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ALFABETO AMBIENTE

A come...Aria
che respiriamo
i quaderni del CEA di Carpi - Novi - Soliera

Le fonti e le cause dellinquinamento


atmosferico
Effetti sulluomo e sullambiente
Misure di prevenzione e stili di vita corretti

LINQUINAMENTO AT M O S FE R I CO
I primi rapporti sullo stato dellambiente
negli anni settanta ponevano in prima
linea il problema della esauribilit delle
materie prime, in particolare delle fonti di
energia derivanti dai combustibili fossili;
allo stato attuale, il problema principale
non pi la scarsit delle materie prime,
ma la limitata capacit dei sistemi ecologici di ricevere sostanze inquinanti senza
esserne danneggiati in modo irreversibile.
Tra questi sistemi ecologici c laria, in cui
vengono giornalmente immesse sostanze
chimiche di ogni tipo prodotte dalle attivit umane.
Produzione di energia elettrica, attivit
industriali, riscaldamento e soprattutto il
trasporto su gomma costituiscono le sorgenti pi rilevanti di inquinamento atmosferico; le loro emissioni sono responsabili di cinque dei dodici problemi ambientali
prioritari individuati dallAgenzia Europea
per lambiente:
cambiamenti climatici;
riduzione dellozono stratosferico;
acidificazione ed eutrofizzazione;
ozono troposferico;
qualit dellaria in ambiente urbano.

Alcuni di questi interessano lintero pianeta e costituiscono quindi linquinamento


su scala globale (cambiamenti climatici e
ozono troposferico), altri invece hanno
influenze su scale pi limitate che vanno
da centinaia di km per linquinamento
regionale (acidificazione ed eutrofizzazione) a decine di km per quello locale (qualit dellaria in ambiente urbano).
La salute delluomo viene quindi minacciata direttamente dallaria che respira
nelle aree urbanizzate, dove vive pi di 2/3
della popolazione mondiale, o indirettamente da modificazioni dellambiente
naturale che su lungo periodo costituiscono un rischio per la sopravvivenza dellintero pianeta.

Sorgenti

Caratteristiche
chimico fisiche

Effetti sulluomo
e sullambiente

BIOSSIDO DI
ZOLFO
(SO2)

Processi metallurgici e processi


di combustione dei combustibili
solidi (carbone) o liquidi (gaso lio) di tipo fossile.

un gas incolore, di odor e


pungente che si accumula negli
strati pi bassi dellatmosfera e
che reagisce con lumidit dellaria trasformandosi in acido
solforico (uno dei protagonisti
delle piogge acide).

un forte irritante soprattutto


delle prime vie aeree.
Valori inferiori a 1.3 mg/m3
sono probabilmente dannosi
per le foglie delle piante.

OSSIDI
DI AZOTO
(NO2, NO)

Il monossido di azoto (NO) si


forma per combinazione diretta
dellazoto e dellossigeno atmosferico in tutti i processi di
combustione caratterizzati da
alte temperature, specialmente
nei motori a combustione inter na.
Il biossido di azoto si forma
dallossidazione di NO in segui to ad un rapido raffreddamento.
La fonte principale il traffico
veicolare e la combustione dei
combustibili liquidi (il gasolio ne
emette di pi rispetto alla ben zina). La concentrazione negli
scarichi delle auto maggior e
in accelerazione e marcia di
crociera.

NO un gas inodore, incolore e


insapore, NO2 caratterizzato
invece da odore pungente e da
colore rosso-bruno.

NO2 cinque volte pi tossico


del NO; non solubile in acqua
e arriva alle vie respiratorie pi
profonde provocando alterazioni della molecole di emoglobina
nei globuli rossi del sangue.
Nellambiente contribuisce alla
formazione delle piogge acide,
alla diminuzione dello strato di
ozono e alla formazione dello
smog fotochimico.

MONOSSIDO DI
CARBONIO
(CO)

Deriva da processi di combu stione incompleti, che avvengono in carenza di ossigeno (auto veicoli, riscaldamento, impianti
industriali). La fonte principale
sono gli scarichi veicolari, in
particolare dei veicoli a benzina.
La concentrazione di CO dipen de dalle condizioni di funziona mento del motore ( maggiore
in decelerazione e al minimo).
Negli ambienti interni viene prodotto dal fumo di sigaretta e in
seguito al malfunzionamento
delle stufe.

un gas tossico, inodore,


incolore e insapore, leggermente pi leggero dellaria.

Si lega allemoglobina molto pi


facilmente rispetto allossigeno
(500 volte di pi) e pu causare
notevoli difficolt respiratorie
(fino anche al soffocamento in
ambienti chiusi) per la diminuzione del trasporto dellossigeno nel sangue.

OZONO
TROPOSFERICO

Si forma in seguito a comples se reazioni chimiche favorite


dalla radiazione solare. I suoi
precursori sono gli ossidi di
azoto e gli idrocarburi non
metanici, che si accumulano
spesso in aree extra urbane e in
campagna. Lozono si forma
anche nella stratosfera dove, a
25 km di altezza, svolge linso stituibile funzione di schermare
la terra contro le radiazioni
solari di tipo UVC.

un gas di colore azzurro, con


odore pungente ed tossico
anche a basse concentrazioni.

molto irritante delle vie aeree


profonde e pu causare anche
edema polmonare.
Questo gas produce nellambiente un rapido deterioramento dei materiali e diminuisce la
produttivit delle piante.

LINQUINAMENTO AT M O S FE R I CO

POLVERI
TOTALI
SOSPESE
(PTS)

METALLI
CONTENUTI
NEL
PULVISCOLO
ATMOSFERICO

FLUORO

BENZENE

Sorgenti

Caratteristiche
chimico fisiche

Effetti sulluomo
e sullambiente

In ambiente urbano la loro pr esenza dovuta ai processi di


combustione (emissioni veicolari, riscaldamento) e alle attivit
industriali (ceramica, fonderie,
ecc.).

Sono particelle solide o goccio line piccolissime. Le particelle


pi grandi (diametro>10mm), in
genere ceneri o polveri, tendo no a depositarsi al suolo, men tre quelle pi piccole rimango no in sospensione nellaria.
Queste particelle sono costitui te da sostanze chimiche di
natura sia organica che inorga nica (metalli, idrocarburi, acidi,
basi).

Attaccano principalmente lapparato respiratorio. Le particelle


pi grosse vengono catturate
dalle cavit nasali, mentre le pi
piccole sono fermate dalle
mucose. Le ciglia che ricoprono
le vie aeree provvedono ad
allontanarle verso lesterno per
evitare che giungano fino agli
alveoli polmonari. Solo la frazio ne pi piccola arriva agli alveoli
dove pu essere assorbita dal
sangue e provocare intossicazione.
Nellambiente contribuiscono
alla diminuzione della traspa renza dellaria e allannerimento
e/o corrosione di monumenti,
edifici, ecc.

Piombo, manganese, nichel,


cromo, cadmio sono prodotti
dalla maggior parte dei cicli
produttivi (ind.metalmeccaniche, fonderie, ceramiche, ecc.).
Il piombo deriva anche dai
motori a combustione interna
che utilizzano benzine contenenti piombo; negli ultimi anni,
a seguito di una direttiva CEE, il
consumo di benzine al piombo
ha subito una drastica riduzione.

Le particelle atmosferiche possono essere inerti (polvere di


ghisa e ferro), fibrosanti (silice),
allergizzanti (cromo), tossiche
(piombo, cadmio, arsenico).

Alcune di queste particelle sono


potenzialmente pericolose
per la salute anche in piccole
quantit.

Viene emesso durante la lavorazione di argille nellindustria


ceramica.

un gas di colore giallo pallido


e molto aggressivo.

Ha un certo rilievo ambientale


soprattutto nei comprensori
ceramici.

Nei processi industriali in parte


stato sostituito da altri com posti, ma rimane come costi tuente delle benzine (anche
quella verde). Il traffico veicolare quindi la fonte principale
dellinquinamento da benzene.

un idrocarburo liquido, volati le, incolore, infiammabile, termicamente molto stabile e alta mente tossico. un prodotto
da cui si ottengono molti deri vati.

E il composto aromatico pi
pericoloso per la salute. Lo si
trova diffuso un po ovunque
nellatmosfera, data la sua ele vata stabilit chimica.
Lorganismo lo introduce per via
cutanea, per ingestione e
soprattutto per inalazione. La
International Agency for
Research on Cancer (IARC)
classifica il benzene nel gruppo
1, cio tra le sostanze per le
quali esiste una evidenza
accertata della induzione di
tumori nelluomo.

Sorgenti

Caratteristiche
chimico fisiche

Effetti sulluomo
e sullambiente

POLVERI
SOTTILI
(PM10)

Queste particelle derivano dalla


fusione di goccioline ancora pi
piccole di aerosol atmosferico
contenenti i residui carboniosi
derivate dalla combustione
(traffico urbano).

Particelle con dimensioni inferiori ai 10 mm costituite per lo


pi da metalli pesanti (piombo,
cadmio, ecc.) e da sostanze
come gli idrocarburi policiclici
aromatici (IPA).

Queste fini particelle, chimicamente attive, si depositano in


grandi quantit a livello degli
alveoli polmonari portando nelle
zone profonde dellapparato
respiratorio sostanze tossiche e
producendo reazioni infiammatorie a livello dei polmoni.

IL FUMO
DI TABACCO

una pericolosa fonte di inqui namento soprattutto degli


ambienti chiusi. formato da
due componenti: la prima deri va dal fumo aspirato dal fuma tore e la seconda dalla combu stione della sigaretta. Il fumo
passivo meno concentrato del
fumo attivo, ma pi ricco di
componenti tossici e cancerogeni che sono presenti nella
componente aspirata.

Formato da particelle sospese


respirabili come la nicotina, il
benzene, lacroleina, il pirene,
lossido di carbonio.

I danni alla salute sono propor zionali alla dose e alla durata
dellesposizione e comportano
un aumento delle malattie coronariche, di bronchiti croniche e
di tumori polmonari.

RIFERIMENTI NORMATIVI
Complessivamente la materia governata
da:
25 trattati, convenzioni e protocolli internazionali;
50 norme comunitarie;
80 norme nazionali.
Le azioni intraprese per contenere il
degrado dellambiente atmosferico possono essere suddivise in due grandi gruppi:
1 i provvedimenti volti alla limitazione
delle emissioni, tra cui i protocolli di
Montreal del 1987 e di Kyoto del 1997.
I protocolli di Montreal e Kyoto sono tra i
pi importanti accordi a livello internazionale e costituiscono uno sforzo notevole
di mediazione tra interessi di tipo economico e problematiche ambientali. Il primo
ha determinato la scomparsa graduale dal
mercato delle sostanze responsabili della
riduzione dellozono stratosferico e si pu
dire che gli obiettivi prefissati siano stati
ormai raggiunti; il secondo invece, pi
recente, relativo alla diminuzione graduale dei gas che provocano le alterazioni
climatiche e leffetto serra. In questo
campo il cammino ancora lungo e
richiede una drastica riduzione dei consumi energetici in tutti i settori, oltre che
ingenti investimenti per lo sviluppo di
nuove tecnologie ad alta efficienza e a
basso impatto ambientale.
2 le normative emanate per il conteni mento dei valori di concentrazione
degli inquinanti in aria.
A livello europeo le direttive fondamentali sono la 96/62/CE (per la valutazione e
gestione della qualit dellaria), le direttive
figlie 99/30/CE e 2000/69/CE (pi tecniche e operative) e la pi recente
2002/3/CE (relativa allozono nellaria).

GLOSSARIO
A livello italiano il D.Lgs n. 351 del 1999
e il DM 60 del 2002 recepiscono le direttive europee.
Punti chiave del nuovo impianto normativo sono:
la valutazione della qualit dellaria
(monitoraggio e strumenti di stima);
la gestione della qualit dellaria (prevenzione e riduzione degli effetti dannosi
per la salute umana e dellambiente).
A livello regionale, la L.R. 3 del 21/4/99
riforma il sistema regionale e locale. La
Regione Emilia Romagna mantiene il proprio ruolo nel dettare gli indirizzi e gli
obiettivi che dovranno essere realizzati
dalle Province e dagli Enti locali.
A livello provinciale: in seguito al documento regionale, la Provincia di Modena
stata suddivisa in due zone: la zona A, che
comprende i territori ad elevata attivit
antropica e i comuni in via di sviluppo
dove c il rischio di superamento dei
valori limite; e la zona B, che comprende i
comuni in cui presente o prevedibile
una attivit antropica media e i dati di
qualit dellaria sono sotto il valore limite.
Allinterno della zona A viene individuato
lagglomerato R4, rappresentato da
Mod ena e co muni confinanti
(C a m p o g a l l i a n o , C a r p i , S o l i e r a ,
Nonantola, Castelfranco E., San Cesario)
e lagglomerato R5, costituito dai Comuni
del Distretto ceramico (Formigine,
Fiorano, Sassuolo, Maranello,
Castelvetro).

ACIDIFICAZIONE
DELLE
ACQUE
SUPERFICIALI - Processo chimico causato dallinquinamento idrico e atmosferico, che determina una diminuzione del pH
delle acque superficiali.
EUTROFIZZAZIONE - Quando un
ambiente acquatico si arricchisce di
sostanze nutritive provenienti dall'agricoltura (fertilizzanti) e dagli scarichi fognari
non depurati, nei laghi o nei mari poco profondi o con scarso ricambio idrico, ci provoca cambiamenti tipici quali l'eccessivo
incremento della produzione di alghe e/o
di alghe microscopiche che, alla fine del
ciclo vitale, vanno in decomposizione. La
conseguenza dell'eutrofizzazione il
degrado della qualit dell'acqua tale da
ridurne o precluderne l'uso, con la distruzione delle principali forme di vita acquatica.
EFFETTO SERRA - Fenomeno per cui
l'atmosfera terrestre intrappola il calore del
sole al suo interno con conseguente riscaldamento della superficie terrestre. In conseguenza della combustione dei combustibili fossili come legna, carbone e petrolio per usi industriali, domestici e per i
mezzi di trasporto, la quantit di anidride
carbonica nell'atmosfera aumentata del
26% tra il 1860 e il 1986. Se questa tendenza continuasse il bilancio termico della
bassa atmosfera verrebbe alterato in
modo tale che la temperatura media dell'atmosfera aumenterebbe di 4 C e le
temperature dei poli del doppio. Lo scioglimento delle calotte polari causerebbe
un aumento del livello del mare con conseguenti inondazioni delle citt e dei terreni industriali e agricoli.
CAMBIAMENTI CLIMATICI - I cambiamenti climatici riguardano laumento, in
intensit e frequenza, dei fenomeni estremi
(uragani, temporali, inondazioni, siccit,
ecc.), laumento del livello dei mari, la

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desertificazione, laumento di temperatura,
la perdita di biodiversit. Oggi ormai levidenza scientifica del legame delle alterazioni del clima con le attivit antropiche
gode di largo consenso fra gli scienziati.

OZONO - L'ozono atmosferico una


molecola consistente di tre atomi di ossigeno (l'ossigeno atmosferico ne contiene
solo due). Nella stratosfera, l'ozono forma
uno strato protettivo che blocca le radiazioni ultraviolette del sole. Ogni anno,
durante la primavera dellemisfero australe, la concentrazione dellozono stratosferi co nellarea situata in prossimit del Polo
Sud diminuisce a causa di variazioni naturali. Una diminuzione dell'ozono stratosferico (buco dellozono) permette a tali
radiazioni di raggiungere la terra. La riduzione delleffetto schermante dellozono
comporta un conseguente aumento dei
raggi UV che giungono sulla superficie
della Terra. Nelluomo leccessiva esposizione a questi raggi correlata ad un
aumento del rischio di cancro della pelle,
generato a seguito delle mutazioni indotte
nel DNA delle cellule epiteliali. La distruzione dell'ozono dovuta al rilascio nell'atmosfera di clorofluorocarburi, composti
impiegati nella refrigerazione, negli aerosol
e come solventi nell'industria. Quando raggiungono la stratosfera si decompongono
liberando atomi di cloro e di bromo che
innescano una reazione di distruzione dell'ozono.

LARIA CHE RESPIRIAMO


Laria che respiriamo costituita per il 78% da azoto (N2), per
il 20,9% da ossigeno (O2) e per
lo 0,2% da anidride carbonica
(CO2), gas nobili (elio, ecc.) e
idrogeno (H2).
Laria rappresenta una materia
prima indispensabile per la vita
degli organismi viventi: infatti
fonte dellossigeno necessario
ai processi di produzione dellenergia che sono alla base della
vita e dellattivit cellulare.
Gli interscambi tra aria, atmosfera e organismi viventi avvengono attraverso vari organi e
apparati, fra questi lApparato
Respiratorio rappresenta il principale sistema di contatto con
latmosfera e tutto ci che in
essa presente.

Un individuo adulto respira:


in condizioni di riposo: dai 6 ai 9 litri di aria al minuto (circa 9-13 metri cubi al giorno);
durante una attivit fisica intensa: 130 litri al minuto;
durante una attivit fisica moderata: 60 litri al
minuto.
Questi volumi daria sono filtrati da una superficie
respiratoria che si sviluppa per estensione complessiva di ben 130-150 metri quadrati.
Linquinamento atmosferico dato dalla presenza
nellaria di una o pi sostanze indesiderabili o estranee, in quantit e per una durata tali da alterare la
salubrit dellaria stessa e da costituire un pericolo
per la salute umana.
Se si considera la qualit dellaria che viene quotidianamente respirata da un individuo, ci si pu meglio
rendere conto della sua importanza ai fini della salute
e dei rischi collegati alla respirazione di aria inquinata.

LE FONTI E LE CAUSE DELLINQUINAMENTO ATMOSFERICO

LE SORGENTI
DI ORIGINE NATURALE

Anticamente le uniche sorgenti di inquinamento


atmosferico erano di origine naturale. Tra queste
sono da citare gli incendi, le erosioni eoliche dei terreni senza vegetazione, le eruzioni vulcaniche e i processi degradativi di tipo biologico della sostanza
organica.
Le eruzioni vulcaniche possono produrre biossido di
zolfo, monossido di carbonio, particelle sospese; i
fulmini producono invece ozono e ossidi di azoto.
Lozono viene prodotto anche nella stratosfera dallinterazione tra molecole di ossigeno e la radiazione
solare ultravioletta.
La decomposizione delle sostanze organiche produce metano ed ossidi dazoto. I primi costituiscono
la quasi totalit degli idrocarburi presenti in atmosfera, mentre i secondi, assieme allanidride carbonica
e ad altri gas, sono i principali responsabili delleffetto serra.

E SORGENTI
DI ORIGINE ANTROPICA

Le sorgenti di origine antropica sono la vera causa


dellinquinamento atmosferico. La gran quantit di
veleni immessi in atmosfera dalle attivit umane ha,
infatti, compromesso il complesso equilibrio della
biosfera minacciando le forme di vita presenti sulla
terra.
Le emissioni possono essere suddivise in tre categorie principali a seconda della sorgente che le genera:
attivit produttive di tipo industriale, artigianale o
di servizio;
traffico veicolare che con laumento dei veicoli circolanti divenuta una delle sorgenti di inquinamento
pi importanti, soprattutto nelle aree urbane;
processi di combustione per la produzione di calore: includono sia gli impianti termici industriali che
quelli domestici (con la metanizzazione diffusa queste
emissioni costituiscono ora una fonte inquinante di
scarso rilievo).

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LE FONTI E LE CAUSE DELLINQUINAMENTO ATMOSFERICO


GLI INQUINANTI: EFFETTI
SULLUOMO
E SULLAMBIENTE

Gli effetti patologici dellinquinamento atmosferico


sono in gran parte dovuti allimpatto degli inquinanti
sullapparato respiratorio, che ha una superficie
notevolmente estesa (basti pensare che la superficie
della mucosa respiratoria 50 volte pi estesa della
superficie della cute!). Lorgano critico rappresentato dagli alveoli polmonari che quotidianamente
vengono in contatto con quasi diecimila litri di aria.
Nei paesi industrializzati, una delle patologie pi diffuse la bronchite cronica, le cui cause principali
sono linquinamento atmosferico, le infezioni e il
fumo di tabacco.
Anche il notevole incremento dei casi di allergia
correlabile allinquinamento atmosferico.
In base agli effetti prodotti, gli inquinanti possono
essere suddivisi in:
tossici ed irritanti (biossido di zolfo e biossido di
azoto);
asfissianti cellulari (monossido di carbonio e
acido solfidrico);
cancerogeni (idrocarburi aromatici, cadmio,
amianto ecc.);
ossidanti (ozono, biossido di azoto).

IL MONITORAGGIO
IL BIOMONITORAGGIO
La corretta mappatura dellinquinamento di una certa area
implica uno studio approfondito
e prolungato nel tempo. Le tradizionali tecniche di rilevamento
dellinquinamento consistono in
analisi fisiche, chimiche e
microbiologiche. Tali procedure,
sicuramente di fondamentale
importanza, oltre ad essere
estremamente costose forniscono dati non sempre comprensibili a tutti. Per questo
motivo negli ultimi anni si sta
affiancando il biomonitoraggio
alle tradizionali tecniche di
monitoraggio. Biomonitoraggio
significa infatti monitoraggio
dellinquinamento
mediante

luso di organismi viventi, gli indicatori biologici, i


quali reagiscono con variazioni del loro stato a determinate concentrazioni di inquinanti. Il biomonitoraggio si basa sulle variazioni ecologiche indotte dallinquinamento sullambiente. Tali variazioni si manifestano in modo pi o meno evidente a tre livelli diversi:
1 Accumulo delle sostanze inquinanti negli organismi;
2 Modificazioni morfologiche degli organismi;
3 Modificazioni nella composizione delle comunit
vegetali e animali.
Nel monitoraggio ambientale possono essere usati
come indicatori o come accumulatori i licheni. Nel
primo caso (indicatori), i licheni reagiscono allinquinamento atmosferico causato da ossidi di zolfo e di
azoto riducendo la loro presenza; nel secondo caso
(accumulatori), i licheni accumulano sostanze inquinanti e tossiche come radionuclidi e metalli pesanti,
rilevabili mediante analisi quantitative e qualitative.

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IL MONITORAGGIO
LA RETE
DI MONITORAGGIO
IN PROVINCIA DI MODENA
La rete di monitoraggio in
Provincia di Modena, nata nel
1990 e strutturata nel 1995,
costituita oggi da 14 postazioni
fisse, 5 ubicate nel Comune di
Modena e le restanti collocate
nei principali centri abitati del
territorio provinciale.
Per campagne specifiche di
breve durata, in zone non interessate dal monitoraggio continuo, viene impiegato anche un
mezzo mobile di META s.p.a.,
di Modena.
Presso ogni stazione installata
ununit di trasmissione dati
che invia i parametri rilevati al
Centro Elaborazione Dati (CED,
che rappresenta il punto di
supervisione di tutto ci che
accade in periferia), collocato
presso la sede dellARPA.

NEL COMUNE DI CARPI


Il monitoraggio della qualit dellaria nel Comune di
Carpi viene effettuato tramite due postazioni della
rete fissa collocate in Via Marx (Carpi 1) ed in Via
Remesina (Carpi 2). A queste due postazioni viene
affiancato il mezzo mobile di META s.p.a. che effettua
campagne di breve durata in punti del territorio ritenuti significativi.
UBICAZIONE

Viale C. Marx,
campo sportivo

Via Remesina

PARAMETRI
MISURATI

NO, NO2, CO,


Polveri Totali
Sospese (PTS),
parametri
meteorologici.

NO, NO2, CO,


PTS, benzene,
toluene e xileni
(BTX), polveri
sottili (PM10),
parametri
meteorologici.

TIPO
DI AREA

Urbana, densamente popolata,


limitrofa ad una
via con traffico
relativamente
intenso. Pu
essere ritenuta
significativa di
una delle situazioni a maggior
inquinamento
del centro abitato di Carpi.

Area ai margini
di unarea scolastica dove il traffico stradale
notevolmente
inferiore.

SORGENTI
DINQUINAMENTO

Traffico veicolare
e centrali termiche per riscaldamento.

Traffico veicolare
e centrali termiche per riscaldamento.

LA QUALITA DEI DATI


La qualit dei dati forniti dagli
analizzatori, e pi in generale
dalle reti di monitoraggio,
dipende da numerosi fattori che
coinvolgono i diversi componenti della catena della misura:
le linee di rilievo, lo stato di
manutenzione e la taratura della
strumentazione, lacquisizione e
il trattamento dei dati.

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A N DA M E N TI TEMPORALI DELLA CO N C E N T R AZIONE DEGLI

INQUINANTI NELL ARIA, anno 2002, Ca r p i

MONOSSIDO DI CARBONIO - CO

POLVERI SOTTILI - PM10

BIOSSIDO DI AZOTO NO2

BENZENE

VALORE LIMITE:
max 8 h al giorno 10 mg/m3
PROTEZIONE DELLA SALUTE:
16 mg/m3

VALORE LIMITE:
40 g/m3
PROTEZIONE DELLA SALUTE:
44.8 g/m3

VALORE LIMITE:
40 g/m3
PROTEZIONE DELLA SALUTE:
56 g/m3

VALORE LIMITE:
5 g/m3
PROTEZIONE DELLA SALUTE:
10 g/m3

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benzene, toluene e xileni (BTX)

Nei grafici settimana tipica si valuta landamento della concentrazione della sostanza nei vari giorni della settimana. Vengono confrontati i dati
dellAgglomerato di appartenenza (R4, Modena e comuni confinanti), della stazione di rilevamento Carpi 1 e della stazione Carpi 2. Risulta evidente il calo della
concentrazione di sostanza nelle giornate festive.

Nei grafici giorno tipico si valuta landamento della concentrazione durante la giornata. Sono evidenti i picchi corrispondenti alle ore della giornata caratterizzate da maggiore intensit di traffico.
Nei grafici giorno tipico settimanale si analizza la variabilit settimanale del giorno tipico (giorni feriali/festivi).
Inoltre sono evidenziati i valori limite di riferimento previsti dal nuovo DM 60 e i livelli stabiliti per la protezione della salute umana.

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CONSIGLI UTILI
Ogni cittadino pu aiutare a ridurre linquinamento dellaria adottando misure di
prevenzione e stili di vita corretti: nelle
scelte quotidiane, andando al lavoro o a
scuola, usando il riscaldamento o laria
condizionata, facendo scelte che possono
influenzare linquinamento.
GUIDARE MENO - I due modi per ridurr e
l'inquinamento atmosferico sono guidare
meno e migliorare il proprio stile di guida.
Diminuire il numero dei chilometri percorsi
aiuta a diminuire l'inquinamento atmosferico. Migliorare lo stile di guida riduce il
contributo della propria auto all'inquinamento. Guidare di meno non significa
stare a casa. Occorre cercare di combinare l'automobile con altre modalit di spostamento per andare dove si vuole:
carpool (usare in pi persone la stessa
auto);
camminare o andare in bicicletta (aiuta
anche a mantenersi in forma);
usare i mezzi pubblici.
GUIDARE MEGLIO - Guidare meglio
aiuta a ridurre l'inquinamento atmosferico:
accelerare gradualmente;
rispettare i limiti di velocit;
domandarsi se si ha la reale necessit
di spostarsi in auto;
programmare gli spostamenti;
mantenere l'efficienza dell'auto anche
sottoponendola a verifiche periodiche
come il bollino blu;
mantenere i pneumatici alla corretta
pressione;
cambiare e/o acquistare automobili
scegliendo modelli meno inquinanti o a
metano.

FONTI UTILIZZATE PER IL QUADERNO


RISPARMIARE ENERGIA - Risparmiare
energia aiuta a ridurre l'inquinamento
atmosferico. Quando si bruciano combustibili fossili, si inquina l'aria. Usare meno
benzina, gas e elettricit (le centrali elettriche bruciano combustibili fossili per generare elettricit), con i seguenti accorgimenti:
spegnere la luce quando si lascia la
stanza;
sostituire le lampadine con quelle a
risparmio energetico;
spegnere il riscaldamento o l'aria condizionata in caso di non necessit;
usare il ventilatore e non l'aria condizionata;
installare miscelatori di aria sui rubinetti di casa.

SITI
Operazione Liberiamo lAria
www.liberiamolaria.it
Ministero dellAmbiente
www.minambiente.it
ErmesAmbiente
www.ermesambiente.it
Rete Civica Citt di Carpi
www.carpidiem.it
ARPA - www.arpa.emr.it
ARPA, Sezione di Modena
www.arpa.emr.it/modena
Progetto GITAS, Giovani informati su Traffico Ambiente e Salute
www.provincia.modena.it/gitas
Ausl Modena
www.ausl.mo.it
Rete Civica Comune di Modena
www.comune.modena.it
Provincia di Modena
www.provincia.modena.it
Corpo forestale dello Stato
www.corpoforestale.it
Ecotrasporti
www.ecotrasporti.it
Kyoto Club
www.kyotoclub.org

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COS IL CEA, CENTRO DI EDUCAZIONE


AMBIENTALE, DEI COMUNI DI CARPI, NOVI E
SOLIERA?
uno dei centri accreditati di educazione ambientale
della Regione Emilia-Romagna. Gestito dalla Lumaca
s.c.a.r.l. di Modena, dal 1991 offre alle scuole del territorio uno spazio attrezzato dove realizzare insieme
agli educatori ambientali progetti didattici e laboratori scientifici e creativi.
Il progetto nasce dallesigenza di avvicinare i ragazzi
alla conoscenza del territorio e intende coinvolgere le
scuole in un percorso didattico che aiuti ad apprendere e a fare.
Per gli insegnanti disponibile un servizio di consulenza per la realizzazione delle unit didattiche in
classe, oltre al prestito di materiali di supporto (testi,
videocassette, cd-rom, diapositive, ecc.).
Ai cittadini sono dedicate alcune attivit particolari
durante il corso dellanno (corsi, pubblicazioni, serate
informative, ecc.) e un servizio di prestito dei materiali presenti nella propria biblioteca.

PUBBLICAZIONI
La qualit dellaria nella
Provincia di Modena
Comitato di gestione della rete
di monitoraggio della qualit
dellaria in Provincia di Modena
-12a Relazione Annuale 2002
Quaderno didattico Per una
educazione alla mobilit sostenibile
www.arpa.emr.it/download/
quaderno.pdf

Per informazioni:
CEA - Centro di Educazione Ambientale Carpi-Novi-Soliera
Piazzale Re Astolfo, 4 - c/o Palazzo Castelvecchio, Carpi
tel. 059/688380 fax 059/656014 e-mail: cedam.carpi@carpidiem.it
www.carpidiem.it

Comune
di Carpi

Comune
di Novi

Comune
di Soliera

C o o rd. editoriale La Lumaca scarl


testi Elisa Sala, Giulia Martini, La Lumaca scarl
grafica paola@ro m w e b . i t
stampa TEM, Gennaio 2004

Con il contributo della Provincia di Modena