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dal 10 al 20 marzo / Teatro Litta / Prima Nazionale

produzione Noi Films Sas

Pasquale Marrazzo arriva al Teatro Litta portando in scena un adattamento della grandiosa
tragedia greca di Eschilo: Prometeo Incatenato the human passion.
Rappresentata la prima volta nel 460 a.c. circa, la storia narra le vicende del mito di Prometeo, il
titano amico degli uomini, che rub il fuoco agli dei per farne dono allumanit.
La sua figura stata tramandata dagli antichi greci sino ai giorni nostri come simbolo di ribellione:
Prometeo sfida gli dei, le autorit e le imposizioni, egli stesso metafora del pensiero libero,
scevro da qualsiasi forma di soggezione. Pasquale Marrazzo, regista cinematografico e teatrale,
torna per la terza volta sul palcoscenico del Litta: dopo i successi de Non si sa come di Pirandello e
delladattamento del film La moglie del soldato, il regista partenopeo si cimenta questa volta con
un classico della cultura greca, omaggiandone la chiarezza e la radicalit del suo pensiero.

PROMETEO INCATENATO
the human passion
di Eschilo - adattamento e regia Pasquale Marrazzo - aiuto regia Luca Ligato - con Riccardo
Buffonini, Pietro Pignatelli, Michele Radice, Dsire Giorgetti movimenti scenici Marco
Rigamonti - scene Giovanna Angeli - costumi Lucia Lapolla - light design Massimo Foletti - sound
designer Pasquale Marrazzo.

Il dramma mette in scena Prometeo di fronte a diversi personaggi divini, senza mai presentare un
confronto diretto tra Zeus e il titano. Efesto, il Potere e la Forza hanno catturato il titano Prometeo
e lo hanno incatenato ad una rupe. Zeus lo punisce perch ha donato il fuoco agli uomini,
ribellandosi al suo volere. Questo porter ad una serie di conseguenze inevitabili nel momento in
cui lumano si contrappone al divino.

Note di regia
La prima volta che lessi il Prometeo incatenato limmagine che mi feci del protagonista,
contrariamente al mito che descrive Prometeo come un uomo forte e scaltro che si oppone alla
tracotanza del pi giovane Zeus, limmagine che vidi fu quella di un ragazzo fragile, con la testa
piena dideali,ma con un senso della giustizia ben radicato (per questo il ruolo stato affidato ad
un giovane attore dal fisico esile che ispira sentimenti di purezza verso la vita). Un incrocio fra
Ges e un giovane idealista dei giorni nostri.
Mi colp anche la condizione di Prometeo che al contempo consapevole di essere dalla parte
della giustizia ma conosce il suo destino che lo vede soccombere. Se da una parte il suo delirio di
onnipotenza si fa sempre pi evidente man mano che il dramma avanza, dallaltra afferma
continuamente che il suo potere, davanti ad un destino scritto, non pu nulla, ma solo subirlo e
accettarlo senza riserve. Anche Zeus dovr soccombere a esso, e questo Prometeo lo sa perch
nel suo potere prevedere: tutto questo affaticarsi per affermare il proprio potere sar dissolto in
un giorno e in un istante qualsiasi del tempo, proprio come il destino inesorabilmente ha scritto.
una sorte atroce la sua e non semplicemente perch stato incatenato a una roccia per essere
sottoposto a torture e alla merc dei rapaci, ma perch dovr osservare il suo destino compiersi
senza possibilit di cambiarlo. Il mito di Prometeo nel corso dei millenni ha continuato a ricordaci
la nostra origine e il nostro percorso verso la conoscenza.
Su questa base di riflessioni ho cercato di seguire nelladattamento una linea di intervento
minimo, di semplificazione, che mettesse in risalto la chiarezza e la radicalit del pensiero di
Prometeo imprimendo di converso agli attori una recitazione viscerale in contrasto a una
scenografia essenziale, ma non povera e costumi che fossero degni degli dei. Nessuna rupe,
nessuna catena, ma solo la consapevolezza di Prometeo di essere impotente e quindi incatenato
al proprio destino.
La mia frequentazione della lingua greca e dei greci (parola che gli stessi non amano per le sue
origini turche) mi ha permesso di comprendere quanto per gli elleni la dignit e lorgoglio delle
proprie origini, oggi messa in discussione da logiche economiche, fosse un punto fondamentale
per una terra che ha regalato con infinita generosit tutto il suo talento a un Europa che oggi la
ripaga
con
un
sentimento
di
disprezzo.
Prometeo incatenato
Mai, come in questo momento, il dramma di Prometeo, dopo due millenni ritorna ad essere di
cos grande attualit. La contrapposizione al potere, la sfida nei confronti di un dio che nega la
conoscenza alluomo, lorgoglio e la sofferenza di chi sa che non potr cambiare il proprio destino.
La strada che porta verso la consapevolezza una strada di sofferenza e di smarrimento
dellinnocenza primitiva delluomo.

Eschilo ha indagato e descritto la natura umana facendoci conoscere luomo nella sua pi radicale
e intima condizione. Attraverso la sete di potere che gli dei mostrano in questa tragedia, il
drammaturgo indaga senza tralasciare nulla, il significato di giustizia e di etica naturale.
La pice inizia con Prometeo che recita in lingua greca i primi versi del testo, per omaggiare la
cultura ellenica, portavoce di qualsiasi forma di pensiero artistico e scientifico del mondo
occidentale.
I filosofi greci hanno regalato allumanit le basi della democrazia, mentre la tragedia, ha tradotto
in arte tutti gli archetipi della mente umana, mettendola davanti a se stessa e interrogandola su
questioni universali che riguardano la vita nel suo continuo divenire.
Prometeo contro Zeus e dunque contro se stesso. Contraddire il proprio dio significa mettere in
atto un conflitto che va a scandagliare la parte oscura di ognuno di noi. Nascere pensando che
esista un dio a cui demandare gran parte della proprie responsabilit, di per s una tragedia. Se
la natura ci nemica pi facile pensare che sia per un castigo divino, piuttosto che riconoscere il
torto di non aver rispettato le sue leggi. Prometeo sembra non aver paura di reificare se stesso al
di sopra di unentit divina che con la sua supponenza, vuole distruggere lumano. Il dramma greco
, come sempre, il dramma dei drammi.
Lurgenza di una nuova coscienza etica e morale fondamentale per lo sviluppo della civilt, ma
per capire che cosa siamo divenuti necessario prima sapere chi siamo stati. E chi, se non gli
ellenici, ci possono appoggiare il campanello allorecchio per svegliarci dal sonno dogmatico ?
Pasquale Marrazzo

Pasquale Marrazzo nasce a S. Antimo in provincia di Napoli nel 61, da ragazzo si trasferisce a
Milano per intraprendere gli studi accademici in filosofia conseguiti presso lUniversit Statale,
dividendo sempre da allora la sua vita tra Napoli e Milano. Sin da ragazzo coltiva la sua passione
per il teatro frequentando nel 1982 al Teatro Nuovo di Napoli la scuola di teatro diretta dal regista
Gennaro Vitiello, partecipando sia come attore che come aiuto regista, alla messa in scena de Il
Girotondo di Schnitzler. Dal 1987 a Milano, inizia una collaborazione con il Teatro OUT OFF. Con
produzioni indipendenti realizza quattro cortometraggi ospitati da diversi festival Il tradimento e
lo sguardo (1992), Fenomenologico (1993), Lontani dal paradiso (1994 adattamento di un testo
teatrale di Antonio Syxty), Ex-sistente(1995). Successivamente firma le regie dei lungometraggi
Malemare(1997), Asuddelsole(2000 Vincitore del Premio Ovidio dargento per il Miglior Film),
Anime Veloci (2003), Sogno il mondo il venerd (2009). Per il teatro firma le regie di Non si sa come
di L. Pirandello (2011), La moglie del soldato di N. Jordan (2013), Veronika Voss soggetto di
RainerWernerFassbinder (2013).

INFORMAZIONI
Teatro Litta da marted a sabato ore 20:30 domenica 16:00 luned riposo Durata: 1 ora e 30 min
Biglietti: intero 21, ridotti 15/11 - Abbonamenti: MTM
Abbonamenti e convenzioni - www.mtmteatro.it
BIGLIETTERIA UNICA
Corso Magenta 24, Milano
02 86 45 4545 - biglietteria@mtmteatro.it
Prenotazioni e prevendita da luned a sabato dalle 15:00 alle 19:30
PREVENDITA ONLINE
Biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita vivaticket.it
MODALIT DI RITIRO
I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti presso il Teatro Litta negli orari di prevendita o la
sera stessa presso il teatro sede dello spettacolo a partire dalle 18:30

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Diana Belardinelli - 02 80 55 882 - 392 90 58 176 - comunicazione@mtmteatro.it
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