Sei sulla pagina 1di 42

Attenzione e Coscienza

quel fenomeno per mezzo del quale elaboriamo


attivamente una quota limitata di informazione a
partire dallenorme quantit di informazioni che ci
bombardano quotidianamente.
Esistono vari tipi di attenzione:
1. Attenzione selettiva (vedo una persona che conosco
tra la folla)
2. Attenzione sostenuta (mantengo lo sguardo fisso sul
mio interlocutore)
3. Attenzione divisa (guardo una persona tra la folla e
continuo a camminare).
2

Come agisce lattenzione


Lattenzione focalizza le
nostre
limitate
risorse
mentali
sullinformazione
pi saliente in un certo
momento.
Per far ci occorrono alcuni
processi (alcuni controllati o
consapevoli; altri automatici
o inconsapevoli).

Cosa implica lAttenzione?


Al fine di focalizzare le nostre risorse verso una
certa informazione, lAttenzione implica due
fenomeni:

selezione: esclusione delle informazioni su


cui non ricade lattenzione (aspetto
negativo).
concentrazione: potenziamento
dellattivit mentale che circoscrive larea
dinteresse (aspetto positivo).
4

Attenzione Selettiva (AS)


la capacit di selezionare uno o pi fonti della
stimolazione interna e/o esterna di fronte a
stimolazioni contrastanti tra loro.
Ascolto un amico che parla in una stanza dove altre persone stanno
parlando (cocktail party).

la capacit di concentrarci su ci che ci


interessa, al fine di elaborare informazioni utili a
perseguire i nostri scopi.
Selezioniamo alcuni stimoli e ne ignoriamo altri, talora in modo
consapevole, talora in modo inconsapevole.

A cosa serve lAS?


Dato che il nostro sistema cognitivo
ha capacit limitate di elaborazione
delle informazioni, lattenzione
selettiva serve a proteggerci dal
sovraccarico informativo.
Tale teoria un assunto: non vi sono
spiegazioni alternative.
6

A cosa serve lAS? 2


Lattenzione selettiva consente un
migliore adattamento allambiente,
perch permette di selezionare stimoli
utili alle nostre azioni.
Selezioniamo le informazioni in relazione
alle azioni che dobbiamo compiere e
quindi in base ai nostri scopi (Processi di
controllo volontari: Funzioni esecutive).
7

AS: questioni aperte


Come selezioniamo le informazioni?
Che fine fanno le informazioni non selezionate?
Vengono elaborate dal nostro cervello o no?

Studi sullascolto dicotico (shadowing)


Il soggetto ascolta 2 differenti messaggi
per ciascun orecchio, ma deve prestare
attenzione soltanto ad uno.

Dei messaggi tralasciati, il soggetto coglie


solo alcuni aspetti
dellinformazione in ingresso (p.e. se la
voce era maschile o femminile) ma non il
suo significato complessivo.
8

Teorie strutturali dellAS


Teoria del filtro precoce (Broadbent, 1958)
Gli stimoli vengono elaborati da un filtro
selettivo che opera sulla base delle
caratteristiche fisiche degli stimoli,
selezionandole una per volta (canale unico).
Tale filtro opera precocemente, prima
dellintervento di processi cognitivi secondari
(p.e. codifica semantica).
Solo gli stimoli che passano nel collo
dellimbuto vengono elaborati.
Gli altri stimoli decadono (modello tutto-onulla).

10

Teorie strutturali dellAS 2


Teoria del filtro attenuato (Treisman , 1960)
Ben il 6% dei soggetti, durante lo shadowing, riporta
informazioni su parole presentate nellorecchio da non
focalizzare (p.e. riconosce il proprio nome).
I soggetti prestano attenzione a stimoli personalmente rilevanti,
che raggiungono cos la soglia di consapevolezza .
Gli altri stimoli sono attenuati: se per un qualche motivo
assumono una rilevanza soggettiva (p.e. nome), arrivano alla
soglia e vengono attivati.
Anzich un canale unico, esistono pi canali paralleli che
elaborano differenti caratteristiche della fonte sensoriale.

11

12

Teorie strutturali dellAS 3


Teoria del filtro tardivo (Deutsch e Deutsch ,
1966)
Alcuni soggetti, durante lo shadowing,
riconoscevano il proprio nome se
pronunciato nellorecchio da non focalizzare.
Il coefficiente di rilevanza dellinput
determina lattenzione selettiva. Tutti gli
stimoli sono analizzati integralmente, ma lo
stimolo pi rilevante che determina la risposta.
Il filtro opera nel momento in cui deve essere
selezionata la risposta.
13

Teorie attuali dellAS


Lattenzione selettiva dipende da due
meccanismi:
1. Meccanismo di attivazione che opera, prima della selezione, sia
sullinformazione rilevante che su quella irrilevante, fino alla
codifica semantica.
2. Meccanismo di inibizione attiva della risposta che opera poi solo
sulle informazioni irrilevanti.

Lattenzione selettiva ha funzioni adattive,


serve a sopprimere le interferenze dovute
a informazioni contraddittorie.
14

Processi di controllo automatici


Sono processi che si attivano durante sequenze di
azioni ben apprese:
Preparare il caff la mattina
Guidare l'automobile

Andare in bicicletta

Sono azioni attivate da eventi esterni, eseguite in


modo fluido e rapido senza decisioni coscienti e
attenzione (non penso a quale pedale premere per
mettere la frizione).
E'
possibile,
quindi,
fare
pi
azioni
contemporaneamente
Guidare e ascoltare la radio
15

Processi di controllo volontari


Le nostre azioni sono orientate al
raggiungimento di specifici scopi.
Occorre quindi che esista un sistema di
controllo che consenta di selezionare e
decidere quando realizzare i nostri scopi
e che coordini le componenti di
elaborazione.
Tale sistema non dipende dalle
stimolazioni esterne, ma un insieme di
processi che iniziano in modo autonomo.
16

Processi di controllo volontari


Sono processi che si attivano durante situazioni
nuove o che richiedono azioni intenzionali:
Preparare il caff alla turca

Frenare per ostacolo improvviso

Sono azioni che richiedono controllo attentivo,


eseguite in modo lento e sequenziale.
Sono processi utili per modificare le sequenze di
azioni apprese, interrompendole e correggendole

17

Le Funzioni esecutive
Consistono
nel
controllo
volontario del comportamento
cognitivo e motorio.
Sono processi cognitivi direttamente
coinvolti nella selezione e strutturazione
temporale delle abilit necessarie a
raggiungere gli scopi prefissati.

18

Esempi di Funzioni esecutive


Quantit di attenzione fornita in base alle
richieste di elaborazione (lezione vs. verifica).
Esecuzione coordinata di una sequenza di due o
pi compiti.
Controllo del passaggio da un compito allaltro.
Produzione di sequenze di azioni nuove o poco
apprese.
Formazione delle intenzioni.

19

Errori di cattura
Errori dovuti a un'erronea attivazione dei processi di
controllo volontario.
Dobbiamo fare un'azione nuova (p.e. Telefonare ad un collega) e
invece agiamo una sequenza abituale (p.e. componiamo nostro
numero di telefono)
Processi di controllo volontario subiscono l'interferenza dei
processi di controllo automatici

Norman e Shallice (1986) propongono la nozione di schemi, o


rappresentazioni mnestiche, che guidano le nostre azioni.

Sistema Attentivo Supervisore (SAS), che


organizza e controlla gli schemi da attivare,
inibendo quelli irrilevanti

20

In generale, siamo consapevoli di ci


che accade intorno a noi.

Chi dorme ha per un livello di


consapevolezza minore. Chi in coma
quasi nullo.

La coscienza di uno stimolo


sensoriale emerge dopo 500 ms,
quindi si ha coscienza solo dopo
lavvenimento.

Siamo

in
grado
di
controllare
consapevolmente le nostre attivit:

possiamo iniziarle, monitorarle e terminarle.

possibile cos sia correggere gli errori


tramite un feedback continuo con
lambiente sia programmare eventi futuri
rappresentandoli coscientemente.

Psicologia

del '900 attribuiva ai processi


coscienti un ruolo cruciale (James, Wundt:
introspezione)
Nella prospettiva di James, la Coscienza
coincide con la capacit di separare il S
dallAltro-da-S (interno/esterno).
Definizione

ampia che comprende anche gli

animali
Per, la percezione di S esiste anche in stati di
alterazione della coscienza dove viene meno il
contatto con la realt (sonno; ebbrezza da alcool).
23

Nella

visione psicodinamica di Freud la


Coscienza viene opposta allInconscio.
Coscienza e Inconscio si implicano a vicenda.
Inconscio coincide con gli impulsi primari (istinti e
desideri sessuali) che influenzano la vita psichica.
La coscienza solo la minima parte della vita
psichica.

24

La metafora dellIceberg
Conscio
o Coscienza

Preconscio: contenuti che possono


riemergere
Inconscio: contenuti non
consapevoli

25

Il Cognitivismo rivaluta la coscienza


parlando della cognizione umana come
espressione di meccanismi consapevoli e
inconsapevoli

Coscienza

coincide con laspetto soggettivo


della capacit di pensare, elaborare gli stimoli
ed indirizzare la nostra condotta verso azioni
future e goal-oriented.
Inconscio Cognitivo coincide con i ricordi, le
conoscenze e i processi di pensiero che
influenzano la condotta, ma che non sono
direttamente accessibili (processi automatici).
26

Il

cognitivismo distingue tra:

Processi
Automatici
(o
Conoscenza
procedurale) relativi alle attivit volontarie
che sono divenute automatiche a causa
dellesercizio e della pratica
Processi
Volontari
(o
Conoscenza
dichiarativa)
relativi
ai
contenuti
inconsapevoli che possiamo fare emergere se
prestiamo attenzione ai processi sottostanti
alle attivit volontarie (processi intenzionali).

27

Dualismo
cartesiano
postulava
la
distinzione tra mente e corpo, messi in
contatto dallanima (cuore; cervello)

Ghiandola pineale: posta alla base del


cervello

Tale

Anima vegetativa = regola le funzioni


vitali/fisiologiche (battito cardiaco; respiro);
mortale perch connessa al corpo.
Anima razionale = regola la coscienza;
consente di ragionare; immortale perch
connessa alla mente.

posizione non scientifica!


28

Relazioni mente-corpo sono studiate a


partire dal funzionamento del cervello.

La mente cosciente il risultato dellattivit


neuronale del SNC.
Tale affermazione dimostrata empiricamente
grazie a specifiche tecniche di studio:

Stimolazione di aree cerebrali in soggetti


coscienti; generalmente effettuata su pazienti
con focolai epilettici non anestetizzati perch la
corteccia insensibile al dolore; soggetto
percepisce suoni in modo cosciente, avendo
anche limpressione di rivivere esperienze
passate.
29

Tecnica

del cervello diviso: Emisferi


simmetrici ed autonomi, connessi dal setto
interemisferico.
In alcuni casi di epilessia il setto reciso per
evitare che i focolai epilettici si diffondano. I
pazienti hanno, quindi, il cervello diviso.
Emisferi sono specializzati:

Emisfero sinistro sovraintende alle funzioni verbali;


al linguaggio e alla scrittura; al ragionamento e al
problem-solving metematico
Emisfero destro sovraintende alle funzioni spaziali
e non-verbali (processamento di immagini e suoni).

Specializzazione emisferica relativa; se un lato si


ammala,
laltro
lato
recupera
(differenze
bambini/adulti).
30

Tecnica

del cervello diviso: ha dimostrato


anche lesistenza di due S coscienti.
Invio di differenti segnali ai due emisferi ha
dimostrato che ciascun emisfero, elabora le
informazioni, ricorda e funziona separatamente
dallaltro.
Il setto ha funzione dintegrazione non solo
fisiologica, ma anche psicologica; i soggetti
sperimentano lintegrit della coscienza.

31

Si

caratterizza per la ridotta reattivit


agli stimoli ambientali e la ridotta
coscienza.
Sorge spontaneamente e si caratterizza
per lalternanza sonno-veglia.
Le conoscenze attuali sul sonno le
dobbiamo alle registrazioni con
strumenti come lEEG ed altri strumenti
di indagine.

Veglia attiva
Sonno (Fasi del sonno N-REM):
Fase 0 (veglia rilassata): onde alpha ad alta
frequenza; fase zero del sonno.
Fase 1 (dormiveglia): onde alpha con ampiezza
ridotta; addormentamento.
Fase 2 (sonno medio): onde miste
Fase 3 (sonno sincronizzato): tracciato irregolare e
per svegliare il soggetto occorre uno stimolo di
forte intensit.
Fase 4 (sonno profondo): onde delta (lente e
irregolari).

Sonno REM (Rapid Eyes Movements): Prima di


ritornare allo stadio 1.

Gli

stadi vengono compiuti in


sequenza da un dormiente in 90
minuti circa.
Dopo si riparte dallo stadio 1 per
un altro ciclo.
In una notte vengono effettuati 4-6
cicli.

Il sonno NREM si definisce ortodosso.


Lattivit cerebrale lenta, come il battito
del cuore e la respirazione.
Il soggetto immobile, tranquillo, con occhi
chiusi e fermi e ha un respiro lento e
regolare; il tono muscolare basso e il
battito cardiaco regolare.

Se

svegliati, nel 25% dei casi riportiamo sogni


sotto forma di pensieri.

Il sonno REM si definisce paradosso, perch le


onde celebrali prodotte sono quelle dello stato di
veglia, e lattivit cerebrale molto simile alla
veglia.

Il soggetto si agita; il volto fa smorfie e le pupille


cominciano a muoversi come se si sta seguendo
qualcuno;
Il soggetto per non si desta, ma reagisce agli stimoli
esterni.

Fase in cui
intervistati).

si

sogna

(80%

dei

soggetti

Storie illogiche, bizzarre e incoerenti; fusione dei


personaggi; trasposizione e spostamento; sogni a
carattere magico, a volte simili al pensiero
schizofrenico.

Cosa distingue il sonno REM dal delirio?

Il sogno avviene in uno stato specifico della


coscienza che il sonno;
Le tracce sono labili; spesso non ricordiamo i
contenuti onirici, laddove, allucinazioni e deliri
sono persistenti e dotati di realt.

Privazione del
conseguenze:

sonno

porta

gravi

Spossatezza e calo di concentrazione;


Dopo 4 giorni allucinazioni e deliri, fino alla
morte.

La

ricerca sperimentale non ha ancora chiarito


le funzioni specifiche del sogno.
Alcune ipotesi suggestive si ispirano ad un
criterio genericamente adattivo.
Lattivit onirica avrebbe un ruolo di integratore e
regolatore delle informazioni ricevute durante la
veglia.
Lattivit onirica sarebbe responsabile di una sorta
di metabolizzazione degli apprendimenti utili o
funzionali alla condizione psicologica attuale del
sognatore.

Il

sogno unesperienza mentale tipica


caratterizzata da:

caratteristiche percettive
svolgimento sequenziale
eventuali elementi di bizzarria
frequente vissuto di partecipazione personale
inefficienza dellesame di realt
perdita di controllo volontario del pensiero.

Per Freud
Sogno =
soddisfazione allucinatoria di un
desiderio.
soluzione di compromesso (come il
sintomo nevrotico) tra desideri rimossi,
che tendono a riemergere, e le istanze
difensive dellIo.

Per Freud occorre distinguere:


Contenuto onirico manifesto = ci che si ricorda al
risveglio
Contenuto onirico latente = desideri, tendenze inconsce
Esiste quindi il cosiddetto lavoro onirico, fondato sulla
censura onirica = funzione che tende ad impedire ai
desideri inconsci di pervenire alla coscienza.
Materiale attuale e infantile (residui diurni o desideri
infantili rimossi)
Il sogno il custode del sonno perch rappresenta un
compromesso tra il desiderio di dormire e lemergere dei
desideri rimossi (valvola di sicurezza, e gli incubi?)