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A variation of noncontingent reinforcement in the treatment

of aberrant behavior
Quando si utilizza il RNC uno dei principali problemi, oltre allimpoverimento della
persona, che in alcune circostanze, utilizzandolo a intervalli fissi (es ogni 20 secondi)
pu accadere che il rinforzo venga dato contingentemente alla messa in atto del
comportamento aberrante e non non contingentemente. Non sarebbe pi RNC. Questo
articolo propone una soluzione a questo problema, una variazione della procedura.
Vediamo.
Un potenziale limite del RNC che il rinforzo pu seguire occasionalmente il
comportamento target (aberrante) con la conseguenza che si somministri una forma
occasionale di rinforzo. Un rinforzo frequente che eccede la frequenza del
comportamento aberrante pu ridurre il potenziale di questo problema. Utilizzando il
rinforzo molto frequentemente la persona non ha invece la possibilit di mettere in
atto il comportamento aberrante. Un certo numero di autori americani ha
documentato il primo caso riportando il problema che il RNC risultava spurio durante il
trattamento dellaggressivit in una ragazzina con diagnosi di ritardo mentale. Vallmer
et al sono quindi stati primi ad accorgersi del problema legato al RNC. Gli autori
presentavano dati che indicavano che le risposte crescevano immediatamente prima
del tempo fissato per la somministrazione del rinforzo documentando che la bambina
rispondeva secondo quelle che sono le caratteristiche comportamentali in un rinforzo
a intervalli fissi. Il rapporto fisso pu avere un problema: dando il rinforzo non
contingente la bambina aveva un calo delle risposte di aggressivit subito dopo il
rinforzo, ma aveva nuovamente un incremento della risposta di aggressivit poco
prima del rinforzo. Quindi il RNC finiva per incentivare il comportamento aberrante. Gli
autori hanno poi cambiato regime e hanno utilizzato il DRO (differential reinforcement
of other behaviour): si fanno intervalli. Se durante lintervallo il comportamento
aberrante non viene messo in atto, la persona riceve il rinforzo. Se invece durante
lintervallo la persona esibisce il comportamento aberrante, si stoppa lintervallo e si
ricomincia da capo. Quindi quando gli autori si sono accorti che il RNC non funzionava
hanno optato per il DRO, in cui davano il rinforzo a fine intervallo solo se la bambina
non esibiva il comportamento aberrante. Un modo per eliminare il rischio che il RNC
produca il problema di cui sopra pu essere quello di estendere la procedura
precedente di RNC con il dilazionamento dello stimolo. Questa variazione consiste
nella seguente procedura: supponiamo di dare il rinforzo ogni 40 sec; se la persona ha
un comportamento aberrante prima dei 40 sec, dilaziono il periodo a 50 sec.,
pospongo il rinforzo di 10 secondi supplementari, per cui il tempo tra il
comportamento e il rinforzo non pi brevissimo, per cui il rinforzo non pi
contingente. Ho un fixed time intervall a 40 secondi, ma nel caso in cui compare il
comportamento aberrante immediatamente prima dello scadere dellintervallo,
prolungo lintervallo a 50. Se invece non compare il comportamento aberrante d il
rinforzo dopo 40 secondi. Il rinforzo dato a intervalli fissi di 40 secondi a patto che la
persona non abbia avuto il comportamento aberrante sullo scadere dellintervallo, in
modo che non ci sia prossimit tra il comportamento aberrante e lo stimolo. Questo
un rimedio al problema di cui Vallmer e altri hanno parlato. Il lavoro incentrato sulla
verifica di questa procedura.
Partecipanti

Il primo Rob, 23 anni con ritardo mentale severo, il quale veniva gestito nellambito
di un centro diurno a servizio delluniversit di Nevada. Rob poteva eseguire 3 gesti
manuali per richiedere qualcosa che gli piace (un giocattolo, qualcosa da mangiare).
Aveva frequenti crisi comportamentali (piange, urla e sbraita) e si buttava a terra.
Il secondo Todd, 7 anni con autismo, il quale frequentava una clinica affiliata
alluniversit che provvedeva a fornire al bambino un trattamento comportamentale
intensivo. Non emetteva risposte verbali. Il comportamento aberrante di Todd era di
mettere il dito nel naso. La mamma di Todd era preoccupata e pensava che il
comportamento potesse interferire con ladattamento sociale a scuola.
Il terzo Victor, 41 anni con ritardo mentale profondo, riceveva servizi di supervisione
gestito dalluniversit. Victor poteva fare dei gesti per delle cose che voleva. Victor
mostrava comportamenti aggressivi, come tirare i capelli, mordere, e cercare di
prendere qualcuno.
Le sessioni di Rob venivano eseguite in stanze molto piccole. Le sessioni di Todd
venivano condotte nella stanza di 4 metri per 4 metri usate per le sue regolari sessioni
di apprendimento. Le sessioni di Victor erano condotte in camera da letto della
comunit per persone con disabilit.
Raccolta dati
Il comportamento deviante di Rob era definito come comportamento nel quale
metteva a terra una o entrambe le ginocchie. Veniva registrato tutte le volte in cui
almeno un ginocchio toccava a terra. Il comportamento viene registrato secondo
frequenza: viene registrato il numero di eventi. I comportamenti avevano un inizio o
una fine specifici.
Il comportamento di Todd viene registrato tutte le volte che il dito tocca la parte
interna del naso. I dati per questo comportamento venivano registrati secondo un
sistema a intervalli parziali perch il comportamento aveva caratteristiche di diversit
di durata.
Il comportamento aggressivo di Victor viene registrato tutte le volte in cui tocca la
terapista con bocca o mani, tranne quando la prende per meno. La registrazione
avviene secondo un sistema a intervalli parziali, perch sono di durata variabile.
Tutte le sessioni, trattamento e analisi funzionale, duravano 10 min con una media di
circa 16 sessioni a settimana.
Analisi funzionale
Possiamo fare una distinzione tra ABC e analisi funzionale del comportamento. Quandi
si fa un ABC: (Antecedente, comportamento, conseguenza) si guarda la persona e per
ogni comportamento aberrante si segna cosa viene prima e cosa dopo il
comportamento. Si fanno queste valutazioni per capire se ci sono dei rapporti tra il
comportamento aberrante ed eventi sociali. C anche unaltra procedura che quella
dell analisi funzionale, quella fatta in questo caso dagli autori. Nellanalisi
funzionale ci sono generalmente 4 condizioni. Creiamo situazioni che ci danno un
indicazione del comportamento della persona in 4 condizioni diverse:
1) Attemption situazione che verifica se c un legame tra il comportamento
aberrante che la persona mostra e lattenzione mostrata dal contesto a questo
comportamento. Cosa si fa? Tutte le volte che la persona esibisce il comportamento
aberrante loperatore presta attenzione per 10 secondi.

2) Difficult task si impegna il soggetto in un compito complesso. Ogni volta che


lindividuo manifesta il comportamento aberrante si interrompe il compito per 20-30
secondi. Dopo di che si riprende. Si vuole verificare se il comportamento aberrante
mantenuto dal rinforzo negativo. Il rinforzo negativo una situazione di benessere che
la persona prova nel momento in cui qualcosa che la assilla viene a cessare. La
situazione di compito difficile interrotto dal comportamento aberrante ci serve a
verificare se il comportamento mantenuto da rinforzo negativo.
3) Alone o no-interaction lindividuo solo o non interagisce con nessuno. Serve per
verificare se da solo il soggetto ha un alto livello di comportamento oppure no. Se ha
un alta frequanza del comportamento quando solo, questo significherebbe che il
soggetto con quel comportamento produce una forma di rinforzo che prescinde dal
contesto sociale. Riceve rinforzo automatico dalla messa in atto del comportamento. Il
comportamento produce effetti che il soggetto trova rinforzanti.
4) Controllo loperatore in prossimit della persona, che riceve occasionalmente il
rinforzo. Non viene data attenzione al comportamento aberrante, laddove si presenta.
Dovrebbe riportare la % pi bassa di comportamenti aberranti. Se il comportamento
pi frequente nelle prime due condizioni vuol dire che mantenuto da eventi sociali,
altrimenti no.
Metodo
Le condizioni includevano attenzione, unaltra tangible (il soggetto riceve oggetti
con la messa in atto dal comportamento) compito, contatto fisico, social escape
(loperatore si allontana), no-interaction, control.

Per Rob la frequenza maggiore pi alta si ha nella condizione tangible: tutte le volte
che si butta a terra lo fanno giocare con dei cubi colorati. La frequenza del
comportamento pi alta: quindi il comportamento aberrante mediato da eventi
sociali ed una forma di richiesta di giocare con oggetti.

Per Todd il comportamento pi frequente nella condizione attenzione (quadratini


neri): la frequenza maggiore si ha nel caso in cui riceve attenzione delloperatore.

Anche in questo caso il comportamento mantenuto da rinforzo sociale di tipo


attentivo.

Per Victor la frequenza maggiore si ha nella condizione di attenzione e contatto


fisico.
Dunque, riprendendo il testo, per Rob il comportamento mantenuto dalla possibilit
di avere accesso a oggetti preferiti, il comportamento di Todd sembra essere motivato
dallattenzione ambientale; per Victor il comportamento aberrante motivato e
mantenuto dal contatto fisico.
Procedura e disegno sperimentale
La baseline prevede che vengano prese 5 sessioni degli oggetti per Rob,
dellattenzione per Todd, e del contatto fisico per Victor, e le utilizzano come baseline
dello studio. Per il trattamento, lintervallo che utilizzano tra un rinforzo e laltro lo
calcolano sulla base della frequenza dei comportamenti che i soggetti hanno. Per Rob
il trattamento consisteva nel concedergli breve accesso al secchiello coi blocchi a
intervalli fissi di 45 secondi. Per Todd il trattamento consisteva nel dargli attenzione a
intervalli fissi di 100 secondi. In entrambi i casi si aspettava 10 secondi in pi a dare il
rinforzo se prima dello scadere dellintervallo veniva manifestato il comportamento
aberrante. Se il comportamento aberrante continuava anche in quei 10 secondi si
posticipava ancora la somministrazione del rinforzo. Il rinforzo non doveva in nessun
caso essere troppo vicino al comportamento aberrante. La persona aveva accesso al
rinforzo per 20 secondi ogni volta che il rinforzo gli veniva somministrato. Gli intervalli
venivano via via prolungati, riducendo la frequenza del rinforzo, sulla base di un
criterio: per Rob riducono il rinforzo e allungano gli intervalli quando hanno visto 3
sessioni consecutive con una frequenza pi bassa di un comportamento per minuto;
per Todd erano necessarie 3 sessioni consecutive in cui il comportamento aberrante si
sia manifestato in meno del 5% degli intervalli. Abbiamo allungato gli intervalli da 100
secondi a 2 minuti e in seguito aumentavano di 1 minuto alla volta. Il disegno era
ABAB.
Per Victor si faceva una valutazione delleffetto relativo del RNC e del whole-interval
DRO: guardiamo la persona per 30 secondi. Se non manifesta il comportamento
aberrante alla fine dellintervallo diamo il rinforzo. Se invece manifesta il
comportamento aberrante stoppo e ricomincio da capo. In questo caso gli autori non
usano la procedura convenzionale del DRO, ma usano la procedura a intervallo
completo (whole interval): se durante lintero intervallo non c stato il
comportamento aberrante danno il rinforzo, se invece c il comportamento aberrante
aspettano la fine dellintervallo senza interromperlo e senza dare il rinforzo. Viene
usata la procedura di DRO a intervallo completo.

Victor amava il contatto fisico: per lui il rinforzo consiste nel prenderlo per mano alla
fine degli intervalli, sia di DRO che di RNC. Nel primo caso viene rinforzato solo se
lintervallo non contiene il comportamento aberrante. Nel secondo si prolunga
lintervallo se viene esibito il comportamento aberrante. Una volta ottenuta una
riduzione del comportamento aberrante in entrambe le procedure si ritornava alla
baseline (ABAB). Anche per Victor gli intervalli si prolungano in caso di riduzione del
comportamento aberrante. Si allunga lintervallo in caso di 3 sessioni consecutive con
il comportamento in meno del 5% degli intervalli.
Risultati

Per Rob i quadratini bianchi indicano la frequenza del comportamento aberrante per
minuto. Le ultime sessioni di baseline mostrano 4-5 comportamenti con minuti. Si
inizia poi il NCR con intervalli di 45 secondi tenendo conto che venivano allungati in
caso di comportamento immediatamente precedente al momento di somministrazione
del rinforzo. Si osserva un calo notevole dei comportamenti. Abbiamo poi un reversal,
cio una nuova baseline. Poi si riprende lintervento NCR: viene dato un rinforzo ogni
45 o pi. C un declino con pi sessioni consecutive con comportamenti pari a 0. Si
allunga quindi lintervallo a 60 poi ancora a 120 secondi, poi a 180 fino ad arrivare a
300 aumentando gli intervalli di un minuto.

Todd: nella Baseline abbiamo intervalli in cui per il 100% dellintervallo il soggetto ha il
dito nel naso. Nella condizione di NCR riceve attenzione ogni 100 secondi. C una
riduzione istantanea del comportamento a livelli molto bassi. Nel reversal, abbiamo
nuovamente un netto aumento del comportamento. Nella seconda fase del
trattamento abbiamo 3 sessioni in cui il comportamento pi basso del 5%. Aumenta
lintervallo a 120 secondi ma aumenta il comportamento. Per cui si riduce nuovamente
lintervallo a 100 secondi e il comportamento si riduce nuovamente. Lo aumentano poi
a 120 e non si osserva nessun aumento in questo caso. Lo aumentano a 180 poi fino a
portarlo a 300 secondi. Per cui Todd si prende 20 secondi di attenzione delloperatore
ogni 5 minuti.

Per Victor durante la baseline i comportamenti sono molto frequenti. Le sessioni con il
DRO sono quelle con i cerchietti bianchi; quelle con il NCR sono quelle con i quadratini
neri. Inizialmente, sia il NCR che il DRO sono entrambi efficaci per intervalli di 50s. Si
fa poi la nuova baseline, in cui aumenta il comportamento. Ripristinano poi il NCR e il
DRO: inizialmente il comportamento peggiora, ma in entrambi i casi la % di
comportamenti diminuisce fino a 0. A questo punto si prolunga lintervallo a 75
secondi. Il comportamento si azzera in entrambe le situazioni e si aumenta lintervallo
a 113 via via fino a 383 in modo graduale, a patto che il comportamento si mantenga
a 0. Victor ottiene un rinforzo fisico ogni 6 minuti per 20 secondi.
Discussione
Abbiamo osservato una chiara riduzione del comportamento target per tutti i
partecipanti in seguito alla procedura modificata di NCR. Lanalisi funzionale di Rob
aveva messo in luce che le sue crisi comportamentali erano dovute allaccesso di
items tangibili. Nella condizione tangible la frequenza di comportamento aberrante
era particolarmente elevata. Il comportamento aberrante era quindi mantenuto da
rinforzo ambientale. I dati del trattamento hanno mostrato che il NCR con la modifica
era efficace a ridurre il comportamento anche quando cresceva fino a 5 minuti la
distanza tra i rinforzi. Per Todd lanalisi funzionale indicava che il comportamento
target era mantenuto da attenzione e dalla fuga del compito (rinforzo positivo con
lattenzione o rinforzo negativo rappresentato dalla cessazione di compiti non graditi).
I dati mostrano che la procedura risultata efficace per ridurre il comportamento.
Lanalisi funzionale fatta con Victor mostra che laggressivit era mantenuta dalla
possibilit di avere un contatto fisico. I dati mostrano che comparando tra NCR e DRO
si riscontrato che entrambe le procedure erano efficaci per ridurre il comportamento
target. Victor riceveva pi rinforzo durante la procedura di NCR, posticipandolo in caso
di comportamento aberrante. I meccanismi che possono essere stati responsabili degli
effetti osservati nella procedura modificata di NCR sono la saturazione (diamo
abbastanza stimolazione per cui non ne vogliono di pi; eliminiamo il bisogno) e
lestinzione (mentre durante la baseline quando avevano il comportamento aberrante
si davano i giochini a Rob, nella procedura modificata la contingenza tra rinforzo e
comportamento aberrante viene meno). Sebbene abbiamo ottenuto risultati analoghi
con NCR e con il DRO, la procedura modificata di NCR potrebbe essere preferita
perch pi semplice da applicare. Pi semplice perch quando applichiamo il DRO
diamo il rinforzo solo se lintervallo non presenta comportamenti aberranti. Siamo per
costretti a osservare lindividuo per tutto lintervallo. Nel NCR non abbiamo questa
esigenza: basta guardare il soggetto negli ultimi secondi precedenti al tempo fissato
per la somministrazione del rinforzo. Entrambe le procedure hanno comunque
ottenuto effetti similari e sono quindi similari dal punto di visto degli effetti. Un limite

di questo studio che utilizziamo una procedura modificata e abbiamo assunto che i
risultati positivi siano dovuti alla modifica. In realt non abbiamo confrontato i risultati
con la condizione senza modifica. Quindi non possiamo dedurre che sia solo grazie alla
modifica della procedura. Un vantaggio della procedura che non si rinforza mai il
comportamento aberrante, nemmeno per sbaglio. Il rischio ancora maggiore quando
il comportamento aberrante piuttosto frequente. Il fatto che questa comparazione
importante (tra NCR normale e procedura modificata) perch una procedura senza
modifica sicuramente pi semplice da utilizzare. Gli autori sono consapevoli che il
giudizio circa una procedura non deve essere solo relativa agli effetti ottenuti.
importante che la procedura sia valutata anche da parte degli operatori coinvolti nello
staff. Ovviamente chiedendo il parere del personale coinvolto giornalmente in questi
problemi si preoccupa anche se la procedura umanizzante e soprattutto facile da
utilizzare. La ricerca sulle procedure deve continuare. Non sappiamo in questo caso se
i soggetti si sentono meglio o peggio dellinizio. Questo articolo e il precedente ci
danno unidea di come agire in caso di problemi comportamentali.