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RODEN CRATER

JAMES TURRELL

INDICE
Introduzione

East Space

Biografia dellartista

Sky Bath

Gli inizi

Influenze

Alpha Tunnell

16

Alpha Space

17

18

Luce per Turrell

19

Lopera

Plaza

Fenomeni celesti
Salvaguardi del sito

21

Visione

22

Bibliografia

23

Mendota Hotel

Space divisions

Fuori dal mondo in questo


mondo

Struttura architettonica

Le origini del cratere

10

Le ragioni dellopera

11

Luce come epifania

12

Un luogo in cui vedersi vedere

Viaggio verso il cratere

13

Ambienti da esplorare

14

Sun and Moon Space

Eye of the Crater

15

20

INTRODUZIONE

Il Roden Crater un cono di
origine vulcanica estinto, situato ad
unaltitudine di circa 5.400 metri nella
San Francisco Volcanic Field vicino al
Painted Desert dellArizona e il Grand
Canyon. Formatosi 400 mila anni fa, a
600 piedi di altezza si trova il cono di
scorie rosso e nero, trasformato in una
monumentale opera darte e osservatorio
ad occhio nudo dallartista James Turrell.
Il principio quello di lavorare con i
fenomeni visivi che hanno interessato
luomo fin dagli albori della civilt.
Il progetto Roden Crater porta la luce
dei cieli ai piedi della terra, dove gli
spazi creati collegano i visitatori con
i movimenti celesti dei pianeti, delle

stelle e delle galassie lontane. Oltre ad


esplorare linterazione di luce e spazio
nella sua arte, Turrell ha studiato
attentamente la progettazione degli
antichi osservatori come luoghi di
percezione visiva.
Nel 1974, James Turrell concepisce
un progetto di un ambiente naturale
che permetter di estendere le sue
esplorazioni di luce e spazio dallo studio
nel paesaggio occidentale. Dopo una
lunga ricerca, lartista stato in grado di
organizzare lacquisto di Roden Crater
nel 1977, con il finanziamento fornito
dalla Fondazione Dia Art; la costruzione
ebbe inizio nel 1979.
La sua visione per il progetto cambiata

nel corso degli anni, in quanto alcuni


luoghi sono stati aggiunti o modificati
sulla base di esperienza maturate nel
lavorare con la luce, ma rimane coerente
con il piano originale per il sito.
Una volta completato, il progetto
conterr 20 spazi (alcuni con pi di
uno spazio di visualizzazione). La luce
allinterno degli spazi verr da molte
fonti, e alcuni effetti saranno familiari
a coloro che hanno visto le installazioni
dellartista e gli Skyspaces nel corso
degli anni. La relativa lontananza del
Roden Crater richieder un cammino
e un impegno di tempo da parte dei
visitatori, approfondendo lesperienza
della scoperta.

BIOGRAFIA
DELLARTISTA

James Archibald Turrell (Los
Angeles, 1943) cresce a Pasadena e, nel
1961, si diploma presso la Pasadena High
School. Nel 1965 consegue il Bachelor
of Arts in Psichology and Mathematics
presso il Pomona College di Claremont
(CA). Fra il 1965 e il 1966 frequenta gli
Art Graduate Studies presso lUniversity
of California ad Irvine, dove studia sotto
la guida di alcuni dei futuri colleghi della
scena minimalista californiana: Tony
DeLap, John McCraken e David Gray.
Nel 1966 Turrell affitta nei sobborghi di
Los Angeles un albergo dimesso che
trasforma in studio e galleria espositiva.
Nel 1977 si trasferisce a Flagstaff dove
acquista la propriet del Roden Crater,
nel deserto dellArizona, presso la quale,
da allora, si concentrano i suoi studi sui
fenomeni luminosi e percettivi.

GLI INIZI

Turrell, ancora bambino, realizz
una proto installazione nella casa
paterna a Pasadena. Nel febbraio 1942
a seguito di un presunto attacco aereo
sulla West Coast le autorit militari
imposero per questioni di sicurezza
un coprifuoco allintera zona costiera.
Questo prevedeva loscuramento
notturno di tutte le fonti luminose,
comprese quelle domestiche, attraverso
tendaggi opachi. Quando avevo sei
anni avevo labitudine di forare con uno
spillo questi tendaggi ottenendo uno
schema stellare in cui si riconoscevano
anche delle costellazioni. I buchi pi
grandi corrispondevano alle stelle di
magnitudine maggiore. Tirando gi
le tende ed oscurando la stanza si
sarebbero viste le stelle in pieno giorno.
Non erano semplici buchi, ma buchi della
realt, ci si poteva spingere in uno stato
immaginario, verso delle stelle che erano
effettivamente l, ma oscurate dalla luce
del sole.

INFLUENZE

Fondamentale fu, per James
Turrell, la conoscenza maturata dal
progetto Art and Technology di Maurice
Tuchman. N quelloccasioneLartista
entr in contatto con il dottore Edward
Wortz, uno spicologo sperimentale a
capo della divisione della Life Science
della Garrett Aerospace Corporation, con
la quale svilupp l ostudio delle possibili
applicazioni in campo artistico di alcune
tecniche di de-privazione sensoriale.
Il progetto consisteva nella realizzazione
di un ambiente privo di stimoli acustici
(camera anecoica) e visivi (Ganzfeld), in
cui il visitatore fosse posto in contatto
diretto con le proprie facolt sensoriali,
al punto da cadere in uno stato di
meditazione controllata.
Nonostante il progetto non si tradusse
mai in vere e proprie installazioni, le
ricerche condotte sulla soglie della
percezione influenzarono tutta lopera
successiva di Turrell, ponendosi alla
base anche del suo pi grande progetto
paesistico non ancora compiuto : il
RODEN CRATER PROJECT.
Il Ganzfeld, o campo visivo totale,
consiste in uno spazio percettivo non
strutturato, allinterno del quale
impossibile stabilire, per losservatore,
alcun riferimento cardinale e
dimensionale: leffetto raggiunto

inondando le superfici di un ambiente


con luce omogenea.
A seconda della profondit dello spazio
fisico, della tonalit e della saturazione
cromatica, della scala dellintensit
luminosa impiegata, si percepir
uno spazio totalmente immerso in
unindistinta luce colorata, quasi una
sorta di nebbia o bruma scintillante, che
continuamente sembra pararsi davanti
agli occhi dellosservatore: in esso risulta
impossibile stimare forme, superfici,
ombreggiature e distanze, apparendo
solo un volume di colore quasi tangibile.
Laspetto sensorio del campo visivo totale
che attrasse Turrell sembra risiedere nel
fatto che gli osservatori, collocati in uno
di questi spazi, sono talvolta incapaci di
discernere se ci che stanno percependo
un fenomeno ottico-fisiologico,
come ad esempio un campo cromatico
retinicamente indotto, o un fenomeno
visivo, come un campo omogeneo di luce
colorata posto ad una certa distanza dai
loro occhi.

Mendota Hotel

Per circa sei anni lartista lavor
nellex Mendota Hotel convertendolo
nel luogo ideale dove produrre le sue
immagini di luce, in particolare i celebri

Mendota Stoppages, che si articolavano


in una successione di esperienze visivo
illuministiche durante larco dellintera
giornata, suddivisi in due sessioni
temporali principali: il night aspect e il
day aspect.
Il primo ripartito in dieci stadi notturni,
durante i quali le luci provenienti
dallambiente esterno allo studio
venivano intercettate e vincolate al suo
interno tramite degli stoppages inseriti
nelle finestre e opportunatamente
orientati.
Le informazioni luminose subivano
una rielaborazione attraverso i mantici
costituiti dalle aperture, condizionate
dagli interventi architettonici dellartista;
questo rendeva assai difficile, da parte
del fruitore, capire da dove provenissero
le sorgenti che generavano le immagini
luminose.
Nel day aspect dava vita a brillanti
immagini pulsanti create dalla luce
solare - non solo durante lintera
giornata ma anche durante lintero
anno - che modificavano le qualit
configurative degli ambienti percepiti dai
fruitori.
La serie degli Mendota Stoppages
inaugura lutilizzo da parte di Turrell di
due nuovi elementi espressivi centrali
per linterpretazione della sua estetica
3

luministica spaziale: lorientazione


cardinale e stagionale delle sue
installazioni per utilizzare la luce
naturale e lutilizzo della stanza con una
camera oscura.
Il funzionamento di questo dispositivo
ottico si basa sul semplice principio
fisico ovvero i raggi luminosi riflessi da
un oggetto, attraversando un piccolo
foro, ne proiettano limmagine attraverso
il semispazio posto sullo schermo che
intercetta.
Limmagine che si attiene risulter
invertita e capovolta rispetto alloggetto,
avendo scambiati il lato destro con il
sinistro, e lalto con il basso.
La camera oscura, metafora di una
visione disincarnata, diventa, nellopera
di Turrell, non sede di riflessi parastatici
del mondo secolare abitato dagli uomini,
ma il luogo in cui i nostri sensi vengono
sollecitati al punto da indurre una nuova
consapevolezza visiva nellosservatore.
Diverse sono le opere di James Turrell
che influenzeranno il suo progetto Roden
Crater.
Oltre agli stoppages del Mendota
Hotel, allinstallazione City of Arhint
(installazione di luce solare filtrata
realizzata presso il museo di Amsterdam
nel 1976) ci sono gli Skyspaces dove,
non solo emerge progressivamente il

carattere materico della luce, ma anche


quello tattile della percezione visiva.
Gli skyspaces sono particolari tagli
strutturali eseguiti su solai di copertura
di ambienti prismatici e cilindrici, i cui
spigoli sono stati attenuati.
La tecnica di esecuzione prevede
che il taglio operato sullo spessore
dellorizzontalit mento si realizzato
obliquamente, secondo una giacitura che
non lasci intravedere, a chi si trovi sotto
di esso, il piano di sezione, in tal modo
il bordo del lucernario cos ottenuto
apparir allincontro allintradosso con un
semplice profilo lineare senza spessore.
Leffetto indotto sullosservatore che il
cielo sigilli la stanza entrando in contatto
diretto e disponendosi in continuit con
la superficie architettonica di copertura.
Il vuoto diventa una tela virtuale sulla
quale si proietta limmagine dello
spazio celeste durante lintero arco
della giornata, muntando, anche se con
lentezza, a seconda delle condizioni
metereologiche atmosferiche.
In queste installazioni lartista genera
una distribuzione ineguale di luce
tra spazio esterno e spazio interno;
questultimo illuminato costantemente
con tubi fluorescenti collocati al di sopra
dellaltezza dello sguardo, inducendo
negli osservatori la percezione di una

superficie opaca, il cui colore e la cui


consistenza appaiono del tutto differenti
da quelli visibili allaperto.
Inoltre gli oggetti (uccelli, aeroplani,
nuvole ecc) che attraversano il campo
visivo delimitato dallo Skyspaces
sembrano cos prossimi allosservatore
da produrre limpressione di essere
fisicamente raggiungibili e non situati
molto al di sopra dellapertura.
Turrell, nelle sue installazioni parla di
voler utilizzare la luce che vediamo
nei sogni e quegli spazi che sembrano
provenire da quei sogni e che sono
familiari a coloro che abitano quei
luoghi. Lunicit delle esperienze visive
spesso sottolineata dallartista insieme
alla sua indicibilit, allimpossibilit
di fornire una descrizione verbale o
scritturale adeguata, del tutto simile
a quella provata dagli aviatori che
non riescono a rendere conto degli
straordinari fenomeni atmosferici visibili
ad alta quota.

Space divisions constructions


Un risveglio dei sensi


Le Space Divisione
Constructions sono di grande effetto
e hanno avuto successo perch non
comportano interventi strutturali
4

irreversibili allinterno degli spazi


museali.
La stanze divisa in due parti da una
parete con un grande foro rettangolare
dai bordi affilati, del tutto simili a quelli
praticati nel solaio di copertura di uno
Skyspace.
La parte in cui si muovono i visitatori,
la pi grande, illuminata dalla
luce riflessa sulle pareti oppure
completamente al buio, fungendo dunque
da spazio ricevente. Larea retrostante la
partizione, pi piccola, funge da cassa
di riflettanza per le luci fluorescenti
disposte dietro i bordi dellapertura
o per la luce naturale proveniente
dallesterno, attraverso sottili fessure. I
rapporti tra le dimensioni delle stanze
e le fonti luminose sono realizzate con
grande accuratezza, per ottenere la
massima uniformit luminosa del foro
rettangolare.
La verniciatura dei muri, realizzati
in bianco di titanio, per far s che si
materializzino otticamente, fa in modo
che losservatore veda una superficie di
colore filmare distesa sulla bucatura,
galleggiante nel vuoto, di dimensioni e
posizione indefinite.
Soltanto quando si ci avvicina agli
elementi di partizione, si scopre la
presenza di un ambiente retrostante e

ci si rende conto che ci che credevamo


una superficie di forma rettangolare,
dipinta sulla parete, in realt
semplicemente un foro.
Lavorare con la luce era lunica cosa
che mi interessava, fin dallinizio.
-dichiara lo stesso. Lartista californiano
ha lavorato con tenacia sulla base di
questi iniziale laffermazione per creare
unarte non vicaria, che non fosse mero
veicolo interpretativo di unesperienza da
parte dellartista medesimo, attraverso
la semplice produzione di un oggetto di
consumo culturale.
Per Turrell larchitettura percettiva si
incardina nellassunto che la percezione
il medium, ma sottolinea anche che
non esiste distinzione tra percezione
comprensione, che solo il corpo
il luogo originale del risveglio della
consapevolezza, in cui lessere che
si relaziona con il mondo costruisce
originariamente se stesso sulla base
della conoscenza percettiva.
innegabile che larte di Turrell
affascini un numero sempre maggiore di
spettatori, soprattutto per un intrinseco
appeal spirituale. Le sue installazioni
appaiono luoghi ideali per la meditazione,
nei quali la luce del cielo, si diurno che
notturno, lo spazio puro della percezione,

si fanno potenti metafore capaci di


suscitare profonde risonanze interiori.
Lintento, palesato pi volte dallartista,
quello di offrire allosservatore un
esperienza capace di trasmettere la
fisicit della luce, se associata al ruolo
metaforico che la radiazione luminosa ha
assunto nelle varie tradizioni religiosi.
Mi appassiona la luce che non si vede
con gli occhi, come quando sogni, i
colori sono pi brillanti, la risoluzione
maggiore. La fisicit della luce, limpatto
emotivo.
Le mie opere non sono uno sguardo
su qualcosa, bens una sguardo dentro
qualcosa: non il posizionamento di una
massa, ma intervenire nello spazio.
Il formato non costituito da cose
allinterno di un ambiente, nellambiente
stesso. Lartista delinea, con le sue
opere, volumi di luce ombra che vengono
percepiti come essenze fluttuanti
e losservatore disorientato tra la
consapevolezza della loro immaterialit
e lillusione che comunque esse
costituiscano unentit percepibile.
I suoi oggetti sono luce e spazio, e
sono cos fondamentalmente integrati
con la percezione che sarebbe senza
senso separare queste opere dalla
5

psicologia e dai processi psicologici che


esse hanno. Per lartista, lavorando con
la luce, ci che veramente importante
creare unesperienza di pensiero
senza parole prendere la qualit e la
sensazione della luce stessi in qualche
modo realmente vicino al tatto.
Lambizioso progetto Roden Crater

Project, un complesso di camere ipetrali


e di tunnel disposti allinterno di un
cratere meccanico estinto, sembra
mostrare che la sensibilit dellartista
ormai orientata verso lo sviluppo di
un linguaggio sempre pi prossimo
allarchitettura.
Unarchitettura che tende a rimuovere

percettivamente il significante (le


superfici che ne configurano la forma)
per far emergere il significato, il suo
spazio interno, attraverso lazione
rivelatrice della luce e dellombra.

LUCE PER TURRELL



Lintento di Turrell quindi di
materializzare la luce, di impiegarla
come elemento fisico e di sfruttare
la percezione visiva come mezzo per
comprendere la sua intima natura, fisica
e simbolica.
Pi specificatamente, larte di Turrell
non viene creata con luce e percezione,
ma fisicamente fatta dalla luce e
fisiologicamente dalla percezione.
Impiega luce e ombra, percezione e
spazio, entit la cui manipolazione
genera unarte che liberata dalla
presenza degli oggetti.
Come afferma lo stesso artista: Quello

che mi interessa la possibilit di


costruire lo spazio con la luce ancor
pi che con qualsiasi altro materiale,
mi interessa il modo con cui lo spazio
si forma a seconda di dove cada la luce
e come questo suo costruirsi si in
relazione con noi.
Ma emerge, oltre alla luce, quale nucleo
centrale della poetica turrelliana, il
tema architettonico della stanza, sorta
di archetipo per molte sue opere che
qui si innerva di complessi riferimenti
metaforici riconducibili alluso fattone dal
filosofo inglese John Lock quale luogo in
cui avviene la conoscenza.

Lartista, attraverso la sperimentazione


del confine percettivo tra realt e
illusione, spinge losservatore delle sue
proiezioni angolari a conoscere non
tanto il mondo ecologico a lui esterno,
quanto a riflettere sulle proprie capacit
percettive, le uniche che gli consentono
di ottenere una rappresentazione sia
essa visiva, acustica, tattile od olfattiva.
Linstallazione diventa una sorta
di esternalizzazione e reificazione
dellorgano visivo, in cui come se
vedessimo noi stessi nellatto di vedere,
anzi, fossimo nel centro del processo
visivo.

LOPERA
Fuori dal mondo, in questo mondo

Lopera di Turrel considerata
Minimalista vista limportanza
riguardo alla componente ambientale e
la capacit di rifondazione di un luogo.
E interessante notare infatti come
alcune opere Minimal interagiscono
esclusivamente con un contesto
ambientale specifico, cio sono state
create appositamente per un luogo.
Inoltre Roden Crater ha in s il senso pi
riposto di unopera minimalista, ovvero
ci spinge, tramite tracce impercettibili,
a trovare lunico punto di osservazione,
fisico e non, dal quale lopera acquista un
significato definitivo o momentaneo, ma
compiuto.
Lintera opera dellartista californiano
James Turrell, a partire dagli anni 70,
si pu ricondurre a questa tendenza
espressiva, che, per certi versi, egli ha
contribuito a fondare, fornendo anche
le prove pi originali e convincenti della
sua coerenza, oltre che artistica, anche
scientifica.
James Turrell infatti ha eletto quali
cardini della sua arte, la luce e il vasto
ambito della percezione visiva acustica e
aptica.

Le prime opere di James Turrell si


inquadrano stilisticamente nel milieu
del cosiddetto minimalismo californiano,
ma, a differenza dei lavori di artisti come
Tony de Lap e Tony Smith, realizzati
con materiali rigidi (la cui complessit
percettiva derivava dalle onde che
producevano e dai riflessi che si
generavano dalle forme fisiche) , esse
sin dagli esordi, sono caratterizzate
da immagini di luce che creano volumi
fluttuanti composti dal materiale non
tangibile per eccellenza, la luce appunto.
Lintento dellartista quello di
trasformare un covo di ceneri estinto,
generato da secoli di attivit geologica,
in unopera darte che ha un fitto dialogo
con lambiente naturale che la circonda.
Egli vuole creare un tempio in cui si
celebra la percezione umana nella
unicit della sua esperienza: allinterno
del corpo sotterraneo del cratere si
ha lopportunit di ridefinire il proprio
modo di percepire i fenomeni naturali e
di commisurasi con la scala degli eventi
celesti, in una corrispondenza tra micro e
macrocosmo.
Per Turrell il progetto la sintesi di
unintera vita: usufruisce delle ricerche
e delle idee che hanno ispirato le sue
installazioni precedenti proiettandole a

scala paesaggistica in modo da poter


godere delle qualit psico-percettive
della luce naturale, diurna e notturna,
e del moto dei corpi celesti. La luce,
vero cardine del progetto, penetra nel
cratere attraverso aperture e gallerie,
opportunamente orientate e quasi
invisibili dallesterno; i vani sotterranei
fungono da mantici luminosi e camere
oscure, gli specchi dacqua ipetrali
agiranno come lenti che magnificheranno
gli effetti di riflessione della luce, e i
lunghi tunnel come condotti ottici che
elogeranno le immagini del sole e della
luna.
La forma degli ambienti e dettata dalla
funzione, quella di accogliere, dirigere e
conservare la luce.

Struttura architettonica

La struttura pensata
interamente in calcestruzzo armato,
anche se per gli spazi darte previsto
luso di pietre locali, come larenaria e il
basalto, e di cenere vulcanica, usata per
la sua capacit di assorbire la radiazione
luminosa.

LE ORIGINI DEL CRATERE



Il Roden Crater un vulcano
naturale spento, di origine strombolica
la cui nascita risale a 300 mila anni
fa. Si erge per 150 m sul Painted
Desert. Si trova in unestesa regione
vulcanica ancora molto attiva, il San
Francisco Volcanic Field, posta lungo
il confine meridionale del Colorado
Plateau. Lattivit dei circa 600 vulcani
presenti dellarea ha dato origine a
un paesaggio molto diversificato e
allassenza di inquinazione atmosferica
e luminosa, combinata alla secchezza
dellaria e alla qualit della luce ad
alta quota, che esaltano le qualit
cromatiche dello scenario desertico. La
zona caratterizzata da una geologia
manifesta ed un paesaggio in continuo
mutamento.
Quando Turrell scopr questo posto
andava alla ricerca, da sette mesi, di
un luogo in cui organizzare stabilmente
opere che sfruttassero lintensit
della luce solare naturale e la relativa
prossimit al cielo garantita dallalta
quota del sito, un luogo in cui fosse
possibile offrire a un osservatore
terrestre le esperienze visive e percettive
che provano i piloti in volo, dalle quali
Turrell era rimasto affascinato sin da
adolescente.
Turrell acquist il terreno da Robert

chambers, un magnate delle ferrovie


americane, dopo molteplici incontri che
dellartista furono sostenuti da diversi
enti e personaggi come il collezionista
italiano Giuseppe Panza di Biumo.
Perch l sei un miglio e mezzo
pi vicino le stelle Percival Lowell,
matematico. Install nel 1896 un
osservatorio astronomico a Flagstaff,
il pi importante centro di ricerca sul
sistema solare.
Arte e scienza trovano una comune forma
di espressione.
Lartista voleva che il sito ospitante
la sua visione avesse una risonanza
archetipa, in cui ancora echeggiano le
immagini e i suoni della creazione, in cui
losservatore percepisse esattamente di
trovarsi sulla crosta di un pianeta attivo.
Turrell sostiene di aver avvertito questa
connessione per la prima volta nel 1970
in Giappone in cui su di lui esercit
particolare fascino la visione dellisola
vulcanica di Suwanose-jima. Egli cap che
i vulcani sono elementi di connessione
col centro della Terra e il magma
liquefatto, che possiedono una matericit
terrestre, la stessa che vuole donare alla
percezione, perch essa esiste come un
oggetto fisico.
9

LE RAGIONI DELLOPERA

Linteresse di Turrell era far
emergere il lato pi primitivo e animale
delle capacit sensoriali del fruitore
che si fanno specchio del paesaggio e
dellatmosfera circostanti.
Uno dei fenomeni in cui voleva rendere
partecipe losservatore era il celestial
vaulting grazie al quale egli, posto al
polo sud della calotta ellisoidica del
bordo del cratere, in posizione supina,
avrebbe avvertito in condizioni ambientali
idonee e nella massima concentrazione,
la porzione di cielo inquadrata dai bordi
del cratere come unenorme volta piatta
ancorata al rim craterico. Lappiattimento
della volta celeste una realt che crea
losservatore e che appare soprattutto
in una notte senza luna, mentre in una
notte stellata appare il contrario. Il
risultato raggiunto quello di modellare
la percezione del cielo attraverso la
configurazione dello spazio ospitante lo
spettatore.
Questa pulsazione dello spazio induce
leffetto della perdita di gravit che si
sente spinto verso il cielo senza limiti.
Giuseppe Panza descrive questa
sensazione come: Una linea
perfettamente orizzontale divideva il cielo
dalla Terra; sembrava che il suolo e le
cose che vedevamo non fossero pi ferme,
ma che salissero verso il cielo, e il cielo

scendesse verso la Terra, sentivo lunit di


tutte le cose, che hanno avuto origine da
un unico principio e ununica volont.
In seguito risalendo le pendici interne del
cratere si crea la possibilit di allargare
il proprio sguardo sulla Terra fino allo
spasimo, perch il rim sembra allentarsi
e aprirsi fino a rettificarsi sotto i piedi
dellosservatore dove ora appare la
distesa del Painted Desert.
Ora il cielo sembra trasformarsi in una
volta ancora pi ampia rispetto a quella
percepita allinterno del cratere. Alcuni
fenomeni come questi sono considerati
preesistenti, ma altri sono ottenuti
grazie a degli interventi architettonici ex
novo che esaltano le qualit ambientali,
diventando cassa di risonanza del potere
della luce.
Turrell inizi a concepire una serie di
camere, collegate da tunnel o percorsi
in superficie. Questi spazi sono collocati
allinterno del corpo del cratere per non
deturpare la sensuale forma naturale del
cono vulcanico, ma soprattutto perch
la loro posizione avrebbe permesso
di esaltare le capacit percettive
dellosservatore che, ad esempio in
ambienti a bassa luminosit, avrebbe
dilatato le pupille allo spasimo divenendo
estremamente percettivo a qualunque
presenza e residuo fotonico.

Le aperture di ogni singolo ambiente


mira a stabilire un rapporto sempre
mutevole tra architettura, cielo e
paesaggio, elementi naturali, questi
ultimi, rimodellati dalle scelte progettuali
dellartista.

10

LUCE COME EPIFANIA



I vari spazi hanno una parallela
funzione: quella di divenire osservatorio
a occhio nudo di fenomeni siderali, in
modo che ancora una volta Ci che
lontano ricondotto a un contatto pi
diretto con losservatore. Essendo la
finalit ultima dellopera quella di far
provare lesperienza di essere immersi
nellatmosfera terrestre e di partecipare
allarmonia delluniverso Turrell afferma
che spesso non ci rendiamo conto che
il cielo effettivamente parte del nostro
ambiente e del nostro senso visivo del
territorio, dunque non lo percepiamo
come spazio in cui siamo. Infatti per
paura delloscurit illuminiamo il cielo
notturno e ci neghiamo la possibilit
di abitare e vivere in questo vasto
territorio. E proprio questa limitazione
psicologica che egli vuole eliminare,
ampliando i nostri confini e mutando la
realt percettiva del territorio che noi
esseri umani abbiamo. E proprio per
questo che il lavoro di Turrell coinvolge
lastronomia.

Un luogo in cui vedersi vedere


Se con il termine sguardo intendiamo
quellazione scopica in cui
losservatore esplica una funzione
interpretativa dellimmagine analizzata
intellettualmente, con il termine vedere
si vuole qui alludere un approccio pi
fisiologico e diretto, in cui lopera quasi si
dissolve e, in scena, appare invece latto

percettivo nella sua pienezza: lazione


combinata di sollecitazioni fotoniche e
risposte neurali al centro di questarte,
che cinterroga su quali siano i confini
del nostro mondo sensorio e su questi,
nonostante le inevitabili costrizioni
culturali e ambientali, possono essere
violati, restituendo lo sguardo uno stato
aurorale.

11

VIAGGIO VERSO IL
CRATERE

Oltre allesperienza nel cratere
anche lattraversamento della regione
desertica parte integrante della
fruizione multisensoriale dellopera.
Si arriva al sito in macchina, in un
percorso lontano al centro urbano che
offre lemozionante vista delle dry Lake
Hills e dellimponente massiccio dei San
Francisco Peaks. Le uniche tracce di
insediamenti umani sono i resti murari
dellabitazione della famiglia Roden. Gli
ospiti proseguiranno poi il tragitto a piedi
risalendo a mezza costa il cono di ceneri
e raggiungendo la piazza in cui si aprir
la copertura del vicino South Space a
cui vi si acceder attraverso una rampa
elicoidale, incassata parzialmente nella
massa lavica, offrendo continui
cambiamenti di prospettiva a chi la
percorre; arrivati alla sua fine, uno
spiazzo panoramico circolare consente
di osservare la distesa del Painted
Desert, mentre una panca circolare
invita alla sosta, configurandosi anche
come parapetto dellambiente vuoto
sottostante, lEast Space.

12

GLI AMBIENTI DA
ESPLORARE
East Space

Sky Bath


A questo spazio si arriva, dunque,
percorrendo il tragitto incassato sul
bordo della bocca del cratere in cui
si avranno salti di scala tra ci che
sembra distendersi fino allorizzonte e
lincombenza della massa rossonera del
cono cinereo. In questo modo i visitatori
proveranno le stesse sensazioni di un
pilota in volo pur essendo ancorati al
suolo.
Il culmine del tragitto panoramico si
concluder allincontro della piazza
che costituisce anche la copertura del
cosiddetto East Space, che il secondo
degli spazi cardinali del progetto
turrelliano. Da qui si pu giovare dagli
effetti prodotti dal Sole nascente e dallo
sviluppo nel cielo del suo arco diurno.
La struttura una sorta di snodo di tutto
lo spazio che consente di accedere al
sovrastante Fumarole Space tramite una
rampa Monumentale , con una pendenza
di 324, oppure si pu proseguire nel
percorso fino a giungere prima al North
Space e infine al West Space.


La piscina sormontata da due
aperture che sono orientate una al
solstizio dinverno ed una al solstizio
destate. Dalla piscina, formata da due
vasche comunicanti possibile osservare
il paesaggio del deserto ed oltre a
subire le varie modificazioni cromatiche
dovute ala luce anche possibile
subire linfluenza dei venti desertici
che apportano modifiche sempre
diverse allacqua di tale spazio. Non da
trascurare la sensazione di assenza di
gravit che si pu provare allinterno
della vasca e che si coniugher con le
altre esperienze sensoriali.
Collocato in un ambiente cilindrico
scoperto. In questo caso non saranno
raccolte informazioni fotoniche bens
quelle riguardanti le onde radio. Lacqua
riscaldata far da cassa di risonanza.
Questi suoni arriveranno ovviamente
indebolite, ma stato pensato un set di
antenne riceventi impostato per captare
e tradurre il segnale dalle singole fonti (il
Sole, Giove, la Via Lattea, Cassiopea,...) in
modo da migliorarne la nitidezza.

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Sun and Moon Space



Continuando il percorso si giunge
al Sun and Moon Space, luogo dove gli
studi e le osservazioni sui fenomeni
celesti legati alla Luna e al Sole si
materializza in un taciturno monolite
bianco perfettamente incastonato, come
sempre sa fare Turrel, in uno spazio che
il suo corollario.

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Alpha Tunnel

DalSun and Moon Spacesi risale
lungo lAlpha Tunnel, in cui lopera darte
si fa apprendimento sensoriale: il rumore
dei passi viene assorbito dal pavimento
morbido di sabbia desertica, resta solo
il suono del proprio respiro, delle ombre
che si alternano a lame di luce, e si
possono sentire le pupille stringersi e
dilatarsi nellesercizio di un adattamento
primordiale alle variazioni di luminosit
circostanti. Risulta essere il pi lungo
osservatorio ad occhio nudo del mondo,
lungo 315 m con un diametro di 3,6 m.
Il profilo assume una forma ad arco
tutto sesto allinizio del tunnel andando
gradualmente a modificarsi in una
struttura a forma di buco della serratura.
La sensazione che ne conviene quella
di uno spazio prospetticamente
accelerato. I profili visibili sono
208 diaframmi metellaci distanti
approssimativamente un metro luna
dallaltro, che danno sensazione di
continuit e infinit al condotto. La luna
viene vista dalla base del tunnel ogni 19
anni dallapertura che dal tunnel appare
perfettamente circolare e frontale, ma
che in realt ellittica e al di sopra
dellosservatore.
Alpha Space:

Percorrendo lintero tunnel si arriva


allAlpha Space, che ha nel suo centro
una scala in bronzo senza corrimano,
visibile dal tunnel.
Un ulteriore collegamento tra i due spazi
il fatto che da un certo punto in poi
del percorso del tunnel qualsiasi parola
sussurrata viene chiaramente udita
nellAlpha Space.

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Alpha Space

Percorrendo lintero tunnel
si arriva allAlpha Space, che ha nel
suo centro una scala in bronzo senza
corrimano, visibile dal tunnel.
Un ulteriore collegamento tra i due spazi
il fatto che da un certo punto in poi
del percorso del tunnel qualsiasi parola
sussurrata viene chiaramente udita
nellAlpha Space.
Lispirazione di questo luogo trae
origine dalle kiva che gli indiani Anasazi
fondarono in Colorado dal XII secolo.
La sensazione che il cielo aderisca al
foro situato sul buco di apertura; man
mano che si sale la membrana celeste
percepita si espande trasformandosi in
una volta tesa sopra al bordo del cratere.
Salita la scala si pu osservare il
mosaico circolare ai piedi di essa che pu
ricordare la Terra vista dallo Spazio.

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Eye of the Crater



Si arriva a questo spazio, infine
punto di arrivo del percorso nelle viscere
del cratere, e punto di partenza di un
percorso en plein air e ha la forma di
un condotto ottico, simile nella forma
alloculare di un telescopio, attraverso
il quale vediamo cambiare il colore
del cielo. Un sedile in pietra invita
lo spettatore a rivolgere la propria
attenzione al canale ottico troncoconico
verso il cielo notturno, che consente di
puntare lo sguardo verso il Polo Nord
celeste, in modo da favorire, in seguito
ad un osservazione prolungata, la
percezione della rotazione apparente
delle stelle intorno a quel punto.
Lartista prevede che la lente evoluzione
della geografia cosmica indurr o a una
perfetta calibrazione o al il definitivo
svasamento delle sue installazioni nel
prossimo futuro; tra duemila anni alcuni
fenomeni celesti saranno perfettamente
inquadrati dagli strumenti nelle camere
ipogee e dallarchitettura stessa.

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Plaza

Allesterno del Eye of the
Crater, sdraiati sul bordo del vulcano,
si pu osservare, come fossimo in
uno Skyspace, di un fenomeno tipico
conosciuto anche come celestial vaulting,
la curvatura apparente della volta celeste
avvolgere il capo del visitatore come
unimmensa cupola rovesciata. Inoltre
gli ammassi nuvolosi fungeranno da
strumenti naturali di rifrazione della luce
solare sempre cangiante, dallalba al
tramonto, allinterno del catino centrale.
Il rim ora perfettamente ellittico e
livellato orizzontalmente, questo a
seguito di lavori appositi per ottenere
questo effetto. Venendo lattenzione
centrata sullo zenit si eliminano dalla
visuale zone che potrebbero essere
influenzate dallinquinamento.
Molti degli ambienti presenti sono
isolati dal punto di vista elettrostatico ed
elettromagnetico, grazie ad una gabbia
di Faraday annegata nelle strutture
cementizie.

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EVENTI CELESTI
Tramonto al solstizio dinverno

Ogni anno, dieci giorni prima e
dieci giorni dopo il solstizio dinverno
(11 dicembre e 31 dicembre con la
rappresentazione supplementare per tre
giorni prima e dopo tali date), il tramonto
meridionale annuale, compensato dalle
date di cui sopra, viene proiettato sul lato
ovest del pietra presente nella Sun and
Moon Chamber.
Limmagine viene ingrandita e illuminata
da una lente di vetro smerigliato
personalizzata fissata nel punto medio
della galleria.

Alba al solstizio dinverno: lato


est della pietra

Lalba del solstizio dinverno sar
proiettata, filtrata dalla luce a idrogeno
(un filtro alfa) sul lato est della pietra
della Sun and Moon Chamber.

Maggiore Standstill Lunare: lato


ovest della pietra presente nella
Sun and Moon Chamber

Ogni 18,61 anni (il pi recente
stato 2006) la luna raggiunge i suoi
massimi settentrionali e meridionali
conosciuti come un fermo maggiore

lunare. Visto attraverso il tunnel, il


tramonto lunare meridionale former
unimmagine invertita sul lato ovest della
pietra presente nella Sun and Moon
Chamber. Il prossimo Maggiore lunare
previsto nel 2025. Limmagine che si
vede proiettata attraversa quindi tutta la
lunghezza del tunnel.

Stella del Nord / ciclo di Saros nel


South Space

Il South Space lo spazio
allineato alla stella polare che concentra
lattenzione dello spettatore sul cielo
notturno.
La caratteristica centrale quella di
essere una struttura che costituisce uno
strumento astronomico simile al Jai
Prakash Yantra, osservatorio celeste a
Jaipur, India.
Con questo strumento si pu tenere
traccia di corpi ed eventi (come le eclissi
lunari e solari) celesti che si verificano
entro il termine di 18 anni, 11 giorni del
ciclo di Saros.
Un posto unico che offre una visione
incentrata sulla Stella del Nord. Il South
Space , in effetti, sia uno spazio con le
proprie caratteristiche particolari e un
calendario per i movimenti celesti e gli
eventi che sono il cuore dei vari spazi del

progetto Roden Crater. Ogni anno, dieci


giorni prima e dieci giorni dopo il solstizio
dinverno (11 dicembre e 31 dicembre
con la rappresentazione supplementare
per tre giorni prima e dopo tali date),
il tramonto meridionale annuale,
compensato dalle date di cui sopra, viene
ripreso sul lato ovest del pietra della Sun
and Moon Chamber. Limmagine viene
ingrandita e illuminato da una lente di
vetro smerigliato personalizzata fissato
al punto medio della galleria.

Alpha (Est) Tunnel Visualizzazione


della Luna dalla Sun and Moon
Chamber

Utilizzando il Tunnel Alpha (Est)
come un telescopio ad occhio nudo per
visualizzare la luna guardando a ovest
(verso Portal Est) dalla Sun and Moon
Chamber.

19

LA SALVAGUARDIA DEL
SITO

Limpegno per salvaguardare la
zona si esteso a molteplici atti: per far
s che le zone limitrofe non venissero
occupate da attivit lucrative e/o che
avrebbero intaccato le condizioni di
purezza dellaria, Turrell e la Skystone
Foundation si sono impegnate ad
acquistare tutti i possibili terreni limitrofi
e anche ad aprire un ranch per poter
ricevere ulteriori finanziamenti per il
proseguo dellopera. Altra importante
conquista stata quella di fondare
una normativa federale che difende il
cielo notturno della Coconino County
dallinquinamento prodotto da luci
artificiali.
Per questa realizzazione stato anche
approvato un progetto di legge che ha
permesso di classificare larchitettura del
Roden Crater come una Land Art e non
un progetto di lottizzazione qualsiasi.

losservatore in contatto con essa.


Nonostante non ci siano intenti di
ricondurre lopera a significati mistico
religiosi, questattenzione alla luce pu
essere ricondotta alle radici quacchere
di Turrell: alle pratiche del silenzio
e dellaccoglienza della radiazione
luminosa. Lesperienza della luce in
questopera resa talmente forte che
quasi tattile.
Losservatore disorientato tra la
consapevolezza dellimmaterialit di ci
che vede e lillusione che costituisca
comunque unentit percepibile, talvolta
pi degli oggetti materiali.
Le immagini qui non sono incentrate
sulla percezione ma composte dalla
percezione che ne un elemento
indissolubile.

In futuro saranno ammessi un massimo


di 14 visitatori per volta di cui solo 8
potranno fermarsi la notte. Non si
tratta di unopera elitaria: la fruizione
limitata poich questo necessario per
una corretta esplorazione e per avere
la possibilit reale di godere degli spazi
nella loro pienezza.
Questo progetto non riguarda
lappropriazione della natura, ma il porre
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VISIONE

Senza bisogno di parole n
spiegazioni, tutto al Roden Cratersi
spiega da s, man mano che il giorno
trascorre e le luci si abbassano; la verit
del trascorrere del tempo si palesa nei
ritagli di cielo purissimo che sorprendono
affacciandosi dai diversiskyscapesche
sono dislocati nei vari spazi ipogei, senza
i quali il visitatore perderebbe totalmente
la percezione del tempo, in quanto invaso
dalle molteplici sensazioni.
James Turrel ha saputo miscelare
in un unico gesto saperi astronomici
ancestrali, raffinate soluzioni
tecnologiche e architettoniche, attenti
studi geologici del sito prescelto,
lasciando che poi lultima parola lavesse
chi per prima aveva parlato: la natura.
E nellocchio del cratere, ad imparare il
silenzio della geometria cangiante delle
ore, i nostri occhi.

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BIBLIOGRAFIA
rodencrater.com
jamesturrell.com
James Turrell. Geometrie di luce. Roden
crater, Mondadori Electa, 2007
curato da A. De Rosa

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Milena Boni
Deborah Fumolo
Arianna Innamorati

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