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LETTERA ALLE FAMIGLIE D E L L A P A R R O C C
LETTERA
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N° 446

18 APRILE 2010

III DOMENICA DI PASQUA –

LITURGIA DELLE ORE III SETTIMANA

SIMONE DI GIOVANNI, MI AMI TU PIÙ DI COSTORO?

Pietro, l'apostolo ardente impulsivo pieno di slanci e di intemperanze. Per lui non esistono mezze misure, calcoli prudenziali. Il Maestro è lì? Sì lancia in acqua! Con la stessa prontezza non aveva esitato a seguirlo nella notte del tradimento. Ma allora proprio questo suo agire di primo impeto, senza rifletterci su tanto, lo aveva messo in una situazione incresciosa che lo aveva visto scivolare nel rinnegamento. Eppure Gesù conserva per lui tutto il suo apprezzamento. E quando quel mattino se lo vede lì, ansimante e grondante acqua dopo quella nuotata fuori programma, non ha per lui che una domanda: "Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?". Gli rivolge la parola non con un generico "tu". Lo chiama per nome e, diremmo oggi, per cognome. È un sottolineare la solennità del momento, ma soprattutto è un dire: "ti conosco fin nelle tue radici", conosco i tuoi limiti, le tue cadute, ma anche l'ardore del tuo cuore. Nulla di te mi è sconosciuto o indifferente. È un sentirsi "conosciuto" da Dio. Per tutti posso essere semplicemente un "uomo" una "donna" un impiegato un professionista o una casalinga. Per Lui no. Io sono quella persona unica e irrepetibile di cui Lui un giorno ha pronunciato il nome chiamandola all'esistenza e che il suo sguardo non ha cessato di seguire, come se fosse l'unica al mondo, la più vicina al suo cuore. E la domanda che pone va nella stessa direzione: "mi ami tu più di costoro?", dove non si vuole porre in atto un confronto, una contrapposizione. Io sono unico per Lui. Lui è unico per me. Il mio amore non può che qualificarsi per quel "più" che dice tensione verso una pienezza, desiderio di totalità.

DAL BRASILE CI SCRIVE SUOR ADELIA

Carissimi, siamo arrivati nella Settimana Santa! É la settimana che chiamiamo tutta Santa! La Parola di Dio é molto forte e ci fa rivivere il grande mistero della nostra salvezza. Ripensare che Gesù

nell´ultima cena non si riferisce al pane e vino ma il Suo stesso Corpo

e il proprio Sangue e come io lo ricevo

É solo misericordia, é solo amore.

Quanta pazienza ha con noi. Bellissimo sempre per me il canto del

passaggio del mar rosso di quella notte, le parole ci portano a ripensare il grande amore di Dio Padre per l´umanità. Ancora siamo nelle missioni popolari e ora da Pasqua ci sono sei

incontri con le famiglie per preparare tutte le famiglie a ricevere un trittico con passaggi importanti della vita pubblica di Gesù, dopo ci sarà un grande ritiro e offerto a tutte le famiglie questo trittico. Tre settimane fa, tutti i catechizzandi sono passati per le famiglie della nostra area, assieme alle catechiste, solo per dare un abbraccio e dire, il Signore, ti ama! In questo periodo di quaresima, tutti i venerdì alle 5,30 del mattino c´é stata la via Crucis per la strada e subito dopo

la

santa Messa e c´era abbastanza gente.

In

questo periodo di quaresima, ossia tutti gli anni, c´é la campagna

di

fraternità, ed é trattato un tema, quest´anno era, “non potete

servire a Dio e al denaro” e alla fine, oggi c´é stata la colletta, per la

prima volta é stata fatta anche con i catechizzandi, pochi soldini , ma

é il segno della solidarietà.

Vi lascio e scusate se sono stata un po’ estesa. Saluti e auguri di un

Santa Pasqua a tutti voi e al gruppo che tanto collabora, il Signore dia il doppio, di quanto fate per aiutarci.

In Gesù e Maria,

sr. Adelia

Gesù mio, se potessi convertire tutte le gocce d'acqua che sono nel mare, nelle fonti, nei fiumi; tutti i granelli di sabbia che ci sono sulle spiagge, tutte le foglie degli alberi, tutte le piume degli uccelli, tutti i fili d'erba che ci sono nelle praterie, tutti i capelli delle persone e tutti i chicchi di grano, tutti i semi dei vivai: se tutto questo io potessi convertire in atti d'amore al tuo Cuore divino!

L’UOMO CHE SOFFRE SI SPECCHIA NELLA SINDONE

«Specchiatevi nella Sindone»: lo slogan coniato dal cardinal Poletto per questa Ostensione della Sindone può valere non soltanto per i pellegrini credenti, ma per molti altri visitatori. Anche chi non crede che quel lino abbia avvolto il corpo di Cristo, anche chi è mosso alla visita da curiosità turistica o culturale non potrà fare a meno di essere colpito dai segni di passione e morte impressi su quel telo. L’immagine si svela a poco a poco al visitatore, e con essa il volto di un uomo a un tempo severo e sereno, la figura di una persona crocifissa, che è stata flagellata, incoronata di spine, inchiodata su una croce. Al di là che si pensi o no che si tratti dell’«Ecce Homo» dei Vangeli, questa è la forza di attrazione che da secoli viene esercitata dall’icona di dolore conservata nel Duomo di Torino. “Il volto è rivolto a me, è questa la nudità stessa”. Ripenso a questa frase del filosofo Emmanuel Levinas a proposito della Sindone. In un mondo in cui si fanno guerre per non guardarsi in faccia, e si trasformano le singole vite in cifre statistiche; dopo secoli di tentativi razionali di assoggettamento e annullamento del volto (dell’alterità) dell’altro, la contemplazione dell’impronta di un volto non può che dare speranza. La Sindone raffigura, secondo gli studiosi, Gesù e le sue sofferenze

patite, ma la sua eccezionalità, disse Giovanni Paolo II nel 1998, è nel testimoniare le più intime e private delle impronte, gli umori del dolore (sudore e sangue) che la morte ha fissato sul lino: icona della sofferenza dell’innocente di tutti i tempi. La Sindone commuove per la sua nudità inerme: volto che soffre, che s’offre. La contemplazione di quel corpo martoriato aiuta l’uomo contemporaneo a liberarsi dalla superficialità e dall’egoismo (…), ricorda all’uomo moderno distratto dal benessere e dalle conquiste tecnologiche, il dramma di tanti fratelli, e lo invita a interrogarsi sul mistero del dolore”.

La Sindone ci rimanda alla sacralità assoluta del volto del prossimo, dello straniero; ricorda i volti dei morti e dei dispersi, e l’obbligo dell’accoglienza. Questo della Sindone ci commuove.

CALENDARIO DELLA SETTIMANA

DOMENICA 18 APRILE

SANTE MESSE ORE

ORE 18,30 - GRUPPO FAMIGLIE

7

-

9

- 11 – 18

MARTEDI’ 20

ORE

19,30 -

INCONTRO GRUPPO GIOVANI E GIOVANISSIMI

ORE

21 - INCONTRO PER I RAGAZZI DEL DOPO CRESIMA

MERCOLEDI’ 21

ORE 15,30 RITROVO DEL GRUPPO “I COLORI DEL CIELO.”

GIOVEDI’

22

ORE 15 INCONTRO DI PREGHIERA IN CHIESA PER LE VOCAZIONI

ORE 21 - RIUNIONE DEL GRUPPO DEI CATECHISTI

SABATO 24

ORE

14,30 PULIZIA DELLA CHIESA

ORE 17 CONFESSIONI ORE 18 MESSA FESTIVA

DOMENICA 25 APRILE

SANTE MESSE ORE

7

-

9

- 11 – 18

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HANNO RICEVUTO IL SACRAMENTODEL BATTESIMO Angeli Elena Maria - Corfini Lorenzo

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SONO TORNATI

ALLA CASA DEL PADRE

Bianchi Giacomo - Mafalda Norma Favarato

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OFFERTE PER LA CHIESA

250,00

Da Elena M.

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A

T O R I N O

I L

2 3

M A G G I O

 

P E R

V E N E R A R E

L A

S I

N

D

O N

E

Partenza ore 5,30 da Piazza degli Alpini Ingresso alla Sacra Sindone alle ore 11,15 Visita alla città di Torino e Don Bosco Spesa, tutto compreso, € 70,00 Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a:

Fernanda 0584 - 913335; Francesca 0584 - 913617