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Biotecnologie: sconfiggere la fame o cibo di Frankenstein?

Antonio Gaspari
Negli ultimi anni un termine nuovo entrato a far parte di tutti i linguaggio universale. Si
tratta delle biotecnologie. Se ne parla benissimo e malissimo.
Per alcuni sono la nuova frontiera che ci aprir ad un futuro di benessere per altri sono
la peggiore minaccia alla vita dell'umanit.
In mezzo a questi due estremi c' una gran confusione.
Un caos che favorito dagli oppositori (vedi ilibro di Rifkin "Il secolo Biotech"),i
cosiddetti ambientalisti i quali sono interessati ad amplificare i timori per ribadire la loro
opposizione a tutto ci che progresso, ricerca scientifica, sviluppo economico, prponendo
una visione del mondo bucolice romantica.
Primadi di analizzare pi approfonditatmente la questione vorrei mettere alcuni punti
in chiaro in modo che voi possiate orientarvi in quello che sembra una discussione tra
stregoni e selvaggi.
Il principlae elemento di confusione dato dal fatto che sono stati mescolati ed
equiparati i processi di selezione genetica che vengono operatri nel campo agricolo,
alimentare, animamle e farmacologico con le operazioni di clonazione, ingegneria genetica e
di intervento sugli embrioni.
In realt si tratta di filoni differenti e sotanzialmente diversi.
Come vedremo le, innovazioni in campo agricolo/alimentare, i cosiddetti transgenici,
non presentano per ora rischi particolari, favoriscono il progresso ed il bene dell'umanit e
dell'ambiente e per questo motivo sono sostenuti, oltre che dalla comunit scirntifica
mondiale anche dalla Santa Sede e dalla chiesa Cattolica.
Differente il discorso che riguarda la creazione di embrioni ad hoc al fine di
utilizzarli per scopi diversi, comel'uso di cellule staminali, la creazioni di organi di ricambio
ecc.
Questo punto di vista vede la comunit scientifica divisa e la Santa Sede decisamente
contraria.
E questo non perch la Santa sede si oppone allo sviluppo scientifico, al contrario
l'insegnamento della Chiesa catttolica mirato allo sviluppo edall'uso delle tecnologie per il
bene dell'uamnit.
giusto cercare di utilizzare le cellule staminali, che sono le progenitrici degli
elementi del sangue e hanno una straordinaria plasticit, nel senso che possono diventare
sviluppandosi, tessuto muscolare, cartilagini e vasi sanguigni.
Ma queste possono essere prelvate dal cordone ombelicale quando i bambini nascono,
cosun materilae organico che fino ad ora non veniva utilizzato diventa fonte di cellule
staminali che possono essere conservate in una banca, comequella che dal primo gennaio sar
operativa all'Universit cattolica di Roma.
Questo mostra che non c' bisogno di creare ed uccidere embrioni ad hoc, come
proposto da inglesi e americani, per prendere le cellule staminali .
La Santa Sede critica anche nei confronti dell'eventuale utilizzo di animali per la
costituzioni di organi di ricambio perch non ancora chiaro quali malattie gli animali
possono trasmettere agli uomini.
Preoccupazioni sorgono anche sullo scambio di geni tra animali e vegetali.
Interessante notare in questo contesto il punto di vista contraddittorio degli ecologisti
e dei partiti verdi.
Essi cono contro tutti i tipi di transgenico in campo agroalimentare , e sono invece
favorevoli a molte manipolazioni del Feto; In Italia ed in Germania per esempio i Verdi sono
contro ogni utilizzo e addirittura contro tipo di ricerca scientifica nella direzione dei
transgenici , mentre sono i principali sostenitori e totalmente favorevoli a tutte le tecniche di

manipolazione dell'embrione in campo di fecondazione assistita.


Luciano Berarducci un cattolico che era nella direzione delpartito verde in Italia, si
dimesso spiegando che I Verdi italiani usano un doppio metro di giudizio: da una parte
combattono contro gli organismi geneticamente modificati; dall'altra non sono contrari alla
manipolazione genetica dell'embrione umano. In base a quale concezione un embrione ha
meno diritti di una barbabietola?.
Molto contraddittorio anche l'atteggiamento dei Verdi tedeschi in merito all'utilizzo
dell'ingegneria genetica. I rappresentanti ambientalisti infatti si oppongono radicalmente alle
biotecnologie in campo vegetale ed animale, ma sono assolutamente favorevoli alle diverse
forme di "biogenetica" nel campo della fecondazione assistita.
La signora Andrea Fischer, esponente del partito dei Verdi Tedesco e Ministro della
Sanit in Germania, vorrebbe, ancora prima delle nuove elezioni legislative in Germania
previste per il 2002, una nuova legge in materia di genetica ed embriologia. La Fischer
propone di rendere automatico l'insieme dei test genetici a cui vengono sottoposti gli
embrioni destinati alla fecondazione assistita, Una proposta che stata criticata soprattutto
dalle associazioni di persone disabili perch sarebbe un chiaro passo verso l'eugenetica1.
Proviamo capire di che si tratta: Se si consulta qualsiasi dizionario alla voce
biotecnologia c' scritto: tecnologia mirante all'utilizzazione di processi biologici per la
produzione di beni e servizi.
Esistono bioetcnologie tradizionali, come la produzione di vino, della birra ei
foramggi e biotecnologie moderne come l'applicazione in zootecnica, bioproteine, agraria:
controllo biologico dei parassiti, medicina: produzione anticorpi enzimi, antibiotici; Insomma
anche se il termine nuovo le biotecnologie erano gi note, a livello rudimentale, nella
preistoria. Gi 6 mila anni fa infatti l'uomo utilizzava microrganismi viventi per la
fermentazione e la lievitazione.
Nel corso degli ultimi 20 anni la biotecnologia ha assunto un peso diverso grazie alla
tecnica del Dna ricombinante, che permette di trasferire geni da un organismo in un altro che,
in condizioni naturali, non potrebbe possedere .
L'obiettivo la creazione di piante pi resistenti, pi produttive o i cui frutti
presentino qualit particolari: pomodori antivirus, cavolfiori resistenti al gelo, cotone gi
colorato, riso arricchito con vitamina A e ferro. Si sostiene che gli Ogm (Organismi
geneticamente modificati) contribuiscano alla tutela dell'ambiente, perch rendono meno
massiccio il ricorso agli erbicidi.
Secondo la quasi totale maggioranza degli scienziati le biotecnologie assicureranno
una maggiore abbondanza di cibo all'umanit. Inoltre offriranno la possibilit di ridurre
l'impiego di sostanze chimiche in agricoltura e grazie all'utilizzo di piante capaci di assorbire
metalli pesanti, una nuova possibilit di depurare l'ambiente. In campo sanitario si
produrranno nuovi farmaci pi efficaci, pi sicuri, pi economici assicurando la possibilit di
guarire malattie che oggi non hanno cura.
Infine si produrranno nuove sostanze che miglioreranno la nostra vita: batteri, piante e
animali si trasformeranno in fabbriche che sforneranno vaccini e plastiche, farmaci e olii, cibi
nutrizionalmente corretti e latte addizionato di vitamine .
L'obiettivo la creazione di piante pi resistenti, pi produttive o i cui frutti
presentino qualit particolari: pomodori antivirus, cavolfiori resistenti al gelo, cotone gi
colorato. Si sostiene che gli Ogm (Organismi geneticamente modificati) contribuiscano alla
tutela dell'ambiente, perch rendono meno massiccio il ricorso agli erbicidi.
Corriere Scienza il supplemento scientifico del Corriere della Sera ha riportato una
notizia in cui si dimostra come lo sviluppo di prodotti transgenici pu essere funzionale alla
crescita delle attivit agro-forestali ed al recupero ambientale dei deserti. Un pioppo che
resiste in ambienti desertici, pu bere acqua salmastra e cavarsela anche in situazioni di

forte inquinamento. Lo hanno appena creato, grazie all'ingegneria genetica, gli scienziati
israeliani dell'Universit di Gerusalemme, che sperano cos di colonizzare con questa pianta i
territori dov' in atto una forte desertificazione e nello stesso tempo di superare le difficolt
che derivano dalla crescente salinizzazione dell'acqua destinata all'irrigazione2 .
A questo proposito Norberto Pogna, direttore dell'Istituto sperimentale di
cereagricoltura e membro della Commissione interministeriale per le Biotecnologie ha
spiegato che: Il riso, di cui siamo i massimi produttori europei, ha il problema
dell'aggressione da parte di un fungo, il brusone.
Inserendo un gene del mais, stiamo sperimentandone una variet resistente.
Il pomodoro San Marzano, invece, potrebbe essere curato con una vaccinazione, in
pratica iniettandogli i geni dello stesso virus che lo colpisce: con questo sistema negli Usa
hanno salvato la papaya. C' poi la nuova frontiera, che quella del miglioramento della
qualit del prodotto: frutta e ortaggi senza semi, fragole resistenti al freddo.
Facciamo anche sperimentazione sui fiori. A Sanremo c' un progetto sulla
dimorfoteca, una bella margherita di origine sudafricana, comunissima anche da noi. Si vuole
ottenere una variet pi compatta, pi bella e pi resistente.
Inoltre le biotecnologie possono essere applicate nella ricerca medica.
Esse gi permettono di produrre grosse quantit di sostanze pure prima ottenute da
animali, per esempio l'insulina, o da tessuti animali, come l'ormone della crescita per curare
alcune forme di nanismo o il fattore VII per l'emofilia. I nuovi vaccini sono prodotti con le
biotecnologie.
Alla terapia genica sono rivolte molte aspettative per la cura di malattie sia ereditarie
sia acquisite, come Aids e tumore: consiste nella sostituzione del gene difettoso con un gene
terapeutico trasportato da un vettore, in genere un virus disattivato.
Le critiche degli ambientalisti Paure varie, fanno venire il cancro, sviluppano
resistenza agli antiparassitari, non si conoscono le conseguenze sull'uomo, si stravolge la
natura, c' il pericolo che i geni impazziti si trasferiscano da pianta a pianta, fa scomparire la
farfalla monarca ecc., arricchisce le multinazionali, penalizza i paesi in via di sviluppo, le
sementi durano una sola volta e cos via dicendo.
Paure finora ingiustificate.
I prodotti transgenici,mais,e soia per esempio che sono stati i primi, vengono piantati,
utilizzati e consumati da quasi un decennio. Non c' stato finora nessun caso di intossicazione
n di altra natura gastro-alimentare. Il rendimento e la qualit sono eccellenti. Per quanto
riguarda l'ambiente abbiamo risultati eccezionai perch si produce di pi con meno terra,
utilizzando meno sostanze antparassitarie. Insommai Greenpeace, WWf, leggambiente?
Amici della della Terra e i verdi in genere hanno creato un problema dal nulla.
Non potete impedirci di utilizzare gli ogm3 ha detto il proprietario di un azienda
agricola della Malaisia, durante un incontro sul tema: Responsabilit sociale della scienza e
della tecnologia organizzato dalla Royal Society di Londra. Il prof. Dick Flavell, ex direttore
dell John Innes Institute, presente allo stesso incontro ha scritto che: L'Europa, invece di
fornire nuove variet di semi che possono risolvere molti problemi, rischia di esportare ai
PVS paure e atteggiamenti ostili nei confronti degli OGM.
Ma Lord Peter Melchett, erede del fondatore della Imperial Chemical Industry (ICI), e
direttore esecutivo di Greenpeace in Gran Bretagna fin dal 1989, ha dichiarato pubblicamente
di voler distruggere non solo i campi coltivati con le nuove sementi, ma anche i laboratori
dove avvengono i i controlli degli ogm.
L'aspetto pi paradossale delle campagne ecologiste contro le biotecnologie sta nel
fatto che gli ogm cresciuti negli anni novanta sono stati esaminati a fondo senza che si
manifestasse alcuna evidenza di danno. Non si sono evidenziati rischi alla salute, tanto che
fino ad oggi non si registra un solo caso in cui si possa parlare di disturbo causato dai cibi

transgenici.
L'esempio della farfalla monarca. I Verdi hanno detto che il mais avrebbe fatto
scomparire la farfalla, che i nutre del polline del mais. Hanno fatto una campagna contro
ilmaisi transegenico in tutto il mondo anche in Europa, dove la farfalla mnarca non c'.
Inoltre risultato che l'esperimento fatto in laboratorio stato attuato senza rispettare
le regole, insomma hanno fatto ingozzare le larve di polline di mais per poi dire che gli
faceva co male fino ad ucciderle. Si invece scoperto che dove ci sono le piantagioni di mais
transgneico il numero delle farfalle monarca cresciuto di sei volte.
Seppure i mezzi di comunicazione di massa abbiano dato molto spazio al manifesto
contro le biotecnologie firmato da Dario Fo, Umberto Eco, Dacia Maraini, Paolo Sylos
Labini, Beppe Grillo e altri, evidente la differenza sostanziale delle due iniziative.
Il manifesto stilato da Dario Fo, era incentrato tutto sui timori, anche i pi irrazionali
e irreali, ed ha raccolto le adesioni di uomini dello spettacolo e personaggi alla ribalta, mentre
l'iniziativa che nasce dall'Universit di Pavia ragionevole, razionale ed sostenuta da
docenti, ricercatori, studiosi tutti personaggi che lavorano nel campo della ricerca scientifica.
In merito alle paure sollevate dagli ecologisti Il biologo e genetista Edoardo
Boncinelli ha chiarito che: Di poche cose si parlato cos spesso e cos confusamente
come dei cibi transgenici. Il futuro vero, fa sempre un p paura ma il cervello ci stato dato
per discriminare fra paure reali e paure immaginarie. Quella dei cibi transgenici al momento
una, paura Immaginaria4 . In natura - ha aggiunto Boncinelli- non esistono n il grano, n il
pomodoro, n la patata n la pesca. Tutti questi vegetali sono stati prodotti dall'uomo. (...)
Prima della scoperta delle Americhe, gli Europei non conoscevano n il caff, n le patate, n
il pomodoro, anche se fa un certo effetto pensare ai napoletani prima del caff de del
pomodoro e ai tedeschi prima della patata. Insomma l'uomo non si accontentato mai di
"quello che passava il convento" e ha cercato in continuazione di aumentare le proprie
probabilit di sopravvivenza e di accrescere le proprie comodit. E lo ha fatto incrociando fra
di loro, un poco alla cieca, piante e animali per vedere che cosa riusciva a ottenere.
Nessuno aveva all'epoca la minima idea di che cosa fossero i geni e non sapeva di
conseguenza che questi tentativi selvaggi altro non erano che un mescolamento di geni
diversi per produrre, quando si riusciva, un tipo diverso di organismi. Oggi sappiamo che
esistono i geni. Di molti di loro sappiamo come erano e che effetti hanno. E li sappiamo
maneggiare fino al punto di inserire un gene che ci interessa nel patrimonio genetico di una
certa specie. Con un gene opportuno introdotto nel loro genoma, i pomodori possono resistere
alle gelate invernali, il lino resistere alle infezioni di certi parassiti e i chicchi di riso
contenere una vitamina, la vitamina A, che non hanno mai contenuto. Le biotecnologie, ha
aggiunto Boncinelli Costituiscono un'opportunit per tutti, non necessariamente solo per i
paesi del terzo mondo, perch il potere di produrre gli stessi prodotti in terreni che sono o
devastati dal freddo o dall'acqua o dalla siccit porta vantaggi soprattutto a quei paesi che si
trovano in condizioni climatiche particolari. Per quanto concerne poi i cibi resistenti a certi
tipi di parassiti, di fatto un grosso risparmio dal punto di vista dell'acquisto ma soprattutto
della diffusione degli anticrittogamici chimici. Purtroppo questo un argomento in cui si
utilizza molto poco il cervello e la razionalit e molto le spinte irrazionali. I vantaggi sono
evidenti: si tratta di produrre pi cibo, di qualit migliore e, conseguentemente, a un prezzo
pi basso5.
Sui benefici delle biotecnologie intervenuto anche il prof. Piero Morandini
dell'Universit Statale di Milano il quale ha sollevato il dubbio secondo cui chi evoca scenari
apocalittici parlando di "cibi di Frankenstein" "disastri ambientali" e "danni irreversibili alla
natura" non sappia nulla delle biotecnologie6. Il prof. Morandini cita due esempi: il caglio e
l'insulina come due applicazioni delle biotecnologie nel campo alimentare e medico.
Forse pochi sanno che Il caglio, una sostanza che fa coagulare il latte usata per

produrre il formaggio, estratto dallo stomaco dei vitelli del latte, viene oggi prodotto in
laboratorio. Il caglio transgenico costa meno di quello tradizionale e copre gi il 30% del
mercato mondiale. cos "sicuro" e salubre tanto da venir approvato da importanti societ
vegetariane e certificato dal Kosher, leciti cio anche secondo la tradizione alimentare
ebraica.
Per sopravvivere al diabete ogni giorno milioni di persone si iniettano nel sangue
l'insulina, che fino a poco tempo fa veniva estratta dai maiali. Da qualche anno si produce
l'insulina umana tramite batteri che esprimono il gene umano, utilizzando cio un organismo
transgenico a pieno titolo.
Come evidente questi prodotti sono simili se non migliori di quelli naturali, costano
meno, garantiscono una maggiore disponibilit ed un minor impatto sull'ambiente perch gli
ecologisti vorrebbero abolirli? Per cercare di spiegare l'atteggiamento degli ecologisti,
Antonio Polito, editorialista de la Repubblica ha paragonato gli ambientalisti moderni ai
"propagandisti che nel '700 tentarono di bloccare l'invenzione della vaccinazione: in fin dei
conti, si trattava di iniettare vaiolo bovino negli uomini, qualcosa di molto pi orribile che
modificare i geni di una pianta di colza. Se avessero vinto quegli apocalittici forse avremmo
ancora il vaiolo tra noi7 .
Tullio Regge scienziato di fama, premio Einstein per la Fisica, con una intervista rilasciata a
un quotidiano di Torino D'altronde, osserviamo l'evidenza dei fatti: - ha continuato il
professore- negli Usa da almeno sei anni milioni di persone mangiano ogm e non abbiamo
assistito al diffondersi di malattie o, peggio, di morti. Il primo problema -ha aggiunto
Regge- resta questo: valutare con uguale scrupolo ed equit tutto ci che mangiamo.
Purtroppo assistiamo a ben altro atteggiamento...C' la tendenza a colpire con una condanna
sommaria i cibi transgenici e ad assolvere, in modo altrettanto sommario, quelli derivati dalla
cosiddetta a agricoltura biologica. Una smania innocentista che, a volte, si scontra con la
realt dei fatti. i quali mostrano che certi frutti coltivati in modo assolutamente "naturale"
vengono assaliti dagli insetti. E dicono anche che proprio queste "ferite" sono le vie
attraverso cui si insinuano le muffe. Ora, visto che le muffe contengono tossine sicuramente
cancerogene, tragga lei le conclusioni. Vorrei instillare nella gente - ha concluso Regge- il
senso della relativit del pericolo. Per questo sostengo che, in una visione globale
dell'alimentazione, il possibile "rischio cibi transgenici" non sta sul gradino pi alto della
scala.
Prendiamo l'esempio del grano duro: il 90% di quello prodotto in Italia deriva da un
frumento, il Creso, che sottoposto a radiazioni per migliorarne qualit e resa. Ci significa
che da almeno tre lustri 60 milioni di persone mangiano ogni anno pasta, pane, pizze e
quant'altro derivati da una materia prima bombardata da raggi X. Qualcuno ha mai ventilato
l'ipotesi che tutto ci nuoccia alla salute? No, anzi. Secondo i dietologi questo tipo di
alimentazione ha il merito di ridurre l'incidenza dei tumori....
Per avere un idea di quanto interessata e paradossale sia la campagna contro gli ogm,
Paul Krugman, economista del Mit (Massachusetts Institute of Technology) ed editorialista
del New York Times ha analizzato un altra delle industrie nata negli anni novanta e cio
quella degli integratori dietetici.
Ha raccontato Krugman che una recente inchiesta del Washington Post rileva che un
numero crescente di Americani si ammala seriamente o muore dopo l'assunzione di
integratori dietetici... le vittime sono uomini e donne di tutte le et e anche bambini. Ma una
legge del 1994 esonera quasi completamente gli integratori dal rispetto delle regole federali,
incluso l'obbligo di segnalare le controindicazioni. Cos c' sempre pi gente gente che vende
efedrina per farti perdere peso, melatonina per aiutarti a dormire, e cose simili.

Ebbene mentre la commercializzazione di questi integratori, che se utilizzati male


possono essere pericolosi, non va incontro a nessuna campagna di precauzione, l'uso degli
ogm che pure non hanno mai fatto male a nessuno considerato molto pericoloso8.
Le risposte degli scienziati A questo proposito pi di 1300 scienziati, tar cui due
premi Nobel, hanno lanciano un appello a favore delle biotecnologie9. L'appello nato per
iniziativa del professore C.S. Prakash Direttore del "Center for Plant Biotechnology
Research" della Universit di Tuskegee in Alabama. Il Professor Prakash ha dichiarato che:
Nonostante l informazioni false diffuse dagli attivisti contrari alla biotecnologia, questa
tecnologia pu migliorare le condizioni ambientali e migliorare in maniera superlativa la
produzione di cibo a livello mondiale10.
Nel giro di poco pi di quattro settimane l'appello ha raccolto le firme di pi di 1334
scienziati, tra cui: il famoso Bruce Ames, professore di biochimica all'Universit di Berkeley
in California, vincitore nel 1998 della U.S. President's National Medal of Science (la pi alta
onorificenza scientifica degli Stati Uniti). Gurdev Khush, scienziato che lavora nel
miglioramento delle sementi di riso con l'International Rice Research Institute nelle Filippine,
gi premiato con il World Food Prize. Roger N.
Beachy, Presidente della Donald Danforth Plant Science Center e co-direttore
dell'International Laboratory for Tropical Agricultural Biotechnology; Ingo Potrykus,
professore di biotecnologie vegetali al Swiss Federal Institute of Technology. Il prof.
Potrykus quello che ha sviluppato le nuove sementi chiamate del "Golden Rice", una variet
che contiene beta carotene and ferro. Firmatari dell'appello anche James Watson ed il suo
collega Francis Crick che grazie alla scoperta della struttura a doppia elica del DNA vinsero il
Nobel in medicina nel 1962 e Norman Borlaug, considerato il "Padre della rivoluzione
verde", perch svilupp molte delle variet ibride di frumento che permisero al Messico negli
anni Cinquanta, Sessanta Settanta per moltiplicare la produzione. Per aver permesso la
rivoluzione verde in Sud America e Asia Borlaug venne premiato nel 1970 con il Premio
Nobel per la Pace.
Intervistato da un quotidiano spagnolo, Borlaug che molto sveglio nonostante gli 86
anni di et, ha cos risposto al giornalista che gli ricordava come gli ecologisti sostengono che
il mondo non ha bisogno delle sementi transgeniche: Lo dicono perch hanno la pancia
piena.
L'opposizione ecologista ai prodotti transgenici "snob" e conservatrice.
Le critiche vengono, come sempre, da quei settori pi privilegiati, quelli che vivono
nella comodit della societ occidentale, quelli che non hanno mai conosciuto la fame. Sono
stato ambientalista molto prima di tutti quelli che si presentano ora come tali.Mi piace
discutere di problemi ambientali. devo per dire che gli ecologisti attuali sono
eccessivamente teorici ed emotivi, non forniscono mai dati scientifici significativi. Ci sono
ecologisti ragionevoli, ma quelli che sventolano le bandiere sono degli estremisti11 la
posizione di Borlaug condivisa anche da Patrick Moore, membro fondatore e direttore per
15 anni di Greenpeace, il quale sulle pagine de il Sole 24-Ore ha scritto: Dai recenti
disordini di Seattle, in occasione della conferenza del Wto. Il movimento ambientalista si
trasformato nei fatti in un movimento protezionistico e antiscientifico che usa le questioni
commerciali come arma contro le multinazionali e i governi. Gli ambienti pi radicali hanno
finito per confondere e fuorviare l'opinione pubblica servendosi di sensazionalismo,
disinformazione e contraffazione12 .
Oggi gran parte dei leader verdi - ha rivelato l'ex dirigente di Greenpeace- sono in
realt attivisti politici che si servono della retorica ambientalista per promuovere iniziative
che hanno molto pi a che fare con la lotta di classe e con l'anti-globalizzazione che con

l'ecologia e la scienza13 .
Per quanto riguarda le biotecnologie Moore ha affermato che: Molti ambientalisti
sono violentemente contrari all'uso delle biotecnologie sebbene non sia mai stato provato che
queste possano pregiudicare la salute dell'uomo. Le preoccupazioni ecologiste riguardo agli
OGM (Organismi geneticamente modificati) sono per largamente controbilanciate dai
benefici derivanti dall'aumento della produttivit e dall'uso ridotto di fitofarmaci e
fertilizzanti. Se da un lato importante essere prudenti con qualsiasi nuova tecnologia,
dall'altro bandire le biotecnologie sarebbe tanto stupido quanto decidere di fare a meno di
computer o delle medicine.
Il prof. Redi autore di un manifesto degli scinziati in Italia ha detto: Occorre
imparare a distinguere. Certo che si devono temere i rischi e i possibili abusi, ma tutto questo
non deve oscurare l'intero orizzonte e annullare il fatto che solo dalle biotecnologie potr
venire la soluzione per emergenze planetarie quali fame e inquinamento o la sconfitta per
tante malattie genetiche o degenerative quali Alzheimer e Parkinson14.
Le richieste del terzo mondo I verdi sostengono che i prodotti transgenici
favorirebbero solo il Mondo riccho e le multinazionali, impoverendo quello meno sviluppato.
A parte il fatto che attualmente grande parte delle piantagioni transgeniche sono
sviluppate non solo negli stati Uniti e in Canada, Giappone, Europa ma anche in Messico,
Argentina, India, Cina, Cuba, Nigeria.
Ci sono evidenti benefici che non possono essere rifiutati solo perch secondo certe
ideologie politiche tutto ci che le multinazionali fanno e producono male.
A questo proposito hanno creato un certo scalpore le dichiarazioni rilasciate al
Washington Post da Hassan Adamu ministro nigeriano dell'Agricoltura e dello Sviluppo.
Nell'intervista riportata in Italia solo da La Stampa15 il ministro Nigeriano spiega che Molti
europei e nordamericani predicano agli africani di andarci cauti con l'agricoltura
biotecnologica. Ma le prove scientifiche smentiscono l'affermazione che i raccolti non
sarebbero affatto sicuri. Se accogliamo i loro allarmistici proclami, milioni di africani
soffriranno e probabilmente moriranno. Adamu ha elencato i vantaggi dei raccolti biotech:
Le sementi possono tollerare erbicidi, insetti e malattie, sono una grande promessa per aree
del mondo in cui povert e condizioni del terreno creano difficolt agricole. Nei Paesi poveri
i fertilizzanti, gli erbicidi, i macchinari e i combustibili, che le nazioni ricche danno per
scontati, sono un lusso. Nelle aree tropicali, invece, con suoli e climi inospitali, l'agricoltura
tradizionale molto difficile. Tutto ci richiede unicamente soluzioni agricole, e molte sono
state possibili grazie ai miglioramenti biotecnologici. E' moralmente sbagliato negare a
popoli disperati e affamati i mezzi per gestire il futuro, con la presunzione di sapere cos'
meglio per loro.
Adamu ha aggiunto che : E' sbagliato che la gente privilegiata presuma di sapere
cos' meglio per ciascuno di noi. E' un'imposizione, un atteggiamento colonialista. Milioni di
africani, tra cui moltissimi bambini, soffrono di fame e malnutrizione. Le biotecnologie
offrono un modo per fermare la loro sofferenza. Come ha detto Florence Wambugu, tra le pi
importanti genetiste africane che studiano le piante, ''in Africa il cibo geneticamente
modificato pu quasi radicalmente estirpare la povert''.
Adamu ha elencato i vantaggi dei raccolti biotech: Le sementi possono tollerare
erbicidi, insetti e malattie, sono una grande promessa per aree del mondo in cui povert e
condizioni del terreno creano difficolt agricole. Nei Paesi poveri i fertilizzanti, gli erbicidi, i
macchinari e i combustibili, che le nazioni ricche danno per scontati, sono un lusso.
Nelle aree tropicali, invece, con suoli e climi inospitali, l'agricoltura tradizionale

molto difficile. Tutto ci richiede unicamente soluzioni agricole, e molte sono state possibili
grazie ai miglioramenti biotecnologici. E' moralmente sbagliato negare a popoli disperati e
affamati i mezzi per gestire il futuro, con la presunzione di sapere cos' meglio per loro.
Adamu ha aggiunto che : E' sbagliato che la gente privilegiata presuma di sapere
cos' meglio per ciascuno di noi. E' un'imposizione, un atteggiamento colonialista. Milioni di
africani, tra cui moltissimi bambini, soffrono di fame e malnutrizione. Le biotecnologie
offrono un modo per fermare la loro sofferenza. Come ha detto Florence Wambugu, tra le pi
importanti genetiste africane che studiano le piante, ''in Africa il cibo geneticamente
modificato pu quasi radicalmente estirpare la povert''.
Il filippino prof. M.S. Swaminathan, un'autorit internazionale nella biotecnologia
applicata alla produzione alimentare. Per la sua competenza e capacit il prof. Swaminathan
ha vinto il World Food Prize nel 1987 ha dichiarato che:La rivoluzione genetica pu vincere
la fame nel mondo16 in un articolo pubblicato sull'International Herald Tribune, il prof.
Swaminathan ha spiegato che le biotecnologie possono garantire una "rivoluzione
sempre verde perch possono migliorare continuamente la quantit e la qualit delle piante e
degli animali, preservando anche i principi di economicit, difesa dell'ambiente e sostenibilit
sociale. La ricerca biotecnologica pu infatti far crescere piante in terreni aridi, alimentarle
anche in zone con alta salinit e grande presenza di parassiti.
L'utilizzo di una minore quantit di antiparassitari favorisce il risparmio economico
degli agricoltori e riduce l'impatto sull'ambiente. Le piante possono inoltre essere
programmate per produrre frutti che maturano pi in fretta, ritardano i tempi di
immarcimento e posseggono maggiori qualit nutritive.
Comprendo anche che questo tipo di ricerca ha spaventato molte persone.-ha scritto
il prof. Swaminathan- Agricoltori e cittadini si sono detti preoccupati di un eventuale
controllo monopolistico sui prodotti alimentari, ma questi timori dovrebbero costringere le
autorit internazionali a promuovere politiche trasparenti insieme ad un rinnovato spirito di di
collaborazione tra agricoltori e istituzioni pubbliche e private nei campi della ricerca e delle
applicazioni biotecnologiche.
L'obbiettivo comune deve essere quello di utilizzare le scoperte scientifiche al fine di
incrementare la produttivit, e le qualit nutrizionali di riso, mais, grano e patate, cos da
vincere definitivamente la fame. Tali sviluppi tecnologici devono essere messi a disposizione
di tutti, soprattutto dei poveri agricoltori dei paesi sottosviluppati.
Per quanto riguarda l'importanza delle biotecnologie per sconfiggere la fame la Fao
(l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) ha affermato che gli
ogm (Organismi geneticamente modificati) Potrebbero incrementare la produttivit anche in
terreni e culture marginali e arricchire nutrizionalmente i prodotti agricoli, fornendo un valido
contributo per sconfiggere la fame. Le biotecnologie potrebbero essere utili anche per pulire e
recuperare zone e territori contaminati dalla fuoriuscita di greggio17 . La Fao ha indicato
come esempio positivo gli ogm che 'stanno diminuendo la trasmissione di malattie animali e
umane per mezzo di nuovi vaccini'.
Su come il riso geneticamente modificato pucontribuire alla lotta contro le malattie Il
prof. Sala ha anche sottolineato l'importanza di quella ricerca che porter alla produzione di
riso con vitamina A nei semi18.
Questo successo, impossibile con la genetica tradizionale, non poca cosa, se si
considera che almeno 26 paesi in Asia, Africa e America Latina hanno il riso come
fondamento della loro alimentazione e che il riso deficiente in vitamina A. La vitamina A
nella dieta di queste popolazioni potrebbe prevenire 1-2 milioni di morti tra i bambini da 1 a

4 anni come stimato dall'Unicef19.


Biotecnologie convegno alla Cattolica Come noto le biotecnologie sono al centro di
un acceso dibattito che vede contrapposte le associazioni ambientaliste alla comunit
scientifica.
Per gli ecologisti si tratta del Cibo di Frankenstein, per gli scienziati invece gli
organismi geneticamente modificati offrono mille opportunit per sconfiggere la fame,
migliorare la qualit dei prodotti, e trovare soluzioni durature ai problemi ambientali.
Per fare il punto sul dibattito e soprattutto per precisare qual l'opinione autorevole
del mondo cattolico sull'argomento, l'Istituto di Bioetica e la Facolt di Medicina e Chirurgia
dell'Universit Cattolica del Sacro Cuore hanno organizzato sabato 18 novembre un
Congresso sul tema: Nuove Frontiere per la bioetica: le biotecnologie.
Il Convegno, di alto livello scientifico, stata un'occasione anche per celebrare il
Cinquantesimo anniversario della rivista "Medicina e Morale".
Dopo aver spiegato come l'umanit ha potuto affrontare le crescenti necessit
alimentari grazie a tecniche di selezione e miglioramento delle piante, fino agli attuali
prodotti transgenici, il dott. Luigi Rossi dell'ENEA (Ente per le Nuova Tecnologie, l'Energia e
L'Ambiente) di Roma ha affermato che: C' una scarsa consapevolezza dell'opinione
pubblica su tutto il lavoro che sta dietro alla dovizia dei prodotti alimentari presenti nei
supermercati. C' una specie di estraneit dall'agricoltura ed anche alla natura che caratterizza
le societ altamente urbanizzate.
Questo tipo di situazione rende quasi incomprensibile le procedure del miglioramento
genetico.
A questo proposito Rossi ha citato un sondaggio svolto a livello europeo da cui risulta
che il 40% delle persone intervistate convinta che solo il pomodoro transgenico abbia i
geni, mentre quello naturale sia senza geni.
Il frastuono scatenato sugli organismi geneticamente modificati- ha osservato Rossista creando un clima di sospetto che investe tutta la genetica che colpisce anche il
miglioramento genetico convenzionale. A me pare che nei paesi industrializzati dove vive
circa un miliardo di persone si assiste al dilagare di un pensiero unico di tipo New age, con
caratteristiche di natura quasi verticistica che non prende in giusta considerazione i problemi
dell'umanit tutta.
Essi non sanno distinguere i rischi reali da quelli fittizi. Le preoccupazioni che
vengono sollevate sugli effetti degli ogm in merito alla salute e all'ambiente, impallidiscono
di fronte ai rischi reali e al confronto della fame e della malnutrizione di centinaia di milioni
di esseri umani.
Dello stesso parere il prof. Giuseppe Bertoni, direttore dell'Istituto di Zootecnia della
Facolt di Agraria dell'Universit Cattolica del Sacro Cuore (Ucsc) di Piacenza, il quale ha
affermato che: Biotecnologie se le conosci non le eviti Numerosi infatti sono gli equivoci
ed i pregiudizi all'origine dell'atteggiamento negativo nei loro confronti- ha spiegato BertoniL'opposizione spesso di tipo ideologico in quanto le biotecnologie sono ritenute sempre e
comunque novit innaturali trascurando il fatto che attivit di selezione si stanno praticando
da centinaia di anni.
Il prof. Bertoni ha concluso spiegando che nel 1910 si producevano 20 quintali per
ettaro di frumento, mentre oggi se ne producono 60. Lo stesso avviene per il mais: 15 quintali
per ettaro nel 1910, 130 quintali adesso.
Nel 1910 ogni mucca produceva in media 25 litri di latte all'anno, oggi ne produce

90. Questi miglioramenti produttivi sono stati realizzati soprattutto nel Nord del Mondo, da
Stati Uniti e Paesi Europei ma si sono poi estesi a tutto il pianeta. C' allora da chiedersi
perch non si possa ipotizzare la stessa cosa per le biotecnologie.
Pi moderata ma altrettanto chiara la relazione di mons. Agostino Marchetto,
Osservatore Permanente della Santa sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle
Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao, Ifad, Pam) il quale ha spiegato che
le situazioni dell'oggi spesso non rispondono alle esigenze di benessere dell'umanit del
mondo basta pensare agli effetti della fame e della malnutrizione, di cui 826 milioni di
persone sono ancora vittime.
In merito alle biotecnologie mons. Marchetto ha riconosciuto le Enormi potenzialit
in campo agricolo anche se bisogna vedere i concreti vantaggi ed i reali beneficiari.
L'osservatore della Santa Sede ha parlato delle: variet di piante capaci di resistere alle
mutazioni climatiche e alla salinit dei suoli. I risultati gi raggiunti nella selezione dei
foraggio e delle erbe da pascolo che hanno consentito un aumento della produzione animale
in America latina. La maggiore resistenza alle malattie di miglio, sorgo e cassava in Africa.
A questo proposito mons. Marchetto ha ricordato che il ministro dell'Agricoltura della
Nigeria ha indicato nelle biotecnologie la soluzione per vincere la sofferenza e la fame.
Per quanto riguarda i controlli ed i rischi mons. Marchetto ha citato la significativa e
solida legislazione internazionale in materia consigliata dalla Fao, ed ha concluso riportando
le parole di Giovanni Paolo II che in conclusione del Giubileo degli agricoltori ha detto:
Camminate nel solco della vostra migliore tradizione aprendovi a tutti gli sviluppi
significativi dell'era tecnologica, ma conservando gelosamente i valori perenni che vi
contraddistinguono. Questa la via per dare al mondo un futuro di speranza.