano la resistenza in condizioni dinamiche


In generale la resistenza al taglio in condizioni di carico dinamico aumenta
allaumentare del grado di sovraconsolidazione, OCR, dellindice di plasticit, IP ,
e della velocit di deformazione, &

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Comportamento dei terreni in condizioni di carico dinamico monotono


curva di decadimento della
rigidezza con la deformazione
curva sforzi deformazioni
di taglio (backbone curve
o curva dorsale)

Parametri che
che definiscono
definiscono la
la curva
curva dorsale:
dorsale:
Parametri

( iperbole ( ) =

Gmax
)
1 + (Gmax / max )

Sulla curva G- si identificano


due importanti livelli deformativi
(soglie di deformazione):

modulo di taglio iniziale, Gmax (o G0)


sollecitazione di taglio massima max

soglia di deformazione lineare (o elastica),


soglia di deformazione volumetrica, v

l
30

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DEFINIZIONI
SOGLIA DI DEFORMAZIONE LINEARE (O ELASTICA),

l :

deformazione di taglio oltre la quale il comportamento del terreno diventa


marcatamente non lineare
lineare.
Convenzionalmente viene definita, con riferimento alla curva G-, come la
deformazione di taglio in corrispondenza della quale il valore del modulo di
taglio G pari al 95% del valore del modulo di taglio massimo Gmax

l = (G=0.95 Gmax)
SOGLIA DI DEFORMAZIONE VOLUMETRICA, v :
deformazione di taglio
g oltre la q
quale
- in condizioni drenate si hanno deformazioni volumetriche irreversibili
- in condizioni non drenate si hanno incrementi della pressione interstiziale
definita come la deformazione di taglio in corrispondenza della quale il
rapporto tra le sovrappressioni interstiziali e la pressione media di
confinamento raggiunge un valore prestabilito (di norma u/0=1%)
Lesperienza ha evidenziato che per =v , G/Gmax=0.600.85

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Prova di taglio semplice: carico dinamico ciclico


I domini di comportamento del terreno e le relative soglie di deformazione,
identificate sulla curva dorsale con riferimento a prove dinamiche di taglio
monotone, possono essere identificate anche in condizioni dinamiche e cicliche
Si considerano tre provini saturi dello stesso materiale (1, 2 e 3):
consolidati alla stessa pressione di consolidazione verticale (v)
sottoposti a sforzi di taglio ciclici regolari, totalmente invertiti, di
ampiezza rispettivamente pari a 1 , 2, 3 ( 1 < 2 < 3)
(prova a sforzo controllato)
CON RIFERIMENTO AL 1 CICLO DI CARICO

Consolidazione
v

T(t)

(u0)

v
h

(u0 +u)

(Provini 1, 2 e 3)

G0
1

max

2
1

32

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Comportamento dei terreni in prove dinamiche e cicliche di laboratorio


Per uno sforzo di taglio ciclico, 1, molto basso ( 1 molto bassa), si osserva:
DOMINIO ELASTICO
LINEARE

PROVINO 1

t
u
u
t

SFORZO
CONTROLLATO

DEFORMAZIONE
CONTROLLATA

COMPORTAMENTO
(VISCO)ELASTICO
LINEARE

allaumentare del numero dei cicli di carico-scarico, l'andamento delle


deformazioni e delle pressioni interstiziali caratterizzato da piccole
oscillazioni intorno allo zero
i cicli di carico, scarico, ricarico risultano praticamente chiusi (modesta
dissipazione di energia) e sovrapposti indipendentemente dal valore di 1
(comportamento elastico lineare)
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Comportamento dei terreni in prove dinamiche e cicliche di laboratorio

DOMINIO ISTERETICO
STABILE

Per uno sforzo di taglio ciclico maggiore (2 > 1), ovvero tale da produrre una
deformazione di taglio ciclica maggiore (2 > 1), si osserva:

PROVINO 2

G
1

u
u

DEFORMAZIONE
CONTROLLATA

SFORZO
CONTROLLATO

10

100

COMPORTAMENTO
VISCOELASTICO
NON LINEARE
(ISTERETICO STABILE)

i cicli di carico, scarico, ricarico sono approssimabili ad ellissi (cicli di isteresi)


si ha dissipazione significativa di energia per attrito
allaumentare del numero dei cicli di carico lampiezza massima della
deformazione ciclica cresce, stabilizzandosi intorno a un valore limite c; i cicli
di isteresi tendono a sovrapporsi, assumendo la stessa forma (comportamento
non lineare: c e energia dissipata dipendono dal valore di 2)
le pressioni interstiziali oscillano intorno allo zero in modo allincirca
34
simmetrico

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Comportamento dei terreni in prove dinamiche e cicliche di laboratorio

DOMINIO ISTERETICO
INSTABILE

Per uno sforzo di taglio ciclico ancora maggiore (3 > 2), ovvero tale da
produrre una deformazione di taglio ciclica elevata (3 > 2), si osserva:
DEFORMAZIONE
CONTROLLATA

SFORZO
CONTROLLATO

PROVINO 3

G
1

u
u
1

10

100

COMPORTAMENTO
VISCO-ELASTOPLASTICO
NON LINEARE
(ISTERETICO INSTABILE)

lampiezza delle deformazioni e le pressioni interstiziali crescono


progressivamente con il numero di cicli di carico
all'aumentare del numero dei cicli di carico, l'area racchiusa da ciascun ciclo
di isteresi sempre maggiore e la direzione della retta congiungente gli
estremi sempre pi inclinata
l'azione continuata degli sforzi di taglio ciclici produce una crescente
instabilit della struttura interna del terreno che porta il provino al collasso

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Definizione del rapporto di smorzamento


Il comportamento dissipativo del terreno viene interpretato facendo riferimento ad
un ciclo - corrispondente allintera sequenza di carico, scarico e ricarico
La rigidezza media durante il ciclo espressa con il modulo elastico equivalente
Geq = pp/pp (rapporto tra le ampiezze picco-picco
picco picco di tensione e deformazione);
se i cicli tensione-deformazione sono simmetrici, Geq coincide con il modulo secante
G della backbone curve
Lenergia dissipata definita mediante il rapporto di smorzamento D

Geq =

pp
pp

D=

WD
4 WS

WD = area del ciclo di isteresi


WS = energia elastica immagazzinata in OA

backbone
curve

c
WD

La definizione di D deriva dalla teoria delle


oscillazioni libere smorzate di un sistema viscoelastico ad un grado di libert

WS
36

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Definizione del rapporto di smorzamento


MODELLO DI KELVIN-VOIGT
m = massa del sistema
k = costante
t t elastica
l ti della
d ll molla
ll
c = coefficiente di viscosit dello smorzatore
u = spostamento del sistema
Equazione di moto per oscillazioni libere (F(t)=0)

mu&& + cu& + ku = 0

[1]

Si definisce:
pulsazione naturale del sistema 0 =

k
= 2 f 0
m

coefficiente di smorzamento critico c c = 2


RAPPORTO DI SMORZAMENTO

km

c 0
c
c
c
=
=
=
cc
2m 0
2k
2 km

[2]
[3]
[4]
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Definizione del rapporto di smorzamento


Con le suddette definizioni lequazione di moto diventa: u
&& + 20u& + 02u = 0
Riferendosi al sistema ad un grado di libert (SDOF - Single Degree of
Freedom) visco-elastico di Kelvin-Voigt,
soggetto ad uno spostamento armonico:
la velocit data da :

u (t ) = u0 sin t

u& (t ) = u0 cos t

La forza
for a esercitata sulla
s lla massa dalla molla e dallo smorzatore
smor atore viscoso
iscoso :

F (t ) = ku (t ) + cu& (t ) = Fk (t ) + F c(t ) = ku0 sin t + c u0 cos t


componente
non dissipativa

componente
dissipativa
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Definizione del rapporto di smorzamento


Lenergia dissipata in un ciclo di oscillazione, ovvero tra t0 e t0+T, data dallarea
interna al ciclo di isteresi ovvero:

WD =

t 0 + 2 /

t0

t + 2 /

0
du
Fc
dt = c 2u02
dt

cos

t dt = c 2u02

t0

D ll equazioni
Dalle
i i [7] e [8] segue che:
h

c = WD /( u02 )

ku0

c u0

u
u0

-u0

k = 2WS / u02

Sostituendo le espressioni di c e k nella [4], avendo posto


definizione di:

[7]

In corrispondenza del massimo spostamento, la


velocit nulla e lenergia elastica accumulata
data da:
1
WS = ku02
[8]

= c u02

D = =

= 0 si ottiene la

c 0
c
WD
=
=
cc
2k
4 W S

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Definizione del rapporto di smorzamento


Se il comportamento del terreno rappresentabile con il modello di Kelvin-Voigt
lequazione sforzi-deformazioni data da = G + G' &
e se ha andamento armonico con ampiezza c e frequenza circolare
un ciclo di isteresi rappresentato da unellisse di area

W D = G ' c2

( G' : viscosit )

lenergia elastica immagazzinata tra 0 e c :

G c
G c

WS =

1
G c2
2

Vale quindi la
seguente relazione:

D=

G '
WD
=
4 WS
2G

Si osserva che D dipende dalla frequenza del carico ciclico,


ovvero dalla velocit di deformazione
NOTA: i metodi per la determinazione del rapporto di smorzamento da prove
dinamiche di laboratorio fanno riferimento al SDOF visco-elastico di Kelvin-Voigt

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DOMINI DI COMPORTAMENTO
In relazione all'ampiezza dello sforzo di taglio dinamico (o della deformazione
di taglio ) i terreni mostrano comportamenti diversi. Al crescere dell'ampiezza
della deformazione di taglio si individuano tre diversi domini di comportamento:
1) elastico lineare, per < l
2) isteretico stabile, per l < < v
3) isteretico instabile, per > v
1)

2)

3)
ELEVATE

l 10-3 10-2 %
v 10-2 10-1 %
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Dominio elastico lineare


Si nel dominio elastico lineare quando < l
Tale dominio di comportamento caratterizzato da:
deformazioni permanenti trascurabili (comportamento reversibile) con
dissipazione di energia durante un ciclo di carico, scarico, ricarico,
molto bassa (1% D0 5%)
andamento dei cicli approssimativamente indipendente dal livello
deformativo (comportamento lineare: D=D0 e G=G0)
sovrappressioni interstiziali praticamente nulle

il comportamento lineare del terreno descritto mediante i parametri G0

e D0

Bassi livelli deformativi ( l 510-3 %)


PROBLEMI DINAMICI: fondazioni di macchine vibranti, vibrazioni prodotte da
transito di veicoli, macchine di cantiere, misure geofisiche etc.
MODELLI: elastico o visco-elastico lineare
PARAMETRI: modulo di taglio iniziale, G0 , e rapporto di smorzamento iniziale, D0
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Dominio elastico lineare

ELEVATE

< l

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Dominio isteretico stabile


Si nel dominio isteretico stabile quando l < < v
Tale dominio di comportamento caratterizzato da:
deformazioni permanenti modeste; significativa dissipazione di energia durante un
ciclo di carico, scarico, ricarico (comportamento visco-elastico)
deformazione massima crescente per alcuni cicli di carico fino ad un valore limite
legato allentit della sollecitazione in modo non lineare;
forma dei cicli tendenti ad un limite legato al livello deformativo raggiunto
sovrappressioni interstiziali oscillanti intorno allo zero, con media quasi nulla

il comportamento non lineare del terreno descritto mediante curve G() e D()

Medi livelli deformativi (510-3 % l v 10-1 %)


PROBLEMI DINAMICI: terremoti (risposta sismica locale), carichi ciclici irregolari
transitori con frequenze tra 1 e 10 Hz
MODELLI: visco-elastico lineare equivalente o non lineare
PARAMETRI: G0, D0 e leggi di variazione G=G() e D=D()

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Dominio isteretico stabile

ELEVATE

l < < v

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Dominio isteretico instabile (1/2)


Si nel dominio isteretico stabile quando > v
Tale dominio di comportamento
p
caratterizzato da:
significative deformazioni permanenti (comportamento elasto-plastico)
ampiezza massima della deformazione legata allampiezza della sollecitazione
e progressivamente crescente col numero di cicli di carico N; significativa
dissipazione di energia durante un ciclo di carico, scarico, ricarico con
andamento dei cicli di isteresi dipendente dal livello deformativo raggiunto e
dal numero di cicli di carico N (comportamento marcatamente non lineare)
accumulo di deformazioni volumetriche nei terreni asciutti o accumulo di
deformazioni e sovrapressioni interstiziali nei terreni saturi
saturi, allaumentare
all aumentare del
numero di cicli di carico N

il comportamento del terreno deve essere descritto mediante relazioni


G(, N), D(, N) e u(, N)
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Dominio isteretico instabile (2/2)


Inoltre, poich applicando un numero crescente di cicli si pu raggiungere
la rottura

necessario talvolta conoscere le leggi


gg di degradazione
g
della
resistenza del terreno con il numero dei cicli cyc = cyc(N)

Elevati livelli deformativi ( v 10-1 %)


PROBLEMI DINAMICI: terremoti distruttivi e esplosioni (carichi ciclici irregolari
transitori di notevole entit e con frequenze elevate)
MODELLI: non lineari elastoplastici, con incrudimento, ecc.
PARAMETRI: G0, D0 e leggi di variazione con deformazione di taglio e numero
di cicli N: G = G(, N); D = D(, N); u = u (, N)
cyc =cyc (N)
(per livelli deformativi > 5 10-1 % si pu definire un
dominio di collasso incrementale con sviluppo di elevate
deformazioni progressive fino alla rottura generalizzata dei
contatti interparticellari)

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Dominio isteretico instabile

ELEVATE

>v
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TERRENI A GRANA GROSSA E A GRANA FINE


Dal punto di vista qualitativo i comportamenti descritti sono caratteristici di tutti i terreni;
nello specifico la risposta dei terreni a grana grossa si differenzia da quella dei terreni a
grana fine
Il comportamento dei terreni a grana grossa governato esclusivamente da:
modificazioni dello scheletro solido (dilatanza)
principio delle pressioni efficaci
Il comportamento dei terreni a grana fine pi complesso e dipende anche dalla

natura
t
d i legami
dei
l
i interparticellari
i t
ti ll i
In particolare lapplicazione veloce di carichi dinamici potenzia i legami interparticellari
mentre lapplicazione di carichi ciclici opera nella direzione opposta, che quella di
produrre fenomeni di fatica del materiale e una sua progressiva destrutturazione

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SOGLIE DI DEFORMAZIONE
Lesperienza ha evidenziato che v / l 30 (Vucetic, 1994)

v l un ordine di grandezza (massimo due)

Valori tipici della soglia lineare: l 10-33 10-22 %


Valori tipici della soglia volumetrica: v 10-2 10-1 %

I valori delle soglie sono pi elevati per le argille che per le sabbie
FATTORI CHE INFLUENZANO LE DUE SOGLIE:
1) nei terreni incoerenti:

indice dei vuoti


pressione di confinamento (tensioni geostatiche)
composizione granulometrica

2) nei terreni coesivi:

indice di plasticit
grado di sovraconsolidazione
velocit di deformazione
aging e cementazione

N.B. Le due soglie dipendono invece poco dalla


pressione di confinamento

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SOGLIE DI DEFORMAZIONE
SABBIE Andamento del rapporto sovrappressioni
interstiziali/pressione di confinamento per diversi valori di Dr

u/0

u/0 = 0 per < 104

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SOGLIE DI DEFORMAZIONE
TERRENI COESIVI Influenza di IP su l
a
elastica shear
lineare,
l [%]
linearSoglia
cyclic
c threshold
strain,
l [%]

1.E-01

1.E-02

Crespellani e Simoni (2007)

Senigallia Quaternary soils


l = 0.0001 IP1.326
Senigallia Plio-Pleistocene soils
R2=0.865
0 865
Gori (1998)
Several Authors (from Lo Presti, 1989)
Silvestri (1991)
Simoni (2003)

1.E-03

1.E-04
0

10

20

30

40

50

60

70

plasticity
index,
PI [%]I [%]
Indice di
plasticit,
P

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SOGLIE DI DEFORMAZIONE
TERRENI COESIVI Influenza di IP su v
Soglia
aclicvolumetrica,
[%] V [%]
volumetric
cyc
threshold shearvstrain,

1 E+00
1.E+00

Lo Presti (1989)

Lo Presti (1989)
Vucetic (1994)

1.E-01

Crespellani e Simoni (2007)

1.E-02

0.0024 I
} R ==0.762

Senigallia Quaternary soils


Gori (1998)

v
2

0.859
P

Simoni (2003)
Tika et Al. (1999)

Lo Presti (1989)
1.E-03
0

10

20

30

40

50

60

70

plasticity
index, PII [%[%]
]
Indice di
plasticit,
P

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SOGLIE DI DEFORMAZIONE

ARGILLE DI SENIGALLIA
IInfluenza
fl
di IP su l e v

v l costante al variare di IP

ARGILLE DI SENIGALLIA
Influenza di 0 sullincremento delle
pressioni interstiziali

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SOGLIE DI DEFORMAZIONE

Soglia volumetrica, v [%]

Influenza di OCR e di IP su v

Grado di sovraconsolidazione, OCR


55

28