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Greci e Persiani

La nascita dellimpero persiano


VI secolo il Medio Oriente interessato da un mutamento:
Ciro il Grande protagonista dellespansione militare e dopo aver assoggettato il vicino regno di Media e quello
neoelamita, vince anche Lidi e Babilonesi conquistando nel 547/546 Sardi, capitale della Lidia e nel 539 Babilonia.
Si forma un impero di dimensioni gigantesche, esteso tra Mediterraneo e Asia centrale che dopo la morte di Ciro (530) si
amplia grazie al figlio Cambise con lannessione dellEgitto dopo la vittoria del 525 a Pelusio su Psammetico III,
lultimo faraone della dinastia saitica.
Dario I fondatore della dinastia degli Achemenidi: incorpora alcuni territori indiani a Oriente e della Cirenaica a
Occidente, con la costituzione anche di una propaggine in Europa: tra 512 e 510 tutta la costa meridionale della Tracia
fino al fiume Strimone viene conquistata da Megazabo, e il regno di Macedonia deve accettare una condizione di
vassallaggio nei confronti di Dario. Fallisce la spedizione contro il popolo nomade degli Sciti.
o Con Dario limpero si caratterizza per lequilibrio tra rigido dominio esercitato sui popoli sottomessi e la
salvaguardia delle autonomie locali: le citt conquistate non sono distrutte e le lite locali sono coinvolte nel
governo delle comunit soggette, le cui tradizioni istituzioni e culturali vengono rispettate.
o Gli obblighi sono la fornitura di manodopera per le campagne militari e il versamento di un tributo.
o Tutto limpero viene suddiviso il 20 circoscrizioni indicate come satrapie, grandi province multietniche con a
capo governatori scelti tra la nobilt persiana e dotati di ampi poteri militari e civili, i satrapi.
o Sono realizzate grandi arterie di comunicazione e un corpo di ispettori itineranti denominati occhi del re
provvede a tenere sotto controllo loperato dei satrapi.
o Il sovrano una figura carismatica con potere assoluto e il favore di Ahura Mazda, la divinit suprema e la
legittimazione della sua autorit.
Per i persiani si riveler difficile mantenere la coesione del loro impero e contrastare le spinte autonomistiche.
I Greci dAsia e limpero persiano
I Greci dAsia erano minacciati dalle tendenze espansionistiche della vicina Lidia: a partire dal primo sovrano Gige, i
Mermnadi cercano di porre sotto il loro controllo le poleis della costa, che sotto il regno di Creso, ultimo esponente della
dinastia, sono costrette a sottomettersi al dominio lidio (Smirne viene distrutta nel 600).
Le citt conservano per la loro autonomia e tra le lite dei due popoli si instaurano rapporti stretti e si sviluppa una comune
cultura greco-lidia. Perci le poleis greche guardano con diffidenza larmata persiana quando questa arriva in Asia Minore.
Dopo la sconfitta di Creso ad opera dei persiani (547-546) i greci devono riorganizzare la propria resistenza, ma n lappello
a Sparta n la riunione della lega ionica a Mileto producono un risultato concreto: tutte le poleis micrasiatiche e le isole
prospicienti la costa (tranne Samo) vengono sottomesse con la forza dai generali di Ciro o si consegnano spontaneamente.
Gli abitanti di Focea e di Teo abbandonano la citt ed emigrano, recandosi i primi in Occidente, e i secondi in Tracia.
La situazione dei Greci in Asia comunque non si modifica molto rispetto al passato mentre con Dario I le conseguenze della
conquista persiana si fanno sentire pesantemente. Le comunit greche vengono coinvolte nella riorganizzazione
amministrativa e fiscale operata da Dario e sono ora tenute a versare un regolare e oneroso tributo monetario ai strapi delle
due province (Frigia ellespontica e Lidia). I persiani inoltre danno un forte impulso alla diffusione di regimi tirannici:
notabili filopersiani e tiranni vicari sono usati per esercitare un pi stretto controllo sulle comunit soggette.
Al malcontento delle aristocrazie cittadine per limposizione di regimi tirannici si aggiungono i disagi delloppressione
fiscale. Il nuovo sistema tributario incide sulle economie delle poleis micrasiatiche e ne riduce la capacit propulsiva nei
commerci internazionali. Questi fattori scateneranno la rivolta.
Sciti: popolazioni nomadiche stanziate nelle steppe tra Danubio e Asia centrale e un gruppo di trib di lingua iranica. Gli
Sciti hanno convissuto pacificamente con le colonie della costa settentrionale del Mar Nero e sono entrati in contatti con la
cultura greca.
La rivolta ionica
499/498 inizia la rivolta ionica, la prima insurrezione delle poleis micrasiatiche contro il dominio persiano.
Secondo Erodoto una parte decisiva nella sua genesi avrebbe avuto le trame del losco tiranno di Mileto Aristagora che si
sarebbe fatto promotore di una rivolta, deponendo la tirannide, perch temeva lira del Gran Re in seguito al fallimento di
una spedizione contro Nasso, da lui ispirata per motivi di ambizioni personali. Limpulso viene recepito dalle altre poleis
greche. La deposizione dei tiranni segna linizio di una insurrezione antipersiana che coinvolge la Ionia e le altre regioni
costiere dellAsia Minore.
Lazione sembra essere coordinata da una direzione unitaria. Aristagora si reca in Grecia per sollecitare lintervento delle
poleis della madrepatria, soprattutto Sparta e Atene: Sparta era restia in accordo con la prospettiva continentale della sua
politica; Atene, preoccupata per lappoggio dato ai persiani al loro vecchio tiranno Ippia e per le ripercussioni che il controllo
persiano sugli stretti pu avere per i loro interessi commerciali nel Mar Nero, deliber di inviare a sostegno dei rivoltosi un
contingente di venti navi a cui se ne aggiungono poi altre cinque fornite dagli Eretriesi (per Erodoto lintervento in Asia di
Atene costituisce un grave errore, destinato ad avere conseguenze negative per i rapporti tra Greci e Persiani).

498 ha inizio loffensiva dei rivoltosi il cui obiettivo la capitale del regno di Lidia, Sardi.
Dopo che sono riusciti ad impadronirsi con facilit della parte bassa, i Greci devono fronteggiare la resistenza di Persiani e
Lidi asserragliati sullAcropoli e optano per un rapido ritiro che per non evita loro una grave sconfitta ad opera dei rinforzi
persiani da cui sono sorpresi presso Efeso. Gli Ateniesi richiamano il contingente e con lelezione allarcontato di Ipparco si
disimpegnano dalle vicende micrasiatiche inviando un segnale distensivo ai Persiani.
498/497 la rivolta si allarga quando vi aderirono poleis della Caria e di Cipro. La resistenza dei ribelli, guidati da Onesilo
di Salamina, viene piegata, e la conquista di Soli segna la fine dellinsurrezione cipriota.
497/496 Aristagora si reca con un gruppo di seguaci a Mircino, nella Tracia occidentale, dove muore. La sfortunata mossa
del leader milesio va interpretata come un tentativo di alleggerire la pressione persiana in Asia Minore con lapertura di un
nuovo fronte in una zona dimportanza per lapprovvigionamento di oro e legname.
494 contro Mileto si dirigono ingenti forze terrestri e navali.
In una riunione nel santuario federale del Panionio si stabilisce di lasciare ai soli Milesi il compito di difendere la citt
dallassalto di terra e di concentrare i propri sforzi sul mare, schierando presso lisoletta di Lade, di fronte a Mileto, una
grossa flotta costituita da contingenti navali di nove poleis ioniche, oltre che da quelli di Lesbo. Ma lo schieramento greco si
sfalda, gran parte dei contingenti alleati abbandona il campo senza combattere e lo scontro si risolve con la disfatta. Mileto fu
completamente distrutta, si massacrarono e deportarono i cittadini adulti e il resto della popolazione fu ridotto in schiavit.
493 il milesio Istio, dopo aver praticato unattivit piratesca nellarea degli stretti, cerca di proseguire la lotta della sua
base di Lesbo ma viene catturato e giustiziato dai Persiani.
I vincitori adottano delle misure che sembrano ispirate dallintento di lenire il malcontento che era stato alla base
dellinsurrezione: ad opera del satrapo di Sardi, Artaferne, sono istituite delle procedure arbitrali per la soluzione delle
contese cittadine e si definiscono i loro obblighi tributarie (il che conferma il ruolo di rilievo avuto dalloppressione fiscale
nello scatenare la rivolta).
492 il generale Mardonio depone i tiranni che erano stati cacciati dalle citt ioniche del 499.
La trireme: lunga allincirca 40 metri e dotata di una o due vele per la navigazione e di un equipaggio di 200 unit, una
nave particolarmente efficace in battaglia, per la presenza di un rostro di bronzo sulla prua per lo speronamento delle
imbarcazioni avversarie e per la velocit e la capacit di manovra.

Il V secolo
Le guerre greco-persiane
Il primo conflitto greco-persiano
Dario mira a estendere il suo dominio anche allEgeo per isolare le citt micrasiatiche della Grecia continentale e per
vendicarsi di Atene ed Eretria, il cui intervento nella rivolta ionica era visto come uningerenza in un affare interno persiano.
492 Mardonio conduce una spedizione nella satrapia di Tracia con lobiettivo di attaccare Atene ed Eretria ma anche con
la sola finalit di restituire lautorit del Gran Re ma perde met della flotta.
491 Dario invia ambasciatori alle poleis greche cui fa chiedere terra e acqua, il riconoscimento formale della sua autorit
Atene Milziade riesce a far prevalere le posizioni antipersiane su quelle di chi come gli Alcmeonidi favorevole a
unintesa con Dario: vengono uccisi gli araldi inviati dal Gran Re.
Si riaccende cos la conflittualit tra le polis e una sua tradizionale rivale, lisola di Egina che aveva risposto positivamente
allinvito di Dario. Gli Ateniesi ottengono dagli Spartani la consegna di ostaggi Egineti ma le ostilit si concludono con una
sconfitta della flotta ateniese ad opera di quella di Egina.
490 Al comando del generale medo Dati, una flotta persiana salpa dalla Cilicia verso le Cicladi. I Persiani non ricorrono
alla forza verso gli isolani di cui cercano di accattivarsi il consenso con il sacrificio ad Apollo. Con larrivo della flotta in
Eubea, dopo aver conquistato la citt di Caristo, Dati si concentra sullisola di Eretria che viene punita per il suo intervento in
Asia con lincendio dei templi e la deportazione di una parte degli abitanti.
I persiani, su consiglio di Ippia, sbarcano nella piana di Maratona e gli ateniesi su proposta di Milziade che uno dei dieci
strateghi, decidono di andargli incontro e viene inviata una richiesta di aiuto agli spartani. 9000 opliti, rinforzati da un certo
numero di schiavi e da un contingente di 1000 uomini fornito dallalleata Platea, raggiungono Maratona mentre gli Spartani
sono impegnati nella celebrazione delle Carnee e sono obbligati ad attendere una decina di giorni.
Milziade persuade infine gli altri comandante ad attaccare. Grazie alla conoscenza della tattica militare persiana e alla
superiorit degli opliti greci per armamento e tecnica di combattimento, le milizie di Dati sono accerchiate dalle ali dello
schieramento greco e si ritirano (gli ateniesi perdono 192 soldati, sepolti tutti nella piana di Maratona).
Dati si affretta con la flotta a doppiare il capo Sunio e a dirigersi verso il porto del Falero perch conta di attaccare a sorpresa
la citt prima dellarrivo dellesercito. La tempestiva mossa di Milziade, che si preoccupa di riportare indietro le truppe in
breve tempo e di schierarle in difesa di Atene riesce a sventare il piano di Dati, cui non rimane che far rotta verso lAsia.
I cosiddetti Maratonomachi saranno visti per lungo tempo come un modello di soldato ideale, simboleggiando anche i
cittadini di censo oplitico come elemento di forza della polis. Per i persiani non si tratta invece di una vicenda con molto
significato ma rafforza i propositi di vendetta nei confronti di Atene.

Dopo Maratona
Il problema del rapporto coi persiani si inserisce nel contesto dei contrasti per il potere tra le fazioni nobili che si contendono
il favore del demos.
489 Milziade conduce una spedizione contro lisola di Paro per sottrarre le Cicladi al controllo persiano e non essendo
riuscito ad espugnare la polis, il condottiero paga il fallimento con una multa di 50 talenti in un processo per tradimento.
Scomparso Milziade, gli Alcmeonidi trovano un nuovo avversario in Temistocle, della famiglia dei Licomidi (realizza un
porto militare nella baia del Pireo) e riesce a conquistarsi il consenso del demos anche grazie il ricorso allostracismo:
488/487 ostracismo del pisistratide Ipparco
487/486 ostracismo dellalcmeonide Megacle e
486/485 ostracismo forse di Callisseno
485/484 ostracismo di Santippe, accusatore di Milziade.
Temistocle ha avuto un ruolo di rilievo ad Atene e gli avversari devono aver tentato vanamente cercato di farlo ostracizzare e
i problemi principali erano ancora il rapporto coi persiani (alcuni vengono accusati di tradimento e connivenza con loro).
Temistocle tra i promotori di una riforma con cui nel 487/486 viene modificato il sistema di designazione dei supremi
magistrati ateniesi, gli arconti: si decide per il sorteggio tra 100 candidati indicati dalle 10 trib invece che per elezione.
Ne risulta intaccato il prestigio dellarcontato (e di conseguenza quello dellAreopago) a vantaggio della carica elettiva della
strategia che diventa la pi importante magistratura ateniese (tutti i principali leader saranno anche strateghi).
483/482 la scoperta di nuovi filoni argentiferi nel Laurio, unarea mineraria dellAttica sud-orientale il cui sfruttamento
rappresenta una delle principali fonti di risorse per Atene, introduce un ulteriore motivo di scontro tra le fazioni politiche.
Diversamente da quanti vorrebbero ripartire tra i membri della comunit, Temistocle propone di destinarli a uno scopo pi
proficuo per la polis nel suo complesso, la realizzazione di una grossa flotta da guerra di 200 triremi, con lobiettivo
dichiarato di proseguire la guerra contro Egina.
Aristide, per il suo legame con laristocrazia eginetica, contrario alla prosecuzione del conflitto e perci al programma di
rafforzamento navale, ma il contrasto si risolve con la vittoria di Temistocle. Atene diventa cos una grande potenza navale e
si accresce il ruolo dei cittadini meno abbienti: era necessario il reclutamento tra i membri della quarta classe censitaria, i teti,
e il coinvolgimento di questa componente nellattivit militare importante per levoluzione in senso radicale della
democrazia ateniese.
La lega ellenica
486 rivolte in Babilonia e in Egitto e morte del sovrano achemenide. A lui era succeduto il figlio Serse.
484 il re era riuscito a reprimere la rivolta in Egitto che fu trasformato in satrapia.
483 Serse comincia a interessarsi alla Grecia, avviando i preparativi per una spedizione terrestre e navale: allo scavo di un
canale alla base del promontorio Athos nella penisola Calcidica fa seguito la costruzione di strade e di ponti in Tracia.
481 duplice ponte di imbarcazioni e di funi sullEllesponto, tra Abido e Sesto.
Larmata aveva dimensioni eccezionali ed era reclutata in tutte le regioni dellimpero e nelle citt greche a lui soggette. Serse
voleva imporre la propria sovranit sullintera Grecia o ridurne gli Stati in una condizione di vassallaggio analoga a quella
della Macedonia. Il re invi presso le comunit greche con la tradizionale richiesta di acqua e terra.
Nel 481 per iniziativa di Atene e Sparta i rappresentanti di un gruppo di Stati greci si riuniscono presso lIstmo di Corinto
con lobiettivo di organizzare una difesa comune: si istituisce una symmachia antipersiana, detta lega ellenica i cui membri
si impegnano a porre fine alle ostilit reciproche, a richiamare gli esuli politici e a punire con severit quei Greci che si
fossero schierati dalla parte dei Persiani. A Sparta il comando supremo delle operazioni militari terrestri e navali.
La lega era formata da un numero limitato di Stati greci, citt insulari e dellEubea e comunit della Grecia centrale. A vari
Greci la sottomissione ai Persiani non doveva apparire come una prospettiva minacciosa, il che confermato dal fallimento
dei tentativi intrapresi dagli alleati per coinvolgere altre forze nella coalizione. Nessun esito hanno gli appelli rivolti ad
Argivi, Cretesi e Corciresi: gli Argivi affermano di voler entrare nella lega solo alla condizione di poter condividere il
comando supremo con gli Spartanoi, i Cretesi si trincerano dietro un responso delloracolo delfico che avrebbe raccomandato
la loro neutralit, i Corciresi sono convinti dellinevitabilit della vittoria persiana.
Filopersiana la posizione assunta dai Tessali, i cui dinasti, gli Alevadi, avrebbero concorso alla decisione di Serse di
attaccare la Grecia e nel santuario delfico i Tessali detengono la maggioranza.
Il conflitto conferma il ruolo predominante dei particolarismi e delle rivalit reciproche nella storia delle comunit greche.
Il secondo conflitto greco-persiano
480 al comando dello stesso sovrano, lesercito varca lEllesponto e, dopo aver attraversato la Tracia, arriva a Terme, in
Macedonia, dove si riunisce alla flotta.
Gli alleati optano per una postazione pi arretrata ma meglio controllabile, lo stretto delle Termopili, a difendere il quale
viene inviato un contingente di 7000 uomini (tra cui 300 Spartiati) al comando del re spartano Leonida mentre la flotta si
ferma presso il capo Artemisio. Essenziale il coordinamento tra le operazioni terrestri e quelle navali.
La flotta della lega tiene testa con successo a quella persiana. Il tentativo di arginare larmata nemica alle Termopili con un
modesto contingente si rivela disperato: i Persiani riescono ad aggirare la postazione tenuta dagli alleati, e solo leroico
sacrificio di Leonida, rimasto a combattere sul posto con i 300 Spartiati e un piccolo gruppo di Beoti fa s che la loro
avanzata possa essere ritardata. La flotta decide quindi di ripiegare nel golfo di Saronico.

La Grecia centrale era invasa: mentre i Locresi, i Dori e le poleis della Beozia, tranne Platea e Tespie, si schierano dalla parte
dei persiani, brutale il trattamento riservato alle due citt beotiche e ai Focesi, i cui territori e templi sono distrutti.
Il tempio di Apollo non viene saccheggiato per la posizione filopersiana assunta gi in precedenza del santuario.
Temistocle persuade i suoi concittadini a fare una scelta difficile ma necessaria, levacuazione dellintera regione. Nel 480 fa
approvare un decreto contenente disposizioni in tal senso, con il risultato che, mentre donne, bambini e anziani sono trasferiti
al sicuro altrove, gli uomini in grado di combattere si imbarcano sulle navi da guerra. Gli Ateniesi si sottraggono cos alle
massicce devastazioni che si verificano allarrivo dei persiani, per i quali il ricordo dellincendio di Sardi di 18 anni prima
motivo per infierire in modo brutale sulla citt e i suoi santuari.
Contro il parere del comandate spartano Euribiade e degli altri capi peloponnesiaci che vorrebbero concentrare la flotta greca
presso lIstmo di Corinto, Temistocle arriva a minacciare il disimpegno degli Ateniesi per far accettare lidea di cercare lo
scontro nello stretto di mare tra la costa dellAttica e la piccola isola di Salamina.
Nel 480 Temistocle infligge una pesante sconfitta alla flotta dei persiani. la sapiente scelta del campo di battaglia, un
angusto spazio di mare che non consente adeguate possibilit e penalizza la flotta pi numerosa a portarlo alla vittoria: ne
risulta perci uno scontro navale atipico, nel quale le navi sono a stretto contatto tra loro e un ruolo di primo piano svolto
dalla superiore efficienza militare degli opliti greci imbarcati a bordo.
Serse, per lapprossimarsi della stagione invernale, ma forse anche per il timore di possibili ribellioni delle poleis
micrasiatiche, decide di tornare in Asia. Un esito diverso avrebbe compromesso la possibilit di difendere il Peloponneso da
un attacco congiunto di esercito e flotta.
Non era stato ancora intaccato il principale punto di forza dei Persiani, lesercito, e immutato rimaneva il proposito di Serse
di sottomettere la Grecia.
La vittoria dei Greci
Persistono i contrasti sulla strategia da adottare tra Ateniesi e Peloponnesiaci, che privilegiano la difesa dellIstmo. Mardonio
Nei confronti degli Ateniesi Mardonio lancia unoffensiva diplomatica: attraverso il sovrano macedone Alessandro I alleato
dei Persiani ma nello stesso tempo in buoni rapporti con Atene, perviene alla polis una proposta di alleanza con il nemico ma
lofferta respinta senza esitazione.
479 lesercito persiano ritorna nella Grecia centrale e si ripete lo stesso copione dellanno precedente. La citt e lintera
regione vengono infatti evacuate e poi vengono ancora invase e devastate.
Il timore che gli ateniesi possano finire per accettare le offerte di Mardonio che induce gli Spartani a intervenire nella
Grecia centrale. Al comando del reggente spartano Pausania, lesercito peloponnesiaco supera finalmente lIstmo di Corinto
e si congiunge a Eleusi alle milizie ateniesi, con a capo Aristide, mentre i Persiani si trasferiscono dallAttica nella vicina
Beozia. A Platea, scelta da Mardonio perch adatta alle manovre della sua cavalleria, sono inviati 40.000 opliti della lega
ellenica che si contrappone a uno schieramento ancora pi numeroso, comprensivo delle milizie fornite dagli Stati greci che
hanno scelto lalleanza con i Persiani.
La superiorit degli opliti greci per capacit militare e armamento si rivela per la loro carta vincente, e gli Spartani, attaccati
dai Persiani, riescono a respingerli e a innescare un contrattacco che, dopo la morte di Mardonio, travolge le truppe nemiche.
I vincitori innalzano un altare a Zeus Eleutherios, proclamano sacro il territorio di Platea e realizzano grandiosi donari per
santuari panellenici, le forze superstiti dellesercito di Serse si affrettano a ritirarsi verso lEllesponto al comando di
Arnabazo. Gli alleati infine regolano i conti con Tebe, costretta a consegnare i capi della fazione filopersiana e a subire lo
scioglimento della lega beotica.
Al comando dello spartano Leotichida, la flotta salpa da Delo verso lAsia e, raggiunta Samo, prosegue fino alla costa
antistante, dove i Persiani si sono attestati presso il promontorio di Micale, dopo aver tirato a secco le navi.
Lesito vittorioso della battaglia, nella quale si distingue il contingente ateniese comandato da Santippo, di rilievo perch il
duro colpo assestato alla potenza navale persiana con la distruzione della flotta assicura ai Greci il controllo dellEgeo.
Inoltre le poleis micrasiatiche approfittano delloccasione per ribellarsi per la seconda volta al dominio achemenide. Ma in un
consiglio dei Greci a Samo gli ateniesi si oppongono alla proposta spartana di trasferire in Grecia i connazionali dAsia per
proteggerli e ottengono che almeno Samo, Chio e Lesbo e altre poleis insulari siano accolte nella lega ellenica.
Nello stretto dellEllesponto nel 479 viene presa Abido e poi tutti gli Spartani e i Peloponnesiaci tornano in patria mentre gli
Ateniesi guidati da Santippo assediano la piazzaforte persiana a Sesto si determina un rapporto privilegiato tra Atene e le
poleis insulari e micrasiatiche.
Nel 478 viene conquistata Bisanzio.
Conclusioni: le due guerre sono celebrate dalla propaganda dei vincitori come il trionfo della civilt sulla barbarie e della
libert sul dispotismo e favoriscono la nascita di una nuova ideologia dellidentit nazionale greca nella quale la
contrapposizione con i barbari ha un ruolo fondamentale.
LOccidente
Sono ancora i regimi tirannici ad avere una parte di rilievo nelle vicende storiche dellinizio del V secolo.
Reggio. Nel 494 la citt viene controllata da Anassilao che prende Zancle e si assicura cos il controllo dellaltra sponda dello
stretto.
Gela. Nel 491 il tiranno Gelone riesce ad ampliare il dominio geloo aggiungendo anche Siracusa alle conquiste del suo
predecessore. I grandi proprietari terrieri siracusani, i gamoroi, si rivolgono a Gelone dopo che una rivolta del demos e dei
Cilliri, gli indigeni asserviti della chora, li ha costretti ad abbandonare la citt ma il tiranno si fa nominare stratego con pieni
poteri e, affidata Gela al comando del fratello Ierone, stabilisce a Siracusa la base della sua signoria.

Siracusa. Gelone costituisce un grosso apparato militare, sia terrestre che navale e la popolazione cittadina da lui ampliata
con limmissione di nuovi abitanti provenienti da Gela e anche da Camarina, Eubea di Sicilia e Megara Iblea.
480 guerra contro i Cartaginesi. Terone, tiranno di Agrigento dal 488/487 nel 483 si impadronisce di Imera costringendo
alla fuga il tiranno Terillo. Preoccupati per le conseguenze che lespansionismo agrigentino pu avere per i territori della
Sicilia occidentale, i Cartaginesi si affrettano a inviare nellisola un grosso esercito, che, al comando di Amilcare, sbarca a
Panormo e pone lassedio a Imera. Qui avviene lo scontro con la coalizione agrigentino-siracusana capeggiata da Gelone e i
Cartaginesi subiscono una durissima disfatta. Gli sconfitti devono versare unindennit di guerra e la costruzione di due
templi in Sicilia.
Conclusione: la battaglia viene glorificata dalla propaganda dinomenide come una vittoria della grecit sui barbari e
accostata a quelle conseguite nello stesso periodo dalla Lega ellenica su persiani.

Legemonia ateniese
La nascita della lega delio-attica
Lavvento dellegemonia ateniese il cambiamento maggiore durante la pentecotia, i 50 che vanno dal 478 allo scoppio della
guerra del Peloponneso. Il disimpegno di Sparta alla testa della lega ellenica il cui teatro dazione si spostato allEgeo e il
malcontento per il comportamento autoritario del comandante spartano Pausania fanno s che Atene diventi il principale
interlocutore degli alleati, che le chiedono di assumere la guida della symmachia.
Nel 478/477 se ne viene a formare una nuova con un numero di poleis molto pi ampio e un centro federale, sede della
assemblee e della cassa comune costituito dal santuario di Apollo a Delo (lega Delio-Attica). Ad essa aderiscono gran parte
delle citt greche dellAsia minore e dellEllesponto, le poleis insulari e della Tracia e, nella Grecia, quelle della Calcidica e
dellEubea. Sia Atene che i suoi partner si impegnano ad avere gli stessi amici e gli stessi nemici.
La sua finalit era difendere le poleis alleate della ancora incombente minaccia persiana attraverso un forte apparato militare
costituito da una flotta da guerra in attivit permanente. Per questo per le poleis che non erano in grado di fornire navi da
guerra, cera lobbligo di versare annualmente un tributo monetario (phoros) destinato ad una cassa comune gestita da un
collegio di magistrati ateniesi, gli ellenotami per far fronte alle spese militari.
Il numero delle citt tributarie forse accrebbe progressivamente per la riluttanza degli alleati a impegnarsi in campagne
militari, con la conseguenza che Atene utilizz i phoroi per ampliare la propria flotta rafforzando cos la sua posizione
egemonica nellambito della symmachia.
Da Temistocle a Cimone
Temistocle vuole raggiungere unintesa coi persiani che, una volta sconfitti, non sono pi una minaccia e concentra tutti gli
sforzi per contendere a Sparta legemonia sui Greci.
Egli per si trova isolato in un gruppo dirigente che preferisce lintesa con Sparta e considera ancora pericolosi i Persiani e
deve lasciare la citt dopo lostracismo da cui colpito nel 474.
In esilio ad Argo egli permette lavvento di un regime democratico nella polis e deve aver anche fomentato un diffuso
movimento antispartano e favorito il processo di unificazione politica di cui nel 471 interessata lElide.
Per questo Temistocle viene costretto a fuggire da Argo e dopo una sosta a Corcira e in Epiro egli salpa dalla Macedonia per
lAsia Minore dove viene accolto cos benevolmente dal re Persiano da essere elevato a rango di suo consigliere.
Lo Spartano Pausania invece fautore di un progetto di radicale trasformazione istituzionale da attuare con lapporto degli
iloti ma viene murato vivo.
Cimone, figlio di Milziade, la figura dominante sulla scena politica ateniese. Leader di uno schieramento nobiliare egli
vuole smantellare le residue postazioni persiane in Europa: lo dimostra la conquista nel 476/475 dellemporio tracico di
Eione, con la quale Cimone, alla testa della flotta della lega, strappa ai Persiani un sito di importanza strategica per laccesso
alla regione mineraria della Tracia occidentale.
Nel 476/475 viene condotta la spedizione contro i pirati Dolopi che abitavano lisola di Sciro funzionale al controllo della
rotta commerciale per gli stretti, cos cpme la campagna contro la polis euboica di Caristo.
Successivamente avviene la defezione di una citt alleata: Nasso si dissocia dalla lega ma presto costretta a capitolare in
seguito al deciso intervento militare della potenza egemonica.
I Persiani intanto sembrano voler riprendere loffensiva nellEgeo. Nel 470 Cimone li affronta in una duolice battaglia,
terrestre e navale, svoltasi presso la foce del fiume Eurimedonte, in Panfilia, ottenendo una vittoria su un gran numero di navi
nemiche catturate e questo episodio rappresenta un duro colpo per i progetti persiani di riscossa e rafforza il prestigio militare
di Atene e della sua symmachia. Intanto si verifica un nuovo episodio di crisi allinterno della lega e ci a causa delle mire
ateniesi sullimportante area mineraria del Pangeo, in Tracia; ma lisola di Taso che ricava ingenti introiti dallo sfruttamento
di quellarea decide per questo di defezionare dalla symmachia nel 465. Sconfitti in battaglia nel 463/462 i Tasi si vedono
distrutte le mura cittadine, devono consegnare la flotta, versare una gravosa indennit di guerra e rinunciare ai possedimenti
sulla terraferma che sono cos acquisiti da Atene. Gli Ateniesi fondano anche un imponente insediamento coloniale a Ennea
Hodoi ma liniziativa fallisce in seguito alla disfatta subita dai coloni a Drebesco ad opera della trib indigena degli Edoni.
Emerge per unopposizione interna alla leadership cimoniana. Nel 463/462 egli viene accusato di essersi fatto corrompere
dal re di Macedonia Alessandro I, che avrebbe cos evitato che le mire ateniesi si estendessero dalla vicina regione tracica
anche al suo paese. A sostenere laccusa Pericle esponente di uno schieramento nobiliare democratico-radicale,
antispartano e desideroso di una democrazia pi avanzata in politica interna. Cimone viene assolto.

La riforma di Efialte
464/463 gli Spartani dopo aver sconfitto gli Arcadi nella battaglia di Dipea devono fronteggiare una grave crisi in seguito
a un rovinoso terremoto da cui colpita la Laconia.
Gli iloti della Laconia e della Messenia approfittano delloccasione per cercare di scuotere il dominio spartano. Ne scaturisce
la Terza guerra messenica, e un gruppo di Messeni si asserraglia nella fortezza naturale del monte Itome, nella Messenia
centrale. Il contrasto si chiude con un accordo per cui i ribelli messeni possono lasciare il Peloponneso.
Atene accoglie la richiesta di aiuto avanzata da Sparta con linvio tra 463 e 462 di un contingente di 4000 opliti al comando
dello stesso Cimone.
Gli opliti ateniesi devono subire laffronto di essere ben presto congedati dagli spartani. A mettere in crisi il potere di
Cimone il fatto che dellassenza sua e di un numero consistente di cittadini della classe media approfitta ad Atene la
fazione democratico-radicale per passare alloffensiva: Pericle ed Efialte nel 462/461 fanno approvare una riforma che
indebolisce il potere dei notabili aristocratici. La riforma:
LAreopago vede ridimensionata la sua autorit: lantico consiglio conserva solo la giurisdizione sui reati di sangue e
su alcune questioni sacrali, mentre gli sono sottratte la sorveglianza sulle leggi, il controllo sui magistrati e sul loro
operato e la giurisdizione sui reati contro lo Stato.
Accanto allassemblea e alla boul dei Cinquecento una particolare importanza viene ad avere il tribunale popolare,
Eliea, le cui competenze sono non solo giudiziarie ma anche politiche.
Si amplia il coinvolgimento dei cittadini meno abbienti nella vita politica.
462/461 svolta in politica estera.
Laffronto arrecato dagli Spartani con il congedo del contingente inviato nel Peloponneso fornisce ai nuovi leader ateniesi
loccasione di rompere la symmachia che univa le due poleis e per passare ad altre alleanza, quelle con i Tessali e con Argo.
Efialte e Pericle mettevano in cattiva luce presso il demos Cimone, oggetto di una campagna di discredito fondata su
calunnie relative alla sua vita privata. Cimone viene ostracizzato e costretto a lasciare Atene 461.
Efialte viene ucciso nello stesso anno. Efialte doveva risultare un alleato piuttosto scomodo per il ben pi spregiudicato e
ambizioso suo collaboratore Pericle, la cui strategia politica non escludeva invece la possibilit di intese con gli avversari.
Il tribunale popolare: lEliea un organismo di 600 membri scelti annualmente con il sorteggio fra tutti i cittadini ateniesi di
et superiore ai 30 anni e attraverso ulteriori sorteggi, assegnati di volta in volta alle varie corti (dicasteri) a cui spetta
lesame delle singole cause. LEliea ha poteri di controllo illimitati sui magistrati, sul consiglio e sullassemblea. Pu
parteciparvi qualunque cittadino e quindi rappresenta un canale di partecipazione alla vita della polis per i ceti non abbienti.
LOccidente
Siracusa. La citt aveva un ruolo dominante. Ierone ha una corte frequentata da celebri poeti. Gli abitanti di Catania e Nasso
sono costretti da lui a trasferirsi a Leontini, e al posto di Catania, nel 475/475 viene fondata una nuova citt, Etna in cui
accanto a 5000 siracusani sono insediati anche mercenari peloponnesiaci.
In Italia meridionale Ierone dissuade il tiranno reggino Anassilao dallattaccare Locri e sostiene i profughi sibariti minacciati
da Crotone.
Lintervento contro gli Etruschi si inserisce nella situazione di conflittualit che oppone i Greci e le citt marittime
dellEtruria per il controllo del basso Tirreno: dopo aver conquistato Lipari, gli etruschi minacciano ora anche Cuma che
invoca in suo aiuto il tiranno siracusano. Nel 474/473 fu dato il colpo alla potenza navale delle citt etrusche, il cui
predominio sul Tirreno da questo momento in poi compromesso.
Il golfo di Napoli viene ora assorbito nellorbita egemonica di Siracusa e nel 470 viene fondato il nuovo centro di Neapolis.
Agrigento. Ierone, venuto a contrasto con il figlio di Terone, Trasideo, gli infligge una sconfitta che determina la fine
dellesperienza tirannica agrigentina.
Dopo che nel 476 Ierone muore ad Etna, il fratello Trasibulo riesce solo per poco a conservare il potere: una sollevazione
popolare lo costringe a lasciare la citt e a rifugiarsi a Locri, mentre per Siracusa si apre una nuova fare in cui la polis retta
da istituzioni democratiche.
Taranto. La citt persegue una politica ai danni delle vicine popolazioni indigene della Puglia meridionale. Dopo alcuni
successi riportati su Messapi e Peucezi, celebrati con ricchi donari dedicati a Delfi, i tarantini insieme ai loro alleati reggini
sono sconfitti dagli Iapigi in uno scontro che si svolge intorno al 470. Gli assetti interni di Taranto creano per la prima volta
le condizioni per una trasformazione in senso democratico della costituzione contadina.

Let di Pericle
La prima fase della politica periclea
La rottura con Sparta e la lega peloponnesiaca si accentua. Gli Ateniesi si alleano con la vicina Megara, che in quel momento
in guerra con Corinto e, avendo occupato i due porti di Nisea e Page, si assicurano il controllo di un territorio che di
fondamentale importanza per le comunicazioni tra il Peloponneso e la Grecia centrale. Per questo nel 459 i Corinzi invadono
la Megaride.
Nel 460 alla richiesta di aiuto di un principe libico, Inaro, ribellatosi al dominio persiano, una grossa squadra di 200 navi
viene inviata in Egitto per dare sostegno ai rivoltosi. Le forze della lega si impadroniscono della regione del delta del Nilo.
Ma nel 456 una nuova spedizione inviata dal Gran Re al comando di Megabizo costringe i Greci ad asserragliarsi nellisola
di Prosopitide, nel delta occidentale e la resistenza degli assediati viene infine piegata.
Atene subisce molte perdite umane e danni subiti dal suo potenziale navale e decide di trasferire in un luogo pi sicuro il
tesoro della lega che fin dalla sua istituzione custodito a Delo: nel 454 la cassa federale ha una nuova sede, il santuario di
Atena sullAcropoli, a cui viene destinata la sessantesima parte di ciascun tributo che gli ellenotami provvedono ogni anno a
prelevare e a registrare su apposite liste.
Il conflitto con i Peloponnesiaci si estende alla Grecia centrale: nel 457 un esercito spartano interviene in aiuto dei Dori della
Doride che sono stati attaccati dai vicini Focidesi e infligge loro una pesante sconfitta. Ma gli ateniesi al comando di
Mironide, riescono a prevalere sui Beoti a Enofita, riportando una vittoria che permette loro di controllare gran parte della
Beozia e di assorbire nella loro orbita egemonica le altre regioni della Grecia centrale.
Lisola di Egina infine costretta ad arrendersi e deve accettare labbattimento delle mura, la consegna della flotta e
ladesione alla lega delio-attica con un pesante tributo.
456/455 gli ateniesi riescono ad effettuare un vittorioso periplo nel Peloponneso e operano con successo nel golfo di
Corinto ma la disastrosa conclusione dellavventura egiziana li costringe a ridimensionare i loro piani espansionistici e a
concentrare gli sforzi nella guerra contro i Persiani.
Grazie alla mediazione di Cimone che viene richiamato in Patria si arriva nel 452/451 alla stipula di una pace quinquennale
con gli Spartani grazie a cui Atene pu mantenere le posizioni acquisite.
La democrazia assistenziale
457 la magistratura dellarcontato diventa accessibile agli esponenti della terza classe soloniana, gli zeugiti.
Viene portata a termine la costruzione delle Lunghe Mura, un grande circuito murario che, unendo la citt ai due porti del
Pireo e del Falero, rafforza la proiezione di Atene sul mare e il legame tra la polis e la sua flotta da guerra, in cui sono i ceti
meno abbienti a svolgere un ruolo di rilievo.
Viene introdotto il misthos, la retribuzione corrisposta dalla polis a coloro che svolgono funzioni pubbliche, civili e militari.
Sui membri dei tribunali popolari, Pericle istituisce per costoro una paga giornaliera di 2 oboli, e il sistema viene esteso
anche ai buleuti e ai titolari delle varie magistrature, cos come agli opliti e ai rematori della flotta impegnati nelle campagne
militari. Grazie alle paghe pubbliche anche i cittadini non abbienti hanno la possibilit di partecipare attivamente alla
gestione della polis e assicurava loro la sussistenza e a compensarli del tempo sottratto alle attivit lavorative.
Nel 451/450 Pericle fa approvare una legge che modifica in senso pi restrittivo i requisiti per laccesso alla cittadinanza
ateniese, prevedendo che dora in poi si ammessi tra i politai se entrambi i genitori sono di condizione cittadina e
precludendo cos linserimento nel corpo civico ai nati da matrimoni misti.
Edilizia pubblica. LAcropoli sotto la direzione dello scultore Fidia subisce ora una completa ristrutturazione ed arricchita
da un ingresso monumentale, i Propilei, e soprattutto dal grandioso Partenone tra il 447 e il 432. Il programma edilizio
utilizza alimenta una forte richiesta di manodopera e assicura cos a un buon numero di Ateniesi lopportunit di un reddito
lavorativo. I costi di questa politica sono sostenuti grazie al tributo delle poleis alleate.
La pace di Callia
Nel 451 gli Ateniesi sferrano contro i persiani un attacco inviando a Cirpo una flotta di 200 navi. Malgrado il fallimento
dellassedio della citt di Cizio gli ateniesi riescono a infliggere una pesante sconfitta alla flotta persiana.
I persiani decidono quindi di firmare una pace che lateniese Callia provvede a negoziare per la citt: in cambio della
garanzia che i suoi territori (anche Cipro) non saranno pi attaccati, il Gran Re accetta di riconoscere lautonomia delle poleis
greche dAsia e si impegna a mantenere i suoi eserciti a una distanza di almeno tre giorni di marcia dalle coste micrasiatiche,
cos come a non far navigare la sua flotta al di l dello stretto di Bisanzio a nord e delle citt della licia di Faselide a sud.
La pace fa venir meno lo scopo primario per cui era stata istituita la symmachia, la difesa dal pericolo persiano e si
provvedeva a mantenere in piedi un groppo apparato militare finanziato dai tributi delle citt alleate. Ci furono irregolarit
nei pagamenti evidenziate dalle liste dei tributi e Atene tenne in piedi la symmachia con la forza, trasformandola in un
dominio imperialistico che riduce gli alleati alla condizione di sudditi.
449/448 con loccupazione di Delfi da parte degli Spartani ha inizio la Seconda guerra sacra, nella quale Atene interviene
a sostegno dei suoi alleati Focidesi
447/446 in Beozia un gruppo di esuli di parte oligarchica, dopo essersi impadronito delle due citt di Orcomeno e
Cheronea, nella battaglia di Cheronea riesce a infliggere a Tolmide una pesante sconfitta che segna la fine del breve dominio
ateniese sulla regione.
Alla rivolta allEubea si aggiunge la defezione di Megara, in aiuto della quale giungono gli Spartani che guidati da

Plestionatte si apprestano ad invadere lAttica. Ma Plestionatte decide di ritirarsi senza affrontare battaglia e gli ateniesi
possono quindi dedicarsi a ristabilire il loro dominio sullEubea costringendo le citt dellisola a rientrare nellalleanza e ad
accogliere coloni nel loro territorio, imponendo loro condizioni che ne limitano lautonomia.
446/445 trattato di pace trentennale stipulato tra Sparta e Atene per evitare che conflitti del genere possano ripetersi
delimitando le rispettive sfere di egemonia, stabilendo che solo le citt non allineate siano libere di aderire alluna o allaltra
delle due leghe e prevedendo il ricorso a soluzioni arbitrali per risolvere le future controversie: Atene deve rinunciare a tutte
le posizioni acquisite a partire dal 461 ma per la prima volta Atene ottiene da Sparta un riconoscimento ufficiale della sua
egemonia sulle citt alleate, su cui ora libera di esercitare il suo dominio imperialistico.
Limpero ateniese
Atene detiene il controllo sulla sua lega tenendo in condizione di sudditanza i suoi membri poich tutte le decisioni su
questioni di interesse comune sono ora di competenza dellassemblea ateniese.
Gli alleati non hanno alcuna possibilit di staccarsi dalla symmachia: le defezioni sono represse, le poleis turbolente tenute
sotto stretta sorveglianza con linvio di magistrati e di presidi armati e spesso penalizzate con la confisca di porzioni di
territorio, su cui sono insediate le cleruchie, ovvero colonie di cittadini ateniesi.
Atene si inserisce anche negli affari di politica interna delle poleis alleate: esercita quello che stato definito imperialismo
giudiziario, cio sottrae alle corti locali la giurisdizione su una serie di reati di particolare gravit e la trasferiscono allEliea.
Bench non manchino certo casi di citt a cui venga imposto un regime democratico ma se una polis si mantiene fedele e
allineata alle sue direttive e fa fronte agli obblighi tributari, non ha nessun interesse ad apportare cambiamenti al suo assetto
istituzionale. La potenza dominante inoltre fa divieto alle citt della lega di utilizzare le valute locali e impone luso esclusivo
della propria moneta, oltre che dei propri pesi e delle proprie misure, in tutto il territorio dellimpero.
Grazie ai tributi la polis pu sostenere i forti costi richiesti dal sistema dei misthoi e dai lavori di edilizia pubblica, con la
fondazione di cleruchie anche i cittadini non abbienti vengono a disporre di un lotto di terra che garantisce loro
lautosufficienza economica e il possesso del censo oplitico, e il dominio sullEgeo assicura al Pireo una posizione di
centralit nei commerci marittimi. A ci si oppone la fazione conservatrice guidata da Tucidide figlio di Melesia, che
contesta a Pericle luso illegittimo del tributo a esclusivo vantaggio di Atene.
444/443 gli Ateniesi sono chiamati a votare in una procedura di ostracismo e indicano Tucidide il personaggio da esiliare
e Pericle ne esce rafforzato.
Samo, una delle poche poleis della lega che gode ancora di una relativa autonomia ed esente dagli obblighi tributari, rompe
con Atene nel 441 in seguito a un conflitto per questioni territoriali con la vicina Mileto: Atene esautora loligarchia al potere
e instaura un regime democratico ma gli oligarchi samii si rivolgono a Pissutne, satrapo di Sardi. Pericle nel 440 guida un
flotta per far guerra alla citt ribelle che dopo nove mesi di assedio deve capitolare e deve abbattere le mura, consegnare la
propria flotta e accettare di pagare a rate annuali una pesante indennit di guerra.
Gli ateniesi si sono astenuti dallimporre una Costituzione democratica e addossano al ceto oligarchico al potere la
responsabilit di far fronte allimpegno finanziario del rimborso. Gli spartani decidono di non intervenire.
Le liste dei tributi: redatte dagli ellenotami dal 454/453 riportano le quote di 1/60 che venivano prelevate ogni anno da ogni
tributo per essere destinare al tesoro di Atena e consentono di accertare quali poleis facessero parte della symmachia e la
posizione tributaria di ciascuna di esse. Il tributo varia a seconda delle potenzialit contributive delle poleis e lassenza di una
citt nella lista di un anno o un aumento del tributo possono segnalare una fase di defezione dellalleanza, cos come un sua
riduzione spesso da connettere allinsediamento di una cleruchia che Atene si preoccupa di compensare con
lalleggerimento del carico tributario.
Gli anni Trenta
Atene pu dedicare la sua attenzione a nuove aree a cui estendere la propria egemonia.
Nel Mar Nero lo stesso Pericle vi giunge al comando di una grossa spedizione navale e oltre a insediare una presenza militare
il alcune localit, riesce a convincere numerose citt pontiche ad aderire alla Lega.
Nella regione mineraria della Tracia occidentale, nel 437/436 viene condotta una spedizione guidata da un personaggio della
cerchia periclea, Agnone che d vita nel sito dellaopikia di Anfipoli sulla riva orientale del fiume Strimone.
Linsediamento importante per la posizione strategica poich permette lo sfruttamento delle risorse minerarie e del
patrimonio forestale ed importante per lapprovvigionamento del legame. Ma il re di macedonia, Perdicca II, sentendosi
minacciato dallespansionismo di Atene, romper lalleanza che lo lega alla polis.
Pericle viene colpito da varie accuse e viene processato varie volte: viene portata in giudizio anche la sua compagna Aspasia
e anche Fidia e il filosofo Anassagora, tutti con limputazione di empiet (per Fidia anche la malversazione). Pericle deve
dimostrare alla giuria la correttezza della sua gestione dei fondi stanziati per la statua della Dea (438/437 o 433/432).
Fidia e Anassagora devono lasciare Atene per evitare la condanna ma Pericle riesce a mantenere la sua posizione di leader.

Loccidente
Le poleis siciliane conoscono una fase densa di contrasti e di rivendicazioni, come evidenziato dalla tradizione, che fa risalire
ai numerosi processi svoltisi nel contesto lo sviluppo delloratoria forense.
Siracusa. Durante la giovane democrazia siracusana si diffonde il malcontento alimentato dalle forti sperequazioni ancora
esistenti nella distribuzione della terra. inoltre viene introdotto il cosiddetto petalismo, una procedura di voto influenzata dal
modello dellostracismo ateniese, da cui differisce solo per il tipo di materiale usato per le votazioni e per la minore durata
dellesilio che viene comminato a chi ne colpito. Esso viene usato dal demos per colpire gli esponenti del ceto aristocratico
e induce i cittadini pi influenti ad allontanarsi dalla vita politica.
Avviene anche la riscossa delle vicine genti sicule. Il siculo Ducezio riunisce sotto la sua guida varie trib e, dopo aver
avviato unazione espansionistica nella Sicilia centro-orientale, nel 453 crea una lega delle comunit sicule che ha come
centro la nuova citt di Palik (dallantico culto ctonio dei Palici che ha qui la sua sede) e muove nel 451 verso Moyton ad
Argigento: i Siracusani intervengono quindi accanto agli agrigentini. Nel 440 Ducezio fonda sulla costa settentrionale
dellisola la colonia greco-sicula di Kal Akte.
Magna Grecia. Le ristrette oligarchie di ispirazione pitagorica da cui le poleis sono dominate si trovano ora a fronteggiare le
istanze di una pi ampia partecipazione al governo e la loro chiusura alla base di violenti disordini e tumulti che scoppiano
poco prima della met del secolo e che si risolvono con lespulsione dei Pitagorici, dalle citt, e nel caso di Crotone, anche
con lavvento di un regime democratico. Della crisi crotonese approfittano nel 453 i Sibariti per dar vita a un nuovo
insediamento nel sito della loro antica citt, che poi devono abbandonare a causa della reazione dei Crotoniani.
Intervengono Sparta e Atene. Nel 446/445 gli ateniesi guidati da Lampone e Senocrito, arrivano in Magna Grecia per
partecipare a una nuova rifondazione di Sibari. Latteggiamento prevaricatorio dei Sibariti, che pretendono di godere di una
posizione di privilegio rispetto agli altri coloni, conduce allo scoppio di una guerra civile che si conclude con la loro sconfitta
ed espulsione, e gli ateniesi rimasti padroni della situazione, sollecitano dalla madrepatria linvio di altri coloni.
Pericle indice un bando panellenico e nel 444/443, con larrivo di volontati provenienti da varie parti della Grecia, a poca
distanza dal sito del precedente insediamento, ha luogo la fondazione di una nuova citt, chiamata Turi.
Con la fondazione di Turi Atene insedia una sua presenza in unarea che di particolare interesse per la sua ricchezza
agricola e per la posizione strategica che occupa sulla rotta marittima che conduce allo Stretto e pu sperare di svolgere un
ruolo di rilievo nelle relazioni internazionali della Grecit occidentale.
Stipula due trattati di alleanza uno con Reggio e laltro con Leontini, rinnovati nel 433/432.
Nel 434/433 la nuova colonia vive un contrasto interno, e con la prevalenza della componente di origine peloponnesiaca su
quella attica e il mutamento in senso oligarchico dei suo assetti istituzionali, riesce a sottrarsi allinfluenza di Atene.

La guerra del Peloponneso


Le cause del conflitto
Tucidide distingue tra due tipi di motivazioni:
causa pi vera: crescente potenza di Atene e preoccupazione che essa incuteva negli spartani
cause dichiarate: dei contrasti occasionali che hanno leffetto di far esplodere le tensioni gi esistenti tra le due
superpotenze e di scatenare le ostilit.
1. Coinvolgimento dei Corinzi, quando scoppia un conflitto tra i Corciresi e la madrepatria Corinto per questioni legate alla
comune colonia di Epidamno.
I corciresi sconfitti cercano un appoggio da Atene, cui si rivolgono per unalleanza. Limportanza strategica di Corcira
come base per la navigazione verso occidente induce gli ateniesi a superare le esitazioni e tra le due poleis si giunge alla
stipula di unalleanza, anche se di carattere difensivo. Nel 433 i Corciresi subiscono una pesante sconfitta presso le isole
Sabota, e solo la presenza di una flotta di 30 navi inviata da Atene, impedisce ai Corinzi di sfruttare appieno il loro
successo. Ai motivi di rivalit gi esistenti tra Atene e Corinto la concorrenza per il controllo della rotta per
lOccidente e il comune interesse per la Megaride si aggiunge in tal modo un nuovo elemento di contrasto.
2. Gli ateniesi temono la defezione della colonia corinzia della Calcidica, Potidea. Le ingiungono quindi di consegnare
ostaggi e di abbattere un tratto della cinta muraria e per recidere gli stretti rapporti tra la polis e la madrepatria, le
intimano di non accogliere pi i magistrati (detti epidemiurghi) che le sono ogni anno mandati da Corinto
Il rifiuto dei potideati spinge Atene ad inviare nel 432 una flotta di 40 navi contro la polis a rinforzo della quale intanto
giunto un contingente peloponnesiaco al comando del corinzio Aristone.
3. Nel 432 Pericle fa approvare un decreto con cui i megaresi solo esclusi dal mercato ateniese e da tutti i porti della lega.
Il pretesto era punire i megaresi che avrebbero coltivato terre sacre situate ai confini dellAttica, ma i motivi erano di
natura commerciale privare gli stati peloponnesiaci di un canale di approvvigionamento delle materie prime.
Secondo Tucidide nel 432 re Archidamo pronuncia un discorso che riflette le proccupazioni diffuse nellopinione pubblica
spartana, che non voleva intraprendere un conflitto lungo e difficile e che riconosceva la superiorit degli ateniesi per risorse
finanziarie e potenza navale. Ma su pressione delleforo Stenelaida, lapella spartana si pronuncia per la guerra e analoga la
decisione dellassemblea della lega peloponnesiaca.
Gli spartani rivendicano la revoca del decreto per Megara, la fine dellassedio di Potidea e cercano di accattivarsi il consenso
degli alleati di Atene pretendendo dalla polis avversaria il rispetto dellautonomia dei greci.
Pericle appare determinato alla guerra e induce gli ateniesi a seguirlo. Sono per i Peloponnesiaci a respingere la
controproposta Periclea di sottoporre la controversia ad arbitrato.

La strategia periclea
Nel 431 Platea vittima di unaggressione da parte di Tebe che mira da tempo ad assorbirla nel koinon beotico.
I Plateesi sono in grado di sventare senza difficolt il colpo di mano e non esitano a giustiziare i nemici che hanno fatto
prigionieri. Per Atene e Sparta lepisodio la scintilla finale: ha inizio la prima fase della guerra del Peoloponneso che durer
10 anni, la fase della guerra archidamica, da nome del re spartano Archidamo.
Se con Sparta schierato il grosso della Grecia meridionale e centrale tranne Argivi ed Achei, con Atene pu contare su un
ampio schieramento che include Platea, i Messeni di Naupatto, gli Acarnani, i Tessali e le isole di Corcira e Zacinto.
La strategia di guerra elaborata da Pericle era quella di evitare gli scontri terrestri, destinando alla flotta il compito di
logorare il nemico con una serie di incursioni sulle coste del Peloponneso e con il blocco dei collegamenti commerciali.
Gli Ateniesi abbandonano il territorio attico alle devastazioni e concentrarsi tutti, anche gli abitanti della chora, allinterno
del grande circuito murario che racchiude la citt e la congiunge (le Lunghe Mura) al porto del Pireo.
Nel 431 Archidamo penetra in Attica e insediandosi ad Acarne, comincia a devastare la regione, ma la sua azione si rivela
poco efficace e ai peloponnesiaci non rimane che tornare indietro.
Pericle risponde con unincursione nella megaride e riesce cos a garantirsi il controllo sul golfo Sardonico espellendo dallo
loro terra gli Egineti e prendendo possesso dellisola con linsediamento di una colonia ateniese.
Lanno successivo Archidamo, penetra ancora in Attica e ne devasta il territorio senza alcuna resistenza, mentre gli Ateniesi
effettuano una sterile incursione contro Epidauro e intensificano lassedio di Potidea.
Intanto inizia anche nel Pireo a diffondersi una epidemia. La pestilenza dilaga con facilit e virulenza, tanto che il bilancio
finale sar per la polis ben pi catastrofico di quello di una campagna militare. Lo statista riesce s a distogliere i suoi
concittadini dallidea di arrivare a un accordo con Sparta ma rimane vittima del risentimento maturato nei suoi confronti.
Nel 430/429 il lungo assedio di Potidea ha termine con la resa e levacuazione della citt, che viene occupata subito dopo da
coloni inviati da Atene, mentre alcuni mesi pi tardi lo stratego Formione, al largo di Naupatto, consegue due vittorie contro
una ben pi numerosa flotta peloponnesiaca.
Pericle colpito anchegli dallepidemia a causa della quale muore nellautunno del 429.
Dopo Pericle
Nel 428 Atene deve fare i conti, oltre che con la consueta invasione dellAttica, anche con una grave defezione allinterno
della sua lega. Mitilene si stacca dalla symmachia e trascina con s le altre poleis di Lesbo, tranne Metimna.
Facendo ricorso per la prima volta al prelievo di unimposta straordinaria di guerra (eisphor) gli Ateniesi inviano un grosso
contingente ad assediare i mitilenesi che sono infine costretti ad arrendersi nellestate del 427.
Atene commina a Mitilene anche una condanna esemplare: luccisione di tutti i maschi adulti e la riduzione in schiavit del
resto della popolazione e decide poi di giustiziare solo i mitilenesi che hanno avuto maggiori responsabilit nella rivolta.
In questa fase emerge la figura del demagogo Cleone e una nuova categoria di politici che non appartengono a tradizionali e
prestigiose famigli aristocratiche e si impongono per la capacit che hanno di convincere il popolo in assemblea.
Nel 427 gli Spartani ottengono la resa di Platea: i maschi adulti sono giustiziati e le donne sono ridotte in schiavit, mentre la
citt consegnata ai tebani che non esitano a raderla al suolo. Gli ateniesi accolgono e inseriscono nella cittadinanza un
gruppo consistente di plateesi.
Nel 427 Atene estende il conflitto alla Sicilia, a cui da tempo assegna grande importanza per lapprovvigionamento di
cereali. Unambasceria di Leontinoi viene a invocare lintervento degli ateniesi a sostegno delle citt calcidesi impegnate in
un difficile scontro con una coalizione capeggiata da Siracusa. Oltre ad avere interesse a contrastare lespansionismo di
Siracusa, gli ateniesi mirano anche a bloccare i rifornimenti cerealicoli che dalla Sicilia arrivano al Peloponneso.
Nel 425 su sollecitazione degli alleati siciliani Atene invia un nuovo contingente di 40 triremi sotto la guida di Sofocle ed
Eurimedonte; ne fa parte il generale Demostene.
Durante la navigazione lungo la costa occidentale della Messenia, Demostene convince i due strateghi a occupare e
fortificare il promontorio di Pilo, ove si fa lasciare con poche truppe, con lobiettivo di prendere contatto coi Messeni e di
fomentarne la rivolta. Abbandonata lAttica gli spartani si affrettano ad attaccare il contingente a Pilo ma occupano la
prospiciente isola di Sfacteria con il risultato che quando la flotta ateniese torna richiamata da Demostene, la situazione si
capovolge a loro sfavore: il presidio di 420 opliti a Sfacteria si trova assediato e tagliato fuori dalla terraferma.
Sparta decide allora non esita a intavolare trattative di Pace con Atene alla quale perviene la proposta di porre termine al
conflitto e di stipulare unalleanza. Ma gli Ateniesi, che si fanno influenzare dallintransigenza bellicista di Cleone, non si
mostrano cos disponibili. Nel 425 gli opliti spartani rimasti si arrendono e sono catturati.
Si accentua la politica imperialistica nei confronti degli alleati, sui quali Atene decide di far ricadere le ingenti spese richieste
dallo sforzo bellico. Viene approvato un decreto che prevede un drastico aumento dei tributi delle citt della lega ma ci
provoca un forte malcontento tra gli alleati.

La pace di Nicia
Nel 424 un contingente ateniese occupa lisola di Citera, a sud-est della Laconia, privando Sparta di una base di interesse
strategico per i commerci con lAfrica settentrionale, e ci grazie a Nicia, esponente della fazione moderata.
Gli ateniesi devono porre termine allimpresa siciliana poich in un congresso di delegati le citt in conflitto riunitesi a Gela
decidono di risolvere i propri contrasti senza lingerenza di potenze straniere. Si arriva cos a un trattato di pace sottoscritto
da tutte le parti in causa e accettato anche dagli strateghi ateniesi che saranno poi condannati con laccusa di corruzione.
Gli spartano decidono di adottare unaltra strategia: puntare si unarea di vitale importanza per lapprovvigionamento di
legame e argento come la Tracia occidentale dove, contando sullappoggio del re Perdicca di Macedonia e sul malcontento
delle poleis della lega delio-attica, pensano di poter infliggere un colpo decisivo agli avversari.
Sotto la guida di Brasida, Sparta ottiene ladesione di varie citt della lega a cui garantisce il rispetto dellautonomia e nel
424 riesce anche a conquistare la colonia ateniese di Anfipoli, sottraendo cos alla polis nemica il controllo della ricca area
mineraria del Pangeo. Lintervento di una squadra ateniese di stanza a Taso impedisce a Brasida di impadronirsi anche del
vicino emporio di Eione, ma al suo comandante, lo storico Tucidide, viene addebitata la responsabilit della perdita di
Anfipoli e sar esiliato per 20 anni.
Nel 424 in Beozia gli ateniesi vengono sconfitti presso Delio dallesercito federale delle milizie dello stratego Ippocrate. La
decisione di avviare trattative con gli spartani, facendo leva sul loro desiderio di recuperare opliti fatti prigionieri a Sfacteria,
appare la scelta pi ragionevole e nel 423 viene stipulata una tregua di un anno.
Ma dopo che nellarea tracica due poleis della calcidica, Scione e Mende, abbandonano la lega, e alla fine della tregua, le
ostilit riprendono con rinnovato vigore sul fronte nordorientale, ove gli ateniesi pensano di poter recuperare le posizioni
perdute con una grossa controffensiva di cui prende il comando Cleone.
Nel 422 ad Anfipoli, attaccato da Brasida, il contingente ateniese subisce una pesante sconfitta e Cleone muore sul campo.
Tra i pochi caduti peloponnesiaci c anche Brasida.
Gli ateniesi, in difficolt per le perdite, e gli spartani timorosi di possibili rivolte degli iloti e allarmati dallimminente
scadenza della tregua trentennale con Argo, non vedono lora di porre termine al conflitto. Plestionatte e Nicia nel 421
firmano una pace di cinquantanni, detta Pace di Nicia: il trattato prevede la restituzione di territori acquisiti nel corso delle
operazioni militari e il ritorno nellorbita ateniese delle citt calcidiche ribelli che vengono per tutelate con la garanzia
dellautonomia e lalleggerimento del carico tributario.
Atene ottiene un significativo risultato come il riconoscimento del suo impero da parte della polis rivale. Per Sparta invece
laccordo siglato non rappresenta alcun progresso rispetto alla situazione di partenza ed fonte di discordia coi suoi
principali alleati, che vorrebbero continuare la guerra contro gli ateniesi.
Dalla pace di Nicia alla spedizione in Sicilia
Vari alleati di Sparta tra cui corinzi e beoti non sottoscrivono lalleanza, creando uno stato di tensione con gli altri
symmachoi che si accentua quando gli spartani sottoscrivono con Atene unalleanza difensiva della durata di 50 anni.
Ad Atene emerge la figura del radicale e antispartano Alcibiade. Eletto stratego per il 420/419 imprime una svolta alla
politica estera ateniese: facendo leva sul malcontento per la mancata applicazione di alcune clausole del trattato di pace,
convince i suoi concittadini a operare una scelta di significato antispartano, quella di stipulare un'alleanza difensiva con
Argo, Mantinea e l'Elide, tutti in contrasto con Sparta.
Nel 418 gli ateniesi inducono gli alleati a riprendere le ostilit e a penetrare in Arcadia. Presso Mantinea avviene una
memorabile battaglia dove le forze di Argivi, Mantineesi e Ateniese subiscono un pesante sconfitta mentre Sparta riafferma il
suo ruolo egemonico nel Peloponneso. Sia Mantinea che Argo firmano un trattato di pace.
Alcibiade e Nicia (eletti strateghi per il 417/416) avevano il primo l'obiettivo di indebolire Sparta in vista di una ripresa del
conflitto, il secondo quello di rafforzare il dominio imperiale di Atene senza mettere a rischio il trattato di pace.
Quando gli ateniesi nel 416 decidono su proposta de demagogo Iperbolo di rispolverare la procedura dell'ostracismo per
risolvere il contrasto tra i due leader rivali, per lo stesso Iperbolo ad essere ostracizzato poich Nicia e Alcibiade hanno
fatto confluire su di lui tutti i voti dei loro seguaci.
Nel 416 viene attaccata Melo, una piccola isola dorica delle Cicladi, che ha il torto di voler rimanere neutrale bench inclusa
dal 425 tra le citt tributarie nella lega delio-attica, per ottenerne la sottomissione ed evitare che la sua scelta di neutralit
possa costituire un esempio per gli altri isolani.
Nel 415 Scione vede il massacro di tutti i maschi adulti e la riduzione in schiavit del resto della popolazione, mentre l'isola
viene presa dagli stessi ateniesi che inviano un insediamento di 500 cleruchi.
Si rinnova la tensione con Sparta e Argo, che si affrettata a ripristinare l'alleanza con Atene.
La grande spedizione in Sicilia
Segesta, entrata in conflitto con Selinunte a causa di problemi di confine, si rivolge nel 418 ad Atene con cui stipula un
trattato di alleanza. I Segestani promettono un cospicuo contributo finanziario e anche Leontini richiede l'aiuto di Atene per
rientrare in possesso dello loro poleis di cui sono stati privati dai siracusani.
L'isola viene posta sotto il controllo ateniese e Alcibiade propone anche di usare la Sicilia come base per la conquista di
Cartagine. Per questo gli ateniesi inviano una flotta al comando di tre strateghi con pieni poteri, Alcibiade, Lamaco e Nicia.
La spedizione si rivela per uno dei principali errori degli ateniese nella guerra. Vengono trovate danneggiate le erme, le
effigi di Ermes poste lungo le vie della citt. Fu una macchinazione politica per sabotare l'impresa siciliana ordita dagli
avversari di Alcibiade, e il leader radicale, accusato da uno schiavo di aver preso parte a una sacrilega parodia dei misteri di
Eleusi viene sospettato di essere implicato anche nella mutilazione delle erme. Una flotta di 100 navi parte al comando dei

tre strateghi e congiuntasi a Corcira ai contingenti alleati, fa rotta verso Occidente.


Costeggiando l'Italia gli ateniesi devono devono fare i conti con la scarsa disponibilit delle poleis greche della reggino e
anche i Reggini vietano loro l'ingresso in citt.
Le truppe si accampano a Catania e poi arriva la nave Salaminia per portare in patria Alcibiade, convocato per rispondere
delle accuse. Durante il viaggio di ritorno, a Turi, riesce a darsi alla fuga e arrivato nel Peloponneso trova accoglienza
proprio a Parata dove per ambizione personale e desiderio di rivalsa decide di mettersi al servizio dei nemici di Atene
diventando un traditore della sua polis.
Intanto in Sicilia, uno scontro con i Siracusani avvenuto nei pressi della loro citt nel 415 si risolve con vittoria di Nicia, che
per non sfrutta il successo per attaccare Siracusa e si ritira a svernare a Catania in attesa di ricevere rinforzi di cavalleria e di
stipulare alleanze con le comunit siciliane. I siracusani chiedono l'intervento di Corinto e Sparta che grazie in particolare
alle sollecitazioni di Alcibiade e alle sue rivelazione sui progetti imperialistici ateniesi decide di inviare rinforzi al comando
dello stratego Gelippo.
Nel 414 gli ateniesi occupano la collina dell'Epipole e iniziano a costruire un lungo muro. Le forze di Nicia possono ora
contare anche sull'apporto di varie comunit sicule e di un contingente navale inviato dagli Etruschi di Tarquinia. Ma a
risollevare la situazione dei siracusani interviene Sparta: Gelippo infatti mette gli assediati in grado di dare un sostegno
decisivo per contrastare la manovra di accerchiamento della citt.
Nicia sollecita l'invio di aiuti ad Atene e una piccola flotta di 10 navi parte al comando di Eurimedonte. Gli spartani per
sfruttano un altro suggerimento di Alcibiade e nel 413 inviano in Attica un esercito al comando del re Agide II che occupa
con un presidio militare Decelea. Da Decelea gli spartani riescono a condurre varie scorrerie con cui compromettono i
rifornimenti provenienti dall'Eubea e i collegamenti con il distretto argentifero del Laurio: gli ateniesi iniziano a perdere
risorse finanziarie.
Nel 413 salpa per la Sicilia una flotta di 73 navi al comando di Demostene, il protagonista della vittoria di Pilo. La situazione
a Siracusa diventa per ancora critica. L'abbandono dell'impresa sembra l'unica soluzione, ma Nicia commette un errore
fatale: ritarda la partenza della flotta, il che consente ai siracusani e agli alleati di sbarrare l'ingresso al Porto Grande. Gli
ateniesi sono sconfitti e costretti a combattere in uno spazio di mare angusto senza riuscire a sfruttare la superiorit numerica
della loro flotta: decidono la ritirata via terra ma presi da fame e sete e attaccati dai siracusani, Demostene e Nicia devono
arrendersi.
I due saranno giustiziati mentre gli altri atenisi saranno rinchiusi nelle cave di pietra della polis, le latomie.
La guerra deceleico-ionica
Inizia una nuova fase del conflitto, la guerra deceleica.
Atene priva di una forte leadership e viene istituita una commissione straordinaria di dieci anziani, i probouloi, con il
compito di far fronte all'emergenza e si d fondo alle ultime riserve finanziarie per allestire nuove navi da guerra.
Ma si apre un nuovo fronte in Asia Minore (guerra Ionica) ove varie citt alleate si ribellano al dominio ateniesi e sollecitano
l'intervento di Sparta. Tra gli Spartani e il satrapo di Sardi, Tissaferne, viene stipulata un'alleanza: in cambio del
riconoscimento della sua sovranit in Asia e sulle poleis micrasiatiche il re Dario II si impegna a contribuire con
finanziamenti allo sforzo bellico di Sparta che pu ora disporre di ingenti risorse per allestire una grossa flotta e sostenere i
costi delle campagne militari oltremare.
Alcibiade nel 412 avvia perci dei contatti con i capi della flotta ateniese di stanza a Samo e fa balenare loro la possibilit di
stipulare un accordo con Tissaferne: queste proposte suscitano l'interesse delle consorterie politiche, le eterei, che
raggruppano gli aristocratici di orientamento oligarchico. Il gruppo di oligarchi, guidati da Antifonte nel 411 rovescia
l'ordinamento politico ma lo stesso demos ad approvare il cambiamento di regime: vengono abolite le indennit per le
cariche pubbliche e la boul dei 500 sostituta da un consiglio di 400 membri che ha il compito di redigere una lista di 5000
cittadini cui sono riservati pieni diritti politici.
Gli oligarchi non riescono ad ottenere per il consenso degli equipaggi della flotta ateniese di stanza a Samo che richiamano
Alcibiade poich contano sulla sua mediazione per assicurarsi l'aiuto persiano. Inoltre esplodono i contrasti all'interno dei
400 e nel 411 grazie al moderato Teramente, il nuovo organismo viene esautorato e restaurata la costituzione precedente.
Atene tra 411 e 410 riporta vittorie navali a Cinossema e ad Abido sull'Ellesponto e poi a Cizico, che consentono di
riprendere il controllo dell'importante via commerciale degli stetti e di alleviare il dissesto finanziario con il prelievo di
contribuzioni dalle citt riconquistate e l'istituzione di un dazio doganale sui carichi in transito nel Bosforo.
Si provvede a ripristinare e ampliare il sistema delle indennit pubbliche con l'istituzione di un nuovo sussidio, la diobelia,
corrisposto ai cittadini impoveriti dalla guerra. Influenzato dal nuovo leader radicale Cleofonte, il demos ribadisce la scelta
bellicista e spreca l'opportunit di uscire dal conflitto senza troppi danni.
Nel 409 Alcibiade riesce a riconquistare parte delle postazioni perse negli stretti e si apre la possibilit di un accordo con il
satrapo della Frigia Farnabazo e di avviare cos trattative col re persiano.
Nel 408 Alcibiade torna ad Atene con pieni poteri per la conduzione delle operazioni militari.

La sconfitta di Atene
Lo spartano Lisandro inviato in Asia Minore come navarconavarco agli inizi del 407. Tra lui e Ciro, comandante supremo
delle satrapie d'Asia Minore si stabilisce un'intesa: gli Spartani vengono a disporre di cospicui finanziamenti per
riorganizzare la loro flotta e possono corrispondere agli equipaggi una paga pi alta di quella dei marinai delle navi ateniesi.
Presso Nozio, a nord di Samo, Lisandro sconfigge Alcibiade nel 407 e il comando ateniese viene quindi conferito a Conone
mentre Alcibiade si ritira in volontario esilio nel Chersoneso tracico dove rimarr fino al 404.
Nel 406 Lisandro sostituto da un nuovo navarconavarco, Callicratida dal momento che le rigide leggi spartane non
consentono l'iterazione della carica. Callicratida, arrivato a Lesbo, conquista Metimna e blocca la flotta di Conone nel porto
di Mitilene.
Facendo ricorso, a causa della crisi demografica, a una misura eccezionale come il reclutamento di schiavi per formare gli
equipaggi delle navi, Atene allestisce una flotta di 110 triremi che, con i contingenti alleati, affronta le forze di Callicratida in
uno scontro presso le Arginuse dove la vittoria degli Ateniesi.
Ma gli strateghi protagonisti sono messi sotto accusa per il mancato recupero dei naufraghi: l'assemblea li sottopone a un
giudizio sommario, sei sono condannati a morte e giustiziati. Con una decisione sconsiderata e illegale gli ateniesi
compromettono il risultato dal momento che si privano dei loro pi esperti generali.
Il demosdemos respinge ancora la proposta spartana di pace e rientra nel 405 in scena Lisandro, anche se solo come il
luogotenente del navarconavarco Araco. Egli punta sulla regione degli stretti che di vitale importanza per Atene ai fini
dell'approvvigionamento cerealicolo coglie alla sprovvista la flotta ateniese che viene annientata presso Egospotami.
Gli alleati passano al nemico, la citt viene a trovarsi in una morsa, con l'esercito spartano alle porte e la flotta di Lisandro
attestata davanti al Pireo che impedisce l'arrivo di rifornimenti. I negoziati falliscono e l'imposizione spartana di abbattere le
lunghe mura rid fiato alla fazione favorevole alla guerra a oltranza. Inoltre si aggrava la scarsit dei viveri e agli Ateniesi
non rimane che rassegnarsi alla resa che Teramene viene incaricato di negoziare.
La proposta della distruzione di Atene avanzata da tetani e corinzi viene respinta dagli Spartani che hanno interesse a
mantenere in vita la citt in modo da evitare un eccessivo rafforzamento dei loro potenti alleati ma gli ateniesi devono
rinunciare alla loro lega, ai possedimenti esterni all'Attica, aderire alla symmachia egemonizzata da Spara e sono anche tenuti
a consegnare la loro residua flotta da guerra tranne 20 triremi e a subire lo smantellamento delle lunghe mura e delle
fortificazioni del Pireo. Nel 404 Lisandro fa il suo ingresso trionfale al Pireo e inizia la demolizione delle fortificazioni.
Atene ha perso per gli errori (avventura siciliana), i costi sostenuti, il malcontento degli alleati per la politica imperialistica.

La fine del V secolo


I Trenta Tiranni e la restaurazione della democrazia ateniese
L'egemonia di Sparta non meno oppressiva per le citt greche. Sono instaurati governi oligarchici, le decalchi, affidati a
comitati di 10 membri fedeli alla potenza egemone e puntellati dalla presenza di guarnigioni spartane il cui mantenimento
grava sulla popolazione locale.
Ad Atene, dopo la sconfitta, si creano condizioni favorevoli a un cambiamento costituzionale. Le eterie oligarchiche,
capeggiate da Teramene e Crizia, realizzano in modo formalmente legale i loro piani di sovversione politica. Il demos
approva infatti su proposta di un certo Dracontide, l'istituzione di una commissione legislativa di trenta membri con il
compito di restaurare la Costituzione degli antenati.
I Trenta non si limitano ad affossare la democrazia radicale restaurando le antiche competenze dell'Areopago, annullando
potere discrezionale dei tribunali e limitando i diritti politici a 3000 cittadini scelti tra i loro sostenitori ma guidano un regime
brutale e arbitrario, violento ai danni non solo degli avversari politici, ma anche di quanti Ateniesi o meteci sono sospettasti
di simpatie democratiche o possiedono ricchezze.
Ma in Beozia, sotto la guida di Trasibulo, leader democratico, un piccolo gruppo di esuli, che ha trovato appoggio a Tebe, nel
404 occupa la fortezza di File al confine attico-beotico, e da l intraprende la lotta contro gli oligarchi. Nel 403 Trasibulo si
impadronisce del Pireo e affronta in nemico sulla collina di Munichia, dove le truppe dei Trenta subiscono una pesante
sconfitta e Crizia viene ucciso. I Trenta sono sostituiti da un comitato oligarchico di dieci membri dotati di pieni poteri.
Il nuovo governo chiama in aiuto Lisandro. Il re Pausanio II arriva in Attica con altre milizie e invece di intensificare la lotta
contro Trasibulo, avvia trattative segrete con costui per indurre le parti in conflitto a trovare una via d'intesa: nel 403 in
cambio dell'impegno a mantenere l'alleanza con Sparta e concedere l'amnistia agli ateniesi che si sono compromessi con
l'oligarchia, Trasibulo e i suoi seguaci possono far ritorno ad Atene e restaurare la democrazia. Viene riconosciuto anche uno
Stato oligarchico indipendente con sede a Eleusi. Si avverte l'esigenza di un pi efficace controllo sui meccanismi legislativi
e mentre all'assemblea rimane il compito di emanare decreti (psephismata), cio provvedimenti di portata limitata e
contingente, l'approvazione di vere e proprie leggi viene affidata a collegi di legislatori, detti nomoteti, che sono formati da
giudici dell'Eliea estratti a sorte e istituiti ogni volta che l'assemblea lo ritiene opportuna. Su proposta di Agirrio viene ora
introdotto un misthos anche per le riunioni dell'assemblea. Il filosofo Socrate, malvisto da una parte consistente dell'opinione
pubblica per le sue critiche ai valori tradizionali e al sistema democratico e per i rapporti avuti con Crizia, nel 399 viene
trascinato in giudizio con l'accusa di corrompere la giovent e di non onorare gli dei della polis e viene condannato a morte.
Meteci: soggetti di condizione libera che risiedono in una polis diversa da quella di origine senza diritto di cittadinanza.
Devono pagare un'imposta personale, il metoikion, prestare il servizio militare in contingenti separati, e scegliersi un
cittadino come patrono per poter essere rappresentati in giudizio. Sono esclusi dal possesso della terra, quindi si dedicano a
commercio e artigianato.

Lo sviluppo del mercenariato e la spedizione dei Diecimila


Assume importanza l'uso di milizie mercenarie, si affermano nuove e pi complesse tattiche di combattimento, l'attivit
bellica si trasforma in senso sempre pi professionale e richiede un impegno e una specializzazione che il cittadino-soldato
non in grado di assicurare.
A ci si aggiungono le conseguenze sociali del conflitto che portano alla proletarizzazione: si crea una massa di sradicati ai
quali risulta precluso il ritorno alle normali occupazioni lavorative e non rimane che l'attivit militare. Si diffondono quindi
militari di professione che combattono in cambio di uno stipendio e perci rappresentano un nuovo onere per le poleis
greche.
Alla fine del V sec. viene condotta la Spedizione dei Diecimila.
Volendo spodestare il fratello Artaserse II il principe Ciro si serve dei suoi rapporti con Sparta per mettere su un esercito di
circa 10.000 mercenari greci che raccoltisi a Sardi nel 401 al comando dello spartano Clearco intraprendono di qui la loro
marcia verso l'interno.
A Cunassa (presso l'odierna Baghdad) l'esito favorevole ai Greci ma la morte sul campo di Ciro ha l'effetto di vanificare il
loro successo e di trasformare la spedizione in una drammatica ritirata.
Sotto la guida di nuovi comandanti e dopo aver risalito il corso del Tigri e aver oltrepassato il Pese dei Carduchi (Kurdistan)
e le montagne dell'Armenia, i greci riescono ad arrivare sulla costa meridionale del Mar Nero dove mentre alcuni di essi si
imbarcano sulle navi a Trapezunte, gli altri proseguono la loro marcia per via terra e raggiungono Bisanzio.
Assoldati da un dinastia tracio, Seuthes, i mercenari accettano la proposta di arruolamento che perviene dal comandante
spartano Tibrone e nel 399 ritornano in Asia combattere alle sue dipendenze contro i persiani.
La spedizione dei 10.000 ha messo in luce le grandi capacit dei mercenari greci e la debolezza dell'impero achemenide.
Sparta e la Persia
A Sparta, in quanto nuova polis egemone, guardano ora le citt greche d'Asia come garante della loro autonomia contro la
minaccia persiana.
Nel 400 le poleis della Ionia sono minacciate dal satrapo Tissaferne. Un esercito di 5000 unit tra iloti affrancati, alleati
peloponnesiaci e un piccolo gruppo di cavalieri ateniesi viene inviato in Asia minore al comando di Tibrone.
Il suo successore Dercillida opera in Asia Minore tra 399 e il 397 il nuovo condottiero ottiene discreti successi nell'area della
Troade contro il satrapo Farnabazo e dopo una puntata nel Chersoneso tracico si sposta in Caria per combattere Tissaferne
con cui preferisce per stipulare una tregua.
Agesilao, diventato re nel 399, energico e deciso e abile condottiero, arriva nel 396 in Asia Minore e indirizza la sua
offensiva verso Sardi alle cui porte infligge una pesante sconfitta a Tissaferne. Accusato di tradimento egli viene fatto
giustiziate dal luogotenente del re, Titrauste che si affretta a intavolate trattative con Agesilao.
Il malcontento suscitato dalla politica imperialistica della nuova potenza egemone. Viene inviato in Grecia un emissario
fornito di cospicui mezzi finanziari, Timocrate, con l'incarico di fomentare una ribellione contro Sparta. Nel 395 l'intervento
dei Tebani in una contesa che oppone Focesi e Locresi per questioni territoriali costringe Sparta a impegnarsi in un nuovo
conflitto che si estender anche all'Asia Minore (guerra di Corinto).
La difesa dell'autonomia delle poleis micrasiatiche non sar pi l'obiettivo prioritario per la politica spartana.
L'occidente. I Cartaginesi in Sicilia.
Nel mondo greco d'Occidente si hanno i primi casi di un fenomeno di decolonizzazione.
In Magna Grecia si formano due nuovi gruppi di origine sannitica, i Campani e i Lucani che conquistano le poleis greche
facendo loro perdere la propria identit culturale.
Cuma viene conquistata dai Campani nel 421, mentre Poseidonia e Laos cadono in mano ai Lucani verso la fine del V
secolo. Cuma e Poseidonia subiscono una trasformazione culturale: la lingua greca viene sostituita dall'osco e compaiono le
istituzione delle comunit italiche.
In Sicilia scoppia un conflitto tra Segesta e Selinunte nel 410. I Cartaginesi sono chiamati in soccorso di Segesta e
intervengono con un grosso esercito nella Sicilia occidentale.
Al comando di Annibale le truppe puniche nel 409 pongono l'assedio a Selinunte che viene conquistata e distrutta. Anche
Imera viene espugnata e distrutta da Annibale e gli stessi cartaginesi fondano nel 407 la nuova citt di Terme Imeresi.
Il siracusano Ermocrate si impegna nella lotta anticartaginese e stabilitosi con una sua milizia a Selinunte effettua delle
incursioni in Sicilia occidentale che si trova sotto controllo punico. A nulla vale il tentativo diplomatico dei siracusani di
scongiurare il conflitto sconfessando l'operato di Ermocrate: nel 406 un nuovo esercito mette piede nell'isola al comando di
Annibale e Imilcone.
Agrigento dopo otto mesi di assedia viene conquistata e saccheggiata e l'anno dopo sono Gela e Camarina a cadere nelle
mani dei cartaginesi.
A Siracusa un regime tirannico viene instaurato da Dionisio, giovane ufficiale seguace di Ermocrate. Dionisio convince il
demos a destituire i generali in carica e a conferirgli la nomina a stratego con pieni poter. Egli avvia i negoziati di pace e nel
405 firma gli accordi: la Sicilia occidentale rimane sotto il dominio dei Cartaginesi e le poleis greche da essi conquistate sono
tributarie nei loro confronti ma Dionisio ottiene il riconoscimento della sua signoria su Siracusa.

Il IV secolo
L'egemonia spartana
Sparta, il nuovo imperialismo e gli alleati
La situazione venutasi a creare a causa del vuoto politico lasciato dal crollo dell'impero ateniese rendeva pi facile
l'affermazione della rinnovata potenza spartana.
L'azione della citt dopo il 404 sembra conoscere una fase attivistica tesa a fare della citt sia il punto di riferimento di un
mondo greco in cerca di nuovi assetti, sia l'interlocutore privilegiato dell'impero persiano che cercava di recuperare un
proprio ruolo nella lega.
L'Asia Minore e l'Egeo, dove vennero insediati da Lisandro governi oligarchici e funzionari militari spartani (armasti) che
controllavano direttamente la citt, fu la prima area nella quale ebbero modo di manifestarsi queste nuove ambizioni
egemoniche di Lisandro.
Lisandro sostenne nel 401 la rivolta condotta contro Artaserse II dal fratello Ciro il giovane (spedizione dei Diecimila).
In Grecia centrale e nell'Egeo settentrionale sotto la spinta di Lisandro, gli spartani attaccarono l'isola di Taso e la citt di
Afiti nella penisola calcidica, e si intromisero nei contrasti che in quel momento opponevano la citt tessala di Larissa alla
monarchia occidentale.
Lisandro entra in buoni rapporti con il tiranno Dionisio e in Egitto egli si reca a far visita al santuario di Ammone.
Sparta doveva diventare il nuovo punto di riferimento del mondo greco, in grado di influenzare l'Oriente e l'Occidente, ma
molte citt si sentivano deluse dalla politica egemonica spartana.
Lo scoppio della guerra di Corinto era impedire che i progetti imperialistici spartani potessero in qualche modo realizzarsi.
Oltre all'appoggio dato dagli Spartani alla ribellione di Ciro il Giovane, ci furono anche interventi diretti dall'esercito
spartano in terra d'Asia per tutelare la libert e l'autonomia delle citt greche.
Tivrone aveva protetto le citt ioniche dal satrapo persiano Tissaferne ma ormai gli spartani avevano scarse risorse
finanziarie e si era reso necessario depredare anche le citt alleate.
Quando a Tibrone succede Dercillida, egli stipula un armistizio con Tissaferne e conduce una guerra contro il satrapo della
Frigia ellespontica, Farnabazo. Le citt ioniche per volevano che gli Spartani attaccassero Tissaferne in Caria. Quando
Dericillida viene sostituito da Agesilao (396), il re spartano attacca direttamente Tissaferne e lo sconfigge a Sardi.
Titrauste, inviato da Artaserse al posto di Tissaferne che era stato giustiziato, propose al re spartano un accordo in base al
quale i Greci d'Asia avrebbero vista riconosciuta la loro autonomia a patto di versare un tributo al re persiano.
Ma Agesilao si trasfer nella Troade per preparare un attacco contro la Cappadocia allo scopo di interrompere i collegamenti
che univano le satrapie d'Asia Minore al Gran Re mettendo in crisi il potere persiano in Asia Minore.
La guerra corinzia
Il Gran Re vuole far scoppiare una guerra contro Sparta che costringa Agesilao ad abbandonare i suoi progetti di conquista in
terra d'Asia.
Quando nel 395 si verificano in Grecia centrale dei contrasti tra Focesi e Locresi, i Tebani intervengono a fianco dei Locresi
mentre gli Spartani attaccano Tebe e la Beozia. I Beoti per riescono a raccogliere un'alleanza vasta che comprende Atene,
Tebe, Argo e Corinto e approfittano del malcontento verso Sparta che avevano disatteso la promessa di difendere la libert e
l'autonomia delle citt greche e avevano imposto agli altri decalchi e guarnigioni.
La guerra corinzia aveva il suo centro nella zona dell'Istmo dove gli Spartani sconfissero gli avversari a Nemea mentre un
mese dopo Agesilao inflisse agli alleati un'ulteriore sconfitta presso la citt beotica di Cheronea.
Sul versante navale Artaserse, mise a capo della flotta persiana un ex comandante ateniese, Conone. La flotta persiana
guidata da Farnabazo e Conone si scontr nel 394 nelle acque di Cnido con quella spartana riportando su di essa una vittoria:
ci provoc la caduta della talassocrazia spartana e la cacciata delle truppe di occupazione spartane coi loro armosti.
In questo momento Conone fungeva da punto di raccordo e di convergenza tra gli interessi di quelle citt greche che
volevano affrancarsi dal dominio spartano, e quelli della potenza persiana che aveva interesse a stabilizzare il mondo greco
su un piano che non le fosse sfavorevole. Nel 393 fu possibile, grazie all'oro persiano dato in dotazione a Conone, ricostruire
le Lunghe Mura e la Cinta del Pireo.
Nel Peloponneso si decise nel 392 a fondere Corinto con la vicina Argo per costituire un'entit sovracittadina capace di
resistere alle pressioni spartane che nel Peloponneso erano ancora forti e in questo sinecismo di vede anche la tendenza a
superare i limiti della polis tradizionale, perch il sistema delle relazioni intestati greche era incapace di reggere il confronto
con l'impero persiano e con i nuovi organismi statali della periferia del mondo greco.
Nel 392 gli spartani vennero sconfitti dagli ateniesi armati alla leggera: le difficolt di movimento causate agli opliti dal loro
armamento pesante avevano favorito la vittoria dei peltasti ateniesi di Ificrate che negli scudi leggeri, nelle lance corte e nei
giavellotti avevano avuto il maggior vantaggio nella battaglia.
Peltasti: milizia di armati alla leggera, da pelte, un piccolo scudo tracio a forma di mezzaluna, reclutati tra coloro che non
hanno il censo necessario per equipaggiarsi con le armi politiche. Diventano importanti quando si diffonde un modo di
combattere basato si manovre agili e veloci.

La pace del re
Nel 392/391 gli Spartani convocano un congresso in citt per aprire delle trattative di pace basate sul principio
dell'autonomia delle citt greche del continente.
Il Gran Re persiano, intanto aveva riaffermato la sua vicinanza agli ateniesi nominando come satrapo della Ionia Struta al
posto di Tribazo, poich egli aveva accolto le proposte di pace fatte a Sardi dall'ambasciatore spartano Antalcida e aveva
cercato di far arrestare Conone.
Un accordo che tendesse a preservare lo status quo nel mondo greco, oltre che gli interessi persiani in Asia Minore, avrebbe
trovato pi accoglienza a Sparta che continuava ad essere la custode del tradizionale principio greco dell'autonomia.
Nel 388 Tribazo era ancora inviato a Sardi dal Gran Re col compito di trovare un accordo con Sparta per mettere fine al
conflitto che si trascinava da troppo tempo. Nel 388 gli Spartani avevano inviato a Susa, un'ambasciata guidata da Antalcida
che aveva riproposto l'accordo respinto in precedenza.
Dal punto di vista militare le cose cominciavano a mettersi male per gli Ateniesi: Antalcida nel 387, con l'aiuto dei persiani e
di Dionisio di Siracusa era riuscito a ricostruire una flotta spartana che aveva bloccato il transito del grano diretto ad Atene.
Nel 387 Tribazo convoc a Sardi tutte le parti in guerra per far conoscere quali erano i termini in base ai quali il Gran Re
riteneva che fosse possibile ristabilire la pace: da una parte tutta l'Asia continentale, con Clazomene e Cipro, apparteneva ad
Artaserse, dall'altra tutti gli altri stati greci dovevano essere autonomi tranne Lemno, Imbro e Sciro che rimanevano ateniesi.
La "Pace del re" fu un compromesso tra l'aspirazione dei persiani ad essere gli unici signori dell'Asia e quella degli Spartani a
non creare nel mondo greco organizzazioni statuali che andassero al di l della polis: la difesa della polis appariva quindi agli
spartani l'unico mezzo capace di preservare la loro egemonia.
La pace alla fine fu accolta da tutte le citt greche. I tebani accettarono il trattato a nome della sola Tebe, Argo e Corinto
dovettero metter fine alla loro unione perch le fusioni di citt erano vietate dal principio dell'autonomia, e solo gli spartani
sembravano soddisfatti della nuova situazione.
Dionisio e l'Occidente
In Sicilia si svilupp una tirannide che avendo assunto caratteri espansionistici, mise in crisi l'equilibrio tra le poleis ma
l'isola conobbe anche forme di governo autocratico di carattere quasi monarchico quanto organizzazioni territoriali che
andavano al di l della polis.
L'isola era comunque dominata dal contrasto tra la parte occidentale in mano ai Cartaginesi e quella orientale delle citt
greche.
La spedizione ateniese del 451 aveva lasciato un vuoto di potere di cui i cartaginesi cercarono di approfittare: nel 409
l'esercito punico trova un pretesto per intervenire in Sicilia nel riaprirsi del conflitto tra Selinunte e Segesta. Le truppe
cartaginesi attaccano e distruggono Selinunte e poi Imera e nel 406 Agrigento, Gela e Camarina sono annesse all'eparchia
punica.
Dionisio, sferrando un attacco contro il modo in cui le autorit cittadine avevano condotto la guerra, riesce prima a far
dimettere i precedenti strateghi e a farsi eleggere tra i nuovi, e poi a farsi nominare dall'assemblea unico stratego con pieni
poteri (strategos autokrator), accentrando su di s una sorta di potere assoluto con l'appoggio dell'eteria aristocratica ma
tenendo anche conto delle esigenze dei ceti popolari.
Nel 405 si giunse alla stipulazione di una pace tra Siracusa e Cartagine:
Dionisio si trov a controllare il territorio siracusano
Selinunte, Imera ed Agrigento erano passate sotto il dominio cartaginese
Gela e Camarina erano obbligate a versare ai cartaginesi un tributo
Sicani ed Elimi ricadevano sotto l'autorit di Cartagine
I Siculi con Messina e Leontini godevano di un'autonomia di cui Cartagine era garante
Dopo il trattato Dionisio rafforz la sua posizione in citt:
l'isola di Ortigia fu separata dal resto della citt con la costruzione di un muro e di torri
terre e abitazioni furono concesse nell'isola ad amici, mercenari e schiavi liberati, cui fu donato anche il diritto di
cittadinanza
Dionisio attacc la citt sicula di Erbesso e si impadron di Nasso, il cui territorio fu ceduto ai Siculi e di Catania che fu
ceduta a mercenari di origine campana, mentre la popolazione di Leontini fu trasferita Siracusa.
Dioniso ampli il Porto Grande, rafforz le Epipole con la costruzione della fortezza di Eurialo, allest una flotta e organizz
la fabbricazione di armi e macchine belliche per muovere contro Cartagine.
Nel 397 i cartaginesi furono costretti ad indietreggiare fino all'estremit occidentale della Sicilia ma quando errori del
comandante Imilcone portarono l'esercito punico alle porte della citt, Dionisio si salv grazie a un'epidemia che si diffuse
tra gli assedianti sia dall'aiuto del naVarco spartano Faracide che lo aiut a sconfiggere l'opposizione interna.
La pace del 392 assicur a Dionisio il dominio su quasi tutta l'isola, ad eccezione della sua parte nord-occidentale.
Dionisio poi inizi un'espansione imperialistica verso la penisola italica. Suoi nemici erano i Reggini che coi Messinesi
avevano portato aiuto agli esuli scacciati da Nasso e da Catania mentre amici erano i Locresi che gli concessero in moglie
Doride, la figlia del loro cittadino pi illustre. Dionisio lo stesso giorno spos anche una nobile siracusana, Aristomache,
figlia di Ipparino: cre cos un legame territoriale e strategico fra la Sicilia e l'Italia meridionale. Nell'area dello Stretto
Dionisio concluse anche accordi con Messina che aveva abbandonato Reggio.
Avversa alle tendenze egemoniche di Dionisio era la lega italiota, che oltre al compito di opporsi ai popoli "barbari" d'Italia,
Bruzi e Lucani, aveva assunto anche quello di frenare l'espansione siracusana verso la Magna Grecia.

Nel 388 Dionisio sconfisse la lega italiota al fiume Elleporo e nel 386 anche Reggio fu conquistata e distrutta: il tiranno
riusc creare uno Stato territoriale che andava dalla Sicilia fino all'istmo scilletico-ipponiate che aveva il suo punto di forza
nelle strette relazioni politiche e personali di Dionisio con Messina e Locri ( il primo esempio di Stato territoriale).
Dionisio cerc di spingersi anche nell'Adriatico e nel Tirreno, anche se fu ben lungi dal praticare in queste aree una politica
di annessioni definitive. Nell'Adriatico, si attribuisce a Dionisio la fondazione di alcune coolie sulla costa illirica (Lisso, issa
e Faro), e forse di Ancona e Adria. oltre che l'instaurazione di buoni rapporti con gli Illiri, mentre nel Tirreno egli si limit a
creare una base in Corsica e a stringere, in funzione antietrusca, accordi con popolazioni celtiche che utilizz anche come
truppe mercenarie.
Nel 379 inizi una nuova fase dello scontro con Cartagine, che port alla sconfitta di Dionisio a Kronion nel 375 e alla
conseguente annessione di Selinunte e Terme, con il confine posto presso il fiume Alico.
Nel 367 il dinastia trov la morte durante l'assedio di Lilibero: morendo lasciava una citt amica di Sparta e in buoni rapporti
anche con Atene (fu chiamato archon sikelias).
Dionisio II e la fine della dynasteia
Dionisio fu sostituito da Dionisio il Giovane, figlio della moglie locrese, anche se la cosa non fu gradita al versante
siracusano della sua famiglia che aveva in Dione il personaggio di spicco.
Dionisio II cerc un accordo con Cartagine, si impegn nell'Adriatico, aiut Taranto contro i Lucani, continu l'alleanza coi
Celti, prest aiuto agli spartani contro i tebani.
Lo storico Filisto, sostenitore della tirannie e Platone, favorevole ad un governo aristocratico "illuminato" furono richiamati a
Siracusa: si innesc uno scontro tra i due e infine Platone fu cacciato dalla citt assieme a Dione, poich sostenitore del
filosofo.
Dione, nel suo esilio ad Atene preparava con mercenari un'azione militare che potesse mettere fine alla tirannide nella sua
citt. Inutile fu il tentativo di Platone di far trovare un accordo ai due, col suo terzo viaggio a Siracusa nel 361. Dione riusc a
far partire dalla Grecia verso la Sicilia una spedizione militare che dopo esser sbarcata ad Eraclea Minoa, penetr a Siracusa
nel 357. Ad Ortigia si rifugi Dionisio II ma l'isola fu assediata e il tiranno fugga a Locri.
Dione non riusc a realizzare il governo illuminato e assunse atteggiamenti tirannici che lo portarono al rifiuto delle
discussioni e alla eliminazione fisica degli avversari.
Nel 354 una congiura ordita da Callippo, si concluse con l'assassinio di Dione e si concludeva cos l'esperienza intellettuale
ispirata da Platone.
Il potere pass da Callippo ai figli della moglie siracusana di Dionisio I, Ipparino e Nisseo, e poi ancora a Dionisio II
rientrato a Siracusa. Ma nel 345/344 uno dei tiranni che si erano affermati in quegli anni, Iceta di Lontini, occup Siracusa
costringendo Dionisio a rifugiarsi ancora ad Ortigia.
Egli fu liberato da un corpo di spedizione corinzio al comando di Timoleonte, spedizione voluta da Iceta e Dionisio II firm
un accordo con il comandante di Corinto, salvandosi la vita.

Dall'egemonia spartana all'egemonia tebana


Tebe e lo scontro con Sparta
La pace del re aveva permesso agli spartani di strumentalizzare la difesa del principio di autonomia cittadina, poich avevano
cercato di avvantaggiarsi della nuova situazione imponendo lo scioglimento di tutte le altre leghe tranne che della
poloponnesiaca, che era invece fondata sul rispetto dell'autonomia delle singole citt.
Erano state sciolte sia la lega beotica che l'unione tra Argo e Corinto e nel 385 a Mantinea fu frazionata nei villaggi che
l'avevano in precedenza formata. Si intervenne anche contro la lega calcidica e contro Olinto che era entrata in conflitto con
la Macedonia.
Lo spartiata Febida, fermatosi in Beozia occup a Tebe la rocca della Cadmea propiziando l'ascesa al potere nella citt della
fazione oligarchica a lui favorevole. L'ingerenza spartana nella vita interna di una citt suscit in Grecia tanto scalpore da
indurre le autorit spartane a comminare a Febida una multa, ma mantennero una guarnigione che continuasse a presidiare
l'acropoli tebana e costrinsero all'esilio i capi della fazione democratica a loro avversa.
Da Atene prese le mosse l'esule tebano Peolopida che penetr a Tebe, uccise gli esponenti della fazione filospartana e con
l'aiuto del popolo in armi riusc a scacciare dalla citt la guarnigione spartana. Atene concluse con Tebe un'alleanza.
Dopo il fallimento dei tentativi compiuti da Agesilao e da Cleombroto di occupare ancora Tebe, i Tebani inflissero a Sparta
nel 375 una dura sconfitta a Tegira, fatto preludio alla decadenza militare spartana.
La seconda lega marittima ateniese e le paci comuni
Atene, dopo essersi avvicinata a Tebe, cerc di rafforzare la propria posizione proclamando nel 377 la nascita di un'alleanza
tra citt che gi avevano stretto tra loro legami di amicizia.
La nuova alleanza si presentava nella forma di una serie di accordi bilaterali conclusi tra Atene e varie citt greche.
Fu emanata una sorta di carta di fondazione
si allargava il numero di coloro che partecipavano agli accordi
si costituiva una nuova alleanza che aveva per limiti precisi: alla lega non poteva partecipare alcuna citt appartenente
all'impero persiano, cosa che serviva a impedire che l'atto promosso da Atene potesse essere interpretato come ostile
al Gran Re.

l'alleanza si presentava come difensiva


era rispettosa dei principi stabiliti dalla pace del re, poich chiunque avesse voluti aderirvi sarebbe rimasto libero ed
autonomo, avrebbe governato con la propria Costituzione, non avrebbe ricevuto n governatori n guarnigioni, non
avrebbe pagato un tributo.
i tributi versati dai singoli membri furono chiamati syntaxeis, contribuzioni, e non phoroi.
si attaccava la politica aggressiva di Sparta all'ombra della pace del re: l'obiettivo era quello di fare in modo che gli
spartani lasciassero vivere i greci liberi e autonomi (c'era il timore che Sparta volesse approfittare della posizione
privilegiata di cui godeva per limitare la libert e l'indipendenza delle altre citt)
La nuova lega ebbe molto successo: Aristotele riporta la presenza di 58 alleati, ma altre fonti parlano di 70 o anche di 78
alleati, provenienti dalle pi diverse parti del mondo greco e convinti dall'attivismo dei generali ateniesi, preoccupati di
ricostruire la flotta e impegnati in una politica antispartana che li port ad ottenere nel 376 una vittoria navale a Nasso.
Artaserse invi i suoi ambasciatori nelle citt greche per spingerle a trovare un accordo che rinnovasse la pace del re e si
tenne nel 375 un congresso a Sparta in cui le citt riaffermarono con l'approvazione del re di Perisa, la necessit del rispetto
delle clausole di una pace comune, basata sui principi di libert e autonomia di ogni polis. Ma gli effetti furono pochi e la si
dovette rinnovare nel 371.
Tebe si rifiut di accettare i termini della pace comune del 371 sostenendo tramite il suo leader Epaminonda che la Beozia
non poteva permettere lo scioglimento della confederazione beotica.
Anche gli ateniesi ebbero problemi coi tebani, tanto che essi, nel 373 aggredirono e distrussero Platea, una citt alleata degli
ateniesi e Atene accolse nel proprio territorio di plateesi in fuga, concedendo loro anche la cittadinanza.
L'egemonia tebana: da Leuttra a Mantinea.
Tebe cercava di ottenere dal mondo greco il riconoscimento della propria egemonia.
Sparta allora decise di inviare contro la citt una spedizione guidata da Cleombroto, che penetrato in Beozia da Creusi, punt
su Tebe scontrandosi con le truppe presso la pianura di Leuttra. Gli spartani furono sconfitti grazie alla nuova tecnica della
falange obliqua (una profonda innovazione nell'arte della guerra): all'attacco della destra sulla sinistra del nemico, si
sostituiva quello della sinistra sulla destra con truppe pi leggere, veloci e capaci di sfondare le fila del nemico.
Clombroto mor in battaglia e le difficolt di Sparta aumentarono quando Epaminonda cerc di portare la guerra nel
Peloponneso per tagliare alle radici le fondamenta del potere spartano. Nel 370 Epaminonda assieme a Pelopida giunse in
Messenia e diede inizio sul monte Itome alla costruzione della citt di Messene, raccogliendo i Messeni superstiti e
sorteggiando tra i nuovi cittadini i lotti di terra: con la fine della secolare servit messenica crollava uno dei pilastri
dell'organizzazione statale spartana.
Intanto nel Peloponneso si apr un periodo di instabilit e di guerre civili. In alcune poleis avvennero sollevamenti che
portarono all'eliminazione delle classi dirigenti vicine a Sparta, alla confisca dei loro beni e all'instaurazione di governi
democratici, mentre in qualche caso si arriv ad elevati livelli di violenza.
Nacque una lega arcdica che appoggiata da Epaminonda, riusc a resistere agli attacchi spartani e a stringere delle alleanze
con le popolazioni vicine. Fu fondata Megalopoli che risult dalla fusine di 20 villaggi preesistente e divenne la capitale del
nuovo koinn arcadico.
Atene, di fronte ai successi tebani concluse nel 369 un'alleanza con Sparta in funzione antitebana, mentre Dionisio I di
Siracuda invi in soccorso di Sparta un contingente di mercenari.
Nel 370 la morte in Tessaglia di Giasone di Fere aveva determinato nella Grecia del nord un vuoto di potere che rischiava di
far precipitare il Paese nel caos. Contro Alessandro di Fere, erede di Giasone, si costitu una coalizione guidata dalla citt di
Larissa, dominata dagli Alevadi, che si rivolse a Tebe. Pelopida approfitt dell'opportunit per intervenire in Tessaglia nel
369 e per favorire in Macedonia l'ascesa al trono di Alessandro II contro Tolomeo di Aloro, a cui riusc ad imporre una
tregua; nell'anno successivo per fu ancora chiamato in Tessaglia perch Alessandro di Fere continuava a creare divisioni
nelle citt tessale. Tolomeo di Aloro, uccise Alessandro II di Macedonia divenendo reggente nel paese in nome dei fratelli di
Alessandro II, Perdicca e Filippo, che erano appoggiati da Atene. Il leader tebano concesse la sua approvazione al nuovo
sovrano per evitare le interferenze ateniesi ma fu fatto arrestare da Alessandro di Fere.
Epaminonda nel 367, fu rieletto beotarca e ottenne la liberazione di Pelopida grazie a una spedizione militare condotta in
Tessaglia contro il tiranno di Fere.
Con la liberazione di Pelopida poteva continuare il progetto politico dei leader tebani di creare Stati federali e di emarginare
Sparta per rendere Tebe il punto di riferimento del mondo greco.
Per questo Tebe doveva cercare un accordo con la Persia. Nel 367 Pelopida si rec a Susa per cercare di ottenere dal Gran Re
il riconoscimento di Tebe come citt greco con cui bisognava trattare riguardo alla tutela della pace comune e alle novit che
si erano delineate nel mondo greco.
I Tebani per non furono capaci di far ratificare agli altri Greci gli accordi raggiunti con la Persia.
Epaminonda allora, con l'aiuto pecuniario della Persia, si dedic alla costruzione di una flotta tebana che aveva il compito di
contrastare il dominio ateniese sul mare, mentre per far crollare il potere spartano egli condusse una terza spedizione nel
Pelopjnneso per ristabilire un'alleanza con le popolazioni che avevano costituito un Stato federale. Qui egli lasci al suo
posto il gruppo oligarchico alla guida della lega achea, ma l'opposizione che questa decisione provoc tra i democratici
achei, arcadi e tebani e fu costretto a fare marcia indietro e a imporre agli Achei con la forza un governo democratico.
Quando l'alleanza tra Achei e Tebani si ruppe, i frutti della spedizione andarono perduti.
Per Tebe era difficile costruire un sistema di alleanze che desse stabilit al mondo greco: le relazioni internazionali era

frammentate e quindi fall nel 366 un congresso a Tebe per rinnovare la pace comune, mentre attraverso il controllo di Delfi,
Tebe cerc di sferrare a Sparta un altro attacco (fu obbligata a pagare una multa per l'occupazione della Cadmea).
In Tessaglia, d'importanza strategica, fu inviato nel 364 ancora Pelopida per regolare i conti col tiranno di Fere che fu
sconfitto a Cinocefale. Ma Pelopida mor in battaglia e ci indebol la posizione di Tebe nell'agone politico greco.
Nel Peloponneso nacque un conflitto all'interno della lega arcadica, tra la citt di Mantinea che voleva rientrare nell'orbita
spartana e quelle di Tegea e Megalopoli, che volevano rimanere fedeli a Tebe: nel 362 Epaminonda scese ancora nel
Peloponneso.
La guerra divise ancora il mondo greco: con Mantinea c'erano Sparta, Atene ed Elea, con Tegea e Megalopoli c'erano
Tebani, Achei, Argivi.
Epaminonda us ancora la tattica della falange obliqua e port il suo esercito alla vittoria ma anch'egli mor in battaglia, il
che indebol ancora di pi Tebe.
Sparta era ormai sulla via del declino, avendo perduto le basi economico-sociali del suo potere nel Peloponneso e il suo
prestigio internazionale ma n Tebe n Atene apparivano ormai in gradi di prenderne il posto.

L'ascesa della Macedonia


La Macedonia prima di Filippo II
Il territorio governato dalla monarchia degli Argeadi comprendeva nel V secolo le pianure settentrionali circondate da monti
che si estendevano attorno dei grandi fiumi Haliacmon e Axios. I Macedoni (da Makednoi, montanari) erano classificati tra
le trib greche-occidentali ma forse qualche trib si era mescolata a popolazioni illogiche, traco-frigie ed epizootiche.
La Macedonia era uno Stato con economia agricola e che disponeva di grande abbondanza di legname per la costruzione di
navi. Il re determinava la politica estera del Pese e non era attaccato dai condizionamenti dell'aristocrazia e del popolo.
La dinastia degli Argeadi riteneva di essere originaria di Argo e quindi nel V sec. fu riconosciuta ai Macedoni l'appartenenza
alla stirpe greca.
Erodoto afferma che il loro primo re fu Perdicca, ma un'altra tradizione vede in Carano o Archelao il mitico fondatore della
dinastia.
Il primo personaggio storico Aminta I che attorno al 513 entr in contatto con Dario I diventando suo vassallo con la
consegna di acqua e terra e dando in sposa la figlia Gigea al nobile persiano Bubare.
Alessandro I, nella prima met del V sec. era dipendente dalla Persia ma riusc ad acquisire nel mondo greco e ad Atene un
buon nome che gli fece ottenere il titolo di prosseno e benefattore del popolo ateniese, oltre che l'appellativo di Filelleno. I
Macedoni poterono cos partecipare ai Giochi olimpici.
Al suo regno risalgno riforme di carattere militare che portarono alla creazione di una fanteria a piedi composta dai contadini,
affiancata la tradizionale cavalleria dei nobili. Egli si espanse verso il Pangeo e lo Strimone dove trov delle miniere
d'argento.
Il figlio Perdicca II cerc di trovare una posizione di equilibrio tra Sparta e Atene durante la guerra del Peloponneso. Il re
macedone sostenne le citt della penisola calcidica quando si ribellarono ad Atene per formare un nuovo Stato calcidico
centrato sulla polis di Olinto.
Il regno del suo successore Archelao fu condotto all'insegna dell'apertura culturale verso il mondo greco (alla corte fu
chiamato Euripide).
Alla morte di Archelao si apr una fase di lotte dinastiche che portarono sul trono Aminta III (393-370) che fronteggi con
l'aiuto di Sparta la lega calcidica diventata ostile e ader alla lega navale ateniese.
In seguito l'intromissione di Pelopida negli affari interni macedoni, portarono sul trono Alessandro II (370-369) e poi del suo
assassino Tolomeo di Aloro (369-365) che gli successe come reggente in nome di un altro figlio di Aminta III, Perdicca.
Egli per riusc a sbarazzarsi del reggente con l'aiuto degli ateniesi diventando re nel 365 e conservando il trono fino al 359
quando mor in una spedizione militare contro gli Illiri.
La Macedonia sotto il governo di Filippo II
Filippo di Macedonia era figlio di Aminta III e alla morte di Perdicca III assunse il potere come tutore del nipote Aminta.
Il suo potere era per in bilico a causa di altri pretendenti al trono e di pressioni di Illiri, Traci e Peoni. Egli si scontr con il
re Illirico Bardylis e occup la Lincestide annettendola al regno; poi si impadron di Anfipoli. Le sue mosse militari avevano
fine espansionistico, di contenimento delle trib barbariche e di occupazione dell'area traco-macedone (Pidna, Potidea,
Metone).
Filippo entr in conflitto con Atene a causa di una ribellione di Chio, Rodi e Cos che si era estesa anche a Bisanzio: le citt
rifiutavano di versare contribuzioni previste alle casse della lega e volevano formare un koinn a parte. Gli insorti furono
sostenuti da una rivolta scoppiata in Asia Minore dove un gruppo di satrapi cercava di conquistare una certa autonomia.
Un attacco del generale Carete contro il porto di Chio fall e port alla morte del generale Cabria; rimase senza esito anche il
tentativo di impadronirsi di Bisanzio.
In uno scontro avvenuto a Embate, in Asia Minore, le truppe ateniesi furono costrette alla ritirata dagli avversari e ci spinse
carrette ad intentare processo contro gli altri due comandanti, Ificrate e Timoteo per scarsa collaborazione.
carrette intervenne poi in Asia Minore con il satrapo della Frigia, Artabazo, contro Titrauste ma le truppe fedeli al governo
centrale riuscirono a riprendere in mano la situazione ed Atene lo richiam.
Alla fine del biennio dei scontro Atene dovendo riconoscere il distacco dalla lega delle citt ribelli, si trovava indebolita e a
capo di un koinn che si limitava alle Cicladi, all'Eubea e all'Egeo settentrionale.

La terza guerra sacra (356-346)


Nella Grecia centrale scoppi una guerra per il controllo dall'Anfizionia delfica che, partendo dal contrasto tra Focesi e
Spartani da una parte e Beoti e Tassali dall'altri, si estese.
Nel 356 i Tebani il consiglio delfino condannare al pagamento di una multa sia i Focesi per aver coltivato la terra sacra di
Cirra sia gli Spartani per aver attaccato la Cadmea nel 382.
I Focesi occuparono il santuario delfico con un esercito comandato da Filomelo che per fu sconfitto dai Beoti a Neon 354.
A succedergli fu Onomarco, che rafforz del koinn focese.
Intanto i signori della Tessaglia si divisero al loro interno tra quelli che si allearono con Onomarco e quelli che si allearono
con Filippo.
Lo scontro dava a una potenza come la Macedonia, la possibilit di inserirsi nel gioco politico e diplomatico greco.
Filippo dopo essere stato sconfitto dall'esercito focese, fu infine capace di infliggere ad Onomarco un'autentica disfatta nella
pianura adiacente al golfo da Pagase (352).
Questa vittoria lasci la Tessaglia nelle mani del re macedone, cosa che permise a Filippo di mantenere la carica di
comandante supremo dell'esercito tessalico.
La spinta del re macedone si rivolse verso l'Egeo settentrionale e l'area degli Stretti e giunse vicino a Perinto ma la sua azione
fu volta a regolare i conti con la lega calcidica. Fu distrutta la citt di Stagira e poi fu assediata Olinto.
Atene concluse un'alleanza coi Calcidici e invi tre spedizioni in aiuto della citt assediata ma nessuna di queste spedizioni
fu capace di fermare Filippo.
Nel 348 Olinto fu costretta ad arrendersi e fu rasa al suolo e nel suo territorio furono insediati coloni macedoni; anche le altre
citt calcidiche si arresero e il loro territorio incorporato nel regno macedone.
Nel 346 una delegazione ateniese si rec a Pella presso la corte macedone e Filippo avanz le sue proposte di riconoscimento
della nuova situazione e di esclusione dagli accordi della Focide e della citt di Alo in Tassaglia.
La seconda proposta fu rifiutata da Atene (da sempre alleata coi Focesi) che richiese la pace (pace di Filocrate), ma prima
che questa fosse ratificata, Filippo riusc ad occupare le Termopili e lanci ai Focesi la richiesta di lasciare Delfi, poi impose
loro un trattato di capitolazione in base al quale furono costretti a pagare una multa per rifondare le ricchezze del santuario e
a dissolvere le loro citt in villaggi; infine orette per s i due voti che nell'Anfizionia delfina spettavano al dissolto koinn
focese. Si trattava di una svolta nel mondo greco perch da essa il re macedone avrebbe costruito un progetto egemonico.
Il vecchio Isocrate vide in Filippo l'uomo del futuro, e lo consider un benefattore (nell'orazione Filippo), come colui che
poteva riportare la pace in Grecia e abbattere l'impero persiano. Demostene invece vedeva in lui solo potenzialit eversive.
Dalla pace di Filocrate alla morte di Filippo (346-336)
Il problema principale di Filippo era quello dei rapporti con Atene, mentre l'impero persiano cominci a interessarsi ancora
alle vicende politiche del mondo greco.
Quando nel 344 Artaserse III cerc di contattare Atene promettendo aiuto contro Filippo, i gruppi ateniesi a favore del re
macedone riuscirono a far respingere dall'Assemblea la richiesta persiana.
Filippo intanto nell'area del Mar di Marmara e nel Bosforo attacc Perinto e poi Bisanzio, riuscendo a catturare un nave
ateniese. Atene allora mand una spedizione contro Filippo.
In Tessaglia invece in re macedone riorganizz il territorio attorno a Farsalo emarginando i suoi avversari di Fere mente in
Epiro favor l'ascesa al trono di Alessandro il Molosso, fratello della moglie Olimpiade.
Nel Peloponneso Filippo si guadagn le simpatie di chi non voleva sottostare all'egemonia spartana mentre in Eubea favor
oligarchie avverse ad Atene. La politica di Filippo era quella di accerchiare Atene attaccandola nelle sue aree di interesse
(Eubea e Stretti) e isolandola dalle altre poleis.
A Atene intanto Demostene, poich la citt stava andando verso la guerra, riusc a riportare sotto l'influenza ateniese sia
l'Eubea che gli Stretti e nel 340 si rec nel Peloponneso dove mise insieme un'alleanza di carattere difensivo (lega ellenica).
Filippo allora cerc di usare l'Anfizionia delfica per crearsi un nuovo spazio di manovra e il filomacedone Eschine accus gli
Anfissei (della citt locrese di Anfissa) di aver violato le norme del santuario per aver coltivato il territorio sacro di Cirra.
Poich Tebe era legata ad Anfissa una rottura con essa avrebbe significato una rottura anche con la citt beotica e una
dichiarazione di guerra contro la citt locrese avrebbe permesso a Filippo di invadere la Grecia centrale.
Ma i membri del Consiglio Anfizionico, pressati dai macedoni, decisero di proclamare la quarta guerra sacra contro Anfissa.
Nel 399 Filippo occup la citt focese di Elatea e Demostene, temendo un attacco ad Atene, ottenne da Tebe l'adesione alla
lega ellenica e l'impegno a respingere il re macedone.
Dopo la prima vittoria a Elatea, Filippo occup Delfi e fece ritorno in Focide costringendo le truppe alleate a ritirarsi in
Beozia. Qui avvenne presso Cheronea lo scontro tra i due eserciti: Filippo il Macedone, con l'aiuto del figlio Alessandro,
sbaragli il nemico e mostra la propria superiorit alle poleis greche.
Egli obblig i tebani ad accogliere sulla loro acropoli Cadmea una guarnigione macedone e permise il ritorno in citt degli
esuli a lui favorevoli e mise presidi anche in Calcide, sull'Acricorinto e in Ambracia. Cerc poi un accordo con Atene che
dovette cedere il Chersoneso tracico e sciogliere la lega marittima. Filippo era convinto che solo uno stretto rapporto con la
citt di maggior prestigio culturale nel mondo greco potesse permettergli di diventare il maggior rappresentante degli
interessi panellenici.
Nell'area del Peloponneso il re ebbe un atteggiamento duro devastando la Laconia e dopo aver ottenuto l'adesione di Arcadi,
Messeni e Argivi pot organizzare il suo progetto panellenico.
Nel 338 convoc a Corinto un congresso cui parteciparono tutte le poleis greche tranne Sparta:
- si proclam la pace comune, ribadendo la necessit di rispettare l'autonomia di ogni Stato greco

- si rifiutarono le trasformazioni violente delle Costituzioni


- si cre un Consiglio comune di tutti i greci: Filippo in caso di guerra era comandante generale e si riteneva un traditore
chiunque avesse prestato servizio presso una potenza straniera (contro la Persia e i mercenari)
Nel 337 Filippo propose al Consiglio di dichiarare guerra alla Persia per punirla della distruzione di templi greci durante le
guerre persiane e il consiglio approv la richiesta.
Fu un esercito guidato da Attalo e Parmenione a cogliere la Persia in un momento difficile a causa di una crisi di successione;
ma Filippo fu pugnalato a Ege da un ufficiale della guardia reale e si apr una crisi che avrebbe portato la Macedonia sull'orlo
di una guerra civile. Filippo prima di morire era entrato in contrasto anche con Olimpiade e col figlio Alessandro, quindi
probabile che dietro la sua morte ci siano loro due.
Con Filippo veniva meno un personaggio che aveva rappresentato il sintomo della crisi della polis classica, che aveva avuto i
suoi modelli in Sparta e Atene, attraendo a s lite e strati cittadini in cerca di un nuovo punto di riferimento.
Timoleonte e la Sicilia
Timoleonte, democratico di tendenze moderate, arrivato in Sicilia aveva trovato varie tirannidi cittadine e i Cartaginesi che
conducevano una politica espansionistica.
La spedizione corinzia aveva assunto quindi carattere anticartaginese per volont di Timoleonte. Egli, dopo aver creato
un'alleanza con altre citt, si scontr presso Adrano con le truppe di Iceta che era gli era diventato ostile. Ci diede una svolta
agli eventi: Dionisio II decise di trattare con Corinto la sua resa mentre Iceta continuava l'assedio di Ortigia. Le truppe
corinzie prepararono ad attaccare i cartaginesi e Iceta, ma quest'ultimo contatt Timoleonte e quindi Magone, capo della
flotta cartaginesi abbandon Siracusa.
Timoleonte prese la citt e si dedic all'attivit riformatrice:
- fece rientrare gli esuli e si rivolse ai Sicelioti invitandoli ad entrare a Siracusa
- cre una symmachia per ricostruire su basi meno autoritarie lo Stato territoriale siracusano
In politica estera per Cartagine continuava ad essere una minaccia. Nel 339 un esercito punico sbarc in Sicilia
costringendo Timoleonte a chiedere aiuto a Iceta: Timoleonte vinse presso il fiume Cremisio, ad Agrigento, nel territorio
dell'epicrazia punica.
Il potere di Timoleonte spinse per gli altri tiranni siculi (anche Iceta) ad allearsi ancora con Cartagine. Timoleonte allora
sigl con Cartagine una pace separata che riconosceva nel fiume Alico il confine tra territorio punico e alleanza greca, e poi
condusse una guerra contro i tiranni che furono sconfitti.
Timoleonte continu la politica di colonizzazione panellenica: furono avviati nuovi insediamenti, ripopolati quelli
abbandonati, Siracusa ebbe una nuova costituzione di carattere timocratico, basata su un'assemblea democratica e su una
boucl, riservata a 600 cittadini possidenti e presieduta da un sacerdote di Zeus Olimpio.
La Magna Grecia da Archita di Taranto ad Alessandro il Molosso
In Magna Grecia le citt greche della lega italiota erano pressate da popolazioni italiche, i Lucani e i Bretti.
Nella lega, la citt egemone era Taranto, che era dominata dal 367 da Archita. Alla sua morte Taranto si trov a dover
chiedere aiuto alla madrepatria greca: fu inviato da Sparta un corpo di spedizione guidato da Archidamo III ma egli venne
sconfitto e ucciso.
I Lucani occuparono Eraclea, citt capitale della lega italiota e Taranto chiese ancora aiuto: questa volta per dopo Cheronea,
le monarchie emergenti ruotavano attorno a Filippo.
Nel 334 Alessandro il Molosso, fratello di Olimpiade, sbarc in Italia in aiuto delle citt in crisi. Egli vinse nel Gargano
Messapi e Peucezi e liber Eraclea. Poi entra in conflitto con Lucani ee Sanniti e occup Cosenza, capitale dei Bretti.
A questo punto Alessandro firm un accordo coi Romani (in quel momento in conflitto coi Sanniti) ma Taranto, preoccupata
dei suoi successi, si rese conto che col mondo italico era meglio trovare un accordo piuttosto che cercare lo scontro frontale.
I Tarantini tolsero quindi il loro appoggio ad Alessandro che fu ucciso nel 330. Taranto cercher poi di stringere accordi con
Lucani e Bretti ma ormai erano i Romani il vero pericolo e quando lo spartano Cleonimo torner in Magna Grecia, dovr
combattere anche contro di loro.

Alessandro Magno
Lascesa al trono
Nato nel 356 da Olimpiade e Filippo II, educato da Aristotele, Alessandro entra in conflitto col padre quando questultimo si
risposa con la nobile macedone Cleopatra, mettendo in forse la sua successione al trono.
Quando nel 336 Filippo II viene ucciso a Ege, Alessandro, con lappoggio di Antipatro riesce a sbarazzarsi degli altri
pretendenti al trono e a farsi proclamare re dallassemblea dellesercito.
Dopo essersi fatto riconoscere come tale da tessali e corinzi, egli deve per scontrarsi coi popoli barbari che premono alle
frontiere macedoni (Triballi e Illiri).
Intanto i tebani si ribellano alla fazione filomacedone che li governa e pongono sotto assedio la guarnigione sulla Cadmea.
Ma la reazione di Alessandro marcia verso la citt e la sconfigge nel 335: la lega decreta la sua distruzione, la spartizione del
suo territorio e la vendita in schiavit dei superstiti.
Nei confronti di Atene, che si era alleata con Tebe, invece Alessandro si dimostra meno duro: chiede lostaggio di alcuni
politici a lui ostili e poi volge le sue attenzioni allo scontro con la Persia.
La spedizione in Asia
Dal 336 un grosso contingente macedone viene inviato in Asia Minore (il pretesto sempre quello delle guerre persiane).
Nel 334 Alessandro affida la Macedonia ad Antipatro e parte verso limpero persiano. Il suo esercito si distingue per la
presenza di una corte formata da membri della cancelleria greca che devono redigere un diario della spedizione e da indovini,
artisti e storici: Alessandro d molta importanza agli aspetti propagandistici.
Dario III lascia che siano i satrapi dellAsia Minore settentrionale a contrastare gli invasori ma questi sottovalutano
lavversario e schierano le loro truppe nella Troade orientale. Nel 334 larmata di Alessandro affronta lesercito persiano e
con una manovra di sfondamento scompagina lo schieramento avversario.
Assicuratosi lAsia Minore settentrionale, Alessandro si dirige a sud per sconfiggere la flotta persiana e le citt micrasiatiche
si schierano con lui, che favorisce listituzione di regimi democratici per esautorare le locali oligarchie filopersiane. Queste
citt per sono costrette a subire una guarnigione macedone o a versare contributi di guerra e vengono perci a trovarsi in
una condizione di sudditanza.
Dopo Caria e Licia, anche Pisidia e Frigia sono conquistate. A ostacolarlo prova Memnone di Rodi che nel 333 avvia
unoffensiva nellEgeo, ma la sua azione termina a causa della sua morte.
Dario III decide di muoversi verso la Siria settentrionale mentre Alessandro continua la marcia verso sud.
Lo scontro avviene nella pianura di Isso, in Siria, nel 333: Alessandro vince grazie alla sua cavalleria con cui travolge il
centro dello schieramento nemico dove si trova Dario III che si d alla fuga.
Alessandro pu cos impadronirsi della cassa militare persiana e catturare la famiglia del Gran Re.
DallEgitto a Gaugamela
Dopo Isso, Alessandro si dirige verso lEgitto per assicurasi il controllo delle ultime basi costiere su cui pu ancora contare
la flotta persiana.
Tiro riesce a tenere testa allesercito ma costretta ad arrendersi nel 332: vengono trucidati i suoi abitanti e il resto della
popolazione viene venduto in schiavit.
Anche Gaza viene espugnata e punita allo stesso modo.
Alessandro arriva in Egitto nel 332, accolto a Menfi dal satrapo persiano, e qui il re macedone si dimostra rispettoso nei
confronti delle credenze locali, tanto che gli Egiziani non hanno difficolt ad accettarlo come legittimo sovrano. t
Nel 331 sosta nella regione del delta del Nilo dove decide di dare vita a un insediamento che possa sfruttare la favorevole
posizione del sito per diventare un centro commerciale e portuale, Alessandria, la cui costruzione comunque lasciata a
Cleomene di Naucrati.
Prima di partire Alessandro compie un viaggio verso il santuario di Ammone nelloasi si Siwah, attratto dal prestigio
delloracolo da cui spera un ulteriore avallo alla sua impresa. Il viaggio viene raccontato in termini favolistica cos come il
responso: Alessandro sarebbe destinato a dominare il mondo e sarebbe anche figlio di Zeus (probabilmente la propaganda del
sovrano sfrutta il fatto che il sacerdote si rivolse al re con la titolatura di figlio di Ammone, in quanto successore dei faraoni).
Alessandro pu ora tornare a scontrarsi con la Persia. Dario III, fa sapere che pronto a cedergli tutto il territorio a occidente
dellEufrate e gli offre unalleanza e un riscatto per la liberazione della sua famiglia.
Ma il sovrano non accetta e nel 331 nella pianura di Gaugamela, a est del Tigri ha luogo lo scontro decisivo. Malgrado
linferiorit numerica, Alessandro riesce a vincere evitando il rischio di accerchiamento e sfruttando un varco che si apre tra
le fila nemiche con cui attacca il centro dello schieramento.
Alessandro ne approfitta per mostrarsi ancora vendicatore dei Greci ma il vero significato della vittoria la conquista
assoluta dellimpero persiano, tanto che egli si fa proclamare re dAsia.

Alessandro monarca orientale


Alessandro si impadronisce di Babilonia e di Susa, affidate ai satrapi che trova al potere e nel 330 entra a Persepoli. Qui
avviene lincendio del palazzo reale, quasi certamente una vendetta per le distruzioni di templi greci avvenuti nelle guerre
persiane, per far capire al mondo greco che lo scopo della campagna dAsia raggiunto. Poco dopo i contingenti greci
saranno congedati e il ricorso alla propaganda panellenica cesser.
Alessandro ora si occupa di Dario III, fuggito a Ecbatana, capitale della Media. Prima che il condottiero macedone lo
raggiunga il re persiano per vittima di una congiura: i suoi generali, guidati da Besso, lo depongono e lo uccidono.
Alessandro, giunto a Ecbatana, lo fa seppellire con tutti gli onori dimostrando cos di considerarsi il suo successore sul trono
persiano.
Successivamente avviene la rottura con la tradizione macedone. Venuto a sapere che Besso, si proclamato re della Battriana
con il nome di Artaserse IV, Alessandro sente lesigenza di mostrarsi come unico erede di Dario, perci adotta il cerimoniale
e labbigliamento di corte.
Nella sua cerchia per comincia a diffondersi malcontento, che sfocia anche in vere congiure. Nel 330 viene scoperta in
Drangiana una congiura di cui accusato anche Filota, figlio del generale Parmenione, che viene giustiziato. A farne le spese
per lo stesso Parmenione che si trovava a Ecbatana. Alessandro mostra la sua involuzione autocratica e ne ordina la
soppressione ma grado la sua fedele militanza al servizio della monarchia macedone.
Alessandro in Asia centrale
Dopo la Drangiana vengono conquistate lAracosia e la Battriana. Questa avanzata si caratterizza per la fondazione di
numerosi insediamenti cittadini in punti importanti o su rotte carovaniere. Alessandro mira cos a controllare territori
turbolenti e a potenziare gli scambi commerciali tra le varie aree del suo nuovo impero.
In Battriana lesercito occupa facilmente la regione mentre Besso si rifugia in Sogdiana, dove per i signori locali
preferiscono accordarsi con il re e consegnare Besso che sar torturato e condannato a morte. Il sovrano si impadronisce cos
anche della Sogdiana e fonda Alessandria Eschate, come baluardo contro i nomadi del nord.
Alcuni nobili sogdiani per, con lappoggio dei nomadi del nord, scatenano una rivolta che si estende in Battriana e
Alessandro affronta i ribelli in unit pi piccole e mobili. La repressione per affiancata ad una politica finalizzata ad
acquisire il consenso e lalleanza della nobilt locale (cavalieri indigeni nellesercito e matrimonio con Rossane, figlia di un
notabile sogliano, Ossiarte).
Nel 328 a Maracanda, durante un banchetto, Alessandro trafigge il suo amico Clito, che aveva criticato i suoi cambiamenti in
senso orientale e aveva esaltato le azioni del padre Filippo, e nel 327 i contrasti raggiungono grande intensit: Alessandro
decide di imporre la pratica della proscinesi anche a greci e macedoni al suo cospetto, ma limposizione viene accolta con
disappunto perch latto di uninsopportabile servilismo ed giustificabile solo nei confronti della divinit.
Quando poi viene scoperta una congiura organizzata dai paggi reali esasperato dal suo dispotismo, lo storico Callistene che
lo aveva criticato, viene condannato a morte senza processo, alienandosi le simpatie di Aristotele e degli altri intellettuali
greci.
La campagna dIndia
Nel 327 Alessandro intraprende la spedizione in India, per ricostituire lantico confine orientale dellimpero persiano, che
Dario I aveva per qualche tempo inglobato i territori nella valle del fiume Indo. Loccasione offerta dalla richiesta di
intervento di Tassile, signore della citt di Tassila e da altri dinasti indiani che vogliono rafforzarsi a scapito dei vicini.
Alessandro, impegnato a combattere le comunit di Kabul, impiega molto tempo ad arrivare nella valle dellIndo. Intanto
Poro, dinasta del regno confinante, schiera un grande esercito e nel 326 Alessandro riesce a vincere grazie a una grande
manovra di accerchiamento.
Resosi conto di aver bisogno dellappoggio dei potenti locali, Alessandro lascia che Poro rimanga al potere quale suo
vassallo e vengono poste nuove colonie militari, Nicea e Bucefala.
Il sovrano poi inizia a costruire una flotta per arrivare allOceano meridionale e riprende ad avanzare per conquistare le
popolazioni a Est dellIdaspe. Ma arrivati al fiume Ifasi, i soldati, esausti e spaventati, si rifiutano di proseguire e Alessandro
si rassegna a tornare indietro.
Nel 325, dopo vari scontri con le popolazioni locali, il sovrano giunse a Patala, nella regione del Delta dellIndo e raggiunge
cos lOceano e la campagna di consolidamento del confino si conclude.
Il viaggio di ritorno si rivela rischioso: Alessandro decide di attraversare il deserto di Gedrosia, dove molti uomini muoiono
di fame e stenti.
Gli ultimi anni
In alcune regioni sono cominciate le rivolte e molti satrapi stanno commettendo abusi e rafforzando il loro potere anche con
milizie personali. Le rivolte sono represse, i governi sostituiti e si d ordine ai satrapi di congedare le loro truppe mercenarie.
Il sovrano poi promuove uniniziativa per creare una classe dirigente che comprenda anche i persiani: fa sposare 91 membri
della sua corte con donne dellaristocrazia iranica e sposa due principesse achemenidi, Statira, figlia di Dario III e Parisatide,
figlia di Artaserse III e sono legalizzate le unioni di donne persiane con i soldati macedoni. Lesercito poi viene riorganizzato
con un nuovo corpo darmata formato da fanti iranici.
I macedoni per vedono messa a rischio la loro posizione di preminenza. Ma Alessandro fa uccidere tutti i capi delle rivolte
che si innescano e annuncia che i corpi pi importanti dellesercito saranno costituiti da milizie persiane: i macedoni devono
accettare la politica di fusione con gli iranici.

Nel 324 poi il sovrano fa emanare durante i giochi olimpici il cosiddetto decreto sugli esuli, un editto con cui impone alle
citt di riammettere chi stato bandito, tranne chi si macchiato di crimini di sangue e di sacrilegio, restituendo loro i beni
confiscati. Il decreto costituisce una violazione della lega di Corinto che non prevede intromissione negli affari interni degli
alleati e segna un cambiamento verso le poleis greche.
Alessandro poi impone la propria divinizzazione: dopo la morte del suo amico Efestione, non si limita ad organizzare
cerimonie funebri ma istituisce un culto eroico dedicato al defunto e pretende dai greci che a lui siano tributati onori divini.
Nel 323 a Babilonia riceve delegazioni che gli recano omaggio da Grecia, Africa e Europa ma continua a volersi espandere.
Egli decide di conquistare lArabia, per consolidare il confine merdionale dellimpero e collegarsi allEgitto e forse anche il
Mediterraneo occidentale.
Morir per nel 323 a causa di una malattia. Le cause della sia morte sono destinate a rimanere ipotetiche.
LAtene di Licurgo e la guerra lamiaca
Licurgo e il suo gruppo dirigente adotta una politica cauta e realista: riesce a mantenere un rapporto di convivenza con la
Macedonia e a tenere a freno i fautori di un nuovo scontro militare.
Per questo nel 331 non accetta la proposta dello spartano Agide III a partecipare ad una ribellione contro i macedoni e decide
per la neutralit.
Licurgo si occupa principalmente di problemi interni alla polis. Grazie a lui migliorano le finanze ateniesi e comincia
unattivit edilizia intensa. Egli riorganizza il servizio militare dei giovani ateniesi, lefebia: al compimento del 18 anni
diventa obbligatorio un biennio remunerato di addestramento, durante il quale le reclute ricevono uneducazione che
promuova i valori della polis. In questo modo si vuole ottenere un esercito pi efficiente e creare coesione civica e
patriottica.
Dopo la sua morte nel 324 inizia una fase turbolenta per la citt. Arpalo, in fuga dallAsia chiede asilo agli ateniesi che lo
imprigionano gli confiscano il denaro quando i Macedoni ne chiedono lestradizione. Nel 323 poi, alla morte di Alessandro,
influenzati da Iperide e da Lesotene, gli ateniesi decidono di ribellarsi ai macedoni e sono appoggiati da popoli della Grecia
centro-settentrionale e da alcuni Stati del Peloponneso, con cui nasce una nuova coalizione.
Antipatro, colto di sorpresa, viene sconfitto da Platea e alle Termopili e si chiude nella fortezza tessalica di Lamia (guerra
lamiaca) e il condottiero ateniese Antifilo vince i macedoni. Ma nel 322 la flotta ateniese viene sconfitta presso Amorfo
mentre Antipatro vince a Crannone. Perci ad Atene i filomacedoni riescono a far approvare la decisione di avviare trattative
con Antipatro, con cui negoziano la resa.
Le condizioni sono dure:
insediamento di una guarnigione macedone al Pireo
mutamento costituzionale: la democrazia viene sostituita da un regime oligarchico che riserva a pochi il godimento
dei pieni diritti politici
Il potere viene preso dalla fazione filomacedone.
Atene si deve rassegnare a svolgere un ruolo secondario.

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