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Cap.

XX
Parentes
I bambini piccoli che non possono ancora parlare vengono chiamati infanti .
Un piccolo infante solito dormire nella culla. La culla il lettino dellinfante. L
infante dorme molte ore non solo di notte, ma anche di giorno; infatti un lungo
sonno necessario all infante tanto quanto il cibo.
Linfante non pu privarsi n del sonno n del cibo. In che modo linfante, che
non pu parlare, reclama il cibo? L infante che senza cibo vagisce a voce alta.
In questo modo il piccolo infante reclama il cibo. Allora accorre la madre ed
attacca l infante al suo petto. Linfante beve il latte della madre. Il piccolo
infante, che non ha denti, vive non di pane ma di latte. Se la madre non pu o
non vuole nutrire essa stessa il suo infante, l infante viene nutrito da un altra
donna, che per lui sostituisce la madre. La donna che nutre un infante non suo
viene chiamata nutrice. Molti infanti Romani vengono nutriti non dalle loro
mamme ma da nutrici.
Molte mamme non vogliono allevare loro stesse gli infanti. Cinque anni fa Giulia
era una piccola infante. A quel tempo Emilia aveva un infante nella culla. Ora
sente la mancanza di un piccolo infante: la culla vuota. Ma tra pochi mesi un
nuovo infante sar nella culla. Emilia avr di nuovo un piccolo infante e la culla
non sar vuota. Allora Giulio ed Emilia avranno quattro figli. Emilia muover
contenta la culla e sottovoce canter: Ninna nanna. Il padre porter sulle
braccia il suo infante e lo amer non meno della madre. Il padre e la madre
ameranno ugualmente il loro infante. Un anno dopo il padre e la madre
verranno chiamati dal loro infante, Emilia verr per chiamata mamma e non
madre, e Giulio non verr chiamato padre ma pap; ed infatti linfante
non potr pronunciare i nomi stessi padre e madre. Linfante dir perci ai
suoi genitori: Mamma! Pap!.
E linfante non solo dir le prime parole ma far anche i primi passi. All inizio
suo padre lo sorregger e lo condurr per mano, ma ben presto linfante
incomincer a camminare da solo e non sar sorretto dai genitori n condotto
per mano. Linfante che cammina verr lodato dai genitori contenti. Nello stesso
tempo linfante imparer molte parole e presto imparer a parlare
correttamente. Chi delle due nutrir linfante di Emilia, la madre o la nutrice?
Linfante verr nutrito dalla madre. Proprio Emilia attaccher al suo petto
linfante che vagisce. Linfante berr il latte della madre, non della nutrice. Alla
sera due ancelle porteranno la culla nella camera da letto dei genitori e la
sistemeranno davanti al loro letto. Se linfante dormir bene e non vagir,
anche i genitori dormiranno bene e non saranno svegliati dal sonno dall infante
che vagisce. Giulio allora parla con la moglie nel peristilio. Emilia seduta
stanca sulla sedia. Il marito e la moglie parlano non gi del tempo trascorso ma
del tempo futuro. Il loro discorso verte sulle cose future.
Giulio, che ormai nota che Emilia aspetta un nuovo infante, O Emilia! dice,
presto avremo un figliolo.
Emilia: Figlio? Abbiamo gi due maschi. Io voglio avere unaltra figlia, non
voglio pi di due maschi! Perch tu vuoi avere un maschio, Giulio? Non sarai
forse felice se avrai una figliola? Forse amerai meno una figliola di un figlio?
Giulio: Senza dubbio sar felice se avr unaltra figlia. Nessuno amer di pi di

una figliola.
Emilia: Gi ami di pi i tuoi figli maschi della tua figliola Giulia: lodi spesso
Marco e Quinto, ma lodi di rado Giulia, bench sia una fanciulla educata. Voi
uomini volete avere solo figli maschi, non amate le figlie!
Emilia si alza e fa un passo verso la porta.
Giulio: Rimani qui con me, Emilia.
Emilia fa un altro passo verso la porta, pi si ferma incerta.
Giulio: Non andare via! Voglio parlare con te.
Emilia non si allontana, ma rimane presso il marito. I coniugi continuano il
colloquio.
Ecco il loro colloquio:
Giulio: Noi uomini non vogliamo avere solo figli maschi ma anche figlie, e non
amiamo meno le figlie dei figli. Di sicuro le donne si distaccano pi raramente
dai loro figli Emilia: Molte madri abbandonano i loro infanti presso le nutrici,
io invece rimarr presso il mio infante: non mi allontaner mai da lui! Se sar
ammalato, io stessa lo curer e veglier tutta la notte accanto a lui; nessuno
pu curare un infante ammalato cos bene che la sua stessa madre.
Giulio: Ti allontanerai forse da un infante sano?
Emilia: Per niente! Una buona madre deve sempre rimanere accanto al suo
infante. Sia che l infante stia bene sia che sia ammalato, la madre stessa lo
deve curare e nutrire questo il compito della madre!
Giulio: Tu stessa alleverai il tuo infante con il tuo latte?
Emilia: Di sicuro io stessa allever il mio infante. Io far il mio dovere! E non
sar accanto all infante solo di giorno ma anche di notte: dormir sempre con
lui.
Giulio: Cosa? Noi e linfante dormiremo nello stesso letto? Potremo dormire a
stento unora se l infante striller. Se tu ed il tuo infante dormirete nel nostro
letto, io di certo dormir in un altro letto, dove non verr svegliato dall infante
che vagisce!
Emilia: O Giulio! Cos parla un uomo che non conosce il suo dovere!
Giulio: Il mio dovere fare soldi e tirare su una grande famiglia, non andare a
letto con un infante che strilla! Il sonno necessario all uomo che lavora!
Emilia adirata Non continuare dice non voglio udire altro da te! e di nuovo
comincia ad andare in direzione della porta. Rimani, Emilia! dice Giulio, Non
lasciarmi cos! ma lei prosegue verso la porta.
Proprio allora Sira, che in quel momento stesso entra nel peristilio assieme con
Giulia, si imbatte sulla porta nella padrona. Emilia fermandosi davanti a Sira e
Giulia Cosa volete? dice, perch non rimanete in giardino?
Sira: Perch tra poco avremo la pioggia: ecco il cielo che si copre di nere
nuvole. Se rimarremo nel giardino, ci bagneremo. Anche voi vi bagnerete,
signori, se rimarrete qui nel peristilio.
Giulio guardando il cielo: Dici bene osserva, quelle nuvole portano la
pioggia Venite con me nellatrio! Presto il sole splender di nuovo.
Giulio entra nell atrio; Emilia lo segue assieme Giulia e Sira. Nellatrio Giulio ed
Emilia guardano in silenzio la pioggia che cade nel bacino di raccolta.
Giulia si accorge del silenzio dei genitori, e Perch state zitti? dice, Siete
forse tristi? Io vi tirer su il morale!
Emilia: Pensiamo ai miseri marinai, il cui compito navigare, sia quando il
mare tranquillo sia quando agitato. Molti marinai annegano in mare, mentre

cercano di importare in Italia, da paesi straniere, cose necessarie. O miseri


marinai, che non faranno mai ritorno a casa! O, miseri figli dei marinai che,
dopo questa tempesta non vedranno i loro padri!
Giulia: Io sono contenta che mio padre non marinaio e pu rimanere a casa
accanto a noi. Giulio, che domani andr a Roma, Non sempre dice, mi
concesso di rimanere accanto a voi, Giulia. necessario che io domani mi
separi di nuovo da voi, e non andr per la verit in terre straniere, come il
marinaio.
Giulia: Dove andrai, pap? Quando ritornerai? Io e la mamma ti seguiremo!
Giulio: A che scopo seguirmi? Partir per Roma, da dove ritorner ogni tre
giorni, se potr.
Giulia: Non allontanarti da noi! Oppure, se sar necessario andare via da casa,
non solo ogni tre giorni, ma ogni giorno devi tornare da noi. Di questo ti prego!
Non voglio starti lontana, pap. Tutti i giorni ti verr incontro.
Giulio: Hai sentito, Emilia? Giulia dice che non pu stare lontana da suo
padre, pertanto non mi vuole meno bene di quanto ne voglia a te. Ed io di
certo voglio bene a mia figlia ed ai miei figli in pari modo. E non vorr meno
allaltra figlia,
Giulia: Quale altra figlia dici? Non ho una sorella.
Rimanendo Giulio in silenzio, Emilia Non sarai contenta, Giuliola dice se avrai
una sorellina?
Giulia: Non voglio avere una sorella! Infatti, se avr una sorella, lei sola sar
amata da voi, io non sar amata!
Emilia: Di certo tu non sarai meno amata da noi: tu e la sorellina sarete amate
equamente.
Giulia: Se sar amata equamente, sar contenta. Ma sar molto pi contenta
se avr un fratello, madre! Non saresti contento anche tu, pap, se avrai un
figliolo?
Giulio rimane in silenzio.
Emilia per, prima che Giulia noti il silenzio del padre, Non dire pap e
mamma, Giuliola! dice, Quei nomi non li vogliamo sentire da te. Cos
parlano i bambini, ed il linguaggio dei bambini non ti si addice. bene che tu
dica padre e madre.
Giulia: Se non sono una bambina, non chiamatemi Giuliola! Questo nome
non mi si addice. Il mio nome : Giulia.
Emilia: Dici bene, Giulia. Tu perci sarai chiamata da noi Giulia e noi saremo
chiamati da te padre e madre.
Giulia: Cos sarete sempre chiamati da me, pap e mamma!.