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UNA MATTINATA AL MUSEO

Esplora il Museo del Novecento e trova gli artisti e le opere descritti in queste guide.

1)
OPERA di ARTISTA . Questo quadro, terminato nel 1901, voleva celebrare gli
ideali del socialismo umanitario attraverso il tema della marcia dei lavoratori e con la
tecnica pittorica del divisionismo scientifico; ma segn anche lultimo importante episodio, per la civilt figurativa italiana, di opera darte a programma, caratterizzata della ricerca di una superiore e concomitante chiarezza di forma e di contenuto.
Inizialmente intitolato Il Cammino dei Lavoratori, OPERA fu, specialmente nel secondo dopoguerra, considerato alla stregua di unopera-manifesto degli ideali della sinistra, riformista o rivoluzionaria che fosse.
2) La rivoluzione formale raccontata in questa sala testimonia bene laccelerazione subita dallarte moderna italiana in un ristretto volgere di anni, dal 1905 al 1916. Lautore
delle opere qui raccolte, ARTISTA , fu il principale artista del futurismo. Nel capoluogo
lombardo ARTISTA visse dal 1908 fino alla prematura fine del 1916: vi ebbe lo studio,
ottenne i suoi primi riconoscimenti, misur il ritardo culturale con le altre capitali europee. OPERA la sua scultura pi celebre, rappresenta simbolicamente il movimento
e la fluidit; considerato uno dei pi grandi capolavori del futurismo, tanto da essere
stata ripresa nelle monete italiane da 20 centesimi di euro.
3) OPERA viene progettata da ARTISTA , su unidea dellingegnere Giulio Macchi,
nel 1973 in occasione della mostra Contatto Arte/Citt. Il complesso scultoreo costi tuito da una grande piscina dove sono collocate le statue di due nuotatori, un cigno, una
palla, una cabina, un trampolino e, infine, un pesce. Tali sculture, inizialmente pensate
per una breve esposizione nel parco, furono realizzate dalla societ Margraf, in pietra di
Vicenza (30 metri cubi), materiale estremamente fragile e deteriorabile: da qui la neces sit di preservarne la conservazione. Nel 1997, le sculture furono rimosse dal parco e
messe in sicurezza in attesa dellintervento di restauro, iniziato nel 2008.
4) Questa sala riunisce almeno tre tipologie distinte del lavoro di ARTISTA oggi unanimemente considerato il maggiore scultore del Novecento italiano. La prima tipologia
quella della statua da esposizione, un genere che lo scultore letteralmente reinvent a
partire dai primi anni venti, azzerandone il noioso sapore accademico con linnesto di
contenuti narrativi (come nella Convalescente), o attraverso inedite deformazioni e spe rimentazioni di tecniche e di materiali: come nella OPERA 1 , che una esplicita rimeditazione delle pose antiscultoree e della superficie scabrosa dei calchi in gesso degli antichi abitanti di Pompei sorpresi dalleruzione. La seconda tipologia, magistralmente rappresentata dal OPERA 2 in bronzo, quella di opere che mettono in crisi gli statuti
fondativi stessi della scultura moderna. In un frangente, il passaggio tra anni venti e
trenta, in cui pi acuta era linsofferenza verso il frammento scultoreo espressivo di per
s, Martini ripropose il tema del torso ma ne capovolse loriginale ragion dessere (il
frammento come sintesi del carattere di una figura), concentrandosi invece su fatti pura mente plastici (qui lattenzione per la superficie scultorea come autonomo, fragile involucro). La terza tipologia quella delle statuette e dei piccoli gruppi in terracotta.

5) Negli anni dieci ARTISTA divenne, con le tele dipinte prima a Parigi e poi a Ferrara, uno dei protagonisti dellavanguardia internazionale. Le collezioni civiche di Milano
non possiedono un quadro di
ARTISTA della prima, e pi alta stagione metafisica
(1910-1919). I quadri metafisici furono prede ambite del collezionismo internazionale.
Ma in questa sala si pu studiare una eccellente antologia dellopera di ARTISTA degli
anni venti e trenta, recentemente rivalutata. Le opere realizzate dal 1915 al 1925 sono
caratterizzate dalla ricorrenza di architetture essenziali, proposte in prospettive non realistiche, immerse in un clima magico e misterioso, e dall'assenza di figure umane. Nei
vari interni metafisici dipinti in quegli anni oggetti totalmente incongrui rispetto al contesto vengono rappresentati con una minuzia ossessiva, una definizione tanto precisa da
sortire un effetto contrario a quello del realismo.
Nell'opera OPERA del 1922, rideclina una sua invenzione di cinque anni precedente
(il saluto tra il padre-statua e il figlio manichino in una piazza dItalia) in una pittura classica e luminosa, debitrice nel paesaggio dei modi del Quattrocento Italiano.
6) Lattivit di ARTISTA sempre stata profondamente legata a Milano. ARTISTA
trasforma gli spazi abitativi o funzionali in situazioni ambientali unitarie. Tali esiti, tra i
pi alti delle sue ricerche formali del dopoguerra, sono ben rappresentati dalle due opere
installate nel Museo del Novecento: il
OPERA 1
realizzato per la sala da pranzo
dellHotel del Golfo a Procchio (Isola dElba) nel 1956 con larchitetto Borsani, e leccezionale OPERA 2 (1951), un grande arabesco di luce fluorescente.
7) Le dieci sculture radunate in questa sala rappresentano una preziosa testimonianza
della prima produzione di ARTISTA , maturata a Milano intorno alla met degli anni
trenta. ARTISTA mise a punto un linguaggio astratto in cui convivevano lamore per
la geometria, la suggestione delle teorie contrappuntistiche e leco delle ricerche degli
architetti razionalisti. I suoi lavori, memori anche della lezione futurista e metafisica, erano concepiti non sul principio della modellazione, inutile tocco personale dellartista,
ma su quello della modulazione: ovvero un canone di riferimento che costituiva lelemento base per la costruzione di una regolata composizione.
8)
ARTISTA uno dei protagonisti pi significativi del rinnovamento artistico sviluppatosi a Milano negli anni sessanta. La sua ricerca prende le mosse dal superamento dello spazio bidimensionale della tela proposto da Lucio Fontana. Nelle opere dei primi anni
sessanta, attraverso luso articolato e sapiente di superfici riflettenti (come nel OPERA
del 1963) o attraverso linserimento delle proprie essenziali strutture scultoree in acciaio
quali semplici presenze nello spazio reale (come Ruota del 1964, Croce, Squadra e Asta
del 1965 e la lama spezzata di Contatto del 1967), ARTISTA sinterroga sulla rappresentazione del mondo fondata sulla scatola prospettica rinascimentale e imposta una
sua personale via di approfondimento che ricava stimolo e linfa dallarte del passato, in vece di opporsi, con i modi pi esteriori dellavanguardia, alla tradizione.
9) Dopo un esordio figurativo da autodidatta, tra 1947 e 1948 ARTISTA realizza le
prime opere astratte: si tratta di Composizioni orchestrate spazialmente in schemi a griglia, cromaticamente distinti e contenenti forme amebiche e organiche (memori di Klee,
Arp e Mir) oppure di strutture filiformi a reticolo su fondi piatti. La svolta materica av viene nel 1949 con lintroduzione di materiali extra-pittorici come catrame, pietra pomice, vinavil, stoffa e i primi sacchi di iuta.