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Mercoled
24 Febbraio 2016

anzitutto A Trapani il confronto

CULTURA, RELIGIONI, TEMPO LIBERO, SPETTACOLI, SPORT

sulla filosofia da-mare

ilosofia-in-pratica-da-mare. Non uno scioglilingua, ma


un festival, giunto alla terza edizione, che dal 29 aprile al 2
maggio animer Castellammare del Golfo, in provincia di
Trapani, fra interventi, laboratori e passeggiate
filosofiche nel territorio, a cominciare dal parco naturale dello
Zingaro. Interverranno Serge Latouche e Chiara Zanella, Marta
Mancini e Diego Fusaro, Augusto Cavadi e Orlando Franceschelli.
Fra i temi, immigrazione, politica, famiglia e felicit. Un
appuntamento organizzato dalla Scuola di formazione eticopolitica Giovanni Falcone di Palermo e Di Girolamo Editore di
Trapani, con la fattoria sociale Sara e Martina di Castellammare.

U L L

I N U T I L I T

D E L L

A R T E

IL PROFUMO NON SERVE


A NULLA. MA PROFUMA
RAUL GABRIEL
iamo servi inutili.
tit, rappresentano la distanza toFrase
presentata
tale dallamore per luomo. I fariquasi sempre con un
sei si sentivano e si sentono
retropensiero puniprofondamente utili. Il mistero ritivo, penitenziale. Quella inutichiede invece lamorevole diretlit invece la pi grande afferta profonda coscienza della inumazione di libert di sempre. Se
tilit. Che gratuit. Che stusei inutile sei libero, libero dai
pore infantile, commozione intevincoli di una responsabilit che
riore che porta alla resa.
non potresti reggere e nemmeno
Se non ti senti profondamente iconcepire con i suoi alibi potennutile non puoi arrenderti, e se
ti: sensi di colpa, inadeguateznon puoi arrenderti non sei altro
za che diventa dissimulata coche uno dei servi zelanti del mito
sternazione e austerit tutta
farisaico della produzione. Tutto
compresa di se stessa. Se sei inuquesto interroga immediatamentile non ci sar colpa che da qualte la questione di metodo. La miche parte non possa essere comlitanza ad esempio. Interpretata
presa e accolta. E se sei inutile sei
come utilit e forzatura della prolibero di sperimentare, sei libero
duttivit in termini di proselitidi azzardare, sei libero di scesmo e non come pura testimogliere e sbagliare.
nianza. La testimonianza fonQuesta inutilit quasi ontologica
damento, in ogni esistenza e cre stata la prima rivelazione della
do, ma relazionale non nei termia esperienza artistica. Ma il colmini di imposizione, non nei terpo di grazia mi venuto non da limini di convincimento ideologibri di filosofia, o tomi sulla spirico, ma di contatto e incontro vetualit. Mi stato regalato... da un
ro attraverso la forza del proprio
pesce pappagallo. Dal contatto ditrasudare identit.
retto con la meravigliosa inconLa meravigliosa sovrabbondante
cepibile distribuzione di vesti e
bellezza inutile che ho potuto informe nelle profondit delloceacontrare non aggira e non forza
no che, per quanto i biologi posil contatto diretto. La vibrazione
sano identificare funzioni ed efdella sua esistenza il metodo
fetti, non trover mai un senso rastesso di quella bellezza. Non vi
zionale convincente. Il regalo di
metodo che sostituisca la manuna bellezza infinita, inutile in se
canza di autenticit delle vite e
stessa ai fini del come noi immanon vi metodo che superi la geginiamo il mondo, luogo di pronuinit dellesperienza. In partiduttivit funzionale
colare le militanze
e sensata. Spiazzandi natura cristiana
te e commovente.
dovrebbero tornare
Se non produci
Si potr dire che
non significhi: cos alla bellezza del
quella sfumatura
regalo, e fiabbiamo impostato primo
di turchese serve a
darsi di quella sendifendersi dal pre- il mondo, cascando za tentare di sostiin un funzionalismo tuirla con ideologie
datore o riconoefficientista
scere ai fini della
pseudopolitiche
procreazione, ma
che denunciano uMa cercare
non vi alcuna
na assenza: lidendi sostituire
giustificazione reatit vissuta e amata
la bellezza
le al fatto che quel
nelle proprie vite.
con un registro
turchese diventa
Quella identit se
altre mille sfuma- contabile delle azioni genuina rivela la
ture tutte perfette leterna tentazione splendida inutilit
dei farisei
e sorprendenti...
del mistero che
Tutto quel di pi
produce in s.
profondamente iLunica vera pecunutile, e quellinutile la chialiarit dellesperienza cristiana
ve della sua meraviglia. La inunei Vangeli descritta benissimo.
tilit che temiamo come il veleIl Cristo non aveva preoccupano, pensando di aggiungere
zione di fare tesserati, di cambiachiss cosa con i nostri sforzi,
re i sistemi politici, non aveva ula stessa carne della bellezza,
na struttura di marketing. Andala nostra vera grande possibilit,
re per le strade, essere, parlare, viil vero grande regalo.
vere, in mezzo e dentro la diverAbbiamo impostato il mondo che
sit con una rivoluzione che non
calpestiamo con criteri esattasi misura dalla veemenza ed abimente opposti. Se non produci
lit delle schermaglie, ma dalla
non significhi. Ed devastante
incredibile forza della domanda
che chi crede di essere a contatto
nella presenza, che in se stessa
con una visione, con un incontro
discrimine e proposta. Questo
essenziale, con una qualche riveci che di pi rivoluzionario si
lazione, si adegui a quello schepossa tentare oggi.
ma, cercando di incastrare la viMa ci vuole la coscienza della
sione nella produttivit. Locchio
inutilit e del fatto che questa
di Giuda vede nel profumo la foninutilit la pi grande possite di profitto per il sociale, funbilit che sia mai stata data in
zionalismo produttivo che assurquesto universo. Deve scattare
ge a dimensione etica. Il buon
quella meravigliosa, incontenisenso del pensiero di Giuda la
bile e perfino irritante commochiave della potenza e della velezione per labbraccio potente e
nosit del suo tradimento e la nevicino di tutti gli infiniti profugazione della bellezza, del regalo.
mi del giardino, che ti permetIl valore del profumo e il suo comte poi di vedere la bellezza non
pito sociale pi profondo,
solo nelle mirabili vesti della
quello di profumare. Splendidanatura ma anche in un sacco
mente improduttivo. Occuparsi
dellimmondizia, nella muffa
di altro significa rinnegare il prodei muri o dal benzinaio, perfumo stesso. Significa tentare di
ch la bellezza si diverte a trasostituirsi alla bellezza con un resformarsi per stupirti, a mutagistro contabile delle azioni. I fare per inquietarti, ma li, semrisei erano maestri in questo. Repre presente pronta a cogliere i
ligiosi della prima ora, ragionieri
segni della tua resa.
inflessibili dei tornelli della san RIPRODUZIONE RISERVATA

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MELODIOSI. I monaci cistercensi della Santa Croce di Bochum, in Germania, celebri per le loro incisioni di gregoriano

Voci dal coro/1. Pregiudizi, scarsa cultura musicale e vari luoghi comuni
(come la sua origine popolare) tagliano le gambe allo storico repertorio liturgico

GREGORIANO
Lillustre scomparso
ALESSANDRO BELTRAMI
a Chiesa riconosce il canto gregoriano come proprio della liturgia romana: perci, nelle azioni liturgiche, a parit di condizioni, gli si riservi il posto principale. Sono parole della Sacrosanctum Concilium, la prima delle costituzioni del Vaticano II, dedicata alla liturgia. Difficile affermare che sia stata presa alla lettera. Sul gregoriano, come sulla riforma della liturgia, sono esplose ed esplodono polemiche
tra fazioni ipertradizionalisti e rottamatori
che non aiutano a capire e uscire dallimpasse.
Una delle accuse che si fa al gregoriano che
impedisce alla gente di cantare dice Giacomo
Baroffio, tra i massimi esperti in Italia . Ma anche in molte chiese dove si canta in italiano lassemblea partecipa poco, con il "coretto" che fa
tutto da s... Sul gregoriano c un grande equivoco: la sua crisi non musicale ma culturale. Il
problema accogliere la parola di Dio secondo
una formula collaudata dalla tradizione. Il gregoriano non musica, preghiera.
difficile tracciare una geografia della pratica del
gregoriano oggi. Non mancano in Italia le scholae,
molte delle quali "autonome", composte da appassionati che studiano e poi prestano servizio liturgico, mentre altre sono legate pi strettamente a un contesto ecclesiale. Oltre a Baroffio, nomi
come Alberto Turco e Fulvio Rampi hanno rilievo
internazionale. Eppure impossibile mappare la
sua presenza nella liturgia. E non solo nelle parrocchie. In molte comunit religiose prosegue
Baroffio oggi il gregoriano non praticato n conosciuto. Rispetto ad alcuni anni fa aumentata
la disponibilit, specie tra le suore, che spesso cantano molto bene: ma sono abituate a farlo in italiano. Per non parlare dei seminari: Se i giovani
sacerdoti non lo conoscono, non possono apprezzarlo e nella pastorale daranno priorit a mezzi ideali sotto il profilo emozionale e aggregativo,
ma che non riescono a sedimentare. Il gregoria-

no , per cos dire, un investimento spirituale a


lungo termine. paradossale come lopposizione
maggiore arrivi dal clero. Ci sono parroci per i quali la musica in chiesa pare tab. Se fosse visto per
quello che , ossia uno strumento per meditare, il
gregoriano non sarebbe contestabile. Certo, serve formazione: Sembra una battuta, ma nelle parrocchie si spende di pi per i fiori che per la musica. E si arriva cos allesito paradossale di un
gregoriano che, ciclicamente, diventa caso discografico: Spesso sono operazioni commerciali che
operano un nuovo tradimento. Il gregoriano viene proposto come musica esotica o terapeutica,

Baroffio: La monodia latina anzitutto


meditazione, dunque un investimento
spirituale a lungo termine, non
un modo per aggregare lassemblea
Sabaino: Se invece si punta
alla partecipazione questo canto
non funziona, perch sta sopra
le possibilit anche di molte scholae
infatti cos sfaccettato da poter rispondere alle
esigenze pi diverse. Ma il rischio di interpretarlo
come suono magico, ermetico. Un equivoco che
sembra investire anche molti tradizionalisti.
Ci sono altri equivoci da sfatare. A partire proprio
da cosa intendiamo per "gregoriano". Dobbiamo
distinguere tra il gregoriano dei musicologi e quello della tradizione ecclesiale, che potremmo invece definire pi propriamente monodia liturgica in lingua latina, spiega Daniele Sabaino, docente di Storia della musica dei riti cristiani alluniversit di Pavia. Per i primi il patrimonio musicale costituito dal fondo antico e soprattutto dai
propria della messa, ossia i canti modellati sui testi specifici per ogni celebrazione. Quel poco che
rimasto nelluso invece lordinarium, ossia i
brani fissi della messa, dal Kyrie allAgnus Dei. Il
Graduale Romanum, il volume che raccoglie il repertorio ufficiale, conta 18 diverse intonazioni: un

ciclo modellato sullanno liturgico. Ma quella pi


diffusa la Missa de Angelis, che per una composizione molto tarda, come anche antifone mariane come il Regina coeli o la Salve Regina. A fare il calcolo, nel canto popolare sono rimasti una
manciata di brani. E per fortuna. Si tratta di un
paio di messe, le pi facili, e una dozzina di canti. Non un caso che corrispondano al contenuto di un librettino pubblicato da Paolo VI nel 1975:
Jubilate Deo. Il cui sottotitolo rivelatore: Canti gregoriani pi facili, che i fedeli dovrebbero conoscere secondo lintenzione della costituzione
del Concilio Vaticano II sulla sacra liturgia... Nella pratica il fondo antico scomparso. Nel momento in cui linteresse focalizzato sullassemblea, quel tipo di repertorio non funziona pi,
perch al di sopra delle possibilit non solo di
quella ma anche di molti cori. Eppure sarebbe
ingenuo pensare che prima per il gregoriano fosse let delloro. In realt solo da met Ottocento che, con liniziativa dei benedettini di Solesmes, questa forma viene recuperata e penetra
grazie al movimento liturgico. Ma senza diventare davvero patrimonio popolare.
C forse un vero e proprio mito del gregoriano
con radici antiche. Nel 1903 Pio X nel motu proprio Inter sollicitudines sostiene che bisogna riportare il gregoriano nelluso del popolo. Ma in verit non cera mai stato. Gli studi avviati negli anni Sessanta da dom Eugne Cardine, che hanno
portato alla semiologia gregoriana, hanno dimostrato quale raffinatezza interpretativa si annidi
nel fondo antico. Una difficolt che poteva essere riservata solo alle comunit monastiche e che
oggi pu essere affrontata soltanto dagli specialisti. E questo pone un problema oggettivo per
linserimento nella liturgia. Insomma, c spazio oggi per il gregoriano nella Messa? S, come
per tutti i repertori e tutti i generi. Bisogna piuttosto individuare quale momento, quale scopo.
Lultimo equivoco il richiamo alla partecipazione attiva dei fedeli, spesso confusa con lomologazione: Lassemblea uno dei soggetti, ma non
lunico: il coro essenziale.
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