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Perche si diventa depressi

DEPRESSIONE - MALATTIA EMOZIONALE - DISTURBO FISICO


Non c' un disturbo mentale che non sia anche disturbo fisico. La persona
depressa ad esempio depressa fisicamente oltre che mentalmente: le due cose
sono in realt una, ciascuna di esse un aspetto diverso della personalit. La
stessa cosa vera di ogni altra forma di cosiddetta malattia mentale.
La convinzione che "stia tutto nella testa" la grande illusione del nostro
tempo, legata all'ignoranza della realt fondamentale che la vita in tutte le sue
varie manifestazioni un fenomeno fisico.
Il termine appropriato per descrivere disturbi della personalit "malattia
emozionale".
Il termine "emozione" ( azione del sangue ) implica la nozione di movimento e
pertanto sottintende sia il dato fisico che quello mentale.
Il movimento ha luogo sul piano fisico, ma la relativa percezione avviene nella
sfera mentale.

Un disturbo emozionale coinvolge entrambi i livelli della personalit.


E poich lo spirito a muovere la persona, anch'esso coinvolto in ogni conflitto
emozionale. L'individuo depresso soffre d'una depressione dello spirito.
Se vogliamo evitare l'illusione che stia "solo nella testa", dobbiamo riconoscere
che la vera spiritualit ha una base fisica o biologica.
Analogamente dobbiamo distinguere tra fede e credenza.
La credenza (o convinzione) il risultato di un'attivit mentale, ma la fede
radicata nei profondi processi biologici del corpo. Non comprenderemo la vera
natura della fede se non studieremo questi processi negli uomini e nelle donne
che ne sono forniti o che ne sono privi.
La persona depressa una persona che ha perso la propria fede.
Nel corso di quest'analisi arriveremo ad una comprensione della base biologica
del senso di realt e del sentimento della fede. Non si esagerer a sottolineare
l'importanza di questo tipo di ricerca, poich la perdita della fede il problema
essenziale dell'uomo moderno.
Perch si diventa depressi
La depressione diventata cos comune da essere definita , una reazione
"perfettamente normale", purch, naturalmente, non "interferisca con i nostri
compiti quotidiani".
Ma anche se "normale" in senso statistico, cio in riferimento a come sentono e
si comportano la maggior parte delle persone, non pu essere considerata certo
uno stato di buona salute.
Secondo tale definizione di normalit, una tendenza schizoide con la sua
concomitante sensazione di alienazione e di distacco sarebbe anch'essa
"normale" qualora coinvolgesse la maggioranza, purch non fosse tanto grave da
portare all'ospedale.
La stessa cosa si potrebbe dire della miopia e dei dolori lombari, la cui incidenza
talmente alta, oggi, da potersi considerare condizione statisticamente normale
dell'uomo moderno.
Poich non tutti sono depressi, schizoidi, miopi, o soffrono di lombaggini,
dovremo considerare
questi individui anormali?
O non sono invece loro gli individui veramente normali mentre la maggioranza
soffre in varia misura di fenomeni patologici sia psicologici sia fisici? Nessuno
pu aspettarsi, a voler essere realistici, che un essere umano sia sempre gioioso.
Neppure i nostri bambini, pi vicini per natura a quest'emozione, sono
costantemente gioiosi.
Ma il fatto che solo occasionalmente ci innalziamo sino alle altezze della gioia
intensa non spiega la depressione. Il criterio base per il funzionamento di un

essere umano in stato di buona salute di "sentirsi bene".


Una persona sana si sente perlopi bene in tutto ci che fa, nelle relazioni, nel
lavoro, nello svago e nei movimenti. Ogni tanto dal piacere sale alla gioia intensa
e pu persino toccare la vetta dell'estasi. Di quando in quando prover anche
dolore, tristezza, afflizione e delusione.
Ma non sar depresso. Per comprendere questa differenza paragoniamo una
persona ad un violino.
Quando le corde sono accordate nel modo giusto, vibrano ed emettono un suono.
Allora uno pu suonarci una melodia lita o triste, un canto funebre o un'ode alla
gioia. Se le corde sono male accordate, il risultato sar una cacofonia. Se sono
flosce e senza tono, non si avr alcun suono. Lo strumento sar "morto", incapace
di rispondere.
Tale la condizione della persona depressa: essa incapace di rispondere.
L'incapacit di rispondere distingue lo stato depresso da ogni altra condizione
emozionale.
Una persona scorata riacquister fede e speranza allorch la situazione cambier.
Una persona abbattuta si risollever allorch sar rimossa la causa di tale sua
condizione.
Una persona triste s'illuminer alla prospettiva di un piacere.
Ma nulla suscita una risposta nella persona depressa: spesso una prospettiva di
divertimento o di piacere serve solo ad approfondirne la depressione.
In casi gravi di depressione la mancanza di capacit di risposta al mondo
chiaramente evidente. La persona gravemente depressa pu starsene a sedere su
una sedia fissando lo sguardo su nulla in particolare per ore e ore .Pu starsene
sdraiata nel letto buona parte della giornata,-incapace di trovare l'energia per
avanzare nella corrente della vita. Ma la maggior parte dei casi non cos grave.
Molte persone non sono inabili a tal punto, generalmente sono invece in grado
di continuare a dedicarsi alle loro occupazioni quotidiane. Hanno molto
probabilmente attivit lavorative che sembrano controllare in modo adeguato.
Sono casalinghe e madri che svolgono tutte le attivit necessarie. All'osservatore
casuale appaiono normali. Ma si lamentavano tutte d'essere depresse, e chi
viveva con loro e le conosce bene si rende conto della loro condizione.
Posso ad esempio sorridere continuamente, e parlare di se con grande
eccitazione.
Chiunque lincontri non indovinerebbe la natura del problema, a meno che sia
abbastanza perspicace da comprendere che le maniere celate dietro una
maschera.
Colti ad esempio alla sprovvista a volte diventano molto quieti, o svanisce il
sorriso, o il volto perde ogni espressione.
Sanno di essere depressi, e vi bisogno di uno sforzo di volont anche solamente

per alzarsi al mattino e andare a lavorare. Senza di questo probabilmente se ne


starebbero a letto a non far niente. C molto probabilmente qualcosa che manca
nella loro personalit.
Un senso di vuoto interiore unito alla mancanza di vero piacere.
Nascondono a se stessi questa cosa.
Il sorriso, la volubilit e il modo di fare sono spesso una facciata con cui si cerca
di far credere al mondo che tutto vada bene.
Posso entrare talvolta in contatto con un sentimento profondo di tristezza,
sentendo di non avere il diritto di esprimerla.
Se lo lasciano libero possono piangere , un pianto liberatorio che spesso li fa
sentire molto meglio.
Possono anche provare rabbia in quanto gli stato talvolta negato il diritto di
esprimere i propri sentimenti.
Il poter percuotere qualcosa con le gambe e con i pugni li rianima e gli solleva lo
spirito.
Occorre aiutarli a trovare la causa della propria tristezza e ad eliminare il bisogno
della maschera.
Imparando ad esprimere i propri sentimenti si allevia lo stato depressivo.
Ogni caso ovviamente diverso, ogni persona unica, e ogni personalit stata
modellata da innumerevoli fattori.
Ma indipendentemente dalla reazione possiamo delineare alcune caratteristiche
comuni in tutte le reazioni di tipo depressivo. Ad esempio qualcuno pu aver
conseguito un considerevole successo nella propria professione, o mostrare una
maschera senza fare alcuno sforzo per mobilitare la mimica espressiva, ci
denota una forma di congelamento espressivo, congelamento di qualcosa che in
queste persone morto. Una mascella rigida che conferisce un'aria truce, gli
occhi spenti, il corpo che esprime una rigidit eccessiva. Si pu soffrire di mal di
schiena , e mostrare una respirazione estremamente superficiale, una voce sottile
o piatta. Sembrano pi morti che vivi, spenti nell'espressione di qualsiasi
sentimento. Occorre con questi soggetti lavorare a lungo aiutandoli a respirare
pi profondamente ed a sciogliere il corpo, ma talvolta nonostante il loro
desiderio di star bene, non riescono a rinunciare ad atteggiamenti inconsci.
Chiusi in se stessi divengono perennemente depressi,con una graduale perdita di
sensazioni e sentimenti a cui s'accompagna una riduzione di vitalit.
Questa riduzione lentamente pu consumare fattori quali la potenza sessuale.
Pensano che la depressione sia la causa della perdita della potenza sessuale, ma
il contrario, cio che potenza sessuale svanisce man mano che la vita si
affievolisce perch le energie vitali si deprimono.
Possono con uno sforzo di volont tirando avanti, ma funzionano pi come delle
macchine che come un esseri umani.

Magari andare regolarmente in palestra per accertarsi che il loro corpo resti in
buone condizioni.
Talvolta invece, assumono espressione da idioti da clown per mascherare una
acuta intelligenza.
D'altro canto i corpi di questi individui sono fasciati di spessi muscoli malgrado
non siano atleti.
La sua muscolatura diviene tesa e ipertrofica a forza di costringere e di tener
dentro i propri sentimenti.
Ma la depressione nella propria vitalit emozionale, ossia nella capacit di
risposta emotiva.
Lo spirito non si solleva mai, si sentono come incatenati, con un peso che li tira
gi.
Questi tipi di depressione non sono tanto gravi da paralizzarli, ma comunque
depressione.
Si tratta di una forma comune.
A molti manca quell'esaltazione interiore che aggiungerebbe brio alla loro vita.
Tirano avanti ma con una determinazione spesso feroce e caratterizzata dalla
rigidit delle
macchine. L'inclemenza, la rigidit e il grigiore della loro vita interiore sono
chiaramente manifesti nei corpi e direttamente riflessi nella vita.
Altri invece gravemente depressi soffrono di tendenze suicide che possono
scaturire dalla convinzione di essere falliti come individui.
Posso essere talmente sopraffatti da un senso di fallimento personale che sono
effettivamente pronti a morire.
Il loro corpo pu rivelare rassegnazione.
Ad esempio una profonda umiliazione da bambini fatta dai genitori pu farli
ritirare da qualsiasi contatto fisici con loro.
Ma di uguale significato il fatto che si possono rivolgere contro il proprio corpo
e contro la propria sessualit.
La sensualit , la fonte di piacere vengono a questo punto negate.
Le motivazioni inconsce possono essere il desiderio di eliminare la sensibilit dal
corpo.
Il corpo, con i desideri, possono essere la causa dei propri turbamenti infantili, e
continuato poi successivamente ad essere fonte di frustrazione e di
insoddisfazione.
Possono mostrare intelligenza viva e potenziale creativo straordinari.
Chi depresso, uomo o donna che sia, vive riferendosi al passato con una
corrispondente negazione del presente.
Si continua a negare la propria tristezza, anche se non vi sono validi ragioni,
nelle situazioni presenti, che giustificano questo comportamento.

Naturalmente la persona depressa non si rende conto di vivere nel passato, in


quanto vive anche nel futuro, un futuro altrettanto irreale dal punto di vista del
presente quanto lo fu il passato.
Allorch una persona ha subito una perdita o un trauma nell'infanzia tale da
minare il suo senso di sicurezza o di auto accettazione, progetta nella propria
immagine del futuro l'esigenza di capovolgere l'esperienza passata.
Cos, un individuo che si sentito respinto da bambino, si raffigurer un futuro
che gli assicuri accettazione e approvazione.
Se ha lottato contro un senso di impotenza da bambino, la sua mente trover
naturale compensare l'insulto subito dal proprio ego con un'immagine di un
futuro in cui egli sia potente e in grado di controllare la situazione.
La mente, nelle sue fantasie e nei suoi sogni ad occhi aperti, tenta di capovolgere
una realt sfavorevole e inaccettabile, creando immagini tali da esaltare
l'individuo e gonfiarne l'ego.
Se una parte notevole dellenergia di una persona si concentra su tali immagini e
sogni, l'individuo ne perde di vista l'origine nell'esperienza infantile e sacrifica
per realizzarli il presente.
Queste immagini sono mete irreali e la loro realizzazione un obiettivo
irraggiungibile.
Quanto poco realistico sia l'atteggiamento di una persona depressa appare molto
chiaramente dal grado della perdita di contatto della persona stessa con il
proprio corpo.
Vi una mancanza di percezione di s; l'individuo non si vede cos come , dato
che la sua mente concentrata su un'immagine irreale.
Non consapevole delle limitazioni imposte dalle proprie rigidit muscolari,
eppure queste limitazioni sono la causa della sua incapacit a realizzarsi come
persona nel presente.
Non sente i disturbi che si frappongono al funzionamento del proprio corpo, la
motilit ridotta e la respirazione inibita, in quanto si identifica con il proprio
ego, con la propria volont e con la propria immaginazione.
La vita del corpo, che vita nel presente, respinta come irrilevante, poich gli
occhi sono rivolti a uno scopo futuro che il solo ad avere un significato.