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Ripresa
Ripresa

SaperSaper usarusaree benebene lele luci:luci:

ilil primoprimo segrsegretoeto deldel fotografofotografo didi glamourglamour UnUn pizzicopizzico didi maliziamalizia ee d’erd’erotismootismo nonnon guastano,guastano, mama nonnon bisognabisogna scaderscaderee nellanella volgarità.volgarità. CosaCosa consiglianoconsigliano ii prprofessionisti.ofessionisti.

“La donna è uno spettacolo che si replica da migliaia d'anni, e non stanca mai”. La frase era in un vecchio film di Jacopetti. È anche il soggetto tra i più fotografati, da professionisti e amatori. E tutti cercano di renderlo nella maniera migliore, "glamo- rous": attraente, affascinante. Il compito della foto di glamour è proprio questa: di- re magari qualche bugia, ma rendere la don- na affascinante, desiderabile.

"Madame Bovary c'est moi

" affermava

Flaubert, le foto di glamour sono la donna come la vorrebbe il fotografo. O come la vuole il committente del fotografo. Così, sotto l'etichetta "glamour" troviamo le foto destinate ai mensili per soli uomi- ni, ai calendari, da camionista se la ragaz-

Speciale Glamour

Speciale Glamour

za è procace e sconosciuta, artistici se il soggetto è l'attrice famosa; alla pubblicità; al ritratto, un po' malizioso, fatto dall'ama- tore alla fidanzata. Un genere vastissimo, quindi, che può es- sere praticato da tutti.

Macchine e obiettivi

Se vogliamo dedicarci a questo genere fo- tografico, e scattare foto di glamour, una reflex è la soluzione migliore. A seconda delle nostre esigenze possiamo equipag- giarla con zoom, obiettivi a focale fissa molto luminosi, grandangolari. Le lunghezze focali più usate, sia nel cam- po delle ottiche fisse che di quelle zoom, sono i medi teleobiettivi. Forniscono una

riproduzione corretta delle proporzioni, sia nelle foto a figura intera, sia nei ritratti. Per la figura ambientata alcuni fotografi usano grandangolari estremi e ottengono prospettive insolite. Molto utili gli obiettivi di grande lumino- sità: se fotografiamo con il diaframma a tutta apertura, riusciamo a sfocare tutto quanto sta dietro il soggetto. Così questo avrà più rilievo nella inquadratura.

Filtri e pannelli riflettenti

Accessori utili, e spesso indispensabili, so- no i filtri. Sia che si fotografi a colori op- pure in bianconero, ci servono per dare maggiore piacevolezza all'incarnato del soggetto e anche a coprire piccole imper-

fezioni della pelle. I più usati sono quelli flou, nelle varie gradazioni, e quelli color salmone e tabacco, o altre tonalità "calde", che danno una piacevole dominante all'in- carnato. Negli anni passati l’esempio di David Ha- milton è stato contagioso. È diventata una moda che, come tutte le mode, alla fine ha

stancato tutti. Oltre a cancellare brufoletti

e

venuzze, il filtro flou, specialmente quel-

li

di gradazione alta, degradano l’immagi-

ne, con una specie di nebbia. Un velo otti- co che rende meno realistica l’immagine. Possiamo sostituire il filtro flou con un vec-

chio obiettivo poco inciso o con una calza

di nylon tesa davanti alla lente frontale del-

l’obiettivo, oppure con gli speciali obietti-

vi

defocus la cui funzione è proprio quel-

la

di degradare l'immagine, ottenendo va-

ri

gradi di flou. Un effetto simile a un leg-

gero flou è dato dal filtro cross screen che, inoltre, trasforma ogni punto luminoso in una stella. Accessori usatissimi, dopo i fil-

tri, sono i pannelli riflettenti, dalla super- ficie bianca, argento oppure dorata. Ser- vono a schiarire le ombre e a riportare sul soggetto la luce del sole o quella del siste- ma di illuminazione artificiale usato. An- che gli specchi sono impiegati per riporta-

re sul soggetto in ombra la luce naturale, o

per creare effetti particolari d'illuminazio-

ne molto contrastata. Il treppiede, dotato di

testa a snodo, è sempre consigliabile. Per chi si dedica alle riprese in interni, so- no indispensabili sistemi di illuminazio- ne a luce flash, oppure continua, dotati dei relativi stativi. Anche uno o più fondali co- lorati sono utili per le foto in interni, quan- do vogliamo isolare il soggetto da quanto gli sta attorno.

Le pellicole

La loro scelta dipende, in larga misura, dal-

Le pellicole La loro scelta dipende, in larga misura, dal- Studio per foto di glamour in
Studio per foto di glamour in interni. Le Foto di Marzo
Studio per foto di glamour in interni. Le Foto di Marzo

le

preferenze personali. Quelle a colori for-

me sinonimi ma, anche se il soggetto è nu-

to, dalla ragazza. Se vogliamo farle supe-

niscono una immagine più realistica, quel-

do, non esprimono la stessa cosa. Per ca-

rare il naturale imbarazzo non dobbiamo

le

in bianconero servono meglio a stilizza-

pire la differenza, il fotografo che si vuole

comportarci come se il mirino della mac-

re

e idealizzare il soggetto.

cimentare in questo genere, dovrebbe guar-

china fotografica fosse il buco della serra-

La sensibilità più usata è la 100 ISO. Per

dare, più che le riviste glamour, i quadri dei

tura. Prima delle ripresa dobbiamo illu-

impieghi particolari, ad esempio la ripresa

pittori che hanno dipinto nudi. Allargherà

strarle le foto che vogliamo fare; le pose

in

luce ambiente, caratteristici risultati ven-

i

propri orizzonti espressivi e riuscirà a ca-

che pensiamo siano più adatte al suo cor-

gono forniti dalle pellicole molto sensibi- li. Presentano una grana evidente, però pia-

pire molto di più che sfogliando tutte le an- nate di Playboy.

po, allo sfondo, al suo viso.

cevole e giustificabilissima, date le condi-

Anche i pittori usano la luce per dare vita

In studio, in casa

zioni di ripresa. Una grana molto fine non

ai soggetti. Studiamo come la usano, come

Qualsiasi fotoamatore può allestire in ca-

è

sempre la più adatta al glamour femmi-

dispongono le fonti di luce per ottenere de-

sa sua uno studio che gli consenta di rea-

nile. La pelle di una modella, anche quel-

terminati effetti; come accostano i colori;

lizzare foto glamour. Attrezzature e spazi

la

delle più affermate professioniste, diffi-

come atteggiano i modelli. Avremo certa-

non debbono essere, necessariamente, quel-

cilmente è priva di imperfezioni. Più la gra-

mente foto meno banali.

li del fotografo professionista: flash con

na

è fine, più le imperfezioni risultano evi-

ombrelli, bank, fondali di tutti i tipi e pan-

denti. La grana un po’ grossa, o comunque

Il rapporto giusto

nelli riflettenti. Basta avere a disposizione

non molto definita, ha la stessa funzione di

Infine, in questo genere è molto importan-

una stanza, eventualmente provvisoriamente

un leggero filtro flou: stende un pietoso ve- lo.

te il rapporto che il fotografo riesce a in- staurare con la modella, soprattutto se non

sgomberata dai mobili. Indispensabile che abbia una parete libera. Davanti appende-

è

una professionista. La buona riuscita del-

remo un fondale, o la useremo, così com’è,

La luce dei pittori

le fotografie non dipende solamente dal fo-

come fondale.

Spesso nudo e glamour vengono usati co-

tografo ma, per un buon cinquanta per cen-

Poi ci vuole una, o meglio due, fonti di lu-

Studio per foto di glamour in interni. Le Foto di Marzo
Studio per foto di glamour in interni. Le Foto di
Marzo
Immagini in studio per catalogo di lingerie. Le Foto di Marzo
Immagini in studio per catalogo di lingerie. Le
Foto di Marzo

ce, facilmente spostabili, che siano a luce continua o a luce flash non conta. Impor- tante è che permettano di concentrare o diffondere la luce emessa. Gli strumenti per l’illuminazione sono com-

pletati da alcuni pannelli riflettenti. Come

si può vedere, l'attrezzatura è minima e,

quel che più conta, alla portata di tutti. Scendendo più nei dettagli si deve consi- derare un elemento di particolare impor-

tanza: il fondale. Se vogliamo isolare il sog- getto, e attirare l’attenzione solamente su

di esso, niente di meglio che usare un fon-

dale di colore neutro. Presso i negozi di fo-

tografia che servono anche i professionisti

se ne trovano di tutti i tipi e prezzi. Il loro uso consente di trasformare la stanza in un vero e proprio studio. Se si hanno più soldi a disposizione, inve- ce dello sfondo di carta possiamo acqui- starne uno di tessuto, anche questo vendu-

to nei negozi di materiale fotografico pro-

fessionale. Sono di tela pesante, in tinta uni-

ta oppure variamente colorata. Che sia di

un tipo oppure dell’altro, la sua grandezza deve essere tale da permettere di coprire non solo la parete, o parte di essa, ma an- che parte del pavimento che si stende da- vanti. In questo modo si raccorderà parete e pavimento eliminando lo stacco tra le due superfici. Solamente così non avremo una fastidiosa linea del pavimento a disturbare l'inquadratura. Sistemato il fondale, dobbiamo pensare al-

l'illuminazione. Agli inizi una sola fonte di luce sarà più che sufficiente. Possiamo usa- re un flash di buona potenza, oppure un fa- retto con lampada al quarzo. Non è molto importante la quantità di luce emessa dal- la nostra sorgente. Se la modella riesce a restare immobile, il tempo di scatto può ad- dirittura essere di qualche secondo. Più im- portante della quantità è la qualità della lu- ce.

• la direzione dalla quale proviene

• il grado di diffusione

• il contrasto

Per questo dobbiamo poter spostare la fon- te di luce come ci pare, a destra e sinistra, in alto e in basso, in modo da illuminare il soggetto sotto qualsiasi angolazione. Per modellare la luce sul corpo del sog- getto, e riempire le ombre troppo fonde,

niente di meglio che i pannelli riflettenti.

Indispensabili pannelli

I pannelli riflettenti nascono da una sem- plice esigenza, avvertita da chiunque ab- bia provato a mettere una fonte di luce di- rettamente in faccia alla modella. Poco im- porta se la fonte è il sole, oppure un faret- to. I risultati sono i medesimi: espressioni sofferte, occhi strizzati. Insomma, tutto il contrario della naturalezza. Anche se poco intensa, la luce dà comunque fastidio. Non resta che dare una diversa angolazio- ne alla luce. Però c’è un grave inconve- niente: si creano ampie zone d’ombra sul

corpo. Se esponiamo questa parte, le zone illuminate risulteranno sovraesposte. Bi- sogna illuminare, in qualche modo, la par- te in ombra. La soluzione migliore è costi- tuita dai pannelli riflettenti. Si tratta di pannelli per usi fotografici in vendita presso i negozianti di materiale fo- tografico, o che possiamo costruire su mi- sura per le nostre esigenze. Quelli che tro- viamo nei cataloghi di articoli di fotogra- fia professionale sono fatti di stoffa dora- ta, argentata oppure semplicemente bian- ca, posta sopra un telaio, a formare una spe- cie di ombrello piatto. Sono molto pratici, perché leggeri e pieghevoli. Per il dilettante hanno lo svantaggio di essere un po’ co- stosi. Se lavoriamo prevalentemente in studio, possiamo costruire da noi, con poca spesa, i pannelli. Per quelli più grandi useremo la- stre di polistirolo espanso, vendute nei ne- gozi di gomma e plastica e anche presso i ferramenta. Spesse tre/quattro centimetri, hanno dimensioni differenti. Per i nostri usi sono consigliabili quelli rettangolari, di un metro di base e due di altezza. Possiamo usarli per riflettere la luce senza modifica- re la loro superficie, se desideriamo avere una luce morbida e diffusa. Oppure pos- siamo ricoprirli di carta argentata o dora- ta, per avere una luce più cruda e contra- stata. Per i pannelli più piccoli, invece, useremo un robusto cartoncino bianco, formato

Studio preparativo a foto di glamour. I professionisti, specialmente quando la modella non è professionista,
Studio preparativo a foto di glamour. I professionisti, specialmente quando la modella non è professionista,
Studio preparativo a foto di glamour. I professionisti, specialmente quando la modella non è professionista, pre-
feriscono scattare alcune foto di prova, per poter stabilire con la modella le pose migliori e l'illuminazione mi-
gliore. È indispensabile avere la massima collaborazione della modella, e questo modo di operare aiuta a otte-
nerla. Foto Rocco Febbo

50x60cm. Anche questo cartoncino può es- sere ricoperto da carta dorata oppure ar- gentata. La carta argentata riflette una lu- ce molto cruda, quella dorata le conferisce una dominate calda. Dobbiamo considerare il pannello né più, né meno che una fonte di luce ausiliaria, come un riflettore oppure un faro. Di con- seguenza dobbiamo usarlo con tutti quegli accorgimenti che si usano quando l’illu- minazione è costituita da più fonti di luce.

Primo compito del pannello è riportare la luce dove manca. Importante è capire che, in questo modo, portiamo la stessa luce, con le stesse tonalità di colore, che illumi- na il resto della scena. A meno, natural- mente, che la superficie del pannello non sia dorata. Attenzione alla sua posizione. • Se lo mettiamo troppo in alto causerà brut- te ombre sotto il naso. Proprio come quel- le prodotte dal sole alto in cielo.

• Se lo mettiamo troppo di lato, darà origi- ne a ombre dure. Perciò molti professioni- sti preferiscono pannelli che diffondono la luce in massimo grado, come quelli bian- chi o, al massimo, ricoperti da stagnola opa- ca. Un pannello con superficie lucida, o addi- rittura specchiata, serve egregiamente a ri- portare la luce, ma questa è troppo dura. Per non parlare del rischio di avere, sul sog- getto, evidenti macchie di luce.

Paola Barale fotografata da Marzo. Luci e ambientazione si rifanno ai film dei cosiddetti "telefoni
Paola Barale fotografata da Marzo.
Luci e ambientazione si rifanno ai
film dei cosiddetti "telefoni bianchi".
IlIl dirittodiritto all’immaall’immaggineine
La sottoscritta
concede a
l’autorizza-
zione alla pubblicazione delle fotografie ritraenti la propria persona,

In gergo si chiama liberatoria. È la dichiarazione con la quale la mo- della autorizza il fotografo a fare un determinato uso delle foto. È in- dispensabile se pensiamo di utilizzarle in qualsiasi modo, dal con- corso fotografico, alla pubblicazione sulla rivista di fotografia; dal- l’uso senza remunerazione, all’impiego commerciale. La legge difende il diritto all’immagine. Nessuno può usare l’im- magine di un’altra persona, anche non a fini di lucro, senza il suo as- senso. Questo assenso deve essere scritto, in modo da rappresenta- re una tutela per entrambe le parti in caso di contenzioso. Ecco il testo consigliato da Tau Visual, organizzazione di consulen- za per fotografi professionisti (Tau Visual, via Manara 7, 20122 Mi- lano, tel. 02.55187195):

realizzate nella sessione di ripresa del

ta autorizzazione all’uso pubblico si allega fotocopia delle immagi-

ni in questione, controfirmate dal soggetto ritratto per accettazione. Il diritto all’uso pubblico si intende riferito a:

Per controllo ed esplici-

1)

tutti i settori indistintamente

2)

Solamente ai seguenti settori

a)

editoriale (con eventuale esclusione di

)

b)

commerciale (con eventuale esclusione di

)

d)

pubblicitario (con eventuale esclusione di

)

e)

esposizione al pubblico (con eventuale esclusione di

)

e)

altro

Per la prestazione d’opera consistente nella posa per la realizzazio-

ne delle immagini e per il diritto di utilizzo delle fotografie, come

sopra specificato, è pattuito il compenso di lire

tutto compreso.

Oppure: La prestazione relativa alla posa per la realizzazione delle immagini e i diritti di

Oppure:

La prestazione relativa alla posa per la realizzazione delle immagini e i diritti di pubbli- cazione come sopra specificato, si intendono concesse a titolo gratuito.

In conseguenza a quanto sopra specificato il soggetto accetta di non avanzare alcuna pre-

tesa di qualsivoglia natura relativamente alle succitate prestazioni e al diritto d’uso delle immagini.

intendendo con tale termine la

data oltre la quale il fotografo non potrà più cedere attivamente le immagini. Non sarà im- putabile al fotografo la responsabilità del sussistere in circolazione delle immagini già dif- fuse anteriormente alla scadenza. Ai sensi dell’articolo 98, legge 633- 22.4.41, e in conformità alla sentenza della Corte di cassazione n. 4094 - 28/6/80 i negativi e gli originali si intendono di proprietà del foto-

Il diritto di utilizzo si intende concesso fino a tutto il

grafo. Per accettazione, il soggetto ritratto Luogo e data

grafo. Per accettazione, il soggetto ritratto Luogo e data La copertina della rivista Vip nel- la
La copertina della rivista Vip nel- la quale vennero pubblicate le fo- to di Paola
La copertina della rivista Vip nel-
la quale vennero pubblicate le fo-
to di Paola Barale che vedete in
queste pagine.

La leggerezza del materiale con cui sono costruiti i pannelli li rende facilmente ma- neggiabili. Se ci industriamo un po’, pos- siamo anche fare a meno di un assistente. Per tenerli in posizione possiamo usare i treppiedi. Anche la modella può collaborare. Quan- do si eseguono primissimi piani, lei stessa può reggere il pannello. Certamente, sen- za un assistente che regga e sposti i pan- nelli, la seduta fotografica sarà più lenta. Ma ciò non è uno svantaggio. Riusciremo ad applicarci maggiormente alla composi- zione della immagine, senza contare che la modella, se non è professionista, sarà me- no imbarazzata. Già è naturale una certa

fatica ad affiatarsi con il fotografo e se c’è un’altra persona, questa fatica aumenta. Meglio, specie se si è alle prime armi, ini- ziare con un pannello solo. Ci semplifica tutte le operazioni e non ci fa rimpiangere

la mancanza di un assistente.

Con un solo pannello abbiamo un tipo di illuminazione relativamente semplice. Lu- ce del sole o luce del faretto come fonte principale, e quella riportata dal pannello

come fonte secondaria, d’effetto o di schia- rimento.

A volte può anche essere utile usare un pan-

nello un po’ diverso. In gergo cinemato- grafico si chiama “butterfly”, farfalla.

Nelle foto vediamo il semplicissi- mo set con il quale Angelo Cozzi realizza le sue
Nelle foto vediamo il semplicissi- mo set con il quale Angelo Cozzi realizza le sue
Nelle foto vediamo il semplicissi-
mo set con il quale Angelo Cozzi
realizza le sue foto. La luce è sola-
mente quella delle lampadine bian-
co-latte ai lati dello specchio.
Se non si desidera una dominate
troppo rossa è indispensabile usa-
re una pellicola per luce artificia-
le, oppure anteporre all'obiettivo
un filtro azzurro di conversione.
Angelo Cozzi è molto noto per le sue foto "allo specchio", con le quali ha
Angelo Cozzi è molto noto per le sue
foto "allo specchio", con le quali ha
pubblicato alcuni libri.

Non è altro che un pannello di stoffa mol-

to leggera, che si mette tra il soggetto e la

fonte di luce principale. Non serve a riflet- tere la luce, ma a diffonderla. Genera una luce molto diffusa, simile a quella di un grosso bank professionale o di un cielo nu- voloso. Se usiamo tale accorgimento in esterni, attenti alla leggera dominante az- zurrina. Usare una butterfly è proprio come fotografare in una giornata nuvolosa.

L’esposizione

Possiamo esporre fidandoci dell’esposime- tro della macchina, eventualmente scattan- do un paio di fotogrammi in più, per ogni posa, variando il tempo di esposizione op-

pure il diaframma di un valore luce. Però,

se vogliamo una misurazione più precisa,

dobbiamo usare un esposimetro a mano, che dia la misurazione spot, cioè sotto un ri- stretto angolo di lettura. Anche alcune mac- chine fotografiche offrono questo tipo di lettura esposimetrica, che rende superfluo l'uso di un esposimetro a mano.

Compiute tre o quattro misurazioni spot sul-

le zone del soggetto che maggiormente in-

teressano, abbiamo la coppia tempo/dia- framma corretta. Attenzione: non dobbia-

mo fare una media delle varie misurazioni. Sarebbe come affidarsi all’automatismo di un esposimetro che legge su tutto il campo inquadrato. Tempo e diaframma debbono essere quelli relativi alla zona del soggetto che interessa di più. In genere si tratta del viso. Una volta impostata la coppia tempo e dia- framma, possiamo iniziare a scattare, sen-

za preoccuparci dell’esposizione, natural-

mente a patto che la luce non cambi, come

può accadere quando si lavora in esterni. Se

ci accorgiamo che la luce cambia, dobbia-

mo rifare la misurazione.

Glamour allo specchio

Uno specchio, abbastanza grande da riflet-

tere tutto, o quasi tutto il soggetto, è un ac- cessorio utilissimo. Specialmente se le no- stre modelle non sono professioniste. È un piccolo grande trucco per superare l’imba- razzo della nudità. La modella si mette da- vanti allo specchio e si comporta come fos-

se sola, mentre noi fotograferemo la sua im-

magine nello specchio. C’è un ulteriore vantaggio in questo siste- ma: la modella vede esattamente quello che riprende il fotografo. Questo le dà sicurez- za e consapevolezza di sé. È lei che co-

Foto Angelo Cozzi. struisce la fotografia, il fotografo si limita a registrarla. Anche il tipo
Foto Angelo Cozzi.
Foto Angelo Cozzi.

struisce la fotografia, il fotografo si limita a registrarla. Anche il tipo di luce e l’ambiente sono de- terminanti. Lo specchio è un ottimo stru- mento per fotografare in casa. Una serie di lampade bianco-latte, da 60 watt, poste ai lati dello specchio, rappresentano tutta l’il- luminazione occorrente. Al massimo pos- siamo dare una luce di schiarita all’am- biente con un faretto da 500 watt puntato verso il soffitto. Per quanto riguarda lo sfon- do, questo deve essere messo dietro la ra- gazza, con una inclinazione, rispetto allo specchio, di circa 45 gradi. Il fotografo ri- prenderà dall'altro lato, sempre lungo un

asse inclinato di 45 gradi rispetto allo spec- chio. Le dimensioni del fondale dipendono da quelle dello specchio. Un rettangolo di un metro e mezzo di base, per due di altezza, è sufficiente. La tinta del fondale dipende dal gusto del fotografo. Sono consigliabi- li, tuttavia, le tinte tenui, di tonalità pastel- lo se usiamo pellicole a colori, o un fon- dale rosa, della tonalità dell’incarnato, quan- do fotografiamo con pellicola in bianco- nero. Bisogna ricordarsi che le foto allo specchio, con illuminazione data da lam- pade a incandescenza poste ai lati, richie- dono pellicola a colori per luce artificiale,

anche se risultati gradevolissimi si otten- gono con pellicole per luce diurna, senza alcun trattamento correttivo. Le immagini denunciano una evidente dominante ros- sastra. A volte piacevole, a volte no. L’obiettivo più adatto per ritratti allo spec- chio è un medio tele da 80mm o 100 mm. Indispensabili gli obiettivi di grande aper- tura massima, ad esempio f/2.8: permetto- no di scattare a mano libera, con un tempo sufficientemente breve per fermare attimi ed espressioni. Per effetti particolari possiamo usare filtri cross-screen e anche diffusori di debole gra- dazione. Lo specchio, infatti, ammorbidi- sce già l’immagine. Inoltre conferisce una leggera dominante verde, che raffredda le tinte.

L'importanza della modella

Pensare di mettere davanti all'obiettivo la fidanzata, anche se bella, e avere un sog- getto da glamour, è illusione. Non è ne- cessario un corpo da miss, bensì la disin-

voltura davanti all'obiettivo, qualità che non

è innata e nemmeno s'improvvisa. Le mo-

delle professioniste, o comunque già abi- tuate a posare per i workshop dei fotoa- matori, permettono al fotografo alle prime armi di ottenere buone foto in minor tem- po. Se vogliamo semplificarci al massimo

la vita, per i nostri primi scatti rivolgiamoci

a una modella con questo tipo di esperien-

za. Quando ci sentiremo più sicuri del fat- to nostro potremo cercare soggetti non pro- fessionisti. Purtroppo chi posa di mestiere tende ad as- sumere pose stereotipate, quelle più facili da ottenere e spesso le più richieste. In realtà, non sono altro che brutte imitazio- ni di quanto si vede nei giornali. Tutte po- se da evitare, se si desidera che le nostre foto abbiano personalità. Il vero fotografo sa interpretare, ogni volta, il soggetto se- condo la sua visione e senza imitare quel- la degli altri. Importante è l’espressione del volto. Il con- fine tra una buona foto di glamour e una che non lo è, passa per il volto della mo- della, soprattutto per il suo sguardo. Se que- sto è fisso nell’obiettivo, è come se la mo- della instaurasse un discorso diretto e un po’ provocante con chi guarderà la foto. Se lo sguardo è puntato da un’altra parte, l’impressione sarà quella di una immagine colta di sorpresa; di un attimo d’intimità rubato. Importante, in entrambi i casi, è fuggire dalla volgarità. E questo sta alla sensibilità del fotografo che, ad esempio, non deve pretendere dalla modella un trucco visto- so. Deve evitare accessori scontati e di bas- so erotismo, come le solite calze a rete, i reggicalze, le guêpière e via elencando. Specialmente nel trucco e nell’atteggia- mento del volto va ricercata la massima

Il set e i risultati che si possono ottenere con una illuminazione molto semplice, data
Il set e i risultati che si possono ottenere con una illuminazione molto semplice, data
Il set e i risultati che si possono ottenere con una
illuminazione molto semplice, data da un bank di
grandi dimensioni, posto lateralmente alla mo-
della. Da notare come questa fosse sopra un pie-
distallo. La sua bassa statura avrebbe altrimenti
obbligato il fotografo ad adottare uno scomodo
punto di ripresa, molto basso, per non incorrere
in fastidiosi effetti di "schiacciamento" prospet-
tico. La statura della modella non ha importan-
za, molto più importante è che il suo corpo sia ben
proporzionato. Foto Rocco Febbo
è che il suo corpo sia ben proporzionato. Foto Rocco Febbo SOTTOESPORRE E SOVRASVILUPPARE Le foto

SOTTOESPORRE E SOVRASVILUPPARE

Le foto di glamour, e specialmente quelle di beauty - visi che mettono in risalto il truc-

co -, s'impongono spesso a chi le guarda per la particolare brillantezza dell'incarnato. Vi-

si dalla pelle di pesca quali difficilmente ci è data occasione di vedere. Pensiamo subito

a un sapiente trucco. Cosa vera, ma spesso aiutata da un particolare modo di esporre e

poi sviluppare la pellicola. Tutti sanno che le pellicole si possono, come si dice in gergo "tirare", cioè esporre per una sensibilità maggiore di quella nominale, sottoponendole, poi, al cosiddetto trattamento differenziato. L'occasione più banale, per usare il tratta- mento differenziato, si ha quando c'è poca luce e non si hanno pellicole di sensibilità suf- ficiente. Pochi sfruttano i particolari effetti di grana e saturazione dei colori che dà il trattamento differenziato. Pochissimi sanno che la pellicola si può non solo "tirare", ma anche "com- primere". Può, in altre parole, venire esposta per una sensibilità minore, quindi sovrae- sposta, e poi trattata di conseguenza, in modo da non avere sovraesposizione. L'utilità di questa pratica sta proprio nella particolare resa dei colori e dell'incarnato che riesce a dare, tonalità particolarmente adatte alla foto di glamour.

Le pellicole non si possono solamente "tirare", per aumentarne la sensibilità. Si pos- sono anche "comprimere", cioè esporre per una sensibilità minore e, poi, trattare di conseguenza. Il risultato è un incarnato con tonalità più tenui e delicate. Inoltre, vengono in parte eliminate le piccole imperfezioni della pelle. Indispensabile, per avere i migliori risultati, che l'illuminazione sia del tipo morbido e diffuso.

della pelle. Indispensabile, per avere i migliori risultati, che l'illuminazione sia del tipo morbido e diffuso.
Per chi inizia, l'illuminazione più conveniente è quel- la diffusa, sia in studio che in
Per chi inizia, l'illuminazione più conveniente è quel-
la diffusa, sia in studio che in esterni. La modella si
potrà muovere sul set senza preoccuparsi di uscire
dallo spazio, sempre ristretto, nel quale sono stati
predisposti gli effetti di luce. In questo caso la luce
era data da tre ombrelli, disposti a triangolo, davanti
e un po' in alto rispetto al viso della ragazza.

semplicità. Se il viso è fresco e grazioso, un trucco leggerissimo è sempre meglio di uno pesante e inadeguato, come purtroppo si vede abbastanza spesso. Buona parte della riuscita di una foto dipende anche dal rappor-

to

che si riesce a instaurare con la modella. Indispensabile, prima

di

iniziare le riprese, stabilire un piano di lavoro e, soprattutto,

seguirlo. Nulla di peggio che dare l’impressione dell’improvvi- satore che non sa quali foto scattare. In questi casi chi sta davan- ti all’obiettivo ha la netta sensazione che la fotografia non sia al-

tro che una scusa, accampata dal fotografo, per avere di fronte una bella ragazza più o meno vestita. Se il nostro comportamen-

to dà adito a questo sospetto, tanto vale non iniziare nemmeno a

fotografare. Le foto verrebbero certamente male. Dopo questa panoramica delle tecniche base della fotografia di glamour, passiamo ad intervistare esperti professionisti per me- glio comprendere come avvicinarsi a questo genere fotografico.

UNOUNO STUDIOSTUDIO ININ CASACASA

UNO UNO STUDIO STUDIO IN IN CASA CASA Due pannelli di polistirolo bianco disposti in modo

Due pannelli di polistirolo bianco disposti in modo da diffon- dere sul soggetto la luce di una finestra: è la soluzione più eco- nomica, ma efficiente, per illuminare un set di glamour.

nomica, ma efficiente, per illuminare un set di glamour. Per avere una luce morbida, senza l'aiuto

Per avere una luce morbida, senza l'aiuto dei pannelli che ri- flettono la luce della finestra, si può diffondere la luce di un flash di media potenza con un piccolo bank portatile, come l'Apollo della Manfrotto, rivolto verso il soffitto. Quest'ulti- mo deve essere bianco, altrimenti avremo dominanti colora- te.

Usare Usare bene bene i i filtri filtri I filtri non sono un toccasa- na

UsareUsare benebene ii filtrifiltri

I filtri non sono un toccasa- na per le foto sbagliate. In- vece possono conferire at- mosfere particolari a foto- grafie già gradevoli. Un fil- tro warm (colore caldo) ha conferito la piacevole tona- lità calda all'incarnato del- la ragazza.

Un filtro messo a casaccio davanti all'obiet- tivo non è affatto creativo. Il filtro non crea:

al massimo, aiuta il fotografo. C’è un tipo di filtro molto utile, quello graduato, che ser- ve, nelle riprese in esterni, per ridurre il con- trasto tra la parte superiore dell’inquadratu- ra, sempre molto chiara, e quella inferiore, notevolmente più scura. Si tratta di un filtro,

colorato o grigio, a densità decrescente, dal- l’alto in basso. Alcuni professionisti non usano mai filtri, se non per correggere le dominanti di colore. Altri, invece, ne usano parecchi, addi- rittura uno sopra l’altro. Tra i filtri più usati quelli ND (Neutral Density), che servono a ridurre la quan-

tità di luce che passa attraverso l’obiettivo. Possono servire quando vogliamo usa- re una grande apertura di diaframma e la quantità di luce che illumina il soggetto

è troppa; aprendo il diaframma si riduce la profondità di campo e lo sfondo va

fuori fuoco. Allo stesso modo il filtro ND è utile quando vogliamo usare un tempo lungo per ottenere effetti speciali di mosso.

I filtri grigi non alterano la temperatura di colore della luce, quindi non introdu- cono dominanti indesiderate. Un inconveniente cui si va incontro usandoli è l’o-

scuramento del mirino. Quando si usano gradazioni di grigio molto dense è con- sigliabile mettere a fuoco prima di inserire il filtro. Un altro filtro che è consigliabile usare sempre è lo Skylight. Quasi tutti i professionisti lo tengono in permanenza montato

sull’obiettivo, anche come protezione della lente frontale con- tro polvere e spruzzi d’acqua. Esistono due tonalità di filtro Sky- light, una più debole, quasi incolore, e una più forte, giallo am- brato. Meglio usare la prima, perché la seconda riscalda visibil- mente le tonalità dell’immagine. E questo non sempre è utile. Il filtro diffusore è particolarmente adatto per ricreare atmosfe- re romantiche, con modelle molto giovani. L’adolescenza è un momento magico e particolare, ben sottolineato da questo arti- ficio ottico. Analoga sensazione induce il filtro pastello, che attenua la sa- turazione dei colori. Per le riprese al tramonto è consigliabile il filtro Warm. Serve ad accentuare le to- nalità calde della luce, senza introdurre vistose dominanti di colore. Se la ragazza ha indosso un indumento bianco, il suo colore non cambia. Questo filtro è otti- mo per fotografare modelle con la pel- le abbronzata. Effetti simili a quelli del filtro Warm si ottengono con il filtro Se- pia e con quello Sunset. La gradazione da usare di alcuni filtri, come il pastello e il diffusore, frequen- temente usati nella foto di glamour e nu- do, è in relazione alla lunghezza focale dell’obiettivo. Più la focale è lunga, me-

focale dell’obiettivo. Più la focale è lunga, me- Il filtro flou degrada l'im- magine e crea

Il filtro flou degrada l'im- magine e crea attorno ad es- sa un alone di luce. Da so- lo, un flou non basta a far diventare gradevole una im- magine che già non lo sia. Meglio se l'illuminazione è del tipo morbido.

lo sia. Meglio se l'illuminazione è del tipo morbido. no la gradazione del filtro deve essere

no la gradazione del filtro deve essere forte. Infatti, più aumenta la lunghezza focale, più evidente è l’effetto filtro. È molto importante ricordarlo, specialmente quando si usano gli zoom. Si monta il fil- tro, si varia la focale e l’effetto ottenuto talora è diversissimo da quello che ci at- tendevamo. L’effetto filtro viene anche aumentato dalla luce del tramonto e dalla illumina- zione in controluce. Specialmente i filtri pastello e diffusore, in queste situazioni, possono determinare una leggera so- vraesposizione. Spesso l'esposimetro in- corporato nella fotocamera viene ingan-

nato dal filtro, e fornisce risposte errate.

È

sempre consigliabile misurare la luce

senza filtro, impostare la coppia tem- po/diaframma indicata dall’esposimetro

e solo in seguito montare il filtro e foto- grafare.

La luce è solamente quella che fil- tra tra le stecche delle persiane. La posa, necessariamente lunga, ha consigliato di far assumere al- la modella una postura comoda, che le permettesse di rimanere im- mobile per qualche decimo di se- condo. La dominante rossa è da- ta da un filtro del medesimo colo- re. Foto Rocco Febbo

Per consentire a tutti i partecipanti al workshop di scattare fotografie, l’illuminazione da studio più
Per consentire a tutti i partecipanti al workshop
di scattare fotografie, l’illuminazione da studio
più conveniente non è quella flash, ma quella
a luce continua.
Le trame delle stoffe se-
mitrasparenti sono un
buon motivo grafico die-
tro al quale far posare la
modella. Servono anche
alla ragazza non profes-
sionista per sentirsi più
sicura e meno imbaraz-
zata. Infatti non posa da-
vanti al fotografo, che sta
dietro la stoffa, ma si tro-
va semplicemente da-
vanti a un telo. Attenzio-
ne all’illuminazione. La
luce deve essere dietro la
stoffa, dallo stesso lato
della ragazza. L'esposi-
zione si deve leggere di-
rettamente sul corpo del-
la ragazza, con un espo-
simetro a mano.
Un’immagine semplice da realizzare, ma
sempre d'effetto. Un modo di fare gla-
mour quando la modella non ha un viso
molto bello, oppure quando non vuole far-
si riconoscere. La foto è stata scattata al-
l'aperto, con la ragazza dietro alla stoffa
di un pannello riflettente. La dominante
rossa è data da un filtro rosso.

Le Foto di Marzo

stretto, come, dopo un po', è stato stretto

tutto, significativi di un professionismo rea-

La "lepre marzolina" di Alice non c'entra.

dedicarsi solamente ai matrimoni. Anche

le, quello che, direbbe un economista, fa

Le "Foto di Marzo", avviato studio di Fos- sano, Piemonte, prende il nome da Fran-

sono chiamati in mezza Italia a tenere workshop professionali su questo tema.

se

girare il mercato. Un mercato fatto di ca- taloghi di intimo, magari per gli stessi fab-

cesco Marzovillo che, assieme alla moglie

Questa specializzazione è ancora la loro,

bricanti che vendono reggiseni e slip alle

Donatella Bima, lo conduce. Fotografi che

ma non più la sola. "

Il gusto - afferma

grandi marche che, a loro volta, li fanno in-

si

sono costruiti una solida fama anche al

Francesco -negli anni è andato peggioran-

dossare alla modella di grido e fotografa-

di

fuori della loro provincia. Le loro foto

do, anche la voglia di avere un bel servizio

re dal fotografo alla moda.

sono state pubblicate anche sui giornali

di

matrimonio

".

Il lavoro delle Foto di

Ma il glamour, quello di provincia, come

giapponesi. Professionisti validi e fortuna- tamente non inflazionati dalle riviste d'im-

Marzo spazia in altri campi: foto industriale, architettura e anche glamour. "Un glamour

precisa Donatella, è anche il book che la ragazza, con voglia di Velina, richiede per

magine, quelle che hanno solo occhi per

di

provincia” precisa Donatella con under-

presentarsi ad agenzie e agenti: su, nella

Milano o New York. Il loro è un solido pro-

statement inglese, o piemontese. Il che è lo

a disposizione truccatori, parrucchieri e tut-

Grande Città. A volte hanno fortuna. Le pri-

fessionismo, iniziato più di vent'anni fa con

stesso. "Le nostre modelle sono le ragazze

me foto di Paola Barale, quando ancora fa-

un

negozio di fotografia: rullini e fototes-

della porta accanto, non le improbabili lun-

ceva la sosia di Madonna, sono firmate pro-

sere. Poi i matrimoni, campo nel quale in breve tempo sono diventati un nome, an-

gone delle riviste di moda. E non abbiamo

prio Foto di Marzo. E se hanno portato for- tuna alla Barale, chissà che non la portino

che al di fuori della loro provincia. Vende-

ta

la corte che si muove attorno ai nomi mi-

anche alla sconosciuta ragazza che, in que-

re

rullini e scattare fototessere stava loro

tici." Ma i risultati sono buoni e, soprat-

sto momento, sta ballando sul cubo di una

sta non è

sta non è

Foto “nello” specchio. Fotografare l'immagine riflessa dallo specchio è un piccolo trucco per mettere a suo agio la modella. È molto utile se que-

una professionista, abituata all'obiettivo. Attenzione alla mes-

sa a fuoco: talora i dispositivi autofocus non sono in grado di funziona- re in queste condizioni. Meglio mettere a fuoco manualmente.

re in queste condizioni. Meglio mettere a fuoco manualmente. Il set di ripresa. I TRUCCHI NELLA
Il set di ripresa.
Il set di ripresa.

I TRUCCHI NELLA FOTOGRAFIA DI NUDO

Non basta avere davanti all'obiettivo una bella ragazza per ottenere una foto di nudo tecnicamente ben riuscita.

• Il difetto più frequente delle foto di nudo amatoriali sono i segni sulla pelle lascia-

ti dai vestiti. Per evitarli è necessario che la modella o il modello stiano col solo ac- cappatoio almeno da un paio d'ore prima delle riprese. Se non è possibile, è indispensabile indossino almeno vestiti larghi, possibilmente senza biancheria. Anche un piccolo elastico, che stringe in vita o sul dorso, lascia un antiestetico segno, che scompare solo dopo alcune ore.

• Attenzione anche alle abbronzature con i segni, bianchi, del costume. Se ci sono, il rimedio è uno solo: abbronzatura integrale ottenuta con la lampada UVA.

• Da eliminare anche anelli, collanine e monili vari. Appesantiscono la composizio-

ne, e la rendono barocca, quando non volgare.

• La nostra modella, dilettante o professionista, raramente avrà un corpo dalle misu-

re perfette e una pelle di pesca. L’obiettivo è impietoso e mette in rilievo anche le più

piccole imperfezioni. Sta al fotografo scegliere il taglio di luce, il punto di vista, l’in- quadratura che le nasconda.

• È opportuno creare un’atmosfera semplice e rilassata. Della buona musica aiuta mol-

to. Chiediamo al modello quale preferisce e mettiamola sullo stereo. È accessorio po- co fotografico, ma che non deve mai mancare sul set delle riprese.

• Anche spiegare ai modelli cosa stiamo facendo e i risultati che desideriamo rag-

giungere è importante.

• Se non è la prima volta che lavoriamo con lui o con lei, prima della sessione di ri-

presa, studiamo le foto che abbiamo fatto le volte precedenti e discutiamole insieme. Oltre a farli sentire partecipi delle fotografie, possiamo avere utili suggerimenti.

discoteca di provincia. Donatella e Francesco sanno bene il loro mestiere e non sono gelosi dei loro segre- ti. Anzi, spiegano: segreti ce ne sono po- chi. Se sei un buon fotografo saprai anche fare del buon glamour. Certo, devi cono- scere bene le luci, come disporle e, soprat- tutto, devi saper guardare quanto fanno gli altri, le soluzioni che adottano. Devi guar- dare anche cosa è stato fatto in passato. Nel mondo della moda e del glamour è tutto un revival e, quanto viene proposto come as- soluta novità, lo ritrovi venti, trent'anni pri- ma. Oggi, ad esempio, sono di moda tagli di lu- ce che trovavi, giusto cinquant'anni fa, al- l'epoca dei cosiddetti "telefoni bianchi". E, come artigiani, Francesco e Donatella conoscono a perfezione i loro strumenti:

macchine fotografiche, obiettivi, luci. Pa- droneggiano con uguale bravura le loro Nikon con tutti gli obiettivi, piuttosto che le Hasselblad che usano per i matrimoni e le banco ottico che usano per le riprese di architettura e industriali. Ma per il risulta- to finale non danno tanta importanza a que-

Uno specchietto per trucco è servito a riportare la luce sul viso della ragazza, in
Uno specchietto per trucco è servito a riportare la luce sul
viso della ragazza, in modo da illuminarle in modo vio-
lento le labbra. Il resto del viso è rischiarato da un pan-
nello bianco. Foto in esterni.
Controluce, con luce riportata sul viso da un piccolo spec-
chio.

COME VALORIZZARE IL CORPO FEMMINILE

no Un tali corpo proporzioni. perfetto, che risponda alle misure ideali, difficilmente esiste. Non per questo dobbiamo scartare le modelle che non han- L’altezza, nella fotografia di nudo, ha poca importanza. Molto più importante è che il corpo sia ben proporzionato. Il volto deve essere espressivo, più che perfetto. Sta a noi metterlo in risalto, o nascondere eventuali difetti, con una ripresa frontale piuttosto che di profilo. Le spalle debbono essere diritte. Così, anche se il collo non è propriamente quello di un cigno, si vedrà di meno. Seno grande o seno piccolo? Dipende dai nostri gusti. Ricordate, tuttavia, che un seno grande si impone maggiormente all’atten- zione di chi guarderà la fotografia. E che, fotografando un seno grande, dobbiamo stare attenti, più che con un seno piccolo, a non cadere nelle pose volgari. Se la modella ha il seno un po’ pesante è inevitabile che non sia perfettamente eretto, come scolpito nel marmo. Per ovviare ba- sta farle studiare una posa con le braccia alzate. In questo modo il seno verrà naturalmente tirato in alto. Attenzione, però, se la ragazza è magra, spesso questa posa mette troppo in rilievo le costole. Le mani sono la parte del corpo più difficile da fotografare. Se lunghe è sottili ci aiutano molto a produrre una foto gradevole. Se non lo sono, e non tutte le ragazze hanno mani da pianista, cerchiamo pose che le mettano in evidenza il meno possibile. La vita stretta è preferibile alla vita larga. Tuttavia, se le spalle sono larghe, sarà meno evidente una vita non proprio “da vespa”. I fianchi è meglio che siano sottili. Tuttavia, specialmente alle nostre latitudini, abbondano i fianchi un po’ abbondanti, mediter- ranei. Non scoraggiamoci. Anche Tiziano rappresentava donne dai fianchi larghi. Le cosce sono una parte cruciale del corpo. Lunghe e affusolate sono l’ideale. Se non lo sono dobbiamo far adottare alla ragazza posizioni che le facciano sembrare più lunghe. Dobbiamo scegliere punti di ripresa che slancino la figura e cercare la focale più adatta, per nascondere il difetto. Medesimo discorso vale per le gambe nell’insieme, che dovrebbero risultare lunghe e ben tornite. Se la nostra ragazza non le ha così non perdiamoci d’animo. In fin dei conti la fotografia è una grande mentitrice.

Un telo, due ragazze e una giornata di sole. Basta poco per inventare foto diverse
Un telo, due ragazze e una giornata di sole. Basta poco per inventare foto diverse
Un telo, due ragazze e una giornata di sole. Basta poco per
inventare foto diverse dalle solite. Le Foto di Marzo
per inventare foto diverse dalle solite. Le Foto di Marzo Tempo di scatto molto breve, luce
Tempo di scatto molto breve, luce ambiente e un riflesso dorato per riportare i giochi
Tempo di scatto molto breve, luce
ambiente e un riflesso dorato per
riportare i giochi di luce sul cor-
po della ragazza. Le Foto di Mar-
zo

sta o quella fotocamera, quanto al tipo di luce. In studio hanno un parco luci che com-

prende bank e ombrelli ed effetti con i qua-

li

riescono a creare le situazioni di luce tra

le

più difficili. Il momento del clic dura un

istante, ma quello della preparazione delle luci richiede anche ore. Donatella, specialmente per i ritratti in stu-

dio, preferisce usare la Leicaflex con lo zoom Angenieux 70-210; Francesco, inve- ce, si trova benissimo con la Mamiya RB 67. Flash da studio sono i Bowens, in va- rie potenze e configurazioni: dagli ombrelli ai bank, mentre i Metz la fanno da padro- ni per le foto in esterni. Pellicole Kodak, per lo più negativo.

GlamourGlamour alal tempotempo deldel digdigitaleitale

La fotografia digitale sta conquistando sempre maggiori spazi, specialmente in campo professionale. Gran parte delle foto di glamour che vediamo nei giornali sono realizzate in digitale. Le

attrezzature oggi a disposizione consentono in pratica di scattare qualsiasi genere

di foto. Anche quelle di glamour.

Riprendere con una fotocamera digitale, oppure con una tradizionale, non comporta grandi differenze. Alla base di tutto c'è sempre la luce e il modo con cui la si usa per far risaltare il soggetto. Vale la pena, piuttosto, sfatare una delle tante leggende sorte attorno al digitale e alla maggiore facilità con cui l'immagine può venire manipolata. Spesso si sente af- fermare che non vale la pena studiare accuratamente le luci, i contrasti, scegliere

tanto puoi modificare tutto con

I programmi di fotoritocco permettono di togliere o mettere sfondi,

il computer

con cura sfondi e accostamenti di colori perché "

".

togliere o mettere dominanti, aumentare o diminuire i contrasti. Consentono, cioè,

di fare quanto un buono stampatore ha sempre fatto con la fotografia tradizionale,

però impiegando molto meno tempo.

Ma i miracoli non li faceva allora lo stampatore tradizionale, né li può fare oggi il computer. Non si possono mettere luci dove non ci sono e, ancor meno, far diven- tare bella una fotografia che non lo sia. Nelle riprese professionali in studio è conveniente controllare la ripresa sullo scher- mo del computer, meglio se si tratta di uno schermo con i colori calibrati. I picco-

li display a cristalli liquidi, di cui le fotocamere digitali sono dotate, non servono

assolutamente a controllare la resa dei colori e, per quanto riguarda le luci, danno indicazioni molto approssimative; inferiori a quelle che, con la fotografia tradizio-

nale, si ottengono facendo lo scatto di prova con pellicola Polaroid.

Per foto come queste la bravura del- la modella è indispensabile. Non so- lo deve
Per foto come queste la bravura del-
la modella è indispensabile. Non so-
lo deve assumere una posa plastica
mentre salta, ma deve anche avere
una espressione del viso sorridente. La ripresa a motore di tutta la sequenza
darà modo di scegliere lo scatto migliore. Le Foto di Marzo

Rocco Febbo

Campare di glamour, se stai dietro la mac-

china fotografica, è difficile. Anche chi sta davanti trova difficoltà. Le bellezze pati- nate che ammiccano nelle pagine delle ri- viste sono una esigua percentuale di quel-

le che passano davanti alla fotocamera dei

fotografi. Un mondo che Rocco Febbo, fo- tografo in Milano, conosce bene. È un pro- fessionista a tutto campo nel mondo del glamour in generale: intimo, moda e com- posit per le ragazze dai sogni patinati. Per

qualche anno, addirittura, la sua attività erano i workshop di glamour e nudo, che organizzava in giro per l'Italia. Non sono più i tempi d'oro dei workshop, anche se ne organizza ancora, per fotoclub e picco-

li gruppi di fotografi.

"La qualità principale che devi avere, se vuoi fare del glamour decente - consiglia

- è una assoluta professionalità, anche se

sei un fotoamatore." In altre parole, Roc- co non lo dice ma è evidente, non devi es- sere un guardone e prendere la foto gla- mour come scusa per guardare una ragaz- za carina mezza nuda. Poi è necessaria una buona conoscenza del- le tecniche fotografiche. Soprattutto non pretendere, come fanno molti fotoamato- ri, di scattare due, tre foto per ogni posa, e che tra queste ci sia quella che soddisfa ap- pieno. I professionisti non scattano rullini interi perché amano sentire il rumore del motore della fotocamera. La foto giusta è una combinazione di svariati fattori: espres-

sione della modella, posizione rispetto al- le luci, tipo di luce, obiettivo usato, capa- cità del fotografo. Mettere d'accordo tutte queste varianti è una bella impresa e non avviene nel breve tempo di un solo scatto. "La foto giusta - afferma- viene solamen- te dopo un certo numero di scatti. In fon- do anche il centometrista non scatta a fred- do. Ha bisogno di riscaldamento, prima del-

la gara, se vuole vincerla." La fotografia è una faccenda seria, ti spie- ga, e devi preparare tutto prima, con pi- gnoleria e cura scrupolosa. Se sei in ester- ni devi prima fare un sopralluogo su quel- lo che diventerà il set della ripresa, per ren- derti conto della luce e di come cambia nel corso delle ore. In interni, invece, devi provare, magari con

Come truccare il viso

Su di un viso dalla pelle pulita e lavata si stende una base di crema neutra. Poi si sten- de un fondo tinta di tonalità chiara, in modo uniforme su tutto il viso e sul collo me- diante una spugnetta poco inumidita. A questo punto il viso apparirà piatto e unifor- me. Il trucco inizia allora dagli occhi: per metterli in evidenza dobbiamo usare una mati- ta grassa sia fuori, sia sui bordi delle palpebre. Poi si stende un velo di ombretto sulle palpebre superiori, dalle ciglia alle sopracci- glia, uniformandolo con il pennellino. Otterremo i risultati migliori scegliendo un om- bretto in sintonia con il colore dei capelli e degli occhi. I professionisti stendono tre strati di ombretto: una tinta molto chiara, una intermedia e una un po’ più scura. Le ciglia vanno scurite con il mascara. Si prosegue dando risalto agli zigomi passando il fard sulle guance. Va applicato col pennello morbido e sfumato con molta cura. Infine si passa alle labbra. Con la matita colorata dobbiamo evidenziarne i contorni. Il colore va scelto in armonia con il resto del trucco. È sempre meglio usare tonalità tenui, perché i rossi accesi attirano eccessivamente l’attenzione di chi guarda. Una volta steso, lo strato di rossetto va uniformato con il pennello per renderlo ben unifor- me. Poi, una leggera passata con il lucido per labbra, completerà l’opera. Importan- tissimo controllare la tenuta del trucco nel corso della seduta fotografica. Dopo un po’ che la ragazza posa, specialmente se l’illuminazione è con spot e lampade al quarzo, alcuni punti del viso diventeranno lucidi. Il naso e gli zigomi sono i primi. Se ciò av- viene, occorre passare un po’ di cipria sui punti del viso troppo brillanti.

Gemelle. In questi casi è quasi d'obbligo gio- care sulla simmetria della posa, che richia-
Gemelle. In questi casi è quasi d'obbligo gio- care sulla simmetria della posa, che richia-
Gemelle. In questi casi è quasi d'obbligo gio-
care sulla simmetria della posa, che richia-
ma la simmetria della somiglianza. Un fil-
tro seppia, sfumato ai bordi, e una illumi-
nazione diffusa, sono gli elementi caratte-
rizzanti la foto in studio. Le Foto di Marzo

l'aiuto di un compiacente amico, le varie luci,

e tutte le attrezzature. Gli imprevisti, dovuti al-

l'imprevidenza, non sono ammessi. Anche se sei un fotoamatore, l'improvvisazione non è un merito. E proprio ai fotoamatori che si dedica- no alla fotografia di glamour, Rocco dà un pre- zioso consiglio. "Bisogna rendersi conto che, quando fotografi una ragazza, per il glamour o per un ritratto, il punto di vista per la foto giu- sta è solo uno. Per questo mi convincono po- co quei fotografi che, durante i workshop, si mettono a mitragliare di foto la modella, da qualsiasi parte si trovino. Per imparare, in que- ste occasioni, spesso è inutile addirittura foto-

grafare. È più importante guardare cosa fa e come lo fa l'insegnante."

Se questi sono i consigli, diciamo estetici, quel-

li tecnici quali saranno? In omaggio alla sua fi-

losofia non li chiediamo, ci limitiamo a guar- dare. In mano ha una vecchia Nikon F3 e nel-

la

borsa troviamo le focali 100mm e 24mm.

In

esterni fa largo uso di pannelli diffusori e ri-

flettenti. In interni il suo schema preferito d'il- luminazione comprende tre flash Bowens, uno con bank per luce diffusa, l’altro con ombrel-

lo argentato, il terzo con griglia a nido d’ape.

A seconda delle esigenze, schiarisce le ombre

con semplici pannelli di polistirolo espanso. Le pellicole che usa di preferenza sono la Kodak Ektachrome SW 100 ISO, quando scatta in dia- positiva e la Gold 100, quando scatta con ne- gativa. Spesso fa apportare correzioni croma- tiche dal laboratorio di trattamento, il famoso Carlocolor di Milano, da cui si servono i mi- gliori professionisti.

Edo Prando

LaLa ricercaricerca delladella modellamodella ee delladella salasala didi posaposa

L’elemento più importante per le foto di glamour, la modella, non si trova nei negozi di fotografia. Molti fotografi s’arrangiano con la ri- cerca fai da te tra amiche e amiche delle amiche. I risultati non sempre sono all’altezza delle aspettative. Due inesperienze, quella del foto- grafo che s’avvicina alla foto di glamour, e quella della modella che posa per la prima volta, non fanno un buon risultato. Trovare la mo- della giusta rimane sempre la difficoltà principale. Nelle maggiori città italiane, Milano in modo particolare, basta dare un’occhiata alla pa- gine gialle e si scopre una lunga fila d’indirizzi di agenzie che offrono modelle. Si telefona, e si scoprono due cose: primo, se non si è foto- grafi professionisti è difficile convincere l’agenzia che il nostro interesse è solamente fotografico; secondo, il compenso richiesto dalla mo- della, per glamour e nudo, non è inferiore al milione a seduta, più le spese. Consorziarsi in più fotografi può essere una buona soluzione. Tuttavia non sempre le agenzie di modelle accettano di lavorare per fotografi non professionisti. Negli anni passati erano sorte numerose realtà che organizzavano workshop fotografici e fornivano anche modelle a fotoamatori. Il loro numero si è oggi ridotto, vuoi per la poca serietà di alcune modelle, vuoi per la poca serietà di chi richiedeva le modelle. Non sempre per motivi fotografici. Oggi preferiscono forni- re un servizio completo di modella e fotografo, oltre che, su richiesta, anche di sala posa. Tra le più affidabili segnaliamo le seguenti:

- Photo Febbo di Milano, tel. 335.8192146. Possibilità anche di spaziosa sala posa, truccatore. Su richiesta organizza workshop, tenuti da

fotografi professionisti, sia in sala posa che in location esterne per piccoli gruppi di fotografi.

- Photo Arminio di Roma, tel. 06.5202875 (dalle 15 alle 16,30 dei giorni feriali). Possibilità di sala posa. Organizza workshop in sala posa

e location esterne con fotografo professionista.

- Festival Internazionale della Fotografia: tel. 02.56810134 organizza ogni anno, durante l’estate, una serie di workshop di vari generi foto-

grafici, tra cui anche glamour e nudo. A richiesta organizza workshop fotografici, con fotografo professionista, durante il corso dell’anno.