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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE e AMBIENTALE


Sezione Geotecnica

Metodi di indagine sismica in sito (parte I)

Prof. Ing. Claudia Madiai Ing. Elisa Gargini

prof. ing. Claudia Madiai


Corso di Ingegneria Geotecnica Sismica

METODI GEOFISICI E MISURE SISMICHE


Le tecniche geofisiche (e tra queste prevalentemente le misure sismiche),
venivano utilizzate
l
inizialmente
l
su larga
l
scala,
l per identificare
d
f
le
l grandi
d strutture
sepolte, la morfologia del sottosuolo e per definirne, in maniera indiretta, la
stratigrafia (spessore ed alternanza degli strati, posizione del bedrock), le
caratteristiche idrauliche (profondit del livello di falda) e le propriet meccaniche
in campo statico dei depositi (rigidezza a taglio e compressione dei materiali)
A partire dagli anni 70 e 80 tali tecniche hanno subito una notevole diffusione di
fronte alla crescente domanda del loro uso anche a scala ridotta per
caratterizzare
i
con maggiore
i
dettaglio
d
li le
l propriet
i dei
d i terrenii superficiali
fi i li in
i campo
dinamico (per lapplicazione di normative antisismiche sempre pi specifiche e
stringenti, per lanalisi di stabilit dei pendii in condizioni sismiche, per studi di
liquefazione, per analisi di microzonazione sismica, etc.)

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PROVE IN SITO - MISURE SISMICHE


Le MISURE SISMICHE costituiscono un sottoinsieme delle tecniche geofisiche e
consistono nel produrre un disturbo meccanico in un punto del terreno
(sorgente) e nel monitorare il moto risultante, determinato dalle conseguenti
onde sismiche generate, in uno o pi punti circostanti (ricevitori)
Le misure sismiche possono essere classificate come:
attive (le onde vengono generate da una sorgente opportunamente
energizzata durante la prova)
passive (viene utilizzato come sorgente il rumore ambientale di fondo)
e:
non intrusive (quando sia la sorgente che i ricevitori sono ubicati in
superficie durante la prova)
intrusive (quando la sorgente o i ricevitori o entrambi sono ubicati
allinterno del terreno)
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TECNICHE GEOFISICHE

Misure sismiche

Altri metodi geofisici

Intrusive

Gravimetriche

Non Intrusive

Elettriche

Vp VS

DH

CH
Foro

SVLM

Passive

Attive

Attive
VP VS

VP

VS

VS

VS

VS

VS

Magnetiche

Rifr.(TS) Rifl. SASW CSW MASW F-k NASW


i indiretta
i di tt (metodi
(
t di SWM)
mis.
i diretta
di
mis.
SCPT SDMT
(CH,DH)

Superficiali

Elettromagn.

DH: Down-Hole; CH: Cross-Hole; SVLM: Suspension Velocity Logging Method; SCPT: Seismic Cone Penetration
Test; SDMT: Seismic Dilatometer Test; Rifr.: prova a rifrazione; Rifl.: prova a riflessione; TS: Tomagrafia
Sismica; SASW: Spectral Analysis of Surface Waves; CSW: Continuos Surface Waves; MASW: Multichannel
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Analysis of Surface Waves; F-k: Frequecy-wave number; NASW: Noise Analysis of Surface Waves

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PROVE IN SITO - MISURE SISMICHE

Vantaggi e svantaggi
Le misure attive sono g
generalmente preferibili
p
rispetto
p
a quello
q
passive
p
per
p il
maggiore contenuto energetico della sorgente che consente di ottenere una
risposta del terreno pi simile, in termini di ampiezza e contenuto in frequenza, a
quella che si avrebbe in condizioni sismiche
Le misure passive (microtremori) forniscono buoni risultati nel descrivere la
risposta sismica di un terreno ma solo in termini di contenuto in frequenza, sono
operativamente pi semplici e in alcuni casi anche pi economiche.
Le misure intrusive sono in genere pi costose in quanto richiedono llesecuzione
esecuzione
di prefori o lutilizzo di penetrometri; daltra parte forniscono una stima dei
parametri dinamici pi precisa con la profondit
Le misure non intrusive, sebbene pi economiche, spesso richiedono un ingombro
superficiale areale incompatibile con le caratteristiche del sito e forniscono risultati
attendibili limitatamente agli strati pi superficiali.
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PROVE IN SITO - MISURE SISMICHE

Applicazioni
Le misure sismiche consentono di:
misurare direttamente la velocit di propagazione delle onde sismiche nel
terreno (onde di volume P e S, onde superficiali di Rayleigh, etc.), da cui si ricava
il valore iniziale del modulo di taglio, G0
ottenere indirettamente informazioni sulla stratigrafia di un deposito, la posizione
del bedrock e della falda
Tali misure possono essere dunque impiegate:
per lidentificazione
lid tifi i
a grande
d scala
l delle
d ll condizioni
di i i geomorfologiche,
f l i h
stratigrafiche e idrauliche del sottosuolo
nella definizione del modello geotecnico per problemi relativi a:
- risposta sismica locale
- liquefazione sismica
- stabilit di pendii in condizioni sismiche
- progettazione in aree sismiche (secondo le normative antisismiche)

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MISURE SISMICHE

PER LA CARATTERIZZAZIONE DINAMICA DEI TERRENI


Come tutte le prove in sito, le misure sismiche presentano, rispetto alle prove
dinamiche in laboratorio, vantaggi e svantaggi.
Pertanto le due classi di prove sono tra loro complementari e solo se usate
congiuntamente permettono di ottenere una affidabile caratterizzazione meccanica
dei terreni anche in campo dinamico
Tra i vantaggi delle prove dinamiche in sito rispetto alle prove di laboratorio:
maggiore rapidit ed economia
caratterizzazione pi continua delle propriet geotecniche con la profondit
esame di un volume maggiore di terreno
maggiore affidabilit per la determinazione dei parametri di deformabilit a bassi
livelli deformativi
Tra gli svantaggi:
le difficolt nella definizione delle condizioni al contorno, delle condizioni di
drenaggio e dello stato tensionale in sito rendono pi incerta linterpretazione dei
risultati
lesecuzione della prova stessa pu introdurre ulteriori non controllabili fattori di
disturbo che ne falsano lesito
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PROVE IN SITO E DI LABORATORIO

PER LA CARATTERIZZAZIONE DINAMICA DEI TERRENI


Ciascuna delle due classi di prove dinamiche (sito, laboratorio) esplora il
comportamento del terreno in un particolare campo di deformazioni e di frequenze:

Con prove dinamiche in sito si pu determinare solo il modulo di taglio iniziale G0; con
(diverse) prove dinamiche di laboratorio si pu esplorare il comportamento da piccole
deformazioni a rottura.
Il modulo di taglio iniziale G0 misurato in sito sempre superiore a quello misurato in
laboratorio: le prove di laboratorio permettono di definire il modello di comportamento
dinamico del terreno, ma, a causa del disturbo, non forniscono valori attendibili del modulo
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di taglio, che deve essere ricavato da prove in sito.

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PROVE IN SITO - MISURE SISMICHE


Le prospezioni sismiche in sito si basano sui seguenti passi fondamentali:
1. generazione di onde sismiche (di volume o di superficie) con una sorgente
polarizzata
2 registrazione
2.
i t i
d li effetti
degli
ff tti prodotti
d tti con uno o pi
i ricevitori
i it i (geofoni)
(
f i)
3. interpretazione dei segnali registrati con individuazione dei tempi di arrivo
delle onde P, S ed R e quindi delle relative velocit di propagazione

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PROVE IN SITO - MISURE SISMICHE


Non esistono al momento raccomandazioni che disciplinano in toto le modalit
esecutive di questo tipo di prove (come accade invece per le prove geotecniche
t di i
tradizionali,
li ad
d es. Raccomandazioni
R
d i i AGI,
AGI norme ASTM,
ASTM etc.)
t )
Per alcune si possono trovare capitolati o istruzioni tecniche di riferimento
(SPEA, varie Amministrazioni Regionali, etc.) e singole norme ASTM (ad es. per
la prova cross-hole)
Questo costituisce un serio problema specie considerando che:
da un lato si tratta di prove specialistiche (che richiedono attrezzature
particolarmente costose e manodopera altamente specializzata)
dallaltro, specie negli ultimi anni, tali prove hanno trovato unampia diffusione,
anche al di fuori del campo della ricerca, in ambito professionale, per la sempre
pi crescente richiesta da parte di Amministrazioni pubbliche e privati per
applicazioni in vari campi (progettazione antisismica, studi di microzonazione,
etc.)
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO A RIFLESSIONE


Si basa sul fatto che in presenza di una discontinuit parte dell'energia sismica
viene riflessa
Analizza i tempi
p che intercorrono tra l'istante di g
generazione di un impulso
p
e
l'istante di ricezione in superficie mediante una serie di geofoni, dopo una o pi
riflessioni da parte di altrettante superfici riflettenti
Lanalisi e linterpretazione dei segnali riflessi registrati in superficie permettono di
evidenziare la posizione di strati caratterizzati da diversa impedenza sismica e di
stimare le velocit di propagazione delle onde di volume in ciascuno di essi

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO A RIFLESSIONE

onda diretta

td =

x
VP 1

onda riflessa t r =

2d
=
VP1

x2 + 4H 2
VP 1

Individuando i tempi di arrivo dellonda diretta, td , e dellonda riflessa, tr ,


possibile ricavare la velocit di propagazione dellonda sismica (VP1) e lo
spessore dello strato (H)
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO A RIFRAZIONE


Riferendosi alla legge di Snell, si hanno i due possibili casi:
1) se VP2 > VP1 il raggio rifratto si allontana dalla normale alla superficie di
separazione
2) se VP2 < VP1 il raggio rifratto si avvicina alla normale alla superficie di
separazione tra i due strati
Nel primo caso (VP2 > VP1), aumentando la distanza fra sorgente e ricevitore
(ovvero l'angolo d'incidenza) si raggiunge un angolo critico iC in corrispondenza
del quale londa rifratta si propaga lungo la superficie di separazione
L'angolo critico si ottiene dalla legge di Snell considerando un valore allangolo di
rifrazione r di 90:

sin (ic ) =

VP1
VP 2

Londa orizzontale di velocit VP2


genera a sua volta un'onda rifratta
dal mezzo 2 al mezzo 1 che
emerge con angolo iC

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO A RIFRAZIONE


Londa che segue il percorso SABR detta onda birifratta
Un passo fondamentale del metodo determinare se arriva prima al ricevitore londa
diretta o londa (bi)rifratta: se il geofono posizionato vicino alla sorgente arriver prima
l'onda diretta (l'onda rifratta non esiste); per distanze maggiori onda diretta e rifratta
saranno in competizione (londa diretta ha un percorso pi breve, l'altra viaggia a velocit
maggiore). Ad una certa distanza xc dalla sorgente, l'onda rifratta supera l'onda diretta

tempi di arrivo:

onda diretta t d =

x
VP 1

onda rifratta
tr =

x 2H cos(ic )
2H
SA AB BR
x 2H tan(ic )
x 2H 1
V

+
+
=
+
=
+
P1 tan(ic ) =
+
VP1
VP1 VP 2 VP1 VP1 cos(ic )
VP 2
VP2 VP1 cos(ic ) VP 2
VP 2
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO A RIFRAZIONE


In pratica, riportando in grafico i tempi di arrivo in funzione della distanza x dalla sorgente,
si ricostruiscono le dromocrone dellonda diretta e rifratta. Dalle pendenze si ricavano VP1 e
VP2 e quindi ic = arcsen(VP1/VP2).
Prolungando la dromocrona dellonda rifratta fino a determinare lintersezione tr0 con lasse
VP1
delle ordinate si pu determinare lo spessore H con la relazione: H =
2 cos(ic )
oppure in funzione dellascissa xc
del punto di intersezione tra le
t
dromocrone:

H=

xc VP 2 VP1
2 VP 2 + VP1
tr 0 =

2 H cos(ic )
VP1

xc

x
VP1

VP2 > VP1

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO A RIFRAZIONE

Limitazioni intrinseche del metodo a rifrazione:


strato nascosto

inversione di velocit

((lo
o strato
a o troppo
oppo sottile
o
perch
p
londa
o da rifratta
a a
possa essere distinta da quelle generate dai
rifrattori sovrastanti e sottostanti)

(non si genera londa


l onda rifratta)

x
VP1
VP2 < VP1
VP3 > VP2

H1
H2

VP1
VP2 > VP1
VP3 > VP2

H1
H2
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI


Esempio di risultati di prospezione sismica a rifrazione con elaborazione standard per
rifrattori (GRM) e tomografica

Con una particolare elaborazione degli stendimenti sismici possibile realizzare le cos
dette tomografie sismiche

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI


METODI A RIFLESSIONE E RIFRAZIONE
SVANTAGGI
'
'
'
'
'

impossibilit di indagare,
indagare con la stessa affidabilit,
affidabilit profondit elevate (> 30 m)
misura di valori di velocit mediati su ampi volumi di terreno
impossibilit di rilevare strati sottili a differente rigidezza
elevati ingombri areali
maggiori incertezze sulla misura della velocit delle onde S

VANTAGGI
& non invasive e con impatto ambientale nullo (tranne il caso delle esplosioni)
& economiche (ottime per indagini preliminari)
& si possono coprire vaste aree
COSTI E AFFIDABILIT
Per quanto riguarda i costi, le prospezioni sismiche a riflessione e a rifrazione si
collocano rispetto alle altre prove sismiche in una fascia bassa con affidabilit
delle misure media
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODI SWM


In generale le prospezioni sismiche di superficie che adottano le tecniche a
riflessione e rifrazione consentono soltanto una descrizione sommaria del sito;
risultano particolarmente efficaci per la localizzazione di strati con elevato
contrasto di impedenza (ad es. per lindividuazione del bedrock o di cavit).
Un recente sviluppo delle prospezioni di superficie rappresentato dai metodi
SWM (Surface Wave Methods).
Queste tecniche consentono di ricostruire profili di rigidezza del sito a partire
da misure della velocit delle onde di Rayleigh (VR)

sorgente

ricevitori

Onde di Rayleigh
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODI SWM


Alla base di questi metodi vi la constatazione che la profondit investigata, z,
proporzionale alla lunghezza donda della perturbazione, (/3 z /2).
Inoltre, in un mezzo non omogeneo (mezzo dispersivo), la velocit di
propagazione
p
p g
delle onde di Rayleigh
y g dipende
p
dalla lunghezza
g
donda e dalla
frequenza di eccitazione. Supponendo che leccitazione sia rappresentata da una
vibrazione sinusoidale continua di frequenza f, la differenza di fase tra lo
spostamento verticale in corrispondenza della sorgente e di un punto P ad una
certa distanza x dalla sorgente legata al tempo di viaggio dellonda dalla
sorgente a P, ovvero alla sua velocit di propagazione VR (velocit di fase, V).

x
VR

2 f x
VR

Ad una distanza pari


alla lunghezza donda
, = 2, da cui:

VR = V =

= f
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODI SWM


Le prime misure sismiche superficiali consistevano nellapplicare in superficie al
terreno una sorgente vibratoria sinusoidale di frequenza f e nel trovare la
posizione del ricevitore pi vicina in cui la vibrazione rilevata fosse in fase con
quella della sorgente, ovvero la lunghezza donda , cos da ottenere la velocit di
fase VR. Modificando la frequenza delleccitazione, si costruiva la curva che
esprime la variazione della velocit di fase con la frequenza o con la lunghezza
donda (curva di dispersione).
Al diminuire della frequenza f (ovvero allaumentare della lunghezza donda ),
aumenta, oltre allentit dello spostamento massimo (ampiezza dellonda), anche
lo spessore dello strato superficiale interessato dal passaggio dellonda.

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODI SWM


Schematizzando il terreno come un semispazio elastico omogeneo (mezzo non
dispersivo), la curva di dispersione delle velocit di fase costante, perch V
indipendente dalla frequenza delleccitazione. Se il semispazio elastico costituito
p
finito seguito
g
da uno strato infinitamente esteso,,
da uno strato di spessore
entrambi omogenei ma di caratteristiche diverse luno dallaltro (mezzo
dispersivo), la velocit di fase varia con la frequenza: per alti valori di f (bassi
valori di , profondit investigata limitata), V tende al valore caratteristico dello
strato superficiale; per bassi valori di f (alti valori di , maggiore profondit
investigata), V tende al valore caratteristico dello strato inferiore.

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODI SWM


Determinata V = VR, si ricava la velocit delle onde di taglio VS nei diversi strati:
VR(z) VS(z); 0.86

VR
0.95 a seconda del valore del coefficiente di Poisson .
VS

Nei casi reali,


reali pi complessi,
complessi si possono applicare le stesse considerazioni,
considerazioni anche
se lattribuzione delle velocit di fase ricavate dalla curva di dispersione ai singoli
strati molto pi incerta.
Diventa cos necessario ricorrere a
procedure
numeriche
iterative
(inversione), che permettono di ottenere
il profilo di rigidezza del sito pi
probabile,
ovvero
quello
a
cui
corrisponde
p
una curva di dispersione
p
che
sia il pi vicino possibile a quella ottenuta
sperimentalmente. In ogni caso, si
dovrebbe gi possedere una conoscenza
minima della stratigrafia del sottosuolo
(ad esempio attraverso sondaggi), in
modo da poter controllare il modello
ottenuto dalla procedura di inversione.

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO SASW


La p
principale
p
tecnica SWM oggi
gg utilizzata il metodo SASW (Spectral
p
Analysis
y of
Surface Waves).
Il metodo utilizza due ricevitori disposti simmetricamente rispetto alla verticale da
esplorare, ed una sorgente, allineata con i ricevitori, che consiste in un impulso
verticale realizzato con un martello o con un peso lasciato cadere da unaltezza
nota. Linsieme dei ricevitori (geofoni) e della sorgente detto stendimento.
La prova viene ripetuta aumentando progressivamente linterasse fra i geofoni
(che rimangono posizionati simmetricamente rispetto alla sorgente, lungo lo
stesso allineamento), ed adottando come sorgente martelli o pesi via via pi
grandi. Lenergia richiesta infatti tanto maggiore quanto maggiore la
lunghezza dellonda che si vuole generare, ovvero quanto maggiore la
profondit di investigazione (per questo non si va in genere oltre i 40 m).

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO SASW


Nel caso in cui vengano impiegati pi ricevitori la prova detta prova
multicanale FK (frequenza, F, numero donda, K) oppure prova MASW
(Multichannel Analysis of Surface Waves)
I ricevitori sono disposti ad interasse costante pari ad x mentre la sorgente
allineata con essi e posta a distanza d, fatta variare durante la prova
Il vantaggio della prova multicanale consiste nella possibilit di elaborare un
maggior numero di segnali da cui ricavare un profilo di rigidezza pi attendibile

sorgente

ricevitori

x
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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO SASW


TECNICA DI PROVA
1) i ricevitori verticali sono posizionati
simmetricamente
rispetto
alla
verticale da esplorare CL
2) la sorgente allineata ai ricevitori,
a distanza d da uno di essi (di
norma il primo valore d=1m)
3) viene eseguita lenergizzazione
verticale, attivando la registrazione
d
dellimpulso con opportuno
d
d
anticipo
ti i (trigger)
(t i
)
4) viene spostata la sorgente in maniera diametralmente opposta rispetto alla
verticale da esplorare e ripetuto il passo precedente (questa procedura
permette di eliminare gli effetti dovuti allinclinazione degli strati)
5) la procedura ripetuta aumentando progressivamente d ( necessario
aumentare d in quanto con ogni configurazione possibile esplorare solo un
tratto della curva di dispersione)

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO SASW


I ricevitori impiegati sono geofoni di superficie (con trasduttori di velocit
posizionati verticalmente) con frequenze naturali comprese tra 1 e 10Hz

Il tipo di sorgente varia in funzione


della profondit da investigare ovvero
della lunghezza donda da generare
Vengono
generalmente
impiegati
martelli di massa modesta (1-8kg) per
generare perturbazioni con piccole
lunghezze donda oppure masse
elevate (2-3t) fatte cadere da 2-3m di
altezza per generare onde sismiche
con elevati valori di .

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO SASW


INVERSIONE DELLA CURVA DI DISPERSIONE
La
ap
procedura
ocedu a segu
seguita
ta pe
per linversione
e so e d
di misure
su e S
SASW
S (o MASW)
S ) la
a segue
seguente:
te
1. discretizzazione della verticale esplorata in strati (supposti orizzontali, elastici,
omogenei e isotropi) poggianti su semispazio elastico
2. assegnazione di valori di tentativo ai parametri geometrici e geotecnici degli
strati e del semispazio (spessore, d, velocit delle onde di taglio, VS,
coefficiente di Poisson, , e densit, )
3 aggiustamento dei parametri del
3.
modello (rigidezze e spessori) fino a
raggiungere il miglior accordo fra la
curva di dispersione teorica e quella
sperimentale

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MISURE SISMICHE
SUPERFICIALI - METODO
SASW
INVERSIONE DELLA
CURVA DI DISPERSIONE

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MISURE SISMICHE SUPERFICIALI - METODO SASW


Confronto fra curva di dispersione teorica e curva di dispersione sperimentale

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TECNICHE BASATE SULLE ONDE SUPERFICIALI


VANTAGGI
& non invasive e con impatto ambientale nullo
& economiche
& consentono di coprire aree estese
& permettono di caratterizzare depositi stratificati orizzontalmente
& individuano bene strati di materiali soffici superficiali sopra strati pi rigidi
SVANTAGGI
' poco affidabili a profondit maggiori di 40 m (che richiederebbero comunque
maggiori energizzazioni), per indagare le quali sono necessarie lunghezze donda
elevate, corrispondenti a basse frequenze, campo in cui in genere si concentra
anche il rumore
' non adatte a terreni sovraconsolidati (in genere sottostimano VS)
' molto sensibili ai disturbi ambientali
' i modelli numerici adottati per linversione devono essere utilizzati con accortezza
(una scelta sbagliata del modello o dei parametri pu compromettere i risultati)
' spesso sono richieste nellinterpretazione interventi soggettivi delloperatore
COSTI E AFFIDABILIT
Le prospezioni sismiche basate sullanalisi di onde superficiali si collocano rispetto
alle altre prove sismiche in una fascia media
31

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