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I CARDINALI DI SANTA ROMANA CHIESA (Can. 349Can.

359)
Can. 349
I Cardinali di Santa Romana Chiesa costituiscono un Collegio peculiare cui spetta provvedere allelezione del
Romano Pontefice, a norma del diritto peculiare; inoltre i Cardinali assistono il Romano Pontefice sia agendo
collegialmente quando sono convocati insieme per trattare le questioni di maggiore importanza, sia come singoli, cio nei
diversi uffici ricoperti prestandogli la loro opera nella cura soprattutto quotidiana della Chiesa universale.
Can. 350
1. Il Collegio dei Cardinali distinto in tre ordini: lordine episcopale, cui appartengono i Cardinali ai quali il
Romano Pontefice assegna il titolo di una Chiesa suburbicaria e inoltre i Patriarchi Orientali che sono stati annoverati nel
Collegio dei Cardinali; lordine presbiterale e lordine diaconale.
2. A ciascun Cardinale dellordine presbiterale e diaconale viene assegnato dal Romano Pontefice un titolo o una
diaconia nellUrbe.
3. I Patriarchi Orientali assunti nel Collegio dei Cardinali, hanno come titolo la propria sede patriarcale.
4. Il Cardinale Decano ha come titolo la diocesi di Ostia, insieme allaltra Chiesa che aveva come titolo
precedente.
5. Mediante opzione fatta nel Concistoro e approvata dal Sommo Pontefice, i Cardinali dellordine presbiterale, nel
rispetto della priorit di ordine e di promozione, possono passare ad un altro titolo e i Cardinali dellordine diaconale ad
unaltra diaconia e, se sono rimasti per un intero decennio nellordine diaconale, possono passare anche allordine
presbiterale.
6. Il Cardinale che passa per opzione dallordine diaconale allordine presbiterale, ottiene la precedenza su tutti i
Cardinali presbiteri che sono stati assunti al cardinalato dopo di lui.
Can. 351
1. Ad essere promossi Cardinali vengono scelti liberamente dal Romano Pontefice uomini che siano costituiti
almeno nellordine del presbiterato, in modo eminente distinti per dottrina, costumi, piet e prudenza nel disbrigo degli
affari; coloro che gi non siano Vescovi, devono ricevere la consacrazione episcopale.
2. I Cardinali vengono creati con un decreto del Romano Pontefice, che viene reso pubblico davanti al Collegio dei
Cardinali; dal momento della pubblicazione essi sono vincolati dai doveri e godono dei diritti definiti dalla legge.
3. Colui che promosso alla dignit cardinalizia, se il Romano Pontefice ne ha annunciato la creazione,
riservandosi per il nome in pectore, durante questo tempo non tenuto ad alcun dovere e non gode di alcun diritto proprio
dei Cardinali; tuttavia dopo che il suo nome stato reso pubblico dal Romano Pontefice, tenuto a tali doveri e fruisce di
tali diritti; ma gode del diritto di precedenza dal giorno della riserva in pectore.
Can. 352
1. Presiede il Collegio dei Cardinali il Decano e, se impedito, ne fa le veci il Sottodecano; il Decano, o il
Sottodecano, non ha nessuna potest di governo sugli altri Cardinali, ma considerato primus inter pares.
2. Quando lufficio di Decano diviene vacante, i Cardinali insigniti del titolo di una Chiesa suburbicaria, e solo
essi, con la presidenza del Sottodecano, se presente, oppure del pi anziano tra di loro, eleggano al proprio interno chi
debba diventare il Decano del Collegio; comunichino il suo nome al Romano Pontefice, al quale spetta approvare leletto.
3. Nello stesso modo previsto al 2, sotto la presidenza del Decano, viene eletto il Sottodecano; spetta al Romano
Pontefice approvare anche lelezione del Sottodecano.
4. Il Decano e il Sottodecano, se ancora non lo hanno, acquistino il domicilio nellUrbe.
Can. 353
1. I Cardinali prestano principalmente aiuto con attivit collegiale al Supremo Pastore della Chiesa nei Concistori,
nei quali si riuniscono per ordine del Romano Pontefice e sotto la sua presidenza; i Concistori possono essere ordinari o
straordinari.
2. Nel Concistoro ordinario vengono convocati tutti i Cardinali, almeno quelli che si trovano nellUrbe, per essere
consultati su qualche questione grave, che tuttavia si verifica pi comunemente, o per compiere determinati atti della
massima solennit.
3. Nel Concistoro straordinario, che si celebra quando lo suggeriscono peculiari necessit della Chiesa o la
trattazione di questioni particolarmente gravi, vengono convocati tutti i Cardinali.
4. Solo il Concistoro ordinario in cui si celebrino particolari solennit pu essere pubblico, in cui cio, oltre ai
Cardinali, vengono ammessi i Prelati, i legati delle societ civili ed altri che vi sono invitati.
Can. 354
I Padri Cardinali preposti ai dicasteri o agli altri organismi permanenti della Curia Romana e della Citt del
Vaticano, che abbiano compiuto il settantacinquesimo anno di et, sono invitati a presentare al Romano Pontefice la
rinuncia allufficio, ed egli provveder, dopo aver valutato tutte le circostanze.
Can. 355

1. Spetta al Cardinale Decano ordinare Vescovo il Romano Pontefice eletto, qualora non fosse ordinato; se il
Decano impedito, tale diritto spetta al Sottodecano, e se anche questultimo impedito, al Cardinale pi anziano
dellordine episcopale.
2. Il Cardinale Proto-diacono annuncia al popolo il nome del Sommo Pontefice neo-eletto; inoltre impone il pallio
ai Metropoliti o lo consegna ai loro procuratori, in nome del Romano Pontefice.
Can. 356
I Cardinali sono tenuti allobbligo di collaborare assiduamente col Romano Pontefice; perci i Cardinali che
ricoprono qualsiasi ufficio nella Curia, se non sono Vescovi diocesani, sono tenuti allobbligo di risiedere nellUrbe; i
Cardinali che hanno la cura di una diocesi come Vescovi diocesani, si rechino a Roma ogni volta che sono convocati dal
Romano Pontefice.
Can. 357
1. I Cardinali ai quali stata assegnata in titolo una Chiesa suburbicaria o una chiesa nellUrbe, dopo che ne
hanno preso possesso, promuovano il bene di tali diocesi e chiese mediante il consiglio e il patrocinio, pur senza avere su di
esse alcuna potest di governo, e per nessuna ragione interferiscano in ci che riguarda lamministrazione dei beni, la
disciplina o il servizio delle chiese.
2. I Cardinali che si trovano fuori dellUrbe e fuori della propria diocesi, sono esenti dalla potest di governo del
Vescovo della diocesi in cui dimorano in tutto ci che riguarda la propria persona.
Can. 358
Al Cardinale al quale il Romano Pontefice dia lincarico di rappresentano in qualche solenne celebrazione o in
qualche assemblea di persone, come Legato a latere, cio come suo alter ego, come pure al Cardinale al quale venga
affidato di compiere un determinato incarico pastorale come suo inviato speciale, compete solo quanto gli demandato dal
Romano Pontefice.
Can. 359
Mentre la Sede Apostolica vacante, il sacro Collegio dei Cardinali ha nella Chiesa solamente quella potest che gli
conferita nella legge peculiare.

1.
Il Collegio dei Cardinali
Il Collegio dei Cardinali una istituzione ecclesiastica. Ha la sua origine nel gruppo di diaconi, presbiteri e vescovi, che nel
corso del primo millennio, a diverso titolo, presero a coadiuvare il Romano Pontefice nel governo pastorale della diocesi di
Roma.
I diaconi, originariamente sette, in rispondenza alle sette regioni ecclesiastiche in cui era divisa la citt, avevano compiti
liturgici ma soprattutto amministrativi e assistenziali. I presbiteri (prima 25 e poi 28) prestavano servizio nelle basiliche
maggiori e in altre chiese dellUrbe, alle quali erano preposti (incardinati), donde il nome di cardinali). I vescovi reggevano
le sette diocesi confinanti con Roma, dette appunto suburbicarie; dal secolo V furono anche addetti al servizio liturgico
ebdomadario in S. Giovanni in Laterano, risultando cos anchessi incardinati a Roma.
Per pi tempo il numero dei Cardinali fu vario, oscillando intorno ai trenta. Sisto V, nel 1586, lo port a un massimo di
settanta: 6 dellordine dei vescovi, 50 dei presbiteri e 14 dei diaconi. Tale numero rimasto invariato fino ai nostri tempi (
sancito nel Can. 231 , 1, del Codice pio benedettino). Venne superato per la prima volta da Giovanni XXIII.
Nel passato i Cardinali ebbero una grande importanza nella Chiesa, ma oggi, col sorgere di nuovi organismi, in particolare
del Sinodo dei Vescovi, la loro autorit e influenza diminuita notevolmente. Tuttavia, anche dopo listituzione del Sinodo dei
Vescovi (a. 1965), Paolo Vl ha definito il Collegio dei Cardinali l'organo pi eletto e qualificato per la collaborazione che
presta al Papa nellesercizio del suo ministero pastorale e universale (Insegnamenti di Paolo Vl, Tip. Vaticana, vol. VII, p.
248).
Il Collegio dei Cardinali persona giuridica.
1)
Funzioni e compiti
Can. 349 (230*)
Nel Can. 230 del Codice precedente in conformit con la Costituzione Apostolica Postquam
verus del 3 dicembre 1586 di Sisto V i Cardinali costituivano il Senato del Romano Pontefice, ed erano i suoi principali
consiglieri e collaboratori. Paolo VI continu a definirli Senatus Romani Pontificis (cfr. n. 1814), anche dopo listituzione
del Sinodo dei Vescovi, ma il nuovo Codice non ha conservato tale qualifica n laltra di principali consiglieri e collaboratori
del Papa.
Il Can. 349 riconferma il diritto esclusivo dei Cardinali di eleggere il RomanoPontefice, ma circa la collaborazione si limita
ad affermare che essi assistono il Sommo Pontefice:

Collegialmente, quando sono convocati dal Papa per trattare le questioni di maggiore importanza.

Singolarmente, nei vari uffici loro assegnati, attraverso i quali prestano al Papa la loro opera soprattutto nel governo
quotidiano della Chiesa universale.
Il principale compito del Collegio Cardinalizio l'elezione del Romano Pontefice, una prerogativa riservata ai Cardinali fin
dal secolo XI (Decreto del Sinodo Lateranense celebrato sotto Niccol II, aprile 1059). Le modalit dellelezione sono regolate
attualmente dalla Costituzione Apostolica Universi dominici gregis del 22 febbraio 1996 (nn. 17741777).

Paolo Vl fu a lungo incerto se concedere anche ad altri il diritto di elezionedel Romano Pontefice. Sembrava ormai deciso ad
associare per tale atto al Collegio Cardinalizio i Vescovi componenti il Consiglio della Segreteria permanente del Sinodo
durante mnere, e comunic questo suo progetto sia al Collegio dei Cardinali sia al Consiglio del Sinodo. Ma
successivamente, dopo pi matura riflessione, per motivi di carattere storico, giuridico, ecclesiologico, rinunzi al suo disegno
e conserv lantica prassi, che ora confermata nel Codice. Restano per altro esclusi dal Conclave i Cardinali che, al momento
in cui questo ha inizio, abbiano compiuto l80 anno di et. Una tale esclusione figurava anche negli Schemi del 1980 e del
1982 (in questultimo tra parentesi), ma infine, per ragioni di convenienza, fu soppressa. La norma non quindi codificata, ma
rimane in vigore anche per disposizione di Giovanni Paolo II (n. 1774, 2).
Per espressa disposizione di Paolo VI, confermata da Giovanni Paolo II, i Cardinali elettori non possono superare il numero
di 120 (n. 1774, 2). Non detto per che cosa si debba fare, qualora il numero dei Cardinali aventi diritto di eleggere il
Romano Pontefice superi questo limite.
2)
I tre ordini
Can. 350, 14 (231 e 236, 4*)
Il Collegio dei Cardinali diviso tradizionalmente per ragioni storiche in tre
ordini: episcopale, presbiterale e diaconale.
Fanno parte dellordine episcopale:

I Cardinali ai quali assegnato dal Romano Pontefice il titolo di una Chiesa suburbicaria: sei in tutto.

I Patriarchi orientali, elevati alla dignit cardinalizia.


Le Chiese suburbicarie sono quelle di Ostia, Albano, Frascati, Palestrina, Porto e SantaRufina, Sabina e Poggio Mirteto,
Velletri. I Patriarchi orientali, assunti nel Sacro Collegio conservano come titolo la propria sede patriarcale. Il Cardinale
Decano ha in titolo la diocesi di Ostia, e conserva anche laltra di cui era titolare in precedenza.
La distinzione in Cardinali dellordine episcopale, presbiterale e diaconale, ha oggi un carattere piuttosto formale, poich
tutti i Cardinali, com disposto nel Can. 351, 1, devono essere Vescovi.
3)
Il diritto di opzione
Can. 350, 56 (236*)
un diritto attribuito soltanto ai Cardinali dellOrdine presbiterale e diaconale, rispettando
tuttavia la priorit di ordine e di promozione.
I primi possono passare a un altro titolo; i secondi a unaltra diaconia, e qualora siano rimasti per un intero decennio
nellordine diaconale, possono optare per lordine presbiterale.
Lopzione o petizione, approvata dal Romano Pontefice, si fa nel Concistoro, e il Cardinale dellordine diaconale che passa
allordine presbiterale, ottiene la precedenza su tutti i Cardinali presbiteri assunti al cardinalato dopo di lui. Gli spetta anche nel
caso che il passaggio si effettui prima che sia trascorso il decennio previsto nel 5.
2.
La promozione alla dignit cardinalizia
1)
La libera scelta da parte del Romano Pontefice
Can. 351, 1 (232*) La promozione alla dignit cardinalizia riservata al Romano Pontefice, con esclusione di qualsiasi
altra autorit ecclesiastica o civile. A norma del Codice precedente arcebantur da tale dignit alcune categorie di persone,
come glillegittimi e glirregolari. Nel nuovo Codice abrogata in linea di principio ogni esclusione, e il Can. 351, 1, si
limita a determinare le condizioni positive:

Lordine presbiterale

Doti eminenti di dottrina, costumi, piet e prudenza nelloperare


Tali requisiti hanno solo valore direttivo, in quanto la nomina viene fatta dal Papa, Capo supremo della Chiesa.
Il canone prescrive inoltre che i Cardinali, i quali non sono Vescovi, ricevano laconsacrazione episcopale, in modo che
appartengano anchessi al Collegio dei Vescovi. Questa norma fu disposta, per ragioni di convenienza, da Giovanni XXIII col
M.P. Cum gravissima del 15 aprile 1962 (X. OCHOA, Leges Ecclesiae, III, n. 3060, coll. 42724273). In tal modo, anche il
Collegio dei Cardinali pu dirsi rappresentativo dellEpiscopato cattolico, con carattere universale, poich i suoi membri sono
oggi scelti da tutte le parti del mondo. Lo ha rilevato lo stesso Giovanni Paolo II, nellAllocuzione del 6 novembre 1979:
Lincontro dei membri del Collegio Cardinalizio una forma in cui si esercita anche la collegialit vescovile e pastorale
(Insegnamenti di Giovanni Paolo II, Tip. Vaticana, vol. II, 2, p. 1061). La medesima affermazione stata rinnovata dal Papa
nellAllocuzione del 28 giugno 1980 (o.c., vol. III, 1, pp. 18811882).
2)
La creazione o nomina
Can. 351, 2 (233, 1*)
La creazione dei Cardinali avviene mediante decreto del Romano Pontefice, reso pubblico
davanti al Collegio Cardinalizio, convocato a tal fine dal Papa, ma non necessariamente nel Concistoro, comera prescritto nel
Can. 233, 1, del Codice del 1917. a partire da questo momento che il decreto ha pieno effetto e il Cardinale tenuto ai
doveri annessi alla sua dignit e gode dei relativi diritti.
abrogata la prescrizione del Can. 235 del Codice precedente, per la quale, senon fosse stato disposto diversamente in caso
particolare, con la promozione alla sacra porpora si rendevano vacanti ipso facto tutte le dignit, le chiese, i benefici che la
persona promossa possedeva, e insieme venivano meno tutte le pensioni ecclesiastiche di cui la medesima godeva.
3)
La riserva in pectore
Can. 351, 3 (233, 2)
Pu accadere che il Papa elevi un vescovo o un sacerdote alla dignit cardinalizia e ne
annunzi la promozione, ma senza manifestarne il nome, ossia, come suol dirsi, con la riserva in pctore. I motivi possono
essere vari; in genere si tratta di persone residenti in luoghi in cui la Chiesa versa in una situazione difficile o anche di
persecuzione, per cui ragioni di prudenza consigliano di non rivelare il nome del porporato. In questo caso, gli effetti del
decreto sono sospesi, e il Cardinale in petto sar tenuto ai doveri della sua dignit e fruir dei relativi diritti quando il
Romano Pontefice render pubblico il suo nome. Goder per altro del diritto di precedenza dal giorno della riserva in
pectore.
Il primo Cardinale con riserva in pctore fu nominato da Martino V, nel 1423.
3.
La presidenza del Collegio cardinalizio

1)
Il Decano e il Sottodecano
Can. 352, 1 (237, 1*) La presidenza del Collegio cardinalizio viene esercitata dal Decano, coadiuvato da un Sottodecano,
che lo sostituisce e ne fa le veci in caso dimpedimento.
Nel Collegio dei Cardinali, essi occupano i primi posti (M.P. Ad Purpuratorum Patrum Collegium di Paolo VI, 11 febbraio
1965, n. IV), ma non hanno alcuna potest di giurisdizione sugli altri Cardinali. Sono soltanto considerati primi tra uguali:
primi inter pares.
Esercita nel Collegio le funzioni di Segretario lAssessore della S. Congregazione per i Vescovi.
2)
Lelezione
Can. 352, 24 (237*)
Secondo unantica prassi, sancita nel Can. 237 del Codice precedente, lufficio di Decano
spettava di diritto al Cardinale pi anziano per promozione (antiquior promotione) dellordine episcopale, ossia dei titolari
delle sedi suburbicarie, e gli succedeva ipso facto il Sottodecano. Tale prassi venne abrogata da Paolo VI col M.P. Sacro
Cardinalium Collegio del 26 febbraio 1965 (Enchir. Vat. vol. 2, pp. 390393, nn. 376382), col quale si stabil una nuova
norma, confermata dal Can. 352, 2, del nuovo Codice.
Per essa:
1
Lufficio di Decano e di Sottodecano viene conferito per elezione, che devessere sottoposta allapprovazione del
Romano Pontefice.
2
Lelezione spetta soltanto ai Cardinali titolari delle sedi suburbicarie.
3
Leletto devessere scelto fra i medesimi titolari.
4
Per lelezione del Decano, i Cardinali aventi diritto si riuniscono sotto la presidenza del Sottodecano, oppure del pi
anziano tra di essi; allelezione del Sottodecano, presiede il Decano.
Ne viene di conseguenza che dalla detta elezione sono esclusi i Cardinali Patriarchi di Chiese Orientali. Essi non hanno al
riguardo alcun diritto di voto, n attivo n passivo.
Il Decano e il Sottodecano hanno lobbligo di avere il proprio domicilio nellUrbe ( 4).
4.
I Concistori
1)
Nozione e distinzioni
Can. 353, 1 I Concistori sono le solenni adunanze dei Cardinali, convocate e presiedute dal Romano Pontefice. In essi,
principalmente, i membri del Sacro Collegio prestano insieme la loro assistenza e collaborazione al supremo Pastore della
Chiesa. La prestano anche in riunioni meno solenni, che non hanno forma di Concistori: sono le riunioni plenarie, introdotte da
Giovanni Paolo II nel novembre del 1979.
Anteriormente i Concistori si dividevano in pubblici, semipubblici e segreti. Lattuale canone prevede due classi di
Concistori: ordinari e straordinari. Il Concistoro straordinario sempre segreto; quello ordinario pu essere anche pubblico, in
determinate circostanze.
2)
Il Concistoro ordinario
Can. 353, 2 Viene indetto dal Papa, per consultare il Collegio Cardinalizio su determinate gravi questioni e affari,
ricorrenti con maggiore frequenza, oppure per compiere alcuni atti della massima solennit.
Vi sono convocati tutti i Cardinali, almeno quelli che si trovano nellUrbe. Vi partecipano soltanto essi, e a tutti gli altri viene
intimato lextra omnes.
3)
Il Concistoro straordinario
Can. 353, 3 Viene celebrato in situazioni di particolare necessit della Chiesa o per lurgenza e la gravit di alcuni
problemi.
Vi sono convocati tutti i Cardinali, dovunque risiedano.
4)
Il Concistoro pubblico
Can. 353, 4 il Concistoro ordinario nel quale si celebrano determinate solennit e al quale sono ammessi, oltre ai
Cardinali, anche altre persone, in particolare i membri del Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede, Prelati vari e
altri Dignitari ecclesiastici e laici della corte pontificia.
Il primo Concistoro tenuto da Giovanni Paolo II il 30 giugno 1979 ebbe due fasi successive: segreta e pubblica.
5)
Concistori plenari
Previsti dalla Costituzione Pastor Bonus di Giovanni Paolo II, 28 giugno 1988:

Art. 23: Gli affari pi importanti di carattere generale, se piacer al Sommo Pontefice, possono essere utilmente
trattati dai Cardinali riuniti in Concistoro plenario secondo la legge propria.
5.
Norme varie
1)
Le dimissioni dagli uffici al 75 anno di et
Can. 354
La norma risponde al principio stabilito da Paolo VI relativamente ai Vescovi diocesani nel M.P. Ecclesiae
Sanctae del 6 agosto 1966, n. 11, e riproduce sostanzialmente la disposizione contenuta nel M.P. Ingravescentem aetatem del
21 novembre 1970, n. I (Enchir. Vat., vol. 3, p. 1695, n. 2845).
I Padri Cardinali, preposti ai Dicasteri e ad altri Istituti stabili della Curia Romana e della Citt del Vaticano, compiuto il 75
anno di et, sono invitati (rogantur) a presentare le dimissioni dallufficio al Romano Pontefice, il quale decider al riguardo
dopo aver vagliato tutte le circostanze.
Il citato M.P. Ingravescentem aetatem prevede inoltre la cessazione da membri dei dettiDicasteri ed Organismi al
compimento dell80 anno di et (n. II, 1: Enchir. Vat., vol. 3, p. 1695, n. 2846), come, similmente, l'esclusione del Conclave
per lelezione del Romano Pontefice (n. II, 2, ibidem; cfr. n. 1690).
2)
Una prerogativa del Cardinale Decano
Can. 355, 1 (239, 2*)
Riguarda lordinazione episcopale del Pontefice eletto, qualora egli sia privo di tale
carattere. Il diritto di compiere leventuale consacrazione:

Spetta anzitutto al Cardinale Decano


In caso dimpedimento del Decano, al Sottodecano

Se anche il Sottodecano sia impedito, al Cardinale pi anziano dellordine episcopale (promotione antiquior).
3)
Compiti del Cardinale Protodiacono
Can. 355, 2 (239 3*)
Il Cardinale Protodiacono il primo Cardinale dellordine diaconale, in ordine di
precedenza.
Il suo particolare compito duplice:

Annunziare ufficialmente al popolo lavvenuta elezione del nuovo Pontefice

Imporre il pallio ai Metropoliti per parte del Romano Pontefice, o consegnarlo ai loro procuratori
4)
La residenza nellUrbe dei Cardinali di Curia
Can. 356
Tutti i Cardinali hanno il dovere di collaborare fattivamente col Romano Pontefice. Tale dovere concerne in
particolare i Cardinali che rivestono degli uffici nella Curia Romana. Essi hanno lobbligo di risiedere nellUrbe, tranne che
siano Vescovi diocesani, nel quale caso sono tenuti a recarsi a Roma ogni volta che sono convocati dal Pontefice.
5)
Un divieto
Can. 357, 1 (240*) Nellordinamento anteriore, i Cardinali titolari delle sedi suburbicarie erano veri Vescovi diocesani,
con piena potest ordinaria su di esse, perfettamente uguale a quella dei Vescovi residenziali (Can. 240, 1*). Similmente, gli
altri Cardinali, titolari di chiese nellUrbe, godevano in esse di tutte le facolt spettanti agli Ordinari dei luoghi, ad eccezione
della potest giudiziaria e di qualsiasi giurisdizione sui fedeli (Can. 240, 2*).
Tutto questo ora profondamente mutato.
Col M.P. Suburbicariis Sedibus dell11 aprile 1962, Giovanni XXIII stabil che le sedi suburbicarie avessero Vescovi propri,
e che i Cardinali conservassero il semplice titolo delle medesime, senza alcuna potest di governo su di esse. Tale norma stata
confermata dallattuale Codice, per cui ai Cardinali titolari delle dette sedi spetta solo promuoverne il bene col consiglio e il
patrocinio, ma fatto loro formale divieto dintromettersi in alcun modo in ci che riguarda lamministrazione dei beni, la
disciplina o il servizio delle chiese.
Lo stesso divieto, in conformit col M.P. Ad hoc usque tempus di Paolo VI (15 aprile 1969: X. OCHOA, Leges Ecclesiae,
IV, n. 3739, coll. 55145515), si applica ai Cardinali dellordine presbiterale e diaconale relativamente alle chiese dellUrbe
di cui sono titolari. Tali chiese dipendono in modo esclusivo dal Vicariato di Roma.
6)
Prerogative dei Cardinali
Can. 357, 2 (239, 1*)
Il Can. 239, 1, del Codice pio benedettino enumerava una lunga serie di facolt e
privilegi concessi ai Cardinali, promossi nel Concistoro. Di tali privilegi e facolt non si fa pi cenno nellattuale Codice. Nel
1981, un Padre Consultore chiese che sindicassero i privilegi dei Cardinali modo saltem generali. Si rispose che non ce
nera bisogno, poich coincidevano in genere con i privilegi dei Vescovi (Communicationes, a. 1982, p. 184, Can. 290, n. 7).
Il Can. 357, 2, si limita pertanto a stabilire che i Cardinali, i quali si trovano fuori dellUrbe o della propria diocesi, sono
esenti dalla potest di giurisdizione delle diocesi in cui sono in atto, in tutto ci che concerne la loro persona.
Occorre per altro tener presenti i seguenti ulteriori canoni, riguardanti i Cardinali:

Can. 967, 1: facolt ipso iure di ascoltare dappertutto le confessioni dei fedeli.

Can. 1405, 1, n. 2: diritto di essere giudicati esclusivamente dal Romano Pontefice.

Can. 1558, 2: diritto di essere ascoltati, come testimoni, nel luogo da essi prescelto.

Can. 1242: diritto di essere tumulati nella propria chiesa.


Per lobbligo della professione di fede, cfr. Can. 833, n. 2.
7)
Il Cardinale Legato a ltere o Inviato speciale
Can. 358 (266*)
Il Legato a ltere un Cardinale inviato come alter ego dal Pontefice, perch lo rappresenti in
forma ufficiale in celebrazioni di particolare solennit (congressi eucaristici, ricorrenze speciali, ecc.), oppure in missioni di
particolare gravit e importanza.
La missione dellInviato speciale in genere di carattere pastorale.
Luno e laltro dispongono delle facolt demandate loro direttamente dal Romano Pontefice.
8)
La potest del Collegio dei Cardinali durante la vacanza della Sede Apostolica
Can. 359 (241*)
La vacanza della Sede Apostolica, determinata dalla morte o dalleventuale rinunzia del Pontefice,
produce nella Chiesa un vero vuoto costituzionale, a cui nessuno pu supplire, neppure il Collegio Episcopale, n il Collegio
Cardinalizio. I poteri limitati del Sacro Collegio sono definiti da una legge speciale, attualmente la Costituzione Universi
dominici gregis, emanata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996.
Principali disposizioni:
1
Durante la vacanza della Sede Apostolica, il Collegio dei Cardinali non ha nessuna potest o giurisdizione sulle
questioni spettanti al Sommo Pontefice, mentre era in vita o nellesercizio delle funzioni del suo ufficio; tali questioni
dovranno essere tutte ed esclusivamente riservate al futuro Pontefice. Dichiaro, pertanto, invalido e nullo qualsiasi atto di
potest o di giurisdizione spettante al Romano Pontefice mentre in vita od nellesercizio delle funzioni del suo ufficio, che
il Collegio stesso dei Cardinali giudicasse di esercitare, se non entro i limiti espressamente consentiti in questa Costituzione
(n. 1).
2
Al Collegio dei Cardinali, nel tempo in cui la Sede Apostolica vacante, affidato il governo della Chiesa solamente
per il disbrigo degli affari ordinari o di quelli indilazionabili (cfr. n. 6), e per la preparazione di quanto necessario allelezione
del nuovo Pontefice. Questo compito dovr essere svolto nei modi e nei limiti previsti da questa Costituzione: dovranno perci
essere assolutamente esclusi gli affari, che sia per legge sia per prassi sono di potest del solo Romano Pontefice per
lelezione del nuovo Pontefice secondo le disposizioni della presente Costituzione (n. 2).
3
Inoltre stabilisco che il Collegio Cardinalizio non possa in alcun modo disporre circa i diritti della Sede Apostolica e
della Chiesa Romana, ed ancor meno lasciar cadere, direttamente o indirettamente, alcunch di essi, sia pure al fine di

comporre dissidi o di perseguire azioni perpetrate contro i medesimi diritti dopo la morte o la valida rinuncia del Pontefice. Sia
cura di tutti i Cardinali tutelare questi diritti (n. 3).
4
Durante la vacanza della Sede Apostolica, le leggi emanate dai Romani Pontefici in nessun modo possono essere
corrette o modificate, n si pu aggiungere o detrarre qualche cosa o dispensare sia pure da una parte di esse, soprattutto per
quanto riguarda lordinamento dellelezione del Sommo Pontefice. Anzi, se accadesse eventualmente che sia fatto o tentato
qualche cosa contro tale prescrizione, con la mia suprema autorit lo dichiaro nullo e invalido (n. 4).
5
Qualora sorgessero dubbi circa le prescrizioni contenute in questa Costituzione, o circa il modo di attuarle, dispongo
formalmente che ogni potere di emettere un giudizio al riguardo spetti al Collegio dei Cardinali, a cui pertanto attribuisco la
facolt di interpretarne i punti dubbi o controversi, stabilendo che quando occorra deliberare su queste ed altre simili questioni,
eccetto latto di elezione, sia sufficiente che la maggioranza dei Cardinali congregati convenga sulla stessa opinione (n. 5).
6
Allo stesso modo, quando vi un problema che, secondo la maggior parte dei Cardinali riuniti, non pu essere
differito ad altro tempo, il Collegio dei Cardinali disponga secondo il parere della maggioranza (n. 6).
7
A norma dellart. 6 della Costituzione Apostolica Pastor Bonus, alla morte del Pontefice tutti i Capi dei Dicasteri
della Curia Romana, sia il Cardinale Segretario di Stato, sia i Cardinali Prefetti, sia i Presidenti Arcivescovi, come anche i
Membri dei medesimi Dicasteri cessano dallesercizio del loro ufficio. Viene fatta eccezione per il Camerlengo di Santa
Romana Chiesa e il Penitenziere Maggiore, che continuano a svolgere gli affari ordinari, sottoponendo al Collegio dei
Cardinali ci che avrebbe dovuto essere riferito al Sommo Pontefice.
Allo stesso modo, conformemente alla Costituzione Apostolica Vicariae potestatis (n. 2, 1), il Cardinale Vicario Generale
per la diocesi di Roma non cessa dal suo ufficio durante la vacanza della Sede Apostolica e, parimenti, non cessa per la sua
giurisdizione lArciprete della Basilica Vaticana e il Vicario Generale per la Citt del Vaticano (n. 14).
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Durante la Sede Vacante, tutto il potere civile del Sommo Pontefice, concernente il governo della Citt del Vaticano,
spetta al Collegio dei Cardinali, il quale tuttavia non potr emanare decreti se non in caso di urgente necessit e per il solo
tempo della vacanza della Santa Sede. Tali decreti saranno validi per il futuro solamente se il nuovo Pontefice li confermer
(n. 23).
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Il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica ed il Tribunale della Rota Romana, durante la vacanza della Santa
Sede, continuano a trattare le cause secondo le leggi proprie, fermi restando i prescritti di cui allart. 18, comma 1 e 3, della
Costituzione Apostolica Pastor Bonus (n. 26).