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MERIGGIO (ALCYONE)

Quest'opera importante non solo per il linguaggio analogico e simbolico del decadentismo,
ma anche perch in essa D'Annunzio ci descrive il fenomeno panico. Il panismo il
partecipare dell'essenza del tutto l'uomo si estranea facendo prevalere la sua parte irrazionale
per poi fondersi con il resto della natura, creando un tutt'uno e partecipando dell'essenza del
tutto. Il fenomeno panico veniva raggiunto da alcuni poeti francesi attraverso le droghe,
D'Annunzio non ne aveva bisogno. Qui ci viene descritto il processo panico, anche se ci
vogliono precise condizioni ambientali.
Nell'Alcyone egli descrive una vacanza trascorsa in una localit marina presso le coste
tirreniche laziali, dove in estate si creano quelle condizioni ambientali che permettono al
poeta di liberarsi della propria fisicit e fondersi con l'essenza del tutto.
Questa poesia si compone di quattro strofe e un verso finale isolato. Le prime due sono
dedicate interamente alla descrizione del paesaggio che lo circonda nella prima l'autore
guarda verso il mare, nella seconda guarda verso l'interno.
L'autore sta parlando del meriggio, del mezzogiorno: prima guarda verso la spiaggia che si
trova pi vicino a lui, poi pian piano lo sguardo si alza per riuscire a inglobare tutto il
paesaggio circostante fino a individuare alcune isole appartenenti all'arcipelago toscano. Il
mare viene definito etrusco perch lui comincia a creare una rete di analogie estremamente
importante che percorre l'intero componimento. In questa rete analogica presente il termine
etrusco, fortemente legato a "verdicante", "dissepolto", "ipogei", quasi tutti termini posti a
explicit verso. Il mare tirreno definito etrusco perch l'antica Etruria includeva praticamente
quasi tutta la Toscana e parte del Lazio. Il termine etrusco fortemente legato a "ipogei",
facendo riferimento alle statue di bronzo che furono rinvenute (dissepolti) nei sepolcri
(ipogei) etruschi, e che hanno un colore pallido tendente al verde (verdicante) e che simile a
quello del mare; un pallore tendente al verde che ricorda la morte.
Bronzo metonimia.
L'autore ci d un'indicazione temporale con il termine "bonaccia", l'assenza di vento, essa
una delle condizioni ambientali che permette il fenomeno del panismo. L'autore, nel
descrivere la situazione circostante, ricorre alla litote, alla negazione, per indicare l'assenza di
un qualcosa; addirittura ricorre a una triplice litote che collegata al pallido verdicante, al
mare etrusco, agli ipogei e fa riferimento alla morte.
Non tremaarsi notare l'allitterazione che crea forti scontri consonantici per dare il senso
dell'arsura, della mancanza di acqua, del torrido calore estivo della canicola (caldo torrido
estivo, componente che permetter all'autore di entrare in estasi panica).
Non suonaascolto oltre alla mancanza di vento e all'arsura c' un silenzio pressoch assoluto
che domina in questo paesaggio estivo.
Biancica classico verbo usato dai decadenti, esso non indica un'azione ma una connotazione
coloristica, quella delle vele (metonimia) sta dicendo che la mancanza di vento blocca le
barche che formano una sorta di riga in mare che si trasforma in una riga bianca sullo sfondo
azzurro del mare visto dal poeta.
Chiaro silenzio sinestesia, il meriggio estivo caratterizzato da una luminosit abbagliante a
cui si aggiunge il silenzio dovuto all'arsura che immobilizza ogni cosa e alla bonaccia.
Pel chiaroscorgo pian piano l'autore prima guarda la spiaggia vicina, poi lentamente
comincia ad osservare tutto ci che c' in lontananza e riesce ad individuare Capo Corvo,
l'isola del Faro e ancora pi in lontananza "forme d'aria nell'aria" l'autore si riferisce alla
percezione di queste sagome quasi diafane dovute alla presenza della foschia determinata
dalla calura estiva. La foschia ci permette di individuare la presenza di un'isola in lontananza,
ma non riusciamo a distinguerla in maniera chiara e precisa.
Le isole che l'autore individua sono la Capraia e la Gorgona e qui abbiamo un riferimento a

Dante (apostrofe) che aveva citato queste due isole nel 33esimo canto dell'inferno, in cui
parla di Ugolino della Gherardesca (politico italiano ghibellino): infatti dopo aver parlato
dell'uccisione dei suoi due figli, Dante sdegnato si augura che le due isole possano creare una
sorta di sbarramento presso la foce del fiume Arno e determinare lo straripamento di
quest'ultimo per affogare i cittadini di Pisa, colpevoli dell'uccisione di questi due innocenti.
ANALISI DE IL MERIGGIO, ALCYONE
1^ stanza
Le prime due strofe sono dedicate interamente alla descrizione del paesaggio, un paesaggio
marino che va verso lorizzonte, anche se a un certo punto nellultima parte, lautore volge lo
sguardo verso linterno, infatti parla delle Alpi Apuane che si intravedono dal luogo dove lui si
trova. Nella seconda parte descrive pi lentroterra, o meglio la zone vicina alla foce del fiume
Arno. Queste due strofe descrittive servono per introdurre lesperienza panica ( del
panismo). Gi allinterno di queste prime due strofe, nella descrizione del paesaggio si crea
tutta una serie di analogie, tipiche del decadentismo e che allo stesso tempo fanno riferimento
al senso di impotenza (di velleitarismo) che caratterizza i personaggi dannunziani nella
narrativa ma che profondamente esprimevano lo stato danimo del poeta.
Marmorea corona assunte qui abbiamo la personificazione del paesaggio infatti le Alpi
Apuane ci vengono descritte come una corona fatta di punte minacciose, una corona di
marmo (perch le Alpi Apuane sono famose per la presenza di marmo).
Regno amaro qui lautore si rif ad unespressione tipicamente virgiliana, infatti con
lespressione regno amaro Virgilio indicava lAde, espressione che riprese anche Dante
nellInferno. Quindi con lespressione regno amaro si indica proprio linferno, il luogo del
peccato.
Tra laltro lautore per rimarcare questo concetto, utilizza la figura retorica etimologica:
quando laggettivo deriva dal sostantivo a cui viene affiancato (ex. selva selvaggia). In questo
caso regnano il verbo e regno sarebbe il sostantivo da cui deriva il verbo regnare.
minaccevoli punte assunte perch il fatto che siano particolarmente alte e spicchino sul
paesaggio, fa s che lautore gli attribuisca, attraverso la figura retorica della personificazione,
il difetto pregio dellorgoglio.
come il dissepolto bronzo dagli ipogei ipogei si riferisce ai luoghi di sotto, le catacombe, i
cimiteri da cui furono rinvenute le statue etrusche.
Lassenza di vita evidenziata da una fitta rete di analogie, anche grazie alla litote, che
ritroviamo in ben tre proposizioni consecutive (non bava, non trema, non suona). La prima si
riferisce al movimento, la seconda allarsura, la terza al suono; quindi abbiamo il riferimento a
percezioni sensoriali molteplici, perch il vento lo si pu percepire soprattutto a livello tattile.
I decadenti, proprio perch devono evocare una realt altra, ricorrono a figure retoriche che
coinvolgono i vari campi sensoriali. Da qui poi luso frequentissimo della sinestesia, presente
anche in questa prima stanza. Unaltra percezione molto frequente la percezione coloristica,
addirittura siccome c bonaccia e non c movimento, in genere i verbi indicano lazione del
movimento, in questo caso lautore ricorre ad un verbo che non indica movimento, ma una
connotazione coloristica BIANCICA.
Anche qui abbiamo una fitta rete di corrispondenze, un linguaggio fortemente analogico che
fa riferimento alloscurit, ma soprattutto al concetto di morte che presente nella prima
stanza.
I decadenti provano una morbosa attrazione verso tutto ci che in decadenza, oggetto di un
annullamento totale e verso la morte stessa. A ben vedere, il panismo oltre a potenziare lio,
una forma di morte e resurrezione, in quanto io rinuncio consapevolmente o
inconsapevolmente ai confini delimitanti della mia fisicit e quindi conseguo una sorta di
morte corporale per assumere una dimensione spaziale e temporale infinita, ossia lessenza
del tutto. Quindi potenzio il mio io, ma determino una sorta di morte del mio corpo, anche se

momentanea.
Qui abbiamo una fitta rete di analogie, la prima espressione che ci induce a pensare alla morte
e al disfacimento pallido vendicante, quindi il pallore della morte e il colore verdognolo del
disfacimento. Infatti il Mare Etrusco viene paragonato al colore verdastro che si forma nei
bronzi sepolcrali: un effetto di ossidazione, il contatto dellacqua con il bronzo, a lungo
andare, provoca ossidazione (da qui il colore verdognolo) che diventa anche sinonimo di
disfacimento.
Infatti la percezione che abbiamo nel vedere quel colore di disfacimento, quasi di morto.
2^ stanza
Ora tutto questo viene ripreso in maniera quasi simmetrica nella seconda stanza: cio lautore
prima descrive la foce del fiume Arno e poi allarga i suoi orizzonti, ma non procede verso il
mare, bens verso linterno o i luoghi che affiancano la foce del fiume Arno.
La foce cumuli di vapore tra la prima e la seconda stanza vi una fortissima simmetria,
infatti come nella prima stanza, anche nella seconda lautore inizia a descriverci la foce del
fiume, il colore dellacqua che lo caratterizza e tutto ci che si trova intorno alla foce del fiume
Arno.
Del marin colore si tace la foce dellArno circondata dalle reti che i pescatori
appendono su dei pali incrociati.
Salso stagnosignifica stagno salato; lo stagno salato ci ricorda il mare che caratterizzato da
assoluta immobilit; lo stagno stesso immobile perch pervaso dalle cosiddette correnti
marine.
Come il bronzo sepolcrale di nuovo la stessa analogia che aveva utilizzato prima;
pallida verdica in pace in pace significa che non caratterizzato da alcun movimento;
quella che sorridea qui il passaggio fortemente ellittico, metaforico e qui il poeta utilizza
anche la figura retorica della personificazione, quindi soggettivizza moltissimo la realt
circostante. La descrizione che fa fortemente soggettiva, come
succedeva nel romanticismo ma soprattutto nel decadentismo.
Utilizza lespressione Sorridea perch quando lacqua si increspa produce dei semicerchi che
allio poetico ricordano un sorriso; quindi il vento della bonaccia fa s che il fiume Arno
assuma un colore verde pallido, paragonato ai bronzi sepolcrali e questacqua assolutamente
stagnante, in pace e non si muove mentre precedentemente cera un accenno di movimento
dato dal vento della bonaccia, tanto da attribuire alla foce stessa un sorriso.
Il discorso analogico si infittisce ulteriormente nei versi successivi:
quasi leta daura come successo nella strofa precedente, anche qua lautore ricorre alla
litote che essendo una negazione mette in evidenza il concetto di morte perch la morte
assenza, noi lo associamo allassenza di qualcosa.
Anche il termine letea che proviene dal fiume Lete, il fiume dellAde virgiliana, che poi
venne ripreso da Dante che lo colloc nel Paradiso Terrestre. La funzione del fiume Lete era
quello di permettere alle persone che vi si immergevano di dimenticare completamente la vita
passata.
NellEneide di Virgilio si immergevano nel fiume Lete le anime che poi dovevano reincarnarsi,
perch avessero la possibilit di ottenere la metempsicosi (ossia l trasmigrazione delle anime).
Ma il termine letea fa riferimento al mondo dei morti sia a livello fonico che concettuale,
perch sia nel caso di Virgilio che nel caso di Dante il fiume Lete un fiume che si trova bel
mondo dei morti.
Al termine letea poi abbinato analogicamente il termine obliviosa, che determina oblio, un
elemento tipico della morte, un dimenticare assolutamente noi stessi e tutto ci che ci ha
caratterizzato nel corso della vita.
Ad esempio questo un concetto su cui insiste molto Leopardi, un concetto presente nel
Canto notturno di un pastore errante nellAsia, perch lui corre come un pazzo e poi alla fine
precipita in una voragine dove dimentica tutto, quindi la morte viene vista non solo come

una grande voragine ma anche come dimenticanza totale, del nulla assoluto nichilismo.
eguale, segno daura le rughe prodotte dal vento che increspa lacqua
La fuga silente tutto ci che stato attribuito alla foce fa s che lautore definisca la foce
oblio silente, dimenticanza silenziosa, quindi qui evidente la fitta rete di analogie. La fuga
delle due rive nel senso che la foce caratterizzata dalla presenza di due rive che per in
lontananza sfumano, non viene percepita la separazione e lui la vede come una sorta di
cerchio che circoscrive e soffoca loblio silente, lacqua stagnante della foce del fiume Arno.
e le canne non han sussurri figura retorica della personificazione e della litote per
sottolineare lassenza di vento. Il vento viene paragonato a dei sussurri perch pu essere
percepito anche a livello uditivo.
Pi foschi i boschi notiamo la paronomasia; per i decadenti la musicalit era molto
importante e in questo caso luso della paronomasia accentua loscurit, il colore scuro e
tenebroso che analogicamente fa riferimento sempre al concetto di morte.
chiostra cerchio; un cerchio che pu ricordarci la tomba e il mondo dei morti.
ma i pi lontani son quasi azzurri le varie sfumature di colore che percepisce
guardandosi intorno.
Infine in chiusa della seconda stanza, cos come aveva fatto per chiudere la prima, ci parla dei
monti.
dormono i monti pisani vapore la foschia determinata dalla calura estiva ha determinato
il crearsi di banchi di foschia proprio sulle punte dei monti pisani.
3^ stanza
Bonaccia ove il tatto saffina qui inizia il processo panico, lestasi panica. Qui ribadisce
concetti gi espressi precedentemente e li riassume attraverso la figura retorica dellaccumulo.
B0naccia, calura e silenzio sono i tre presupposti fondamentali perch avvenga nellautore
lestasi panica.
LEstate viene personificata infatti usa la lettera maiuscola.
LEstate solo questo solo finale ha indotto molti critici a ritenere che il panismo sia
associato al superomismo: cos come pochissimi uomini che possiedono delle caratteristiche
fondamentali possono aspirare a una dimensione sovraumana (che quella del superuomo) lo
stesso discorso vale per il panismo, che pu essere interpretato come una dimensione
sovraumana.
Notiamo luso dellio io debba promesso sia a me, un frutto che solo io posso cogliere
non unesperienza comune, non unesperienza da tutti.
Perduta m ogni traccia delluomo come se pian piano cominciasse a dimenticare la sua
condizione umana, come se si sdoppiasse lentamente e la mente vagasse da una parte e il
corpo restasse separato.
voce non suona se ascolto insiste sul silenzio assoluto che condicio sine qua non e quindi
pu avvenire il fenomeno panico. Man mano che inizia a staccarsi dalla sua corporeit, inizia a
non sentire pi il dolore e la sofferenza dovuta alla fisicit.
non ho pi nome se mi distacco e mi libero del fardello del corpo, automaticamente non
appartengo pi allumanit e quindi il mio nome e la mia identit che mi circoscrive come
essere, si perdono.
e sento che il mio volto meridiano siccome il processo panico avviene lentamente, in
questa prima strofa della seconda parte, lautore usa delle similitudini e inizia a paragonare
alcune parti del proprio corpo agli elementi della natura. Solo nella seconda parte lui stesso e
poi gli elementi del corpo diventano elementi della natura, perch lui si fonde con lessenza
del tutto.
Qui notiamo anche luso del climax, molto usato da DAnnunzio perch il climax un ritmo
crescente che indica da una parte il processo metamorfico di trasformazione dellautore e allo
stesso tempo indica lansiet il desiderio da parte del poeta di giungere a questa fusione con il
tutto.

sindora diventa dorato come il giallo oro del meriggio.


paglia marina alghe gialle che ritroviamo sulla spiaggia
il loido rigato il mio palato anche il nostro palato fatto di righe che percepiamo a livello
tattile attraverso la lingua e quindi a livello gustativo.
Il cavo saffina man mano che egli si distacca dalla sua dimensione terrena e si fonde con
gli altri elementi della natura la sua percezione sensoriale si potenzia notevolmente e questo
potenziamento delle percezioni viene messo in evidenza proprio alla fine della stanza.
ove il tatto si affina anche il fatto della mano con le sue rughe viene paragonato al lido
rigato.
e la mia forza supina e la mia vita divina lentamente si arriva al vero processo di estasi
panica. Viene definita estasi perch viene paragonata al fenomeno del misticismo, durante il
quale la mia mente, tramite la preghiera, fuoriesce dai suoi limiti corporei per fondersi con
Dio e diventare un tuttuno con lui. Lui si fonde con lessenza del tutto e non con Dio, infatti
lideologia decadente non ha nulla a che vedere con la religione, ma una visione puramente
laica; per inevitabile paragonare lesperienza panica a una esperienza spirituale.
E la mia forza nellarena come se il suo corpo cominciasse a fondersi e a diventare un
tuttuno con la spiaggia (--> larena).
Diffondersi nel mare il fenomeno panico comincia ad abbracciare anche il mare
E adesso ci viene e descritta la metamorfosi, lestasi panica.
Il fiume sudore tutto fa parte di lui e lui fa parte di tutto.
E io sono esigua dovrebbe essere un frammento di granello di sabbia
e in ogni cosa immane perch lessenza del tutto coinvolge ogni parte delluniverso non
facendo pi distinzioni gerarchiche.
Ardo, riluco esattamente come il meriggio che da titolo alla poesia, anzi arde di luce
essendo lui stesso meriggio perch non c pi la similitudine ma c la piena identit. Ed
essendo lui parte dellessenza del tutto, anche gli elementi della natura si identificano in lui e
quindi si ha il processo contrario che viene evidenziato tramite un climax ascendente, ma
mentre nella prima parte lautore ricorre allasindeto, nella seconda parte ricorre al
polisindeto.
E lalpi lusato nome anche loro non hanno pi lidentit, la distinzione che lui aveva
fatto nelle prime due strofe.
in tutto io vivo divina unespressione ossimorica; in tutto il componimento abbiamo
una fitta rete di analogie che rimandano al concetto di morte. La morte rappresenta,
allinterno di questo componimento la metamorfosi perch io mi libero dei limiti determinati
dal corpo. Per c un altro significato che rimanda comunque allideologia decadente e alla
personalit sia di Dannunzio che dei personaggi delle opere dannunziane.
I personaggi dannunziani sono stanzialmente duplici, cio da una parte sono caratterizzati da
un forte estetismo e superomismo e da una volont di potenza smisurata e imposizione del
proprio io. Dallaltro per sono caratterizzati da un forte velleitarismo che preannuncia il
concetto di inettitudine che si diffonder nella letteratura dOltralpe e diventer un concetto
basilare dellesistenzialismo che si diffonde nei primi decenni del 1900.
Qui sta dicendo che accanto al desiderio di potenza, incombe sullautore e sul personaggio un
senso di morte, disfacimento e impossibilit di raggiungere il proprio obiettivo. un vivere al
di sopra delle righe in senso superomistico del termine, ma allo stesso tempo un morire, una
sconfitta e disfatta pi totale che si fondano e diventano un tuttuno (vedi i personaggi di
Andrea Sperelli, Giorgio Aurispa e Claudio Cantelmo che puntualmente, aldil delle loro
ambizioni ed obiettivi, sono caratterizzati da una forte inettitudine, incapacit a vivere a
realizzare i propri sogni ed obiettivi).
Lultimo verso La mia vita divina; per la mia vita divina intende tutto ci che si distacca
che va oltre lumanit e quindi una condizione oltre lumanit grazie al fenomeno panico.
UNA FANTASIA IN BIANCO MAGGIORE

In questo brano, il protagonista Andrea Sperelli sta aspettando Elena, che gli ha dato un
biglietto invitandolo a presentarsi a casa sua. Mentre la aspetta per, invece di pensare a lei,
inizia a fantasticare sullaltra donna della sua vita, Maria Ferres che rappresenta la donna
angelicata e pura e allinterno del testo abbiamo delle analogie fra questa donna ed il concetto
di purezza che viene espresso attraverso la neve, i gigli ecc.
Quindi Maria viene presentata come una sorta di Madonna che incede in questo paesaggio
bianco puro come la neve tempestato di gigli, che sono bianchi e quindi simbolo essi stessi di
purezza.
Allinterno di questo brano presente un elemento tipico del decadentismo: il forte
simbolismo, che possibile individuare in tutto il testo.
I termini non si riferiscono semplicemente agli oggetti descritti, ma rimandano a delle
dimensioni altre. Anche questa fusione pi che interruzione tra realt concreta e fantasia,
rientra nel procedimento che potremmo definire decadente, dove fantasia e realt si fondono
in un tuttuno e sono difficilmente distinguibili.
latte immateriale immateriale perch non ha materia come la nebbia o la neve.
irradiamento chimerico la chimera un mostro, un elemento fantastico, come se questi
elementi fantastici si proiettassero in tutta latmosfera dintorno rendendo questultima di
sogno e stranita, non la realt a cui siamo solitamente abituati.
La neve copriva filigrana sta ricorrendo allestetismo perch la neve depositata sul
cancello, viene apprezzata perch ricorda lopera di un orefice, non il contrario. Perch la
filigrana dellorefice ispirata alla natura e noi non ci mettiamo nulla, le forme che noi
creiamo sono frutto di fantasia ma sono associazioni di forme che cogliamo dalla natura e
dunque il processo si inverte.
Il giardino fioriva paradiso di selene sta dicendo che la presenza della neve creava delle
forme strane (--> gigli enormi e difformi). Abbiamo di nuovo il procedimento estetico; prima
fa riferimento ad una incantazione lunatica, cio ad un incantesimo prodotto dalla luna, e poi
specifica ulteriormente ad un esanime un paradiso senza sangue, perch la luce della luna
bianca, non calda, ricorda pi la morte e non la vita.
Selene dea della luna, divinit che produceva incantesimi che vengono descritti nelle opere
mitologiche greche, da qui il paragonare il paesaggio circostante che vede ad unopera
letteraria.
Tutta l'opera caratterizzata da un linguaggio fortemente simbolico, come tutte le opere
d'annunziane al di l di quelle che sono le tecniche narrative. Il linguaggio fortemente
correlato all'estetismo, basti pensare a quando paragona la neve alla filigrana lavorata
dall'orefice oppure ancora quando il giardino della Casa, completamente ricoperto di neve e
ghiacciato, spinge l'autore a paragonarlo a un esanime.
Ma l'estetismo presente anche nei passi successivi quando dice "Quei candoriariostea",
dove la neve trasformava l'edificio rendendolo particolarmente suggestivo perch ricorda
all'esteta i palazzi incantati descritti da Ariosto nell'Orlando Furioso.
Qui abbiamo un passaggio quasi impercettibile dal personaggio al narratore, quindi nella
parte iniziale la focalizzazione interna, poi si passa al narratore che un esteta come Andrea
Sperelli, ma assume un atteggiamento ironico nei confronti di questo personaggio.
"Si sentivaluna" non n simbolismo n estetismo, abbiamo una rappresentazione
soggettiva del paesaggio che sembra il riflesso dello stato d'animo del personaggio e questo
non rientra specificatamente nella produzione decadente, ma riguarda anche la produzione
romantica.
Il simbolismo ostentato evidente soprattutto nella parte successiva quando ci parla dei due
personaggi Elena, vestita di porpora, e Maria, vestita di ermellino. L'ermellino una pelliccia
bianca che entra in contrapposizione con la porpora di Elena: il bianco simboleggia la purezza
(legato al nome Maria), il color porpora simboleggia invece la sensualit.
Ancora quando "e come il suo spiritoe l'immaginaria per Maria" entrambe le donne sono

desiderate per motivi completamente diversi: se Elena desiderata realmente da Andrea in


quanto suo alterego (anch'essa un'esteta), Maria desiderata per la speranza di poter
trovare una purificazione, poter dare nuovo senso e nuovo significato alla sua vita perch
Maria dovrebbe indurlo, nella sua purezza, a condurre una vita secondo i criteri, i canoni
morali e le consuetudini borghesi del tempo.
Nella seconda parte Sperelli si perde in una fantasia immaginandosi Maria mentre cammina
nel luogo ricoperto dalla neve vestita di bianco, essa ancora pi candida dell'ambiente
circostante; essa va ad immolarsi, il suo incedere strettamente correlato al fatto che questa
sia una fantasia di tipo erotico, egli si immagina che Maria vada da lui per farci l'amore. Qui
l'autore utilizza un linguaggio volutamente ambiguo perch mescola il sacro con il profano,
tipico di un personaggio che si erge al di sopra della morale comune e che rende ancora pi
perverso il suo sogno erotico. Maria ci viene paragonata a un essere puro e superiore e proprio
per questo motivo il suo incedere ricorda quello della Vergine Maria, da qui l'uso di frasi latine
che appartengono al linguaggio liturgico cristiano (ave, amen ecc). Per allo stesso tempo,
accanto a questa terminologia, abbiamo altri termine dove non si parla di amore sacro (che
Maria dovrebbe apparentemente suscitare), ma di amore profano e anzi proprio questa
mescolanza che rende agli occhi di Andrea ancora pi desiderabile il personaggio di Maria,
come se possedendo Maria possedesse un qualcosa di puro che risulta assolutamente
inviolabile.
Anche qui si denota l'estetismo d'annunziano per la ricerca del piacere, perch si erge al di
sopra della morale comune e perch al di l di quelli che sono i suoi discorsi, lui non vuole
amare Maria per ritornare allo status di normalit e conformarsi a quelli che erano i dettami
morali della societ di appartenenza, lui lo vuole fare per soddisfare un suo desiderio
morboso.
L'OPERA DISTRUTTIVA DELLA NEMICA
cos che viene soprannominata Ippolita Sanzio, la donna amata da Giorgio Aurispa. Ma
talmente innamorato di questa donna che in lei proietta la sua parte pi oscura, la sua
malattia interiore che lo rende particolarmente impotente e gli impedisce di raggiungere i suoi
obbiettivi. In questo brano il simbolismo si accentua in maniera smisurata e tutto diventa
estremamente soggettivo, ogni elemento della natura diventa espressione dell'interiorit del
personaggio. Questa accentuazione del positivismo data anche dall'adesione dell'autore a un
nuovo genere di romanzo, quello psicologico che nacque in Francia proprio in quegli anni.
Nel romanzo psicologico prevale la focalizzazione interna sul personaggio, ma non esclude la
presenza del narratore anche se, esattamente come succede nel Piacere, spesso questi due
elementi sfumano uno nell'altro, molto difficile riuscire a separare il punto di vista del
narratore da quello del personaggio.
L'ambientazione marina e questo fa s che si creino quelle condizioni che sono state
individuate come condicio sin equa non per l'estasi panica; tra l'altro all'interno della
descrizione del paesaggio circostante l'autore fa riferimento a questo concetto quando parla
del dio Pan nella quarta riga dove dice "l'ora panica". Questa frase ha un duplice significato:
1.L'ora del dio Pan che abitava i luoghi e i boschi nell'ora estiva
2.Panica in riferimento al panismo e quindi si sta parlando del mezzogiorno, del
meriggio estivo.
In questo brano ci sono due personaggi, Giorgio Aurispa e Ippolita Sanzio che sono sulle rive
dell'Adriatico. Giorgio guarda Ippolita che va a bagnarsi i piedi nelle acque e la descrive in
maniera fortemente soggettiva. Ippolita un personaggio ambiguo, e ci rimarcato, insieme
ai sentimenti contraddittori che legano Giorgio a questa donna, nella descrizione perch da un
lato lui molto attratto da lei per la sua bellezza e la sua dolcezza, ma dall'altro lato la
disprezza perch di origine plebea ( evidente il suo estetismo) e ci sottolineato quando
descrive i suoi piedi deformi che nella loro deformit indicano l'origine rozza e plebea di
questa donna. Lui prova attrazione ma anche estetica repulsione.

L'autore descrive le ciocche bagnate di Ippolita quando essa esce dall'acqua per andare da
Giorgio, tutto il personaggio di Ippolita pervaso da un'ambiguit che sembra ricordare
quella provata nei confronti di Maria da Sperelli, per qui non c' l'aspirazione alla purezza.
"la donnacristallo armonioso di un ellesponto" qui c' un forte estetismo, la donna
considerata bella e specchio della natura in quanto al poeta essa ricorda le statue greche che si
affacciano armonicamente sull'ellesponto. Per non la donna in s ad essere cos, ma la
donna viene percepita in questo mondo dal personaggio che prova attrazione e repulsione.
C' un avvenimento importante che viene omesso dall'autore: i due hanno un rapporto
sessuale La visione lugubre del paesaggio si accentua ulteriormente (i promontori
chiamava), questo espressione dell'impotenza che caratterizza il personaggio di Giorgio
Aurispa, un personaggio che si sente soggiogato dalla figura di Ippolita che verr considerata
la responsabile principale della sua incapacit a realizzarsi.
Nell'ultima parte ("saliva su per lain un attimo") abbiamo un dialogo tra i due, lui vuole
morire per via dell'attrazione e della repulsione che prova nei suoi confronti. La sua
impotenza lo porta ad avere desideri suicidi.
"Fragoroso nera nel sole" gli elementi della natura riflettono lo stato d'animo del
personaggio. una natura che impedisce al poeta stesso di realizzarsi.
LA PIOGGIA NEL PINETO
Il poeta immagina di trovarsi, in una giornata d'estate, con la sua donna amata, alla quale d il
nome classico di Ermione, nella pineta di Versilia battuta dalla pioggia.
La lirica rappresenta le sensazioni prodotte dalla pioggia estiva che cade, sempre pi
intensamente, sulla pineta in cui stanno per addentrarsi cogliendola nei vari momenti con la
sua musicalit: all'inizio quando ancora rada per poi divenire sempre pi scrosciante. La
natura sembra risvegliarsi al contatto della pioggia come una serie di strumenti dal suono
diverso. In mezzo a questi suoni e sotto l'intensificazione della pioggia, l'uomo e la donna, si
abbandonano con volutt (passione, piacere, libidine) al freddo della pioggia sentendosi quasi
purificati dall'acqua piovana che bagna le vesti. L'acqua che cade addosso sembra inzupparliimmergere lentamente e progressivamente nella natura, divenendo parte di essa.
probabilmente una delle liriche pi famose di Gabriele D'Annunzio, essa virtuosistica
perch l'autore ricorre moltissimo al virtuosismo, all'eccesso di figure retoriche che sono in
funzione della musicalit. una poesia che concretamente non ha chi sa quale grande
significato, tutto si riduce al tentativo riuscitissimo di descrivere la musica prodotta dalle
gocce di pioggia che cadono in varie zone di questa pineta. C' anche un abbozzo di panismo,
per la musica diventa evocativa della realt altra dell'ideologia decadente a cui D'Annunzio
aderisce in pieno.
La musica in questa poesia ha un'importanza fondamentale perch l'unica arte che si sgancia
completamente dalla realt fenomenica e risulta estremamente evocativa della realt altra.
Questo un esempio del virtuosismo d'annunziano, altro esempio "L'onda".
Prima stanza
Ermione il nome che lui attribuisce alla donna amata. Sceglie un nome che appartiene alla
letteratura antica, un nome di origine greca, come se fosse una sorta di divinit che popola i
boschi, esattamente come il dio Pan.
La poesia inizia con un "taci" che in perfetta sintonia con tutte le volte in cui, nell'interno
componimento, l'autore invita Ermione ad ascoltare la musicalit della natura. Loro stanno
passeggiando e a un certo punto sentono la pioggia che cade, questo evento naturale spinge
l'autore a voler ascoltare la natura per fondersi con essa perch i suoni della natura
permettono al poeta e alla sua donna di entrare in contatto con questa realt altra e giungere
all'estasi panica.
"Taci-ascolta" sono due imperativi che lui rivolge alla donna amata in modo da esortarla a
entrare in comunicazione col mondo naturale, per poi le parole che lui sceglie e la struttura
dei versi sono in funzione della musicalit.

Il rumore prodotto dalle gocce di pioggia viene paragonato a delle parole che esprimono un
linguaggio sovraumano e che evoca la presenza di una realt altra che si nasconde dietro le
parvenze fenomeniche (che parlano gocciole e foglie lontane).
L'autore ricorre a tutta una serie di espedienti per riuscire a riprodurre quello stesso suono:
piove..piove..piove procedimento anaforico, forti allitterazioni gocciole-foglie, iterazioni,
ripetizioni in forma quasi anaforica non odo, ma odo, parole, parole. Ancora, l'uso di tanto
in tanto di un sistema di rime senza che sia presente un sistema ben preciso (irti-mirti, pinidivini, fuggenti-aulenti, accolti-folti ecc.), la presa di un climax ascendente (piove dalle nuvole
sparse) caratterizzato sia dall'enumerazione che da periodi che man mano si fanno sempre
pi brevi.
Ma a parte questi elementi la musicalit e le variazioni musicali sono affidate alla
versificazione, agli accenti ritmici o ictus che cadono in posizioni differenti scagliosi
accolti si creano un'accelerazione e una decelerazione continue in base alla posizione degli
accenti. L'autore utilizza versi sempre differenti, talvolta composti da cinque sillabe, talvolta
da tre (divini e silvani) la variazione dei versi determina una forte variazione degli ictus che
crea una diversificazione musicale che espressione della diversificazione fonica determinata
dalle gocce di pioggia che cadono in varie zone della pineta, in alcuni momenti la pioggia pi
forte, in altri momenti meno intensa. Qui l'autore, nell'ultima parte, quando dice "volti
silvani", oltre a utilizzare il refrain (o ritornello, l'ultima parte di questa stanza si ripete
nell'ultima parte del componimento), fa riferimento anche al fenomeno panico: i volti dei due
amanti diventano silvani, che appartengono alla selva, anch'essi sono due elementi della
natura esattamente come gli alberi, le foglie, l'erba ecc.
Su i freschinovella qui il discorso si fa estremamente generico e volutamente ambiguo
perch in realt l'autore sceglie queste espressioni per la loro musicalit. Freschi pensieri
una sorta di sinestesia perch viene attribuita la freschezza ai pensieri.
Abbiamo anche un poliptoto in "t'illuse - m'illuse".
In "favola bella" probabilmente fa riferimento al sentimento d'amore che lega questi due
personaggi, per in realt queste parole vengono scelte unicamente per conferire musicalit al
componimento poetico.
Seconda stanza
come se a un certo punto il suono della pioggia si interrompesse o riguardasse solo il fondo
del bosco e loro cominciassero a percepirlo in maniera meno chiara e man mano che si
avvicinano in maniera sempre pi nitida.
Odirade in questo caso l'autore ricorre a un climax discendente, la frantumazione del
verso in due parti per l'asindeto (pi rade, men rade) e la ripetizione dello stesso termine, crea
un procedimento anaforico tipico dell'epifora (ripetizione del suono a fine verso) in questo
caso a fine emistichio. Ci determina una decelerazione del ritmo e quindi mette in evidenza il
variare del suono nelle varie zone del bosco.
Pianto - canto allitterazione.
AscoltaErmione anche qui l'autore prima ricorre al climax discendente poi accelera il
ritmo ricorrendo al polisindeto (e non pi all'asindeto) e poi esplicita le sue scelte: questa
variazione musicale viene paragonata a strumenti suonati da innumerevoli dite. Abbiamo
quindi il processo di antropomorfizzazione della natura che una delle altre caratteristiche
presenti nella produzione decadente e in modo particolare in D'Annunzio. Cio le gocce di
pioggia vengono paragonate a innumerevoli dita umane che cadendo sulla natura come se
suonassero uno strumento ogni elemento della natura su cui cadono le gocce di pioggia,
viene paragonato a strumenti diversi per cui la pioggia che cade all'interno della pineta viene
paragonata a una vera e propria orchestra costituita da tantissimi strumenti.
Vita viventi figura etimologica che crea una fortissima allitterazione che vivono di vita
vegetale.

Anche qui si accenna all'estasi panica "E immensiErmione" attraverso una forte
simmetria. Le percezioni sensoriali sono fondamentali per dar vita a questa estasi panica.
Terza stanza
L'epifora (si spegne) rallenta il ritmo creando un anticlimax, il rallentamento dovuto anche
all'enumerazione.
Pi sordotrema,si spegne la frantumazione del verso crea decisamente un anticlimax.
L'autore dice che lentamente il canto delle cicale si spegne per dare spazio al canto della rana.
(lezione del 24 novembre)
AscoltaAscolta anadiplosi, iterazione, necessit dell'io poetico e di Ermione di ascoltare il
suono della natura, un elemento che consente ai due personaggi di fondersi con essa in
estasi panica.
Se la pioggia cade nei vari elementi della vegetazione che costituiscono questo bosco, i canti
delle cicale e della rana costituiscono delle voci solistiche come in un'orchestra. Anche qui
l'autore ricorre al refrain in "chi sa dove, chi sa dove!" che viene ripetuto nell'ultima stanza.
Poi inizia il processo panico.
Ultima stanza
qui che si sviluppa il processo panico in "pioveesca".
Virente verde.
Paresca come se fuoriuscisse dalla scorza di un albero.
Aulente profumata.
Son comeerbe vede sorgenti di acqua fresca.
Nella prima parte l'autore nel descrivere il processo panico, come nel Meriggio, ricorre alla
similitudine.
E il verdeginocchi sono come delle piante rampicanti che legano e creano una fusione tra
il poeta, la donna amata e il resto della natura.
E poi notiamo il refrain che si ripete come un vero e proprio ritornello.
LA SERA FIESOLANA
La sera fiesolana il primo testo della raccolta Alcyone ad essere composto (1899) e presenta
una sera di giugno, periodo del declino della primavera e dellinizio dellestate. La poesia
strutturata su tre strofe di quattordici versi con metri differenti ogni strofa intermezzata da
una lauda o ripresa (secondo la tecnica della ballata) in tre versi alla sera. Il componimento
fitto di rime liberamente distribuite nel testo.
Originariamente ognuna della stanze di questo componimento costituiva una poesia a s
stante, poi l'autore ha deciso di fondere le varie poesia intervallandole con il refrain o meglio
la ripresa. Essa costituita da una rete di analogie e corrispondenze che legano le varie stanze.
Prima stanza + refrain
L'autore esordisce con una sinestesia (fresche le mie parole) che la figura retorica pi
gettonata dai decadenti proprio perch l'unico modo per riuscire ad evocare la realt altra la
percezione sensoriale dal momento che noi non possiamo conoscere l'essenza del tutto
tramite la ragione, ma solo attraverso la percezione. Qui l'autore sta descrivendo
un'ambientazione notturna.
Ti sienfoglie fruscio un'onomatopea, le parole onomatopeiche vengono usate raramente
da D'Annunzio e frequentemente da Pascoli, essa consiste nel ribattezzare l'oggetto per
conferirgli un significato altro. In questo caso l'obbiettivo puramente musicale, tant' vero
che l'autore fa ricorso a una fortissima allitterazione della f a cui si aggiunge il termine fresche
a incipit verso successivo, producendo il rumore delle foglie di gelso mosse dal venticello
notturno che crea una sonorit particolarmente suggestiva ed evocativa di una realt altra.
Nella mansilenziosa si riferisce al contadino che raccoglie le foglie di gelso.
E ancors'annera se a incipit componimento la percezione sensoriale uditiva prevale, ad
essa subentra una percezione visiva fondamentalmente coloristica, c' tutto un gioco di colori
perch descrive la scala nera, il gelso di color argento (il suo fusto). Notare anche come "rami"

sia al femminile e ci induce il lettore a percepirle come una sorta di personificazione.


Spoglie privi di foglie che vengono raccolte.
Mentrecerule qui abbiamo la classica teofania (termine greco), una manifestazione della
divinit, o almeno veniva concepita in questa maniera la percezione della luna, soprattutto nei
culti misterici di Iside (la luna) e Osiride (il sole). Questi culti provenienti dall'Oriente si
diffusero prima e contemporaneamente all'avvento del cristianesimo nell'antica Roma,
interessando soprattutto le classi sociali pi elevate. Tuttavia le teofanie, nella produzione
decadente, sono sempre laiche, non riguardano la manifestazione di una vera e propria
divinit, in tal caso abbiamo la celebrazione della luna in senso quasi pagano del termine. La
luna in questi versi personificata, sta per sorgere e comincia a diffondere la sua luce bianca
che mette in evidenza ancora di pi l'argento dei rami spogli del gelso con il nero della scala
dove il raccoglitore si arrampica. Notare che sia nell'uno che nell'altro caso per definire una
connotazione coloristica, l'autore ricorre a due verbi come il biancica di Meriggio s'annera,
s'inargenta come se conferisse alla colorazione una funzione importante, come di solito
viene attribuita al verbo che l'elemento centrale della frase.
E parvelo la luce della luna bianca e in questo caso viene paragonata a un velo bianco.
Ovegiace non necessariamente si giunge a un'interpretazione chiara in questo caso il
velo offusca la vista, non ci permette di vedere in maniera chiara e nitida, e questo fa scattare
l'immaginazione che viene definita come il nostro sogno perch come al solito D'Annunzio in
compagnia della donna amata.
E parsommersa qui fa riferimento alla luminosit bianca della luna che sta sorgendo e che
distende il suo colore e la sua luce in tutta la campagna.
E parvederla l'autore vuole solo creare suggestione. Ci sono dei passaggi volutamente
ellittici, come l'associazione tra la luce e il gelo, passaggio non esplicitato La luce lunare non
solo un velo, ma viene paragonata alla brina che si deposita come gelo su tutta la campagna
e sembrerebbe quasi che la campagna, siccome la brina non altro che acqua, bevesse
(metafora) direttamente dalla luna quest'acqua che allo stesso tempo sembra generare in tutto
il paesaggio circostante la sperata pace ricevuta dalla luna. Questo perch ci che deriva dalla
luna che una sorta di divinit pagana, non pu che generare pace.
Laudata sii questa frase riecheggia il Cantico delle Creature di San Francesco perch elogia
gli elementi della natura. Per mentre il Cantico celebra la natura di un Dio Cristiano e
Cattolico, qui il gusto propriamente pagano luna, sorgere della luna come teofania
mescolanza tra sacro e profano conferendo al componimento una particolare ambiguit
collegandolo all'estetismo perch l'autore si erge al di sopra della morale tradizionale.
Mescolanze di questo genere non sono presenti in Pascoli.
Laudatasera non viene pi celebrata solo la luna,ma anche la sera che si identifica con la
luna.
E pcielo tipico linguaggio decadente. Probabilmente si tratta di pozzanghere d'acqua che
si trovano sul terreno dove si riflette l'immagine del cielo e della luna e siccome sono umide,
tondeggianti e piene d'acqua, vengono paragonate a pozzanghere. Probabilmente lui sta anche
descrivendo un incanto lunare in seguito alla pioggia e questo permette di associare la prima
stanza con la seconda.
Seconda stanza + refrain
Bruiva francesismo scelto per il suo valore onomatopeico che sembra ricordare il rumore
della pioggia.
Anche qui esordisce con una sinestesia, anche questa una sorta di anafora, l'unica variante
"dolci".
Ti sienfuggitiva l'autore ricorre a una similitudine. Sta parlando di una sorta di
acquazzone quasi estivo e ci indicato sia dalla percezione tattile "tiepida" sia dal termine
"fuggitivo" perch solitamente le piogge estive sono fugaci e questo lo sottolinea nel verso
successivo.

Commiatoprimavera personificazione, come se la primavera salutasse il mondo


commossa per la sua scomparsa. Si parla del mese di giugno in cui inizia l'estate, il 21 giugno
il commiato della primavera prima di lasciar spazio all'estate.
Su i gelsiditi ripetizione su. L'autore a livello fonico, attraverso l'allitterazione, e a livello
visivo riproduce la pioggia attraverso la ripetizione della "i" che sembra ricordare le fitte gocce
di pioggia (questo stato visto anche nel VI canto dell'inferno dantesco, dove le i
riproducevano i graffi sui golosi). Per accentuare questo aspetto l'autore ricorre anche alla
rima viti- diti, non solo, ma qui ancora una volta la pioggia viene paragonata alle dita rosee
che suonano i vari strumenti della natura com' successo nella pioggia del pineto, la natura
antropomorfizzata.
Fratelli olivi riferimento a San Francesco. L'uso di "fratelli", "santit", "vini sorridendi"
conferisce alla natura circostante un'antopomorfizzazione. L'autore sta dicendo che gli olivi
rendono pallidi i pendii delle colline perch le foglie della parte bassa tendono al bianco
connotazione coloristica. Sembra quasi che essi conferiscano gioia ai pendii.
Laudataodora ancora una volta la luna viene personificata, sembra quasi che indossi delle
vesti profumate. Le percezioni sensoriali si accumulano, qui fa riferimento all'orizzonte che
viene paragonato alla salce (erba) che lega il fieno che profumato.
E pel cintocinge allitterazione.
Terza stanza + refrain
Questa stanza espressione massima del nuovo e rivoluzionario linguaggio decadente.
Io ti dirmonti lo scorrere del fiume produce un suono, una musica che si trasforma in
una sorta di voce umana che chiama il poeta e la donna, una sorta di richiamo della natura.
Questa chiamata particolarmente suggestiva (perch non produce parole) del fiume, spinge i
due amanti a immaginarsi dei reami d'amore, un luogo in cui esprimere pienamente il proprio
amore. Ora il fiume produce delle fonti che sgorgano all'ombra degli antichi alberi
(ramisineddoche). Nella cultura classica gli alberi e le fonti erano abitati dalle ninfe che
venivano considerate delle semidivinit (simbolo dell'amore della natura perch si
accoppiavano con i satiri) che in qualche modo fanno riferimento al mistero sacro dei monti,
al fatto che ogni elemento della natura espressione di un'essenza del tutto che va al di l
delle parvenze fenomeniche. Nella tradizione pagana dell'antica Grecia e Roma fa riferimento
alle divinit dell'olimpo, nel caso della produzione decadente fa riferimento all'essenza del
tutto. Qui per non parla di ninfe, dice solo che la natura con i suoi rumori e i suoi elementi
sembra comunicare al viandante il mistero sacro dei monti, l'appartenenza all' essenza del
tutto.
E ti dirchiuda le colline viste a distanza vengono paragonate a delle labbra chiuse.
Osservando quelle "labbra" il poeta spera di carpire il segreto della natura, come se le
colline, assumendo la forma delle labbra, vogliano nascondere il segreto dell'universo che
l'essenza stessa del tutto. come se le colline volessero parlare, ma non possono perch un
segreto che non si pu svelare all'umanit.
E nel silenzio perch le colline non parlano. Ma comunque il loro silenzio funge da
consolazione per il poeta e la sua compagna. Questo senso di pace e consolazione che proviene
dalla natura circostante induce il poeta e la sua compagna ad amare ancora pi intensamente.
Questo pi o meno il significato denotativo dei versi, che non sono stati creati per riferirsi a
un qualcosa di concreto, ma a un qualcosa di astratto, che l'autore percepisce ma non pu
rappresentare.
Laudata siistelle la sera preannunciata dal sorgere della luna e dalle stelle che palpitano
(personificazione). "Pura morte", il concetto della morte celebrato anche nel Cantico delle
Creature perch porta l'uomo a liberarsi della sua fisicit che veicolo di peccato per unirsi a
Dio; qui fa riferimento alla trasformazione panica, per raggiungere l'estasi necessaria la
morte fisica, da qui la purezza della morte che generalmente permette di liberarsi dai vincoli
opprimenti della fisicit per entrare a far parte dell'essenza del tutto.

L'ONDA
Si tratta di una poesia dedicata all'onda in cui, attraverso il fonosimbolismo (fonema unit
di suono che genericamente corrisponde a una sillaba), ci descrive l'onda in movimento
attraverso i sensi della vista, dell'udito, dell'olfatto e del tatto.
nella cala tranquilla scintilla metafora per descrivere l'onda
intesto di scaglia.. del catafratto attua un confronto tra il mare, caratterizzato dalla
presenza delle onde che sono illuminate dal sole e la lorica, la corazza rivestita utilizzata dal
soldato medievale che scintilla al sole.
Lorica si dovrebbe leggere lOrica, ma nella poesia lorIca, il poeta cambia l'accento per
creare una rima baciata.
Sembra trascolorare S'argenta? S'oscura? indica la mutevolezza della colorazione dovuta al
movimento dell'onda
dismaglia l'arme...l'intacca continua a fare riferimento a livello semantico alla guerra, il
vento viene paragonato ad un arma che spezza l'onda e la modifica esattamente come un colpo
di lancia o di spada dismaglia la corazza
dismaglia viene utilizzata in riferimento alla corazza di cui ha parlato prima
Non dura. Nasce l'onda fiacca con una variazione metrica indica la morte della prima onda
e la nascita della seconda
come agnello che pasce pel verde il bianco della schiuma viene paragonato al vello
dell'agnello, mentre il verde del mare al prato in cui l'agnello bruca l'erba
fiocco di spuma risulta qualcosa di meditato, quasi ornamentale nel tutto
riviene, rincalza, ridonda forte fonosimbolismo, termini scelti per il loro effetto
onomatopeico che ci da l'idea dell'incalzare del vento
Palpita, sale... propende climax ascendente
scavezza, spezza termini che indicano la violenza del vento che fa schizzare l'onda
cavo del solco sonora sta parlando della parte vuota dell'onda (dove passano i surfisti)
spumeggia... l'ulva fonosimbolismo, ce lo sta descrivendo a livello visivo, ma allo stesso
tempo ricorre a una serie di fonemi che riproducono il rumore dell'onda stessa.
S'infiora sembra creare una serie di fiori
odora quando il mare agitato sprigiona un profumo di salsedine maggiore rispetto a
quando calmo
travolge la cuora travolge i detriti
ulva tipo di alga
galoppa appartiene al campo semantico del cavallo a cui aveva fatto riferimento in
precedenza, si crea un tessuto analogico come nel gusto decadente
l'avversa... s'accresce l'onda si scontra con un'altra onda che sta nascendo, per poi unirsi ad
essa, creando un'onda ancora pi grande
d'iridi ferve nella risacca l'onda si infrange nel bagnasciuga, creando una serie di spruzzi e
di schizzi di vario genere che determinano una variet coloristica, l'iride l'arcobaleno, gli
iridi sono i colori creati da questi spruzzi
crisopazzi la variet coloristica spinge l'autore a paragonare gli schizzi a pietre preziose
O sua favella! comincia a parlare della sua voce
Sciacqua.. schianta serie di onomatopee attraverso le quali riproduce il suono dell'onda
romba, ride fonosimbolismo della r
accorda discorda paronomasia (Figura retorica, detta comunemente
bisticcio o annominazione, per la quale si accostano due parole di suono simile o uguale ma di
significato differente )
dissonanze... volute profonde ogni volta che il mare si avvolge produce tutti questi rumori
differenziati che poi vengono sommati fra di loro
possente e molle dipende dal tipo di onda, la differenza fra l'onda forte e quella fiacca gi
stata fatta in precedenza

Aretusa personaggio mitologico greco, la ninfa che fu trasformata in una fonte perch
cleptomane. Questo personaggio si trova sulla spiaggia ad attendere l'onda, riferimento alla
religiosit paganarapace la ninfa era cleptomane
grembo lei utilizzava il suo vestito per raccogliere la frutta
Lascia ella... melode quasi un racconto fantastico, Aretusa che si inchina al richiamo
canoro dell'onda e chinandosi dimentica la frutta acerba che lei ha appena rubato nel bosco
perch incantata dai suoni prodotti dall'onda
freschezza marina percezione tattile provata dalla ninfa, che diventa il tramite della
percezione sensoriale del poeta stesso
fura arcaismo che l'autore sceglie per innalzare lo stile poetico e conferire al componimento
estrema eleganza, questa parola deriva dal latino fur- furis che significa furto. un termine
molto usato da D'Annunzio che lo riprende a sua volta da Dante.
Nembo metonimia: significa nuvola, ma in questo caso fa riferimento alla pioggia, gli
schizzi dell'onda, questo termine stato scelto per questioni foniche
musa cantai la lode della mia strofe lunga si rivolge direttamente alla sua musa ispiratrice
senza identificarla, qualcuno ha avanzato l'ipotesi che questa musa ispiratrice potesse essere
la stessa Aretusa, ma non ha molta importanza. Nella produzione classica la musa diventa
identificativa della poesia in s. Il poeta si sta autocompiacendo, complimentandosi da solo
per il suo componimento. Cantai la lode significa che ha lodato e strofe lunga indica la poesia,
elemento che rientra nell'estetismo d'annunziano. Il poeta in questa poesia tenta di rovesciare
la situazione, l'onda molto bella, ma la mia poesia ancora pi bella, e grazie alla mia poesia
l'onda stessa diventa pi bella perch io sono riuscito a descriverla in maniera estremamente
raffinata. Si inverte il rapporto fra l'arte e la natura, D'Annunzio riuscito a creare arte
superiore alla natura stessa.
I PASTORI
Mentre nel componimento precedente il ritmo era continuamente accelerato da climax etc.,
questa poesia ha un ritmo decisamente pi lento. La frantumazione dei versi ne L'Onda,
oltre a rappresentare la frantumazione dell'onda sul bagnasciuga, determinava
un'accelerazione ritmica. Ne I Pastori abbiamo pochi ictus, si tratta di una poesia molto
malinconica. Il tema principale la nostalgia verso la patria e il paese natio, simboleggiati dai
pastori abruzzesi che praticano la transumanza ormai da secoli, che a loro volta sono il
simbolo della cultura di appartenenza verso cui il poeta prova nostalgia. Non si tratta pi di
descrizione estetica, ma di effusione lirica, la lentezza dei versi esprime questa malinconia.
Settembre, andiamo abbiamo una sorta di focalizzazione interna. Il poeta parla come se
fosse lui stesso un pastore dicendo che tempo di migrare insieme agli altri. La transumanza
inizia a settembre. i miei pastori si dissocia, passa alla focalizzazione esterna Adriatico
selvaggio a settembre il mare comincia ad agitarsi
verde come i pascoli dei monti identit coloristica fra i monti che lasciano i pastori
abruzzesi e l'Adriatico
sapor d'acqua... conforto letteralmente significa che si stanno dissetando, ma in senso pi
profondo vuole dire che stanno portando con s una parte della terra natia per confortarli nel
corso del viaggio. I pastori vengono definiti esuli perch sono costretti a migrare, come tutte
le persone che abbandonano la patria cercano di conservare il ricordo della propria casa.
sete desiderio di patria verga d'avellano bastone di nocciolo usato per aiutarsi e per
incitare il gregge
E vanno... padri questo sentiero non percorso solo dai pastori, ma anche dagli antichi
padri che hanno lasciato le loro impronbte (vestigia). Il tratto di strada viene paragonato ad
un fiume d'erba silenzioso.
O voce vuole riprodurre lo stupore e la meraviglia che il primo pastore che originariamente
intravide il tremolar della marina In questa poesia il linguaggio molto pi dimesso, non

soltanto perch pura effusione lirica, ma anche perch sta descrivendo l'ambiente pastorale e
bucolico e conforma il proprio linguaggio alla tematica trattata. tremolar della marina--> principio di
emulazione, si tratta di un'espressione dantesca che troviamo nel primo canto del purgatorio, quando
esce dalla fuliggine dell'inferno e finalmente, pur essendo ancora notte, intravede il tremolar della
marina, rendendosi conto di essere uscito dall'inferno e arrivato in purgatorio.
litoral cammina sono arrivati al mare e la greggia cammina lungo la riva
Senza mutamento l'aria al mare l'aria pi stabile
Isciacquio riproduce il suono prodotto dall'onda attraverso la prostasi, ossia l'aggiunta della vocale i
che crea una forte allitterazione Calpestio il rumore delle pecore dolci romori i due suoni si
fondono
Ah perch non son io c miei pastori? a chiusa esprime il suo dolore per non essere insieme ai suoi
pastori e dunque lontano dalla sua patria. Questa poesia pu anche essere considerata una sorta di
inno alla patria.

LA TRILOGIA = IL TEMPORALE, IL LAMPO E IL TUONO


Questa trilogia comprende tre componimenti poetici riferiti ad un fenomeno atmosferico, il temporale.
Il temporale
La struttura riprende quella della ballata, seppure si tratti di una ballata minima poich non si
compone di varie stanze ma solo di una. Di solito nelle stanze della ballata o della canzone si alternano
endecasillabi e settenari, ma allinterno de Il Temporale lautore ricorre solo a settenari (risultano
settenari perch nel conteggio teniamo conto delle sinalefi).
Il primo verso dovrebbe essere il ritornello della ballata; apparentemente lautore si rif ad un genere
codificato dalla tradizione, anche se in questo caso il componimento presenta una struttura
completamente diversa.
un bubbolio lontano --> si tratta di una frase nominale in cui il verbo viene sottinteso o omesso
volutamente perch lunico obiettivo dellautore descrivere la percezione sensoriale del temporale
che si sta avvicinando. Infatti bubbolio unespressione cislinguistica, ossia unespressione
onomatopeica, tipica del fanciullino; non parla di temporale bens riproduce il rumore che percepisce,
che indicativo dellarrivo del temporale.
Poi per inserisce dei puntini di sospensione che generalmente si utilizzano in relazione alla figura
retorica della reticenza: infatti possono essere utilizzati per riprodurre un tono minaccioso o dei
sentimenti difficili da esternare (estrema sofferenza o un amore che genera dolore e turbamento).
In questo caso i puntini di sospensione fanno riferimento al prolungamento dei rumori generati dal
temporale, che si prolungano e che si ripetono a distanza e viene percepito leco del temporale.
rosseggia lorizzonte come affocato a mare--> in tutto il componimento poetico viene utilizzato un solo
verbo, ossia rosseggia che non indica unazione ma una connotazione coloristica. Infatti la
percezione sensoriale primeggia in assoluto nella produzione decadente; rosseggia lorizzonte
significa che lorizzonte rosso a causa dei fulmini prodotti dal temporale e quindi la connotazione
coloristica colpisce interamente il poeta. Come affocato a mare--> qui ricorre ad una sorta di
similitudine: lorizzonte affocato pu significare infiammato; per il termine ha unimportanza anche
fonica e ricorda il termine affogare (-->come immerso), alludendo ad una situazione di estremo
disagio e di morte dellorizzonte che si trova in linea con il mare, come se fosse completamente
sommerso da esso.
Nero di pece--> lautore ricorre ad uno stravolgimento lessicale, infatti utilizza lespressione nero di
pece e non nero come la pece--> il nero (che implica una connotazione coloristica) un aggettivo:
allinterno della poesia non ricorre ad una similitudine, bens al complemento di specificazione e il
nero come la pece diventa nero di pece, cio il nero che domina, lastratto diventa concreto. Se
lautore avesse mantenuto la similitudine, lastratto sarebbe rimasto tale; ma ricorrendo al
complemento di specificazione, lastratto diventa IL concreto.
nero di pece a monte --> si riferisce ad una dislocazione temporale, indica tutto ci che viene percepito
lontano dal poeta.
stracci di nubi chiare--> anche qui le nubi, che sono il sostantivo, sono il complemento di
specificazione. Inoltre in questo verso viene stravolto lordine di una similitudine: la similitudine
dovrebbe essere le nubi chiare sono come degli stracci perch sono fatte quasi a brandelli; il secondo

termine di paragone diventa il primo termine (-->stracci e non pi nubi che somigliano a stracci). Ma
anche in questo caso lastratto diventa concreto; stracci un termine di paragone e nubi assume il
ruolo secondario di complemento di specificazione del concetto astratto, rendendo particolarmente
ambiguo e generico il dettato poetico.
tra il nero un casolare --> di nuovo laggettivo viene personificato e diventa simbolico della condizione
meteorologica di quel paesaggio. Intravede un casolare e poi inserisce i due punti e va a capo.
unala di gabbiano--> unanalogia decadente, secondo cui due elementi vengono associati senza che
vi sia un chiaro riferimento al comune denominatore che li associa, non ha importanza individuare
questo elemento di raccordo perch lanalogia decadente ha come obiettivo rendere il linguaggio
poetico estremamente simbolico, vago e indefinito, che non pi rappresentativo di una realt
concreta, ma diventa evocativo di una realt altra e per fare questo deve essere astratto e poco
tangibile.
Il casolare potrebbe rappresentare la sicurezza di casa, un rifugio di fronte allimperversare del
temporale; lala di gabbiano, che potrebbe essere associata a dei cuccioli che si trovano nel nido,
potrebbe rappresentare un elemento di protezione.
Riesce a intravedere questo casolare (-->anchesso ha una connotazione coloristica perch
immaginiamo questo casolare come bianco in mezzo al nero, bianco come lala di gabbiano) perch il
bianco simbolo di speranza e positivit, in mezzo al nero che simbolo di morte e sofferenza.
Allinterno di questo componimento presente un continuo riferimento alla morte quando usa termini
come rosseggia, affocato , fuoco, nero, stracci di nubi chiare (-->che per quanto riguarda il
livello coloristico possono acquisire una connotazione negativa che suscita nel lettore sofferenza e
dolore). Quindi il bianco del casolare rappresenta speranza e viene affiancato allala che simbolica
della libert e di una condizione di serenit.
Il lampo
Nei componimenti di Pascoli il titolo parte integrante del componimento poetico e senza il titolo non
capiremmo a cosa faccia riferimento lautore.
Anche questo componimento riproduce in qualche modo la struttura della ballata; grazie
allimprovvisa illuminazione del lampo, come se esso svelasse improvvisamente lessenza della realt
e il poeta riuscisse a vederlo come una sorta di illuminazione non solo in senso fisico, ma anche in
senso psichico e mentale (-->una sorta di epifania).
La terra ansante livida in sussulto--> qui usa un chiasmo; inizialmente nel ritornello lautore usa la e
congiunzione perch si riferisce a qualcosa che sta continuando; possibile che lautore sottintenda ci
che avvenuto nel primo componimento, ossia il temporale.
Ricorre al chiasmo: prima descrive la Terra e ad essa attribuisce gli aggettivi ansante e livida in
sussulto--> la Terra viene personificata con espressioni che di solito attribuiamo ad un essere vivente.
Ansante significa che respira a fatica, perch qui viene indicato lo sconvolgimento dovuto al
temporale; livida qui si riferisce ad una connotazione coloristica. Il livore tipico di una persona che
sembra soffocare se le viene bloccato il sangue; una manifestazione di sofferenza e perdita di
conoscenza. Invece il livore della Terra dovuta al grigiore determinato dal temporale: in assenza di
luce sembra che stia sussultando in un lamento agonizzante.
Il cielo che diventa ingombro, tragico e disfatto--> la struttura la stessa: tragico--> perch il
temporale dato dalla pioggia e la pioggia fa riferimento a una situazione di tragicit, espressione di
una sofferenza comune a tutto il mondo e che circonda il poeta. Inoltre qui lautore ricorre ad un
climax ascendente tramite lasindeto: ansante livida in sussulto / ingombro tragico disfatto. Utilizza
il termine disfatto perch se attribuito ad una persona , implica che questa sconvolta, che non ha
dormito o che si vede in lei il turbamento, langoscia e il suo malessere, quindi esso sinonimo di
sofferenza, ma anche sconvolgimento perch disfatto contrario di fatto.
Bianca bianca nel tacito tumulto --> un ossimoro perch tacito si contrappone al tumulto che
normalmente rumoroso; unallitterazione e una forma di sinestesia perch il tumulto viene
percepito dallautore in senso visivo del termine e il lampo improvvisamente illumina il cielo e la Terra
per una frazione di secondo e lui riesce a veder questo sussulto, ma allo stesso tempo il tutto avviene in
modo silenzioso, perch il lampo rappresenta a livello fonico una pausa e subito dopo si ode il tuono.
bianca bianca --> iterazione (iterare significa ripetere); rientra nel linguaggio fanciullesco perch il
bambino non conosce gli aggettivi superlativi o comparativi di maggioranza e minoranza (ex. molto
bianco o pi bianco) e quando una cosa veramente bianca, dice bianca bianca in modo tale da

ribadire il concetto.
Il lampo illumina il paesaggio circostante e in mezzo a questo stravolgimento da esso causato, lautore
nota una casa particolarmente bianca.
appar spar--> una figura etimologica; usa la stessa radice per esprimere concetti opposti. Questi
due termini sono accostati senza luso della virgola o della presenza della congiunzione e
(polisindeto). Vuole indicare la velocit con cui il lampo si accende e si spegne improvvisamente;
appare e poi scompare improvvisamente e lo rende non solo attraverso laccostamento di questi due
termini, ma anche attraverso la figura etimologica per poi ricorrere alla similitudine.
Come un occhio nella notte nera--> anche qui la similitudine viene stravolta perch il lampo
paragonato al battito di ciglia di un occhio che si apre ed spalancato e quindi esterrefatto e stupito.
Una persona che quando stupita spalanca gli occhi, quindi questo lampo viene paragonato ad un
occhio largo perch esprime stupore e meraviglia. La natura, anche in questo caso, viene
antropomorfizzata poich ad essa viene associata lespressione dellemozione provata da un essere
umano.
Pascoli nella poesia Il lampo di ce esplicitamente di aver voluto far riferimento alla morte del padre
che stato ucciso a fucilate e sicuramente non se lo aspettava, da qui locchio che si spalanca
esterrefatto e si apre e si chiude nella notte nera che rappresenta la morte. Qui abbiamo detto che si
tratta di una similitudine rovesciata perch il lampo nella visione Pascoliana dovrebbe rappresentare il
fuoco dello sparo, che coglie di sorpresa il padre del poeta. Lautore ha voluto rappresentare la
situazione non dallesterno, ma dallinterno, cercando di riprodurre i sentimenti quali lo stupore e il
terrore dellocchio paterno poco prima di morire. A questo punto tutto il contesto ha senso: come se
lo scenario naturale assistesse ad una tragedia, alla morte di un uomo che crea un trauma nel giovane
Pascoli. Quindi la realt e il paesaggio circostante sono specchio della percezione angosciata della
realt.
sapr si chiuse--> antitesi; anche in questo caso ricorre allasindeto che riproduce l appar spar dei
versi precedenti e la velocit con cui tutto avviene e con cui viene consumata la tragedia.
Lantropomorfizzazione della natura sottintende l assenza di una vita che non viene bene esplicitata,
come se il lampo, il temporale ed ogni manifestazione atmosferica fossero espressione di una
condizione esistenziale non ben esplicitata, della situazione vissuta da unessenza non ben identificata
e quindi evocativa della realt altra.

Il tuono
Anche in questo caso il componimento si apre con la congiunzione e che implica la continuit di un
discorso; infatti riprende lultima espressione del componimento Il lampo: la congiunzione e indica
una continuit tra Il lampo e Il tuono, infatti subito dopo il lampo interviene il tuono.
come il nulla--> il nulla la morte;
a un tratto con il fragor darduo dirupo--> paragona il suono del tuono a una frana che avviene da un
dirupo, uno scoscendimento che si trova in una posizione elevata e che produce fragore. In questo caso
prevale una connotazione uditiva, infatti lautore ricorre a forti allitterazioni (--> lallitterazione una
figura retorica fondamentale in Pascoli) delle lettere d - r - u o che vengono continuamente ripetute.
Il tuono rimbomb di schianto--> (rimbomb, rimbalz, rotol cupo) riproduce lo stesso suono, ma
non sta indicando solo un suono bens il modo in cui i massi cadono dopo la frana.
Sembra che il tuono produca un movimento rotatorio e quindi non si riferisce solo ad una percezione
uditiva, ma anche ad un movimento che ricorda quello della frana, perch i sassi e le rocce in una frana
rimbalzano. Il suono del tuono sembra quasi rimbalzare, prima pi forte e poi pi debole, poi di nuovo
pi forte, come se rimbalzasse da una parte allaltra del cielo. Quando lautore ricorre a questi termini,
non vuole conferire loro una sola significazione ma due significati, uno uditivo e laltro del dinamismo,
determinato dal tuono, come se questo si muovesse da un punto allaltro e quindi anche il tuono viene
antropomorfizzato.
Lautore, se nei primi due componimenti ricorre ad una serie di termini che apprategono al campo
sensoriale della vista, nel terzo componimento ricorre a figure retoriche del suono, in modo particolare
allallitterazione(--> che abbiamo incontrato per esempio nel primo verso, con lallitterazione dei suoni
N, R, O, E e queste allitterazioni diventano sempre pi importanti man mano che lautore vuole
rappresentare la crescita e la sonorit sempre pi cupa e assordante del suono).

Termini come rimbomb, rotol cupo se posti in asindeto, evidenziano la produzione di un suono
particolare e la volont dellautore di indicare la dispersione del suono e il fatto che esso sembri quasi
provenire da punti diversi dellorizzonte man mano che si amplia. Tant vero che il termine
rimbalzare non viene scelto solo perch crea allitterazione con rimbomb e rotol, ma anche
perch quando si verifica un tuono sembra che il suo rumore rimbalzi come una sorta di eco da un
parte e dallaltra dellorizzonte. Poi a questo si aggiungono altri termini.
Allasindeto succede il polisindeto perch prima i rumori si fanno ravvicinati e molto intensi e poi pian
piano si distanziano e ricorre alla metafora rimareggi rinfranto.
Qui indica laffievolirsi del rumore e il distanziarsi di esso, perch mentre allinizio il suono fitto e
ravvicinato, pi avanti i suoni si diradano e lautore indica questo con il polisindeto che crea distanza.
rimareggi rinfranto--> rimareggiare sottintende un paragone con unonda; questo termine significa
infatti che il mare risacca e si restringe per creare una nuova onda che si infrange; oltre a creare una
forte allitterazione, riesce a rendere bene anche il suono del tuono che prima sembra affievolirsi e pi
ritorna con prepotenza perch sembra che sia terminato il suono del tuono e poi ritorna alla carica
come unonda che si infrange e poi svanisce.
Otre al polisindeto usa anche il poi che crea ulteriore distanza tra i vari eventi.
e tacque--> silenzio
e poi van--> scompare il suono.
Descrive il classico temporale estivo, carico di elettricit, in cui i fulmini si infittiscono e spaventano
perch sembrano squarciare il cielo.
Ne Il temporale lelemento di conforto dato dal casolare, ne Il lampo dalla casa, mentre ne Il tuono
limmagine di conforto rappresentato dal canto della madre. Se nei primi due la connotazione
coloristica diventa importante (il casolare, il gabbiano, il bianco della casa), adesso pi importante la
connotazione uditiva, in perfetta conformit alla descrizione del suono. Infatti il controcanto del tuono
diventa il canto soave di una madre e il movimento di una culla che cerca di confortare il bambino.
Quindi come la casa bianca, il casolare, lala di gabbiano, il canto della madre e il moto di una culla
rappresentano la famiglia. Pascoli nelle sue opere ossessionato dal nucleo familiare che rappresenta
lunico luogo in cui luomo pu essere gratificato dal punto di vista affettivo. La famiglia viene vista
anche come una protezione dalle intemperie e dalla negativit della vita in generale. Il fatto che il
poeta associ un evento naturale come il lampo alla morte del padre indicativo del fatto che,
allinterno dei Bozzetti impressionistici, la natura rappresenta una minaccia.
Negli ultimi due versi, dal punto di vista musicale, spiccano termini come soave, madre, moto e culla
che indicano una sorta di melodia e che si contrappongono al suono negativo della prima parte.
X Agosto
Si tratta di una delle pi famose poesie di Giovanni Pascoli; lesordio si riferisce al 10 agosto, ossia la
notte di san Lorenzo, durante la quale si assiste ad una ricorrenza particolare: la caduta delle stelle.
Questo fenomeno viene paragonato ad un grande pianto del cielo; dopo lexordium, lautore inizia a
raccontare la storia di suo padre, che fu ucciso proprio nella notte del 10 agosto.
ritornando con una rondine al tetto --> tetto la metonimia con cui la letteratura classica indica la
casa, ma qui lautore specifica che anche un uomo quella notte tornava al suo nido (suo padre), quindi
le due situazioni vengono volutamente incrociate.
luccisero rondinini --> anche qui si crea una forte simmetria tra la seconda e la quarta strofa,
perch mentre la rondine ha nel becco il verme, che la cena per i suoi cuccioli, luomo ha in mano le
bambole per le sue figlie.
ricorrente anche la simbologia cristiana --> come in croce: allusione a Ges Cristo (il padre
simbolo di innocenza); spini --> cadde tra i spini, in riferimento alla corona di spine di Cristo.
Paragona luccisione del padre a quella di una rondine e la rondine, a sua volta, viene paragonata
alluccisione di Cristo perch la sua una morte ingiusta, esattamente come quella di Cristo che fu
immolato ingiustamente. La scelta della rondine non casuale perch dal punto di vista scientifico
conosceva perfettamente gli uccelli (era un esperto ornitologo) e sapeva che quando la rondine muore
spalanca le sue ali e ricorda la figura di Cristo in croce. Inoltre la sceglie in quanto, mentre altri uccelli
possono essere cacciati perch considerati commestibili, la rondine non lo . Quindi luccisione di un
altro uccello poteva essere vagamente giustificata, poich possibile cibarsene, ma uccidere una
rondine una cattiveria e una morte inutile poich non commestibile.
Anche un uomo luccisero -->la ricerca della simmetria continua anche nel ricorso ad alcuni
refrain.

poco prima di morire il padre, come Ges Cristo, perdona i suoi assassini.
e rest un grido --> gli occhi delluomo esprimono la sofferenza.
Ora l invano --> aspettano invano
E tu, Cielo --> la poesia ha una forma circolare perch inizialmente aveva parlato della notte di San
Lorenzo e del fatto che il cielo piangesse, perch con la caduta delle stelle il cielo sembra piangere.
dallalto del Male --> atomo opaco : la Terra che viene paragonata ad un atomo opaco poich
offuscato e non chiaro. come se il cielo piangesse per tutto il male che si concentra sulla Terra e
espressione di questo male luccisione di esseri innocenti come il padre di Pascoli.
La poesia molto melodica grazie al sistema di rime tradizionale, lautore infatti si rif al sistema
metrico tradizionale che riproduce quasi una cantilena.
Non una poesia pura e viene considerata una delle poesie pi brutte mai composte non solo da
Pascoli, ma dalla letteratura in generale; la poesia pura non ha fini didascalici e il poeta riproduce,
allinterno di una poesia pura, le sue percezioni sensoriali che inevitabilmente sono lunico elemento
che permette alluomo di entrare in contatto con lessenza del reale. Il poeta decadente vuole far
parlare la sua parte irrazionale per individuare e percepire lessenza del reale che si nasconde dietro le
parvenze fenomeniche e la poesia diventa pura espressione di questa percezione sensoriale. Invece in
questo caso il fine didascalico esplicito nella ricerca delle similitudini, la simbologia cristiana e
soprattutto quando immagina che il padre, poco prima di morire, perdoni i suoi uccisori,
attribuendogli una purezza paragonabile a quella di Cristo. Denuncia la morte del padre e la malvagit
del mondo. Anche qui fa parlare il fanciullino un po pi cresciuto, che non ha nulla a che vedere con le
espressioni cislinguistiche generalmente utilizzate: in questo caso il fanciullino ha un sua moralit e si
erge al di sopra dellumanit per esprimere dei giudizi morali ben precisi: infatti il mondo viene
paragonato e definito come atomo opaco del male, cio come qualcosa in cui domina la malvagit.
Confronto con Il Lampo
Il lampo invece una poesia pura , dove parla della morte del padre ma senza un fine didascalico: non
vuole istruire, condannare o esprimere le sue posizioni morali.
E cielo notte nera --> non c nemmeno la traccia del fine didascalico; la percezione sensoriale del
mondo che lo circonda diventa soggettiva ed espressione stessa del suo dramma interiore dovuto alla
morte del padre. Quindi come se la natura partecipasse dello sconvolgimento interiore del poeta che
ha vissuto questo terribile dramma. Insiste molto sulla morte del padre e meno sulla morte della
madre e degli altri fratelli perch la morte del padre stata una morte tragica e ingiusta, quindi non
soffriva semplicemente per la morte effettiva, ma soprattutto perch ebbe difficolt ad elaborare il
lutto, cosa non semplice quando si tratta di una morte violenta.
Novembre
Livello denotativo
Gemmea laria: anche qui la frase nominale, laria gemmea chiara come una gemma.
prunalbo biancospino; prunalbus il nome latino italianizzato del biancospino.
Anche qui parte integrante del componimento il titolo. Parla del mese di novembre e dice che la
giornata cos bella che non si direbbe essere in autunno ma in primavera. come se uscisse e,
vedendo il cielo terso e il sole chiaro, si guardasse intorno sperando di vedere gli albicocchi in fiore.
e del biancospino lodorino senti nel cuore --> non una percezione sensoriale reale ma
semplicemente immaginaria.
i puntini di sospensione--> in un primo momento lapparenza inganna il poeta facendogli credere di
essere in primavera; ma osservando meglio la realt si rende conto di essere in autunno ed esprime
questo mettendo i puntini di sospensione e il ma avversativo.
ma secco e pruno terreno --> in realt non ci sono alberi in fiore, ma il pruno secco
stecchite --> usa questo termine per simboleggiare la morte (ex. morto stecchito).
Il termine viene scelto anche per il suo suono e la sua musicalit, ma fa riferimento allautunno,
stagione in cui le piante muoiono.
di nere trame segnano il sereno --> i rami secchi e spogli vengono paragonati a nere trame che si
stagliano sul cielo sereno; unimmagine macabra quasi di morte.
Il cielo vuoto perch non ci sono uccelli, come invece avviene in primavera.
Come cammina sente che il terreno vuoto--> questo accade quando il terreno ghiacciato perch il
ghiaccio dellinverno crea una sorta di vuoto sottostante quando si cammina.
silenzio intorno cader fragile --> fa riferimento allautunno e poi conclude e lestate fredda dei
morti alludendo allestate di San Martino, che corrisponde ai primi 10 giorni di novembre, durante i

quali solitamente sembra che ritorni lestate. Di solito si parte dal giorno dei morti fino ai primi 10
giorni di novembre, il mese che prelude allavvento dellinverno vero e proprio.
Sta dicendo che la realt appare in un modo, ma lapparenza ingannevole, lessenza tuttaltra cosa.
In questo evidente lideologia decadente --> la realt si nasconde dietro le parvenze fenomeniche e
per esplicitare questo usa un fenomeno meteorologico abbastanza conosciuto, ossia lestate di san
Martino.
Novembre esplicitazione della poetica di Pascoli perch a novembre tutto muore.
La prima strofa simbolo di vita e rigenerazione, mentre nelle altre strofe la simbologia quella della
morte; infatti il componimento si chiude con lestate fredda dei morti, in riferimento al fatto che
lestate di San Martino inizia nel periodo in cui si festeggiano i morti e la tematica della morte, che
incombe sulla realt, una tematica tipicamente decadente.
Scelte stilistiche attuate dallautore: novembre rimanda perfettamente alla poetica del fanciullino e
questo lo si evince dallaccostamento di frasi nominali senza verbo (gemmea laria, il sole cos chiaro);
utilizza poi una subordinata che la classica consecutiva. Le consecutive vengono considerate
propriamente delle subordinate in senso stretto del termine perch servono da completamento della
frase precedente sia in latino che in italiano; per questa ragione le consecutive sono alcune delle
proposizioni a cui ricorrono maggiormente gli autori quando vogliono elaborare una poesia con uno
stile che si avvicina di pi al sermo quotidianus, maggiormente utilizzato e fortemente paratattico.
La poesia riproduce il genere letterario del madrigale.
Il termine chiave in questa strofa il cuore (-->senti nel cuore) che ci aiuta a capire che si tratta di
pura immaginazione; lautore crea una fitta rete di suoni, il classico fonosimbolismo. Usa gli albicocchi
per creare lallitterazione di C H I O, che riproducono un suono che diventa simbolico di una
percezione non visiva e quindi non reale e concreta, ma immaginata. Inoltre lalbicocco rimanda alla
primavera.
Viene scelto per una questione fonica: infatti la musicalit viene considerata dai decadenti larte per
eccellenza in quanto la pi lontana dalla rappresentazione della realt fenomenica.
albicocchi/prunalbo--> fortissima allitterazione
stecchite piante sereno --> ci da lidea dello scheletro, le piante sono quasi scheletrite, la morte
domina la realt circostante. Questo concetto viene ulteriormente sottolineato dallallitterazione della
S e della C (secco). Stecchite segnano sereno, lallitterazione della S segna la presenza di aridit che
il simbolo della mancanza di vita ulteriormente evidenziato dalla connotazione coloristica
dellespressione nere trame.
Inoltre si crea un apparente antitesi: il vuoto del cielo per via della mancanza di uccelli, il cavo del
terreno risuona il passaggio di qualcuno, la bara, la sepoltura, il vuoto la mancanza di vita, sono tutti
elementi indicativi della morte in antitesi alla vita e alla luminosit della prima strofa.
Lautore esplicita meglio la descrizione facendo ricorso ad una forte punteggiatura e alla figura retorica
dellipallage (-->ipallage e enallage sono figure retoriche molto usate dagli autori classici, sia greci che
latini, ma poco usate nella produzione letteraria italiana; una figura retorica dello spostamento, cio
viene attribuito un concetto a qualcosa che non lo riguarda) che possiamo vedere nel verso foglie un
cader fragile : lipallage consiste nellattribuire la fragilit al cadere e non alle foglie.
LAVANDARE
Si tratta di un altro componimento poetico appartenente alla raccolta Myricae.
Qui l'autore conia un nuovo termine, infatti il termine "lavandare" non esiste e qui sta per "lavandaie",
l'autore plasma il lessico a favore della musicalit.
La struttura riprende, anche se in misura minima, quella del madrigale che un genere letterario
utilizzato soprattutto dai poeti barocchi e manieristi a partire dalla seconda met del 500. Questo
genere era costituito da tre strofe, le prime due pi brevi (terzine o quartine di endecasillabi) e l'ultima
pi lunga ( rispettivamente quattro o cinque versi). Qui le prime due strofe sono caratterizzate da tre
versi e l'ultima da quattro. Il madrigale veniva utilizzato unicamente o per celebrare la bellezza della
donna amata e di alcuni elementi legati ad essa (pettine, capelli, occhi, il suo incedere) oppure per
trattare la tematica dell'amore, ma era soprattutto un componimento di elogio e celebrazione. In
questo caso viene trattata la tematica dell'amore ma in maniera del tutto originale.
Il sistema di rime regolare nelle prime due strofe, mentre nell'ultima c' un sistema di rime

differente.
L'autore parte da una percezione sensoriale - visiva e dice "nel campoleggero" la parte nera del
campo quella arata per la terra smossa e ricca di humus, mentre la parte grigia la terra non smossa,
quindi sta parlando di un campo mezzo arato. In esso vi un aratro senza buoi che pare dimenticato
tra la nebbia. In molti componimenti pascoliani, la nebbia una costante perch essa offusca la visuale
e impedisce all'autore di descrivere la realt e soprattutto di dominarla e ci espressione della
massima irrazionalit dell'uomo e del poeta. L'ambientazione sembrerebbe autunnale, malinconica,
triste.
Subito dopo "E cadenzatocantilene" dalla percezione visiva si passa a quella uditiva, si crea una serie
di accordi musicali.
"Cadenzato dalla gora" la cadenza viene data dalla gora, dallo scorrere dell'acqua e le lavandaie
sembrano seguire questa cadenza mentre lavano i panni con tonfi spessi (dati dallo sbattimento dei
panni sulla pietra) e allo stesso tempo cantano. A questo punto abbiamo i due punti perch l'autore
inserisce il testo del canto o meglio i due testi del canto che si incrociano: l'autore inserisce due distici
che appartengono a due canti popolari particolarmente diffusi nella sua zona, spesso intonati dalle
lavandaie.
"Il ventopaese" qui viene affrontata la tematica della lontananza, a parlare una donna e ce ne
rendiamo conto perch nel secondo distico dice "rimasta", usa il femminile.
"Nevica la frasca" una metafora perch la frasca non nevica.
"Quando partistimaggese" qui si crea una sorta di circolo: molto spesso i componimenti dell'autore
sono circolari, tant' vero che il senso di abbandono e solitudine provato da questa donna che non ha
pi avuto la possibilit di rivedere il fidanzato paragonata al senso di solitudine, malinconia,
tristezza ed abbandono che l'autore prova nel guardare il paesaggio che lo circonda.
Nel campo mezzo nero e mezzo grigio si suppone che il maggese sia la parte grigia, il maggese la
parte di campo non coltivata (presumibilmente sta parlando del classico terreno che viene diviso in
due o tre parti, in esso una parte viene lasciata non coltivata).
A incipit, l'aratro senza buoi e dimenticato, viene antropomorfizzato (e ci consente di raccordarlo con
l'ultima strofa) sempre per evidenziare l'interpretazione fortemente soggettiva della natura circostante
che diventa specchio e l'espressione dell'animo del poeta, del suo senso di solitudine rimarcato
ulteriormente dai canti delle lavandaie.
Qui c' un gioco fonico, basti pensare a "sciabordare - lavandare" che una rima al mezzo. Inoltre il
senso di malinconia, di tristezza e profonda solitudine rimarcato dagli accenti ritmici che sono molto
frequenti, creando una musicalit lenta e cadenzata che sembra riprodurre la cadenza della gora.
"Con tonficantilene" un chiasmo, nella prima parte mette prima il sostantivo e poi l'aggettivo, nella
seconda parte fa l'esatto contrario. Sembra che questi tonfi spessi producano una sorta di contro canto
rispetto alle lunghe cantilene. Mentre queste creano un protrarsi della musica, i tonfi creano una
cadenza che sembra conferire ulteriore musicalit al canto, come le note in una composizione
musicale.
Anche qui la percezione fonica diventa primaria.
L'ASSIUOLO
tra i componimenti pi famosi e decadenti dell'autore.
L'assiuolo parte integrante del componimento, infatti l'espressione onomatopeica "chi" riproduce il
suo canto. L'assiuolo un uccello notturno simile alla civetta che si trova nei boschi ma talvolta anche
in citt; il canto che si sente quello della femmina che attira il maschio.
Nel componimento si sente una fitta rete di analogie. Inizia con un'interrogativa "dov'era la luna?"
perch la luna sta per sorgere quindi una sorta di epifania o meglio teofania, come gi notato nella
Sera fiesolana, perch anche qui la luna si riferisce ai culti misterici di Iside a cui accenna l'autore
nell'ultima strofa. Siccome la luna non ancora sorta, l'io lirico si chiede dove essa sia.

"ch" proposizione causale.


"chperla" il cielo cominciava ad essere illuminato da una luce chiara, ma la luna di fatto non si
vedeva. L'autore utilizza il termine "nuotare" perch la luce chiara della luna che viene paragonata alla
perla crea quasi una sostanza lattiginosa in cui sembra nuotare il cielo stesso.
"Ed ergersivederla" addirittura i due alberi, il mandorlo e il melo, sembravano ergersi nel tentativo di
intravedere la luna. Anche qui abbiamo l'antropomorfizzazione della natura, l'autore non definisce mai
le piante in maniera generica, usa spesso i termini specifici (il salice e l'ontano del Bove ad esempio).
Questi alberi vengono scelti per ragioni foniche, per creare una forte allitterazione della m, della o
aperta, della a e della e aperte che sembrano prolungare il suono e dare proprio il senso dell'ergersi e
dell'innalzarsi nel tentativo di catturare o intravedere la luna.
Molto interessante che in questa prima parte assente la proposizione principale per eliminare la
gerarchizzazione del linguaggio e per rimarcare il dubbio e l'incapacit di dare delle risposte (in
contrapposizione alla sicurezza affermata tipicamente da qualsiasi proposizione principale). Stravolge
completamente la sintassi classica lasciando sospesa la domanda perch il tutto rimanga nel dubbio.
"Venivanolaggi" "nero di nubi" stravolge la sintassi attribuendo alla connotazione visiva -il nerouna valenza maggiore rispetto al sostantivo -nubi- che diventa addirittura complemento di
specificazione. "Soffi di lampi" una sinestesia perch il tutto si verifica in lontananza, sta arrivando
un temporale e lui vede dei lampi che possono essere percepiti a livello visivo, mentre il soffio
percepito a livello tattile o talvolta uditivo. Perci attraverso un'unica sinestesia sembra raggruppare
non due, bens tre percezioni sensoriali.
"Venivachi" notare la ricerca di musicalit tramite il ricorso del procedimento anaforico in poliptoto
in "venivano-veniva".
Il chi ci viene definito come una voce proveniente dai campi che sembra conformarsi
all'ambientazione perch anche questo suono triste e lugubre.
"Le stellechi" si crea un'analogia tra la nebbia di latte con "notava in un'alba di perla" dove si fa
riferimento alla luce chiara della luna che sembra creare un liquido lattiginoso in cui il cielo nuota.
tutta una concatenazione che si crea come le metafore del barocco, da una metafora ne scaturiva
un'altra e cos via; ma l si trattava di un gioco poetico, di virtuosismo, qui queste continue analogie
servono ad evocare l'essenza del tutto, a ricreare una fitta rete di corrispondenze perch ogni elemento
del reale espressione dell'essenza stessa.
"Le stelle lucevano rare" dopo il tramonto del sole siamo quasi in un'ambientazione notturna e la luna
sta per sorgere. Di nuovo la percezione sensoriale visiva.
"Sentivofratte" si passa alla descrizione sensoriale uditiva e i suoni vengono riprodotti con
onomatopee come "fru fru" che entrano in allitterazione con termini come "fratte". Ad incipit verso vi
un'anafora "sentivo" e l'ulteriore musicalit data da "cullare - mare", una rima interna. Nel momento
in cui passa dalla percezione visiva a quella uditiva, l'elemento fonico diventa ancora pi importante.
Lui ricerca quella stessa musicalit prodotta dal "fru fru" tra le fratte (cespugli), esprimendo il
movimento prodotto dal passaggio del vento o di qualche animale.
"Com'ecosussulto" il sentire uditivo si trasforma nel sentire emotivo "nel cuore un sussulto", il cuore
sussulta quando prova un'improvvisa emozione molto forte. Si crea una sorta di legame analogico tra
voce e singulto, sussulto e grido e quindi una forte gradatio. L'autore attua un'associazione: il suono
dell'assiuolo lo fa sussultare, gli appare come l'eco di un grido di spavento e di dolore, probabilmente
per la morte dei familiari, tant' vero che usa il passato remoto ad indicare che un suono che c'
stato. Il suono lo fa sussultare perch fa riemergere un ricordo doloroso e improvvisamente, attraverso
la gradatio, la voce che viene dai campi diventa un singulto, un pianto espressione del dolore profondo
del poeta.
"Su tutte le lucichi" i culti di Iside (luna) e Osiride (sole) erano culti misterici (su cui si basano le
Metamorfosi di Apuleio o l'Asino d'oro, come vennero ribattezzate in epoca medievale) che
provenivano dall'antico Egitto e che si diffusero a Roma a partire dal I secolo a.C. Con questi culti, per

la prima volta, si parla di reincarnazione o della resurrezione del corpo dopo la morte. Secondo il culto
di Iside i morti potevano tornare sulla Terra riappropriandosi dei propri corpi. Un altro elemento
fondamentale che il culto di Iside e quello di Osiride erano praticati soprattutto in Egitto prima
dell'avvento dell'islamismo (600-700 d.C.) e nel corso delle celebrazioni si usavano i sistri, strumenti
musicali che producevano un suono argentino o metallico che qui viene paragonato allo squassare
delle cavallette (il suono delle loro ali mosse in maniera frenetica).
Le vette sono dette lucide perch illuminate dalla luna, quindi abbiamo di nuovo la percezione visiva.
Tremava un sospiro di vento perch il sospiro proprio dell'uomo, quindi anche in questo caso c'
l'antropomorfizzazione dell'uomo, come se la natura vivesse come l'uomo, provando le sue stesse
sensazioni in un tutt'uno. Questa antropomorfizzazione sempre correlata all'essenza del tutto e sta ad
indicare la rete di corrispondenze.
"Squassavanoargento" allitterazione della s che riproduce lo squassare delle cavallette che a sua volta
viene associato ai suoni dei sistri d'argento. Anche qui c' un'ipallage (figura retorica che consiste nello
scambiare la normale relazione fra due parole in un costrutto) perch lo squassare ad essere
argentino. Ma lui non usa il termine "argentino", ma il termine "d'argento" che d una connotazione
visiva al tutto per allo stesso tempo rimanda a una connotazione uditiva creando uno spostamento
perch non sono i sistri d'argento, ma il suono delle ali delle cavallette paragonato a quello dei sistri.
il linguaggio che viene rinnovato e diventa ambiguo perch non segue pi la struttura di senso, di
significato e grammaticale della tradizione.
"Tintinni" il rumore dei sistri viene associato ai tintinni, rumore che si sente su delle porte invisibili
"che forse non s'aprono pi?" parla delle porte che separano il mondo dei vivi e quello dei morti,
diventa un'operazione a livello intellettuale e di pensiero perch il rumore dei sistri viene associato dal
poeta a rumori su delle porte invisibili. Lui si pone questa domanda perch non crede nella
risurrezione della carne, in un ritorno dei morti e degli affetti. come se questi rumori venissero
percepiti quasi come messaggi dell'oltretomba che per non danno risposte perch lui
fondamentalmente non ci credo.
Con la gradatio il singulto diventa un pianto di morte, il ricordo dei lutti familiari e un riferimento a un
mondo altro che si nasconde dietro le parvenze fenomeniche. Questo riferimento alla realt altra
inquietante per il semplice fatto che il poeta non domina razionalmente questo riferimento.
DIGITALE PURPUREA
La digitale purpurea una pianta medicinale che produce un veleno che, se utilizzato in piccole
quantit previene l'infarto. Un'altra raccolta un po' meno decadente e un po' pi classicheggiante
Poemetti, che si divide in primi poemetti e nuovi poemetti. Mentre Myricae una raccolta di
poesia lirica i poemetti contengono delle composizioni poetiche narrative, ossia di racconto, anche se
molto spesso dietro i racconti si cela l'ideologia del poeta. I poemetti hanno una lunghezza maggiore
rispetto ai bozzetti impressionistici che invece caratterizzano la prima raccolta. Il metro utilizzato
quello classico del poemetto, detto anche carme, ossia quello dei versi in terzine dantesche
(endecasillabi a rime incatenate).
Nei poemetti parla dellagricoltura e fa riferimento al mos maiorum (alla cultura latina) secondo la
quale lattivit per eccellenza erano la guerra e lagricoltura che permetteva alluomo romano di
forgiare il proprio carattere, condurre una vita spartana e parsimoniosa che gli consentiva di
rafforzarsi a livello fisico e psicologico per poter affrontare i combattimenti.
Infatti oltre a essere insegnante di latino Pascoli era un cultore dell'arte e della cultura latina, dunque il
modello da lui ripreso sono le georgiche di Virgilio. Le georgiche un poema didascalico in cui l'autore
parla di agricoltura, della coltivazione dei campi, di come si raccolgono le olive, che strumenti vengono
utilizzati etc., la sua grandezza consiste nella descrizione poetica di tutte le attivit connesse
all'agricoltura, di cui abbiamo la celebrazione. Queste descrizioni sono inframmezzate da miti, il mito
sia greco che latino nasce per spiegare l'origine di qualcosa ad esempio l'origine dell'aratro e

dell'apicoltura. Attraverso il mito cercavano di dare delle risposte anche a livello esistenziale, ad
esempio la teogonia la concezione del mondo e della religione in senso mitologico del termine.
L'opera delle georigiche una mescolanza fra la rappresentazione della quotidianit nei campi e la
mitologia. Nei suoi poemetti Pascoli rappresenta la vita del contadino e tutte le sue attivit, non in
senso verista, ma idillico, esattamente come fa Virgilio. Il poeta latino scrisse le bucoliche per
conformarsi a un programma politico voluto da Ottaviano Augusto che, per eliminare la
disoccupazione e porre rimedio ad alcuni fenomeni sociali come la delinquenza e la prostituzione,
aveva invitato tutti i sudditi dell'impero a ritornare nelle campagne e a coltivare la terra. Questa
strategia serviva anche a risolvere il problema della mancanza di generi alimentari che altrimenti
dovevano essere importati, tratta che comportava un forte aumento dei prezzi. Nella speranza di creare
un'economia dell'autosufficienza Ottaviano aveva attuato una vera e propria campagna di persuasione
affinch tornassero nei campi. Pascoli non mette mai in evidenza le sofferenze della vita di campagna
(i disagi, la fame, le fatiche etc.), come fa invece la letteratura verista, ma la rappresenta in senso
idillico del termine. Questa la raccolta che meglio esprime la sua ideologia, cio l'autore si fa cantore
della piccola e media borghesia rurale e del fatto che tutte le persone dovrebbero possedere un proprio
terreno con cui mantenere la propria famiglia senza dipendere da nessuno.
La novit nella
letteratura che celebra situazioni estremamente umili, come seminare o arare la terra, utilizzando un
linguaggio molto alto. Abbiamo dunque una forte emulazione dei classici rivisitati in chiave moderna.
Proprio per questo motivo i poemetti si allontanano dalla poetica del fanciullino, essi appartengono
alla produzione decadente, ma non la esprimono in toto, fatta eccezione per alcune poesie come La
digitale purpurea, considerata fra le poesie pi ispirate e pi belle dell'intera raccolta, dove l'autore
tratta tematiche particolarmente inquietanti, dove il linguaggio si fa fortemente simbolico e prevale il
gusto decadente. A differenza delle Myricae non abbiamo lirismo, ma narrazione.
vv. 1-10 nei primi versi abbiamole due protagoniste, due donne adulte che si incontrano dopo anni e
iniziano un dialogo, rivisitando i ricordi della giovinezza, trascorsa in un convento.
vv. 1-3 notiamo subito la figura retorica dell'antitesi che percorre tutto il componimento. Le due
donne sono opposte: una esile e bionda, semplice di vesti e di sguardi, mentre l'altra esile e bruna.
Le prima donna, di nome Maria, rispecchia perfettamente la donna angelicata bionda, con gli occhi
chiari e la carnagione chiara, proprio per questo motivo a lei vengono associate la semplicit
dell'abbigliamento, ma soprattutto l'innocenza e la purezza di questa donna che non ha fatto
esperienza di vita (semplice di sguardi). L'altra invece non viene descritta direttamente, troviamo
invece la figura retorica della reticenza (i puntini di sospensione) per spingere il lettore a immaginare
chiss cosa.
vv. 4-5 antitesi fra gli occhi delle due donne, gli occhi che ardono una metafora che indica la
passione , sinonimo di sensualit.
vv. 5-6 l'autore usa un linguaggio fortemente ellittico perch il dialogo avviene fra due persone che si
guardano negli occhi ed quindi pieno di sottintesi. Se si ha un rapporto di complicit con una
persona non si ha bisogno di dire tutto, sufficiente uno sguardo per capirci. L'autore vuole sia
sottolineare la complicit fra le due, che suscitare curiosit morbosa nel lettore, creando dei sottintesi.
La curiosit morbosa si ha quando si vuole entrare nei particolari pi sordidi per provare piacere.
v8 bianche suore, le suore vengono ricordate per il colore bianco, perch simboleggia la purezza
v10 cuore... la reticenza viene usata per indicare l'intensit del ricordo. La donna sta parlando, ma il
ricordo talmente forte che mi lascia senza parole. In questo caso funge anche come introduzione al
discorso successivo, che una lunga analessi.
Piccoli anni cos dolci al cuore la nostalgia viene sottolineata dagli aggettivi
v11 il sorriso dell'altra condivisione di un ricordo e introduce l'analessi
v12 orto un latinismo che viene da ortus e significa giardino. Chiuso indica che queste ragazze si
trovavano in un convento, un luogo completamente separato e protetto dal mondo, in una situazione
apparentemente idilliaca (descrizione del cortile), che cambia completamente quando parla di segreto

canto (canto in latino significa angolo). Maria troppo timida per pronunciare il nome del fiore
proibito, tanto che completa Rachele
vv. 16-18 Maria non si avvicin mai a quel fiore
v17 la donna si chiama Rachele, che nella Bibbia era una donna combattente
vv. 19-25 abbiamo doppia analessi: la prima consiste nel ricordare alcuni particolari dell'infanzia
passata, mentre la seconda la ricostruzione della vita condotta da queste
ragazze nel convento di suore. L'analessi scaturita da una netta separazione fra prima, seconda e
terza parte.
vv. 19-20 il fiore... aria il profumo dolce del fiore viene associato a quello del miele, che poi con
un'ulteriore metafora viene definito un vapore che bagna. La prima metafora determina la seconda, e il
linguaggio si fa fortemente traslato.
Oblio dolce e crudele antitesi, quasi un procedimento ossimorico. L'oblio la dimenticanza che
viene definita dolce e crudele, sta facendo riferimento all'effetto di questa pianta medicinale che se
ingerita (o in questo caso sniffata) porta a un oblio dolce perch dimentico di me stesso, ma anche
crudele. Il perch del secondo aggettivo viene lasciato in sospeso, sta insinuando nel lettore che il fiore
sia una pianta oppiacea, una droga, elemento che rimanda alla cultura della droga tipica del
decadentismo.
Montagna cerulea sorta di ipallage (Figura sintattica per cui si scambia il normale rapporto fra due
parole: per es. Il divino del pian silenzio verde (Carducci) invece di il divino silenzio del verde piano' )
la luminosit talmente forte da connotare anche gli elementi vicini.
Vv 25 non un guardare letterale, ma un riesumare il ricordo insieme
II parte
vedono si ricollega strutturalmente al siedono con cui iniziava la prima parte
azzurro intenso luminosit del cielo che indica positivit, si tratta di un ricordo positivo, nostalgico
pieno... incenso alla connotazione visiva si aggiungono quella olfattiva e uditiva. Quando una
persona ricorda attiva nella mente una serie di sensi, soprattutto l'olfatto che il senso maggiormente
associato al ricordo.
Rose e viole a ciocche sono i fiori che prevalgono e che hanno una connotazione particolare,
l'ambientazione e primaverile
innocenza e mistero il profumo dei fiori diventa il simbolo dell'innocenza delle ragazze del convento,
mentre mistero insinua nel lettore il sospetto di qualcosa. tutto un gioco per suscitare curiosit nel
lettore.
Oh indica stupore e meraviglia nel potersi ritrovare in determinate situazioni
vv. 35-40 parla delle visite che ricevono le ragazze nel convento. Era consuetudine che le ragazze
appartenenti alle classi sociali pi alte fossero educate in convento per insegnare loro la pudicizia,
l'umilt etc. Gli ospiti creano eccitazione, anche qui il poeta ha voluto creare ambiguit, ha una duplice
valenza: semplice felicit perch hanno avuto la possibilit di vedere i loro genitori e parenti dopo
molto tempo oppure... Questo rientra anche nella classica narrativa decadente.
Piangono..perch essendo ancora delle ragazze non riescono a comprendere e a razionalizzare le
loro emozioni e i loro istinti.
V 43 bianco il biancore che connotava le suore connota adesso le educande, ancora simbolo di
innocenza
v 45 fortissima allitterazione, il vento gonfia le loro gonne
libro buono si attribuisce una connotazione sensoriale a un libro, si tratta di un libro didascalico
vv 47-50 descrizione un po' macabra della digitale purpurea, che sono rosse,i petali non sono piatti,
sono tondeggianti e sembrano delle dita, proprio per questo motivo l'autore personifica il fiore,
antropomorfizzandolo secondo il gusto decadente. Questo fiore spande nel giardino delle educande un
profumo ignoto, che potrebbe provocare l'oblio di cui parlava prima.

V 51 dal passato si ritorna al presente. Le due donne si devono salutare, e, nel momento della
separazione, Rachele confessa di aver provato il fiore.
I neri occhi no non osa guardarla in faccia, cosa che fa pensare che si vergogni di qualcosa
v 62-64 l'atmosfera impregnata di sensualit. Lei si alzata all'alba perch svegliata da un sogno
chiamato languido , che le aveva creato una sensazione di ardore. Il poeta non lo dice esplicitamente,
ma potrebbe essere un sogno erotico, non si sa, ma certo che le sensazioni provate da questa ragazza
siano molto forti. anima ignara perch non ha capito cosa ha sognato.
Grave sera gravis-gravi in latino significa pesante, la pesantezza pu essere riferita ad una mente
ingombra di pensieri, che lei atttribuisce soggettivamente alla sera che la circonda. Questo pu anche
essere riferito al rimorso. L'atmosfera quasi notturna rientra nei caratteri di mistero e di negativit che
l'autore ci vuole presentare.
Luce di baleni silenziosi sinestesia che si estende a tutto il verso, rendendolo particolarmente
ambiguo, soffiare la luce sono cose completamente diverse. Come al solito si parla di un temporale
lontano che si avvicina, utilizzato nella letteratura in generale (e da Pascoli) per indicare problemi e
minacce che incombono sull'uomo.
Vieni! lei sta cedendo a una tentazione, quasi demoniaca che viene personificata
si muore sta dicendo che sta per morire e dice tra s e s addio, senza dirlo esplicitamente. Sta
dicendo che la causa di questa morte dovuta all'aver annusato il fiore della digitale purpurea.
possibile che stia facendo riferimento al suicidio, o che sia un riferimento alla droga e alla
tossicodipendenza. possibile che la digitale abbia causato danni a lungo termine (livello denotativo),
mentre in quello connotativo si riferisce ai danni che un momento nell'et giovanile in cui si sbaglia
(donna, notte d'amore, alcol) pu causare. Pu anche essere vista come la morte della sua parte pi
innocente, tutte le interpretazioni sono possibili perch l'autore non ci da una risposta, tutto
immerso nel mistero, nella sensualit e nella morbosit, in un'atmosfera prettamente decadente.
RACCOLTA DI CASTELVECCHIO
Giovanni Pascoli fu un autore molto prolifico, scrisse diverse raccolte di cui alcune in latino, nelle quali
usa una metrica che definisce metrica barbara, con il significato di straniera rispetto al punto di
vista degli italiani.
In questa raccolta di Castelvecchio, lautore ritorna ad una produzione tipicamente decadente infatti
con la raccolta Primi Poemetti e Nuovi Poemetti (che poi confluir in poemetti) lautore si era
distaccato dalla poetica del fanciullino per adottare un metro e soprattutto un linguaggio poetico
decisamente di pi vasto respiro per diventare il cantore della piccola borghesia rurale. Invece nella
raccolta Canti di Castelvecchio torna al linguaggio alogico e analogico tipico della prima raccolta e
quindi decadente.
C una marcata continuit tra la raccolta Myricae e Canti di Castelvecchio, infatti il sottotitolo di Canti
di Castelvecchio Myricae e anche in questo caso Myricae assume il significato simbolico di tamerici
che deriva dal latino; i tamerici che sono piante molto basse che nella poesia virgiliana (esattamente
nelle Bucoliche) diventano simbolo di una poesia dimessa che si fa portavoce di elementi della
quotidianit considerati, in genere, di poca importanza.
La continuit data anche dal fatto che se la raccolta Myricae era dedicata interamente al padre, questi
componimenti sono dedicati alla madre; questo indica un rifarsi allaffettivit della famiglia che lui
definisce il nido in pi componimenti.
Si tratta di poesie liriche e non narrative come i Poemetti, dove lautore racconta la vita del contadino e
le varie fasi dei lavori che si svolgono in campagna e come la vita del contadino sia regolata dal ciclo
delle stagioni. qui abbiamo anche della poesia lirica e ritorna alla poesia pura, cio non didascalica,
una poesia che espressione diretta dellinteriorit del poeta e della sua concezione soggettiva del tutto
e della realt altra e nella quale prevale la percezione sensoriale. Per c una differenza rispetto a
Myricae: essa una raccolta di bozzetti impressionistici--> bozzetti perch si tratta di poesie molto
brevi e impressionistici, perch esprimono impressioni e sensazioni del poeta.

Questi componimenti sono pi lunghi e poi la tematica della morte (in relazione ai lutti familiari)
diventa ossessiva e questa presenza rende decadente la raccolta di Castelvecchio per via della
celebrazione della morte.
Oltre al riferimento alle tragedie familiari, nei canti di Castelvecchio abbiamo tematiche morbose e
inquietanti che a volte si potevano riscontrare in Myricae e poemetti, mentre in questo caso sono
molto frequenti. Ad esempio una tematica che viene trattata con una certa morbosit quella del
sesso presente in Gelsomino Notturno, visto come un qualcosa di negativo dal punto di vista del
fanciullino (perch a parlare sempre il fanciullino).
Nebbia
Pascoli parla con la nebbia e apre le strofe con vari imperativi; usa il procedimento anaforico
(Nascondi) che utilizza per collegare le varie strofe e che rende la poesia simile ad una preghiera
perch ripete sempre nascondi nascondi e per indicare la sua ossessione verso le cose lontane,
che sono i lutti familiari, la sua sofferenza legata al passato di cui non riesce a liberarsi: da qui il
dialogo con la nebbia e da qui il procedimento anaforico che evidenzia la sua ossessione e il desiderio
di liberarsi da essa.
tu nebbia impalpabile scialba --> abbiamo una serie di labiali dal punto di vista fonico; impalpabile-->
qualcosa di evanescente e inafferrabile, inconsistente, quasi una divinit dal momento che si parla di
una preghiera che lautore rivolge alla nebbia;
scialba--> non ha unaccezione necessariamente negativa, si riferisce al colore della nebbia che
chiara e grigia.
tu fumo su lalba --> la nebbia che c al mattino dopo la notte fuoriesce;
rampollare --> significa fuoriuscire da una polla ossia un contenitore naturale nel terreno, dal quale,
se si scava improvvisamente fuoriesce lacqua.
fumo che ancora rampolli --> che fuoriesce dalla natura, sembra fuoriuscire dalle parvenze
fenomeniche sullalba; lambientazione sempre negativa, temporalesca.
crolli daeree frane --> tuoni che vengono definiti cos per il rumore che fanno; i tuoni sembrano quasi
crollare, sembra che qualcosa crolli nellaria tanto il rumore che producono. Mentre nei
componimenti precedenti, il fatto che la nebbia impedisse di vedere qualcosa dava alle poesie una
connotazione negativa, in questo caso alla nebbia viene chiesto esplicitamente di nascondere e di non
consentire al poeta di vedere qualcosa che possa provocargli sofferenza.
Con una sorta di gradatio lautore specifica meglio che cosa sono le cose lontane nella seconda strofa;
crea unantitesi perch vuole che la nebbia nasconda le cose lontane e vuole vedere solo la siepe
dellorto.
la mura --> femminile perch ricalca il menia latino, quindi un latinismo.
Le mura vengono definite piene di crepe in cui spunta lerba valeriana.
Questo implica tranquillit perch la siepe un qualcosa che circoscrive il giardino (lorto) che
rappresenta per lautore un rifugio nei confronti della negativit del mondo circostante, diventa
simbolo dellaffettivit della famiglia.
Un tempo le mura venivano costruite per difendersi dai nemici esterni, tutte le citt nel corso del
medioevo avevano delle mura che ora sono piene di crepe e dove sono presenti le valeriane (valeriana
-->unerba officinale che serve per calmare e per lenire le sofferenze). e la mura che ci protegge--> pu
avere la finzione di lenire la sofferenza del poeta e conferirgli pace e serenit data dalle piccole cose che
gli sono familiari.
nascondi mio pane --> come al solito la sua conoscenza botanica viene usata in funzione
antipositivista , cio non vuole specificare i tipi di albero che ci sono nel suo giardino e la scelta di
questi termini legata a questioni foniche;
peschi meli--> epanastrofe, una figura retorica in cui si pone uno stesso termine al principio e alla
fine di un gruppo di frasi o versi. Si tratta di uniterazione, ossia un procedimento anaforico,

lassonanza (i-e) determinata dallidentit di questi due termini. Generalmente questa figura retorica
suscita stupore nellautore e viene utilizzata nelle orazioni, nei discorsi.
lor mieli --> frutti, dolci
pel nero mio pane --> una sorta di companatico, per evidenziare la semplicit della vita quotidiana
ma soprattutto per celebrare la semplicit della vita del contadino, una vita che lui stesso conduceva.
nascondi campane --> parla di morte
che vogliono chami e che vada --> i suoi familiari si augurano dalloltretomba che lui torni a vivere e
ad amare.
chio veda strada --> sta parlando di una strada sterrata che dovrebbe collegare la sua casa alla
chiesa del paese.
Usa la reticenza per sottolineare la morte che non viene esplicitata e che viene rimarcata dai puntini di
sospensione.
involale al volo --> poliptoto; lo usa perch spera che la sua vita sentimentale spicchi il volo. Di solito
questo suono sgradevole, invece in questa poesia consono a quello che vuole dire, vuole esprimere
unansia di libert, un peso che lo ha sempre accompagnato nel corso della vita. Sembra che voglia
liberarsi della morte fisica per liberarsi di questo dolore.
cipresso --> simbolo di morte.
Usa il deittico l perch ancora non ci arrivato.
Il giardino che circonda la casa simbolo degli affetti familiari; associa il cane, che rappresenta la
fedelt, allaffetto familiare perch rientra nella composizione familiare.
Il Gelsomino notturno
un epitalamio, ossia un componimento di celebrazione delle nozze di qualcuno; gli antichi greci e
latini, in occasione delle nozze, erano soliti comporre delle poesie che venivano detti epitalami, cio
celebrazioni del talamo che il letto nuziale che simboleggia lunione tra due persone.
Il Gelsomino notturno viene scritto da Pascoli in occasione delle nozze di un suo amico.
La musicalit cantilenante ricorda sempre che il protagonista il fanciullino, infatti con gli occhi di
questultimo che viene rappresentata la prima notte di nozze.
ci sono dei riferimenti alla natura come per esempio fiori notturni--> il gelsomino che si apre durante
la notte e le farfalle.
nellora che penso ai miei cari --> allimbrunire (quando tramonta il Sole) pensa ai suoi cari, infatti la
sera, nella tradizione letteraria, rappresenta un momento di riflessione e il poeta pensa al proprio
passato e ai propri affetti.
viburni --> biancospini
farfalle crepuscolari --> sono le farfalline che hanno il compito di impollinare i gelsomini che
altrimenti non potrebbero schiudersi di notte; i fiori si schiudono per essere impollinati dagli insetti.
Gli unici insetti che vagano nella notte sono le farfalle (definite crepuscolari) di cui ci sono varie
specie tra cui quelle che sembrano avere la forma del teschio nella testa e che sono simbolo di morte.
Limpollinazione rappresenta simbolicamente il rapporto sessuale.
Pascoli faceva continui riferimenti alla morte; DAnnunzio condusse una vita meno tragica di quella di
Pascoli: i due non vissero gli stessi traumi e non avevano la stessa sensibilit, ma anche DAnnunzio
faceva continui riferimenti alla morte che invadevano quasi tutto il tessuto poetico.
i gridi --> c una differenza tra i gridi e le grida: le grida sono umane, mentre i gridi sono versi
animali. In questo caso i gridi sono degli uccelli che sono andati a dormire.
da un pezzo bisbiglia --> qui il componimento costituito da varie strofe di 4 versi e ogni strofa si
divide in 2 versi che si contrappongono e creano antitesi.
Si crea unantitesi tra la natura circostante e linterno della casa
sotto lali ciglia --> ancora riferimenti alla natura. Ovviamente il nido di cui parla pu essere
associato alla protezione.

nidi --> metonimia


lali --> sineddoche per indicare gli uccelli
come gli occhi sotto le ciglia --> usa questa similitudine per associare il comportamento animale a
quello umano. Lui era etologo, cio studiava il comportamento degli animali. Non tutti gli etologi si
occupano di tutti gli animali, Pascoli era specializzato in ornitologia (uccelli), conosceva il loro verso
specifico, sapeva perch emettevano quel determinato verso etc.
Qui utilizza queste sue conoscenze in senso positivista per creare associazioni tra il comportamento
degli animali e quello degli uomini, come gli occhi sotto le ciglia.
fragole rosse -->usa le fragole rosse perch sono rosse e dolci e vengono associate alla notte di nozze;
inoltre la fragola viene considerata un afrodisiaco.
Le fragole rosse in questo caso sono metafora di un profumo sensuale con il compito di attirare le
farfalle crepuscolari che impollinano.
splende fosse --> i deittici hanno la funzione di indicare la lontananza del fanciullino, la sua
esclusione da quella casa dove si consuma lamore, ma che allo stesso tempo simbolo di protezione.
chioccetta per laia azzurra stelle --> parla della costellazione delle pleiadi che volgarmente vengono
definite chioccetta. Qui abbiamo una situazione animata perch la chioccetta la mamma dei
cuccioli degli anatroccoli che la seguono per laia azzurra (--> il cielo)
pigolio di stelle --> non stanno veramente pigolando, ma il verso corrisponde allo scintillio delle stelle.
Ovviamente questa immagine tipicamente infantile e rimarca il fatto che si tratti del punto di vista
dellio lirico e del fanciullino.
Nella prima parte parla di unape tardiva --> qualcuno ha ipotizzato che si trattasse del poeta che non
riesce ad avere una sua famiglia ed un suo nido esattamente come questape a cui preclusa la
possibilit di avere una famiglia.
per tutta la notte s spento --> sta dicendo che il profumo delle fragole impregna tutta laria,
per ad un certo punto scompare con larrivo del vento. Usa la reticenza con i puntini sospensione.
Contrappone la natura e luomo: come in tutti i componimenti di Castelvecchio e Myricae, abbiamo in
primo piano le percezioni sensoriali che possono essere olfattive, ma anche e soprattutto uditive.
Infatti nella prima parte abbiamo una sensazione olfattiva e invece nellultima parte abbiamo una
sensazione visiva.
lalba felicit nuova --> i due sposini hanno finito e ora sono felici.
Ovviamente anche qui usa la metafora dei petali della corolla e dei fiori impollinati; i petali si chiudono
perch i petali del gelsomino notturno si aprono solo durante la notte.
un poco gualciti --> strapazzati dallevento
si cova --> usa limpersonale si che rende universale la vicenda e quindi fa riferimento al campo
ornitologico; ma la metafora fa riferimento al mondo animale generico (uomo compreso).
Dentro lurna molle e segreta --> evidente che il termine urna faccia riferimento alla corolla e al
sesso femminile, ma anche alla morte perch le urne contengono i residui e le ceneri di un morto.
Il riferimento alla morte presente in tutto il componimento e si crea una fitta rete di analogie.
Qualcuno ha avanzato lipotesi di una visione violenta del sesso da parte di Pascoli soprattutto nelluso
di gualciti e di urna.