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IN 2513/15 Reg.

SENTENZE I
DEPOSITATA in data

1 9 FEB. 2016

N. 2886/13 R.G .- Tribunale

IRREVOCABILE il _ _ _ _ __ _
N. 12125/10 R.G . notizie d i reato
N. _ _ _ _ Reg . recupero crediti

Redatta Scheda il _ __ _ _ __
N. _ _ _ _ Registro Mod . 2/ A/SG
(Spese prenotate a debito)

~
TRIBUNALE ORDINARIO DI PESCARA
/

..

....

"

- RITO COLLEGIALESENTENZA
(art. 544 e segg . c.p .p.)

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Pescara composto


1. Dott. Angelo
ZACCAGNINI
2. Dott. Rossana
VILLANI
3. Dott. Francesco MARINO

dai Magistrati:
"Presidente
- Giudice est.
" Giudice

alla pubblica udienza del giorno


24 novembre 2015 ha pronunciato e
pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente

SENTENZA

nei confronti di:


1.VENTURONILanfranco nato il 16.05 .1 951 a Teramo ivi residente via Cavour nrA
(domicilio dichiarato ex art. 161 c.p.p.)

LIBERO PRESENTE

Difensori di fiducia avv. Guglielmo MARCONI e avv. lino NISII entrambi del
foro di Teramo.

2.DI ZIO Rodolfo Valentino nato a Civitella Casanova (PE) il 15.08.1942. residente
in Spoltore (P E) via Strada Statale 16 bis Mare 21;
domicilio dichiarato ex art. 16 l c .p.p. in Villa Raspa di
Spoltore (PE) C.da Frascone nr. 2 l LIBERO gia ' ASSENTE

Difensore di fiducia avv. Giovanni DI BIASE del foro di Pescara.

3.DI ZIO Ferdinando Ettore nato a Civitella Casanova (PE) l' 1.12.1945. residente
in Spoltore (PE) via Cavaticchi nr.23 (domicilio dichiarato ex art. 161 c.p.p.)
LIBERO gia' ASSENTE

Difensori di fiducia avv. Vincenzo DI GIROLAMO e avv. Giovanni DI BIASE


entrambi del foro di Pescara.

4.DI STEFANO Fabrizio nato a Casoli (CH) il 12.04.1965. residente a Toll o (CH) via
Roma nr. 47; elettivamente domiciliato c/o lo studio del
difensore di fiducia avv. Massimo ClRULLI.
LIBERO gia' ASSENTE

Difensori di fiducia avv. Massimo CI RULLI e avv. Peppino POLIDORI entrambi


del foro di Chieti.

5.CARDAREllA Vittorio nato a Vasto (CH) il 6.06.1936. residente a Roma via Vicolungo. 41; elettivamente domiciliato presso lo studio del
difensore di fiducia avv. Tommaso NA VARRA.
LIBERO gia ' ASSENTE

Difensore di fiducia avv. Tommaso NAVARRA del foro di Teramo.

6.DECO S.p.A. in persona del legale rappresentan te pro- temporeLIBERO gia' ASSENTE

Difensori di fiducia avv. Giuliano MILIA e avv. Dante FANI' entrambi del foro
di Pescara.

IMPUTATI

rc ome da nr. 9 fogli allegati!

CONCLUSIONI DELLE PARTI


Con l'intervento di:

P.M. in persona del dotto Gennaro VARONE;


nessuno presente per lo parte civile:

Con l'assistenza e difesa dei difensori di seguito elencati:

avv. MARCONI, difensore di fiducia dell'imputato VENTURONI Lanlranco;


avv. DI BIASE, difensore di fiducia dell'imputato DI ZIO Rodollo Valentino;
avv. DI BIASE e avv. DI GIROLAMO, difensori di fiducia dell'imputato DI ZIO
Ferdinando Ettore;
avv. NAVARRA. difensore di fiducia dell'imputato CARDARElLA Vittorio;
avv. CI RULLI e avv. POLIDORI, difensori di fiducia dell'imputato DI STEFANO
Fabrizio;
avv. FANI', difensore di fiducia della DECO S.p.A. anche in sostituzione del
codilensore avv. MllIA;

le parti hanno concluso come da verbale.

IMPUTATI

VENTURONI LANFRANCO , DI ZIO FERDINANDO ETTORE, DI ZIO RODOLFO


VALENTINO, CARDARELLA VITTORIO
a) in ordine al reato p . e p. dagli artt. 81 comma 2, 110, e 314 c.p. 61 n. 2 c,p. perch in
esecuzione di un medesimo disegno criminoso, il Venturoni in qualit di Presidente del Consiglio
di Amministrazione della Team s.p.A. (societ e prevalente partecipazione pubblica, per la
,
gestione in regime di privativa dei servizi ambientali municipali del Comune di Teramo) e,
\
dunque, /n qualit di pubblico ufficiale con poteri di formazione della volont dell 'ente;
Cardare Ila in qualit di amministratore delegato della Team Ambiente; in unione e concorso
(per previo concerto nell 'azione costituente il reato) con Di Zio Rodolfo e Di Zio Ferdinando
Ettore (questi ultimi agenti, rispettivamente, in qualit di amministratore delegato della Deco
S.p.A. e di p residente del consiglio di amministrazione della Deco SpA., nonch soci e
proprietari della Deco SpA, beneficiaria delle condotte appropriative,); attuavano le plurime Id
condotte di illecita appropriazione di risorse pubblicistiche, meglio descritte come nei punti che i l
seguono, concretanti peculato, tutte funzionali al congegnato e sistematico piano di svuOlamemo
(per successiva acquisizione in capo alla Deco spa), delle utilit patrimoniali appartenenti alla
suddetta societ pubblica (con lo scopo ultimo di fare ottenere alla predetta impresa privata,
senza il ricorso al metodo dell 'evidenza pubblica, l'affidamento dell 'appalto per costruzione e
gestione di un impianto di bio essiccazione dei rifiuti in Teramo (di seguiro denominato TME).

In particolare:

1. il Venturoni deliberava, senza mandaro del consiglio di amministrazione (che l'aveva


astrattamente delegato alle acquisizioni di partecipazioni, ma congiuntamente
all'ammin istratore delegato), in violazione del divieto di cui ali 'art 13 D.L. 4 luglio 2006
n. 223 (conv. in L. 248/2006, modificato dall'art. l comma 720 L 27 dicembre 2006 n.
296) e, comunque, in violazione delle norme sull'evidenza pubblica (artI. 113 D. 1.vo
267/2000 e l D. 1.vo 163/2006), l'acquisto del 60% delle quote della societ Tecnogyl
S.r.l. (societ costituita il 12 luglio 2007 dal Di Zio Rodolfo e Di Zio Ferdinando Ettore,
avente capitale conferito interamente dalla Deco SpA, poi trasformata in Team
Tecnologie Ambientali srl il 19 luglio 2007), agendo con l'unico scopo di attribuire al
soggetto il partnerariato in societ pubblica, in favore della quale sarebbe stata, di li a
poco, disposta la voltura de/! 'autorizzazione a costruire e gestire un impianto di T.MB in
Teramo, In Pescara il 19 luglio 2007;
2. s i appropriava, con il suddetto atto dispositivo, della somma di danaro pari ad euro
30.000 (trentamila) derivata dal patrimonio della Team S.p .A .; somma che veniva versata
(tramite assegno emesso dall 'amministratore delegato Caradarella, per tale ragione

concorrente nel reato) alla Deco S.p.A., quale prezzo corrispettivo del detto acquisto di
quote (al solo ed unico scopo di assegnare alla Deco ed ai suoi soci una posizione di
vantaggio in ordine alle futura costruzione e gestione dell 'impianto di TMB) con condotta
equiparabile ad un comportamento privatistico di spoliazione e conseguente
appropriazione di denaro in danno della Team Ambiente s.p.A.; in Pescara il18 (data di
consegna dell'assegno) ed 19 luglio 2007 (data del rogito notarile);
3. instava ed otteneva che l'autorizzazione a costruire e gestire l'impianto di TMB,
presentata dalla Team s.p.A., fosse vol!urata alla Team Tec neo-costituita, cos da
attribuire tale autorizzazione (di rilevantissimo valore economico) anche al socio privato
selezionato senza alcuna procedura di gara; In Teramo il 6 novembre 2007
4. si appropriava del progetto per lo costruzione dell 'impianto di TMB (gi presentato dalla
Team Ambiente SpA alla Regione Abruzzo per le autorizzazioni del caso, che venivano
volturate alla Team-Tec S.r.l. neo costituita) a detrimento dell'integrit del patrimonio
pubblico, ed lo attribuiva, di fatto, alla Deco SpA, dietro pagamento fOlfetario dei costi di
realizzazione per una cifra, pari ad euro 76.073,37 oltre !VA, di gran lunga inferiore al
valore economico del progetto medesimo (anche semplicemente tenuto conto del valore
ad esso attribuito come detto nel punto che segue), con condotta equiparabile alla
sottrazione in fatto della detta utilit; in Teramo il14 ottobre 2008;
5. consenlva che il deliberato aumento di capitale sociale della Team Tecnologie
Ambientali srl venisse eseguito:

dalla Deco SpA mediante- conferimento del pi'ogetto detto al punto 3 per il valo re di
euro 297.960 (dunque, senza alcun aggravio economico per il privato che l'aveva
ottenuto per effetto della condotta illecita di peculato);
dalla Team Ambiente SpA mediante conferimento di terreni siti in contrada
Terrabianca di Teramo (strumentalmente valutati, all'atto del conferimento per il
.. minOl' yalore .di euro_ 612, 000, per evitare !'insorgere, in capo a Dea S.p.A. di
obbligazioni di conguaglio) i quali . venivano in tal modo (di fatto) messi a
disposizione del privato per lo costruzione dell 'impianto di TMB, con una condotta
equiparabile ad una consegna sostanziale e distrattiva del patrimonio immobiliare
della Team Ambiente S.p.A.; in Teramo il 24 ottobre 2008
Con l'aggravante di avere agito per lo commissione del delitto di abuso d'ufficio
descritto nel capo D) che segue.

::

In Pescara e Teramo nelle date indicate.


VENTURONILANFRANC O

b) giudicato separatamente
DI ZIO FERDINAND O ETTORE. DI ZIO RODOLFO VALENTINO

c) giudicato separatamente

VENTURONI LANFRANCO, CARDARELLA VITTORI O, DI ZIO FERDINANDO


ETTOR E, DI ZIO RODOLFO VALENTINO, (Faggian o Giovanni, Saccoma ndi Sergio,
Bellamio Paolo, Pan zane Ottavio - giudicati separatamente)

d) in ordine al reato p. e p. dall'art. l lO, 323 c.p perch agendo in concorso tra loro ed in
violazione delle norme imperative disciplinanti i metodi dell 'evidenza pubblica, quindi in
violazione della previsione di cui all 'art. /13 decreto legislativo 267/00, degli artt. l e 32 L.
163/2006 e dell'art. 202 L. 152/2006, ed a completamento dell'iter criminoso descritto nei capi
che precedono, il primo in qualit di pubblico ufficiale, nonch presidente della Team Tec S.p.A .;
il secondo, in qualit di amministratore delegato della Team Tec S.p.A.; Di Zio Ferdinando
Ettore e Di Zio Rodoljo in qualit di, rispettivamente, presidente del consiglio di
amministrazione della Deco S.p.A . e di amministratore delegato della Deco S.p.A.; Faggiano
Giovanni, in qualit di consigliere Team Tec S.p.A. gli altri in qualit di membri del collegio
sindacale della Team Tec S.p.A.; concorrevano nella decisione unanime (frutto di previe intese
intervenute, in particolare, tra Venturoni, Faggiano e Di Zio Rodoljo) di attribuire alla Deco
SpA, con lo scoperto artifizio dell 'affidamento 'in house' (nel caso di specie non invocabile in
assenza della condizione della lotale partecipazione pubblica al capitale del/ 'ente ed in difetto
del/ 'indice di previsione del cosiddetto controllo analogo), artificiosamente applicando l'articolo
7 dello statuto societario (sulle prestazioni particolari del socio), l'appalto per la realizzazione e
gestione dell 'impianto di TMB alla Deco S.p.A.; cos intenzionalmente procurando alla Deco .
S.p. A ed a Di Zio Ferdinando Ettore e Di Zio Rodoljo un ingiusto profitto patrimoniale, '"
corrispondente alla 'previsione degli utili derivati da tale contratto ad oggetto pubblico. In '
Teramo il 16 marzo 2009.
VENTURONI LANFRANCO, DI ZIO RODOLFO VALENTINO, (Francesch ini Luca giudicato separatamente)

d bis) reato p. e p. dagli 01'11. no e 353 comma 2 c.p. perch, in unione e concorso tra loro,
facevano precedere l'assegnazione descritta al capo che precede da una simulata ricerca di
mercato del prezzo migliore; snu!ala perch lo richiesta di offerta, che Venturoni Lanfranco
trasmetteva alla Proger S.r.l. per un preventivo, veniva (per previo accordo tra i tre detti autori)
discussa tra Di Zio Rodoljo e Franceschini Luca (consulente della Proger s.r.l. predetta), che
sostituiva il documento contenente l'offerta originale e veridica (sottoscritta dall 'ing. Mario
Lombardi, in rappresentanza della Proger s.r.l. per lo cifra di euro 1.684.521) con documento in
cui, previa contraffazione della sottoscrizione del! 'ing. Mario Lombardi, veniva indicata lo cifra
conco rdata di euro 1.757.400; cos che quest'ultima offerta risultasse meno conveniente di
quella presentata dalla Deco S.p.A.; in tal modo turbando il processo di selezione pubblica
avviato . Con l'aggravante di avere il Venturoni (che sceglieva lo Proger su indicazione del Di
Zio, p roprio allo scopo di consentire la descritta fraudolenta manovra) agito con abuso della sua
su descritta qualit di pubblico ufficiale, garante dell 'imparzialit della selezione. In Teramo il
16 marzo 2009
VENTURONI LANFRANCO, DI ZIO FERDINANDO ETTORE. DI ZIO RODOLFO
VALENTINO

e) in ordine al reato p. e p. dagli orli. 110, 322 comma 4 c.p. perch:


l . il Venturoni in unione e concorso con Di Zio Ferdinando Ettore e Di Zio Rodolfo, con i
quali concertava l'azione delittuosa (la quale doveva portare al compimento del
complesso piano criminale politico finanziario che, concepito dagli indagati, si evolveva,
a partire dalle vicende descritte nel. capo-A, come-segue) ; avendo rappresentalO, per
tramite di Di Zio Rodolfo, al Vercesi Antonio (tecnico e uomo di peculiare riferimento di
Sparacino Michele, Amministratore Delegato della Ecodeco S.r.l .. di Milano, al quale
quest'ultimo riferiva) che qualora la suddetta Ecodeco S.r.l .. avesse deliberato e
concesso alla Deco SpA il proprio '1010W-how' esclusivo, necessario alla costruzione
dell 'impianto di TMB di cui al capo D) (concessione dalla quale i predetti prevedevano di
conseguire un risparmio di spesa, nella realizzazione della commessa descritta al capo D,
valutata alcuni milioni di euro), la Ecodeco s.r.l.. sarebbe stata poi 'ammessa' a
partecipare all 'affare, consistito nella realizzazione della costruzione e gestione in
Abruzzo di un impianto per l'incenerimento dei rifiuti (progetto lucrosissimo e gla
precostituito in tutte le sue fasi attuative, sia quella dell'attribuzione alla Deco
dell 'appalto, sia quella afferente alle iniziative amministrative-normative e di
adeguamento del piano regionale dei rifiuti vigente, nonch di effettiva allocazione
dell 'impianto sul territorio regionale);
2. facendosi il Venturoni espressamente garante, in virt dei poteri e delle relazioni
connesse alla sua carica di Consigliere Regionale e Membro della Giunta della Regione
Abruzzo . con delega. alla . Sanit, dell :affidamento ..diretto_dell :appalto Feci 'inceneritore
(in modo concertato e senza il necessario espletamento di alcuna gara o metodo
concorsuale) ad una societ cui avrebbero partecipato tanto i Di Zio, quanto la Ecodeco
s.r.l.. (individuata nella consortile Abruzzo Energia);
3. sollecitava allo Sparaci:zo)Ci prQ'[Iessa ed il conferimento delle utilit sopra descritte, in
contropartit;;-;:ii p~;e sopra descritti atti contrari ai doveri di imparzialit e buon
andamento della Pubblica Amministrazione.

b;Pescara I '8 luglio 2009 ed in date antecedenti ed immediatamente successive

DI STEFANO FABRIZIO (Di Zio Rodoljo Valentino, Di Zio Ferdinando Ettore - giudicati
separa/amen/e)
j) in ordine al reato p. e P- dagli arti. 319-321 cp., perch Fabrizio Di Stefano, senatore della
Rpubblica, da una parte; e Di Zio Rodoljo, amministratore della Ecologica Sangro
. "S.p).,.. e della Deco S.p.A., in unione e concorso con Di Zio Ferdinando Ettore
(comproprietario dell 'azienda), dall'altra, premesso
che il Consorzio Comprensoriale di Lanciano, di propriet dei comuni della
provincia di Chieti, del quale era presidente Riccardo La Morgia, esercitava il servizio di
raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani tramite la concessionaria Consorzio Servizi
Ecologici del Frentano , che lo delegava alla consorziata Ecologica Sangro
S.p.A. (partecipata al 95% dalla Deco S.p.A.), della quale era amministratore
Di Zio Rodoljo (allo stesso tempo amministratore delegato della Deco Sp.A.);

che Riccardo La Morgia, nella detta qualit, aveva awiato: a) un 'azione per indurre una
revisione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti in senso pi favorevole ai comuni ed alla
popolazione; b) un'azione per la realizzazione di un impianto di bio-compostaggio dei
rifiuti, che avrebbe comportato antieconomica concorrenza per il Di Zio, gestore
(attraverso le sue societ) di un impianto dello stesso tipo in Casoni (CH) -in particolare,
inserendo tali temi all'ordine del giorno dell'assemblea convocata per il 22 settembre
2009; c) l'opposizione a che l'ampliamento della discarica di Cerratina fosse affidato
alla Ecologica Sangro s.r.l. senza gara;
che, pertanto, Di Zio Rodolfo e Di Zio ferdinando Ettore ffi'evano interesse a sostituire il
La l>forgia con persona disposta a fare i propri interessi, anzich quelli della collettivit;
che Di Zio Rodolfo e Di Zio Ferdinando Ettore erano, altres, interessati ad ottenere la
modificazione della Legge regionale 45/2007, la quale, ponendo quale condizioni per la
costruzione di un inceneritore in Abruzzo il raggiungimento della soglia di almeno il 40%
di raccolta differenziata, rendeva impossibile la realizzazione del piano delittuoso di cui
al capo e);
che Di Zio Rodolfo e Di Zio Ferdinando Ettore erano interessati ad ottenere
l'affidamento diretto dell'appalto di cui al capo e) in violazione dei principi dell'evidenza
pubb lica e, pi in generale, a perpetuare le concessioni concernenti lo smaltimenro dei
RSU in Abruzzo senza gara pubblica;
attuavano il seguente scambio corruttiva:
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Di Zio Rodolfo e Di Zio Ferdinando Ettore
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versavano (tramite Di Zio Rodolfo, materialmente) al/'On. Di Stefano una somma d(':.\
denaro contante, di importo non accertala e non dichiarato; in Pescara, il 16 febbraio \;
2009
versavano, tramite la Deco S.p.A., su espressa richiesta rivolta dali 'On. Fabrizio Di
Stefano a Di Zio Rodolfo, 10.000,00 euro infavore del candidato a sindaco per Pescara
Luigi Albore Mascia (terzo estraneo all'accordo corruttiva, legato al/'On. Di Stefano da
comunanza di appartenenza a gruppo politico), senza neppure una espressa richiesta del
candidato medesimo; in Pescara, vromessa del 26 maggio 2009. versamento conclusivo
del 24 giugno 2009, data del bonifico disposto in base alle indicazioni ricevute;
versavano, su espressa richiesta rivolta a Di Zio Rodolfo dall'On. Fabrizio Di Stefano,
20. ODO, 00 euro (10. ODO, 00 euro con bonifico addebitato alla societ Deco s.p.A. e euro
10.000,00 euro con bonijco addebitato alla Ecologica Sangro S.p.A., ed accreditati in
Napoli, rispettivamente, il 29 maggio ed il 3 giugno 2009) al candidato al parlamento
Europeo Crescenzio Rivellini, che ne girava 5. ODO, 00 al Di Stefano con proprio assegno,
che quest'ultimo negoziava in Chieti il 4 giugno 2009; promessa del 25 maggio 2005 in
Pescara. versamenti conclusivi In Lanciano e Pescara del 26 e 28 maggio 2009, in base
alle indicazioni ricevute;
concedevano al movimento politico PDL (Di Zio Ferdinando Ettore agendo in qualit di
amministrato re della Area sas), a richiesta del/'On. Fabrizio Di Stefano, la
proroga della locazione (fermando l'azione di sfratto per finita locazione, gi awiata) di
un appartamento in Piazza della Rinascita in Pescara, sul quale avevano gi stipulato
nuovo contratto di affirto per un prezzo annuo suveriore, rispetto a quello concordato con
PDL, di circa 23.000,00 euro (con corrispondente rinunzia a tale profitto) e rinunziavano

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taciwmente alla integrale riscossione del canone annuo (nel corso dell 'anno 2009 p DL
versava ad Area sas soltanto 7.544,48 euro afronte del 13.600,0 dovuti; soltanto in data
19.2.20 lO era eseguilO ulteriore versamento. di euro ~. 038, 01., nOn esaustivo); in Pescara.
.
nel settembre 2009, .
_ versavano a Sospiri Lorenzo, su indicazione di Di Stefano Fabrizio, euro 10.000,00, quale
finanziamento per le elezioni regionali del dicembre 2008, ripromettendosi aiuto a
conservare lo posizione di partner privato. ciell.a. partecipata comunale Ecoemme S.p.A.,
non pi conforme alla normativa sull'evidenza pubblica; in Spoltore il 28 ottobre 2008.
data del bonifico (accreditato in Pescara) in base alle indicazioni ricevute
_ promettevano al predetto parlamentare (che, in tal modo, consolidava lo propria posizione
di potere e p restigio personale nell 'ambito del partito) futuro aiuto economico ed
elettorale, da specificarsi volta per volta (come accaduto per i. candidati Sospiri
Lorenzo, Albore Moscia e Rivellini), per s ed i candidati a lui legati; in Svaltare,
Pescara. tra l'ottobre 2008 e nel maggio 2009;
L '011. Fabrizio Di Stefano
(prometteva di usare ed) usava lo sua influenza di parlamentare, cas agendo per
il perseguimento di una scapo illecito, per indurre (e di fatto inducendo.) l'assessore
all'Ambiente della regione Abruzzo Daniela Stati (che dichiaratamente agiva in
ottemperanza ad un ardine ricevuto e per saddisfare un capriccio), a proporre e
sostenere l'illegittima cammissariamenta del detta Consorzio Comprensoriale di
Lanciano
(cammissariamento per il quale mancava, can tutta evidenza, ogni
condizione; per essere stata can'liocata l'assemblea per il rinnovo delle cariche statutarie il
22 settembre 2009), cas da esautorare il La Margia ed impedirgli la discussiane dei punti
all'ordine del giorno. sulla tariffa e sull'impianto di bio-campastaggia, avvero fare in
mado che quella discussione avvenisse (come di fatto accadeva, nella riuniane convocata
il lO ottabre 2009 dal sindaco di Lanciano. su parere dell'avvocatura regia naie, imposto
dali '011. Di Stefano) can un presidente sfiduciato; atto evidentemente contrario ai doveri
- -- llrUjftc7oar'i-"lparzlalit ehuon 'andamentq della pubblica amministrazione, in quanto
ispirato esclusivamente dalla volont di esaudire i 'desiderata' del privato finanziatore a
proprio illecito profitto e di esautorare un amm inistratore scomodo;
quindi, promuoveva le condizioni (esercitando pressioni sull 'avvocatura
regionale, che gli rilasciava parere di comodo) perch fosse possibile lo convocazione
dell 'assemblea da parte di socio. di minoranza, . con un ordine del giorno oppartunamente
madificato nell 'interesse dei Di Zio;
si impegnava ad esercitare, ed esercitava, apportune pressioni sull'assessore
all'ambiente della regione Abruzzo Daniela Stati, ponendo Rodolfa Di Zio in rapporto
privilegiato can il detto assessore, per la modifica della legge 45/2007 (modifica ovviata
can lo delibera 2 novembre 2009), affinch si dessero le condizioni normative per
realizzare un inceneritore di rifiuti in Abruzzo; condizioni normative che '011. Di Stefano
sapeva essere attese dai Di Zia, poich era stato loro. promessa l'affidamento. senza gara
pubblica dell 'appalto per la costruzione e gestione del! 'inceneritore medesimo;
prametteva l'uso strumentale dei propri poteri e della propria funzione affinch i
Di Zio potessero canservare monopolio. nella gestione degli RSU in Abruzzo, senza
esperimento di gara pubblica.

Nei luoghi e nelle date indicati

VENTURONI LANFRANCO, (Ton credi Paolo - giudica /o separatam en /e)


g) in o rdine al reato p. e p. dagli artt. 110, 319-321 c.p. perch Venturoni Lanfranco nella
qualit di presidente della Team Ambiente S.p.A. di cui al capo a) e, dal dicembre 2008, anche di
consigliere ed assessore della regione Abruzzo; agendo anche in unione e concorso in
particolare, in occasione della ricezione del finanziamento elettorale detto al punto 11. 2 che
segue) con /'011. Paolo Tancredi (senatore della Repubblica); Di Zio Rodolfo, Di Zio
Ferdinando Ettore, nelle loro su esposTe qualit ed imputazioni di interesse, attuavano il
seguente scambio corruttiva:
Di Zio Rodolfo E Di Zio Ferdinando Ettore
1) promettevano
Lanfranco Venturoni ed all'On. Paolo Tancredi finanziamenti
(finanziamenti da individuarsi negli importi e nei destinatari di volta in volta stabiliti, a
seconda dell 'occasione e del bisogno, cosi come detto sub 2) in denaro e risorse
economiche al/o schieramento politico (P DL) cui appartenevano il Venturoni e l 'On.
Tancredi, i quali consolidavano, in al modo, la propria posizione di potere e prestigio
pe rsonale ali 'interno del partito; in luogo non individuato. nel novembre 2008 e nel maggio
2009
2) corrispondevano, su richiesta di Lanfranco Venturoni e dell '011. Paolo Tancredi, il
contributo elettorale di euro 20.000,00 (che la societ Deco S.p.A. erogava sul conto !.
corrente Monte dei Paschi di Siena A g. 84 - Roma, secondo le indicazioni ricevute); t.
fi nanziamento che aveva quale espressa ' (.'na non dichiarata) causale la p romessa di
attribuzione di un appalto senza gara (per la costruzione dell 'inceneritore di cui al capo e);
in Pescara il 28 maggio 2009 data del bonifico;
3) promettevano a Lanfranco Venturoni una quota dei profitti dell 'affare concernente
l'affidamento diretto e senza gara per la costruzione e gestione di un inceneritore in
Abruzzo; in Pescara. nel novembre 2008 e nei primi mesi del 2009;
4) versavano, tramiTe Di Zio Rodolfo, in pi occasioni, a Venturoni Lanfranco denaro
contante per importi non accertati; in luogo 110n accertato. tra il gennaio 2007 ed il
dicembre 2008,
5) corrispondevano a Venturoni Lanfranco l'utilit consistente nella possibilit di olienere
assunzioni lavorative, per s O per esponenti del medesimo partito; promessa specificatasi
nell'assunzione di Di Pasquale Antonio; in Pescara il 7 ottobre 2008 e nell 'aprile 2009
(proroga dell'assunzione)
Venturoni Lanfranco, in corrispettivo delle utilit ricevute,
- compiva gli aiti contrari ai doveri di ufficio descritti nei capi che precedono da a) ad e);
- prometteva il suo voto di consigliere regionale e la spendita della sua influenza di
assessore regionale per pilotare l'aggiudicazione dell 'appalto in questione al gruppo Di
Zio.
- intratteneva, a tal fine, una serie di incontri con esponenti della Ecodeco s.r.l.;
promuoveva inconTri Tra Di Zio Rodolfo e l '011. Paolo Tancredi in almeno due occasioni (il
giorno in cui l'assessore StaTi avviava il progeTto di modifica della legge regionale ed
immediatamente prima della decisiva deliberazione di indirizzo 2 novembre 2009) , affinch

L'011. Tancredi assumesse su di s l'impegna all 'artribuzione a Di Zio, senza gara,


dell'appalto per la costruzione dell'inceneritore;
_ intratteneva relazioni con l '011. Filippo Piccone, a sua volta interessato alla costruzione
di un inceneritore, affinch taLe parlamentare, con la sua azione, non intralciasse il progetto
delittuoso che lo Legava ai Di Zio;
_ esercitava una indebita azione di pressione, con abuso della qualit e dei poteri di
assessore alla sanit e di consigliere della regione Abruzzo, affinch potessero de terminarsi
le condizioni normative (con la indotta modificazione della Legge regionale 45/2007) per la
costruzione in Abruzzo di un inceneritore (vicenda nella quaLe veniva coinvoLto il senatore
Di Stefano, come sopra descritto, per il suo riconosciuto ascendente politico sull'assessore
all 'ambiente Daniela Stati);
_ prometteva di agire, con abuso della qualit e dei poteri di assessore alla sanit e di
consigliere della regione Abruzzo, affinch l'appaLto per la costruzione e gestione potesse
essere affidato ad impresa del gruppo di Di Zio Rodolfo in modo predeterminato e senza
gara, coinvolgendo in tale vicenda il senatore Paolo Tancredi, affinch, con spe ndita del
suo ruolo di parlame11lare abruzzese, egli garantisse verso la EcoDeco SpA tale
assegnazione, mrviando il predetto senatore ad incontri personali con l'amministratore
delegato di Ecodeco Sr.l.; ed affinch imponesse le soluzioni volute presso i membri del
\
consiglio regionale) ;
,a
.~\ Paolo Tancredi, in corrispettivo delle utilit ricevute,
~
_ prometteva la spendita della sua influenza di parlamentare per pilotare l'aggiudicazione
dell'appalto in questione al gruppo Di Zio; incontrava, a tal fine, tra Di Zio Rodolfo in
almeno due occasioni (il 24 agosto 2009, giorno in cui l'assessore Stati avviava il progetto
di modifica della legge regionale ed il 26 ottobre 2009, immediatamente prima della
decisiva deliberazione di indirizzo 2 novembre 2009);
_ acconsentiva a farsi garante verso la Ecodeco S r.l. di tale aggiudicazione, aL fine di
. _.proJJ1.UQJ!J!XL iLpgrteJ:lIP'ialo_ Jra .Di Di Zio ed Ecodeco, funzionale alla costruzione
dell'inceneritore, partenariato cui Di Zio erafortemente interessato;
_ intratteneva incontro con 1'011. Filippo Piccone, a sua volta interessato alla costruzione
di un inceneritore, affinch tale parlamentare, con la sua azione, non intralciasse il progetto
delittuoso che lo legava ai Di Zio;
_' esercitava una indebita azione di pressione, con abuso della qualit e dei poteri di
parlamentare, . affinch . potessero determinarsi le condizioni normative (con la indolla
modificazione della legge regionale 45/2007) per la costruzione in Abruzzo di un
inceneritore (vicenda nella quale veniva coinvolto, come sopra descritto, anche il senatore
Di Stefano, per il suo riconosciuto ascendente politico sull'assessore ali 'ambiente Daniela
Stati). Nei luoghi e nelle date indicati
contestazioni conseguenti alla responsabilit delle persone giuridiche per fati costituenti
reato
DECO S.P.A.
h) violazione degli arll. 5, 6, 25 D. L.vo 231 dell '8 giugno 2001 e succo modi/, per avere la
societ ottenuto indebito vantaggio dalla commissione dei reati di corruzione contestati nei capi
j) e g), grazie alle quali la Deco manteneva una posizione di monopolio nella gestione dei rifiuti

il1 Abruzzo; ovvero garantiva le condizioni affinch tale monopolio potesse perpetuarsi anche in
futuro (acquisendo promessa di attribuzione di appalti pubblici senza gara) ed evitava che si
avviasse processo per la revisione delle tariffe o che si avesse concorrenza di impianti di
smaltimento gestiti da terzi; reati commessi da persona (Di Zio Rodolfo) avente compiti di
rappresel1tanza della societ, in mancanza dell'adozione di modelli di organizzazione e vigilanza
idonei a prevenire reati della specie di quello per cui si procede. In Spoltore per il 28 ottobre
2008 (per il versamento di euro 10.000 ti Sospiri), in Pescara il 28 maggio 2009 (per il
versamento di euro 10.000,00 a Rivellini), i/1 Pescara il 28 maggio 2009 (per il versamento di
euro 20.000,00 al PDL nazionale); in Pescara il 24 giugno 2009 (per il versamento ad Albore
Mascia)

MOTrV AZIONE

All ' esito della complessa istruttoria che ha impegnato il Tribunale Penale Collegiale nella
trattazione del procedimento ( 288 16/ 13 RG a cui riunito il n 513/14 RG) , appare oppoliuno
trattare distintamente ciascun capo d'imputazione.

Capo A)

La fatti specie, consta secondo l' accusa, di cinque punti, dettagliatamente descritti nel capo
d'imputazione, ipotizzandosi in sostanza plurime condotte di illecita appropriazione di l"isorse
pubblicisti che, convergenti in una complessiva condotta distrattiva ascritta agli imputati, ai
quali sarebbe imputabile un articolato meccanismo volto allo svuotamento di risorse della
societ a capitale misto TEAM Teramo Ambiente ed a vantaggio di societ privata, Deco Spa,
facente capo ai Di Zio, finalizzato allo scopo di avocare a quest'ultima l'affidamento
dell' appalto per la costruzione e gestione di impi anto di bioessiccazione.
Occorre a questo punto prima di esaminare i fatti sussunti nella contestazione, premettere alcuni
cenni sulla figura del reato di che trattasi.
In breve si rammenta che il peculato un delitto che si configura quando "il pubblico uffciale o

l'incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o senlizio il possesso o
comunque la disponibilit di danaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria" so stanziandosi
dunque nell'appropriazione illecita di denaro pubblico. Tattasi pacificamente di reato proprio in
quanto il peculato trovante spazio negli artI. 3 14 e 316 cp, secondo la pi aggiomata formulazione
richi ede, quale soggetto attivo, oltre al pubblico uffi ciale, anche l'incmicato di un pubblico servizio,
la

CUI

nozione

fornita

nel

successIvI

artI.

357

358

c.p.

Va rammentato che nel tempo , assorbendo i rilievi maturati in giurisprudenza e le istanze di

ammodernamento della materia, la di sciplina del peculato ha subito rilevanti modifiche ri spetto
all'originaria formulazione, ad opera innanz itutto dell a l. n. 86/ 1990 ("Modifich e in tema di delitti

dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione") che, in par1icolare, ha: eliminato la
modalit di strattiva della realizzazione della condotta, rendendo punibil e so lo l'appropri azione del
denaro o di altre cose mobili altrui ; abrogato l'at1. 3 15 c.p. con il consequenziale assorb imento della

"malversazione a danno di privati" nella sfera di rilevanza di cui all'art. 3 14 c. p. , nonch normato
autonomamente il "peculato d'uso ". Successivamente, la disciplina del delitto di peculato stata
modificata dalla l. n. 97/2 001 e dall'ati. I della l. n. 190/2012 che ha elevato la pena edittale da
quattro a dieci anni (origi nariamente, la pena minima era di tre atUli).
Ebbene, nella specie, i comporiamenti descritti nel capo a) non sono in alcun modo sovrapponibili
ali 'indicato paradigma normativo, in quanto i fatti richiamati nei punti evidenziati dal PM risul tano
estranei all 'apprensione di ' denaro di un ente pubb li co' da parte del ' pubblico uffi ciale'; sempre
laddove si vogli a dare per certa la natura pubb li ca della TEAM e di pubbli co ufficial e

del

Venturoni , probl ema quest' ultimo che si aff-onter pi innanzi.


E' assorbente rilevare che non co incide con quello che tipizza l'oggetto di apprensione del reato di
peculato , n l'acqui sto di quote n l'eventuale illecito affidamento di progetto, n beni immob ili .
Lo stesso a dirsi per gli svariati aspetti di segnalata illiceit descritti nei vari punti in cui si
compendi a l' imputazione di peculato.
Egualmente si impone l'esame dei fatti compendiati nel capo d ' imputazione, anche per la esigenzatenuto conto dei poteri di qualificazione giuridica degli stessi spettante al gi udicante ( 'da mihi
factum, dabo ti bi iu s')-di verificare l'eventuale configurabi lit del diverso reato dell ' abuso in atti
d'ufficio (salva anche la verifi ca dell a quali t di pubbl ico ufficiale presup posta dall 'i mputazione).

Ora vi da dire che la ricostruzione della vicenda fattua le che alla base dell a contestazione sub a)
ri sulta agevole alla stregua dell a istruttoria orale, qual integrata dall e risu ltanze documentale.

2.

L'accusa, attraverso in parti co lare il resoconto dell ' Ispettore Pavone, ma anche degli altri testi del
Pm, ricostruisce il ruolo della Deco (i nteragendo con la Team ) dell ' ambi to dell a vicenda del
bioess iccatore, evidenziando come questa assumeva nel tempo aspetti sempre pi sospetti.

L' Ispettore ha spi egato come le indagini ebbero inizio quando gi la TeA m aveva ottenuto
l'autorizzazione per la costruzione del progetto di bioessiccazione e come dall e stesse emergeva (
ved in parti colare il rinvenim ento di email ) un sostanziale coinvo lgimento del la societ Deco nel
medesi mo progetto senza che il cointeressamento di questa, espresso anche per il tramite dell a
societ Entzorga, fosse giustificato da un formale incarico o ragioni di carattere ' ufficiale';
cointeressamento espresso in pal1i co lare dall a cooperazione tra gli ingegneri Polisini e Sabati ni.

Inoltre emergeva l'ano malia, oltre che di questo co in vo lgimento dell a Deco, anche dello stesso
abbandono del ' progetto di scissione' attraverso il quale in un primo momento la Team Teramo
Ambientc si era orientata per affontare il tema della bioessiccazione.

Pri ma di esaminare la signifi cativit di queste 'anoma lie' sul piano delle co ntestazioni dell ' accusa
opportuno richi amare la vicenda nei punti fo ndamentali del suo svil uppo dal punto di vista fa ttuale,
sviluppo indicato esso stesso come del tutto anoma lo nell a licostruzione dell 'accusa.

Ed all ora, va rammentato che ( la ri costruz ione trova fondamento nella docum entazione in atti ed
stata comunque oggetto di co mpiuto ri ep il ogo da pal1e sia dei testi de ll a Pg che da parte del
Co nsu lente del Pm dott DI Torio ):

il 2/1 0/06 la Team Teramo Ambiente

chiedeva l' autori zzazione regiona le per il progetto dei

bioessiccazione co n prod uzione CDR;

il 12 luglio 2007 nasceva la Tecnogyl con capita le di 30.000 euro versato da partc dei Di Zio;

Il 19 lugli o 2007 (Di Zio Rodolfo ammini stratore um co del la Tecnogyl srl ) con verbale di
assemblea straordi naria viene cambiata la denomi nazione di Tecnogyl in Team Tec srl ;

sempre il 19 lugl io 2007 la Team Spa acq uI sisce il 60% delle quote dell a societ neocostituita
versa ndo all a Deco 30.000 euro;

Il successivo 20 luglio, nell 'ambito della Conferenza di Servizi il Venturoni preannun ciava che la
gestione dell ' impi anto di bioessiccazione sarebbe stata data ad una societ partecipata da tutti gli
enti territoriali asserviti all'i mpi anto;

il 4 settembre il Cda Team Amb iente spa prendeva atto della costituzione di Tem Tec srl e dava
incarico al Cmdmell a ed al Faggiano per curare gli aspetti relativi ad eventuali modifiche statutarie
ed altro; era deliberato l' acquisto di terreno in contrada Terrabianca per l'importo di 1.100.000 euro

il 17 ottobre il Cda Team Ambiente dava mandato al Venturoni per l'acqui sto del terreno

Il 24 ottobre 2007 il Venturoni

chi edeva all a Regione che in base a quanto stabilito nella

conferenza di servizi l' autorizzazione in corso di approvazione fosse rilasciata a Team Tec;

il due novembre 2007 il Venhlroni- co me Presidente di Team Teramo Ambiente-acq ui stava 16


ettari di terreni ( nb preliminare in data 20/1/06)

il 6/1 1/2007 il Venhlroni in rappresentanza della TeAm chi edeva che il provvedimento di
autori zzazione fosse ri lasciato a Team Tec

Il 15/1 2/2007 il Consiglio di Team tec approvava l'aumento di capitale sociale

Jl 19/12/2007 la Team Tec srl SI trasformava in spa aumentando il capital e sociale da 50.000 a
150.000 euro

11 7/3/2008 Team Tec ribadi va alla Regione a chi va ril asciata l' autori zzazione con la preci sazione
dell'avvenuta trasformazione da Srl in Spa

Il 27 marzo 2008 la Regione Abruzzo rilasciava le autori zzazioni per l'impi anto di bioessiccazione
in capo a Team Tec su tre delle p3liicell e di terreno oggetto dell ' acqui sto di cui sopra (parI. n 24
345 1 fg 78).

Nel Cda del 12/5/2008 il Venturoni rappresentava l' oppOliunit di procedere ad un aumento del
capitale della Team Tec mediante conferimenti dei soci

IL 24 ottobre 2008 il cda di Team Teramo Ambiente deliberava il conferimento dei telTeni facenti
parte di quelli acqu istati da Team spa preannunziando il conferi mento da palie del socio privato
Oeco Spa del progetto del costruendo impianto del TMB gi approvato dalla regione con il rilascio
dell ' Autorizzazione integrata Ambientale

Nell o stesso giorno l' assemb lea straordinaria di Team Tec Spa deliberava un aumento del cap itale
sco iale fino ad euro 2.000.000,00 medi ante con ferimenti in natura: Team Ambi ente conferiva i
terreni suddetti e precedentemente acquistati ; la Deco conferi va il progetto della Team Ambi ente
Spa, impegnandosi per il residuo a versare a conguaglio euro 442.000 a ri chi esta dell 'organo
ammini strativo ( Vi da preci sare che il preced ente 18 ottobre era depositata peri zia gi urata
determinante in euro 6 12.000 il valore di mercato dei terreni oggetto di conferimento e che il 14
ottobre era ripassata scrittura privata tra Team Ambi ente Spa -rappresentata dal Venturoni e Oeco
spa rappresentata da Di Zio Ferdinando Ettore in cui si conveniva

che il valore del progetto

compl eto, prelim inare e defin itivo era riconosciuto di esclusiva propri et Oeco e che per ' le spese
sostenute' da Team Ambi ente Spa, e Oeco Spa versasse un corrispettivo di euro 76.073 ,37 oltre
lva .

.5

Il 16 marzo 2009 la Team Tec Spa facendo riferimento all 'art 7 dello Statuto deliberava di affidare
l' incarico di tutta la fase di progettazione alla Deco in qualit di socio (come prestazioni accessorie
del socio)

Nell ' ambito di queste vicende la pubblica accusa ricostrui sce e ravvisa comportamenti illeciti e
sospetti anche relativamente all e fasi del cd. progetto di scissione: infatti l' originario piano di
scissione ideato per filiare una struttura senza nuovi impegni finanziari per i soci con previsione di
secondo socio privato ( o ltre Slia) viene abbandonato nel tempo dalla Team Teramo Amb iente.

In sostanza, il progetto di SCISSIOne trattato nella sed uta del cda del 7/3/2007, vel11va di fatto
abbandonato tanto che il previsto cda del 30/312007 non si teneva, ed a partire dal cda del 12 apri le
non se ne faceva pi menzione. Ed anzi, dopo che il Sindaco di Teramo ( Chiodi) ed il Consiglio
Comunale di Teramo in data 19 aprile esam inavano il progetto di scissione, lo stesso Chi odi nella
success iva seduta del cda ( a cu i partecipava come consigliere) in data 8 maggio ril evava la
mancanza di fondi quale circostanza ostativa al progetto di scissione, e nel success ivo cda del
giugno 2007, in sede di ulteriore

30

Cda della Team il Venturoni parlava espli citamente della

necessit di dare nuove f01111e societarie al progetto.

In sostanza, seco ndo la ricostruzione accusatoria, l'abbandono del

progetto di SCIssIone

costituirebbe un ri sco ntro del piano crimino so che si anda va via via profilando ed attuando nella
vicenda del bioess iccatore.

Ora vi da dire, per quanto riguarda i rilevati aspetti di illiceit, partendo proprio dal progetto di
scissione, che all a luce dell e ri sultanze istruttorie, la costruzione accusatoria non del tlltto
condivisibile.

Infatti , il teste Chiodi , Sindaco del Comune di Teramo all ' epoca dei fatti, sentito come teste(
udienza del 20 apri le 20 15 ), dopo aver parlato del fatto che la rea li zzazione del biocssiccatore

rispondeva ad una previsione di plano, che non doveva essere realizzato in regime di pri vativa,
riferisce: ... La Team ... societ partecipata dal Comune ... ritenne di trovare lo convenienza in

termini societari ... il Comune ... che poi ne sosteneva i costi allraverso la tariffll ..si pens a un
progetto di scissione p erch .... non avrebbe dovuto sopportare degli esborsi, trattandosi di un
procedimento di scissione che .fi:tce va si che il capitale originario della Team maggiorato delle
riserve accumulate costituisse per quota parte, quota capitale sociale della societ scissa ( dir pi
avanti 'l'attivit di bioessiccazione, appunto p erch non destinataria di privative o di vantaggi da
un punto di vista pubblico, era comunque un 'allivil a rischio economico ... se uno calibrava ... per
la lavorazione di un volume elevato di rifiuti e se poi questi rifiuti non fossero arrivali il conto
economico sarebbe andato in perdita.Allora questa operazione di scissione era per mantenere
comunque indenne lo Te.Am . .) due(urono le ragioni per cui il processo di scissione nonfil portato
avanti, una fil la sopravvenuta notifica da parte dell 'Agenzia delle Entrate di un debito erariale
per circa 3 milioni di euro che intervenne nelle more ... questa mazzata ... negli anni antecedenti la
mia carica, la Te.am si era avvalsa di una norma agevolatrice . Questo aveva determinato degli
utili netti maggiori ... si cre questo rischio finanziario enorme per la Te.A m ... con una operazione
di scissione che avrebbe comportato la riduzione del capitale della Te.Am .. .parte ... aflribuita alla
societ scissa ... Secondo aspetlo .. ./a societ Stia, all'epoca il soggello .. . di riferimento era il dol/.
Gavioli mi comunic che la Slia non aveva pi interesse

Cl

che si(osse portato avanti il progetto di

scissione ... 'noi non abbiamo pi interesse ... a finanziare .. ./ 'op erazione' ... era un 'operazione da 14
milioni di euro la realizzazione del bioessiccatore, quindi c'era bisogno o di garanzie qfJnch un
prestito .fosse ottenuto ... o di capitale sociale ... c' un verbale nel quale io feci presente che non
c'erano pi le condizioni.fnanziarie per portare avanti l'operazione ...

Sulla scissione so no stati in partico lare sentiti anche i teste Qual1a e Crocetti.

Il primo, membro del Consigli o di Ammini strazione dell a Te.Am.conferma in sostanza quell e che
furono le ragioni di carattere eco nomi co che ind ussero in un primo momento la Te.Am ad un

progetto di SCIssione con ri ferimento ai vantaggi che la societ avrebbe potuto consegui re; il
progetto sarebbe sfumato di li a pochi mes i, venendo prospettato che la TeAm aveva diffico lt per
cui la stessa non appariva in grado di reali zzare il progetto e che il progetto era stato a quel punto
reali zzato dal gruppo Di Zio.

Sull a SCISSione si sofferma anche il Crocetti ( ud 20 gennaio 2 105) , il quale ha diversamente


evidenziato la posizione assunta dal medesimo quale membro del consiglio di anunini strazione di
Team Teramo Ambiente, di decisa co ntrariet al progetto di scissione che a suo parare,

avrebbe

portato ad un ind ebo limento dell 'azienda.

Passando ad un inq uadramento pi generale dell a vicenda, vi da dire che il quadro accusatorio

SI

fonda sul ruolo del Di Zio ( Rodolfo )nel panorama dell a gestione dei rifi uti nel ten'itorio dell a
Regione.

Riferisce l' Ispettore Pavonf.

11 Di Zio Rodoi/ allraverso le sue societ, le miriadi di societ che gestiva aveva il monopolio
sulla filiera e sullo smaltimento dei rifiuti. 11 Di Zio Rodolfo ovvero la Deco rappresentata, quindi
era la Deco che inserita per se stessa e per il tramite di altre societ dove la Deco partecipava
quindi gestiva questa attivit su tutto il territorio abruzzese. Faccio riferimento particolare a che in
quel periodo la Deco gestiva il Gruppo Deco, peraltro una controllata di una Holding fmiliare
la Rem s.p.a. che gestita sempre dal nucleofcul1iliare dei Di Zio, percentuale di Di Zio Rodolfo,
Di Zio Ferninando e Di Zio .... e le altre quote residuali

sono in capo alle mogli. Il Di Zio

all'epoca gestiva, aveva il controllo delle principali discariche qui in Abruzzo, all'epoca erano
qual/ro .... . quindi Cerratina al/raverso la Ecologica Sangro, sempre una partecipata Deco che la
pi grande discarica d'Abruzzo, all'epoca c'era anche Collecese, tuttora, per oggi chiuso, gestita
questa dalla Deco, gestiva la discarica di Teramo allraverso la societ, per il tramite della societ

Soggese S.p.a. e infine direllamente la discarica di Casoni, Notaresco, chiedo scusa Avvocato,
No taresco ....

Il Pavon e ol tre a precisare il dom in io del gruppo Di Zio sull e qu attro di scariche abruzzesi di
Coll ecese, Cerratina, Casoni e Notaresco, ha anche chiarito che il Venturo ni era all 'epoca dei fatti
Presidente dell a Team ( ci dal 2005 ) e che sarebbe stato nomin ato consigli ere regio nale nell e
elezioni tenutesi a d icembre 2008.
Il teste d ' accusa stato senti to anche sull a natura e la composizione dell a Team .
P.M.: ...... Qual e qual era l'oggetto di questa societ, d i che cosa s i occupava? Teste: L'oggello

era quello di gestire tulli i servizi municipali del Comune di Teramo, tra cui c'era e rientrava tra
queste fasi anche quello della gestione dei servizi, la gestione che !ICI, afferiva all'attivit dello
smaltimento, del raccolto e smaltimento dei rifiuti in tulle le sue jtsi, quindi anche... costituita
aUraverso il Comune di Teramo nella misura 48,5 per cento e poi un 'altra societ Le
Montagn eTeramane Ambiente s.p.a. Ex COI'SU che del 2 p er cento, l'amministrazione provinciale
di Teramo dello 0,5 per cento ed una societ privata cile era all'epoca la Slia che poi si
trasformata in Enertec ..

Vi da dire che sia il Pavo ne che l'Ispettore Nonni ri percorro no altres le vicende relative al
progetto dell a bioessiccazione. Ta l' altro il teste Nonni du rante il controesame ( ud 22/4/20 14 ) ha
precisato che il Di Zio

risul tava g i

autori zzato -da consili atura precedente- a rea li zzare un

bioessiccatore in contrada Cason i d i Ch ieti ; e che anche in questo caso non vi era stata l' indiz ione
di gara. Inutil e risulta ripercorrere le tappe fattuali gi riferite nell a ricostruzione storica delle
vicende inerenti il primo capo d' im putazio ne.

Ebbene, la verifica dell' impianto accusatorio va confronta ta anche in relazione al prob lema della
qua li ficab ili t del Presi dente di Team Teramo Amb iente q uale pubbli co Ufficiale.

Si ramm enta a llora anzitutto che la societ T eam nasceva quale societ per azioni a capitale misto
costituita per finalit di gestione dei servizi pubbli ci municipali nei limiti consentiti dalla
legislazione.
L'a.t 22 dell a legge 8/6/90 142, richiamato nell 'atto costitutivo Team Ambiente ( articolo che
veni va sostituito dagli art 11 2 e 11 3 T u Enti Locali) prevedeva quanto segue

..................................... Servizi pubblici locali.


I. I comuni e le province, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono all a gestione dei
servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attivit rivolte a realizz3Ie fini
sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunit locali .

2. I servizi riservati in via esclusiva a i comuni e a lle province sono stab iliti dalla legge.
3. l comuni e le province possono gestire i servizi pubblici nelle seguenti fo rme:
a) in economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio non SIa
opportuno costituire una istituzione o una azienda;
b) in concessione a terzi, quando sussistano ragio ni tecniche, economiche e di opportunit socia le;
c) a mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di pi serviz i di rilevanza econom ica ed
imprendi toriale;
cl) a 111ezzo di istituzione, per l'esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale;
e) a mezzo di societ per azioni o a responsabilit limi tata a preva lente capitale pubblico locale
costituite o partecipate dall'ente titolare del pubblico serviz io, qualora sia opportun a in relazione
all a natura o all'ambito territoriale del servizio la partecipazione di pi soggetti pubblici o pri vati.

Si pu dire che sul problema della pubblica fun zio ne correlata ad una societ partecipata la
Cassazione ha avuto modo di soffermarsi sostenendo che nell a formula zione dell 'art. 358 c. p. , il
legislatore ha pri vil egiato il criterio funzionale secondo cui " incaricato di pubblico servizio ch i in
concreto lo esercita, indipendentemente anche da qualsiasi rapporto di impiego con un determinato
ente pubblico", ritenendo, di conseguenza, che "i l serviz io pubb lico ha natura fun zio nal e ed
oggettiva, nel senso che tale quello che rea li zzi direttamente finalit pubbliche. (

Con la

precisazione che nell'ambito delle attiv it pubbli cisti che, la qualifica cii incaricato di pubb lico
servIzIO

spetta

soltanto

coloro

che

svolgono

compiti

di

rango

intenne

dio tra le pubbli che f.1l1zio ni e le mansioni di ordine o materiali : ta li compiti SI identificano in
attivit in senso lato intellettive, rim anendo escluse quelle meramente esecuti ve, per Ic quali il

-1 O

contributo che da esse n cava

la reali zzazione dell e fin alit pubbli cisti che pu essere

indifferentemente fornito con altri rim edi strumentali , sostituti vi della prestazione perso nal e).
Pertanto, la natura prettamente pri vati sti ca dell a societ non esclude la possi bilit di confi gurare la
qu alifica di pubbli co uffi cial e o di incari cato di pubbli co servizio ai soggetti inseriti nell a struttura
organi zzati va e lavo rativa.
Tale qualifi ca confennata anche laddove l'ente, persegua finalit pubbli che, pur con gli strumenti
pri vatisti ci pro pri delle societ per azioni (Co rte di Cassazione, Sez. VI, sentenza 7 maggio 2004, n.

37102).
In sostanza il principio evincibil e sarebbe quell o per il quale (per la suss istenza dell a qualifi ca di
pubblico ufficiale bi sogna avere riguardo non al rapporto di dipendenza del soggetto dall a pubbli ca
amministrazione, bens ai caratteri propri dell ' atti vit esercitata, relati vamente alla quale elevono
essere presI in considerazione i singo li momenti in cui questa si attua, con riferimento a un
" contributo d etermin a nte dell ' a gente alla rormllJ:ione e manifestazione della volont della
pnbblica amministrazione e a ll' esistenza di poteri autoritativi e certificati" (cfr. anche
Cassazione, sezione V, sentenza 12 april e - 23 ottobre 201 3 n. 43363). Ovviamente, occorre

valutare in maniera approfondita i termini della ft/tl ispecie concreta per evitare impropri elo errati
effetti estensivi delle conclusioni rappresentate, soprattutto quando si faccia riferimento alle
societ

pubbliche

che

gestiscono

servizi

pubblici

Il1ft/tli: mel/tre l'il/dividllaziol/ e delle Pllbbliche fill/ ziol/i legislativa e gillrisdiziollale

locali.
1/01/

Illogo a problemi, pi delicata la vallltaziol/e dei criteri che, il/ cOl/creto, perm ettol/o di
idemiticare la pllbblicaflllziol/e ammil/istrativa.
Appare opportuno richi amare la sentenza dell a, sezionc VI 20 novembre 20 14, n. 48036 secondo
cui i soggetti inseriti nell a struttura organizzati va e lavorativa di una societ per azioni possono
essere co nsiderati pubblici uffic iali o incari cati di pubb lico servizio, qu ando l'atti vit dell a societ
medesim a sia di scipli nata eia una normati va pubb licistica e persegua fi nali t pubbli che, pur se con

gli strumenti pri vatistici. Le societ in house hanno della societ solo la forma esteriore ma
costituiscono in r ealt delle articolazioni della pubblica amministrazione da cui promanano e
non dei soggett i giuridi ci ad essa esterni e da essa autonomi . Ne consegue che gli organi di tali
societ, assoggettati a vi nco li gerarchi ci facenti capo alla pubbli ca ammini strazione, neppure
possono essere considerati , a differenza di quanto accade per gli ammini stratori delle altre societ a
partecipazione pubbli ca, come investiti di un mero munus pri vato, inerente ad un rapporto di natura
negoziale instaurato con la medesi ma societ. Gli organ i dell e societ in house sono preposti ad un a
struttura cOll'ispond ente ad un ' arti co lazione interna all a stessa pubbli ca ammini strazione, sicch
da ritenersi che essi siano personalmente a questa legati da un vero e proprio rapporto di servizio,
non altrimenti di quel che accade per i dirigenti preposti ai servizi erogati direttamente dall'ente
pubblico.

Un punto d'3!l'ivo veramente signi ficat ivo dell a giurisprudenza sull a problematica esaminata dato
dall a sentenza

208 18. 13 che affronta il prob lema

dell a natura giuridica delle societ

anche

facendo un ex ursus dell a normati va di riferimento. Si ripOliano i punti sali enti.

Sul piano legislativo deve premettersi che l'art. 22 della L. 8.06.90 n. 142, recante l'ordinamento
delle autonomie locali, prevedeva che comuni e provincie, nell 'ambito delle ri5p eltive competenze,
provvedessero alla gestione dei servizi pubblici aventi ad oggetto la realizzazione difini sociali e la
promozione dello sviluppo economico e civile delle comunit locali (c. i), mediante varie .forme
giuridiche (in economia, in concessione a terzi, a mezzo di azienda speciale, di istituzione o di
societ per azioni a prevalente capitale pubblico, c. 3).
Il d./gs. 18.08. 00 n. 267 (emanato in/orza della delega conferila dall 'art. 3i della I. 3.08.99 n.

265), reamte il testo unico delle leggi sull 'ordinamento degli enti locali, nella sua originaria

/ormulazione, ribad che questi ultimi avrebbero dovuto provvedere alla gestione dei servizi
pubblici di interesse delle comunit locali nelle stesseforme gi individuate dali 'art. 22 della legge

n. 142 (arll. 112- 113). A breve dislanza di lempo, lul/avia, l'impostazione del d.lgs.

Il.

267 del 2000

fil rivista dali 'art. 35 della I. 28.12.01 n. 448 nell 'a mbilo del patto di stabilil inlerno per gli enti
pubblici (previslo dal capo terzo dellilolo lerzo della legge).

Tale art. 35 modific detto ari. 113 ed introdusse l'ari. 113 bis, dislinguendo la gestione delle reti
ed erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza industriale (arI. 113) dalla gestione dei servici
pubblici locali privi di rilevanza induslriale (ari. 113 bis).

Deve richial1larsi, ai fini della presente controversia, la formulazione dell'art. /13 adottala in tale
occasione, la quale, solto la rubrica Gestione delle l'eli ed erogatone dei servici pubblici locali di
rilevanza industriale, prevedeva che la gestiol/e delle reti, degli impianti e delle altre dotaziol/i
patrimol/iali degli el/ti locali, ove separata dall'attivit di erogaziol/e dei servizi, dovesse essere
effettuata dagli el/ti locali, al/che iII forma associata, mediaI/te a) "soggetti allo scopo costituiti,
I/ella forli/a di societ di capitali COI/ la partecipaziol/e maggioritaria degli el/t; locali, al/e/le
associati, cui pu essere affidata direttall/ellfe tale attivit", b) "imprese idol/ee, da il/dividuare
mediante procedure ad evidenza pubblica ... " (c. 4). Lo stesso art. 11 3 prevedeva, inoltre, che
l'erogazione del servizio, dovesse avvenire in regime di concorrenza, secondo le apposite discipline
di settore "con conferimento della titolaritiL del servizio a societ di capitali individuate al/raverso
l'espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica" (c. 5). in particolare, era previsto il
divieto di "ognifrma cii differenziazione nel tral/amenlo dei gestori di pubblico servizio in ordine
al regime tributario, nonch alla concessione da chiunque dovuta di conlribuzioni o agevolazioni
per la gestione del servizio" (c. J O).

La Corle d'appello ha accerlalO che le societ odierne ricorrenli sono derivale dali 'A.E.M. (. ..) del
Comune di Torino, la quale, ai sensi dell 'ari. 22 della I. 8.06.90 n. 142 (ordinamento delle
autonomia locali), s i lrasform in A. T s.p.a., a capitale dapprima interamente pubblico e in

l!>

seguito, dopo la quotazione in Borsa, parzialmente privato, pur restando di propriet del Comune
di Torino la maggioranza assoluta delle azioni . ....

La giurisprudenza della Corte di cassazione Ila gi preso in considerazione .... clze ... non pu
identificarsi la societ partecipata

COli

"le imprese industriali degli enti pubblici" ... trattandosi di

societ di natura essenzialmellfe privata nella quale l'amministrazione pubblica esercita il


controllo esclusivamente att/'Ctverso gli strumenti di diritto privato; dovendosi altres escludere, in
mancanza di una disciplina derogatoria rispetto a quella propria dello schema societario, che la
mera partecipazione - pur maggioritaria, ma non totalitaria - da parte dell 'ente pubblico sia
idonea a determinare la natura dell 'organismo attraverso cui la gestione del servizio pubblico
viene affuata (Cass. 24.06.09n. 1484 7, 10.03. 10 n. 5816 e, da ultimo, 13.05.13 n. 11417).

Tale principio posto in dis cussione dalle odierne ricorrenti in quanto, a loro avviso basato su un
presupposto legislativo non pi attuale, quale il riferimento alla norma dell 'art. 23 della legge n.
142 del 1990 che non comprende l'ente societario tra quelli che sono qualificati strumentali degli
enti locali. La norma applicabile ratione temporis alla faltispecie (che riguarda contributi relativi
agli anni 2006 e 2007), injtti, prevederebbe ormai l 'obbligatoriet del ricorso ali 'ente sodetario
(art. 113, c. 4, delt.u. n. 267 del 2000, come modificato dall'art. 35 della I. 28.12.01 n. 448) e
prescinderebbe da ogni pi o meno dichiarato carattere di strumentalit.

L'obiezione infondata. Innanzitutto, wlclle dopo la modifica di detto art. 113 ad opera dell'art.
35 della legge 448, il successivo art. 114, non toccato dalla modifica, continua a 110n prevedere
l'ente societario tra quelli st/'llmentali dell'ente locale. In oltre, il ricorso alla forma societaria
considerato dal nuovo testo dell 'a rt. 113 frutto di una vera e propria scelta economica imposta
all'ente locale, atteso che detta fo rma societaria consentita solo nel caso esista separazione
dell 'erogazione dalla gestione del servizio e solo per la gestione delle reti, degli impianti e delle
altre dotazioni patrimoniali. Si tralta, in altre parole di una vera e propria opzione di caraffere

gestionale, in relazione alla onerosit dell 'attivit, tanto vero che gli enti in questa ipotesi sono
posti dinanzi ali 'alternativa di avvalersi o di soggelli economici costituiti in forma societaria
partecipata dagli enti interessati, oppure di idonee imprese da scegliere attraverso pubblica gara
(c. 4). Dunque, la forma societaria di diritto privato per l'ente locale una modalit di gestione
degli impianti consentita dalla legge e prescelta dall'ente stesso per la duttilit dello strumento
giuridico, in cui il perseguimento dell'obiettivo pubblico caratterizzato dali 'accellazione delle
regole del diritto privato.

Le disposizioni impugnate definiscono il proprio ambito di applicazione nOI/ secondo il titolo


giuridico in base al quale le societ operano, ma in relazione al/'oggetto sociale di queste ultime.
Tali disjJosizioni SOl/O fondate sul/a distin zione tra attivit amministrativa in forma privatistica e
attivit d'impresa di enti pubblici. L'una e l'altra pOSSOI/O essere svolte attraverso societ di
capitali, ma le condiziol/i di svolgimento sono diverse. Nel primo caso vi attivit amministrativa,
di natura fiI/aie o strumel/tale, posta in essere da societ di capitali che operaI/o per COI/to di

II/W

pubblica ammil/istrazione. Nel secondo caso, vi erogazione di servizi rivolta al pubblico


(consumatori o utenti), in regime di concorrenza.

Questi cancelli sono ben presenti nella giurisprudenza costituzionale la quale, soprattutto al fine di
individuare il corretto discrimin e tra la legislazione regionale e quella statuale, considera la
legislazione ora in esame quale .Ii-ullo di disposizioni che mirano a separare la sfera di attivit
amministrativa da quella privata per evitare che un soggeflo , che svolge attivit amministrativa,
eserciti al/o stesso tempo attivit d'impresa. beneficiando dei privilegi dei quali esso pu godere in
quanto pubblica amministrazione. Non , dunque, negata n limitata la libert di iniziativa
economica degli emi territoriali, ma imposto loro di esercilarla distintamente dalle proprie
.Iill1zioni amministrative, rimediando a una frequente commistione, che il legislatore statale ha
reputato distorsiva della concorrenza (Co rte costo 1.08.08 n. 326).

IS

Nulla aggiunge a questa impostazione il richiamo effettuato dalle societ ricorrenti alla dejnizione
di impresa pubblica accolta dal d.lgs. 12.04.06 n. 163, recante il codice dei contraili pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture (attuativo delle direttive 2004117ICE e 20041181CE) per il quale
"imprese pubbliche sono le imprese su cui le amministrazioni agg iudicatoci possono esercitare,
direttamente o indirettamente, un 'influenza dominante o perch ne sono proprietarie, o perch vi
hanno una partecipazione jnanziaria, o in virt delle norme che disciplinano delle imprese ", e
''l '!fluenza dominante presunta quando le amministrazioni aggiudicatriei, direttamente o
indirellamente, riguardo ali 'impresa, alternativamente o cumulativamente: a) detengono la
magg ioranza del capitale sottoscrillo; b) controllano la maggioranza dei voti cui danno diritto le
azioni emesse dali 'impresa; c) hanno il diritto di nominare pi della met dei membri del consiglio
di amministrazione, di direzione o di vigilanza dell 'impresa" (art. 3, c. 28). Il d.lgs. n. 103 del

2006, infCitti, non la fonte dello statuto dell 'impresa pubblica, ma una disposizione che, in
attuazione del del/ato comunitarw, enuclea una nozione convenzionale da adottare nel suo campo
di azione, che quello della disciplina dei contralti delle stazioni appaltanti, degli enti
aggiudicatoli e dei soggetti aggiudicatoli, aventi p er oggel/o l'acquisizione di servizi, prodolli,
lavori ed opere (art. I , c, 1). In questo campo l'attivit di impresa comunque considerata una
proiezione delle potest dei soggetti pubblici (territoriali e non), alleso che, ove consentito, la
scelta di un eventuale socio privato SOI/oposta all'espletamento di procedure di evidenza
pubblica.

Giova pure richiamare il principi o enunziato dall e Sezioni unite con la sentenza 19. 12.09 n. 26806

che - nello statuire che spel/a al giudice ordinario la giurisdizione in ordine ali 'azione di
risarcimento dei danni subili da una societ a partecipazione pubblica per e/Jello di condolle
illecite degli amministratori o dei dipendenti - ha affermato che non configurabile, avuto
riguardo ali 'autonoma p ersonalit giuridica della societ, n un rapporto di servizio tra l 'agente e
l'en te pubblico titolare della partecipazione, n un dann o direttamente arrecato allo Stato o ad

ib

altro enle pubblico, idonei a radicare la giurisdizione della Corle dei conii. Tale principio stato
adottato da tul/a la giurisprudenza successiva delle Sezioni Unite anche in relazione a societ per
azioni a partecipazione pubblica maggiori/aria o totalilaria, anche se sottoposle a penetranti poteri
di controllo dell 'ente pubblico ed anche se la sp.a. gestisce un servizio pubblico essenziale (s. u.
7.07.l1n. 1495 7; s.u. 12.10.JJ n. 20940; 5.07.11 n. 14655).

In questa sede deve essere rimarcato che a dette conclusioni le Sezioni Unite sull 'onda della gi
menzionata sentenza n. 26806 del 2009 sono pervenute proprio sulla base del rilievo - che questo
Collegio ha pi sopra g i affermato - che le disposizioni del codice civile sulle societ per azioni a
partecipazione pubblica

II()II

valgollo a configurare

1/11()

statuto speciale delle stesse e che la

scelta della Pubblica A mministrazione di acquisire partecipazioni il1 societ private implica
l 'assoggettameuto alle regole proprie della forma giuridica prescelta.

N ella specie, appare chi aro che la Team Teramo Ambiente (partecipata nella mi sura del 4 8,5%
dal Comune di Teramo, del 2% dalla societ Le Montag ne Teram ane Amb iente S.p.a . Ex Co rs u
che e nella mi sura dello 0.5 % da societ pri vata che era a ll'epoca la S li a poi trasformata in Eneltec
che, secondo i riferimenti dell ' Ispettore Pavone attualmente stata fatta oggetto di decreto di
sequestro preventivo della Procura Distrett uale di Catanzaro) no n ha natura di ente pubblico con
consegue nte du bbia confi gurabilit di reati postul ante la qualifica di pubblico uffi c iale d el
Venturoni quale Pres idente del C da .

Alla luce della g i esaminata nat ura della Team Ambiente, ri sulta non pert inente il richiamo al menzio nato
art 13 secondo cui le societ a capitale interamente pubblico o mi sto, costituite o pm1ecipate dalle
am min istrazioni pubbliche regiona li e locali per la prodnzione di beni e servizi strumentali all'attivit di
tali ent i in funzione della loro attivit,

con esclusione dci servizi pubblici locali e dei servizi di

committenza o delle centrali di committenza app restati a li vello regiona le a supporto di enti senza scopo di
lucro e di anull inistraz ioni aggiud icatrici di cui all'a rticolo 3, conU11a 25, del codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, scrvizi e fomiture, di cui al decreto legislativo 12 ap rile 2006, n. 163, nonch, nei casi

consentiti dalla legge, per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrati ve di loro competenza,
devono operare con g li enti costituenti o partecipanti o atlida nti, non possono svolgere prestazioni a favore
di altri soggetti pubblici o privati , n in affidamento diretto n con gara, e non possono partecipare ad
altre societ o enti aventi sede nel terri torio nazionale. Le societ che svolgono l'attivit di intermediazione

finanziaria prevista dal testo unico di cui al decreto legis lativo IOsettembre 1993, n. 385, sono esclu se dal
divieto di partecipazione ad altre societ o enti.
Rimane pelianto escluso che l' acquisto delle quote della Tecnogil sia illecito ( per dedotta violazione
dell'ari 13), in presenza di societ occupantesi dello svo lgimento di servizio pubblico locale in un am bito
non sottoposto a privativa ( impianto di recupero rifiuti e non g i smaltimento l secondo il sistema delineato
dalla normat iva vigente. Di tanto avevano contezza gli operatori del settore ( ved dichia razioni C hiodi) e si
trova riscontro nella constatata mndalit di gestione di analoghi impianti esistenti.
G iova rimarcare che al di l dell'abrogazione del Decreto Ronchi, da parte della normativa di cui al Dlgs
152/2002, risulta chiaro al la stregua della fOll1lUlazione dell 'ari 198 Dlgs 151 /2002, richiamante

la

transitoria sopravveni enza del previgente regime di pri vat iva pubblica escl usivamente per la gestione dei
rifiuti urbani e assimil ati avviati allo smaltimento , rimas ta impregiudicata l' esclusione dalla privativa di
cui all'ali 23 I 179/2002 dell 'atti vit di recupero

Senza considerare, come gi' si detto che i profili di ill iceit messi in evidenza dall'accusa e gi esaminati
non reggono alle ri sultatlZe istruttorie potendosi di versamente rilevare che, pur corretta la rico stru zione

fattuale della vicenda, la chiave di lettura dei fatti resa dall' accusa non risulta del tutto condiv isibile.

al Per quanto attiene il progetto di scissione, gi si detto che il teste Chiod i d una chiave di lettura
del tutto plausib ile e ragionevole che trova confoli0 anche nelle dichiarazioni di altri testi .

bl Per quanto attiene il coinvolgimcnto della Deco nel progetto, queste in sint esi le risultanze
istruttorie.

ig

L'ispettore Pa vone riferisce del rinvenimento di emai l da cui si evince che Deco si interessava con
Entzorga ciel progetto di bioess iccazione fin dal 2005.

Allora noi troviamo un primo riferimento sullo studio, sulla progettazione di questo
impianto gi dalla data del 2005, questo di seguito ad una perquisizione che abbiamo.fclllo
presso la Deco Sp.a. Troviamo questa email sempre tra una societ El1zorga e Nico la
Bianco che era un jill1zionario della Deco, su quale email ci sono dei riferimenti alla
costruzione perlomeno di questo impianto di ... ., quindi diciamo che datiamo questo studio
di questa progettazione fin dal 2005. ... . La email parte da Enzorga s.r.l.. .. La Enzorga
s.r.l. una societ che costruisce gli impianti di TMB, questi impianti di trattamento ...
Questo progello che noi acquisiamo sia alla Team Tec che dalla Deco, porta la firma nel
settembre del 2006 dell'ingegnere lv/arco Polisini e dall'ingegnere Riccardo Sabatini
Ora, per vi da lener presente che

il teste Bianco ( ud 2/2/2 015) - l'ingegnere che

all 'epoca lavorava per Deco come assistente dell ' ing. Sabatini- riferi sce di aver seguito nel
2006 la progettazione di un impianto di TMB per Teramo Ambiente, specificando di aver
interloquito sempre con l' ing. Sabatini e non co n Di Zio. Secondo i riferimenti del teste,
Teramo Ambiente mi se a disposizione rilievi topografici , studi geo logici , ecc Il teste parla
anche di 76.000 euro ri mborsati all a Team da Deco; a questa somma si aggiungerebbero in
una fase successiva i 26. 000 euro pagati all ' ing Poli sini. Conferma inoltre il teste che fu
l' ing. Taraschi , profess ioni sta incaricato dal Presidente del Tribunale di Teramo a pen zlare
il costo del valore del progetto.
Ed allora, per quanto debba prendersi atto del materiale interessamento al progetto di
perso nale della Deco prima che la societ avesse un incari co formal e, se si con siderano g li
elementi emergenti dalle di chiarazioni del teste Bianco, il fatto che la Deco- societ che
secondo quanto da questi spccificato era titolare di brevetto in materia- abb ia curato la
redazione del progetto , spicgherebbe il ri conosci mento dell a patcrnit del progetto in capo
ad essa Deco, e il pagamento da parte di Tem T ec della somma di euro 76.073 ,37 a titolo di

i3

mero rimborso dell a spese sostenute da Team Ambi ente Spa, in quanto appun to dall a
deposizione del teste B ian co si evince, al di l del dedotto maggior valore del progetto, che
era stata sempre la Deco a curare lo stesso.
c) Quanto

all a dedotta spro porzione del valore riconosciuto ( agli immobili oggetto di

conferim ento) nella perizia Taraschi, vi da dire che la lamentata sva lutaz ione, pura avall ata
dal ct del Pm dotI. Di lori o, non viene da questi effi cacemente espli cata. Infatti , i rili evi del
dotI. Di lorio appai ono alquanto generi camente riferiti all a mancata considerazione della
parte tecni ca di cui pure si componeva il progetto. Soprattutto, non ri sulta attendi bil e la
comparazione, da ritenersi non omogenea, dell ' intero compl esso immobili are oggetto di
acqu isto da parte dell a Team rispetto all a quota parte

oggetto del conferimento.

Invero,come spi egato dall o stesso ispettore Pavone, la Team aveva acqui stato ben 16 ettari
di terreno mentre le parii cell e interessate dall 'operaz ione che ci occupa sono tre.
Quanto all a fi gura del Taraschi , non va di menti cato che la nomina del perito era effettuata
dal Presidente del Tribunale di Teramo e che in ogni caso le intercettazioni che sul punto
vengono richiamate dali 'accusa - ved co nversaz ione di cui al progressivo 227 Rit 2025 in
cui Di Zio parla di dover remunerare Taraschi sull a quale riferi sce a pag 26 del verbale di
trascri z ione il teste Pavone- non di svelano in modo chi aro ed inequi voco la trama ill ecita
di segnata dall' accusa.

All a stregua dei rili evi di diri tto e di fatto come sin qui esposti viene men nell a sua oggettivit il
profil o di ill egittimit

relativo

all a volturazionc dell 'a utori zzazione dell ' impi anto di

TMB (

bi oessiccatore ), che dall a Team passava a Team Tec senza procedura di gara.
Dunque si pu fonda tamente ritenere che gli elementi di carattere sospetto costituiti dalle email e
dal contenuto dell e intercettazioni (come richia mate dagli ispettori Pavone e Norm i, tra le quali si
pu citare perch embl emati ca la co nversazione registrata il 20 novembre dci 2009, prog. 140 15 rit

i. ;)

99 rich iamata a pag 38 del verbale di traSCIi zione dell a deposizione del Pavo ne in data 22/4/2014,
in cu i il Venturoni si lamenta di aver consegnato in un piatto d'argento, terreno, progetto . .. ) non
sono suffici enti ai fini della confi gurabi lit del reato contestato, pur di svelando le mire
'espansion istiche' di Deco/ Di Zio Rodolfo, che gode dell 'appoggio del Venturoni.
Va dunque pronunciata sentenza di assoluzione per dubb ia sussistenza del reato co ntestato sub a).
Per quanto specifi catamente attiene l' imputato Cardarell a, si impon e formula assolutoria per sua
estraneit ri spetto al concorso nelle vicende di ' pecul ato '.
Detta estraneit sembra in qualch e modo suggerita gi dall a contraddittoriet del capo
d' imputazione, laddove contestata l' arbitrariet della condotta del Venturoni sotto il profilo di
non aver agito di concerto con l'ammini stratore delegato. In ogni caso, come messo in evid enza dal
teste Pavoni , dall e intercettazioni telefoniche emerge una posizione del Card arella non in linea con
quella del Venturoni , per cui l'aver firmato gli assegni versati in co rri spetti vo dell ' acqui sto delle
quote della Tem Tec, non appare bastevole a fondarne la responsabilit apparendo quanto meno
dubbia la colpevo lezza dell 'ammini stratore del egato sotto il profilo dell 'elemento soggettivo . Va
del resto rimarcato che anche il Pm in sede di co nclusioni ha ch iesto l'asso luzione di questo
imputato, ravvisando negli atti l'evidenza dell 'estraneit del Cardarell a rispetto alle condotte
asseritamente di stratti ve liconducibili all'operato del Venturoni.
Lo stesso Pm all 'esito dell ' istruttori a ha chiesto l' assol uzione anche di Di Zio Ferdinando Ettore in
quanto dalle in terl ocuzioni e dalle dichiarazioni testimoniali ' dominus' incontestato dell a vicenda
risu lta il co imputato Di Zio Rodolfo , come stato chi arito in parti co lare dal teste Nonni . Pelt anto ,
anche questo imputato deve essere asso lto per non aver co mm esso il fatto.
Nel ch iudere la trattazione dei fatti di cui al capo a) della rubri ca appare pressoch superfluo
osservare che, nell 'ambito dell a ri costruzione fin qui svo lta, risulta chi aramente di scarso rilievo
approfondire gli ulterioli profili di ill egi ttimit evidenziati nella co ndotta del Venturoni quali l'aver

agi to ( sempre in relazione all 'acqui sto dell e quote dell a Tecnogyl ) senza averne avuto mandato
dal Consigli o di amm ini strazione.

CAPO D
Alla stregua delle considerazioni di diritto di carattere generale sv iluppate in ordine al capo a),
s' impone la va lutazione di insussistenza anche del reato di cui all '31i 323 cp qual contestato al capo
d) dell a rubrica.
Infatti l'abuso come contestato al capo d) richiama i profili di ill egittim it di cui all a co ntestazione
di peculato.
Ora, a prescindere dai dubbi inerenti la dedotta ill egittimit di atti inerenti

la Team Teramo

Ambi ente gi esami nati in relazione al precedente capo d'imputazione, vi da ril evare che qui
viene contestato l'abuso con riferimento a delibera ass unta dalla Team tec Spa, societ di natura
privata, per cui deve escludersi in radice la sussumibilit della delibera in atto di pubbli co ufficiale.
In sostanza, va rimarcata l' inconferenza della contestazione dell a violazione dell a norm ativa
dell'affidamento in house con specifico riferimento all 'indebita applicazione dell 'ali 7 Statuto,
posto che l'atto nel quale viene sussunto l'abuso, secondo il capo d'accusa, sarebbe costitu ito da lla
delibera del 16/3/2009 emessa dall a Team Tec Spa, soggetto su ll a cui natura privatistica non pu
esservi alcun dubbio.

CAPO D Bis

Con la contestazione del reato di cui ali' art 353 co 2 si assume che sarebbe stata turbata gara
d'appalto intervenendo fraudolentemente su l documento contenente l'offerta Proger: nello stesso,
sottosclitto

dall ' ing Lombardi , il prezzo preventivato per conto della Proger sarebbe stato

aumentato, alla stregua di intese intervenute tra il Di Zio Rodolfo, il Venturoni ed il Franceschini,
per poter favorire l' attribuzione a Deco dell ' incarico progettuale del tenno va lorizzatore.
Ebbene, le ri sultanze procedi mentali indicano in modo molto chiaro la insussistenza del reato di
cui all'mi 353 cp.
Questa la ricostruzione dei fatti consentita dalle ri sultanze istruttOti e.
Riferi sce il teste

Marco Lombardi ( udienza 20/ 1120 15 ) di aver lavorato con l'i ngegner

Franceschini per Proger (quale Direttore progettual e) e che nell ' ambito di questa attivit egli seppe
dal Franceschini che vi sarebbe stata un a richiesta di co ll aborare con il gruppo Di Zio nell 'ambito
della reali zzazione di un

impianto di bioessiccazione, nel senso che avrebbero ricevuto una

richiesta di offelia per queste atti vit di servizi di ingegneria. Il teste assume che fu predisposto ed
invi ato alla Deco su indicazione del Franceschini ( 'c' Di Zio che ci ha richi esto di fare un 'offelia
a Temtec') il preventivo del progetto di impianto di bioessiccaz ione- per la sola parte
ingegneli sti<:a- p",r un'offerta pari ad euro 1.684.000 euro. Il teste ha al tres dichiarato di non
ri conoscere la fillna apposta in calce all 'offerta di 753.400 euro che gli stata rammostrata,

111

sostanza corroborando la tesi di un artificioso intervento sull 'offelia Proger.


Su ll' argomento riferi scono anche altri testi.
In particolare:
Il teste Sgambati ( sentito sempre ali' udi enza del 2011 /20 15), ammini stratore delegato della Proger
all 'epoca dei fatti , a sua volta riferi sce che il Franceschini , il quale co llaborava con la societ
Proger, avrebbe appunto pro spettato la proposizione da parte del gruppo Di Zio- che la Proger gi
co nosceva e con cui aveva gi lavorato- di una proposta economi ca.
11 teste Pavone ( sentito sul punto all' udi enza del 14/4/2014 ) spiega che l'offel1a Proger era
destinata ad essere comparata con quell a dei Di Zio. Pertanto la stessa- seppure destin ata alla
Proger- veni va trasmessa alla Deco ( vedo verbali. trasc. pag 31 32 33 in cui si richiamano anche

di verse telefonate intercettate) e, dai riferimenti contenuti in alcune intercettazioni

(ved pag 43

trasc. ed in parti co lare conversazio ne 837 su rit 999 del 2008 ), si desumerebbe il d isegno di
incidere sul preventi vo Proger, tanto che

a fronte di una proposta

realmente pred isposta dal

Lombard i per e uro 1.692 102, l' offelta di cui al docum ento sequestrato risulter invece di euro
1.757.400.
Ebbene, all a stregua di q ueste ri sultanze emerge una duplice osservazio ne.
I) Anzitutto, la contestazione non del tutto in linea con i fatti accertati ,

111

quanto

nell ' imputazione si parl a di un ' offerta concordata da parte di Di Zio/Proger, mentre le
ri sultanze investi gati ve deporrebbero per una fal sifi cazione dell'offerta ovvero per una
sostituzione che ha liguardato propriamente il documento contenente l'offelta Proger.
2)

In ogni caso non ravvisabil e un a condotta sussumibile nell a ipotes i cui all 'alt 353 cp. A
questo pro posi to va tenuto presente che la turbativa degli incanti pacificamente si co nfi gura in
presenza d i lesione alla libera concorrenza che si pu indifferentemente espli care sia durante lo
svolgimento della gara sia al di fuori dell a stessa, poich ci che assume rili evo il so lo fatto
che il comportamento po sto in essere provochi les ione del principio di libera concorrenza che
deve impro ntare la gara pubb li ca( si pensi al caso

111

CUl alcuni co nco rrenti concordano il

ribasso d' asta da indicare nell e relative offelte): tra le altre Cass 18 161 del 5/4/20 12. In ogni
caso presupposto necessari o l' indiz ione di una pubblica gara ( o procedura assimil ata ). Cfr

Sentenza n. 32237 del 13/03/2014 : ' II reato di turbata libelt degli incanti confi gurabil e solo
quando l'individuazione del contraente avviene al l'esito di una gara, anche infom1ale e atipica,
con la conseguenza che, se l'ammin istrazione, dopo aver avviato un procedimento di gara, si
orienta formalm ente per la conclusione di un accordo sostitutivo de l provvedim ento finale
(previsto dall a n0l111ativa di settore e confol111e ai principi generali in tema di proced imento
ammini strati vo), l'attivit vo lta all a preparazione ed all a conclusio ne di tale accordo non integra
g li estremi dell a fa tti specie di cui all'art. 353 cod. peno (In moti vaz io ne, la CO lte ha precisato

che eventuali ill egi ttimit ri scontrabili nel percorso negozial e intrapreso - pur ril evanti sul
pi ano amministrativo, tanto da poter in va lidare l'accordo stipulato - non sono idonee ad
integrare gli estremi del reato in questione. Nel caso che ci occupa non vi stata alcuna gara,
posto che, come comprovato anche dal contenuto della delibera della quale si di scute, SI
richi amava il preventivo della Proger quale ri sultanza di una mera ricerca di mercato.
Del resto siamo nell 'ambito di attribuzioni di incari chi di sposti da parte di una societ pri vata!

Capo E)

L' esame di imputazion e per istigazione all a cOtTuzione contestata ai Di Z io ed al Venturon i


es ige alcune premesse in punto di diritto.
La di sposizione nonnati va rel ativa alla corruzione detta 'Chiunque offre o promette denaro
od altra utilit non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incari cato di un pubblico servizio
per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri , soggiace, qualora l'offerta o la promessa
non sia accettata, alla pena stabilita nel primo conuna dell 'art. 3 18, ridotta di un terzo.
Se l'offel1a o la promessa fatta per indulTe un pubblico ufficial e o un incaricato di un
pubblico servizio a omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, ovvero a fare un atto
contrario
accettata,

31

SUOI do veri , il co lpevole soggiace, qualora l'offerta o la promessa non S13


alla

pena

stabilita

nell'art.

319,

ridotta

di

un

terzo.

La pena di cui al primo comm a si appli ca al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico


servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilit pcr l'esercizio dell e sue
fun zion i

dei

SLiO I

poteri

La pena di cui al secondo comm a si appli ca al pubblico uffi ciale o al l'i ncaricato di un
pubbli co servizio che soll ecita una promessa o dazione di denaro ad altra utilit da un
privato per le fin alit indi cate dall'art. 3 19.

Nell a specie la contestazione riguarda la condotta attraverso la quale si cercava di attuare la


seconda parte del piano criminoso volto a monopolizzare il sistema di raccolta dei rifiuti in
ambito regional e, con riferimento all a realizzazione di inceneritore. La logica ri sulterebbe
abbastanza chi ara in quanto il CDR, che il prodotto final e della bioessiccazione, ha come
vocazione l' alimentazione degli inceneritori .
In sostanza, secondo l' accusa, l'attuazione di questa seconda parte del piano sarebbe
passata prima di tutto attraverso una mirata ricerca di partenariato, che cadde sull a Ecodeco
di Milano, leader nel settore dello smaltimento e trattamento dei rifiuti , in possesso del
brevetti e del know how necessari. La Ecodeco era proprietaria del brevetto per il
bioessiccatore tanto da essere in causa con la Entsorga e con la DECO per l'acceliamento
della propriet industriale, come pacificamente emerge dall ' istruttori a.
Su quest'ultimo argomento si sofferm a il Teste Minetti ( udienza 20 gennaio) il quale
riferisce della attivit di concorrenza slea le che sarebbe stata posta in essere dalla DECO,
parla di travaso di know how da ll a sua ditta ( Entsorga appunto )che aveva un brevetto per la
realizzazione di un impianto di bioessiccazione ( nb pag 83). Il teste
rappOlii co l Vercese e quindi conferma che ad un celio punto

parl a anche dei

la Deco faceva fOl1l1ale

richiesta di una parte del Know now, che a suo dire lui rifiut in qu anto loro erano ab ituati

al sistenlU 'chiavi in ll1ano'.


In ogni caso, anche a leggere le di chi araz ioni sul punto del Vercesi ( il Vercesi-secondo
quanto spiegato anche dall ' Ispettore Pavone era factot um -procacciatore dell a EcoDeco )
rese all ' udienza del 20/4/20 15 (ved in parti colarc pagg 26 27), si evince che il Venturoni si
in terponeva interloquendo con la Ecodeco. Vi tuttavia da osservare che le insistenze
ricevute da palie del Venturoni, secondo i riferimenti di questo teste, sembrerebbero essere
vo ltc pi che altro a caldeggiare un 'offerta pi bassa. Dai riferim enti del tcste infatti si
evince che la prospettazione che venne fatta fu che se Ecodeco avesse ced uto il know how
avrebbe in seguito avuto accesso anche al progetto di costruzione dell ' inceneritore.

2 6

Seco ndo la ricostruzione dell 'accusa, qual esplicata dall ' Ispettore Pavone, in realt il Di Zio
(per Deco ) con l' appoggio del Venturoni cercava di imporre all a Eco Deco la cessione del
Know how promettendole in cambio di farla entrare in un secondo tempo nell ' affare del
tennovalorizzatore. Secondo l' Ispettore molto chiaro sarebbe il co nten uto della email del 7
luglio 2008 ( insieme ad altre emai l prodotta nel faldone n l del Pubblico Mini stero,
allegato 6 e allegato sub 9 degli

atti del T ribunal e) mandata al Vercesi da cui si

evidenz ierebbe l'i ntendimento del Di Zio di costruire un inceneritore.


E'stato evidenziato dall'accusa (ved pag 69 dell a trascrizione relativa alla deposizione del
Pavone) che in occasione di perquisizione a carico di De Luca Giordano ven iva trovato un
documento da cui si evinceva la spartizione di quote ( pag 72 ); le in vestigazioni davano
anche ri scontro della ricerca del sito in cui al locare l'inceneritore (pag 74 ).
Il Pavone si anche soffermato su ll e intercettazioni che disvelerebbero questo piano ed in
particol are l' intento del Di Zio di reali zzare il progetto dell ' inceneritore senza gara. Ved in
palti colare telefonata in data Il maggio 2009, di cui al progress ivo 3290 sul R.it 175/2009,
co in vo lgente lo stesso ammin istratore delegato della Ecodeco che chiede al suo tecnico

Vercesi, ( secondo i richiami dell ' Ispettore )che ricordo che lui il

r~jrente

p er l'Abruzzo,

quindi lui che ha i colloqui con Venturoni e Di Zio, in cui Sparacino Michele rivolgendosi
al /lercesi: "lo credo che chiunque vogliafll'e untermovalorizzatore di rifiuti urbani debba
./re una gara pubblica, non che possiamo andare l a dire lojccio io. Allora mi chiedevo
in che termini ci chiedon o il nostro interesse ad un'iniziativa del genere? Mi spiegili meglio

che cosa vuoi dire se siamo interessati?"


Rammenta ancora l' ispettore Pavone la ri sposta di Vercesi "Ecco, loro dicono che sarebbe,

come dire, possibile da parte loro esaminare una proposta che venisse appunto da sogge fli
qualificati, magari in regime di proposta di proj ect finan cing". (P.M.: E Spadacino) :
Spadacino riferisce ancora non contento della risposta: "Ma bisogna sempre fll'e la gara,
non che possiamo fa re... ". Quindi a quanto punto il Vercesifinisce la conversazione e d

2. "1

una sua versione dei falli: "Diciamo che ci possono essere anche forme, ad esempio che
l'Amministrazione pubblica diciamo rediga un progetto ed una gara ad hoc per questa cosa
qui. In linea di pr7cljJio vedrebbero bene una proposta da soggetli diciamo autorevoli",
autorevoli quali erano loro, ovvero Ecodeco.
In sostanza dalle dichiaraz ioni ripo tiate dall o stesso ispettore emerge che lo Spadacino ( il
legale ra ppresentante di Ecodeco ) aveva bene chi aro la diffico lt che un progetto del genere
potesse essere affidato senza gara.
Dirimenti a far luce sull a questio ne le dichi arazio ni testimoni aii di Michel e Spadaci no ( ud
2/12), ovvero co lui che proveni va dalla societ in cui poi confluita Ecodeco, che vantava
un sistema innovativo nell' incenerimento di rifiuti con un brevetto per la bioess iccazione:

Ecodeco era interessata .. il Venturoni ... Assessore ... alla Sanit .. ,presente anche ... Di Zio ci
fil tutta una discussion.e ... sulla possibilit di avviare una iniziativa

comune per la

relaizzazione di un impianto per la lermovalorizzazione, cio un forno di sl71altil7lento di


rifiuti urbani, attraverso combustione e recupero di energia ...
In prati ca vi fu anz itutto l'offerta di reali zzare un impianto per la produzione di C DR che
sarebbe nato in Teramo

ma anche per l'esercizio degli impi anti d i CDR, che era la

tecno logia co llateral e a quella dell a bioessiccazio ne. [n sostanza il CDR era il know how
specifi co di Eco Deco; la termovalolizzazione (forni di incenerimento) non ri entrava invece
nell a tecnologia Eco Deco.
Sul tipo di collabo razio ne che si prospett il teste alquanto genen co, anche se POt
rammenta che a suo tempo rifer che si sarebbe parlato dell a costituzione di un ' AT I. Dice
anche che si parl del probl ema dell a scarsa att uazione di raccolta differenziata; fu detto
che ci poteva essere l' interessamento da parte della politica regionale per modi fi care la
legge. G li viene contestato ( pag 19) che a suo tempo avrebbe l'i ferito che gli intcrlocutori
dava no la sicurezza di poter eludere il sistema di evidenza pubbli ca. A qu esto punto il teste
dice di non ri cord are, ma poi conferma la ci rcostanza ( ved pag 20 22 23 ). Eg li comunque la

va lut subi to come un ' iniziati va assolutamente co mplicata visto che si doveva cambiare una
norma. Il teste riferi sce altres di una proposta alternativa di Eco Deco che si basava sull o
sfruttamento della centrale elettri ca di Gissi ; proposta poco onerosa alla qual e Chiodi non
avrebbe manifestato grande interesse. Precisa anche che ci furono vari incontri e che lui
chi ar che poteva fa re un 'offerta per la bioesssiccazione e Cdr so lo chi avi in mano . Non ci
fu alcun segui to. E'importante sottolineare che il teste riferisce di aver valutato la mancanza
di seriet dell'offet1a, che si desumeva dall e proposte del Di Z io, necessi tanti il superamento
di una legge.

Ed ancora, stando all e dichiarazioni di Vercesi Anton io (rese all'udienza del 20/4120 15), Ecodeco
avrebbe ri cevuto proposta di uno scambio di informazioni tecniche, di ipotesi di lavoro mirate
all 'utilizzo di una tecnologia specifi ca di Eco Deco, relativa a un impi anto di produzione del CDR
che avrebbe dovuto realizzare Di Z io, e poi relativamente ad un impi anto di tennovalori zzazione.
Peraltro la ipotesi del tennovalori zzatore sembrava non preconibi le in quanto il monte abitanti
dell a Pro vincia di Teramo non poteva giustificarlo
In ogni caso, a domanda del Pm il teste non ha confennato la circostanza che il Venturoni ebbe a
caldeggiare la pal1ecipazione di Ecodeco alla costruzione di un inceneritore entrando in affari con
Di Zio; anzi ha asserito che il Venturoni avrebbe detto di stare attenti al Di Z io! Nel corso ulteriore
dell a deposizio ne, anche a seguito dell e contestazioni del Pm , le dichiarazioni del teste sono nel
senso che il Venturoni avesse ri ch iesto di abbassare il prezzo.

Appare chiaro che da parte cii questo teste, che tra l' altro ha anche asserito che era la Deco
attraverso di Z io a fare una proposta societari a

nell ' amb ito della quale 'loro' ( cio Deco )

avrebbero avuto il co ntrollo imprenditoriale ( proposta che avrebbe appun to creato molte perplessit
all a Eco Deco ) non via sia stata conferma dell a ipotcsi accusatoria.

Reputa il tribunal e che la fattispecie appare dubbi amente provata anche all a stregua delle stesse
intercettazion i telefoniche che non sembrano dare il quadro certo di un ' ipotes i corruttiva.

Ci in relazione anzitutto ai termini concreti dell ' approccio e del modo di interloquire tra il Di Z io
ed il V ercesi , da c ui sembra piuttosto che il Di Z io proponga accordi societari all a co ntroparte, che
peraltro a sua vo lta abbozzava dell e controproposte ( ved necessit prospettata di dare tutto il
sistema chiavi in mano) . Peraltro, in tale situazione, il Venturoni neppure ri sulterebbe- dal teno re di
alcune conversazio ni - all ineato sull e medesime posizioni del Di Zio .

Vedasi vo I Il dell a peli zia di trascriz io ne pag 85 e sego In particolarc a pag 91 /92. Vercesi : noi
andremo ad offrire le cose che riteniamo opportuno ... che il gruppo Ecodeco tende a proporre pag

92

Vedasi ancora pag 122 del vo lum e II. Il Di Z io parl a a Vercesi in modo alquanto esplicito .. . io non
ho p i

i ntere~s i

conferenza

a fa re chiacchiere ... i soci pri vati non ce ne saranno altri .... .. stamattina ci sta la

(nb telefonata del 5 agosto 2009) .. . Ia discarica no stra ... il teI1l10 . .. come

SI

chiama .. 1'impianto di trattamento nostro ... c' ho da lavorarci sopra perch io sto cercando di
accentrare pi rifiuti possibili ... siccome un impianto pri vato .. . di recupero .. . il CD R me lo
gestisco io dove voglio .. . Ia politica pu fare hltto ( la insistenza chi ara ma si comprende anche
che il Di Zio percepi sca l' affare co me una questione di carattere pri vato nell a cui gestio ne possono
ri sultare preziosi g li appoggi po liti ci ).

A pag 15 1 si riportano le interl ocuzioni intercettate in ambi entale sempre tra Venturoni e Di Zio; si
parla dunque di

central e a gas; Antonio Vercesi d dell e spiegazio ni tecni che/; a pag 159 po i

Verces i parla di G issi, e Di Z io parl a di C itt Sant' Angelo.

'O

Pag 85 volume 9 nell e interlocuzioni ( a giugno 2009 ) tra Vercesi, Sparacino, Di Zio si parla di
accordi vari. All e pag 95 96 in cui si parla di piano regional e, di percentual e di raccolta
differenziata e Di Zio dice che la Regione avrebbe abbassato la percentuale.

Pag 143 sempre volume 9 (parl ano Vercesi e Spadacino ).Vercesi sottolinea di aver detto a Di Zio
che loro posso no quotare l'impi anto chiavi in mano e quello ancora a insistere di volere una parte
. .. atteggiamento valutato strano da Spadacino.

Volume 7 pag 142. Parlando con Ettore Paolo, Di Zio Rodolfo di ce che Ecodeco aveva chi esto il
5 1% ( tel del 6/2/09).

Dunque, non

vi co incidenza tra la condotta contestata ed i fattie mergenti dall 'istruttoria e

neppure ri spond enza degli stessi al paradigma con"utti vo. (All ' uopo non soccorrendo in parti co lare
le telefonate ri chi amate alle pag 46/47/52/626 1/62/64 della deposizione Pavo ne in pati. tel di cui al
rit 566 2009 progressivo 224).

CAPI FG

Le contestazioni attengono all e co ntribuzioni elettora li ( finanziamenti) che i Di Zio avrebbero


offerto ai politi ci, all e pressioni che in cambio sarebbero state esercitate dal senatore Di Stefano ( la
contestaz ione d i cui al capo f all o stato riguarda solo detto imputato) in particolare indiri zzate nei
confronti dell ' Assessore all ' Ambi ente dell a Regione Abruzzo Dani ela Stati vuoi per csautorare il
Presid ente del Consorzio Co mprenso riale di Lanciano, Ri ccardo La Morgia, vuoi per ottenere con
legge regionale le co ndi zioni normative che

consenti ssero la costruzione in Abruzzo di un

inceneritore, al fi ne di attuare i ' desiderata' del pri vato fi nanziatore a cui si doveva garanti re (
senza gara) l'affare dell'inceneritore, con raffo rzamento del monopo li o dell a fami gli a di Zio nell a
gestione dei rifi uti in Abruzzo .

.5{

Ebbene, anali zzando le imputaz io ni , emerge la generi cit dell a contestazione laddove si f
rifetimento a non m eglio sp ecifi cate promesse
Venturoni (ed il Tancredi)

di fin anz iam enti

da parte de i Di Z io

verso il

fin a liz zate a rafforzare la loro posiz io ne d i potere e d i presti gio e

laddove si parl a di dazio ni di denaro in contanti per impOtti non m eglio accettati .

Nella parte in cui l'add ebito dell a promessa o offerta corrutti va rimane de l tutto generi co - ved o
capo F con esclusivo riferimento all a contestazione dei fatti che sarebbero avvenuti il 16/2/2009
no nch all a pro messa fatta al parl am entare Di Stefano di futuro aiuto econom ico ed e lettora le da
specifi carsi vo lta per volta, nonch capo G punti I e 4) - l' accusa deve ritenersi inco nsistente,
anche p erch l'i ncertezza dell a contestazione neppure stata colmata ne l corso del dibattimento da
chiarifi cazioni istruttorie.

Peraltro, la imputazione anche per le rimanenti contestazio ni rimasta sfornita di prova , dovendosi
osservare quanto segue.

Il versam ento di somm e

a tito lo d i fin anz iam enti po litici provenienti d ai Di Z io ovvero da ll e

relative societ ra ppresenta un dato incontestabil e ed oggetto di risco ntro anche testimoni a le. T ra
l'altro il teste De Feli ce ha riferito di essere stato - sempre in rel azione a l periodo di ti ferim ento incmi cato d al senatore Di Stefano di recarsi dall a segretari a di Di Z io Rodolfo a ti ti rare dei m oduli (
evidentem ente ine re nti le contribuz io ni elettorali ). Ed ancora, il teste Di Francesco ha conferm ato
che la p o liti ca del gruppo D i Z io e ra quell a d i da re contributi a i partiti d i d iverso ori entamento
pol itico .

L' Ispettore Pavo ne, s u dom anda de ll 'avvocato Nisi , ha precisato che g li accertamenti svo lti
pOttavano ad escludere che vi furo no erogazioni in favore del cand idato Lanfranco Venturon i da
patte del Gruppo Deco ( Ecologica Sangro e Deco ).

3 2

Confenna qu esta circostanza anche il teste Nonni in sede di controesame, il quale tra l'altro, su
chi arimenti so ll ecitati sempre dall a difesa conferma l' accertato versamento di euro 20.000 effettuato
il 28 maggio in favo re del candidato Tancredi , versamento proveni ente da conto cOlTente del
gruppo politico nazionale.

Ed ancora, il teste Di Felice ha precisato che l'onorevo le Di Stefano ri cevette dal di Zio un
fin anziamento pari a 20.000; in ogni caso il PD avrebbe ricevuto 70.000 euro di finanziamenti da
parte Di Zio, che avrebbe fin anziato il centro destra nell a misura di 40.000 euro.

Va rim arcato che lo stesso teste Pavone mette in evidenza la presenza ( ved pag 108 trascri z ione) di
telefonate dall e quali si evidenziava che per Di Zio era fo ndamentale il rapporto con la poli tica ; il
che spiega le moltep li ci erogazioni liberali non limitate ad un unico partito o schieramento pol itico.

Peraltro, la stessa consul ente del Pm dott.ssa Sansonetti ha ricostrui to tutti i versamenti eseguiti nel
peri odo 2007/ 2009 in favore dei partiti da pm1e di Deco/ Di Zio per un imp0l10 co mplessivo di
oltre 63 1.000 euro . La dott.ssa Sansonetti ha defini tivamente chi arito che tutte le contri buzioni
elettorali proveni enti dalle societ facenti capo all a fa mi glia Di Zio risul tavano oggetto di regolare
dichi arazione fi nali zzata all o sgrav io fi scale.

In effetti , dal compl essivo quadro delle ri sultanze istruttori e, non emerge la prova di versamenti
'irregolari ', n di contribuzioni elettorali che risul tino con ragionevo le ceretezza bcontropartita di
accordi di natura corrutti va.

Le telefonate ri chi amate non offrono una prova tranquillante in tali sensi non consentendo di
stab ilire un nesso eziologico di natu ra certa tra le richieste ri volte all a politi ca e i fina nziamenti
ottenuti , non pro mananti da un ' unica fon te, tanto pi se si consideri che, comc vcdremo pi avanti,
le richi este volte al commi ssari amcnto del La Morgia trovavano anche dci fondamenti concrcti. A

patte la considerazione che i toni delle telefonate richiamate dall 'accusa non sono tali da indi care in
modo certo tale nesso. Si consid eri ad esempio la telefonata del 12/ 12/2008 di Di Zio Rodolfo con il
Sindaco di Mazzagrogna dove il primo, dopo aver ricevuto una richi esta di finan ziamento

gl i

chi ede per cortesia se pu fare un colpo di telefono al Sindaco di Lanciano sulle problematiche
relative al Consorzio segnalando che il consorzio era scaduto ( /10/1 ce la facciamo pi stiamo

ricevendo delibere .. . che /1on sono giuste in quanto quel consiglio nO/1 c' pi).

In proposito va anche preci sato come le stesse telefonate richiamate dal teste Pavone attinenti le
erogazioni effettuate dal Di Z io( ved verbale trascri zione pag 99 e seg in patto prog 1915 rit
951 pag 100 101 102 103-)

non

hanno valenza probatoria dell a sussistenza di un nesso

corruttivo con l' operato politico del beneficiari o. Non appare del resto qui dirimente quanto
emergerebbe

(Nb pag 106 della trascrizione depo sizione Pavoni ) sul cambiamento di

atteggiamento del Cordoma, che dopo l'erogaz ione liberale cambia appunto posIzIone

111

relazione ai fatt i che lui stesso aveva denunciato, coi nvolgenti la societ Ecoemme, anch 'essa
facente capo a Di Zio, trattandosi di un aspetto che non interessa direttam ente questo
procedimento.

Quanto

all a questione dell ' assunzione di Di Pasquale Al1tonio, genero del segretario del

Sindaco di Teramo, si ril eva che l' assunzione

ri sulta caldeggiata al Di Z io dal Venturoni.

Nell'occasione della raccomandaz ione fatta telefonicamente, tra i due uomini vi cenno anche
all a conoscenza dell ' assessore Stati da patte del Di Zio, che l' altro definisce ' una brava
ragazza'. Dopo l' assunzione al Di Zio an-iver il ringraziamento del Gambacorta( segretario di
Chiodi) per aver sistemato il genero. Si dunque nell 'ambito di scambio di favo ri che vedo no
anche il co in vo lgimento di ulteriori persone a cui nu lla risulta co ntestato , per cui ancora una
volta appare diffici le stabi lire il co ll egamento diretto del paradi gma cOITutti vo delineato nel
capo d ' imputaz ione.

G iova ulteri orm ente precisare che

l' istruttori a ha dato quanto meno in parte conferma all e

deduz ioni difensive relati ve all e somme asseritamente impi egate per il pagamento di spese di
cam pagna elettorale. Vedo d ichi arazioni Di Fel ice circa la dazione dell a somma di 2400 euro al
candidato Ri vellini utilizzata per il pagamento di fa ttura, sul pagamento di svari ate cene che
furo no organizzate nel periodo di campagna elettoral e, di cui alcune direttamente pagate dal Di
Stefano. Tali asserti sono stati integrati dalle produzioni documentali , costituiti tra le altre dall a
ri cevuta d i e uro 2.400 ril asciata dal ristorante Drago nara ed altra ril asciata dal ristorante Parco
dell e Rose per 1390 euro.

Le risultanze dunque sono tali da non suffragare idoneamente l'accusa.

Tra l'altro, a seguito dei chi ari menti, soll ecitati dall e d ifese, offerti in dibattim ento dal
Consul ente del Pm dott .ssa Sansonetti , si ril evata l'erroneit di di versi rili evi contenuti nella
relazione della stessa. Si infatti ricostruito il reddi to compless ivo del Venturoni, in relazione al
quale il ct aveva omesso d i consi derare gli emolumenti inerenti la carica rivestita nell a Team,
ed ino ltre, in relazione ai movim enti sui conti del Di Zio ( ovvero dei familiari ), che erano
apparsi sospetti, si rilevata la concomitanza d i atti gi ustifi cat ivi dell 'entrata delle somme di
che trattasi.

G iova ulteri ormente precisare la mancanza di ril evanza dell e circostanze relative all a vicend a
dell a

locazione

dell ' imm obile

In

Piazza

Rinascita

di

Pescara.

Quanto all e dichiarazio ni testimoniai i su l punto raccolte vi da d ire in particolare che il teste
Dragonetti co nferm a di aver intennedi ato la locazio ne di appartamento tra Di Zio Fern ando
Ettore e l' isti tuto assicurativo d i c ui era agente, che per po i non aveva seguito, per cui nello
stesso rimaneva Forza ltali a.

Il teste Nonni in co ntroesame ribad isce che lo sfratto no n fu eseguito. Riferi sce ino ltre su domanda
dell 'avv Di Giro lamo su una telefonata tra D i Zio Ferdinando e Dragonett i dove si fa riferim ento al

35

fatto che D ragonett i si tirerebbe indi etro sulla contrattazione . Il teste parla per di dopp io gioco
del Di Zio Fernando il qual e in altre telefonate fa ceva ri ferimento a proroghe da accord are al PDL.
In particolare il giorno prima del Cda del consorz io comprensoriale di Lanciano, Rodolfo Di Z io
chi ede a Ferd inando di non avviare lo sf'atto (ci il 29 settembre 2009).
In ogni caso

leggendo le pag 11 4 11 5 della deposizione Pavo ne alqu anto pal1i colareggiata sul

punto ed all a luce dell a docum entazio ne prodotta da ll a difesa si evince che l' azione di sfratto
veni va intrapresa e che comunque Forza Itali a pro vvedeva al pagamento dei canoni .
In sostanza la costru zione accusatoria relati va all o scambio cOITutti vo non provata.

La mancanza di confi gurabilit del paradigma cOITutti vo, va ev idenziata anche con riferimento alla
ricostruzione, qual consenti ta dalla svo lta istruttoria, dell a vicenda 'La Morgia ' e dell e pressioni
che sarebbero state esercitate al fine di ottenere la mod ifi ca dell a legge regionale sui rifiuti - con
l'abbassamento delle percentu ali dci rifiuti condi zionanti la reali zzazione d i inceneritore.

Vi da d ire che l'assessore Daniela Stati ha testi moniato di aver effettivamente conosci uto il D i
Z io perch presentatol e dall ' ono revo le Di Stefano ed ha anche parlato di richi este del parlamentare
vo lte in qualche modo a soll eci tare la modifica dell e condi zioni per la rea li zzazione di inceneritore,
assumendo tuttavia di aver affidato la questione ai tecn ici e precisando anche che il programma
Chi odi prevedeva proprio la modifica della legge regionale sul punto. La Stati ha anche precisato di
aver avuto come referente il Gerardin i, il quale a sua volta

le co muni cava che aveva avuto

indicazioni sull a mod ifica dell a legge regionale.


Vi da dire che le pressioni indebite ri volte all a Stati vengono espli cate dall'ispettore Pavone nel
corso dell e d ichi arazioni testim oni ai i rese il 14/4/20 14: ved in pal1ico lare le pag ine 73
78 79

75 76 77

8 1 85 87 del verbale d i trascri zione, pressioni che vedrebbero il loro epil ogo nel

comportamento della Stati

qua l evidenziato nella telefonata 61 1 dci 2 novembre 2009 in CUI

l' assessore parla co l padre e piange perch la deli bera ( di modifica dell a legge regionale) va
moti vata.

3 G

Ora vi da dire tuttavia che l'esame del contenuto dell e conversazioni addotte sul punto, ed in
particolare quelle intercorse tra la Stati ed il padre della stessa, da cui sembrerebbero in qualche
modo emergere le pressioni subite dalla Stati, all a luce anche delle dichiarazioni testimoniai i della
stessa, non danno un riscontro inequivoco della tesi accusatoria.
Vi da tener conto che, sentita ali ' udi enza del 2112/20 I 4, la Stati preci sava che, alla stregua delle
prospettazioni del proprio referente dirigente Gerardini la legge era propedeutica per permettere
all 'Abruzzo di diventare una di quelle regioni che potessero accogliere la tennovalorizzazione. Ora,
per quanto la teste ( vedo pag 47 e 48 ) riferisca di sollecitazioni di Venturoni e Tancredi , nonch
di discorsi tra Di Zio e Piccone ( pag 49 50 ) ed anche di un pranzo a Roma, in occasione del quale
il Di Stefano la invitava a essere pi morbida con Di Zio, nel contempo ribadi sce il concetto di
essersi sempre affidata

sul punto ai tecnici , i quali avrebbero ril evato che

in Abruzzo i

tellllovalori zzatori non servivano.


Il padre della Stati , da parte sua, pur smentendo che la figlia abbia subito delle pressioni , ammette
che la stessa com unque era agitata su ll 'argomento
Ed ancora il teste Gerardini (verb 20/4/2015), nel riferire sull a delibera 61 I del due novembre
2009 riguardante la modifica della legge regionale, riconosce come di suo pugno l' appunto sulla
bozza di modifica dell a legge regionale acq uisito agli atti e precisa che la legge non mai stata
modificata. Il medesimo assume che non avrebbe ricevuto so ll ecitazioni di sorta da p311e del
Venturoni , ma gli so no state contestate dal Pm le telefonate in cui sono di una certa chiarezza i
riferimenti del Di Zio alla riduzione dell a percentuale di rifiuti (

Rit 999 del 2008 progressivo

12823 del 2011 0/99; 7544 del 3/6/09 ).


Ebbene, pur tenuto conto di queste ri sultanze alquanto ondivaghe, appare chiaro che, se di pressioni
si pu parlare, esse non sembrano idonee a configurare oggetto di scambi o conuttivo .
In ogni caso lo scambio COITuttivo formulato nel capo d'imputazione non lineare e plausibile, in
quanto non era nei poteri del Di Stefano in cidere

sulla modifica della legge regional e,

demandare necessariamente al Consiglio regiona le, in quanto prerogativa consiliare .

.3 ;Z

da

Anche la Stati, da parte sua difettava di poteri necessari e suffi cienti per raggiungere l'obi etti vo per
cui le ' pressioni' rivolte alla stessa anche attraverso i suoi referenti ri levano sotto un profilo
prevalentemente politico.
Queste valutazioni si raccordano al pnnclplO pacifi co per la cui la natura propria del reato di
corruzione implica che l'atto o il comportamento oggetto del mercimoni o ri entri nell a competenza
o nella sfera di influenza dell ' uffic io al qual e appartiene il soggetto che si assume COITOttO ovvero
che sia espressione diretta della fun zione eserci tata dal medesimo.
D'altra parte in punto di diritto va anche considerato che il traffi co di influenze ill eci te stato per
la prima volta descritto e sanzionato con lea legge 6/1 1/201 2 190. Si deve pertanto escludere la
sussumibilit dell a condotta di che trattasi

nell a fi gura di rilevanza penal e sopravvenuta

presupponente elementi ben diversi dalla scambio corruttivo, ovvero l' utili t carpita con il pretesto
di dover versare una so mma o assicurare un vantaggio al pubblico uffi cial e per ottenere che questi
agisca nel senso desiderato.

Valutazioni del tutto analoghe a quell e sin qui svo lte suscita anche l'esame della questione ' La
Morgia ' .
In proposito non va anzitutto sottaciuto che la versione resa dalla Stati non mai stata molto chi ara
nella COnfel111a dell e pressioni che sarebbero state sull a stessa esercitate al fine di esautorare il
Presidente del Consorzio lancianese.
Sul punto anzitutto da ril evare la non lineare ricostruzione dei fatti offel1a dalla medesima, tanto
che nel corso dell' esame dibattimentale, il Pm ha so ll evato di verse contestazioni - ved verbale
d' udi enza del 2/2/20 15 -anche con ri ferimento all e ri sultanze dell ' intercettazione di una telefonata
co l Chiodi del 16/9/2009. E ' peraltro emerso che durante le indagi ni la Stati escludeva di aver
subito pressioni

e che per quel le dich iarazioni veni va imputata di favoregg iamento; in segui to

avrebbe rettifi cato le proprie di chi arazioni . [n ogni caso anche nella parte fin ale dell e dichi arazioni

rese in dibattimento ( ved pag 24 ) la Stati sembra far capire che

1Il

sostanza il clima fu di

preSS ionI.
In ogni caso, le compl essive ri sultanze istruttorie sull a vicenda La Morgia sono tali da non rendere
condi visibil e la ri costruzione del Pm dell 'esautoramento del La Morgia qu ale obi etti vo
ill ecitamente perseguito nell ' ambito dello scambio corrutti vo descritto sub f).
Vi da dire che lo stesso [spetto re Pavone ( vedo ud [4/4, in parti colare pag 90 92 96 99)
prospetta la questione del commissari amento impli cava problemati che di diritto legate a[l a scadenza
del mandato del Presidente del Consorzio. Insomm a la vicenda ' La Morgia' si presenta anche nella
ri costruzione dei testi dell ' accusa tale da fare ragionevo lmente escludere che la stessa possa essere
letta e ri costruita so lo all a luce dei proposi ti ' espansion isti ' del Di Zio. Ci anche tenuto conto che
per quell o che emerge dall e stesse dichiarazioni del La Morgia, le ragioni per le quali questi
ri sultava invi so ai Di Zio erano ri sal enti nel tempo
Spiega infatti il La Morgia ( ud 20 gennaio) che il consorzio aveva come capofil a il Comune di
Lanciano e comprendeva altri 52 comuni e che il Concessionari o era Ecologica Sangro. IL
medesimo si soffenna sul probl ema della tariffe, spi egando che era comunque un probl ema
esistente da diversi anni . Infatti

il sistema dell e tari ffe era congegnato nel senso che

di verse componenti essenziali , tra

CUI

anzitutto la tari ffa base. In sostanza

VI

VI

erano

era l'obbli go del

concedente di conferire almeno 70.000 tonnell ate ali 'anno, limite che consenti va al concessionario
la remunerazione del servizio, ma nessuna previsione contrattual e contemplava il caso

di

superamento: aumentando il vo lume dei conferimenti la tariffa era dunque di venuta elevata, per cui
il La Morgia aveva soll ecitato la revisione del sistema tari ffario
\I La Morgia riferi sce anche degli altri motivi di attrito ( pag 15 ), in parti co lare dei tentati vi di fare

un impianto di biostabilizzazione, che ri sult vano per la posizione assunta dall a concessionari a.
Invero, la concessionari a non era d 'accordo sull ' idea del progetto di un im pianto ad alta flessi bilita tLllmel- essendo interessata invece a reali zzare un progetto molto pi costoso. Riferi sce il

La

Morgia che l'acco rdo non c'era anche per quanto attiene le modal it co n le quali si inte nd eva
affid are l' incari co, che il La Morgi a riteneva doversi fare con il metodo dell 'evidenza pubbli ca.
Dunque la questione delle tariffe e del biotunnel vedevano senz'altro il La Morgia contrapposto a
Di Zio .
Epper va anche tenuto conto della dibattuta problematica della prorogati o del La Morgi a, relati va
in particolare ai poteri riconoscibili al Presidente del Consorzio ai sensi della I 444/94, una vo lta
scaduto il periodo

di 45 giorni previsto dalla legge Bersani( prob lema della valenza della

prorogatio al di l degli affari urgenti e di ordinaria ammini strazione ).


Si ricollega a questa probl ematica la deposizione del Sindaco di Lanciano dell 'epoca ( teste Paolini
) il quale di chi ara appunto di ri cordare che la scadenza del mand ato era maturata a giugno 2009 .
Essendo ulteri ormente decorsi

i 45 giorni di proroga previsti

dalla legge Bersani , appari va

alquanto dubbio l'eserci zio di ulteriore proroga. A pag 28/ 29 del verbale di trascri zio ne del
2/2/2015 il teste si soffenn a sull e ragioni dell 'eventual e commissariamento. Il Pm a questo punto

richiama una telefonata del 27 maggio 2009 intercorsa col Di Zio ; il Paolini COnfeI111a allora che
veniva soll ecitata la mod ifi ca dell a tariffe, ma chiari sce che anche in seguito la modifi ca non c'
poi stata.
Insomma, l' istruttoria ha evidenziato che i contrasti coinvolgenti il La Morgia
ragione della controversia prorogatio. Tanto emerge in modo netto dalla

SI

acui rono

111

deposizione del teste

Paolini , il qual e ha in pm1icolare ri chiamato la ci rcostan za della di scutibile convocazione di


assembl ea da palte del La Morgia per il 27 maggio, andata desel1a e successivamente per agosto (
anche questa deserta).
Vi poi eia dire che lo stesso diretto interessato Riccardo La Morgia a confermare che la sua
carica scadeva a maggio, e che si ricandid per o ttobre ed a precisare che la Ecologica Sangro, che
aveva concluso la convenzione con il Consorzio in qualit di concessionari a, non faceva capo al
solo Di Zio.

Ed ancora, il teste Frattura di Ecologica Sangro (responsabile dell 'area tecni ca) ha COnfel1l1ato
l' esiste nza del probl ema dell e tariffe ed evidenziato che Eco logica Sangro premeva per realizzare
impi anto d i trattamento rifiuti a Cerratina come previsto in Convenzione, soffermando si sui diversi
progetti presentati dalla Ecologica Sangro, che nomin come tecni co tal e Bac, mentre il Consorzio
nomin lui .
Ora, vi ulteriormente da preci sare che, se si leggono le intercettazioni ril evanti sul punto si vedr
che (pag. 460 del vo lume 5 della peri zia dell e intercettazio ni) Di Zio parl ando con Di F rancesco fa
menzione del fatto che La Morgia sta facendo storie con le tariffe ma nel contempo vi an che il
riferimento all a questione della prorogatio. Nel co rso dell a telefonata il Di Zio afferma che la
regione che deve verifi care la fattibilit del la modifica dell a tariffa ... Ad un certo punto il Di Zio
afferma di vo ler denunciare La Morgia insieme a Bac ... che prima gli ha fatto fare tutto quel lavoro
po i non se ne fatto nulla ... parl ano dell a gara
Ed ancora a pag 574 volume 6 ( siamo ai primi di ottobre 2009 ) sempre Di Francesco e Di Zio
commentano l'atteggiamento del La Morgia

che viene ritenuto ingiusto e vergognoso 'poich

andava dicendo che la concessionaria doveva sei milioni di euro '.


Ed all ora la posizione confl ittual e con il La Morgia non sembra spiegab il e unicamente con la
vo lont del Di Z io di esautorarlo ' tout court' .
Anche in questo caso, come si rilevato per il capo d ' imputazione precedentemente esaminato, a
tutto concedere, non era nei poteri n di chi esercitava le pressioni n di co lei che le avrebbe
ri cevute il potere di detenninare i 'desiderata' del Di Z io.
Ancora una vo lta, dunque, la questi o ne assume rilevanza prettamente po liti ca.

PQM

Pronunciando nel procedimento n. 12525/1 O Rgnr a carico di Venturoni Lanfra nco, Di Z io Rodo lfo
Va lentino, Di Z io Ferdinando Ettore, Di Stefa no Fabrizio, Cardarell a Vittorio, Deco Spa.

Letto l'ali 530 cpp,


asso lve
Di Zio Ferdinando Ettore e Cardarella Vittorio dai reali ascritti per non aver commesso il fatto;
asso lve
Venturoni Lanfranco, Di Zio Rodolfo Valentino, Di Stefano Fabrizio dalle imputazioni loro ascritte
perch i fatti non sussistono.
Motivazione nei novanta giorni.
Pe, 24111 /2015
Il Giudi ce estensore

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( che sottoscrive anche come componente pi anziano in sostituzione del Presidente del coll egio,
co ll ocato in pensione)